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	<title>Ucraina oggi Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 23 Feb 2024 17:30:47 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ucraina oggi Archives - InsideOver</title>
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		<title>Da Kiev al Donbas: Ucraina, dieci anni di conflitto tra bassa e alta intensità</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/da-kiev-al-donbas-ucraina-dieci-anni-di-conflitto-tra-bassa-e-alta-intensita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Feb 2024 15:51:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Maidan]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina oggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due anni di guerra convenzionale tra missili stealth e guerra elettronica, sciami di droni, colonne di carri armati che si perdono a vista d&#8217;occhio in fila sulle strade scosse da bombe, commando che effettuano sabotaggi, aerei da caccia d&#8217;era sovietica che si affrontano nei cieli, nuove tecnologie messe alla prova e vecchie tattiche da guerra &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/da-kiev-al-donbas-ucraina-dieci-anni-di-conflitto-tra-bassa-e-alta-intensita.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/06-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Due anni di guerra convenzionale tra missili <em>stealth</em> e guerra elettronica, sciami di droni, colonne di carri armati che si perdono a vista d&#8217;occhio in fila sulle strade scosse da bombe, commando che effettuano sabotaggi, aerei da caccia d&#8217;era sovietica che si affrontano nei cieli, <strong>nuove tecnologie</strong> messe alla prova e<strong> vecchie tattiche</strong> da guerra di logoramento nelle trincee che trovano nuovo spazio nella storia. </p>



<p>Dieci anni di guerra ibrida. Di propaganda e sovversione, di rovesciamenti politici e di lotte interne, di mercenari e fiancheggiatori, di <a href="https://it.insideover.com/guerra/tutte-le-armi-per-kiev-rifornita-in-segreto-per-respingere-i-russi.html">forniture</a> di <a href="https://it.insideover.com/guerra/ucraina-la-guerra-dei-droni-missili-anti-carro-made-usa.html">armi</a> estere per &#8220;<a href="https://it.insideover.com/storia/commandos-per-destabilizzare-lucraina-il-vecchio-piano-della-cia-durante-la-guerra-fredda.html">respingere</a> le armate di terra di una potenza ipotetica&#8221;, di ombre di servizi segreti e addestratori Nato nel cortile di casa di quello che è ed era un &#8220;vecchio&#8221; nemico redento. Un lungo decennio di intrighi politici, fili rossi che si tendono, si intrecciano, corrono sotto traccia e riconducono &#8211; come dagli albori della Guerra Fredda siamo abituati a scoprire &#8211; ai palazzi del potete dove si decide la strategia delle grandi potenze: il Cremlino, la Casa Bianca, il Pentagono, la Lubjanka. Ma anche Whitehall a Londra e <strong>Palazzo Europa</strong> di Bruxelles. </p>



<p>In questi dieci anni trascorsi dalla <strong>Rivoluzione di Maidan</strong>, e nel secondo triste anniversario dall&#8217;inizio di quella &#8220;operazione militare speciale&#8221; ordinata da <a href="https://it.insideover.com/guerra/nella-mente-di-putin-gli-errori-e-i-segreti-della-strategia-dello-zar.html">Vladimir Putin</a> per la &#8220;<em>denazificazione dell&#8217;Ucraina</em>&#8220;, che si è concretizzata in un <strong>conflitto convenzionale</strong> come non se ne vedevano dalla prima guerra del Golfo, un conflitto &#8220;nato&#8221; sotto la copertura di una <em>false flag</em> nonostante le rivelazioni della CIA, sono innumerevoli gli eventi collegati e collegabili che hanno funestato la realtà dell&#8217;Ucraina: terra di <a href="https://it.insideover.com/storia/commandos-per-destabilizzare-lucraina-il-vecchio-piano-della-cia-durante-la-guerra-fredda.html">confine</a> tra l&#8217;Alleanza Atlantica e la sfera d&#8217;<a href="https://it.insideover.com/dossier/la-fine-del-patto-di-versavia">influenza</a> del <em>Grande Orso</em> russo che doveva fungere da cuscinetto e invece si è tramuta nel vertice della tensione. Al punto da dover rispolverare quelle invettive che sottendono a quell&#8217;ultima inammissibile <em>ratio</em> che prevede l&#8217;impiego di armi nucleari. </p>



<p>È ancora presto per affermare con la necessaria contezza che l&#8217;Ucraina è forse uno dei più grandi laboratori della storia contemporanea per l&#8217;applicazione delle tattiche della <strong>guerra moderna</strong> in tutte le sue più complesse declinazioni. Soft, smart, hard power.</p>



<p>Da Euromaidan come lascito e testamento della rivoluzione colorata del 2004, e il sospetto di un <em>agent provocateur</em> nei &#8220;<a href="https://it.insideover.com/politica/maidan-chi-sparo-su-quella-piazza.html">tiratori scelti</a>&#8221; che uccisero sparando nella folla di manifestanti che ancora aleggia nel cielo più grigio dove si staglia la statua di <strong>Bereginia</strong>, dea protettrice della &#8220;casa&#8221; e mito matriarcale del nazionalismo romantico ucraino; alla fuga del presidente amico di Mosca <strong>Viktor Janukovich</strong>. </p>



<p>Dall&#8217;insediamento di <strong>Petro Poroshenko</strong>, il primo<a href="https://it.insideover.com/politica/poroshenko-il-primo-presidente-di-maidan.html"> presidente di Maidan</a> che ricevette le armi degli <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/insideover-dossier/lombra-americana-su-kiev.html">americani</a> (e possiamo supporre anche se ormai ne abbiamo in pare le prove, l&#8217;addestramento per impiegarle dalle forze speciali di due potenze occidentali) ma trattò con grigia strategia e opportunismo il sentimento europeista filo-Nato sprigionato dalla rivolta; all&#8217;annessione della Penisola di Crimea come spia delle ambizioni russe. Che si sarebbero protratte nella lunga <strong>guerra ibrida</strong> che ha devastato il Donbas portando gli osservatori <em>non principianti</em> ad affermare che la &#8220;guerra&#8221; tra Ucraina e Federazione Russa è iniziata del 2014, e si è protratta nei<em> blitz</em> dei paramilitari separatisti e delle &#8220;<a href="https://it.insideover.com/guerra/accerchiati-dai-russi-lultima-resistenza-del-battaglione-donbass.html">brigate nere</a>&#8221; lungo le linee di frizione orientali che sono diventate anno dopo anno delle trincee al margine delle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e di Lugansk, e nello <strong>Stretto di Kerch</strong> dove le navi da guerra di piccolo cabotaggio si <a href="https://it.insideover.com/guerra/tensione-nel-mar-dazov-la-marina-russa-apre-il-fuoco.html">fronteggiavano</a> in punta di regole d&#8217;ingaggio, e venivano sequestrate con i loro equipaggi con l&#8217;accusa e la scusa dello spionaggio. </p>



<p>Per il presidente ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, un semplice comico televisivo al tempo, ora leader di uno stato costretto alla guerra da 730 giorni che ha imposto la <strong>legge marziale</strong> e dunque potrebbe non svolgere le regolari elezioni mentre viene applicata la coscrizione obbligata nelle forze armate ucraine, che nonostante il sacrificio di centinaia di migliaia di soldati e le <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-guerra-in-ucraina-e-il-numero-dei-morti-il-segreto-di-mosca-e-kiev-sul-conflitto.html">pesantissime perdite</a> inflitte al nemico in battaglie che ricordano l&#8217;assedio di Stalingrado, ma sono stati combattuti a <a href="https://it.insideover.com/guerra/a-mariupol-lultima-resistenza-dellacciaieria-cosi-la-nuova-alamo-sta-per-cadere.html">Mariupol</a>, Bachmut, Kherson, Kharkiv e <a href="https://www.ilfoglio.it/esteri/2023/02/24/news/la-battaglia-che-salvo-kyiv-4990131/">Hostomel</a>, devono continuare a combattere per &#8220;frenare&#8221; l&#8217;avanzata russa; anche da quando sembra essersi attestata sulle posizioni che Mosca intende mantenere in attesa di una resa strategica da parte di Kiev, nell&#8217;utopica prospettiva di cacciare i russi oltre i confini territoriali del 2022, quella di piazza Maidan fu “<em>la prima vittoria della guerra di oggi</em>”. Ammettendo di fatto che la <strong>prima vittoria</strong> dei coraggiosi ucraini non è stata conseguita sulla pista dell&#8217;aeroporto che avrebbe condotto gli <em>Spetnaz </em>russi nella capitale per compiere un&#8217;operazione di decapitazione del governo di Kiev, ad opera delle forze d&#8217;intervento rapito &#8220;avvertite&#8221; dagli occidentali, o dai piloti che si sono battuti in numero inferiore di cinque contro uno per impedire ai russi la &#8220;superiorità area&#8221; dei cieli, ma in quella piazza dedicata all&#8217;Indipendenza dall&#8217;Unione Sovietica attraversata dalla via principale, la <em>Chreščatyk</em>,&nbsp;che deve il suo nome a una parola slava&nbsp;che significa &#8220;croce&#8221;. </p>



<p>Tra quella vittoria e l&#8217;ultima conseguita sul fronte che si estende per migliaia di chilometri tra aria, mare e terra, un milione di croci con un nome o senza nome e un&#8217;idea differente di quello che deve essere il <strong>futuro</strong> dell&#8217;Ucraina. Uno stato che significa &#8220;Confine&#8221;. </p>
