<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Transizione energetica Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/transizione-energetica-4/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/transizione-energetica-4</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 19 Nov 2025 15:50:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Transizione energetica Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/transizione-energetica-4</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Il monitoraggio delle dighe è la chiave per far correre l&#8217;idroelettrico nella transizione energetica</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/il-monitoraggio-delle-dighe-e-la-chiave-per-far-correre-lidroelettrico-nella-transizione-energetica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 15:50:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia idroelettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione energetica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=494500</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="718" height="467" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/DIGHE.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/DIGHE.jpg 718w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/DIGHE-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/DIGHE-600x390.jpg 600w" sizes="(max-width: 718px) 100vw, 718px" /></p>
<p>In un mondo che subisce sempre di più la pressione di un cambiamento climatico incipiente e non privo di pressioni per un’ulteriore accelerazione, come la tendenza al rialzo delle temperature globali, il monitoraggio delle infrastrutture critiche per la sicurezza energetica diventa importante non solo a livello di rete ma anche a un piano più connesso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-monitoraggio-delle-dighe-e-la-chiave-per-far-correre-lidroelettrico-nella-transizione-energetica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-monitoraggio-delle-dighe-e-la-chiave-per-far-correre-lidroelettrico-nella-transizione-energetica.html">Il monitoraggio delle dighe è la chiave per far correre l&#8217;idroelettrico nella transizione energetica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="718" height="467" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/DIGHE.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/DIGHE.jpg 718w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/DIGHE-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/DIGHE-600x390.jpg 600w" sizes="(max-width: 718px) 100vw, 718px" /></p>
<p>In un mondo che subisce sempre di più la pressione di un cambiamento climatico incipiente e non privo di pressioni per un’ulteriore accelerazione, come la tendenza al rialzo delle temperature globali, il monitoraggio delle infrastrutture critiche per la sicurezza energetica diventa importante non solo a livello di rete ma anche a un piano più connesso alla generazione. E <strong>tra le infrastrutture che mostrano i profili di rischio più elevati </strong>segnaliamo, in particolar modo, le grandi <strong>dighe &nbsp;</strong>la cui tenuta strutturale e operativa è sfidata da una serie di grandi cambiamenti: precipitazioni intense e violente che si alternano a fasi prolungate di siccità, picchi estremi di temperature, cambiamenti geomorfologici.</p>



<p>Questi temi appaiono fondamentali in un contesto in cui il mondo ha fame di energia idroelettrica: i dati del 2024 del World Hydropower Outlook dell’International Hydropower Association (Iha) parlano di un aumento, l&#8217;anno passato, di capacità installata di 24,6 GW, per un totale globale di 1.436 GW, e soprattutto di un +10% di produzione rispetto al 2023, per 4.578 TWh totali. L&#8217;Iha stima che l&#8217;idroelettrico copra oltre il 14% della domanda mondiale di energia e che le grandi dighe possano giocare un ruolo fondamentale nella transizione dell&#8217;economia mondiale verso la neutralità climatica, anche se la mole di investimenti richiesta stimata è colossale: 3.700 miliardi di dollari entro il 2050, da concentrare nei Paesi in via di sviluppo.</p>



<p>Chiaramente, di fronte a un quadro che vede questi fenomeni imprevedibili agire condizionando lo sviluppo e il comportamento futuro degli invasi e delle strutture delle dighe idroelettriche, la loro messa in sicurezza è fondamentale per preservare una fetta importante della transizione verso un’economia segnata da un minor impatto ambientale e da una maggiore sostenibilità energetica. <strong>Di conseguenza è ancora più strategico, oggigiorno, il ruolo delle imprese e dei centri di ricerca </strong>che contribuiscono alla resilienza e alla sicurezza di queste importanti infrastrutture. Tra queste spicca un gruppo italiano: <strong>CESI, multinazionale basata a Milano e specializzata nella consulenza per i grandi progetti energetici che ha una divisione, ISMES, con sede a Seriate, </strong>in provincia di Bergamo, che lavora alla sicurezza strutturale delle grandi infrastrutture, all’analisi delle criticità e alle verifiche del rischio sismico e geologico, con una grande attenzione a importanti dighe in Italia e nel resto del mondo.</p>



