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	<title>Ucraina nella NATO Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 18 Aug 2023 15:52:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ucraina nella NATO Archives - InsideOver</title>
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		<title>Guerra in Ucraina, si avvicinano le trattative per la pace?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-ucraina-si-avvicinano-le-trattative-per-la-pace.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Aug 2023 16:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1325" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818175127838_06a2123ccb2dddbfeb0b7c175add4f12-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818175127838_06a2123ccb2dddbfeb0b7c175add4f12-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818175127838_06a2123ccb2dddbfeb0b7c175add4f12-scaled-600x414.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818175127838_06a2123ccb2dddbfeb0b7c175add4f12-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818175127838_06a2123ccb2dddbfeb0b7c175add4f12-1024x707.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818175127838_06a2123ccb2dddbfeb0b7c175add4f12-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818175127838_06a2123ccb2dddbfeb0b7c175add4f12-1536x1060.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230818175127838_06a2123ccb2dddbfeb0b7c175add4f12-2048x1413.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Andriy Yermak, consigliere del presidente Zelensky, pubblica un piano che potrebbe portare alla fine del conflitto in Ucraina. Siamo davvero alla svolta tanto attesa?</p>
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<p>Qualcosa si muove sul fronte dei negoziati per la <strong>fine della guerra in Ucraina</strong>. Un segnale in tal senso è arrivato dalla <a href="https://www.repubblica.it/esteri/2023/08/18/news/kiev_piano_pace-411444461/?ref=RHLF-BG-I411454947-P4-S3-T1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dichiarazione</a> rilasciata oggi al quotidiano La Repubblica da Andriy Yermak, capo dell’ufficio del presidente ucraino <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volodymyr Zelensky</a> nonché uno dei suoi più stretti collaboratori. “Stiamo combattendo ma siamo consapevoli che la vittoria e la pace non saranno raggiunte sul campo di battaglia da soli” si legge nel testo nel quale il consigliere presenta per la prima volta un piano in tre fasi per l&#8217;uscita dal conflitto. </p>



<p>La prima fase dovrebbe riguardare incontri con gli ambasciatori dei Paesi partecipanti in Ucraina dedicati alla descrizione dettagliata di ogni punto della Formula di Pace presentata da Zelensky al vertice del G7 dello scorso anno. La seconda fase vedrebbe il coinvolgimento dei consulenti per la sicurezza nazionale per stilare un piano da presentare ai capi di Stato e di governo. Il terzo e ultimo passaggio consisterebbe nella partecipazione dei leader politici ad un “<strong>Vertice Globale per la Pace</strong>” definito un “evento fondante per porre fine alla guerra in modo giusto”. </p>



<p>L’intervento di Yermak potrebbe rappresentare la svolta tanto attesa. Anche se non è prevista la partecipazione di Mosca nella proposta ucraina, il presidente russo <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-vladimir-putin.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vladimir Putin</a> potrebbe infatti essere spinto al dialogo dopo l’approvazione di un accordo quadro da parte di tutte le nazioni partecipanti ai negoziati per la pace. In questo senso i paesi neutrali &#8211; Cina, Brasile, Arabia Saudita, India e Sud Africa in testa &#8211; si troverebbero a giocare un ruolo decisivo. Kiev, sin qui diffidente, ha cominciato a manifestare segnali di apertura a partire dal vertice di maggio a Copenaghen durante il quale si è discusso il <strong>piano di Zelensky</strong> per la fine della guerra servito poi a sua volta da base per l&#8217;incontro internazionale svoltosi a inizio mese a Gedda. Il summit saudita ha registrato la partecipazione di rappresentanti provenienti da oltre 40 stati e un ruolo di primo piano di Pechino, “l’alleato senza limiti” della Russia. </p>



<p>Non è un caso che negli ultimi tempi stia aumentando la <strong>pressione per arrivare alla pace</strong>. La controffensiva ucraina non ha raggiunto, almeno sino ad ora, i risultati sperati. Il <em>Washington Post</em> riporta le valutazioni dell’intelligence americana secondo le quali Kiev non riuscirà a riconquistare la città di Melitopol, un obbiettivo che le permetterebbe&nbsp;di interrompere il collegamento strategico tra la Crimea e gli&nbsp;altri territori occupati dai russi. Un altro quotidiano americano, il <em>Wall Street Journal,</em> svela come il fronte occidentale non si aspetti progressi significativi a favore di Kiev prima della prossima primavera. &nbsp;</p>



<p>Il tempo stringe e il 2024 è un anno elettorale fondamentale per gli Stati Uniti e l’Europa, i principali alleati di Zelensky. Le opinioni pubbliche internazionali, complici anche un rallentamento economico e l’inflazione, segnalano un calo nel sostegno ad una guerra di cui non si intravede la fine. Persino Stian Jenssen, capo di gabinetto del Segretario della Nato Jens Stoltenberg, nei giorni scorsi è stato protagonista di un incidente emblematico dell’<strong>ansia crescente</strong> all&#8217;interno della coalizione occidentale. <a href="https://www.theguardian.com/world/2023/aug/17/nato-chief-downplays-idea-ukraine-could-give-up-land-for-membership" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jenssen ha infatti dichiarato ai media norvegesi</a> che se Kiev vuole entrare nella Nato “dovrebbe accettare di perdere parte del suo territorio”.  </p>



<p>Seppur il passaggio più imbarazzante sia stato subito smentito e la Nato abbia escluso che la posizione dell&#8217;organizzazione sull’<strong>integrità territoriale ucraina</strong> sia cambiata, nessuno ha contestato un’altra affermazione fatta dal funzionario al vertice dell’Alleanza Atlantica secondo cui è “in corso un ampio dibattito” su come chiudere il conflitto. Alcuni analisti riconoscono che qualora le forze di Kiev non dovessero riuscire a riconquistare i territori occupati, Kiev potrebbe intraprendere con più decisione la&nbsp;via diplomatica. Il destino della Crimea e del Donbass finirebbe così oggetto delle trattative con la prospettiva per Zelensky di dover accettare dolorose concessioni territoriali, Crimea inclusa, a patto però di ricevere credibili garanzie a salvaguardia della sicurezza nazionale.&nbsp;L’adesione alla Nato potrebbe lasciare quindi il posto ad uno scudo militare e alla creazione di una <strong>fortezza Ucraina</strong>, il cosiddetto “modello porcospino”, che renderebbe il paese una specie di inviolabile Israele nel cuore dell’Europa dell&#8217;est.&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;Ucraina nella Nato in cambio dei territori: la strana proposta che scuote l&#8217;Occidente</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/lucraina-nella-nato-in-cambio-dei-territori-la-strana-proposta-che-scuote-loccidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2023 10:44:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-scaled-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-1536x1018.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-2048x1357.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le dichiarazioni sull'Ucraina rilasciate dal capo dell'ufficio privato di Jens Stoltenberg, Stian Jenssen, sembrano un segnale</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1272" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-scaled-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-1024x678.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-1536x1018.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ucraina-2048x1357.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le parole sull&#8217;Ucraina di <strong>Stian Jenssen</strong>, direttore dell&#8217;ufficio privato del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, agitano le acque dei rapporti tra Occidente e Ucraina. In un incontro con alcuni giornalisti, l&#8217;alto funzionario dell&#8217;Alleanza atlantica ha suggerito infatti una <strong>possibile soluzione </strong>per il futuro di Kiev: quella della rinuncia di una parte del proprio territorio ormai occupato dalla Russia per ottenere l&#8217;adesione alla Nato.</p>



<p>Per Jenssen, arrivati a questo punto è &#8220;irrealistico&#8221; che i russi possano conquistare nuovi territori, dato l&#8217;enorme impegno militare di Mosca e lo stallo dell&#8217;offensiva. Allo stesso tempo però, nella Nato sono consapevoli che gli sforzi dell&#8217;Ucraina potrebbero non condurre alla totale liberazione dei territori conquistati dalle forze avversarie. E questo è un tema prioritario anche per capire quale possa essere la soluzione della guerra e soprattutto per comprendere la reale possibilità che l&#8217;Ucraina possa <strong>aderire alla Nato</strong>. Finché sarà in corso il conflitto e finché una parte di territorio sarà occupato, la Nato non potrà accogliere il Paese invaso nella propria alleanza.</p>



<p>&#8220;Ora è piuttosto una questione di cosa l&#8217;Ucraina riuscirà a riprendersi&#8221;, ha detto Jenssen, che sulla possibile cessione dei territorio ha continuato: &#8220;Non sto dicendo che debba essere così. Ma questa potrebbe essere una possibile soluzione&#8221;.</p>



<p>Le parole del capo dell&#8217;ufficio privato di Stoltenberg hanno sollevato, come era inevitabile, una <strong>polemica</strong> che ha coinvolto tanto Kiev quanto i comandi Nato. La rabbia del governo ucraino è stata sintetizzata da un post su &#8220;X&#8221; del consigliere presidenziale ucraino <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-mykhailo-podolyak-luomo-della-guerra-ombra-dellucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mykhailo Podolyak</a>, il quale ha definito &#8220;ridicolo&#8221; lo scambio di territorio per l&#8217;adesione all&#8217;Alleanza atlantica. &#8220;Ciò significa scegliere deliberatamente la sconfitta della democrazia, incoraggiare un criminale globale, preservare il regime russo, distruggere il diritto internazionale e tramandare la guerra ad altre generazioni&#8221; ha tuonato l&#8217;influente consigliere di <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/chi-e-volodymyr-zelensky.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Volodymyr Zelensky</a>, da sempre ritenuto un &#8220;falco&#8221; dello staff del presidente ucraino. Dello stesso avviso il portavoce del ministero degli Esteri ucraino, Oleg Nikolenko, per il quale &#8220;i dibattiti sull&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina alla Nato in cambio dell&#8217;abbandono di alcuni territori ucraini sono totalmente inaccettabili&#8221;</p>



<p>A Bruxelles, le parole di Jenssen hanno provocato soprattutto imbarazzo. Un portavoce Nato si è limitato a ribadire che la posizione del blocco euroamericano sull&#8217;integrità dell&#8217;Ucraina &#8220;<strong>non è cambiata</strong>&#8221; e che continuerà &#8220;a sostenere l&#8217;Ucraina finché sarà necessario&#8221; impegnandosi &#8220;a raggiungere una <strong>pace giusta</strong> e duratura&#8221;. Pace giusta che secondo i canoni espressi da Washington e dagli alleati europei significa anche il pieno rispetto del diritto internazionale e dei confini da esso definiti, ovvero quelli del 1991.</p>



