Turchia, Iraq e Siria, le Acque contese del Tigri ed Eufrate: la salute al centro del conflitto
In un’area già devastata da guerra e instabilità politica, la “geopolitica dell’acqua” si traduce in una crisi silenziosa di salute pubblica.
In un’area già devastata da guerra e instabilità politica, la “geopolitica dell’acqua” si traduce in una crisi silenziosa di salute pubblica.
“Il Tigri attraversa la Siria e l’Iraq, per questo la turchia vuole controllarlo. Grazie al progetto GAP potrà fermare l’afflusso di acqua verso i Paesi limitrofi e usare il fiume come arma di ricatto”. Ma il controllo delle risorse idriche...
"Quando le acque sommergeranno il villaggio il clima cambierà, sarà molto più umido. Non riusciremo più a respirare", spiega Ridvan, scuotendo la testa. Secondo gli attivisti che da anni lottano per fermare i lavori,'impatto ambientale della diga di Ilisu, in Turchia, sarà enorme, ma effettuare una stima precisa è impossibile a causa del sistema legislativo turco. Quello che però si sa è che la costruzione della diga metterà in pericolo centinaia di specie vegetali e animali, alcune già a rischio estinzione, senza contare l'impatto climatico del progetto, anch'esso di difficile definizione.
Hasankeyf, villaggio del Kurdistan turco, ha i giorni contati. In un tempo che varia da pochi mesi a più di un anno, il villaggio sarà sommerso dalle acque della diga Ilisu, finita di costruire nel 2019 e la cui messa in funzione ha segnato la condanna a morte di 199 cittadine che sorgono nella valle del Tigri. Tra ottobre e novembre gli abitanti di Hasankeyf sono stati evacuati per motivi di sicurezza, secondo quanto affermato dal Governo.
Hasankeyf è un villaggio curdo che sorge lungo le sponde del fiume Tigri, nel sud est della Turchia. Di questo luogo e dei suoi 12 mila anni di storia molto presto non resterà che il ricordo: la cittadina sta per...
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