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	<title>unione-europea Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Oct 2022 14:38:57 +0000</lastBuildDate>
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	<title>unione-europea Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>&#8220;L&#8217;Europa rischia una nuova Repubblica di Weimar&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/leuropa-rischia-una-nuova-repubblica-di-weimar.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Oct 2022 14:25:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;È stato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, e non Vladimir Putin, ad affermare chiaramente che se quest&#8217;ultima avesse invaso l&#8217;Ucraina, il Nord stream 2 sarebbe stato messo fuori uso&#8221;. Secondo l&#8217;ex Colonnello dell&#8217;esercito Usa Douglas Macgregor, veterano della Guerra del Golfo e commentatore televisivo per Fox News, ci sono pochi dubbi su chi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/leuropa-rischia-una-nuova-repubblica-di-weimar.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/leuropa-rischia-una-nuova-repubblica-di-weimar.html">&#8220;L&#8217;Europa rischia una nuova Repubblica di Weimar&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_2022093010374491_8866b628b5a69173759aa90fbde1d1f4-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;È stato il presidente degli Stati Uniti <strong>Joe Biden</strong>, e non Vladimir Putin, ad affermare chiaramente che se quest&#8217;ultima avesse invaso l&#8217;Ucraina, il Nord stream 2 sarebbe stato messo fuori uso&#8221;. Secondo l&#8217;ex Colonnello dell&#8217;esercito Usa <strong>Douglas Macgregor</strong>, veterano della Guerra del Golfo e commentatore televisivo per <em>Fox News</em>, ci sono pochi dubbi su chi sia l&#8217;autore del sabotaggio del Nord Stream. Falsa anche la narrazione, a suo modo di vedere, che la Russia possa impiegare armi tattiche nucleari. Lo abbiamo raggiunto per porgli qualche domanda sull&#8217;andamento della controffensiva dell&#8217;esercito di Kiev, sulle prospettive future del conflitto e sulle probabili mosse di Vladimir Putin. </p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Nord Stream? Non è stata la Russia&#8221;</h2>



<p><strong>Colonnello, Danimarca e Svezia hanno parlato di &#8220;sabotaggio&#8221; in merito al danni subiti dai gasdotti Nord Stream 1 e 2. Russia e gli Stati Uniti si sono incolpati a vicenda. Chi pensa abbia ragione? La Russia potrebbe aver colpito intenzionalmente i suoi gasdotti?</strong></p>



<p>No. La Russia non distruggerebbe la sua principale fonte di sostentamento economico. Il 40% del PIL russo riguarda la produzione di energia. Dopotutto, è stato il presidente degli Stati Uniti Biden, non quello della Russia, ad affermare chiaramente: “Se la Russia invade l&#8217;Ucraina, il Nord stream sarà messo in condizioni di non funzionare&#8221;. La distruzione dei gasdotti restringe le opzioni di Berlino per l&#8217;influenza sulla crisi/conflitto Ucraina. Questo dimostra chi &#8220;vince&#8221; dalla distruzione delle tubazioni. La Russia e gli europei sono entrambi perdenti.</p>



<p><strong>Quali sono le conseguenze potenziali di questo &#8220;incidente&#8221;?</strong></p>



<p>La Russia non ha alcun interesse ad attaccare la NATO o l&#8217;Europa. Inoltre, la Russia è debole militarmente per attaccare la NATO. Le sue forze sono progettate per la difesa del territorio russo. La Russia vuole fare affari con l&#8217;Europa, non combatterla. La cessazione dell&#8217;accesso al gas russo non è stata una decisione di Mosca. Se i tedeschi e molti altri europei non avessero chiuso le loro centrali nucleari insieme e a carbone, non si troverebbero nella precaria situazione in cui si trovano. La Russia non ha sollecitato Berlino o nessun altro Stato europeo a sospendere la produzione di energia nucleare e a carbone. Berlino si è sparata al piede da sola. </p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Mosca ha impiegato forze limitate, era in inferiorità numerica&#8221;</h2>



<p><strong>A che punto è la controffensiva dell&#8217;esercito di Kiev? Ad oggi possiamo dire che è stata un successo. </strong></p>



<p>Kiev ha ottenuto una vittoria di propaganda temporanea creando il illusione con l&#8217;aiuto dei media occidentali di poter ancora combattere e vincere. Non può.</p>



<p><strong>Sarà, però l&#8217;avanzata dell&#8217;Ucraina sembra indurre Putin</strong> <strong>a optare per un&#8217;escalation del conflitto. </strong></p>



<p>Mosca ha deciso di limitare l&#8217;uso delle sue forze in Ucraina. Le truppe di terra in Ucraina non sono mai salite al di sopra del 20% del potenziale disponibile di combattimento. Dal momento in cui le forze russe sono entrate nell&#8217;Ucraina orientale erano in inferiorità numerica rispetto alle truppe ucraine. </p>



<p><strong>Putin potrebbe impiegare un&#8217;arma tattica nucleare, a questo punto. </strong></p>



<p>La dottrina russa relativa all&#8217;uso delle armi nucleari in vigore dal giugno 2020 prevede l&#8217;uso di armi nucleari esclusivamente come rappresaglia per l&#8217;uso di armi nucleari contro lo stato russo e le sue forze armate. Coloro che cercano di rappresentare Mosca come una minaccia nucleare per qualsiasi uso diverso da quello di una ritorsione diffondono falsità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Vi spiego l&#8217;obiettivo di Biden in Ucraina&#8221;</h2>



<p><strong>Gli Stati Uniti hanno pubblicato un lungo elenco di armi e munizioni stanziate all&#8217;esercito ucraino. Qual è l&#8217;obiettivo dell&#8217;amministrazione Biden in questa guerra?</strong></p>



<p>L&#8217;unico scopo dichiarato e reso pubblico, ad oggi, è quello di danneggiare la Russia e rimuovere il suo governo dal potere. È anche possibile che il rifiuto della Russia di sottomettersi alla tirannia del sistema finanziario globale dominato dagli Stati Uniti e alla denazionalizzazione attraverso l&#8217;immigrazione non europea sia motivo di rabbia contro la Russia da parte delle élite globaliste americane. Questa resistenza mette lo sfruttamento delle enormi risorse minerarie naturali della Russia fuori dalla portata dell&#8217;Occidente.</p>



<p><strong>Sotto il profilo militare, esiste un&#8217;importante gap tecnologico fra l&#8217;occidente e la Federazione russa?</strong></p>



<p>In alcune aree gli Stati Uniti e i loro alleati godono di notevoli vantaggi. In altre aree c&#8217;è più equilibrio fra i russi e la NATO. </p>



<p><strong>Quant&#8217;è importante il ruolo dell&#8217;intelligence USA e britannica in questo conflitto?</strong></p>



<p>Vitale. Il personale della NATO ha effettivamente sostituito il personale ucraino al di sopra del livello di brigata e all&#8217;interno del MOD ucraino. Pianificazione, comando, e il controllo dipendono fortemente dagli ufficiali e dalle capacità della NATO.</p>



<p><strong>La Russia è uscita rafforzata o indebolita dal vertice di Samarcanda? </strong></p>



<p>La posizione della Russia in termini di supporto internazionale e coesione sociale è più forte ora che mai dal 1989. </p>



<p><strong>La mobilitazione parziale annunciata da Putin non rischia di erodere il consenso interno nel Paese? Una mossa rischiosa. </strong></p>



<p>I riservisti non sono mai contenti di essere mobilitati in tempo di guerra. Questo vale per tutte le nazioni. Tuttavia, la maggior parte dei riservisti russi alleggerirà il lavoro delle truppe regolari dell&#8217;esercito russo che saranno impiegate in Ucraina. Il sostegno della popolazione al presidente Putin rimane sopra l&#8217;80%. I russi non capiscono perché Putin non abbia agito in modo deciso a febbraio con la potenza di combattimento ora riunita nella Russia meridionale e in Bielorussia. </p>



<p><strong>C&#8217;è una speranza per una risoluzione diplomatica?</strong></p>



<p>Non chiaro. Berlino è nella posizione migliore per porre fine al guerra, ma la sua leadership è debole. Il nuovo Primo Ministro italiano può svolgere un ruolo fondamentale con Berlino, se si unissero. Berlino era in grado di districarsi (e con essa gran parte dell&#8217;Europa centrale) da un ulteriore coinvolgimento nella guerra per procura di Washington in Ucraina con la Russia. Per fuggire dal disastro che si sta creando, Berlino potrebbe dover rompere con la politica americana. Pertanto, per evitare una crisi sistemica dannosa, Berlino e l&#8217;UE (e il Regno Unito) devono decidere tra le seguenti opzioni: </p>



<ol class="wp-block-list"><li>Trovare una soluzione miracolosa per la produttività energetica (improbabile);</li><li>Berlino e l&#8217;Ue devono raggiungere un accordo con la Russia sull&#8217;Ucraina e risolvere la crisi della bilancia commerciale accettando di acquistare energia in euro;</li><li>Berlino e l&#8217;UE sperimenteranno una crisi valutaria ed economica stile sud-est asiatico della fine degli anni &#8217;90, probabilmente guidando un&#8217;economia globale al tracollo finanziario che sminuirà la crisi del 2008. In effetti, può trasformare la maggior parte dell&#8217;Europa in una versione più ampia della crisi che distrutto la Repubblica tedesca di Weimar.</li></ol>



<h2 class="wp-block-heading">Chi è Douglas MacGregor</h2>



<p>Il 27 luglio 2020, la Casa Bianca annunciò l’intenzione di Donald Trump di nominare il colonnello <strong>Douglas Macgregor</strong> <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-colonnello-macgregor-putin-ha-avvisato-per-15-anni-la-nato.html">ambasciatore degli Stati Uniti in Germania</a> ma i media liberal americani lanciarono una dura offensiva contro il veterano dell’esercito americano per via delle sue posizioni &#8220;fuori dal coro&#8221;, che portò la sua nomina a impantanarsi nella commissione per le relazioni estere del Senato. L&#8217;anno prima, l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, stava per indicarlo come consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca dopo l’addio di John Bolton, nel 2019. Veterano della guerra del Golfo, Macgregor è autore di <em>Breaking the Phalanx</em>, testo che proponeva di riformare l’esercito americano e che interessò, nell’autunno del 2001, l’allora Segretario alla Difesa Donald Rumsfeld. </p>



