<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Visegrad Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/visegrad/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/visegrad</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 27 Aug 2020 10:43:45 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Visegrad Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/visegrad</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>La &#8220;Visegrad parallela&#8221;: il patto tra i sindaci per sfidare Orban &#038; Co.</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/la-visegrad-parallela-il-patto-tra-i-sindaci-per-sfidare-orban-co.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Dell'Orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2020 10:43:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Visegrad]]></category>
		<category><![CDATA[Viktor Orban]]></category>
		<category><![CDATA[Visegrad]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=287014</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Viktor-Orban-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Viktor-Orban-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Viktor-Orban-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Viktor-Orban-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Viktor-Orban-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Viktor-Orban-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel blocco di Visegrad sta rinascendo l&#8217;età comunale. Al nuovo &#8220;feudalesimo&#8221; instaurato dai governi di Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, fatto di forte accento nazionalistico, difesa dei confini, tutela della sfera agricola e militare come baluardo di identità e formazione dell&#8217;individuo, i sindaci delle quattro rispettive capitali sognano di rifondare le città-Stato, realtà mercantili &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/la-visegrad-parallela-il-patto-tra-i-sindaci-per-sfidare-orban-co.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/la-visegrad-parallela-il-patto-tra-i-sindaci-per-sfidare-orban-co.html">La &#8220;Visegrad parallela&#8221;: il patto tra i sindaci per sfidare Orban &#038; Co.</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Viktor-Orban-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Viktor-Orban-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Viktor-Orban-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Viktor-Orban-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Viktor-Orban-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Viktor-Orban-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nel <strong>blocco di Visegrad</strong> sta rinascendo l&#8217;età comunale. Al nuovo &#8220;feudalesimo&#8221; instaurato dai governi di Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, fatto di forte accento nazionalistico, difesa dei confini, tutela della sfera agricola e militare come baluardo di identità e formazione dell&#8217;individuo, i sindaci delle quattro rispettive capitali sognano di rifondare le città-Stato, realtà mercantili abitate da cittadini &#8220;orizzontali&#8221; con diritti di stampo più progressista e una maggiore partecipazione al governo, ponendoli (quasi) tutti su un piano di sostanziale parità.</p>
<p>Per riuscirci, <strong>Gergely Karacsony</strong>, sindaco di Budapest (membro del partito ecologista di sinistra &#8220;Dialogo per l’Ungheria&#8221;), il ceco <strong>Zdenek Hrib</strong>, primo cittadino di Praga (eletto nella lista del &#8220;Partito Pirata&#8221;), lo slovacco <strong>Matúš Vallo</strong> di Bratislava (civico sostenuto da moderati di centrodestra e centrosinistra) e il polacco Rafał Trzaskowski di Varsavia (del partito cristiano-democratico &#8220;Piattaforma Civica&#8221;) hanno firmato lo scorso dicembre nella capitale ungherese il <strong>&#8220;Patto delle città libere&#8221;</strong>.</p>
<p>Per comprendere le basi ideologiche di questa sorta di Visegrad parallela basti pensare che la scelta della sede per la firma non è stata affatto casuale.<br />
Oltre ad essere tutti membri degli schieramenti opposti a quelli dei governi, su insistenza di Karacsony l&#8217;incontro simbolo è avvenuto nella sede dell’<strong>Università dell’Europa centrale</strong>, il cui fondatore è quel <strong>George Soros</strong> di fatto &#8220;bandito&#8221; dal premier <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Viktor Orban</strong></a> poiché considerato nemico delle tradizioni e della cultura mitteleuropea. Orban ha provato in tutti i modi a spingere altrove l&#8217;Ateneo, ma Karacsony, al contrario, ha sin da subito solidarizzato col rettore Michael Ignatieff affinché tenesse aperta l&#8217;Università implementando, se possibile, il numero dei corsi.</p>
<p>Ufficialmente, comunque, i motivi sono altri. Nel testo si legge: &#8220;Noi sindaci di Bratislava, Budapest, Praga e Varsavia ci impegniamo a proteggere e promuovere i nostri valori comuni di libertà, dignità umana, democrazia, uguaglianza, stato di diritto, giustizia sociale, tolleranza e diversità culturale&#8221;. I primi cittadini si sono dunque impegnati a mettere a sistema tra loro le buone pratiche di gestione amministrativa e urbana in ambiti come la sostenibilità, la difesa dell&#8217;ambiente, l&#8217;inclusione sociale, l&#8217;edilizia urbana, i trasporti etc. Ma il messaggio, nemmeno tanto velato, rivolto a Bruxelles è: &#8220;Date a noi direttamente i fondi e <strong>combatteremo il populismo di destra</strong>&#8220;.</p>
