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	<title>Troika Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2020 13:03:03 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Troika Archives - InsideOver</title>
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		<title>La Grecia ora rifiuta la Troika: &#8220;Non ci inchineremo all&#8217;Ue&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/grecia-mitsotakis-troika.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2020 10:23:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Austerity]]></category>
		<category><![CDATA[Troika]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="889" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Kyriakos-Mitsotakis-premier-Grecia-La-Presse-1-scaled-e1594126978343.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Kyriakos-Mitsotakis-premier-Grecia-La-Presse-1-scaled-e1594126978343.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Kyriakos-Mitsotakis-premier-Grecia-La-Presse-1-scaled-e1594126978343-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Kyriakos-Mitsotakis-premier-Grecia-La-Presse-1-scaled-e1594126978343-1024x474.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Kyriakos-Mitsotakis-premier-Grecia-La-Presse-1-scaled-e1594126978343-768x355.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Kyriakos-Mitsotakis-premier-Grecia-La-Presse-1-scaled-e1594126978343-1536x711.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Kyriakos-Mitsotakis-premier-Grecia-La-Presse-1-scaled-e1594126978343-2048x948.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono anni che difficilmente spariranno dalla memoria della popolazione della Grecia quelli caratterizzati dalle misure di austerity messe in campo dalla cosiddetta &#8220;Troika&#8221; e volte a ristrutturare l&#8217;immenso indebitamento pubblico di Atene. Dopo essere riusciti nel corso dello scorso anno a liberarsi anche dell&#8217;ultima catena che vincolava le sue manovre finanziarie all&#8217;approvazione del Fondo monetario &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/grecia-mitsotakis-troika.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/grecia-mitsotakis-troika.html">La Grecia ora rifiuta la Troika: &#8220;Non ci inchineremo all&#8217;Ue&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="889" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Kyriakos-Mitsotakis-premier-Grecia-La-Presse-1-scaled-e1594126978343.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Kyriakos-Mitsotakis-premier-Grecia-La-Presse-1-scaled-e1594126978343.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Kyriakos-Mitsotakis-premier-Grecia-La-Presse-1-scaled-e1594126978343-300x139.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Kyriakos-Mitsotakis-premier-Grecia-La-Presse-1-scaled-e1594126978343-1024x474.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Kyriakos-Mitsotakis-premier-Grecia-La-Presse-1-scaled-e1594126978343-768x355.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Kyriakos-Mitsotakis-premier-Grecia-La-Presse-1-scaled-e1594126978343-1536x711.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/07/Kyriakos-Mitsotakis-premier-Grecia-La-Presse-1-scaled-e1594126978343-2048x948.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sono anni che difficilmente spariranno dalla memoria della popolazione della <strong>Grecia</strong> quelli caratterizzati dalle misure di <strong>austerity</strong> messe in campo dalla cosiddetta &#8220;<strong>Troika</strong>&#8221; e volte a ristrutturare l&#8217;immenso indebitamento pubblico di Atene. Dopo essere riusciti nel corso dello scorso anno a liberarsi anche dell&#8217;ultima catena che vincolava le sue manovre finanziarie all&#8217;approvazione del Fondo monetario internazionale, per il 2020 la popolazione greca avrebbe sperato in manovre espansive e soprattutto decise esclusivamente da coloro che avevano ottenuto i propri voti. Ma con le ultime misure messe in campo dall&#8217;Unione europea, adesso si palesa la possibilità che ancora una per una volta le cose non andranno in questo modo, ma per il popolo greco questa volta potrebbe davvero essere troppo.</p>
<h2>Tuona Mitsotakis: &#8221; Basta Troika&#8221;</h2>
<p>&#8220;<strong>Basta Troika</strong>, la Grecia non accetterà intromissione europee all&#8217;interno degli indirizzi economici del Paese&#8221;. Con questa parole lo stesso premier greco <strong>Kiriakos Mitsotakis</strong> ha respinto ogni possibilità che Bruxelles possa intervenire all&#8217;interno del processo decisionale sulle questioni economiche della Grecia, ottenendo al contempo lo stesso supporto della quasi totalità della popolazione.</p>
<p>Stando a quanto dichiarato da Mitsotakis e riportato dalla testata britannica <a href="https://www.ft.com/content/d8fc01ae-5aac-4094-9b76-82ca0f90784c"><em>Financial Times</em></a>, nel corso di questi anni i greci sarebbero infatti maturati molto e sarebbe corretto se le decisioni volte a sostenere l&#8217;economia e le famiglie fossero prese esclusivamente da Atene. Soprattutto, anche per <strong>dimostrare</strong> come il Paese si sia ormai lasciato alle spalle gli anni bui che lo avevano portato sull&#8217;orlo della bancarotta, obbligandolo a subire quasi un decennio di controllo da parte della Troika. E in fin dei conti, tale prerogativa sarebbe nell&#8217;interesse anche della stessa Europa, che potrebbe in questo valutare la stessa affidabilità di Atene.</p>
<h2>Europa, il pericolo viene dalla Grecia</h2>
<p>Spesso considerata ai margini dell&#8217;Unione sia per il suo ridotto Pil pubblico che per la sua collocazione geografica, la Grecia ha dimostrato però in questi anni di essere un <strong>punto cruciale</strong> all&#8217;interno di quasi tutti i discorsi di Bruxelles. In parte a causa della questione migratoria dettata dal confine con la Turchia e in parte in quanto primo vero e proprio &#8220;esperimento&#8221; di controllo economico diretto da parte dell&#8217;Unione europea, Atene ha comunque svolto in modo quasi impeccabile il proprio lavoro. Tuttavia, ciò era costato la <strong>fatica</strong> e il sudore della fronte di tutta la popolazione ellenica, <em>de facto </em>immolata per salvare i bilanci pubblici del Paese e costretta a subire una stagione di austerity che ancora oggi ha lasciato aperto molte ferite. Adesso, però, la popolazione è arrivata allo stremo delle proprie forze e dopo aver ottemperato ai propri doveri è giunto il momento di esigere i propri <strong>diritti</strong>. Ma sarà Bruxelles intenzionata a darli, oppure uno scontro è proprio dietro l&#8217;angolo?</p>
<p>In questo modo, dunque, si palese forse per la prima volta la possibilità di una &#8220;<strong>rottura</strong>&#8221; di dialogo tra la Grecia e Bruxelles, qualora le due istituzioni rimanessero fisse sulle proprie posizioni. Tuttavia, la stessa Grecia in questo modo avrebbe una potente arma nei confronti degli alti palazzi dell&#8217;Europa: il <strong>dissenso</strong>. Strumento che, se ben ponderato, può causare notevoli problemi a Bruxelles, in quanto facilmente <strong>emulabile</strong> anche in altre occasioni da parte degli altri Paesi aderenti all&#8217;Unione europea. In uno scenario che, sul lungo periodo, diviene particolarmente pericoloso per la stessa stabilità comunitaria, fondata sull&#8217;approvazione e sull&#8217;esecuzione (teorica) all&#8217;unisono delle direttive (senza lasciare spesso troppi spazi al dissenso).</p>
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		<item>
		<title>La troika del Pd &#8220;vigila&#8221; sull&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-troika-del-pd-vigila-sullitalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2019 07:23:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Austerità]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione europea]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Troika]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-Paolo-Gentiloni-e-Roberto-Gualtieri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giuseppe Conte, Paolo Gentiloni e Roberto Gualtieri (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-Paolo-Gentiloni-e-Roberto-Gualtieri.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-Paolo-Gentiloni-e-Roberto-Gualtieri-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-Paolo-Gentiloni-e-Roberto-Gualtieri-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-Paolo-Gentiloni-e-Roberto-Gualtieri-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dividendi per la cacciata della Lega dal governo, più rappresentanza ai tavoli fondamentali dell&#8217;Unione, il sogno di un &#8220;superdeficit&#8221; che desse ai giallorossi ciò che ai gialloverdi era riuscito solo in parte, cioè una parziale rottura dei vincoli austeritari, per qualcuno perfino un ritrovato clima di concordia politica interno. Il libro dei sogni delle aspettative &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-troika-del-pd-vigila-sullitalia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-troika-del-pd-vigila-sullitalia.html">La troika del Pd &#8220;vigila&#8221; sull&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-Paolo-Gentiloni-e-Roberto-Gualtieri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Giuseppe Conte, Paolo Gentiloni e Roberto Gualtieri (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-Paolo-Gentiloni-e-Roberto-Gualtieri.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-Paolo-Gentiloni-e-Roberto-Gualtieri-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-Paolo-Gentiloni-e-Roberto-Gualtieri-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Giuseppe-Conte-Paolo-Gentiloni-e-Roberto-Gualtieri-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dividendi per la cacciata della <strong>Lega</strong> dal governo, più rappresentanza ai tavoli fondamentali dell&#8217;Unione, il sogno di un &#8220;<a href="https://it.insideover.com/economia/che-cose-il-superdeficit-a-cui-litalia-punta.html" target="_blank" rel="noopener">superdeficit</a>&#8221; che desse ai giallorossi ciò che ai gialloverdi era riuscito solo in parte, cioè una parziale rottura dei vincoli austeritari, per qualcuno perfino un ritrovato clima di concordia politica interno. Il libro dei sogni delle aspettative mediatiche e politiche legate al governo M5S-Pd è stato fin dagli inizi ben colorito e ricco di sfumature e <em>wishful thinkings</em>. Sensazioni che negavano la prosaica realtà, ovvero che il <strong>governo Conte II </strong>è nato per ragioni più tattiche che strategiche, per ragioni di politica interna legate al desiderio di pentastellati e dem di non franare in caso di nuove elezioni e, soprattutto, per il suicidio agostano di <strong>Matteo Salvini</strong>, tradito dall&#8217;assurda scelta di aprire nel pieno dell&#8217;estate la crisi di governo.</p>
<p>Anche il più importante risultato raggiunto in Europa, la nomina di <a href="https://it.insideover.com/economia/gentiloni-dimezzato-sulleconomia-comanda-dombrovskis.html" target="_blank" rel="noopener">Paolo Gentiloni</a> a commissario agli Affari Economici, è stato immediatamente dimezzato dal commissariamento dell&#8217;ex premier ad opera del superfalco lettone del rigore <strong>Valdis Dombrovskis</strong>. La montagna ha partorito il topolino, ovvero un Nadef che riporta un deficit del 2,2% in larga parte destinato al risanamento delle gravose clausole Iva (23 miliardi di euro) e sotto il giudizio della censura di Dombrovskis, coordinatore dei commissari deputati alle politiche economiche.</p>