<p>Dopo aver lasciato l’esercito nel 2004, Macgregor è stato spesso invitato a commentare in tv – su <em>Fox news</em>, in particolare – la politica estera americana, spesso da una posizione tutt’altro che convenzionale, criticando con parole molto dure l’immigrazione illegale e il magnate liberal, George Soros.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/leuropa-rischia-una-nuova-repubblica-di-weimar.html">&#8220;L&#8217;Europa rischia una nuova Repubblica di Weimar&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Perché Macron non prenderà parte all&#8217;ultimo dibattito televisivo in Francia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-macron-non-prendera-parte-allultimo-dibattito-televisivo-in-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Boezi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2022 17:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Elezioni in Francia]]></category>
		<category><![CDATA[scontro]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220404194553790_7630323090c570912ddb725f2143b8fa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220404194553790_7630323090c570912ddb725f2143b8fa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220404194553790_7630323090c570912ddb725f2143b8fa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220404194553790_7630323090c570912ddb725f2143b8fa-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220404194553790_7630323090c570912ddb725f2143b8fa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220404194553790_7630323090c570912ddb725f2143b8fa-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220404194553790_7630323090c570912ddb725f2143b8fa-2048x1364.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Di solito queste scelte si fanno con uno spin doctor al proprio fianco, in specie durante le battute finali di una campagna elettorale così importante ed è dunque normale che ci si domandi se esista o no qualche perché nascosto. Fatto sta che il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron non prenderà parte al dibattito &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-macron-non-prendera-parte-allultimo-dibattito-televisivo-in-francia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220404194553790_7630323090c570912ddb725f2143b8fa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220404194553790_7630323090c570912ddb725f2143b8fa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220404194553790_7630323090c570912ddb725f2143b8fa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220404194553790_7630323090c570912ddb725f2143b8fa-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220404194553790_7630323090c570912ddb725f2143b8fa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220404194553790_7630323090c570912ddb725f2143b8fa-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/04/ilgiornale2_20220404194553790_7630323090c570912ddb725f2143b8fa-2048x1364.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Di solito queste scelte si fanno con uno spin doctor al proprio fianco, in specie durante le battute finali di una campagna elettorale così importante ed è dunque normale che ci si domandi se esista o no qualche perché nascosto. Fatto sta che il presidente della Repubblica francese <strong>Emmanuel Macron</strong> non prenderà parte al dibattito televisivo di domani sera. Lo stesso che porrà la parola &#8220;fine&#8221; sulle occasioni di confronto pubblico tra i candidati che puntano all&#8217;Eliseo.</p>
<p>Il fondatore de<em> La Republique En Marche!</em> sarà l&#8217;unico <strong>assente</strong>. La &#8220;giustificazione&#8221; ufficiale, per così dire, è l&#8217;agenda, ossia Macron ha fatto sapere di avere già impegni pregressi. A <em>France2</em>, la rete televisiva interessata, non sembrano averla presa bene. &#8220;Una scelta che non capiamo&#8221; è la posizione ufficiale presa dalla rete pubblica, così come ripercorso dall&#8217;<em>Agi</em>. Le spiegazioni plausibili sono soprattutto due. La prima verte sullo stile politico che ha contraddistinto Macron in queste settimane.</p>
<p>La campagna elettorale del leader di<em> En Marche!</em>, a dire il vero, è iniziata poco fa. Nel senso che, nonostante l&#8217;imminenza dell&#8217;appuntamento con le urne, il presidente Macron ha preferito concentrarsi sul dossier ucraino, centellinando le occasioni in cui è sceso in strada o è comparso in piazza per i comizi. Le circostanze elettorali di Macron si possono contare sulle dita di una mano. In questi mesi, le polemiche sono state abbastanza attenuate: lo spartiacque della guerra scatenata da Vladimir Putin ha sconvolto il dibattito e soltanto Eric Zemmour ha usato toni che <a href="https://it.insideover.com/politica/eric-zemmour-tenta-lultima-carta-voglio-espellere-un-milione-dimmigrati.html">hanno attirato attenzione perché polemici</a>. In questo senso, Macron è apparso come il <strong>presidente di tutti</strong>, oltre che come il leader del Vecchio continente per via della presidenza francese del Consiglio d&#8217;Europa. Scendere nell&#8217;agone televisivo a poche ore dal voto, potrebbe comportare la &#8220;normalizzazione&#8221; di una figura che è stata molto istituzionale. Partecipando, il presidente della Repubblica non potrebbe che prendere posizioni ed utilizzare toni di parte.</p>
<p>Può trattarsi, insomma, di strategia. La seconda spiegazione plausibile interessa le rilevazioni statistiche. Marine Le Pen sta diffondendo <strong>sondaggi</strong> che la fotografano in risalita. L&#8217;ultimo, tra quelli che i canali del <em>Rassemblement National</em> hanno fatto girare, immortala un distacco di soli tre punti percentuali al secondo turno delle presidenziali. &#8220;Verso la vittoria&#8221;, recita l&#8217;immagine che i lepenisti hanno allegato alla diffusione del sondaggio. Dalle parti del <em>Rassemblement National</em> c&#8217;è un certo entusiasmo. E Macron potrebbe aver deciso di offrire a Marine Le Pen un&#8217;occasione in meno per poter sfruttare il momento. Resta possibile, infine, che l&#8217;agenda di Macron non prevedesse la presenza ad &#8220;Elysèe 2022&#8221;, che è il nome dell&#8217;evento.</p>
<p>Uno dei rischi che tutti i candidati corrono, Macron in primis, è quello dell&#8217;<strong>astensione</strong>. E anche per questo motivo &#8211; ipotizziamo &#8211; il presidente della Repubblica sta richiamando i suoi a non dare nulla per scontato e a non dare per morte le istanze di <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-le-destre-si-ricompattano-macron-ora-rischia.html">quelli che chiama &#8220;estremisti&#8221;</a>: &#8220;La politica, nella sua forma elettorale, è qualcosa che interessa sempre meno. Quando la campagna è così limitata e quando nelle grandi trasmissioni i confronti diretti sono rari, allora l&#8217;effetto trainante è davvero molto debole&#8221;, ha fatto presente a <em>France Blu</em>, sempre come sottolineato dall&#8217;<em>Agi</em>, il politologo Arnault Leclerc.</p>
<p>Non è un pericolo secondario per Macron: le ultime elezioni amministrative francesi hanno dimostrato il radicamento dei partiti tradizionali, in specie dei Repubblicani, mentre hanno lasciato in sospeso qualche punto di domanda sulle capacità di <em>En Marche!</em> di esplodere sul piano territoriale. Certo, le <strong>elezioni presidenziali</strong> sono tutta un&#8217;altra storia, ma non ci sarebbe da stupirsi se Macron spendesse questi ultimi giorni per richiamare l&#8217;elettorato francese al voto contro l&#8217;eventualità che i sovranisti possano batterlo (come ha già iniziato a fare nel comizio a Parigi).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-macron-non-prendera-parte-allultimo-dibattito-televisivo-in-francia.html">Perché Macron non prenderà parte all&#8217;ultimo dibattito televisivo in Francia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il prossimo scontro tra Londra e Parigi sarà sui migranti</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/scontro-francia-regno-unito-migranti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella Zangaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 May 2021 14:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[boris johnson]]></category>
		<category><![CDATA[Londra]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="francia regno unito migranti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-300x204.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-1024x695.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-768x522.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-1536x1043.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-2048x1391.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sulle coste inglesi riprendono gli sbarchi dei migranti in arrivo dalla Francia e Londra corre ai ripari. Dopo il fisiologico rallentamento dovuto all’inverno, con il miglioramento delle condizioni meteo Dover ha già visto triplicare quello che era stato il numero degli arrivi registrati nella prima parte del 2020. Se da gennaio nel Regno Unito è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/scontro-francia-regno-unito-migranti.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="francia regno unito migranti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-300x204.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-1024x695.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-768x522.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-1536x1043.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/05/migranti-francia-regno-unito-Agenzia_Fotogramma-2048x1391.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p class="p1"><span class="s1">Sulle coste inglesi riprendono gli sbarchi dei migranti in arrivo dalla Francia e Londra corre ai ripari. </span><span class="s1">Dopo il fisiologico rallentamento dovuto all’inverno, con il miglioramento delle condizioni meteo <strong>Dover</strong> ha già visto triplicare quello che era stato il numero degli arrivi registrati nella prima parte del 2020.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Se da gennaio nel <strong>Regno Unito</strong> è già stata sfondata quota 2600, a maggio rischia di superare ogni record. A confermarlo le 636 persone sbarcate nei primi 12 giorni e il picco di quasi 200 registrato nella sola giornata dell’11. </span><span class="s1">Certo, letti in Italia questi numeri fanno quasi sorridere, ma per il Paese che con la Brexit ha promesso di serrare i suoi confini e ha deciso di tagliare i ponti con l’Europa per essere libero di dettare le sue regole, soprattutto quando si parla di immigrazione, questi numeri sono intollerabili e pericolosi. </span><span class="s1">La risposta di <strong>Boris Johnson</strong> non si farà attendere e non sarà morbida e già lascia presagire l’arrivo di nuovi scontri con l’Unione Europea e soprattutto con il suo avamposto: la Francia.