Non solo la concorrenza delle auto elettriche cinesi. Il settore europeo della mobilità su strada sta imparando sempre di più a fare i conti anche con quella rappresentata dalle moto indiane. L’ultimo campanello d’allarme per i player del Vecchio Continente è stato suonato da Hero MotoCorp, niente meno che il più grande produttore di motocicli e scooter al mondo.
Questa multinazionale con sede a Delhi ha una storia particolare: nasce nel 1984 come Hero Honda Motors in seguito a una joint venture tra Hero Cycles dei fratelli Munjal e Honda; inizia a vendere moto sul mercato locale salvo poi espandersi oltre confine dal 2010, dopo la fine del rapporto con il partner giapponese e il cambio nome in Hero MotoCorp.
Nel 2024 può vantare circa 5,9 milioni di unità vendute (in aumento di quasi il 7,5% su base annua). Non solo: nel novembre 2025 l’azienda ha registrato un +31% nelle vendite mensili (604.490) con esportazioni in forte crescita (+70% su base annua). Gli ultimi dati economici di Hero MotoCorp, controllata per il 34% dalla famiglia Munjal, parlano di poco meno di 5 miliardi di dollari di ricavi e un utile netto di 480 milioni.

Le moto indiane arrivano in Europa
Hero ha iniziato la sua espansione ufficiale in Europa nel 2025, come parte di un piano globale di crescita nei mercati internazionali. Il primo mercato di approdo? L’Italia, il 13 ottobre 2025, attraverso una partnership con Pelpi International.
Poco dopo è toccato a Spagna e Regno Unito, quindi alla Francia, in attesa della Germania, dove il colosso di Delhi ha già realizzato il suo Hero Tech Center Germany, un centro di ricerca e sviluppo per concept e prototipi di veicoli destinati ai mercati indiano e internazionale, e ha la sede del team di rally internazionale Hero MotoSports, che partecipa alla Dakar.
Con il debutto nel mercato italiano, Hero MotoCorp ha portato con sé la sua visione di rendere la mobilità su due ruote accessibile, affidabile e capace di aprire nuove possibilità a ogni tipo di motociclista. I tre modelli di punta proposti – Xpulse 200 4V, Xpulse 200 4V Pro e Hunk 440 – rappresentano questa filosofia in azione.
Sanjay Bhan, vicepresidente esecutivo dell’azienda, è stato chiaro: “L’ingresso in Italia, cuore pulsante della cultura delle due ruote, segna una pietra miliare nel percorso di espansione globale di Hero MotoCorp. Puntiamo a ridefinire il futuro della mobilità su scala globale con soluzioni intelligenti di nuova generazione che soddisfino le diverse preferenze di guida”.
Le due ruote Made in India
La mossa di Hero si inserisce in un contesto sempre più definito dalla presenza indiana nel settore europeo delle due ruote. Un altro esempio? Mahindra ha riportato in vita Birmingham Small Arms (Bsa), iconico marchio britannico che fu leader mondiale tra gli anni Cinquanta e Sessanta, prima di scomparire nel 1973 sotto la pressione della concorrenza giapponese.
Il conglomerato indiano, che detiene inoltre il 50% di Peugeot Motocycles – oggi separata dalla casa automobilistica francese – ha rilanciato anche lo storico marchio cecoslovacco Jawa.
L’obiettivo dei giganti di Delhi è evidente: valorizzare la loro enorme capacità produttiva e il know-how tecnologico accumulato in patria per imporsi in Europa con modelli di cilindrata superiore ai 125 cm³, segmento chiave del mercato continentale, a prezzi molto più bassi rispetto a quelli della concorrenza.
Il modus operandi più comune degli attori indiani consiste nel riesumare un marchio storico per creare un catalogo di motociclette dal fascino retrò ma dal design totalmente moderno. Gli altri ingredienti comprendono i bassi costi di produzione e il peso dell’enorme economia di scala garantita da Delhi. Sono, di fatto, gli stessi ingredienti sfruttati dalla Cina per dominare nell’automotive…
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