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	<title>Trattato del Quirinale Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Trattato del Quirinale Archives - InsideOver</title>
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		<title>Italia-Francia: &#8220;guerra&#8221; dell&#8217;industria della Difesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-dellindustria-della-difesa-tra-italia-e-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Apr 2024 14:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Boeing 737]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
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		<category><![CDATA[Trattato del Quirinale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1768" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632.jpg 1768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-600x652.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-276x300.jpg 276w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-943x1024.jpg 943w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-768x834.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-1414x1536.jpg 1414w" sizes="(max-width: 1768px) 100vw, 1768px" /></p>
<p>C&#8217;è una &#8220;guerra&#8221; sotterranea, strisciante esplosa negli ultimi mesi sul piano industriale a cavallo tra Italia e Francia. Il 20 novembre 2023, Roma (d’intesa con Berlino) ha esercitato i dorati poteri speciali, sì da impedire la vendita di Microtecnica Srl – attualmente controllata da una delle filiali britanniche (Keeney Hill Ltd) della casa madre statunitense &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-dellindustria-della-difesa-tra-italia-e-francia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1768" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632.jpg 1768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-600x652.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-276x300.jpg 276w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-943x1024.jpg 943w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-768x834.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240423225457871_a8d03d98a89cdaf19141eace68520632-1414x1536.jpg 1414w" sizes="(max-width: 1768px) 100vw, 1768px" /></p>
<p>C&#8217;è una &#8220;guerra&#8221; sotterranea, strisciante esplosa negli ultimi mesi sul piano industriale a cavallo tra Italia e Francia. Il 20 novembre 2023,<strong><a href="http://Il 20 novembre 2023, Roma (d’intesa con Berlino) ha esercitato i dorati poteri speciali, sì da impedire la vendita di Microtecnica Srl – attualmente controllata da una delle filiali britanniche (Keeney Hill Ltd) della casa madre statunitense Ratheon RTX – alla società di aeronautica e difesa francese Safran Sa. Microtecnica – importante fornitore di componentistica per Airbus e Leonardo – sotto il nome di Euromicro Microtecnica Bv, e con sede legale nei Paesi Bassi, il primo dicembre 2000 fu venduta a Carrier SPA (oggi Cypress Holdings). Da quel momento passerà da una holding all’altra, ciascuna riconducibile alle stesse persone, afferenti al settore dell’aeronautica e della difesa anglo-americana. De facto, sino al 25 luglio 2023, Microtecnica è rimasta saldamente sotto il controllo degli Stati Uniti e del Regno Unito attraverso le varie holdings di cui si è detto. Sorge dunque il dubbio: perché mai Ratheon RTX avrebbe autorizzato la vendita alla francese Safran dello stabilimento torinese? Dare una risposta certa è decisamente complesso. Vi sono però alcune vicende, Stellantis inclusa, che perlomeno andrebbero messe a sistema, senza la pretesa di svelare alcun esoterismo. A proposito di francesi, si sa che vadano matti per le lumache, ma a differenza nostra, ingollano il mollusco e gettano via la conchiglia. Da questo versante delle Alpi, invece, si è usi a conservare meravigliose conchiglie, quale il Parlamento Subalpino, ad opera del Guarini, rimane sino ai giorni nostri. Ma il 31 ottobre dell’anno passato si è voluti andare oltre, nel tentativo, addirittura, di restituire la vita all’antico Parlamento del Regno di Sardegna, con la primissima riunione del Comitato di cooperazione italo-francese, organismo intergovernativo istituito dal Trattato del Quirinale, entrato in vigore (1° febbraio 2023) a un anno e mezzo dalla sua firma, asciugata con cenere nel 26 novembre del 2021. Ad ogni modo il diritto internazionale ci insegna che un trattato cessa di avere efficacia quando non serve più, o più non funge. Il primo febbraio, a proposito, è passato un anno esatto dall’entrata in vigore (a più di un anno dalla sua firma, sottolineiamo) del Trattato evidentemente “da modificare”, oltre che del Quirinale.  Non-ostante il vàlzer di fine ottobre in Palazzo Carignano abbia voluto fungere da vigilia inghirlandata alla ricorrenza in questione, tre settimane dopo il governo italiano, come si accennava all’inizio, ha esercitato il famoso golden power sulla compravendita della sabaudo-americana Microtecnica. Un mese dopo l’esercizio del veto in questione, il 19 dicembre, la società francese F&amp;P, che sino a quel giorno aveva svolto il ruolo di amministratore in Safran – oltre ad essere composta dai due azionisti paritari, ovvero Fonds Stratégique de Partecipazions e (udite-udite) Peugeot Invest Assets (controllata di Peugeot Invest SA) –– si è dimessa dall’incarico, sostituita dalla persona di Robert Peugeot, che ha assunto il ruolo di amministratore indipendente e membro del comitato di audit &amp; risk management. Al riguardo è opportuno aprire una breve parentesi, perché Robert II Peugeot, figlio di Bertrand, è il punto d’intersezione tra Safran, Peugeot SA e, di conseguenza, Stellantis, ricoprendo al medesimo tempo le seguenti cariche: presidente del Cda di Peugeot Invest SA, rappresentante permanente di F&amp;P presso Stellantis Auto SAS (filiale francese), vice chairman presso Automobiles Peugeot, vice presidente (board of directors) presso Stellantis Nv (casa madre) e Stellantis LLP (filiale USA), director di Peugeot Invest UK Ltd, amministratore e direttore indipendente del board di Safran come già spiegato in precedenza, oltre ad essere membro del direttivo di Peugeot 1810, filiale diretta di Peugeot Invest. Come è noto la casa madre Stellantis Nv, presieduta da John Elkann (cui a.d. è Carlos Tavares) vede come principali azionisti: Exor Nv (14,35%); Stabilimenti Fratelli Peugeot, ovvero la casa madre Peugeot (7,16%); BPIFrance Participations ed Epic BPIFrance (11,40%), entrambe indirettamente controllate dall’Agenzia di partecipazioni di Stato francese tramite la relativa Cassa Depositi e Prestiti che a sua volta partecipa in Stellantis per un 5,66%. Alla luce di quanto evidenziato sin’ora, e di quanto è noto sin dal 2020 quando il Copasir presieduto da Adolfo Urso (l’attuale Ministro dell’Impresa e del Made in Italy) sollevò la questione, Stellantis è evidentemente franco-cefala. La F&amp;P di cui si è parlato in precedenza aveva già fortemente contribuito nel 2018 alla fusione di Zodiac Aerospace con Safran, i cui due principali cavalli di battaglia erano e sono i motori CFM56 e LEAP, realizzati per Airbus, Boeing (USA) e Comac (Cina). Si dà il caso che la fornitura di CFM56 e modelli successivi da parte di Safran  a Boeing per il modello 737 max abbia rappresentato negli anni un caso emblematico. Safran ha dovuto fronteggiare, sia prima che dopo la crisi del settore del trasporto aereo innescata dal Covid, una eccessiva domanda da parte di Boeing di tali motori, che ha a sua volta riscontrato significativi ritardi nelle consegne. Una delle tesi più accreditate riguardo la motivazione per cui Safran abbia tentato di acquisire Microtecnica riguarda proprio la questione di necessità della società francese di accrescere la propria capacità produttiva, in un periodo, per altro, immediatamente precedente a quello attuale. Ad oggi, infatti, le autorità statunitensi hanno costretto Boeing a ridurre la propria offerta al fine di garantire standard di qualità e sicurezza più elevati di quelli che erano già emersi prima del tragico incidente di gennaio del Boeing 737 targato Alaska Airlines. Nell’ambiente, già prima dell’incidente in questione si discuteva di un tema preciso, ovvero la dispendiosa manutenzione della componentistica realizzata con i cosiddetti materiali compositi, molto più efficienti ed economici, ma evidentemente più problematici sotto altri punti di vista. Tornando a Safran, con l’avvento del novello 2024, invece di celebrare un primo bon anniversaire per il Trattato del Quirinale, sono volati stracci, quando Carlos Tavares, proprio il primo febbraio è uscito allo scoperto con la dichiarazione sui mancati sussidi italiani a Stellantis contenuta in un’intervista rilasciata a Bloomberg in quello che è riecheggiato come un vero e proprio ricatto alle orecchie di Roma. Immemore forse dell’interminabile linea di credito che lo Stato Italiano ha sempre aperto nei confronti della Fiat prima, e di Stellantis poi. Il 6 febbraio, dunque, John Elkann si è recato al Quirinale dove ha incontrato appunto il Presidente della Repubblica Mattarella, l’ambasciatore USA in Italia Jake Markell, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri e il Governatore di Bankitalia Fabio Panetta, non certo Giorgia Meloni. Di che avranno chiacchierato? Difficile tirare a indovinare. Degli stabilimenti italiani Stellantis, certamente, ma di che altro? Non ci è dato sapere, anche se lo stesso John Elkann, nel dicembre scorso, mediante Exor Ventures investiva 138 milioni di dollari in Ursa Major, società americana fornititrice di razzi a propulsione e colonna portante dell’industria della difesa statunitense. In questo round d’investimento Exor Ventures, collocandosi in ordine di importanza dopo Explorer 1 ed Eclipes (fondi specializzati nella space economy), ha sorpassato BlackRock, Ratheon RTX (la stessa che voleva vendere Microtecnica a Safran), Mack &amp; Co e Xn. Ursa Major, per inciso, attualmente sta sviluppando Lynx, programma di motori a razzo a propellente solido, oltre a collaborare con l’US Air Force Research Laboratory per contribuire al progresso dei programmi di difesa ipersonica USA. Con maggiore probabilità, però, si sarà parlato dell’acquisizione del 21% di Leapmotor, la società di auto elettriche cinese che nonostante le promesse non è bastata per rilanciare lo stabilimento di Mirafiori e che ha preferito spostare la produzione in Polonia.  Come già si era premesso, difficile immaginare con certezza di cosa si sia parlato nell’ufficio del Presidente della Repubblica. Difficile per altro svelare le ragioni per cui RTX abbia deciso di vendere Microtecnica ai francesi di Safran e i relativi collegamenti con Stellantis. E’ certamente, però, un buon esercizio allargare lo sguardo alla foresta e non focalizzarsi sul singolo albero e tenere a mente il bilanciamento tra diverse partite, che evidentemente offre a determinate alleanze di attori transnazionali una libertà di manovra superiore rispetto ad altri in determinati ambienti ed aree geografiche, data la propria notevole influenza in settori di importanza strategica in nazioni di estrema rilevanza sul piano internazionale nel settore della difesa e dell’aeronautica."> Roma (d’intesa con Berlino)</a></strong> ha esercitato i dorati poteri speciali, sì da impedire la vendita di Microtecnica Srl – attualmente controllata da una delle filiali britanniche (Keeney Hill Ltd) della casa madre statunitense <strong>Ratheon RTX </strong>– alla società di aeronautica e difesa francese Safran Sa. Microtecnica – importante fornitore di componentistica per Airbus e Leonardo – sotto il nome di Euromicro Microtecnica Bv, e con sede legale nei Paesi Bassi, il primo dicembre 2000 fu venduta a <strong>Carrier SPA (oggi Cypress Holdings)</strong>. Da quel momento passerà da una <em>holding</em> all’altra, ciascuna riconducibile alle stesse persone, afferenti al settore dell’aeronautica e della difesa anglo-americana. <em>De facto</em>, sino al 25 luglio 2023, Microtecnica è rimasta saldamente <strong>sotto il controllo degli Stati Uniti e del Regno Unito</strong> attraverso le varie <em>holdings</em> di cui si è detto. Sorge dunque il dubbio: perché mai Ratheon RTX avrebbe autorizzato la vendita alla francese Safran dello stabilimento torinese? Dare una risposta certa è decisamente complesso. Vi sono però alcune vicende, Stellantis inclusa, che perlomeno andrebbero messe a sistema, senza la pretesa di svelare alcun esoterismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Competizione e affari all&#8217;ombra del Trattato del Quirinale</h2>



<p>A proposito di francesi, si sa che vadano matti per le lumache, ma a differenza nostra, ingollano il mollusco e gettano via la conchiglia. Da questo versante delle Alpi, invece, si è usi a conservare meravigliose conchiglie, quale il <strong>Parlamento Subalpino</strong>, ad opera del Guarini, rimane sino ai giorni nostri. Ma il 31 ottobre dell’anno passato si è voluti andare oltre, nel tentativo, addirittura, di restituire la vita all’antico Parlamento del Regno di Sardegna, con la <a href="https://lospiffero.com/ls_article.php?id=74414">primissima riunione</a> del Comitato di cooperazione italo-francese, organismo intergovernativo istituito dal <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-trattato-del-quirinale.html">Trattato del Quirinale,</a></strong> entrato in vigore (1° febbraio 2023) a un anno e mezzo dalla sua firma, asciugata con cenere nel 26 novembre del 2021. Ad ogni modo il diritto internazionale ci insegna che un trattato cessa di avere efficacia quando non serve più, o più non funge. Il primo febbraio, a proposito, è passato un anno esatto dall’entrata in vigore (a più di un anno dalla sua firma, sottolineiamo) del Trattato evidentemente “da modificare”, oltre che del Quirinale.</p>



