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	<title>ungheria Archives - InsideOver</title>
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	<title>ungheria Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Così la guerra in Ucraina ha spaccato il gruppo di Visegrad</title>
		<link>https://it.insideover.com/nazionalismi/cosi-la-guerra-in-ucraina-ha-spaccato-il-gruppo-di-visegrad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Benignetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Mar 2022 05:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo di Visegrad]]></category>
		<category><![CDATA[polonia]]></category>
		<category><![CDATA[ungheria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-2048x1367.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uniti sull’immigrazione, divisi sui rapporti con l’ingombrante vicino russo. La guerra in Ucraina acuisce la frattura già presente in seno al gruppo di Visegrad, da sempre spaccato tra chi considera la Russia una minaccia alla propria sicurezza e chi in questi anni ha deciso di stringere legami sempre più forti con Mosca. Una crepa che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/cosi-la-guerra-in-ucraina-ha-spaccato-il-gruppo-di-visegrad.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/nazionalismi/cosi-la-guerra-in-ucraina-ha-spaccato-il-gruppo-di-visegrad.html">Così la guerra in Ucraina ha spaccato il gruppo di Visegrad</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-1536x1026.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/03/ilgiornale2_20220329185444144_3bdf9ba2ff37f5eed9d2e014099b9dc7-2048x1367.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Uniti sull’immigrazione, divisi sui rapporti con l’ingombrante vicino russo. La guerra in Ucraina acuisce la frattura già presente in seno al gruppo di <strong>Visegrad</strong>, da sempre spaccato tra chi considera la Russia una minaccia alla propria sicurezza e chi in questi anni ha deciso di stringere legami sempre più forti con Mosca.</p>
<p>Una crepa che si è allargata nelle ultime settimane, tra promesse interventiste e duri botta e risposta sulle sanzioni. Da una parte c’è Varsavia, pronta a fornire aerei all’Ucraina e a lanciare una missione di &#8220;peacekeeping&#8221; nel Paese. Dall’altra Budapest, disposta a mettersi in gioco sul fronte dell’accoglienza ma non a schierarsi in un <strong>conflitto</strong> che, ha tuonato nei giorni scorsi il premier Viktor Orbán, finirebbe per danneggiare i cittadini ungheresi.</p>
<h2>La visita dei premier a Kiev</h2>
<p>Non è un caso che il premier magiaro non abbia partecipato al viaggio dei capi del governo polacco, ceco e sloveno per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a Kiev. Un’iniziativa diplomatica autonoma, annunciata dal primo ministro di Varsavia <strong>Mateusz Morawiecki</strong> al summit dei leader europei di Versailles, non senza una velata critica ai Paesi dell’Europa occidentale, accusati di essere troppo tiepidi di fronte al grido d’aiuto del governo ucraino.</p>
<p>L’obiettivo dei tre premier era quello di &#8220;confermare l&#8217;inequivocabile sostegno dell&#8217;intera Ue alla sovranità e indipendenza dell&#8217;Ucraina e per presentare un vasto pacchetto di sostegni allo Stato e alla società&#8221;. Ma se in Polonia i giornali filo-governativi hanno celebrato il coraggio della delegazione dei Paesi dell’Europa centro-orientale, da Bruxelles si sono affrettati a precisare come la <strong>missione</strong> di Morawiecki, Jansa e Fiala non avesse alcun mandato da parte del Consiglio europeo. Qualcuno, poi, più a bassa voce, non ha mancato di far notare i rischi dell’operazione.</p>
<h2>Il no di Budapest alla fornitura di armi a Kiev</h2>
<p>Anche l’Ungheria, quarto componente dell’alleanza nata all’inizio degli anni ’90 nel castello di Visegrad, si è dissociata dalla strategia portata avanti dai &#8220;falchi&#8221; guidati dal governo polacco, che promettono all’Ucraina armi e sostegno politico per l’accelerazione delle pratiche per l’ingresso nell’Ue. La posizione di Budapest viene chiarita dal premier Orbán a margine del vertice straordinario della Nato dei giorni scorsi. &#8220;L&#8217;Ungheria non manderà soldati in Ucraina&#8221;, oltre a &#8220;non mandare <strong>armi</strong> e a non far transitare le armi dirette in Ucraina attraverso il territorio ungherese&#8221;.</p>
