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	<title>violenze Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 21 Feb 2024 08:38:34 +0000</lastBuildDate>
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	<title>violenze Archives - InsideOver</title>
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		<title>Maidan, chi sparò su quella piazza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/maidan-chi-sparo-su-quella-piazza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Feb 2024 08:38:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[akhmetov]]></category>
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		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1700" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/LP_5628649.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" /></p>
<p>Nei giorni scorsi la procura generale dell&#8217;Ucraina ha chiuso le indagini sui fatti di Maidan, nei giorni cruciali della protesta che portò alla fuga del presidente filo-russo Viktor Janukovich, giorni in cui morirono decine di persone (poi denominate i Cento eroi celesti della Rivoluzione della dignità), affermando che tutte le vittime erano state uccise dalla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/maidan-chi-sparo-su-quella-piazza.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/maidan-chi-sparo-su-quella-piazza.html">Maidan, chi sparò su quella piazza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1700" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/LP_5628649.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Nei giorni scorsi la procura generale dell&#8217;Ucraina ha chiuso le indagini sui fatti di Maidan, nei giorni cruciali della protesta che portò alla fuga del presidente filo-russo <strong>Viktor Janukovich</strong>, giorni in cui morirono decine di persone (poi denominate <a href="https://it.euronews.com/video/2022/11/21/kiev-ricorda-i-cento-eroi-celesti-di-maidan">i Cento eroi celesti della Rivoluzione della dignità</a>), affermando che tutte le vittime erano state uccise dalla polizia ucraina (e non da agenti o cecchini russi, come qualcuno sosteneva) su ordine delle autorità ucraine, a loro volta ispirate da funzionari dei servizi segreti russi. La conclusione corrisponde alle tesi che, non solo in Ucraina ma anche in Europa, sono sempre state maggioritarie e ufficialmente sostenute: ovvero, quella di uno scontro tra una folla di dimostranti pacifici e la violenza dei reparti speciali (Berkut) della polizia ucraina, pronti a tutto pur di soffocare le proteste.</p>



<p>Non tutti, però, sono convinti di questa spiegazione, che ha una grossa falla: tende a dimenticare il ruolo decisivo che ebbero i militanti dell&#8217;ultra-destra di formazioni come <strong>Svoboda e Pravi Sektor</strong> nel tenere vivo l&#8217;Euromaidan ma soprattutto nell&#8217;indirizzarlo verso lo sbocco finale, il completo rovesciamento del regime. Tanto che tra i tre leader che nella giornata fatale del 21 febbraio 2014, quella successiva alla strage, andarono a trattare con Janukovich e con i mediatori inviati dalla Ue (i ministri degli Esteri Sikorski per la Polonia, Steimeier per la Germania e Fabius per la Francia), accanto a <strong>Vitaly Klitshko</strong> (ora sindaco di Kiev) e <strong>Arsenij Jatsenjuk</strong> (poi primo ministro), c&#8217;era anche <strong>Oleh Tiahnybok</strong>, leader di Svoboda e già fondatore del <strong>Partito social-nazionale d&#8217;Ucraina</strong>. In un modo o nell&#8217;altro, i leader della destra avevano stretti contatti con diversi dei più potenti oligarchi ucraini, da <strong>Kolomoiskij</strong> (che poi finanziò i primi battaglioni impegnati contro i separatisti del Donbass) ad<a href="https://it.insideover.com/guerra/corruzione-purghe-e-dimissioni-le-lotte-per-il-potere-in-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> <strong>Akhmetov</strong>, </a>da <strong>Poroshenko </strong>alla <strong>Tymoshenko</strong>, che alle origini erano stati vicini a Janukovich ma che in quel momento avevano tutto l&#8217;interesse a sbarazzarsi del &#8220;clan presidenziale&#8221;, un potente gruppo di ladroni che faceva loro concorrenza nello spartirsi le ricchezze del Paese.</p>