<p>Non-ostante il vàlzer di fine ottobre in Palazzo Carignano abbia voluto fungere da vigilia inghirlandata alla ricorrenza in questione, tre settimane dopo il governo italiano, come si accennava all’inizio, ha esercitato il famoso <a href="https://www.capital.fr/entreprises-marches/safran-litalie-soppose-au-rachat-de-certaines-activites-de-collins-aerospace-1485975"><em>golden</em> <em>power</em></a> sulla compravendita della sabaudo-americana Microtecnica. Un mese dopo l’esercizio del veto in questione, il 19 dicembre, <strong>la società francese F&amp;P, che sino a quel giorno aveva svolto il ruolo di amministratore in Safran</strong> – oltre ad essere composta dai due azionisti paritari, ovvero Fonds Stratégique de Partecipazions e (udite-udite) Peugeot Invest Assets (controllata di Peugeot Invest SA) –– si è dimessa dall’incarico, sostituita dalla persona di Robert Peugeot, che ha assunto il <a href="https://www.morningstar.fr/fr/news/231371/le-fonds-strat%C3%A9gique-de-participations-se-s%C3%A9pare-de-safran.aspx">ruolo</a> di amministratore indipendente e membro del comitato di audit &amp; risk management.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Peugeot unisce Safran e Stellantis</h2>



<p> Al riguardo è opportuno aprire una breve parentesi, perché Robert II Peugeot, figlio di Bertrand, è <strong>il punto d’intersezione tra Safran, Peugeot SA e, di conseguenza, <a href="https://it.insideover.com/economia/la-svolta-globale-di-exor-e-il-declino-dellauto-italiana.html">Stellantis</a></strong>, ricoprendo al medesimo tempo le seguenti cariche: presidente del Cda di Peugeot Invest SA, rappresentante permanente di F&amp;P presso Stellantis Auto SAS (filiale francese), vice <em>chairman</em> presso Automobiles Peugeot, vice presidente (board of directors) presso Stellantis Nv (casa madre) e Stellantis LLP (filiale USA), <em>director</em> di Peugeot Invest UK Ltd, amministratore e direttore indipendente del <em>board</em> di Safran come già spiegato in precedenza, oltre ad essere membro del direttivo di Peugeot 1810, filiale diretta di Peugeot Invest. </p>



<p>Come è noto la casa madre Stellantis Nv, presieduta da <strong>John Elkann (cui a.d. è Carlos Tavares) vede come principali azionisti: Exor Nv (14,35%); Stabilimenti Fratelli Peugeot, ovvero la casa madre Peugeot (7,16%); </strong>BPIFrance Participations ed Epic BPIFrance (11,40%), entrambe indirettamente controllate dall’Agenzia di partecipazioni di Stato francese tramite la relativa <strong>Cassa Depositi e Prestiti </strong>che a sua volta partecipa in Stellantis per un 5,66%. </p>



<p>Alla luce di quanto evidenziato sin’ora, e di quanto è noto sin dal 2020 quando il Copasir presieduto da Adolfo Urso (l’attuale Ministro dell’Impresa e del Made in Italy) sollevò la questione, Stellantis è evidentemente franco-cefala. La F&amp;P di cui si è parlato in precedenza aveva già fortemente contribuito nel 2018 alla <a href="https://www.morningstar.fr/fr/news/231371/le-fonds-strat%C3%A9gique-de-participations-se-s%C3%A9pare-de-safran.aspx">fusione</a> di Zodiac Aerospace con Safran, i cui due principali <a href="https://www.morningstar.fr/fr/news/246292/apr%c3%a8s-ses-r%c3%a9sultats-2023-que-faire-de-ses-titres-safran-.aspx">cavalli di battaglia</a> erano e sono i motori CFM56 e LEAP, realizzati per<strong> Airbus, Boeing (USA) e Comac (Cina)</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo delle forniture a Boeing</h2>



<p>Si dà il caso che la fornitura di CFM56 e modelli successivi da parte di Safran  a Boeing per il modello 737 max abbia rappresentato negli anni un caso emblematico. Safran ha dovuto fronteggiare, sia prima che dopo la crisi del settore del trasporto aereo innescata dal Covid, una eccessiva domanda da parte di Boeing di tali motori, che ha a sua volta riscontrato significativi ritardi nelle consegne. Una delle tesi più accreditate riguardo la motivazione per cui Safran abbia tentato di acquisire Microtecnica riguarda proprio la questione di necessità della società francese di<strong><a href="https://it.insideover.com/economia/macron-sdogana-leconomia-di-guerra-a-cosa-punta-la-francia.html"> accrescere la propria capacità produttiva</a></strong>, in un periodo, per altro, immediatamente precedente a quello attuale. Ad oggi, infatti, le autorità statunitensi hanno costretto Boeing a <a href="https://www.cnbc.com/2024/01/24/boeing-737-max-faa-halts-production-expansion-oks-inspection-instructions.html">ridurre</a> la propria offerta al fine di garantire standard di qualità e sicurezza più elevati di quelli che erano già emersi prima del <strong>tragico incidente di gennaio del <a href="https://it.insideover.com/societa/mistero-boeing-trovato-morto-lex-dipendente-preoccupato-dagli-standard-di-sicurezza.html">Boeing 737 </a>targato Alaska Airlines</strong>. Nell’ambiente, già prima dell’incidente in questione si discuteva di un tema preciso, ovvero la dispendiosa manutenzione della componentistica realizzata con i cosiddetti materiali compositi, molto più efficienti ed economici, ma evidentemente più problematici sotto altri punti di vista.</p>



<p>Tornando a Safran, con l’avvento del novello 2024, invece di celebrare un primo <strong><em>bon anniversaire</em> per il Trattato del Quirinale, sono volati stracci,</strong> quando Carlos Tavares, proprio il primo febbraio è uscito allo scoperto con la <a href="https://www.ansa.it/canale_motori/notizie/industria_analisi/2024/02/01/tavares-senza-sussidi-a-rischio-gli-impianti-in-italia_92e7fa02-9acf-425e-a893-ee636b7b95fc.html">dichiarazione</a> sui mancati sussidi italiani a Stellantis contenuta in un’intervista rilasciata a Bloomberg in quello che è riecheggiato come un vero e proprio ricatto alle orecchie di Roma. Immemore forse dell’interminabile linea di credito che lo Stato Italiano ha sempre aperto nei confronti della Fiat prima, e di Stellantis poi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prospettive incerte</h2>



<p>Il 6 febbraio, dunque, <strong>John Elkann si è recato al Quirinale dove ha <a href="https://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=76243">incontrato</a> appunto il <a href="https://it.insideover.com/politica/la-pressione-internazionale-il-peso-del-mondo-sui-nomi-per-il-quirinale.html">Presidente della Repubblica</a> </strong>Mattarella, l’ambasciatore USA in Italia Jake Markell, il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri e il Governatore di Bankitalia Fabio Panetta, non certo Giorgia Meloni. Di che avranno chiacchierato? Difficile tirare a indovinare. Degli stabilimenti italiani Stellantis, certamente, ma di che altro? Non ci è dato sapere, anche se lo stesso John Elkann, nel dicembre scorso, mediante Exor Ventures investiva <a href="https://www.calcioefinanza.it/2023/12/06/exor-missili-usa-138-milioni-di-dollari/">138 milioni di dollari</a> in Ursa Major, società americana fornititrice di razzi a propulsione e colonna portante dell’industria della difesa statunitense. In questo round d’investimento Exor Ventures, collocandosi in ordine di importanza dopo Explorer 1 ed Eclipes (fondi specializzati nella space economy), ha sorpassato BlackRock, Ratheon RTX (la stessa che voleva vendere Microtecnica a Safran), Mack &amp; Co e Xn. Ursa Major, per inciso, attualmente sta sviluppando Lynx, programma di motori a razzo a propellente solido, oltre a collaborare con l’US Air Force Research Laboratory per contribuire al progresso dei programmi di difesa ipersonica USA. Con maggiore probabilità, però, si sarà parlato dell’acquisizione del 21% di <a href="https://www.lospiffero.com/ls_article.php?id=77285">Leapmotor</a>, la società di auto elettriche cinese che nonostante le promesse non è bastata per rilanciare lo stabilimento di Mirafiori e che ha preferito spostare la produzione in Polonia.</p>



<p>Come già si era premesso, difficile immaginare con certezza di cosa si sia parlato nell’ufficio del Presidente della Repubblica. <strong>Difficile per altro svelare le ragioni per cui RTX abbia deciso di vendere Microtecnica ai francesi di Safran e i relativi collegamenti con Stellantis</strong>. E’ certamente, però, un buon esercizio allargare lo sguardo alla foresta e non focalizzarsi sul singolo albero e tenere a mente il bilanciamento tra diverse partite, che evidentemente offre a determinate alleanze di attori transnazionali una libertà di manovra superiore rispetto ad altri in determinati ambienti ed aree geografiche, data la propria notevole influenza in settori di importanza strategica in nazioni di estrema rilevanza sul piano internazionale nel settore della difesa e dell’aeronautica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-dellindustria-della-difesa-tra-italia-e-francia.html">Italia-Francia: &#8220;guerra&#8221; dell&#8217;industria della Difesa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Usa, Francia e Germania: come il mondo guarda al Quirinale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-francia-e-germania-come-il-mondo-guarda-al-quirinale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 14:44:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato del Quirinale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1290" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124153159420_c4a87ffd80ecd4ab1e7fb43127b89dee.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124153159420_c4a87ffd80ecd4ab1e7fb43127b89dee.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124153159420_c4a87ffd80ecd4ab1e7fb43127b89dee-300x202.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124153159420_c4a87ffd80ecd4ab1e7fb43127b89dee-1024x688.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124153159420_c4a87ffd80ecd4ab1e7fb43127b89dee-768x516.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124153159420_c4a87ffd80ecd4ab1e7fb43127b89dee-1536x1032.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124153159420_c4a87ffd80ecd4ab1e7fb43127b89dee-2048x1376.jpeg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Punto di riferimento dell’Italia nel mondo e, al tempo stesso, punto di riferimento per il mondo in Italia: in maniera informale, sull’onda della modifica della Costituzione materiale e della geografia del potere in Italia, la figura del Presidente della Repubblica ha nel corso degli ultimi decenni acquisito una duplice funzione “geopolitica”, attinente a quel campo ben preciso che sono &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-francia-e-germania-come-il-mondo-guarda-al-quirinale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1290" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124153159420_c4a87ffd80ecd4ab1e7fb43127b89dee.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124153159420_c4a87ffd80ecd4ab1e7fb43127b89dee.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124153159420_c4a87ffd80ecd4ab1e7fb43127b89dee-300x202.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124153159420_c4a87ffd80ecd4ab1e7fb43127b89dee-1024x688.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124153159420_c4a87ffd80ecd4ab1e7fb43127b89dee-768x516.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124153159420_c4a87ffd80ecd4ab1e7fb43127b89dee-1536x1032.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220124153159420_c4a87ffd80ecd4ab1e7fb43127b89dee-2048x1376.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Punto di riferimento dell’Italia nel mondo e, al tempo stesso, punto di riferimento per il mondo in Italia: in maniera </span><span style="font-size: medium;"><b>informale, </b></span><span style="font-size: medium;">sull’onda della modifica della Costituzione materiale e della geografia del potere in Italia, la figura del </span><span style="font-size: medium;"><b>Presidente della Repubblica </b></span><span style="font-size: medium;">ha nel corso degli ultimi decenni acquisito una duplice funzione “geopolitica”, attinente a quel campo ben preciso che sono le </span><span style="font-size: medium;"><b>relazioni internazionali e la </b></span><span style="font-size: medium;"><i><b>human diplomacy, </b></i></span><span style="font-size: medium;">non sempre convergenti con la politica estera di uno Stato.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Come ha ricordato<a href="https://www.limesonline.com/cartaceo/il-quirinale-e-il-cuore-del-nostro-stato-profondo" target="_blank" rel="noopener"> il professor </a></span><span style="font-size: medium;"><b>Carlo Pelanda </b></span><span style="font-size: medium;">su </span><span style="font-size: medium;"><i>Limes, </i></span><span style="font-size: medium;">per la lunga durata del potere quirinalizio e per la sua sovraordinazione a cicli politici sempre più altalenanti, le cancellerie internazionali guardano con attenzione alla partita per il Presidente della Repubblica. Ne consegue un duplice sviluppo. Da un lato, la presenza di solide </span><span style="font-size: medium;"><b>relazioni internazionali </b></span><span style="font-size: medium;">e di uno standing riconosciuto presso la diplomazia mondiale è sempre di più un prerequisito fondamentale per poter esser ritenuti papabili per l’ascesa al Colle. Dall’altro, nota Pelanda, la complessa <a href="https://it.insideover.com/politica/in-cerca-di-nuovi-draghi-le-nomine-e-il-futuro-del-potere-in-italia.html" target="_blank" rel="noopener">geografia dei poteri dello Stato</a> “impedisce un’influenza prevalente e/o continua di qualche potere interno, estero o privato perché è facile per un interesse contrapposto trovare funzionari e politici che la arginino” e dunque al Quirinale, “cuore del nostro Stato profondo” fanno riferimento le interlocuzioni delle grandi potenze interessate all’Italia.