<p>Se anche il premier Giuseppe Conte avesse voluto far pesare nei tavoli europei l&#8217;acquisito standing istituzionale e l&#8217;autorevolezza dimostrata nelle recenti trattative su deficit e debito tale azione sarebbe stata condizionata dalla carenza di politiche di lungo respiro per quanto riguarda l&#8217;Europa, l&#8217;economia e la modifica di regole ritenute troppo stringenti. In particolare, la presenza di Gentiloni nel ruolo di commissario Ue è solo la punta apicale del grande condizionamento esercitato dal <strong>Partito democratico </strong>come &#8220;guardiano&#8221; dell&#8217;ortodossia europea in seno all&#8217;esecutivo.</p>
<p>Francesco Verderami, articolista e retroscenista del <em>Corriere della Sera, </em>ha coniato l&#8217;espressione di &#8220;troika italiana&#8221; per definire l&#8217;asse tra Gentiloni, il ministro dell&#8217;Economia <strong>Roberto Gualtieri </strong>e il ministro degli Affari europei<strong> Enzo Amendola, </strong>tutti e tre esponenti dell&#8217;establishment Pd, le cui prime dichiarazioni istituzionali lasciano pochi dubbi circa la reale volontà del nuovo governo di imporre una seria discontinuità in Europa fondata su politiche economiche svincolate dall&#8217;austerità e dirette alla crescita. &#8220;Primo obiettivo la riduzione del debito pubblico&#8221; dei Paesi europei attraverso il rispetto rigoroso del <strong>Patto di Stabilità</strong>, ha affermato Gentiloni nell&#8217;audizione all&#8217;Europarlamento da lui agevolmente superata. Il trio Gentiloni-Gualtieri-Amendola avrebbe, secondo Verderami, frenato ogni tentativo di Conte di alzare l&#8217;asticella verso una manovra coraggiosa con un fuoco di fila di dichiarazioni paragonabili a quelle dell&#8217;ex presidente Pd.</p>
<p>Ha detto Gualtieri, che non ha saputo proporre di meglio di un&#8217;emissione sovrana di bond &#8220;verdi&#8221; tanto politicamente corretti quanto potenzialmente inefficaci: &#8220;forzare la mano in questa fase non conviene, perché ci sarebbe il rischio di recuperare da una parte ma di perdere dall&#8217;altra con un aumento dello spread&#8221;. Ancora più chiaro Amendola al <em>Foglio: </em>&#8220;L&#8217;Europa non è un bancomat, semmai è una polizza assicurativa. Non esiste una spectre europea che ci vuole male, quel che va evitato è alimentare gli scontri con l&#8217; Unione europea per poi ritrovarsi con rischi di procedure di infrazione&#8221;. Non si è fatto mancare nemmeno il sottosegretario dem di Gualtieri, il senatore Pd <a href="https://www.agi.it/politica/lega_europa_aumento_tasse-6273036/news/2019-10-01/" target="_blank" rel="noopener">Antonio Misiani sentito dallo stesso <em>Corriere</em></a>: &#8220;La Commissione europea ha premiato il credito di cui gode il ministro Gualtieri&#8221;.</p>
<p>Agli esponenti del Pd, in questo campo, si può obiettare tutto fuorché una notevole chiarezza di intenti e onestà intellettuale. L&#8217;attestazione dell&#8217;elogio alle regole dell&#8217;austerità, al rigore e all&#8217;ortodossia europeista vegliata dalla troika del Nazareno è sotto gli occhi di tutti, nero su bianco, incontestabile. Ma come confrontare queste dichiarazioni con le roboanti uscite dei loro compagni di partito, del segretario <strong>Nicola Zingaretti </strong>e degli alleati pentastellati sull&#8217;inizio di una nuova era, sul prossimo cambiamento dello standing italiano in Europa, su una fase di rinnovato sviluppo? Come metterle a fianco con l&#8217;analogo entusiasmo di un&#8217;ampia parte della stampa italiana? Qui si va su un terreno notevolmente scivoloso. Il governo gialloverde è imploso sotto il peso di contraddizioni e dichiarazioni ad effetto deleterie, ma sul lungo termine anche per quello giallorosso il destino potrebbe essere lo stesso: la troika Pd castra qualsiasi prospettiva di rinnovamento o reale cambiamento. Gli effetti potrebbero pagarli molto presto decine di milioni di italiani, assieme alla posizione economica del nostro Paese, già precaria e instabile.</p>
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		<title>I frutti della Troika sulla Grecia: Hiv, disturbi mentali e suicidi</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/l-allarme-del-consiglio-d-europa-grecia-al-collasso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Nov 2018 13:15:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[banca-centrale-europea]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1397" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8386289.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8386289.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8386289-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8386289-768x559.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8386289-1024x745.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi greca esplode nel 2009: all&#8217;epoca come primo ministro si è appena insediato George Papandreou del Pasok, figlio di Andreas che risulta capo dell&#8217;esecutivo tra gli anni  Ottanta e Novanta e protagonista della vita politica successiva alla caduta dei colonnelli. In quei drammatici mesi dell&#8217;autunno del 2009, scoppia la &#8220;bolla&#8221;. Il governo dichiara di aver trovato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/l-allarme-del-consiglio-d-europa-grecia-al-collasso.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1397" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8386289.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8386289.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8386289-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8386289-768x559.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8386289-1024x745.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La crisi greca esplode nel 2009: all&#8217;epoca come primo ministro si è appena insediato<strong> George Papandreou</strong> del Pasok, figlio di Andreas che risulta capo dell&#8217;esecutivo tra gli anni  Ottanta e Novanta e protagonista della vita politica successiva alla caduta dei colonnelli. In quei drammatici mesi dell&#8217;autunno del 2009, scoppia la &#8220;bolla&#8221;. Il governo dichiara di aver trovato bilanci falsificati, di conseguenza il debito appare molto più grave di quanto fino a quel momento si pensa. E già, come dimostrano le due elezioni anticipate in tre anni vissute dal paese e le tensioni sociali scoppiate ad Atene nel dicembre 2008, la situazione in Grecia non sembra rosea di suo prima degli annunci sul deficit da parte di Papandreou. A quel punto scattano i piani della cosiddetta<strong> &#8220;troika&#8221;</strong>: Ue, Fmi e Bce impongono riforme radicali alla Grecia, in cambio di prestiti per un valore di miliardi di Euro. È l&#8217;inizio del caos. </p>
<p>Il rapporto del Consiglio d&#8217;Europa</p>
<p>Quello che avviene da allora è sotto gli occhi di tutti. Vengono imposti piani di austerità che prevedono<strong> tagli enormi nella spesa pubblica.</strong> Per un paese già in recessione è una mazzata micidiale. Crolla il potere d&#8217;acquisto, crolla il commercio, ad Atene molti negozi sono costretti alla chiusura, la Grecia va subito in ginocchio. Vengono licenziati diversi impiegati pubblici, viene tagliato lo stipendio a chi rimane, anche nel privato i salari crollano. Per non parlare poi delle <strong>privatizzazioni</strong> dei servizi e dei settori più importanti dell&#8217;economia ancora in mano allo Stato. A livello politico questo comporta il crollo dei due principali partiti, ossia Pasok di centro sinistra e Nuova Democrazia di centro destra, e la vittoria nel 2015 della sinistra radicale con <strong>Tsipras</strong>. Nel luglio di quell&#8217;anno un referendum boccia l&#8217;ennesimo piano di austerità, migliaia di greci festeggiano in piazza il risultato e sembra preludio dell&#8217;uscita di Atene dall&#8217;Euro. Ma in realtà un nuovo piano, molto simile a quello bocciato, viene poi approvato ed il paese continua con le sue sofferenze.</p>
<p><a href="http://www.occhidellaguerra.it/projects/conflitti-non-dimenticare" rel="attachment wp-att-61452"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-61452" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/11/strip_articolo_occhi.jpg" alt="strip_articolo_occhi" /></a></p>

<p>La domanda di tanti in Europa in questi anni è: <strong>qual è la situazione reale in Grecia</strong>? Il paese è per davvero così disastrato oppure ci sono alcuni segnali positivi? Per rispondere, nei primi mesi del 2018 viene attivata la <strong>commissione diritti umani del Consiglio d&#8217;Europa</strong>. L&#8217;Ente, nonostante il nome, nulla ha a che vedere con Bruxelles e le istituzioni comunitarie: si tratta di un organismo che valuta il rispetto dei valori e dei diritti umani nel vecchio continente. A capo di questa commissione vi è <strong>Dunja Mijatović</strong>, la quale fino allo scorso 4 giugno assieme ai suoi colleghi gira la Grecia in lungo ed in largo per vedere in che situazione vive la popolazione. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.huffingtonpost.it/2018/11/09/il-consiglio-deuropa-picchi-di-hiv-boom-di-disturbi-mentali-sanita-pubblica-sullorlo-del-collasso-lausterita-in-grecia-viola-i-diritti-umani_a_23584737/?utm_hp_ref=it-homepage">Pochi giorni fa vi è la pubblicazione del rapporto</a>. <strong>I dati che emergono sono allarmanti</strong>: sanità al collasso, istruzione non più garantita, tasso di suicidi aumentato del 40%, numero dei senzatetto quadruplicato dal 2008 al 2016. È lo specchio di un paese devastato, colpito, con una società che vive un momento paragonabile a quello del periodo bellico. In poche parole, la risposta alle domande sopra poste è drammaticamente semplice: <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://search.coe.int/commissioner/Pages/result_details.aspx?ObjectId=09000016808ea5bd">la Grecia è in ginocchio. </a></p>
<p>Sanità ed istruzione elementi non garantiti</p>