<p>Il tema dei morti di Euromaidan, oltre che umanamente drammatico, è politicamente sensibile, perché rimanda alla lunghissima polemica tra coloro che sostengono la tesi del <strong>&#8220;colpo di Stato&#8221;</strong> (la Russia e i suoi alleati) e quelli che invece non hanno dubbi sulla natura <strong>rivoluzionaria e popolare</strong> di quegli eventi (come si diceva, ovviamente gli ucraini ma anche europei e americani). In questa contrapposizione ha cercato di districarsi uno studioso di origine ucraina, <strong>Ivan Katchanovski</strong>, docente di Scienze politiche presso l&#8217;Università canadese di Ottawa. Katchanovski ha lavorato a lungo <a href="https://www.academia.edu/8776021/The_Snipers_Massacre_on_the_Maidan_in_Ukraine">sui materiali ufficiali</a> dell&#8217;inchiesta condotta dalle autorità ucraine, analizzando decine di testimonianze, vedendo e rivedendo <a href="https://www.academia.edu/42020959/Testimonies_by_Dozens_of_Prosecution_Witnesses_at_the_Maidan_Massacre_Trial_and_Investigation_Concerning_Snipers_in_Maidan_Controlled_Locations_Video_Appendix_E?email_work_card=title">centinaia di ore di video</a> prodotti in quei giorni fatali sia dalle televisioni di mezzo mondo sia da privati cittadini, per giungere a una conclusione che sta nel mezzo delle due tesi. Ovvero, che <strong>vi furono evidenti violenze da parte della polizia anti-sommossa ma che parte di quei morti vada attribuita proprio ai militanti dell&#8217;ultradestra</strong>, decisi a sventare a ogni costo qualunque ipotesi di soluzione negoziata della crisi. &#8220;Sulla base delle prove raccolte&#8221;, dice Katchanovski, &#8220;posso affermare che molti furono colpiti da cecchini annidati in aree controllate dai militanti dell&#8217;ultradestra o in edifici come l&#8217;Hotel Ucraina. </p>



<p>Non è complottismo ma l&#8217;unica conclusione possibile. Le stanze all&#8217;11° piano dell&#8217;Hotel Ucraina, per fare un esempio, già diversi giorni prima del 20 febbraio erano state occupate da<strong> Ihor Jankiv</strong>, uno dei dirigenti di Svoboda. E ci sono immagini girate dalla Cnn che mostrano i manifestanti colpiti, stesi a terra, ripresi dall&#8217;Hotel Ucraina. Il servizio non è mai andato in onda. Ma io sono ucraino, lo guardo e capisco ciò che dicono le voci sullo sfondo: dicono ai giornalisti americani di togliersi dai piedi perché hanno bisogno di un posto da cui sparare. D&#8217;altra parte, almeno 52 dei feriti del 20 febbraio hanno dichiarato agli inquirenti ucraini di essere stati colpiti alle spalle e non di fronte, dove stavano le truppe dei Berkut. Potrei andare avanti per ore, ho studiato per anni gli eventi di quei giorni, letto e riletto decine di testimonianze sia per l&#8217;accusa sia per la difesa, visionato più di 1.200 ore di filmati relativi a quelle giornate, analizzati gli esami forensi sui feriti e sui morti e le rilevazioni scientifiche sul terreno. E la conclusione è sempre la stessa: ci sono state molte morti provocate dai militanti della destra per infiammare ancor più la protesta, popolata in grandissima parte da persone pacifiche, e indirizzarla in una direzione precisa&#8221;.</p>



<p><strong>Perché di tutto questo si è parlato così poco?</strong> &#8220;Euromaidan aveva vinto, chi aveva interesse a sollevare certi problemi? Nel primo Governo provvisorio dopo la Rivoluzione ebbero incarichi ministeriali diversi esponenti di Svoboda. Ma soprattutto a elementi dell&#8217;ultradestra andarono posti da cui si potevano facilmente controllare le indagini e il lavoro della magistratura: <strong>Andrij Parubij</strong>, tra i fondatori del Partito social-nazionale, divenne segretario del Consiglio di sicurezza; Makcnic&#8217;kyj procuratore generale; e <strong>Serhy Pashins&#8217;kij</strong> capo dell&#8217;amministrazione presidenziale. In sostanza, le persone che avevano organizzato parte delle violenze di quei giorni vennero incaricate di giudicarle. Come poteva finire?&#8221;.</p>



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		<item>
		<title>L&#8217;India potrebbe essere travolta da tensioni sociali e dalle violenze</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lindia-potrebbe-essere-travolta-da-tensioni-sociali-e-dalle-violenze.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2020 15:37:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[violenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/India-violenze-scontri-militari-La-Presse-e1583255728609.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="India violenza (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/India-violenze-scontri-militari-La-Presse-e1583255728609.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/India-violenze-scontri-militari-La-Presse-e1583255728609-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/India-violenze-scontri-militari-La-Presse-e1583255728609-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/India-violenze-scontri-militari-La-Presse-e1583255728609-1024x563.