<p>La priorità, spiega il primo ministro magiaro, è che &#8220;la guerra non si allarghi in alcun modo oltre i confini dell&#8217;Ucraina&#8221;. &#8220;Per questo – ha aggiunto &#8211; abbiamo anche respinto l&#8217;idea di una no-fly zone che equivarrebbe a una guerra aerea&#8221;. Sì, dunque, al dispiegamento delle forze della Nato per &#8220;motivi difensivi&#8221; e per garantire la sicurezza degli ungheresi, ma di armare l&#8217;<strong>esercito</strong> ucraino, chiariscono da Budapest, non se ne parla.</p>
<h2>La battaglia sul gas russo</h2>
<p>Un capitolo altrettanto importante è quello delle <strong>sanzioni</strong>, una delle armi principali dell’altra guerra, quella che si combatte sui mercati internazionali e che punta ad indebolire l’economia russa per costringere il Cremlino a venire a più miti consigli. La Polonia chiede di seguire la strada tracciata da Londra e Washington bloccando le forniture di gas, petrolio e carbone e punta il dito contro i Paesi più &#8220;moderati&#8221;. Tra questi, oltre ad Austria e Germania, c’è anche l’alleato ungherese.</p>
<p>Incalzato dal presidente ucraino, che ha chiesto a Budapest di schierarsi apertamente contro Mosca e prendere posizione a favore dell’estensione delle sanzioni al <strong>settore energetico</strong>, Orbán ha ribadito che continuerà ad &#8220;opporsi all’estensione delle sanzioni ai vettori energetici russi in tutti i forum europei&#8221;. Il motivo è semplice: &#8220;L&#8217;85 per cento del gas e più del 60 per cento del petrolio in Ungheria provengono dalla Russia&#8221;. Le sanzioni, quindi, sottolineano da Budapest, avrebbero un effetto devastante sull’economia nazionale. &#8220;Non possiamo permettere che il prezzo della guerra sia pagato dalle famiglie ungheresi&#8221;, mette in chiaro il capo del governo magiaro.</p>
<p>&#8220;Non siamo gli unici a pensarla così”, assicura. Il riferimento è in primis alla Germania, che guida il fronte dei Paesi scettici sulla chiusura dei rubinetti del <strong>gas</strong> in arrivo dalla Russia.</p>
<h2>Il futuro dell&#8217;Ucraina nell&#8217;Ue</h2>
<p>Polonia e Ungheria sono divise anche sull’ingresso dell’Ucraina nell’Ue. Il premier polacco Morawiecki ha promesso a Zelenski di impegnarsi per convincere gli altri Stati membri a conferire il prima possibile a Kiev lo status di candidato all&#8217;<strong>adesione</strong>. Sono d’accordo gli omologhi ceco e sloveno, mentre da Budapest restano più cauti. La ragione va ricercata anche nelle tensioni tra il governo ucraino e quello ungherese sui diritti della minoranza magiara della <strong>Transcarpazia</strong>, regione ucraina di circa 1,2 milioni di abitanti al confine con l’Ungheria.</p>
<p>Gli attriti tra Budapest e Kiev si erano acuiti qualche anno fa, quando l’Ucraina approvò una legge che imponeva l’insegnamento della <strong>lingua</strong> ucraina su tutto il territorio nazionale e la sospensione di quello degli idiomi delle minoranze etniche nelle scuole secondarie. Una mossa principalmente anti-russa, vista però dal governo di Orbán come un attacco ai 150mila ungheresi residenti nel territorio amministrato dal governo ucraino. Tanto che, all’epoca, l’esecutivo magiaro usò proprio la minaccia di una possibile opposizione al percorso di integrazione europea dell’Ucraina come leva nelle trattative.</p>
<h2>Il nodo dei migranti</h2>
<p>L’unico collante rimasto a tenere insieme il gruppo di Visegrad nei giorni concitati del conflitto in Ucraina, quindi, sembra essere quello della critica alle politiche migratorie dell’Ue. Sia Budapest che Varsavia, infatti, accusano l’Ue di averle lasciate sole nel sostenere l’accoglienza dei <strong>profughi</strong> ucraini.</p>
<p>&#8220;Abbiamo ricevuto dai paesi dell&#8217;Europa occidentale tante promosse ma poche sono state realizzate&#8221;, ha detto nei giorni scorsi ai microfoni di Tv2000 il sottosegretario per i rapporti con le Chiese e le minoranze del governo ungherese, Miklòs Soltész, sottolineando gli sforzi messi in campo per fronteggiare l’esodo dalle città bombardate e dare <strong>accoglienza</strong> ai rifugiati. Una posizione condivisa anche dai colleghi polacchi, che spronano Bruxelles a fare di più per gestire l’emergenza.</p>
