Skip to content
Tecnologia

Il caso Nexperia ci ricorda che la Cina sa combattere la guerra tecnologica

L’azienda produttrice di chip Nexperia è stata restituita dal governo olandese all’amministrazione del gruppo cinese che ne controlla l’azionariato, Wingtech, nella giornata di mercoledì 19 novembre dopo un mese in cui L’Aja aveva avocato a sé la gestione dell’azienda. I...

L’azienda produttrice di chip Nexperia è stata restituita dal governo olandese all’amministrazione del gruppo cinese che ne controlla l’azionariato, Wingtech, nella giornata di mercoledì 19 novembre dopo un mese in cui L’Aja aveva avocato a sé la gestione dell’azienda.

I fatti del caso Nexperia

Il governo uscente di Dick Schoof aveva agito invocando i poteri di un provvedimento del 1952 promosso durante la Guerra Fredda ma mai applicato, la Legge sulla disponibilità dei beni, che garantisce all’esecutivo olandese la facoltà di prendere il controllo di determinati asset strategici per garantire l’approvvigionamento di beni vitali per l’industria.

Il nodo? La volontà di garantire le forniture di chip all’industria automobilistica dopo che Wingtech era stata inserita nella lista delle aziende segnalate per i controlli all’export del governo degli Stati Uniti e dopo che anche Pechino aveva imposto una critica svolta nel controllo delle forniture di asset come terre rare e metalli critici.

Il cortocircuito olandese su Nexperia

Ma se L’Aja pensava di governare così una partita industriale complessa, i fatti sono emersi in maniera diversa. Nexperia non è stata messa sotto tutela, le forniture non sono riprese e in particolare a soffrire è stata l’industria automobilistica, rimasta a corto di semiconduttori in un contesto che ha evocato il Chipageddon dell’era pandemica.

Come nota il Financial Times, “Nexperia produce chip di base a basso margine di profitto, ampiamente utilizzati nelle automobili per controllare qualsiasi cosa, dai sistemi di illuminazione e airbag alle serrature e ai finestrini”, ma il nodo chiave sta nella filiera: “I componenti chiave dei chip sono realizzati nel Regno Unito e in Germania, ma vengono inviati in Cina per l’assemblaggio e poi riesportati“. Nel quadro della competizione tecnologica, il controllo dei processi risulta vitale e centrale per determinare se una manovra unilaterale come quella olandese su Nexperia può aver successo. E così non è stato.

Le sfide della guerra tecnologica

Appare palese che, almeno nel caso in specie, così non sia stato. E che Pechino ha costruito, con pazienza e investimenti, una posizione che la vede centrale in tanti processi critici di raffinazione e lavorazione degli asset strategici, oltre che per gli incroci della subfornitura.

Lanciare offensive tecnologiche su determinati asset verso la Cina rischia, dunque, di generare un rinculo problematico. Vale per Nexperia come è valso nel caso americano di Nvidia: contro la volontà di Jensen Huang, l’amministrazione Trump ha bloccato la fornitura dei chip IA avanzati a Pechino salvo poi fare dietrofront e trovarsi, però, le porte sbarrate dalla Repubblica Popolare, che aveva già deciso per via interna i suoi sostituti. E in prospettiva, un rischio simile si può porre sulle reti a 5G e 6G ove l’Europa è a testa bassa contro Huawei e Zte: più che mostrarne le debolezze, la rottura unilaterale con Pechino rischia di palesare la resilienza della Cina. E gli strumenti con cui quest’ultima sa combattere la guerra tecnologica. Mentre l’Europa, spesso, fa il passo più lungo della gamba col risultato, inevitabile, di autosabotarsi e palesare le sue fragilità.

Le grandi partite economiche e tecnologiche plasmano il mondo di oggi. Su InsideOver le commentiamo con attenzione e curiosità. Per contribuire a sostenere una testata che vuole leggere il mondo di domani mentre è in elaborazione, abbonati e sostieni il nostro lavoro.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.