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	<title>thaad Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 28 Jun 2025 22:15:58 +0000</lastBuildDate>
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	<title>thaad Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Thaad, la guerra Israele-Iran ha bruciato le riserve dei sistemi antimissile Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/thaad-la-guerra-israele-iran-ha-bruciato-le-riserve-dei-sistemi-antimissile-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Jun 2025 22:15:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra Israele-Iran]]></category>
		<category><![CDATA[thaad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1412" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/THAAD.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/THAAD.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/THAAD-600x441.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/THAAD-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/THAAD-1024x753.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/THAAD-768x565.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/THAAD-1536x1130.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Thaad, la guerra Israele-Iran ha bruciato le riserve dei sistemi antimissili Usa al 15-20% circa del totale globale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/thaad-la-guerra-israele-iran-ha-bruciato-le-riserve-dei-sistemi-antimissile-usa.html">Thaad, la guerra Israele-Iran ha bruciato le riserve dei sistemi antimissile Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1412" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/THAAD.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Israele" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/THAAD.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/THAAD-600x441.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/THAAD-300x221.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/THAAD-1024x753.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/THAAD-768x565.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/THAAD-1536x1130.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il sostegno statunitense a Israele nella <strong>guerra dei dodici giorni contro l&#8217;Iran</strong> ha messo duramente sotto pressione le scorte del sistema Thaad, uno dei più strategici componenti dell&#8217;architettura d&#8217;intercettazione anti-missile delle forze armate a stelle e strisce. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;impegno costoso degli Usa a fianco di Israele</h2>



<p>L&#8217;apparato <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/controversial-u-s-thaad-arsenal-in-korea-to-expand-why-forward-deployed-missiles-are-a-prized-asset-against-china">antimissile a lungo raggio</a> del Terminal High Altitude Area Defense è utile per intercettare bersagli sia dentro che fuori l&#8217;atmosfera terrestre ed è una componente fondamentale di una rete statunitense per fermare i missili balistici dei Paesi ostili che si applica anche al sostegno agli alleati e in futuro potrebbe integrarsi nel &#8220;<strong>Golden Dome&#8221;, la &#8220;cupola d&#8217;oro&#8221; promessa dal presidente Donald Trump,</strong> almeno sul suolo Usa.</p>



<p>Washington deve però fare i conti col fatto che una guerra in cui i sistemi antimissile sono continuamente messi sotto stress rischia di <strong>erodere assai rapidamente le loro riserve</strong>. E sul fronte del Thaad l&#8217;appoggio a Israele è stato dirimente per condizionare la disponibilità di vettori d&#8217;intercettazione per le forze Usa nel loro complesso: le stime parlano di un <strong>15-20% del munizionamento globale del Thaad </strong>&#8220;bruciato&#8221; dagli Usa solo per sostenere Israele nello scontro con l&#8217;Iran e complementare le capacità di difesa di sistemi come la <a href="https://it.insideover.com/guerra/liran-risponde-missili-sulla-base-usa-in-qatar.html">Fionda di Davide e Arrow</a>, che garantiscono la sicurezza dei cieli di Israele.</p>



<p><a href="https://bulgarianmilitary.com/2025/06/26/us-burns-800m-in-thaad-missiles-to-shield-israel-in-11-days/">Bulgarian Militaty ricorda che </a>il sistema progettato da Lockheed Martin, entrato in servizio nel 2008 e orientato a intercettare le minacce balistiche di Iran e Corea del Nord nei teatri regionali del Medio Oriente e dell&#8217;Indo-Pacifico, è entrato in servizio un&#8217;ottantina di volte in undici giorni e questo ha comportato un costo di almeno <strong>800 milioni di dollari per gli Usa</strong>. <a href="https://militarywatchmagazine.com/article/us-used-up-15-20-percent-global-thaad-arsenal-11-days">Military Watch Magazine </a>dice che il costo può arrivare, potenzialmente, fino a oltre 1,2 miliardi di dollari, in un contesto che nelle undici notti di intervento contro i missili iraniani ha visto il Thaad coprire oltre la metà delle intercettazioni Usa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Thaad sotto pressione</h2>



