La geopolitica della corsa allo spazio
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Nella corsa spaziale dell’Europa l’Italia è presente. In forma spesso interlocutoria e a corrente alternata sul versante politico, ma con un presidio fondamentale in ambito tecnologico, scientifico, industriale. La corsa allo spazio globale che si sta riaccendendo è partita di grandi potenze: Cina, Usa, Russia sono sugli scudi. E l’Unione Europea ha deciso di fare squadra per poter in questo campo esistere come attore autonomo.

La European Union Agency for the Space Programme (Euspa) ha presentato nella giornata del 2 febbraio le linee guida per lo sviluppo di programmi politico-strategici legati alle nuove tecnologie di osservazione della Terra che prevedono un rafforzamento della capacità di azione europea legata sia alla questione del controllo sui dati che alla tematica della sovranità tecnologica. “La Commissione Ue”, scrive in una nota l’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini, “ha iniziato a muoversi sostenendo le start-up tramite fondo di investimento per lo spazio “Cassini”. I progetti Euspa rappresentano un passo ulteriore nella direzione giusta”. Salini sottolinea che le tecnologie spaziali possono essere un’eccellente risorsa abilitatrice di ulteriore sviluppo: “Tra le proposte quanto mai attuali, quella di tagliare i costi utilizzando i servizi satellitari nella messa a terra della tecnologia ferroviaria ERTMS (European rail transport management system), il sistema per il controllo della marcia dei treni su cui l’Italia sta investendo oltre 3 miliardi di euro” nel quadro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, principalmente grazie all’intermediazione del gruppo Ferrovie dello Stato.

Il legame tra l’Euspa e le strategie dell’Unione Europea si sostanzia nell’adesione dell’agenzia di recente costituzione ai piani di lungo periodo riguardanti il monitoraggio delle infrastrutture, la ricerca dell’efficienza energetica, la corsa alla sovranità tecnologica e la costruzione di un’ecosistema tecnologico europeo che è solo in parte sovrapponibile alla visione dell’European Space Agency (Esa) di cui Euspa non è un doppione ma un complemento. L’Esa ha importanti membri, come Regno Unito, Norvegia, Svizzera, non membri dell’Unione Europea e in una fase in cui, per fare un esempio, Londra fa da sé con Aukus sullo spazio e il suo sfruttamento geostrategico Euspa mira a evitare che l’Ue si trovi, una volta di più a rincorrere.

Il trait d’union Euspa-Esa sono proprio i programmi di osservazione della Terra. Euspa partirà dai progetti Copernico e Galileo dell’Esa, partecipando con un ufficio congiunto al perfezionamento del secondo. L’Ufficio congiunto sosterrà la Commissione nella gestione del programma e faciliterà il coordinamento con l’Esa e l’Euspa, aiutando Galileo a svilupparsi in un ambiente competitivo e in rapida evoluzione. In sostanza, se l’Esa si pone obiettivi di natura scientifica e di ricerca di frontiera, nota Agenda Digitale, Euspa dovrà “dare attuazione ai programmi spaziali dell’Unione fornendo servizi affidabili e massimizzando i benefici economici e sociali per le imprese e le società europee. Come obiettivo vi è anche quello di migliorare la competitività promuovendo e rafforzando l’autonomia, lo sviluppo e l’indipendenza tecnologica dell’Unione e degli Stati membri, anche nell’ottica di realizzare un sistema di difesa comune”. Garantendo il presidio europeo a un mercato che, ricorda Salini, è destinato a valere 370 miliardi di euro entro la fine del decennio.

Roma si posiziona bene sul fronte strategico-industriale. Avio, per fare un esempio, primeggia nel mercato dei lanciatori. Leonardo, invece, è prime contractor in settori fondamentali per la nuova corsa allo spazio, gioca sul fronte europeo e su quello atlantico e con la sua capacità di costruzione di strutture di cybersicurezza e dispositivi di supercalcolo può fornire una decisiva attuazione del pivot spazio-dati. Abilitando anche le prospettive degli apparati di cloud sovrano europeo (Gaia-X) per gestire e rendere strategico l’uso di questi dati ai fini della sicurezza comunitaria..

Bilancio in chiaroscuro invece per il governo italiano. Nel quadro del Pnrr fondi dal valore di circa 1,4 miliardi di euro per i programmi di osservazione della Terra e per il trasporto saranno affidati a Esrin, il direttorato dell’Esa che ha sede a Frascati, appena fuori i perimetri di Roma e che dal 1° gennaio prossimo sarà guidato da Simonetta Cheli. Esrin è un centro d’eccellenza fondamentale e che svolge un presidio sistemico, ma così facendo il governo Draghi e il ministro deputato allo spazio, Vittorio Colao, hanno scelto di giocare di rimessa una partita che andrebbe condotta sui due fronti di Euspa e Esa. In futuro le prospettive della partita spaziale andranno giocate con vero e proprio taglio politico. Unica soluzione possibile per evitare che i grandi dividendi tecnologici, scientifici, industriali ed economici che oggettivamente l’Italia può conquistare non siano adeguatamente presidiati e finiscano, come successo in passato nello spazio, a privilegiare altri player per ritardi della nostra agenda pubblica.

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