<p>La domanda però che molti osservatori si pongono è come mai Jenssen, che di certo è uno degli uomini più vicini a Stoltenberg, abbia voluto manifestare un tale pensiero in un momento così delicato della controffensiva ucraina, ritenuta da molti inadeguata rispetto alle <strong>ambizioni di Kiev</strong> ma anche alle aspettative degli alleati occidentali. Parole che possono rappresentare una vera e propria doccia fredda alle aspirazioni di riconquista del governo Zelensky e che si sapeva avrebbero innescato polemiche molto dure alimentando inoltre l&#8217;idea di divisione tra obiettivi Nato e ucraini. Proprio mentre i russi continuano a bombardare il territorio ucraino e proprio mentre i dubbi iniziano a corrodere il supporto a Kiev.</p>



<p>Una <strong>svista </strong>da parte di Jenssen? Probabile. Anche se non è da escludere che il funzionario atlantico abbia in realtà voluto ribadire una linea che da tempo circola in seno all&#8217;Alleanza, e cioè quella del dubbio sulle reali possibilità della controffensiva ucraina.</p>



<p>Del resto, già molti mesi fa, in tempi non sospetti e ben prima dell&#8217;inizio delle operazioni estive ucraine, qualcuno &#8211; anche tra i cosiddetti &#8220;falchi&#8221; del Baltico &#8211; aveva sottolineato che non esistesse ancora una definizione chiara, in ambito Nato, del concetto di <strong>&#8220;vittoria ucraina&#8221;</strong>. Si è parlato di pace giusta, ma su questo punto molti politici e analisti hanno sottolineato una certa vacuità del termine di fronte a una realtà del campo di battaglia ben diversa. La <strong>controffensiva</strong>, con tutti i suoi ostacoli, sembra essere il preludio di una guerra che potrebbe durare ancora molto a lungo. E non è un mistero che in Europa, così come in altre parti del mondo, siano in molti ad auspicare una cessazione delle ostilità. D&#8217;altronde anche a Washington si avvicinano le <strong>elezioni presidenziali</strong>, e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a>, che ha appena sbloccato ulteriori 200 milioni di dollari di aiuti militari all&#8217;Ucraina, deve presentarsi di fronte all&#8217;elettorato senza offrire troppi strumenti di propaganda al partito repubblicano. La politica estera, per gli Usa, è certamente un fattore importante per valutare il lavoro di un presidente. Ed è chiaro che gli oppositori di Biden useranno la leva della &#8220;guerra infinita&#8221; in Europa orientale per sottolineare un eventuale flop dell&#8217;amministrazione dem, che si unisce al ritiro afghano e ai venti di guerra nel Pacifico.</p>



<p>Forse le parole di Jenssen sui territori ucraini possono essere state delle semplificazioni o delle dichiarazioni non troppo soppesate. Ma non è da escludere anche che dai <strong>circoli atlantici</strong> si sia voluto anche far partire un segnale nei confronti di Kiev.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-nella-nato-in-cambio-dei-territori-la-strana-proposta-che-scuote-loccidente.html">L&#8217;Ucraina nella Nato in cambio dei territori: la strana proposta che scuote l&#8217;Occidente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Si incrina l&#8217;asse Erdogan-Putin, le mosse della Nato e i dubbi dei due leader</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/si-incrina-lasse-erdogan-putin-le-mosse-della-nato-e-i-dubbi-dei-due-leader.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2023 05:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Grano]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-scaled-600x407.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-1536x1043.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-2048x1390.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella settimana appena conclusasi, Recep Erdogan ha corso una maratona senza eguali verso l&#8217;Europa e l&#8217;Occidente: il vertice di Vilnius è stato un palcoscenico unico dal quale riscrivere la storia della Turchia del futuro. Ma questo rinnovato connubio con la Nato e l&#8217;Europa potrebbe presto avere un costo: il divorzio da Vladimir Putin. L&#8217;accordo sul &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/si-incrina-lasse-erdogan-putin-le-mosse-della-nato-e-i-dubbi-dei-due-leader.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-scaled-600x407.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-1536x1043.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230716180518899_69483842b4f6986f8251d56ffe3679d4-2048x1390.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella settimana appena conclusasi, <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/tutti-i-rischi-della-turchia-nellunione-europea.html">Recep Erdogan</a></strong> ha corso una maratona senza eguali verso l&#8217;Europa e l&#8217;Occidente: il <strong>vertice di Vilnius</strong> è stato un palcoscenico unico dal quale riscrivere la storia della Turchia del futuro. Ma questo rinnovato connubio con la Nato e l&#8217;Europa potrebbe presto avere un costo: il divorzio da <strong>Vladimir Putin</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;accordo sul grano che non c&#8217;è</h2>



<p>La voce piccata di Mosca, infatti, non ha tardato a farsi sentire. Soltanto ieri Erdogan si mostrava soddisfatto ai giornalisti, annunciando: &#8220;Ci prepariamo ad accogliere Putin in agosto e siamo d&#8217;accordo sull&#8217;estensione del corridoio del mar Nero&#8221;. Le domande sul futuro delle esportazioni del grano, infatti, iniziano a farsi pressanti, essendo il precedente accordo prossimo alla scadenza (17 luglio). Ma quello che negli scorsi mesi è stato il trionfo diplomatico del presidente turco ora appare sgretolarsi di fronte alla risposta del Cremlino: &#8220;Non abbiamo rilasciato alcuna dichiarazione su questo punto&#8221;, fa sapere l&#8217;irreprensibile Dmitri Peskov. Ed è proprio su questo punto che Putin promette vendetta: in un colloquio con il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, ha ribadito che &#8220;gli impegni per rimuovere gli ostacoli alle esportazioni alimentari russe [fertilizzanti compresi, N.d.R] non sono ancora stati rispettati&#8221;, venendo meno ai dettami del memorandum Russia-Onu che per un anno ha viaggiato assieme al pacchetto Istanbul. Putin, infatti, fa riferimento non solo alle esportazioni alimentari ma soprattutto a quelle di <strong>fertilizzanti</strong>: la questione è legata all&#8217;oleodotto dell&#8217;ammoniaca Togliatti-Odessa, fatto saltare il 5 giugno, del quale non si conosce ancora lo stato, secondo <em><a href="https://ria.ru/20230715/udobreniya-1884373930.html">Ria Novosti</a></em>. </p>



<p>Pertanto, lapidario, ha concluso che non solo la Russia starebbe subendo l&#8217;accordo mancato ma che lo scopo del pacchetto Istanbul, ovvero quello di fornire risorse alimentari ai Paesi più bisognosi, &#8220;non è stato raggiunto&#8221;. E la <em>querelle</em> non sembra finire qui, poichè anche <strong>Volodymyr Zelensky</strong> ha avuto un importante colloquio telefonico con il presidente del Sudafrica: &#8220;Ho avuto una telefonata con il Presidente della Repubblica del Sud Africa Cyril Ramaphosa. L&#8217;ho ringraziato per aver visitato Bucha e Kiev insieme ad altri leader africani e per gli ulteriori sforzi per restituire i bambini deportati illegalmente dalla Russia. Abbiamo elogiato i risultati della riunione dei consulenti a Copenaghen. Abbiamo discusso dei preparativi per il Global Peace Summit e dei passi diplomatici necessari per consolidare il sostegno africano all&#8217;Ucraina. Abbiamo anche sottolineato l&#8217;importanza di estendere il corridoio del grano. Ho invitato il Sudafrica ad aderire all&#8217;iniziativa Grain From Ukraine&#8221;. Quanto basta per disturbare l&#8217;<em>entente cordiale</em> tra Mosca e uno fra i più importanti Brics.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Putin ha ancora bisogno di Erdogan</h2>



<p>Possono essere queste tensioni, dunque, segno di un allentamento tra i due <em>friends-not allies</em>? Indubbiamente, il più debole fra i due ora sembra Putin: chiudere le porte a Erdogan significherebbe privarsi di uno dei due ponti (dopo la Cina) che lo tengono ancora legato, a suo modo, all&#8217;Europa e ai Paesi occidentali. Da parte turca, del resto, i messaggi più che subliminali delle ultime settimane sono stati molto chiari: <a href="https://it.insideover.com/politica/la-svolta-di-istanbul-tra-erdogan-e-zelensky.html">dapprima la liberazione dei leader di Azov</a>, poi l&#8217;avallo all&#8217;ingresso dell&#8217;Ucraina nella Nato. Due questioni non solo politiche, ma esistenziali, sulle quali Putin ha costruito l&#8217;intera narrazione dell&#8217;invasione: da un lato, la &#8220;denazificazione&#8221;, dall&#8217;altro, la minaccia Nato sulla soglia di casa. </p>



<p>Una doppia umiliazione che arriva a pochi giorni dal tentato golpe a opera di <strong>Evgeny Prigozhin</strong>: questo aspetto potrebbe contribuire a indebolire ulteriormente il regno di Putin, essendo percepito dal partito della guerra come segno della definitiva perdita di postura internazionale anche con gli Stati &#8220;amici&#8221;. Le prossime ore saranno cruciali da questo punto di vista, anche alla luce della comprensione del futuro di questo rapporto: sebbene Ankara sia un hub fondamentale per Mosca (è un rifugio per i suoi oligarchi, un futuribile hub del gas ecc. ecc.), Erdogan non ha necessariamente bisogno di Putin per garantire le esportazioni del grano dall&#8217;Ucraina, e questo per due ragioni: qualora Mosca non rinnovi l&#8217;accordo, non è detto che imponga il blocco o impedisca la formazione di altri trattati a proposito (soprattutto in tempi duri in casa); Ankara, inoltre, potrebbe scegliere di farsi unica garante sul Mar Nero del &#8220;corridoio verde&#8221;: di fronte a quest&#8217;ultima ipotesi, difficilmente Mosca ricorrerebbe a soluzioni estreme.</p>