<p>Il popolo greco viene descritto come estremamente <strong>depresso, insicuro e sotto stress</strong>. Gente che prima del 2008 non ha mai manifestato segni di squilibrio mentale, si ritrova a convivere con patologie tali da costringere spesso le autorità al trattamento obbligatorio. Ci sono giovani che non hanno nemmeno i soldi per emigrare, padri di famiglia passati in pochi anni dalla classe media a non avere più nulla, nemmeno cibo per i propri figli. Ci sono anche donne costrette a prostituirsi per poter sopravvivere, quartieri nelle grandi città diventati estremamente degradati. Ma ci sono poi altri dati che rendono la situazione ancora più agghiacciante. Il consiglio d&#8217;Europa <strong>riscontra infatti casi di Hiv e tubercolosi in grande aumento</strong>. Sembra quasi essenziale a questo punto specificare che tale reportage della commissione non proviene da un paese del terzo mondo, bensì da uno appartenente all&#8217;Eurozona. La Grecia fino al 2004 ospita le Olimpiadi, costruisce centri commerciali, si illude di essere a pieno titolo tra i paesi più avanzati. Ma adesso si riscopre terribilmente surclassata dalle imposizioni della troika. Ed impossibilitata a guardare al futuro con ottimismo. </p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://search.coe.int/commissioner/Pages/result_details.aspx?ObjectId=09000016808ea5bd#_Toc526949418">Questo perché la stessa istruzione appare non garantita</a>. I fondi destinati a questo settore sono quelli che risultano tra i più colpiti dall&#8217;ascia e dalla scure dei piani di austerità. Molti insegnanti sono stati licenziati o messi in pre pensionamento, chi è riuscito a rimanere all&#8217;interno del mondo della scuola deve fare turni più lunghi con paghe molto più misere. La qualità dell&#8217;istruzione, si legge nel rapporto, <strong>appare incredibilmente compromessa</strong>. E la stessa cosa si può dire della sanità. I fondi destinati al servizio sanitario nazionale sono diminuiti almeno del 50% dal 2009. <a href="https://search.coe.int/commissioner/Pages/result_details.aspx?ObjectId=09000016808ea5bd#_Toc526949414">Molti ospedali sono chiusi, in tanti mancano le medicine</a>. Diversi pazienti affetti da tipologie gravi rischiano di non potersi curare perchè non più coperti dal sistema sanitario oppure perché impossibilitati a raggiungere gli unici centri di eccellenza rimasti nelle grandi città. In Grecia il senso di umanità e solidarietà tanto propagandato dall&#8217;Europa, quella di Bruxelles e Francoforte, si è perso da tempo. I piani di austerità sono finiti, ma non c&#8217;è un elemento da cui poter ricominciare. Tabula rasa, deserto economico: ecco la Grecia post troika. E non è un caso che ad attivarsi sia proprio la commissione sui diritti umani del Consiglio d&#8217;Europa. Quel che è stato compiuto in questi anni non è solo una questione economica ma, per l&#8217;appunto, coinvolge i basilari principi dei diritti dell&#8217;uomo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/l-allarme-del-consiglio-d-europa-grecia-al-collasso.html">I frutti della Troika sulla Grecia: Hiv, disturbi mentali e suicidi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dopo aver distrutto la Grecia  la Lagarde ora punta all&#8217;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/litalia-dopo-la-grecia-nel-mirino-di-lagarde-e-fmi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Oct 2018 08:24:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Christine Lagarde]]></category>
		<category><![CDATA[Fondo monetario internazionale (Fmi)]]></category>
		<category><![CDATA[Troika]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1416" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag-768x566.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag-1024x755.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nelle scorse settimane il Fondo Monetario Internazionale ha più volte criticato la manovra economica del governo italiano, con Poul Thomsen, capo del dipartimento europeo dell&#8217;Fmi, che ha invitato Roma a &#8221; rispettare le regole dell&#8217;Unione europea con la sua legge di bilancio del 2019 e costruire un buffer di liquidità per attutire la prossima crisi economica&#8221; &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-dopo-la-grecia-nel-mirino-di-lagarde-e-fmi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-dopo-la-grecia-nel-mirino-di-lagarde-e-fmi.html">Dopo aver distrutto la Grecia  la Lagarde ora punta all&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1416" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag-768x566.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/Lag-1024x755.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nelle scorse settimane il Fondo Monetario Internazionale ha più volte criticato la manovra economica del governo italiano, con <strong>Poul Thomsen</strong>, capo del dipartimento europeo dell&#8217;Fmi, che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/economia/fmi-litalia-non-pu-fare-deficit-manovra-va-direzione-opposta-1587368.html" target="_blank">ha invitato Roma</a> a &#8221; rispettare le regole dell&#8217;Unione europea con la sua legge di bilancio del 2019 e costruire un buffer di liquidità per attutire la prossima crisi economica&#8221; e la direttrice Christine Lagarde che ha dichiarato di sperare in &#8220;una distanza&#8221; tra la &#8220;retorica&#8221; del governo italiano, che allarma Bruxelles, e &#8220;le cifre finali&#8221; del bilancio del Paese.</p>
<p>Proprio<strong> Christine Lagarde</strong>, nei prossimi mesi, potrebbe essere chiamata a un ruolo di maggiore visibilità nel contesto dell&#8217;economia internazionale. Negli ultimi tempi eventi come la crisi commerciale sino-americana, il crollo del valore delle valute di diversi Paesi in via di sviluppo (Turchia, Iran, Pakistan, Argentina) e i rischi per una nuova, grande <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/i-segnali-di-una-nuova-crisi-finanziaria/" target="_blank">crisi sistemica</a> generata dalle disfunzionalità del mercato bancario non sono stati bilanciati da un&#8217;adeguata capacità di reazione da parte del Fmi.</p>
<p>Intrappolato nella ristretta area ideologica che ha sempre influenzato la sua azione, fondata sulla concessione di aiuti a Paesi in difficoltà in cambio di riforme strutturali draconiane nel sistema economico, sociale e previdenziale, il Fmi ha proposto le prime, timide aperture a politiche in <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.ilmessaggero.it/economia/flashnews/fmi_appello_di_lagarde_servono_azioni_forti_per_evitare_una_bassa_crescita-1942405.html" target="_blank">sostegno alla domanda</a> nel 2016, ma senza che ciò producesse sostanziali cambiamenti. E il timore per un mancato cambio di direzione dell&#8217;ente guidato dalla Lagarde rende necessario considerare con dovuta cautela il suo recente interesse per il nostro Paese.</p>
<p>La Troika &#8220;informale&#8221; contro l&#8217;Italia</p>
<p>Tra l&#8217;11 e il 12 ottobre il governo Conte ha ricevuto reprimende da tutti e tre le istituzioni costituenti la famosa &#8220;Troika&#8221; vista in azione in Grecia: il fatto che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/nemico-europa-juncker/" target="_blank">Jean-Claude Juncker</a>, presidente della Commissione europea, e<strong> Mario Draghi</strong>, direttore della Bce, fossero in completo disaccordo con la manovra italiana era però prevedibile. Meno che critiche della stessa intensità arrivassero anche da oltre Atlantico, sede Fmi. Segno che<a href="https://www.huffingtonpost.it/2018/10/12/la-troika-preoccupata-nuove-raccomandazioni-allitalia-da-fmi-bce-e-ue_a_23558887/" target="_blank"> l&#8217;allineamento di intenti </a>tra Bce, Commissione e Fmi nei confronti dell&#8217;Italia appare simile a quello che caratterizzò il caso greco nel 2011.</p>
<p>Il vicepresidente del Consiglio <strong>Luigi Di Maio</strong> ha ironizzato sottolineando che all&#8217;elenco dei critici della manovra italiana manca &#8220;solo la Nasa e qualche ente di qualche altro pianeta&#8221;. In ogni caso, la situazione è da tenere monitorata: spiace vedere in questo contesto oppositori del governo italiano di diversa estrazione, dall&#8217;ex presidente dell&#8217;Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem alla giornalista del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.la7.it/coffee-break/video/maria-teresa-meli-andremo-a-sbattere-contro-il-muro-magari-arrivasse-la-troika-22-10-2018-253532" target="_blank"><em>Corriere</em> Maria Teresa Meli</a>, invocare il commissariamento del Paese da parte dei <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://ildubbio.news/ildubbio/2018/06/24/vero-problema-dellitalia-salvarsi-dalle-grinfie-della-troika/" target="_blank">custodi dell&#8217;austerità</a> senza preoccuparsi di cosa ciò costituirebbe per un Paese che ha già sperimentato, in forma non completa, il rigore imposto da Mario Monti, Elsa Fornero e i tecnici loro accoliti tra il 2011 e il 2013. Il caso greco insegna che la Troika significherebbe, per l&#8217;Italia, la rovina.</p>
<p>I disastri del Fmi della Lagarde nella Grecia distrutta dall&#8217;austerità</p>
<p>Nel giugno scorso la Troika ha definitivamente tolto la Grecia dal commissariamento economico e finanziario in cui era stata vincolata dal 2011 in avanti. Proprio nel momento in cui la Lagarde ascese alla guida del Fmi, la Troika ampliò la sua esposizione nei confronti di Atene.</p>

<p>&#8220;Giunta al Fmi nel 2011, Lagarde esaminò alla lente il Paese di Platone. &#8216;È in bancarotta&#8217;, pontificò&#8221;, scrive <em>La Verità</em>. Con l&#8217; Ue, decisero di togliergli la sovranità e governarlo loro. Il torchio è durato sette anni&#8221;. Ora, &#8220;la Grecia è tornata padrona di sé stessa e ha scoperto che dall&#8217;orlo, dove stava prima, era finita nel baratro&#8221;.  </p>
<p>E di baratro è giusto parlare guardano la dimensione della macelleria sociale imposta al Paese ellenico: &#8220;Rispetto a quando stava male e Christine la prese in cura, la Grecia ha perduto il 25% del Pil, un quarto dei 5 milioni di abitanti è in povertà assoluta, 500mila sono emigrati, la disoccupazione è al 22% (43%, tra i giovani), il debito pubblico, che era al 140%, è oggi al 180 sul Pil&#8221;.</p>
<p>Atene si è impegnata a spalmare il <strong>rimborso dei suoi debiti</strong> su un lasso di tempo smodatamente lungo, destinato a protrarsi fino al 2060. Mettere preventivamente in conto quarant’anni di ulteriore austerità significa abdicare a ciò che resta della sovranità politica ed economica del Paese. La svendita di asset pubblici più grande della storia europea (compagnie energetiche, aeroporti, autostrade e così via) non contribuirà ad alleviare una sofferenza oramai indicibile e la perdita di una generazione, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/i-numeri-del-tracollo-della-grecia-distrutta-dallausterita/" target="_blank">distrutta assieme al tessuto sociale del Paese</a>.</p>
<p>Solo di recente l’Fmi ha dichiarato errate le stime effettuate in Grecia nel 2010, quando aveva imposto a 0,5 il cosiddetto moltiplicatore fiscale che,<a href="http://goofynomics.blogspot.com/2015/04/kpd6-limf-e-il-moltiplicatore-della.html" target="_blank"> come si può leggere sul blog di Alberto Bagnai</a>, “esprime l’impatto che una manovra di spesa pubblica avrà sul Pil. Moltiplicatore di 0.5 significa che un aumento di spesa pubblica di un euro incrementa il Pil di 0.5 euro, e naturalmente (moltiplicando per meno uno), che una diminuzione di spesa pubblica di un euro decrementa il Pil di 0.5 euro”.</p>

