Il settore tecnologico americano è in pieno dinamismo e nonostante la fase di contrazione delle borse a stelle e strisce non manca di offrire spunti interessanti sui fronti più caldi negli ultimi anni: i chip e l’intelligenza artificiale.
Il dinamismo offerto da programmi come il progetto Stargate varato dall’amministrazione Trump per mobilitare 500 miliardi di dollari di investimenti in potenza di calcolo, dall’ascesa della rivale cinese di ChatGpt, DeepSeek, e dal rinfocolamento della “guerra dei chip” con la Repubblica Popolare hanno spinto le compagnie della manifattura tecnologica a stelle e strisce a muoversi. E una volta di più tutto ruota attorno alla nuova “industria delle industrie” dell’epoca contemporanea, quella dei semiconduttori, e all’azienda che ne incarna le dinamiche, Nvidia.
Sorpresa: c’è concorrenza per Nvidia
Nelle ultime settimane, ha fatto scalpore la constatazione che il colosso di Santa Clara, leader mondiale nella progettazione delle schede grafiche e dei chip che abilitano la potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale, stesse subendo la concorrenza da parte di altri attori che vogliono spostare il focus dell’investimento sul cosiddetto processo dell’inferenza. Quest’ultima è un processo più avanzato rispetto al tradizionale addestramento dei modelli di apprendimento fondato sui linguaggi naturali.
“Un processo di inferenza IA è il procedimento grazie al quale un modello già addestrato usa le conoscenze che ha acquisito per classificare informazioni, prendere decisioni o per fare previsioni sulla scorta di nuovi dati in ingresso”, nota Ai4Business, sottolineando che “possiamo paragonare l’addestramento delle IA al momento in cui si studiano le tabelline e l’inferenza AI al momento in cui si usano le tabelline per fare calcoli in qualsiasi momento e contesto durante la vita quotidiana”. Dunque, si va in profondità: Nvidia fornisce i migliori modelli per imparare le tabelline, altri gruppi stanno cercando di andare oltre.
“C’è una forte spinta verso [chip] migliori, più veloci e più efficienti”, ha affermato parlando col Financial Times Walter Goodwin, fondatore della start-up di chip con sede nel Regno Unito Fractile, che assieme a una cerchia ristretta di aziende prova a potenziare il settore dell’inferenza. In Cina Huawei ha fornito potenza di calcolo a DeepSeek, mentre un’altra dinamica azienda, Cerebras, ha fornito i modelli d’inferenza e i chip per svilupparli al modello naturale Le Chat, sviluppato dalla francese Mistral.
In campo anche Broadcom
Tra le aziende più attive per creare un’alternativa a Nvidia, però, si segnala un attore estremamente dinamico, Broadcom. Basata a Palo Alto, California, e guidata dall’attivo manager di origine malese Hock Tan, Broadcom è la più grande compagnia al mondo di cui si sente poco parlare. Con il calo di Tesla, nei giorni scorsi è tornata nella top ten delle compagnie con maggior capitalizzazione al mondo e sfiora oggi i 900 miliardi di dollari. Forte nell’integrazione tra potenza di calcolo, software e cloud computing, Broadcom negli ultimi quindici anni ha moltiplicato di cinquanta volte i suoi ricavi, da 1,5 miliardi di dollari nel 2009 a 51,6 nel 2024.
Il Ft nota che a febbraio “Broadcom ha dichiarato un fatturato del primo trimestre”, che dura da inizio dicembre, “di 14,9 miliardi di dollari e ha affermato di aspettarsi all’incirca lo stesso fatturato per il trimestre in corso, superando le aspettative di Wall Street. Gli utili nel periodo sono stati di 5,5 miliardi di dollari, un aumento quadruplo rispetto a 1,3 miliardi di dollari di un anno fa”.
Broadcom, secondo la testata della City di Londra gode della fiducia crescente dei cosiddetti hyperscaler, i grandi operatori che applicano l’IA in scala massiva (Microsoft, X, Google e via dicendo) e” che continueranno a investire nei loro chip AI personalizzati, che possono essere utilizzati come alternativa alle unità di elaborazione grafica leader di mercato di Nvidia”.
Effetto Stargate?
Non dimentichiamo, poi, che la quota d’investimento proposta dai grandi attori industriali e tecnologici in IA lascia pensare che ci potrà essere spazio per tutti. Stargate ha reso dinamica una situazione di mercato fluida in cui si è tuffata anche Apple, pronta a lanciare un investimento del valore paragonabile nel prossimo decennio, e sarà da valutare la corsa di Microsoft sul supercalcolo e sul quantum computing basato sul nuovo prodotto Majorana-1. L’IA si sta sempre più configurando come un mercato e sempre meno come un monopolio: dalla concorrenza può nascere una crescente sfida per l’innovazione. Questo, in fin dei conti, è ciò che può salvare il sistema dal perenne rischio bolla che ad esso sottende. E, in fin dei conti, può far bene a tutti. Compresa l’azienda sfidata su ogni fronte, la regina indiscussa: Nvidia.