<p>Vi è poi un ulteriore aspetto, poco scandagliato negli ultimi giorni. Il <em>placet </em>di Erdogan all&#8217;ingresso della Svezia della Nato, a fronte del sostegno per avere Ankara nell&#8217;Unione Europea, non è una promessa equilibrata: del resto, la Svezia non possiede una <em>moral suasion</em> tale da mutare il destino del prossimo allargamento Ue. Tantomeno esiste alcuna garanzia che il Paese scandinavo adotti la politica antiterrorismo desiderata da Erdogan per combattere il Pkk e i suoi tentacoli all&#8217;estero. Se, dunque, l&#8217;ingresso di Stoccolma nel Patto Atlantico sarà un processo abbastanza rapido, lo stesso non può dirsi per la Turchia nell&#8217;Unione. Perfino il Cremlino, con dichiarazioni a veleno delle grandi occasioni, ha sottolineato che Ankara non dovrebbe farsi illusioni. Gli intenti, per ora, sono andati poco oltre il &#8220;rispolverare&#8221; cordiali relazioni tra Erdogan e i Paesi europei, incancrenite da anni di difficoltà e rapporti al vetriolo. La mossa di Erdogan, dunque, potrebbe essere anche una scelta pubblica che sottintende la volontà di allontanarsi con urgenza da una relazione pericolosa con la Russia ora che Putin pare alla canna del gas. </p>



<p>Siamo, dunque, al divorzio? Difficile prevederlo. Per il Cremlino le relazioni con la Turchia ora sono &#8220;moneta geopolitica&#8221; come sottolinea il <em><a href="https://www.washingtonpost.com/world/2023/07/13/russia-turkey-putin-erdogan/">Washington Post</a></em>. Lo dimostra il fatto che le critiche del Cremlino sono state amare ma caute, mentre i nazionalisti della linea dura sarebbero già pronti alla messa al bando di Erdogan. Nel frattempo, un nuovo giallo si profila all&#8217;orizzonte per questo legame d&#8217;argilla: <strong>la visita di Putin in Turchia</strong> si allontana ogni giorno di più, fra <em>rumors</em>, annunci e relative smentite. </p>
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		<title>Una nuova cortina di ferro contro Putin. Ecco le mosse della Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/una-nuova-cortina-dacciaio-contro-putin-ecco-le-mosse-della-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Jul 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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<p>Come cambierà la geopolitica europea alla luce delle novità nell’Unione (Turchia) e nella Nato (Svezia, Finlandia e Ucraina)?</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1339" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-2-scaled-600x418.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-2-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-2-1024x714.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-2-768x536.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-2-1536x1071.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/vladimir-putin-2-2048x1428.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A poche settimane dallo scoppio del <strong>conflitto in Ucraina,</strong> da queste pagine ci eravamo chiesti quale sarebbe stato l&#8217;eventuale, futuribile, <a href="https://it.insideover.com/guerra/laspetto-della-nuova-unione-sovietica-se-vincesse-putin.html">aspetto di una nuova Unione sovietica</a> qualora <strong>Vladimir Putin </strong>fosse uscito trionfatore dal <strong>conflitto in Ucraina</strong>. Un anno e più dopo, le sorti del conflitto sono completamente mutate e l'&#8221;operazione speciale&#8221; si è rivelata un disastro politico e strategico senza pari. Ma è il cuore d&#8217;Europa il luogo ove il conflitto ha scatenato una serie di mutamenti nell<em>&#8216;humus</em> politico sul quale soggiacciono sia la Nato sia l&#8217;Unione europea.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Baltico: un &#8220;lago Nato&#8221;</h2>



<p>Il<strong> vertice Nato di Vilnius </strong>di queste ore ha accelerato, in maniera assolutamente imprevista, una serie di processi che saranno innanzitutto geografici, oltre che politici e strategici. Innanzitutto, un fronte che si modifica e si accresce di centinaia e centinaia di km, che andranno armati e difesi. E questo significherà spese, armi, uomini, logistica che chiederanno un ripensamento dell&#8217;intera dottrina di difesa della Nato e dell&#8217;Europa. </p>



<p>Il primo grande cambiamento riguarderà l&#8217;area del <strong>mar Baltico</strong>. Con l&#8217;ingresso della <strong>Finlandia</strong> (e a breve, a quanto pare, della <strong>Svezia</strong>) nella Nato, questo mare diventerebbe un lago dell&#8217;Alleanza, alle porte di Mosca. Questo porterà indubbiamente la flotta baltica russa a probabili future restrizioni e, in caso di un eventuale conflitto, sarebbe inoltre intrappolata fra due coste (nord e sud) interamente composte da Paesi Nato. L&#8217;intera strategia di sicurezza dei Paesi baltici muterà via via: da Nazioni un tempo cuscinetto, si ritroveranno a vivere una rivoluzione copernicana, come ha ricordato il primo ministro lettone, Krisjanis Karins. &#8220;Con l&#8217;accesso di Finlandia e Svezia, il <strong>corridoio di Suwalki</strong>, che era il tallone d&#8217;Achille della regione, riduce sensibilmente la sua centralità geografica e importanza militare&#8221;, ha affermato Karins. Le rotte di approvvigionamento potranno ora operare attraverso il Mar Baltico, grazie anche ai nuovi strumenti di difesa aerea, modificando il livello di sicurezza generale nettamente a favore delle Repubbliche baltiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Se l&#8217;Ucraina entra nella Nato</h2>



<p>Il più problematico dei fronti sarà quello ucraino, nell&#8217;eventualità in cui il Paese entri nella Nato. Se i tempi di questa operazione sono ancora ignoti, il consenso sul <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-nato-rimuove-il-map-per-lucraina-cosa-puo-cambiare-per-kiev.html">ritiro del meccanismo Map</a></strong> per Kiev,  dovrebbe accelerare la membership tanto anelata da <strong>Volodomyr Zelensky</strong>. Il nuovo spartiacque tra est e ovest, infatti, dovrà cingere il confine occidentale della Bielorussia per poi volgere verso est, abbracciando il confine orientale dell&#8217;Ucraina. Questo porterebbe Russia e Nato ad avere un contatto diretto, che passerebbe proprio dal confine orientale ucraino, senza alcuna camera di decompressione nel mezzo. </p>



<p>I dettagli geografici di questa cortina d&#8217;acciaio, tuttavia, restano suscettibili dei risultati che Kiev e Mosca raggiungeranno sul campo. Se è ragionevolmente certo il futuro del <strong>Donbass</strong>, che presumibilmente resterà sotto il controllo della Federazione russa, ancora più incerto è il destino del confine meridionale dell&#8217;Ucraina sino ad Odessa. Il fronte Ue/Nato si confermerebbe sulla costa occidentale del <strong>Mar Nero</strong>, giungendo però fino a sud, dove si verificherebbero le più importanti novità: la costa meridionale del mare, infatti, diverrebbe di pertinenza dell&#8217;Unione Europea. Così come sarà complesso gestire la presenza geopolitica della Bielorussia, fedele alleata di Mosca fino a prova contraria, che si incardina come un cuneo nella tasca creata dalle Repubbliche baltiche, Polonia e Ucraina. Minsk si ritroverà, infatti, con il confine nord, ovest e sud presidiato da forze Nato-Ue (e viceversa).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo caucasico</h2>



<p>Se la Turchia è Paese Nato da ben 71 anni, nel prossimo futuro si dovrà cominciare a parlare di Ankara come di una propaggine dell&#8217;Unione Europea. Il confine, dunque, tra Unione e Caucaso si sposterà di almeno 1700 km (calcolati dal confine bulgaro sino a quello Turchia-Georgia) più ad est. Ciò significa che l&#8217;Unione Europea confinerebbe direttamente con <strong>Georgia</strong>, <strong>Armenia</strong>, <strong>Iran</strong>, <strong>Iraq </strong>e <strong>Siria</strong>. Per quanto riguarda la Georgia, gli ultimi mesi hanno restituito un quadro del Paese decisamente euro-diretto con manifestazioni imponenti: il Paese, già in accordo di associazione con l&#8217;Europa, ha recentemente richiesto lo status ufficiale di candidato entro il 2023. Più problematico potrebbe essere <a href="https://it.insideover.com/politica/il-terremoto-sta-trasformando-le-frontiere-della-turchia.html">il confine diretto con l&#8217;Armenia,</a> per almeno due ragioni. La sempiterna idiosincrasia tra Erevan e Ankara per via della delicata questione del genocidio armeno si è aggravata negli anni fino alla chiusura del confine terrestre. Il <a href="https://it.insideover.com/politica/il-terremoto-sta-trasformando-le-frontiere-della-turchia.html">terremoto del febbraio scorso</a> ha contribuito allo scongelamento di questo delicato confine: il valico di Margara e il ponte stradale che permetteva di attraversare il fiume Aras fino all’altopiano anatolico sono stati riaperti in occasione del passaggio del convoglio umanitario per raggiungere le zone colpite dal sisma. La Turchia aveva chiuso la frontiera nel 1993 durante la prima guerra del Karabakh tra Armenia e Azerbaigian. Dopo la seconda guerra del Karabakh, nel 2020, erano iniziati gli sforzi per normalizzare le relazioni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Armenia, Iran, Siria e Iraq ai confini dell&#8217;Unione Europea</h2>



<p>Più complessi sono invece, in generale, <strong>i rapporti dell&#8217;Armenia con i Paesi occidentali</strong>: è stato, infatti, l’unico Paese (a parte la Russia stessa) a votare “no” all&#8217;espulsione della Russia dal Consiglio d&#8217;Europa il 26 febbraio 2022. La posizione dell’Armenia è in gran parte dettata dai suoi legami con Mosca: è membro dell’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva a guida russa e ospita una base militare russa (Gyumri) e i suoi confini con la Turchia, l’Iran e l’Azerbaigian sono sorvegliati dalle truppe russe. </p>