<p>Nella realtà, il moltiplicatore per la Grecia si è dimostrato essere addirittura triplo, come confermato da un crollo del Pil superiore al 25%. La tecnica tiranna, si dirà. Una tecnica che vorremmo si tenesse a lungo lontana dai lidi italiani. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/litalia-dopo-la-grecia-nel-mirino-di-lagarde-e-fmi.html">Dopo aver distrutto la Grecia  la Lagarde ora punta all&#8217;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>I numeri del tracollo della Grecia:  così è stata distrutta dall&#8217;austerità</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/i-numeri-del-tracollo-della-grecia-distrutta-dallausterita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Aug 2018 13:43:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Austerity]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Troika]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8382339.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8382339.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8382339-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8382339-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8382339-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Il 20 agosto scorso Alexis Tsipras ha scelto un riferimento omerico per celebrare la fine del programma di aiuti internazionali alla Grecia, dichiarando da Itaca che per il Paese era finita &#8220;la sua Odissea moderna&#8221;. Novello Ulisse, Tsipras deve probabilmente aver mangiato, al contrario del suo predecessore letterario, il frutto dell&#8217;oblio dei Lotofagi per arrivare &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/i-numeri-del-tracollo-della-grecia-distrutta-dallausterita.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-numeri-del-tracollo-della-grecia-distrutta-dallausterita.html">I numeri del tracollo della Grecia:  così è stata distrutta dall&#8217;austerità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8382339.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8382339.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8382339-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8382339-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LP_8382339-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Il 20 agosto scorso <strong>Alexis Tsipras</strong> ha scelto un riferimento omerico per celebrare la fine del programma di aiuti internazionali alla <strong>Grecia</strong>, dichiarando da Itaca che per il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.repubblica.it/economia/2018/08/22/news/tsipras_festeggia_l_uscita_dal_commissariamento_e_finita_la_nostra_odissea_-204647053/" target="_blank">Paese era finita &#8220;la sua Odissea moderna&#8221;</a>. Novello Ulisse, Tsipras deve probabilmente aver mangiato, al contrario del suo predecessore letterario, il frutto dell&#8217;oblio dei Lotofagi per arrivare a rivendicare un risultato tanto importante. La verità è che per la grande maggioranza della popolazione greca la data del 20 agosto non ha significato nulla di particolare, dopo otto anni di <strong>austerità</strong> che hanno letteralmente<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/mondo/2018-08-20/la-grecia-esce-crisi-ma-paese-e-pezzi-confronto-prima-e-dopo-5-grafici-235241.shtml?uuid=AEb4iEdF" target="_blank"> sconvolto il tessuto economico e sociale del Paese</a> sulla scia di politiche restrittive imposte a uno Stato che non aveva una costituzione tale da sopportarla senza effetti traumatici.</p>
<figure id="attachment_57145" aria-describedby="caption-attachment-57145" style="width: 4499px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/08/tracollo-economico-greco.png" rel="attachment wp-att-57145"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-57145 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/08/tracollo-economico-greco.png" alt="Infografica di Alberto Bellotto " width="4499" height="2477" /></a><figcaption id="caption-attachment-57145" class="wp-caption-text">Infografica di Alberto Bellotto</figcaption></figure>
<p>Né possono apparire consolanti le dichiarazioni del portavoce di Tsipras, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agenzianova.com/a/5b82c5c6d50412.32108745/2043473/2018-08-26/grecia-portavoce-governo-dopo-fine-memorandum-ripristinata-sovranita-economica" target="_blank">riportate da </a><em><a href="https://www.agenzianova.com/a/5b82c5c6d50412.32108745/2043473/2018-08-26/grecia-portavoce-governo-dopo-fine-memorandum-ripristinata-sovranita-economica" target="_blank">Agenzia Nova,</a> </em>secondo il quale la Grecia &#8220;sta tornando ad avere la piena sovranità economica&#8221; e non dovrà operare nuovi tagli alle pensioni, che del resto non avrebbero potuto incidere in maniera notevole visto che i precedenti hanno eroso fino al 70% gli assegni e, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ekathimerini.com/223906/article/ekathimerini/business/pension-cuts-to-hit-70-pct-since-the-start-of-the-bailouts" target="_blank">dal 2021 in avanti</a>, un <strong>neopensionato</strong> su due riceverà 550 euro al mese.</p>
<p>I dati sulle pensioni sono solo l&#8217;inizio: i numeri del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/mattatoio-grecia/">mattatoio economico che ha sconvolto la Grecia</a>, a cui si è unita la massiccia svendita di asset pubblici di cui <a href="http://www.occhidellaguerra.it/saccheggio-grecia/">ha scritto Lorenzo Vita su </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/saccheggio-grecia/">Gli Occhi della Guerra</a>, </em>parlano di un <strong>disastro sociale</strong> senza precedenti per un Paese oramai letteralmente a pezzi.</p>
<p>La macelleria sociale non allevia il debito della Grecia</p>
<p>L&#8217;austerità ha colpito la Grecia principalmente attraverso i <strong>tagli massicci alla spesa pubblica</strong>, alla prevenzione sociale e all&#8217;assistenza alle fasce più deboli della popolazione imposti dai vari memorandum a cui anche Tsipras, eletto con promesse di riscossa e orgoglio nazionale, si è prontamente chinato. </p>
<p>La Grecia, negli ultimi anni, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://scenarieconomici.it/gentiloni-si-congratula-con-tsipras-per-aver-scommesso-sulleuropa-peccato-non-dica-che-leuropa-ha-imposto-alla-grecia-di-fare-avanzo-primario-fino-al-2060-di-giuseppe-palma/" target="_blank">ha registrato gli avanzi primari</a> nel saldo tra entrate e uscite dello Stato più alti d&#8217;Europa, pari al 3,9% del Pil nel 2016 e al 4% (7,08 miliardi di euro) nel 2017. In assenza di manovre espansive per favorire la crescita, il solo avanzo primario non contribuisce affatto alla stabilità del debito pubblico, che anzi nel suo rapporto col Pil è notevolmente peggiorato nell&#8217;ultimo decennio, dato che il rapporto per la Grecia è passato dal 109,4% del 2008 al 180,8% del 2016. </p>

<p>Meno settore pubblico ha significato, per la Grecia meno investimenti strategici: <a href="http://formiche.net/2018/04/grecia-numeri-di-tsipras/" target="_blank">come segnala <em>Formiche,</em></a> il Paese non è ancora in grado di coprire i 100 miliardi di deficit di investimenti creati cumulativamente nel periodo tra il 2009 e il 2017. In particolare la Grecia ha perso 16 posizioni nel World Economic Forum &#8211; Competitiveness Index nel periodo 2008-2016: è al 28esimo posto rispetto ai 28 Paesi dell&#8217;Ue. Inoltre ha perso sei posizioni nell&#8217;indice Doing Business della Banca Mondiale nel 2016/2017, mentre è al 27esimo posto tra i 28 paesi dell’Ue. Rigorosa nei suoi conti e nella sua ortodossia neoliberista, la Grecia ha pagato tutte le conseguenze della macelleria sociale nella maniera più grave.</p>
<p>Più che un&#8217;Odissea, quella della Grecia è un&#8217;ordalia</p>
<p>La Grecia ha impegnato tutta sé stessa nel programma di risanamento: in cambio di un alleviamento della quota di interessi dovuti ai creditori (principalmente istituti finanziari franco-tedeschi) e di un ridimensionamento del suo <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/parametro-tecnico-arma-politica-due-diversi-volti-dello-spread/" target="_blank">spread</a>, Atene si è impegnata a spalmare il <strong>rimborso dei suoi debiti</strong> su un lasso di tempo smodatamente lungo, destinato a protrarsi fino al 2060. Mettere preventivamente in conto quarant&#8217;anni di ulteriore austerità significa abdicare a ciò che resta della sovranità politica ed economica del Paese.</p>
<p>L&#8217;obiettivo dell&#8217;Unione europea è il raggiungimento, entro quell&#8217;anno, della <strong>quota del 100% del rapporto debito-Pil</strong>. Più che un&#8217;Odissea, la Grecia è attesa da una vera e propria ordalia del fuoco,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bloomberg.com/view/articles/2018-08-20/greece-bailout-exit-debt-ordeal-is-far-from-over" target="_blank"> come segnala <em>Bloomberg</em></a>.</p>
<p>&#8220;Le proiezioni dell&#8217;Ue implicano un pensiero estremamente ottimistico&#8221;, si legge su un articolo della testata d&#8217;informazione finanziaria <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://vocidallestero.it/2018/08/21/bloomberg-lordalia-greca-e-tuttaltro-che-finita/" target="_blank">ripreso da </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://vocidallestero.it/2018/08/21/bloomberg-lordalia-greca-e-tuttaltro-che-finita/" target="_blank">Voci dall&#8217;Estero</a>.</em> &#8220;Per esempio, assumono un livello di austerità impossibile: la Grecia deve realizzare un avanzo primario di bilancio (al netto degli interessi) del 3,4% del Pil per un decennio, e poi del 2,2% fino all’anno 2060 – qualcosa che nessun paese dell’area dell’euro con una così  precaria storia economica ha mai fatto. Ridimensionando queste proiezioni a un soltanto<em> </em>improbabile 2 per cento e poi 1 per cento, e usando le stime di crescita e di tasso d’interesse del Fondo monetario internazionale, si ha un quadro molto diverso&#8221;, che vede il rapporto sfiorare il 300%.</p>
<figure id="attachment_57146" aria-describedby="caption-attachment-57146" style="width: 3172px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/08/acquisizioni-straniere-grecia.png" rel="attachment wp-att-57146"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-57146 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/08/acquisizioni-straniere-grecia.png" alt="Infografica di Alberto Bellotto" width="3172" height="2891" /></a><figcaption id="caption-attachment-57146" class="wp-caption-text">Infografica di Alberto Bellotto</figcaption></figure>
<p>&#8220;Anche in uno scenario ottimistico, la Grecia dovrà prendere in prestito centinaia di miliardi di euro dagli investitori privati ​​per pagare i suoi creditori ufficiali. Se quegli investitori penseranno che i debiti del governo sono fuori controllo, saranno costretti a ritirarsi – e i leader europei dovranno affrontare un’altra crisi greca&#8221;, che potrebbe essere prevenuta solo con un ragionevole condono di quote importanti del debito di Atene. Anche perché, sul lungo periodo, la somma della crisi economica <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/la-grecia-verso-il-tracollo-demografico-perdera-un-quarto-degli-abitanti-entro-il-2050/">all&#8217;avanzante inverno demografico</a> che attende il Paese potrebbe rendere ancora più complessa qualsiasi speranza di ripresa.</p>
<p>L&#8217;errore del moltiplicatore</p>
<p>Si vuole imporre alla Grecia di proseguire su una strada che si è dimostrata errata sin dalle prime battute, tanto che il Fondo monetario internazionale ha di recente segnalato le valutazioni sbagliate condotte nel 2010 in occasione della scrittura del primo programma di assistenza strutturale ad Atene.</p>
<p>In particolare, l&#8217;Fmi aveva imposto a 0,5 il cosiddetto moltiplicatore fiscale che,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://goofynomics.blogspot.com/2015/04/kpd6-limf-e-il-moltiplicatore-della.html" target="_blank"> come si può leggere sul blog di Alberto Bagnai</a>, &#8220;esprime l&#8217;impatto che una manovra di spesa pubblica avrà sul Pil. Moltiplicatore di 0.5 significa che un aumento di spesa pubblica di un euro incrementa il Pil di 0.5 euro, e naturalmente (moltiplicando per meno uno), che una diminuzione di spesa pubblica di un euro decrementa il Pil di 0.5 euro&#8221;. Nella realtà, il moltiplicatore per la Grecia si è dimostrato essere addirittura triplo, come confermato da un crollo del Pil superiore al 25%.</p>
<p>I motivi politici della palese sottostima del moltiplicatore greco da parte del Fmi sono, per Bagnai, evidenti: &#8220;Era essenziale insufflare l&#8217;idea che i tagli non avrebbero danneggiato &#8216;troppo&#8217; l&#8217;economia greca&#8221;, contro ogni evidenza reale. Secondo un disegno che ora si vorrebbe applicare nei decenni a venire.</p>