<p>Ismes, forte di un team di 63 professionisti, opera sull&#8217;intero spettro di gestione delle soluzioni per la tutela del territorio, monitorando nel contesto delle grandi dighe ogni variabile, dallo studio del rischio frana all&#8217;analisi delle modalità ottimale con cui garantire la sicurezza delle comunità vicine alle grandi infrastrutture. Sulle dighe, così come in altri contesti con viadotti, ponti, ferrovie e grandi opere del passato,<a href="https://it.insideover.com/ambiente/sensori-e-gemelli-digitali-cosi-le-tecnologie-allavanguardia-monitorano-le-grandi-opere.html"> ISMES </a>coniuga un&#8217;analisi tecnica strutturale approfondita all&#8217;uso di strumentazioni innovative per il monitoraggio avanzato e in tempo reale, analizzando il rischio sia in forma puntuale che in maniera dinamica</p>



<p>ISMES ha monitorato oltre 300 dighe in totale, compresi alcuni dei bacini più importanti del mondo, come la Diga di Itaipu, posta al confine tra Brasile e Paraguay, dove sono stati installati sistemi di monitoraggio digitale, strumenti di assistenza da remoto e un&#8217;architettura di controllo avanzata tecnologicamente. Tra i suoi clienti figurano clienti come Edison e HDE. Inoltre, <a href="https://dam-day.itcold.it/wp-content/uploads/2024/06/20240531-Alperia-Dam-Day_Maestri_rev1.pdf">Alperia Greenpower ha indicato CESI-ISMES</a> come attore chiave per il monitoraggio del suo sistema di dighe da quella del Gioveretto a quella di Vernago, sulle Alpi centro-orientali. In Lombardia, Ismes ha contribuito ai lavori di monitoraggio delle dighe di San Giacomo, Fusino e Cancano in Valtellina, a quelle del Lago Truzzo e della Villa di Chiavenna <a href="https://www.regione.lombardia.it/wps/wcm/connect/3147d944-46ca-4850-9bed-eef4b9d584c1/7%2B-%2BA2A-CASTELLANO%2B-%2BSONDRIO%2B2019_10_16%2B-%2BProtezione%2Bcivile%2BUTR.pdf?CACHEID=ROOTWORKSPACE-3147d944-46ca-4850-9bed-eef4b9d584c1-mURDJ0m&amp;MOD=AJPERES&amp;utm">(impianti gestiti da A2A).</a> <strong>A tutto campo, l’azienda garantisce continuità e sicurezza a apparati chiave per la transizione energetica: di competenze di questo tipo </strong>ci sarà sempre più bisogno mano a mano che il mondo, sempre più affamato di energia, si rivolgerà all’idroelettrico per soddisfarne una parte crescente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-monitoraggio-delle-dighe-e-la-chiave-per-far-correre-lidroelettrico-nella-transizione-energetica.html">Il monitoraggio delle dighe è la chiave per far correre l&#8217;idroelettrico nella transizione energetica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rame, litio, cobalto&#8230; Tahnoon bin Zayed e la strategia emiratina per conquistare i metalli critici</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/rame-litio-cobalto-tahnoon-bin-zayed-e-la-strategia-emiratina-per-conquistare-i-metalli-critici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 04:48:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione energetica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=490420</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/emirati-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Emirati Arabi Uniti" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/emirati-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/emirati-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/emirati-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/emirati-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/emirati-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/emirati-1-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Tahnoon bin Zayed Al Nahyan sta costruendo una strategia per trasformare gli Emirati in un hub globale dei metalli critici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/rame-litio-cobalto-tahnoon-bin-zayed-e-la-strategia-emiratina-per-conquistare-i-metalli-critici.html">Rame, litio, cobalto&#8230; Tahnoon bin Zayed e la strategia emiratina per conquistare i metalli critici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/emirati-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Emirati Arabi Uniti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/emirati-1.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/emirati-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/emirati-1-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/emirati-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/emirati-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/emirati-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>La transizione globale verso l’energia pulita non è solo una sfida tecnologica: è una guerra per le risorse. Rame, litio, nichel, cobalto e terre rare sono il nuovo petrolio. Su questo terreno, <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/emirati-arabi-uniti-tahnoon-e-hazza-guerra-in-famiglia-allombra-dellintelligence-e-della-cyberscurity.html">Tahnoon bin Zayed Al Nahyan </a></strong>— consigliere per la sicurezza nazionale di Abu Dhabi e fratello del presidente degli Emirati Arabi Uniti — sta costruendo una strategia ambiziosa e silenziosa per trasformare il Paese in un hub globale dei metalli critici.</p>



