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	<title>Transessualità Archives - InsideOver</title>
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	<title>Transessualità Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Indietro tutta sui transgender, la guerra culturale di Trump sbarca nelle forze armate Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/trump-niente-transgender-tra-i-soldati-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2025 08:06:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito americano]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[Transessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Trump administration]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il presidente Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo per eliminare l'"ideologia transgender" dall'esercito americano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-niente-transgender-tra-i-soldati-usa.html">Indietro tutta sui transgender, la guerra culturale di Trump sbarca nelle forze armate Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250131111142354_9ccb3d7866dcb144fa124241219a3e83-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 27 gennaio 2025, <strong>Donald Trump</strong> ha firmato un ordine esecutivo volto a eliminare quella che ha definito &#8220;<strong>ideologia transgender</strong>&#8221; dalle forze armate statunitensi. L&#8217;ordine non rappresenta un divieto con effetto immediato, ma incoraggia il Pentagono a sviluppare una politica che consideri la loro presenza nelle forze armate incompatibile con il servizio militare.</p>



<p>Il documento sottoscritto dal Presidente stabilisce anche standard militari riguardanti <strong>pronomi e identità di genere,</strong> impedendo potenzialmente a migliaia di persone appartenenti alla categoria di servire il Paese. Al momento, non è chiaro se ai soldati transgender già in servizio sarà consentito di rimanere e, in caso contrario, come verrebbero sollevati dall&#8217;incarico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il braccio di ferro di Trump</h2>



<p>Trump nell&#8217;ordinanza ha <a href="https://www.thetimes.com/us/news-today/article/trans-military-ban-trump-covid-7j92fjjms?utm_source=chatgpt.com&amp;region=global">affermato </a>che &#8220;molte condizioni di salute fisica e mentale sono incompatibili con il servizio attivo&#8221; e che le forze armate statunitensi &#8220;sono state afflitte da un’ideologia di genere radicale per compiacere gli attivisti&#8221;. Si tratta, però, di affermazioni basate sullo stereotipo secondo cui chi intraprende un percorso di transizione è <strong>confuso, &#8220;malato&#8221; e non sano fisicamente e mentalmente</strong>, ergo non possiede i requisiti adeguati per poter ricoprire ruoli che prevedono una certa responsabilità.</p>



<p>Dal pregiudizio alla confusione il passo è breve. &#8220;L&#8217;adozione di un&#8217;identità di genere incompatibile con il sesso di un individuo&nbsp;è in conflitto con l&#8217;impegno di un soldato verso uno stile di vita onorevole, veritiero e disciplinato, anche nella propria vita personale&#8221;, sostiene Trump. Si dà per scontato che la costruzione di un&#8217;identità che consenta a una persona di vivere al meglio comprometta direttamente il suo impegno all&#8217;onore, come se <strong>il non identificarsi con il genere assegnato alla nascita</strong> fosse un tradimento nei confronti del proprio corpo e della propria identità. Infatti, aggiunge anche che &#8220;l&#8217;affermazione di un uomo di essere una donna e la sua richiesta che gli altri onorino questa falsità non sono coerenti con l&#8217;umiltà e l&#8217;altruismo richiesti a un membro del servizio&#8221;.</p>



<p>Tra le indicazioni fornite a <strong>Pete Hegseth</strong>, ex giornalista di Fox News e neo-confermato segretario alla Difesa, c&#8217;è quella di vietare &#8220;l’uso di pronomi inventati e basati sull’identificazione&#8221; nelle forze armate e proibire a uomini e donne biologici di utilizzare strutture per dormire, cambiarsi e fare il bagno destinate al sesso opposto.</p>



<p>Prima della sua nomina al Pentagono, Hegseth ha scritto un libro, <em>War on Warriors</em>, in cui ha scritto che i transgender non dovrebbero mai essere ammessi al servizio militare, poiché ciò sarebbe dannoso per le reclute, per le forze armate e per la sicurezza nazionale. Da ciò, si può evincere l&#8217;impostazione delle possibili decisioni future.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La situazione prima di Trump</h2>



<p>Prima dell&#8217;attuale amministrazione, le politiche riguardanti le persone transgender nell&#8217;esercito degli Stati Uniti sono state <strong>altalenanti </strong>e hanno subito diverse evoluzioni. Le amministrazioni democratiche hanno sempre tentato di consentire libero accesso al servizio, ma Trump ha più volte minato questo diritto.</p>



<p>Nel 2016, sotto l&#8217;<strong>amministrazione Obama,</strong> il Pentagono ha annunciato che le persone transgender potevano prestare servizio nelle forze armate. Ciò stabiliva che le truppe trans già in servizio potevano dichiararsi apertamente<strong>&nbsp;</strong>e che le reclute transgender avrebbero dovuto iniziare a essere accettate entro il 1 luglio 2017. Tuttavia, proprio nel 2017, <strong>durante il primo mandato di Trump</strong>, è stato reintrodotto un divieto che impediva alle persone transgender di arruolarsi, pur consentendo a coloro che già servivano di rimanere. Questo divieto è stato successivamente revocato nel 2021 dall&#8217;<strong>amministrazione Biden</strong>, ripristinando la possibilità per le persone transgender di servire apertamente, sostenendo che tutti gli americani che possiedono i requisiti necessari dovrebbero avere la possibilità di servire.</p>



<p>Non esistono dati certi su quanti soldati transgender siano in servizio attivo o di riserva, ma si stima che il numero di persone transgender nell&#8217;esercito statunitense sia compreso <strong> tra 9mila e 14mila</strong> su circa due milioni di militari in servizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Coerenza con le promesse elettorali</h2>



<p>Se non altro, le recenti decisioni di Trump sono in linea con le promesse fatte durante la sua <strong>campagna elettorale</strong>. Durante i comizi, aveva già espresso l&#8217;intenzione di eliminare l'&#8221;ideologia transgender&#8221; dall&#8217;esercito e di porre fine ai programmi di diversità e inclusione nelle forze armate. Queste misure riflettono la sua visione sicuramente più tradizionale del ruolo militare e rappresentano una chiara critica alle politiche di inclusione adottate dalle precedenti amministrazioni.</p>



<p>Ma il nuovo ordine esecutivo è coerente anche con il discusso<strong> </strong>ordine esecutivo dal titolo <em>Defending women from gender ideology extremism and restoring biological truth to the federal government </em>(Difendere le donne dell&#8217;estremismo dell&#8217;ideologia gender e ripristinare la verità biologica nel governo federale).&nbsp;I destinatari sono le <strong>persone transgender e non-binary</strong> e si stabilisce che il Governo federale riconosce solo due sessi, maschile o femminile, come assegnati alla nascita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Critiche e mobilitazioni degli attivisti</h2>



<p>Le nuove direttive hanno subito suscitato critiche da parte dei <strong>gruppi per i diritti civili,</strong> che le considerano <strong>discriminatorie</strong> e potenzialmente <strong>incostituzionali</strong>. Organizzazioni come <strong>Lambda Legal </strong>e <strong>Human Rights Campaign</strong> hanno <a href="https://lambdalegal.org/newsroom/us_20250127_ll-and-hrc-pledge-quick-action-against-trump-administration-renewed-transgender-military-service-ban/">annunciato </a>l&#8217;intenzione di intraprendere <strong>azioni legali </strong>contro queste misure e citare in giudizio l&#8217;amministrazione Trump, sottolineando la loro crudeltà e il potenziale danno alla sicurezza nazionale.</p>



<p>Lambda Legal e insieme a Modern Military Association of America hanno già <a href="https://lambdalegal.org/case/karnoski-v-trump/">fatto causa</a> all&#8217;amministrazione Trump nel 2017 per bloccare la stessa politica, quando l&#8217;allora presidente annunciò con un tweet l&#8217;intenzione di vietare ai transgender di prestare servizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Oltre ai transgender nell&#8217;esercito&#8230;</h2>



<p>Il provvedimento recentemente approvato fa parte di una serie di ordini esecutivi firmati da Trump che include la <a href="https://www.reuters.com/world/us/trump-fires-coast-guard-commandant-over-dei-security-fox-news-reports-2025-01-21/">destituzione </a>di <strong>Linda Fagan</strong>, comandante della guardia costiera, unica donna a capo di un ramo delle forze armate, nonché prima donna a guidare una branca dell&#8217;esercito statunitense- Tra le spiegazioni del suo sollevamento dall&#8217;incarico, Fagan è stata criticata per &#8220;l&#8217;eccessiva attenzione alle politiche di diversità, equità e inclusione, anche presso l&#8217;Accademia della Guardia costiera degli Stati Uniti, distogliendo risorse e attenzione dagli imperativi operativi&#8221;.</p>



