Meno di un anno dopo che OpenAI aveva segretamente manifestato l’interesse a collaborare con il Dipartimento della Difesa Usa, un documento di appalto ottenuto da The Intercept rivela che il Comando Africa degli Stati Uniti (AFRICOM) considera essenziale l’accesso alla tecnologia di OpenAI per la propria missione. Il documento, datato 30 settembre, descrive le motivazioni di AFRICOM per acquistare direttamente servizi di cloud computing da Microsoft, come parte del contratto da 9 miliardi di dollari denominato Joint Warfighting Cloud Capability, invece di cercare un altro fornitore sul mercato. Nel documento, classificato come Informazione Non Classificata e Controllata (FEDCON), si afferma che l’IT gioca un ruolo critico per gli obiettivi della missione di AFRICOM, includendo il supporto ai partner africani e l’organizzazione di esercitazioni congiunte.
AFRICOM ha ricevuto l’approvazione dell’Agenzia per i Sistemi Informatici della Difesa (DISA) per tale acquisto. Sebbene il prezzo non sia specificato, il valore dell’acquisto è indicato come inferiore ai 15 milioni di dollari. Come altre entità del Dipartimento della Difesa, anche AFRICOM è sempre più interessato ai servizi cloud e, in questo caso, intende acquistare i servizi di Microsoft Azure, incluso il software di OpenAI, senza prendere in considerazione altri fornitori. Secondo il documento, la piattaforma Azure di Microsoft, che include strumenti avanzati di intelligenza artificiale e machine learning (AI/ML), rappresenta l’unica soluzione in grado di rispondere alle esigenze specifiche di AFRICOM, come la capacità di analizzare e processare enormi quantità di dati.
Nel 2023, Microsoft ha iniziato a offrire il modello linguistico GPT-4 di OpenAI a clienti del settore della difesa. Questo ha coinciso con il cambio di politica di OpenAI, che a gennaio ha rimosso il divieto di utilizzo dei propri strumenti per scopi militari. In questo contesto, OpenAI ha anche avviato una collaborazione in materia di sicurezza informatica con DARPA e ha pianificato iniziative per la prevenzione dei suicidi tra i veterani. In aprile, Microsoft ha proposto al Pentagono l’uso dello strumento di generazione immagini DALL-E per il software di comando e controllo. Tuttavia, il documento di AFRICOM rappresenta la prima conferma dell’adozione dei prodotti di OpenAI da parte di un comando di combattimento degli Stati Uniti.
AFRICOM sottolinea che l’accesso agli strumenti di AI di Microsoft, tra cui quelli di OpenAI, è fondamentale per estrarre informazioni significative da grandi quantità di dati. Questa capacità permette di evitare ritardi decisionali e migliorare la consapevolezza situazionale, assicurando una risposta agile alle minacce in continua evoluzione nel continente africano. I servizi di intelligenza artificiale vengono infatti visti come essenziali per elaborare i dati raccolti nelle operazioni di intelligence e per l’analisi rapida di conversazioni audio intercettate.
Nel gennaio 2023, il CEO di OpenAI ha cambiato la rotta aziendale verso il settore della sicurezza nazionale, nominando nel consiglio Paul Nakasone, ex direttore della National Security Agency, e Katrina Mulligan, ex funzionaria del Pentagono specializzata in operazioni speciali. Inoltre, una direttiva della Casa Bianca ha recentemente imposto al Pentagono di accelerare l’adozione di strumenti come quelli di OpenAI, sottolineando l’importanza di rispettare valori democratici e standard etici. Di conseguenza, OpenAI ha dichiarato che le sue attività in ambito di sicurezza nazionale si basano su valori come i diritti umani e la trasparenza, asserendo che tali applicazioni debbano essere soggette a supervisione.
La situazione, tuttavia, solleva preoccupazioni tra gli esperti. Heidy Khlaaf, ricercatrice presso l’AI Now Institute, ha espresso allarme per l’uso di strumenti di OpenAI, ritenendo che la loro inaccuratezza possa compromettere operazioni mission-critical. Inoltre, l’utilizzo dell’AI nei contesti militari è considerato controverso, soprattutto in considerazione del coinvolgimento di AFRICOM in operazioni delicate e talvolta associate a colpi di Stato e violazioni dei diritti umani in Africa. Nonostante la dichiarazione di mantenere una “presenza leggera”, la rete di basi militari statunitensi nel continente africano è estesa, con operazioni di addestramento e missioni speciali che puntano a contrastare gruppi militanti e a stabilizzare le aree critiche come il Sahel e il bacino del Lago Ciad.
AFRICOM, inoltre, ha faticato a gestire i dati e a tenere traccia delle proprie attività, come dimostrato dai casi passati in cui non è stato possibile verificare il numero di colpi di stato e violazioni commesse dai suoi alleati locali. In alcuni casi, i resoconti ufficiali si sono rivelati inaccurati rispetto alle indagini segrete, come nel caso di un attacco con droni in Somalia nel 2018, che portò alla morte di civili nonostante le dichiarazioni iniziali indicassero che non vi erano state vittime civili.
In sintesi, mentre l’adozione della tecnologia di OpenAI rappresenta una nuova fase nell’integrazione dell’AI nelle operazioni militari di AFRICOM, rimangono molte domande sulla compatibilità tra gli obiettivi militari e i valori etici che OpenAI dichiara di perseguire.