<p>Attraverso la controllata mineraria della <strong>International Holding Company (IHC), conglomerato da oltre 100 miliardi di dollari di asset</strong>, Tahnoon sta assemblando un team di trader, geologi e analisti per scalare rapidamente un settore dominato da attori come Cina e Russia. Dietro la retorica della diversificazione economica, c’è la costruzione di un’influenza strategica che si estende dall’Africa all’Asia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Africa come campo d’espansione</h2>



<p>La filiale mineraria International Resources Holding (IRH), fondata nel 2023, è la punta di lancia di questo progetto. IRH ha acquisito il 51% della Mopani Copper Mines in Zambia per 1,1 miliardi di dollari, segnando l’ingresso aggressivo degli Emirati nel mercato del rame, risorsa essenziale per reti elettriche e tecnologie verdi.</p>



<p>In Angola, IRH esplora giacimenti di ferro e diamanti; in Tanzania e Kenya punta su litio e terre rare. Si tratta di un’espansione sistemica: non semplici investimenti isolati, ma tasselli di un disegno più ampio per presidiare la catena del valore delle risorse critiche.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Abu Dhabi, nuovo snodo globale dei metalli verdi</h2>



<p>Parallelamente, Abu Dhabi sta costruendo infrastrutture logistiche e commerciali per diventare <strong>il centro mondiale del trading dei metalli “verdi”</strong>. Entro il 2025, IRH punta a gestire oltre 500.000 tonnellate annue di rame certificato, riducendo le emissioni nelle catene di approvvigionamento e posizionando gli Emirati come interlocutore strategico per l’Occidente.</p>



<p>L’alleanza con Manara Minerals — controllata dal fondo sovrano saudita Public Investment Fund — ha creato un veicolo d’investimento da un miliardo di dollari per progetti minerari globali. È l’embrione di una cooperazione arabo-saudita in chiave geoeconomica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo centrale di Tahnoon</h2>



<p>Tahnoon controlla un impero finanziario che include fondi sovrani come Abu Dhabi Investment Authority e ADQ per <strong>un valore complessivo stimato in 1,5 trilioni di dollari.</strong> Sotto la sua guida, IHC ha varato una mega-fusione da 33 miliardi, integrando società attive in IA, fintech e risorse naturali.</p>



<p>La sua strategia non si limita all’estrazione: punta a verticalizzare l’intera filiera, <strong>dalla miniera alla raffinazione, fino al trading internazionale.</strong> Ex dirigenti di Glencore e Trafigura Group sono già parte del suo team operativo. È un approccio coerente con la visione di lungo periodo: trasformare Abu Dhabi in un polo strategico di materie prime per la transizione energetica globale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ombre e controversie</h2>



<p>L’espansione emiratina in Africa non è priva di rischi e critiche. Un rapporto delle Nazioni Unite ha segnalato contatti tra un intermediario di IRH e trafficanti d’oro nella Repubblica Democratica del Congo, sollevando dubbi sulla trasparenza delle operazioni.</p>



<p>Secondo analisti del Transnational Institute, <strong>il modello emiratino rischia di riprodurre dinamiche neo-estrattiviste</strong>, in cui grandi capitali stranieri concentrano ricchezza e potere, lasciando ai Paesi ospitanti marginali benefici economici e aggravando le tensioni sociali locali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un tassello della nuova geopolitica energetica</h2>



<p>Mentre la domanda globale di minerali critici è destinata a quadruplicare entro il 2040, secondo l’International Energy Agency, <strong>gli Emirati puntano a diventare fornitori chiave per l’Occidente</strong>, riducendo la dipendenza dalle catene di approvvigionamento cinesi. Questa strategia si intreccia con gli investimenti già in corso in Asia, tra cui la collaborazione con Adani Group e i progetti minerari in Pakistan.</p>



