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	<title>Thales Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Oct 2025 09:21:46 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Thales Archives - InsideOver</title>
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		<title>Leonardo-Airbus-Thales: l&#8217;asse europeo sullo spazio tra sovranità tecnologica e sfida a Starlink</title>
		<link>https://it.insideover.com/spazio/leonardo-airbus-thales-lasse-europeo-sullo-spazio-tra-sovranita-tecnologica-e-sfida-a-starlink.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2025 09:21:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Airbus]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[SpaceX]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="317" height="159" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Leonardo-Thales-Airbus-spazio-in-Ue-nasce-un-nuovo-gigante-spaziale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Leonardo-Thales-Airbus-spazio-in-Ue-nasce-un-nuovo-gigante-spaziale.jpg 317w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Leonardo-Thales-Airbus-spazio-in-Ue-nasce-un-nuovo-gigante-spaziale-300x150.jpg 300w" sizes="(max-width: 317px) 100vw, 317px" /></p>
<p>Leonardo-Airbus-Thales: l'asse europeo sullo spazio tra sovranità tecnologica e sfida a Starlink. Gli scenari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spazio/leonardo-airbus-thales-lasse-europeo-sullo-spazio-tra-sovranita-tecnologica-e-sfida-a-starlink.html">Leonardo-Airbus-Thales: l&#8217;asse europeo sullo spazio tra sovranità tecnologica e sfida a Starlink</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="317" height="159" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Leonardo-Thales-Airbus-spazio-in-Ue-nasce-un-nuovo-gigante-spaziale.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Leonardo-Thales-Airbus-spazio-in-Ue-nasce-un-nuovo-gigante-spaziale.jpg 317w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/Leonardo-Thales-Airbus-spazio-in-Ue-nasce-un-nuovo-gigante-spaziale-300x150.jpg 300w" sizes="(max-width: 317px) 100vw, 317px" /></p>
<p>Tra Italia, Francia e Germania sta per nascere un <strong>colosso spaziale di portata continentale,</strong> primo potenziale <em>game-changer</em> dell&#8217;approccio europeo per la conquista delle orbite e dei servizi che la nuova economia dello spazio può abilitare. Tre dei maggiori attori della difesa e dell&#8217;aerospazio, l&#8217;<strong>italiana Leonardo,</strong> la francese <strong>Thales</strong> e la franco-tedesca <strong>Airbus,</strong> hanno concordato la messa in comune dei propri business spaziali per abilitare economie di scala e maggiori capacità di innovazione e sviluppo nel settore. E la notizia è potenzialmente dirompente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;alleanza attesa da tempo sui satelliti</h2>



<p>Nella joint venture, di cui si parla dal 2019 e che prevede un&#8217;integrazione sul modello del produttore di missili paneuropeo Mbda (sinergia tra Leonardo, Thales e la britannica Bae) <strong>Leonardo e Thales</strong> conferiranno la partecipata <strong>Thales Alenia Space,</strong> il gruppo italiano metterà nel paniere <strong>la controllata Telespazio</strong> e Airbus la sua divisione satellitare. </p>



<p><strong>Si prevede che il nuovo gruppo, in grado di valere oltre 11,5 miliardi di euro</strong> e di sdoganare un fatturato di <strong>6,5 miliardi</strong> alla partenza, possa aver sede nella città francese di Tolosa e, come Moda, coordinare in forma centralizzata le attività strategiche e comuni salvo tutelare le specifiche legate alla sicurezza nazionale di ogni Paese, come la continuità dei contratti con le difese nazionali e i brevetti strategici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa faranno Leonardo, Thales e Airbus</h2>



<p>Il focus della nuova alleanza sarà <strong>la corsa ai satelliti per la connettività e la trasmissione internet</strong> e la ricerca di capacità comuni per conquistare le orbite terrestre basse (Leo) dove si gioca la corsa tra<a href="https://it.insideover.com/spazio/starlink-italia-tra-tecnologia-geopolitica-e-sicurezza-nazionale.html"> <strong>Starlink, il servizio offerto dalla SpaceX di Elon Musk,</strong> </a>la costellazione <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/nuova-strategia-amazon-conquistare-spazio.html">Kuiper</a></strong> di Amazon e i nuovi provider cinesi. </p>