<p>I primi ministri dei Paesi europei sono tenuti sin da ora a coinvolgere le autorità urbane e le altre autorità pubbliche nella preparazione dei cosiddetti accordi di partenariato con la Commissione europea (i documenti che stabiliscono come il paese investirà i propri fondi europei per lo sviluppo), ma chiaramente Bruxelles può fare ben poco per evitare che un governo nazionale trascuri le preferenze di spesa dei sindaci dell&#8217;opposizione.</p>
<p>Se però, come sperano i sindaci, dall&#8217;Ue dovessero trovare il modo di far arrivare, attraverso fini operazioni di lobbying, finanziamenti nelle casse delle Capitali anziché in quelle dei governi centrali, avrebbero modo di <strong>contrastare dall&#8217;interno</strong> molte delle derive politiche che hanno creato a vario titolo fratture tra l&#8217;Europa e i Paesi di VisegrAd. Potrebbe essere la carotina giusta con cui ingolosire il coniglietto di Bruxelles a saltare fuori dal cilindro.<br />
Il &#8220;prezzo&#8221; da pagare per assoldare questi cavalieri dell&#8217;europeismo? <strong>Mille miliardi di euro totali</strong>.</p>
<p>Per motivare le singole iniziative ogni sindaco ha puntato sul contesto interno del proprio Paese. Detto dell&#8217;Ungheria &#8220;illiberale&#8221; di Orbán, Hřib ha invece fatto riferimento a un audit dell&#8217;Ue sui sussidi ricevuti nel 2015 da una società di proprietà del primo ministro <strong>Andrej Babiš</strong>, il &#8220;Donald Trump ceco&#8221; che però governa con l&#8217;appoggio esterno dei comunisti (e in Europa sta con i liberali di Alde).</p>
<p>Matúš Vallo invece, che ha detto di considerare le quattro capitali come &#8220;isole di democrazia&#8221;, sostiene che le Capitali siano capaci di <strong>mantenere la più alta concentrazione di diversità</strong>, sociale, religiosa, politica ed etnica e debbano vivere in base a criteri di tolleranza e apertura.<br />
Ma è il caso polacco che, forse più di tutti, ritrae alla perfezione il contrasto politico-sociale tra la Visegrád reale e quella &#8220;parallela&#8221;.</p>
<p>Trzaskowski, che contro tutti i sondaggi ha sfiorato la vittoria alle scorse elezioni presidenziali contro <strong>Andrzej Duda</strong>, è riuscito a battere l&#8217;avversario in sede di ballottaggio <strong>in ben 26 delle prime 30 città della Polonia</strong>. Eppure, alla fine ha perso.</p>
<p>La narrazione fortemente conservatrice di Duda, basata sulla tutela dell&#8217;identità, su un&#8217;immigrazione controllata e selezionata soprattutto in Ucraina, Bielorussia e Comunità degli Stati Indipendenti, su un welfare volto alla redistribuzione della ricchezza nelle campagne e agli incentivi alla natalità (molto apprezzato il programma 500+, che paga alle famiglie 115 euro al mese per ogni bambino) è risultata vincente, e deve far riflettere molto sulla reale conformazione socio-culturale del blocco dell&#8217;Europa centrale.</p>
<p>Se da un lato infatti i sindaci sostengono, a ragione, che lo sviluppo del blocco di Visegrad sia direttamente proporzionale alla crescita delle Capitali, dall&#8217;altro le aree rurali, oltre ad essere sempre più disabitate, <strong>sono addirittura più povere di prima</strong>. Le politiche pro-mercato che hanno fatto seguito alla fine del comunismo senza un reale passaggio di consegne, hanno permesso difatti al Pil pro capite di schizzare in alto, ma alla ricchezza di finire nelle mani dei pochi, aumentando le disuguaglianze e quindi anche il malcontento. Il tutto, poi, viene condito dalla voglia delle famiglie di &#8220;difendere i valori cristiani&#8221;, radicatissimi specie in Polonia e Ungheria, dall&#8217;avanzata delle istanze Lgbt e dall&#8217;atteggiamento delle élite liberal delle città cosmopolite che non perdono occasione per disprezzare i &#8220;retrogradi&#8221; delle campagne. Come un po&#8217; in tutto il mondo, del resto, i nuovi aristocratici finiscono per odiare ciò che di fatto non riescono più a comprendere.</p>
<p>La sfida della destra di Visegrád, dunque, che a ben guardare è più una battaglia di civiltà, consiste nel puntellare la presenza al di fuori delle città, ripopolare le campagne e incentivare la natalità.</p>
<p>Così, se per Hřib l&#8217;apertura di canali finanziari indipendenti per affrontare le sfide delle città sarebbe l&#8217;unica ricetta giusta per combattere il populismo nella regione, i governi centrali <strong>potrebbero addirittura rafforzarsi</strong> qualora riuscissero a convincere i popoli del ruolo antagonista dei sindaci urbani liberali che incanalano i preziosi fondi Ue verso aree relativamente ricche. <strong>C&#8217;è anche una terza via</strong>, ben più estrema. Queste fratture tra campagne e città potrebbero portare a sollevazioni di carattere populista anche negli ambienti liberal, che finirebbero per avanzare istanze autonomiste o addirittura indipendentiste. Come già succede in diverse parti d&#8217;Europa e come potrebbe accadere anche in una Regione che, tra dominazioni straniere di vario tipo, retaggi totalitari e disuguaglianze sociali, presenta al suo interno culture, modi di vivere, sensi d&#8217;appartenenza e aspirazioni molto diverse tra loro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/la-visegrad-parallela-il-patto-tra-i-sindaci-per-sfidare-orban-co.html">La &#8220;Visegrad parallela&#8221;: il patto tra i sindaci per sfidare Orban &#038; Co.</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Covid-19, la battaglia degli aiuti e la nuova via della seta della salute</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-covid-19-la-battaglia-degli-aiuti-e-la-nuova-via-della-seta-della-salute.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2020 08:31:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Portogallo]]></category>