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><b>Francia, Germania e Stati Uniti, </b></span><span style="font-size: medium;">pivot della nostra diplomazia compresa tra il triangolo europeo da un lato e l’ortodossia atlantica dall’altra sono le nazioni che negli ultimi decenni hanno potuto maggiormente interessarsi al Quirinale e lo hanno legittimato nella sua posizione ottimale. Basta guardare ai legami internazionali degli ultimi tre capi dello Stato per capire come sia finita l’era in cui bastavano un nobile passato nelle istituzioni (come è stato il caso dell’ex comandante partigiano </span><a href="https://www.avantionline.it/pertini-un-indimenticabile-eroe-democratico/"><span style="font-size: medium;"><b>Sandro Pertini</b></span></a><span style="font-size: medium;">) o il favore di una singola cordata di potere (come accaduto a </span><span style="font-size: medium;"><b>Antonio Segni e Giovanni Leone</b></span><span style="font-size: medium;">) per scalare il colle più alto della Repubblica: lo standing internazionale ha fatto la differenza quando si è trattato di valutare il </span><span style="font-size: medium;"><i>physique du role </i></span><span style="font-size: medium;">di </span><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://www.famigliacristiana.it/articolo/ciampi-e-la-rivincita-del-tricolore.aspx" target="_blank" rel="noopener">Carlo Azeglio Ciampi</a> </b></span><span style="font-size: medium;">(espressione del mondo del Tesoro e della Banca d’Italia fortemente legati a Francia, Germania e Usa), </span><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Rut6PrRjLno">Giorgio Napolitano</a> </b></span><span style="font-size: medium;">(ex “comunista preferito” di <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/henry-kissinger-lo-stratega-che-ha-cambiato-il-mondo.html" target="_blank" rel="noopener">Henry Kissinger</a> in perenne dialogo con i poteri europei) e </span><span style="font-size: medium;"><b><a href="https://it.insideover.com/politica/quirinale-bruxelles-washington-il-triangolo-decisivo-per-la-crisi-di-governo.html" target="_blank" rel="noopener">Sergio Mattarella</a> </b></span><span style="font-size: medium;">(ministro della Difesa nel governo D’Alema che scese in campo con la NATO contro la Jugoslavia di Milosevic nel 1999). Il triangolo Parigi-Berlino-Washington guarda con interesse al Quirinale, ieri come oggi. E ha aspettative diverse dai rapporti col presidente della Repubblica.</span></p>
<h2 align="JUSTIFY">Eliseo e Quirinale, la diplomazia parallela</h2>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://it.insideover.com/politica/la-metamorfosi-di-macron-ecco-come-si-giochera-la-riconferma.html" target="_blank" rel="noopener">Il ruolo di <b>monarca repubblicano </b>del presidente francese</a> gli consente di sovrapporre una diplomazia “democratica” facente riferimento alla politica estera della <i>Republique </i>a una “regale” costituita sulla scia delle prerogative personali dell’inquilino dell’Eliseo. Capo di una Versailles contemporanea che interloquisce con le “corti” sparse per l’Europa costruendo rapporti personali solidi con i loro titolari. Dal profondo rapporto tra<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-era-francois-mitterrand.html" target="_blank" rel="noopener"> </a><b>François Mitterrand e Sandro Pertini, </b>presidenti socialisti nell’Europa degli Anni Ottanta, alla relazione speciale tra <a href="https://it.insideover.com/politica/mattarella-a-parigi-asse-con-macron-sui-rapporti-italia-francia.html" target="_blank" rel="noopener"><b>Emmanuel Macron e Sergio Mattarella </b></a>temprata dalle prove della crisi diplomatica del governo Conte I, dal burrascoso attacco di Christine Lagarde all’Italia nei primi giorni del Covid-19 e dall’avvicinamento alla nuova intesa italo-francese nell’era di Mario Draghi Parigi ha capito anzitempo la natura strategica del Quirinale. L’istituzione del <b>presidente della Repubblica, </b>per le sue prerogative, è quella che l’Eliseo tratta con maggior riverenza e rispetto nel quadro dei poteri italiani, riconoscendovi l’unico interlocutore dotato delle medesime capacità d’incidere sul presente politico. Lo scrutinio esercitato dai Presidenti sulla nomina dei Ministri è, dal punto di vista di Parigi, importante soprattutto laddove si arriva alla scelta dei titolari della <b>Difesa e degli Esteri, </b>due dei dicasteri chiave su cui si può saldare l’asse tra Italia e Francia.</p>
<p align="JUSTIFY">La diplomazia parallela dei due capi dello Stato ha avuto la sua concretizzazione più chiara nella partnership tra Roma e Parigi conclusa nel novembre scorso che prende il nome, appunto, di <b><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-trattato-del-quirinale.html" target="_blank" rel="noopener">Trattato del Quirinale</a> </b>a testimonianza del ruolo decisivo giocato da Sergio Mattarella nel mediare l’intesa. La scelta di firmare il nuovo patto tra Parigi e Roma proprio al Colle non è stata affatto casuale. La cerimonia solenne si sarebbe potuto svolgere in <b>Campidoglio</b>, luogo simbolo dell&#8217;orientamento europeo dell&#8217;Italia in quanto è proprio qui che sono stati firmati i patti del 1957 che hanno dato via alla Cee, oppure a Villa Madama, altro luogo istituzionale molto importante nella capitale. Le delegazioni invece hanno preferito recarsi nella residenza del presidente della Repubblica. <a href="https://it.insideover.com/politica/il-trattato-del-quirinale-e-il-futuro-della-sfida-francese.html" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;alleanza consolidata tra i due Paesi non poteva non avere, idealmente e metaforicamente, come sfondo il Quirinale</a>. Saranno i futuri inquilini del Colle a farsi carico della tutela del patto sottoscritto con l&#8217;Eliseo e a salvaguardare i punti più importanti. Questi ultimi riguardano una collaborazione a 360 gradi, dall&#8217;economia alla difesa, passando per la diplomazia. Senza dimenticare il comune sguardo verso il <a href="https://it.insideover.com/storia/limpero-latino-e-lutopia-di-un-asse-mediterraneo-tra-italia-e-francia.html" target="_blank" rel="noopener"><b>Mediterraneo</b></a>. Interessi importanti e a lungo termine quindi, più facilmente salvaguardabili dal Quirinale piuttosto che da altri palazzi del potere di casa nostra.</p>
<h2>Il garante del debito pubblico visto da Berlino</h2>
<p align="JUSTIFY">Per la Germania, invece, il presidente della Repubblica è stato, dall’ingresso di Roma nella moneta unica in avanti, il <b>garante del debito pubblico nazionale</b>. Conscia che “la forte e anomala autonomia della burocrazia in alcuni settori chiave dell’apparato statale è spiegabile dalla relazione diretta con il Quirinale che le conferisce un potere di contrasto o condizionamento della politica eletta”, come nota Pelanda, la Germania si avvale in particolare dell’interlocuzione del capo dello Stato con i massimi boiardi di apparato (<a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-gli-uomini-di-draghi-cosi-rafforza-il-suo-partito-tra-bankitalia-e-tesoro.html" target="_blank" rel="noopener">dal ragioniere generale dello Stato al governatore della Banca d’Italia, passando per il direttore generale del Tesoro</a> e i dirigenti delle autorità di garanzia economico-finanziarie) per tutelare la stabilità economica dell’Europa attraverso la trasmissione di chiari messaggi al nostro Paese.</p>
<p align="JUSTIFY"><b>Ciampi fu eletto </b>nel 1999 proprio per rispondere ai timori tedeschi che vedevano in Roma un fattore di destabilizzazione dell’euro; Napolitano ha costruito un’interlocuzione diretta con <b><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html" target="_blank" rel="noopener">Angela Merkel</a> </b>(compartecipando ai suoi errori di valutazione sull’austerità e il debito) ai tempi della Grande Recessione europea; <b>Mattarella </b>ha <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/progetto-italia/la-dottrina-mattarella-in-azione/">chiamato Mario Draghi alla guida del governo</a> spingendo la nascita dell’esecutivo di larga coalizione come principale struttura di garanzia per il via libero tedesco al Piano nazionale di ripresa e resilienza e al debito comune europeo.</p>
<h2>Gli Usa e il filo diretto col Quirinale</h2>
<p><i>Last but not least, </i>anzi tutt’altro, gli <b>Stati Uniti</b>. Cui il Quirinale guarda con attenzione per scrutare la lunga durata, le tendenze di primaria importanza della geopolitica globale, per capire i condizionamenti che si trasmetteranno alle questioni interne. Da Gronchi (1956) a Mattarella (2019) passando per Saragat (1969), Cossiga (1989), Ciampi (2003) e Napolitano (2013) i capi di Stato italiani sono stati più volte ricevuti negli Usa con tutti gli onori segnando fasi cruciali della politica nazionale. Gronchi ottenne a Washington l’assenso per il <b><a href="https://it.insideover.com/storia/la-pira-moro-andreotti-la-via-mediterranea-della-prima-repubblica.html" target="_blank" rel="noopener">neoatlantismo</a> e la proiezione mediterranea</b>; Saragat ribadì l’ortodossia atlantica nell’era più calda del conflitto politico interno con le sinistre e alla vigilia della Strategia della Tensione; <b>Cossiga </b>aprì alla visione del mondo post-guerra Fredda, Ciampi, Napolitano e Mattarella hanno avuto interlocuzioni di alta diplomazia come veri referenti della politica estera dell’Italia.</p>
<p>Washington studia il ruolo di cuore dello Stato profondo del Quirinale e sa che tutti gli apparati di potere nazionali che fanno riferimento a un dialogo stretto con gli Usa (diplomazia, intelligence, forze armate) sono fortemente scrutinati dal Quirinale. La <b>credibilità oltre Atlantico </b>di un leader politico, inoltre, gioca un ruolo fondamentale, com’è noto, nella sua possibilità di accedere a ruoli ministeriali e di governo e nelle crisi dell’ultima legislatura questo è apparso chiaro in più occasioni. La Casa Bianca, così come la Cancelleria Federale e l’Eliseo, hanno una <b>storia consolidata di rapporti col Quirinale </b>che segnano i tempi dell’evoluzione dei rapporti internazionali dei Paesi da loro governati con l’Italia. Confidando nella stabilità del capo dello Stato come argine a ogni rischio di caos diplomatico o geopolitico riguardante l’Italia.</p>
<p><a name="m_-5277080183586833790__GoBack"></a>“Paradossalmente – ha confidato una fonte diplomatica a <i>InsideOver</i> – negli Usa sono più attenti alle votazioni per il presidente che non alle elezioni italiane”. Il “<b>pragmatismo</b>” a stelle e strisce passa anche da qui. Agli americani interessa assicurarsi l&#8217;appoggio della figura istituzionale in grado di fornire maggiori garanzie a livello di stabilità e che rimane al suo posto più a lungo. E dunque anche se a Palazzo Chigi ha sede il potere esecutivo, la Casa Bianca guarda al Colle. Non c&#8217;è mistero quindi che l&#8217;inquilino del Quirinale deve avere un appiglio e un&#8217;esperienza internazionale ben consolidata. A Washington, fa sapere ancora la fonte diplomatica, Draghi non dispiace. Il suo <b>curriculum</b> internazionale è ben noto e i rapporti con Biden sono ben consolidati. Ma ad ogni modo, come già accaduto altre volte in passato, dal Quirinale si chiederanno specifiche garanzie sulla posizione atlantica dell&#8217;Italia. Un tema più che mai cruciale, specialmente in tempi di sfide con la Cina e di nuovi tamburi di guerra suonati rumorosamente nell&#8217;est Europa.</p>
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		<title>La Difesa dopo il Trattato del Quirinale</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-difesa-trattato-quirinale-italia-francia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Nov 2021 06:47:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato del Quirinale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14010394_large.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14010394_large.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14010394_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14010394_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14010394_large-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Tra le aree di interesse del Trattato del Quirinale, una in particolare può incidere in modo sensibile sul futuro delle relazioni italo-francesi e sul coordinamento di Francia e Italia: la difesa. In un momento in cui la difesa comune europea sembra essere la stella polare dell&#8217;agenda di Bruxelles e della diplomazia di Parigi, l&#8217;accordo firmato &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-difesa-trattato-quirinale-italia-francia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-difesa-trattato-quirinale-italia-francia.html">La Difesa dopo il Trattato del Quirinale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14010394_large.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14010394_large.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14010394_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14010394_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/14010394_large-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Tra le aree di interesse del Trattato del Quirinale, una in particolare può incidere in modo sensibile sul futuro delle relazioni italo-francesi e sul <a href="https://it.insideover.com/politica/rafforzare-lue-ripartendo-dagli-stati-il-segreto-del-trattato-del-quirinale.html">coordinamento di Francia e Italia</a>: la difesa. In un momento in cui la difesa comune europea sembra essere la stella polare dell&#8217;agenda di Bruxelles e della diplomazia di Parigi, l&#8217;accordo firmato da <strong>Emmanuel Macron</strong> e <strong>Mario Draghi</strong> appare perfettamente in linea con l&#8217;interesse sempre più forte nei confronti della difesa e della sicurezza. Un ambito complesso, perché racchiude non solo esigenze di natura militare, ma anche politiche, di intelligence, di sicurezza nazionale in senso lato fino al non meno importante settore dell&#8217;industria della difesa.</p>