<p>&#8220;Gli sforzi per fondere i produttori di satelliti europei si sono ripetutamente arenati a causa delle rivalità nazionali e delle diverse priorità industriali, ma le pressioni del mercato si sono intensificate. La società di consulenza Novaspace prevede che nel prossimo decennio verranno lanciati 43.000 satelliti in tutto il mondo, rappresentando un mercato da 665 miliardi di dollari in produzione e&nbsp;<strong><a href="https://aerospaceglobalnews.com/news/skyrora-grounded-uk-caa-vertical-launch-license/">servizi di lancio</a></strong>&#8220;, nota <em><a href="https://aerospaceglobalnews.com/news/project-bromo-airbus-thales-leonardo-satellite-spacex/">Aerospace Global News</a></em>. </p>



<p>Non mancherà, inoltre, una capacità di <strong>ricerca congiunta nello strategico settore dei satelliti in orbita geostazionaria </strong>fondamentali per<a href="https://it.insideover.com/spazio/arriva-in-aula-la-legge-sullo-spazio-litalia-si-prepara-alla-nuova-corsa-alle-orbite.html"> l&#8217;osservazione della Terra e le telecomunicazioni strategiche.</a> Integrare le capacità date dalla costellazione italiana Sicral, dalla <a href="https://spacenews.com/analysts-question-germanys-request-for-defensive-and-inspector-satellites/">tedesca Egnos</a> e dalla francese Syracuse per coordinare le <strong>capacità di trasmissione dell&#8217;informazione e cifratura,</strong> creando un&#8217;impalcatura comune di sicurezza, può essere un altro obiettivo a cui la nuova alleanza, che si sta forgiando con il nome in codice di Project Bromo, può ambire.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli obiettivi dell&#8217;asse Leonardo-Thales-Airbus</h2>



<p>La nuova piattaforma, che Airbus parteciperà al 35% e Leonardo e Thales al 32,5%, avrà anche la possibilità di presentarsi come <strong>grande e importante appaltatore per i programmi futuri dell&#8217;Agenzia Spaziale Europea (Esa)</strong> e dell&#8217;<strong>European Union Agency for the Space Programme (Euasp)</strong> su progetti che vanno dalla ricerca scientifica nello spazio alle nuove costellazioni continentali per il tracciamento delle informazioni e l&#8217;osservazione della Terra. L&#8217;obiettivo è creare un <em>prime contractor</em> di rango continentale capace di sfidare i colossi americani e cinesi.</p>



<p>Nelle intenzioni,<a href="https://www.astrospace.it/2025/10/23/airbus-leonardo-e-thales-si-accordano-per-la-creazione-di-un-nuovo-leader-europeo-nel-settore-spaziale/"> nota <em>Astrospace</em>,</a> &#8220;La nuova realtà vuole inoltre guidare programmi innovativi capaci di rispondere all’evoluzione delle esigenze dei clienti e alla crescente domanda di sovranità europea e nazionale, anche in ambito militare&#8221; e &#8220;lo farà offrendo soluzioni integrate per infrastrutture e servizi in tutti i principali domini spaziali, promuovendo la cooperazione tra le nazioni e potenziando la capacità d’investimento del continente&#8221;. </p>



<p>Appena otterrà l&#8217;ok della Commissione Europea, la nuova creatura dovrà integrare i suoi siti produttivi e i suoi <strong>25mila dipendenti, oltre a un portafoglio ordini già spinto per tre anni</strong>, a tempo di record: si parla di entrata in servizio della joint venture entro il 2027. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Definire i rapporti politici e industriali</h2>



<p><strong>Nel campo dei settori afferenti alla macroaerea della difesa e della sicurezza,</strong> si tratterebbe del primo grande progetto industriale coinvolgente al contempo Italia, Francia e Germania, rappresentando dunque un test strategico in cui bisognerà ben definire quote di lavoro, proprietà intellettuale e influenza sistemica sul piano politico. <strong>Nel quadro della geometria variabile</strong> di molti progetti continentali, la vaghezza su questo fronte ha <a href="https://it.insideover.com/difesa/anche-la-svezia-vuole-un-caccia-di-sesta-generazione-e-la-germania-fiuta-laffare.html">creato, ad esempio, problemi al programma franco-tedesco per un caccia di sesta generazione. </a></p>