<p>Trump ha poi ordinato la <strong>reintegrazione</strong> <strong>dei no-vax</strong>, ovvero dei militari espulsi per aver rifiutato il vaccino contro il COVID-19 e ha annunciato piani per la costruzione di un sistema di difesa aerea simile alla Cupola di Ferro israeliana. <a href="https://it.insideover.com/difesa/sorpresa-gli-usa-non-hanno-una-vera-difesa-aerea-per-questo-trump-vuole-un-iron-dome.html">L&#8217;<strong>Iron Dome</strong> </a>è stato utilizzato da Israele per intercettare i missili lanciati da Hamas da Gaza e da Hezbollah in Libano. Il sistema è però progettato per contrastare minacce a corto raggio e non è efficace contro i missili intercontinentali, che rappresentano la principale minaccia per la sicurezza degli Stati Uniti.</p>



<p>Queste ultime decisioni segnano un significativo <strong>cambiamento</strong> nelle politiche militari degli Stati Uniti, evidenziando un preoccupante <strong>ritorno a principi più tradizionali</strong>, in netta opposizione alle recenti iniziative di diversità e inclusione.</p>



<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Transgender_personnel_in_the_United_States_military?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p><a href="https://www.thetimes.co.uk/article/trans-military-ban-trump-covid-7j92fjjms?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-niente-transgender-tra-i-soldati-usa.html">Indietro tutta sui transgender, la guerra culturale di Trump sbarca nelle forze armate Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Guardami</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/academy/essere-trans-ritratti-persone-transgender.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Arianna Zampini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2023 05:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[Transessualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ore di registrazioni audio e centinaia di fotografie scattate. Arianna Zampini immortala la testimonianza di 18 persone transgender.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/academy/essere-trans-ritratti-persone-transgender.html">Guardami</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><div
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                    Guardami
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                        Ore di registrazioni audio e centinaia di fotografie scattate. Arianna Zampini immortala la testimonianza di 18 persone transgender.
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<h2 class="wp-block-heading">Il seguente reportage è tra i vincitori del <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-fotogiornalismo-con-marco-gualazzini" target="_blank" rel="noreferrer noopener">corso di fotogiornalismo della Newsroom Academy</a> tenuto da Marco Gualazzini</h2>



<p>Ore di registrazioni audio e centinaia di fotografie scattate. Entrare a contatto con la storia di qualcuno è un atto di fusione con l’altro. Un dono. Così come fotografare e posare per una fotografia. L’immagine dell’altro diventa un insieme di gesti e di micro espressioni che fremono dalla voglia di venir colti quando le parole non bastano.&nbsp;</p>



<p>La necessità d’esprimersi liberamente e d’esistere per se stessi è il filo conduttore che unisce le persone ritratte. Venire ritratti, qui, perde la sua passività e diventa scelta, decisione, gesto attivo.<br>L’esperienza trans è esperienza umana, è oggetto e soggetto. L’esperienza trans è indignazione; è resistenza.</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1700" height="1133" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Antonia.jpg" alt="" class="wp-image-379052" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Antonia.jpg 1700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Antonia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Antonia-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Antonia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Antonia-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1700px) 100vw, 1700px" /><figcaption class="wp-element-caption">Antonia, 50 anni, Milano</figcaption></figure>



<p>&#8220;Quest&#8217;anno compio 50 anni. Sono 28 anni che sono in transizione. Sono arrivata a Milano nel ‘94 e da quel momento ho iniziato la mia transizione verso il femminile.&nbsp;Dal ’94 ad oggi Milano è cambiata, è più accogliente. Nel ’94 la prostituzione era una scelta obbligata, anche per me lo è stata; non c&#8217;era informazione, non c’era l’internet di adesso, c’era solo il passaparola. Oggi come oggi per fortuna noi persone trans abbiamo molte altre opportunità, non esiste solo la prostituzione. La società italiana è un po&#8217; cambiata. Non avrei mai pensato di arrivare a 50 anni. Ho passato una vita davvero travagliata, ma ho affrontato come potevo le varie situazioni. Nel ’94 quando ho &#8216;scelto&#8217; la prostituzione, non c’era una prospettiva di vita a lungo termine, era come vivere alla giornata. La prostituzione, la strada, ti cambiano, ti induriscono, io ho cercato di mantenere il più possibile la mia genuinità, il mio essere. Quando mi guardo indietro e penso a quanta strada ho fatto, penso anche a quanta ancora ne devo fare: sono convinta che io sia ancora qui per aiutare, per dar voce, per provare a cambiare, con la mia esperienza, le vite altrui, la società. Sono felice degli obbiettivi che ho raggiunto, sono felice dei miei 50 anni, voglio vivere tutto, le mie rughe, perché parlano di me, sono saggezza&#8221;.</p>



<p>Antonia</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andrea.jpg" alt="" class="wp-image-379053" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andrea.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andrea-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andrea-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andrea-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andrea-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Andrea, 24 anni, Milano</figcaption></figure>



<p>“So di essere trans fin da quando ero bambino. Non sapevo esattamente cosa fosse, non sapevo dargli un nome, ma provavo delle cose. Ho capito cosa stessi vivendo e finalmente dargli un nome, all’età di 16 anni… grazie ai social, a Internet. Nonostante ne avessi preso coscienza, c’è voluto tempo prima di ammetterlo a me stesso. La parte più difficile è stata accettare me stesso come persona. Fino a quando non ho deciso di fare quel passo fondamentale, ovvero l’accettazione di me come ragazzo trans, è stato difficile relazionarmi agli altri, creare rapporti. Questo perché non mi sentivo parte di niente. Di nessun gruppo. Alle superiori è stata dura, sentivo di voler stare con i ragazzi perché mi sentivo più simile a loro, ma il mio corpo era quella di una ragazza e quindi venivo escluso. Stessa cosa valeva per le ragazze, non mi trovavo in linea con i loro interessi&#8221;.</p>



<p>Andrea</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valentina.jpg" alt="" class="wp-image-379054" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valentina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valentina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valentina-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valentina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valentina-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Valentina, 49 anni, Bologna</figcaption></figure>



<p><em>“Avevo paura di non venire accettata. Vivevo la mia vita doppia: ero maschio esternamente ma quando ero </em>sola mi riconciliavo con me tessa, con il mio essere donna, con i miei piccoli momenti in bagno in cui usavo i trucchi di mia mamma. Ricordo ancora l’emozione forte di provare per la prima volta i vestiti di mia madre, avevo 9 anni, non lo scorderò mai. Io ci ho provato a vivere nel mio genere di nascita, e ci sono riuscita per 40 anni ma ad un certo punto non ce l’ho più fatta. Sentivo che dentro me stessa vivere con questa incompletezza mi rendeva infelice ed era giunto il momento che io potessi vivere per quella che sono, Valentina. Io non ho scelto di essere trans, ma ho scelto fino a quando soffrire. Nel 2017 ho quindi iniziato il mio percorso di transizione. Io sono sportiva e non ho mai voluto lasciare lo sport, ma non ce la facevo più a condividere gli spazi maschili, gli spogliatoi maschili, era una violenza per me. Ho svolto molteplici ricerche e mi sono battuta finché sono riuscita a gareggiare in competizioni sportive femminili, diventando la prima donna trans nella storia a gareggiare in competizioni femminili con i documenti ancora maschili. Ormai sono 5 anni dall’inizio del mio percorso. Il mio corpo è cambiato e finalmente riesco a guardarmi allo specchio, nonostante io sia ipovedente [risata], riesco a sentire il mio corpo, un corpo che è cambiato e che ora mi rende felice. Oggi sono felice. Guardo il passato con molto rispetto e il futuro con ottimismo. Il mio sogno è partecipare alle para olimpiadi.”</p>



<p>Valentina</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Kay.jpg" alt="" class="wp-image-379055" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Kay.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Kay-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Kay-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Kay-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Kay-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Kay, 31 anni, Mantova</figcaption></figure>