<p>Turchia nell&#8217;Unione significherà anche confine diretto con Teheran. La condanna occidentale alle violenze degli ultimi mesi e il conseguente acuirsi della durezza del regime contro i manifestanti sono eventi che in un futuro prossimo potrebbero verificarsi alle porte dell&#8217;Unione, generando perfino schermaglie di frontiera. Ma anche il confine sud dell&#8217;Europa unita verrebbe a mutare: Siria e Iraq non sarebbero più meramente confinanti con Ankara. Questo significherà un progressivo aumento della vulnerabilità di questo fronte, ove sussistono almeno tre dossier geopolitici scottanti: la <strong>guerra civile in Siria </strong>e l&#8217;esodo dei profughi, oggetto già di contrattazione Europa-Erdogan; <strong>il complesso<em> peace-rebuilding</em> </strong>in Iraq; le sorti della <strong>popolazioni curda</strong>, che in Europa potrebbe trovare appiglio a nuovi strumenti di autodeterminazione.</p>
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		<title>Tutti i rischi della Turchia nell&#8217;Ue</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/tutti-i-rischi-della-turchia-nellunione-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2023 15:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe_RRJ9zZ8VHeQrESTJ_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Recep Tayyip Erdogan (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe_RRJ9zZ8VHeQrESTJ_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe_RRJ9zZ8VHeQrESTJ_ANSA-scaled-600x492.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe_RRJ9zZ8VHeQrESTJ_ANSA-300x246.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe_RRJ9zZ8VHeQrESTJ_ANSA-1024x840.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe_RRJ9zZ8VHeQrESTJ_ANSA-768x630.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe_RRJ9zZ8VHeQrESTJ_ANSA-1536x1261.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/AYe_RRJ9zZ8VHeQrESTJ_ANSA-2048x1681.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel febbraio di 71 anni fa la Turchia entrava nella Nato. La scelta era figlia dei primi vagiti di Guerra Fredda: l&#8217;Unione Sovietica aveva chiesto alla Turchia, che rifiutò, basi militari e nuove condizioni per l&#8217;accesso agli stretti turchi. Il Regno Unito, che in quella fase aveva abdicato al suo ruolo di grande potenza mondiale, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/tutti-i-rischi-della-turchia-nellunione-europea.html">[...]</a></p>
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<p>Nel febbraio di 71 anni fa la <strong>Turchia </strong>entrava nella <strong>Nato</strong>. La scelta era figlia dei primi vagiti di Guerra Fredda: l&#8217;Unione Sovietica aveva chiesto alla Turchia, che rifiutò, basi militari e nuove condizioni per l&#8217;accesso agli stretti turchi. Il Regno Unito, che in quella fase aveva abdicato al suo ruolo di grande potenza mondiale, aveva lasciato il suo fardello agli Stati Uniti, pronti a riservare la dottrina Truman al contesto dell&#8217;Egeo. Così, il ruolo di ponte tra Occidente e Oriente che Bisanzio aveva sempre rivestito, adesso veniva imbrigliato nel Patto Atlantico e, indissolubilmente, ai destini dei Paesi occidentali: una funzione di cuscinetto e di custode di quei due stretti, sacri in ogni epoca.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le (vecchie) ambizioni di Ankara</h2>



<p>Eppure <strong>il rapporto tra Ankara e Nato</strong> non è sempre stato idilliaco, vivendo alti e bassi tra pragmatismo, &#8220;scontri di civiltà&#8221; e reciproche accuse. Tuttavia, per i cittadini turchi oltre che per <strong>Recep Erdogan</strong>, come disse qualcuno, evidentemente ci si sente più sicuri &#8220;a stare di qua&#8221;. Solo nell&#8217;ultima manciata di anni, Erdogan ha regalato all&#8217;Europa una serie di ragioni per continuare a chiedersi che senso avesse la Turchia nella Nato: lo scambio di villanie con Emmanuel Macron, il ricatto sui profughi siriani, la questione del genocidio armeno, il &#8220;peccatuccio&#8221; dei S-400 dalla Russia fino alla strana e complessa situazione dell&#8217;ultimo anno e mezzo, che ha reso Erdogan una sorta di libero giocatore, per giunta ringalluzzito dalla sua rielezione. Quanto basta per mettere nuovamente sotto scacco la Nato, cedendo alle ambizioni di Stoccolma, ma mettendo sul tavolo la più ardua delle richieste: l&#8217;ingresso nell&#8217;Unione Europea. Una manovra da <em>Realpolitik</em> da manuale, da navigato funambolo della geopolitica. O un ricatto, che dir si voglia, non ancora ben chiaro sulla pelle di chi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYlAkFOSk_qe0NhD3h9Y_ANSA-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-403210" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYlAkFOSk_qe0NhD3h9Y_ANSA-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYlAkFOSk_qe0NhD3h9Y_ANSA-scaled-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYlAkFOSk_qe0NhD3h9Y_ANSA-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYlAkFOSk_qe0NhD3h9Y_ANSA-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYlAkFOSk_qe0NhD3h9Y_ANSA-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYlAkFOSk_qe0NhD3h9Y_ANSA-2048x1365.jpeg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYlAkFOSk_qe0NhD3h9Y_ANSA-scaled.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">L&#8217;incontro a vIlnius tra Recep Erdogan con il primo ministro Ulf Kristersson, &#8220;benedetto da  Jens Stoltenberg (EPA/FILIP SINGER / POOL).</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Turchia-Ue: un connubio difficile</h2>



<p>Il sogno che la Turchia accarezza dalla fine degli anni Ottanta sembra dunque tornare a splendere dopo anni di turbolenze e relative stasi che si ripetono almeno da vent&#8217;anni, entro ai quali abbiamo assistito a tutto e il contrario di tutto: dal no assoluto di <strong>Giscard d&#8217;Estaing</strong> per questioni demografiche fino all&#8217;entusiasmo febbrile di <strong>Jens Stoltenberg,</strong> passando per un <em>sofa gate </em>e un etichetta (per Erdogan) di &#8220;dittatore di cui abbiamo bisogno&#8221;. </p>



<p>Ora che l&#8217;accordo è servito, e vista la celerità con la quale Ankara promette di ratificare l&#8217;ingresso della Svezia nell&#8217;Alleanza, c&#8217;è da aspettarsi che l&#8217;Unione Europea ora si prenda questa responsabilità, di fronte alla quale non saranno ammessi doppi giochi o temporeggiamenti, essendo in ballo la stabilità del <strong>Patto Atlantico</strong> e della sua pace interna. Che ora, è interamente nelle mani dell&#8217;Unione, finalmente alla sua prova di maturità, e si intreccia con il processo di adesione della Turchia. Le difficoltà che questo connubio dovrà affrontare sono molteplici e reciproche: costringerà l’Europa e la Turchia a fare i conti con i propri fantasmi reciproci. L’Ue sarà disposta a trattarla da pari? L’Unione dovrà chiudere un occhio sui diritti umani? Altra annosa questione: l’<strong>Islam</strong>. L’Europa è culturalmente e politicamente pronta ad accogliere 80 milioni di musulmani come cittadini europei?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Se la Turchia smette di essere ponte e cuscinetto</h2>



<p>Ma volendo andare oltre questo punto, sono i mutamenti strategici che diverranno epocali. Come ha sottolineato all&#8217;<em>Adnkronos</em> il <strong>generale Giorgio Battisti</strong>, primo comandante del contingente italiano della missione Isaf in Afghanistan e membro del Comitato Atlantico, il <strong>Mar Baltico</strong> ora diverrebbe un lago occidentale sotto il controllo dell&#8217;Alleanza Atlantica, disturbando Mosca e la sua flotta che &#8220;potrebbe essere soggetta a restrizioni o limitazioni da parte della Nato e in caso, speriamo mai, di un conflitto Nato-Russia la flotta baltica russa sarebbe comunque intrappolata perché tutte le coste del mar Baltico, sia quelle settentrionali che meridionali sono coste di paesi membri della Nato&#8221;. </p>



<p>Ma soprattutto, la<strong> </strong>Turchia<strong> </strong>smetterebbe di essere ponte e cuscinetto, abdicando ad una funzione storica. Stessa cosa per i Paesi ex-Cortina di Ferro, anch&#8217;essi ex cuscinetti trasformatisi in zone d&#8217;attrito. All&#8217;indomani di Vilnius, dunque, si trasformerebbe la penisola anatolica nell&#8217;ultimo avamposto, sempre più armato, della Nato e dell&#8217;Unione Europea: bisogna ricordare che Ankara ha, infatti, chiesto un ruolo maggiore nell&#8217;Alleanza, chiedendo agli Usa una nuova fornitura di 40 <strong>F-16</strong> e qualche migliaio di missili. Il ponte diventato bastione ora si protenderà, in posizione assertiva, sia verso est-verso la Russia e tutto il Caucaso ex sovietico, ma anche verso Africa e Medio Oriente, diventando un confine (chiuso) più che un passaggio.</p>



<p>Da parte turca questo atteggiamento può trovare differenti spiegazioni, tra cui una parziale debolezza di Erdogan, conscio della relazione pericolosa con Mosca e dei vantaggi eventuali che la <em>membership </em>europea gli donerebbe. Ma forse è l&#8217;Unione a non avere ben chiaro che, allungare le proprie propaggini oltre il Bosforo, per la Nato e i Paesi occidentali (e quindi anche europei) vorrà dire perdere quella camera di compensazione-a metà tra est e ovest- esponendosi a nuovi rischi. Perfino più grandi di quelli derivanti da un ingresso rapido dell&#8217;Ucraina nel Patto. L&#8217;Europa come gli Stati Uniti devono riconoscere, <em>obtorto collo</em>, che l&#8217;accordo sul grano, così come la mediazione sui prigionieri o il progetto di un fantomatico hub del gas hanno funzionato per via del Giano bifronte Erdogan. Potrà la Turchia, con una doppia affiliazione, essere ancora credibile mediatrice negli altrove che non sono l&#8217;Europa? Viceversa, cosa accadrebbe se una volta nell&#8217;Unione, Ankara seguitasse ad agire come libero giocatore?</p>
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		<title>&#8220;Non fate entrare l&#8217;Ucraina nella Nato&#8221;: l&#8217;avvertimento che svela il vero obiettivo Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/non-fate-entrare-lucraina-nella-nato-lavvertimento-che-svela-il-vero-obiettivo-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jul 2023 04:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Su Foreign Affairs due esperti del Cato Institute parlano della minaccia che l'ingresso ucraino nella Nato rappresenterebbe</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/ilgiornale2_20230710164444507_5dfd3d8bea5c15aa5093ffb781996893-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em><strong>Don&#8217;t Let Ukraine join Nato</strong></em>: il titolo dell&#8217;articolo apparso sulla prestigiosa rivista <em><strong><a href="https://www.foreignaffairs.com/ukraine/dont-let-ukraine-join-nato" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Foreign Affairs</a></strong></em> a pochi giorni dal <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-vertice-nato-a-vilnius-il-test-piu-importante-per-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">summit dell&#8217;Alleanza Atlantica di Vilnius </a>è un&#8217;avvisaglia politica di non secondaria importanza che sembra, di fatto, mostrare l&#8217;esistenza di una forte resistenza negli Usa a un&#8217;idea che tutti i leader occidentali, a parole, non escludono. Ma per la cui concretizzazione la strada è decisamente in salita.</p>



