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	<title>ypg Archives - InsideOver</title>
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	<title>ypg Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>I curdi aprono ad Assad: ecco quale sarà il loro destino</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-curdi-aprono-ad-assad-ecco-quale-sara-il-loro-destino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Oct 2019 16:33:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
		<category><![CDATA[Rojava]]></category>
		<category><![CDATA[ypg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="746" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-siriano-La-Presse-e1571934808305.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria, esercito nel nord" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-siriano-La-Presse-e1571934808305.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-siriano-La-Presse-e1571934808305-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-siriano-La-Presse-e1571934808305-768x382.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-siriano-La-Presse-e1571934808305-1024x509.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Alla fine si è verificato ciò che da mesi era nell&#8217;aria e che l&#8217;attacco di Recep Tayyip Erdogan nel nord della Siria ha accelerato: l&#8217;avvio del dialogo tra i curdi ed il governo di Damasco. Ad annunciarlo ufficialmente alla Reuters è un dirigente delle forze Ypg, le milizie di autodifesa curde: &#8220;Siamo pronti a trattare con &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-curdi-aprono-ad-assad-ecco-quale-sara-il-loro-destino.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-curdi-aprono-ad-assad-ecco-quale-sara-il-loro-destino.html">I curdi aprono ad Assad: ecco quale sarà il loro destino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="746" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-siriano-La-Presse-e1571934808305.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Siria, esercito nel nord" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-siriano-La-Presse-e1571934808305.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-siriano-La-Presse-e1571934808305-300x149.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-siriano-La-Presse-e1571934808305-768x382.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Esercito-siriano-La-Presse-e1571934808305-1024x509.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Alla fine si è verificato ciò che da mesi era nell&#8217;aria e che l&#8217;attacco di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html">Recep Tayyip Erdogan</a> nel nord della Siria ha accelerato: l&#8217;avvio del <strong>dialogo</strong> tra i curdi ed il governo di Damasco. Ad annunciarlo ufficialmente alla <em>Reuters</em> è un dirigente delle forze Ypg, le milizie di autodifesa curde: &#8220;Siamo pronti a trattare con Assad&#8221;.</p>
<h2>La fine del Rojava</h2>
<p>Per la verità, tramite la mediazione russa, a 48 ore dall&#8217;avvio dell&#8217;attacco turco nel nord della Siria<a href="https://it.insideover.com/guerra/lesercito-siriano-verso-manbji-e-le-aree-ad-est-delleufrate.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect"> un primo accordo tra Damasco ed i curdi si era già raggiunto</a> ed ha permesso il riposizionamento delle truppe siriane nell&#8217;area del <strong>Rojava</strong>. Un&#8217;intesa che ha anche spianato la strada ad un altro accordo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/ecco-cosa-comporta-laccordo-tra-putin-ed-erdogan-sulla-siria.html">quello tra Russia e Turchia raggiunto a Sochi</a> martedì scorso. Accordi che, complessivamente, hanno previsto l&#8217;indietreggiamento delle forze curde dal confine con la Turchia ed il loro posizionamento ad almeno 30 chilometri dalla frontiera. Una distanza che sembra aver appagato le velleità di Erdogan, il quale dal 2012 ha sempre visto con sospetto il controllo del Rojava da parte delle forze curde, sostituitesi a quelle del governo di Assad già durante i primi mesi di guerra civile.</p>
<p>L&#8217;idea di un Kurdistan siriano indipendente è nato proprio grazie a questi eventi. Da Damasco si è preferito riposizionare le truppe in altre aree del Paese, in tal modo i curdi hanno avuto spazio e tempo per organizzarsi militarmente e politicamente. Le loro avanzate sono state sostenute dagli americani in funzione<strong> anti Isis</strong>. Sconfitto il califfato, Erdogan ha iniziato a far capire le proprie intenzioni e cioè far arretrare i curdi dalle zone di confine. Per questo da più parti ci si è sempre aspettato, da un momento all&#8217;altro, un accordo tra il governo siriano e i curdi. Lo stesso presidente <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar al Assad</a> lo aveva proposto già sul finire dell&#8217;anno passato. E ad inizio 2018 invece,<a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-attacco-afrin.html"> quando i turchi hanno attaccato l&#8217;enclave curda di Afrin</a>, un primo accordo tra Damasco e Ypg sembrava alla portata.</p>
<p>I curdi hanno preferito coltivare le proprie velleità autonomiste, ma hanno dovuto fare i conti con la realtà. Non avendo più il supporto Usa, dopo la decisione di Trump di mandare via le proprie truppe dal nord della Siria, l&#8217;unica strada percorribile era quella di accettare la mediazione russa e posizionarsi sotto l&#8217;ombrello di Damasco. Dal canto loro, le truppe dell&#8217;esercito siriano sono potute rientrare sia in città a maggioranza araba controllate dai curdi, come nel caso di <strong>Manbji</strong>, sia in quelle a maggioranza curda, come <strong>Kobane</strong> e <strong>Qamishli</strong>. Questo ha evitato l&#8217;ingresso di turchi e filo-turchi e, di conseguenza, un ennesimo eccidio della popolazione civile curda. Al tempo stesso però, ha segnato la fine del Rojava.</p>
<h2>Ypg inglobate nelle forze siriane?</h2>
<p>Con il senno di poi, la scelta curda di iniziare la collaborazione con Damasco è arrivata troppo tardi. Fosse stata accettata già qualche mese fa, forse si poteva parlare di autonomia curda e di Rojava come zona amministrata sul modello del Kurdistan iracheno. Ma adesso, con turchi e milizie filo-turche entrati in Siria, l&#8217;unica cosa che le Ypg hanno potuto fare è stata quella di ridare il territorio ad Assad. Il presidente siriano non è detto però che voglia <strong>l&#8217;immediato smantellamento delle Ypg</strong>. Anzi, l&#8217;esercito di Damasco è decimato e logorato da otto anni di guerra, la vittoria è sì oramai alla portata ma le coperte siriane sono sempre più corte. Controllare un territorio più ampio di quello che attualmente il governo controlla, potrebbe essere un problema. Per di più, in questi territori del Rojava occorre anche ricostituire un&#8217;amministrazione e far ripartire l&#8217;economia.</p>
<p>Ecco perché Assad ha ancora bisogno delle Ypg, le quali hanno governato ed amministrato per quasi un quinquennio questi territori. Da qui l&#8217;idea, spinta dal <strong>Cremlino</strong>, di far accorpare le forze curde all&#8217;interno di quelle siriane. Ed il dialogo annunciato alla <em>Reuters</em> da un dirigente Ypg, dovrebbe volgere proprio verso questa prospettiva: inglobare nell&#8217;esercito siriano le forze filo curde.</p>
<p>Il dialogo che partirà nei prossimi giorni non sarà per nulla facile, anche perché su di esso potrebbe incombere ancora una volta l&#8217;ombra di Erdogan. Da Ankara non prenderebbero bene il fatto che, a pattugliare i confini, siano soldati che portano la stessa divisa degli ex miliziani curdi.</p>