<p>Il successo di Tahnoon dipenderà dalla capacità di gestire i rischi etici, ambientali e geopolitici che accompagnano questa espansione rapida e pervasiva. Se riuscirà, Abu Dhabi potrebbe ridefinire gli equilibri delle catene globali di fornitura dei metalli critici, diventando un attore strategico centrale nella transizione energetica mondiale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/rame-litio-cobalto-tahnoon-bin-zayed-e-la-strategia-emiratina-per-conquistare-i-metalli-critici.html">Rame, litio, cobalto&#8230; Tahnoon bin Zayed e la strategia emiratina per conquistare i metalli critici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Parola d’ordine resilienza: come le reti resistono agli shock nell’era dell’energia “intelligente”</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/parola-dordine-resilienza-come-le-reti-resistono-agli-shock-nellera-dellenergia-intelligente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2025 04:54:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Cesi]]></category>
		<category><![CDATA[Transizione energetica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=474393</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250617065342945_ab9d0d9ee0e8f7c25d908b2b6db6ea04.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250617065342945_ab9d0d9ee0e8f7c25d908b2b6db6ea04.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250617065342945_ab9d0d9ee0e8f7c25d908b2b6db6ea04-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250617065342945_ab9d0d9ee0e8f7c25d908b2b6db6ea04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250617065342945_ab9d0d9ee0e8f7c25d908b2b6db6ea04-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250617065342945_ab9d0d9ee0e8f7c25d908b2b6db6ea04-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250617065342945_ab9d0d9ee0e8f7c25d908b2b6db6ea04-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>“Resilienza” è una parola molto utilizzata, spesso abusata, nel discorso pubblico ma che sottende un concetto estremamente importante e degno di nota: la capacità di assorbire shock esterni e di rispondervi in maniera celere e adattiva per consentire a un sistema complesso di non collassare di fronte a contesti di crisi. Una necessità che, oggi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/energia/parola-dordine-resilienza-come-le-reti-resistono-agli-shock-nellera-dellenergia-intelligente.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/parola-dordine-resilienza-come-le-reti-resistono-agli-shock-nellera-dellenergia-intelligente.html">Parola d’ordine resilienza: come le reti resistono agli shock nell’era dell’energia “intelligente”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250617065342945_ab9d0d9ee0e8f7c25d908b2b6db6ea04.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250617065342945_ab9d0d9ee0e8f7c25d908b2b6db6ea04.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250617065342945_ab9d0d9ee0e8f7c25d908b2b6db6ea04-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250617065342945_ab9d0d9ee0e8f7c25d908b2b6db6ea04-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250617065342945_ab9d0d9ee0e8f7c25d908b2b6db6ea04-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250617065342945_ab9d0d9ee0e8f7c25d908b2b6db6ea04-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250617065342945_ab9d0d9ee0e8f7c25d908b2b6db6ea04-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>“Resilienza” è una parola molto utilizzata, spesso abusata, nel discorso pubblico </strong>ma che sottende un concetto estremamente importante e degno di nota: la <strong>capacità di assorbire shock esterni</strong> e di rispondervi in maniera celere e adattiva per consentire a un sistema complesso di non collassare di fronte a contesti di crisi. Una necessità che, oggi più che mai, si applica al settore dell’<strong>energia e della produzione e distribuzione di elettricità</strong>.</p>



<p>Oggi più che mai parlare di energia non significa parlar solo di <strong>generazione e mix produttivi. Significa parlare attivamente di reti, di sicurezza, </strong>dunque di <strong>resilienza</strong>. Il mix energetico più efficace e ottimale per un sistema sociale ed economico può essere compromesso da una rete che non sappia governare la complessità e le minacce, nuove e vecchie, che i flussi devono affrontare in una società che <strong>vive grazie all’elettricità e dall’elettricità dipende </strong>in ogni suo aspetto. Lo hanno imparato sulla loro pelle <strong>Spagna e Portogallo il 28 aprile scorso, giorno del maxi-blackout </strong>che ha lasciato al buio la Penisola Iberica e messo in ginocchio l’economia e la società dei due Paesi. Il collasso delle infrastrutture ha prodotto un caos sistemico il cui studio può essere utile a capire come ormai le <strong>reti siano sotto pressione da più fronti e urge governare la loro decentralizzazione e la loro integrazione </strong>in modo tale che la resilienza non sia più solo un oggetto di discussione ma un obiettivo concreto.</p>