<p>Leonardo, come grande system integrator che lavora attivamente tanto con Airbus (programma Eurofighter) e Thales (Mbda e Thales Alenia Space), può essere la camera di compensazione di un progetto ambizioso ma che deve<strong> scontare la necessità di definire il perimetro di gioco</strong> in partenza. Un problema politico, in cui le ambizioni tedesche per i grandi piani di riarmo e il tradizionale solipsismo francese dovranno essere contemperate dall&#8217;istinto pontiere dell&#8217;Italia, che rappresenta il vero punto di domanda su un progetto che mira a rivoluzionare la corsa europea allo spazio.</p>



<p><strong><em>La corsa allo spazio e altri grandi macrotrend continuano a cambiare il mondo di oggi. InsideOver li esplora con curiosità, entusiasmo e una visione complessa che mira a unire i puntini e a parlare di fatti e realtà concrete prima ancora che di opinioni. Se sostieni il nostro metodo di lavoro, <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati</a> e diventa uno di noi!</em></strong></p>
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		<title>Vietnam: Macron gioca la carta dello spazio sul tavolo delle ambizioni geopolitiche</title>
		<link>https://it.insideover.com/spazio/vietnam-macron-gioca-la-carta-dello-spazio-sul-tavolo-delle-ambizioni-geopolitiche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2025 12:47:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Thales]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vietnam" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Macron in Vietnam. Obiettivo: siglare un accordo per la fornitura di un satellite per telecomunicazioni targato Thales Alenia Space. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Vietnam" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/thales-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è molto più di un contratto industriale dietro la visita imminente di <strong>Emmanuel Macron ad Hanoi</strong>. Il presidente francese, sempre più impegnato a ritagliarsi un ruolo globale, punta questa volta al cielo del Sud-Est asiatico. L’obiettivo: siglare un accordo per la fornitura al <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/come-la-gran-bretagna-diede-inizio-alla-guerra-del-vietnam.html">Vietnam </a></strong>di un satellite per telecomunicazioni targato Thales Alenia Space. Ma, come spesso accade, la vera posta in gioco è ben più alta: si tratta di influenza, prestigio e futuro.</p>



<p><strong>Il Vietnam è un Paese in piena trasformazione digitale.</strong> La terza costellazione satellitare nazionale, Vinasat-3, potrebbe fare da leva per colmare il divario tra città e campagne, abilitando servizi avanzati come telemedicina e amministrazione elettronica. Thales Alenia Space, già operativa nel Paese, si candida a diventare il partner ideale. Ma il contesto è tutt’altro che semplice.</p>



<p>Hanoi, con la sua postura equilibrata tra Cina, USA, Russia e UE, <strong>non si lega facilmente.</strong> La trattativa è ostacolata da scandali passati, come quello che ha travolto <strong>Nguyen Thi Thanh Nhan</strong>, figura chiave nei rapporti con i fornitori occidentali, oggi latitante. E lo spettro di quel passato pesa anche su Parigi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La diplomazia high-tech di Parigi</h2>



<p>Thales Alenia Space, leader europeo del settore, porta in dote tecnologia e reputazione. Ma deve <strong>fare i conti con la concorrenza americana</strong> (Lockheed Martin) e con un Vietnam che vorrebbe sviluppare in casa le proprie capacità satellitari. A complicare tutto, le dinamiche interne al potere vietnamita, tra ambizioni divergenti e priorità mutevoli.</p>



<p>Macron sa che un successo ad Hanoi varrebbe molto più di una vittoria commerciale. Sarebbe la conferma della “diplomazia high-tech” francese, già sperimentata in Mongolia e in Africa. Ma sa anche che un fallimento alimenterebbe la narrativa di un’Europa che promette, ma non incide.</p>