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le più importanti nazioni dell&#8217;Asia sono state colpite, negli ultimi mesi, da incertezze ed instabilità legate all&#8217;attuale scenario politico e socio-sanitario regionale: l&#8217;epidemia in corso di coronavirus si è infatti abbattuta con violenza su Cina e Corea del Sud influenzandone le prospettive future mentre l&#8217;India, quasi immune dal contagio, è alle prese con problematiche di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lindia-potrebbe-essere-travolta-da-tensioni-sociali-e-dalle-violenze.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1056" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/India-violenze-scontri-militari-La-Presse-e1583255728609.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="India violenza (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/India-violenze-scontri-militari-La-Presse-e1583255728609.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/India-violenze-scontri-militari-La-Presse-e1583255728609-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/India-violenze-scontri-militari-La-Presse-e1583255728609-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/India-violenze-scontri-militari-La-Presse-e1583255728609-1024x563.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le più importanti nazioni dell&#8217;Asia sono state colpite, negli ultimi mesi, da incertezze ed instabilità legate all&#8217;attuale scenario politico e socio-sanitario regionale: l&#8217;epidemia in corso di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>coronavirus</strong></a> si è infatti abbattuta con violenza su Cina e Corea del Sud influenzandone le prospettive future mentre l&#8217;India, quasi immune dal contagio, è alle prese con problematiche di altro genere e legate strettamente alle <a href="https://www.reuters.com/article/us-india-citizenship-protests/death-toll-rises-to-32-in-religious-violence-in-indias-capital-idUSKCN20L1MJ">dinamiche</a> di politica interna. Le proteste contro la <strong>nuova legge sulla cittadinanza</strong> voluta dall&#8217;esecutivo nazionalista del premier Narendra Modi sono <strong>degenerate</strong>, nella capitale Nuova Delhi, in violenti scontri ( i più gravi da decenni) tra la comunità induista e quella musulmana: pesantissimo il bilancio finale di almeno quarantatre morti, migliaia di feriti ed una serie di gravi violenze commesse nei confronti dei musulmani. Il controverso provvedimento normativo continua dunque ad agitare il clima del Paese: secondo i critici sarebbe discriminatorio contro le persone di religione islamica, dato che renderebbe più facile l&#8217;acquisizione della cittadinanza da parte degli abitanti di alcuni Paesi musulmani confinanti.</p>
<h2>Un pretesto</h2>
<p>L&#8217;esecutivo di Narendra Modi ha invece negato ogni intento discriminatorio affermando che la legge è necessaria per tutelare le comunità non-musulmane perseguitate negli Stati di origine. Ciò non è comunque bastato ad arginare le proteste degli studenti e di una parte dei residenti islamici della capitale. Sembra, poi, che la legge sulla cittadinanza sia stato un pretesto per dar vita ad una serie di <strong>atti violenti molto gravi</strong> commessi, come riportato dal Guardian, in schiacciante maggioranza nei confronti dei musulmani ed in misura minore a parti inverse. Sullo sfondo, poi, c&#8217;è la complessa vicenda del <strong>Kashmir</strong>: il governo nazionalista e conservatore è intervenuto in questo Stato sin dallo scorso agosto, lo ha privato della sua autonomia ed ha espresso l&#8217;intenzione di favorirne l&#8217;integrazione con il resto dell&#8217;India. Questo obiettivo è stato perseguito anche con l&#8217;invio di truppe indiane nella regione, con una limitazione delle comunicazioni e del traffico internet ed una serie di arresti in loco. Le conseguenze più dirette sono state un peggioramento dei rapporti con il Pakistan, già tesi e difficili ed un forte aumento delle tensioni nello Stato del Kashmir, già in passato sede di violenti contrasti tra il governo centrale indiano ed i separatisti musulmani locali.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p>Non si può negare che l&#8217;esecutivo di Narendra Modi abbia una <strong>visione programmatica piuttosto chiara</strong> e che si muova con decisione sullo scacchiere politico nazionale. Le conseguenze di questo atteggiamento, però, rischiano di riflettersi sull&#8217;armonia indiana, dove è presente il rischio di tensioni tra induisti e musulmani. Le violenze, poi, potrebbero danneggiare le prospettive economiche del Paese: il <a href="https://www.nytimes.com/2020/03/01/world/asia/india-modi-hindus.html">tasso</a> di disoccupazione è al livello più alto degli ultimi quarantacinque anni mentre il tasso di crescita ha rallentato ad uno dei livelli più bassi dell&#8217;ultimo decennio. L&#8217;India ha bisogno di mantenere alti tassi di crescita per consentire a gran parte della popolazione di uscire da una condizione di povertà e per offrire un avvenire più stabile e prospero alle generazioni che verranno. Il fallimento di questo obiettivo potrebbe pregiudicare, seriamente, la tenuta del governo Modi e portarlo alla caduta nel medio-lungo termine.</p>
