Donald Trump è stato rieletto grazie al suo successo tra conservatori e minoranze etniche, tra i centri dell’America rurale e tra i maschi bianchi, ma c’è un segmento poco discusso che ha pesato nella sua vittoria: la crypto-community statunitense. Il candidato repubblicano aveva promesso molto agli investitori di moneta digitale, e il loro sostegno potrebbe essere stato cruciale per il suo ritorno.
Nel corso della sua vittoria elettorale a Mar-a-Lago, Donald Trump è stato accompagnato da figure come Elon Musk, Robert F. Kennedy Jr. e Howard Lutnick, CEO di Cantor Fitzgerald. Sono tutti noti per il loro coinvolgimento nell’industria delle criptovalute, un settore che, sebbene non fosse stato al centro del programma politico di Trump nelle sue precedenti amministrazioni, ha guadagnato attenzione in quest’ultimo tentativo di arrivare alla Casa Bianca.
Donald Trump ha promesso di fare degli Stati Uniti “la capitale mondiale delle crypto”, creando una riserva strategica di Bitcoin e licenziando Gary Gensler, presidente della Securities and Exchange Commission, l’ente federale statunitense preposto alla vigilanza delle borse valori, criticato per la sua politica ostile alle criptovalute. Da qui il sostegno dei cosiddetti crypto bros, convinti che la vicepresidente Kamala Harris, raffigurata dal MAGA come una minaccia “rossa”, sarebbe stata un ostacolo al settore.
Pazienza che, come ricorda Elham Makdoum, saggista esperta in geopolitica delle blockchain, i fatti suggeriscano il contrario: sotto l’amministrazione Biden, gli Stati Uniti sono diventati infatti il maggiore detentore di bitcoin, aumentando la loro riserva da 60.000 a oltre 200.000 BTC. Fatto sta che con l’appoggio di nomi importanti del mondo crypto e l’entusiasmo che cresce tra gli investitori, il mercato delle criptovalute ha vissuto un’esplosione senza precedenti dopo le elezioni, con Bitcoin che ha raggiunto il record storico di 76.000 dollari e Ethereum oltre i 2.800 dollari. Questo boom non è solo un riflesso di ottimismo tra i trader, ma anche della crescente fiducia nelle politiche che Trump ha promesso di adottare.
Trump affronterà il compito in discesa di governare con un Senato a maggioranza repubblicana, il che gli conferirà una posizione privilegiata per promuovere una piattaforma pro-cripto. L’idea della riserva nazionale di bitcoin nasce, secondo Trump, come risposta all’attuale pratica del Servizio Marshall degli Stati Uniti, che regolarmente vende criptovalute sequestrate in operazioni di polizia, inclusi bitcoin. Trump ha chiarito che l’obiettivo di questa politica sarebbe quello di evitare di influenzare negativamente i mercati cripto con la vendita di grandi quantità di bitcoin detenuti dal Governo, un’azione che, secondo lui, destabilizza i mercati.
E sebbene Trump non abbia il potere diretto di rimuovere il presidente del SEC, la sua promessa di sostituirlo con un esponente più favorevole alle criptovalute rappresenta un segnale importante. In parallelo, Trump ha anche proposto la creazione di un “consiglio consultivo presidenziale per bitcoin e criptovalute”, destinato a includere esperti favorevoli all’industria della valuta digitale, con l’obiettivo di stabilire politiche che favoriscano la crescita e l’innovazione nel settore.
Un altro punto fondamentale delle politiche di Trump riguarda l’industria del mining di criptovalute. Trump ha mostrato interesse per incentivare l’estrazione di bitcoin all’interno degli Stati Uniti, un settore ad alto consumo energetico – e secondo vari analisti altamente inquinante – che al momento è dominato da Paesi come la Cina. Trump ha dichiarato che, sotto la sua amministrazione, tutto il bitcoin sarà “minato, coniato e prodotto negli USA”.
Secondo Dilip Chenoy, presidente della Bharat Web3 Association, il rally dei prezzi di Bitcoin rappresenta un “momento cruciale” che potrebbe segnare l’inizio di una maggiore accettazione e stabilità per i digital assets. Con l’aumento degli investimenti istituzionali nel settore, il sentimento rialzista continua a crescere. Shivam Thakral, CEO di BuyUcoin, ha osservato che l’ottimismo creato dalla vittoria di Trump potrebbe favorire una crescita duratura, alimentando nuove opportunità per soluzioni decentralizzate. Per Anish Jain, fondatore della blockchain WadzChain, l’integrazione crescente delle criptovalute nel sistema finanziario tradizionale è un segnale di maturità del mercato, destinato a favorire l’innovazione. Jain prevede che con Trump si apriranno nuovi orizzonti per il settore finanziario globale.
Non mancherebbero le difficoltà. Ryan Lee, capo analista di Bitget Research, ha avvertito che la politica economica di Trump potrebbe portare a un’inflazione crescente e mantenere i tassi di interesse statunitensi sopra il 3,5%, un fattore che potrebbe creare difficoltà per il mercato delle criptovalute. Tuttavia, Lee confida in un Congresso a maggioranza repubblicana, che potrebbe rifiutare un controllo dei prezzi per i beni di consumo ma considerare una mitigazione per le cripto. Trump ha anche espresso l’intenzione di ridurre i tassi di interesse, un’azione che, storicamente, favorisce i prezzi delle criptovalute, stimolando il credito e aumentando l’investimento nelle risorse digitali.
Nonostante la politica monetaria sia regolata dalla Federal Reserve, che agisce in modo indipendente dal Governo, Trump non esiterebbe a esercitare pressioni: in fondo, il tycoon rappresenta un modello libertario che al tempo stesso rigetta l’intervento statale quando odora di socialismo, ma non si rifugia nell’idea ormai datata di istituzioni economiche fuori dal controllo della politica.

