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	<title>Ukip Archives - InsideOver</title>
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	<title>Ukip Archives - InsideOver</title>
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		<title>Dopo l&#8217;addio di Nigel Farage  lo Ukip è sull&#8217;orlo del baratro</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/declino-ukip-rischio-bancarotta-75-candidati-meno.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2018 07:40:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Ukip]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180408214103_26130702.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180408214103_26130702.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180408214103_26130702-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180408214103_26130702-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180408214103_26130702-1024x662.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il partito dell&#8217;euroscetticismo, tra i principali fautori della Brexit, Ukip, sta vivendo la sua inesorabile parabola discendente. Il partito presenterà il 75% di candidati in meno per le elezioni locali del prossimo mese rispetto a solo quattro anni fa &#8211; il che suggerisce che il partito è &#8220;praticamente morto&#8221;, come scrive l&#8217;Independent. Il partito anti Ue, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/declino-ukip-rischio-bancarotta-75-candidati-meno.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="970" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180408214103_26130702.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180408214103_26130702.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180408214103_26130702-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180408214103_26130702-768x497.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/04/GETTY_20180408214103_26130702-1024x662.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il partito dell&#8217;<strong>euroscetticismo</strong>, tra i principali <strong>fautori della Brexit</strong>, <strong>Ukip</strong>, sta vivendo la sua inesorabile parabola discendente. Il partito presenterà il <strong>75% di candidati in meno</strong> per le elezioni locali del prossimo mese rispetto a solo quattro anni fa &#8211; il che suggerisce che il partito è &#8220;praticamente morto&#8221;, come scrive l&#8217;<em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.independent.co.uk/news/uk/politics/ukip-local-elections-nigel-farage-gerard-batten-brexit-collapse-a8293406.html">Independent</a></em>.</p>
<p>Il partito anti Ue, colpito dalla crisi, è in procinto di competere per soli <strong>550 seggi</strong> circa in tutta l&#8217;Inghilterra &#8211;  il 12% del totale &#8211; in calo rispetto ai <strong>2.193</strong> per cui ha concorso, durante il periodo di massima popolarità, nel 2014.</p>
<p>Anche nelle ex roccaforti, come <strong>Sunderland</strong>, Hyndburn nel Lancashire, Nuneaton nel Warwickshire e Fareham nell&#8217;Hampshire, Ukip non schiererà dei candidati, o al massimo uno o due. A <strong>Liverpool</strong>, Wolverhampton, Maidenhead e Colchester, <strong>non riuscirà a concorrere</strong> per alcun posto, ha detto Lord Hayward, un sondaggista conservatore.</p>

<p>&#8220;A tutti gli effetti, sembrerebbe che Ukip sia<strong> praticamente morto</strong> come organizzazione per contese elettorali&#8221;, ha detto. &#8220;Ciò conferma la <strong>disastrosa caduta di Ukip</strong> dall&#8217;attenzione pubblica&#8221;. Ukip ha ottenuto il <strong>17% dei seggi</strong> quando gli stessi sono stati contesi l&#8217;ultima volta, nel 2014, quando il partito era guidato da <strong>Nigel Farage</strong>, ma da allora è imploso, perdendo non meno di tre leader.</p>
<p>Il partito ha recentemente scansato la <strong>minaccia di bancarotta</strong> dopo aver raccolto quasi 300.000 sterline per coprire il costo delle <strong>spese legali</strong> dovute. Il suo leader ad interim, <strong>Gerard Batten</strong>, <a href="https://www.independent.co.uk/news/uk/politics/ukip-avoids-bankruptcy-raising-money-emergency-appeal-gerard-batten-a8287306.html">ha dichiarato</a> che la sua richiesta di donazioni per contribuire a <strong>salvare il partito</strong> ha raccolto almeno tre volte più di quanto sperato. Ukip punta anche a <strong>evitare</strong> il suo quarto costoso <strong>congresso per la leadership</strong> nell&#8217;arco di 18 mesi, mantenendo Batten come segretario in carica per il prossimo anno.</p>
