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Tecnologia

Corsa ai data center, Oracle lancia una scommessa da 50 miliardi di dollari

Oracle ha varato una scommessa da 50 miliardi di dollari per rafforzare la sua campagna di costruzione di data center per l’intelligenza artificiale. Il colosso guidato da Larry Ellison, attore chiave nel progetto Stargate e della corsa alla frontiera tecnologica...

Oracle ha varato una scommessa da 50 miliardi di dollari per rafforzare la sua campagna di costruzione di data center per l’intelligenza artificiale. Il colosso guidato da Larry Ellison, attore chiave nel progetto Stargate e della corsa alla frontiera tecnologica statunitense, è un abilitatore fondamentale per l’IA a stelle e strisce in quanto grande operatore del cloud e custode della capacità computazionale dei signori degli algoritmi.

50 miliardi di dollari è la quota di risorse in debito e nuovo capitale (equity) che Oracle intende raccogliere per finanziare la sua corsa nel 2026. Un valore paragonabile a quello di oltre due manovre finanziarie italiane per un piano di sviluppo strategico estremamente ambizioso. “Se la società dovesse ora raccogliere altri 50 miliardi di dollari, ciò porterebbe il totale dei round di finanziamento della società negli ultimi tempi a 106 miliardi di dollari”, nota Data Center Dynamics, aggiungendo che ” è in linea con le precedenti stime degli analisti di KeyBanc Capital Markets, che a  settembre avevano affermato che Big Red avrebbe potuto dover prendere in prestito fino a 100 miliardi di dollari in quattro anni per rispettare i propri impegni con OpenAI”.

L’azienda di Sam Altman, madrina di ChatGpt, ha un accordo da 300 miliardi di dollari con Oracle, che per gestire la disponibilità di potenza di calcolo da fornire a OpenAI e ad altri clienti come L’azienda di Sam Altman, madrina di ChatGpt, ha un accordo da 300 miliardi di dollari con Oracle, che per gestire la disponibilità di potenza di calcolo da fornire a OpenAI e ad altri clienti come AMD, xAI, Nvidia e la neo-partecipata TikTok sta incrementando in maniera corposa la spesa in conto capitale.

Nota il Financial Times che “i rating sui prestiti per i data center coprono i contratti di locazione di Oracle per 38 miliardi di dollari di strutture per data center in costruzione in Texas e Wisconsin, nonché un campus per data center da 18 miliardi di dollari in New Mexico, finanziato da Blue Owl Capital” con il sistema dei veicoli speciali (Spv) che rendono la corsa all’Ia anche un grande sfida di real estate.

Nel solo ultimo trimestre, Oracle ha investito in infrastrutture 12 miliardi di dollari che dovranno sommarsi ad ulteriori investimenti prima di fornire profitti concreti. La sfida sarà triplice: Oracle, come tutti gli altri hyperscaler dell’IA, dovrà mantenere attivi gli investimenti in intelligenza artificiale, garantirne al contempo la sostenibilità debitoria e iniziare a generare flussi di cassa dagli accordi commerciali per rendere redditizia la scommessa. La scelta di fissare un tetto annuo alla raccolta di capitale prevista tramite nuove passività mira a raffreddare ogni possibile tensione sulla sostenibilità debitoria di mercato e a creare un modello di business tale da rendere attrattivi i titoli con cui Oracle praticherà il finanziamento.

Oracle, secondo Bank of America, così facendo “ha trasformato un potenziale eccesso di offerta in un segnale di supporto per il più ampio mercato dei titoli di alta qualità”, nota Fortune, che segnala come la grande finanza si sta interessando a queste nuove creature esotiche dello zoo finanziario statunitense: i titoli di debito corporate dei giganti del tech che tra accordi circolari tra aziende e finanziamenti reciproci cercano risorse sul mercato per sostenere la spesa infrastrutturale necessaria per la corsa all’IA. Andranno capiti i tempi d’ammortamento e di rientro dagli investimenti e la sostenibilità di mercato di cicli tanto ampi di sviluppo. Ma intanto la finanza si prende la scena e cerca la strada per lo sviluppo finanziario di tali nuovi prodotti. La grande scommessa delle Big Tech diventa la grande scommessa di Wall Street. Con opportunità e rischi ben noti.

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