<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>USA Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/usa/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/usa</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 13 Jun 2026 01:13:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>USA Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/usa</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Taiwan non deve scegliere: Cheng negli USA dopo lo storico incontro con Xi</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/taiwan-non-deve-scegliere-cheng-negli-usa-dopo-lo-storico-incontro-con-xi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Larissa Clelia Remenyi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 01:13:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[taiwan]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=520183</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Taiwan" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo lo storico incontro con Xi Jinping, la leader dell'opposizione di Taiwan affronta un lungo viaggio diplomatico negli Usa.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/taiwan-non-deve-scegliere-cheng-negli-usa-dopo-lo-storico-incontro-con-xi.html">Taiwan non deve scegliere: Cheng negli USA dopo lo storico incontro con Xi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Taiwan" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/taiwan-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p class="has-black-color has-text-color has-link-color has-medium-font-size wp-elements-28be6d87ef13bb92a8375e56f9b228ce">A meno di un mese dal vertice Xi-Trump a Pechino, e dopo due mesi dall’incontro fra <strong>Cheng Li-wun</strong> — la leader del Kuomintang (KMT), il principale partito d’opposizione taiwanese — e <strong>Xi Jinping</strong>, Cheng ha aperto il secondo atto della sua strategia per promuovere una visione alternativa del ruolo dell’isola in Asia con un viaggio di ben due settimane negli Stati Uniti.</p>



<p><strong>Si tratta della prima visita negli USA</strong> da parte dell’“erede” del partito di Sun Yat-sen dopo il suo insediamento di novembre scorso, con tappe a San Francisco, Boston, New York, Washington D.C (dove Cheng sarebbe <a href="https://focustaiwan.tw/politics/202606010020">«molto ben disposta»</a> a incontrare Trump) e Los Angeles. Sebbene missioni analoghe facciano da tempo parte dell’attività internazionale dei funzionari di tutti i partiti politici di Taiwan — che negli anni hanno regolarmente coltivato rapporti con think tank, università e comunità taiwanesi d’oltreoceano — quella di Cheng assume un significato particolare.</p>



<p>Nell’incontro con Xi Jinping dello scorso aprile Cheng ha<a href="https://www.globaltimes.cn/page/202604/1358605.shtml"> rilanciato</a> la formula dell’ambiguità strategica inscritta nel Consenso del 1992 (che postula l’esistenza di una “unica Cina”) e l’opposizione all’indipendenza di Taiwan come quadro politico operativo per lo Stretto, rinfocolando il senso di parentela fra Pechino e Taipei. Un approccio che Cheng Li-wun continua a declinare in chiave pragmatica: una deterrenza priva di canali di comunicazione efficaci aumenta le tensioni fra le due sponde dello Stretto.</p>



<p><a href="https://www.foreignaffairs.com/taiwan/taiwan-doesnt-have-choose">«La chiave è la trasparenza»</a>. Lo aveva scritto la stessa Cheng in un editoriale del <em>Foreign Affairs </em>pubblicato poche settimane prima dell’incontro con Xi. Intitolato «Taiwan non deve scegliere», l’articolo rappresenta una sorta di manifesto programmatico della leader del KMT rivolto alle élite della politica estera occidentale e il fatto che sia stato pubblicato sull’autorevole rivista statunitense dimostra l’interesse verso le sue posizioni. Secondo Cheng, una Taiwan capace di dialogare con entrambe le sponde della competizione sino-americana sarebbe un partner più stabile e affidabile sia per gli Stati Uniti che per la Cina. Convinzione ribadita nei giorni scorsi in un’intervista al <em>Financial Times,</em> dove Cheng sostiene che una riduzione delle tensioni nello Stretto diminuirebbe il rischio che l’isola diventi una <a href="https://www.ft.com/content/4f667f6f-efd0-4c3f-ab49-9f0d1099a8ba?syn-25a6b1a6=1">«pedina»</a> nelle trattative fra Washington e Pechino.</p>



<p>La sua tesi ha però suscitato forti reprimende. Sul <em>Taipei Times </em>— uno dei principali quotidiani taiwanesi e tradizionalmente vicino alle posizioni indipendentiste — alcuni commentatori hanno visto in questa impostazione il rischio di inviare <a href="https://www.taipeitimes.com/News/editorials/archives/2026/03/09/2003853479">«il messaggio sbagliato agli alleati e ai partner democratici di Taiwan»</a>. Riserve alle quali ha fatto eco Raymond Greene, direttore dell’American Institute a Taiwan e massimo rappresentante statunitense sull’isola, riferendo come numerosi legislatori e studiosi USA s’interroghino sulla possibilità che la leadership del KMT stia <a href="https://focustaiwan.tw/politics/202605240010">«cambiando radicalmente l’orientamento politico del partito»</a>.</p>



<p>È anche per rispondere a questi interrogativi che Cheng ha scelto di recarsi negli Stati Uniti, dove a Washington ha incontrato membri del Congresso e funzionari del governo statunitense, del Dipartimento di Stato e del Dipartimento della Guerra. Nei primi incontri nella capitale USA, la leader del KMT ha già <a href="https://www.scmp.com/news/china/politics/article/3356785/kmt-chief-cheng-li-wun-meets-trump-ally-steve-daines-washington">riaffermato</a> il valore della cooperazione militare con gli Stati Uniti. Fra i dossier <a href="https://www.taipeitimes.com/News/taiwan/archives/2026/06/13/2003859026">discussi</a> è tornato quello relativo alla vendita delle armi a Taiwan — <em>punctum dolens</em> del vertice Xi-Trump del mese scorso — dopo che la decisione del presidente statunitense di affrontare il tema direttamente con il leader cinese aveva suscitato forte allarme nel Partito Progressista Democratico (DDP), al potere dal 2016. Allarme al quale aveva dato voce il presidente <strong>Lai Ching-te</strong> che si era affrettato ad assicurare che Taiwan <a href="https://focustaiwan.tw/politics/202605170014">«non verrà mai sacrificata né barattata»</a> in seguito alle dichiarazioni rilasciate da Trump a Fox News dopo il summit di Pechino.</p>



<p>In quell’occasione il presidente USA aveva rilanciato <strong>la tradizionale posizione di Washington contraria all’indipendenza dell’isola, </strong>adottando toni sensibilmente diversi rispetto a quelli prevalsi nei rapporti fra Stati Uniti e Taiwan negli ultimi anni. Trump aveva inoltre mostrato ben poca disponibilità a<a href="https://www.facebook.com/BretBaier/posts/my-interview-with-president-donald-j-trump-from-beijing/1506603144170121/"> «percorrere 9.500 miglia per combattere una guerra»</a> e mantenuto in sospeso la decisione sul pacchetto di armamenti da 14 miliardi di dollari destinato a Taipei, anche alla luce della necessità di <a href="https://thehill.com/policy/defense/5890471-us-arms-sales-taiwan-paused-iran/">preservare</a> le scorte di munizioni per il conflitto con l’Iran (per il quale il contachilometri funziona ancora).</p>