<p>Quest&#8217;ultima testata ricorda che, per gli standard per cui Thaad era stato pensato, l&#8217;uso di quasi un quinto delle scorte è notevole da registrare vista &#8220;<strong> l&#8217;intensità relativamente bassa degli attacchi missilistici iraniani</strong>&#8221; rispetto agli scenari per cui il vettore era pensato. </p>



<p>Mwm nota che &#8221; l&#8217;Iran di fatto ha lanciato missili balistici a un ritmo modesto, ben al di sotto delle sue effettive capacità, al fine di mantenere una risposta proporzionale agli attacchi israeliani, evitare un&#8217;escalation e mantenere la capacità di rispondere&#8221; e che se Teheran &#8220;avesse lanciato attacchi missilistici più intensivi, incluso l&#8217;utilizzo di un maggior numero di missili con testate multiple, o avesse sostenuto bombardamenti oltre gli 11 giorni di conflitto, il sistema Thaad in Israele avrebbe visto la sua capacità di contribuire alle operazioni di difesa aerea diminuire rapidamente&#8221;.</p>



<p>La lezione degli attacchi iraniani in risposta ai bombardamenti israeliani richiama anche gli Usa a valutare la sostenibilità effettiva del loro arsenale in tempi di conflitti che procedono a ritmi serrati e possono richiedere l&#8217;intervento delle forze Usa nel mondo. La bruciatura di una quota consistente della riserva di Thaad è un <strong>fattore che dovrà orientare scelte strategiche sul piano militare e della produzione industriale</strong> per fornire prioritariamente asset strategici come la difesa antimissile, tra i maggiori abilitatori delle forze armate moderne, a Washington e ai suoi alleati. <strong>E conferma che l&#8217;Iran è stato un osso duro</strong> in una guerra chiusa da un cessate il fuoco repentino dopo scontri che hanno incendiato, per dodici giorni, la caotica regione mediorientale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/thaad-la-guerra-israele-iran-ha-bruciato-le-riserve-dei-sistemi-antimissile-usa.html">Thaad, la guerra Israele-Iran ha bruciato le riserve dei sistemi antimissile Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Svolta Usa sui sistemi Thaad: così possono colpire i missili di Kim</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/svolta-usa-sui-sistemi-thaad-cosi-possono-colpire-i-missili-di-kim.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 11:50:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Sistema Thaad]]></category>
		<category><![CDATA[thaad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/a-thaad-interceptor-is-launched-from-the-reagan-test-203332-1024.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/a-thaad-interceptor-is-launched-from-the-reagan-test-203332-1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/a-thaad-interceptor-is-launched-from-the-reagan-test-203332-1024-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/a-thaad-interceptor-is-launched-from-the-reagan-test-203332-1024-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/a-thaad-interceptor-is-launched-from-the-reagan-test-203332-1024-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/a-thaad-interceptor-is-launched-from-the-reagan-test-203332-1024-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Via libera per il proseguo del percorso di dispiegamento dell’unità di difesa missilistica Thaad in Corea del Sud.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/svolta-usa-sui-sistemi-thaad-cosi-possono-colpire-i-missili-di-kim.html">Svolta Usa sui sistemi Thaad: così possono colpire i missili di Kim</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/a-thaad-interceptor-is-launched-from-the-reagan-test-203332-1024.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/a-thaad-interceptor-is-launched-from-the-reagan-test-203332-1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/a-thaad-interceptor-is-launched-from-the-reagan-test-203332-1024-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/a-thaad-interceptor-is-launched-from-the-reagan-test-203332-1024-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/a-thaad-interceptor-is-launched-from-the-reagan-test-203332-1024-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/a-thaad-interceptor-is-launched-from-the-reagan-test-203332-1024-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>I <strong>Thaad</strong> arriveranno in Corea del Sud. Le autorità sudcoreane hanno completato uno studio di impatto ambientale relativo all’installazione dell’unità di difesa missilistica <em>Terminal High-Altitude Area Defense</em> da parte delle forze armate statunitensi in quel di Seongju, a 214 chilometri a sud-est di Seul. Il sistema di radar anti missile made in Usa era stato, in realtà, installato più di sei anni fa sul sito di un vecchio campo da golf, nel cuore del Paese asiatico &#8211; durante un aumento dell’attività missilistica della <strong>Corea del Nord</strong> &#8211; ma il suo lancio completo era stato bloccato da un’analisi ambientale locale, innescata dai timori dei residenti dell’area dove sarebbe dovuto entrare in funzione il dispositivo. </p>