<p>Questi aveva lanciato un <strong>appello di emergenza</strong> dopo aver ricevuto due settimane di tempo per pagare una fattura legale da 175.000 sterline per una causa istruita a carico di uno dei parlamentari europei del partito, reo di aver <strong>diffamato tre deputati laburisti</strong>. Il partito fu costretto a risarcire i danni dopo che <strong>Jane Collins</strong> dichiarò erroneamente che John Healey, Sarah Champion e Kevin Barron ignorarono consapevolmente gli <strong>abusi sessuali a Rotherham</strong>.</p>

<p>Successivamente, ha dichiarato che &#8220;Ukip ora è al sicuro&#8221;, aggiungendo che il conto legale del partito era già stato pagato &#8220;con altri mezzi&#8221;. Ukip non ha fornito ulteriori dettagli sulla provenienza di questo denaro. In ogni caso, da una quasi morte clinica di partito alla <strong>presentazione di liste elettorali</strong> per le prossime consultazioni, la strada è sicuramente molto in salita. </p>
<p>In un&#8217;intervista, Batten ha dichiarato: &#8220;Sei settimane fa non avevamo pianificato una campagna elettorale locale. In un breve lasso di tempo, il partito ha radunato e organizzato un <strong>numero rispettabile di candidati</strong>, con la speranza di confermare i seggi già ottenuti e di conquistarne di nuovi&#8221;.</p>
<p>In realtà, il movimento non sembra più avere l&#8217;appeal che aveva raggiunto durante il suo periodo d&#8217;oro a cavallo del <strong>referendum sulla Brexit</strong>, ed ora i grandi partiti potrebbero aumentare il loro consenso <strong>erodendo la base elettorale</strong> di Ukip.</p>

<p>Il crollo di Ukip dovrebbe aiutare i conservatori a <strong>riparare alle pesanti perdite</strong> che rischia di subire al di fuori di Londra, nelle elezioni del 3 maggio. Tuttavia, i <strong>Tories</strong> si stanno dirigendo verso i loro <strong>peggiori risultati elettorali</strong> locali nella capitale, dato che nuovi elettori più giovani abbandonano il partito, secondo quanto pronosticato da Lord Hayward, avvicinandosi alle <strong>forze europeiste</strong>.</p>
<p>Il numero di consiglieri Tory nella capitale dovrebbe scendere <strong>al di sotto dei 519 seggi</strong> che il partito ha ottenuto nel 1994, quando il governo di <strong>John Major</strong> è crollato sulle aspre spaccature sull&#8217;Europa. Ciononostante, <strong>Theresa May</strong> dovrebbe sopravvivere al quasi-tracollo, a condizione che il voto tory resista fuori da Londra, piuttosto che <strong>affrontare la sfida della leadership</strong> una volta ufficializzati i risultati.</p>
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		<title>La maledizione di Farage  Dopo di lui solo guai per lo Ukip</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-maledizione-farage-solo-guai-lo-ukip.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jan 2018 14:01:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ukip]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1092" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180112101911_25438139.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180112101911_25438139.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180112101911_25438139-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180112101911_25438139-768x559.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180112101911_25438139-1024x745.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>L&#8217;Ukip è stato il primo partito &#8220;antisistema&#8221; che è riuscito nell&#8217; impresa di fare breccia nell&#8217;Europa delle istituzioni sovranazionali. Discusso e imitato, quello della formazione guidata da Nigel Farage ha rappresentato il caso originario di un &#8220;partito populista contemporaneo&#8221; finito in parlamento. Senza l&#8217;Ukip, probabilmente, non ci sarebbe stato neppure Donald Trump, per intenderci. Nato nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-maledizione-farage-solo-guai-lo-ukip.