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		<item>
		<title>Il nuovo &#8220;contenimento&#8221; della Nato sarà scandinavo e orientale</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-nuovo-contenimento-della-nato-sara-scandinavo-e-orientale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Feb 2022 06:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Crisi in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina oggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/nato-flag-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/nato-flag-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/nato-flag-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/nato-flag-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/nato-flag-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/nato-flag-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/nato-flag-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Se all’indomani del biennio 1947-1949 la strategia del blocco occidentale era quella di frenare le mire espansionistiche dell’Unione Sovietica, tentando di creare un sistema protettivo nei confronti dei Paesi nordici e dell’est Europa, nella nuova Nato mutaforma i ruoli sembrano invertirsi. Alla vigilia di una paventata guerra ai confini dell’Europa, è necessario più che mai &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-nuovo-contenimento-della-nato-sara-scandinavo-e-orientale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/nato-flag-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/nato-flag-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/nato-flag-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/nato-flag-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/nato-flag-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/nato-flag-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/nato-flag-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Se all’indomani del biennio 1947-1949 la strategia del blocco occidentale era quella di frenare le mire espansionistiche dell’Unione Sovietica, tentando di creare un sistema protettivo nei confronti dei Paesi nordici e dell’est Europa, nella nuova Nato mutaforma i ruoli sembrano invertirsi. Alla vigilia di una <a href="https://it.insideover.com/guerra/crisi-ucraina-invasione-russia-guerra-scenari.html">paventata guerra ai confini dell’Europa</a>, è necessario più che mai ragionare su come la nuova Alleanza Atlantica stia cambiando. Cambiare non significa mandare in soffitta l’organizzazione regionale che per più di settant’anni ha anni ha gestito la sicurezza occidentale, ma adattarla alle nuove esigenze di ciò che definiamo sistema internazionale.</p>
<h2>Dopo il crollo del muro</h2>
<p>Dopo la fine della Guerra Fredda si sono contrapposte due linee di pensiero in proposito. I favorevoli all’<strong>espansione della Nato nell’Europa orientale </strong>hanno continuato a sostenere che l’obiettivo primario fosse la maggiore sicurezza della regione, tale da scoraggiare la Russia dall’intraprendere una politica di revisionismo territoriale. I fautori dell’allargamento, negli anni Novanta, erano giunti perfino a sostenere che anche la Russia, per paradosso, ne avrebbe beneficiato perché i suoi vicini dell’Europa orientale sarebbero stati scoraggiati nell’approfittare della debolezza russa e quindi della crescente instabilità della regione.</p>
<p>Gli oppositori dell&#8217;allargamento, invece, sollevarono numerose questioni: ad esempio, nel giugno del 1997 in una lettera aperta al presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, un gruppo di cinquanta eminenti personalità manifestò la propria opposizione all&#8217;allargamento bollandolo come “un errore politico di importanza storica”. Quel giudizio negativo si basava su quattro argomenti fondamentali: l&#8217;allargamento della Nato avrebbe messo in discussione l&#8217;intero assetto post-Guerra Fredda; avrebbe creato una nuova e profonda linea di divisione tra gli ex paesi satelliti dell&#8217;Unione Sovietica ammessi nella Nato e quelli rimasti fuori lasciati a cavarsela da soli; all&#8217;interno della stessa Nato l&#8217;allargamento avrebbe ridotto la credibilità dell&#8217;Alleanza sotto l&#8217;aspetto più importante in termini politici, ovvero l&#8217;impegno a difendere senza eccezione qualsiasi membro sotto attacco; infine, l’allargamento in aree sistemicamente instabili avrebbe potuto mettere a repentaglio l&#8217;impegno americano nell&#8217;ambito dell’Alleanza stessa.</p>
<h2>Com&#8217;è andata a finire?</h2>
<p>La proposta dell&#8217;allargamento a Est ha continuato a tenere banco anche nei due decenni successivi al crollo del muro di Berlino. Tuttavia, negli ultimi venti anni, le sfide globali come la lotta al terrorismo, i fenomeni migratori e, non ultima, la crisi pandemica hanno modificato i rapporti di forza internazionali anche soprattutto all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza atlantica. La <strong>Turchia</strong> non è più un alleato leale ma un <em>disenchanted ally</em> che è andato ben oltre il semplice <em>flirt</em> con la Russia di Putin. Sono cambiati i meccanismi europei e i rapporti di forza all&#8217;interno dell’Europa, che non riesce a far rivivere il progetto di una difesa comune che possa alleggerire l&#8217;ombrello americano sul continente. Sono cambiate anche e soprattutto le priorità di Washington che, lungi da voler abbandonare il vecchio continente, ha necessità di rimodulare la propria politica estera: da qui, l’esigenza di alleggerire la propria presenza in Medio Oriente, la concentrazione delle energie nell’Indopacifico, ma soprattutto di ridefinire priorità e compiti a proposito del confine fra Europa ed ex mondo sovietico.</p>
<h2>Il nuovo pivot Nato antirusso: Scandinavia e Paesi orientali</h2>
<p>Gli americani hanno di recente aumentato il contingente in <a href="https://it.insideover.com/politica/polonia-e-romania-le-nuove-colonne-portanti-della-nato.html"><strong>Polonia</strong> e in <strong>Romania</strong></a> di tremila unità. Agli inizi di febbraio, infatti, Joe Biden ha formalmente approvato la decisione di inviare truppe supplementari nell&#8217;Europa dell&#8217;est per rinforzare il fianco orientale della Nato in caso di invasione russa dell&#8217;Ucraina. Mille soldati spostati dalla Germania alla Romania e duemila dagli Stati Uniti in Europa, chiarendo che le forze Usa non avrebbero combattuto in Ucraina, ma avrebbero assicurato la difesa degli alleati.</p>
<p>Nel frattempo, si sta negoziando con la <strong>Slovacchia</strong> un accordo per accedere alle sue infrastrutture, in cambio di finanziamenti per procedere ad un loro adeguamento e modernizzazione. Nonostante il governo slovacco abbia approvato all&#8217;unanimità la formulazione di un patto di difesa bilaterale con gli Stati Uniti il ​​12 gennaio, l&#8217;Accordo di cooperazione per la difesa (Dca) ha dovuto affrontare una crescente opposizione da quando è stato presentato per la prima volta a metà dicembre. Dietro quest&#8217;ultimo attacco di antiamericanismo c&#8217;è un misto di politica opportunistica, simpatie russe di estrema destra e disinformazione, che sgomentano molti esperti in un momento di accresciuta instabilità regionale. Stessa cosa dicasi per la <strong>Danimarca</strong>. Gli Stati Uniti hanno proposto un accordo di cooperazione bilaterale in materia di difesa ulteriore rispetto ai meccanismi Nato. Una svolta dopo molti decenni di politica contraria allo stanziamento di truppe straniere sul suolo danese. La formula esatta che assumerà questa collaborazione non è stata ancora definita, ma potrebbe includere la presenza di soldati e equipaggiamenti militari statunitensi sul suolo danese, presumibilmente nel caso in cui fosse necessario inviare truppe nello Jutland o sull’isola di Bornholm, 160 chilometri a est della capitale.</p>
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<p>L’idea di base è quella di creare un potente bastione militare fra Mar Nero e Mar Baltico che si allarghi fino a comprendere l’Artico, visto che con la <strong>Norvegia</strong> sono stati siglati accordi per una presenza di quattro basi, negoziato nel 2021, in tempi non sospetti. L&#8217;accordo regola e facilita la presenza, l&#8217;addestramento e le esercitazioni degli Stati Uniti in Norvegia, facilitando così un rapido rafforzamento del Paese da parte degli Stati Uniti in caso di crisi o guerra. L&#8217;accordo riafferma le strette relazioni della Norvegia con gli Stati Uniti e conferma la posizione chiave del Paese sul fianco settentrionale della Nato. In quest’ottica va considerata anche l’infrastruttura ferroviaria<strong> Rail-2-sea </strong>che collega Costanza a Danzica, che fungerà da anello logistico tra tutti i Paesi Nato confinanti con l’Ucraina.</p>