<p>Proprio il fatto che sia Trump a mantenere congelata la spesa per la difesa sferra un duro colpo a uno dei principali argomenti del DDP — la capacità di garantire un rapporto privilegiato con Washington — e rafforza invece il KMT, che da sempre rivendica di essere l’unica forza politica in grado di garantire la pace fra le due sponde dello Stretto. Sullo sfondo, mentre le esercitazioni militari taiwanesi <a href="https://www.reuters.com/world/china/taiwan-fires-battle-tested-rockets-shoot-and-scoot-anti-invasion-drill-2026-06-10/">continuano</a> a simulare ipotetici scenari di “invasione” e <a href="https://www.reuters.com/world/asia-pacific/china-taiwan-spar-over-legality-coast-guard-patrols-east-island-2026-06-10/">aumentano</a> gli incontri ravvicinati fra unità navali di Pechino e Taipei nel Mar Cinese Meridionale, <strong>la visita di Cheng (tuttora in corso) assume inevitabilmente anche una dimensione elettorale. I</strong>n un Indo-Pacifico sempre più militarizzato, la leader del KMT scommette che il futuro di Taiwan non si deciderà soltanto dal numero dei missili schierati nello Stretto, ma anche nelle urne del 2028.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/taiwan-non-deve-scegliere-cheng-negli-usa-dopo-lo-storico-incontro-con-xi.html">Taiwan non deve scegliere: Cheng negli USA dopo lo storico incontro con Xi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gli Usa colpiscono sul territorio venezuelano: l&#8217;escalation contro i narcos annunciata da Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/terrorismo/gli-usa-colpiscono-sul-territorio-venezuelano-lescalation-contro-i-narcos-annunciata-da-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2025 21:35:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[bombardamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Narcos]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=499662</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-2048x1367.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla fine è successo. Velivoli degli Stati Uniti hanno colpito obiettivi sul territorio del Venezuela; target che, secondo l&#8217;intelligence statunitense, sono collegati ai narcos e al traffico di droga che secondo l&#8217;Amministrazione Trump &#8220;infesta&#8221; i Caraibi. Un atto di guerra per Caracas, che più che probabilmente non è stata messa al corrente dello strike. &#8220;Abbiamo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-usa-colpiscono-sul-territorio-venezuelano-lescalation-contro-i-narcos-annunciata-da-trump.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-usa-colpiscono-sul-territorio-venezuelano-lescalation-contro-i-narcos-annunciata-da-trump.html">Gli Usa colpiscono sul territorio venezuelano: l&#8217;escalation contro i narcos annunciata da Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230807144638889_4056ae362e094fc48207c78d54d5d830-2048x1367.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla fine è successo. Velivoli degli Stati Uniti hanno <strong>colpito obiettivi</strong> sul territorio del <strong>Venezuela</strong>; <em>target</em> che, secondo l&#8217;intelligence statunitense, sono collegati ai narcos e al traffico di droga che secondo l&#8217;<strong>Amministrazione Trump</strong> &#8220;infesta&#8221; i Caraibi. Un atto di guerra per Caracas, che più che probabilmente non è stata messa al corrente dello <em>strike</em>.<br><br>&#8220;<em>Abbiamo colpito tutte le imbarcazioni e ora abbiamo colpito anche l&#8217;area: è un&#8217;area operativa, dove svolgono le loro attività, e ora non esiste più&#8221;. </em>Sono le parole del presidente americano <strong>Donald Trump</strong>,<strong> </strong>che ha comunicato l&#8217;attacco lanciato dagli Stati Uniti contro una &#8220;grande struttura&#8221; utilizzata dai <strong>narcos venezuelani</strong>. Il target è stato localizzato sul suolo del Venezuela, in quella che si presume essere una zona costiera. Gli americani avrebbero colpito l&#8217;area dove vengono &#8220;caricate le navi&#8221;, che viene chiamata &#8220;<strong>implentation area</strong>&#8220;. &#8220;<em>C&#8217;è stata una forte esplosione nella zona del porto dove vengono caricate le imbarcazioni con la droga</em>&#8220;, ha detto il presidente Usa parlando con i giornalisti a Mar-a-Lago, prima del bilaterale col <a href="https://it.insideover.com/politica/pressione-comune-sulliran-distanza-sui-turchi-a-gaza-come-e-andato-lincontro-tra-trump-e-netanyahu.html">premier israeliano Benjamin Netanyahu.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">U.S. President Donald J. Trump appears to confirm moments ago that United States struck a shore facility last week in Venezuela which was being used to load drug boats, stating, “There was a major explosion in the dock area where they load the boats up with drugs. They load the… <a href="https://t.co/QkV1Vrrefd">pic.twitter.com/QkV1Vrrefd</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/2005714054837313745?ref_src=twsrc%5Etfw">December 29, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><br>Il presidente americano non ha specificato se l&#8217;operazione è stata condotta dai militari &#8211; Us Navy, Marines o unità speciali dell&#8217;SOCOM- che ormai dispongono di una <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/caccia-americani-e-difese-aeree-venezuelane-caso-escalation-2549156.html">imponente Task Force</a> nei Caraibi, e possono scegliere tra numerose opzioni ben supportarte da tutti i sistemi per consentire una penetrazione furtiva dello spazio aereo venezuelano, o dalla <strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/conflitto-armato-non-internazionale-che-conducono-nei-2573332.html">CIA</a></strong>, che può operare<strong> droni armati</strong> come gli Mq-9 Reaper, sebbene potrebbero rappresentare un rischio <em>troppo alto</em> se impiegati in uno <strong>spazio aereo ostile </strong>e comunque difeso come quello del Venezuela.</p>



<p>&#8220;<em>Non voglio dirlo. So esattamente chi è stato, ma non voglio rivelarlo. Comunque, è successo lungo la costa</em>&#8220;, ha affermato il presidente americano. Questo attacco, che può essere considerato a tutti gli effetti una <strong>escalation</strong>, avendo violato la sovranità del Venezuela, che teme un atto di forza da parte di Washington per facilitare un golpe che rovesci il presidente <em>chavista</em> Nicolás Maduro, fa parte di un crescente sforzo militare che l&#8217;amministrazione Trump ha lanciato nella regione, definendolo &#8220;conflitto armato non internazionale&#8221;.</p>



<p> Prima di oggi, infatti, gli attacchi degli Stati Uniti si erano concentrati nelle <strong>acque internazionali</strong> nel Mar dei Caraibi e nell&#8217;Oceano Pacifico orientale. Le informazioni e gli ulteriori dettagli su questo <em>strike</em>, che si aggiunge alla serie di attacchi &#8220;indiscriminati&#8221; contro le imbarcazioni di superficie e semi-sommergibili che sono state affondate nei Caraibi, causando la morte di oltre <strong>105 persone</strong>, sono ancora in fase di analisi.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">WATCH 🔴<br><br>US carried out another lethal kinetic strike on a vessel operated by Tren de Aragua (TdA, trafficking narcotics in the Caribbean Sea, 6 killed <a href="https://t.co/wleSOJoLAO">pic.twitter.com/wleSOJoLAO</a></p>&mdash; Open Source Intel (@Osint613) <a href="https://twitter.com/Osint613/status/1981710679997546718?ref_src=twsrc%5Etfw">October 24, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>



<p><a href="https://x.com/ShawnRyan762"></a><a href="https://x.com/ShawnRyan762"></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/gli-usa-colpiscono-sul-territorio-venezuelano-lescalation-contro-i-narcos-annunciata-da-trump.html">Gli Usa colpiscono sul territorio venezuelano: l&#8217;escalation contro i narcos annunciata da Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;affare Epstein</title>
		<link>https://it.insideover.com/dossier/laffare-epstein</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Jul 2025 12:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?post_type=dossier&#038;p=478528</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1249" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709094041636_0cb6e282b8783b6bc5a76a20af40219b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709094041636_0cb6e282b8783b6bc5a76a20af40219b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709094041636_0cb6e282b8783b6bc5a76a20af40219b-600x390.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709094041636_0cb6e282b8783b6bc5a76a20af40219b-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709094041636_0cb6e282b8783b6bc5a76a20af40219b-1024x666.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709094041636_0cb6e282b8783b6bc5a76a20af40219b-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709094041636_0cb6e282b8783b6bc5a76a20af40219b-1536x999.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La vicenda di Jeffrey Epstein, il finanziere accusato di traffico sessuale e morto in carcere nel 2019, continua ad essere al centro del dibattito pubblico negli Stati Uniti e scuote anche la presidenza di Donald Trump. Questo dossier ne analizza gli scenari. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/dossier/laffare-epstein">L&#8217;affare Epstein</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1249" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709094041636_0cb6e282b8783b6bc5a76a20af40219b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709094041636_0cb6e282b8783b6bc5a76a20af40219b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709094041636_0cb6e282b8783b6bc5a76a20af40219b-600x390.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709094041636_0cb6e282b8783b6bc5a76a20af40219b-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709094041636_0cb6e282b8783b6bc5a76a20af40219b-1024x666.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709094041636_0cb6e282b8783b6bc5a76a20af40219b-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250709094041636_0cb6e282b8783b6bc5a76a20af40219b-1536x999.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/dossier/laffare-epstein">L&#8217;affare Epstein</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Netanhyhu rinuncia ad attaccare Rafah: non ha gli ostaggi, non ha sradicato Hamas e non sa che fare della Striscia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/netanhyhu-rinuncia-ad-attaccare-rafah-non-ha-gli-ostaggi-non-ha-sradicato-hamas-e-non-sa-che-fare-della-striscia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Apr 2024 22:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ambasciata]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[Damasco]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[rafah]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[striscia]]></category>
		<category><![CDATA[tsahal]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[vendetta]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=418028</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="855" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-768x547.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il ritiro delle truppe israeliane dal Sud della Striscia di Gaza è difficile da interpretare. Certo è che Netanyahu non ha ottenuto alcuno dei suoi obiettivi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/netanhyhu-rinuncia-ad-attaccare-rafah-non-ha-gli-ostaggi-non-ha-sradicato-hamas-e-non-sa-che-fare-della-striscia.html">Netanhyhu rinuncia ad attaccare Rafah: non ha gli ostaggi, non ha sradicato Hamas e non sa che fare della Striscia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="855" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-600x428.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-1024x730.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408080026935_4442433a399e280a0ed575102aac7781-768x547.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>E così, <strong>Benjamin &#8220;Bibi&#8221; Netanyahu</strong> ha rinunciato all&#8217;operazione contro Rafah, la città nel Sud della Striscia dove, secondo i portavoce del Governo israeliano, ancora si rifugiano quattro brigate di combattenti di Hamas e, ciò che maggiormente conta, almeno un milione di palestinesi fuggiti dal Nord della Striscia. Tsahal lascerà un presidio militare, si presume ben munito, ma non attaccherà via terra, con il rischio (anzi, la certezza) di provocare altre migliaia di morti tra i civili. È una buona notizia, di cui però non è facile decrittare il vero significato. Ci sono però alcune ipotesi di cui si può discutere, con diversi gradi di approssimazione alla verità.</p>