<p>Un memorandum d’intesa potrebbe essere il compromesso. Un modo per restare in partita, senza sbilanciarsi troppo. Perché nello spazio, come nella geopolitica, conta saper lanciare. Ma ancora di più, saper atterrare.</p>
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		<title>Perché ReArm Europe sarà un affare d&#8217;oro per le aziende di Francia e Germania</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/perche-rearm-europe-sara-un-affare-doro-per-le-aziende-di-francia-e-germania.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 17:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia di guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Rheinmetall]]></category>
		<category><![CDATA[Thales]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Europa si prepara a un’era di riarmo senza precedenti, spinta dall’ombra lunga della guerra in Ucraina e dall’incertezza sul futuro impegno degli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump. Mentre i leader dell’Unione Europea discutono il piano ReArm Europe – un progetto da 800 miliardi di euro per potenziare le difese del continente – &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-rearm-europe-sara-un-affare-doro-per-le-aziende-di-francia-e-germania.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-rearm-europe-sara-un-affare-doro-per-le-aziende-di-francia-e-germania.html">Perché ReArm Europe sarà un affare d&#8217;oro per le aziende di Francia e Germania</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240617150812958_34f6a26f7e7cd012709de9d73b4256a2-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’Europa si prepara a un’era di riarmo senza precedenti, spinta dall’ombra lunga della guerra in Ucraina e dall’incertezza sul futuro impegno degli Stati Uniti sotto la presidenza di Donald Trump. Mentre i leader dell’Unione Europea discutono il piano <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/rearm-europe-ha-lok-del-parlamento-ma-nella-pancia-della-ue-cresce-il-malessere.html">ReArm Europe</a></strong> – un progetto da 800 miliardi di euro per potenziare le difese del continente – una tendenza emerge con chiarezza: le industrie tedesche e francesi stanno rapidamente diventando le grandi vincitrici di questa corsa agli armamenti. Da Volkswagen a Rheinmetall, da KNDS a Thales, le aziende di Berlino e Parigi si posizionano al centro di una trasformazione economica e militare che potrebbe ridisegnare gli equilibri industriali del Vecchio Continente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Volkswagen e il volto nuovo dell’industria tedesca</h2>



<p>L’ultima notizia arriva da Wolfsburg, quartier generale di Volkswagen, il colosso automobilistico più grande d’Europa. <strong>Oliver Blume</strong>, amministratore delegato dell’azienda, ha dichiarato che VW <strong>è pronta a valutare la conversione di parte dei suoi stabilimenti per produrre equipaggiamenti militari </strong>per l’esercito tedesco. “Non siamo ancora stati contattati da partner specifici, ma siamo aperti a considerare i progetti”, ha detto Blume, lasciando intendere che il gigante dell’automotive potrebbe presto unirsi a un trend già in atto. Non si tratta di un caso isolato: aziende come Rheinmetall, leader nella produzione di munizioni e carri armati Leopard, e KNDS Group, joint venture franco-tedesca specializzata in veicoli corazzati, stanno già riconvertendo impianti automobilistici in linee di produzione bellica.</p>



<p>Questa mossa riflette una <strong>necessità strategica per la Germania.</strong> Dopo anni di crisi nell’industria automobilistica – segnata da costi energetici elevati, competizione cinese e calo della domanda di veicoli tradizionali – il riarmo offre una via d’uscita. La proposta di un fondo tedesco da 500 miliardi di euro per infrastrutture e difesa,<a href="https://it.insideover.com/difesa/germania-lex-rigorista-merz-si-fa-spendaccione-per-le-armi-ed-elastico-sulle-regole.html"> annunciata dai negoziati tra CDU/CSU e SPD, insieme alla sospensione del “freno al debito</a>” costituzionale, apre le porte a investimenti massicci. Per Volkswagen, che affronta tagli di capacità e migliaia di posti di lavoro a rischio, la produzione di equipaggiamenti militari potrebbe rappresentare non solo una boccata d’ossigeno, ma un’opportunità per reinventarsi come attore chiave in un’economia di guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Francia: il potere silenzioso di KNDS e Thales</h2>



<p>Anche la <a href="https://it.insideover.com/difesa/affare-leopard-litalia-vuole-tank-e-missili-ma-fondi-e-tempi-sono-unincognita.html">Francia non resta a guardare. KNDS, che produce il carro armato Leopard 2</a> e il veicolo da combattimento Puma, <strong>ha recentemente acquisito un’ex fabbrica ferroviaria a Görlitz, in Germania, </strong>per espandere la sua capacità produttiva, mentre Thales, gigante dell’elettronica e della difesa, vede le sue azioni salire vertiginosamente (+40% dall’inizio dell’anno). Il piano europeo da 150 miliardi di euro in prestiti congiunti, proposto dalla Commissione UE, favorisce Paesi con industrie belliche consolidate come la Francia, capace di offrire sistemi avanzati – dai radar ai missili – che si integrano perfettamente nelle esigenze di un riarmo rapido e interoperabile.</p>