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		<item>
		<title>Francia, scoppia il caso delle violenze della polizia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-scoppia-il-caso-delle-violenze-della-polizia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jan 2020 17:38:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[polizia]]></category>
		<category><![CDATA[violenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le violenze non possono che essere segnalate. E quello che sta accadendo in Francia in relazione alla riforma del sistema pensionistico merita di essere portato all&#8217;attenzione di tutti. Dalle questioni giuridiche si è passati ad analizzare soprattutto i fatti di piazza. La cassa di risonanza di Parigi non basta più: l&#8217;eco di quelle che vengono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-scoppia-il-caso-delle-violenze-della-polizia.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/LP_9026781-1024x675.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le <strong>violenze</strong> non possono che essere segnalate. E quello che sta accadendo in <strong>Francia</strong> in relazione alla riforma del sistema pensionistico merita di essere portato all&#8217;attenzione di tutti. Dalle questioni giuridiche si è passati ad analizzare soprattutto i fatti di piazza. La cassa di risonanza di Parigi non basta più: l&#8217;eco di quelle che vengono ritenute prepotenze perpetrate dalle forze dell&#8217;ordine travalica i confini europei. Pure perché i <strong>filmati</strong> (<a href="http://www.ilgiornale.it/video/cronache/ecco-violenze-polizia-francia-1814284.html" target="_blank" rel="noopener">guarda</a>) inerenti ad azioni, che a detta di molti corrispondono delle vere e proprie reazioni sproporzionate, aumentano di numero di giorno in giorno. La polizia transalpina è stata anche richiamata in via ufficiale dalle istituzioni.</p>
<p>Le responsabilità sono difficili da distribuire. I <strong>gilet gialli</strong>, con qualche interferenza dei black bloc, stanno promuovendo una protesta che ha di fatto interrotto il normale corso delle attività pubbliche. Gas, fumogeni, blocco delle strade: i mezzi utilizzati sono canonici per una protesta nazionale, sì, ma producono effetti. Il caos è dilagante. I sindacati fanno la loro parte. Dal sistema dei trasporti a quello scolastico: è il periodo più difficile per <strong>Emmanuel Macron</strong>. Il leader di En Marche! non ha modificato di una virgola il suo progetto, limitandosi a gestire una situazione che può comportare in prospettiva un collasso elettorale. Ora anche i <strong>cattolici</strong> hanno deciso di <a href="https://it.insideover.com/societa/la-rivolta-cattolica-che-fa-tremare-macron.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect">esprimere un palese malessere</a>. La riforma interessata dalle rimostranze dei fedeli, in quel caso, riguarda la bioetica. Persino l&#8217;episcopato, che si era schiacciato sul macronismo trionfante, ha inoltrato un comunicato piccato. La crisi politica dei progressisti, che deve tenere conto anche di questi altri aspetti, è pervasiva.</p>
<p>La fortuna di Macron, per così dire, risiede nella distanza temporale dalle elezioni: due anni di tempo per alzare la cresta e provare a squarciare il velo di scetticismo. Ma rispetto al coro di giubilo seguito all&#8217;insediamento di un esponente che avrebbe dovuto sanare le ferite sociali, il quadro è davvero mutato. Torniamo alle violenze. Il contesto preoccupante è stato in qualche modo ammesso dal presidente che, come riportato dal quotidiano <em>Repubblica, </em>ha parlato di un necessario &#8220;rispetto della deontologia&#8221;. I commissariati non sono del tutto privi di istanze sindacali. E il fatto che alcuni poliziotti abbiano aderito alle giornate di sciopero può essere un fattore di ulteriore destabilizzazione. Almeno per ciò che concerne l&#8217;ordine pubblico.</p>
