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La maggior parte dei cittadini europei vorrebbe ridurre il numero dei parlamentari del proprio paese e sostituirli con intelligenze artificiali dotate di conoscenze in ambito politico. Questo, almeno, è quanto emerso da un sondaggio realizzato dal Center for the Governance of Change basato presso l’università IE di Madrid. I ricercatori hanno chiesto a 2,769 persone, provenienti da 11 nazioni diverse, di esprimere il proprio parere in merito alla possibile riduzione dei parlamentari ed alla sostituzione con intelligenze artificiali. Il 51 % degli europei si è dichiarato in favore di questo sviluppo ma l’idea è risultata particolarmente popolare in Spagna, dove il 66% degli intervistati ha espresso parere favorevole, in Italia, dove il 59% degli intervistati ha detto sì ed in Estonia, dove il tasso di approvazione ha raggiunto il 56%.

Non tutti i Paesi hanno, però, mostrato lo stesso orientamento e l’idea di dare potere alle macchine, che possono essere sabotate o rivelarsi imprevedibili, è risultata particolarmente sgradita nel Regno Unito, in Olanda ed in Germania dove il 69, il 56 ed il 54% degli intervistati si è detto contrario all’idea. In tutte le nazioni europee sono inoltre emerse differenze generazionali. La maggioranza assoluta di chi ha meno di 44 anni si fida dell’intelligenza artificiale mentre chi ha più di 55 anni non vorrebbe avere niente a che farci. La rilevazione del Center for the Governance of Change è la dimostrazione di come l’Ai resti un tema controverso. Ma soprattutto che che sia un tema trasversale che esce all’ambito tecnico-ingegneristico per toccare quelli politici e sociali, con conseguenze potenzialmente imprevedibili.

I robot ed il lavoro

Il (possibile) ruolo giocato dalle nuove tecnologie nella vita quotidiana delle persone è però visto con ambivalenza e preoccupazione da un numero consistente di individui. I risultati di un sondaggio mondiale sulle nuove tecnologie, realizzato nel 2019 da BVA DOXA in collaborazione con Win, hanno mostrato che il 42% degli intervistati, sul totale delle 30.890 persone in 40 Paesi che sono state coinvolte, era preoccupato dal fatto che l’uso di alcune app implicasse la tracciabilità dei dati personali. L’impiego dell’Intelligenza Artificiale per sostituire completamente i medici era stato rifiutato da un terzo degli intervistati, con il picco più alto dei contrari in Germania (43%) ed anche in Italia (41%).

Un certo numero di lavoratori (23%) era preoccupato di poter perdere il proprio impiego a causa dell’automazione e dell’Intelligenza Artificiale nel corso dei 10 anni successivi e la maggior parte di questa si trovava in paesi come le Filippine (45%), il Messico (41%), la Cina (40%) e la Malesia (37%). Per quanto riguarda l’Italia, invece, il primo rapporto dell’Associazione italiana per la direzione del personale (Aidp)-Lablaw 2018 a cura di Doxa su “Robot, intelligenza artificiale e lavoro in Italia” appariva rassicurante. “Per l’89% delle aziende” come riportato da corrierecomunicazioni “i robot e l’intelligenza artificiale non potranno mai sostituire del tutto il lavoro delle persone” anche se “i lavori manuali ed a basso contenuto professionale sono a forte rischio”.

I timori di uno sviluppo incontrollato

La continua diffusione dell’intelligenza artificiale può generare opportunità inimmaginabili ma anche grandi minacce. Ci si chiede, inoltre, se gli esseri umani potranno diventare persone migliori e sviluppare nuove capacità grazie alla vita digitale oppure no. Si tratta di un quesito complesso ma che ha già stimolato la curiosità di 979 innovatori, sviluppatori, attivisti, ricercatori, leader economici e pionieri tecnologici che si sono riuniti per discuterne nell’estate del 2018. Gli esperti hanno previsto che l’intelligenza artificiale sarà in grado di amplificare l’efficienza umana ma anche di danneggiarne l’autonomia e la capacità.

Secondo alcuni i computer potrebbero arrivare all’intelligenza degli esseri umani e le loro capacità negli ambiti più complessi. Molti hanno mostrato ottimismo circa l’impiego dell’intelligenza artificiale nel curare e diagnosticare i pazienti e nell’aiutare gli anziani a vivere in maniera più salutare. La maggior parte degli esperti, ottimista o meno, ha mostrato preoccupazione circa l’impatto di questi strumenti sugli elementi essenziali dell’essere umani. La possibile coesistenza tra uomini e macchine è un tema molto dibattuto anche nell’ambito della fantascienza che, spesso e volentieri, ha immaginato un possibile dominio da parte delle seconde sui primi, inferiori ed eccessivamente legati ai sentimentalismi. Un futuro distopico che, almeno per il momento, appare improbabile.