<p>Il fatto scatenante il guasto del 28 aprile, ancora sotto studio e oggetto d’analisi, è sostanzialmente secondario ai fini del discorso: dai cambiamenti climatici agli attacchi informatici, le reti elettriche devono essere sempre più resilienti e pronte a tutto. <strong>Un sistema di generazione può essere colpito in un suo nodo da un attacco hacker </strong>ma essere in grado di continuare a funzionare sfruttandone altri; un <strong>evento estremo di carattere naturale può condizionare </strong>il flusso dell’energia in un’area geografica ma chi governa la rete deve essere in grado di far sì che non si interrompa. Le tecnologie di avanguardia devono fornire un monitoraggio costante delle vulnerabilità, gli operatori un’analisi attenta, precisa e dettagliata dei maggiori rischi securitari.</p>



<p>Molti operatori industriali e tecnologici sono in prima linea per l’individuazione e la messa a terra di processi e soluzioni che sappiano abilitare una conformazione di <em>security-by-design </em>alle reti e contribuire a sdoganare una maggiore resilienza dei sistemi elettrici su tutta la filiera. Tra queste aziende c’è CESI, multinazionale italiana partecipata Enel e Terna, basata a Milano e leader nel settore della certificazione dei sistemi, del testing degli strumenti operativi per le reti “intelligenti” e la loro digitalizzazione e della consulenza per la messa a terra di progetti legati a questi specifici ambiti. La società contemporanea è quella della combinazione tra rivoluzione digitale, transizione energetica e nuove sfide securitarie, e CESI opera per sdoganare tanto la <strong>massima capacità ed efficienza </strong>quanto l’entrata in operatività<strong> di sistemi e</strong><strong> tecnologie</strong> abilitanti capaci di alzare gli standard securitari delle reti.</p>



<p>&nbsp;Attraverso la sua divisione KEMA Labs, CESI è all&#8217;avanguardia per offrire testing e certificazione alle reti ad alta tensione, ai dispositivi che abilitano le reti intelligenti di distribuzione (come gli smart meters) e gli apparecchi chiamati ad operare ad alta tensione e in ogni condizione atmosferica e naturale per mantenere perennemente sotto controllo la &#8220;società dell&#8217;elettricità&#8221;. CESI è attiva per anticipare cambiamenti che si preannunciano impetuosi. CESI evidenzia che la rete elettrica italiana è una rete molto efficiente. Tuttavia, occorre investire per renderla ancora più resiliente rispetto a questi eventi estremi.</p>



<p>Sul numero di marzo di Energy Journal, la testata pubblicata da CESI per divulgare i temi più caldi legati al settore energetico, si legge che “il World Energy Outlook 2024 dell&#8217;Agenzia Internazionale per l&#8217;Energia (AIE) evidenzia come il crescente impatto dei cambiamenti climatici, l&#8217;accelerazione della transizione energetica e le caratteristiche delle tecnologie per l&#8217;energia pulita stanno rimodellando il modo in cui viene percepita la sicurezza energetica”, diventato ora ormai un sistema a trecentosessanta gradi che include l’impegno per “la trasformazione sicura del settore elettrico e la resilienza delle catene di approvvigionamento dell&#8217;energia pulita”. </p>



<p>L&#8217;AIE “sottolinea che investimenti sostenuti in reti e stoccaggio sono essenziali per la continua crescita dell&#8217;energia pulita e che entro il 2040 si prevede che gli investimenti in reti e stoccaggio uguali ai finanziamenti per le energie rinnovabili”, dunque la <strong>resilienza infrastrutturale sarà paragonabile a quella del mix generativo. Si capisce, dunque, la salienza dell’attività di aziende c</strong>he, come Cesi, operino sulla frontiera sempre più comune tra mix energetici e connessioni strategiche, tra dinamiche di mercato e scenari securitari. La vera resilienza è saper far marciare assieme tutto questo. E avere le tecnologie sicure e affidabili per permetterne la compenetrazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/parola-dordine-resilienza-come-le-reti-resistono-agli-shock-nellera-dellenergia-intelligente.html">Parola d’ordine resilienza: come le reti resistono agli shock nell’era dell’energia “intelligente”</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 60/166 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-27 19:23:02 by W3 Total Cache
-->