Immaginate la scena: siete seduti sul divano a guardare la vostra serie tv preferita. Fuori è buio, ma niente può farvi paura: avete da poco installato un sistema d’allarme all’avanguardia, le vostre finestre sono protette da pesanti grate e in giardino scodinzola un cane di 50 kg. E se vi dicessimo che in realtà nel vostro ideale castello c’è una breccia aperta attraverso cui il nemico può passare indisturbato?
Ora immaginiamo quest’altra scena: la serie tv è finita, si è fatto tardi e siete andati a letto. Avete appena preso sonno quando qualcosa vi sveglia. No, non è un sogno, ma il suono insistente del citofono. Andate ad aprire e vi ritrovate di fronte dei poliziotti molto arrabbiati che entrano in casa e cominciano a chiedervi di consegnare tutti i dispositivi elettronici. Voi non capite bene cosa stia accadendo, fin quando non vi dicono che siete sospettato di essere un pericoloso cyber criminale. Scoprirete solo dopo che gli investigatori sono arrivati a voi perché, in effetti, un pericoloso cyber criminale risultava connesso proprio dal salotto di casa vostra.
Ecco, queste due scene sono in realtà strettamente collegate. La seconda, infatti, non si sarebbe realizzata se non ci fosse stata la “breccia” di cui abbiamo accennato nella prima. Ma allora qual è questa falla nel sistema? Semplice: il router che ci permette di connetterci a internet. Chi di noi non ne ha uno dentro casa?
Ebbene, a nessuno verrebbe in mente che proprio questo oggetto familiare, di solito sistemato in un angolo a prendere polvere, rappresenti uno dei principali pericoli per la nostra privacy ma anche per la nostra sicurezza. In pratica è una porta spalancata verso l’esterno. E in quanto tale, ciascuno può entrare con le proprie intenzioni. Non riuscite a capire ancora di cosa stiamo parlando? Vi diamo un indizio.
Qualcuno di voi ha mai cambiato la password del Wi-Fi che si trova scritta sull’etichetta attaccata sul fondo o sul retro del router? Siamo pronti a scommettere che almeno nell’80% dei casi la risposta sarà “NO”. La giustificazione, stavolta nel 99% dei casi, sarà “è una password lunga e complicata, è impossibile ricordarsela a memoria, quindi è sicura”. Risposta sbagliata.
Il solo fatto che sia preimpostata dovrebbe spingervi a farvi qualche domanda ma, soprattutto, qualche considerazione apparentemente banale. Quale? Ve ne suggeriamo una: se è preimpostata, è molto probabile che non sia segreta. E non essendo segreta, è possibile – anzi sicuro – che qualcuno nel mondo ne sia a conoscenza e quindi, potenzialmente, sia in grado di collegarsi alla nostra Wi-Fi domestica. Magari non accadrà mai, o forse, come nella seconda scena, qualcuno potrebbe approfittarne per compiere dei reati informatici e risultare connesso da casa vostra.
Queste password apparentemente tanto sicure, inoltre, vengono generate da un algoritmo. E se per qualche ragione un estraneo conoscesse quell’algoritmo sarebbe in grado di ricostruirle. Fantascienza? Chiamatela come meglio credete. Fino a 10 anni era fantascienza immaginare l’intelligenza artificiale e le sue applicazioni.
Dunque, permetteteci di darvi un consiglio non richiesto: cambiate la password del vostro router. Come? In base al vostro operatore, troverete le istruzioni nella scatola originale del router. Se non l’avete conservata, internet vi darà tutte le risposte che cercate.