<p>Adesso quell’ostacolo non c’è più, come ha sottolineato il <em>Wall Street Journal</em>, e il percorso per il definitivo dispiegamento del Thaad torna a prendere quota. E torna a farlo in un momento molto particolare, carico di tensioni, non solo tra Stati Uniti e Cina ma anche tra Seul e Pechino. Come se non bastasse, la Repubblica Popolare Cinese, così come Russia e Corea del Nord, sono da sempre contrarie al dispiegamento dell’unità di difesa missilistica, che la considerano una <strong>minaccia</strong> alle rispettive sicurezze nazionali. </p>



<p>Sarà adesso interessante capire quale sarà la loro posizione, visto che la revisione dello studio sull’ipotetico impatto ambientale del Thaad ha stabilito che i rischi per salute dei cittadini posti dalle onde elettromagnetiche della batteria sono insignificanti. E che, molto presto, la Corea del Sud potrà contare su questo strumento. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/asia-1.jpg" alt="" class="wp-image-400469" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/asia-1.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/asia-1-600x111.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/asia-1-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/06/asia-1-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">L’ultima svolta sul Thaad</h2>



<p>Il sistema Thaad è progettato per abbattere i <strong>missili nordcoreani</strong> a corto e medio raggio, anche se adottano una traiettoria discendente. Le capacità radar del sistema hanno inoltre anche una portata più ampia rispetto alle altre difese missilistiche in Corea del Sud, consentendo loro di raggiungere teoricamente Cina e Russia. A meno di ulteriori ostacoli o ripensamenti, l&#8217;implementazione completa del dispositivo è prevista per il <strong>prossimo anno.</strong> </p>



<p>A proposito del suo pieno dispiegamento, questo comporta anche la costruzione di <strong>strutture di supporto permanenti</strong> per ospitare soldati e hardware, come ha spiegato Go Myong-Hyun, membro dell&#8217;<em>Asan Institute for Policy Studies</em>, un think tank con sede a Seul.</p>



<p>La revisione ambientale, adesso superata con esito positivo, era iniziata durante l&#8217;amministrazione del presidente progressista <strong>Moon Jae-in</strong>, predecessore dell’attuale leader conservatore <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-yoon-suk-yeol-il-nuovo-presidente-della-corea-del-sud.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Yoon Suk-yeol</a>. Moon era addirittura entrato in carica poche settimane dopo l&#8217;insediamento dei Thaad, nel maggio 2017, chiedendosi se il vecchio governo avesse cercato un feedback pubblico sufficiente prima di accettare di ospitare il sistema antimissile. </p>



<p>A quel tempo, inoltre, i Thaad avevano provocato l&#8217;<strong>ira della Cina</strong>. Pechino avrebbe, più o meno direttamente, orchestrato una campagna di ritorsioni economiche contro Seul, gran parte della quale in corso ancora oggi. Nello specifico, il sentimento anti Thaad dei consumatori cinesi ha influenzato tutto, dai rivenditori di prodotti sudcoreani alle auto made in Korea passando attraverso l’organizzazione di eventi legati al mondo del K-Pop. Allo stesso tempo, il turismo cinese in Corea del Sud era (ed è) crollato. Moon alla fine è riuscito riallacciare, almeno in parte, i legami con la Cina, grazie alla consapevolezza che i sudcoreani non avrebbero perseguito ulteriori schieramenti di Thaad.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/corea-del-nord-e-russia-si-avviano-verso-unalleanza-2-0.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L’alleanza 2.0 tra Russia e Corea del Nord</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sappiamo-delle-armi-nordcoreane-inviate-alla-russia.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cosa sappiamo delle armi nordcoreane inviate alla Russia</a></strong></li>