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		<item>
		<title>L&#8217;offensiva curda (e governativa) contro Erdogan</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/loffensiva-curda-e-governativa-contro-erdogan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2019 05:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[curdi siriani]]></category>
		<category><![CDATA[guerra civile siriana]]></category>
		<category><![CDATA[Unità di protezione popolare (Ypg)]]></category>
		<category><![CDATA[ypg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldati fedeli a Bashar al Assad arrivano a Tal Tamr (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I combattenti curdo siriani dell&#8217;Ypg hanno lanciato la loro controffensiva riprendendo il villaggio di Ras al-Ayn, caduto sotto controllo delle truppe turche nelle prime battute dell&#8217;operazione &#8220;Sorgente di Pace&#8221;. Nonostante le ingenti perdite inflitte alle forze curda &#8211; secondo le fonti di Ankara &#8211; sembra che le Unità di protezione del popolo curdo (Ypg) si stiano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/loffensiva-curda-e-governativa-contro-erdogan.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Soldati fedeli a Bashar al Assad arrivano a Tal Tamr (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Soldati-fedeli-a-Bashar-al-Assad-arrivano-a-Tal-Tamr-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I combattenti curdo siriani dell&#8217;<strong>Ypg</strong> hanno lanciato la loro controffensiva riprendendo il villaggio di Ras al-Ayn, caduto sotto controllo delle truppe turche nelle prime battute dell&#8217;operazione &#8220;Sorgente di Pace&#8221;. Nonostante le ingenti perdite inflitte alle forze curda &#8211; secondo le fonti di Ankara &#8211; sembra che le Unità di protezione del popolo curdo (Ypg) si stiano riorganizzando dopo l&#8217;<a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/siria-lesercito-damasco-avanza-verso-nord-fermeremo-1768148.html">accordo</a> stretto con l&#8217;esercito siriano fedele a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html" target="_blank" rel="noopener">Bashar al Assad</a>, fortemente appoggiato da Mosca. A riferirlo è stato l&#8217;inviato presidenziale russo per la Siria Alexander Lavrentyev. Intanto le truppe della Coalizione internazionale rendono noto di aver lasciato la città siriana di Manbij.</p>
<p><a href="https://tass.com/defense/1083194" target="_blank" rel="noopener">Secondo quanto viene riportato dall&#8217;agenzia d&#8217;informazione russa </a><em>Tass,</em> i combattenti curdi, ora coadiuvati dalle forze regolari siriane, hanno lanciato una controffensiva respingendo le truppe turche, che avevano stabilito i primi avamposti sul territorio siriano, e &#8220;occupato&#8221; i villaggi di confine in quella che secondo il presidente <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> è destinata a diventare la &#8220;<strong>zona cuscinetto</strong>&#8221; tra la Turchia e Siria. Fascia destinata ad accogliere &#8211; se conquistata &#8211; i profughi generati dalla <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/le-tappe-salienti-della-guerra-siria.html" target="_blank" rel="noopener">crisi siriana</a>. Il bollettino di guerra aggiornato dalla Difesa turca riporta almeno 500 &#8220;terroristi neutralizzati&#8221; &#8211; ossia combattenti delle milizie curde e volontari uccisi, feriti o catturati &#8211; dall&#8217;inizio dell&#8217;operazione militare lanciata da Ankara nel nord-est della Siria. Ciò nonostante i soldati curdi, che hanno trovato un accordo per difesa comune del territorio siriano con l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/guerra/lesercito-siriano-verso-manbji-e-le-aree-ad-est-delleufrate.html">Esercito di Assad</a>, si sono rivelati in grado di pianificare e portare a termine con il nuovo alleato una controffensiva per &#8220;respingere&#8221; l&#8217;avanzata turca e riprendere il controllo di Ras al-Ayn. Sempre secondo fonti russe, le truppe dell&#8217;Ypg starebbero attualmente attaccando la città di Tell Halaf, controllata dal cosiddetto <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cos-e-l-esercito-siriano-libero.html"><strong>Esercito siriano libero</strong></a>: la fazione miliare che si è opposta al presidente Assad nella guerra civile siriana. Ulteriori rapporti indicano che la controffensiva riguarderebbe anche in aree al confine di Kobane, situate sulla riva orientale del fiume Eufrate.</p>
<p>Le truppe curde, appoggiate dai primi contingenti delle Forze armate di Damasco, che possono contare sulla presenza di mezzi corazzati e aerei a copertura e supporto aereo, avrebbero dunque sventato il piano strategico dei generali di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-recep-tayyip-erdogan.html" target="_blank" rel="noopener">Erdogan</a> che intendevano tagliare una linea di collegamento essenziale: l&#8217;autostrada che corre lungo il confine e che collega la capitale economica siriana Aleppo con la città di Al Hasakah, capitale della provincia. L&#8217;attacco delle forze turche sembrerebbe essere  stato respinto, o arginato, con successo dai curdo-siriani che hanno raggiunto l&#8217;autostrada vicino alla città di Tel Tamer, a 30 chilometri dal confine. L&#8217;<strong>Osservatorio siriano per i diritti umani </strong>&#8211; organizzazione non governativa con sede a Londra &#8211; ha confermato la notizia di un contrattacco lanciato delle milizie curde nella provincia orientale di Al-Hasakah. Il grosso degli scontri si starebbero concentrando sulla collina di Tal Manafir. L&#8217;Osservatorio ha poi comunicato che le forze curde sembrerebbero essere state in grado di compiere buoni progressi nell&#8217;area, riconquistando siti e postazioni perse durante le ultime ore. Entrambe le fazione conterebbero sensibili perdite tra morti e feriti.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>I volontari italiani in prima linea contro lo Stato Islamico</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/i-volontari-italiani-in-prima-linea-contro-lo-stato-islamico</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2019 08:23:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Raqqa]]></category>
		<category><![CDATA[ypg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Siria11.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Siria11.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Siria11-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>RAQQA. “Quando i proiettili “zippano" vicino alla testa ti butti per istinto a terra, ma il sibilo vuol dire che non sei stato colpito. I colpi di mortaio li senti partire e non sai mai se ti piombano addosso o ti passano sopra. Alla fine ti abitui”.  In un’abitazione abbandonata, che segna la prima linea, comincia così l’esclusivo racconto di guerra di due italiani, che combattono lo Stato islamico a Raqqa al fianco dei curdi. Niente nomi se non quelli di battaglia. Cekdar Agir, che in curdo vuole dire dire “combattente e fuoco” è un anarchico di Torino di 41 anni, baffoni biondi e occhi azzurri. Botan viene anche lui dal nord Italia ed ha 30 anni. La famiglia è all’oscuro che combatte in Siria e per questo non vuole farsi fotografare a volto scoperto. In guerra da 8 mesi sono due dei quattro italiani sul fronte di Raqqa. Negli ultimi anni hanno combattuto fra le fila dell’Ypg, le Unità di protezione popolare curde nel nord della Siria, una ventina di connazionali. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/i-volontari-italiani-in-prima-linea-contro-lo-stato-islamico">I volontari italiani in prima linea contro lo Stato Islamico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="480" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Siria11.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Siria11.jpg 640w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Siria11-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><span>RAQQA. “Quando i proiettili “zippano&#8221; vicino alla testa ti butti per istinto a terra, ma il sibilo vuol dire che non sei stato colpito. I colpi di mortaio li senti partire e non sai mai se ti piombano addosso o ti passano sopra. Alla fine ti abitui”. In un’abitazione abbandonata, che segna la prima linea, comincia così l’esclusivo racconto di guerra di due italiani, che combattono lo Stato islamico a Raqqa al fianco dei curdi. Niente nomi se non quelli di battaglia. Cekdar Agir, che in curdo vuole dire dire “combattente e fuoco” è un anarchico di Torino di 41 anni, baffoni biondi e occhi azzurri. Botan viene anche lui dal nord Italia ed ha 30 anni. La famiglia è all’oscuro che combatte in Siria e per questo non vuole farsi fotografare a volto scoperto. In guerra da 8 mesi sono due dei quattro italiani sul fronte di Raqqa. Negli ultimi anni hanno combattuto fra le fila dell’Ypg, le Unità di protezione popolare curde nel nord della Siria, una ventina di connazionali. </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/i-volontari-italiani-in-prima-linea-contro-lo-stato-islamico">I volontari italiani in prima linea contro lo Stato Islamico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Ultima lettera del volontario italiano: &#8220;Pronto a cercar la morte in guerra&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tutto-quello-che-non-torna-dellitaliano-morto-tra-le-milizie-ypg.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jan 2019 08:52:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[forze-democratiche-siriane]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[ypg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8477004.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8477004.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8477004-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8477004-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8477004-1024x697.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non era giovanissimo, non sembrava animato dal furore post adolescenziale che porta a volte a fare scelte apparentemente incomprensibili. Non era povero o di bassa istruzione, tanto da poter essere attratto magari da qualche ideale in grado di colmare determinati vuoti nella propria esistenza. Soprattutto, non aveva mai fatto trasparire nulla circa la sua volontà &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutto-quello-che-non-torna-dellitaliano-morto-tra-le-milizie-ypg.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutto-quello-che-non-torna-dellitaliano-morto-tra-le-milizie-ypg.html">Ultima lettera del volontario italiano: &#8220;Pronto a cercar la morte in guerra&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1306" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8477004.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8477004.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8477004-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8477004-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/LP_8477004-1024x697.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Non era giovanissimo, non sembrava animato dal furore post adolescenziale che porta a volte a fare scelte apparentemente incomprensibili. Non era povero o di bassa istruzione, tanto da poter essere attratto magari da qualche ideale in grado di colmare determinati vuoti nella propria esistenza. Soprattutto, non aveva mai fatto trasparire nulla circa la sua volontà di andare nel Rojava, nel cuore del Kurdistan siriano. Per questo ancora ci si interroga come mai<strong> Giovanni Asperti</strong> sia voluto andare verso quel campo di battaglia al fianco delle forze curde. E come mai, soprattutto, da lì non sia più tornato. </p>
<p>La famiglia di Giovanni Asperti</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/siria-muore-volontario-italiano-combatteva-contro-lisis-1625559.html" target="_blank">Ad ufficializzare la morte dell&#8217;italiano</a> impegnato nelle forze <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/cosa-sono-le-milizie-ypg/">Ypg</a>, ossia le milizie di autodifesa curde in Siria, è un comunicato della stessa formazione curda. Non si chiariscono però i motivi del decesso. Si sa, e lo si è appreso nelle ore successive alla notizia della morte di Asperti, che lo stesso italiano in qualche modo sapeva di dover morire sul campo. Nello scorso mese di luglio lascia infatti una lettera ai suoi fratelli in cui, tra le altre cose, afferma di andare a combattere nel Rojava: &#8220;Faccio conto di non tornare mai più, e non nel senso che vivrò là il resto dei miei giorni: nel senso che cercherò attivamente la morte liberatrice sul campo. Vado a fare la guerra per i curdi&#8221;. I suoi fratelli non si spiegano i motivi della scelta. Tutti e tre sono conosciuti nella loro cittadina di origine: <strong>Ponteranica</strong>, in provincia di Bergamo. Stefano Asperti è preside della facoltà di lettere dell&#8217;università La Sapienza di Roma, Carlo Asperti invece lavora per il consorzio aerospaziale Leonardo, infine Andrea Asperti è docente di informatica a Bologna.</p>

<p>Tutti ben in carriera, figli del resto di una famiglia che annovera al suo interno nel passato intellettuali e senatori. Il padre di Giovanni Asperti, Pietro, è tra i fondatori del gruppo de <em>Il Manifesto</em> a Roma durante il &#8217;68, mentre lo zio<strong> Vittorio Chiarante</strong> negli anni passati è più volte senatore del Pci. Ma anche lo stesso Giovanni appare in carriera: da sempre appassionato di geologia, nel suo paese raccontano in queste ore che al liceo si porta avanti con le materie rispetto ai compagni proprio per dedicarsi alla geologia. Passione che è anche il suo mestiere, visto che risulta impegnato in una società del settore che si occupa di dismissione delle piattaforme petrolifere. Non solo: <strong>Giovanni Asperti sembra condurre anche una vita normale</strong>. Poche frequentazioni sui social, una moglie e due figli adolescenti: elementi dunque, che indicano una vita piena per l&#8217;appunto, con affetti e con lavori che non portano a pensare a repentini drastici e fatali cambiamenti. </p>
<p>Quei conti che non tornano </p>
<p>La situazione appare anomala. La Digos in queste ore sta scandagliando il comportamento di Giovanni Asperti sul web, anche se, come si legge su <em>Repubblica</em>, al momento non sarebbe stato trovato nulla. Ma di certo con qualche referente l&#8217;italiano avrà pur parlato, difficile immaginare che si sia presentato sul campo di battaglia curdo improvvisamente e senza conoscere nessuno. Giovanni Asperti sarebbe partito il <strong>23 luglio 2018</strong> da Malpensa, con un volo destinazione Abu Dhabi. Da lì poi, con un altro viaggio aereo, raggiunge <strong>Erbil</strong>. Si tratta del capoluogo della regione autonoma del Kurdistan iracheno, città di riferimento per tutti coloro che vogliono andare nel nord dell&#8217;Iraq o per l&#8217;appunto nell&#8217;est della Siria. Tutto viene programmato in silenzio, l&#8217;unica traccia è la lettera fatta arrivare ai fratelli pochi giorni prima della partenza: &#8220;Combatto per i curdi, ma non vado a fare il mercenario&#8221;, scrive tra le altre cose. </p>

