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Il successo di ogni politica di transizione energetica, processo complesso e destinato a esser centrato su una nuova catena di approvvigionamento, dipenderà in larga misura dalla capacità degli operatori di gestire nel migliore dei modi le infrastrutture critiche attorno cui la generazione e la distribuzione energetica si svilupperanno. Dalle dighe ai parchi eolici, dalle centrali elettriche alle reti, ogni infrastruttura ha inevitabilmente un impatto a livello ambientale ed ecologico. Ragionando nell’obiettivo del perseguimento di una crescente sostenibilità in campo economico ed ambientale, risulta vitale capirne la portata e gestire al meglio la costruzione e la gestione degli impianti.

Il progetto di un’infrastruttura deve innanzitutto tenere ben presente la somma degli obiettivi prioritari della comunità su cui impatterà e capire in che misura essa può contribuire a realizzarli minimizzando, al contempo, ogni esternalità. Un progetto sostenibile deve rafforzare la comunità su cui impatta, indirizzando gli utenti dei servizi verso cambiamenti positivi del loro comportamento e permettendo di fungere da volano a capacità e abilità locali. Una volta realizzata l’infrastruttura, tuttavia, il più resta da fare, consistendo nel monitoraggio continuo del suo ciclo vitale e negli interventi volti a rendere il meno costoso e invasivo possibile ogni processo di aggiustamento.

Sul fronte ambientale l’unione di questi due processi è decisiva, in quanto è proprio sull’intero ciclo vitale di una grande opera che si misura il dividendo in termini di sostenibilità che, ad esempio, una grande rete energetica, una centrale o una diga possono comportare. Serve, in tal senso, che le imprese si dedichino alla ricerca di partner in grado di comprendere le esigenze dell’intera filiera per implementare una strategia olistica.

Tra questi attori, spicca una realtà d’eccellenza come CESI. Forte di un’esperienza pluridecennale, la multinazionale  italiana è in grado di supportare i gestori di infrastrutture fornendo un servizio integrato che include gli studi, la progettazione, il monitoraggio e il supporto alla gestione e manutenzione delle opere. CESI fornisce servizi di consulenza per la pianificazione e integrazione delle infrastrutture di rete e si occupa, inoltre, di consulenza ambientale e ingegneria civile

CESI, ad esempio, è stata selezionata per misurare la potenzialità dell’impatto ambientale di Project EuroAsia, un interconnettore sottomarino ad alto voltaggio e corrente diretta da 2000 MW che creerà una vera e propria autostrada dell’energia tra Israele, Cipro e Grecia, aumentando la disponibilità di energia da fonti verdi nell’Unione Europea. 

In America Latina, inoltre, l’azienda ha svolto opere di misurazione dell’impatto ambientale di grandi infrastrutture critiche in Perù, in collaborazione con Enel Generacion Perù, per aumentare l’efficienza e ridurre la dispersione energetica degli impianti idroelettrici. In Cile, invece, CESI è stata protagonista del monitoraggio automatico della Diga di Pangue, che risulta una delle maggiormente efficienti al mondo in quanto a rapporto tra generazione e misura del bacino idrico sottostante. Nel 2020, le attività di CESI nello Stato sudamericano si sono estese alla Diga di Rapel, una delle più importanti del Paese, completata nel 1968 e al centro della strategia di generazione idroelettrica di Santiago. Supervisione tecnologica e aumento dell’efficienza degli impianti a generazione rinnovabile si confermano, dunque, componenti fondamentali dell’attività di CESI nel continente.

La corsa di CESI per la diffusione di una vera e propria cultura industriale della sostenibilità e per la riduzione degli impatti ambientali delle infrastrutture passa anche per il Medio Oriente: l’azienda ha realizzato uno studio sulle modalità ottimali per l’integrazione degli impianti eolici nel sistema elettrico della Giordania. C’è spazio anche per il nostro Paese, in cui CESI ha monitorato oltre 300 dighe e contribuito a fare assesment sulla gestione di monumenti come la Mole Antonelliana e la Basilica di Santa Maria del Fiore a Firenze.

L’azione di CESI si svolge su più piani: la mitigazione dell’impatto ambientale condotto attraverso gli studi ingegneristici volti a minimizzare l’impatto sul paesaggio e l’ecosistema delle infrastrutture; il coinvolgimento degli stakeholder in discussioni volte a far percepire il valore aggiunto che l’infrastruttura può generare, il controllo degli impatti sul paesaggio e il patrimonio artistico, il confronto con le istituzioni e una serie di operazioni volte a permettere un continuo life cycle assesment delle grandi opere. I sensori avanzati, le nuove tecnologie di monitoraggio, l’analisi dell’impatto delle operazioni associate a ogni infrastruttura formano un tutt’uno da monitorare strettamente per capire in che modo il peso ambientale di ogni opera può essere limato. Al centro di ogni progetto di sostenibilità, in fondo, c’è il fattore umano. E governare le infrastrutture attraverso cui si introdurrà la transizione energetica in forma veramente sostenibile serve, in fin dei conti, a ribadirlo pienamente.