<p>Redditi a picco, meno sicurezza, meno imposte</p>
<p>Di sicuro la Grecia non può affidare la propria ripartenza ai <strong>consumi</strong>, a causa dell&#8217;erosione subita dal potere d&#8217;acquisto (-28% dal 2008) e del deficit di spese private e gettito fiscale per l&#8217;ancora elevato livello della disoccupazione, scesa sì di sette punti percentuali rispetto al picco del 2013 (27%) ma ancora circa otto punti sopra rispetto al 2010, <a href="http://www.ilgiornale.it/news/economia/grecia-salva-c-bomba-debito-1566732.html" target="_blank">come segnala <em>Il Giornale</em></a>.</p>
<p>Di fatto, sono inoltre stati smantellati gli ammortizzatori sociali: chi è senza un posto da tempo incassa appena il 7% di quanto percepiva prima del licenziamento contro il 55% garantito nella Repubblica ceca e il 68% in Lussemburgo. E chi un lavoro ancora ce l&#8217;ha, deve far fronte alla mannaia delle tasse, il 40% su uno stipendio medio mensile di 900 euro, contro il 14% versato dai contribuenti in Irlanda.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/grecia-quellillusione-luce-fondo-al-tunnel/" target="_blank">Non c&#8217;è luce in fondo al tunnel greco</a>: dalle <strong>privatizzazioni</strong> a raffica al crollo dei prezzi degli asset, il Paese ha recuperato attrattività per gli investimenti proprio grazie alla precarietà delle condizioni del suo sistema economico e della sua società, afflitta dalla piaga di lavori precari e sottopagati: la modesta crescita economica è imputabile soprattutto alla ripresa del turismo e alle esportazioni, ma porta poche briciole nelle tasche di cittadini impoveriti dal dissesto sistemico del Paese.</p>

<p>In Grecia, ha scritto <a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/longform/linferno-dei-viventi/grecia-linferno-dei-viventi/" target="_blank">Martina Castigliani sul <em>Fatto Quotidiano</em></a>, &#8220;c&#8217;è la guerra. […] ce l’ha portata la troika, Bruxelles, Alexis Tsipras. Ce l’hanno portata gli uomini. Le città sono fortini di resistenza: centri di normalità fanno ombra a strade di periferie abbandonate dove si lotta per l’aria e per il pane”. Un&#8217;Odissea senza fine, nonostante i proclami del primo ministro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/i-numeri-del-tracollo-della-grecia-distrutta-dallausterita.html">I numeri del tracollo della Grecia:  così è stata distrutta dall&#8217;austerità</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Troika, privatizzazioni e svendite Così i Paesi hanno depredato la Grecia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/saccheggio-grecia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Aug 2018 07:04:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Troika]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180819160541_27103897.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180819160541_27103897.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180819160541_27103897-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180819160541_27103897-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180819160541_27103897-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Lunedì 20 agosto è una data che i greci non dimenticheranno facilmente. La Grecia è uscita definitivamente dal piano di salvataggio imposto da Banca centrale europea, Unione europea e Fondo monetario internazionale. Alexis Tsipras ha celebrato questo giorno nell&#8217;isola di Itaca, a voler indicare che l&#8217;Odissea del Paese era finita, dopo otto anni di lacrime e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/saccheggio-grecia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180819160541_27103897.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180819160541_27103897.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180819160541_27103897-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180819160541_27103897-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/08/LAPRESSE_20180819160541_27103897-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Lunedì 20 agosto è una data che i greci non dimenticheranno facilmente. La <strong>Grecia</strong> è uscita definitivamente dal piano di salvataggio imposto da Banca centrale europea, Unione europea e Fondo monetario internazionale. <strong>Alexis Tsipras</strong> ha celebrato questo giorno <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://stream24.ilsole24ore.com/video/impresa-e-territori/tsipras-itaca-fine-auterity-nuovo-giorno-la-grecia/AExptVdF">nell&#8217;isola di Itaca</a>, a voler indicare che l&#8217;Odissea del Paese era finita, dopo otto anni di lacrime e sangue.</p>
<p>Itaca non è più la stessa</p>
<p>Ma Itaca non è la stessa isola lasciata da Ulisse prima della guerra di Troia. E la Grecia non è (e non sarà più) la stessa dopo gli anni di austerità imposti dalla <strong>Troika</strong>. Perché mentre Atene era impegnata a pagare il suo tributo ai creditori internazionali, lo Stato iniziava una delle più grandi svendite di beni pubblici che la storia europea ricordi. E negli anni, le grandi aziende straniere, con la complicità dei governi interessati, hanno depredato la Grecia colpendo gli asset strategici del Paese. </p>
<p>La Commissione europea e il Fondo monetario internazionale parlavano, nel 2011, di circa <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2011-02-12/greek-government-criticizes-eu-imf-demands-for-asset-sales">50 miliardi di euro da incassare</a> dalle vendite dei beni pubblici greci una volta avviata una serrata campagna di privatizzazione.</p>
<p>A piano di salvataggio concluso, si può tranquillamente dire che quelle <strong>privatizzazioni</strong> hanno fatto riscuotere ad Atene un ben più misero bottino. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-08-22/greek-progress-on-privatizations-seen-as-key-to-post-bailout-era">Come scrive <em>Bloomberg</em></a>, la vendita dei beni pubblici ha raggiunto la cifra di 4,7 miliardi di euro fra il 2011 e il 2017. Un risultato molto magro, cui si aggiungono circa 7 miliardi di offerte vincolanti e circa 2,7 miliardi di entrate nel 2018 per progetti ancora in fase di completamento.</p>
<p>E del resto, il governo non poteva fare altrimenti. Spinto dai creditori a ottenere liquidità a tutti i costi e il prima possibile, il governo guidato da Tsipras non ha potuto fare altro che svendere gran parte del suo patrimonio a prezzi spesso inferiori al suo valore reale. E soprattutto per il<strong> settore delle infrastrutture</strong>, questa svendita è stata una vera e propria manna dal cielo per le maggiori potenze internazionali. Un vero e proprio saccheggio, che ha unito tutti, da Oriente a Occidente.</p>
<p>Il sacco di Grecia</p>
<p>Il caso più noto è stato sicuramente quello del <strong>porto del Pireo</strong>. In base all&#8217;accordo ratificato dal Parlamento greco nel luglio del 2016, il gigante cinese <strong>Cosco</strong> ha assunto il controllo del <strong>67% dell&#8217;Autorità del Porto</strong> per una cifra pari a 368,5 milioni di euro. Un&#8217;operazione che a molti è sembrata più che opaca e frutto di accordi politici di più ampio respiro. Cosco (China Ocean Shipping Company) fu l&#8217;unica azienda a presentare un&#8217;offerta all&#8217;Agenzia per la privatizzazione del governo greco. Da quel momento, la Grecia ha perso il controllo sul suo porto più importante e la Cina, dal canto suo, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2018-07-08/via-seta-cosi-pireo-emerge-testa-dragone-182708.shtml?uuid=AE6QECIF">ha ottenuto un terminale</a> di fondamentale importanza per la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/che-cose-la-nuova-via-della-seta/">Nuova Via della Seta</a>.</p>
<p>Ma non è solo la Cina ad aver fatto affari con il governo greco. La stessa Europa, quella che ha &#8220;salvato&#8221; la Grecia, ha dato il via libera alle proprie aziende per investire in Grecia sfruttando la fine del monopolio statale. La Francia, già ai tempi di Manuel Valls, siglò alcuni importanti accordi con la Grecia per <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.theguardian.com/sustainable-business/2015/aug/14/germanys-hypocrisy-over-greece-water-privatisation">l&#8217;ingresso delle aziende pubbliche francesi</a> nel settore energetico e idrico. L&#8217;Italia, in particolare con <strong>Ferrovie dello Stato</strong>, è già intervenuta per siglare <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.fsitaliane.it/content/fsitaliane/it/media/comunicati-stampa-e-news/2017/9/14/grecia--fs-italiane-acquisisce-il-pieno-possesso-di-trainose.html">accordi sulla rete greca</a>: in questi giorni, due Frecce sono arrivate in Grecia per collegare Atene e Salonicco.</p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;1160&#8243; gal_title=&#8221;Grecia, fine dellausterity&#8221;]</p>
<p>E in questo valzer di svendite, non poteva non partecipare la Germania, che molti considerano ormai il vero <em>dominus</em> dell&#8217;economia ellenica. La compagnia tedesca<strong> Fraport</strong> ha firmato nel 2015 <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ekathimerini.com/204315/article/ekathimerini/business/greece-signs-12-bln-euro-airport-deal-with-germanys-fraport">un accordo da 1.2 miliardi di euro</a> per la gestione di <strong>14 aeroporti regionali</strong> in tutta la Grecia. Con questo accordo, la Germania si è assunta il pieno controllo per almeno 40 anni di tutti gli aeroporti turistici regionali più importanti della Grecia.</p>
<p>Gli aeroporti di Zante, Corfù, Skiathos, Salonicco, Mykonos, Kos, Rodi, solo per citarne alcuni, sono tutti passato <strong>sotto l&#8217;autorità dell&#8217;azienda tedesca</strong>. Azienda che, va ricordato, è per la maggior parte di proprietà pubblica.In sostanza, il governo di Angela Merkel, grazie alle privatizzazioni imposte dalla Troika, ha preso il controllo su uno dei settori strategici più importanti della Grecia: il turismo.</p>

<p>Ma il sacco di Grecia non è destinato a concludersi. Il 20 luglio, il governo greco ha accettato di vendere <strong>il 66% di Desfa Sa</strong> (gestore della rete di gas naturale) <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://notizie.tiscali.it/economia/articoli/snam-guida-consorzio-acquisto-desfa-00001/">a un consorzio europeo</a> composto da Snam, Enagas International e Fluxys Sa per 535 milioni di euro. A maggio, invece, Deutsche Telekom ha completato l&#8217;acquisto del <strong>5% della Hellenic Telecom</strong> per 284,1 milioni di euro. Mentre a marzo, il governo greco ha venduto <strong>il 67% del porto di Salonicco</strong> a un consorzio internazionale composto da Deutsche Invest Equity Partners GmbH, Belterra Investment e Terminal Link. Il tutto per 231,9 milioni di euro, con un valore complessivo dell&#8217;operazione di circa 1,1 miliardi di euro.</p>
<p>E la svendita non è finita</p>
<p>Come scrive <em>Bloomberg</em>, il governo Tsipras prevede di incassare circa <strong>2,7 miliardi di euro nel 2018</strong> dalla vendite di altre attività statali. Il segnale, dunque, è che la Grecia non sia affatto uscita dal vortice della cessione di settori strategici ad aziende straniere, per lo più pubbliche. </p>