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1092" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180112101911_25438139.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180112101911_25438139.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180112101911_25438139-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180112101911_25438139-768x559.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/GETTY_20180112101911_25438139-1024x745.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>L&#8217;<strong>Ukip</strong> è stato il primo partito &#8220;antisistema&#8221; che è riuscito nell&#8217; impresa di fare breccia nell&#8217;Europa delle istituzioni sovranazionali. Discusso e imitato, quello della formazione guidata da Nigel Farage ha rappresentato il caso originario di un &#8220;partito populista contemporaneo&#8221; finito in parlamento.</p>

<p>Senza l&#8217;Ukip, probabilmente, non ci sarebbe stato neppure Donald Trump, per intenderci. Nato nel 1993 in seguito ad una scissione di alcuni membri del Partito Conservatore contrari al trattato di Maastricht, l&#8217;unico obiettivo dichiarato del Partito per l&#8217;indipendenza del Regno Unito era l&#8217; uscita dall&#8217;Unione europea. La <strong>Brexit</strong> ha sancito la vittoria definitiva di questa formazione, ma anche la sua sparizione. L&#8217;Ukip, insomma, ha esaurito il compito per cui era stato fondato ed è sostanzialmente scomparso dalla scheda elettorale, dopo che gli operai dei distretti di Londra avevano deciso, contro ogni previsione dei soliti analisti neoliberal, di fare del figlio di un broker il loro leader politico. <strong>Nigel Farage</strong>, che ha plasmato la piattaforma programmatica dell&#8217;Ukip addosso alla sua figura, ha portato il partito antieuropeista al secondo posto, per percentuale, durante le europee del 2009. Solo i conservatori hanno fatto meglio dell&#8217;Ukip in quella turnata elettorale. </p>

<p>Le mappe del consenso hanno raccontato di un progressivo abbandono dei Labour da parte dei ceti popolari, che dalla crisi economica in poi hanno iniziato a votare &#8220;populista&#8221;. Milioni di voti che si sono tramutati in seggi: 12 nelle europee del 2004, 13 in quelle del 2009, 24 in quelle del 2014. Il prodromo di quello che poi sarebbe successo negli States con il cambio di colore del Rust Belt a favore del Tycoon. Dopo Farage (e la Brexit), però, è stata la volta del nulla.</p>

<p>Nigel Farage ha annunciato le proprie dimissioni in seguito alla vittoria nel referendum della Brexit. La successione allo storico leader è stato un affare per uomini forti di cuore. <strong>Diana James</strong>, la leader di ferro che doveva portare l&#8217;Ukip al di là dell&#8217;uscita del Regno Unito dall&#8217;Unione europea, è durata meno di un mese. Analista e finanziera putiniana, la James doveva traghettare gli euroscettici verso un futuro elettorale degno di nota, ma ha rinunciato al compito prima ancora di iniziare. Un militante, tra l&#8217;altro, le ha sputato addosso prima del meeting che avrebbe sancito l&#8217;inizio della sua leadership. Poco dopo, le dimissioni. Farage è stato così costretto a tornare ad interim, in attesa che il congresso del partito si pronunciasse nuovamente sul suo successore. Fu la volta di <strong>Paul Nuttall</strong>, che si dimise dopo le elezioni del 2017, a causa del magro risultato: neppure un seggio conquistato. Dopo i 147 delle elezioni anticipate di giugno scorso a 0. Nutall ha provato a spostare a destra l&#8217;Ukip, senza ottenere alcun successo. Favorevole alla pena di morte per i casi di infanticidio, antislamico, antiabortista: l&#8217;abbandono di un certo liberalismo, promosso invece da Farage, ha portato con sè risultati disastrosi dal punto di vista elettorale. Farage, in quella circostanza, si è rifiutato di tornare ad interim.</p>