<p>Le testimonianze delle violenze non mancano, tanto che si è resa necessaria l&#8217;apertura di un&#8217;indagine interna da parte dell&#8217;ente che controlla le attività della polizia, ossia l&#8217;ispettorato generale. La fonte sopracitata lo ha rimarcato. Il grande mare del web ha fatto sì che il problema legato all&#8217;atteggiamento di certi poliziotti finisse su pubblica piazza in breve tempo.<a href="https://www.davduf.net/alloplacebeauvau?lang=fr"> Basta dare un occhio a questo sito</a>, che è nato dall&#8217;idea di un giornalista francese. David Dufresne ha anche firmato un volantino che dispone le modalità tramite cui è possibile inoltrare video che provino gli accadimenti aggressivi. I certificati medici, per esempio, possono coadiuvare il processo di denuncia giornalistica. Ma sul portale c&#8217;è tutto un elenco di utilità ed indicazioni.</p>
<p>Il caso mediatico più eclatante di questa ultima settimana è ancora quello del giornalista fermato per aver comunicato via <em>Twitter</em> la posizione di Macron, <a href="http://www.ilgiornale.it/news/mondo/proteste-francia-macron-adesso-fa-arrestare-giornalista-1813583.html">che era a teatro con la moglie</a>. I manifestanti hanno così avuto contezza di potersi recare in uno specifico luogo. Anche a questo evento, che non è violento ma giuridicamente rilevante, sono seguite delle polemiche. Macron è schiacciato da una serie di forni. E il popolo francese, in specie in quella che viene chiamata &#8220;Francia profonda&#8221;, non è disposto a cedere terreno. Stupisce, per ora, il mancato cambio di passo governativo. Come se Macron fosse assolutamente certo della bontà delle scelte intraprese in questo mandato.</p>
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		<title>In Messico le violenze sono ai massimi di sempre</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/in-messico-le-violenze-sono-ai-massimi-di-sempre.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Mecarozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 11:12:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[cartello]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[violenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1451" height="757" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Messico-violenza-strage-mormoni-La-Presse-e1579173122333.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mormoni strage Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Messico-violenza-strage-mormoni-La-Presse-e1579173122333.jpg 1451w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Messico-violenza-strage-mormoni-La-Presse-e1579173122333-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Messico-violenza-strage-mormoni-La-Presse-e1579173122333-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Messico-violenza-strage-mormoni-La-Presse-e1579173122333-1024x534.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1451px) 100vw, 1451px" /></p>
<p>Il Messico non è più un paese per donne. E non lo è nemmeno per i giornalisti. La battaglia contro il crimine di Andrés Manuel López Obrador (anche detto Amlo) ha infatti preso una svolta mortale, registrando un record storico per il Messico in termini di violenze, sparizioni e omicidi, mai così frequenti da circa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/in-messico-le-violenze-sono-ai-massimi-di-sempre.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1451" height="757" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Messico-violenza-strage-mormoni-La-Presse-e1579173122333.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Mormoni strage Messico" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Messico-violenza-strage-mormoni-La-Presse-e1579173122333.jpg 1451w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Messico-violenza-strage-mormoni-La-Presse-e1579173122333-300x157.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Messico-violenza-strage-mormoni-La-Presse-e1579173122333-768x401.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/01/Messico-violenza-strage-mormoni-La-Presse-e1579173122333-1024x534.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1451px) 100vw, 1451px" /></p><p class="p1"><span class="s1">Il <strong>Messico</strong> non è più un paese per donne. E non lo è nemmeno per i giornalisti. La battaglia contro il crimine di <strong>Andrés Manuel López Obrador</strong> (anche detto Amlo) ha infatti preso una svolta mortale, registrando un record storico per il Messico in termini di violenze, sparizioni e omicidi, mai così frequenti da circa vent’anni. Anniversario amaro per Obrador, che il primo dicembre, a un anno dall’entrata in carica, ha dovuto fare i conti con i dati che proprio il governo messicano ha licenziato: sono oltre 61mila le persone scomparse a causa della sempre più violenta guerra contro i cartelli della droga. Si tratta del 50 percento in più rispetto al governo precedente. </span><span class="s1">Lo stesso giorno, la segreteria messicana di pubblica sicurezza ha denunciato un totale di <a href="http://www.informeseguridad.cns.gob.mx/files/homicidios_01122019_v2.pdf"><span class="s2">127 persone uccise</span></a> solo il 1° dicembre, anch’esso record negativo nella storia recente del Paese.<br />