<p>Una delle prossime cessioni, sembra essere quella di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.money.it/Grecia-avviata-vendita-hellenic-petroleum-privatizzazione-18-maggio">Hellenic Petroleum</a>. La Grecia &#8220;ha selezionato Glencore Energy U.K. e Vitol Holding BV per l&#8217;acquisto di una quota del 50,1% del più grande raffinatore del paese&#8221;, scrive la testata americana. La vendita avverrà a blocchi e, secondo le stime dell&#8217;Agenzia greca per la privatizzazione, dovrebbe portare a un guadagno di circa mezzo miliardo di euro.</p>
<p>Altra cessione potrebbe essere quella di <strong>Depa</strong>, gigante greco del gas. Il ministro dell&#8217;Energia Giorgos Stathakis ha annunciato che il piano prevede, anche in questo caso, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ekathimerini.com/231805/article/ekathimerini/business/depa-splitting-next-month">la scissione dell&#8217;azienda in due tronconi</a>, di cui uno, la Depa Infrastructure comprenderà la rete del gas del Paese e i progetti internazionali, fra cui i gasdotti. Questi rimarrano statali, il resto sarà privatizzato.</p>
<p>Sempre nel ramo dell&#8217;energia, altro <a href="https://www.reuters.com/article/us-alibaba-results/alibaba-revenue-beats-but-investments-prolong-margin-squeeze-idUSKCN1L816I">oggetto di mercato sarà la Public Power Corporation</a>, il principale fornitore di energia elettrica di Grecia. Di proprietà statale per il 51%, il governo ha concordato con i creditori che venderà impianti pari a circa il 40% dell&#8217;energia prodotta. La cinese Guohua Elec. Power Co. e la greca Damco Energy hanno già presentato un&#8217;offerta. </p>

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		<title>Mattatoio Grecia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/mattatoio-grecia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jun 2018 07:26:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Austerity]]></category>
		<category><![CDATA[Troika]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="4000" height="1760" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/apertura_occhi-e1485947664555.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/apertura_occhi-e1485947664555.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/apertura_occhi-e1485947664555-300x132.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/apertura_occhi-e1485947664555-768x338.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/apertura_occhi-e1485947664555-1024x451.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p>
<p>Nella giornata del 14 giugno la Grecia ha concluso quello che dovrebbe essere l&#8217;ultimo memorandum d&#8217;intesa con le istituzioni riunite nella cosiddetta &#8220;Troika&#8221; dopo l&#8217;approvazione del Parlamento di Atene. Il provvedimento approvato in aula inasprisce alcune tasse sugli immobili, accelera le privatizzazioni nel settore dell&#8217;energia (tra cui la società pubblica attiva nel settore del gas &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/mattatoio-grecia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/mattatoio-grecia.html">Mattatoio Grecia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="4000" height="1760" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/apertura_occhi-e1485947664555.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/apertura_occhi-e1485947664555.jpg 4000w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/apertura_occhi-e1485947664555-300x132.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/apertura_occhi-e1485947664555-768x338.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/02/apertura_occhi-e1485947664555-1024x451.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 4000px) 100vw, 4000px" /></p><p>Nella giornata del 14 giugno la <strong>Grecia</strong> ha concluso quello che dovrebbe essere l&#8217;ultimo memorandum d&#8217;intesa con le istituzioni riunite nella cosiddetta &#8220;<strong>Troika</strong>&#8221; dopo l&#8217;approvazione del Parlamento di Atene. Il provvedimento approvato in aula inasprisce alcune tasse sugli immobili, accelera le privatizzazioni nel settore dell&#8217;energia (tra cui la <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.agenzianova.com/a/5b28f1d9e35b22.22003002/1967293/2018-06-19/speciale-energia-grecia-fondo-privatizzazioni-bando-per-vendita-maggioranza-azioni-depa-a-novembre" target="_blank">società pubblica attiva nel settore del gas naturale, Depa</a>) e riduce le spese pubbliche per pensioni e welfare e apre allo sblocco di un pacchetto d&#8217;aiuti da 11 miliardi di euro da parte dell&#8217;Eurogruppo nella riunione del 21 giugno.</p>
<p>Il 20 agosto prossimo il governo di <strong>Alexis Tsipras</strong> dovrebbe, almeno formalmente, essere libero dagli obblighi del <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.theguardian.com/world/2017/jun/16/creditors-agree-terms-to-disburse-greeces-85bn-bailout-funds" target="_blank">terzo programma di aggiustamento strutturale</a> concluso da Atene dopo la travolgente crisi del debito iniziata del 2010. Come riportato dal <em>Guardian</em>, &#8220;l&#8217;Eurogruppo chiederà di trasformare le ispezioni ad Atene da semestrali a trimestrali; le visite della Commissione continueranno sino a che la Grecia non avrà ripagato il 75% del suo debito da 230 miliardi di euro verso i suoi creditori comunitari&#8221;. Tali condizioni hanno di recente attirato le critiche del Fondo Monetario Internazionale, che chiede una ristrutturazione parziale del debito di Atene.</p>
<p>Di fatto, il 20 agosto si chiuderà ufficialmente la stagione più dura per la Grecia nel quarantennio seguito alla caduta della dittatura militare. Ma cosa resta del Paese ellenico dopo questi anni di austerità?</p>
<p>L&#8217;Unione europea canta vittoria ma la Grecia è al collasso</p>
<p>Come ha segnalato Massimo Livini di <em>Repubblica </em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ecco-cosa-resta-grecia-dopo-otto-anni-crisi-20-agosto-finisce-176445.htm" target="_blank">in un articolo ripreso da </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ecco-cosa-resta-grecia-dopo-otto-anni-crisi-20-agosto-finisce-176445.htm" target="_blank">Dagospia</a>, </em>&#8221; i &#8220;contabili&#8221; di Bruxelles &#8211; che hanno puntellato il Partenone con 240 miliardi di prestiti &#8211; sono contenti: la Grecia e la moneta unica sono salvi (assieme alle banche tedesche e francesi), il Pil ellenico è tornato a salire (+1,4% nel 2017) e dopo 15 tagli alle pensioni e pesanti sforbiciate allo stato sociale il bilancio di Atene ha chiuso l&#8217;ultimo anno con un superattivo pari al 3,7% del Pil&#8221;. Dmitris Liakos, consigliere economico di Tsipras, ha celebrato la crescita della produzione industriale fondata soprattutto sull&#8217;export, ignorando tuttavia come questo si contrapponesse con le sempre più difficili condizioni di vita della popolazione ellenica.</p>
<p><a href="http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/ecco-cosa-resta-grecia-dopo-otto-anni-crisi-20-agosto-finisce-176445.htm" target="_blank">Come dichiarato a <em>Milano Finanza </em></a>da Fivos Karakitsos, dirigente di Spar Hellas, a guidare il ritorno della crescita del Pil e dello stock di investimenti sono stati il tracollo del prezzo degli “asset”, ovverosia dei beni immobili, la riduzione del costo del lavoro, cioè dei salari dei cittadini: <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/grecia-quellillusione-luce-fondo-al-tunnel/" target="_blank">come scritto in passato su </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/grecia-quellillusione-luce-fondo-al-tunnel/" target="_blank">Gli Occhi della Guerra</a>, </em>la macelleria sociale iniziata dopo la deflagrazione della crisi del debito sovrano è stata la causa principale di queste dinamiche.</p>
<style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/tDUzzzpgLxc" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>E a certificarlo sono ulteriori cifre emblematicamente citate da <em>Dagospia:</em> dal 2010 ad oggi &#8220;il potere d&#8217;acquisto è crollato del 24%, il 21,2% della popolazione, certifica Eurostat, vive in estrema povertà, il doppio del 2008. Lo scorso anno 130 mila persone, il 333% in più del 2013 hanno rinunciato alle eredità lasciate dai parenti perché non avevano i soldi per pagare le tasse&#8221;. Su questa valle di lacrime Tsipras ha edificato l&#8217;avanzo pubblico record del 2017 che gli è servito per accreditarsi come &#8220;responsabile&#8221; di fronte ai più duri fautori della linea del rigore europeo, Germania in testa.</p>
<p>Tsipras in affanno verso le elezioni</p>
<p>Nel 2015, dopo aver ceduto per pavidità e mancanza di progettualità alle imposizioni comunitarie dopo aver sottoposto il pacchetto di aiuti della Troika a un referendum popolare ed aver accertato la contrarietà dei cittadini greci, Tsipras riuscì a conservare la carica di Primo ministro nelle elezioni anticipate tenutesi nel mese di settembre, perdendo solo 4 seggi in Parlamento e ottenendo il 35,5% dei consensi.</p>
<p>In vista del voto previsto per l&#8217;ottobre 2019, la situazione per Tsipras e la sua formazione, Syriza, non appare affatto rosea: anni di capitolazioni hanno portato l&#8217;ex tribuno di Piazza Syntagma e punto di riferimento della Sinistra europea ad essere accreditato di poco più del 20% dei consensi nei sondaggi d&#8217;opinione, staccato di almeno 10 punti dai centristi liberali di Nuova Democrazia, guidati dall&#8217;ex Ministro della Riforme Kyriakos Mitsotakis, mentre alle spalle si spande l&#8217;ombra nera di Alba Dorata, data in continua crescita sino a oltre il 10% dei suffragi.</p>
<p>Nuova Democrazia, partito di spiccata orientamento liberista, non pare avere tuttavia le carte in regola per affrontare al meglio la tragica situazione che la Grecia sta vivendo.<a href="https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/05/30/grecia-nuovo-sciopero-contro-lausterita-chiusi-uffici-pubblici-e-scuole-fermi-i-traghetti-e-cancellati-molti-voli/4392992/" target="_blank"> Le gravi proteste di fine maggio</a> contro la Troika, le politiche d&#8217;austerità, la deflazione sociale e le privatizzazioni segnalano un disagio fortemente percepibile a cui la politica dovrà essere in grado di dare risposte precise sul lungo termine. Il rischio che la crisi sociale porti a pericolose polarizzazioni, in Grecia, è tutt&#8217;altro che remoto.</p>

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		<title>La storia (infinita) del debito greco</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-storia-infinita-del-debito-alexis-tsipras.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2018 13:16:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Spread]]></category>
		<category><![CDATA[Troika]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="990" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1436854070-tsipras-e1516281441908.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1436854070-tsipras-e1516281441908.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1436854070-tsipras-e1516281441908-300x155.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1436854070-tsipras-e1516281441908-768x396.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/01/1436854070-tsipras-e1516281441908-1024x528.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le promesse e l’ottimismo di Alexis Tsipras continuano ad essere protagoniste della politica in Grecia. L’ultimo passaggio che ha dato nuova linfa ed euforia al Governo Syriza è stata l’approvazione delle nuove, e forse ultime, misure di austerità da parte del parlamento greco. La Grecia ha saldato finalmente il debito? “La Grecia è a un &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-storia-infinita-del-debito-alexis-tsipras.html">[...]</a></p>