<p><strong>Prima ipotesi:</strong> Netanyahu ha ceduto alle pressioni incrociate degli Stati Uniti e dell&#8217;Egitto. Nell&#8217;anno elettorale <strong>Joe Biden</strong> non poteva permettere, di fronte all&#8217;elettorato democratico (dove hanno un peso sempre crescente le minoranze, compresa quella di origini mediorientali), un&#8217;ulteriore strage di palestinesi (siamo già oltre i 32 mila morti, in larga parte donne e bambini) Così, ricevendo prima l&#8217;ex premier <strong>Benny Gantz</strong> e poi il ministro della Difesa <strong>Yoav Gallant</strong>, la Casa Bianca ha segnalato di voler continuare a proteggere Israele ma non con i metodi di Netanyahu. Non a caso, poi, Gantz, ministro del Gabinetto di guerra israeliano e dominatore di tutti i sondaggi di gradimento, aveva poi dato un ultimatum al rallentatore a Netanyahu, chiedendo elezioni anticipate per settembre. Come per dirgli: ti evitiamo l&#8217;umiliazione di una cacciata politica, però tu finisci il lavoro sporco e vattene. Contro un eventuale attacco a Rafah protestava anche l&#8217;Egitto, che nel 1979 ha firmato un trattato di pace con Israele. Per il Cairo, già alle prese con una pericolosa crisi economica e con storici problemi di radicalismo islamista, un massacro di palestinesi alle porte o, ancor peggio dal punto di vista del Governo egiziano, una massiccia fuga di palestinesi verso l&#8217;Egitto è prospettiva da far tremare le vene ai polsi.</p>



<p><strong>Seconda ipotesi:</strong> Netanyahu e il suo Governo di estremisti non hanno mai avuto una reale intenzione di attaccare Rafah. Dicono gli esperti di questioni militari che Tsahal non ha nemmeno cominciato i preparativi per un&#8217;operazione che impegnerebbe al massimo i reparti combattenti ma anche la logistica. La reiterata minaccia dell&#8217;attacco, nelle intenzioni di Netanyahu, avrebbe dovuto servire da leva per ottenere il rilascio degli ostaggi e ammorbidire le critiche degli Usa. Nè l&#8217;una né l&#8217;altra è avvenuta, fatto che avrebbe spinto Netanyahu a rinunciare al suo bluff.</p>



<p><strong>Terza ipotesi:</strong> Netanyahu, prigioniero di una politica muscolare priva di visione politica, non sa più che fare, e quindi si ritira. Nel Nord della Striscia ha seminato morte e distruzione,  e un recente rapporto di <a href="https://www.ipcinfo.org">Integrate Food Security Phase Classification</a> segnala che in tutta la Striscia un terzo della popolazione è ai bordi della fame, quota che nel Nord sale al 55%. Il tutto per ritagliare una zona buffer al confine con Israele che occupa il 16% del territorio totale della Striscia e intanto dover continuare  a respingere, anche nelle zone occupate, la guerriglia dei miliziani di Hamas. Un eventuale attacco a Rafah non farebbe che replicare, in peggio, questa situazione. Senza che poi Netanhyahu abbia mostrato una minima idea concreta per il dopo. Israele vuole sradicare Hamas, non vuole che a Gaza subentri l&#8217;Autorità palestinese non può/vuole prendersi in carico la gestione della Striscia e della sua popolazione una volta finita la guerra e nello stesso tempo lavora per eliminare <strong>la presenza dell&#8217;Unrwa</strong>, l&#8217;agenzia dell&#8217;Onu per l&#8217;aiuto ai palestinesi. Resta la proposta di trasferire tutti i palestinesi della Striscia nel Sinai egiziano, l&#8217;ultimo delirio degli estremisti di Gerusalemme. Mentre cresce la protesta interna a Israele, con manifestazioni sempre più massicce e convinte per chiedere la fine di questo Governo. La rinuncia all&#8217;opzione militare contro Rafah servirebbe a Netanyahu per allentare la pressione, dentro e fuori il Paese, e guadagnare tempo. Magari, chissà, fino alla rielezione di <strong>Donald Trump</strong>.</p>



<p>C&#8217;è poi <strong>una quarta ipotesi</strong>, legata al recente bombardamento del consolato iraniano a Damasco e alla prospettiva, da molti data per certa, di una ritorsione da parte di Teheran. Dopo il massacro di Hamas del 7 ottobre corso, Netanyahu ha accettato la sfida su molti fronti: Libano, Siria, Iran, Gaza. E nello stesso tempo non ha fatto nulla per soddisfare gli inviti alla cautela che arrivavano dagli Usa. Ora, però, l&#8217;asticella si è alzata, le ambasciate di Israele chiudono in tutto il mondo per timore di attentati e la collaborazione degli Usa, anche a livello di intelligence globale, può essere molto utile. Da qui il ritiro dal Sud della Striscia, che Biden potrà far passare per una propria &#8220;vittoria&#8221;, placando così parte dell&#8217;elettorato democratico, soprattutto dei giovani che, se decidessero di astenersi, potrebbero regalare la vittoria a Trump.</p>



<p><strong>Fulvio Scaglione</strong></p>



<p>  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/netanhyhu-rinuncia-ad-attaccare-rafah-non-ha-gli-ostaggi-non-ha-sradicato-hamas-e-non-sa-che-fare-della-striscia.html">Netanhyhu rinuncia ad attaccare Rafah: non ha gli ostaggi, non ha sradicato Hamas e non sa che fare della Striscia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Netanyahu bombarda Damasco ma il messaggio è per Biden</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/netanyahu-bombarda-damasco-ma-il-messaggio-e-per-biden.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Apr 2024 16:47:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[ostaggi]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[striscia]]></category>
		<category><![CDATA[trattative]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=417604</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Netanyahu bombarda l'ambasciata dell'Iran a Damasco ma il messaggio è per Biden: non provare ad abbandonarci o facciamo saltare tutto. E a quel punto... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/netanyahu-bombarda-damasco-ma-il-messaggio-e-per-biden.html">Netanyahu bombarda Damasco ma il messaggio è per Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Netanyahu" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240401184417416_e44d1bf85a050cbb1a5d7056a629e63b-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Com&#8217;è chiaro da mesi, l&#8217;unico Paese in Medio Oriente che non ha timore di un allargamento del conflitto è Israele. Perché può vantare un superiorità militare chiara ed evidente. Ma soprattutto perché, mentre l&#8217;Iran ha come proxy gli Houthi dello Yemen, gli Hezbollah del Libano e il fragile regime siriano di Bashar al-Assad, lo Stato ebraico ha come proxy gli Stati Uniti, ovvero la massima potenza mondiale. La stessa che ogni anno &#8220;regala&#8221; allo Stato ebraico 4 miliardi di dollari in armi. La stessa che giochicchiando con le risoluzioni dell&#8217;Onu, sta guadagnando tempo per la guerra di Netanyahu. La stessa che dal 1967 a oggi ha accompagnato la politica di espansione degli insediamenti illegali di Israele nei Territori palestinesi occupati, rendendo così di fatto impossibile la famosa soluzione &#8220;due popoli due Stati&#8221; di cui ora, a parole, si fa paladina.</p>



<p>È in questo quadro che si spiega l&#8217;ultima incursione israeliana sulla capitale siriana Damasco, dove è stato bombardato un edificio dell&#8217;ambasciata iraniana uccidendo sei persone, tra le quali anche <strong>Mohammed Reza Zahedi</strong>, un alto ufficiale della forze Al Quds, i cosiddetti pasdaran iraniani. Dicono le prime cronache che l&#8217;incursione sia stata programmata per evitare di colpire l&#8217;ambasciatore dell&#8217;Iran. Ma il punto non è questo. Al di là della &#8220;soddisfazione&#8221; per aver colpito un esponente di un regime nemico, questa ennesima incursione sulla Siria ha poco a che fare con la crisi di Gaza. Gli stessi servizi segreti Usa, a suo tempo auditi al Senato, <a href="https://it.insideover.com/difesa/lintelligence-usa-sgonfia-la-minaccia-iraniana-su-programma-nucleare-e-hamas.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hanno escluso quanto tutti erano inclini a pensare</a>, ovvero che ci fosse la mano dell&#8217;Iran dietro la strage organizzata da Hamas il 7 ottobre dell&#8217;anno scorso. E non sono certo le forze iraniane presenti in Siria, pur con tutta la loro ostilità a Israele, a influire sulle operazioni in corso a Gaza.</p>