<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare" rel="attachment wp-att-62233"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-62233" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_occhi_articolo_siria.jpg" alt="strip_occhi_articolo_siria" /></a></p>
<p>Ma i veri elementi che non tornano, sono principalmente due: <strong>l&#8217;età della vittima</strong> ed il <strong>reale motivo della morte</strong>. Giovanni Asperti aveva 50 anni, un&#8217;età ben al di sopra della media dei combattenti del Ypg. Tra i curdi combattono soprattutto ragazze e ragazzi, tanti giovani non solo curdi che difendono sia la causa del popolo mediorientale che l&#8217;ideale che sta alla base della fondazione del Rojava. Quest&#8217;ultima avviene nel 2012, quando cioè i curdi si rendono autonomi sfruttando la debolezza del governo siriano impegnato<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/"> nel suo primo anno di guerra</a>. Le forze Ypg sono le stesse che combattono l&#8217;Isis, lo fanno a Kobane quasi da sole, successivamente ricevono armi e supporto dagli Usa specie da quando, nell&#8217;ottobre 2015, i combattenti danno vita alla coalizione <strong>Sdf</strong>. Ci sono pure diversi ragazzi italiani nel Ypg, ma nessuno supera i 30 anni. Il motivo che spinge Giovanni Asperti ad andare fin laggiù a 50 anni e con una famiglia sulle spalle, oltre ad una carriera avviata, rimane un mistero.</p>
<p>Ma c&#8217;è un altro elemento, per l&#8217;appunto, che non torna. Nel comunicato del Ypg in cui si rende onore al combattente italiano, non viene specificato il motivo del decesso. Potrebbe apparire, in primo luogo (trattandosi di una zona in guerra), di una morte in battaglia. Ma nella cittadina dove Giovanni Asperti ha trovato la morte, non si combatte da anni. <strong>Dayrik</strong>, questo il nome della località, si trova nell&#8217;estremo nord est della Siria. Si tratta di una zona controllata dai curdi da almeno sei anni, l&#8217;Isis da queste parti non ha mai messo piede. <a href="http://www.occhidellaguerra.it/l-isis-in-siria-e-ancora-presente-e-continua-a-fare-paura/">Il califfato in Siria rimane confinato attualmente ad una sacca ad est dell&#8217;Eufrate</a>, in una zona molto lontana rispetto a quella dove è morto Asperti. È pur vero che i curdi si aspettano una possibile nuova invasione turca e delle milizie filoturche, ma al momento nonostante i proclami di Erdogan non ci sono battaglie in corso. Perchè dunque Asperti, pur andando nel Rojava in un momento di maggior calma della guerra, nella lettera scrive di andare a cercare la &#8220;morte liberatrice&#8221; sul campo? E perchè, soprattutto, il geologo italiano è in effetti poi deceduto pur se non in una zona di guerra? </p>

<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutto-quello-che-non-torna-dellitaliano-morto-tra-le-milizie-ypg.html">Ultima lettera del volontario italiano: &#8220;Pronto a cercar la morte in guerra&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;evoluzione della guerra a Manbij  tra autonomia curda, Assad e Turchia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/levoluzione-della-guerra-a-manbij.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Jan 2019 08:19:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aleppo]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[forze-democratiche-siriane]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
		<category><![CDATA[ypg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_9008626.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_9008626.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_9008626-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_9008626-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_9008626-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I greci la conoscevano il nome di Hierapoli, città del santuario. E qui in effetti vi era il luogo di culto principale dedicato alla dea Atargatis, non a caso conosciuta dai romani come Deasura, ossia dea della Siria. Il nome con cui adesso questa città è maggiormente conosciuta è Manbij: si trova a nord di Aleppo, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/levoluzione-della-guerra-a-manbij.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1283" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_9008626.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_9008626.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_9008626-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_9008626-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LP_9008626-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I greci la conoscevano il nome di Hierapoli, città del santuario. E qui in effetti vi era il luogo di culto principale dedicato alla dea Atargatis, non a caso conosciuta dai romani come Deasura, ossia dea della Siria. Il nome con cui adesso questa città è maggiormente conosciuta è <strong>Manbij</strong>: si trova a nord di Aleppo, con i suoi 100mila abitanti prima della <a href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/">guerra in Siria </a>risulta come uno dei centri principali della parte settentrionale del Paese, un riferimento per i comuni al confine con la Turchia ad ovest dell&#8217;Eufrate. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2018/12/28/siria-ankara-curdi-non-possono-cedere-manbij-ad-assad_4cb5d48e-c9b8-4981-bfa4-0d8e00194f47.html">Adesso è lì che si concentra l&#8217;attenzione</a> circa le prossime decisive evoluzioni del conflitto siriano. </p>
<p>L&#8217;arrivo dell&#8217;Isis a Manbij </p>
<p>Questa parte del territorio della Siria viene risucchiato dalla guerra civile tra il 2012 ed il 2013. Risente inevitabilmente della vicinanza con il confine turco, da cui nel 2012 arrivano migliaia di <strong>jihadisti</strong> fatti passare con non poca complicità del governo di Ankara dalla cosiddetta &#8220;autostrada della Jihad&#8221;. Quando l&#8217;<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/cos-e-l-esercito-siriano-libero/">Fsa</a>, oramai imbottito di terroristi e di combattenti anche stranieri,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-battaglia-aleppo/"> attacca Aleppo nell&#8217;estate del 2012</a> l&#8217;esercito siriano va in difficoltà in tutto il nord della Siria. Ben presto le truppe rimaste fedeli ad Assad e le autorità di Damasco sono costrette ad andare via da Manbij. La città rimane quindi in balia delle forze islamiste presenti a nord di Aleppo. Ma il peggio deve ancora arrivare. Nei primi mesi del 2014 <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/il-ruolo-di-al-nusra-nel-conflitto-in-siria/">Al Nusra</a>, la filiale siriana di Al Qaeda, e l&#8217;<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/cos-e-l-isis-genesi-della-rete-del-terrore/">Isis</a> (a sua volta emanazione dell&#8217;ex gruppo di Al Qaeda in Iraq) entrano in conflitto e si contendono diversi territori nel nord e nell&#8217;est della Siria. </p>
<p>Manbij nella primavera del 2014 cade in mano all&#8217;Isis. Il califfato si stabilizza anche qui, per diversi anni i suoi abitanti sono costretti a convivere con la presenza delle bandiere nere. Ed anche qui non mancano episodi di razzie, omicidi e persecuzioni contro chiunque non appoggi la presenza degli islamisti. </p>
<p>Agosto 2016: la città in mano ai curdi </p>