<p>&#8220;Mia sorella e mia nonna sono sempre state le mie sostenitrici numero uno. Quando sono andato da mia nonna in lacrime, a dirle di voler cominciare il percorso di transizione, ha tirato un sospiro di sollievo perché pensava le stessi dando una notizia tragica. Dal primo giorno, fino ancora ad oggi, è lei a farmi le iniezioni di testosterone, ci tiene. A livello di famiglia sono stato veramente fortunato. Ho sentito storie orribili di ragazzini giovanissimi che sono stati buttati fuori di casa dopo aver fatto coming-out. Non posso concepire come qualcuno possa avere figli e non accettarli così come sono. […] Credo che l’aver passato certe cose nella vita, mi abbia portato a voler prendermi cura delle persone che ne hanno bisogno. Se qualcuno ha bisogno di me io ci sono ed ascolto. Mi è successo molte volte, al lavoro, che qualche studente mi chieda di rimanere dopo scuola a parlare ed io rimango lì, ad ascoltare. Non voglio vederli come mi sono visto io. I ragazzi hanno bisogno di essere ascoltati, e basta. Era quello che avrei voluto io, che ho ricercato per un sacco di tempo&#8221;.</p>



<p>Kay</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Luna.jpg" alt="" class="wp-image-379056" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Luna.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Luna-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Luna-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Luna-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Luna-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Luna, 26 anni, Bergamo</figcaption></figure>



<p>“Mi appassionano le storie, perché penso che le storie delle persone, dei popoli, ci dicano tanto di noi. Credo che nelle storie ci sia la potenza della rappresentazione. Sono cresciuta in un periodo, in un posto in cui non sapevo che esistessero persone come me e non lo sapevo a tal punto da non sapere chi io fossi. Finché non ho avuto le parole per descrivere ciò che sono non so se lo sono stata per davvero. Fino a che non ho saputo di poter essere transgender non ho cominciato a rivolgermi a me stessa come se lo fossi, quindi non potevo essere onesta con me stessa, non potevo cominciare quel viaggio che le persone fanno per conoscersi. Trovo interessante questa cosa delle storie, come parlando di altre persone, delle storie degli altri, che apparentemente non ci appartengono, possiamo imparare tantissimo su noi stessi, creando nuove storie e ispirando nuove persone. […] Portare avanti il discorso trans nella società ha il senso di una rivoluzione culturale: la nostra esistenza esce dal modo in cui le persone dovrebbero essere, e questo vuol dire che per un sacco di tempo noi non siamo state persone e tutt’oggi in molti posti e per molti esseri umani noi non siamo delle persone. La nostra esistenza sfida concetti, norme, stereotipi e allora le nostre storie diventano fondamentali anche per la liberazione dell’esperienza cisgender [il termine cisgender indica le persone la cui&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Identit%C3%A0_di_genere">identità di genere</a>&nbsp;corrisponde al&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Genere_(scienze_sociali)">genere</a>&nbsp;e al&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sesso_(biologia)">sesso</a>&nbsp;biologico alla nascita], perché soltanto se si può accettare che i ruoli di genere sono una burla, che l’espressione di genere è relativa a spazio e tempo allora possiamo accettare mille altre cose: che una donna cis giochi a calcio o che una persona bianca sia musulmana, ad esempio, però è necessario rompere qualcosa&#8221;.</p>



<p>Luna</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tancredi.jpg" alt="" class="wp-image-379057" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tancredi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tancredi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tancredi-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tancredi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tancredi-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tancredi, 34 anni, Roma</figcaption></figure>



<p>&#8220;L’importante è sapere. Sapere che ci sono altre opzioni. Quando ho iniziato il mio percorso di transizione, trovare qualcuno su Youtube che spiegasse cos’è la disforia [di genere], mi ha salvato. Inizialmente, ai miei 19 anni, pensavo che fosse solo una cosa mia, che riguardasse i miei traumi infantili, che mi sarei trascinato dietro questo dolore per sempre. Invece no! La disforia esiste e la vivono tantissime persone! Quindi ti salva sapere che esista una categoria dove potersi ritrovare. Siamo branco, abbiamo bisogno di simili, di poterci rapportare con persone come noi, creare empatia. Ti salva. Trovare qualcuno che sta vivendo quello che vivi tu, o che può consigliarti, ti fa sentire meno solo. Io lavoro con i bambini e rapportarmi con loro, con i giovani in generale, mi ha aperto un mondo, è molto più facile perché ti accettano per quello che sei, non hai bisogno di dimostrare niente. Io credo fermamente nelle nuove generazioni. Non hanno paura delle esperienze. L’unica speranza è credere nei nuovi, in quelli che arriveranno. Ormai ci siamo talmente aperti che non sarà facile tornare indietro. Le persone non dimenticano, e soprattutto si sentono libere.&nbsp; L &#8216;uomo nasce libero, perché mai dovrebbe rimanere incatenato?&#8221;.</p>



<p>Tancredi</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1800" height="1200" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Marika.jpg" alt="" class="wp-image-379149" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Marika.jpg 1800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Marika-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Marika-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Marika-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Marika-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1800px) 100vw, 1800px" /><figcaption class="wp-element-caption">Marika, 30 anni, Napoli</figcaption></figure>



<p>“Ho capito di essere trans all’età di sette anni, mi sentivo una femmina, mi mettevo i vestiti di mia sorella, mi piaceva! All’età di 11 anni ho fatto coming out. Mio padre non mi parlò per tre mesi. Da adolescente ho passato un brutto periodo, la mia famiglia non lo ha saputo gestire e così mi hanno fatta andare in una struttura educativa, non mi volevano più a casa. Mi sono sentita rifiutata, non capivo, ero solo un’adolescente. Sono stata veramente male. Oggi sono grata a mia mamma, grazie a lei oggi sono Marika. In questa comunità ho imparato tanto, ho fatto un percorso, di 3 anni, stavo meglio e nel contempo mi sono diplomata e sono diventata parrucchiera. Mentre facevo il praticantato prendevo lezioni di danza e ho preso un diploma anche come ballerina.[…] Ho vissuto momenti brutti a causa dell’ignoranza delle persone: se sei trans vieni etichettata come una poco di buono. Le persone mi hanno svuotata, trattata male, non ricordavo più chi fossi. Non è stato facile, ma oggi sono rinata. Oggi non mi manca niente. Ho una bella famiglia, una casetta che mi sono costruita da sola, sono direttrice di un salone di parrucchiere in una zona molto bella di Napoli ed i miei colleghi sono sempre stati squisiti e mi hanno aiutato nel mio cambiamento. Piano piano sto raggiungendo tutti i miei obbiettivi e spero che un domani potrò aprire un salone tutto mio&#8221;.</p>



<p>Marika</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Leo.jpg" alt="" class="wp-image-379150" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Leo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Leo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Leo-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Leo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Leo-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Leo, 25 anni, Milano</figcaption></figure>



<p>“Mi ricordo che alle elementari, in oratorio, una bambina mi disse “ma tu da grande vuoi essere un maschio?” Lei aveva visto qualcosa in me, ma io non pensavo, ai tempi, fosse possibile. Sono sempre stato, anche quando ero una ragazza, molto poco ragazza, fuori dagli stereotipi, anche se ci ho provato, ci ho provato a rientrare nel canone di donna cisgender, ma era evidente che il mio cammino non fosse quello. Il 27 gennaio 2020 sono andato a Torino per la mia prima visita psicologica: Non è stato semplice perché la psicologa va per forza di cose a scavare in certe cose in cui tu non vuoi più tornare, perché le hai già affrontate. Ogni visita era un trauma, mi chiedevo perché dovessi raccontare tutte le mie cose personali ad una terza persona. Sono passati più di due anni, il tempo si è dilatato molto ma finalmente il 16 dicembre 2021 mi hanno fatto la prima iniezione di testosterone all’ospedale, non ho mai avuto ripensamenti. Da lì è iniziato tutto il resto&#8221;.</p>



<p>Leo</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sandeh.jpg" alt="" class="wp-image-379151" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sandeh.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sandeh-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sandeh-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sandeh-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sandeh-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Veet Sandeh, 58 anni, Torino</figcaption></figure>