</span></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">Il fenomeno migratorio lungo la Manica</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Una traversata di 21 miglia separa Dover da Calais: onde alte, mare forte e spesso tanta nebbia. </span><span class="s1">I trafficanti di uomini si sono ingegnati, la pandemia e i ripetuti lockdown hanno chiuso la tratta ai camion sui quali gli immigrati venivano ammassati e nascosti, lo stesso dicasi per la via aerea. È rimasto solo il passaggio via mare, così, le piccole imbarcazioni sono diventate il mezzo più agevole oltre che il meno sicuro.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Si sono ingegnati i trafficanti di esseri umani e hanno capito che quando le barchette sono lanciate in mare in massa, anche una trentina contemporaneamente, si riesce a creare confusione tra i grandi guardacoste e in questo modo per molti aumentano le possibilità di passare in barba ai controlli. </span><span class="s1">La strategia è ormai collaudata dalle parti del <strong>Canale della Manica</strong> e ad oggi ha comportato un aumento esponenziale della vendita di barche di piccole dimensioni. Un passaggio a bordo verso il sogno delle bianche scogliere inglesi può costare anche solo 500 sterline quando si viaggia ad alto rischio. Sì, perché quelle lanciate in avanti per fare massa sono anche le esche per le forze dell’ordine che a quel punto, distratte, lascerebbero libero il passaggio alle imbarcazioni più grandi e più sicure dove un posto costa molto di più e può arrivare fino a 5.000 sterline, hanno spiegato alcune fonti anonime riportate dal <i>Times.</i></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Sul fronte interno, la NCA (<i>National Crime Agency</i>) ha appena diramato un’informativa rivolta alle compagnie marittime invitate a fare massima attenzione a chi si mostra interessato all’acquisto di piccole imbarcazioni perché chi vuole usarle per trasportare i migranti è facilmente riconoscibile e va segnalato. </span><span class="s1">Il primo indicatore è la richiesta, inviata on line, di un’unica transazione utile per acquistare l’imbarcazione e molto equipaggiamento, in particolare i giubbotti di salvataggio che spesso vengono ordinati ripetutamente dallo stesso account. Il secondo segnale è l’assoluto disinteresse rispetto alle condizioni in cui versano la barca e le altre dotazioni da comprare, così come i chiari indizi che fanno capire che chi acquista non sarà poi l’utilizzatore finale. Infine, questo tipo di cliente normalmente ha molta fretta di concludere l’affare, non vuole fornire un indirizzo per la consegna e cerca di andare a recuperare tutto di persona. </span><span class="s1">Miles Bonfeld, capo dell’NCA, ha invitato a denunciare i casi sospetti mentre il ministero degli Interni, <i>Home Office</i>, si prepara a  correre ai ripari sul fronte esterno con qualsiasi mezzo.</span></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">La nuova legge sull&#8217;immigrazione</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Nell’intero 2020 sono stati 8.420 gli sbarchi e ad oggi, siamo già a più di un quarto rispetto a quella cifra. Il governo deve intervenire perché il <strong>Primo Ministro</strong> non può permettersi errori su quello che è stato uno dei pilastri della Brexit. Così Boris Johnson ha chiesto alla titolare degli Interni, Priti Patel, di usare le maniere forti. Da qui è nata la grande riforma della legge sull&#8217;immigrazione e sul diritto d’asilo che già nel nome, <i>Sovereign Borders Bill</i> (Legge sulla Sovranità dei Confini), promette di accontentare le ambizioni sovraniste del popolo anti-Ue e anti stranieri.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Secondo alcuni analisti, a dare un’accelerazione ai tentativi di raggiungere al più presto le coste inglesi sarebbe stato proprio<span class="Apple-converted-space">  </span>l’annuncio di questa riforma sulla quale, tra l’altro, il governo inglese intende investire 1,3 miliardi di sterline contro il miliardo speso tra il 2019 e il 2020.  </span><span class="s1">Con l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea sono decaduti anche i vincoli sanciti dagli accordi di Dublino e dovrà quindi essere sottoscritta una nuova intesa in materia, proprio a partire dal <i>Sovereign Borders Bill.</i> Ma l’impresa non sarà facile perché Bruxelles ha già fatto capire di non avere la minima intenzione di avvallare i principi stabiliti dal piano scritto a Westminster.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">L’aspetto senza dubbio più controverso di questa riforma è rappresentato dall’aumento dei poteri di respingimento che gli inglesi vogliono esercitare. L</span><span class="s1">o scorso marzo, <a href="https://www.thesun.co.uk/news/politics/14918711/priti-patel-crack-down-on-illegal-migrants-channel/">Patel ha divulgato alcuni punti chiave dell’impianto ideologico del <i>Bill </i></a>spiegando che: i migranti che arriveranno nel Regno Unito illegalmente non avranno più il diritto di stabilircisi permanentemente anche se in possesso di richiesta di asilo. </span><span class="s1">Ancora, chi non potrà essere rispedito in un paese giudicato sicuro, potrà godere dello status di protezione per 30 mesi, ma con limitazioni nei benefici e nei ricongiungimenti familiari. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nuovi <strong>centri di accoglienza</strong> verranno destinati ad ospitare chi resta in attesa di risposta alla richiesta di asilo (per la quale difficilmente si riuscirà a fare appello in caso di respingimento), mentre saranno rinforzate le azioni per definire l’età di chi si dichiara minorenne, spesso non essendolo. L’impianto giuridico per processare le richieste sarà snellito mentre s<a href="https://it.insideover.com/migrazioni/la-dura-lezione-di-londra-carcere-a-vita-per-i-trafficanti-di-uomini.html">ono aumentate le pene per gli scafisti e i criminali coinvolti nella tratta (anche carcere a vita)</a> e per gli stranieri che, una volta estradati, tenteranno il ritorno in Gran Bretagna (fino a 5 anni). </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Fin qui la materia è oggetto di valutazione anche da parte di organi internazionali (come vedremo a breve), ma il punto che colpisce dritto diretto l&#8217;Europa è quello che chiarisce che, a chi arriverà illegalmente dopo aver lasciato un paese considerato “sicuro” &#8211;  la <strong>Francia</strong> in primis (ndr) &#8211; verrà negato l’accesso al sistema di richiesta di asilo e quindi verrà respinto. </span><span class="s1">Sì, perché la chiara intenzione di Johnson è quella di restituire al mittente i migranti che, partiti dalle democratiche coste francesi, potevano tranquillamente restare là. </span><span class="s1">Ma siamo sicuri che la Francia starà a guardare riprendendosi indietro chi aveva già lasciato le sue acque territoriali? </span><span class="s1">Nell’ultimo accordo bilaterale siglato tra le parti lo scorso novembre non se ne faceva menzione. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Di più, dopo questo annuncio, nessun paese europeo ha mostrato il benché minimo interesse a sottoscrivere intese di questo tipo mentre le Nazioni Unite, come detto, hanno già ampiamente criticato la legge. </span><span class="s1">L’<strong>Unhcr</strong> a breve pubblicherà la sua opinione legale sui contenuti della riforma lasciando <a href="https://www.theguardian.com/uk-news/2021/mar/24/priti-patel-defends-inhumane-overhaul-of-uk-asylum-system" target="_blank" rel="noopener noreferrer">trapelare dalle pagine del <i>Guardian</i></a> di aver ravvisato gli estremi per la violazione dei diritti sanciti dai trattati internazionali. In particolare si guarda alla convenzione firmata nel 1951 che obbliga i Paesi di approdo a proteggere i rifugiati che arrivano sul loro territorio. L’organo internazionale ha anche ribadito di essersi offerto di fornire al Regno Unito un supporto nella redazione della riforma, ma di non aver ancora ricevuto alcuna risposta.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Come nel suo stile, Boris Johnson e i suoi tirano dritto e di recente hanno usato anche <a href="https://www.youtube.com/watch?v=JPzcBAMGvgs">il discorso scritto per la Regina e proclamato all’apertura dei lavori del parlamento </a>sul trono nella Camera dei Lords, per ribadire l’intenzione a procedere. </span><span class="s1">Per voce di <strong>Sua Maestà</strong>, il governo ha confermato l&#8217;intenzione di stabilire “un sistema per l’immigrazione giudicato più equo e che rafforzerà i confini disincentivando l’azione dei criminali che organizzano pericolosi viaggi illegali”. </span><span class="s1">L’idea è quella di creare una differenza tra chi entra legalmente e chi lo farà illegalmente con l’obiettivo di fermare le partenze clandestine e favorirne il respingimento. </span><span class="s1">Anche questa volta BoJo non ha dubbi: la riforma che negherà il diritto di asilo a chi arriva in Gran Bretagna da Paesi “sicuri” come la Francia si farà. </span></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">Le tensioni con la Francia</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Il 62% delle richieste di asilo arrivate nel 2019 partivano da ingressi illegali rappresentando un aumento del 21% rispetto a quelle dell’anno precedente in un crescendo costante. </span><span class="s1">Sono stati<i> </i>2500 i migranti fermati dai francesi quest’anno. Non abbastanza per Boris Johnson, consapevole del forte impatto del fenomeno migratorio sull’opinione pubblica. </span><span class="s1">Ma la decisione di fare di più non sarà un passaggio indolore perché questo atto aprirà ad una sfida contro l&#8217;Ue e in maniera più diretta contro la Francia e il mare tornerà a rappresentare il terreno dello scontro tra i due eterni rivali.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Ad avvalorare questa tesi, le tensioni che si sono generate la scorsa estate quando gli sbarchi erano ripresi copiosi e i due stati affacciati sulla Manica si erano confrontati duramente in un reciproco scambio di accuse. </span><span class="s1">Si trattava di negligenza secondo Londra, ma era chiaro che la posta in gioco era più alta.  </span><span class="s1">Da sempre le relazioni tra Francia e Gran Bretagna si fanno tese quando si tratta della legge del mare, che sia per l’accesso ai pescatori, <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ce-dietro-lo-scontro-tra-francia-e-regno-unito-nella-manica.html">e abbiamo visto com’è andata di recente</a>, oppure quando si tratta di pattugliamenti per bloccare le rotte degli scafisti. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Gli accordi bilaterali siglati negli anni hanno portato gli inglesi a sborsare cifre importanti per far fronte alle richieste dei francesi che lamentano di dover pattugliare oltre 300 chilometri di coste. Dal 2014 le negoziazioni tra i due stati sono costate più di 100 milioni a Westminster e dopo le tensioni dello scorso agosto la Francia, in Novembre, ha strappato un rinnovo. 28 milioni di sterline versati nelle sue casse per rinforzare i controlli e fermare tutti i tentatavi di approdo sulle coste inglesi. </span><span class="s1">Ma per Boris Johnson questo non è sufficiente e dopo aver creato l’hub per l’Operazione Altair, il centro di comando di Dover per gli interventi e il controllo via mare e aria che coinvolge polizia, forze di frontiera e sorveglianza con i droni, ora punta tutto sul <i>Sovereign Borders Bill</i>.</span></p>