<p>Con l&#8217;attenzione internazionale mediatica e politica indirizzata verso l&#8217;Isis, per via del clamore dell&#8217;annuncio del califfato da parte di Al Baghdadi a Mosul, in Siria ed all&#8217;estero cresce la pressione per combattere contro i miliziani jihadisti. Da questo punto di vista, a Manbij la svolta arriva a seguito della battaglia di <strong>Kobane</strong>. Questa cittadina posta al confine tra Siria e Turchia, ha al suo interno una popolazione in maggioranza curda. L&#8217;Isis l&#8217;assedia per diversi mesi, molti media danno ampio risalto nella seconda metà del 2014 a quanto accade da queste parti. Viene esaltato, in particolare, il<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/il-ruolo-dei-curdi-siriani-nella-guerra/"> ruolo delle Ypg</a>, ossia le milizie di autodifesa curde. Kobane si trova poco ad est dell&#8217;Eufrate, mentre Manbij come detto è l&#8217;ultimo grosso centro a ridosso della sponda ovest del fiume. Le due città sono vicine e quando a Kobane l&#8217;Isis rimedia la sua vera prima sconfitta militare, la situazione di riflesso è destinata a cambiare anche a Manbij.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-62233"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-62233" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_occhi_articolo_siria.jpg" alt="strip_occhi_articolo_siria" /></a></p>
<p>Il califfato per la verità continua ad avanzare ai danni dell&#8217;esercito siriano, conquistando nel maggio 2015 anche Palmira mentre, proprio a nord del paese, sembra in procinto in quei mesi di attaccare la stessa periferia di Aleppo. Ma dopo aver respinto l&#8217;Isis da Kobane, le forze curde avanzano nel nord della Siria, nella parte ad est dell&#8217;Eufrate. Questo consente una maggior pressione dei miliziani del califfato presenti a Manbij. Nella primavera del 2016 l&#8217;Isis collassa anche ad est dell&#8217;Eufrate, con le milizie curde sempre più vicine all&#8217;antica Hierapoli. Nel frattempo queste ultime milizie risultano organizzate all&#8217;interno dell&#8217;Sdf, la coalizione filo curda sostenuta dagli americani. I loro uomini giungono ad inizio estate 2016 in prossimità di Manbij, la città viene posta sotto assedio ed i curdi perdono numerosi uomini in quanto poco abituati alla guerra urbana. </p>

<p><strong>La definitiva capitolazione dell&#8217;Isis</strong> a Manbij è datata 16 agosto 2016, ma è contornata da uno degli episodi più controversi della guerra siriana. Infatti <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/lisis-a-manbij-non-ha-combattuto/">le milizie jihadiste di fatto sembrano andar via ordinatamente dalla città</a>, la sensazione è che i seguaci di Al Baghdadi proseguano con un&#8217;ordinata ritirata evidentemente protetta a seguito di accordi. Una sensazione poi rivelatasi esatta alcuni mesi dopo, con sempre più indiscrezioni che confermano un accordo tra Isis e forze curde filo americane per l&#8217;evacuazione di Manbij. Da quel mese di agosto comunque, la città appare in mano curda. </p>
<p>Il ritorno dell&#8217;esercito </p>
<p>Ma non sono anni di pace per questo territorio. Manbij infatti è una<strong> città a maggioranza araba</strong>, i curdi sono minoranza. La gestione del territorio affidata ai curdi è causa ovviamente di non poche tensioni, a volte sfociate in violenze o proteste di piazza. La situazione per Manbij sembra di nuovo cambiare dopo <a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-turchia-pronta-ad-entrare-nuovamente-in-siria/">le minacce dei giorni scorsi di Erdogan</a>, pronto ad entrare in questa parte del territorio siriano per combattere i curdi sfruttando l&#8217;annunciato ritiro americano dalle zone sotto il controllo dell&#8217;Sdf. A quel punto gli stessi curdi decidono di richiamare l&#8217;esercito siriano e di chiedere aiuto dunque a Damasco. Che da queste parti certamente, dopo la presenza islamista e curda, gode di ampia popolarità essendo per l&#8217;appunto la popolazione in gran parte araba. </p>
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<p>E adesso la bandiera siriana dovrebbe a breve tornare a sventolare su Manbij. A dispetto degli annunci, l&#8217;esercito regolare siriano non è ancora entrato in città ma è stanziato nelle zone circostanti. Si aspettano forse nuovi ordini oppure le definitive conclusioni delle trattative tra curdi e governo di Damasco. Nel frattempo report locali riferiscono di numerosi elicotteri americani in volo nella zona, probabilmente per presidiare i confini ed iniziare le operazioni di ritiro dal territorio circostante Manbij. Se per davvero l&#8217;esercito siriano entrerà in città, la Siria avrà ripreso un altro importante territorio sfuggito da più di un lustro. E la guerra, sia per Manbij che per il resto del paese, assumerà inevitabilmente nuovi significativi aspetti. </p>
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		<title>I curdi chiedono aiuto ad Assad L&#8217;esercito siriano arriva a Manbij</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/curdi-assad-manbij.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2018 10:19:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Manbij]]></category>
		<category><![CDATA[ypg]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/uncategorized/curdi-assad-manbij-170445.html</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20180727181038_26973177.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20180727181038_26973177.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20180727181038_26973177-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20180727181038_26973177-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20180727181038_26973177-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;annuncio del ritiro degli Stati Uniti dalla Siria cambia il corso della guerra. E così non deve stupire che cambiano anche le alleanze. In Siria il vento sta cambiando Il nord della Siria, dove i soldati delle forze speciali americane combattevano insieme ai curdi nell&#8217;ambito della coalizione internazionale anti-Isis è diventato ora il palcoscenico di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/curdi-assad-manbij.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20180727181038_26973177.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20180727181038_26973177.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20180727181038_26973177-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20180727181038_26973177-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/12/LAPRESSE_20180727181038_26973177-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/gli-usa-lasceranno-la-siria-ritiro-delle-truppe-completo/">L&#8217;annuncio del ritiro degli Stati Uniti</a> dalla <strong>Siria</strong> cambia il corso della guerra. E così non deve stupire che cambiano anche le alleanze.</p>
<p>In Siria il vento sta cambiando</p>
<p>Il nord della Siria, dove i soldati delle forze speciali americane combattevano insieme ai <strong>curdi</strong> nell&#8217;ambito della <strong>coalizione internazionale</strong> anti-Isis è diventato ora il palcoscenico di un grande rimescolamento delle carte. Con l&#8217;abbandono del terreno da parte di Washington, il rischio, specialmente per i curdi, è che si ritrovino a dover affrontare l&#8217;avanzata dell&#8217;esercito turco, che dopo le operazioni <strong>Scudo dell&#8217;Eufrate</strong> e <strong>Ramoscello d&#8217;Ulivo</strong> aveva fatto capire di avere un solo obiettivo: trasformare il nord della Siria in un protettorato di Ankara eliminando l&#8217;etnia curda.</p>