<p>A vergare l&#8217;articolo sono Justin Logan e Joshua Shifrinson, due ricercatori del <strong>Cato Institute,</strong> uno dei principali think tank della destra conservatrice americana. Che sintetizzano in un concetto chiaro, ispirato all&#8217;<strong>analisi costi-benefici</strong>, la prospettiva che a loro avviso rende poco auspicabile accogliere Kiev nel campo atlantico: &#8220;La resistenza di Kiev all&#8217;aggressione russa è stata eroica&#8221;, riconoscono Logan e Shifrinson, &#8220;ma alla fine gli stati fanno ciò che è nel loro interesse. E qui, i benefici per la sicurezza degli Stati Uniti dell&#8217;adesione dell&#8217;Ucraina impallidiscono in confronto ai rischi&#8221; che potrebbero emergere se si concretizzasse l&#8217;idea di portare Kiev nell&#8217;alleanza.</p>



<p>Del resto già con il sostegno americano e occidentale &#8220;la Russia ha pagato un prezzo altissimo&#8221; senza che l&#8217;Ucraina fosse ammessa direttamente nella Nato, impegnando i membri dell&#8217;Alleanza &#8220;a morire per lei come per qualunque altro membro&#8221;. La certezza che Mosca non conquisterà l&#8217;Ucraina completamente appare chiara e &#8220;la <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/come-sta-andando-la-controffensiva-ucraina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">resistenza dell&#8217;Ucraina</a> </strong>alla bellicosità russa è nobile&#8221;. Ma i due studiosi sottolineano che a loro avviso &#8220;le azioni nobili e persino l&#8217;efficace autodifesa non giustificano di per sé l&#8217;assunzione degli alti rischi di un impegno di sicurezza a tempo indeterminato&#8221;. &nbsp;</p>



<p>La presa di posizione è netta e chiara e si appella alla volontà di vedere la presenza americana nel Vecchio Continente non in termini di dominio strategico ma in prospettiva di <strong>presenza antiegemonica</strong>. I due studiosi del Cato Institute, insomma, ricordano che la Nato serve a prevenire &#8220;l&#8217;ascesa delle autocrazie&#8221;, a &#8220;difendere un ordine democratico&#8221; e basato su regole condivise e che non c&#8217;è volontà di dominio nelle mosse americane. La prospettiva geopolitica di aver ridimensionato l&#8217;esercito russo inchiodandolo in Ucraina e aver colpito con sanzioni pesanti Mosca dovrebbe, in tal senso, soddisfare Washington.</p>



<p>Si vede nella lettura di Logan e Shifrinson un richiamo a una tradizionale volontà dell&#8217;analisi politologica americana più lontana dall&#8217;interventismo liberal e neoconservatore, che mira a mascherare, in varie forme, l&#8217;esistenza di fatto di una <strong>sfera di controllo strategico </strong>americana estesa all&#8217;Occidente e all&#8217;Europa e strutturata come architettura imperiale con il richiamo valoriale e l&#8217;opposizione alle tirannie. Si può o meno pensare che questa lettura sia veritiera in forma completa o solo come giustificazione, come sostiene Daniel Immerwahr in <strong><em>How to hide an empire</em>,</strong> ma sicuramente sul fronte dell&#8217;assunzione di impegni a tempo indeterminato la loro visione coincide con quella che, sotto traccia, prende piede da tempo tra le alte sfere, soprattutto militari, di Washington.</p>



<p>L&#8217;idea è che Kiev sia utile come bastione antirusso proprio perché priva di potere decisionale nella Nato. E che nella disponibilità atlantica, cioé degli Usa, stia la prospettiva di un futuro termine del conflitto. Portare la Nato ad ammettere l&#8217;Ucraina in quest&#8217;ottica rischia di creare un Frankenstein perché, ricordano gli autori, c&#8217;è anche il rischio che in futuro, in caso di fine del conflitto,&nbsp;&#8220;l&#8217;ondata di <strong>nazionalismo russo e ucraino</strong> provocata dalla guerra limiti lo spazio per la diplomazia&#8221;. La natura schiettamente realista dell&#8217;analisi, dunque, sottende una visione del mondo pragmatica: il valore sul campo di una nazione invasa è giustamente riconosciuto, il sostegno a Kiev rivendicato, la grande strategia lasciata ad altri campi. </p>



<p>Del resto, più volte in passato Washington si é comportata così: sostenendo Paesi e nazioni in forma sistematicamente utile ai propri interessi salvo poi svincolarsi dall&#8217;assumere impegni a tempo indeterminato qualora essi fossero risultati troppo onerosi. Accadde a fine Anni Ottanta con la resistenza anti-sovietica in Afghanistan, lasciata in preda alla guerra civile; è successo negli anni scorsi coi curdi del Rojava, abbandonati poi ai contrattacchi della Turchia dopo esser stati i &#8220;soldati&#8221; occidentali contro l&#8217;Isis. Potrebbe succedere anche con l&#8217;Ucraina, in forme ovviamente diverse. Ma sostanzialmente coerenti con la strategia a tutto campo di Washington. In cui la priorità è data sempre alla sicurezza nazionale di Washington. Con buona pace del richiamo alla supremazia valoriale a stelle e strisce.</p>
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		<title>La Nato rimuove il Map per l’Ucraina? Cosa può cambiare per Kiev</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-nato-rimuove-il-map-per-lucraina-cosa-puo-cambiare-per-kiev.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente della Lituania e il Segretario della Nato inaugurano il summit di Vilnius" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-scaled-600x326.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-300x163.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-1024x556.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-768x417.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-1536x834.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-2048x1112.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I membri Nato hanno raggiunto un consenso sulla rimozione del Map per l'Ucraina". La notizia però stona con la frenata di Biden. Cosa accade?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-nato-rimuove-il-map-per-lucraina-cosa-puo-cambiare-per-kiev.html">La Nato rimuove il Map per l’Ucraina? Cosa può cambiare per Kiev</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente della Lituania e il Segretario della Nato inaugurano il summit di Vilnius" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-scaled-600x326.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-300x163.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-1024x556.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-768x417.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-1536x834.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/07/AYk_xfw4EhBTRHBRd7co_ANSA-2048x1112.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;A seguito di intensi negoziati, gli alleati Nato hanno raggiunto un consenso per rimuovere il Map dal percorso di adesione dell&#8217;Ucraina&#8221;: con un post su <em>Twitter</em>, il ministro degli Esteri ucraino <strong>Dmytro Kuleba </strong>plaude alla presunta svolta all&#8217;interno della Nato, riferendosi al &#8220;<strong><em>Membership action plan</em></strong>&#8220;, il Piano d&#8217;azione di adesione attraverso il quale l&#8217;Alleanza avvia negoziati con i candidati membri su questioni di natura politica, economica, di difesa e di sicurezza. &#8220;Plaudo a queste lungamente attesa decisione che accorcia il nostro percorso verso la Nato &#8211; aggiunge Kuleba &#8211; è anche il momento migliore per fare chiarezza sull&#8217;invito all&#8217;Ucraina a diventare membro&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Following intensive talks, NATO allies have reached consensus on removing MAP from Ukraine&#39;s path to membership. I welcome this long-awaited decision that shortens our path to NATO. It is also the best moment to offer clarity on the invitation to Ukraine to become member.</p>&mdash; Dmytro Kuleba (@DmytroKuleba) <a href="https://twitter.com/DmytroKuleba/status/1678334279397388288?ref_src=twsrc%5Etfw">July 10, 2023</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il Map</h2>



<p>Il Map è un programma Nato di assistenza, consulenza e supporto pratico che si adatta alle esigenze di quei Paesi che chiedono di far parte dell&#8217;Alleanza. L&#8217;aver preso parte al Map non pregiudica in alcun modo l&#8217;adesione futura. I singoli Paesi che vi prendono parte presentano annualmente all&#8217;Alleanza dei piani nazionali inerenti alla loro eventuale adesione: la Nato a sua volta fornisce risposta a questi progetti, rispondendo puntualmente su ogni singola criticità così come rimarcando i progressi che quel Paese ha compiuto su un aspetto specifico, dalla difesa alla sicurezza, passando per la politica e l&#8217;economia. Lanciato nell&#8217;aprile del 1999 in occasione del vertice di Washington, il Map è nato dall&#8217;esperienza del <strong>primo allargamento dell&#8217;Alleanza</strong> nel post-Guerra Fredda, quando vi hanno avuto accesso Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia. Il Map si è poi rivelato fondamentale nel <strong>secondo allargamento</strong> (quello del 2004) quando hanno fatto il loro ingresso nella Nato Bulgaria, Estonia, Lettonia,Lituania, Romania, Slovacchia e Slovenia e, in seguito, Albania e Croazia nel 2009. Montenegro e Macedonia del Nord sono anch&#8217;essi passati al vaglio del Map per poi entrare nell&#8217;Alleanza, rispettivamente, nel 2017 e nel 2020. Al momento, la Bosnia Erzegovina si trova proprio in questo limbo, all&#8217;interno del quale è stata invitata a partire dal 2010.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nessun commento dalla Nato</h2>



<p>Se l&#8217;entusiasmo da parte ucraina è comprensibile, non è semplice comprendere cosa stia accadendo nella Nato, nel bel mezzo di queste ore febbrili che precedono il <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/il-vertice-nato-a-vilnius-il-test-piu-importante-per-biden.html">vertice di Vilnius</a>.</strong> Soltanto poche ore fa, nella sua lunga intervista rilasciata alla <em>Cnn</em>, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden aveva annunciato <em>urbi et orbi</em> la sua brusca frenata sull&#8217;ingresso dell&#8217;Ucraina nella Nato. Le motivazioni addotte sono sostanzialmente tre: “Kiev non è pronta a far parte della Nato… deve soddisfare altri requisiti”, “non c’è unanimità tra i Paesi membri” e farlo ora “nel mezzo di un conflitto significherebbe entrare in guerra con la Russia”, dato l’impegno alla mutua difesa “di ogni centimetro del territorio Nato”. Non solo, ma il presidente Usa ha anche sottolineato come Kiev debba essere coadiuvata mediante un &#8220;<strong>percorso razionale</strong>&#8221; che possa aiutare l&#8217;Ucraina a raggiungere i requisiti necessari. In molti hanno visto in quel percorso razionale proprio il Map o qualcosa di simile.</p>



<p>Le parole di Kuleba, tuttavia, non hanno ricevuto ancora alcun commento da parte del quartier generale della Nato, tantomeno da nessuna potenza del Trattato. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nato vs Biden</h2>