<p>Ecco, allora, il turno trimestrale di Steve Crowther, dal giugno al settembre del 2017. Infine, il vero capolavoro politico dell&#8217;Ukip post Farage: la carica di segretario del partito viene affidata a Henry Bolton. Come ha ricordato <em>Il Fatto Quotidiano</em> in un articolo pubblicato oggi  Bolton &#8220;ottiene a sorpresa la leadership dell&#8217; Ukip nel settembre 2017. Lo scorso mese lascia moglie e due figli per una militante del partito, Jo Marney , 25 anni, modella&#8221;. Una vicenda rosa, che si è trasformata in un incubo politico: Jo Maney, infatti, ha twittato contro i reali inglesi prendendosela con il colore della pelle della nuova fidanzata del principe Henry. Bolton è stato costretto a sospenderla dal partito, salvo poi continuare ad uscire a cena con la modella, nonostante i rotocalchi abbiano parlato di rottura ufficiale della relazione. La moglie di Bolton ha lasciato il neoleader dell&#8217;Ukip, che adesso pare sia stato costretto a mettere in vendita la propria abitazione. Il direttivo dell&#8217;Ukip, nel frattempo, si è dimesso in blocco. Bolton no, ma si dice che in molti siano disposti a tutto pur di fare tornare dal ritiro Nigel Farage. </p>
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		<title>&#8220;Interniamo i terroristi&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/proposta-shock-dellukip-campi-di-concentramento-per-jihadisti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 May 2017 08:15:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni-gran-bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[Jihadismo]]></category>
		<category><![CDATA[Ukip]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="665" height="221" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/1454411715-jihadisti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/1454411715-jihadisti.jpg 665w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/1454411715-jihadisti-300x100.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 665px) 100vw, 665px" /></p>
<p>S’infiammano le elezioni in Gran Bretagna e l’Ukip, crollato clamorosamente nelle ultime elezioni locali in tutto il territorio del Regno Unito, punta su una campagna elettorale con messaggi forti. Due gli obiettivi su cui è stata impostata la campagna del partito nazionalista: Brexit e terrorismo islamico. Questi due temi, su cui peraltro s’incentrano anche le &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/proposta-shock-dellukip-campi-di-concentramento-per-jihadisti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/proposta-shock-dellukip-campi-di-concentramento-per-jihadisti.html">&#8220;Interniamo i terroristi&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="665" height="221" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/1454411715-jihadisti.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/1454411715-jihadisti.jpg 665w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/05/1454411715-jihadisti-300x100.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 665px) 100vw, 665px" /></p><p>S’infiammano le elezioni in Gran Bretagna e l’<strong>Ukip</strong>, crollato clamorosamente nelle ultime elezioni locali in tutto il territorio del Regno Unito, punta su una campagna elettorale con messaggi forti. Due gli obiettivi su cui è stata impostata la campagna del partito nazionalista: <strong>Brexit</strong> e <strong>terrorismo islamico</strong>. Questi due temi, su cui peraltro s’incentrano anche le politiche del Regno degli ultimi mesi, sono quelli con cui il movimento ora guidato da Paul Nuttall ha deciso di puntare tutto per tornare ad avere voce in Parlamento.Ukip nacque con un obiettivo: far uscire il Regno Unito dall’Unione europea. Nacque per questo nel 1993 e, dopo più di venti anni, è riuscito nel suo intento. L’obiettivo della Brexit può essere considerato raggiunto, quantomeno nel voto favorevole della popolazione e in teoria il merito andrebbe proprio a coloro che prima di tutti avevano puntato su questo referendum. Eppure, così non è stato. Il Partito Conservatore guidato da Theresa May si è preso tutto il merito di questo successo elettorale ed ha spodestato l’Ukip dal trono dell’euroscetticismo britannico. Da lì, il crollo nei sondaggi e nei voti alle amministrative: tutti gli euroscettici conservatori, invece di premiare il coraggio dell’Ukip, premiarono la tenacia del premier May.Per questo motivo, adesso i nazionalisti hanno deciso di puntare su un altro tema altrettanto sentito dall’Inghilterra profonda, il loro bacino di voti più importante: la minaccia