<h2>Il testo del Trattato</h2>
<p>L&#8217;accordo di <strong>&#8220;cooperazione bilaterale rafforzata&#8221;</strong> mette al centro proprio difesa, sicurezza e politica estera. Segmenti diversi ma tra loro fortemente uniti che Italia e Francia provano &#8211; &#8220;ove possibile&#8221; &#8211; a coordinare tra di loro &#8220;ovunque i loro interessi strategici s&#8217;incontrino&#8221;. <a href="https://www.governo.it/sites/governo.it/files/Trattato_del_Quirinale.pdf">Entrando nel dettaglio del testo</a>, fermo restando l&#8217;adempimento di tutte le parti dei trattati Nato e Ue, Roma e Parigi promuovono consultazioni bilaterali coordinandosi in particolare sulle iniziative di difesa dell&#8217;Unione Europea. I due Paesi si impegnano inoltre a tenere regolarmente &#8220;incontri bilaterali istituzionalizzati nel settore della difesa&#8221; e del Consiglio italo-francese di Difesa e Sicurezza, organo che riunisce i ministri degli Esteri e della Difesa dei due paesi firmatari dell&#8217;accordo del Quirinale.</p>
<p>Sul fronte industriale, tema delicato per i complessi rapporti di partnership e di rivalità che legano il sistema francese e quello italiano, Palazzo Chigi e l&#8217;Eliseo hanno concluso che i rispettivi Paesi devono cooperare nell&#8217;aumentare capacità di interesse comune, potenziando i rispettivi sistemi industriali anche nell&#8217;ottica di un miglioramento delle difesa comune europea. Fondamentale è poi la volontà espressa nel patto riguardo la promozione di <strong>&#8220;alleanze strutturali&#8221;</strong> tra le industrie della difesa di Francia e Italia. Le parti contraenti si legge nel testo dell&#8217;accordo, &#8220;facilitano l&#8217;attuazione di progetti comuni, bilaterali o plurilaterali, in connessione con la costituzione di partnership industriali in specifici settori militari, nonché dei progetti congiunti nell&#8217;ambito della cooperazione strutturata permanente (PESCO), con il sostegno del Fondo europeo per la difesa&#8221;. In questo senso, ambito particolarmente importante è lo <strong>spazio</strong>, citato espressamente nel trattato.</p>
<p>Infine, due elementi sono i paragrafi 6 e 7 del capitolo sulla difesa e sicurezza del Trattato del Quirinale. Mentre nel primo si parla di una condivisione di addestramenti e scambi tra personale delle rispettive forze armate, il secondo afferma un principio particolarmente interessante: &#8220;Le Parti &#8211; dice il testo &#8211; si impegnano a facilitare il transito e lo stazionamento delle forze armate dell&#8217;altra Parte sul proprio <strong>territorio</strong>&#8220;. Un tema su cui torneremo più avanti.</p>
<h2>Il programma di lavoro</h2>
<p><span style="font-size: 1rem;">Il programma di lavoro relativo al Trattato del Quirinale entra più nel dettaglio. In particolare, come si legge su <em>Agenzia Nova</em>, per ciò che riguarda le consultazioni sempre più costanti e regolari tra le Difese dei due Paesi, l&#8217;accordo conferma che questo tipo di consultazioni verteranno </span>prioritariamente<span style="font-size: 1rem;"> su terrorismo, <strong>sicurezza marittima</strong> (e precisamente &#8220;Mediterraneo, Golfo di Guinea, Indo-Pacifico&#8221;), controllo degli armamenti, sfide per l&#8217;energia e le minacce ibride. Le due nazioni contraenti, si legge ancora nel programma di lavoro, si impegnano poi a identificare le migliori azioni da mettere in atto per un coordinamento nei vari <strong>teatri operativi</strong> in cui sono impegnate le forze armate italiane e francesi, in particolare Mediterraneo, Medio Oriente, Sahel, Golfo di </span>Guinea<span style="font-size: 1rem;"> e Balcani e Oceano Indiano. Obiettivi cui si aggiunge quello di &#8220;sviluppare una cultura strategica comune: rinnovare e ampliare lo scambio di informazioni sugli obiettivi d&#8217;interesse comune e in caso di operazioni militari congiunte&#8221;.</span></p>
<h2>Un gioco complesso</h2>
<p>Le clausole del Trattato del Quirinale lasciano spazio a diverse interpretazioni. Sicuramente il linguaggio diplomatico non aiuta a risolvere dubbi mossi dagli osservatori più critici sull&#8217;accordo italo-francese. In un articolo a firma di Gianandrea Gaiani su <a href="https://www.analisidifesa.it/2021/11/il-trattato-italo-francese-opportunita-o-colpo-di-grazia-alla-sovranita-nazionale/"><em>Analisi Difesa</em></a>, ad esempio, viene scritto che &#8220;su tutti i temi oggetto dell’accordo Parigi può vantare una <strong>leadership</strong> <strong>indiscussa</strong> o in ogni caso un maggior peso politico, economico, finanziario, industriale e militare rispetto a Roma&#8221;. Una critica particolarmente tagliente cui si aggiungono <a href="https://formiche.net/2021/11/nones-quirinale-difesa/">quelle apparse su <em>Formiche</em></a> attraverso le parole di Michele Nones, vice presidente dello <em>Iai</em>, il quale ha voluto mettere l&#8217;accento sul fatto che &#8220;emergono disponibilità e volontà a cooperare più strettamente, ma non si traducono immediatamente in una <strong>previsione operativa</strong>&#8220;. L&#8217;idea quindi è che il confronto sia in realtà poco concreto, senza una vera prospettiva temporale e pratica. Con un punto interrogativo che riguarda la questione industriale.</p>
<p>I due Paesi sono apparsi spesso rivali nell&#8217;ambito navale e nelle scelte per l&#8217;aeronautica. Inoltre, come ricordato da tanti osservatori, c&#8217;è sempre il dubbio che Parigi sia in grado di esprimere un peso decisamente maggiore rispetto a quello di Roma per quanto riguarda i programmi comuni e le &#8220;alleanze strutturali&#8221;, soprattutto perché è molto più netta la <strong>presenza francese in Italia</strong> rispetto a quella italiana in Francia. E per quanto riguarda la prospettiva di un più marcato interesse francese rispetto a quello italiano nel Trattato, molti si interrogano sull&#8217;ultima clausola, quella della facilitazione del transito delle forze armate nell&#8217;uno o l&#8217;altro Paese. Risulta evidente che sia ben più facile che all&#8217;Eliseo interessi l&#8217;utilizzo del territorio italiano rispetto a quanto possa servire alla Difesa italiana entrare e stazionare in territorio transalpino.</p>
<p>Alle critiche si aggiungono però le opportunità che questo accordo può avere anche in ambito della Difesa. Coordinarsi tra paesi che spesso appaiono rivali significa anche ricomporre delle fratture che non hanno aiutato in alcun caso né la politica estera francese né quella italiana. La Libia, in questo senso, è un esempio calzante, visto che il duello tra Francia e Italia ha condotto esclusivamente a un maggiore coinvolgimento di attori esterni diventati assoluti protagonisti. La nascita del <strong>Consiglio di difesa e sicurezza italo-francese</strong>, l&#8217;obiettivo di un maggiore coordinamento anche in ambito Nato e Ue e il desiderio di entrambe le parti di giungere a partenariati più solidi in campo industriale e militare può essere letto anche come una prima pietra di un rinnovato rapporto tra due Paesi che negli ultimi anni hanno subito pesanti colpi alla fiducia reciproca. Mentre per quanto riguarda gli investimenti reciproci, l&#8217;impegno a un loro rafforzamento può servire anche all&#8217;Italia per migliorare la propria posizione all&#8217;interno del mercato transalpino, cercando di ridurre il divario rispetto alla partecipazione francese nel panorama industriale e imprenditoriale italiano.</p>
<p>Tutto dipende dunque dalla capacità di difendere l&#8217;interesse nazionale, pur nell&#8217;ottica europea menzionata più volte nel <strong>Trattato</strong>. Le opportunità di questo accordo, come già confermato da altri accordi tra privati esistenti tra Italia e Francia, sono evidenti. Ma è evidente anche il rischio di un clamoroso errore di calcolo in assenza di una conoscenza approfondita delle dinamiche che muovono la diplomazia francese. Macron non ha mai fatto mistero di considerare questa fase politica come un modo per assumere le redini dell&#8217;Unione europea e in particolare sulla difesa e gli affari esteri. L&#8217;Italia può sfruttare il Trattato del Quirinale per scalfire quell&#8217;alleanza franco-tedesca che ha isolato per molto tempo Roma. Ma soprattutto per quanto riguarda la difesa, ora l&#8217;attenzione è rivolta in particolare al piano industriale. Il banco di prova del Trattato sarà principalmente quello.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-difesa-trattato-quirinale-italia-francia.html">La Difesa dopo il Trattato del Quirinale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Rafforzare l&#8217;Ue ripartendo dagli Stati. Il &#8220;segreto&#8221; del Trattato del Quirinale</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/rafforzare-lue-ripartendo-dagli-stati-il-segreto-del-trattato-del-quirinale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2021 20:33:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato del Quirinale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Macron-e-Draghi-conferenza-Trattato-del-Quirinale-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trattato del Quirinale - Conferenza stampa di Mario Draghi ed Emmanuel Macron" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Macron-e-Draghi-conferenza-Trattato-del-Quirinale-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Macron-e-Draghi-conferenza-Trattato-del-Quirinale-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Macron-e-Draghi-conferenza-Trattato-del-Quirinale-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Macron-e-Draghi-conferenza-Trattato-del-Quirinale-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Rafforzare l&#8217;Europa ripartendo dai rapporti bilaterali tra Francia e Italia. Sembra essere questo il filo rosso che lega le clausole del Trattato del Quirinale. Un patto per blindare le relazioni italo-francesi ma anche per rilanciare il progetto europeo, ripetono le delegazioni dei due governi, i leader e gli osservatori. E in effetti anche le clausole &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/rafforzare-lue-ripartendo-dagli-stati-il-segreto-del-trattato-del-quirinale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="933" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Macron-e-Draghi-conferenza-Trattato-del-Quirinale-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trattato del Quirinale - Conferenza stampa di Mario Draghi ed Emmanuel Macron" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Macron-e-Draghi-conferenza-Trattato-del-Quirinale-La-Presse.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Macron-e-Draghi-conferenza-Trattato-del-Quirinale-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Macron-e-Draghi-conferenza-Trattato-del-Quirinale-La-Presse-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Macron-e-Draghi-conferenza-Trattato-del-Quirinale-La-Presse-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Rafforzare l&#8217;Europa ripartendo dai rapporti bilaterali tra <strong>Francia</strong> e <strong>Italia</strong>. Sembra essere questo il filo rosso che lega le clausole del <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-trattato-del-quirinale.html">Trattato del Quirinale</a>. Un patto per blindare le relazioni italo-francesi ma anche per rilanciare il progetto europeo, ripetono le delegazioni dei due governi, i leader e gli osservatori. E in effetti anche le clausole del Trattato rimandano a una rinnovata sinergia tra Francia e Italia che vuole avere come frutto una maggiore forze del progetto dell&#8217;Unione.</p>
<p>Quello che sembra risaltare nell&#8217;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mondo/c-laccordo-draghi-e-macron-firmano-trattato-quirinale-1991807.html">accordo siglato a Roma da Emmanuel Macron e Mario Draghi</a> è anche un nuovo metodo che da tempo caratterizza la diplomazia europea. Uno modus operandi che dimostra come l&#8217;<strong>Unione europea</strong> stia vivendo una nuova era, in cui alle (spesso fumose) intese su base continentale si predilige un percorso bilaterale. Un iter in cui fino a questo momento è la Francia a fare da regista, a conferma che Macron, dal suo arrivo all&#8217;Eliseo, ha saputo imporre una certa visione non solo della politica estera francese, ma anche dell&#8217;Europa. Ma è un iter che sembra essere stato intrapreso anche dall&#8217;Italia, desiderosa di costruire maggiori legami con i Paesi confinanti e non solo nell&#8217;ottica degli obiettivi posti dall&#8217;agenda europea.</p>