<p>Queste mosse mostrano come la politica estera americana non ha intenzione di mollare la fortezza Europa, ma semplicemente di utilizzare una selezione rinnovata di pivot. <strong>Francia</strong> e <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-significato-della-visita-di-scholz-a-washington.html"><strong>Germania</strong></a>, alle prese con tumulti interni e delicate fasi di passaggio, sembrano essere nel mezzo di un’operazione di <em>maquillage</em> diplomatico, dandosi un ruolo nel meccanismo del <strong>formato Normandia</strong>. E l’<strong>Italia</strong>? Roma potrebbe, invece di cercare un ruolo a tutti i costi nella crisi ucraina, diventare il più saldo alleato degli Usa nelle questioni mediterranee, soprattutto sulla quarta sponda, costretti a non poter più contare sul Giano bifronte che siede ad Ankara.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-nuovo-contenimento-della-nato-sara-scandinavo-e-orientale.html">Il nuovo &#8220;contenimento&#8221; della Nato sarà scandinavo e orientale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La scommessa ucraina di Macron e i pericoli per l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-scommessa-ucraina-di-macron-e-i-pericoli-per-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Jean Marie Reure]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2022 12:01:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina oggi]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209124326149_ed31b78f46523353beb1c1b01f8b7878-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209124326149_ed31b78f46523353beb1c1b01f8b7878-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209124326149_ed31b78f46523353beb1c1b01f8b7878-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209124326149_ed31b78f46523353beb1c1b01f8b7878-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209124326149_ed31b78f46523353beb1c1b01f8b7878-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209124326149_ed31b78f46523353beb1c1b01f8b7878-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_20220209124326149_ed31b78f46523353beb1c1b01f8b7878-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Francia di Emmanuel Macron si prepara alle elezioni presidenziali in un contesto di forti tensioni internazionali, esacerbato dai recenti fallimenti nella sua politica estera. Macron nel 2017 si era presentato con un’ambiziosa agenda estera che poneva la Francia come motore e guida di un’Europa nuova e più forte, incardinata proprio su una politica di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-scommessa-ucraina-di-macron-e-i-pericoli-per-leuropa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-scommessa-ucraina-di-macron-e-i-pericoli-per-leuropa.html">La scommessa ucraina di Macron e i pericoli per l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p style="text-align: left;">Se il <strong>Mali</strong> ha visto ben due colpi di stato nell’arco di due anni ora anche in Burkina Faso, un altro membro del G5 Sahel, c’è una giunta militare al governo. A settembre 2021 l’Australia denuncia un accordo con Parigi per la produzione di sottomarini Shortfin Barracuda Block 1A del valore complessivo di 90 miliardi. Sul fronte dell’industria della difesa europea non si registrano progressi significativi né per lo Scaf né per l’Mgcs, i due progetti europei più importanti in ambito aeronautico e terrestre. Il dossier libico rimane forse uno dei fallimenti più eclatanti: Parigi, capofila dell’intervento Nato del 2011, sembra aver ormai perso il suo peso politico nello scenario post-Gheddafi, scalzata da Turchia e Russia. In un simile contesto non c’è quindi da stupirsi che la Francia tenti di presentarsi come mediatore nel contesto delle crescenti <a href="https://it.insideover.com/topic/guerra-in-ucraina">tensioni fra Ucraina e Russia</a>: Parigi ha bisogno di una vittoria, anche se puramente simbolica.</p>
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<ul>
<li><a href="https://bit.ly/34tCqqH"><strong>Macron si inserisce tra Mosca e Kiev. Ma dal Cremlino arriva il primo “stop”</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3uxDOTW"><strong>Trappola ucraina contro Nato e Stati Uniti</strong></a></li>
</ul>
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<h2 style="text-align: left;">Il contesto dell’incontro Macron-Putin</h2>
<p style="text-align: left;">L’incontro di lunedì sera tra Putin e Macron si è svolto in un clima glaciale. Il presidente Francese non è stato accolto, come da consuetudine, all’esterno del Cremlino. Putin lo aspettava all’interno e i due capi di stato si sono poi accomodati ai capi estremi di un tavolo di marmo bianco, a distanza di quattro metri l’uno dall’altro. L’incontro a porte chiuse è durato più di 5 ore, al termine del quale un presidente francese dai tratti tirati e dai movimenti convulsi è apparso in conferenza stampa. Se a Macron è stata poi offerta una coppa di Champagne, si trattava di un prodotto russo in palese riferimento alla decisone di Putin, risalente a luglio scorso, di adottare quella denominazione esclusivamente per prodotti di origine russa. L’incontro a Mosca è quindi avvenuto in un clima intimidatorio, dove Macron non ha potuto che cercare di prendere tempo. Se non ci è dato sapere di cosa abbiano discusso i due capi di stato nell’incontro a porte chiuse, possiamo però analizzare quanto è stato detto in conferenza stampa.</p>
<p style="text-align: left;">A fronte di una controparte Russa ostile e ancorata sulla sua posizione, a Macron è toccato il ruolo di negoziatore “di merito”, secondo la definizione data dall’<em>Harvard Negotiation Project</em>. Durante il suo discorso iniziale, così come nel rispondere alle domande postegli, il presidente francese ha sempre cercato di focalizzarsi sugli interessi delle parti e non già sulle posizioni. Ha parlato di opzioni e di “soluzioni innovative” più che di decisioni concrete. Ha poi ripetutamente sottolineato che si tratta di un processo lungo, i cui risultati non saranno immediati. Macron ha anche provato ad abbozzare dei criteri sui quali giudicare i risultati dei negoziati, che consistono nelle misure di <strong>de-escalation</strong> che verranno poi effettivamente messe in atto dai paesi coinvolti. Scindere gli attori dal problema, concentrarsi sugli interessi e non sulle posizioni, creare un gamma di opzioni e definire dei criteri oggettivi è esattamente quanto suggerito da Roger Fisher e William Ury in un libro del 1991, tradotto in italiano come “L’arte del negoziato”. Macron ha quindi seguito un copione ben rodato con un solo obiettivo, evitare uno scontro e riportare l’<strong>Unione europea</strong> al centro delle trattative marcando una distanza con le prese di posizione nette di Stati Uniti e Nato</p>
<h2 style="text-align: left;">I temi dell’incontro</h2>
<p style="text-align: left;">Putin è stato chiaro ed ha formulato un lungo elenco di rivendicazioni russe: in primo luogo ha ribadito la sua opposizione alla politica delle porte aperte della <strong>Nato</strong>, definita come un’organizzazione “tutt’altro che pacifica” in riferimento all’Iraq, all’Afghanistan e alla Libia. Ha poi lamentato il mancato rispetto da parte dell’Ucraina degli <strong>accordi di Minsk</strong> e del <strong>Formato di Normandia</strong> (composto da Francia, Germania e i due paesi coinvolti). Ha inoltre chiarito che la Russia non cerca di provocare un conflitto, come d’altronde ha dimostrato imponendosi come forza di pace nel conflitto del <strong>Nagorno Karabakh</strong>. Ha però avvertito l’Unione europea che se l’Ucraina dovesse entrare a far parte della Nato, gli stati membri si troverebbero coinvolti, loro malgrado, in un conflitto con la Russia per il quale “non avrebbero il tempo di reagire”. Non ha quindi escluso un’invasione, adducendo che la Russia potrà dare rassicurazioni e garanzie in merito solo quando avrà ricevuto eguali rassicurazioni dalle controparti (Ucraina, Usa e Nato in particolare).</p>
<p style="text-align: left;">Come da manuale Macron ha adottato una postura ben diversa. Ha sottolineato come la Russia sia un paese amico e soprattutto europeo, e che, come tale, va trattato. Ha ribadito a più riprese che la soluzione è esclusivamente diplomatica e che richiede un ripensamento della convivenza tra Unione europea e Russia. Russia e Francia sono poi membri del P5, cioè hanno entrambe diritto di veto in seno al <strong>Consiglio di sicurezza</strong> all&#8217;Onu e che questo comporta una responsabilità comune. Macron ha quindi voluto sottolineare in primo luogo gli elementi in comune, richiamandosi a principi e valori universali, cercando di rifuggire la dicotomia fra nuove regole (cioè la fine della politica delle porte aperte della Nato) e nessuna regola (guerra). Non casualmente il presidente Francese ha citato il caso della Svezia e della Finlandia (entrambi membri dell’Ue, ma non della Nato) quasi ad alludere ad una possibile via di risoluzione del conflitto. Georgia, Moldavia e Ucraina sono poi apparse sullo stesso piano nel suo discorso, sempre in riferimento alla loro vicinanza all’Ue, pur essendo ex repubbliche sovietiche e quindi almeno parzialmente nella sfera di influenza russa. Dipanando quindi velatamente una serie di opzioni Macron ha poi sottolineato nel concreto come la de-escalation del conflitto sia essenziale, e possa passare solo attraverso quelle che vengono chiamate in gergo CBM (Confidence Building Measures, ossia Misure volte a rafforzare la fiducia). Limitare gli spostamenti di truppe ai confini, maggiore trasparenza sulle manovre militari e chiarezza sulle difese anti-missilistiche sarebbero i primi passi da adottare per una risoluzione delle tensioni attuali.</p>