<p><em>&#8220;</em>Sono un’attivista dal 1982, ho cominciato al MIT di Torino. Ero giovane, non ce l’ho fatta, era troppo per me, ai tempi e la società non mi aiutava quindi ho dovuto mollare. Mi sono ritrovata a prostituirmi ma non mi piaceva. Ci è voluto poco perché diventassi una tossicodipendente. L’eroina in quel periodo mi ha salvata, grazie all’eroina ho sopportato quella vita, perché altrimenti credo che avrei ricorso al suicidio. Dopo 5 anni, attraverso un percorso in comunità, ne sono uscita e nel ’91 avevo una vita nuova, ma la società era sempre la stessa. Per sei mesi l’anno, per 16 anni, ho cominciato a viaggiare in India a cercare me stessa, la mia identità, e quando tornavo in Italia, mi prostituivo per mantenermi, non c’erano molte altre possibilità, in quegli anni. Nel 1995 ho collaborato alla creazione dello sportello trans, al MIT di Torino, il primo in Italia, con l’aiuto della Cgil, con la quale tutelavamo le persone trans sul lavoro. [..] Nel 99’, dopo un viaggio sull’Himalaya durato più di un mese ho smesso definitivamente con la prostituzione, cercando nuovi impieghi per fare denaro. Durante quel viaggio ho trovato, finalmente, la mia identità, la mia vera natura: ho scoperto che la mia è un’identità equilibrata tra il maschile ed il femminile, un’identità binaria. Ho una sensibilità femminile ed è per questo che mi presento al femminile, parlo di me al femminile, ma non dico che sono una donna, perché non mi riconosco totalmente in una donna: riconosco la mia sensibilità femminile ma c’è la consapevolezza che ci sia una parte maschile, che ho accettato e accolto dentro di me. In me ci sono due esseri che si confrontano, si amano, si rispettano e hanno la capacità di stare in equilibrio fra loro.&nbsp;“Non ho mai capito perché ci si soffermi così tanto sull’apparenza fisica, nonostante io comprenda che la chirurgia estetica aiuti tantissimo. Ma soffermarsi solo sulla ricerca ossessiva di somigliare al modello esteriore femminile o maschile proposto dalla società è riduttivo, c’è una paura di fondo, di guardarsi dentro. Secondo me le persone trans devono essere orgogliose di essere trans perché SONO trans, non perché sono donne o uomini. Essere trans è essere sé stessi attraverso l’accettazione di sé, comprendere la nostra unicità che sta nella nostra dualità. Dobbiamo rispettare ed accettare la nostra dualità. Gestirla con fierezza, semplicità, ecco da dove, secondo me, dovrebbe nascere il nostro orgoglio&#8221;.</p>



<p>Veet Sandeh</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Ethan.jpg" alt="" class="wp-image-379152" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Ethan.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Ethan-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Ethan-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Ethan-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Ethan-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Ethan, 17 anni, Bolzano</figcaption></figure>



<p>“Il mio nome è Ethan perché, poco tempo fa, ho trovato una lettera che scrissi quando ero piccolino, in cui mi rivolgevo a me stesso al maschile, con quel nome. Io lo so da sempre di essere trans, dovevo solo realizzarlo. Non è una cosa sempre bella accorgersene da così piccoli. Credo che forse avrei affrontato tutto con più tranquillità se l’avessi capito più tardi. Invece ero un bambino e mi tartassavo con questi dubbi, con mille domande. Avevo troppi pochi mezzi per capire quello che mi stava succedendo dentro. Ho dovuto nascondere tanto e questo tanto mi ha cambiato. Mi accorgo di quanto mi sentivo solo da piccolo, di quanto avrei avuto bisogno di sapere che, invece, non ero solo, e quindi sono qui a parlarne. Ci sono tante persone esterne, che non stanno vivendo la nostra situazione che si sentono in diritto di parlarne senza dar voce veramente al mondo trans. Invece, da persona trans, è importante sentire e vedere testimonianze di persone che stanno passando quello che stai passando tu, o che l’hanno già vissuto, per non sentirci più soli al mondo, per non sentirci “strani”, “alieni”.</p>



<p>Ethan</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Betty.jpg" alt="" class="wp-image-379153" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Betty.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Betty-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Betty-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Betty-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Betty-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Betty, 37 anni, Vicenza</figcaption></figure>



<p>“Ho fatto coming out con il responsabile del magazzino in cui lavoro, e per fortuna non c&#8217;è stato nessun problema, ma gli ho chiesto di non dire niente ai colleghi. Immagino quali commenti dietro alle spalle potrebbero fare. Ho sentito più volte commenti omofobi, transfobici, sessisti sul posto di lavoro. Penso sia una realtà comune a certi ambienti di lavoro. Quando sono in magazzino mi devo estraniare da me stessa, mi sono creata uno scudo che metto quando vado a lavorare, di modo che ogni volta che mi sento chiamare con il mio deadname [neologismo che indica il nome di nascita di una persona transgender ed allude a qualcosa che non esiste più, che è “morto” nel momento in cui la persona ha scelto il nome che rappresenta la sua vera identità], la cosa non mi ferisca. Non ho creato legami, dico lo stretto necessario. Ho pensato spesso di andarmene. Ma non saprei da dove cominciare. Nel 2018 ho fatto coming out in famiglia ed inizialmente è andata malissimo. Avevano paura avrei perso il lavoro, che sarei dovuta andare a prostituirmi. Purtroppo è ancora molto forte il binomio transessualità e prostituzione. Prima della transizione venivo lasciata in pace, ora che invece sto portando avanti questo cambiamento anche a livello ormonale, sto provando sulla mia pelle cosa voglia dire essere donna nella società, sperimento il sessismo. A volte mi sento oggettificata, per strada. Ma nonostante questo e tutti i problemi avuti negli altri campi della mia vita, sono felice e non tornerei mai indietro.”</p>



<p>Betty</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Noah.jpg" alt="" class="wp-image-379154" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Noah.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Noah-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Noah-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Noah-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Noah-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Noah, 24 anni, Milano</figcaption></figure>



<p>“Sento che la mia vita sia in pausa. Voglio fare tantissime cose, tra cui l’università, ma voglio farle con i nuovi documenti. Sto guardando la posta tutti i giorni ma non so quando e come arriveranno, è molto frustrante. Ho iniziato il percorso due anni e mezzo fa, sto decisamente aspettando da troppo e penso di essere uno tra i fortunati. Per me è stato umiliante dover assumere un avvocato e trovarmi in tribunale a dover dare spiegazioni davanti ad un giudice che sceglierà per la mia vita: io non ho mai fatto nulla di male. Fa tanta rabbia. Quando ci sei dentro non vedi l’ora che finisca. Il mio sogno più grande è girare il mondo per dare aiuti umanitari. Mi piace entrare in contatto con le persone. Ascoltare le storie delle persone nei differenti contesti culturali, qui diamo troppe cose per scontate e la cosa mi fa male. Qui a Milano sto cercando di aprire una casa-rifugio per persone trans, sarà una bella occasione per fare qualcosa di concreto, ci vorrà tempo ma ci credo. Ho aperto una raccolta fondi e ho anche già trovato il posto perfetto per aprirlo!”</p>



<p>Noah</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tania.jpg" alt="" class="wp-image-379155" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tania.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tania-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tania-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tania-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Tania-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tania, 46 anni, Roma</figcaption></figure>



<p>“Nel 2000 ho conosciuto un uomo, che oggi, nel 2022 è ancora con me. Dopo due anni che stavamo assieme ho cominciato a farmi delle domande, la mia situazione era favorevole, avevo fatto coming out come omosessuale e la mia famiglia e amici avevano accettato la cosa, tanto che il mio compagno era venuto a vivere con me e i miei genitori. Nonostante stessi bene con il mio compagno, non ero felice, c’era qualcosa in me che non andava bene. Tra i vari pensieri e parlando con i ragazzi del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, per cui lavoro da 10 anni, ho notato che c’erano delle grandi differenze fra me e l’esperienza delle persone omosessuali con cui parlavo. Da lì sono sorti dubbi che sono diventate riflessioni che alla fine si sono tramutate in certezze e quindi, un giorno, io e Markus, mio attuale marito, ne abbiamo parlato e ho deciso di intraprendere un percorso di transizione, di modo che tutto il mio corpo si allineasse con quella che sono dentro, la mia essenza.&nbsp; Ed eccoci qua.&nbsp;Nel 2008 ho concluso il mio percorso chirurgico e dopo aver cambiato i documenti io e Markus ci siamo sposati, all’epoca non c’erano le unioni civili, quindi abbiamo dovuto aspettare il cambio dei documenti.”</p>



<p>Tania</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1.jpg" alt="" class="wp-image-379156" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Simona-1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Simona, 18 anni, Salerno</figcaption></figure>