<h3 class="p1"><span class="s1">I limiti del piano respingimenti</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea sicuramente la rende più libera di legiferare sulla materia, ma finché non saranno siglati nuovi accordi, rimandare indietro alla casella precedente i migranti giunti sulle sue coste è di fatto vietato.  </span><span class="s1">L’uscita dall’Ue implica anche la fine della validità degli accordi di Dublino sui migranti, perciò non esiste alcuna ragione per cui la Francia dovrebbe accettare i respingimenti a suo danno. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Eppure Johnson è convinto di poter agire in questa direzione rivendicando così la tanto promessa sovranità nazionale e con ogni ragionevole certezza, sarà di nuovo Parigi a sostenere un prevedibile braccio di ferro considerando che, anche la partita sull’accesso dei pescatori nelle acque inglesi non è affatto conclusa. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Di più, a Londra sono convinti che i francesi stiano usando il ritardo nella stipula dell’accordo con l&#8217;Ue in materia di servizi finanziari per tenere il punto sulla questione della pesca. Stando a quanto riportato dal blog <i>Conservative Home</i>, ci sarebbe un chiaro legame tra la mancata ratifica dell’intesa e le tensioni legate all’accesso dei pescherecci europei nelle acque britanniche a Jersey. In tutta risposta, l’Europa accuserebbe la Gran Bretagna di non rispettare gli impegni presi per la gestione del post-Brexit sottolineando che molte questioni sarebbero ancora sospese e troppe altre ancora aperte. </span><span class="s1">Se le cose stanno così, è assai prevedibile immaginare che la questione migratoria e il <em>Sovereign Borders Bill</em> rientreranno di diritto nell’elenco delle materie usate per forzare la mano durante le trattative e questo accadrà molto presto.</span></p>
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		<title>Tanta burocrazia e poca efficienza. Il fallimento europeo sui vaccini, spiegato</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tanta-burocrazia-e-poca-efficienza-il-fallimento-europeo-sui-vaccini-spiegato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2021 09:55:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1745" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11157155.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>Con il passaggio della pandemia di coronavirus, l&#8217;Europa come il resto del mondo ha dovuto fare i conti con un nemico sconosciuto, il quale si è rivelato in grado di mettere in crisi i sistemi sanitari ed atterrare di riflesso gli apparati economici mondiali. A oltre un anno dalla comparsa del patogeno e poco dopo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tanta-burocrazia-e-poca-efficienza-il-fallimento-europeo-sui-vaccini-spiegato.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tanta-burocrazia-e-poca-efficienza-il-fallimento-europeo-sui-vaccini-spiegato.html">Tanta burocrazia e poca efficienza. Il fallimento europeo sui vaccini, spiegato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1745" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/05/LP_11157155.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>Con il passaggio della <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">pandemia di coronavirus</a>, l&#8217;Europa come il resto del mondo ha dovuto fare i conti con un nemico sconosciuto, il quale si è rivelato in grado di mettere in crisi i sistemi sanitari ed atterrare di riflesso gli apparati economici mondiali. A oltre un anno dalla comparsa del patogeno e poco dopo l&#8217;anno esatto alla sua classificazione al grado di &#8220;pandemia&#8221;, la maggior parte dei Paesi mondiali &#8211; con ben poche eccezioni &#8211; non è ancora riuscita a mettere sotto controllo la situazione. E in questo scenario, tra le regioni più colpite e che ancora adesso non sono riuscite ad affrontare in modo sufficiente il <strong>Covid-19</strong> comprare proprio l&#8217;Europa, dove la pandemia ha mostrato i suoi effetti più devastanti.</p>
<p>Stime sulla speranza di vita abbassate, <strong>sistemi sanitari in tilt</strong> ed un&#8217;economia completamente atterrata non sono che la semplice copertina però di un&#8217;enciclopedia di problemi che piano piano stanno venendo alla luce. Alla base dei tentennamenti, delle indecisioni e dei fallimenti, però, è possibile individuare una problematica comune, chiave di lettura per comprendere che cosa davvero nel Vecchio continente non ha funzionato. E questa criticità, come già accaduto in passato ed anche nel nostro Paese, prende il nome purtroppo di &#8220;<strong>burocrazia</strong>&#8220;.</p>
<h2>La burocrazia rallenta mentre il virus corre</h2>
<p>Una delle primissime cose che aveva destato l&#8217;attenzione dei media per quanto riguarda la gestione del <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/la-lista-dei-principali-vaccini-contro-il-coronavirus.html">piano vaccinale</a> in Europa è stato il tentativo, malriuscito, di accentrare tutto nelle mani di Bruxelles. Dalle trattative alla logistica di distribuzione, passando per le quote spettanti ai singoli Paesi che per il via libera alla somministrazione, l&#8217;apparato burocratico europeo si è fatto carico di una mole di lavoro oggettivamente insormontabile. Un accentramento e soprattutto un accavallamento di compiti che ha purtroppo <strong>rallentato</strong> la macchina europea, contribuendo in modo discriminante allo scenario catastrofico al quale stiamo assistendo oggi.</p>
<p>Il problema, infatti, risiede nell&#8217;essersi affidati come in passato alla <strong>farraginosa</strong> macchina burocratica europea, in una situazione in cui invece <a href="https://www.wired.it/attualita/politica/2021/03/02/vaccini-europa-fallimento/">sarebbe stata richiesta una maggiore reattività e velocità di esecuzione dei compiti</a>. Un imprinting definibile aziendale, fatto di divisione dei lavori tramite la creazione di appositi apparati istituzionali, ognuno con un compito ben preciso e limitato: commerciale, approvvigionamento, logistica e controllo qualità. Una <em>supply chain </em>che purtroppo però in Europa è mancata e che ci ha messo nella situazione di essere gli ultimi tra gli ultimi a intravedere la fine dell&#8217;<strong>incubo</strong> pandemico.</p>
<h2>Una lezione per il futuro</h2>
<p>Non tutto, però, potrebbe volgere verso il negativo. Come spesso accade, infatti, l&#8217;esperienza maturata in questi difficili mesi di scontro sia con i <strong>big pharma</strong> sia con un apparato farraginoso potrebbe però portare ad una svolta nel prossimo futuro. Le criticità affrontate potrebbero infatti segnare la strada della svolta a livello europeo, convincendo le istituzioni di come alcune cose vadano cambiate nell&#8217;ottica di migliorare l&#8217;efficienza del baraccone europeo.</p>
<p><a href="https://www.panorama.it/news/politica/vaccini-ue">Il <strong>programma vaccinale</strong> mandato avanti a rilento</a> &#8211; quando, in tutto il mondo, è stata sottolineata la sua importanza per uscire dalla crisi pandemica &#8211; potrebbe quindi non essere paradossalmente un male così grande nel lungo periodo. Certo, esclusivamente nella misura in cui tutti prendano atto di come gli errori fatti fino a questo momento non possano &#8211; e non debbano &#8211; essere ripetuti. E, soprattutto, se l&#8217;obiettivo reale ultimo è quello di migliorare quello che è il funzionamento dell&#8217;Unione europea, altrimenti destinata ad una sempre minore importanza internazionale &#8211; ed efficienza interna.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/tanta-burocrazia-e-poca-efficienza-il-fallimento-europeo-sui-vaccini-spiegato.html">Tanta burocrazia e poca efficienza. Il fallimento europeo sui vaccini, spiegato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Da dove vengono i soldi dell&#8217;Ue per stimolare la ripresa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/da-dove-vengono-i-soldi-dellunione-europea-per-stimolare-la-ripresa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2020 15:49:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="858" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von der Leyen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-1024x586.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il passaggio della pandemia di coronavirus e le ripercussioni sull&#8217;economia dell&#8217;Europa hanno obbligato in questi mesi l&#8217;Unione europea a mettere in campo un piano di finanziamenti e di stimoli all&#8217;economia reale che non ha eguali nella storia del Vecchio continente. Una sorta di versione moderna del piano Marshall per la ricostruzione successiva alla Seconda guerra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/da-dove-vengono-i-soldi-dellunione-europea-per-stimolare-la-ripresa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="858" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von der Leyen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-1024x586.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il passaggio della pandemia di <a href="https://it.insideover.com/politica/coronavirus-ecco-cosa-dicono-i-dati-sulla-mortalita-negli-usa.html">coronavirus</a> e le ripercussioni sull&#8217;economia dell&#8217;Europa hanno obbligato in questi mesi l&#8217;<strong>Unione europea</strong> a mettere in campo un piano di finanziamenti e di stimoli all&#8217;economia reale che non ha eguali nella storia del Vecchio continente. Una sorta di versione moderna del <strong>piano Marshall</strong> per la ricostruzione successiva alla Seconda guerra mondiale, con una differenza fondamentale che la divide però dalla mastodontica opera di finanziamento del secolo scorso: l&#8217;assenza di un Stato centrale a garanzia delle emissioni. E in questo scenario, bisognerebbe domandarsi se davvero l&#8217;Europa abbia gli strumenti per poter gestire l&#8217;enorme flusso di denaro all&#8217;interno della comunità senza dover affrontare dolorose ripercussioni nei prossimi anni. Poiché, qualora ciò accadesse, il rischio è che le conseguenze siano peggiori ancora dello stallo attuale.</p>
<h2>L&#8217;Europa sta creando denaro dal nulla?</h2>