<h2 style="text-align: left;">I primi, incerti, passi verso una soluzione politica europea?</h2>
<p style="text-align: left;">L’incontro con il presidente Ucraino <strong>Volodymyr Zelensky</strong> si è invece svolto in un clima ben diverso, con un Macron quasi sorridente e ben più sicuro di quanto non fosse apparso al Cremlino. Ha reso omaggio ai caduti ucraini, elogiando lo sforzo democratico di Kiev ed ha ribadito come Francia e Germania siano in prima linea per offrire il loro supporto a fronte di una postura russa definita come minacciosa. Macron ha poi espresso il suo apprezzamento per la “calma e il sangue freddo” mostrato dall’Ucraina. È quindi chiaro che la Francia cerca una soluzione politica nel quadro degli accordi di Minsk (del 2014) e del Formato di Normandia. L’insistenza su quest’ultimo punto è anche un chiaro messaggio agli Usa – e in conseguenza alla Nato – della volontà di Parigi di trovare una soluzione europea ad un problema inteso come prevalentemente europeo e solo parzialmente relativo all’alleanza atlantica. Si potrebbe quindi leggere il tour de force del Presidente francese come un tentativo di rilanciare l’Unione Europea, di cui Parigi ha la presidenza per sei mesi, come attore centrale. Se questo si avverasse potrebbe essere proprio la vittoria di cui l’Esagono e l’Ue hanno disperatamente bisogno, ma se così non fosse europeizzare il conflitto in Ucraina potrebbe comportare dei rischi che l’Unione Europea nel suo complesso non è preparata ad affrontare.</p>
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		<title>Il significato della visita di Scholz a Washington</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-significato-della-visita-di-scholz-a-washington.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Feb 2022 06:58:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina oggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_2022020907385919_b224cf479d8c5cafd9cafbb06629f942-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_2022020907385919_b224cf479d8c5cafd9cafbb06629f942-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_2022020907385919_b224cf479d8c5cafd9cafbb06629f942-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_2022020907385919_b224cf479d8c5cafd9cafbb06629f942-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_2022020907385919_b224cf479d8c5cafd9cafbb06629f942-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_2022020907385919_b224cf479d8c5cafd9cafbb06629f942-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/02/ilgiornale2_2022020907385919_b224cf479d8c5cafd9cafbb06629f942-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel garbuglio della crisi Ucraina, dare una facile interpretazione della visita de cancelliere tedesco Olaf Scholz a Washington è quasi impossibile. Una Canossa? O peggio, una Canossa inversa? Difficile dirlo. Il 7 febbraio scorso, il neoeletto cancelliere si è recato negli Stati Uniti per la sua prima visita ufficiale oltreoceano, quasi una presentazione di credenziali, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-significato-della-visita-di-scholz-a-washington.html">[...]</a></p>
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<h2>La conferenza stampa congiunta</h2>
<p>Al di là dei convenevoli, in occasione della conferenza stampa congiunta Joe Biden ha dichiarato senza mezzi termini: “Se la Russia invade ulteriormente l&#8217;Ucraina, noi siamo pronti, tutta la Nato è pronta&#8221; e ci saranno &#8220;conseguenze rapide e severe&#8221;. E ancora, il presidente americano ha &#8220;promesso&#8221; di chiudere il gasdotto <strong>Nord Stream 2</strong> se la Russia invaderà l&#8217;Ucraina. &#8220;Non ci sarà più un Nord Stream 2. Metteremo fine a tutto questo. Prometto che lo faremo&#8221; ha tuonato di fronte alla stampa, con una risolutezza che fa dimenticare i tempi da “<em>sleepy</em> Joe”.</p>
<p>Il discorso, poi, volge ovviamente sulla Nato che non può in questo momento dare un’immagine frammentata per nessun motivo. È una &#8220;alleanza stretta&#8221; tra Usa e Germania su tutti i temi, dalla crisi Ucraina-Russia al clima, alla lotta alla pandemia, ha sottolineato il presidente Usa, quasi a sgombrare il campo da qualsiasi dubbio, e quasi impedendo al suo omologo tedesco di violare l’immagine perfetta del Trattato, dato in stato di morte cerebrale. Ma Biden continua a rincarare la dose, quasi a voler evitare lo scivolone diplomatico per Scholz: &#8220;Stiamo lavorando &#8211; ha aggiunto &#8211; con la Germania e con tutti gli alleati europei per trovare la migliore soluzione per tutti&#8221;. &#8220;Anche la Germania &#8211; ha continuato Biden &#8211; è tra i leader alla ricerca di una de-escalation della crisi.</p>
<p>Si tratta, dunque, di un modo per riaccogliere il figliol prodigo o è un messaggio in mondovisione al figliol prodigo stesso?</p>
<p>Quando tocca a Scholz, l’atmosfera rimane comunque tesa, imbarazzata e poco “calda”. Il piano viene parzialmente ribaltato: il cancelliere tedesco annuncia la linea diplomatica pur in presenza dell’opzione sanzioni, tornando a citare i colloqui bilaterali tra Usa e Russia, così come tra Nato e Russia. Difende il formato il <strong>formato Normandia</strong>, per anni finito in soffitta. Ed è così che Scholz ribadisce la sua preferenza per una <strong>doppia strategia</strong>, quella che, a suo dire, promette maggiormente di riuscire. Tuttavia, per dare un colpo al cerchio e uno alla botte, ha sottolineato che “La Russia deve capire che la Nato è unita”: un messaggio doppio, destinato al suo ospite quanto a Putin. E per stressare ancora di più il concetto, lasciandosi andare a una buona dose di piaggeria, abbandona per un attimo il tedesco, rivolgendosi alla sala in inglese: “E’ una buona idea dire ai nostri amici americani: saremo uniti&#8221;. “Agiremo insieme. E tutti i passi necessari saranno fatti da tutti noi insieme”. Un altro messaggio sia per Biden che per Putin.</p>
<h2>Una relazione giovane…</h2>
<p>Biden è alla Casa Bianca da poco più di un anno, mentre in Germania l’era Merkel è tramontata definitivamente. <strong>I due leader si conoscono poco</strong>, si concedono convenevoli imbarazzati e non si risparmiano durezze. Come nel momento in cui Biden minaccia espressamente di porre fine al progetto del nuovo gasdotto con il suo omologo a pochi metri, incerto se reagire o essere accondiscendente, passando per uno scolaretto redarguito dal maestro. Mentre Biden pubblicizza spesso la sua lunga storia con i leader mondiali, il suo rapporto con Scholz è relativamente nuovo: si era già incontrati al G20 a Roma lo scorso anno e da allora si sono scambiati diverse chiamate. Ma il loro rapporto personale non ha nulla che vedere con quello con Angela Merkel: sembrano lontani i tempi in cui, durante la sua ultima visita a Washington in estate, tra i due regnava un evidente armonia a suon di &#8220;Caro Joe&#8221; e &#8220;Tu conosci lo Studio Ovale tanto quanto me&#8221;.</p>
<h2>…o un alleato debole?</h2>
<p>A guardarla da lontano, la missione di Scholz, sembra più un incontro riparatore che ha fornito l&#8217;opportunità di tentare di riparare la reputazione intaccata della Germania in patria e all&#8217;estero, che ha costretto il nuovo cancelliere a rispedire al mittente le domande sul fatto se Berlino possa essere considerata un vero alleato. Nemmeno in patria il giudizio sembra lusinghiero: alcuni giornali tedeschi l&#8217;hanno soprannominata una &#8220;<a href="https://eueditorial.com/scholz-starts-crisis-mission-first-visit-to-washington/">missione di crisi</a>&#8220;, figlia di una mancanza di leadership nel bel mezzo delle voci grosse dei giganti. Ed in effetti il cancelliere Scholz non ha mai contraddetto Biden: ad ogni passo, ha evitato di affrontare direttamente la questione gas, ripetendo le stesse dichiarazioni non vincolanti a cui il pubblico si è abituato a due mesi dal suo insediamento. Partito dalla Germania inseguito dall’hashtag oltraggioso <strong>#woistScholz</strong> (dov&#8217;è Scholz?), sembra davvero essere tornato con le pive nel sacco, incapace di essere voce europea, ago della bilancia, come qualcuno auspicherebbe. L’accoglienza a Washington è stata piuttosto fredda: per settimane, i <em>think tank</em> in quel di DC non hanno perso l&#8217;occasione di disprezzare il governo tedesco per essersi tirato indietro, e per il misero contributo alla causa ucraina a base di donazioni di caschi e ospedali militari. Il <em>New York Times</em> ha recentemente chiesto: &#8220;Dove si trova la Germania nel conflitto in Ucraina?&#8221; Il tabloid <em>New York Post</em> ha espresso un&#8217;opinione abbastanza inequivocabile: &#8220;La Germania, il procrastinatore della Nato con un conflitto di interessi profondo e crescente sulla Russia, è l&#8217;anello debole &#8211; e sfortunatamente anche Putin lo sa&#8221;.</p>
<h2>Due linguaggi diplomatici diversi</h2>