jihadista. Nelle ultime settimane i toni dell’Ukip sul punto si sono particolarmente incendiati. Il leader Nuttall ha definito il jihadismo come un “cancro che è penetrato nel Paese”. Per eliminare il problema, l’Ukip prevede una serie di misure eclatanti. La prima è l’eliminazione, nel tempo, dell’<strong>immigrazione</strong>, fino a farla arrivare a una soglia zero. In sostanza, sempre secondo quanto affermato dal leader, si dovrebbe attivare il meccanismo di “uno entra, uno esce”. Oltre a questo, il programma del partito prevede il divieto del velo islamico in luoghi pubblici o nelle strade, il divieto di utilizzare la legge islamica in ogni comunità, sia pubblica sia privata, e il controllo a tappeto su chiunque viaggi in Paesi a rischio, fino a togliere il passaporto a chi si sia recato in Stati dove c’è una forte presenza terroristica, e che sono considerati dall’Ukip mete di radicalizzazione. Inoltre, per fare tutto ciò, il manifesto Ukip prevede anche l’arruolamento di ventimila poliziotti e altri ventimila soldati, che andrebbero a rinforzare la sicurezza pubblica per le città e nei punti di “frontiera”.Nelle ultime ore, è poi giunto un nuovo annuncio da parte di Nuttall che ha destato particolare scalpore nel Regno Unito: la creazione di <strong>campi di “internamento”</strong> per jihadisti o per sospettati di terrorismo islamico, anche senza giudizio di un tribunale. Secondo Nuttall, la minaccia jihadista è talmente estesa che non si può ricorrere alle “blande misure” del Governo May. Secondo il leader del partito nazionalista, i servizi segreti britannici avrebbero confermato la presenza sul territorio di tutto il Regno Unito, di circa 23mila potenziali terroristi o comunque affiliati o seguaci di organizzazioni terroristiche o salafite. L’enorme numero di possibili attentatori metterebbe a repentaglio la stessa sopravvivenza della Gran Bretagna e darebbe una ragione valida per utilizzare misure assolutamente drastiche. In ambiente Ukip, inoltre, è ormai all&#8217;ordine del giorno l&#8217;idea di voler introdurre la pena di morte per chi si macchia di terrorismo.Misure drastiche che però in un popolo come quello britannico, culturalmente formato sul liberalismo, potrebbero rappresentare un boomerang in termini di consenso. L’Inghilterra profonda, che è quella dove pesca l’Ukip, è sì molto preoccupata dalla minaccia terroristica, ma è anche legata a un sistema politico dove parlare di divieti, controlli e militari nelle città potrebbe essere anche considerato un eccesso e allarmare. In questo senso, il governo May, che da una parte sostiene Brexit e dall’altra aumenta il controllo dell’antiterrorismo, potrebbe comunque sgretolare le certezze dell’Ukip su come prendere la pancia degli elettori più conservatori e preoccupati. Resta però il dato che per la prima volta, nel Regno Unito, un partito con un certo numero di elettori e seguaci &#8211; i sondaggi lo danno comunque al 5% ed in crescita &#8211; affermi misure repressive uniche rispetto al panorama politico britannico. In questo senso, la campagna elettorale dei nazionalisti potrebbe diventare una sorta di sfida al conservatorismo. Gli annunci di Nuttall creano comunque dibattito e alimentano la discussione su un problema che per il Regno Unito è ormai all’ordine del giorno; e s’interfacciano con elettori che voterebbero o Ukip o Conservative. Il governo May ha sempre rifiutato ogni accondiscendenza verso l’ala estrema rappresentata dall’Ukip, ma è anche vero che con Brexit hanno appurato quanto possa essere formidabile in campagna elettorale la propaganda dei nazionalisti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/proposta-shock-dellukip-campi-di-concentramento-per-jihadisti.html">&#8220;Interniamo i terroristi&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>FN, Ukip e Alba Dorata: euroscettici in marcia su Strasburgo</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/europa-ribelle-2/front-national-ukip-e-alba-dorata-euroscettici-in-marcia-su-strasburgo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 15:25:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Euroscetticismo]]></category>
		<category><![CDATA[Front National]]></category>