<p>“Non è mai stato semplice, né nell’ambito personale, né nell’ambito sentimentale, ho avuto problemi a trovare il mio spazio nella società, il mio posto. Ci ho messo tanto a guardarmi allo specchio, a vedere chi ero davvero. Non ne potevo più di nascondermi, ma avevo tantissima paura. Paura del percorso perché non sapevo nulla a riguardo, non conoscevo il mondo trans in generale. Ci sono andata con cautela, mi sono informata tanto, sentivo che non sarebbe stato semplice, ma non capivo a pieno cosa volesse dire quella voglia frenetica di cambiare, di vedermi donna. Non capivo. Ero confusa. Questo percorso non lo capisci fino a quando non lo vivi. E’ una cosa enorme, che ti cambia la vita. Io mi sento me stessa, mi sento libera: sono qui! Sono forte! Esisto! Sono come gli altri! Io so chi sono e non lo cambierò mai. Tanti mi dicono “tu hai scelto di essere così”, ma no, io non ho scelto di essere così, io ho scelto di seguire la mia natura, questa è la scelta che ho fatto nella mia vita, e penso di aver fatto la scelta più bella che si possa fare. Fate quello che vi pare, sentitevi forti, potenti, liberi di amare e di essere chi vi pare&#8221;.</p>



<p>Simona</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andre.jpg" alt="" class="wp-image-379157" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andre.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andre-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andre-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andre-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Andre-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">André, 25 anni, Milano</figcaption></figure>



<p><em>&#8220;</em>A febbraio 2021 ho iniziato a prendere il testosterone. I miei amici e famiglia mi hanno accolto davvero bene, ero pronto a fare guerra ed invece mi sono stupito. Sento tante storie di persone che sono in terapia da anni e vengono ancora misgenderate [dall’inglese misgendering; è un termine che si riferisce all’atto di utilizzare – intenzionalmente o meno- pronomi o nomi che si riferiscono al sesso biologico della persona e non al genere nel quale la persona si identifica] dai propri familiari! Quindi non mi lamento della mia situazione. Bisogna fare attenzione con i pronomi, perché ferisce quando ti chiamano con il tuo dead name o ti danno del “lei” nonostante tu abbia fatto coming out come ragazzo trans e chiesto esplicitamente di chiamarti con i pronomi maschili. Chiaramente a volte non è intenzionale, non tutti lo fanno per ferirti. Infatti, ci tengo a focalizzarmi su questo: ci sono persone ignoranti ma non cattive, al quale io spiego la mia situazione perché so che da lì potrei creare consapevolezza&#8221;.</p>



<p>André&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Claudia.jpg" alt="" class="wp-image-379158" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Claudia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Claudia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Claudia-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Claudia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Claudia-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Claudia, 33 anni, Napoli</figcaption></figure>



<p><em>&#8220;</em>Ho cominciato la mia transizione a 23 anni, è stata dura, ho passato gli 8 anni più brutti della mia vita poiché la mia famiglia non ha voluto accettare la mia situazione. Ho dormito per strada, in macchina… ma grazie al mio istinto combattente sono riuscita ad andare avanti senza tradire me stessa. Le mie amiche mi hanno aiutato tantissimo. Oggi con la mia famiglia va meglio, stiamo bene e mi amano per quella che sono. Mia mamma in passato aveva paura che io finissi sulla strada a prostituirmi, perché purtroppo qui a Napoli tantissime ragazze trans finiscono sulla strada. Non sono ragazze che vanno condannate, perché è facile cadere in quella trappola, la maggior parte sono giovani che non hanno avuto una famiglia alle spalle che le supportasse. In questa società è difficile, da ragazza trans, trovare un lavoro e di conseguenza la prostituzione sembra l’unica scelta possibile. Io sono stata fortunata e non giudico chi ha preso strade diverse. Oggi ho un’impresa di pulizie tutta mia e la sera lavoro in una pizzeria. Ho lavorato tantissimo per crearmi quello che ho oggi<em>&#8220;.</em></p>



<p>Claudia</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sofia.jpg" alt="" class="wp-image-379159" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sofia.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sofia-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sofia-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sofia-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Sofia-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Sofia, 20 anni, Bolzano</figcaption></figure>



<p>“Mi è venuto un crollo nervoso e non sono riuscita a camminare per due mesi. Avevo 12 anni. Mi è successo di nuovo, poi, quando ero al liceo, a 16 anni. Avevo represso troppo. Ho represso per troppo a lungo il fatto di essere trans. Ho perso l’utilizzo delle gambe per 4 o 5 mesi, non lo ricordo. Ho dovuto imparare di nuovo a camminare. Capire come muovermi, come bilanciare il mio peso. Non vedevo l’ora di tornare a scuola, dai miei compagni di classe. Per tanto tempo non ho saputo cosa fare, come esprimermi, se chiudermi o aprirmi. Non sapevo a chi dar retta. Ho dato retta alle persone sbagliate, perché comunque mi davano una sicurezza, dicendomi cosa fare. Quando ho imparato ad ascoltare me stessa ho imparato a fidarmi di chi mi dimostra che mi vuole bene. E non significa necessariamente che si tratti di chi ti ha cresciuto.&nbsp;Forse può sembrare banale, ma ho la certezza che il male non possa vincere sempre. Un animo puro, nelle circostanze in cui vive, sopravvivrà sempre. Nonostante abbiamo perso tante battaglie e troppe persone per colpa di tutto questo male, sento che questa purezza continuerà ad esistere. Ho letto una bellissima frase in un libro, che ricordo sempre e porto con me: &#8216;In un mondo spesso governato da corruzione e arroganza è difficile rimanere fedele ai propri principi, ma bisogna cercare in tutti i modi di farlo'&#8221;.</p>



<p>Sofia</p>



<figure class="wp-block-image size-full is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valery.jpg" alt="" class="wp-image-379160" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valery.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valery-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valery-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valery-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/Valery-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption class="wp-element-caption">Valerie, 22 anni, Bolzano</figcaption></figure>



<p>È possibile una società in cui l’identità e l’espressione di genere non siano più motivo di discriminazione?&nbsp; In cui, la disforia di genere, non sia più motivo di disagio? È possibile una società in cui ogni essere umano abbia la medesima libertà?&nbsp;È possibile una società in cui le categorie del patriarcato vengano definitivamente soppresse?&nbsp;È vitale. È la meta ultima.</p>



<p>Connessione. Manifestazione. Unione. Informazione. Lotta. Resistenza. Dialogo. Divulgazione. Arte. Ascolto. Empatia. Scambio. Aiuto. Libertà. E ancora sovversione, giustizia, pace. Uguaglianza. Parole che evocano i mezzi con cui raggiungere l’obbiettivo.&nbsp;</p>