<p>I due certamente parlano <strong>due lingue diverse</strong>: quella di Biden risente del fiato sul collo dei falchi al Congresso, degli echi della Guerra Fredda e della dottrina Stimson, questa volta rivisitata per l’est Europa. Scholz, al di là della verve personale, al momento latente, è figlio della storia del suo Paese e pertanto riluttante a scegliere le maniere forti, alla ricerca di un concerto d’Europa che tarda a venire. Nelle prossime due settimane cercherà di uscire dalla difensiva. Il viaggio negli Usa è solo l&#8217;inizio di tutta una serie di missioni: il 15 febbraio è atteso a Mosca, ma i guai lo hanno già preceduto. Il suo staff aveva reso nota venerdì la lista dei giornalisti che viaggeranno con il cancelliere. Nessuna traccia dell’emittente tedesca <strong>Deutsche Welle</strong>, cacciata dai russi per violazione delle leggi internazionali: dopo le proteste dell’opposizione, la Deutsche Welle è stata frettolosamente riaggiunta alla lista. Un piccolo dettaglio che fa riflettere anche sulla piega che stanno prendendo i rapporti con Mosca.</p>
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		<title>Il mondo militare tedesco è filorusso? La strana posizione di Berlino</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-mondo-militare-tedesco-e-filorusso-la-strana-posizione-di-berlino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jan 2022 08:38:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[membership NATO Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina oggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220128093828220_37d990189e7ed4b43537435d765e76f5-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220128093828220_37d990189e7ed4b43537435d765e76f5-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220128093828220_37d990189e7ed4b43537435d765e76f5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220128093828220_37d990189e7ed4b43537435d765e76f5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220128093828220_37d990189e7ed4b43537435d765e76f5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220128093828220_37d990189e7ed4b43537435d765e76f5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220128093828220_37d990189e7ed4b43537435d765e76f5-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla vigilia della drôle de guerre ai confini dell’Europa, la strana posizione della Germania nei confronti della Russia continua a suscitare imbarazzi e malumori. Se fino ad ora Berlino poteva essere accusata di eventuale cerchiobottismo tra vocazione europeista e il controverso gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2, adesso sono le alte sfere militari a porre la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-mondo-militare-tedesco-e-filorusso-la-strana-posizione-di-berlino.html">[...]</a></p>
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<h2>La vicenda</h2>
<p>Nella serata dello scorso 22 gennaio il viceammiraglio <strong>Kay-Achim Schönbach</strong> si è dimesso con effetto immediato: lui, che aveva tra l&#8217;altro descritto come sciocca l&#8217;idea che la Russia volesse invadere l&#8217;Ucraina, durante un convegno a Nuova Delhi, nel corso di uno scambio di opinioni organizzato da un think tank, ha sostenuto che “l’Ucraina non riuscirà mai a recuperare la Crimea” e che “va dato il rispetto che merita” al presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong>. Come se non bastasse, Schönbach si è definito un “radicale cristiano” e ha sottolineato le comuni radici religiose tra Germania e Russia, con cui bisognerebbe cooperare in funzione anti-Pechino. <a href="https://twitter.com/i/status/1484608264142987268">Un filmato che ha immortalato le delicate dichiarazioni</a> è poi finito su Twitter e ha iniziato a viaggiare nella rete, destando clamore in patria. Così, dopo le feroci proteste di Kiev e dopo un colloquio tra lo stesso Schönbach e l’Ispettore generale della <em>Bundeswehr</em>, la massima carica militare che coordina le Forze armate e l’intelligence, le dimissioni sono state formalizzate per &#8220;evitare ulteriori danni&#8221;.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://bit.ly/3GfXgqA"><strong>Perché si parla di una crisi tra Ucraina e Russia</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/3FZSGwd"><strong>Dov’è posizionato l’esercito russo ai confini con l’Ucraina</strong></a></li>
<li><a href="https://bit.ly/vecchie_promesse_russia"><strong>Presunte promesse e vecchi negoziati: cosa nasconde lo scontro Usa-Russia</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>Le incongruenze degli ultimi giorni</h2>
<p>A guardarla da fuori, la vicenda di Schönbach potrebbe essere ascritta ad uno dei tanti scivoloni a cui gli uomini pubblici ci hanno abituati nell’era del villaggio globale: tuttavia, tradisce un sentimento che invece è molto diffuso presso le alte sfere tedesche, forze armate comprese, oltre che presso gli apparati di governo costretti tra ragion di Stato e opportunismo. Solo pochi giorni fa la ministra degli Affari Esteri della Germania, <strong>Annalena Baerbock</strong>, aveva affermato che il gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2 non sarebbe ancora “pienamente conforme” alla normativa dell’Unione Europea, avvertendo Mosca che Berlino avrebbe adottato “misure appropriate” in caso di escalation in Ucraina. Baerbock ha intimato alla Federazione Russa di interrompere l’atteggiamento provocatorio nei confronti dell’Ucraina, dichiarando che il Paese, insieme ai partner europei, è “pronto ad adottare appropriate misure congiunte” in risposta di un’escalation.</p>
<p>E poi, ancora, a disegnare quasi una giostra schizofrenica, il rifiuto della Germania di unirsi ad altri membri della NATO nella fornitura di armi all&#8217;Ucraina. La questione è emersa durante il fine settimana scorso, a seguito di un rapporto secondo cui Berlino era arrivata al punto di impedire all&#8217;Estonia di fornire vecchi obici tedeschi a Kiev per difendersi dalle truppe russe che si ammassavano vicino al confine ucraino. “La posizione della Germania sulle forniture di armi non corrisponde al livello delle nostre relazioni e all&#8217;attuale situazione della sicurezza&#8221;, ha affermato su Twitter il ministro degli Esteri ucraino <strong>Dmytro Kuleba</strong>. Parlando con i giornalisti lunedì a Berlino, il cancelliere tedesco <strong>Olaf Scholz</strong> ha negato che fosse stata presa una decisione sugli obici e ha insistito sul fatto che il suo Paese si schiera con i suoi alleati della NATO e dell&#8217;Unione Europea nell&#8217;opporsi a qualsiasi incursione russa in Ucraina. “Se si verificherà questa situazione, agiremo insieme&#8221;, ha detto ai giornalisti. &#8220;Ci sarebbe un prezzo elevato. Tuttavia, mentre la Germania continuerebbe a fornire aiuto all&#8217;Ucraina, ci sarebbe un&#8217;eccezione: non forniremo armi letali&#8221;.</p>
<h2>Socialdemocratici, Verdi  e i fantasmi del passato</h2>
<p>Al di là degli interessi pragmatici sul gas e simili, emerge come, di fronte ad una escalation militare, <strong>la Germania si confronta sempre con i suoi fantasmi</strong>: “l’eredità della militarizzazione della Germania in Europa durante le due guerre mondiali ha portato molti leader tedeschi a considerare qualsiasi risposta militare come l&#8217;ultima risorsa”, sostiene Rachel Ellehuus, vicedirettore del programma Europa, Russia ed Eurasia presso il <em>Center for Strategic and International Studies</em>. E mentre in passato la Germania ha sottolineato la sua posizione restrittiva sulle esportazioni di armi verso le zone di conflitto, gli analisti affermano che la regola non è stata applicata in modo coerente: ci sono sempre stati casi limite, come ad esempio la guerra del Kosovo o il sostegno ai curdi contro l&#8217;ISIS in Siria.</p>
<p>Al momento, dunque, il Paese sembra incastrato tra i socialdemocratici di Scholz, intrisi dell&#8217;eredità di Willy Brandt e i Verdi, radicati in una tradizione di pacifismo anti-russo: tuttavia, la ministra Baerbock sta assumendo toni sempre più pragmatici. In occasione del suo incontro negli Stati Uniti con Anthony Blinken ha più volte ripetuto che la Germania è a favore del dialogo e si concepisce come strumento dell’Occidente per rapportarsi con Mosca: molto più Merkel che Verdi di ferro.</p>
<h2>Il partito di Scholz</h2>
<p>Nel frattempo, i principali media tedeschi da giorni promuovono in modo aggressivo il contrasto con la Russia. Mentre Scholz e Baerbock hanno finora ufficialmente escluso la consegna di armi tedesche all&#8217;Ucraina, altri rappresentanti dei partiti di governo chiedono proprio questo. &#8220;La consegna di armi difensive potrebbe essere un modo per sostenere l&#8217;Ucraina&#8221;, ha affermato Marie-Agnes Strack-Zimmermann (Liberi Democratici, FDP), presidente della commissione parlamentare di difesa, in un&#8217;intervista a <em>t-online.de</em>. In un&#8217;intervista <em>al Tagesspiegel</em>, l&#8217;ex ministro degli Esteri Sigmar Gabriel (SPD) ha adottato un tono simile e ha chiesto una risposta più aggressiva del governo federale e dell&#8217;Unione europea contro la Russia. Il partito di Scholz, inoltre, partner senior della coalizione, ha una potente sinistra che sostiene legami più stretti con Mosca e il suo leader parlamentare, Rolf Mützenich, ha sostenuto un nuovo &#8220;ordine di pace europeo inclusa la Russia&#8221;. Anche i luminari moderati dell&#8217;SPD sono riluttanti a perseguire una dura politica anti-russa, appellandosi alla distensione e il dialogo.</p>