<p>Sono almeno tre gli accordi siglati dal presidente della Repubblica francese che lasciano intendere un percorso bilaterale che punta all&#8217;Europa guardando anche agli interessi nazionali. <a href="https://it.insideover.com/politica/trattato-francia-germania-aquisgrana.html">Il primo è stato quello di Aquisgrana</a>, in cui ricordiamo che Francia e Germania hanno manifestato la volontà di essere i veri &#8220;motori&#8221; del processo di unificazione europea condividendo non solo progetti industriali strategici, ma anche scelte politiche da sviluppare poi in ambito Ue. <strong>L&#8217;asse franco-tedesco</strong>, cristallizzato nell&#8217;accordo bilaterale benedetto a suo tempo anche da Jean Claude Juncker e Donald Tusk, diventava così il fulcro per una spinta europea che ripartiva però non su base continentale, ma a cavallo del Reno.</p>
<p>La diplomazia di Macron si è spinta però anche oltre la cornice franco-tedesca. Il presidente francese ha cavalcato l&#8217;onda lunga delle tensioni tra <strong>Grecia</strong> e <strong>Turchia</strong> per concludere con il premier ellenico, Kyriakos Mitsotakis, <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-patto-tra-francia-e-grecia-la-aukus-di-macron-nel-mediterraneo.html">un accordo di mutua difesa</a> che ha visto una chiara presa di posizione di Parigi a supporto di Atene. Il patto prevede soprattutto la vendita di navi e aerei alle forze armate greche, su cui abbiamo già ampiamente scritto. Ma quello che appare interessante, anche in questo caso, è che alla tenuità delle azioni dell&#8217;Unione europea si è sostituito un approccio bilaterale e nazionale del presidente francese. Un metodo diplomatico ben diverso dalle proiezioni quasi oniriche di un europeismo fumoso ma non pragmatico in cui è il singolo leader o il singolo Paese a fare da vero interlocutore di un altro Stato membro in crisi.</p>
<p>Veniamo ora al trattato del Quirinale tra Italia e Francia. Anche in questo caso Francia e Italia hanno preferito sviluppare una sinergia bilaterale per poi puntare al rafforzamento generale dell&#8217;Unione europea. L&#8217;accordo ha un&#8217;ispirazione europeista, confermata anche dalle parole di Draghi a Villa Madama, ma allo stesso tempo si può notare come il premier italiano e il presidente francese abbiano voluto sottolineato la forte importanza dei rapporti tra i due Paesi. Stati che in questo momento, in assenza di una forte<strong> leadership tedesca</strong>, possono essere considerati come riferimenti politici di un&#8217;integrazione europea. Un progetto che appare improntato sempre più su un maggiore pragmatismo e una rinascita dell&#8217;interesse concreto rispetto a logiche politiche comunitaria ambiziose ma di scarsa impronta pratica.</p>
<p><a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/roma-parigi-e-leuropa-che-verra-32450">Come spiegato anche da un articolo di <em>Ispi</em></a>, &#8220;non mancano le obiezioni di chi fa notare che con la sua entrata in vigore, il Trattato rafforzerà soprattutto la posizione della Francia in Europa, che diventerà l&#8217;unico paese europeo a poter beneficiare contemporaneamente di due patti di cooperazione rafforzata&#8221;. Chiaramente questo è uno scenario possibile, ma è interessante comprendere come proprio per questo motivo c&#8217;è chi inizia a parlare con insistenza, anche a Roma, di un accordo simile a quello tra Italia e Francia ma con lo sguardo rivolto alla <strong>Germania</strong>. Uno strumento per far sì che Parigi non sia l&#8217;unica capitale di questa nuova stagione di accordi bilaterali all&#8217;interno del quadro europeo, ma anche un modo per fare intendere a tutto il continente che siamo di fronte a un&#8217;azione europea del tutto diversa. La riscoperta del multilateralismo interno all&#8217;Ue come mezzo per blindare proprio quei settori e quei desideri fatti proprio dall&#8217;agenda di Bruxelles, e che essa stessa non riesce a consolidare. Forse per la difficoltà di raggiungere un accordo unanime sui vari punti, forse anche per una certa facilità di accordi tra potenze rivali in molti settori ma affini in altri. Di fatto quello che però risulta sempre più chiaro è che l&#8217;Unione europea oggi è tutelata dagli Stati membri, che si uniscono in forme di cooperazione rafforzata per garantire i propri interessi ma con la prospettiva di fare anche (in futuro) un favore all&#8217;Ue. Italia e Francia insegnano. E forse indicano una nuova rotta europea: quella delle<strong> &#8220;più velocità&#8221;</strong> appare già nei fatti la via predominante.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/rafforzare-lue-ripartendo-dagli-stati-il-segreto-del-trattato-del-quirinale.html">Rafforzare l&#8217;Ue ripartendo dagli Stati. Il &#8220;segreto&#8221; del Trattato del Quirinale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;occhio internazionale su &#8220;Dracron&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/locchio-internazionale-su-dracron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2021 07:59:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato del Quirinale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1193" height="769" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Marsiglia-Emmanuel-Macron-riceve-Mario-Draghi-La-Presse-e1637866299677.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marsiglia, Emmanuel Macron riceve Mario Draghi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Marsiglia-Emmanuel-Macron-riceve-Mario-Draghi-La-Presse-e1637866299677.jpg 1193w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Marsiglia-Emmanuel-Macron-riceve-Mario-Draghi-La-Presse-e1637866299677-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Marsiglia-Emmanuel-Macron-riceve-Mario-Draghi-La-Presse-e1637866299677-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Marsiglia-Emmanuel-Macron-riceve-Mario-Draghi-La-Presse-e1637866299677-768x495.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1193px) 100vw, 1193px" /></p>
<p>La stampa internazionale guarda al Trattato di Quirinale con molto interesse. Mario Draghi ed Emmanuel Macron sono considerati ormai i leader in pectore di questa Unione europea orfana di Angela Merkel. E mentre i vertici di Bruxelles arrancano, specialmente dopo la fine dell&#8217;era merkeliana, ora sono l&#8217;italiano e il francese a essere considerati come figure &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/locchio-internazionale-su-dracron.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1193" height="769" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Marsiglia-Emmanuel-Macron-riceve-Mario-Draghi-La-Presse-e1637866299677.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Marsiglia, Emmanuel Macron riceve Mario Draghi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Marsiglia-Emmanuel-Macron-riceve-Mario-Draghi-La-Presse-e1637866299677.jpg 1193w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Marsiglia-Emmanuel-Macron-riceve-Mario-Draghi-La-Presse-e1637866299677-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Marsiglia-Emmanuel-Macron-riceve-Mario-Draghi-La-Presse-e1637866299677-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Marsiglia-Emmanuel-Macron-riceve-Mario-Draghi-La-Presse-e1637866299677-768x495.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1193px) 100vw, 1193px" /></p><p>La stampa internazionale guarda al <strong>Trattato di Quirinale</strong> con molto interesse. <strong>Mario Draghi</strong> ed Emmanuel Macron sono considerati ormai i leader in pectore di questa Unione europea orfana di Angela Merkel. E mentre i vertici di Bruxelles arrancano, specialmente dopo la fine dell&#8217;era merkeliana, ora sono l&#8217;italiano e il francese a essere considerati come figure di spicco di questa rinnovata Unione. E questa percezione pone una serie di interrogativi da Berlino a Londra fino alla capitale belga.</p>
<p>Il primo autorevole quotidiano estero a puntare tutto sull&#8217;accordo italo-francese è stato il <em>Financial Times</em>. Il giornale economico-finanziario, termometro della finanza internazionale e dei suoi umori, ha posto l&#8217;accento sulla possibilità che Draghi e Macron vogliano rafforzare la loro influenza sull&#8217;Unione europea. Come riportato da <em>Nova</em>, la testata britannica si è soffermata sulle motivazioni del presidente del Consiglio italiano, che &#8220;utilizzerebbe questa opportunità per rafforzare la sua posizione in Europa, in un periodo in cui la Germania si focalizzerà probabilmente sulla sua politica interna dopo l&#8217;uscita di scena della ex cancelliera <strong>Angela Merkel</strong>&#8220;. Un&#8217;analisi che guarda con interesse alle ambizioni italiane, ma che non dimentica certo le aspirazioni del capo dell&#8217;Eliseo. <a href="https://www.ft.com/content/2fceef2a-c5d6-4f8b-a109-f35dbf4799b8">Per il <em>Ft</em></a>, Macron può dare l&#8217;input a questo accordo anche per blindare il consenso moderato e conservatore, che magari guarda con interessa a un&#8217;agenda estera europea e puntata sulla prospettiva di legami con l&#8217;Italia anche in campo industriale ed economico. Un&#8217;ipotesi su cui perà la testata britannica lancia un&#8217;allarme: nei rapporti tra Italia e Francia rielaborati dal Trattato del Quirinale &#8220;potrebbero esserci frizioni sul fronte degli investimenti, da sempre materia di contrasto tra i due Paesi&#8221;. E gli occhi non possono che essere puntati sull&#8217;industria della difesa, in particolare sul tema caldissimo di Oto Melara e Wass.</p>
<p>Se da Londra segnalano opportunità e rischi sul tema della nuova partnership italo-francese che viene definita a Roma, l&#8217;attenzione è alta soprattutto in <strong>Germania</strong>. Berlino si considera il convitato di pietra del Trattato, non solo perché centrale economica dell&#8217;Unione europea, ma anche perché altro vertice dell&#8217;asse franco-tedesco e partner fondamentale dell&#8217;Italia. Come scrive <em>Agenzia Nova</em>, <a href="https://www.handelsblatt.com/politik/international/euro-zone-das-neue-buendnis-emmanuel-macron-und-mario-draghi-vereinbaren-ein-historisches-abkommen/27829222.html">il quotidiano <em>Handelsblatt</em></a> mette in guardia sul fatto che Macron e Draghi vogliano &#8220;porre il loro marchio sull&#8217;Ue nell&#8217;era post-Merkel&#8221;, dal momento che sono &#8220;due capi di governo forti nell&#8217;Europa del sud, con grandi ambizioni anche oltre il confine&#8221;. Per la Germania, dunque, scatta l&#8217;allarme &#8220;Dracron&#8221;, che rischia di essere la prima &#8220;sfida&#8221; sul piano internazionale per il nuovo esecutivo a guida socialista. Preoccupa, soprattutto sul fronte dei liberali e conservatori tedeschi, l&#8217;unità di intenti italo-francese per quanto riguarda il debito e le regole di controllo imposte dall&#8217;Unione europea. Il presidente del Partito liberaldemocratico (Fdp), <strong>Christian Lindner</strong>, ha più volte ribadito che per lui l&#8217;Ue &#8220;non dovrebbe diventare un&#8217;Unione del debito&#8221;. Una lettura che però alcuni analisti frenano, soprattutto perché nessuno mette in dubbio la solidità dell&#8217;asse franco-tedesco e gli accordi precedenti a quello del Quirinale (da quello dell&#8217;Eliseo ad Aquisgrana) che hanno costruito l&#8217;immagine di Parigi e Berlino come vere centrali dell&#8217;Unione europea. L&#8217;intesa franco-italiana è un modo per accelerare sulla partnership bilaterale, ma tutti negano una ridefinizione degli accordi con la Germania, che anzi sia osservatori che politici ed accademici tendono a ribadire fondamentale sia per Parigi che per Roma.</p>