<p>L&#8217;idea che circola ormai sempre più insistentemente nel <strong>Kurdistan</strong> siriano, diventata ormai una certezza, è di aver sbagliato tutto. L&#8217;alleanza con gli Stati Uniti si è rivelata un errore strategico che ora le milizie curde rischiano di pagare a caro prezzo. <strong>Donald Trump</strong> è stato chiaro: <a href="http://www.occhidellaguerra.it/trump-erdogan-siria/">ora in Siria devono pensarci gli alleati</a>. E quel richiamo specifico alla Turchia ha fatto suonare più di un campanello d&#8217;allarme. Per le milizie curde, quello che stava avvenendo era da considerare un vero e proprio tradimento.</p>

<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" target="_blank" rel="attachment wp-att-62233"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="size-full wp-image-62233 aligncenter" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_occhi_articolo_siria.jpg" alt="strip_occhi_articolo_siria" /></a></p>
<p>Così, la prima mossa delle milizie è stata quella di rivolgersi alla Francia, altro Paese presente nel nord-est della Siria con centinaia di uomini. Soldati delle forze speciali che operano insieme a curdi e americani nel settore di Manbij e non solo, e a cui le unità popolari (<strong>Ypg</strong>) chiedono adesso protezione dalle mire di <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong>.</p>
<p>Ma da parte di Parigi, garanzie non sono arrivate. Emmanuel Macron è un leader troppo debole e in balia degli eventi per dare certezze. Ed Erdogan ha già detto al suo omologo francese che pagherà le conseguenze di un suo intervento a fianco dei curdi. Dichiarazioni che non possono mai essere sottovalutate quando arrivano da Ankara. La Turchia ha le armi per dare filo da torcere a tutti. E in <strong>Medio Oriente</strong>, soprattutto a sud della Turchia, l&#8217;esercito del Sultano è un elemento fondamentale nello scacchiere Nato e per la stabilità della regione.</p>
<p>I curdi chiedono aiuto ad Assad</p>
<p>Così, i curdi, consapevoli di avere perso l&#8217;appoggio dell&#8217;Occidente, ora tornano da <strong>Bashar al-Assad</strong>, che grazie ai russi, agli iraniani e all&#8217;incrocio di interessi geopolitici, è ancora lì, a Damasco. Le Unità di Protezione Popolare (Ypg) hanno chiesto al presidente siriano di aiutarli a proteggere il nord della Siria: &#8220;Invitiamo le forze del governo siriano, che sono obbligate a proteggere il Paese, la nazione e le sue frontiere, a prendere il controllo delle aree dalle quali si sono ritirate le nostre forze, in particolare <strong>Manbech</strong>, e a proteggerle contro un&#8217;invasione turca&#8221;. Questo il testo della nota diffusa dai leader curdo-siriani.</p>
<p>Le forze di Damasco arrivano a Manbij</p>
<p>E intanto, qualcosa comincia a muoversi. L&#8217;Osservatorio siriano per i diritti umani, il famigerato gruppo legato all&#8217;opposizione con base nel Regno Unito, fa sapere che Damasco ha inviato truppe e mezzi militari alle porte di <strong>Manbij</strong>: lì dove la Turchia starebbe preparando l&#8217;ingresso delle truppe. Secondo <strong>Rami Abdel-Rahman</strong>, capo dell&#8217;Osservatorio, &#8220;queste forze sono state inviate in aree vicine a Manbij con l&#8217;obiettivo di impedire qualsiasi attacco violento della Turchia&#8221;. Notizia confermata anche da una fonte vicina al governo siriano, che  ha informato l&#8217;agenzia <em>Dpa</em> dell&#8217;arrivo nella provincia di una brigata della guardia presidenziale siriana e di un battaglione dell&#8217;artiglieria. Un portavoce dell&#8217;esercito siriano, in una dichiarazione televisiva, ha detto che la bandiera è stata sollevata a Manbijdopo sei anni di guerra.</p>
<p>La strategia russa prende forma</p>
<p>Per i curdi una mossa disperata: ma forse l&#8217;unica in grado di dare una garanzia reale di stabilizzazione dell&#8217;area. E per la strategia di Assad (e quindi di<strong> Vladimir Putin</strong>), questo potrebbe essere un momento importantissimo. Per evitare la possibile avanzata turca, il governo siriano riprenderebbe definitivamente il controllo di un&#8217;area dove fino a poche settimane fa si pensava che non avrebbe più avuto autorità. Un modo per evitare lo smembramento del Paese ma anche per strappare alle forze della coalizione occidentale uno dei principali alleati sul campo. E non è un caso che, da mesi, Mosca operi per portare i curdi dalla parte di Damasco coinvolgendoli nei negoziati per il futuro del Paese.</p>
<p>&#8220;Di certo, questo aiuterà a stabilizzare la situazione &#8211; ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov &#8211; l&#8217;ampliamento della zona sotto il controllo delle forze governative è senza dubbio un trend positivo&#8221;.</p>
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		<title>Erdogan avanza contro i curdi  Nuova offensiva nel silenzio generale</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/siria-erdogan-offensiva-curdi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Nov 2018 13:44:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[ypg]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1030" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181030115712_27652897.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181030115712_27652897.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181030115712_27652897-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181030115712_27652897-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181030115712_27652897-1024x703.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>&#8220;Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur&#8221; è la frase con cui si narra la disperazione degli ambasciatori di Sagunto di fronte al tempo perso dal Senato romano nel discutere del possibile intervento militare in difesa della città iberica. La frase è poi diventata proverbiale, a indicare tutte le volte in cui servirebbe un&#8217;azione rapida e decisiva e invece &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/siria-erdogan-offensiva-curdi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1030" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181030115712_27652897.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181030115712_27652897.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181030115712_27652897-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181030115712_27652897-768x527.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LAPRESSE_20181030115712_27652897-1024x703.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>&#8220;Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur&#8221; è la frase con cui si narra la disperazione degli ambasciatori di Sagunto di fronte al tempo perso dal Senato romano nel discutere del possibile intervento militare in difesa della città iberica. La frase è poi diventata proverbiale, a indicare tutte le volte in cui servirebbe un&#8217;azione rapida e decisiva e invece si perde tempo in discussioni lunghe e senza via d&#8217;uscita. E nel frattempo la guerra miete vittime.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare/" rel="attachment wp-att-61014"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61014" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/10/strip_articolo_occhi.jpg" alt="strip_articolo_occhi" /></a></p>
<p>La situazione dei curdi, in <strong>Siria</strong>, non è troppo distante da quella che subirono i tristemente noti abitanti di Sagunto. Alleati (almeno formalmente) della coalizione occidentale, i curdi sono stati con il tempo scaricati da Stati Uniti e Paesi europei per diventare il bottino di guerra di <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> e delle sue milizie islamiste.</p>