<p>Nemmeno gli appelli alla mediazione rigorosa, però, riescono a sedare la furia ucraina. Kiev ritiene che le osservazioni dell&#8217;ammiraglio Schönbach riflettano il pensiero di una larga fetta dell&#8217;establishment tedesco e adesso chiede a Berlino di cambiare alla svelta la sua posizione sul conflitto.</p>
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		<title>A Ginevra l&#8217;Europa è la grande assente tra Stati Uniti e Russia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/a-ginevra-leuropa-e-la-grande-assente-tra-stati-uniti-e-russia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2022 06:55:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[membership NATO Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina oggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1570" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/AX5DMPH_RuqwA5Rn-_x7_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/AX5DMPH_RuqwA5Rn-_x7_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/AX5DMPH_RuqwA5Rn-_x7_ANSA-300x245.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/AX5DMPH_RuqwA5Rn-_x7_ANSA-1024x837.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/AX5DMPH_RuqwA5Rn-_x7_ANSA-768x628.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/AX5DMPH_RuqwA5Rn-_x7_ANSA-1536x1256.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/AX5DMPH_RuqwA5Rn-_x7_ANSA-2048x1674.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I meeting in quel di Ginevra, dalla Guerra Fredda in poi, sono sempre circondati da un’aura di aspettative e di sacralità, sebbene in questi vertici formali raramente si giunga a risultati concreti e immediati, che solo il lavorìo della diplomazia produce nel tempo. Un vertice diverso? L’ultimo vertice ginevrino che aveva tenuto col fiato sospeso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/a-ginevra-leuropa-e-la-grande-assente-tra-stati-uniti-e-russia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/a-ginevra-leuropa-e-la-grande-assente-tra-stati-uniti-e-russia.html">A Ginevra l&#8217;Europa è la grande assente tra Stati Uniti e Russia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1570" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/AX5DMPH_RuqwA5Rn-_x7_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/AX5DMPH_RuqwA5Rn-_x7_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/AX5DMPH_RuqwA5Rn-_x7_ANSA-300x245.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/AX5DMPH_RuqwA5Rn-_x7_ANSA-1024x837.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/AX5DMPH_RuqwA5Rn-_x7_ANSA-768x628.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/AX5DMPH_RuqwA5Rn-_x7_ANSA-1536x1256.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/AX5DMPH_RuqwA5Rn-_x7_ANSA-2048x1674.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>I meeting in quel di Ginevra, dalla Guerra Fredda in poi, sono sempre circondati da un’aura di aspettative e di sacralità, sebbene in questi vertici formali raramente si giunga a risultati concreti e immediati, che solo il lavorìo della diplomazia produce nel tempo.</p>
<h2>Un vertice diverso?</h2>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/come-andato-il-vertice-tra-biden-e-putin.html">L’ultimo vertice ginevrino</a> che aveva tenuto col fiato sospeso la geopolitica internazionale era stato quello del giugno scorso tra <strong>Joe Biden</strong> e <strong>Vladimir Putin</strong>: un incontro patinato, a tratti imbarazzato e teso, seguito da dichiarazioni ampie e generaliste. Che il vertice si fosse tenuto era stata, alla fine, l’unica vera notizia. Nulla di concreto si era poi aggiunto in occasione della <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-si-sono-detti-joe-biden-e-vladimir-putin-durante-la-loro-telefonata.html">videochiamata</a> più attesa degli ultimi mesi, quella del 7 dicembre scorso, ove i due omologhi si erano mostrati ancora più tesi.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/colloqui-usa-russia-ucraina-ginevra.html">L’incontro di queste ore</a>, invece, sembra avere tutt’altro sapore: a guidare la delegazione statunitense la vicesegretaria di Stato <strong>Wendy Sherman</strong>, che ha avuto nella serata di domenica una <em>working dinner</em> introduttiva con <strong>Sergei Ryabkov</strong>, il viceministro degli Esteri russo: insieme a loro, due alti funzionari della Difesa. Questo aspetto potrebbe significare due cose uguali e contrarie: nel primo caso, potrebbe essere segno di un negoziato che entra finalmente nel vivo, passando nelle mani di “tecnici”; nel secondo caso potrebbe essere un ennesimo appuntamento in stile <em>business as usual</em>, vista la partecipazione dei “vice”.</p>
<h2>L’Europa convitata di pietra</h2>
<p>Al di là delle aspettative, è evidente come manchi un anfitrione benedicente in questa lunga settimana di negoziati, che avrebbe potuto e dovuto essere l’Europa. Invece, le due superpotenze si incontrano ancora una volta in Europa senza gli europei. Il primo a farlo notare è stato proprio il capo della politica estera dell&#8217;UE <strong>Josep Borrell</strong>, che al ritorno proprio da un viaggio in Ucraina ha inviato un messaggio non più di tanto subliminale ai suoi omologhi: il suo “Non siamo più a Yalta” la dice lunga sulla delusione europea. L’aggravante sta nel fatto che il meeting non sarà l’unico incontro al vertice, ma sarà seguito da una serie di riunioni sulla minaccia della Russia all&#8217;Ucraina, tra cui un Consiglio NATO-Russia e colloqui presso l&#8217;Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.</p>
<p>Cosa paga esattamente l’Europa in questa mancanza di considerazione? La sua debolezza o la sua incoerenza? Perché se un meccanismo di difesa europeo solido-che vada oltre la Nato-stenta a decollare, non si può nemmeno dimenticare come l’Europa si divise in merito alle sanzioni contro Putin dopo l’invasione dell’Ucraina. A questo va aggiunta la predilezione atavica, da parte russa, a negoziare con il blocco dell’Unione, preferendo il dialogo bilaterale. Mosca, ovviamente, preferisce esclusivamente l&#8217;Osce ai colloqui insieme agli Stati Uniti e alla Nato per avere due attori che si dividono le loro sfere di influenza tra di loro. Ergo, l’Unione europea è un convitato scomodo per entrambe le parti.</p>
<p>“In questo dialogo, non ci sono due attori soli. Non sono solo gli Stati Uniti e la Russia. Se si vuole parlare di sicurezza in Europa, gli europei devono far parte del tavolo&#8221;, ha affermato Borrell al ritorno dal Donbass. Questo sentire è stato ripreso dall&#8217;ambasciatore dell&#8217;Ue nel Regno Unito, João Vale de Almeida, che ha lanciato un avvertimento alla Russia: &#8220;L&#8217;Unione europea e gli Stati membri hanno una posizione di forza molto comune&#8221;, ha affermato. &#8220;Ci saranno enormi conseguenze e costi elevati se la Russia si avventurerà in Ucraina con un&#8217;azione militare&#8221;. Il segretario di Stato americano <strong>Antony Blinken</strong> ha cercato di placare le preoccupazioni in <a href="https://www.youtube.com/watch?v=XXzjcToK9d4">un’intervista nel programma &#8220;<em>This Week</em>&#8221; della ABC</a>: &#8220;Siamo stati molto chiari con la Russia &#8211; ripetutamente &#8211; che non faremo o ci impegneremo in nulla per l&#8217;Europa senza l&#8217;Europa. Quindi, tutto ciò che riguarda gli interessi di sicurezza dell&#8217;Europa sarà svolto in pieno coordinamento con loro, con gli europei al tavolo&#8221;.</p>
<p>Ma a quel tavolo l’Europa ancora non c’è.</p>
<h2>Una “Helsinki 2”?</h2>
<p>Borrell, in <a href="https://eeas.europa.eu/headquarters/headquarters-homepage/109373/die-welt-nothing-will-be-decided-about-us-without-us-being-there_en">un’intervista rilasciata al <em>Die Welt</em> </a>a fine dicembre, aveva lanciato la propria visione dei negoziati, bocciando la tendenza ad un approccio in stile “Yalta 2”. Dovendo negoziarsi la futura architettura della sicurezza in Europa, Borrell prende ancora una volta le distanze dai metodi del Dopoguerra auspicando, tuttalpiù, un “Helsinki 2”, rispolverando l’archeologia del sistema comunitario. Era il 1975 quando l&#8217;Atto finale della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa stabilì una sorta di decalogo per i Paesi Europei, gli Stati Uniti, l’URSS e il Canada, composto da una serie di principi che avrebbero guidato le relazioni fra questi Paesi nel futuro. Fra questi, l’inviolabilità delle frontiere e della sovranità, il principio di non ingerenza, il rispetto dei diritti umani e degli obblighi internazionali: tutti temi che il caso ucraino rimette pesantemente in discussione.</p>
<h2>Anche l’Ucraina esclusa</h2>