<p>Nel secolo passato, le emissioni di dollari (e per buona parte di esso anche della sterlina) erano garantite dalla <strong>convertibilità</strong> in oro. Col passare degli anni ( e col crescere dell&#8217;indebitamento pubblico mondiale) tale strumento monetario è stato abolito, lasciando al denaro circolante l&#8217;unica garanzia possibile in assenza di un controvalore: la credibilità da parte della Banca centrale del Paese in questione. Mentre però per alcune nazioni (come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna) ciò si rivelò essere una scelta lungimirante, altri ebbero maggiori <strong>difficoltà</strong> dovute a delle instabilità economiche e politiche maggiori. E molti di questi Paesi fanno proprio parte degli attuali componenti dell&#8217;Unione europea.</p>
<p>A differenza del passato, però, con la creazione dell&#8217;Euro la credibilità della valuta comune è garantita dalla Banca centrale europea, che opera come unica autorità (assieme alla Banca di Francia per i territori d&#8217;oltremare) autorizzata a battere moneta. Inoltre, la stessa è vincola a precisi <strong>obiettivi</strong> ormai considerati consolidati, come il mantenimento dell&#8217;inflazione al di sotto del 2% annuo ed è obbligata a garantire lo stesso tasso di sconto a tutte le banche dell&#8217;Eurozona. E in questo scenario, appare chiaro come le sua capacità siano sostanzialmente subordinate alle volontà delle politiche europee, in un concetto di banca centrale sostanzialmente <strong>snaturato</strong> delle sue componenti fondamentali.</p>
<h2>In arrivo nuove tasse</h2>
<p>Per finanziare la serie di interventi volta a  garantire la ripresa economica, Bruxelles non si è risparmiata però lo studio di <a href="https://europa.today.it/lavoro/tasse-ue-multinazionali-ets.html">una nuova serie di imposte comunitarie</a> volte principalmente a danneggiare le importazioni extra-Ue e salvaguardare il mercato interno. Una di queste, per esempio, è la tanto parlata <strong>web tax</strong> che tiene banco da anni in Europa e che non è mai stata realmente applicata a causa del rischio di uno scontro frontale con gli Stati Uniti e che soltanto adesso sembra essersi sbloccata. In particolar modo, infatti, il grosso dei guadagni derivanti da internet sono di competenza delle <strong>Gafa</strong> (Google, Amazon, Facebook ed Apple), tutte società originarie degli Usa e che nell&#8217;ultimo mese si sono scontrate con l&#8217;amministrazione repubblicana (la quale, adesso, potrebbe chiudere un occhio sulla manovra di Bruxelles).</p>
<p>Non sono soltanto le tasse sui giganti del Web però ad essere state messe al vaglio dell&#8217;Unione europea: Bruxelles ha infatti messo a punto un piano anche per raggiungere l&#8217;obiettivo &#8220;emissioni zero&#8221; entro il 2050. Tra di esse, infatti, figurano anche una nuova tassa sull&#8217;<strong>Ets</strong> volta ad incentivare la riconversione green dell&#8217;industria pesante e la <strong>carbon tax</strong>, &#8220;sorella minore&#8221; della prima e relativa agli scambi commerciali di import/export extra-Ue, oltre ad una nuova tassa ambientale sull&#8217;utilizzo della <strong>plastica</strong>.</p>
<p>Infine, non sono stati risparmiati neppure quei Paesi che fino ad oggi, grazie ad un&#8217;imposizione fiscale favorevole per le grandi aziende, si erano guadagnati l&#8217;appellativo di &#8220;<strong>paradisi fiscali</strong>&#8221; pur essendo all&#8217;interno dell&#8217;Unione europea (come il Lussemburgo e l&#8217;Irlanda). Anche se, per quest&#8217;ultima novità, non è ancora chiaro l&#8217;impatto reale che potrà avere sui bilanci di Bruxelles.</p>
<h2>I finanziamenti europei e le loro ripercussioni</h2>
<p>Come evidenziato dalla testata giornalistica <a href="https://it.businessinsider.com/emissioni-ue-850-miliardi-di-euro-recovery-fund-sure-tasse/"><em>BusinessInsider</em></a>, l&#8217;Europa ha messo in campo una serie di incentivi all&#8217;economia per un importo complessivo di però circa <strong>850 miliardi di euro</strong>, ben superiore alla media di 52 degli ultimi anni (che già, molto spesso, venivano raggiunti con fatica). Come ha fatto dunque l&#8217;Europa a mettere in campo una potenza di fuoco 17 volte superiore al normale senza colpo ferire, considerando anche le più complicate condizioni della sua economia reale?</p>
<p>Sostanzialmente perché in realtà l&#8217;Europa ha mobilitato una piccola parte di questa cifre e lo ha potuto fare grazie agli strumenti finanziari in suo possesso. Uno di questi, ad esempio, è il Quantitave easing (<strong>Qe</strong>), il quale permette all&#8217;istituto bancario centrale di immettere liquidità direttamente all&#8217;interno delle economia, creando <em>de facto </em>moneta da zero, garantendo al tempo stesso la tenuta della stabilità monetaria grazie alle sue garanzie e grazie alla fiducia internazionale nei suoi confronti. Tuttavia, però, nulla è destinato ad essere eterno.</p>
<h2>I rischi del &#8220;battere moneta&#8221;</h2>
<p>Esattamente come succede in altre parti del mondo &#8211; anche senza riferirsi agli esempi estremi dei Paesi africani &#8211; il <strong>rischio</strong> nell&#8217;accrescere il denaro reale o digitale circolante non intacca il valore di cambio di una valuta sino al momento in cui non si genera quel processo di sfiducia nei confronti del debitore nazionale. A quel punto, però, si innesca il canonico bilanciamento tra domanda ed offerta che conduce ad un calo delle scorte della valuta ed un suo conseguente deprezzamento. E spesso, questo conduce ad una <strong>caduta</strong> del valore assai rapida, in grado di destabilizzare l&#8217;intero apparato economico (soprattutto, se ciò avviene insieme ad operazioni speculative portate avanti da cordate di privati. L&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/1992-quando-la-bundesbank-scateno-soros-contro-litalia.html">esperienza della lira e di George Soros</a>, in fondo, insegnano però anche la dura austerità che fece seguito a quel &#8220;disastro&#8221;.).</p>
<p>In questo scenario, dunque, mentre da un lato misure di incentivo all&#8217;economia si sono palesate necessarie dall&#8217;altro rischiano di<strong> minare</strong> l&#8217;intera stabilità del sistema, soprattutto se portate avanti in modo dispendioso ed inefficace. E soprattutto, non mirato a quei comparti che col tempo saranno in grado davvero di garantire la ripartenza dell&#8217;intero sistema economico e senza garantirne al contempo anche un&#8217;adeguata <strong>difesa</strong> contro i rivali internazionali. In una situazione che, dunque, ci pone ancora una volta di fronte ai problemi nati dalla volontà di creare una Banca centrale fondata sostanzialmente su<strong> dogmi</strong> economici ma senza agganci con alcuna sovranità nazionale identificabile.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/da-dove-vengono-i-soldi-dellunione-europea-per-stimolare-la-ripresa.html">Da dove vengono i soldi dell&#8217;Ue per stimolare la ripresa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Tutte le incertezze sui conti di NextGen</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/tutte-le-incertezze-sui-conti-di-nextgen.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2020 08:47:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Next Generation Eu]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von der Leyen Ue (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il fondo Next Generation Eu è per ora solo una proposta, ma sui suoi conti si è già scatenata un&#8217;accesa battaglia politica e sono iniziate dure schermaglie. Da un lato i falchi del rigore, guidati dall&#8217;Olanda, hanno lanciato la corsa ad impallinare la proposta della Commissione di Ursula von der Leyen, giudicata eccessivamente generosa con i Paesi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/tutte-le-incertezze-sui-conti-di-nextgen.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1275" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von der Leyen Ue (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Urusla-von-der-Leyen-a-Bruxelles-La-Presse-1024x680.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il fondo <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/anche-orban-contro-il-recovery-fund.html">Next Generation Eu</a> </strong>è per ora solo una proposta, ma sui suoi conti si è già scatenata un&#8217;accesa battaglia politica e sono iniziate dure schermaglie. Da un lato i falchi del rigore, guidati dall&#8217;Olanda, <a href="https://it.insideover.com/economia/lolanda-ora-passa-allattacco-pronta-la-trappola-per-litalia.html">hanno lanciato la corsa</a> ad impallinare la proposta della Commissione di <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html">Ursula von der Leyen</a>, giudicata eccessivamente generosa con i Paesi del Sud Europa per la presenza di una quota di <strong>contributi a fondo perduto</strong>; dall&#8217;altro tra governi come quello italiano è partita la gara ad intestarsi il merito di <strong>proposte </strong>che difficilmente arriveranno a definizione concreta.</p>
<p>Il bilancio della proposta della Commissione porta a un fondo molto ampio sul fronte delle erogazioni &#8211; ci saranno circa 500 miliardi in forma di trasferimenti alle capitali e 250 miliardi di prestiti, da restituire su un orizzonte lunghissimo; dall&#8217;altro versante, sul fronte del reperimento delle risorse, invece, il <a class="articolo-from-repubblica" href="https://www.repubblica.it/economia/2020/05/28/news/borsa_28_maggio_2020-257801172/">Next Generation EU</a> procaccerà le sue risorse attraverso l&#8217;emissione di bond. In questo contesto, nella proposta iniziale, per l&#8217;Italia la <strong>quota di risorse </strong>a disposizione, al netto della contribuzione extra richiesta al bilancio pluriennale dell&#8217;Unione, è la più ampia di tutte: 82 miliardi di euro in trasferimenti, da 70 a 90 in prestiti.</p>
<p>Anche ragionando a bocce ferme, al netto di qualsiasi (importantissimo!) ragionamento sulle future <strong>condizionalità sui prestiti</strong>, è tuttavia bene sottolineare che molte discussioni sul tema di NextGen hanno, in questi giorni, scordato l&#8217;altra faccia della medaglia: i contributi extra richiesti sia in termini di finanziamento che di possibili <strong>nuove tasse europee </strong>finalizzate ad espandere il bilancio comunitario. <strong>Guido Salerno Aletta, </strong>economista di ampie vedute e grande lucidità, è stato tra i pochi a segnalare questa problematica <a href="https://www.teleborsa.it/Editoriali/2020/05/28/aiuti-europei-bufale-mozzarelle-1.html?p=2#.XtI2gPkzY2x">in un editoriale su <em>Teleborsa</em></a>: &#8220;Per raccogliere tra i Paesi Membri i 750 miliardi di euro del Programma straordinario, in questo periodo settennale, la Commissione propone di <strong>raddoppiare le entrate proprie dell&#8217;Unione</strong>, portandole al 2% del Pil. Non solo si raddoppieranno i versamenti dell&#8217;IVA che gli Stati girano all&#8217;Unione, ma si prevede di introdurre nuove tasse: da quella sulla plastica non riciclata a quella su determinate emissioni inquinanti&#8221;.</p>