<p>Parigi beneficia <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-francia-offre-alleuropa-lombrello-atomico-ma-bisogna-capire-come-aprirlo.html">anche di una visione politica chiara.</a></strong> Il governo francese ha storicamente sostenuto il concetto di “autonomia strategica” europea, spingendo per una difesa meno dipendente dagli USA. Questo approccio trova eco nel piano “ReArm Europe” di <strong>Ursula von der Leyen</strong>, che prevede l’uso di obbligazioni Ue per finanziare acquisti congiunti di armamenti – un meccanismo che avvantaggia Paesi con una base industriale già solida, come Francia e Germania, rispetto a nazioni meno attrezzate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Germania e Francia vincono</h2>



<p>Il vantaggio di Berlino e Parigi non è casuale. Entrambi i Paesi vantano industrie manifatturiere avanzate, <strong>capaci di passare rapidamente dalla produzione civile a quella militare.</strong> In Germania, aziende come Rheinmetall stanno già assorbendo manodopera qualificata da giganti dell’auto come Bosch e Continental, mentre Volkswagen potrebbe presto seguire lo stesso percorso. In Francia, la filiera di KNDS e Thales è pronta a rispondere alla domanda crescente di tecnologia militare sofisticata. Inoltre, la loro posizione dominante nel mercato europeo permette di attrarre la maggior parte dei contratti previsti dal piano Ue, che privilegia l’acquisto interno per garantire “interoperabilità e consolidamento industriale”.</p>



<p>Questo squilibrio ha un costo per il resto d’Europa. Paesi come l’Italia, con Leonardo in crescita ma con una capacità produttiva più limitata, o gli Stati dell’Est, ancora dipendenti da equipaggiamenti ex sovietici, rischiano di restare ai margini. <strong>Il think tank Bruegel stima che l’UE debba investire almeno 250 miliardi di euro all’anno per deterrere la Russia</strong>, ma gran parte di questa cifra finirà nelle casse di chi è già pronto a produrre: Germania e Francia. Non aiuta il fatto che, tra il 2022 e il 2023, quasi l’80% della spesa europea per la Difesa sia andata a fornitori extra-UE, secondo il rapporto Draghi sulla competitività, evidenziando la frammentazione dell’industria continentale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una nuova economia di guerra</h2>



<p>Il riarmo europeo non è solo una questione militare, ma economica. Per la Germania, rappresenta una chance di rilancio dopo due anni di contrazione economica; per la Francia, un modo per consolidare il suo ruolo di leader tecnologico. Ma il piano ReArm Europe solleva interrogativi: riuscirà l’Ue a bilanciare gli interessi nazionali con una strategia collettiva? O diventerà un gioco a somma zero, dove Berlino e Parigi prosperano a spese degli altri? <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/difesa-e-crescita-economica-la-sottile-linea-rossa-nellepoca-delleconomia-di-guerra.html">Mentre Volkswagen valuta di costruire carri armati e Rheinmetall prevede vendite militari fino a 100 miliardi di euro </a></strong>entro il 2030, una cosa è certa: il riarmo sta ridisegnando l’industria europea, e Germania e Francia sono già in pole position.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-rearm-europe-sara-un-affare-doro-per-le-aziende-di-francia-e-germania.html">Perché ReArm Europe sarà un affare d&#8217;oro per le aziende di Francia e Germania</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Francia: il colosso delle armi Thales fa affari d&#8217;oro grazie ai droni per Israele</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/francia-il-colosso-delle-armi-thales-fa-affari-doro-grazie-ai-droni-per-israele.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 11:40:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Thales]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/iai_heron_uavciai.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/iai_heron_uavciai.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/iai_heron_uavciai-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/iai_heron_uavciai-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/iai_heron_uavciai-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/iai_heron_uavciai-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p> Aderisce al Patto Onu per non essere complice di violazioni dei diritti umani ma fornisce parti fondamentali ai droni che colpiscono Gaza.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/iai_heron_uavciai.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/iai_heron_uavciai.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/iai_heron_uavciai-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/iai_heron_uavciai-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/iai_heron_uavciai-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/iai_heron_uavciai-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Negli anni, il colosso francese dell’industria bellica Thales ha costruito un’immagine di azienda responsabile, attenta alle questioni etiche e ai diritti umani. Si fregia di aderire al&nbsp;<strong>Patto mondiale delle Nazioni Unite</strong>, impegnandosi ufficialmente a non essere complice di violazioni dei diritti umani. Eppure, un’inchiesta pubblicata da&nbsp;<strong>Disclose</strong>&nbsp;smonta questa narrazione e porta alla luce una realtà ben diversa: tra il 2018 e il 2023, <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-laser-anti-aereo-di-thales-uk-e-pronto-solo-13-centesimi-per-abbattere-un-drone.html">Thales ha venduto&nbsp;<strong>componenti elettronici e sistemi di comunicazione per droni militari israeliani</strong>&nbsp;</a>per un valore di&nbsp;<strong>2 milioni di euro</strong>.</p>