</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Insomma, il livello delle violenze in Messico ha superato ogni immaginazione. I numeri non bastano per raccontare una situazione la cui l&#8217;onda d’urto è difficilmente decifrabile, non solo in termini umani e sociali, ma anche sotto lo stesso aspetto statistico, in quanto le cifre pubblicate riguardano solo i corpi ritrovati e le denunce esposte dalle famiglie, non certo il numero di persone realmente coinvolte.<span class="Apple-converted-space">  </span>Ogni giorno, infatti, vengono assassinate <a href="http://www.tetuslab.unige.it/wp-content/uploads/2017/02/VARANI-contributo-femminicidio.-1.pdf"><span class="s2">tre donne</span></a>. Ogni giorno vengono registrati 49 casi di violenza sessuale. Solo nel mese di giugno del 2019 sono state uccise 79 donne. Questo secondo i dati ufficiali che ovviamente non possono calcolare il sommerso, ovvero tutti gli abusi quotidiani che non vengono denunciati pubblicamente.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Amlo, tuttavia, ha adottato una politica di abbracci, non di proiettili, per affrontare i crimini violenti, concentrandosi sull&#8217;affrontare le disuguaglianze e combattere la corruzione. Il risultato? A dicembre 2019, gli <a href="https://www.pgj.cdmx.gob.mx/procuraduria/estadisticas-delictiva"><span class="s2">omicidi</span></a> hanno raggiunto i 35.000 casi, superando il record dello scorso anno di 33mila e diventando il più alto in 20 anni di statistiche. I quali si vanno ad aggiungere al numero di morti non identificabili dalle forze dell’ordine, prive di strumenti d’indagine all&#8217;avanguardia, vittime dei cartelli della droga e delle bande armate messicane</span></p>
<p>Il <strong>Segretariato esecutivo di Pubblica Sicurezza</strong> ha ufficializzato che nei primi quattro mesi del 2015 ci sono stati 610 crimini contro le donne, nel 2016 847, nel 2017 sono saliti a 967 e nel 2018 a 1.142. Il femminicidio in Messico è qualcosa di esteso. Se ne parla ma poi la discriminazione resta evidente, sia a livello legislativo sia nella pratica.</p>
<p>Ad avvalorare la tesi che vede il Messico come uno dei paesi più pericoloso al mondo, c’è anche <strong>la brutale uccisione di nove mormoni</strong> dello scorso novembre nel nord del Messico. La strage per molti è solo l’apice di un’escalation di violenze che ha a che fare soprattutto con il modo in cui si sono evoluti i cartelli criminali negli ultimi anni. Il Messico è un paese centrale nel traffico internazionale di droga, data anche la sua posizione strategica, il cui florido mercato è nelle mani di organizzazioni criminali monolitiche. Per cercare di smantellarli, il governo messicano ha adottato negli anni una strategia finalizzata a catturare i boss criminali, con l’idea di colpire il serpente partendo dalla testa. Questa strategia, però, non ha funzionato: la frammentazione ha reso i gruppi criminali più violenti e difficilmente controllabili. Le attività illegali, oltre al traffico di droga, adesso comprendono anche estorsioni, sequestri, prostituzione e traffico di esseri umani.</p>
<p>A gettare benzina sul fuoco, sono anche i rapporti ormai interrotti tra politica e malavita: con il cambio di dirigenti al governo, la scuderia di Amlo ha perso l’accordo di corruzione e inquinamento che i <strong>narcos</strong> avevano con i politici precedenti. Così facendo, lungi da giustificare collusione e corruzione, si è perso quel freno che impediva ai banditi di colpire alla cieca. La dimostrazione è la guerra dichiarata ai <a href="https://justiceinmexico.org/tag/journalists/"><span class="s2">giornalisti</span></a>: secondo <a href="https://justiceinmexico.org/tag/articulo-19/"><span class="s2">Artículo 19</span></a>, dal 1 gennaio 2019 ad oggi sono almeno dieci i reporter che hanno perso la vita nella varie città del Messico. Un segnale che, sommato agli altri, aggrava la condizione di un Paese in totale controllo delle organizzazioni criminali.</p>
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