<p>Salerno Aletta indica con precisione il documento in cui si analizza l&#8217;extra-contribuzione richiesta a Roma: la <em><strong>Table A1 Allocation Key </strong></em>allegata al &#8220;<a title="Commission Staff Working Document" href="https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/economy-finance/assessment_of_economic_and_investment_needs.pdf" target="_blank" rel="noopener">Commission Staff Working Document</a>&#8220;, che riporta in <strong>96,3 miliardi </strong>il contributo all&#8217;extra budget di 750 miliardi messo in campo dalla proposta von der Leyen. Una cifra che è notevolmente inferiore alla prevista mobilitazione diretta verso l&#8217;Italia, ma che al contempo eccede di oltre 15 miliardi la parte &#8220;certa&#8221; dei <strong>contributi a fondo perduto</strong>. Ovvero l&#8217;unica parte legata a <strong>forme di mutualizzazione </strong>del debito, mentre la restituzione dei prestiti è in capo agli esecutivi nazionali. L&#8217;Italia, già <a href="https://it.insideover.com/politica/la-corte-dei-conti-certifica-il-costo-dellue-per-litalia.html">contributore netto dell&#8217;Ue</a>, nel solo 2018 ha versato, stando ai dati della Corte dei Conti, a<strong> titolo di risorse proprie</strong>, la complessiva somma di 17 miliardi (+23,1 per cento rispetto all’anno precedente), mentre l’Unione ha accreditato complessivamente al nostro Paese nel 2018 la somma di 10,1 miliardi. 96 miliardi di extra-contribuzione spalmati sulla durata del bilancio pluriennale fanno mediamente oltre 13,7 miliardi annui sotto forma di fiscalità generale e trasferimenti.</p>
<p>Restando sulle somme conservative che il documento citato da Salerno Aletta indica, prosegue l&#8217;autore, giungiamo a un paradosso, un vicolo cieco: &#8220;Se l&#8217;Italia dovesse chiedere prestiti europei per 71 miliardi di euro, come ci viene generosamente prospettato, non faremmo altro che indebitarci per una somma che abbiamo praticamente già versato per intero&#8221;. Un gioco delle tre carte a cui aggiungere la sottrazione del controllo strategico su numerose priorità d&#8217;investimento: davvero questo è il piano che cambierà l&#8217;Italia e l&#8217;Europa? Le posizioni più infondate, stando così le cose, sembrano proprio quelle dei <strong>falchi del rigore, </strong>che vedono continui e pesanti oneri a favore dei Paesi come l&#8217;Italia che saremmo felici di constatare, se solo esistessero veramente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/tutte-le-incertezze-sui-conti-di-nextgen.html">Tutte le incertezze sui conti di NextGen</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il vero pericolo è l&#8217;euroegoismo di Berlino</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-vero-pericolo-e-leuroegoismo-di-berlino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2020 13:04:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=267629</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="821" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-successori-nella-Cdu-Getty-e1581578045135.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cdu Germania Merkel" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-successori-nella-Cdu-Getty-e1581578045135.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-successori-nella-Cdu-Getty-e1581578045135-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-successori-nella-Cdu-Getty-e1581578045135-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-successori-nella-Cdu-Getty-e1581578045135-1024x560.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>All&#8217;opinione pubblica tedesca sembra non andare giù il fatto che l&#8217;Italia sia sentita completamente abbandonata nella lotta al coronavirus dall&#8217;Unione europea e dai maggiori partner Ue, così come non sembra gradire la necessità per il nostro Paese di fare &#8220;tutto ciò che è necessario&#8221; per affrontare le gravi ripercussioni economiche che la pandemia lascerà in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-vero-pericolo-e-leuroegoismo-di-berlino.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-vero-pericolo-e-leuroegoismo-di-berlino.html">Il vero pericolo è l&#8217;euroegoismo di Berlino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="821" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-successori-nella-Cdu-Getty-e1581578045135.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Cdu Germania Merkel" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-successori-nella-Cdu-Getty-e1581578045135.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-successori-nella-Cdu-Getty-e1581578045135-300x164.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-successori-nella-Cdu-Getty-e1581578045135-768x420.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Angela-Merkel-successori-nella-Cdu-Getty-e1581578045135-1024x560.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>All&#8217;opinione pubblica tedesca sembra non andare giù il fatto che l&#8217;Italia sia sentita completamente abbandonata nella lotta al coronavirus dall&#8217;Unione europea e dai maggiori partner Ue, così come non sembra gradire la necessità per il nostro Paese di fare &#8220;tutto ciò che è necessario&#8221; per affrontare le gravi ripercussioni economiche che la pandemia lascerà in eredità. Da qui lo scontro fra Roma e Berlino sui <strong>coronabond</strong>. Come ha ammesso lo stesso premier Giuseppe Conte in un articolo pubblicato su <em>Die Zeit</em>: &#8220;Io credo che ci siano ancora equivoci e diffidenze, che rendono difficile ai nostri Paesi trovare una soluzione comune&#8221;. Una soluzione che, secondo Conte, &#8220;ha un significato fondamentale per la nostra Unione: dobbiamo lavorare affinché questa diffidenza venga superata&#8221;.</p>
<p>Visioni diverse che secondo lo stesso settimanale tedesco diventano vittimisticamente &#8220;odio&#8221; nei confronti dei tedeschi. L&#8217;odio contro la Germania e i tedeschi, scrive <em>Die Zeit</em> come riportato dall&#8217;agenzia <em>Nova</em>, &#8220;torna a diffondersi in Italia, attraversando classe politica e opinione pubblica, a causa delle tensioni generate dalla pandemia di coronavirus e del no del governo federale alla proposta italiana per l&#8217;introduzione degli eurobond&#8221;. Il settimanale descrive l&#8217;ondata di sentimenti antigermanici in Italia con una metafora: &#8220;A Roma è tornato l&#8217;orribile tedesco&#8221;.</p>
<h2>La Germania teme per la tenuta del suo &#8220;impero&#8221;</h2>
<p>Che cosa dovrebbe dire allora l&#8217;Italia degli attacchi durissimi del settimanale tedesco <em>Der Spiegel</em>? Ma, soprattutto, quand&#8217;è che Berlino comincerà a fare un po&#8217; di autocritica? Come rifletteva qualche tempo da il sociologo tedesco Wolfgang Streeck, su <em>Le Monde diplomatique</em>, &#8220;che cos&#8217;è l&#8217;Unione europea? Il concetto più vicino che viene in mente è quello di un impero liberale, o meglio, neoliberale: un blocco strutturato gerarchicamente e formato da Stati nominalmente sovrani la cui stabilità si mantiene grazie a una distribuzione del potere dal centro verso la periferia&#8221;. Al centro, spiegava il sociologo, &#8220;si trova una Germania che cerca, più o meno, con successo, di dissimularsi all&#8217;interno del nocciolo duro dell&#8217;Europa (<em>Kernereuropa</em>) che forma con la Francia. Come gli altri paesi imperiali, a cominciare dagli Stati Uniti, la Germania si percepisce &#8211; e vuole che gli altri la percepiscano &#8211; come una potenza egemone benevola, che sparge attorno a sé un universale buonsenso e virtù mortali, a proprie spese. Un onere che vale la pena, per il bene dell&#8217;umanità&#8221;.</p>
<p>Del resto, lo diceva anche il grande <strong>Raymond Aron</strong>: &#8220;Una grande potenza vuole sempre qualcosa oltre la sicurezza: vuole il trionfo di un&#8217;idea, nel senso più ampio del termine. Gli uomini non separano mai l&#8217;idea dall&#8217;interesse&#8221;. L&#8217;emergenza Covid-19 ha messo a nudo questo castello di carta e la vera natura dell&#8217;Unione europea nonché l&#8217;illusione che la natura anarchica del sistema internazionale e la competizione fra stati fossero stati accantonati con la caduta del Muro di Berlino. Ma è l&#8217;euroegosimo della Germania che rischia di far crollare l&#8217;Unione europea, la sua testardaggine a non comprendere che in una fase di grave emergenza servono risposte rapide ed epocali: non è certo il presunto odio italiano nei confronti dei tedeschi il problema. L&#8217;Italia sta semplicemente cercando di sopravvivere a una crisi economica che rischia di essere devastante.</p>
<h2>L&#8217;accusa dell&#8217;ex ministro: &#8220;Il pericolo per l&#8217;Ue è la Germania&#8221;</h2>
<p>Qualcuno in Germania è perfettamente conscio che la strategia dell&#8217;attuale classe dirigente tedesca rischia di essere letale per l&#8217;Ue. Come spiega l’ex ministro degli Esteri tedesco Joschka Fischer nel suo libro, appena pubblicato in Germania e citato da <a href="https://m.dagospia.com/la-merkel-ha-dimenticato-quando-l-europa-dimezzo-i-debiti-di-guerra-alla-germania-231497"><em>IlSole24Ore</em></a>, la cura di austerità imposta dalla coppia Merkel-Schaeuble, secondo l’ex ministro tedesco, è stata &#8220;devastante&#8221; perché ha imposto ai Paesi del Sud Europa &#8220;una deflazione dei salari e dei prezzi&#8221; impossibile da superare con il peso del rigore; &#8221;alla trappola della spirale dei debiti&#8221;, che condanna questi Paesi a non uscire dalla crisi con il pretesto del risanamento dei conti. Fischer accusa la Germania della signora Merkel e della sua grande coalizione di &#8220;euroegoismo&#8221; e di avere la memoria troppo corta. &#8220;Se la Bce non avesse seguito le decisioni di Draghi ma le obiezioni dei tedeschi a quest’ora l’euro non esisterebbe più. Il più grande pericolo per l’Europa &#8211; conclude il politico tedesco &#8211; attualmente è la Germania&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-vero-pericolo-e-leuroegoismo-di-berlino.html">Il vero pericolo è l&#8217;euroegoismo di Berlino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Von der Leyen &#8220;rimedia&#8221; e promette aiuto all&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/von-der-leyen-rimedia-e-promette-aiuto-allitalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2020 16:22:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="858" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von der Leyen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-1024x586.