<p>Più interessante notare che questa operazione si è svolta mentre cresce, dentro Israele, <strong>la contestazione al Governo di estrema destra guidato da Netanyahu.</strong> Per il secondo giorno consecutivo decine di migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere elezioni anticipate, ovvero il mezzo per potersi finalmente sbarazzare di Bibi. Davanti al Parlamento, a Gerusalemme, è sorta una tendopoli per richiamare i legislatori a una diversa strategia politica. E il Forum delle famiglie degli ostaggi ha intimato ai negoziatori che fanno la spola tra il Qatar e l&#8217;Egitto di non tornare in Israele senza un accordo che preveda la liberazione dei loro cari ancora prigionieri dei terroristi di Hamas. Gli Stati Uniti, poi, che vorrebbero liberarsi di Netanyahu senza doversi rimangiare la politica ciecamente pro-Israele tenuta in questi decenni (detto in altre parole: vorrebbero far finire la crisi senza però fare nulla di concreto), hanno fatto capire in ogni modo che l&#8217;assalto su Rafah deve essere evitato. Perché provocherebbe un mare di vittime tra i civili e, crediamo, anche perché metterebbe a serio rischio il già precario equilibrio dell&#8217;Egitto, un Paese economicamente <a href="https://www.terrasanta.net/2024/03/perche-lue-lancia-un-salvagente-allegitto/">alla canna del gas per le stolide strategie dei militari</a> che controllano le finanze dello Stato e che, se fosse costretto ad accogliere un milione e mezzo di palestinesi in fuga dalla Striscia rischierebbe di veder esplodere il Sinai, già ribollente di jihadismi, tribalismi e ribellismi assortiti.</p>



<p>Queste bombe su Damasco, quindi, sono soprattutto un monito che l&#8217;Israele di Netanyahu (palesemente destinato a fallire nell&#8217;idea di &#8220;sradicare Hamas&#8221;, privo di un vero piano strategico per il dopoguerra, contestato fuori e lacerato dentro) lancia agli Usa, visto che la Ue non conta: non abbandonateci, non provate a distanziarvi, non pensate neppure a prendere qualche provvedimento per fermarci. Altrimenti facciamo saltare tutto e a quel punto sareste davvero costretti a buttarvi nella mischia per difenderci. Caro Biden, apri le orecchie: ci tieni alla rielezione? Vuoi arrivare al voto di novembre come il Presidente che ha tradito i 7 milioni di ebrei di Israele e i 7 milioni di ebrei degli Usa? Ti conviene?</p>



<p> </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/netanyahu-bombarda-damasco-ma-il-messaggio-e-per-biden.html">Netanyahu bombarda Damasco ma il messaggio è per Biden</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Cremlino usa la strage per aprire la caccia a Zelensky</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-cremlino-usa-la-strage-per-aprire-la-caccia-a-zelensky.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2024 15:55:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Attentato]]></category>
		<category><![CDATA[bortnikov]]></category>
		<category><![CDATA[Crocus city hall]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[Mosca]]></category>
		<category><![CDATA[patrushev]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[regno unito]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=417002</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1300" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-scaled-600x406.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-1024x693.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-1536x1040.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-2048x1387.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Cremlino ha deciso: prove o no, la strage viene da Kiev. Ora anche i massimi dirigenti ucraini diventano bersagli possibili. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-cremlino-usa-la-strage-per-aprire-la-caccia-a-zelensky.html">Il Cremlino usa la strage per aprire la caccia a Zelensky</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1300" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-scaled-600x406.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-1024x693.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-1536x1040.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231130121557837_fe34afb698bfab95d974f4c4d882761d-2048x1387.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>E così il Cremlino ha deciso: la strage del <strong>Crocus City Hall</strong> di Mosca (139 morti) è opera di terroristi islamisti ispirati, addestrati e guidati dll&#8217;Ucraina con l&#8217;aiuto di Regno Unito e Stati Uniti. Tanto che l&#8217;Ucraina, parole di <strong>Aleksandr Bortnikov</strong>, capo dell&#8217;FSB (il controspionaggio russo), si apprestava ad accoglierli come eroi. Non importa che nelle stesse ore il presidente bielorusso Lukashenko abbia detto che i terroristi volevano fuggire in Bielorussia (non in Ucraina). E ancor meno importa che un po&#8217; da tutte le parti occidentali, Italia compresa, ci si affanni a ripetere che non ci sono prove. Intanto perché, se anche ci fossero, le famose prove non verrebbero divulgate, per ovvie ragioni, dai Paesi occidentali che appoggiano l&#8217;Ucraina. <strong>Il nostro ministro degli Esteri Tajani</strong>, per dire, se avesse le prove le consegnerebbe alla stampa e all&#8217;opinione pubblica? Difficile crederlo. Allo stesso modo, se i russi hanno prove provate (o anche solo indiziarie) della partecipazione ucraina, britannica e americana alla strage, certo non si affannano a raccontarlo in giro. L&#8217;informazione è potere (detto altrimenti: se hai buone fonti te le tieni) e nessuno regala il potere, soprattutto durante una guerra.</p>



<p>Ma ancor più è chiaro che, in un modo o nell&#8217;altro, prove o non prove, il Cremlino ha deciso che, se anche non è così, dev&#8217;essere così. Questa è, da oggi, la linea ufficiale. E che si tratti di una decisione lo dimostra la dinamica delle dichiarazioni ufficiali. La strage del Crocus City Hall risale al 22 marzo, ovvero quattro giorni fa. Putin ha taciuto a lungo (19 ore, dice chi ha tenuto il conto) prima di pronunciarsi. Poi ha fatto un discorso di circostanza in cui l&#8217;unico elemento di rilievo era la considerazione che i terroristi in fuga puntavano verso il confine ucraino (vero, ma nella zona di Bryansk si può anche raggiungere quello con la Bielorussia, vedi Lukashenko) dove sarebbe stata aperta per loro una &#8220;finestra&#8221; (<em>okno</em> in russo, questa la parola usata da Putin) per passare il confine. Anche <strong>Dmitrij Medvedev</strong>, il falco di corte, parlava di Ucraina (&#8220;Se scopriamo che dietro c&#8217;è l&#8217;Ucraina ammazzeremo tutti i loro dirigenti&#8221;) ma a lui nessuno dà retta. La cosa più importante era il silenzio degli altri, i capi dei servizi di sicurezza, i <em>siloviki</em>  (i responsabili di dicasteri che dispongono di forze armate) che costituiscono l&#8217;ossatura del sistema di potere putiniano.</p>



<p>Altri due giorni e tutto cambia, si apre una specie di gara ad accusare l&#8217;Ucraina. Lo fa il già citato Bortnikov. Lo fa <strong>Nikolaj Patrushev</strong>, segretario del Consiglio di sicurezza della russia, la vera ombra di Putin. Lo fa <strong>Sergey Naryshkin</strong>, capo dei servizi di spionaggio estero. E lo fa, naturalmente, Putin. Che cosa significa tutto questo? I russi lo hanno detto: &#8220;Ci sarà una risposta&#8221;. Quale? L&#8217;ipotesi più probabile (nonché la peggiore immaginabile) è che il Cremlino abbia deciso di revocare il tacito patto che vige dall&#8217;inizio dell&#8217;invasione, e cioè: non mirare ai capi politici. Lo disse anche l&#8217;ex premier israeliano <strong>Naftali Bennett</strong>, che nel marzo del 2022 si era recato a Mosca per un ultimo disperato tentativo di mediazione. In una lunga intervista, Bennett ha raccontato quanto segue: &#8220;Sapevo che Zelensky era in grande pericolo, chiuso in un bunker in una località ignota&#8221;, così chiese a Putin la parola d&#8217;onore che non avrebbe fatto ammazzare il presidente ucraino. La ottenne, quindi mentre lasciava Mosca per tornare in Israele &#8220;contattai Zelensky con Whatsapp o con Telegram e gli dissi: Lui non ti ucciderà&#8221;. Zelensky&nbsp;quindi chiese al premier israeliano se ne fosse certo. La risposta fu: &#8220;Al cento per cento. Due o tre ore dopo Zelensky raggiunse il suo ufficio, filmò un selfie e proclamò: Io non ho paura&#8221;.</p>



<p>Ecco. Temiamo che questa specie di fair play tra presidenti sia finito. I russi sentono tutta la difficoltà dell&#8217;Ucraina (oggi, comunque, altra rimozione illustra al vertice del potere ucraino: licenziato <strong>Oleksy Danilov</strong>, segretario del Consiglio di sicurezza) e sono tentati di dare una spallata. Non al fronte dove, come la fallita controffensiva ucraina dimostra, attaccare un nemico trincerato comporta perdite troppo gravose. Ma al vertice: colpire in alto, se non Zelensky qualcuno del suo cerchio magico. Non a caso il capo dell&#8217;Fsb, Bortnikov, ha già dichiarato che il capo dell&#8217;intelligence militare ucraino, <strong>Budanov</strong>, è da oggi un &#8220;obiettivo legittimo&#8221;. E non a caso due settimane fa, a Odessa, un missile russo ha colpito a poche centinaia di metri dal corteo del presidente Zelensky. Certo non un errore di mira (e poi perché un solo missile, quando di solito gli attacchi vengono portati da sciami di droni che &#8220;coprono&#8221; i missili) ma un avvertimento.</p>