<p>In preparazione al vertice di Vilnius, numerosi Paesi dell&#8217;Alleanza avevano appoggiato la proposta britannica di far saltare il Map all&#8217;Ucraina, senza ulteriori tentennamenti. Questa immensa zona grigia affonda le sue origini nel <strong>vertice di Bucarest </strong>del 2008, quando la Nato decise che Kiev avrebbe potuto far parte dell&#8217;Alleanza. I leader dell&#8217;Organizzazione, però, non offrirono il Map all&#8217;Ucraina, generando una sequela di non detti e di <em>misunderstanding</em> sino allo scoppio del conflitto, quasi un anno e mezzo fa. Del resto, Kiev non sarebbe il primo Paese a ricevere un invito diretto nel Patto del Nord Atlantico: è stato questo il caso di <strong>Finlandia</strong> e <strong>Svezia</strong>. Inoltre, membri come Germania e Gran Bretagna chiedono a gran voce di saltare questo passaggio, ormai superato dalle gravissimi contingenze; ma anche per via dell&#8217;accelerazione che le forze ucraine hanno compiuto sul campo in fatto di adesione agli standard Nato, soprattutto grazie al supporto dei Paesi occidentali che hanno dotato Kiev di armamenti via via più sofisticati che hanno rimpiazzato il vetusto armamento di fabbricazione sovietica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il pressing su Biden</h2>



<p>Alla vigilia del summit di Vilnius il <strong>pressing</strong> su Biden il Temporeggiatore si fa fortissimo: &#8220;Tutti comprendiamo che solo la vittoria riporterà stabilità e sicurezza in Europa. Gli alleati devono concordare su ulteriore supporto militare all&#8217;Ucraina fino alla completa liberazione del suo territorio. Comprendiamo anche come l&#8217;Ucraina debba essere pienamente integrata nella struttura di sicurezza transatlantica e diventare un membro della Nato. Il tempo di ripetere le promesse è finito. E&#8217; ora di concordare su come vogliamo raggiungere questo&#8221;. Sono le parole del presidente della Lituania, <strong>Gitanas Nauseda</strong>, in conferenza stampa con il segretario generale della Nato, in vista del Summit di Vilnius. </p>



<p>&#8220;La prospettiva dell&#8217;adesione è estremamente importante per un Paese che combatte eroicamente contro il mostro russo da quasi un anno e mezzo e Vilnius deve essere il posto da dove le buone notizie raggiungano gli ucraini&#8221;. Quest&#8217;ultimo promette che dalla capitale baltica giungeranno unità e un forte messaggio a Kiev ma, soprattutto, preannuncia <strong>un pacchetto di tre elementi</strong> sul quale gli Alleati possano concordare: questo comprenderebbe <em>un programma pluriennale di assistenza</em> per garantire l&#8217;interoperabilità tra le forze ucraine e la Nato; l&#8217;istituzione di <em>un nuovo Consiglio Nato-Ucraina </em>da inaugurarsi alla presenza del presidente Zelensky; ma soprattutto, la riaffermazione dell&#8217;intento di <em>accogliere Kiev nell&#8217;Organizzazione</em>. Ma se le intenzioni non sono in discussione, i tempi continuano a spaccare l&#8217;Alleanza, o meglio, stanno già mettendo Biden contro l&#8217;Europa.</p>
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		<title>Perché Biden ha detto che (per ora) l&#8217;Ucraina non entrerà nella Nato</title>
		<link>https://it.insideover.com/senza-categoria/perche-biden-ha-detto-che-per-ora-lucraina-non-entrera-nella-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Chiacchio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Jul 2023 20:41:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1285" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="President Biden addresses nation on passage of fiscal responsibility act" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-scaled-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-1536x1028.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-2048x1370.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il percorso di adesione dell'Ucraina alla Nato è segnato da rilevanti ostacoli, perfettamente rappresentati dal forte scetticismo di Biden sul tema</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1285" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="President Biden addresses nation on passage of fiscal responsibility act" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-scaled-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-1024x685.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-768x514.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-1536x1028.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/joe-biden-2048x1370.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza atlantica ha rappresentato uno degli obiettivi centrali del governo di Kiev sin dal 2014, accomunando i due Capi di Stato eletti a seguito della Rivoluzione di Dignità. Tuttavia sebbene il sostegno tra i Paesi membri all’ingresso di Kiev abbia raggiunto il punto più alto nella storia, permangono numerose difficoltà relative non solo al presente stato di guerra, ma anche a problemi di <em>governance</em> del Paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La prudenza di Biden </h2>



<p>Il presidente degli Stati Uniti, <strong>Joe Biden</strong>, ha dichiarato che discutere del l’ingresso dell’Ucraina è prematuro per due ragioni principali. Anzitutto in virtù dello <strong>stato di guerra</strong> che squassa il Paese, un ingresso dell’Ucraina nella Nato estenderebbe sul paese il Trattato Nord Atlantico, rendendo di conseguenza tutti i Paesi membri belligeranti in virtù dell’articolo 5 del trattato stesso. Al contempo Biden ha rimarcato come l’ingresso nella Nato prevede la rispondenza ad una serie di criteri stabiliti dallo <em>Study on Enlargement</em> del 1995, quali il controllo civile sulle forze armate, economia di mercato e sussistenza di un sistema democratico. Attualmente l’Ucraina, pur avendo adottato numerose riforme di successo dal 2015, non risponde pienamente a tali criteri. Freedom House ha infatti testimoniato come la corruzione sia ancora molto forte del Paese, minando il rule of law, rimarcando contestualmente la disfunzionalità delle forze dell’ordine a garantire la sicurezza della società civile. Le preoccupazioni del presidente americano paiono condivise dalla Germania, tradizionalmente una delle nazioni maggiormente scettiche circa l’ingresso dell&#8217;Ucraina nell’Alleanza. Tuttavia sia Berlino che Washington paiono aperte a fornire garanzie sulla sicurezza del paese, rinviando il dibattito sulla <em>membership</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le relazioni Ucraina NATO</h2>



<p>Il 1992 ha segnato l’inizio delle complesse relazioni tra Kiev e l’Alleanza atlantica. Ciò che ha generalmente caratterizzato i rapporti tra le parti è risultata essere una forte <strong>cooperazione</strong> <strong>esterna</strong>. L’Ucraina ha infatti avviato una proficua collaborazione con la Nato, vista anche come contrappeso all’ingombrante e imprevedibile vicino russo. Ciò si è tradotto nella conclusione di un accordo relativo all’inclusione dell’Ucraina nel Partenariato per la Pace Nato, seguito nel 1997 da un accordo per la formazione di un partenariato speciale tra le parti. Kiev sostenne inoltre l’intervento militare dell’Alleanza in Kosovo nel 1999. Contemporaneamente però l’Ucraina non cercò la membership diretta nell’Alleanza atlantica, in virtù della propria politica estera fondata sulla neutralità. La<em> Dichiarazione della Sovranità Statale dell’Ucraina</em> del 1990 stabilì i principi<strong> </strong>fondamentali della politica interna ed estera del Paese, statuì (testualmente nel suo quinto comma): “La Repubblica socialista sovietica ucraina dichiara solennemente la propria intenzione di divenire uno stato <strong>permanentemente neutrale</strong> che non parteciperà ad alcun blocco militare e che non ospiterà, produrrà o fornirà armi nucleari<em>.</em>”. Il preambolo della Costituzione del 1996 ribadì tale concetto. </p>



<p>Tale stato di cose mutò nel 2002 quando, alla vigilia della nuova imponente espansione dell’Alleanza atlantica, il Consiglio di difesa e sicurezza nazionale dell’Ucraina, presieduto dal presidente <strong>Leonid Kuchma</strong>, adottò una risoluzione volta a <strong>rivedere lo status di neutralità</strong> del Paese, adottando contestualmente come obiettivo l’adesione dell’Ucraina alla Nato. La Dottrina militare ucraina rilasciata il 15 giugno 2004 prevedeva come obiettivo del Paese la realizzazione di una <strong>politica di integrazione euro-atlantica</strong> il cui ultimo passo risultava essere l’adesione alla Nato. Tuttavia, già a partire dal mese successivo, il presidente Kuchma rivide tale politica, rimuovendo l’adesione alla Nato dagli obiettivi della dottrina militare del Paese.</p>



<p>La vittoria del candidato filo-occidentale <strong>Viktor Yushenko</strong> in occasione delle elezioni del 2004, conseguenti alla Rivoluzione Arancione, determinò una nuova revisione della politica estera del Paese, sancita tramite un nuovo inserimento nella dottrina militare della <strong>piena adesione alla Nato</strong> come obiettivo. Nel 2008 l’Ucraina richiese con forza la concessione da parte dell’Alleanza atlantica del <em>Membership Action Plan (Map), </em>tuttavia la Nato accolse con forte scetticismo tale richiesta, alla quale fecero seguito diverse velate minacce da parte del oresidente russo <strong>Vladimir Putin</strong>. Durante il successivo Summit di Bucarest, Paesi membri dell’Alleanza atlantica ribadirono che l’Ucraina sarebbe diventata un Paese membro in futuro, ma la richiesta di conferimento del Map venne respinta. Il successo elettorale del candidato filorusso Viktor Yanukovich nel 2010, mise la parola fine alla possibilità di adesione dell’Ucraina all’Alleanza atlantica. Il 3 giugno 2010 la Verkhovna Rada approvò la legge <em>Sui Principi della politica interna ed estera</em>, che statuiva l’abbandono definitivo dell’obiettivo di adesione all’Alleanza Atlantica, e la contestuale affermazione di una postura internazionale <em>“</em>non allineata<em>”</em>. A seguito dell’approvazione di tale legge l’adesione alla Nato non ha più rappresentato un obiettivo dell’Ucraina, la cui classe politica accettò largamente il nuovo principio fondante della politica estera del Paese. La Rivoluzione di Dignità del 2014 non rappresentò una rottura di tale paradigma. Il programma di governo presentato dal primo ministro Yatsenuk non includeva infatti alcun riferimento ad una possibile adesione alla Nato, ma rimarcava la necessità di riprendere il cammino verso l’integrazione europea, obiettivo nei fatti perseguito dallo stesso Yanukovich, indicando la volontà da parte dell’Ucraina di mantenere <strong>relazioni di buon vicinato</strong> con la Federazione Russa. Tale politica so rivelo tuttavia inadatta a garantire la sicurezza del paese e a <strong> seguito dell’aggressione avvenuta nel 2014</strong>, la  Verkhovna Rada abolì infatti lo status di neutralità del Paese, constatandone <strong>l’inefficacia</strong> nel tutelarne la sicurezza e l’integrità territoriale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra</h2>