<p><a href="https://www.politico.eu/article/italy-france-draghi-macron-treaty-rome-paris/"><em>Politico</em></a>, invece, voce dei corridoi di Bruxelles pone l&#8217;accento anche sui <a href="https://it.insideover.com/politica/le-aree-di-scontro-tra-francia-e-italia-cosa-le-ha-divise-in-questi-anni.html">problemi che in questi anni sono affiorati nei rapporti tra i due Paesi</a>. Nonostante il riavvicinamento segnato con questo arrivo di Macron a Roma, l&#8217;edizione europea del quotidiano americano punta anche sui profili che hanno diviso i due Stati, a cominciare dal nodo industriale e quello strategico. <em>Politico</em> fa comprendere come sia cambiato in questi ultimi tempi il modo di percepire i rapporti tra Francia e Italia anche nella destra più critica a riguardo. Tuttavia non dimentica problemi di natura strategica come la questione libica e la penetrazione francese nell&#8217;industria italiana. Un rapporto che il quotidiano fa capire che può essere impari e che per questo il Trattato del Quirinale deve essere importante anche per scongiurare quella paura di &#8220;atti predatori&#8221; che l&#8217;Eliseo ha smentito ma su cui è riposta molta attenzione da diversi segmenti della politica e dell&#8217;intelligence.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/locchio-internazionale-su-dracron.html">L&#8217;occhio internazionale su &#8220;Dracron&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Un patto per arginare il rigore tedesco: l&#8217;altro obiettivo del trattato del Quirinale</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/un-patto-per-arginare-il-rigore-tedesco-laltro-obiettivo-del-trattato-del-quirinale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Benignetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2021 07:53:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato del Quirinale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13861654_large.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13861654_large.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13861654_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13861654_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13861654_large-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13861654_large-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13861654_large-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Sono passati appena due anni dal discusso incontro tra l’allora vicepremier italiano Luigi Di Maio e il leader dei gilet gialli Cristophe Chalençon. L’endorsement grillino al movimento che da mesi metteva a ferro e fuoco le città francesi per protestare contro il presidente Emmanuel Macron fece calare il gelo nelle relazioni tra Roma e Parigi. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/un-patto-per-arginare-il-rigore-tedesco-laltro-obiettivo-del-trattato-del-quirinale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13861654_large.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13861654_large.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13861654_large-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13861654_large-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13861654_large-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13861654_large-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13861654_large-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Sono passati appena due anni dal discusso incontro tra l’allora vicepremier italiano <strong>Luigi Di Maio</strong> e il leader dei gilet gialli <strong>Cristophe Chalençon</strong>. L’endorsement grillino al movimento che da mesi metteva a ferro e fuoco le città francesi per protestare contro il presidente <strong>Emmanuel Macron</strong> fece calare il gelo nelle relazioni tra Roma e Parigi. Oggi, però, le acredini del passato sembrano essere soltanto un lontano ricordo. Di Maio, nel frattempo, dopo essere passato indenne attraverso tre esecutivi, è diventato ministro degli Esteri, e da quando <strong>Mario Draghi</strong> è arrivato a Palazzo Chigi le relazioni con la Francia hanno preso una piega diversa. Tanto da giungere alla firma, nel palazzo del <strong>Quirinale</strong>, del patto che suggella la ritrovata amicizia tra i due Paesi.</p>
<p>La firma del <strong>trattato</strong> è arrivata alle 9:30 del 26 novembre, prima dell’incontro di Macron con Papa Francesco. Le basi del documento che, come trapelava nei giorni scorsi da fonti francesi, &#8220;favorirà la convergenza delle posizioni e il coordinamento&#8221; in diversi ambiti, dalla politica estera, alla difesa, passando per l’economia e le politiche migratorie, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-trattato-del-quirinale.html">sono state gettate nel vertice di Lione del 2017</a> dall’allora premier Paolo Gentiloni.</p>
<p>Le trattative si sono arenate durante il primo governo Conte, tra tensioni crescenti e incidenti diplomatici, ma hanno subito una vera e propria accelerazione con l’attuale esecutivo. Dall’Eliseo spiegano che Francia e Italia hanno &#8220;ritrovato una relazione di qualità eccezionale che si traduce in una grande vicinanza fra Macron e Draghi&#8221;. L’ex presidente della Bce e il presidente francese si conoscono da tempo e si stimano reciprocamente. Finora, <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-11-16/italy-france-to-sign-bilateral-quirinale-treaty-next-week">come ricorda <em>Bloomberg</em></a>, hanno totalizzato quasi 10 ore di colloqui durante gli <strong>incontri</strong> bilaterali ufficiali, senza contare i confronti informali, come la cena dello scorso settembre al ristorante stellato Le Petit Nice di Marsiglia.</p>
<p>A favorire &#8220;l’allineamento di pianeti&#8221; nelle relazioni italo-francesi, però, è soprattutto l’attuale scenario geopolitico. La pandemia ha cambiato gli equilibri economici nel Vecchio Continente e sia l’Italia che la Francia, che dal primo gennaio assumerà la presidenza di turno dell’Ue, hanno bisogno che la politica monetaria europea resti espansiva per sostenere la <strong>ripresa</strong>. Come ricorda <a href="https://www.lastampa.it/editoriali/lettere-e-idee/2021/11/20/news/perche_ci_serve_il_trattato_del_quirinale-475412/">su La Stampa</a> l’analista Dario Fabbri, l’idea fin dall’inizio era quella di &#8220;bilanciare la superiorità economica tedesca&#8221; con un patto franco-italiano. Ora che l’uscita di scena di <strong>Angela Merkel</strong> rischia di aprire le porte ad un ritorno all’<strong>austerity</strong>, unire le forze per costringere la <strong>Germania</strong> &#8220;a conservare una politica di stampo espansivo&#8221; è diventata una questione di sopravvivenza. Ma non ci sono solo le questioni economiche dietro al riavvicinamento tra Roma e Parigi.</p>
<p>L’obiettivo è anche quello di rafforzare il ruolo dell’Unione europea nel <strong>Mediterraneo</strong>, sia sul fronte dell’immigrazione, sia con riferimento all’avanzata turca in Libia e nei Balcani, tollerata dagli Stati Uniti nell’ottica di contenimento della Russia, mette in difficoltà sia la Francia che l’Italia. Per <strong>Daniele Ruvinetti</strong>, Senior Advisor della fondazione Med Or di Leonardo, &#8220;l&#8217;inizio di una nuova stagione di allineamento e cooperazione comporterà risultati positivi su dossier sensibili e strategici come la Libia – dove i due Paesi in passato hanno tenuto posizioni differenti&#8221;.</p>
<p>“La forza del coordinamento franco-italiano – spiega ad <em>InsideOver</em> &#8211; permette all&#8217;Ue di muoversi in modo più compatto e recuperare terreno all&#8217;interno delle dinamiche del Mediterraneo allargato, dal Sahel al Medio Oriente, dove rivali strategici come <strong>Turchia</strong> e Russia si muovono per portarsi in vantaggio&#8221;. Un altro dei risvolti positivi dell’alleanza italo-francese, che ricalca quella ratificata dal generale Charles De Gaulle e dal cancelliere tedesco Konrad Adenauer nel 1963, sarà quella di far sentire di più in <strong>Europa</strong> il peso dei Paesi del sud rispetto al blocco dei &#8220;frugali&#8221;.</p>
<p>Il destino dell’intesa, però, dipenderà anche dall’esito delle elezioni dai due lati delle Alpi. In Francia si voterà per scegliere il nuovo presidente della Repubblica tra meno di sei mesi, mentre in Italia il ritorno alle urne è previsto nel 2023. Il rischio, nel frattempo, secondo gli analisti, è che Roma possa finire per assumere una posizione subalterna ed essere assorbita nella sfera di influenza francese. Anche se Oltralpe assicurano: non esiste alcuna &#8220;attitudine predatoria&#8221; da parte di Parigi.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è il Trattato del Quirinale</title>
		<link>https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-trattato-del-quirinale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2021 06:54:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato del Quirinale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1YhO35Ih_V5qKLdVr__LAPRESSE-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1YhO35Ih_V5qKLdVr__LAPRESSE-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1YhO35Ih_V5qKLdVr__LAPRESSE-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1YhO35Ih_V5qKLdVr__LAPRESSE-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1YhO35Ih_V5qKLdVr__LAPRESSE-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1YhO35Ih_V5qKLdVr__LAPRESSE-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1YhO35Ih_V5qKLdVr__LAPRESSE-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 26 novembre, a Roma, è arrivata la firma del Trattato del Quirinale che sancisce il rafforzamento della cooperazione a tutto campo tra l&#8217;Italia e la Francia. Dopo anni di discussioni, la partnership fortemente voluta da  Sergio Mattarella e Emmanuel Macron ha visto la luce. Ma cos&#8217;è e cosa prevede il più discusso e potenzialmente strategico &#8230; <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-il-trattato-del-quirinale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1YhO35Ih_V5qKLdVr__LAPRESSE-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1YhO35Ih_V5qKLdVr__LAPRESSE-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1YhO35Ih_V5qKLdVr__LAPRESSE-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1YhO35Ih_V5qKLdVr__LAPRESSE-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1YhO35Ih_V5qKLdVr__LAPRESSE-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1YhO35Ih_V5qKLdVr__LAPRESSE-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/AX1YhO35Ih_V5qKLdVr__LAPRESSE-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 26 novembre, a Roma, è arrivata la firma del <strong>Trattato del Quirinale </strong>che sancisce il rafforzamento della cooperazione a tutto campo tra l&#8217;Italia e la Francia. Dopo anni di discussioni, la partnership fortemente voluta da  Sergio Mattarella e Emmanuel Macron ha visto la luce. Ma cos&#8217;è e cosa prevede il più discusso e potenzialmente strategico tra i trattati che l&#8217;Italia sottoscriverà nei prossimi anni? La partnership va analizzata nei dettagli.</p>
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		<title>Le aree di scontro tra Francia e Italia. Cosa le ha divise in questi anni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/le-aree-di-scontro-tra-francia-e-italia-cosa-le-ha-divise-in-questi-anni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2021 06:38:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato del Quirinale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="773" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Parigi-conferenza-Internazionale-sulla-Libia-La-Presse-e1637843834375.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Parigi, conferenza Internazionale sulla Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Parigi-conferenza-Internazionale-sulla-Libia-La-Presse-e1637843834375.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Parigi-conferenza-Internazionale-sulla-Libia-La-Presse-e1637843834375-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Parigi-conferenza-Internazionale-sulla-Libia-La-Presse-e1637843834375-1024x565.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Parigi-conferenza-Internazionale-sulla-Libia-La-Presse-e1637843834375-768x424.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Francia e Italia arrivano a questo Trattato del Quirinale dopo anni in cui i rapporti sono apparsi tesi. Non è stato solo un problema di ordine politico. Molti lettori ricorderanno gli scontri soprattutto all&#8217;epoca del primo governo Conte, quando pentastellati amici dei gilet gialli e diverbi tra Parigi e Lega sui respingimenti dei migranti avevano &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/le-aree-di-scontro-tra-francia-e-italia-cosa-le-ha-divise-in-questi-anni.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="773" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Parigi-conferenza-Internazionale-sulla-Libia-La-Presse-e1637843834375.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Parigi, conferenza Internazionale sulla Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Parigi-conferenza-Internazionale-sulla-Libia-La-Presse-e1637843834375.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Parigi-conferenza-Internazionale-sulla-Libia-La-Presse-e1637843834375-300x166.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Parigi-conferenza-Internazionale-sulla-Libia-La-Presse-e1637843834375-1024x565.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Parigi-conferenza-Internazionale-sulla-Libia-La-Presse-e1637843834375-768x424.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Francia e Italia arrivano a questo <strong>Trattato del Quirinale</strong> dopo anni in cui i rapporti sono apparsi tesi. Non è stato solo un problema di ordine politico. Molti lettori ricorderanno gli scontri soprattutto all&#8217;epoca del primo governo Conte, quando pentastellati amici dei gilet gialli e diverbi tra Parigi e Lega sui respingimenti dei migranti avevano portato i due Paesi sull&#8217;orlo di una crisi di nervi diplomatica. &#8220;Scaramucce&#8221; politiche che sono state solo di contorno rispetto a problemi molto più gravi e sistemici che hanno diviso le agende dei due governi. Questioni che a livello strategico sono da sempre cruciali per i due Stati e che il Trattato del Quirinale non può certo cancellare, ma che può rimodulare alla luce di una rinnovata convergenza di interessi.</p>
<p>Tanti i terreni di scontro di questi anni in politica estera. Innanzitutto l&#8217;asse franco-tedesco, che ha sempre rappresentato &#8211; e lo ha confermato il <a href="https://it.insideover.com/politica/trattato-francia-germania-aquisgrana.html">trattato di Aquisgrana</a> &#8211; il vero motore dell&#8217;Unione europea. Francia e Germania, con <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html">Emmanuel Macron</a> e <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/angela-merkel-la-cancelliera-della-germania.html">Angela Merkel</a>, hanno operato come fossero i due decisori delle sorti dell&#8217;Europa, agendo con uno spirito di condivisione che non ha coinvolto altre forze europee, a partire dall&#8217;Italia. Un problema particolarmente importante visti i rapporti economici e politici che la legano Roma con l&#8217;una e l&#8217;altra potenza europea. Eppure questi legami non hanno mai avuto un peso tale da controbilanciare il matrimonio franco-tedesco, lasciando spesso Roma isolata o coinvolta solo in un secondo momento. Situazione che sembra essere cambiata dopo l&#8217;avvento di <strong>Mario Draghi</strong> a Palazzo Chigi e la contemporanea fine del mandato di Merkel a Berlino, ma che comunque non è stata rimossa con l&#8217;avvio delle trattative per il &#8220;patto del Quirinale&#8221;.</p>