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		<title>L&#8217;Ungheria punta all&#8217;Asia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/orban-in-giappone-lungheria-punta-allasia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Emanuel Pietrobon]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2019 10:21:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[ungheria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Viktor Orban (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fidesz, il partito di Viktor Orban, sta rivoluzionando profondamente l&#8217;Ungheria, riuscendo nell&#8217;arduo tentativo di trasformare un Paese geograficamente piccolo, carente di risorse naturali e poco rilevante dal punto di vista geopolitico, in uno dei pilastri fondamentali del nuovo conservatorismo occidentale e, soprattutto, in una piccola potenza con proiezioni egemoniche nell&#8217;Europa centro-orientale, soprattutto in Romania e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/orban-in-giappone-lungheria-punta-allasia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/orban-in-giappone-lungheria-punta-allasia.html">L&#8217;Ungheria punta all&#8217;Asia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Viktor Orban (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Viktor-Orban-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Fidesz</strong>, <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/lungheria-dei-nazionalisti/cose-il-partito-fidesz.html" target="_blank" rel="noopener">il partito di Viktor Orban</a>, sta rivoluzionando profondamente l&#8217;Ungheria, riuscendo nell&#8217;arduo tentativo di trasformare un Paese geograficamente piccolo, carente di risorse naturali e poco rilevante dal punto di vista geopolitico, in uno dei <a href="https://it.insideover.com/reportage/nazionalismi/lungheria-di-orban.html">pilastri fondamentali</a> del nuovo conservatorismo occidentale e, soprattutto, in una <strong>piccola potenza</strong> con proiezioni egemoniche nell&#8217;Europa centro-orientale, soprattutto in <strong>Romania</strong> e <strong>Ucraina</strong>, e forte del possedere interessi comuni ed agende estere convergenti con i grandi giocatori asiatici, <em>in primis</em> <a href="https://www.insideover.com/religion/russias-return-as-defender-of-christianity.html">Russia</a> e Turchia.</p>
<p>Il <a href="https://it.insideover.com/politica/turchia-e-ungheria-sogni-condivisi-di-egemonia.html">turanismo</a>, una delle scuole di pensiero che muove gli ideologi di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/da-piazza-degli-eroi-alla-scena-europea-chi-e-viktor-orban.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Viktor Orban</strong></a>, ha infine portato l&#8217;Ungheria nell&#8217;Estremo oriente: in <strong>Giappone</strong>.</p>
<h2>Orban a Tokyo</h2>
<p>Il 5 dicembre Orban è volato in Giappone per una due-giorni ufficiale dedicata alla <strong>celebrazione del 150esimo anniversario</strong> delle relazioni diplomatiche fra i due Paesi. La visita si sta rivelando altamente produttiva ed un&#8217;occasione importante per consolidare un rapporto storico, datato all&#8217;epoca austro-ungarico, attraverso la firma di nuovi accordi e il rinnovo e l&#8217;estensione di quelli esistenti.</p>
<p>L&#8217;importanza del Giappone per l&#8217;Ungheria si può comprendere meglio soltanto guardando <a href="https://hungarytoday.hu/trade-minister-japanese-companies-7th-largest-investors-in-hungary/">ai numeri</a> dell&#8217;economia e del commercio. Tokyo è, già oggi, il principale investitore asiatico nel Paese europeo, nel quale sono presenti 170 compagnie nipponiche che forniscono occupazione a <strong>35mila persone</strong>, e il valore annuale dell&#8217;import-export è di circa 2 miliardi e 200 milioni di dollari.</p>