		<category><![CDATA[Ukip]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1800" height="598" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00001-31.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00001-31.jpg 1800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00001-31-300x100.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00001-31-768x255.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00001-31-1024x340.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></p>
<p>Dopo aver smaltito la sbornia della vittoria, gli euroscettici si guardano in faccia e ripartono. Per ora la European Alliance for Freedom è solo un progetto abbozzato prima delle elezioni. Ma da domani il nuovo gruppo che siederà all&#8217;europarlamento potrebbe essere realtà. Marine Le Pen vedrà il segretario della Lega Nord Matteo Salvini per fare scacco &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/europa-ribelle-2/front-national-ukip-e-alba-dorata-euroscettici-in-marcia-su-strasburgo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1800" height="598" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00001-31.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00001-31.jpg 1800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00001-31-300x100.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00001-31-768x255.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2015/12/Image00001-31-1024x340.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /></p><p>Dopo aver smaltito la sbornia della vittoria, gli euroscettici si guardano in faccia e ripartono. Per ora la European Alliance for Freedom è solo un progetto abbozzato prima delle elezioni. Ma da domani il nuovo gruppo che siederà all&#8217;europarlamento potrebbe essere realtà. Marine Le Pen vedrà il segretario della Lega Nord Matteo Salvini per fare scacco matto all&#8217;Unione eurpea e muovere guerra alla moneta unica. A questa alleanza euroscettica hanno già aderito anche il Partito della Libertà olandese di Gert Wilders e l’austriaco Fpoe. &#8220;L’intenzione della Lega di allearsi con Le Pen &#8211; ha commentato il capo della comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici &#8211; mettono questo partito fuori dal contesto democratico&#8221;.</p>
<p>&#8220;Siamo estremamente preoccupati&#8221;. Il giorno dopo il terremoto euroscettico e anti-austerity scaturito dai risultati delle elezioni europee è toccato al presidente uscente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, dar voce all&#8217;inquietudine dei governi di mezza Europa per un fenomeno che li ha notevolmente indeboliti e che comunque cambia gli equilibri interni ed esterni. Un coro a cui si è unita anche la cancelliera tedesca Angela Merkel che si è affrettata a tracciare nuovi scenari per alleanze a geometria variabile in vista di appuntamenti cruciali con il &#8220;pacchetto nomine&#8221; ai vertici delle istituzioni europee e con il dibattito sulle politiche di austerità.</p>
<p>Le forze euroscettiche, però, non resteranno a guardare Ppe e Pse inciuciare per farle fuori. E così, già domani, si troveranno per fare il punto. D&#8217;altra parte sono al primo posto in tre Stati (in Francia il Front National, nel Regno Unito l&#8217;Ukip, in Danimarca il Danish People&#8217;s Party), al secondo posto in uno (Jobbik in Ungheria), al terzo posto in tre Stati (Partito della libertà in Olanda, i Veri finnici in Finlandia, Alba Dorata in Grecia), al quarto posto in due (Lega Nord in Italia e Congresso di nuova destra in Polonia). Un&#8217;alleanza tra tutti questi partiti è pressoché impossibile. Ma la Le Pen è convinta che il nuovo gruppo European Alliance for Freedom ne potrà accogliere buona parte. Senza, però, imbarcare gli antisemiti ungheresi di Jobbik, i nazionalisti bulgari di Ataka e i neonazisti greci di Alba DorataSi partirà dall&#8217;unione monetaria. &#8220;Il voto europeo ha sancito la fine dell’euro, sarà una moneta di collezionisti, tenete via qualche monetina&#8221;, promette Salvini.</p>