<p>E mentre a Istanbul, il presidente turco ha riunito i leader di Francia, Germania e Russia per discutere degli sviluppi della guerra in Siria. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/idlib-tregua-russia/">Con l&#8217;offensiva su Idlib messa in stand-by</a> e con l&#8217;Occidente che appare totalmente distratto rispetto alla tragedia siriana, le forze turche hanno avviato l&#8217;ennesima operazioni militare nei confronti delle forze curde dello <strong>Ypg/Pyd</strong>.</p>

<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://apnews.com/0a3b4329af9b488995a5afd447441cf0">Il sultano lo aveva promesso</a> proprio dopo il summit: &#8220;In Siria è necessario intervenire per consolidare la nostra sicurezza. Dopo il golpe qualcuno pensava che saremmo rimasti passivi, ma le operazioni &#8216;Scudo dell&#8217;Eufrate&#8217; e &#8216;Ramoscello d&#8217;Ulivo&#8217; sono stati dei colpi durissimi inferti all&#8217;Isis e al Pyd. Abbiamo mostrato alla comunità internazionale e ai Paesi arabi con quale intento siamo andati in Siria. A <strong>Idlib</strong> abbiamo evitato una crisi umanitaria enorme, abbiamo dimostrato di agire per i siriani&#8221;.</p>
<p>&#8220;Quello che abbiamo realizzato in Siria lo abbiamo fatto grazie soprattutto alla <strong>Russia</strong>, ma come ho detto alla fine del vertice, rimane insufficiente l&#8217;azione della comunità internazionale, la cui posizione ci auspichiamo sia più netta. Per quanto ci riguarda non lasceremo che l&#8217;Isis faccia il suo gioco in Siria&#8221; ha detto Erdogan.</p>
<p>Parole decisamente curiose per un leader che ha  agevolato la nascita e lo sviluppo del Califfato per infliggere colpi durissimi sia ai curdi sia alla Siria di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/chi-e-bashar-al-assad/">Bashar al-Assad</a>. L&#8217;<strong>autostrada del jihad</strong> per muovere miliziani verso l&#8217;Iraq e la Siria, così come le<strong> carovane di petrolio di contrabbando</strong> che arrivavano nei porti turchi sono storia. Eppure Erdogan continua a dire di aver combattuto Daesh.</p>
<p>Ma adesso, con l&#8217;Isis ridotto al territorio sudorientale della Siria, è del tutto evidente l&#8217;obiettivo della Turchia: estendere la sua influenza a sud, colpendo i curdi e facendo in modo che il confine turco-siriano si trasformi <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/erdogan-siria-cipro-nord/">in una sorta di protettorato di Ankara</a>. E la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/afrin-sostituzione-etnica-curdi/">sostituzione etnica</a> messa in atto dalle milizie jihadiste ne è la dimostrazione più crude ed eclatante.</p>

<p>E dalle promesse, Erdogan è passato ai fatti. L&#8217;esercito turco, proprio in questi giorni, è tornato a colpire oltre il confine siriano le postazioni dello Ypg. Mentre Erdogan ospitava il summit, le forze armate turche hanno colpito avamposti curdi a <strong>Zor Maghar</strong>, a nord di <strong>Aleppo</strong>. Mentre subito dopo, altri missili dell&#8217;artiglieria pesante turca, di stanza nella provincia di Urfa hanno colpito l&#8217;area di <strong>Kobane</strong>. Le prime informazioni parlano di quattro curdi uccisi e di altri sei feriti.</p>
<p>Secondo quanto riferito dal ministro della Difesa di Ankara, <strong>Hulusi Akar</strong>, &#8220;l&#8217;esercito turco ha risposto al fuoco di disturbo contro un proprio check-point colpendo oltre il confine siriano le postazioni dei curdi del Pyd-Ypg e 10 terroristi sono stati uccisi&#8221;. Secondo il ministero turco, sarebbero stati i curdi i primi ad aprire il fuoco, &#8220;danneggiando un nostro veicolo, ma senza causare feriti&#8221;. Un gesto che, a detta di Ankara, &#8220;giustifica il ricorso alla legittima difesa così come prevista dagli accordi Onu&#8221;.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.middleeasteye.net/news/turkish-air-strikes-kurdish-fighters-syria-prompts-us-concern-1607075495">Gli Stati Uniti hanno espresso grande preoccupazione</a> per quanto sta avvenendo nel nord della Siria. Il portavoce del Dipartimento di Stato, <strong>Robert Palladino</strong>, ha dichiarato che &#8220;attacchi militari unilaterali nel nord-ovest della Siria da parte di chiunque, soprattutto con personale americano che potrebbe essere presente o nelle vicinanze, suscitano grande preoccupazione&#8221;. Washington ha suggerito ad Ankara di migliorare il coordinamento e di incrementare le consultazioni fra i due comandi per evitare incidenti.</p>
<p>Ma l&#8217;idea che è da parte di Erdogan ci sia poco interesse, così come da parte della stessa Casa Bianca. I curdi hanno ormai chiaro di essere fra le prime vittime di questa guerra.<strong> Hanno scelto male il loro alleato</strong>. E adesso ne pagano le conseguenze. Così, mentre aspettano una presa di posizione definitiva di Francia e Stati Uniti, presenti nei territori curdi per controllare il nord-est siriano, la Turchia continua a fare il suo gioco. Ed è per questo che negli ultimi mesi <a href="http://www.occhidellaguerra.it/curdi-siria-turchia/">hanno scelto di riallacciare i rapporti con Damasco</a> e con Mosca: sanno che se vogliono ottenere qualcosa, non possono più fidarsi di chi li ha abbandonati.</p>

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		<title>Cosa sono le milizie Ypg e qual è il loro ruolo in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sono-le-milizie-ypg.html</link>
		
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		<pubDate>Tue, 02 Oct 2018 06:20:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Con Ypg si indica l&#8217;anagramma di Yekîneyên Parastina Gel, che in lingua curda vuol dire &#8220;Unità di autodifesa popolare&#8221;. Le milizie Ypg nascono nel 2004, ma soltanto nel 2012 vengono organizzate come vero e proprio esercito dei curdi siriani. Proprio dal luglio del 2012 le forze Ypg appaiono tra gli attori protagonisti della guerra civile &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/cosa-sono-le-milizie-ypg.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Con Ypg si indica l&#8217;anagramma di <strong>Yekîneyên Parastina Gel</strong>, che in lingua curda vuol dire &#8220;Unità di autodifesa popolare&#8221;. Le milizie Ypg nascono nel 2004, ma soltanto nel 2012 vengono organizzate come vero e proprio esercito dei curdi siriani. Proprio dal luglio del 2012 le forze Ypg appaiono tra gli attori protagonisti della <a href="http://www.occhidellaguerra.it/le-tappe-salienti-della-guerra-siria/" target="_blank" rel="noopener">guerra civile siriana</a> iniziata pochi mesi prima. Attualmente controllano gran parte della regione del cosiddetto <strong>Rojava</strong>, ossia la regione del Kurdistan siriano.</p>