		<category><![CDATA[Visegrad]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=266301</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="962" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/xi-macao-La-Presse-e1576937534370.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina Macao" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/xi-macao-La-Presse-e1576937534370.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/xi-macao-La-Presse-e1576937534370-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/xi-macao-La-Presse-e1576937534370-768x385.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/xi-macao-La-Presse-e1576937534370-1024x513.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da quando il Covid-19 è sbarcato nel Vecchio Continente, colpendo in maniera particolarmente forte l&#8217;Italia, il nostro paese è rapidamente diventato il nuovo teatro del braccio di ferro fra Stati Uniti e Cina nell&#8217;ambito della cosiddetta &#8220;battaglia degli aiuti&#8220;. Per fronteggiare l&#8217;emergenza sanitaria, infatti, il governo Conte ha rivolto lo sguardo su Pechino, dal quale &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-covid-19-la-battaglia-degli-aiuti-e-la-nuova-via-della-seta-della-salute.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-covid-19-la-battaglia-degli-aiuti-e-la-nuova-via-della-seta-della-salute.html">Il Covid-19, la battaglia degli aiuti e la nuova via della seta della salute</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="962" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/xi-macao-La-Presse-e1576937534370.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cina Macao" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/xi-macao-La-Presse-e1576937534370.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/xi-macao-La-Presse-e1576937534370-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/xi-macao-La-Presse-e1576937534370-768x385.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/xi-macao-La-Presse-e1576937534370-1024x513.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Da quando il Covid-19 è sbarcato nel Vecchio Continente, colpendo in maniera particolarmente forte l&#8217;Italia, il nostro paese è rapidamente diventato il <a href="https://it.insideover.com/politica/il-coronavirus-riaccende-la-guerra-usa-cina.html">nuovo teatro</a> del braccio di ferro fra Stati Uniti e Cina nell&#8217;ambito della cosiddetta &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/le-potenze-in-campo-in-italia-esplode-la-guerra-degli-aiuti.html">battaglia degli aiuti</a>&#8220;. Per fronteggiare l&#8217;emergenza sanitaria, infatti, il governo Conte ha rivolto lo sguardo <a href="https://it.insideover.com/politica/covid-19-vincitori-e-vinti.html">su Pechino,</a> dal quale sta ricevendo <span style="font-size: 1rem;">personale medico e t</span><span style="font-size: 1rem;">onnellate di beni, in parte donati ed in parte acquistati, e ha anche accettato il supporto di <strong>Cuba</strong> e <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-virus-gli-aiuti-russi-ed-il-nervo-scoperto-dellitalia.html">Russia</a>.</span></p>
<p>Ma mentre l&#8217;amministrazione Trump ha gli occhi puntati su Roma, la battaglia degli aiuti lanciata da Pechino si è estesa a macchia d&#8217;olio in gran parte dell&#8217;intera Unione Europea, da Varsavia a Lisbona, delineando l&#8217;esistenza di una nuova appendice della Nuova via della seta, incentrata sulla <strong>salute.</strong></p>
<h2>La situazione nei paesi Visegrad</h2>
<p>Varsavia, mercoledì 25 marzo. Nel corso di una <a href="https://www.thefirstnews.com/article/china-to-send-poland-medical-supplies-to-help-staff-fighting-killer-virus-11491">conferenza stampa</a>, il presidente polacco Andrzej Duda annuncia di aver avuto un dialogo telefonico con l&#8217;omologo cinese, Xi Jinping, durante il quale è stato rassicurato che la Cina è pronta ad aiutare il paese attraverso carichi di donazioni e beni forniti a prezzi competitivi e che il primo aereo sarebbe arrivato già il giorno successivo, come poi effettivamente avvenuto.</p>
<p>Il volo<a href="https://www.reuters.com/article/us-health-coronavirus-poland-china/poland-to-receive-protective-gear-tests-from-china-to-fight-coronavirus-idUSKBN21512J"> ha trasportato</a> più di <strong>10mila</strong> strumenti diagnostici, 20mila mascherine, 5mile tute protettive, 5mila occhiali protettivi, 10mila guanti monouso e 10mila copriscarpe, e altre spedizioni seguiranno nelle prossime settimane. I due paesi stanno anche discutendo un piano ambizioso: fare della Polonia il<strong> centro di distribuzione e smistamento</strong> dei beni medici cinesi per l&#8217;Europa centro-orientale.</p>