<p>Orban e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-shinzo-abe.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Shinzo Abe</strong></a> hanno dato particolare enfasi alla collaborazione bilaterale nel campo dell&#8217;alta tecnologia, della cultura e del commercio, ma hanno anche discusso di politica estera, con il primo che ha assicurato pieno supporto diplomatico per quanto riguarda la <strong>denuclearizzazione</strong> della Corea del Nord.</p>
<p><a href="https://hungarytoday.hu/orban-abe-shinzo-japan-hungary/" target="_blank" rel="noopener">I principali risultati che Orban porta a casa sono i seguenti</a>: il prolungamento dello <strong>Stipendium Hungaricum</strong>, un programma di borse di studio finanziato da Budapest per universitari provenienti &#8220;<em><span style="font-size: 1rem;">dall&#8217;Est e dal Sud del mond</span></em><span style="font-size: 1rem;"><em>o</em>&#8221; che attualmente sta consentendo a 100 giapponesi di perfezionare i propri studi nelle università ungheresi, il rafforzamento della cooperazione fra l&#8217;alleanza Visegrad e Tokyo, l&#8217;alleviamento delle restrizioni sull&#8217;esportazione di suini e pollame ungheresi in Giappone, l&#8217;apertura di una linea di credito dell&#8217;Eximbank ungherese da 1 un miliardo e 200 milioni di dollari per migliorare il clima affaristico, e promesse di <a href="https://hungarytoday.hu/japanese-car-parts-maker-to-invest-in-ne-hungary/">nuovi investimenti</a> nel paese.</span></p>
<p>Sullo sfondo degli accordi, i due presidenti hanno preso parte ad una serie di eventi realizzati nella capitale per l&#8217;occasione, fra cui l&#8217;inaugurazione di <a href="https://hungarytoday.hu/orban-japan-diplomacy-exhibition/">un&#8217;esposizione</a> di dipinti ungheresi al Centro d&#8217;Arte Nazionale, che durerà fino a marzo dell&#8217;anno prossimo, e l&#8217;apertura dell&#8217;<a href="https://hungarytoday.hu/hungarian-cultural-institute-tokyo-opened/">Istituto di Cultura Ungherese</a>.</p>
<p>I discorsi di Orban, che sono ruotati sull&#8217;<strong>identità spirituale e culturale comune</strong> che lega i due popoli nonostante la grande distanza geografica, hanno contornato le celebrazioni, suscitando grande interesse. Il primo ministro ungherese ha tenuto a ribadire che il suo paese vuole essere un ponte fra Ovest ed Est e ha, infine, invitato Abe a recarsi a Budapest.</p>
<h2>Gli altri risultati del turanismo</h2>
<p>L&#8217;Ungheria sta lavorando intensamente per aumentare la propria esposizione nel mondo turco, inteso non soltanto come Turchia ma anche come Caucaso ed Asia centrale. Dal 2013 Budapest e Ankara hanno stabilito un <a href="https://www.dailysabah.com/diplomacy/2019/11/29/high-level-visits-new-projects-to-promote-turkish-hungarian-relations-further">consiglio per la cooperazione strategica di alto livello</a>, che si riunisce periodicamente e nel quale si discute ogni tema di interesse prioritario per la collaborazione bilaterale, dall&#8217;economia e gli investimenti fino alla cultura.</p>
<p>A fine novembre è stato svelato che l&#8217;Ungheria e l&#8217;Agenzia Turca per la Cooperazione (<em>Tika</em>) hanno concluso le ricerche per il ritrovamento della<strong> tomba di Solimano il Magnifico</strong>, morto durante l&#8217;assedio di Szigetvar nel 1566, e prossimamente sveleranno ulteriori dettagli. Una volta portata alla luce, la tomba dello storico sultano potrebbe diventare una destinazione <strong>popolarissima</strong> per i turisti turchi, che già oggi, annualmente, giungono a decine di migliaia per visitare la tomba del poeta ottomano <span style="font-size: 1rem;">Gül Baba, anch&#8217;essa restaurata nell&#8217;ambito di un progetto bilaterale.</span></p>
<p>In settembre, invece, a Budapest ha aperto un ufficio di rappresentanza del Consiglio turco, il primo in un paese dell&#8217;Ue. L&#8217;Ungheria, che dall&#8217;anno scorso ha lo status di paese osservatore all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione, anche in questo vorrebbe fungere da ponte fra l&#8217;Europa cristiana e l&#8217;Asia turco-islamica, utilizzando come tramite fra i due mondi proprio la <strong>specificità turanica</strong> dell&#8217;identità ungherese.</p>
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