<p>La possibilità, la scelta, l’autodeterminazione, secondo Judith Butler, non possono essere un lusso, ma sono cruciali come il pane.&nbsp;</p>
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			</item>
		<item>
		<title>In Cile nasce una scuola per studenti transgender</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/cile-scuola-studenti-transgender.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 May 2019 06:16:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Gender]]></category>
		<category><![CDATA[Transessualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9352226-e1558247243452.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9352226-e1558247243452.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9352226-e1558247243452-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9352226-e1558247243452-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9352226-e1558247243452-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;istituto Amaranta Gómez Regalado a Santiago, in Cile, si differenzia da tutte le altre scuole della città e, forse, del mondo. Ha aule e insegnanti, e le materie sono simili alle altre scuole, ma c&#8217;è una differenza importante e sostanziale: gli studenti sono tutti transgender. L’istituto si rivolge a bambini e ragazzi di età compresa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/cile-scuola-studenti-transgender.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="946" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9352226-e1558247243452.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9352226-e1558247243452.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9352226-e1558247243452-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9352226-e1558247243452-768x378.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9352226-e1558247243452-1024x504.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>L&#8217;istituto <strong>Amaranta Gómez Regalado</strong> a Santiago, in Cile, si differenzia da tutte le altre scuole della città e, forse, del mondo. Ha aule e insegnanti, e le materie sono simili alle altre scuole, ma c&#8217;è una differenza importante e sostanziale: gli studenti sono tutti transgender. L’istituto si rivolge a bambini e ragazzi di età compresa fra i 6 e i 17 anni. A raccontare questa realtà al grande pubblico è un servizio realizzato dalla <em>Bbc</em> inglese e pubblicato anche sul canale <em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=nz0btAdHGt8">Youtube</a> </em>dell’emittente britannica.</p>
<p>La scuola, che non riceve fondi statali, prende il nome dall&#8217;attivista trans messicana Amaranta Gómez Regalado, che si definisce <em>muxe</em>, un concetto caro cultura degli <strong>Zapotechi</strong> di Oaxaca, nel Messico meridionale, ossia persona che nasce maschio alla nascita, ma che si veste e si comporta da donna.</p>
<p>I coordinatori scolastici, spiega il <a href="https://chileherald.com/chile-is-the-home-to-latin-americas-first-transgender-school/1604/"><em>Chile Herald</em></a>, sono Ximena Matura e Evelyn Silva, referenti del gruppo per i diritti civili della <a href="http://www.librodeselenna.cl/?fbclid=IwAR2RrSxB2NVQ9wIzSjm8HYBQ_cjtUlBlHlapYhzClrVKNUHPCSXR2wMjlpY#descarga"><em>Fondazione Selenna</em></a>. Hanno fondato la scuola nell’aprile 2018 e hanno finanziato a proprie spese il primo anno dell’istituto che si offre di accogliere gli studenti trans che hanno avuto “esperienze traumatiche” nelle scuole tradizionali.</p>
<h2>La prima scuola per bambini trans è in Cile</h2>
<p>Secondo il <em>Chile Herald</em>, si tratta della prima scuola riservata ai trans di tutta l’<strong>America Latina</strong>, nonostante il Cile sia uno dei paesi politicamente più conservatori della regione. Fortemente influenzato dalla Chiesa cattolica, in Cile il divorzio è stato legalizzato nel 2004 mentre l’aborto è stato depenalizzato nel 2017. Ora però sembrano farsi larga politiche fortemente progressiste. Nel novembre dello scorso anno, infatti, è stata approvata una legge sull&#8217;identità di genere che consente alle persone di 14 anni di cambiare sesso sul documento di identità, a condizione che i minori di 18 anni abbiano l&#8217;approvazione di un familiare o di un tutore legale.</p>
<p>Uno degli adolescenti che frequenta la scuola, la sedicenne Angela, avrebbe subito abusi fisici e verbali nella sua scuola elementare e ha pensato al suicidio, secondo quanto riferito dall&#8217;<em>Associated Press</em>. &#8220;Volevo morire&#8221;, ha detto Angela all&#8217;<em>Ap</em>. &#8220;Non volevo più esistere perché tutto quello che mi stavano dicendo mi faceva stare male. Sono felice qui perché ci sono molti altri bambini come me&#8221;. Complessivamente, sono trentotto gli studenti che frequentano la scuola cilena. Una ventina di questi si dichiara trans, mentre gli altri sostengono di essere “cisgender”, neologismo che significa &#8220;qualcuno a proprio agio con il proprio genere biologico&#8221;.</p>
<h2>&#8220;Gli alunni non sanno se sono maschi o femmine&#8221;</h2>
<p><strong>Even Sylva</strong>, capo degli insegnanti della Amaranta Gómez Regalado di Santiago e fondatrice dell&#8217;istituto, spiega alla <a href="https://www.youtube.com/watch?v=nz0btAdHGt8"><em>Bbc</em></a> che &#8220;i bambini sono molto più liberi di noi. I grandi, invece, vogliono decidere e dare etichette. Maschio o femmina? Molto spesso non lo sanno nemmeno loro. Vogliono solo giocare, crescere ed essere felici&#8221;.</p>
<p>&#8220;Che cosa significa essere trans&#8221; chiede agli studenti l&#8217;intervistatrice della Bbc, Megha Mohan. &#8220;Essere trans vuol dire essere più liberi&#8221; risponde un alunno. &#8220;Perché avete deciso di venire qui?&#8221; incalza. &#8220;Non mi sentivo a mio agio nella mia scuola &#8211; risponde un altro &#8211; ero invisibile. Nessuna parlava dell&#8217;essere trans&#8221;.</p>
<p>Su come affrontare la cosiddetta &#8220;disforia di genere&#8221;, spiega Costanza Cavalli su <em>Libero</em>, c&#8217;è ancora molta incertezza. Secondo una clinica londinese, un terzo dei loro giovani pazienti transgender manifestano &#8220;tratti autistici moderati o gravi&#8221;; in realtà, prende sempre più piede la tesi che sostiene la necessità di superare il periodo della pre-pubertà e della pubertà prima di compiere qualsiasi passo verso il cambio di sesso. Per lasciare il tempo di decidere al minore fino alla maggiore età, è aumentato l&#8217; utilizzo della <strong>triptorelina</strong>, il farmaco che ritarda lo sviluppo puberale nei ragazzi tra i 12 e i 16 anni.</p>
<p>Come conferma il <a href="https://27esimaora.corriere.it/18_ottobre_22/transgender-sempre-piu-minori-ci-chiedono-iniziare-transizione-23215ab4-d5dd-11e8-8d40-82f2988440be.shtml"><em>Corriere della Sera</em></a>, sono sempre di più, anche in <strong>Italia</strong>, i minori transgender che chiedono di poter cambiare sesso o di iniziare percorsi di transizione. &#8220;Solo nel nostro centro di Napoli, siamo passati dal singolo minore che ci ha chiesto assistenza psicologica nel 2005, quando abbiamo iniziato a occuparci di under 18, ai 31 presi in carico quest’anno&#8221; spiega al <em>Corriere</em> Paolo Valerio, ordinario di Psicologia clinica all’Università Federico II di Napoli e presidente dell’Osservatorio nazionale identità di genere (Onig). Solo nel 2015, fra aprile e dicembre, <a href="https://www.tempi.it/boom-bambini-transgender-inghilterra-medici-allarme-cura-moda/">1.013 minorenni inglesi</a> sono stati sottoposti a terapie per il &#8220;disordine dell’identità di genere&#8221;, trattamenti che vanno dalla consulenza psicologica fino al bombardamento ormonale per bloccare lo sviluppo del paziente in vista del cambiamento chirurgico del sesso.</p>
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		<title>Tra discriminazioni e difficoltà: come vivono i trans in Brasile</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/tra-discriminazioni-e-difficolta-come-vivono-i-trans-in-brasile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Mar 2019 09:54:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[Transessualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9132229.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9132229.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9132229-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9132229-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9132229-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Brasile è il Paese più letale per il mondo per i transgender. Tra il 2008 e il 2016, sono stati uccisi almeno 868 tra transgender e travestiti, secondo l&#8217;Associazione nazionale brasiliana dei travestiti e transgender (Antra), una rete nazionale che si articola in tutto il Brasile con 127 istituzioni che, con le loro azioni, promuovono lo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/tra-discriminazioni-e-difficolta-come-vivono-i-trans-in-brasile.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9132229.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9132229.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9132229-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9132229-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/05/LP_9132229-1024x684.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il Brasile è il Paese<a href="http://especiais.correiobraziliense.com.br/brasil-lidera-ranking-mundial-de-assassinatos-de-transexuais" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;"> più letale</span></a> per il mondo per i transgender. Tra il 2008 e il 2016, sono stati uccisi almeno 868 tra transgender e travestiti, secondo l&#8217;Associazione nazionale brasiliana dei travestiti e transgender (Antra), una rete nazionale che si articola in tutto il Brasile con 127 istituzioni che, con le loro azioni, promuovono lo status di cittadinanza dei travestiti e della popolazione transessuale e la Ong Transgender Europe (Tgeu), un&#8217;organizzazione benefica austriaca.</p>