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Ursula von der Leyen rimedia al disastro epocale causato da Christine Lagarde. &#8220;Per fronteggiare l&#8217;emergenza Coronavirus &#8211; ha sottolineato in conferenza stampa poco fa von der Leyen &#8211;  l&#8217;Europa è pronta a dare massima flessibilità sugli aiuti di Stato e all&#8217;interno del Patto di stabilità, ma ogni misura per essere efficace deve essere coordinata dall&#8217;Unione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/von-der-leyen-rimedia-e-promette-aiuto-allitalia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/von-der-leyen-rimedia-e-promette-aiuto-allitalia.html">Von der Leyen &#8220;rimedia&#8221; e promette aiuto all&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="858" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Von der Leyen" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-768x439.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ursula-von-der-Leyen-Commissione-digitale-La-Presse-e1582198495751-1024x586.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Ursula von der Leyen</strong> rimedia al <a href="https://it.insideover.com/economia/christine-lagarde-linadeguata-che-ci-ha-fatto-bruciare-68-miliardi-di-euro.html">disastro epocale causato da <strong>Christine Lagarde</strong>.</a> &#8220;Per fronteggiare l&#8217;emergenza Coronavirus &#8211; ha sottolineato in conferenza stampa poco fa von der Leyen &#8211;  l&#8217;Europa è pronta a dare massima flessibilità sugli aiuti di Stato e all&#8217;interno del Patto di stabilità, ma ogni misura per essere efficace deve essere coordinata dall&#8217;<strong>Unione europea</strong>&#8220;. Un messaggio diretto anche all&#8217;Italia: &#8220;Siamo tutti italiani &#8211; ha aggiunto &#8211; siamo pronti ad aiutare l&#8217;Italia per qualsiasi cosa necessaria, sappiamo che ha bisogno di aiuto. Vogliamo aiutare la gente, le autorità, perché aiutare l&#8217;Italia vuol dire aiutare l&#8217;Europa&#8221;. Soprattutto perché la Germania ha già pronto un <a href="https://www.milanofinanza.it/news/la-germania-sfodera-un-bazooka-da-550-miliardi-202003131532107617" target="_blank" rel="noopener">bazooka da 550 miliardi</a>.</p>
<p>Come riporta <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/coronavirus-coronavirus-von-der-leyen-per-italia-ampio-ventaglio-aiuti-massima-flessibilita-aiuti-stato-e-patto-stabilita-ADiPX4C"><em>IlSole24Ore</em></a>, quello illustrato dalla presidente della Commissione europea è un pacchetto ampio di misure atte a fronteggiare l&#8217;emergenza <strong>coronavirus</strong> e la crisi economica. Tra le altre cose, l’esecutivo comunitario è pronto a suggerire al Consiglio l’uso della &#8220;clausola di crisi generale&#8221;, vale a dire una norma del Patto di Stabilità che consente a un Paese membro di deviare dagli impegni di bilancio assunti in precedenza. Bruxelles garantirà anche <strong>otto miliardi di garanzie</strong> comunitarie a 100mila imprese.</p>
<h2>La reazione di Piazza Affari alle parole di von der Leyen</h2>
<p>Dopo le parole della presidente della Commissione europea, la Borsa di Milano ha raggiunto un guadagno del 17% annullando temporaneamente il crollo di ieri, il peggiore nella storia moderna di Piazza Affari. Per Bper e Banco Bpm guadagni sopra i 20 punti percentuali. Come sottolinea l&#8217;<em>Ansa</em>, le parole di <strong>Ursula von der Leyen</strong> rimediano al disastro provocato ieri da Christine Lagarde: frena lo spread tra Btp e Bund che scende a 218 punti base, con il rendimento del decennale italiano all&#8217;1,57%. A Piazza Affari svettano Poste (+23%) e Recordati (+21%). Tra le banche avanzano Ubi e Banco Bpm (+17%), Intesa (+13%) e Unicredit (+12%). Bene anche il comparto dell&#8217;automotive con Fca (10,3%), Ferrari (+11,5%), Pirelli (+17,6%). In luce anche il comparto dell&#8217;energia con Eni (+14,1%), Saipem (+14,8%) e Tenaris (+10,7%).</p>
<p>Presentando in conferenza stampa a Bruxelles il pacchetto di misure economiche approvato dall&#8217;esecutivo Ue insieme ai vicepresidenti <strong>Valdis Dombrovskis</strong> e Margrethe Vestager, Ursula von der Leyen ha rassicurato i mercati: &#8220;Voglio essere molto chiara: il mercato unico deve funzionare. Non va bene quando gli Stati prendono decisioni unilaterali, perché causano un effetto domino e impediscono che gli ospedali e il personale sanitario li ricevano&#8221;.</p>
<h2>Ue, stop ai vincoli di bilancio</h2>
<p>Sospensione temporanea dei vincoli di bilancio e l&#8217;esclusione dal computo del deficit della totalità delle spese necessarie ad affrontare le conseguenze della pandemia da coronavirus. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/coronavirus-ue-sospende-vincoli-bilancio-1840043.html">Come anticipato ieri</a>, nel pacchetto di misure presentato oggi c&#8217;è anche l&#8217;applicazione di una clausola prevista dal patto di stabilità, riportata nelle &#8220;Specifications on the implementation of the Stability and Growth Pact&#8221; dell&#8217;estate del 2016. Tale clausola prevede che &#8220;in caso di eventi eccezionali al di fuori del controllo dello Stato membro e che abbiano un impatto consistente sulla posizione finanziaria, oppure in periodi di grave recessione per l&#8217;Eurozona o l&#8217;Ue, gli Stati membri possono deviare temporaneamente dal percorso di aggiustamento verso l&#8217;obiettivo di medio termine sotteso dai parametri per il saldo strutturale e per la spesa, a condizione che questo non metta in pericolo la sostenibilità del bilancio nel medio termine&#8221;.</p>
<p>Come spiega <em>IlSole24Ore</em>, inoltre, l&#8217;esecutivo comunitario ha ricordato che il Patto di Stabilità permette spesa pubblica eccezionale per far fronte a &#8220;eventi inusuali&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/von-der-leyen-rimedia-e-promette-aiuto-allitalia.html">Von der Leyen &#8220;rimedia&#8221; e promette aiuto all&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il coronavirus rischia di travolgere Schengen</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-coronavirus-rischia-di-travolgere-schengen.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2020 16:03:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="874" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Controlli-confine-Austria-La-Presse-e1584028991144.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Schengen confini Europa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Controlli-confine-Austria-La-Presse-e1584028991144.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Controlli-confine-Austria-La-Presse-e1584028991144-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Controlli-confine-Austria-La-Presse-e1584028991144-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Controlli-confine-Austria-La-Presse-e1584028991144-1024x466.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;epidemia di coronavirus che si sta diffondendo in Europa ha messo in evidenza lo scarso livello di coordinamento, a livello di risposte emergenziali alla crisi, tra i diversi Paesi membri dell&#8217;Unione europea. L&#8217;Italia, ad esempio, ha adottato, dopo un iniziale tentennamento, misure molto drastiche per cercare di risolvere le problematiche mentre altre nazioni, come Regno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-coronavirus-rischia-di-travolgere-schengen.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="874" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Controlli-confine-Austria-La-Presse-e1584028991144.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Schengen confini Europa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Controlli-confine-Austria-La-Presse-e1584028991144.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Controlli-confine-Austria-La-Presse-e1584028991144-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Controlli-confine-Austria-La-Presse-e1584028991144-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Controlli-confine-Austria-La-Presse-e1584028991144-1024x466.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;epidemia di <a href="https://it.insideover.com/schede/societa/che-cose-il-coronavirus.html">coronavirus</a> che si sta diffondendo in Europa ha messo in evidenza lo scarso livello di coordinamento, a livello di risposte emergenziali alla crisi, tra i diversi Paesi membri dell&#8217;<strong>Unione europea</strong>. L&#8217;Italia, ad esempio, ha adottato, dopo un iniziale tentennamento, misure molto drastiche per cercare di risolvere le problematiche mentre altre nazioni, come Regno Unito e Francia, non si sono dimostrate altrettanto pronte nel gestire quanto accaduto. Il rischio, dunque, è che quanto è già accaduto ed accadrà nelle prossime settimane provochi una ferita insanabile nel cuore dell&#8217;Unione che, con tutta probabilità, non sarà più la stessa una volta passata la tempesta.</p>
<h2>Il ritorno delle frontiere</h2>
<p>Bruxelles non sarà, in ogni caso, l&#8217;unica a risentire dell&#8217;accaduto. Sembra probabile che il futuro dell&#8217;<strong>Area Schengen</strong>, che garantisce la libera circolazione di merci, persone e servizi, possa essere in pericolo.</p>
<p>L&#8217;assenza di frontiere e controlli e lo scarso coordinamento tra nazioni ha potenziato enormemente l&#8217;espansione del virus e ne ha favorito la diffusione in tutto il Vecchio Continente. Diverse <a href="https://www.express.co.uk/news/world/1254004/coronavirus-europe-latest-news-hungary-borders-shut-italy-austria-schengen-eu">nazioni</a> europee, tra cui l&#8217;Ungheria e la Repubblica Ceca,  hanno reintrodotto i controlli ai confini nazionali e Budapest ha anche bandito i cittadini italiani dall&#8217;ingresso nel Paese.</p>
<p>La <a href="https://www.bloombergquint.com/business/could-coronavirus-mean-the-end-of-borderless-travel-in-the-eu">Slovenia</a> e l&#8217;Austria, inoltre, hanno assunto iniziative altrettanto dure. Il trattato di Schengen prevede, in realtà, la possibilità di reintrodurre, in circostanze eccezionali, controlli alle frontiere. Queste misure, però, dovrebbero essere applicate solamente in circostanze eccezionali e come <strong>provvedimenti estremi</strong>. Qualora si tratti di eventi prevedibili possono essere adoperate per trenta giorni rinnovabili, in un secondo momento, per sei mesi. Qualora la minaccia non sia prevedibile, invece, gli Stati membri possono introdurre queste misure per dieci giorni, senza dover avvertire preventivamente Bruxelles, estendibili in seguito a due mesi.</p>
<h2>Le strategie di Bruxelles</h2>
<p>Le istituzioni europee hanno iniziato ad <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_20_440">agire</a> per cercare di elaborare una <strong>risposta coordinata</strong> all&#8217;emergenza coronavirus. <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html">Ursula Von Der Leyen</a>, presidente della Commissione europea, ha infatti enucleato diverse misure che potrebbero servire a contenere gli effetti della crisi: dalla possibilità di utilizzare gli aiuto di Stato per supportare le compagnie in difficoltà all&#8217;utilizzo della flessibilità, garantita dal Patto di Crescita e Stabilità, nei confronti dei Paesi membri. La presidente ha anche annunciato che la Commissione europea ha fatto il punto sul materiale protettivo e sui macchinari per la ventilazione disponibili ed ha mobilitato 140 milioni di euro fondi pubblici e privati da investire nella ricerca su vaccini, diagnosi e trattamenti del morbo.</p>