<p>A seguito dell’invasione russa, l’Ucraina ha ripetutamente richiesto assicurazioni circa la futura <em>membership </em>del paese, nonché su garanzie circa la sicurezza del paese. Il grado di supporto tra i pesi membri circa l’ingresso del paese nell’Alleanza Atlantica è attualmente giunto ai massimi storici. Attualmente ben 21 paesi membri hanno dichiarato il proprio appoggio circa l’ingresso dell’Ucraina, ormai percepito non solo come un atto necessario per la credibilità politica dell’Alleanza, ma anche come un efficace strumento di deterrenza, in virtù del fallimento della politica tenuta sinora risultata nell’invasione dell’Ucraina. Dal canto suo Kiev alla vigilia del summit di Vilnius  sta esercitando pressioni per ottenere l’approvazione da parte della Nato di garanzie circa la propria sicurezza, nonché l’avvio della procedura di ingresso del paese da concludere quando il conflitto sarà finito. In particolare l’Ucraina si aspetta di ricevere la stessa procedura d’ingresso agevolata già concessa a Svezia e Finlandia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le prospettive future</h2>



<p>L’invasione russa dell’Ucraina ha determinato un’accelerazione del percorso di riforme avviato dal 2015, determinando importanti cambiamenti <a href="https://it.insideover.com/difesa/ucraina-riforme-militari-addio-era-sovietica.html/amp">nell’industria della difesa,</a> e nella lotta alla corruzione. Tuttavia permangono gravi problemi nel paese, il quale dal 24 febbraio 2024 pare combattere una guerra tanto contro un nemico esterno, quanto contro i mali atavici interni. L’ottenimento dei requisiti relativi all’ingresso del paese nella Nato rappresenterà un percorso decisamente lungo e tortuoso, la cui difficoltà risulta incrementata dal tradizionale scetticismo di alcuni paesi membri. Tuttavia, come dimostrato dalla brillante condotta Ucraina della guerra, una società civile resiliente e decisa ad ottenere i propri obbiettivi e l’appoggio dei partner occidentali, rappresentano certamente elementi in grado di portare a compimento tale percorso. </p>
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		<title>La Nato vuole un falco anti-russo: tutte le ipotesi per il dopo Stoltenberg</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/chi-sara-il-prossimo-segretario-generale-della-nato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Lo Nostro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=401300</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Signing ceremony of the Joint Declaration on NATO-EU Cooperation in Brussels" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati membri potrebbero convergere verso una donna alla guida della Nato, ma non è da escludere l'ennesima riconferma di Stoltenberg</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-sara-il-prossimo-segretario-generale-della-nato.html">La Nato vuole un falco anti-russo: tutte le ipotesi per il dopo Stoltenberg</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Signing ceremony of the Joint Declaration on NATO-EU Cooperation in Brussels" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/ilgiornale2_20230625160617201_46488a93721d1e0a673e8c0bac2f9698-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Nato</strong> è pronta a riunirsi a Vilnius per il <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-summit-di-vilnius-e-la-sfida-sistemica-della-nato-che-si-scopre-mondiale.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">summit</a> dell&#8217;11 e 12 luglio nella capitale lituana. Lì gli Stati membri proveranno a dirimere due questioni fondamentali. La prima è il destino dell&#8217;<strong>Ucraina</strong>, a tutti gli effetti alleata dell&#8217;Organizzazione, ma senza uno status giuridico che metta nero su bianco tale relazione. Il segretario generale <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-jens-stoltenberg-il-segretario-della-nato.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Jens Stoltenberg</a> ha anticipato alcune settimane fa che, in attesa del lontano ingresso di Kiev nel Patto atlantico, i 31 (ai quali a breve si aggiungerà la Svezia) avrebbero trovato un&#8217;intesa sulla costituzione del <a href="https://it.insideover.com/politica/consiglio-nato-ucraina-cosi-stoltenberg-prova-a-prendere-tempo.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Consiglio Nato-Ucraina</a>, un organismo ad hoc che concederà al governo ucraino un&#8217;equiparazione agli Stati firmatari del trattato di Washington. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;eredità di Stoltenberg</h2>



<p>L&#8217;altro nodo da sciogliere è indifferibile e riguarda la designazione del prossimo <strong>segretario generale</strong>, la figura – civile – a capo della Nato. Il segretario generale svolge tre compiti all&#8217;interno dell&#8217;Alleanza: presiede tutti i comitati più importanti e ne guida il processo decisionale garantendone l&#8217;applicazione; è il principale portavoce dell&#8217;Organizzazione; e infine si trova al vertice dello Staff internazionale, un organo il cui ruolo è quello di supportare direttamente e indirettamente il Segretario generale. Il mandato del segretario generale della Nato ha durata quadriennale e può essere esteso. </p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%">
<p>Stoltenberg, nominato nel 2014 e protagonista silenzioso delle crisi internazionali degli ultimi nove anni (compreso l&#8217;aspro scontro con Donald Trump), è già stato <strong>confermato</strong> nel 2019 e nel 2022. Il suo incarico scadrà a settembre del 2023, per cui tutti i membri sono chiamati quest&#8217;estate a scegliere chi dopo di lui potrà prendere il timone della più grande alleanza militare del mondo. Il processo di selezione si sta rivelando tuttavia segnato da <strong>ostacoli</strong>, per certi versi insormontabili. </p>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%">
<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="768" height="768" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/stoltenberg.png" alt="" class="wp-image-401314" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/stoltenberg.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/stoltenberg-300x300.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/stoltenberg-100x100.png 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/stoltenberg-600x600.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/stoltenberg-150x150.png 150w" sizes="auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px" /><figcaption class="wp-element-caption">Jens Stoltenberg, ex premier della Norvegia e segretario generale della Nato dal 2014</figcaption></figure>
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<p>La <a href="https://it.insideover.com/topic/guerra-in-ucraina" target="_blank" rel="noreferrer noopener">guerra in Ucraina</a> ha destabilizzato gli equilibri europei e globali, sconquassando oltre mezzo secolo di certezze. In un periodo così ricco di insidie e dove l&#8217;escalation – anche nucleare – è tornata nel dibattito tra le grandi potenze l&#8217;obiettivo della Nato è quello di mostrarsi forte, unita e resistente a qualsiasi forma di pressione proveniente dai suoi avversari. Ecco perché un anno fa è stato <strong>prorogato</strong> il mandato di Stoltenberg. Lo statista scandinavo però non è più disposto a mettersi a disposizione per una quarta volta. Già adesso, con otto anni di esperienza, è il secondo segretario generale più longevo di tutti i tempi dopo il diplomatico olandese Joseph Luns. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una donna alla guida dell&#8217;Alleanza</h2>



<p>A Bruxelles (sede della Nato, ndr) gli orientamenti prevalenti sarebbero quindi due, più un terzo che comunque è sostenuto da una sparuta minoranza. Un cospicuo numero di Paesi sta promuovendo da diversi mesi l&#8217;idea di candidare per la prima volta una donna alla guida dell&#8217;Alleanza. I nomi rimbalzati alla stampa sono quelli di <strong>Mette Frederiksen</strong>, primo ministro della Danimarca, e <strong>Kaja Kallas</strong>, capo del governo estone rieletta a marzo di quest&#8217;anno. Nient&#8217;altro che una suggestione la possibilità di pescare dalla <em>new entry</em> Finlandia, dove l&#8217;ex primo ministro Sanna Marin è appena diventata disoccupata.</p>



<p>Sulla politica danese ci sarebbe l&#8217;assenso statunitense, che forse è anche l&#8217;unico che conta. Gli americani, che la Nato l&#8217;hanno concepita e fondata nel 1949, per consuetudine preferiscono concedere il comando politico dell&#8217;Organizzazione alle nazioni europee, mantenendo però una posizione al vertice di quello militare. Nondimeno, Washington detiene <em>de facto</em> il potere di ratifica delle nomine e, fatto salvo il protagonismo francese, nessuno ha il coraggio di schierarsi contro gli ordini impartiti al di là dell&#8217;Oceano atlantico. Il placet dell&#8217;amministrazione Biden all&#8217;ipotesi Frederiksen sarebbe arrivato durante una misteriosa <strong>visita ufficiale</strong> della premier danese alla Casa Bianca all&#8217;inizio di giugno. </p>



<p>La diretta interessata ha dichiarato che non sarà lei la figura sulla quale gli Stati membri raggiungeranno un accordo, anche perché al momento attuale mancherebbe l&#8217;unanimità. Il Regno Unito di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-rishi-sunak.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rishi Sunak</a> sarebbe contrario a questa soluzione, caldeggiando invece l&#8217;opzione Kallas. Anche la 46enne baltica ha tenuto degli incontri ad alti livelli con la diplomazia britannica: il 30 maggio scorso ha ricevuto a Tallinn il ministro degli Esteri inglese James Cleverly, con cui ha avuto un colloquio sulla centralità del cosiddetto <strong>fianco orientale</strong> della Nato di fronte all&#8217;aggressione russa in Ucraina. Ed è proprio l&#8217;atteggiamento duro e intransigente nei confronti di Mosca uno dei fattori determinanti nella scelta del prossimo segretario generale della Nato. </p>



<p>Kallas ha fatto cadere un esecutivo accusando i suoi ex partner di governo di essere filorussi. Una scommessa che ha pagato con un successo straordinario alle urne. Londra, dunque, predilige un falco anti-russo e pur di non dilapidare questo disegno ha dovuto rinunciare ai suoi candidati di spicco: Theresa May, Boris Johnson e il ministro della Difesa Ben Wallace. </p>



<p>L&#8217;outsider da non sottovalutare potrebbe essere <strong>Suzana Caputova</strong>, presidente in carica della Slovacchia. Il suo, insieme a quello più debole del rumeno Klaus Iohannis, è un nome che circola da gennaio e potrebbe rispondere all&#8217;esigenza di chi vorrebbe accrescere il peso e la rappresentanza dell&#8217;<strong>Europa dell&#8217;Est</strong>. </p>



<p>Caputova sta affrontando una lunga e delicata crisi politica in patria dopo l&#8217;implosione del governo di Eduard Heger, uno dei maggiori fornitori militari dell&#8217;Ucraina. Il capo dello Stato slovacco sembra fisicamente provata e preoccupata per le minacce provenienti dagli ambienti filorussi fomentati dall&#8217;opposizione capeggiata da Robert Fico. Da parte sua potrebbe dunque mancare la disponibilità a proseguire l&#8217;impegno politico oltre i confini slovacchi. </p>



