Con un patrimonio netto di 53,2 miliardi di dollari è il quarto uomo più ricco della Cina e occupa il 34esimo posto nella classifica dei miliardari del 2026 stilata da Forbes. Zeng Yuqun, meglio conosciuto con il nome di Robin Zeng, ha fatto una valanga di soldi sviluppando e vendendo batterie. Prima per l’elettronica mobile, come smartphone, lettori Mp3, fotocamere e laptop, poi per le auto elettriche.
La sua Contemporary Amperex Technology (CATL), nata nel 2011 come spin-off di Amperex Technology Limited (ATL), la prima azienda fondata da Mr. Zeng nel 1999, oggi controlla quasi il 49% del mercato globale delle batterie per veicoli elettrici e rifornisce colossi occidentali del calibro di Tesla, Volkswagen e Bmw, così come gran parte delle case automobilistiche cinesi.
Il futuro è ancora più ambizioso. Già, perché CATL non sta soltanto progettando batterie sempre più avveniristiche per consentire ai possessori di EV (Electric Vehicle) elevata autonomia di guida e ricariche rapidissime. Zeng intende puntare sempre di più anche su un’altra tipologia di batterie: quelle per l’accumulo di energia stazionaria destinate ai data center per l’intelligenza artificiale, alla rete elettrica e alle aziende. Le stesse che, da qui a qualche anno, dovrebbero arrivare a rappresentare la metà del fatturato di CATL.

Mr. Zeng, il re cinese delle batterie
Zeng incarna alla perfezione la potenza tecnologica della Cina. “La scienza non è una moda passeggera”, ha dichiarato il re cinese delle batterie durante un recente evento andato in scena a Pechino. A differenza dei rivali, che a suo dire perdono tempo a cercare “soluzioni magiche a tutti i problemi”, la sua azienda preferisce rispettare “le leggi della natura” e verificare “i risultati in modo rigoroso”.
Mr. Zeng può permettersi una simile spavalderia perché lui e CATL rappresentano per le batterie quello che Jensen Huang e Nvidia sono per i chip di intelligenza artificiale. Basta mettere in fila un paio di dati per rendersene conto. Catl produce circa poco meno della metà delle batterie agli ioni di litio a livello mondiale, le stesse che alimentano veicoli elettrici, droni, robot, sistemi di rete e data center (incluso il gigantesco complesso Colossus di xAI a Memphis).
Non solo: CATL detiene anche partecipazioni in gran parte della catena di fornitura di metalli e componenti utilizzati nella realizzazione delle batterie. E ancora: mentre gli altri produttori di batterie sono in perdita o non riescono a fare utili, Zeng continua a generare enormi ritorni economici. Nel 2025, per esempio, l’azienda ha registrato un aumento del fatturati pari al 42% su base annua raggiungendo i 10,5 miliardi di dollari.

Una posizione dominante (e strategica)
Considerando che gli Stati Uniti e l’Europa (così come il resto del pianeta) sempre più orientati verso la transizione energetica e le tecnologie pulite, il predominio di CATL nel settore delle batterie ha conferito all’azienda cinese – e, di riflesso al suo fondatore Zeng – un’importanza che va ben oltre il piano industriale fino ad assumere connotati geostrategici al punto da tenere in scacco i giganti della Silicon Valley e dell’automotive.
Insomma, se la Cina teme il monopolio statunitense sui semiconduttori più avanzati, gli Usa farebbero bene a preoccuparsi del dominio del Dragone sulle migliori batterie in circolazione. Anche perché in poco più di un decennio CATL ha conquistato una prateria irta di trappole trasformandola nel proprio giardino confortevole. Come ci è riuscita? Tre sono i fattori che hanno favorito l’ascesa di Zeng.
Il primo chiama in causa la supremazia di Pechino nel controllo delle Terre Rare e di tutti quegli elementi fondamentali nella costruzione delle batterie. Il secondo elemento coincide con i sussidi statali derivanti dal piano Made in China 2025 varato dal governo di Xi Jinping per promuovere i settori hi-tech nazionali, tra cui quello dei veicoli elettrici.
Il terzo comprende la ricerca autoctona e lo smarcamento dalla tecnologia occidentale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: grazie a Zeng la Cina ha adesso il totale controllo delle batterie, e cioè degli strumenti in grado di innescare la rivoluzione green.

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