<p>Con le dichiarazioni di oggi, con il coro del vertice russo, si apre la caccia alla guida politica della resistenza ucraina. E le accuse parallele a Usa e Regno Unito sono un monito: statene fuori.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-cremlino-usa-la-strage-per-aprire-la-caccia-a-zelensky.html">Il Cremlino usa la strage per aprire la caccia a Zelensky</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Anche Biden molla Netanyahu: gli Usa chiedono un cessate il fuoco immediato a Gaza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/anche-biden-molla-netanyahu-gli-usa-chiedono-un-cessate-il-fuoco-immediato-a-gaza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 11:25:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[blinken]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[striscia]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=416599</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1322" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-scaled-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-768x529.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-1536x1058.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-2048x1410.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Usa, all'Onu, presentano una risoluzione che chiede "un immediato cessate il fuoco" a Gaza. Mai il distacco da Netanyahu e dalla "sua" guerra era stato così forte.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/anche-biden-molla-netanyahu-gli-usa-chiedono-un-cessate-il-fuoco-immediato-a-gaza.html">Anche Biden molla Netanyahu: gli Usa chiedono un cessate il fuoco immediato a Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1322" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-scaled-600x413.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-1024x705.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-768x529.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-1536x1058.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231113172818646_4ba63282d8ec6355a2ea4c5d998113a2-2048x1410.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Anche le prudenze, per non dire i tentennamenti, dell&#8217;Amministrazione Biden, a quanto pare, avevano un limite. Così, dopo quasi sei mesi di massacro israeliano a Gaza in risposta al massacro di Hamas del 7 ottobre 2023, il Presidente ha dato mandato ad <strong>Anthony Blinken</strong>, il segretario di Stato, di presentare al Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu <a href="https://www.axios.com/2024/03/21/us-submits-gaza-ceasefire-resolution-un-israel-hamas">la bozza di una risoluzione</a> che chiede <strong>&#8220;un cessato il fuoco immediato&#8221; a Gaza</strong>, ovviamente collegato alla liberazione degli ostaggi israeliani ancora nelle mani dei terroristi palestinesi. Un cambio di paradigma radicale, perché finora erano stati proprio gli Usa a bloccare qualunque risoluzione proponesse di smettere di sparare nella Striscia, uccidendo in grandissima parte civili inermi. Una svolta che, come molti media americani sottolineano, potrebbe anche portare alla sospensione degli aiuti militari Usa a Israele, un vero spauracchio per l&#8217;attuale Governo dello Stato ebraico.</p>



<p>In realtà, lo scontento dentro e fuori la Casa Bianca andava montando da tempo. Per la questione in sé (a parte qualche sionista europeo o italiano accecato dalla voglia di vendetta e dall&#8217;ottusità politica, è impossibile non vedere che la spedizione militare israeliana a Gaza non otterrà lo scopo di sradicare Hamas mentre crea turbolenze enormi in tutto il Medio Oriente), ma anche perché in piena <strong>campagna elettorale contro Trump </strong>(alleato di Netanyahu e schierato per la &#8220;soluzione finale&#8221; nella Striscia) per Biden stava diventando impossibile fare il campione dell&#8217;umanità e dei valori in Ucraina e tollerare l&#8217;esatto contrario in Palestina.</p>



<p>Ai primi di febbraio era arrivata <strong>una lettera di 800 funzionari Ue e Usa che parlavano di scenari di &#8220;pulizia etnica o genocidio&#8221;</strong> e accusavano Israele di &#8220;non avere limiti&#8221; nelle sue operazioni militari, di aver provocato &#8220;migliaia di morti civili evitabili&#8221;, di aver attuato &#8220;un blocco deliberato degli aiuti&#8221;e di aver commesso &#8220;gravi violazioni del diritto internazionale e del diritto di guerra&#8221;. Una lettera replicata nei giorni scorsi da quella con cui 67 ex funzionari della Sicurezza nazionale e della diplomazia Usa chiedono a Biden di presentare a Israele le prospettiva di &#8220;conseguenze serie, incluse&nbsp;<strong>restrizioni di aiuti a Israele</strong>, nel rispetto della legge e delle norme americane&#8221; in caso di ulteriori azioni dello Stato ebraico che &#8220;riducono i palestinesi a individui di seconda classe&#8221;, &#8220;espandono le colonie nei territori occupati&#8221; o &#8220;negano ai palestinesi cibo, acqua e altre necessità basilari&#8221;. Da ultimo persino <strong>Chuck Shumer</strong>, leader della maggioranza democratica al Senato e falco tra i falchi, si era alzato in aula dicendo di parlare &#8220;per la maggioranza silenziosa degli ebrei americani&#8230; le cui idee articolate non sono mai state ben rappresentato nel nostro dibattito sulla guerra a Gaza&#8221;. Criticando le azioni del Governo israeliano, Shumer aveva anche detto che Netanyahu &#8220;si è alleato con estremisti di destra come i ministri Smotrich e Ben-Gvir, e come risultato si è mostrato fin troppo incline ad accettare un costo di vite umane civili a Gaza che sta spingendo il supporto per Israele ai minimi storici&#8221;.</p>



<p>Insomma, la pressione andava crescendo. A 360 gradi: la critica non riguardava più solo la gestione della crisi dopo l&#8217;assalto di Hamas del 7 ottobre ma il generale orientamento politico di Israele sotto la guida di Netanyahu. Per un po&#8217; Biden si era limitato a borbottare, frasi che trasmettevano scontento per la situazione e fastidio verso Netanyahu  (<strong>&#8220;Netanyahu non fa gli interessi di Israele&#8221;</strong>) ma che non si traducevano in azioni concrete. Poi  aveva lasciato cadere un monito più silenzioso ma non meno pesante: aveva emesso il <a href="https://www.whitehouse.gov/briefing-room/presidential-actions/2024/02/08/national-security-memorandum-on-safeguards-and-accountability-with-respect-to-transferred-defense-articles-and-defense-services/">Memorandum sulla Sicurezza Nazionale n.20</a> che stabilisce che i Paesi che ricevono aiuti militari dagli Stati Uniti devono rispettare il diritto statunitense e internazionale e allinearsi con gli interessi e i valori Usa. Un modo per chiedere a Israele di condurre la guerra senza sparare indiscriminatamente sui civili e permettendo la consegna di aiuti umanitari. Netanyahu ha sempre fatto orecchie da mercante, convinto che gli Usa non avrebbero mai avuto il coraggio di intervenire concretamente sulle politiche e soprattutto sulle azioni di Israele. Ora avrà qualche dubbio in più.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/anche-biden-molla-netanyahu-gli-usa-chiedono-un-cessate-il-fuoco-immediato-a-gaza.html">Anche Biden molla Netanyahu: gli Usa chiedono un cessate il fuoco immediato a Gaza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Bombe sul Nord Stream: c&#8217;è un ingegnere, in Svezia, che sa la verità. Ecco chi è</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/bombe-sul-nord-stream-ce-un-ingegnere-in-svezia-che-sa-la-verita-ecco-chi-e.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Mar 2024 09:29:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[bombe]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[nord stream]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Svezia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=416384</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-600x267.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-300x133.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-1024x455.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-768x341.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Erik Andersson ha condotto un'indagine indipendente sull'esplosione del gasdotto Nord Stream. E le sue conclusioni sono sorprendenti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/bombe-sul-nord-stream-ce-un-ingegnere-in-svezia-che-sa-la-verita-ecco-chi-e.html">Bombe sul Nord Stream: c&#8217;è un ingegnere, in Svezia, che sa la verità. Ecco chi è</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-600x267.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-300x133.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-1024x455.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/NORD-STREM-INGEGNERE-768x341.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Erik Andersson</strong> è un ingegnere svedese in pensione con un curriculum di tutto rispetto. Dopo aver lavorato per Volvo, è riuscito ad attirare l’attenzione delle più blasonate compagnie di volo per via di un programma che aveva sviluppato. Da allora, in qualità di <strong>Chief Technology Officer</strong>, ha avviato un&#8217;azienda che sviluppava software per le principali compagnie aree e che è poi stata acquisita da Jeppesen (società che offre informazioni sulla navigazione, strumenti di pianificazione delle operazioni, prodotti e software per la pianificazione del volo di proprietà di Boeing) per 100 milioni di dollari. Rimasto a lavorare come ingegnere presso Boeing, <strong>Andersson </strong>è andato in pensione nel 2016. Il bagaglio di conoscenze che ha acquisito nel corso dei decenni gli è servito per indagare su uno dei “gialli” che hanno segnato la politica mondiale negli ultimi anni: le <a href="https://www.aljazeera.com/news/2024/2/7/sweden-ends-nord-stream-probe-citing-lack-of-jurisdiction">esplosioni del settembre 2022</a> che hanno gravemente danneggiato il gasdotto <strong>Nord Stream</strong>. </p>