<p>In Ungheria la spedizione degli aiuti e merci è iniziata a metà marzo e, fino ad oggi, il paese ha ricevuto circa <strong>11 tonnellate</strong> di beni via aerea e via terra. Gli aerei della compagnia a basso costo Wizz Air <a href="http://famagusta-gazette.com/2020/03/23/hungarian-govt-purchases-coronavirus-protective-gear-from-china/">sono stati utilizzati</a> per portare<strong> 30mila</strong> tute protettive e<strong> 82mila</strong> mascherine da Shanghai a Budapest, il 20 di questo mese, sullo sfondo di una <a href="https://bbj.hu/coronavirus/hungary-gets-protective-gear-from-china_180209">donazione simbolica</a> di 20mila mascherine da parte della China Contruction Bank al centro di approvvigionamento sanitario di stato, che sono state spedite a mezzo furgone da Parigi. L&#8217;iniziativa della banca cinese è degna di particolare interesse, poiché dovrebbe iniziare ad operare nel paese <a href="https://hungarytoday.hu/coronavirus-china-construction-bank-hungary-face-masks/">entro fine anno</a> e il gesto è sicuramente un ottimo biglietto di visita.</p>
<p>Un altro volo, al cui arrivo <a href="https://news.cgtn.com/news/2020-03-25/Hungarian-PM-welcomes-Chinese-plane-with-COVID-19-supplies-P8RygHC4Le/index.html">ha presenziato</a> lo stesso primo ministro Viktor Orban, ha invece trasportato <strong>più 3 milioni</strong> di mascherine, 100mila strumenti diagnostici e 86 ventilatori polmonari.</p>
<p>La situazione in Slovacchia e Repubblica Ceca è identica al resto dell&#8217;area Visegrad: i due paesi si sono rivolti alla Cina per ovviare alle carenze dei loro sistemi produttivi e alle difficoltà di reperimento dei beni sanitari all&#8217;interno del mercato comunitario. Il <a href="https://spectator.sme.sk/c/22363564/slovakia-receives-medical-supplies-from-china-news-digest.html">19 marzo</a> un aereo cinese ha trasportato a Bratislava <strong>un milione</strong> di mascherine e <strong>100mila</strong> test rapidi di diagnosi, accolto dal primo ministro Peter Pellegrini e dal ministro dell&#8217;interno Denisa Sakova.</p>
<div class="text en">
<p>Praga ha invece stabilito degli accordi per rifornimenti regolari e prolungati, ed entro domenica è prevista la consegna <a href="https://www.praguemorning.cz/plane-from-china-with-1-million-respirators-has-arrived-in-the-czech-republic/">di un maxi-ordine</a> comprendente<strong> 5</strong> <strong>milioni</strong> di respiratori, <strong>30 milioni di mascherine</strong> e 250mila set di indumenti protettivi. La commessa segue di pochi giorni il <a href="https://news.cgtn.com/news/2020-03-20/Czech-president-thanks-China-for-support-in-fighting-COVID-19-pandemic-P0qSr9QOL6/index.html">recente acquisto</a> di un milione e 100mila di respiratori e 150mila test diagnostici, l&#8217;arrivo di un milione di mascherine e 100 tonnellate di materiale medico, sempre dalla Cina.</p>
<p>La decisione delle autorità di riporre cieca fiducia sui venditori cinesi, comperando straordinarie quantità di beni, sta però rivelando delle <strong>insidie</strong>. L&#8217;ospedale universitario di Ostrava <a href="https://www.praguemorning.cz/80-of-rapid-covid-19-tests-the-czech-republic-bought-from-china-are-wrong/">ha denunciato</a> che un carico di <strong>300mila</strong> test rapidi, acquistato dal governo per la cifra di quasi <strong>2 milioni di euro</strong> e destinato alla copertura della parte orientale del paese, è praticamente <strong>inutilizzabile</strong> perché gli strumenti sono quasi tutti malfunzionanti. 8 test su 10 si sono dimostrati inaffidabili, mostrando risultati <strong>falsi</strong>, ossia diagnosticando il Covid-19 a soggetti sani e viceversa.</p>
</div>
<h2><span style="font-family: 'TT Travels', sans-serif; font-size: 1.8rem;">Il Portogallo</span></h2>
<p>Neanche il Portogallo è rimasto esente dalla battaglia degli aiuti. L&#8217;ufficio degli affari esteri della città di Shanghai ha donato <a href="https://www.shine.cn/news/metro/2003255065/">461 chili</a> di beni medici a Porto, la sua città gemella, comprendenti maschere, occhiali protettivi, abbigliamento ospedaliero, test diagnostici; mentre la città di Shenyang ha invece annunciato la <a href="http://www.china.org.cn/world/2020-03/22/content_75844528.htm">prossima donazione</a> di 10mila maschere e 500 camici protettivi alla città di Braga.</p>
<p>Anche le comunità cinesi residenti nel paese hanno dato luogo ad iniziative piccole ma simboliche: a<a href="http://www.china.org.cn/world/Off_the_Wire/2020-03/24/content_75852895.htm"> Vila do Conte</a> sono state raccolte e donate 1500 mascherine.</p>
<h2>La via della seta della salute</h2>
<p>Da Varsavia a Lisbona, passando per Budapest e Roma, sembra palesarsi con forza, all&#8217;orizzonte, quella che è già stata ribattezzata la &#8220;<strong>via della seta della salute</strong>&#8220;. La diplomazia delle mascherine rappresenta la parte <strong>meno grave</strong> del problema, poiché aggirabile rifiutando le donazioni e prediligendo gli acquisti in altri mercati, ma l&#8217;apparire di forme di dipendenza dall&#8217;estero per quanto riguarda un settore <strong>vitale</strong> per la sicurezza nazionale quale è la sanità, pone seri rischi per il futuro dei singoli paesi europei.</p>
<p>Produzioni di beni strategici come mascherine e strumentazione ospedaliera <strong>non</strong> dovrebbero essere delocalizzate, e neanche sottoposte a tagli, ma adeguatamente protette ed organizzate in maniera tale da <strong>poter affrontare</strong> eventuali ed improvvise crisi sanitarie. L&#8217;esplosione della pandemia ha mostrato gli effetti esiziali dell&#8217;esternalizzazione e del declassamento del settore, facilitato l&#8217;agenda cinese dell&#8217;untore-salvatore e mostrato l&#8217;<strong>intrinseca</strong> debolezza strutturale dell&#8217;Unione Europea, che sulla carta rappresenta la seconda economia mondiale ma nella pratica si è scoperta parzialmente <strong>dipendente</strong> per la propria sopravvivenza da un paese terzo.</p>