<p>Altro tema bollente che da anni caratterizza i rapporti italo-francesi è la <strong>Libia</strong>. Nessuno può negare l&#8217;importanza che ebbe il sentimento anti-Gheddafi di Parigi nello scoppio della <strong>guerra di Libia</strong>. Un conflitto che l&#8217;Italia ha pagato non solo con la perdita di un partner fondamentale in Nord Africa sul fronte del gas e nell&#8217;influenza regionale, ma anche con l&#8217;esplosione del fenomeno migratorio e con una crisi militare e umanitari a poche miglia dalle sue prime isole. La guerra ha poi manifestato in modo ancora più netto le divergenze tra Roma e Parigi, con la prima a sostenere il governo riconosciuto di Tripoli e la seconda che ha ammiccato più volte ad altre fazioni, in particolare a quella di Khalifa Haftar. Divergenza che si è sopita in parte per la presenza di nuovi <strong>attori extra-europei</strong> più incisivi (Russia e Turchia in primis) ma in parte anche per la scelta francese di puntare su una politica più in linea col mandato Onu e Usa.</p>
<p>La sfida libica si è poi manifestata in tutto il <strong>Sahel</strong> e il <strong>Mediterraneo Orientale</strong>. Nella regione africana, per molti anni la Francia ha evitato che l&#8217;Italia penetrasse troppo in un settore-chiave per la strategia dell&#8217;Eliseo. Una linea di condotta cambiata solo recentemente grazie alla nascita di <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-francia-task-force-takuba-sahel.html">Task Force Takuba</a>, contingente europeo che sostituisce, in parte, gli uomini delle forze armate francesi nell&#8217;area saheliana. Mentre per quanto riguarda il Mediterraneo orientale, è chiaro che la partita del gas unita ai rapporti con Grecia, Egitto e Turchia sono tutti palcoscenici dove si sono instaurati duelli più o meno occulti che hanno coinvolto anche le diplomazie di Francia e Italia.</p>
<p>Interessi strategici che passano anche per una delle principali leve industriali della politica estera di un Paese: l&#8217;industria militare. Italia e Francia hanno vissuto anni di progetti comuni e di contemporanea accesa rivalità. <a href="https://www.ilfoglio.it/esteri/2020/12/29/news/ai-cantieri-di-saint-nazaire-non-vogliono-piu-gli-italiani-1608837/">La questione dei cantieri di Saint-Nazaire</a> fu, a suo tempo, un campanello d&#8217;allarme molto importante. Un doppio binario che ha contraddistinto soprattutto il mercato navale, con Fincantieri e Naval Group ad aver cooperato e allo stesso tempo <a href="https://it.insideover.com/difesa/allarme-francese-sulle-mosse-italiane-parigi-navi-fincantieri.html">rivaleggiato in diversi angoli del mondo</a>. Il progetto <strong>Fremm</strong> è in questo senso esemplare: un programmo italo-francese con due versioni però diverse che si giocano la supremazia nel mercato delle fregate. La questione non è solo di prestigio: in gioco ci sono miliardi di commesse e la capacità di costruire una diplomazia navale e industriale che si trasforma anche in rapporti politici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/le-aree-di-scontro-tra-francia-e-italia-cosa-le-ha-divise-in-questi-anni.html">Le aree di scontro tra Francia e Italia. Cosa le ha divise in questi anni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Macron a Roma per puntare all&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/macron-a-roma-per-puntare-alleuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2021 06:34:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato del Quirinale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=336933</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1225" height="863" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Il-presidente-Emmanuel-Macron-al-congresso-a-Parigi-La-Presse-e1637843707359.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente Emmanuel Macron al congresso dell&#039;AMF a Parigi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Il-presidente-Emmanuel-Macron-al-congresso-a-Parigi-La-Presse-e1637843707359.jpg 1225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Il-presidente-Emmanuel-Macron-al-congresso-a-Parigi-La-Presse-e1637843707359-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Il-presidente-Emmanuel-Macron-al-congresso-a-Parigi-La-Presse-e1637843707359-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Il-presidente-Emmanuel-Macron-al-congresso-a-Parigi-La-Presse-e1637843707359-768x541.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1225px) 100vw, 1225px" /></p>
<p>Se è vero che tutte le strade portano a Roma, anche quella della leadership dell&#8217;Unione europea sembra passare per le vie della capitale italiana. Perché in una perfetta (e possiamo dire non causale) coincidenza temporale, il presidente francese Emmanuel Macron sbarca a Roma non solo per firmare il Trattato del Quirinale, ma proprio quando la &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/macron-a-roma-per-puntare-alleuropa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1225" height="863" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Il-presidente-Emmanuel-Macron-al-congresso-a-Parigi-La-Presse-e1637843707359.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Il presidente Emmanuel Macron al congresso dell&#039;AMF a Parigi" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Il-presidente-Emmanuel-Macron-al-congresso-a-Parigi-La-Presse-e1637843707359.jpg 1225w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Il-presidente-Emmanuel-Macron-al-congresso-a-Parigi-La-Presse-e1637843707359-300x211.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Il-presidente-Emmanuel-Macron-al-congresso-a-Parigi-La-Presse-e1637843707359-1024x721.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/Il-presidente-Emmanuel-Macron-al-congresso-a-Parigi-La-Presse-e1637843707359-768x541.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1225px) 100vw, 1225px" /></p><p>Se è vero che tutte le strade portano a <strong>Roma</strong>, anche quella della leadership dell&#8217;Unione europea sembra passare per le vie della capitale italiana. Perché in una perfetta (e possiamo dire non causale) coincidenza temporale, il presidente francese <a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-emmanuel-macron.html">Emmanuel Macron</a> sbarca a Roma non solo per firmare il Trattato del Quirinale, ma proprio quando la Germania forma un nuovo governo, la presidenza di turno francese dell&#8217;Ue è alle porte e in Italia si predispone il cambio della guardia al Quirinale. Un allineamento astrale su cui aleggiano le elezioni presidenziali del 2022, il momento in cui Macron si gioca non soltanto la sua carica di presidente, ma quella di guida politica dell&#8217;Unione europea mentre andrà sciolto il dubbio sul futuro del presidente del Consiglio Mario Draghi.</p>
<p>Le suggestioni non mancano di certo in questo viaggio romano di Macron, che rispetto al momento scenografico del G20 capitolino, ha deciso di giocarsi qui le carte che contano per la leadership dell&#8217;Ue. Il <strong>Trattato del Quirinale</strong> è un passaggio centrale nella logica europea del capo dell&#8217;Eliseo, che vede nella ricomposizione della frattura con l&#8217;Italia una mossa fondamentale per la propria leadership dopo aver concluso due anni prima il <strong>trattato di Aquisgrana</strong> con Angela Merkel. La Germania non ha più la cancelliera, ma il patto resta. In Italia ora c&#8217;è Draghi, che con Macron ha dimostrato sintonia su diversi dossier, e il presidente vuole blindare le relazioni della Francia con Germania e Italia in modo da assicurarle anche di fronte a scossoni politici inevitabili in un periodo di forti transizioni strategiche e anche più semplicemente elettorali.</p>
<p>Assicurato il <strong>fronte italiano</strong>, con una partnership che metterebbe al sicuro gli investimenti francesi e ricomporrebbe antiche e mai sopite rivalità con Roma, Macron si può così concentrare su un semestre europeo che per lui significa molto. Al presidente francese serve Draghi, tanto quanto alla Francia serve l&#8217;Italia. C&#8217;è quindi un doppio binario, personale e nazionale, che rende inevitabile a Macron l&#8217;avvicinamento i &#8220;cugini&#8221; al di là delle Alpi. Il presidente del Consiglio italiano è troppo importante nei palazzi Ue (e non solo) per non essere coinvolto nella preparazione del <strong>semestre a guida francese</strong>. E senza Merkel a guidare la Germania, mentre i vertici di Bruxelles arrancano quanto a carisma e leadership, appare chiaro come il capo dell&#8217;Eliseo possa contare solo su Draghi come altra figura di spicco riconosciuta nell&#8217;Unione europea. Specialmente in un periodo in cui ne avrà la guida per sei mesi e proprio in vista delle elezioni.</p>
<p>Una necessità personale che corre in parallelo, come detto, a una necessità strategica: Parigi non può perdere Roma. Troppi gli interessi in gioco, dall&#8217;industria all&#8217;energia, dal controllo dell&#8217;immigrazione alla difesa europea fino al Sahel e al Nord Africa. L&#8217;Italia rappresenta un elemento imprescindibile per qualsiasi strategia francese: senza di essa cambia radicalmente non solo la politica dell&#8217;Eliseo in Europa, ma anche nel <strong>Mediterraneo</strong>. Ed è chiaro che Macron non possa fare a meno di guardare a quella penisola che si incunea nel Mediterraneo centrale come vero ponte tra la sua proiezione imperiale e la sua immagine europea.</p>
<p>A conferma di questa necessità della tappa italiana per rafforzare la propria figura in Europa, l&#8217;incontro tra il presidente francese e <a href="https://www.ilgiornale.it/news/papa-francesco-primo-pontefice-sudamericano-storia-1783409.html">Papa Francesco</a>. Un&#8217;udienza privata che il pontefice ha accordato nonostante l&#8217;avvicinamento delle elezioni, ma che serve a Macron per tre motivi: rinnovare l&#8217;invito al pontefice di recarsi in Francia, riaffermare il canale di dialogo con la Santa Sede per l&#8217;Africa, ma anche per parlare dello scandalo del <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/i-preti-pedofili-francesi-fanno-pezzi-chiesa-70-anni-330mila-1980065.html">&#8220;rapporto Sauvé&#8221;</a>, che ha scoperto un numero impressionante di abusi sessuali perpetrati all&#8217;interno della Chiesa francese. Questioni che avranno un peso molto rilevante anche in vista delle elezioni: avere un alleato in Vaticano può essere molto utile per assicurarsi una parte di elettorato cattolico, ma parlare degli abusi può anche essere un segnale di laicismo apprezzato dalla sinistra.</p>
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		<title>Francia-Usa, duello per l&#8217;Italia: le sfide incrociate nella Penisola</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/francia-usa-duello-per-litalia-le-sfide-incrociate-nella-penisola.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Nov 2021 06:24:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
		<category><![CDATA[Tim]]></category>
		<category><![CDATA[Trattato del Quirinale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1289" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13856040_large-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13856040_large-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13856040_large-300x201.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13856040_large-1024x687.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13856040_large-768x515.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13856040_large-1536x1031.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/13856040_large-2048x1375.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La settimana in cui si discute apertamente dell&#8217;offerta del fondo americano Kkr per il 100% di Tim, società controllata da un&#8217;ampia coalizione di azionisti avente come partecipante di maggioranza relativa la francese Vivendi, è anche quella in cui a Roma è attesa la firma del Trattato del Quirinale, che darà un&#8217;accelerazione al confronto italo-francese sui temi di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-usa-duello-per-litalia-le-sfide-incrociate-nella-penisola.html">[...]</a></p>
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<p>Queste partite incrociate segnalano la complessità del confronto tra <strong>Francia e Stati Uniti </strong>per presentarsi come partner di riferimento dell&#8217;Italia. Entrambe le nazioni sono punti di riferimento indispensabili per il nostro Paese che, inserito nella sfera d&#8217;influenza di Washington al centro del suo &#8220;impero&#8221; europeo, è al contempo costantemente chiamato a <a href="https://it.insideover.com/politica/il-trattato-del-quirinale-e-il-futuro-della-sfida-francese.html" target="_blank" rel="noopener">gestire la <strong>sfida francese, </strong></a>ovvero la contemporanea presenza di elementi che suggeriscono di incentivare la cooperazione con Parigi e di minacce che segnalano potenziali problematicità per i legami con una nazione di taglia politica superiore.</p>
