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Il Qatar sta emergendo rapidamente come un attore chiave nello scenario globale dell’intelligenza artificiale (IA) e delle infrastrutture tecnologiche, con l’obiettivo di diventare un hub regionale per i data center. Al centro di questa strategia c’è lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, primo ministro e ministro degli Affari Esteri del Qatar, la cui visione diplomatica e le relazioni strategiche con figure influenti del settore tecnologico statunitense consolidano il ruolo di Doha come ponte tra il Golfo e la Silicon Valley.

Il contesto: il Qatar come hub tecnologico

Negli ultimi anni, il Qatar ha investito massicciamente per diversificare la propria economia, tradizionalmente dipendente dal gas naturale, puntando sull’innovazione e sulla tecnologia. La Qatar National Vision 2030, il piano strategico del Paese, promuove lo sviluppo di un’economia basata sulla conoscenza, con particolare attenzione all’Intelligenza artificiale e alle infrastrutture digitali. In questo contesto, i data center rappresentano un pilastro fondamentale, essenziali per supportare l’elaborazione e l’addestramento dei modelli di IA, un settore in cui la domanda globale è in costante crescita.

Per raggiungere questo obiettivo, il Qatar deve non solo attrarre investimenti esteri, ma anche stringere solidi partenariati con i giganti tecnologici della Silicon Valley. È qui che entra in gioco la rete di relazioni internazionali dello sceicco Mohammed, abile nel tessere legami strategici con figure di primo piano del panorama tecnologico e finanziario mondiale.

Il ruolo di Jared Cohen e i legami con la Silicon Valley

Un elemento cruciale di questa strategia è il rapporto di lunga data tra lo sceicco Mohammed e Jared Cohen, ex dirigente di Google e attuale presidente delle relazioni globali di Goldman Sachs. Cohen, noto per il suo lavoro come consigliere politico e tecnologico, ha partecipato al Doha Forum 2024, un evento internazionale di rilievo che si tiene ogni anno nella capitale qatarina. La sua presenza non è casuale: il Doha Forum è una piattaforma in cui leader politici, economici e tecnologici si incontrano per discutere le sfide globali, e il Qatar sfrutta questa tribuna per rafforzare i legami con gli Stati Uniti e con l’ecosistema tecnologico globale.

La connessione tra Mohammed e Cohen si è rivelata particolarmente preziosa. Cohen, grazie alla sua esperienza in Google e al ruolo attuale in Goldman Sachs, rappresenta un punto di contatto privilegiato tra il Qatar e le élite tecnologiche e finanziarie della Silicon Valley. Questa relazione consente al Qatar di accedere a conoscenze, capitali e opportunità di collaborazione con aziende leader nel settore dell’IA, comprese quelle che sviluppano infrastrutture per i data center e soluzioni di cloud computing.

Diplomazia e tecnologia: il modello qatarino

Lo sceicco Mohammed si è imposto come un diplomatico abile, capace di combinare soft power e strategie economiche per posizionare il Qatar come un attore globale. La sua leadership si è distinta in vari ambiti, dalla mediazione nei conflitti internazionali (come il cessate il fuoco tra Israele e Hamas nel 2024) alla promozione di investimenti tecnologici. Durante il Web Summit Qatar 2025, Mohammed ha annunciato un investimento di oltre un miliardo di dollari, attraverso la Qatar Investment Authority (QIA), in fondi di venture capital internazionali e regionali, con l’obiettivo di attrarre startup e talenti tecnologici nel Golfo.

Questa strategia rientra in un piano più ampio di diversificazione economica. Il Qatar sta lavorando per espandere la capacità dei suoi data center, con piani per triplicarla nei prossimi cinque o sei anni, come dichiarato dal ministro delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’Informazione, Mohammed bin Ali bin Mohammed Al Mannai, durante il Qatar Economic Forum 2024. Questi sforzi sono sostenuti da partnership con aziende globali come FedEx Logistics e il German ZEKI Center, che contribuiscono a creare zone franche dedicate all’IA nel Paese.

Sfide e opportunità

Nonostante i progressi, il Qatar deve affrontare diverse sfide per consolidare il proprio ruolo di hub tecnologico. La concorrenza nel Golfo è agguerrita, con Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti che investono a loro volta massicciamente nell’IA e nelle infrastrutture digitali. Inoltre, la dipendenza da partnership estere comporta rischi geopolitici, come dimostrano le preoccupazioni sollevate da alcune organizzazioni statunitensi circa la possibilità che tecnologie sensibili, come il calcolo quantistico, possano finire nelle mani di attori non alleati.

Tuttavia, il Qatar gode di un vantaggio competitivo: la capacità di agire come mediatore neutrale e la posizione strategica nel Golfo. La relazione con figure come Jared Cohen e il sostegno di eventi come il Doha Forum consentono al Paese di attrarre investitori e talenti, creando un ecosistema favorevole all’innovazione. Inoltre, la collaborazione con istituzioni come il Qatar Fund for Development e il Middle East Council on Global Affairs rafforza l’immagine del Qatar come leader nella promozione di soluzioni tecnologiche per sfide globali come la salute e lo sviluppo sostenibile.

Conclusione

Il Qatar, sotto la guida dello sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, utilizza diplomazia e relazioni internazionali per trasformare Doha in un hub globale per i data center e l’intelligenza artificiale. La relazione con Jared Cohen e il dialogo continuo con la Silicon Valley sono elementi centrali di questa strategia, che unisce visione economica, soft power e innovazione tecnologica. Se il Qatar riuscirà a superare le sfide geopolitiche e concorrenziali, potrà consolidare il proprio ruolo nel Golfo ed emergere come attore di primo piano nello scenario tecnologico globale.

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