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<p>La Grecia ha saldato finalmente il debito?</p>
<p>“<strong>La Grecia è a un soffio dal liberarsi del controllo della troika</strong>”, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/grecia_conti_austerity_ue-3485841.html">ha dichiarato</a> davanti ai parlamentari il Capo di governo Alexis Tsipras. Le previsioni del leader greco sono chiare: la prossima settimana i creditori internazionali riconosceranno il rispetto degli impegni previsti dalla Grecia e avvieranno così l’ultima tranche di aiuti. Si tratta di 6,7 miliardi di euro che così saranno ripartiti: metà verrà utilizzata per ripagare i prestiti internazionali, 1,5 miliardi saranno destinati ai creditori nazionali nei confronti dello Stato greco, mentre i restanti 1,9 miliardi saranno utilizzati come “salvadanaio” per eventuali emergenze.</p>
<p>Così quest’ultimo pacchetto sembra mettere la penisola ellenica e il suo governo in una botte di ferro in vista della prossima estate. Ad agosto 2018 <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-01-07/greece-s-10-step-road-map-to-a-bailout-program-exit-in-august">scadrà</a> infatti il terzo memorandum e con esso termineranno gli accordi sottoscritti da Alexis Tsipras nel luglio 2015, dopo il famoso, quanto inutile, referendum. Sembra apparentemente un successo per il Governo in carica che, apertis verbis, dichiara di aver riportato la crescita nel Paese. In effetti il prodotto interno lordo ha ripreso a crescere, del 2% secondo gli ultimi dati, e il tasso di disoccupazione è sceso di 6 punti percentuali negli ultimi quattro anni (21% nel luglio 2017).</p>
<p>Scende lo spread, ma le case vengono messe all&#8217;asta online</p>
<p>Tuttavia questa ricerca frenetica del pareggio di bilancio, dell’aggiustamento della bilancia commerciale e della riduzione dello spread ha avuto, e ha tuttora, un costo sociale non indifferente. Perché se è vero che ora i rendimenti sovrani greci <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.investireoggi.it/economia/case-allasta-grecia-crisi-finita-le-sofferenze-la-popolazione-continuano/">sono scesi</a> sotto il 3,7%, facendo così scendere il differenziale (spread) con i Bund tedeschi fino ai livelli pre crisi (2010), è altrettanto vero che anche l’ultimo pacchetto di riforme potrebbe rendere vani tutti gli sforzi. Nell’ultima riforma austerity approvata sono infatti presenti due punti che rappresentano un campo minato per le questioni sociali.</p>
<p>Da un lato la casa. Secondo la nuova riforma la vendita all’asta delle case pignorate ai cittadini, che hanno contratto debiti con le banche, potrà essere fatta solo su piattaforma elettronica e per tre volte alla settimana. Tuttavia il punto più rischioso è la mancata tutela dal pignoramento anche per le prime case che superino i 70 metri quadri. A essere esentate saranno solo quelle al di sotto di questa metratura e il cui proprietario risulti essere “single”.</p>
<p>Inasprita la legge sugli scioperi</p>
<p>Dall’altro lato vi sono invece gli scioperi. Secondo la nuova legge, d’ora innanzi, per indire uno sciopero in Grecia <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/grecia_conti_austerity_ue-3485841.html">servirà</a> la presenza di almeno il 50% degli iscritti (finora bastava il 20%). Come prevedibile questo pacchetto di riforme ha creato subito tensioni sociali nel Paese. All’inizio della settimana due dei principali sindacati greci, l’Adedi e il Gsee, hanno indetto una mobilitazione nazionale. Violenti scontri invece si sono registrati davanti al Parlamento di Atene, in questo caso a manifestare sono stati esponenti della sinistra radicale e anarchici.</p>
<p>Cinesi e russi in arrivo per comprare le case dei greci</p>
<p>Dietro all’entusiasmo di Alexis Tsipras si potrebbe dunque nascondere una vera e propria bomba sociale, mascherata un po’ maldestramente con una crescita, quella del Pil, che è poco indicativa del reale contesto socio economico greco. La riforma immobiliare che introduce le aste online ha il preciso scopo di favorire gli investitori dall’estero. Il governo Samaras <a style="color: #0000ff" href="https://www.investireoggi.it/economia/case-allasta-grecia-crisi-finita-le-sofferenze-la-popolazione-continuano/">aveva infatti introdotto </a>la cosiddetta “golden visa”, ovvero la concessione del permesso di soggiorno per cittadini extra Ue che investissero almeno 250.000 euro nel settore immobiliare. Ora che i prezzi di questo mercato n Grecia sono estremamente bassi si è verificato appunto un boom di richieste, da Russia e Cina <a href="https://www.investireoggi.it/economia/case-allasta-grecia-crisi-finita-le-sofferenze-la-popolazione-continuano/">in particolare</a>.</p>
<p>Ecco un efficace ingrediente per innescare tensioni sociali tra chi sarà costretto a mettere all’asta la casa e i nuovi proprietari arrivati dall’estero. D’altra parte non si comprende invece la necessità di restringere in maniera così netta la possibilità di sciopero. L’effetto di uno sciopero sull’economia Pil è infatti minimo e la norma potrebbe invece inasprire le tensioni tra cittadini e Governo in un momento in cui invece serve proprio coesione di intenti. La Grecia si appresta così a entrare in una nuova stagione di contraddizioni in cui l’unica certezza sembra essere questo debito infinito, impossibile da saldare. </p>

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		<title>La Grecia scende ancora in piazza</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-grecia-scende-ancora-in-piazza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2016 15:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Euro]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Troika]]></category>
		<category><![CDATA[unione-europea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161002224138_20826388.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161002224138_20826388.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161002224138_20826388-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161002224138_20826388-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161002224138_20826388-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Anche se da diversi mesi le telecamere all’ombra del Partenone risultano spente e gli obiettivi puntati su altre parti d’Europa, la situazione in Grecia risulta essere in continua evoluzione e ben lontana da una pur minima parvenza di normalità; in particolare, nei giorni scorsi il Parlamento ha dato il via libera all’ennesimo piano lacrime e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-grecia-scende-ancora-in-piazza.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1001" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161002224138_20826388.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161002224138_20826388.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161002224138_20826388-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161002224138_20826388-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/10/OLYCOM_20161002224138_20826388-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Anche se da diversi mesi le telecamere all’ombra del Partenone risultano spente e gli obiettivi puntati su altre parti d’Europa, la situazione in <strong>Grecia</strong> risulta essere in continua evoluzione e ben lontana da una pur minima parvenza di normalità; in particolare, nei giorni scorsi il Parlamento ha dato il via libera all’ennesimo piano lacrime e sangue che prevede, tra le misure più dure, il nuovo ridimensionamento delle pensioni le quali negli anni passati hanno già subito tagli di oltre il 55%.<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/grecia-un-anno-dopo-il-referendum/" target="_blank">LEGGI ANCHE: La Grecia a un anno dal referendum</a></strong>Per tale motivo ad Atene, ad inizio di questa settimana, a protestare contro il governo guidato da <strong>Alexis Tsipras</strong> non sono stati giovani incappucciati o provenienti dai quartieri anarchici della capitale ellenica, bensì <strong>anziani</strong> e <strong>pensionati</strong>; un lungo corteo ha attraversato la città, ma ad un certo punto il percorso è stato bloccato: molti dei manifestanti avevano infatti l’intenzione di raggiungere la sede del governo per scandire lo slogan che sta più a cuore a chi è in procinto di vedere la propria pensione ancora più povera e decurtata, in cui si urla a chiare lettere come &#8220;con 400 Euro al mese non si può vivere&#8221;. La polizia ha sbarrato la strada di ingresso alla residenza del primo ministro e da lì sono partiti i nuovi disordini, gli ultimi di una lunga serie che dalla fine del 2008 scandiscono la quotidianità di Atene; un gruppo di pensionati ha provato a ribaltare una camionetta della Polizia che ostruiva l’accesso e così gli agenti in antisommossa hanno reagito con lacrimogeni e spray.Un’immagine, quella degli anziani caricati, che ha destato scalpore in tutta la Grecia ed ha fatto precipitare ulteriormente il consenso e la popolarità di Tsipras, tanto che lo stesso primo ministro assieme ad alcuni capi dicastero del suo governo hanno dovuto chiedere scusa ed ordinare alla polizia di non usare i lacrimogeni nelle prossime manifestazioni che saranno tenute dai pensionati; <strong>il nuovo pacchetto imposto dalla troika</strong> (ossia i commissari di FMI, UE e BCE), oltre ai tagli sopra accennati, prevede anche misure che vanno ad incidere sul welfare e sull’erogazione dei servizi. Per il premier e per il partito di Syriza, che governa assieme ai Greci Indipendenti, la situazione è la stessa di partenza ereditata nel gennaio 2015, la quale ha poi portato al referendum sul memorandum della troika bocciato dagli elettori nel luglio dello scorso anno ma successivamente ugualmente applicato; di fatto Atene, oggi come allora, per avere i soldi in prestito dalla troika deve applicare una serie di tagli al bilancio che vanno ad incidere sulle politiche sociali e sui redditi delle fasce più deboli, provocando un’ulteriore paralisi dell’economia ellenica.Adesso Tsipras, per giustificare queste mosse agli occhi di un disilluso elettorato che 18 mesi fa lo aveva scelto proprio per porre termine alle politiche di vera e propria ‘macelleria sociale’, è costretto ad usare la stessa retorica dei suoi predecessori del PASOK e di Nuova Democrazia, ossia i due partiti che si sono alternati al governo dopo la caduta dei Colonnelli e che hanno spinto la Grecia nell’Euro; Syriza ed il suo leader, infatti, parlano di PIL e di dati che dalla popolazione non vengono affatto percepiti: “Questi sacrifici li chiedo per poter arrivare il prossimo anno ad una stima di crescita del 2.7% &#8211; ha dichiarato Tsipras nei giorni scorsi &#8211; Sono molto ottimista per una ripresa dell’economia”, parole che certamente stridono con la sua formazione politica di sinistra e con la sua dialettica da sempre improntata, ai tempi dell’opposizione ed ai tempi anche della sua ascesa all’interno delle formazioni giovanili, alla priorità da dare alla diminuzione delle disuguaglianze sociali.