La graduale e inesorabile ascesa del 5G – più rilevante per la gestione delle telecomunicazioni nel contesto a noi contemporaneo – porterà questa tecnologia ad essere uno dei fattori abilitanti per far fare un salto di qualità alla rivoluzione tecnologica attualmente in corso. Le implicazioni della diffusione del 5G e della conseguente svolta digitale permetteranno una trasmissione del segnale su una scala sempre maggiore, capace di sfruttare la banda ultralarga, di cogliere la minima latenza del segnale possibile e di integrare armoniosamente il maggior numero di device possibili permettendo, dunque, un flusso dati corposo, continuo e strutturato sia nell’ambito delle comunicazioni tra privati cittadini sia nel tessuto economico e industriale.

La questione della svolta digitale può aprire interessanti riflessioni sul ruolo che tecnologie abilitanti, come il 5G, possono avere nel plasmare nuovi scenari anche nel campo che è, insieme alla rivoluzione tecnologica, l’altra grande questione economico-sociale dei nostri tempi: la sfida della transizione energetica e della sostenibilità.

Le tecnologie 5G possono giocare in particolar modo un ruolo decisivo nell’attività di tutela e monitoraggio delle reti energetiche, permettendo alle imprese che le gestiscono di ottenere flussi di dati più precisi sulla loro attività e di ragionare in un’ottica di efficienza in campo distributivo. Le utilities di tutte le principali economie avanzate puntano fortemente sulla digitalizzazione come possibilità per ottenere una maggior capacità di distribuzione dell’energia da loro generata, dato che le applicazioni di tecnologie come il 5G aiuteranno ad avere una conoscenza sempre più precisa dei sistemi da loro governati.

Il 5G, con le prospettive operative indotte dall’elevata potenza di trasmissione e dalla bassa latenza, garantirà una capacità crescente di trasmissione di dati in tempo reale sulle reti di distribuzione dell’energia, di valutare le prestazioni degli impianti di generazione energetica (elettrica in primis), di monitorare i trend dei consumi. Permettendo di applicare il principio dell’IoT (internet delle cose, Internet of Things) con la comunicazione di diversi sensori con i data center e i centri di raccolta dati delle società e, qualora fossero necessari interventi di gestione di impianti e reti, di applicare algoritmi di manutenzione predittiva per valutare, in basi a vari parametri, quando sarà necessario intervenire su un possibile fattore di rischio prima che esso si palesi.

La parola chiave è resilienza:

una rete in grado di “parlare” ai suoi gestori, di comunicare in continuazione i trend sui suoi andamenti e di ottimizzare consumi evitando sprechi e dispersione di energia è una rete di per sé più resistente che, monitorando i trend di mercato, può consentire alle utilities di muoversi anche sui diversi spettri del mix energetico consentendo, laddove possibile, un maggiore impiego di fonti rinnovabili per colmare le necessità della domanda. Tecnologie come il 5G possono dunque creare un poderoso effetto moltiplicatore aprendo la strada alle nuove frontiere dell’energia.

Matteo Codazzi, Ceo di CESI, ha sottolineato recentemente che la condizione verso cui il settore si dirige è quella basata sulle cosiddette grid of things (GoT), “sfruttando la banda bassa di frequenze per garantire una copertura estesa, un consumo energetico inferiore dei sensori e costi ridotti di questi ultimi. Sensori che, a loro volta, possono essere applicati a diversi ambiti come smart meters, domotica per azioni di demand-response, illuminazione stradale, colonnine di ricarica e smart grid, permettendo anche di fornire all’utility dati rilevanti per una gestione ottimizzata delle diverse risorse”. CESI, Gruppo internazionale con base in Italia e che rappresenta un’eccellenza nell’ambito dell’elaborazione di soluzioni strategiche per il settore energetico, è all’avanguardia sul tema dell’analisi degli impatti del 5G e delle tecnologie ad esso legate alla transizione e all’efficienza energetica.

CESI, insieme ad EnerNex, è impegnato nel supporto alle utilities su scala globale per portare a una crescente modernizzazione il settore elettrico, aiutandole sia sul fronte della valorizzazione dell’efficienza energetica e delle tecnologie ad essa legate che sulla gestione del rischio sistemico che la digitalizzazione impone, come la costruzione di apparati di cybersecurity efficienti. Il concetto è quella della “Security by Design”, in cui il cambio di paradigma nella gestione dell’efficienza energetica si trasmette a una nuova metodologia di progettazione degli impianti funzionale a renderli preparati e resilienti contro le nuove minacce informatiche connesse all’espansione del perimetro tecnologico. Nota Codazzi:

Ove ciò non fosse possibile per la presenza di infrastruttura preesistente, allora diventerebbe necessario intervenire con appropriate misure di mitigazione del rischio

L’attività di CESI testimonia quanto anche nel settore energetico l’impatto del 5G sarà pari a quello di un vero e proprio game-changer destinato a rivoluzionare paradigmi consolidati. E ora che la pandemia ci ha insegnato che la digitalizzazione, più che una scelta, è per le imprese una cogente necessità, CESI può dire di essere all’avanguardia nel progettare strategie per il settore di riferimento. E di saper coordinare sforzi atti a promuovere concretamente la costruzione di una reale cultura aziendale per l’applicazione delle nuove tecnologie al settore energetico, come dimostrato dall’attenta attività di divulgazione promossa dal gruppo. CESI, lo scorso novembre, ha promosso un seminario dedicato proprio al 5G nell’attività di gestione delle reti, la cui documentazione aiuta a comprendere profondità e rilevanza delle sfide in corso. Inoltre, il prossimo 27 aprile, l’azienda italiana organizzerà, con Energia Futura, un nuovo webinar focalizzato sulle necessità della tecnologia per la transizione energetica, con un occhio al Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e agli obiettivi europei del Green new deal e del Recovery fund. Attenti a guardare, in un insieme coeso, transizione e tecnologie di frontiera come un ensemble unitario, garantendo loro le fette più consistenti di risorse (37% e 20% rispettivamente). A testimonianza dell’importanza per le nostre società di un approccio politico, strategico e industriale che consenta di affrontare e vincere congiuntamente le sfide della duplice transizione, ambientale e tecnologica.