<p>Non si tratta di semplici accessori, ma di elementi fondamentali per il funzionamento di mezzi impiegati nei bombardamenti su Gaza, come i droni&nbsp;<strong>Heron TP</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Hermes 900</strong>. Due modelli al centro di ripetuti attacchi che, negli ultimi anni, hanno causato migliaia di vittime civili, tra cui donne e bambini.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vendite coperte dalle istituzioni francesi</h2>



<p>I documenti ottenuti da&nbsp;<strong>Disclose</strong>&nbsp;includono dodici fatture destinate a due giganti dell’industria militare israeliana:&nbsp;<strong>Israel Aerospace Industries (IAI)</strong>&nbsp;ed&nbsp;<strong>Elbit Systems</strong>. La prima è la compagnia statale israeliana responsabile dello sviluppo di vari droni da combattimento, mentre la seconda è il principale fornitore di sistemi d’arma per le forze armate israeliane.</p>



<p>Nel dettaglio, Thales ha fornito:</p>



<p>• Sistemi di&nbsp;<strong>comunicazione e transponder</strong>&nbsp;per il drone Heron TP (per un totale di&nbsp;<strong>1,2 milioni di euro</strong>);</p>



<p>• Otto&nbsp;<strong>transponder TSC 4000 IFF</strong>&nbsp;per i droni Hermes 900, con un contratto di&nbsp;<strong>mezzo milione di euro</strong>&nbsp;con Elbit Systems;</p>



<p>•&nbsp;<strong>Radars anticollisione, radio altimetri e sistemi di posizionamento</strong>&nbsp;per migliorare le prestazioni dei droni.</p>



<p>Thales ha confermato le vendite, cercando di minimizzarne l’impatto: ha precisato che si tratta di componenti “non letali” e che non ha fornito direttamente&nbsp;<strong>armi</strong>. Tuttavia, l’ex ufficiale britannico Chris Lincoln Johnson, esperto in droni, ha spiegato a&nbsp;<strong>Disclose</strong>&nbsp;che&nbsp;<strong>questi sistemi sono essenziali per la navigazione e il puntamento dei droni da combattimento</strong>. In altre parole, senza questi strumenti, i droni armati di Israele non potrebbero operare con la precisione letale che li caratterizza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’implicazione nei crimini di guerra</h2>



<p>L’uso dei droni armati da parte dell’esercito israeliano è ben documentato. Secondo Amnesty International e l’ONG palestinese&nbsp;<strong>Al-Mezan</strong>, i droni Heron TP e Hermes 900 sono stati impiegati in numerosi attacchi a Gaza.</p>



<p>Alcuni esempi:</p>



<p>•&nbsp;<strong>2014, Operazione “Bordure Protectrice”</strong>: tra le oltre 2.000 vittime palestinesi, almeno&nbsp;<strong>500 erano bambini</strong>. Il 16 luglio, quattro bambini vennero uccisi sulla spiaggia di Gaza da un missile sparato da un drone, come confermato da un’indagine del media americano&nbsp;<strong>The Intercept</strong>.</p>



<p>•&nbsp;<strong>2021, Operazione “Guardiani delle Mura”</strong>: attacco condotto con il supporto dell’<strong>intelligenza artificiale</strong>&nbsp;per selezionare i bersagli. In 11 giorni, furono bombardati edifici residenziali, scuole e ospedali, causando oltre 250 morti.</p>