<p>Il modo in cui i principali giocatori del mondo gestiranno la crisi in corso sarà <strong>fondamentale</strong> per la riscrittura degli equilibri di potere nel dopo-Covid19, perché i piccoli e medi attori rivolgeranno lo sguardo a chi ha saputo offrire<strong> di più e meglio</strong>. L&#8217;Unione Europea sta uscendo come la <strong>grande sconfitta</strong> della partita, mentre è ancora incerta la sorte degli Stati Uniti, che dopo la diffidenza iniziale hanno compreso la dimensione geopolitica della pandemia, ma il terreno da recuperare nei confronti della Cina è e sarà considerevole.</p>
<p>La salute, che fino a pochi mesi fa ricopriva un ruolo irrilevante all&#8217;interno della Belt and Road Initiative, si pone oggi come una delle più importanti sfide che Pechino è chiamata ad affrontare nella lunga corsa verso l&#8217;egemonia sull&#8217;Eurasia, e potenzialmente sul mondo, e la realizzazione dell&#8217;ambizioso sogno di potere passerà inevitabilmente dal modo in cui il paese riuscirà ad accreditarsi presso partner vecchi e nuovi come l&#8217;<strong>unica ancora di salvezza</strong> in mezzo all&#8217;insicurezza e al caos della globalizzazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-covid-19-la-battaglia-degli-aiuti-e-la-nuova-via-della-seta-della-salute.html">Il Covid-19, la battaglia degli aiuti e la nuova via della seta della salute</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Unione europea contro l&#8217;Ungheria per i finanziamenti alle Ong</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lunione-europea-contro-lungheria-per-i-finanziamenti-alle-ong.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Jan 2020 19:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ong]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<category><![CDATA[Visegrad]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=253037</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1055" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria Orban Ong (la Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237-1024x563.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nuovi guai in vista per l&#8217;Ungheria di Viktor Orban, che viene nuovamente richiamato dalle alte burocrazie dell&#8217;Unione europea a causa di leggi giudicate troppo stringenti e che rischiano di compromettere le libertà fondamentali sulle quali è basata l&#8217;Unione. Questa volta, nell&#8217;occhio del ciclone sarebbe finita la legge ungherese che obbliga le Ong a rivelare i &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lunione-europea-contro-lungheria-per-i-finanziamenti-alle-ong.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lunione-europea-contro-lungheria-per-i-finanziamenti-alle-ong.html">L&#8217;Unione europea contro l&#8217;Ungheria per i finanziamenti alle Ong</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1055" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ungheria Orban Ong (la Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Viktor-Orban-Ungheria-La-Presse-e1579031760237-1024x563.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nuovi guai in vista per l&#8217;Ungheria di <strong>Viktor Orban</strong>, che viene nuovamente richiamato dalle alte burocrazie dell&#8217;Unione europea a causa di leggi giudicate troppo stringenti e che rischiano di compromettere le libertà fondamentali sulle quali è basata l&#8217;Unione. Questa volta, nell&#8217;occhio del ciclone sarebbe finita la legge ungherese che obbliga le <strong>Ong</strong> a rivelare i nomi dei propri finanziatori esteri. La procedura, che si applica sulle donazioni che risultano superiori ai 500mila fiorini ungheresi (circa 1700 euro), è volta a conoscere quali siano le entità che finanziano le organizzazioni ufficialmente, per questioni di sicurezza nazionale e tutela dall&#8217;elusione fiscale.</p>
<p>Le contestazioni di Bruxelles si fondano in primo luogo sulla mancata <strong>tutela della privacy</strong> dei finanziatori, che vedrebbero i loro nomi pubblicati sulle liste di Budapest, che sono allo stato attuale pubblicamente consultabili. Inoltre, l&#8217;appesantimento burocratico che deriva dall&#8217;attuazione della legge ungherese sui finanziamenti danneggerebbe le tempistiche con i quali i fondi diverranno fruibili, rallentando quelle operazioni che per la loro natura necessiterebbero di una maggiore urgenza. Inoltre, la mossa ungherese sarebbe in disaccordo con gli accordi di libera circolazione dei capitali, essendo diretta soltanto ai finanziamenti provenienti dall&#8217;estero.</p>
<p><a href="https://www.reuters.com/article/us-eu-hungary/hungarys-law-on-ngo-foreign-funding-is-unlawful-eu-court-adviser-idUSKBN1ZD187">La stretta di Orban era arrivata nel 2017</a>, dopo il pesante scambio di accuse che aveva interessato il premier dell&#8217;Ungheria e <strong>George Soros</strong>, magnate americano di discendenza ungherese. L&#8217;accusa che era stata rivolta al miliardario era quella di voler destabilizzare il governo ungherese col tramite delle Ong e questo fatto avrebbe pesato in modo discriminante sull&#8217;approvazione della mozione in parlamento. Dal canto suo Soros non si è mai nascosto nell&#8217;accusare Orban di essere anti-democratico e di aver fatto arretrare il Paese sul fronte sociale ed in quello dei diritti.</p>