<p>L&#8217;<a href="https://epoca.globo.com/brasil/noticia/2018/01/reduzida-por-homicidios-expectativa-de-vida-de-um-transexual-no-brasil-e-de-apenas-35-anos.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">aspettativa di vita</span></a> dei transessuali nel Paese è di soli 35 anni e la situazione non mostra segni di poter migliorare sostanzialmente nel prossimo futuro.</p>
<p>Alcune decisioni legali, come quella del Tribunale supremofederale (Stf), nel febbraio dello scorso anno, che riconosce il diritto dei transgender di cambiare il loro nome di nascita con nomi relativi al loro sesso, anche in assenza di chirurgia di riassegnazione sessuale o di riconoscimento legale, hanno migliorato le loro vite, ma la loro esclusione ed <strong>emarginazione</strong> rimane una triste realtà.</p>
<p>Nel febbraio 2017 è ampiamente circolato sui social network lo <span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://g1.globo.com/ceara/noticia/2017/03/apos-agressao-dandara-foi-morta-com-tiro-diz-secretario-andre-costa.html" target="_blank" rel="noopener">sconvolgente</a></span></span> video di Dandara dos Santos, un travestito di 42 anni lapidato a morte nello stato di Ceará, nel Nord-est del Brasile. Nell&#8217;aprile 2018 cinque persone coinvolte nel crimine <a href="https://www1.folha.uol.com.br/cotidiano/2018/04/cinco-sao-condenados-a-mais-de-14-anos-de-prisao-por-matar-travesti-no-ceara.shtml" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #3366ff; text-decoration: underline;">sono state condannate</span></span></a> a 21 anni. Molte delle reazioni sui social media non hanno mostrato alcuna solidarietà con Dandara.</p>
<p>Ogni giorno il pregiudizio fa nascere la violenza che determina l&#8217;accorciamento della vita di transgender e travestiti. Molti sono costretti a prostituirsi dopo che genitori intolleranti li hanno cacciati da casa. Così, casi come quelli di Luma de Andrade (il primo travestito <a href="http://portal.aprendiz.uol.com.br/2015/05/18/como-luma-superou-%20the-bias-to-become-the-first-transvestite-doctor-of-Brazil" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">ad aver ricevuto un dottorato</span></a> nel Paese), o Márcia Rocha (il primo avvocato transgender <a href="https://g1.globo.com/sao%20-paulo%20/%20noticia%20/%20brasil-tem-first-lawyer-transsexual-acting-with-name-social.ghtml" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">ad aver potuto usare </span></a>presso l&#8217;Ordine degli avvocati brasiliano, Oab nell&#8217;acronimo portoghese) sono ampiamente celebrati.</p>
<p>Tali casi sono fatti salienti e motivi di trionfo ma sono rari, il che, secondo gli attivisti, sottolinea l&#8217;importanza delle iniziative che cercano di includere e integrare i trans nella società, e anche di quelle che inducono la società ad accettarli.</p>
<p>Uno dei modi in cui molti transgender cercano di garantire i loro diritti è attraverso la politica. La pioniera Kátia Tapety è stata eletta consigliera di Colônia do Piauí, una cittadina con poco più di 7 mila abitanti all&#8217;interno dello stato nord-orientale del Piauí. Oltre ad aver occupato la carica di vicesindaco è stata eletta nel 1992 e poi rieletta due volte. Altri transgender sono stati in grado di ricoprire cariche pubbliche dopo Tapety, come Madalena, eletta consigliera a Piracicaba, nello stato di São Paulo; che è stata eletta nel 2012, ma poi <a href="http://g1.globo.com/sp/piracicaba-regiao/noticia/2016/08/vereadora-madelena-desiste-de-tentar-reeleicao-na-camara-de-piracicaba-sp.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="color: #3366ff;">ha deciso</span></a> di non tentare la rielezione dopo aver subito una serie di minacce, e anche a causa della transfobia. Pamela Pop a Uberlândia e Najara a Caldas, entrambe nello stato di Minas Gerais, sono state elette in passato.</p>
<p>Nel 2016, <a href="https://nlucon.com/2016/10/07/pelo-menos-10-das-candidatas-trans-foram-eleitas-em-todo-brasil-saiba-quem-sao/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #3366ff; text-decoration: underline;">si sono candidati 80 transgender</span></span></a>, circa il 10% di loro è stato eletto e ha preso posto nei consigli municipali. Per le elezioni di ottobre 2018 il <a href="https://www.sul21.com.br/ultimas-noticias/politica/2018/08/numero-de-candidaturas-trans-no-brasil-bate-recorde-em-2018/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #3366ff; text-decoration: underline;">numero totale</span></span></a> di candidati transgender era di 52 – dieci volte il numero di candidati per le stesse cariche del 2014. L&#8217;anno scorso il piccolo partito di sinistra Psol (Socialism and Liberty Party) ha <a href="https://esquerdaonline.com.br/2018/08/31/42-das-candidaturas-trans-destas-eleicoes-sao-do-psolpcb/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">lanciato la candidatura</span></a> di 19 transgender e, per la prima volta, il Brasile ha avuto un candidato transgender per il Senato Federale, Duda Salabert dello stato di Minas Gerais, e inoltre <a href="https://g1.globo.com/sp/sao-paulo/eleicoes/2018/noticia/2018/10/08/sp-elege-sua-primeira-deputada-estadual-transexual.ghtml" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">sono riusciti a eleggere</span></a> Erica Malunguinho da Silva, la prima donna transessuale nella storia dell&#8217;Assemblea legislativa dello Stato di São Paulo.</p>
<p>Ma essere eletti non garantisce il rispetto e neppure protegge i transgender dalle minacce e dalla transfobia, come dimostrato dal <a href="http://g1.globo.com/sp/piracicaba-regiao/noticia/2013/08/primeira-vereadora-travesti-se-afasta%20of-post-after-attacks-in-piracicaba.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline; color: #3366ff;">caso di Madalena</span></a>. Ciò nonostante la politica rimane uno dei tanti percorsi cercati dai trans per garantirsi visibilità e anche per imporre ordini del giorno che possano proteggerli e garantire sia i loro diritti sia quelli degli altri membri della comunità Lgbt (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali).</p>
<p>Helena Vieira è un&#8217;attivista trans che vive nello stato nord-orientale del Ceará, lo stesso di Dandara, e si è candidata per una carica di rappresentante federale. Nonostante non sia stata eletta, questo è stato un momento importante per i transgender in tutto il Brasile. Helena è una scrittrice di 27 anni, nata a São Paulo che vive da 5 anni nello Stato del Ceará, dove ha iniziato la sua transizione di genere.</p>
<p>Ricorda che il suo processo di &#8220;dare alla luce Elena&#8221; è iniziato quando si è trasferita nel Ceará e ha cominciato a capire se stessa non come un &#8220;ragazzo femminile&#8221;, ma come una transgender. Vittima di omofobia prima della sua transizione, Helena racconta così la prima volta che è uscita per strada in abiti femminili: &#8220;sono stata colpita da una banana e bucce di mandarino lanciati dall&#8217;interno di un autobus, e un taxi ha rifiutato di prendermi. Sono stati i pochi metri più dolorosi della mia vita che ho dovuto percorrere, perché agli occhi di ogni persona era come se fossi un &#8216;mostro&#8217;. Ciò mi ha fatto vergognare di essere lì (per strada) nel modo in cui volevo essere&#8221;.</p>
<p>Essere un transgender in Brasile, per Helena, è come &#8220;essere uno straniero in una terra che non ti vuole&#8221;, e la candidatura di una donna trans, anche se alla fine non è eletta, &#8220;significa rendere possibile immaginare una di noi al congresso nazionale&#8221;. Finisce aggiungendo che &#8220;è pazzesco, perché nemmeno noi stesse possiamo pensarci al congresso nazionale,.. Si tratta di credere in noi stesse e di poter esprimere le nostre idee&#8221;.</p>
<p>Nonostante la crescita delle candidature e l&#8217;elezione di Erica Malunguinho, il Brasile non si è svegliato più progressista dopo le elezioni del 7 ottobre 2018. <a href="https://www.redpepper.org.uk/criminalising-social-movements-helped-bolsonaro-win-power/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #3366ff; text-decoration: underline;">È stato eletto presidente</span></span></a> Jair Bolsonaro, un politico di estrema destra ed ex capitano dell&#8217;esercito che, costantemente e aggressivamente, predica contro i diritti di Lgbt.</p>
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		<title>Viaggio nel Pakistan che &#8220;tollera&#8221; i trans</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/politica/lislam-che-non-ti-aspetti/viaggio-nel-pakistan-tollera-trans.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2017 07:04:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Islamabad]]></category>