<p>Non è dato sapere dai <em>rumors </em>se sul piatto della bilancia ci sarà solo l’Ucraina. In ogni caso non si può negare, come sottolinea Borrell, che l’Europa negli ultimi anni ha fatto molto per Kiev: miliardi di euro di aiuti finanziari, espansione continua del commercio reciproco, milioni di euro investiti (di cui 31 milioni prima di Natale), una missione con più di 80 persone sul campo (EUAM Ucraina), che sta aiutando il Paese a riformare il settore della sicurezza civile. Fra le proposte europee in ballo una missione di consulenza e addestramento militare dell&#8217;Ue in Ucraina, che a breve potrebbe essere presentata agli Stati, che fa a meno della Nato e che fa storcere il naso alla Russia. Ma l’Europa, per il momento, non è l’unica assente: <strong>Volodymyr Zelensky</strong>, sarà infatti assente al primo vertice, quello decisivo per i destini del suo Paese; nessun delegato presenzierà al secondo appuntamento, in quanto l’Ucraina non è membro Nato. Emissari di Kiev potranno partecipare al terzo forum internazionale, il meno importante, ove subiranno le comunicazioni altrui.</p>
<h2>La prima giornata di negoziati</h2>
<p>Le prime notizie che trapelano (Fonte: <a href="https://www.agenzianova.com/a/61dc6f2a9c2584.74431019/3745146/2022-01-10/usa-russia-sottosegretaria-di-stato-sherman-mosca-non-intende-invadere-l-ucraina"><em>Agenzia Nova</em></a>), alla fine della prima giornata di colloqui, ci confermano le tensioni pregresse: gli Stati Uniti non sembrano aver compreso &#8220;l&#8217;imperatività&#8221; delle questioni sollevate dalla parte russa sulle garanzie di sicurezza. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo, Sergej Rjabkov, al termine dei colloqui. Inoltre, il diplomatico ha auspicato che all&#8217;interno della Nato possa emergere la comprensione della necessità di una svolta nelle questioni sollevate dalla Russia, sperando che l&#8217;Alleanza atlantica si incontri a metà strada con Mosca, altrimenti sarà commesso &#8220;un grosso errore a scapito della sicurezza europea&#8221;. Non sono stati ottenuti miglioramenti sulla questione principale della non espansione della Nato nel corso dei colloqui odierni a Ginevra: la controparte americana, nelle parole della vicesegretaria di Stato Usa Wendy Sherman conferma che gli Stati Uniti non consentiranno a nessuno di chiudere la &#8220;politica delle porte aperte&#8221; della Nato. Accanto a questo giunge però un’importante dichiarazione: <strong>gli Usa confermano che la Russia non intende invadere l&#8217;Ucraina</strong> e che Washington è disponibile a proseguire il dialogo con Mosca. La notizia, ancora una volta, è principalmente questa.</p>
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		<item>
		<title>Il premier ucraino Oleskiy Honcharuk ha lasciato l&#8217;incarico</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-premier-ucraino-oleskiy-honcharuk-ha-lasciato-lincarico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Walton]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 15:20:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina oggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1405" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Oleskiy-Honcharuk.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Oleksiy Honcharuk (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Oleskiy-Honcharuk.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Oleskiy-Honcharuk-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Oleskiy-Honcharuk-768x562.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Oleskiy-Honcharuk-1024x749.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;amministrazione presidenziale di Volodymyr Zelensky, carismatico leader eletto Capo di Stato nell&#8217;aprile 2019 ed ex attore, sta attraversando una fase politica piuttosto turbolenta, che potrebbe avere ricadute sull&#8217;azione di governo. Il primo ministro Oleskiy Honcharuk, membro di Servo del Popolo, il partito di Zelensky che occupa la maggioranza dei seggi in Parlamento, ha infatti lasciato l&#8217;incarico &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-premier-ucraino-oleskiy-honcharuk-ha-lasciato-lincarico.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1405" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Oleskiy-Honcharuk.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Oleksiy Honcharuk (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Oleskiy-Honcharuk.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Oleskiy-Honcharuk-300x219.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Oleskiy-Honcharuk-768x562.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Oleskiy-Honcharuk-1024x749.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;amministrazione presidenziale di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Volodymyr Zelensky</strong></a>, carismatico leader eletto Capo di Stato nell&#8217;aprile 2019 ed ex attore, sta attraversando una fase politica piuttosto turbolenta, che potrebbe avere ricadute sull&#8217;azione di governo. Il primo ministro <strong>Oleskiy Honcharuk</strong>, membro di Servo del Popolo, il partito di Zelensky che occupa la maggioranza dei seggi in Parlamento, ha infatti lasciato l&#8217;incarico e dovrebbe essere sostituito dal suo vice Denys Shmyhal, un ex imprenditore ed impiegato nell&#8217;amministrazione pubblica. Secondo alcuni il Capo di Stato sarebbe insoddisfatto delle performance in ambito economico dell&#8217;esecutivo ma in realtà non è del tutto chiaro il reale motivo che ha portato alle dimissioni del premier. Il<strong> tasso di approvazione</strong> di Zelensky è però in calo ed un rimpasto dell&#8217;esecutivo (dovrebbero lasciare anche altri ministri) potrebbe essere una tattica politica adottata dal presidente per guadagnare tempo.</p>
<h2>Le crisi</h2>
<p>La <a href="https://www.unian.info/politics/10901111-government-reshuffle-comes-at-untimely-moment-for-ukraine-media.html">dipartita</a> di Honcharuk, il più giovane primo ministro della storia ucraina, è giunta pochi giorni dopo l&#8217;incontro che ha avuto luogo tra Kiev ed esponenti del <strong>Fondo monetario internazionale</strong> in merito ad un prestito di 5.5 miliardi di dollari che dovrebbe essere erogato all&#8217;Ucraina per sostenerne la ripresa economica. Le parti non sarebbero ancora riuscite a trovare un accordo a causa di divergenze  su alcune disposizioni legislative che dovrebbero essere adottate dalle autorità ucraine e pertanto il prestito non è ancora stato sbloccato. La necessità di far ripartire<strong> l&#8217;economia nazionale</strong> è, però, solo uno dei problemi che Zelensky si trova ad affrontare. C&#8217;è la necessità di porre fine al conflitto nel Donbass che si trascina ormai da anni e che ha provocato oltre tredicimila morti e gravissimi danni infrastrutturali alle regioni colpite. Il presidente non ha lesinato sforzi in tal senso ed effettivamente si è riavvicinato progressivamente a Mosca, abbassando le tensioni nella regione e creando un clima più positivo per una risoluzione della guerra nell&#8217;Est del Paese. La <a href="https://www.kyivpost.com/ukraine-politics/zelenskys-approval-rating-hovers-at-51.html">moderazione</a> di Zelensky, però, non è piaciuta a tutti e ciò si è riflesso sulla popolarità del Capo di Stato.</p>
<h2>Le prospettive</h2>
<p><strong>L&#8217;operato del presidente ucraino</strong> incontrava, nel mese di settembre 2019 (a cinque mesi dalla sua elezione), il consenso di circa il 73 per cento della popolazione del Paese. Questo dato, però, ha subito un netto calo nei mesi successivi arrivando a toccare il 52 per cento a novembre ed il 49 per cento ad inizio gennaio, secondo quanto riferito da un sondaggio diffuso nel Paese. Servo del Popolo, il partito del Capo dello Stato, non ha invece subito un calo così netto del tasso di approvazione: aveva ottenuto il 43 per cento dei voti alle consultazioni legislative di luglio 2019 e si attestava intorno al 39 per cento delle intenzioni di voto ad inizio gennaio. Il carismatico presidente ucraino dovrà compiere, nei prossimi mesi, un grande sforzo, anche a livello di comunicazione, per raggiungere gli obiettivi prefissati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-premier-ucraino-oleskiy-honcharuk-ha-lasciato-lincarico.html">Il premier ucraino Oleskiy Honcharuk ha lasciato l&#8217;incarico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Ucraina, una società al collasso</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/ucraina-una-societa-al-collasso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Feb 2020 09:55:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra civile in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina oggi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ucraine-metropolitana-vita-societ%C3%A0-La-Presse-e1580983937750.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina metropolitana" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ucraine-metropolitana-vita-societ%C3%A0-La-Presse-e1580983937750.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ucraine-metropolitana-vita-societ%C3%A0-La-Presse-e1580983937750-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ucraine-metropolitana-vita-societ%C3%A0-La-Presse-e1580983937750-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ucraine-metropolitana-vita-societ%C3%A0-La-Presse-e1580983937750-1024x484.