<p>Dopo l&#8217;accusa di limitare l&#8217;indipendenza della magistratura (accusa, questa, che in questi mesi ha raggiunto anche la Polonia), adesso al governo ungherese si è aggiunta anche quella di violare la vita privata e calpestare la tutela dei dati personali delle persone. L&#8217;Ungheria sarà chiamata a rispondere, col rischio di vedere aperta la <strong>procedura d&#8217;infrazione</strong> nei suoi confronti che peserebbe sulla possibilità di esprimere il proprio voto in Europa.</p>
<p>Budapest, per evitare la caduta nella procedura d&#8217;infrazione, ha ancora la possibilità di modificare o eventualmente abolire la legge, rimettendosi così in accordo con i regolamenti ed i trattati europei. Tuttavia, la <strong>linea dura</strong> tenuta negli ultimi anni dal premier ungherese Orban contro le Ong ed in generale contro le imposizioni di Bruxelles non sembra rendere la strada percorribile. Col rischio questa volta però di portare ad una spaccatura tra l&#8217;Unione europea ed il blocco di <strong>Visegrad</strong>, soprattutto dopo le riserve espresse dall&#8217;Europa sulle libertà della magistratura in Polonia che potrebbe ulteriormente avvicinare i due alleati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lunione-europea-contro-lungheria-per-i-finanziamenti-alle-ong.html">L&#8217;Unione europea contro l&#8217;Ungheria per i finanziamenti alle Ong</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il derby d&#8217;Europa tra Angela Merkel e Viktor Orban</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/lungheria-di-orban/il-derby-deuropa-tra-angela-merkel-e-viktor-orban.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2019 16:12:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Visegrad]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?post_type=reportage&#038;p=188091</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/02MIGRANTS-2-jumbo-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/02MIGRANTS-2-jumbo-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/02MIGRANTS-2-jumbo-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/02MIGRANTS-2-jumbo-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Budapest. Il traffico umano alla stazione ferroviaria di Keleti, nel centro della città, scorre rapidamente. Viaggiatori e pendolari si si spostano da un binario all&#8217;altro, spinti dall&#8217;abitudine e coordinati da un piccolo esercito di dipendenti pubblici in divisa, che danno loro indicazione su come muoversi per raggiungere la propria meta. Questi luoghi, solo qualche mese &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/lungheria-di-orban/il-derby-deuropa-tra-angela-merkel-e-viktor-orban.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/lungheria-di-orban/il-derby-deuropa-tra-angela-merkel-e-viktor-orban.html">Il derby d&#8217;Europa tra Angela Merkel e Viktor Orban</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/02MIGRANTS-2-jumbo-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/02MIGRANTS-2-jumbo-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/02MIGRANTS-2-jumbo-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/02MIGRANTS-2-jumbo-1-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>Budapest. Il traffico umano alla stazione ferroviaria di <strong>Keleti</strong>, nel centro della città, scorre rapidamente. Viaggiatori e pendolari si si spostano da un binario all&#8217;altro, spinti dall&#8217;abitudine e coordinati da un piccolo esercito di dipendenti pubblici in divisa, che danno loro indicazione su come muoversi per raggiungere la propria meta. Questi luoghi, solo qualche mese fa, catturarono l&#8217;attenzione di tutti i media del pianeta: essi furono dove migliaia di migranti si stanziarono per settimane, nella speranza di riuscire a prender un treno che li portasse verso la meta da loro sognata: la <strong>Germania</strong>. <a href="http://espresso.repubblica.it/internazionale/2015/08/07/news/i-muri-anti-migranti-non-fermano-l-immigrazione-ma-la-orientano-verso-l-italia-1.224780">Il muro anti-migranti che il primo ministro <strong>Viktor Orban</strong> aveva dato ordine di costruire sul confine meridionale del Paese</a> non era ancora stato ultimato. Per questo per decine di migliaia di profughi in fuga da Medio Oriente e Afghanistan, dopo essere sbarcati in Grecia ed aver attraversato la Serbia, riuscirono a entrare in Ungheria. Penetrando, così, anche all&#8217;interno dell&#8217;area Schengen e generando reazioni politiche decise e fortemente emotive. Il primo ministro ungherese invocò la resistenza europea a quella che definì essere un invasione e annunciò che il suo governo si sarebbe mobilitato per far rispettare le leggi comunitarie, che prevedevano la difesa dei confini esterni dell&#8217;area di Schengen, di cui l&#8217;Ungheria è una terra di frontiera.</p>
<div id="gallery_189082" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_189082 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205135-interno.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205135-interno-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p><p>Prima e dopo: ecco com'era la stazione Keleti di Budapest la scorsa estate, quando divent\u00f2 la casa per migliaia di migranti in attesa di partire per la Germania. Ecco come \u00e8 oggi, una volta che i migranti se ne sono andati<\/p><\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205136-interno-2.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205136-interno-2-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p><p>Prima e dopo: ecco com'era la stazione Keleti di Budapest la scorsa estate, quando divent\u00f2 la casa per migliaia di migranti in attesa di partire per la Germania. Ecco come \u00e8 oggi, una volta che i migranti se ne sono andati<\/p><\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205137-europe-migrants-hungary.