Spesa, debito, cassa: la corsa all’intelligenza artificiale, rivoluzionaria e dirompente tecnologia sul piano immateriale e degli algoritmi, si baserà economicamente parlando su dati molti concreti sul piano finanziario e la reazione del mercato ai recenti conti di Oracle lo testimonia.
Il gruppo di Larry Ellison, emerso nel 2025 come uno dei protagonisti della rivoluzione dell’Ia per il suo ruolo dominante nel cloud e nello sviluppo di infrastrutture efficaci di calcolo, ha presentato i suoi risultati per il secondo trimestre dell’anno fiscale 2025-2026 (che si chiude a maggio) segnalanti un aumento del 14% dei suoi ricavi, a 16,1 miliardi di dollari, ma anche molti dati critici.
Tra questi, il gruppo di Ellison, protagonista del progetto Stargate sostenuto dall’amministrazione Usa di Donald Trump con OpenAI e Softbank, mostra in particolar modo una problematica crescita del 40% della spesa per i data center prevista per l’anno in corso, fino a 50 miliardi di dollari.
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Il boom delle spese e del debito di Oracle
Questa spesa assorbe buona parte degli investimenti in conto capitale dell’azienda, che si è assicurata un contratto da 300 miliardi di dollari per la fornitura di servizi a OpenAI, ma deve chiaramente fare fronte alla prospettiva incerta del gruppo di Sam Altman, gravato da debiti commerciali di 1.400 miliardi di dollari, oltre 100 volte il suo fatturato, e dal rischio che il prepotente ritorno in campo di Google ne eroda i margini di crescita come egemone dell’IA.
E non finisce qui. Oracle brucia cassa: la sua liquidità è calata di 10 miliardi di dollari, poco meno di mezza manovra finanziaria italiana in termini di risorse, mentre il Financial Times pone l’accento sul boom del debito, aumentato del 44% a 116,3 miliardi di dollari dopo che Oracle “ha lanciato un’aggressiva offerta per raggiungere i grandi player del cloud come Google, Amazon e Microsoft nella corsa alla fornitura della grande quantità di potenza di calcolo di cui i gruppi di intelligenza artificiale necessitano per addestrare ed eseguire i loro modelli”.
In prospettiva, dunque, il motore per alimentare la corsa all’Ia appare destinato a dover essere alimentato con una quantità considerevole di risorse. E Oracle mostra quanto ampia e senza fine possa essere la corsa ad espandere le prospettive del settore IA ma anche quando fragili e sabbiose le fondamenta su cui si intende costruire il più appariscente castello della storia mondiale della tecnologia.
Il dilemma di Oracle
Per una qualsiasi azienda, i ricavi di Oracle da cloud (8 miliardi, +34% anno su anno) e in particolare quelli ottenuti fornendo l’infrastruttura come servizio (Iaas, +68% anno su anno a 4,1 miliardi di dollari) nel trimestre avrebbero dato l’idea di una marcia trionfale.
Invece il risultato pur lusinghiero ha deluso le aspettative, provocando un calo in borsa di Oracle del 15%, perché non di solo ricavi vivrà un colosso del tech fintanto che non si concretizzeranno entrate concrete di risorse, bilanciamento tra attivi mobilizzati e costi sostenuti, equilibri di mercato consolidati. Queste dinamiche, nell’IA, ancora non si vedono. E, anzi, il doping del debito è ad oggi ritenuto, assieme alle partecipazioni incrociate tra aziende, un volano fondamentale per far correre un sistema in cui chi sta macinando ricavi a pioggia sono i produttori di chip e infrastruttura fisica.
Oracle, cartina tornasole del mercato Ia
Oracle è in un certo senso la cartina tornasole del processo di sviluppo dell’Ia. Fornendo servizi fondamentali per abilitare la potenza di calcolo e guadagnando dai servizi che si basano sull’uso concreto e il potenziamento degli algoritmi, l’evoluzione dei suoi ricavi e delle sue attività traccia un utile proxy dell’andamento reale dell’evoluzione del settore. In un certo senso chiamando anche alla realtà Ellison e il suo impero, che sulla scorta del ruolo decisivo assunto da Oracle stava manifestando tendenze espansioniste, come dimostrato dal recente affare Warner Bros. Ma anche il “Ceo of Everything”, come lo chiama Trump, deve innanzitutto assicurarsi che le cose marcino correttamente innanzitutto in casa propria.

