Non la possiamo definire proprio una rinascita. Risveglio, semmai, è un termine più corretto e consono alla situazione di Nintendo. L’azienda di Kyoto è infatti tornata a far parlare di sé a livello globale dopo il clamoroso successo rimediato dalla sua nuova console portatile, Nintendo Switch 2, uscita il 5 giugno e subito entrata nel Guinness dei primati.
Già, perché nonostante gli ultimi colpi sparati a salve dalla “grande N” e la nutrita concorrenza nel mercato del gaming (sempre più saturo e frammentato), l’ultimo gioiellino sviluppato dal colosso nipponico ha venduto 3,5 milioni unità in tutto il mondo nei primi quattro giorni dal debutto sul mercato: un record inaspettato.
“Si tratta del livello di vendite globali più alto per qualsiasi hardware Nintendo nei primi quattro giorni”, ha dichiarato Nintendo in un comunicato. L’obiettivo? Tagliare il traguardo delle 15 milioni di vendite entro la fine di marzo 2026, fine dell’anno fiscale in corso. Un traguardo non impossibile, visto che Switch 2 è stata lanciata in Giappone, Nord America, Europa e Australia, e che deve ancora debuttare in altri mercati (a Singapore, in Thailandia e nelle Filippine lo farà il 26 giugno).
Tra l’altro non esistono precedenti casi in cui un produttore di console abbia mai pubblicato i dati di vendita di un suo prodotto dopo appena 4 giorni dal lancio. Ebbene, Nintendo lo ha fatto proprio per sottolineare l’incredibile risultato ottenuto.
Il successo di Nintendo Switch 2
Nintendo non è un’azienda qualunque. Siamo forse abituati, in Occidente, a confondere il suo ruolo nell’economia giapponese con ciò che produce, ovvero videogiochi e console generalmente destinati a giovani e giovanissimi. È un errore grossolano, visto che Nintendo Co. ha chiuso il 2024 fatturando oltre 11 miliardi di dollari e il 2025 (l’anno fiscale si è chiuso il 31 marzo) arrivando quasi a 9 miliardi.
Certo, il suo utile è recentemente calato (del 43%, a 1,95 miliardi) ma, pare, per via del lungo ciclo di vita della Switch original, console arrivata a fine corsa e in procinto di essere sostituita proprio dalla sua erede. Switch 2, del resto, ha venduto tantissimo ma ha anche attirato un’ondata significativa di preordini – 2,2 milioni di richieste sul Nintendo eShop solo in Giappone – e portato alla cancellazione temporanea di alcuni preordini – per esempio nel Regno Unito – a causa di scorte insufficienti.
Switch 2, appunto: parliamo di una console ibrida, giocabile in mobilità o collegata a un televisore, che presenta uno schermo più grande della prima Switch, una memoria otto volte superiore, un microfono integrato e controller rimovibili. È un piccolo capolavoro hi-tech che la stampa videoludica ha definito “la console portatile definitiva”.

Alla ricerca di un nuovo successo globale
Neppure il prezzo ha frenato la popolarità di Switch 2: in Europa costa 469,99 euro contro i 329 euro del suo predecessore. La speranza di Nintendo? Raggiungere, se non superare, il successo conseguito dalla prima Switch che, dal marzo 2017 in poi, ha venduto oltre 152 milioni di unità diventando la terza console più venduta di tutti i tempi (dopo PlayStation 2 di Sony e Nintendo Ds).
Nintendo, controllata al 9% dal Public Investment Fund (Pif) dell’Arabia Saudita, ha spiegato che nel corso dell’anno arriveranno giochi interessanti per Switch 2, compresi i nuovi capitoli delle saghe The Legend of Zelda, Pokémon e Kirby. Non solo: per rilanciare il proprio business l’azienda giapponese ha aperto un negozio a San Francisco e un parco divertimento, il Super Nintendo World, a Orlando.
A Kyoto, inoltre, è stato inaugurato da meno di un anno il Nintendo Museum, l’affollatissimo museo che celebra i primi 135 anni di storia del gruppo. Per l’anno fiscale 2025 Nintendo stima di raggiungere un utile di 2,1 miliardi di dollari, con un miglioramento di quasi l’8% su base annua, e vendite per 13 miliardi, in aumento del 63%. Gran parte di questi obiettivi dipendono dall’andamento di Switch 2.
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