Lo avevamo lasciato in esilio. Lontano dalla presidenza di Alibaba e forse anche dalla Cina. Lontanissimo dai palcoscenici pubblici e ancor più distante dai palazzi del potere di Pechino. Adesso, come se niente fosse, dopo cinque lunghissimi anni trascorsi in oblio chissà dove, Jack Ma ha ripreso il suo posto nel cuore del business hi-tech del Dragone.
Non è stato proprio un fulmine a ciel sereno, visto che lo scorso febbraio il signor Ma era seduto in prima fila, insieme ai principali manager nazionali del settore tecnologico, ad un incontro organizzato da Xi Jinping in persona. E che, proprio presso la Grande Sala del Popolo di Beijing Capital City, il grande imprenditore e il leader della Cina si sono stretti la mano mettendo probabilmente la parola fine a ogni disputa intercorsa tra Alibaba e il Partito Comunista Cinese.
Stando ad alcune indiscrezioni Jack Ma sarebbe tornato negli uffici della sua vecchia azienda fondata nel 1999 in quel di Hangzhou. Bloomberg sostiene che Ma sia più coinvolto che mai nelle decisioni dell’azienda, anche se ufficialmente non ricopre più alcun incarico esecutivo.
Dall’inferno al paradiso, la parabola di Jack Ma
C’è chi sussurra che Jack Ma abbia influenzato – e stia ancora influenzando – importanti decisioni dell’azienda di e-commerce. In altre parole, mentre Joe Tsai ed Eddie Wu guidano il colosso hi-tech, il vecchio fondatore vestirebbe i panni di una specie di influentissimo suggeritore di corte.
Nel 2020 il fondatore di Alibaba aveva criticato il settore finanziario cinese. In tutta risposta il governo aveva bloccato la quotazione in Borsa di Ant Group, una controllata di Alibaba, e avviato un’indagine antitrust sullo stesso gigante dell’e-commerce. I sogni di gloria di Ma svanirono in un battito di ciglia e furono congelati decine di miliardi di dollari, in concomitanza con una vasta stretta varata dalle autorità sulle grandi aziende tecnologiche cinesi.
Il perdono di Ma da parte del governo sarebbe arrivato cinque anni più tardi in un momento particolare, e cioè poche settimane dopo che il modello di intelligenza artificiale della startup cinese DeepSeek aveva sconvolto i mercati azionari mondiali offrendo prestazioni paragonabili ai colossi statunitensi a costi inferiori.
Il nuovo ruolo di Alibaba
L’intera vicenda Deepseek avrebbe convinto Xi a liberare il settore tecnologico della Cina da strette normative e pressioni politiche. “Questo è il momento perfetto per far prosperare le imprese private e gli imprenditori”, dichiarava il leader in occasione del sopra citato meeting di Pechino con i manager del settore hi-tech.
Superata la repressione tecnologica delle autorità, Alibaba si è riorganizzata attorno a nuove aree di sviluppo. Il gruppo, orfano di Ma, ha concentrato l’attenzione sul cloud computing, sui chip e sullo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Wu sta supervisionando l’espansione di Alibaba verso l’Intelligenza artificiale, un’espansione supportata da un piano triennale di investimenti dal valore di 57 miliardi di dollari, mentre Tsai è l’alleato chiave di Ma nel consiglio di amministrazione e Jiang Fan (CEO di Alibaba Ecommerce Business Group) guida la rinnovata attività di e-commerce del colosso.
Ma veglia tutti dall’alto mettendo a disposizione la sua esperienza e la sua genialità. A proposito: il business cloud di Alibaba è cresciuto del 26% nell’ultimo trimestre contribuendo a far salire le sue azioni dell’88%.