<img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-16410" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2016/09/cristiani_sotto_tiro.jpg" alt="cristiani_sotto_tiro" />Tsipras e Syriza puntano a far assorbire questi ennesimi tagli in attesa proprio di poter presentare una crescita del PIL per il 2017 stimata oltre i due punti percentuali, ma soprattutto l’attuale leadership ellenica spera molto nella <strong>ristrutturazione del debito</strong> che darebbe alla Grecia ed al suo popolo un’enorme boccata d’ossigeno; ma ottenere questo obiettivo non appare impresa semplice: i creditori infatti, non appaiono disposti ad attuare concessioni, mentre la commissione europea ha escluso già lo scorso anno una simile eventualità nonostante lo stesso FMI ha parlato esplicitamente a fine 2015 dell’opportunità di ristrutturare in parte il debito greco, il quale oramai ammonta al 176% del PIL e nei fatti è assolutamente impagabile.Inoltre, all’orizzonte del dibattito politico ed economico greco inizia ad affacciarsi quella che forse rappresenterà lo scoglio più importante per Tsipras e per il suo governo, ossia le <strong>privatizzazioni</strong>; su pressione della troika, nelle settimane scorse è stato creato un fondo in cui sono state fatte convergere tutte le società pubbliche e partecipate che si occupano dei servizi: dalle aziende che distribuiscono l’acqua in vari comuni, a quelle dell’energia fino anche ai porti più importanti della Grecia, tra cui quello di Salonicco.Il tutto sembra essere preludio al perfezionamento della<strong> vendita/svendita di intere fette dell’economia greca</strong>; la questione appare delicata per il governo di Atene per vari motivi: in primo luogo, una cospicua minoranza interna a Syriza non ne vuol sapere di arrivare a compromessi anche sulle privatizzazioni, assolutamente contrarie al proprio programma politico ed i numeri in Parlamento potrebbero quindi drasticamente calare per l’esecutivo; in secondo luogo, gli interessi su società che di fatto erogano servizi che servono ai greci per la propria vita quotidiana, oltre a far gola a molte multinazionali, pongono sul piatto questioni legate alla sovranità economica e politica della Grecia; infine, in ballo vi è anche il posizionamento geopolitico di Atene.<strong><a href="http://www.occhidellaguerra.it/putin-in-grecia-tra-monasteri-turismo-e-gasdotti/" target="_blank">LEGGI ANCHE: Putin in Grecia: gas, monasteri e turismo</a></strong>Su quest’ultimo punto, è bene ricordare la<strong> visita di Putin a Tsipras</strong> degli scorsi mesi: Mosca vorrebbe strappare dalle mani della troika, grazie alle privatizzazioni, molte aziende che si apprestano ad essere svendute e non a caso nel bilaterale greco – russo si è parlato anche del porto di Salonicco e delle ferrovie. In poche parole, quelle stesse privatizzazioni su cui hanno messo gli occhi i creditori della Grecia, potrebbero essere alla lunga il cavallo di Troia per far orientare Atene più ad oriente che ad occidente con l’ingresso di capitali russi.Intanto, tra ipotesi ed insidie future, la vita in Grecia diventa sempre più difficile: aumentano i poveri, aumentano le famiglie indigenti, aumentano gli emigrati verso il nordamerica o la Germania, il Paese ellenico è sempre nella morsa dei suoi creditori ed anche se i riflettori dopo il 2015 si sono spenti, manifestazioni e proteste non sono affatto finite e potrebbero aumentare ancora nelle prossime settimane.</p>
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		<title>Grecia, un anno dopo il referendum</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2016 14:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<category><![CDATA[Troika]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160628165015_19745153.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160628165015_19745153.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160628165015_19745153-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160628165015_19745153-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160628165015_19745153-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Sembra passato un secolo: la Grecia si prepara al voto, bandiere biancazzurre ovunque ad Atene come a Salonicco, Europa con il fiato sospeso, opinione pubblica di tutto il vecchio continente pronta ad osservare da vicino la storia; tutto questo accade appena dodici mesi fa, un lasso di tempo molto ridotto in condizioni &#8220;normali&#8221;, un’enormità in &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/grecia-un-anno-dopo-il-referendum.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160628165015_19745153.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160628165015_19745153.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160628165015_19745153-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160628165015_19745153-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/07/OLYCOM_20160628165015_19745153-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Sembra passato un secolo: la <strong>Grecia</strong> si prepara al voto, bandiere biancazzurre ovunque ad Atene come a Salonicco, Europa con il fiato sospeso, opinione pubblica di tutto il vecchio continente pronta ad osservare da vicino la storia; tutto questo accade appena dodici mesi fa, un lasso di tempo molto ridotto in condizioni &#8220;normali&#8221;, un’enormità in una fase storica così complessa come quella attuale.<strong>Il 5 luglio 2015, la Grecia vota contro il memorandum della troika</strong> che prevede ancora austerità e tagli lacrime e sangue per tutto il popolo greco, in cambio di un’iniezione di liquidità per pagare quanto meno gli stipendi ai dipendenti pubblici; quel referendum, è senza dubbio uno degli eventi maggiormente disponibili nella memoria collettiva del vecchio continente degli ultimi anni, nonostante esso poi, come ben si sa, non è stato in grado di incidere sul futuro né del Paese ellenico e né dell’Europa.I media di tutto il mondo, dopo l’annuncio del primo ministro <strong>Alexis Tsipras</strong> di istituire un referendum (il secondo in Grecia dopo la fine del regime dei colonnelli), accendono i riflettori su Atene e la tensione arriva fin dentro le case di tutti gli europei; da fine giugno fino a quel cinque di luglio, ore ed ore di dirette dalla Grecia, di dibattiti in attesa del voto, di interviste ai cittadini ateniesi in coda ai bancomat per ritirare fino ad un massimo di 40 Euro al giorno per via del blocco imposto dal Ministero dell’Economia, volto ad evitare ulteriori crisi di liquidità. I due termini &#8220;OXI&#8221; e &#8220;NAY&#8221;, rispettivamente &#8220;No&#8221; e &#8220;Sì&#8221; in greco, entrano nelle bacheche di Facebook di molti cittadini, lo stesso Tsipras assieme al suo Ministro Varoufakis, diventano vere e proprie star citate in ogni programma, mentre persino <strong>Fidel Castro</strong> da Cuba si interessa della vicenda scrivendo una lettera di incitamento al leader di Syriza, al governo da appena sei mesi.<p>Secondo voi perché Tsipras si è tirato indietro?</p>La Grecia in quei giorni torna ad essere al centro della storia e dei dibattiti sul futuro della civiltà europea (o su una sua rigenerazione); la vittoria del fronte del NAY, con quindi la<strong> secca bocciatura del nuovo pacchetto di austerità</strong>, ha tutte le premesse per diventare uno degli eventi storici più importanti del dopoguerra. Così non è: <strong>dopo 24 ore il Ministro Varoufakis si dimette, Tsipras vola a Bruxelles e cede su ogni fronte, calpestando la volontà dei suoi stessi elettori</strong>.Oggi di quei giorni e, in generale, della Grecia non si parla più; pur tuttavia, il Paese continua ad essere agitato e ad avere in seno alla sua società numerose turbolenze: spenti i riflettori, il Paese culla della civiltà europea non sembra arreso ai diktat della troika, non tutta l’opinione pubblica è disposta a continuare ad accettare i piani di austerity di Bruxelles, una minore copertura mediatica non vuol dire mancanza di eventi significativi e né tantomeno si può considerare come stabile ed &#8220;appiattito&#8221; il quadro tanto politico quanto sociale ed economico.Le <strong>proteste e gli scioperi</strong> in questi mesi si sono succeduti a ritmi quasi cadenzati; numerose le categorie in fibrillazione, ad Atene gli studenti ed i gruppi più facinorosi, come da oramai sei anni a questa parte, continuano ad esprimere il proprio dissenso con lancio di petardi e pietre verso il Parlamento in piazza Syntagma. Syriza, dopo aver vinto le elezioni anticipate nella seconda metà del 2015, mantiene la sua maggioranza grazie all’appoggio però non sempre scontato dei ‘Greci indipendenti’ di ANEL, dall’altro versante però i due ex principali partiti della quarantennale ‘democrazia’ greca, ossia Nuova Democrazia e PASOK, non sfondano nei sondaggi ed allora l’attuale legislatura viene tenuta a galla soltanto dallo spauracchio, da parte degli attuali deputati in carica, di uno scenario spagnolo in Parlamento in caso di ulteriore chiamata al voto dei greci.<strong>A livello politico-parlamentare quindi, regna lo stallo</strong>, a livello sociale sussistono forti contrapposizioni che spesso sfociano anche in scontri di piazza, a livello economico la situazione è sempre più tragica; in questi dodici mesi, sostanzialmente è cambiato davvero poco e vi sono le condizioni affinché la Grecia torni nuovamente alla ribalta mediatica. Vi è senza dubbio una popolazione ancora più stanca rispetto allo scorso anno, ma non molto propensa ad ingoiare in eterno i bocconi amari dell’austerity; il tradimento di Tsipras, viene visto ancora adesso, a distanza di 365 giorni, come una ferita molto forte inflitta nella schiena di quella parte del paese già pronta a voltare pagina ed a lasciarsi alle spalle gli anni in cui si è passati repentinamente dal sogno europeo al disastro più totale, pur tuttavia i recenti fatti che hanno interessato la Gran Bretagna e l’Austria, potrebbero ridare fiato all’insofferenza ellenica.Questi mutamenti a livello internazionale, potrebbero tornare a far surriscaldare il pentolone greco ed a sbloccare lo stallo partito dal dietrofront di Tsipras dopo il referendum del luglio 2015; rispetto allo scorso anno però, sembra al momento difficile trovare una guida politica per quei greci che oggi voterebbero nuovamente NAY alle proposte dell’Europa. Syriza viene giudicata da questo punto di vista inaffidabile, PASOK e Nuova Democrazia sono le maggiori indiziate per l’implosione dell’economia greca, Alba Dorata non arriva al 10% nei sondaggi e non sembra fare breccia nell’elettorato, Varoufakis potrebbe essere l’unico leader carismatico in grado di tornare a parlare di Grexit ma il suo neonato movimento ‘Diem 25’ non sembra essere, almeno per il momento, destinato a diventare un partito politico.Ecco quindi la fotografia della Grecia di oggi, a distanza di dodici mesi dal referendum del 5 luglio 2015; il paese ellenico ha un’<strong>economia di gran lunga peggiorata</strong> ed un <strong>quadro politico in stallo</strong> e soprattutto scollegato con quelle che sono le aspettative e le esigenze di una società civile delusa e stanca dell’austerity, la quale non riesce a trovare alcun movimento o partito in grado di riaccendere la contrapposizione con l’Europa, anche alla luce della recente Brexit. La Grecia è quindi un paese doppiamente in gabbia; da un lato la troika e le istituzioni economiche europee, dall’altro una classe politica senza personaggi popolari, pur tuttavia proprio per questo (guardando ciò che la storia ha fatto conoscere circa il temperamento greco), in molti pronosticano come Atene a breve possa tornare a far parlare di sé.</p>
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