<p>Lo ha fatto tramite un’indagine forense che ha condotto autonomamente, recandosi sul luogo delle esplosioni dal 22 al 25 maggio 2023 e arrivando a delle conclusioni scioccanti su quello che è stato un gravissimo atto di sabotaggio nei confronti di un’infrastruttura realizzata per trasportare il gas proveniente dalla&nbsp;Russia&nbsp;in&nbsp;Europa&nbsp;occidentale, attraverso il&nbsp;Mar Baltico. Lo abbiamo raggiunto per conoscere i risultati della sua indagine. “Ho deciso di andare oltre la ricerca su Google con attività come le richiesta FOIA (il&nbsp;<strong>Freedom of Information Act</strong>, diffuso in oltre 100 Paesi, ovvero la normativa che garantisce a chiunque il diritto di accesso alle informazioni detenute dalle pubbliche amministrazioni, <em>ndr</em>) o le visite in loco che ho effettuato nel maggio 2023. Prima di allora avevo solo seguito le notizie e fatto alcune cose basilari come tracciare il traffico navale con un software gratuito. Sono stato ispirato da altri investigatori che ho seguito per diversi anni online, che hanno lavorato su vicende come il Russiagate o la teoria della fuga di laboratorio del Covid-19.&nbsp;Quando ho chiesto loro perché non ci fossero indagini private simili su Nord Stream, sono stato incoraggiato ad assumermi l&#8217;onere di farlo” racconta a <em>InsideOver</em> <strong>Erik Andersson</strong>.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">La spedizione</h2>



<p>Successivamente, spiega, “sono stato contattato da <strong>Jeremy Scahill</strong> (<a href="https://theintercept.com/2023/06/28/nord-stream-pipeline-bomb-investigation/">giornalista di <em>The Intercept</em></a>) e gli ho proposto di unirsi a me in una spedizione. Inizialmente aveva accettato, ma non era in grado di partire in una fascia oraria compatibile con l&#8217;equipaggio e il tempo. Io ero pronto a partire e così l’ho fatto&#8221;. Parlando della sua esperienza come ingegnere, Andersson spiega di essersi occupato nella sua carriera di “ottimizzazione combinatoria” e di aver “avviato un&#8217;azienda che si occupava di programmazione per le compagnie aeree”. Questa società, racconta l’ingegnere svedese, “è stata acquisita da Boeing e dopo l&#8217;acquisizione ho lavorato alla modellazione delle prestazioni degli aerei e allo sviluppo di un nuovo software di pianificazione dei voli. In quel periodo ho imparato molto sulla fisica del volo, e questo mi ha fornito le basi per comprendere la dinamica di cosa è accaduto quando il gas pressurizzato è stato rilasciato dopo le esplosioni del 3° Stream. Dopo essermi ritirato dalla Boeing nel 2016, ho parlato con <strong>mio figlio Aron</strong>, che è un ingegnere computazionale per l&#8217;industria petrolifera e ha lavorato alla simulazione del flusso delle condutture”. Inoltre,&nbsp; aggiunge, “conoscevo un subacqueo semi-professionista che effettua regolarmente immersioni di oltre 100 metri e che poteva aiutarmi, quindi mi sentivo in una buona posizione per <a href="https://anderssonerik.substack.com/p/a-trip-to-the-nord-stream-blast-sites">affrontare l’indagine</a>”. Da lì è partita la spedizione, iniziata alle 17:00 di lunedì 22 maggio 2023 e terminata a mezzogiorno del 25 maggio. </p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’indagine di Andersson ignorata dal governo di Stoccolma</strong></h2>



<p>Erik Andersson e il figlio Aron hanno documentato la loro indagine sul campo in un filmato e in un post pubblicati su <em>Substack</em>. “Oltre a mappare i siti delle esplosioni&#8221;, racconta a <em>InsideOver</em> l’ex ingegnere della Boeing, &#8220;abbiamo prelevato campioni di sedimenti sperando di trovare residui di esplosivo, ma i test non hanno dato alcun risultato. I modelli 3D di come gli esplosivi hanno impattato sulla struttura del gasdotto nel sito NS2AS sono stati fondamentali per determinare le dimensioni delle bombe e il loro posizionamento”. </p>



<p>Secondo l’indagine di Andersson, <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/bornholm-il-pivot-baltico-della-nato-al-centro-del-caso-nord-stream.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">le esplosioni </a>non furono causate esclusivamente dalla detonazione delle bombe ma furono il risultato del rilascio improvviso e del gas </strong>pressurizzato dall&#8217;interno delle condutture. Se i loro calcoli fossero corretti, varie&nbsp;ipotesi&nbsp;secondo cui le esplosioni avrebbero&nbsp;richiesto&nbsp;500-900 chilogrammi di esplosivo potrebbero essere errate. L’ingegnere ritiene inoltre che era prevista una sola bomba per ciascuna linea del gasdotto. Un’operazione che ha richiesto dunque una quantità di esplosivo minima e una squadra di sommozzatori dotati anche di una piccola imbarcazione. “Sì, le bombe erano piccole. Forse <strong>solo 25 kg di HMX</strong>” spiega l’ingegnere svedese. “Hanno installato due bombe sulla NS2A e nessuna bomba su NS2B. Penso che sia stato perché hanno usato bussole magnetiche che puntavano nella direzione sbagliata”.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Le impronte dei servizi occidentali sono ovunque&#8221;</h2>



<p>Sulla responsabilità del sabotaggio, alla domanda se dietro le esplosioni ci sia l’Ucraina, come hanno ipotizzato <em>Der Spiegel</em> e il <em><a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2023/11/11/nordstream-bombing-ukraine-chervinsky/">Washington Post</a></em>, oppure gli Stati Uniti, come invece <a href="https://seymourhersh.substack.com/p/how-america-took-out-the-nord-stream">sostenuto dal Premio Pulitzer Seymour Hersh</a>, Andersson afferma:&nbsp; “Non posso dire con certezza se sia vero o meno. La storia dei sei commando su una barca a vela o è vera o è una storia di copertura. Non so quale delle due, ma le impronte digitali dei <strong>servizi segreti occidentali</strong> sono ovunque, quindi, indipendentemente dal fatto che sia vera o di copertura, sono convinto che i responsabili abbiano organizzato il viaggio”. </p>



<p>La mia ipotesi, riferisce l’ingegnere, “è che gli Stati Uniti siano il principale istigatore e che il piano di cui ha scritto Hersh sia un piano iniziale”.&nbsp; Il 7 febbraio scorso la <strong>Svezia</strong>&nbsp;ha chiuso&nbsp;l&#8217;indagine&nbsp;sul sabotaggio del gasdotto&nbsp;Nord Stream. I funzionari svedesi hanno infatti dichiarato di non avere giurisdizione in materia. <strong>Erik Andersson non è mai stato interpellato dalle autorità</strong>: il suo prezioso lavoro, è stato completamente ignorato. Eppure contiene elementi di estremo interesse. “Il silenzio generale, e il fatto che alcuni funzionari (come l&#8217;investigatore svedese) dicano che &#8220;non è stata la <strong>Russia</strong>&#8220;, e la maggior parte dei Governi che minimizzano l&#8217;evento, concludendo che è stato un errore costruire gli oleodotti, è quasi un&#8217;ammissione di responsabilità dell’Occidente”.&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/bombe-sul-nord-stream-ce-un-ingegnere-in-svezia-che-sa-la-verita-ecco-chi-e.html">Bombe sul Nord Stream: c&#8217;è un ingegnere, in Svezia, che sa la verità. Ecco chi è</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;auto elettrica cinese investe le presidenziali Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/lauto-elettrica-cinese-investe-le-presidenziali-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2024 11:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Joe Biden]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=415590</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="799" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/autocina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/autocina.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/autocina-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/autocina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/autocina-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/autocina-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Un articolo del Wall Street Journal denuncia il maggiore impatto ambientale delle auto elettriche rispetto alle nuove auto a benzina. Premesso che si tratta di un articolo della sezione &#8220;commento d&#8217;opinione&#8221;, la tesi sostenuta è che le emissioni maggiori derivino non dai tubi di scarico, motivo per cui si punta all&#8217;auto elettrica, ma dall&#8217;usura degli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/lauto-elettrica-cinese-investe-le-presidenziali-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/lauto-elettrica-cinese-investe-le-presidenziali-usa.html">L&#8217;auto elettrica cinese investe le presidenziali Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="799" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/autocina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/autocina.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/autocina-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/autocina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/autocina-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/autocina-768x511.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Un articolo del <a href="https://www.wsj.com/articles/electric-cars-emit-more-soot-california-ban-gas-powered-vehicles-521b29e3?mod=hp_trending_now_opn_pos5"><strong>Wall Street Journal</strong></a> denuncia il maggiore impatto ambientale delle auto elettriche rispetto alle nuove auto a benzina. Premesso che si tratta di un articolo della sezione &#8220;commento d&#8217;opinione&#8221;, la tesi sostenuta è che le emissioni maggiori derivino non dai tubi di scarico, motivo per cui si punta all&#8217;auto elettrica, ma dall&#8217;usura degli pneumatici che produrrebbero maggiore inquinamento da <strong>particolato</strong>, le particelle diffuse nell&#8217;aria che formano una miscela detta <strong>aerosol atmosferico. </strong></p>



