Una gigantesca “W” sottomarina che abbraccia quattro continenti e tre oceani, iniziando nella costa orientale statunitense per terminare in quella occidentale: il nuovo cavo sottomarino per le comunicazioni digitali progettato da Meta è solo l’ultima, ma più imponente, dimostrazione di come le rotte delle infrastrutture strategiche oggigiorno siano condizionate, sempre più, dalle dinamiche strategiche e geopolitiche. E questa rete progettata dalla parent company di Facebook controllata da Mark Zuckerberg, il cui tracciato agli astrofili ricorderà il perimetro della costellazione di Cassiopea, dal valore di 10 miliardi di dollari, racconta molto del futuro della partita tecnologica che vede gli Usa coinvolti contro i loro avversari.
Come ricorda Tech Crunch, “il progetto di Meta è supervisionato da Santosh Janardhan, che è il responsabile dell’infrastruttura globale e co-responsabile dell’ingegneria dell’azienda”. L’azienda “ha team in tutto il mondo che esaminano e pianificano la sua infrastruttura” che partirà dalla Virginia e toccherà Città del Capo e Durban in Sudafrica, Mumbai e Chennai in India, Darwin in Australia per poi portare la connessione in fibra ottica fino alle coste della California e dell’Oregon.
Un cavo complementare al Blue Rahman di Google, che toccherà Mediterraneo, Medio Oriente e Golfo per arrivare proprio in India e trasmettere potenza di calcolo tagliando fuori le potenze rivali dei Paesi occidentali, come Russia e Cina. I nuovi cavi in fibra ottica, come spiega Antonio Deruda in Geopolitica Digitale, portando le reti di ultima generazione a coincidere con la mappa delle alleanze geopolitiche. La potenza di calcolo trasmessa dalla fibra servirà anche ad alimentare data center e infrastrutture che serviranno a consolidare gli algoritmi di intelligenza artificiale per competere nell’analisi, nelle dinamiche previsionali, nella capacità generativa. In quest’ottica è centrale la posizione dell’India, che può garantire economie di scala a questo processo.
Insomma, come in grandi settori quali la Difesa, lo spazio, i microchip il disacoppiamento tra Paesi occidentali e rivali si consolida, e aziende come quelle statunitensi fuori dall’Occidente guardano a quegli attori terzi ritenuti più affidabili. Il nuovo cavo da 40mila km, lungo come la circonferenza terrestre e oltre un decimo della distanza Terra-Luna, che Meta poserà sui fondali marini contribuirà a ridefinire quei confini invisibili che plasmano la nuova globalizzazione a geometria variabile e competitiva, sempre meno simile al paradiso di libero mercato della storica narrazione a riguardo.