		<category><![CDATA[Lahore]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[Transessualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>È notte e nella prima periferia di Lahore, fuori da un edificio anonimo, continuano ad arrivare taxi e richò carichi di persone. Molti uomini, giovani e non solo, scendono dai mezzi, entrano nel vecchio palazzo e salgono al primo piano, dove una musica da discoteca e delle luci stroboscopiche accolgono chi arriva. Appena presa familiarità &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/lislam-che-non-ti-aspetti/viaggio-nel-pakistan-tollera-trans.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/lislam-che-non-ti-aspetti/viaggio-nel-pakistan-tollera-trans.html">Viaggio nel Pakistan che &#8220;tollera&#8221; i trans</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/TRANS-APERTURA-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>È notte e nella prima periferia di Lahore, fuori da un edificio anonimo, continuano ad arrivare taxi e richò carichi di persone. Molti uomini, giovani e non solo, scendono dai mezzi, entrano nel vecchio palazzo e salgono al primo piano, dove una musica da discoteca e delle luci stroboscopiche accolgono chi arriva. Appena presa familiarità con il livello del volume e ecco che subito si capisce di essere arrivati in una delle numerose feste che si svolgono in clandestinità, di notte, in Pakistan. Si tratta di un party illegale e fuori dall&#8217;ordinario: il compleanno di Lady Roma, una transgender pakistana.</p>
<p><style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/_GoQj6vmuRY" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div></p>
<h2>Un&#8217;apparente tolleranza</h2>
<p>È proprio da questa festa che inizia il <strong>viaggio nel mondo LGBT Pakistano</strong>. Partendo da quello che è un momento di apparente allegria, in realtà si viene a scoprire un mondo complesso, contraddittorio e drammatico. Se, formalmente, in Pakistan i transessuali godono di maggiori diritti rispetto a molti altri Paesi al mondo, nei fatti, però, sono vittime di stigmatizzazioni, pregiudizi e discriminazione. La Corte Suprema di Islamabad ha riconosciuto infatti il &#8221;terzo genere&#8221; nel 2009 e poco tempo prima era stato garantito il diritto di voto ai membri della <strong>comunità LGBT</strong>. Ciò, in apparenza, fa pensare che esista una tolleranza e un&#8217;integrazione dei transessuali ma, in realtà, la situazione è molto più complicata e occorre andare a ritroso nei secoli per comprendere l&#8217; attuale contesto sociale in cui vivono i lady boy nel Paese asiatico.</p>
<p>Nel 1500-1600 d.C. gli Hijra o Khawaja Sira, termine con cui vengono definiti i transessuali in Pakistan e in India, alla corte degli imperatori Moghul godevano di enorme considerazione e ricoprivano alcune delle cariche più importanti in ambito amministrativo, oltreché militare. <strong>La situazione però è cambiata radicalmente durante il colonialismo britannico</strong>. Gli inglesi hanno accusato i transgender di violare la decenza pubblica, hanno introdotto il reato di omosessualità all&#8217;interno del codice penale del 1860 e la stessa visione omofoba è stata poi ereditata dal dittatore Muhammad Zia nel 1978. E oggi, quindi, sebbene la legge sia cambiata, in realtà a livello sociale il mondo transgender è vittima ancora di enormi stigmatizzazioni; infatti i Khawaja Sira sono nel mirino dei gruppi conservatori e in quello degli estremisti islamici e, per vivere, la stragrande maggioranza di loro mendica, si prostituisce o danza in occasioni dei battesimi, delle circoncisioni o di altre feste, poiché sono rinomati per le loro doti coreografiche e perché godono della fama di essere dei portatori di buona sorte.</p>
<p>La festeggiata Lady Roma è seduta su un trono, mentre i fotografi consumano i flash nell&#8217;immortalarla. È vestita in modo appariscente e come lei altre decine di colleghe. All&#8217;interno della sala continuano ad arrivare anche gli spettatori, giovani e non solo, che stanno seduti sulle poltrone in attesa di vedere le danzatrici esibirsi. E, non appena viene dato il via ai festeggiamenti, le hijra iniziano a dimenarsi sulla pista, ad ancheggiare, a cercare di essere sensuali e attirare a sé i presenti che le circondano e lanciano loro banconote mentre danzano. &#8221;La festeggiata è una mia allieva e sono molto contenta di questo evento, perché tutte le ragazze stanno ballando molto bene e c&#8217;è molta gente che è venuta qua per divertirsi con loro senza mancare di rispetto&#8221;. A parlare è Gehta Babi, una guru, il capo di una comunità di trans che insegna ai propri adepti a danzare, a comportarsi in modo femminile, che trova opportunità di lavoro e garantisce protezione.</p>
<p><div id="gallery_211051" class="inline-gallery-container"></div><script>var gallery_211051 = [{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_015.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_015-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_029.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_029-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_007.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_007-150x150.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_005---Copia.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_005---Copia.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"},{"src":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_015---Copia.jpg","thumb":"https:\/\/media.insideover.com\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/GUM_20170524_pakistan_015---Copia.jpg","subHtml":"<div class=\"lightGallery-captions\"><h4><\/h4><p> <\/p><\/div>"}];</script></p>
<h2>&#8220;In Moschea solo con abiti da uomo&#8221;</h2>
<p>Ma per comprendere meglio il mondo della comunità dei transgender pakistani, dalla festa di Lady Roma ci dirigiamo a bussare alla porta della comunità del guru Diba Lal, nella città di Pattoki. In una stanza tre hijra stanno suonando e altri muovendosi a ritmo di musica, infrangendo quello che è uno dei dettami della legge islamica, che vieta alle donne di danzare in presenza di uomini; poi, durante la cena, Diba Lal racconta: &#8221;Io qui vivo come una madre con i suoi figli. Oggi sono un guru , ma per anni anche io sono stata un&#8217;allieva. A 16 anni vivevo insieme a dei circensi e mi esibivo durante gli spettacoli, in seguito ho conosciuto il mio attuale compagno, entrambi siamo venuti a vivere in questa comune e oggi io porto avanti il lavoro che hanno iniziato le altre maestre prima di me&#8221;.</p>
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<p>E poi, quella che le altre hijra chiamano <em>mum</em> (mamma), prosegue: &#8221;Noi viviamo insieme per essere anche più protette e aiutarci. I trans sono molto discriminati in Pakistan. In Moschea possiamo andare solo se indossiamo abiti maschili e non dobbiamo essere truccate; ci sono molti fanatici che vogliono vederci morte e, a proposito: guarda!&#8221;. Diba Lal estrae il cellulare e mostra i video di una conoscente che, aggredita in casa, è stata poi uccisa. Le immagini sono commentate da un silenzio assordante e la ferocia delle istantanee che passano in rassegna sullo schermo del device portano alla luce quello che è il problema con cui devono rapportarsi costantemente i transgender del Pakistan: la discriminazione, la persecuzione, l&#8217;intolleranza, le minacce, la violenza e anche la morte.<strong>In Pakistan la comunità LGBT comprende dalle 350 alle 500 mila persone</strong>. Numeri precisi non ci sono, anche se il governo Pakistano per il 2017 ha indetto un nuovo censimento e, per la prima volta nella storia, verranno conteggiati anche i transgender come terzo genere. Di nuovo ecco quindi la dicotomia di una realtà che, da una parte sembra ufficialmente molto più progressista rispetto a tanti altri contesti al mondo, ma poi nasconde enormi aspetti inquietanti.</p>
<h2>L&#8217;ong per i diritti della comunità Lgbt</h2>
<p>Per intendere nel dettaglio questa situazione occorre allora recarsi anche nella sede dell&#8217;ong Khawaja Sira Society, che si batte per i diritti di trans e omosessuali. All&#8217;interno dell&#8217;organizzazione alcuni trans ballano, altri leggono, c&#8217;è anche una piccola clinica medica dove vengono fatti test hiv gratuiti, perché una delle piaghe che affligge la comunità transgender è proprio la diffusione della malattie sessualmente trasmissibili: basti pensare che<strong> il 6.8% dei 22mila trans di Lahore sono sieropositivi</strong>; qua, a parlare, è Moon Ali, direttrice dell&#8217;Ong: &#8221;In Pakistan, occorre dirlo, i transgender non hanno diritti. Non basta essere riconosciuti come terzo genere per avere dei diritti sociali. Quella è una formalità. Quando un&#8217;ampia fetta della popolazione per vivere non ha altre possibilità che prostituirsi o fare dell&#8217;intrattenimento alle feste, allora vuol dire che quella minoranza è discriminata. Oggi noi trans non abbiamo alternative!&#8221;.</p>
<p>Moon Alì quindi prosegue: &#8221;Io vado all&#8217;università, vivo con la mia famiglia, che ha accettato la mia condizione, e non mi sono mai venduta. Ma voglio che il nostro mondo cambi! È necessario che anche i transgender escano da questa realtà fatta di mercificazione e che inizino a studiare, ad ambire a lavori di prestigio e a cariche pubbliche. In molti ci odiano, gli estremisti islamici <em>in primis</em>: alcune di noi vengono uccise, ma dobbiamo avere coraggio, cultura di noi stesse e forza d&#8217;animo per attuare il cambiamento; solo così possiamo dire di avere dei diritti e non essere solo oggetto di sfogo sessuale&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Foto di Marco Gualazzini</strong></em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/politica/lislam-che-non-ti-aspetti/viaggio-nel-pakistan-tollera-trans.html">Viaggio nel Pakistan che &#8220;tollera&#8221; i trans</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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