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Un investimento da 10 miliardi di euro per portare la produzione di microchip dall’alto valore strategico per l’industria europea a Dresda, importante centro della Germania orientale: il governo di Berlino guidato da Olaf Scholz vuole continuare a rendere il Paese protagonista dell’innovazione e dell’industria più strategica tra quelle del comparto tecnologico e potrà contare sul sostegno di Tsmc, la strategica azienda di Taiwan che produce buona parte dei chip di base e delle componenti per l’industria dei semiconduttori occidentale.

Tsmc sarà l’azienda chiave nella costruzione di un impianto il cui sito è stato visitato nella giornata di martedì dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. Il player taiwanese fondato da Morris Chang costituirà una joint venture denominata Esmc (European Semiconductor Manufacturing Company) con le aziende tedesche Bosch e Infineon e con il gruppo olandese nXP, erede della divisione semiconduttori della Philips. Il Chips Act europeo garantirà 5 miliardi di euro di sussidi al piano da 10 miliardi di euro con cui la Germania si assicurerà uno spazio chiave nel mercato dei semiconduttori dopo che in un’altra città dell’Est del Paese, Magdeburgo, l’americana Intel ha annunciato un nuovo investimento a sua volta sostenuto da fondi pubblici tedeschi e europei.

Nel quadro della competizione globale per la tecnologia e di un sempre più consistente decoupling tra la Germania e la Cina, l’arrivo in Sassonia di Tsmc assume un valore fondamentale nella costituzione di catene del valore più resistenti alla competizione geopolitica, specie nei settori ad alta intensità di rivalità tra l’Occidente e i suoi concorrenti. E la Germania spera che l’alleanza con Taiwan si estenda anche nel campo della ricerca, dell’istruzione e dell’accademia che, come abbiamo ricordato, rappresenta il complemento agli investimenti industriali per far competere un sistema nel mercato dei chip.

C’è tempo fino al 2027, anno di inizio della produzione nell’impianto Esmc, per tessere una rete che, come nota Politico.eu, è già in avvio e coinvolge governo tedesco, istituzioni locali sassoni e controparti taiwanesi: “Nel marzo dell’anno scorso, il ministro dell’Istruzione tedesco Bettina Stark-Watzinger ha visitato Taiwan: la prima visita ministeriale del genere in un quarto di secolo”.

Inoltre, “lo stato della Sassonia ha rapidamente intensificato i suoi legami con Taiwan, soprattutto nelle aree che sostengono i piani della TSMC per Dresda. Durante una visita a settembre dell’anno scorso, il ministro della scienza della Sassonia Sebastian Gemkow ha aperto un ufficio di collegamento scientifico a Taiwan“.

Attraendo gli investimenti, l’Europa può non essere da meno degli Stati Uniti nel re-shoring industriale in un settore tanto critico in cui le rivalità strategiche e geopolitiche ormai dettano la linea degli investimenti. Impianti come quelli di Tsmc e Intel possono fornire domanda anche a quelle aziende della componentistica, come l’olandese Asml, che dal mercato cinese hanno avuto fortune notevoli in passato e ora temono il vento di competizione mondiale nel settore. Si tratta, infine, anche di un importante banco di prova per i sussidi europei, assieme a quelli che arriveranno in Italia per l’espansione di StMicroelectronics a Catania e la nascita dell’impianto di Silicon Box nel novarese: se l’Unione Europea saprà fare sui semiconduttori politica industriale si tratterà di una novità importante per la competitività e la sicurezza del Vecchio Continente, la cui industria è perennemente affamata di chip di alta qualità.

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