Non c’è dubbio: Asml, il gigante della litografia ultravioletta basato in Olanda, è l’azienda più importante d’Europa. Non solo per la capitalizzazione-record (462 miliardi di euro, il 71% in più del secondo gruppo europeo, Lvmh) tra le aziende dell’Unione Europea ma anche, se non soprattutto, per le prospettive strategiche che il gruppo attivo nella produzione dell’infrastruttura chiave per costruire i chip più avanzati, abilitanti la rivoluzione dell’intelligenza artificiale, ha davanti a sé.
I numeri record di Asml
Nella giornata di mercoledì 28 gennaio il gruppo di Veldhoven ha presentato i conti-record per il 2025. Nonostante il calo del mercato cinese a causa dei controlli sull’export (dal 41% al 33% del totale del fatturato), Asml ha registrato per il 2025 una crescita dei ricavi del 15%, totalizzando 32,7 miliardi di euro di fatturato e aprendo la strada a ulteriori espansioni. Le “maxi-stampanti” di Asml ordinate nel mondo sono valutate complessivamente 40 miliardi di euro e il gruppo prevede di portare il fatturato annuo a 60 miliardi di euro (oltre 71 miliardi di dollari) entro il 2030, prospettando dunque un’ulteriore crescita.
Scenari economici e geopolitici di Asml
L’attesa era notevole: dopo che Foxconn, l’assemblatore per eccellenza dei dispositivi tecnologici, ha segnato un +22% di fatturato nel trimestre finale del 2025; dopo che Tsmc, il colosso di Taiwan che è “fabbrica del mondo” dei processori più avanzati, ha conseguito un netto avanzamento e Taipei ha trovato una quadra con gli Usa per investimenti tecnologici nel suolo americano; e dopo l’apertura di una sfida a viso aperto per i chip di memoria e le unità computazionali più avanzate gruppi come Asml sono tornati al centro della scena.
I vantaggi sostanzialmente monopolistici di Asml garantiscono una voce in capitolo all’Europa nella partita tecnologica globale. Al contempo, l’azienda è sempre più chiamata a navigare nei marosi delle sfide geopolitiche per l’innovazione. E la sua stessa struttura supera i limiti del Vecchio Continente.
Asml “spende 16 miliardi di euro l’anno per 5.150 fornitori”, posizionati il 39% in Olanda e il 41% nell’area euromediterranea e “fornisce un enorme contributo all’economia europea”, ha scritto sul suo profilo Substack l’analista di scenari geopolitici e tecnologici Alessandro Aresu in un’ampia e dettagliata disamina della storia del gruppo. Aggiungendo che “Asml non è un campione tecnologico solo europeo”, visto che oltre all’Ue lo scenario di riferimento del gruppo riguarda anche l’integrazione con gli ecosistemi dominanti dell’innovazione globale: gli Usa e, soprattutto, la Cina che Asml è chiamata a maneggiare con cura.
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La ristrutturazione del personale
Si prevede, in prospettiva, una svolta nel metodo di governance del colosso olandese. L’azienda prevede di tagliare, infatti, 1.700 posti di lavoro, principalmente in campo manageriale, tra Olanda e Stati Uniti nei prossimi anni. “Asml detiene un monopolio di fatto sugli utensili per la produzione di chip e trarrà beneficio dalla continua crescita del settore dei semiconduttori”, nota Tom’s Hardware, sottolineando che ” Ciononostante, sembra che voglia mantenere una forza lavoro snella ed efficiente, pur continuando a incrementare il suo organico e la sua presenza con l’espansione di Eindhoven, la cui operatività è prevista entro il 2028″.
Una virata, dunque, su un profilo più tecnico e sistemico, orientato ai prodotti-chiave del conglomerato olandese, che deve rispondere a pressioni di mercato, tensioni geopolitiche che non può governare in prima persona e azionisti di un gruppo a capitale diffuso in cerca di ritorni crescenti, tra cui spiccano colossi come JPMorgan, Morgan Stanley e Bank of America, a conferma dell’animo non solo europeo dell’azienda. A testimonianza di un trend dell’innovazione globale che vedrà valore aggiunto, innovazione e profitti sempre più concentrati su nuclei sempre più solidi di professionisti. E della sfida che la corsa ai talenti animerà, in Europa e non solo, in un’epoca dove le frontiere dell’innovazione spingeranno quelle del progresso economico e della competitività dei Paesi.
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