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sebbene il 2020 fosse stato annunciato come un anno di relativa crescita economica per Kiev, accompagnata dall&#8217;auspicio di una fase di distensione nel Donbass, il ritratto che l’Ucraina restituisce di sé non è affatto confortante. Città abbandonate a se stesse, strade fatiscenti, edifici pericolanti e infrastrutture inefficienti. Una sensazione generale secondo cui il paese stia &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/ucraina-una-societa-al-collasso.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="907" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ucraine-metropolitana-vita-societ%C3%A0-La-Presse-e1580983937750.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Ucraina metropolitana" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ucraine-metropolitana-vita-societ%C3%A0-La-Presse-e1580983937750.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ucraine-metropolitana-vita-societ%C3%A0-La-Presse-e1580983937750-300x142.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ucraine-metropolitana-vita-societ%C3%A0-La-Presse-e1580983937750-768x363.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Ucraine-metropolitana-vita-societ%C3%A0-La-Presse-e1580983937750-1024x484.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sebbene il 2020 fosse stato annunciato come un anno di relativa crescita economica per Kiev, accompagnata dall&#8217;auspicio di una <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-donbass-e-ancora-molto-lontano-dalla-pacificazione.html"><strong>fase di distensione nel Donbass</strong></a>, il ritratto che l’Ucraina restituisce di sé non è affatto confortante. Città abbandonate a se stesse, strade fatiscenti, edifici pericolanti e infrastrutture inefficienti. Una sensazione generale secondo cui il paese stia precipitando in un baratro sociale ma soprattutto politico: quasi il 60% dei cittadini ucraini, secondo un<a href="https://menafn.com/1099645981/Nearly-60-of-Ukrainians-say-situation-in-Ukraine-developing-in-wrong-direction-poll"> sondaggio pubblicato dal Center for Social Monitoring</a> e dall&#8217;Istituto ucraino di ricerca sociale Oleksandr Yaremenko, sostiene che il paese stia andando allo sbando, verso condizioni addirittura peggiori di quelle subite nell&#8217;era sovietica. Lo conferma la fotografia che <a href="https://www.hrw.org/world-report/2019/country-chapters/ukraine">Human Rights Watch</a> ne ha realizzato: impunità totale per gli abusi relativi ai conflitti, provvedimenti per limitare la libertà di espressione e associazione, la violenza da parte di gruppi radicali che promuovono l&#8217;odio, minacce alle minoranze etniche, persone LGBT, attivisti e giornalisti.</p>
<h2>Il peso del conflitto con la Russia sulla vite dei civili</h2>
<p>Secondo la <a href="https://www.osce.org/special-monitoring-mission-to-ukraine/445399">missione speciale di monitoraggio</a> dell&#8217;Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), sono centinaia e centinaia i feriti o uccisi a causa di bombardamenti e scontri a fuoco con armi leggere. <strong>Lì dove il conflitto non ha ucciso, ha danneggiato le case e le infrastrutture civili</strong>. Dal 2014, quasi un migliaio di strutture scolastiche sono state danneggiate durante il conflitto e altrettante usate per scopi militari. Pensionati, anziani, persone con disabilità sono soggetti a politiche discriminatorie che impongono di registrarsi come sfollati interni (IDP) e di mantenere la residenza in aree controllate dal governo per accedere alle loro pensioni. Le regole vietano loro di trascorrere più di 60 giorni consecutivi in ​​regioni armate controllate da gruppi o rischiano la sospensione delle loro pensioni. Le strutture di base e le infrastrutture sanitarie sono rimaste inadeguate, in particolare dalla parte controllata dai gruppi armati sostenuti dalla Russia nelle regioni di Donetsk e Luhansk. I cittadini ucraini con patologie gravi quali Aids, tubercolosi o cancro non riescono ad accedere a farmaci e a cure palliative, a ciò si aggiunge personale sanitario poco e male formato.</p>
<h2>Violenza diffusa e restrizioni delle libertà civili</h2>
<p>Sono centinaia nel paese i gruppi che incitano all&#8217;odio e alla discriminazione effettuando abitualmente attacchi violenti, minacce o intimidazioni nei confronti di rom, persone LGBT e attivisti per i diritti umani in diverse città ucraine. Nella maggior parte dei casi, la polizia non indaga nemmeno. Gruppi fomentatori di odio attaccano eventi per promuovere i diritti delle donne: episodi gravissimi si sono verificati a Kiev, Leopoli e Uzhgorod, mentre la polizia stava a guardare. Gruppi radicali formatisi nella capitale si lasciano andare a roghi, violenze sulle donne: le indagini vengono avviate ma le sanzioni penali quasi mai. Il clima di emergenza scaturito dal conflitto per la Crimea è stata una ghiotta occasione per restringere le libertà civili cercando di giustificarle citando la necessità di contrastare l&#8217;aggressione militare della Russia nell&#8217;Ucraina orientale e la propaganda anti-Ucraina. A ciò si aggiunge <strong>un’escalation di violenza contro i media</strong> che va dalle minacce e dalle intimidazioni alla limitazione dell&#8217;accesso dei giornalisti alle informazioni. I reporter che si impegnano per il boicottaggio della coscrizione come Ruslan Kotsaba vengono accusati di alto tradimento; tutti coloro i quali denunciano le condizioni in cui versa il paese vengono sollevati dai loro incarichi con l’accusa di diffondere disinformazione sull&#8217;Ucraina o di fare propaganda filorussa. Stessa sorte per chi denuncia l’<em>establishment</em> corrotto: nel novembre 2018, Kateryna Handzyuk, un&#8217;attivista anti corruzione, è morta a causa di ustioni inflitte in un attacco all&#8217;acido.</p>
<p>Ci sono stati più di 83 casi documentati di molestie nei confronti di attivisti pubblici registrati in Ucraina nel 2019, secondo il rapporto intitolato &#8220;<em>Lo status di difensori dei diritti umani e attivisti pubblici in Ucraina nel 2019</em>&#8220;, preparato dall&#8217; Ukrainian Helsinki Human Rights Union. Secondo il <a href="https://en.interfax.com.ua/news/general/637818.html">rapporto</a>, nel 2019 è stato commesso un omicidio di un attivista pubblico, 25 incidenti relativi ad attacchi fisici, 20 minacce con intimidazioni e altri mezzi di pressione, 11 attacchi che hanno provocato la distruzione e il danneggiamento di proprietà, 11 attacchi contro assemblee pacifiche; e ancora, azioni legali, detenzioni e indagini illegali, campagne per screditare gli attivisti. Secondo il rapporto, l&#8217;anno scorso sono stati registrati, inoltre, 22 casi di persecuzione di difensori dei diritti LGBT e della parità di genere. Circa 15 attivisti sono stati processati per attività anti corruzione, 14 aggressioni sono state commessi contro attivisti che si oppongono alla costruzione illegale, altrettante contro sostenitori della protezione dell&#8217;ambiente, dei diritti delle donne, della protezione dei diritti delle minoranze nazionali, delle persone sieropositive, condannate o sindacalizzate. Secondo lo studio, Kiev è diventata leader nel numero di incidenti nel 2019: a seguire, le regioni di Odessa, Kharkiv, Dnipropetrovsk.</p>
<h2>Spopolamento e povertà diffusa</h2>
<p><strong>L’Ucraina è una nazione di emigranti</strong>. I giovani non restano qui a studiare e quelli che partono ambiscono a non tornare. Inoltre, i forti cambiamenti nel mercato del lavoro mondiale, secondo analisti ed esperti, provocheranno un deflusso ancora maggiore di ucraini all&#8217;estero. Non più solo in fuga verso Polonia, Ungheria, Italia, Repubblica Ceca e Paesi baltici, ma anche Germania, Francia, Belgio e nei paesi della Scandinavia. Fuggono gli imprenditori, gli specialisti fuggono dalla povertà del lavoro, gli uomini d&#8217;affari fuggono dalla crescente pressione fiscale e dall&#8217;arbitrarietà delle forze di sicurezza. La vera ragione è il deterioramento di tutte e tre le principali colonne del bilancio: commercio, investimenti in entrata e servizi. Basti pensare che <strong>nel III trimestre del 2019 lo stipendio nominale medio in Ucraina era di 382 euro</strong>. Oggi l&#8217;Ucraina è l&#8217;ultima nel potere d&#8217;acquisto dei cittadini tra 42 paesi europei (ad esempio, il reddito medio netto pro capite in Europa nel 2019 è stato di 14 739 euro, in Ucraina 1830 euro, 8 volte inferiore alla media europea). A soffrire maggiormente i pensionati, molti dei quali costretti a sopravvivere con poche decine di euro: i prezzi del gas per il popolo ucraino, ad esempio, sono aumentati di 10 volte dal 2014, mentre quattro ucraini in pensione su cinque ricevono una pensione inferiore a 3.000 grivna ($ 119) al mese.</p>
<p>Dalla povertà ai dritti umani passando per la guerra civile: <a href="https://it.insideover.com/politica/tutte-le-sfide-di-zelensky-dallo-ukraine-gate-alla-pace-nel-donbass.html">tutte sfide che Zelensky si prepara ad accogliere, </a>tra un Putin che avanza ed un&#8217; Europa che osserva.</p>
<p>&nbsp;</p>
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