Sono mesi complessi per OpenAI, l’azienda-madre di ChatGpt, che si trova di fronte a un finale di 2025 in cui dovrà programmare il suo futuro di fronte a due bivi-chiave.
Le due sfide di OpenAI
Da un lato, dopo anni di investimenti il gruppo di Sam Altman, che ha messo in conto almeno altri tre esercizi finanziari in perdita, dovrà capire in che misura offrire dei ritorni attesi elevati e capaci di giustificare la notevole massa debitoria accumulata sul piano commerciale con molti colossi della tecnologia, da Oracle a Nvidia.
Dall’altro, dovrà riuscire a garantirsi ancora dei flussi di capitale tali da sostenere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa. Questi andranno ottenuti tanto sperando nella benevolenza e nella prospettiva di guadagni futuri dei grandi nomi dell’industria tecnologica e della finanza americana quanto nella possibile apertura di un percorso verso la quotazione della società costruita attorno al laboratorio di IA di San Francisco da cui ha preso piede la marcia di Altman e dei suoi.
Turbolenza attorno l’IA
I due percorsi si intersecano nel dibattito circa la reale prospettiva del mercato dell’Ia a stelle e strisce. A novembre dopo un inizio turbolento dei mercati si è fatto un gran parlare di “bolla”, anche se alla fine gli indici hanno recuperato buona parte delle perdite incassate nella prima metà del mese. Le discussioni hanno però acceso il faro sul modello di “economia circolare” di OpenAI, sulla quale si sta costruendo un sistema complesso di debiti commerciali della società di Altman e debiti finanziari dei suoi investitori.
In sostanza: i grandi fondi e gli investitori di OpenAI aggiungo capitali al gruppo e spesso lo fanno prendendo grandi quote di denaro a prestito. Questo genera un debito finalizzato a investimenti con cui OpenAI programma il potenziamento della sua capacità di calcolo e di inferenza IA, attivando al contempo programmi d’acquisto di chip, infrastrutture e servizi che generano dei debiti commerciali. Spesso ci sono aziende, come Nvidia o Oracle, presenti sia sul primo che sul secondo versante.
Debiti circolari per OpenAI
Il Financial Times ha notato che aziende come “SoftBank, Oracle e CoreWeave hanno preso in prestito almeno 30 miliardi di dollari per investire nella startup o contribuire alla costruzione dei suoi data center” e nel complesso sono almeno pari a 100 miliardi di dollari i prestiti contratti dagli investitori di Altman. La testata della City di Londra segnala poi un dettaglio critico:
Secondo un rapporto del 2024 del gestore patrimoniale Janus Henderson, i 100 miliardi di dollari in obbligazioni, prestiti bancari e accordi di credito privato legati a OpenAI equivalgono al debito netto detenuto direttamente dai sei maggiori debitori aziendali al mondo, tra cui le case automobilistiche Volkswagen e Toyota e i gruppi di telecomunicazioni AT&T e Comcast.
OpenAI, insomma, ha sdoganato i più vasti indebitamenti per sostegno a un’azienda privata al mondo mentre al contempo è diventata la società con la maggior quantità di debiti commerciali e quella con la più grande leva tra questi ultimi e il fatturato. Ha, nel 2025, siglato accordi per un valore complessivo di 1.400 miliardi di dollari, oltre cento volte il suo fatturato.
Il bivio di ChatGpt e OpenAI
Si tratta di una serie di grandi scommesse su due principi. Primo, il fatto che l’IA generativa sarà trasformativa dell’economia mondiale come nessun’altra tecnologia in precedenza. Secondo, sarà Altman con OpenAI e ChatGpt a dare le carte. I tempi del primo processo però sembrano incerti, mentre parimenti sul secondo incombono due sfide.
Da un lato, l’ascesa dei modelli aperti cinesi, come quelli promossi da DeepSeek e Alibaba, che offrono minori costi di addestramento e potenzialmente maggior flessibilità. Dall’altro, la lunga marcia di Google, azienda che silenziosamente sta usando tutto il suo peso per conquistare la leadership dell’IA. Elementi, questi, che perturbano lo scenario. E permettono di aggiungere incertezza a un contesto di grande indeterminatezza sul castello di debiti che incombe su OpenAI. Dentro e fuor il perimetro del gruppo.
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