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205137-europe-migrants-hungary-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p><p>Prima e dopo: ecco com'era la stazione Keleti di Budapest la scorsa estate, quando divent\u00f2 la casa per migliaia di migranti in attesa di partire per la Germania. Ecco come \u00e8 oggi, una volta che i migranti se ne sono andati<\/p><\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205137-stazione-oggi.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205137-stazione-oggi-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p><p>Prima e dopo: ecco com'era la stazione Keleti di Budapest la scorsa estate, quando divent\u00f2 la casa per migliaia di migranti in attesa di partire per la Germania. Ecco come \u00e8 oggi, una volta che i migranti se ne sono andati<\/p><\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205137-stazione1.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205137-stazione1-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p><p>Prima e dopo: ecco com'era la stazione Keleti di Budapest la scorsa estate, quando divent\u00f2 la casa per migliaia di migranti in attesa di partire per la Germania. Ecco come \u00e8 oggi, una volta che i migranti se ne sono andati<\/p><\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205137-stazione2.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205137-stazione2-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p><p>Prima e dopo: ecco com'era la stazione Keleti di Budapest la scorsa estate, quando divent\u00f2 la casa per migliaia di migranti in attesa di partire per la Germania. Ecco come \u00e8 oggi, una volta che i migranti se ne sono andati<\/p><\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205138-colonne.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205138-colonne-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p><p>Prima e dopo: ecco com'era la stazione Keleti di Budapest la scorsa estate, quando divent\u00f2 la casa per migliaia di migranti in attesa di partire per la Germania. Ecco come \u00e8 oggi, una volta che i migranti se ne sono andati<\/p><\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205138-corridoio-interno-2.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205138-corridoio-interno-2-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p><p>Prima e dopo: ecco com'era la stazione Keleti di Budapest la scorsa estate, quando divent\u00f2 la casa per migliaia di migranti in attesa di partire per la Germania. Ecco come \u00e8 oggi, una volta che i migranti se ne sono andati<\/p><\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205138-corridoio2.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205138-corridoio2-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p><p>Prima e dopo: ecco com'era la stazione Keleti di Budapest la scorsa estate, quando divent\u00f2 la casa per migliaia di migranti in attesa di partire per la Germania. Ecco come \u00e8 oggi, una volta che i migranti se ne sono andati<\/p><\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205139-colonne-2.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205139-colonne-2-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p><p>Prima e dopo: ecco com'era la stazione Keleti di Budapest la scorsa estate, quando divent\u00f2 la casa per migliaia di migranti in attesa di partire per la Germania. Ecco come \u00e8 oggi, una volta che i migranti se ne sono andati<\/p><\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205139-corridoio-interno.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205139-corridoio-interno-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p><p>Prima e dopo: ecco com'era la stazione Keleti di Budapest la scorsa estate, quando divent\u00f2 la casa per migliaia di migranti in attesa di partire per la Germania. Ecco come \u00e8 oggi, una volta che i migranti se ne sono andati<\/p><\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205139-corridoio.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/1453205233-1453205139-corridoio-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p><p>Prima e dopo: ecco com'era la stazione Keleti di Budapest la scorsa estate, quando divent\u00f2 la casa per migliaia di migranti in attesa di partire per la Germania. Ecco come \u00e8 oggi, una volta che i migranti se ne sono andati<\/p><\/p><\/div>"}];</script>
<p>A rispondergli per le rime fu <strong>Angela Merkel</strong>. La Cancelliera invitò i migranti a raggiungere la Germania, <a href="http://espresso.repubblica.it/internazionale/2015/08/26/news/emergenza-profughi-1.226311">che avrebbe sospeso la Convenzione di Dublino</a> e garantito accoglienza, assistenza e “un buon posto di lavoro” a chiunque ne avesse avuto bisogno. <a href="http://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2015/09/16/news/parla-norbert-lammert-predidente-del-parlamento-tedesco-1.229641">Come sottolineò il Presidente della Repubblica tedesca Norbert Lammert</a> “la Germania ha cercato di dare l&#8217;esempio. Abbiamo accettato centinaia di migliaia di persone pur non essendo ciò previsto dal diritto, ma abbiamo ritenuto che in una situazione di emergenza eccezionale fosse necessario adottare misure che superassero il diritto vigente”. La posizione tedesca fu, formalmente, a favore della violazione delle leggi europee in nome della tutela dei diritti umani. Cosa che non venne condivisa dall&#8217;esecutivo di Budapest. Orban contrattaccò, accusando la Merkel di stare portando l&#8217;Unione Europea alla catastrofe e proclamò se stesso e il proprio Paese come estremo difensore di valore europei. A chi lo accusava di stare facendo riemerger egli spettri del passato erigendo muri e barriere rispose che “i confini stabiliti da Schengen vanno difesi” . Appellandosi ai valori cristiani dell&#8217;Europa, inoltre, disse di voler essere il modello per tutti quei popoli europei che non si riconoscono nella Ue di impronta liberale promossa dalla Germania della Cancelliera.</p>