<div class="wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex">
<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/frederiksen-biden-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-401311" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/frederiksen-biden-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/frederiksen-biden-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/frederiksen-biden-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/frederiksen-biden-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/frederiksen-biden-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/frederiksen-biden-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/frederiksen-biden-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">La premier danese Mette Frederiksen alla Casa Bianca con Joe Biden il 5 giugno 2023. Foto: Ansa.</figcaption></figure>
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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow">
<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-401312" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-2048x1365.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/kallas-uk-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Kaja Kallas, primo ministro estone, durante un bilaterale con Boris Johnson a Londra il 6 giugno 2022. Foto: Ansa/Epa/Jason Alden.</figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Gli interessi dell&#8217;Europa mediterranea</h2>



<p>Nelle ultime ore le diplomazie occidentali stanno sondando altre proposte. È emerso il profilo di <strong>Pedro Sánchez</strong>, premier spagnolo dimissionario in piena campagna elettorale. In Spagna si voterà il 23 luglio e i sondaggi non sorridono a Sánchez, che potrebbe lasciare e ritrovarsi catapultato nella Nato. Rispettando peraltro il principio dell&#8217;alternanza tra leader dell&#8217;Europa settentrionale e quella meridionale, una regola non scritta che si è smesso di seguire dal 2009 in poi. </p>



<p>E l&#8217;Italia, in tutto ciò? Il granitico atlantismo di Giorgia Meloni indica che Roma si aggregherà a quanto verrà deliberato dagli Stati Uniti. La rappresentanza italiana permanente a Bruxelles, interpellata da <em>InsideOver</em> sul tema dell&#8217;elezione del nuovo segretario generale, non ha voluto commentare i vari scenari all&#8217;orizzonte. </p>



<p>Non trovano riscontro le voci diffuse in passato sugli ex presidenti del Consiglio Matteo Renzi e Mario Draghi. Quest&#8217;ultimo in particolare avrebbe esplicitamente rifiutato l&#8217;invito rilanciato subito dopo l&#8217;addio a Palazzo Chigi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso uno Stoltenberg quater</h2>



<p>Neppure il piano d&#8217;emergenza approntato dal gruppo dei &#8220;prudenti&#8221; i quali, per non forzare la mano e scongiurare una battaglia politica che veicoli il messaggio di un&#8217;Alleanza divisa, avrebbero avanzato a Stoltenberg l&#8217;ennesima offerta per <strong>traghettare l&#8217;Organizzazione</strong> fino al 2024. &#8220;Ho ribadito più volte che non cerco una proroga e che non ci sono altri piani se non quello di terminare il mio lavoro, e il mio incarico termina, questo autunno&#8221;, è la dichiarazione reiterata dal segretario generale uscente a margine di una recente riunione ministeriale. Ma fonti qualificate, sollecitate anche da InsideOver, confermano che, in assenza di una svolta degna di nota, la direzione verso la quale ci si avvicina al vertice di Vilnius è uno Stoltenberg quater. </p>



<p>&#8220;Se ne sta discutendo, anche ad alti livelli, e ci sarebbe un consenso generale in Europa come in America&#8221;, ci spiega una fonte informata dell&#8217;andamento del dibattito in corso a Bruxelles, nonostante uno dei timori di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a> sia quello di accumulare troppe scadenze nel 2024, quando verranno rinnovati parlamento e Commissione europea. Il momento delle decisioni storiche è alle porte e la Nato è attanagliata dai dubbi. Ma una via d&#8217;uscita c&#8217;è sempre.</p>
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		<title>Consiglio Nato-Ucraina: così Stoltenberg prova a prendere tempo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/consiglio-nato-ucraina-cosi-stoltenberg-prova-a-prendere-tempo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jun 2023 10:08:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina nella NATO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Jens Stoltenberg (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ucraina e Nato provano a superare l'impasse sull'adesione di Kiev promuovendo un Consiglio in cui l'Ucraina è equiparata agli Stati membri</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/consiglio-nato-ucraina-cosi-stoltenberg-prova-a-prendere-tempo.html">Consiglio Nato-Ucraina: così Stoltenberg prova a prendere tempo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Jens Stoltenberg (ANSA)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/AYjTUqMxk_qe0NhD3ODM_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una delle conclusioni dell&#8217;ultima riunione ministeriale della Difesa dell&#8217;Alleanza Atlantica, il segretario generale <strong>Jens Stoltenberg</strong> ha detto che il blocco occidentale lavora a un nuovo Consiglio Nato-Ucraina, in cui il governo di Kiev sarà allo stesso livello dei Paesi membri. &#8220;Ci consulteremo su questioni di sicurezza di reciproco interesse. La nostra ambizione è di tenere la prima riunione del nuovo Consiglio al <strong>vertice di Vilnius</strong>&#8220;, ha confermato Stoltenberg. Rilanciando quindi l&#8217;idea di una graduale e progressiva integrazione dell&#8217;Ucraina nel sistema atlantico.</p>



<p>Secondo molti osservatori, la mossa di Stoltenberg ha una duplice valenza. Da un lato segnala il tentativo atlantico di rassicurare il presidente ucraino<strong> Volodymyr Zelensky </strong>sul fatto che la Nato stia discutendo del futuro del Paese invaso. Dall&#8217;altro però, per il governo di Kiev questo annuncio rappresenta anche una doccia fredda di fronte a una realtà dell&#8217;Alleanza ben diversa da quella agognata da Kiev quanto dai Paesi più fieramente antirussi. Tutti sono consapevoli dell&#8217;importanza della guerra e del sostegno economico, politico e militare all&#8217;Ucraina. Diverso però è il pensiero riguardo le garanzie di sicurezza da offrire al Paese a guerra finita, con una differenza notevole fra chi ritiene corretto assicurare a Kiev una road-map dettagliata per entrare nella Nato e chi invece lo considera un fattore di rischio per tutto il blocco.</p>



<p>Si arriva così a una via di mezzo. Stoltenberg, annunciando i lavori per il <strong>Consiglio Nato-Ucraina </strong>in cui Kiev è equiparata ai membri dell&#8217;Alleanza, di fatto supera &#8211; almeno negli obiettivi &#8211; la struttura della <strong>Commissione Nato-Ucraina</strong>: organo che ha come obiettivo quello di sviluppare le relazioni tra Kiev e Bruxelles e di fare da piattaforma di consultazione tra alleati e Ucraina su &#8220;questioni di sicurezza di interesse comune&#8221;. La Commissione, nota con l&#8217;acronimo <strong>Nuc</strong>, nasceva nel 1997 in un contesto del tutto diverso rispetto a quello in cui sorgerebbe questo nuovo Consiglio. All&#8217;epoca, infatti, era chiaro che lo scopo fosse blindare una forma di <strong>partenariato </strong>che rimaneva ben distinto da un&#8217;adesione formale e soprattutto si sviluppava in una condizione politica e sistemica molto differente rispetto al pieno coinvolgimento della Nato nel rifornire Kiev di fronte all&#8217;aggressione di Mosca. Il concetto di commissione tra Nato e Ucraina sottolineava proprio l&#8217;idea di una distinzione ancora netta.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-war.jpg" alt="" class="wp-image-400412" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-war.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-war-600x111.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-war-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/unnamed-war-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p>Nel corso degli anni sono state fatte all&#8217;Ucraina delle <strong>promesse</strong>, più o meno esplicite, sulla sua integrazione nella Nato. Basti pensare al <strong>summit di Bucarest</strong> del 2008, <a href="https://www.nato.int/cps/en/natolive/official_texts_8443.htm">in cui nelle dichiarazioni finali</a> si affermava chiaramente che i Paesi membri avevano concordato che Georgia e Ucraina sarebbero diventati in futuro dei membri dell&#8217;Alleanza. L&#8217;impegno è proseguite con diverse forme di partenariati e con il lavoro sia di Kiev che di Bruxelles per rendere l&#8217;Ucraina sempre più integrata nel sistema euro-atlantico. Ma dalla guerra del 2014 fino all&#8217;invasione del 2022, le condizioni per far sì che l&#8217;Ucraina aderisse alla Nato sono diventate sempre più deboli nonostante la contemporanea maggiore sinergia tra Kiev e Occidente. Lo status di guerra permanente esclude, infatti, l&#8217;adesione all&#8217;Alleanza. E nonostante qualcuno, anche negli Stati Uniti, abbia sostenuto la rimozione di alcuni &#8220;ostacoli&#8221; alla velocizzazione del processo, lo stesso presidente <strong>Joe Biden</strong> ha fermato gli entusiasmi dicendo che Washington non avrebbe fatto sconti sulla procedura per diventare membri della Nato.</p>



<p>Dal punto di vista formale, e forse anche sostanziale, è difficile comprendere se il Consiglio Nato-Ucraina comporti un reale cambio di passo. In parte perché esistono già <strong>altre forme di cooperazione</strong> ben più concrete (basi pensare ad addestramento e fornitura di armi) e visibili sul campo di battaglia. In parte perché tendenzialmente il summit di Vilnius dovrebbe servire, negli auspici di Zelensky, a consegnare un percorso chiaro riguardo all&#8217;adesione effettiva dell&#8217;Ucraina nel blocco.</p>



<p><a href="https://www.theguardian.com/world/2023/jun/14/ukraine-will-not-be-offered-timeline-for-nato-membership-at-summit-in-july">Come riferito dal <em>Guardian</em></a>, che riporta le dichiarazione dell&#8217;ambasciatore degli Stati Uniti presso la Nato, <strong>Juliette Smith</strong>, l&#8217;idea del consiglio &#8220;sposterebbe le dinamiche fondamentali&#8221;, perché l&#8217;Ucraina sarebbe equiparato, anche come diritti, ai Paesi membri, potendo quindi incidere sui punti della discussione. Si tratta di una formulazione che potrebbe incontrare una certa critica da parte di Kiev. Tuttavia, l&#8217;impressione che si ha dai circuiti atlantici è che in questo momento Stoltenberg e molti partner occidentali preferiscono trovare una strada che consenta di salvare l&#8217;<strong>integrità politica</strong> del blocco evitando frizioni in un summit che, come quello di Vilnius, dovrà non solo discutere del futuro supporto a Kiev, ma anche del nuovo segretario generale. Si cerca, pertanto, una strada intermedia che salvi gli interessi di tutti prolungando i tempi di una discussione che si prenannuncia fondamentale quanto estremamente divisiva.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/consiglio-nato-ucraina-cosi-stoltenberg-prova-a-prendere-tempo.html">Consiglio Nato-Ucraina: così Stoltenberg prova a prendere tempo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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