<p>Ora a chiedere il referendum sulla moneta unica sono in molti. La Le Pen punta a farlo finché il suo consenso è tanto alto. Per questo, chiede al presidente Francois Hollande la dissoluzione dell&#8217;Assemblea nazionale e le elezioni anticipate: &#8220;E quando il Front National arriverà al potere, organizzerò un referendum per chiedere ai francesi se vogliono uscire dall’Unione europea&#8221;. Lo stesso che intende fare Nigel Farage qualora nel 2015 dovesse riuscire a portare lo UK Independence Party a Westminster. Tra la nuova regina di Francia e il conservatore britannico, però, non scorre buon sangue. Sono troppo diversi per combattere lungo la stessa trincea. Il risultato, però, non cambierà. &#8220;Democristiani e socialisti hanno sempre inciuciato &#8211; continua Salvini &#8211; e lo faranno anche questa volta ma ci saranno 150 rompiballe&#8221;.</p>

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		<title>Un matrimonio di convenienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 14:19:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento 5 Stelle]]></category>
		<category><![CDATA[Ukip]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2014/06/nigel-farage-beppe-grillo-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2014/06/nigel-farage-beppe-grillo-2.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2014/06/nigel-farage-beppe-grillo-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2014/06/nigel-farage-beppe-grillo-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2014/06/nigel-farage-beppe-grillo-2-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Lo UK Independence Party e il Movimento 5 Stelle faranno un&#8217;alleanza in Europa. Nigel Farage, il leader euroscettico che ha scosso il Regno Unito, offre &#8220;un matrimonio di convenienza&#8221; a Beppe Grillo nel gruppo Efd all&#8217;europarlamento. Il conservatore 50enne con un passato da broker nella City e da elettore ambientalista smentisce che l&#8217;Ukip sia un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/europa-ribelle-2/solo-un-matrimonio-di-convenienza-letti-divisi-per-grillo-e-farage.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2014/06/nigel-farage-beppe-grillo-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2014/06/nigel-farage-beppe-grillo-2.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2014/06/nigel-farage-beppe-grillo-2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2014/06/nigel-farage-beppe-grillo-2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2014/06/nigel-farage-beppe-grillo-2-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Lo UK Independence Party e il Movimento 5 Stelle faranno un&#8217;alleanza in Europa.</p>
<p>Nigel Farage, il leader euroscettico che ha scosso il Regno Unito, offre &#8220;un matrimonio di convenienza&#8221; a Beppe Grillo nel gruppo Efd all&#8217;europarlamento. Il conservatore 50enne con un passato da broker nella City e da elettore ambientalista smentisce che l&#8217;Ukip sia un partito omofobo e razzista, attacca Matteo Renzi ma, soprattutto, getta un&#8217;ancora di salvezza al comico genovese in balia dei mal di pancia stellati.</p>
<p>Difficile dire a chi giova di più l&#8217;alleanza. Da una parte Farage ha bisogno del nutrito esercito di eurodeputati grillini per controbilanciare il gruppo European Alliance for Freedom che Marine Le Pen, Matteo Salvini e Geert Wilders stanno mettendo in piedi, dall&#8217;altra parte Grillo tenta di garantire ai suoi un alleato per non finire ai margini come è già successo a Roma. Con buona pace di Dario Fo che nelle ultime ore ha preso a dimenarsi per convincere Grillo a desistere dal scendere a patti con la &#8220;destra profonda&#8221;. I due tirano dritto. &#8220;È fondamentale sapere che all’interno del gruppo ogni partito manterrà la sua identità e la totale libertà di voto&#8221;, spiega Grillo sul blog assicurando che si tratta di &#8220;un accordo tattico per contare qualcosa in Europa&#8221;. Rassicurazioni che non rassicurano. Perché, all&#8217;interno del M5S, non tutti sono d&#8217;accordo con l strategia del capo. Nemmeno il fedelissimo Roberto Fico se la sente di sbilanciarsi. &#8220;Siamo solo all’inizio delle prime consultazioni &#8211; spiega alla Stampa &#8211; al Parlamento europeo non esistono alleanze ma accordi per la formazione di gruppi. Farage a differenza dei Verdi ci garantirebbe libertà di voto&#8221;. L&#8217;alleanza, ad ogni modo, sarà votata in rete. E chi non è d&#8217;accordo è già stato redarguito da Roberta Lombardi. Le espulsioni, d&#8217;altra parte sono sempre all&#8217;ordine del giorno.</p>