<p>L&#8217;amministrazione Biden è impegnata nella revisione del piano della <strong>California, </strong>che determinerebbe il divieto di vendita delle nuove auto a benzina entro il 2035. Un divieto che la California reclama per prevenire danni alla salute pubblica causati proprio dal particolato. Ma, secondo l&#8217;articolo, il divieto di auto a benzina non implicherebbe una sua riduzione, bensì, al contrario, se ne stima l&#8217;aumento.</p>



<p>Si sostiene, infatti, che le nuove auto a benzina siano molto pulite, poiché dotate di filtri antiparticolato che riducono le emissioni. Quelle emissioni che tanto spaventano la California, secondo il WSJ, sarebbero da attribuire ai modelli più vecchi di auto a benzina, ma soprattutto all&#8217;usura degli pneumatici. Le fonti citate a sostegno di questa tesi sono quelle di una società di analisi delle emissioni, <a href="https://www.emissionsanalytics.com">la Emission Analytics</a>, secondo cui le emissioni di usura degli pneumatici nell&#8217;aria sono più di 400 volte superiori alle emissioni dirette di particolato di scarico. Nell&#8217;articolo, però, viene presentata come unica fonte, che peraltro risulta carente di un documento e di una ricerca peer-reviewed comparabile. Basterebbe, infatti, ricondurre lo stesso studio utilizzando due classi di veicoli completamente diverse e due modelli di pneumatici differenti per smontarlo e marchiarlo come inaffidabile. Si sostiene che addirittura le auto elettriche possano essere potenzialmente più inquinanti, poiché il loro maggiore peso usurerebbe più velocemente gli pneumatici, che sono ancora prodotti con petrolio, e suppone che l&#8217;energia elettrica che alimenta le auto creerebbe ulteriore inquinamento da particolato. </p>



<p>I due autori, <strong>Michael Buschbacher</strong> e <strong>Taylor Myers</strong>, sono gli stessi di un <a href="https://www.theamericanconservative.com/ferc-gaslights-america/">articolo</a> pubblicato sul <a href="https://www.theamericanconservative.com">The American Conservative</a>. Qui la riduzione delle temperature globali è definita una soluzione (tra parentesi) &#8220;delirante e arrogante&#8221;. Sostengono anche che gli effetti del cambiamento climatico finora siano stati marginali e che il clima estremo non sia un fenomeno nuovo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La lotta alle auto cinesi</h2>



<p>L&#8217;articolo del WSJ esce in un contesto politico ben preciso, in prossimità delle<strong> elezioni presidenziali </strong>e dopo la &#8220;dichiarazione di guerra&#8221; alle auto elettriche cinesi da parte di <strong>Biden</strong>. Il presidente ha infatti ordinato al Dipartimento del Commercio di <a href="https://www.true-news.it/politics/biden-dichiara-guerra-alle-auto-cinesi-anche-per-fini-elettorali">indagare</a> sui veicoli prodotti in Cina. </p>



<p>Quest&#8217;ultima è infatti in prima linea nella produzione di EV, vendute a costi estremamente bassi, raggiungendo record di vendite sia per le nuove elettriche a batteria (BEV) che per le ibride plug-in (PHEV). Negli Stati Uniti l&#8217;importazione di veicoli cinesi è sottoposta a una tariffa del 27,5%, che ha impedito l&#8217;arrivo delle stesse nonostante siano più economiche. Inoltre, sembra che le casa automobilistiche cinesi stiano cercando modi per trasferire la produzione in luoghi più vicini, come il Messico.</p>



<p>Una delle ambizioni di Biden era trovare finanziamenti per le tecnologie <strong>green </strong>negli Usa e per farlo non è un segreto che stia utilizzando misure atte a rendere più complessa la vendita per le case automobilistiche cinesi. Queste ultime, in particolare la BYD che attualmente vende un numero maggiore di veicoli elettrici di Tesla, minacciano il mercato degli assemblatori di auto a benzina, per i quali lavorano potenziali elettori del Michigan, della Pennsylvania e del Winsconsin. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I limiti dell&#8217;elettrico</h2>



<p>Le auto elettriche ad ogni modo non sono prive di limiti e analizzarli richiede una <a href="https://www.geopop.it/auto-a-benzina-vs-elettriche-quale-impatta-e-inquina-meno/">comparazione</a> attenta dei diversi studi a disposizione. Per prima cosa, è vero che nel caso di veicoli elettrici possono esserci emissioni relative al <strong>consumo indiretto</strong> di combustibili fossili per la produzione di energia. Quest&#8217;ultima, infatti, può provenire sia da fonti rinnovabili, sia da non-rinnovabili. Di conseguenza, se l&#8217;elettricità impiegata per ricaricare la batteria di un veicolo elettrico è ottenuta con energia solare, si otterranno quantità di emissioni inferiori rispetto alla stessa quantità prodotta dalla combustione del carbone. La scelta tra le due, però, non è soggettiva ma dipende dalle fonti utilizzate dai diversi Paesi per la produzione dell&#8217;elettricità. </p>



<p>Nel caso dell&#8217;acidificazione, ovvero la somma delle emissioni che influisce sull&#8217;acidificazione dei corsi d&#8217;acqua e delle piogge, le auto elettriche hanno valori peggiori a causa della produzione delle batterie. Altri dubbi sono rivolti alla durata media delle batterie, ma anche a produzione e smaltimento. </p>



<p>La sostenibilità delle auto elettriche, quindi, è strettamente collegata a diversi fattori, come l&#8217;utilizzo di fonti rinnovabili per la produzione di elettricità. Inoltre, in questo campo è importante non trascurare il progresso tecnologico e la possibilità di creare batterie più performanti a basso impatto ambientale. Soprattutto bisogna tener presente che nessun mezzo di trasporto, ci sono dubbi anche sui veicoli ad idrogeno verde, può essere considerato privo di emissioni. </p>



<p>Perciò, sostenere tesi come quella espressa dal WSJ è un po&#8217; come mettere la complessità che abbraccia questo argomento sul letto di Procuste, tagliando di netto una parte delle informazioni a nostra disposizione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/lauto-elettrica-cinese-investe-le-presidenziali-usa.html">L&#8217;auto elettrica cinese investe le presidenziali Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Medio Oriente, perché nessuno si muove (né si muoverà) per aiutare i palestinesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/medio-oriente-perche-nessuno-si-muove-ne-si-muovera-per-aiutare-i-palestinesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Feb 2024 18:57:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[ali khamenei]]></category>
		<category><![CDATA[arabia saudita]]></category>
		<category><![CDATA[Benjamin Netanyahu]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[emiro]]></category>
		<category><![CDATA[erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[guida suprema]]></category>
		<category><![CDATA[hezbollah]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Libano]]></category>
		<category><![CDATA[palestinesi]]></category>
		<category><![CDATA[qatar]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[yemen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=414435</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-scaled-600x384.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-1024x655.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-768x492.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-1536x983.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-2048x1311.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Molte parole, anche forti, ma nella pratica... Perché Turchia, Arabia Saudita, Qatar, Iran ed Egitto non vogliono farsi coinvolgere in uno scontro aperto con Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/medio-oriente-perche-nessuno-si-muove-ne-si-muovera-per-aiutare-i-palestinesi.html">Medio Oriente, perché nessuno si muove (né si muoverà) per aiutare i palestinesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1229" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-scaled-600x384.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-300x192.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-1024x655.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-768x492.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-1536x983.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/AYwqqUoNWv2c010y7hG__ANSA-2048x1311.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&nbsp; &nbsp; La crisi di Gaza, ben lungi dall’essere avviata a soluzione, ha provocato e provoca una continua serie di analisi sulle conseguenze che potrebbe avere, anche sull’economia mondiale, un allargamento del conflitto all’intera regione mediorientale. È una preoccupazione più che legittima, alla luce tra l’altro dello scontro aperto da due anni tra la Russia e l’Occidente. Ma la postura dei diversi Paesi del Medio Oriente, a dispetto della pomposa retorica pro-Palestina esibita dai loro leader, induce a pensare l’esatto opposto, e cioè che nessuno di essi voglia essere coinvolto in uno scontro aperto con Israele e la sua potenza militare, oltre che con lo scontato intervento degli Usa a fianco dello Stato ebraico.</p>