<p>•&nbsp;<strong>2023-2025, guerra a Gaza</strong>: secondo l’UNICEF, fino al cessate il fuoco del gennaio 2025, gli attacchi aerei hanno provocato&nbsp;<strong>48.000 morti</strong>, di cui&nbsp;<strong>oltre 14.000 bambini</strong>.</p>



<p>In questo contesto, è impossibile negare che le tecnologie fornite da Thales abbiano&nbsp;<strong>facilitato l’uso dei droni israeliani per operazioni che hanno causato la morte di migliaia di civili</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una rete di complicità industriale e politica</h2>



<p>L’inchiesta rivela anche un altro aspetto inquietante: le relazioni commerciali tra&nbsp;<strong>Thales e le aziende israeliane non sono a senso unico</strong>. Tra il 2019 e il 2020,&nbsp;<strong>Elbit Systems ha venduto a Thales componenti elettronici per almeno 200.000 euro</strong>, mentre&nbsp;<strong>Israel Aerospace Industries ha esportato in Francia pezzi di ricambio per un valore di 310.000 euro nel 2020</strong>.</p>



<p>In altre parole, mentre l’industria militare israeliana acquista tecnologia francese, la stessa Thales si rifornisce da aziende israeliane. Questa&nbsp;<strong>interdipendenza commerciale</strong>&nbsp;solleva una domanda chiave: <strong>Thales applica davvero il suo codice etico quando seleziona i propri fornitori?</strong>&nbsp;Se seguisse i principi del Patto Mondiale dell’ONU, non dovrebbe avere alcun rapporto con compagnie coinvolte in violazioni dei diritti umani.</p>



<p>Ma il vero nodo della questione è un altro: queste esportazioni non sarebbero possibili senza l’approvazione delle&nbsp;<strong>autorità francesi</strong>. Ogni vendita di materiali militari deve essere autorizzata dal&nbsp;<strong>Ministero delle Armate</strong>&nbsp;e dal&nbsp;<strong>Segretariato Generale della Difesa e della Sicurezza Nazionale (SGDSN)</strong>. Thales ha dichiarato che tutte le esportazioni sono avvenute con il benestare del governo francese, il che significa che&nbsp;<strong>l’Eliseo ha deliberatamente permesso il rifornimento tecnologico dell’esercito israeliano</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Possibili azioni legali contro Thales</h2>



<p>Di fronte a queste rivelazioni, la giustizia francese potrebbe essere chiamata a indagare su Thales per possibili violazioni della&nbsp;<strong>legge sul dovere di vigilanza</strong>. Questa normativa, approvata nel 2017, obbliga le grandi aziende a&nbsp;<strong>prevenire qualsiasi rischio di violazioni dei diritti umani</strong>&nbsp;nella loro catena di fornitura, pena azioni legali.</p>



<p>Secondo la giurista&nbsp;<strong>Clara Ernst Mollier</strong>, del cabinet&nbsp;<strong>Ancile</strong>, le vendite di Thales in Israele sollevano dubbi sulla conformità alle norme francesi ed europee. Se dovesse emergere che la compagnia&nbsp;<strong>ha aggirato le restrizioni sulle esportazioni militari</strong>&nbsp;o&nbsp;<strong>ha ignorato il rischio che la sua tecnologia fosse usata per crimini di guerra</strong>, potrebbe essere perseguita.</p>



<p>Tuttavia, la storia recente mostra che&nbsp;<strong>le aziende della difesa difficilmente vengono chiamate a rispondere delle loro azioni</strong>, soprattutto quando godono della protezione dello Stato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Thales, un simbolo dell’ipocrisia occidentale</h2>



<p>Il caso di Thales è emblematico di un doppio standard che caratterizza la politica occidentale: da un lato, l’Europa e la Francia&nbsp;<strong>condannano pubblicamente le violazioni dei diritti umani</strong>; dall’altro, le loro industrie militari&nbsp;<strong>continuano a fornire armi e tecnologie agli eserciti coinvolti in massacri di civili</strong>. Finché esisterà questa contraddizione, ogni appello alla giustizia e al rispetto del diritto internazionale rimarrà solo un vuoto esercizio di retorica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/francia-il-colosso-delle-armi-thales-fa-affari-doro-grazie-ai-droni-per-israele.html">Francia: il colosso delle armi Thales fa affari d&#8217;oro grazie ai droni per Israele</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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