<p>Tra le varie misure c&#8217;è poi un piano di investimenti da 25 miliardi di euro da distribuire ai sistemi sanitari ed ai mercati del lavoro delle diverse nazioni per mitigare gli effetti della disastrosa caduta dell&#8217;economia e dell&#8217;emergenza sanitaria. Bisognerà vedere fino a che punto la <strong>crisi economica</strong> travolgerà Bruxelles e quanto inciderà il crescente isolamento cui è sottoposta: la decisione presa dal presidente americano Donald Trump circa un bando ai voli provenienti dal Vecchio Continente è destinata a lasciare il segno.</p>
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		<title>Le nuove prospettive della Macedonia del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-nuove-prospettive-della-macedonia-del-nord.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2019 12:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1290" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Stevo Pendarovski e Sergio Mattarella (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1-1024x688.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Macedonia del Nord è una nazione cruciale nella regione dei Balcani. Il Paese vuole integrarsi pienamente sia nell&#8217;Unione europea che nella Nato (il processo di adesione alla Nato praticamente finalizzato e soggetto alla ratifica degli altri Stati Membri) ed entrare pienamente a far parte delle strutture euro-atlantiche: un compito non facile, anche a causa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-nuove-prospettive-della-macedonia-del-nord.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-nuove-prospettive-della-macedonia-del-nord.html">Le nuove prospettive della Macedonia del Nord</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1290" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Stevo Pendarovski e Sergio Mattarella (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Stevo-Pendarovski-1-1024x688.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p id="tw-target-text" class="tw-data-text tw-text-large tw-ta" dir="ltr"><span lang="it">La Macedonia del Nord è una nazione cruciale nella regione dei Balcani. Il Paese vuole <strong>integrarsi pienamente</strong> sia nell&#8217;Unione europea che nella Nato (il processo di adesione alla Nato praticamente finalizzato e soggetto alla ratifica degli altri Stati Membri) ed entrare pienamente a far parte delle strutture euro-atlantiche: un compito non facile, anche a causa di alcune dinamiche specifiche. La <strong>Grecia</strong>, infatti, ha posto il veto, per decenni, all&#8217;ingresso di Skopje in entrambe le organizzazioni a causa del cosiddetto problema del nome. Atene ha sempre sostenuto che il nome Macedonia implicasse intenzioni irredentiste sull&#8217;omonima regione del nord della Grecia ed ha preteso che Skopje cambiasse ufficialmente il nome del Paese in cambio della caduta del veto. Lunghi e difficili negoziati hanno infine portato all&#8217;implementazione di questo scambio e la Macedonia è divenuta Macedonia del Nord. I problemi</span><span lang="it"> non erano, però, terminati.</span><span lang="it"> Alcuni paesi dell&#8217;Unione Europea, in particolare la Francia, hanno fatto pressioni su Bruxelles per rimandare l&#8217;inizio dei negoziati di adesione e ciò potrebbe creare alcuni problemi politici al Paese. </span></p>
<p class="tw-data-text tw-text-large tw-ta" dir="ltr"><span lang="it">Stevo Pendarovski, eletto presidente della Macedonia del Nord nell&#8217;aprile 2019 e membro dell&#8217;Unione Socialdemocratica, ha deciso di rispondere alle domande di <em>InsideOver</em> sul ​​futuro politico del Paese e della sua integrazione Euroatlantica. Pendarovski ha inoltre commentato lo stato delle relazioni con Atene e Belgrado, il rischio che la Macedonia del Nord (dove una parte sostanziale della popolazione è musulmana) possa essere attaccata da gruppi di estremisti islamici e la perdurante questione del Kosovo.</span></p>
<p dir="ltr"><strong>Dopo la decisione presa dall&#8217;Unione europea di rinviare l&#8217;apertura dei colloqui di adesione della Macedonia del Nord, quali sono le prospettive del rapporto tra Skopje e Bruxelles? Quali saranno i prossimi passi? La Macedonia rimarrà concentrata sull&#8217;obiettivo di aderire?</strong></p>
<p dir="ltr">Ho dichiarato pubblicamente, subito dopo l&#8217;ultimo Consiglio europeo, che non dovremmo abbandonare la prospettiva dell&#8217;integrazione europea e dovremmo continuare a coltivare i partenariati con gli Stati membri dell&#8217;Ue. Come confermato dai leader dei partiti parlamentari della Macedonia settentrionale, l&#8217;integrazione europea gode del consenso nazionale e rimane un obiettivo strategico del nostro Paese. Rimarremo concentrati sull&#8217;integrazione europea, continueremo a portare a termine il nostro programma di riforme interne, poiché abbiamo bisogno delle riforme per i nostri cittadini e continueremo a perorare, a livello internazionale, il caso della nostra integrazione europea: meritiamo di essere membri del Unione europea.</p>
<p dir="ltr"><strong>Pensa che ci sia la possibilità che le elezioni anticipate, previste per aprile 2020, possano portare all&#8217;instabilità politica nel Paese? Pensa che le nazioni straniere possano, in qualche modo, provare a influenzarne i risultati?</strong></p>
<p dir="ltr">Spero sinceramente che avremo elezioni libere, eque e democratiche e che i giorni delle cattive pratiche elettorali e della corruzione elettorale siano alle nostre spalle. Presto saremo membri della Nato e ci impegneremo a diventare membri dell&#8217;Ue, quindi dobbiamo dimostrare che possiamo sostenere i principi e i valori democratici europei e condurre elezioni pacifiche.</p>
<p dir="ltr"><strong>Quali sono le prospettive della Macedonia del Nord per quanto riguarda l&#8217;integrazione nella Nato, dato che il protocollo di adesione dovrebbe venire ratificato dagli altri Stati membri nei prossimi mesi e in che modo l&#8217;esercito migliorerà le sue prestazioni grazie all&#8217;adesione?</strong></p>
<p dir="ltr">Siamo nella fase finale del processo di ratifica, che dovrà essere completato da tutti gli Stati membri della Nato. Questa fase sta procedendo senza intoppi in tutti i Paesi membri  e ci vorranno solo pochi mesi prima che tutti completino le procedure all&#8217;interno delle proprie istituzioni nazionali. Prevediamo di diventare il trentesimo membro della Nato nella primavera del 2020 e di alzare la nostra bandiera presso la sede della Nato a Bruxelles, completando con successo un processo di quasi tre decenni di duro lavoro e riforme che dimostrano il nostro impegno per i valori euro-atlantici.</p>
<p><strong>Qual&#8217;è lo stato delle relazioni tra Skopje e Belgrado e Skopje ed Atene, due vicini con i quali convivere non è sempre facile?</strong></p>
<p>Il rapporto con entrambi è abbastanza importante. Abbiamo migliorato in modo significativo le relazioni con la Grecia in seguito alla firma dell&#8217;accordo di Prespa in quanto ha contribuito a migliorare la comprensione, aumentare la fiducia reciproca e costruire una relazione di partnership. Con la Serbia intratteniamo costantemente ottime relazioni che si sviluppano attraverso lo scambio bilaterale di beni e servizi, il collegamento di imprese e persone. Viaggerò in Serbia verso la fine di questo mese, ospitato dal presidente serbo Vucic. Abbiamo sempre cercato relazioni di buon vicinato, poiché i vicini sono davvero importanti per l&#8217;ambiente regionale generale in cui ci troviamo e nel nostro caso è una regione che ha ambizioni condivise di far parte delle istituzioni europee ed euro-atlantiche.</p>
<p><strong>Pensa che la Macedonia del Nord sia a rischio di essere attaccata da gruppi terroristici internazionali, estremisti islamici nello specifico e</strong><strong> come agisce il Paese per tenere sotto controllo il radicalismo e prevenire l&#8217;estremismo. Com&#8217;è il rapporto con la minoranza albanese?</strong></p>
<p>Viviamo in un&#8217;epoca in cui le minacce alla sicurezza sono asimmetriche, quella dei gruppi terroristici è una minaccia condivisa da qualsiasi società del mondo. Ciò che tutti possiamo fare è unire le forze nella guerra al terrorismo e riunire le risorse attraverso un sistema di sicurezza collettiva che lavora per proteggere i nostri popoli. Per quanto riguarda le relazioni interetniche nel nostro Paese, direi che abbiamo fatto molta strada dall&#8217;essere una società fragile e divisa da linee di divisione etniche e religiose a una società con un sistema istituzionale per la protezione e la promozione dei diritti delle minoranze, inclusa quella albanese, ed un dialogo stabile e costruttivo su ogni aspetto rilevante delle relazioni tra le comunità. Tuttavia, nonostante la coesione a livello nazionale, ci sono ancora comunità dove dobbiamo lavorare per aumentare la fiducia delle persone nelle istituzioni, nell&#8217;istruzione integrata e nei contatti con gli altri, al fine di sviluppare pienamente una democrazia multietnica funzionale in cui i diritti umani vengano apprezzati allo stesso modo da tutti.</p>
<p><strong>Nuove tensioni tra Kosovo e Serbia possono avere ripercussioni più ampie sulla stabilità dell&#8217;area balcanica e in particolare in Macedonia?</strong></p>
<p>In quanto vicini di entrambi i Paesi, con cui condividiamo un percorso comune, avendo fatto parte della stessa Federazione (la Iugoslavia) e con cui siamo tenuti a condividere un futuro comune, ciò che accade nel dialogo tra  Belgrado e Pristina è abbastanza importante per noi ed è per questo che seguiamo da vicino gli eventi. Vorremmo sostenere e rispettare qualsiasi soluzione che sarà adottata dal Kosovo e dalla Serbia che abbia una garanzia internazionale per l&#8217;integrità territoriale degli altri Paesi della regione e la stabilizzi. Non vorremmo vedere alcuna soluzione che possa compromettere la stabilità, questa è una regione etnicamente fragile che ancora sta guarendo dalle ferite dei conflitti degli anni &#8217;90. Questo è il motivo per cui è importante che qualsiasi soluzione che venga proposta possa contribuire ad una regione più prospera normalizzando la relazione tra Belgrado e Pristina, il che sarebbe vantaggioso per tutti noi che apparteniamo alla stessa regione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-nuove-prospettive-della-macedonia-del-nord.html">Le nuove prospettive della Macedonia del Nord</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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