<p>&nbsp; &nbsp; Cominciamo dal caso più clamoroso, almeno per quanto riguarda la distanza tra le dichiarazioni e i fatti: <strong>la Turchia. Recep Tayyep Erdogan</strong> in questi mesi non si è risparmiato. Israele Stato terrorista, Netanyahu come Hitler, Hamas movimento di liberazione della Palestina, non lasceremo mai soli i palestinesi, e così via. In realtà, il Governo di Erdogan, anche dopo il 7 ottobre dell’attacco di Hamas e dell’inizio della reazione di Israele, ha continuato imperterrito a fare affari con lo Stato ebraico. Il giornalista turco in esilio <strong>Metin Cihan</strong> ha documentato l’intenso traffico di navi turche verso Israele, con carichi di armi e altri materiali anche di uso bellico, compreso l’acciaio di cui la Turchia è il primo fornitore. Non solo. <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/perche-israele-ha-armato-l-azerbaigian-contro-l-armenia-e-cosa-c-entra-l-iran-AFdtsD7">Turchia e Israele hanno un concretissima e privilegiata relazione per quanto riguarda l’Azerbaigian.</a> Entrambi hanno collaborato, con armi e <em>intelligence</em>, alla riconquista militare azera del Nagorno Karabkah, e per entrambi la collaborazione in quell’area è fondamentale. Per la Turchia, che non cessa di perseguire il sogno panturco, di cui è stato un capitolo fondamentale la costituzione, nel 2021, del Consiglio degli Stati turchi, di cui sono membri appunto Turchia e Azerbaigian ma anche Uzbekistan, Kazakstan e Kirghizistan, con un evidente proiezione verso l’Asia Centrale in concorrenza con Russia (soprattutto) e Cina. Ma anche per <strong>Israele, che dall’osservatorio azero può tener d’occhio l’Iran</strong>, il più dichiarato dei suoi nemici e Paese “scomodo” anche per la Turchia. Difficile, anzi impossibile, che Erdogan metta a rischio tutto questo per amore di Hamas. Prevedibile, invece, a crisi di Gaza spenta, un’ennesima sua piroetta.</p>



<p>E poi c’è, naturalmente, l’altro gigante della regione, <strong>l’Arabia Saudita.</strong> Toni molto meno aspri, qui, anzi: da un certo punto di vista conciliatori. <a href="https://legrandcontinent.eu/it/2023/11/15/israele-hamas-il-piano-dellarabia-saudita-per-pesare-sul-futuro/">I sauditi hanno convocato a Ryadh un vertice della Lega araba</a> e dell’Organizzazione per la cooperazione islamica per chiedere un cessate il fuoco a Gaza, e hanno affermato che non riconosceranno Israele fino a quando la crisi non sarà risolta. Questo, però, equivale a dire che l’intenzione di riconoscere Israele non è stata archiviata ma solo rimandata. E si capisce bene perché. Un accordo con lo Stato ebraico, e l’eventuale accesso al suo grande <em>know how</em> tecnologico, potrebbe dare una grossa spinta ai piani di sviluppo del principe <strong>Mohammed bin Salman</strong>. Per arrivare al riconoscimento tra i due Stati, inoltre, gli Usa erano (e sono) disponibili a fare grosse concessioni all’Arabia Saudita: prima dei massacri di Hamas del 7 ottobre, Biden sembrava incline a siglare con Ryadh un accordo di difesa reciproca (essendo difficile che qualcuno attacchi gli Usa, l’accordo era ovviamente una garanzia di appoggio militare per l’Arabia Saudita) e di collaborazione spinta nel settore del nucleare, nell’evidente tentativo di riequilibrare le pulsioni atomiche del vicino Iran. <a href="https://www.orizzontipolitici.it/corridoio-economico-india-medio-oriente-europa/">I sauditi, inoltre, stavano accarezzando le prospettive del corridoio India-Medio Oriente-Europa</a> progettato durante l’ultimo vertice del G20 in India: un’autostrada commerciale che, partendo dai porti indiani di Mumbai e Mundra, doveva far tappa negli Emirati Arabi Uniti (Dubai), in Arabia Saudita (Al-Ghuwaifat e Ryadh), in Israele (Haifa) e da lì raggiungere il porto greco del Pireo. Un disegno che avrebbe moltiplicato il già notevole peso specifico saudita sulla scena internazionale. L’appoggio saudita alla causa palestinese, quindi, pare più che altro di facciata, ribadito anche per evitare rigurgiti interni di estremismo islamista. Ma lo sguardo di Bin Salman e dei suoi è puntato su ben altri orizzonti.</p>



<p><strong>Il Qatar.</strong> Come nel caso del principe saudita Mohammed bin Salman, l’emiro quatariota <strong>Tamim bin Hamad Al Thani</strong> sembra preoccupato soprattutto di difendere e magari incentivare il ruolo internazionale del proprio Paese, sfruttando le ricadute del conflitto tra Israele e palestinesi. Il Qatar ospita sul proprio territorio <strong>la base americana di Al Udeid</strong> (costruita con fondi qatarioti) dove ha sede il CENTCOM (il comando centrale Usa per le operazioni in Medio Oriente, Nord Africa e Asia Centrale). Solidissima quindi è la relazione con la Casa Bianca. <strong>Ancor più solida, però, è la relazione con Hamas</strong>, che dal 2007 (cioè dalla presa di potere a Gaza) ha ricevuto dal Qatar una montagna di miliardi, come pure molti altri movimenti del radicalismo islamico. Da questa posizione particolare il Qatar ha molto lavorato, in queste settimane, come mediatore tra Usa e Israele e Hamas, nell’obiettivo di arrivare alla liberazione degli ostaggi israeliani e a un cessate il fuoco per i palestinesi. In altre parole, ha cercato di ripetere quanto fece nel 2021 con il ritiro degli americani dalll’Afghanistan, quando la sua funzione di intermediario fu da entrambe le parti riconosciuta come essenziale. A Gaza l’impresa non è riuscita ma oltre ai buoni uffici diplomatici l’amico qatariota non è proprio disposto ad andare.</p>



<p><strong>Eccoci quindi al grande nemico di Israele, l’Iran</strong>, il Paese che non ha mai smesso di ipotizzare la distruzione o la scomparsa di Israele. Anche in questo caso, non lasciamo ingannare dall’attivismo dei <em>proxy</em> di Teheran, gli Houthi dello Yemen e l’hezbollah del Libano: la minaccia alle navi nel Mar Rosso dei primi e i razzi contro Israele dei secondi tengono alta la tensione ma, soprattutto, evitano all’Iran di intervenire in prima persona. La Guida Suprema, <strong>l’ayatollah All Khamenei</strong>, del resto, ha detto subito che <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/452927/khamenei-all-iran-ora-serve-calma-.shtml">“l’Iran deve mostrare calma” </a>e, a dispetto del grande sfoggio di nuovi armamenti e della strage di palestinesi, a quella linea si è attenuto. A questo hanno contribuito le pressioni della Cina e della Russia, partner politici ed economici decisivi per l’Iran, e il desiderio di non interrompere il disgelo in corso con l’Arabia Saudita. Per non parlare della prospettiva di scontrarsi militarmente con Israele, che non vedrebbe l’ora di regolare i conti con la Repubblica islamica, bene sapendo che in quel caso avrebbe tutto l’appoggio necessario da parte degli Usa.</p>



<p><strong>Per finire l’Egitto</strong>. Legato a Israele dal Trattato di pace firmato nel 1979 e impelagato nella crisi economica più acuta della sua storia recente (inflazione al 40%), <a href="https://it.euronews.com/video/2024/02/11/gaza-legitto-minaccia-israele-se-invadete-rafah-sospendiamo-la-pace-allarme-anche-di-usa-e">l’Egitto ha minacciato ritorsioni</a> nel caso di un attacco israeliano a Rafah, il centro della Striscia di Gaza ai suoi confini. Ma in questa crisi <strong>il Cairo sembra più destinato a indossare i panni della vittima che dell’aggressore.</strong> Le autorità di Israele accarezzano il sogno di vedere i palestinesi di Gaza defluire verso il Sinai egiziano per poter così di fatto annettere la Striscia, e non si vede come gli egiziani potrebbero impedirlo se le operazioni militari israeliane portarono a uno sfondamento del confine. Resta, in pura teoria, l’ipotesi di una reazione militare. Ma è, appunto, una pura teoria.&nbsp;</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/medio-oriente-perche-nessuno-si-muove-ne-si-muovera-per-aiutare-i-palestinesi.html">Medio Oriente, perché nessuno si muove (né si muoverà) per aiutare i palestinesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 49/576 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-25 02:36:43 by W3 Total Cache
-->