<p>A Strasburgo Farage potrebbe realmente sottrarre i Cinque Stelle dal cono d&#8217;ombra. &#8220;Da tempo mi affascina il lavoro politico di Grillo e sono rimasto colpito quando l&#8217;ho incontrato &#8211; spiega il leader dell&#8217;Ukip al Corriere della Sera &#8211; ha una mente politica acuta. Quello che mi ha impressionato di più è stata la sua passione nitida per la democrazia diretta&#8221;. Aldilà delle chiacchiere, l&#8217;alternativa è rimanere tra i non-iscritti con meno tempo di parola, nessuna presidenza nelle commissioni, meno fondi e senza una segreteria preparata e professionale. Proprio per questo ai grillini contrari all&#8217;alleanza Farage dice di non stare ad ascoltare i &#8220;nemici politici&#8221;. &#8220;Ai grandi banchieri e ai burocrati a Bruxelles piacerebbe vederci divisi perché in un gruppo insieme possiamo creare molti problemi&#8221;, incalza facendo notare che se i Cinque Stelle andassero coi Verdi si troverebbero &#8220;agli ordini di una linea di voto che non vogliono&#8221;. Insomma, quello a cui convoleranno i leader dei due partiti è, appunto, un matrimonio di convenienza. Non dovranno sporcarsi le mani. Grillo e Farage, dunque, dormiranno in letti divisi.</p>

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		<title>Europa ribelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 May 2014 16:33:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Alba dorata]]></category>
		<category><![CDATA[Euroscetticismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="636" height="461" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Image00001-1024x742-636x461.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Image00001-1024x742-636x461.jpg 636w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Image00001-1024x742-636x461-300x217.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 636px) 100vw, 636px" /></p>
<p>Siamo nel giugno del 2014, forse non era stata fissata nemmeno la data del referendum sull’uscita della Gran Bretagna dell’Ue e l’euroscetticismo appare ancora un fenomeno che coinvolge una bassa percentuale dell’opinione pubblica. Ma già allora, Gian Micalessin ed Andrea Indini riescono ad intercettare quel malessere crescente nel vecchio continente che, nel giro di pochi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/europa-ribelle-2.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="636" height="461" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Image00001-1024x742-636x461.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Image00001-1024x742-636x461.jpg 636w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/Image00001-1024x742-636x461-300x217.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 636px) 100vw, 636px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">Siamo nel giugno del 2014, forse non era stata fissata nemmeno la data del referendum sull’uscita della Gran Bretagna dell’Ue e l’euroscetticismo appare ancora un fenomeno che coinvolge una bassa percentuale dell’opinione pubblica. Ma già allora, Gian Micalessin ed Andrea Indini riescono ad intercettare quel malessere crescente nel vecchio continente che, nel giro di pochi anni, rivoluzionerà la politica di molti paesi dell’Ue. Non sono Gran Bretagna, ma anche Francia e Paesi Bassi: i reportage toccano i paesi da cui, per l’appunto, maggiormente si noterà la sfida lanciata alle istituzioni comunitarie ed all’Euro.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La moneta unica, in particolare, è presa di mira nell’Europa continentale: preoccupazioni per la precarietà del lavoro, difficoltà ad arrivare a fine mese, timori soprattutto per la sovranità. In questi paesi sembrano ancora lontani i momenti in cui i partiti cosiddetti “populisti” andranno ad ottenere in seguito risultati con doppia cifra percentuale alle elezioni. Ma nei reportage si nota per l’appunto la nascente protesta. Una sfida che, dopo appena due anni, è ben evidente con la vittoria della Brexit nel referendum del giugno 2016.</span></p>
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