<p><strong>Esiste una connessione c&#8217;è tra liberalismo e immigrazione?</strong> Secondo Orban sì. L&#8217;immigrazione sarebbe un mezzo utilizzato dall&#8217;Occidente liberale per attaccare l&#8217;Ungheria e la cultura europea che gli ungheresi hanno contribuito a forgiare. Non solo: dietro la gestione dei flussi migratori, infatti, ci sarebbero lobby molto potenti interessate a fare profitto e a portare un abbassamento dei salari degli ungheresi e degli europei. E dietro queste lobby ci sarebbe <strong>George Soros</strong>, magnate americano di origini ungheresi indicato come un traditore della patria. Per questo difendere i confini e respingere i migranti vorrebbe dire combattere il modello di Europa voluto dalla Merkel, che sarebbe avverso ai bisogni dei popoli europei. A qualche mese di distanza la stazione di Keleti è irriconoscibile. Di migranti non se ne vede più uno, né lungo i binari né per le strade di tutta la città. Secondo i dati raccolto dal governo, nel 2015 sono passati dall&#8217;Ungheria circa 400mila profughi, dei quali 180mila hanno fatto richiesta di asilo politico. A riceverlo, però, sono stati soli in 350.</p>
<p><strong>Che fine hanno fatto dunque tutti gli altri migranti?</strong> La maggior parte di essi sono stati caricati su treni diretti verso la Germania. Altri sono andati in Croazia e Austria. Una piccola parte di essi vive ancora nei sette campi profughi che esistono ancora in Ungheria, in attesa di essere rimpatriati. Circa 1000 migranti, invece, sono in carcere. Il 15 settembre scorso, infatti, il parlamento ungherese ha approvato una legge che stabilisce che la violazione illegale dei confini nazionali sia punibile penalmente. Chiunque riesca o tenti di superare il muri anti-migranti fatti erigere (recentemente ne è stato costruito un secondo sul confine con la Croazia e ne verrà costruito un terzo lungo il confine con la Romania) commette un crimine e per questo verrà imprigionato in attesa di essere rimpatriato. Misure queste, che, secondo il governo ungherese sarebbero di successo. I muri, infatti, non avrebbero solo una funzione fisica, ma soprattutto logistica e politica: logistica perché disincentiva i migranti a tentare entrare nella Ue attraverso l&#8217;Ungheria, facendo preferire loro altre frontiere più fragili, come l&#8217;Italia; politica perché i sondaggi mostrano come le prese di posizione anti-immigrazione siano state apprezzate dalla maggior parte della popolazione ungherese e i consensi per Orban sono più alti che mai. In Europa, invece, sta tentando di porsi come esempio per quei governi o partiti conservatori avversi alle politiche di Angela Merkel. “Il liberalismo ha fallito” continua a ripetere il primo ministro magiaro, “quella che voglio è una nuova Europa dei popoli, fondata sui valori cristiani e sulle nazioni. E l&#8217;Ungheria, in quanto nazione, diventerà una democrazia illiberale”. I consensi per Orban provengono soprattutto dai governi dei Paesi dell&#8217;Europa orientale e del gruppo Visegrad.</p>
<p>Nell&#8217;Europa occidentale, invece, sono generalmente i conservatori. Anche in Germania. Ed è proprio in Germania che Orban ha il proprio asso nelle manica. A sostenerlo apertamente è la <strong>Csu</strong>, il partito conservatore bavarese gemellato con la Cdu della Merkel. Lo stesso primo ministro magiaro è stato invitato come ospite d&#8217;onore a Monaco, dove ha stretto un alleanza con i conservatori locali. I quali, essendo il partito di maggioranza in Baviera, provocherebbero la caduta dell&#8217;intero governo nazionale se togliessero il propri appoggio alla Cancelleira. Paradossalmente i più forti alleati politici di Orban in Occidente sono coloro che hanno il potere di fare capitolare la Merkel e la sua idea di Europa liberale. Non è un caso, dunque, che le posizioni del governo tedesco in materia migratoria stiano subendo una virata, riconoscendo apertamente le difficoltà che il Paese sta incontrando nell&#8217;integrazione delle persone accolte. Mentre la Germania si confronta con le <a href="http://www.ilgiornale.it/news/cronache/viaggio-nella-citt-container-berlino-est-1181339.html">difficoltà interne collegate alla gestione dell&#8217;oltre un milione di persone arrivate in pochi mesi</a> – di cui i fatti di Colonia sono la manifestazione negativa più emblematica – in Ungheria Orban e le televisioni di Stato presentano ripetutamente una situazione di ordine e pulizia. In una democrazia illiberale in cui i consensi per un leader carismatico e autoritario sono al massimo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/lungheria-di-orban/il-derby-deuropa-tra-angela-merkel-e-viktor-orban.html">Il derby d&#8217;Europa tra Angela Merkel e Viktor Orban</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 61/294 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-15 16:38:45 by W3 Total Cache
-->