<p>Dopo il contenzioso nell&#8217;Indo-Pacifico seguito alla conclusione dell&#8217;accordo <strong>Aukus </strong>l&#8217;Italia si trova al crocevia tra le strategie, spesso tutt&#8217;altro che complementari, di due nazioni tanto sentimentalmente legate da una storia comune e da una lunga alleanza quanto orgogliosamente desiderose <a href="https://it.insideover.com/difesa/sempre-piu-importante-per-gli-usa-perche-oltreoceano-incoronano-litalia.html" target="_blank" rel="noopener">di consolidare la propria sfera d&#8217;influenza (Washington)</a> e di giocare da potenza di rango globale (Parigi). E nel quadro di un contesto euromediterraneo sempre più teso dopo la pandemia di Covid-19, sono diversi gli scenari su cui Parigi e Roma puntano, in maniera divergente, sull&#8217;Italia.</p>
<p>Nei mesi scorsi, poco dopo l&#8217;entrata in scena del <strong>governo Draghi, </strong>sottolineavamo come su diversi temi, a paritre dalla diplomazia vaccinale e dalla lotta alla prospettva di un ritorno del rigore dopo la pandemia,<a href="https://it.insideover.com/politica/tra-usa-e-francia-cosi-draghi-si-muove-dopo-il-flop-ue-sui-vaccini.html" target="_blank" rel="noopener"> l&#8217;esecutivo di unità nazionale avesse indicato proprio in Francia e Usa le due</a> principali Stelle Polari della sua politica estera con cui cercare una convergenza. Per una complessa eterogenesi dei fini, sono Parigi e Washington oggi a contendersi apertamente il ruolo di potenza di riferimento in Italia. Trovandosi su parti opposte della barricata in diversi scenari.</p>
<h2>Tecnologia: non solo Tim</h2>
<p><a href="https://www.true-news.it/economy/kkr-allassalto-di-tim-ecco-perche-draghi-sceglie-la-linea-della-neutralita" target="_blank" rel="noopener">L&#8217;affare Tim-Kkr lo testimonia. L&#8217;entrata in campo del fondo Usa per Telecom Italia</a> segnala un crescente attivismo del sistema finanziario e dunque degli apparati di potere Usa nei confronti della tecnologia del nostro Paese e della valorizzazione del suo ruolo strategico per il campo occidentale.</p>
<p>Al tempo stesso, l&#8217;entrata in campo per la telco nazionale promuove l&#8217;idea che l&#8217;integrazione delle filiere euro-atlantiche in campo di innovazione digitale e sviluppo delle tecnologie di frontiera (dal 5G all&#8217;intelligenza artificiale) debba essere saldamente guidata dagli Usa. Prospettiva non condivisa dalla <strong>Francia, </strong>che con Vivendi aveva presidiato con un attore chiave del suo capitalismo politico &#8220;napoleonico&#8221; la nostra azienda di telefonia mobile. E dato che Tim è un partner chiave dell&#8217;alleanza O-Ran con cui i Paesi europei e gli Usa mirano a costruire la risposta occidentale al 5G a trazione completa cinese, il posizionamento del gruppo guidato da Luigi Gubitosi sarà cruciale per capire quale parte dello schieramento avrà maggior voce in capitolo.</p>
<p>Ma non è solo la Tim a agitare i rapporti franco-americani. Negli ultimi mesi, infatti, per interposta persona del Commissario europeo<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-dottrina-breton-sulla-sovranita-digitale-europea-prende-forma.html" target="_blank" rel="noopener"> all&#8217;Industria <strong>Thierry Breton </strong>il</a> presidente Emmanuel Macron sta portando a livello europeo l&#8217;attenzione sul tema della <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/il-nodo-della-sovranita-sui-dati-nei-piani-tecnologici-italiani.html">sovranità tecnologica</a> </strong>europea mirando, in primo luogo, a dare attuazione al piano di investimenti da 30 miliardi di euro suI semiconduttori previsto dal Digital Compass. Un&#8217;alleanza italo-francese è in quest&#8217;ottica vista come fondamentale, come del resto il ministro dello Sviluppo Economico <strong>Giancarlo Giorgetti </strong>ha chiarito parlando con Bruno Le Maire, ministro dell&#8217;Economia di Macron, e lo stesso Breton nei mesi scorsi. Il modello di cooperazione tra i due Paesi è del resto ben sperimentato da uno dei rari casi di integrazione paritaria tra Parigi e Roma in una fusione industriale, <strong>STMicroelectronics</strong>, azienda che in Italia ha sede ad Agrate Brianza creata nel 1987 come il risultato della fusione delle attività semiconduttori di SGS Microelettronica e dalle attività non militari di Thomson Semiconducteurs.</p>
<p><a href="https://www.politico.eu/article/france-eu-chips-strategy-control/">La &#8220;dottrina Breton&#8221; immagina una sfida aperta a giganti</a> come la taiwanese Tsmc, la coreana Samsung e l&#8217;americana Intel per creare campioni europei dei chip capaci di gareggiare da pari a pari nella partita mondiale dei semiconduttori. <strong>Washington </strong>immagina invece una crescente integrazione euro-atlantica centrata però sulle garanzie produttive offerte dalla potenza di fuoco che i colossi americani possono riversare in termini di investimenti e capitale tecnologico. <a href="https://it.insideover.com/economia/gli-usa-rilanciano-la-sfida-sui-chip-e-intel-accelera-gli-investimenti.html" target="_blank" rel="noopener">E ha schierato proprio Intel</a> indicando l&#8217;Italia come Paese ideale per rafforzare l&#8217;attività europea nella produzione di chip costruendo un impianto di packaging che lavorerà a contatto con l’altro grande sito di produzione pronto a nascere in Germania, probabilmente a Dresda. Tutto questo nel quadro di un investimento di circa 4 miliardi di euro che il <strong>governo Draghi </strong>trova allettante, tanto che lo stesso Giorgetti ha preso posizione favorevole al dossier e dichiarato che, come riporta <em><a href="https://formiche.net/2021/10/microchip-draghi-spinge-per-limpianto-intel-ecco-i-piani/" target="_blank" rel="noopener">Formiche</a>,</em> per concretizzarlo &#8220;sarebbe ideale lo storico stabilimento di Mirafiori a Torino, ma in corsa c’è anche Catania, dove già è prevista la costruzione di un impianto di microchip&#8221; targato proprio STM, nel cuore della Etna Valley siciliana.</p>
<h2>Difesa: pista atlantica o asse europeo?</h2>
<p>Gli alleati-rivali, Francia e Usa, si contendono l&#8217;Italia anche nel settore della <strong>Difesa</strong>, ove l&#8217;attuale esecutivo italiano sta giocando un ruolo importante nel quadro della definizione delle priorità industriali e produttive.</p>
<p>Nel mese di luglio 2021 il ministro della Difesa <strong>Lorenzo Guerini</strong> ha emanato un documento innovativo in tal senso, la<a href="https://www.cisint.org/cms/wp-content/uploads/ossisna_la_politica_industriale_della_difesa_2021.pdf" target="_blank" rel="noopener"><strong> “Direttiva per la Politica Industriale della Difesa”</strong></a>, invocando la Difesa a un ruolo più pervasivo nella politica industriale, rimarcando la necessità di sviluppare un maggior presidio sul tema delle tecnologie abilitanti, dell’innovazione e della protezione delle filiere critiche, così da permettere all’Italia di essere sempre più autonoma sulla disponibilità dei sistemi d’arma, in un ruolo di primo piano nelle grandi aggregazioni internazionali. Tali aggregazioni si stanno costituendo in due poli non sempre sovrapponibili aventi, rispettivamente,<a href="https://it.insideover.com/guerra/europea-o-atlantica-il-dilemma-della-difesa-italiana.html" target="_blank" rel="noopener"> il duo Usa-Regno Unito da un lato e la Francia dall&#8217;altro come pivot.</a></p>
<p>L&#8217;Italia, ad ora, sta puntando su diversi dossier sui partenariati a guida americana o britannica, facendo sponda con Londra, rivale numero uno di Parigi per il mercato europeo della difesa, nel programma di caccia Tempest e godendo di entrature oltre Atlantico nel settore della cantieristica navale e degli elicotteri, mentre va consolidandosi la partecipazione della <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-lindustria-aerospaziale-italiana-e-un-punto-di-forza.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">strategica industria dell’aerospazio</a> agli <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/litalia-si-prepara-alla-corsa-alla-luna.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Accordi di Artemide</a>. A</strong>ziende come Beretta, Iveco, Leonardo vincono a ripetizione importanti commesse negli Usa, in cui si fa strada anche Fincantieri, gruppo che in Europa compete a armi pari con Naval Group, sua controparte francese, nel mercato internazionale ma, al tempo stesso, partecipa al suo fianco nel quadro del <strong>consorzio Naviris </strong>alle filiere comuni finanziate dall&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Washington immagina per l&#8217;Italia il ruolo di gendarme atlantico nel Mediterraneo. Parigi mira a consolidare l&#8217;<strong>autonomia strategica </strong>europea sulla scia della Difesa comune. Roma, per dichiarazione <a href="https://it.insideover.com/politica/la-linea-guerini-niente-difesa-europea-senza-asse-con-gli-usa.html" target="_blank" rel="noopener">esplicita di Guerini, non vuole scegliere tra i due campi.</a> Guerini è concorde sul fatto che dal punto di vista italiano conquista di un maggior spazio di manovra nei confronti dei patroni di oltre Atlantico da parte dell’Europa rappresenterebbe un risultato fondamentale, e tecnologia e difesa appaiono i settori in cui tali sforzi vanno compiuti con maggiore tenacia. Ma non interpreta questo processo come il primo passo di un decoupling dagli Usa, come fa invece Macron, ragionando piuttosto in chiave di potenziamento della gamba europea dell&#8217;alleanza occidentale.</p>
<h2>Il nodo Germania</h2>
<p>Il terzo punto di importanza fondamentale nella sfida franco-americana per attrarre l&#8217;Italia ha a che fare con il peso della relazione bilaterale che entrambe le capitali immaginano di sviluppare con Roma per influenzarne la traiettoria nei confronti del convitato di pietra di questo complicato triangolo, la <strong>Germania</strong>. Superpotenza economico-industriale desiderosa di non essere più un nano geopolitico; scomodo <em>primus inter pares </em>per la Francia nel sodalizio al centro dell&#8217;Europa post-Acquisgrana; rivale commerciale e ambiguo alleato strategico per Washington; garante della tenuta del sistema-Paese, in questa fase, per l&#8217;Italia per aver messo all&#8217;angolo i <strong>falchi pro-austerità </strong>dando via libera al Recovery Fund nel 2020.</p>
<p>La partita franco-americana per Roma ha (anche) Berlino come obiettivo. Per Washington si tratta di controbilanciare la possibilità che i legami industriali e geopolitici consolidino l&#8217;influenza di Berlino sull&#8217;Italia e rendano quest&#8217;ultima dipendente, una volta di più, dai desiderata economici tedeschi e di prevenire la costituzione di un affiatato <strong>triangolo europeo </strong>in grado di postura autonoma. Parigi, invece, con ambiguità ondeggia tra la volontà di attrarre l&#8217;Italia come satellite, per contrapporre alla Germania un alleato con cui condividere la linea su austerità, debito e rilancio dell&#8217;Europa e un junior partner finanziario e industriale, e l&#8217;obiettivo di costituire proprio quel complesso triangolo in grado di dettare la linea e un cambio di passo dell&#8217;Europa negli scenari globali e nei rapporti con potenze come Russia e Cina.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/politica/le-nuove-guerre-ditalia-la-penisola-e-un-campo-di-battaglia.html">Chi prevarrà nella partita per l&#8217;Italia</a> potrà, dunque, avere un ascendente maggiore sulla Germania e presentarsi al tavolo delle trattative con l&#8217;esecutivo in via di costituzione a Berlino con un maggior potere contrattuale.</p>
<p>L&#8217;Italia è ora più che mai centrale in una partita interna all&#8217;Occidente e alla Nato, e in questo contesto ha un asso nella manica: non è semplicemente &#8220;oggetto del desiderio&#8221;, ma nazione che sui settori e i temi in questione può esercitare un&#8217;influenza e la sua personale iniziativa. <a href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/unintesa-francia-e-usa-sarebbe-positiva-anche-noi-1990981.html" target="_blank" rel="noopener">Lo storico ed economista <strong>Giulio Sapelli </strong>parlando con <em>Il Giornale </em>ha sottolineato che il governo Draghi,</a> nei mesi a venire, &#8220;dovrà tenere sia i rapporti con gli Usa che con la Francia&#8221; e dunque partendo proprio dai dossier caldi delle ultime settimane, <a href="https://www.true-news.it/economy/la-lunga-traversata-nel-deserto-di-tim">Tim-Kkr</a> e Trattato del Quirinale, cercherà di favorire una <strong>convergenza </strong>capace di bilanciare gli interessi di Parigi e Washington. Perché nel duello franco-americano la vera sfida per l&#8217;Italia è trovare l&#8217;alchimia giusta per rendersi indispensabile a entrambe le nazioni e, indirettamente, alla Germania. Valorizzando una potenzialità strategica tutt&#8217;altro che secondaria e i possibili dividendi economici, politici e diplomatici per il sistema-Paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/francia-usa-duello-per-litalia-le-sfide-incrociate-nella-penisola.html">Francia-Usa, duello per l&#8217;Italia: le sfide incrociate nella Penisola</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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