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		<title>Qual è il ruolo dei curdi nella guerra in Siria</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/guerra/il-ruolo-dei-curdi-siriani-nella-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2018 11:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1244" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7791551-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7791551-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7791551-1-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7791551-1-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7791551-1-1024x664.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I curdi in Siria costituiscono una comunità minoritaria che risiede soprattutto nelle zone settentrionali del Paese. Il &#8220;Kurdistan storico&#8221; &#8211; quello cioè che comprende le regioni abitate da questa popolazione in Medio Oriente &#8211; si estende infatti per alcuni tratti anche in Siria. Le sue dimensioni, però, all&#8217;interno del contesto siriano, sono di gran lunga &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-ruolo-dei-curdi-siriani-nella-guerra.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/il-ruolo-dei-curdi-siriani-nella-guerra.html">Qual è il ruolo dei curdi nella guerra in Siria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1244" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7791551-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7791551-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7791551-1-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7791551-1-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/09/LP_7791551-1-1024x664.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I <strong>curdi</strong> in <strong>Siria</strong> costituiscono una comunità minoritaria che risiede soprattutto nelle zone settentrionali del Paese. Il &#8220;Kurdistan storico&#8221; &#8211; quello cioè che comprende le regioni abitate da questa popolazione in Medio Oriente &#8211; si estende infatti per alcuni tratti anche in Siria. Le sue dimensioni, però, all&#8217;interno del contesto siriano, sono di gran lunga inferiori per estensione e popolazione rispetto al Kurdistan turco ed iracheno.</p>
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		<title>Siria, i curdi dello Ypg con Assad: &#8220;Pronti ad aiutarlo contro l&#8217;Isis&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/curdi-ypg-sweida.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Aug 2018 09:55:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Curdi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>I curdi dello Ypg sono pronti ad aiutare l&#8217;esercito siriano per sconfiggere i terroristi nel sud della Siria. Lo ha dichiarato il comandate delle milizie popolari curde Sipan Hemo al giornale Shark al-Avsat.  Secondo il leader militare delle Ypg, il massacro compiuto dallo Stato islamico nella città di Sweida è stato &#8220;un attacco selvaggio&#8221;. E non c&#8217;è effettivamente altra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/curdi-ypg-sweida.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_5648724-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>I curdi dello <strong>Ypg</strong> sono pronti ad aiutare l&#8217;esercito siriano per sconfiggere i terroristi nel sud della Siria. Lo ha dichiarato il comandate delle milizie popolari curde <strong>Sipan Hemo</strong> al giornale <em>Shark al-Avsat</em>.  Secondo il leader militare delle Ypg, il massacro compiuto dallo Stato islamico <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/siria-colpo-coda-dellisis-180-morti-nella-citt-sweida-1557921.html?mobile_detect=false">nella città di Sweida</a> è stato &#8220;un attacco selvaggio&#8221;.</p>
<p>E non c&#8217;è effettivamente altra definizione. Gli attacchi multipli perpetrati dai terroristi dell&#8217;Isis nella città siriana sono stati pura barbarie. <strong>Più di 200 i morti</strong> tra civili e soldati, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/isis-sweida-foto-rapiti/">35 donne rapite dall&#8217;Isis</a> e che adesso attendono la loro liberazione. La città di etnia drusa è stata colpita con una violenza senza precedenti, dopo essersi salvata per anni dall&#8217;orrore della guerra anche per quelle <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/israele-in-siria/">linee rosse imposte da Israele</a> su quella specifica popolazione che vive nei pressi delle Alture del Golan.</p>
<p>Secondo quanto riporta l&#8217;agenzia curda <a style="text-decoration: underline;color: #0000ff" href="https://anfenglishmobile.com/news/ypg-s-hemo-we-are-ready-to-provide-support-for-suwayda-28754"><em>Anf</em></a>, &#8220;Hemo ha detto che il dolore della<strong> gente drusa</strong> è lo stesso di quello del popolo Kobane e del popolo di Afrin che ora è sotto l&#8217;occupazione dello Stato turco e dei mercenari alleati&#8221;. Una scelta di frasi non casuale, che si collega all&#8217;offerta di supporto militare proposta dallo stesso vertice delle Ypg al governo di Damasco, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://sana.sy/en/?p=144187">che continua a bombardare la regione</a>.</p>

<p>I curdi non sono solo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/curdi-battaglia-idlib/">pronti a unirsi all&#8217;offensiva su Idlib</a> contro i jihadisti asserragliati al confine turco, ma anche ad aiutare l&#8217;esercito a riprendere il controllo del Sud. Ed è un&#8217;offerta singolare per una forza militare che ha sempre combattuto esclusivamente nella parte settentrionale e nordorientale della Siria e che ha avuto importanti legami con le forze della <strong>coalizione internazionale a guida Usa</strong>. </p>
<p>Ma le dinamiche della guerra in Siria stanno mutando. E questo incide anche nei rapporti fra curdi e governo. Ora la vittoria di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/chi-e-bashar-al-assad/">Bashar al Assad</a> appare sempre più prossima. E anche le forze occidentali, così come Israele, hanno accettato la vittoria del presidente siriano e dei suoi alleati. Questo ha modificato i piani di tutti e adesso, tutto è rimodulato in base a questa situazione.</p>
<p>I curdi hanno sempre mantenuto con il governo rapporti non positivi ma neanche estremamente negativi. Durante gli anni della guerra, forze fedeli a Damasco non sono mai state attaccate dai ribelli curdi. E non è mai accaduto il contrario. Gli scontri sono stati praticamente nulli.</p>

<p>E adesso, il nemico comune è uno: la Turchia. Dopo l&#8217;ingresso dei soldati turchi ad Afrin e il controllo di Manbij insieme ai soldati americani, <strong>Recep Tayyip Erdogan</strong> continua ad avere una forte presa su tutto il nord della Siria. Migliaia sono i curdi costretti in esilio dalle loro città, rimpiazzati da miliziani fedeli ad Ankara e dalle famiglia di ribelli provenienti dalla <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-battaglia-per-la-conquista-della-ghouta/">Ghouta orientale</a> e dalle altre aree tornate di nuovo sotto il controllo dei governativi.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/curdi-negoziati-assad/">I curdi da tempo cercano un accordo con Assad</a>. E l&#8217;aiuto per Sweida e il sud rientra in questa politica, cercare di trovare un&#8217;intesa che permetta alla Siria di riavere il <strong>Rojava</strong> sotto il proprio controllo e ai curdi di mantenere una sostanziale autonomia che non si traduca in indipendenza. Il tutto, ovviamente, a patto che i turchi si ritirino dai territori occupati e che le milizie jihadiste siano sconfitte. </p>
<p>Sconfitta che Assad sta ottenendo anche a sud grazie alla convergenza d&#8217;interessi fra Siria, Russia, Israele e Giordania. E ora, i curdi offrono di dare una mano che consentirebbe all&#8217;esercito di Damasco di convogliare le sue forze <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/idlib-battaglia-finale/">verso Idlib</a>. Ma è anche <strong>un messaggio rivolto a Israele</strong>, da sempre prezioso alleato della causa curda, e che da quell&#8217;attentato di Sweida <a href="http://www.occhidellaguerra.it/israele-isis/">ha iniziato a colpire Daesh</a> nell&#8217;area dello Yarmouk. L&#8217;aiuto dell&#8217;Ypg contro chi ha colpito i drusi, può essere molto importante.</p>

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