<li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ruolo-delle-immagini-satellitari-usa-nella-guerra-di-propaganda.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il ruolo delle immagini satellitari Usa nella guerra di propaganda</a></strong></li>
</ul>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Tensioni in arrivo</h2>



<p>Il completamento del suddetto studio apre ora le porte al pieno schieramento operativo della batteria&nbsp;Thaad, che, come detto, si trova a Seongju dal 2017 sulla base di una autorizzazione &#8220;temporanea&#8221;. Il presidente Yoon preme per la &#8220;<strong>normalizzazione</strong>&#8221; del&nbsp;Thaad, ritenuto da Pechino un elemento del cosiddetto &#8220;<strong>ombrello nucleare</strong>&#8221; statunitense, e questo potrebbe portare a nuove tensioni tra i due Paesi. </p>



<p>Entrato in carica poco più di un anno fa, Yoon ha incentrato la sua politica estera su una più stretta collaborazione con gli Stati Uniti e ha immaginato un rapporto con la Cina basato sul rispetto reciproco. Pechino e Seul, per molti aspetti, hanno bisogno l&#8217;uno dell&#8217;altro, visto che la Cina è il principale partner commerciale della Corea del Sud, e che le industrie sudcoreane di tecnologia avanzata servono al Dragone. </p>



<p>Qualsiasi reazione della Cina in merito a un pieno dispiegamento dei Thaad dovrà però essere misurata, poiché esercitare una forte pressione economica su Seul potrebbe spingere l&#8217;amministrazione Yoon ancora di più verso gli Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/svolta-usa-sui-sistemi-thaad-cosi-possono-colpire-i-missili-di-kim.html">Svolta Usa sui sistemi Thaad: così possono colpire i missili di Kim</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Cina nel mirino degli Usa: il THAAD &#8220;punta&#8221; Pechino</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-cina-nel-mirino-degli-usa-il-thaad-punta-pechino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2022 13:50:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Isola di Guam]]></category>
		<category><![CDATA[thaad]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=369298</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1365" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154317127_eaffdd178f654f04a8a6eec25ac737c8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154317127_eaffdd178f654f04a8a6eec25ac737c8.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154317127_eaffdd178f654f04a8a6eec25ac737c8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154317127_eaffdd178f654f04a8a6eec25ac737c8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154317127_eaffdd178f654f04a8a6eec25ac737c8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154317127_eaffdd178f654f04a8a6eec25ac737c8-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Guam rappresenta il cuore della strategia Usa per il controllo dell&#8217;Indo-Pacifico. La piccola isola di 549 chilometri quadrati, grande all&#8217;incirca come l&#8217;isola d&#8217;Elba, la più meridionale delle Isole delle Marianne, è un territorio statunitense. Si trova in una posizione altamente strategica, nell&#8217;Oceano Pacifico occidentale, a tre giorni di navigazione da Manila, a sei dalle Hawaii, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-nel-mirino-degli-usa-il-thaad-punta-pechino.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-nel-mirino-degli-usa-il-thaad-punta-pechino.html">La Cina nel mirino degli Usa: il THAAD &#8220;punta&#8221; Pechino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1365" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154317127_eaffdd178f654f04a8a6eec25ac737c8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154317127_eaffdd178f654f04a8a6eec25ac737c8.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154317127_eaffdd178f654f04a8a6eec25ac737c8-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154317127_eaffdd178f654f04a8a6eec25ac737c8-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154317127_eaffdd178f654f04a8a6eec25ac737c8-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154317127_eaffdd178f654f04a8a6eec25ac737c8-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p><strong>Guam </strong>rappresenta il cuore della <strong>strategia Usa</strong> per il controllo dell&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>. La piccola isola di 549 chilometri quadrati, grande all&#8217;incirca come l&#8217;isola d&#8217;Elba, la più meridionale delle Isole delle Marianne, è un territorio statunitense. Si trova in una posizione altamente strategica, nell&#8217;Oceano Pacifico occidentale, a tre giorni di navigazione da Manila, a sei dalle Hawaii, a nove da Seattle e ad una decina dalla base militare navale statunitense di San Diego, in California. </p>



<p>Un terzo del suo territorio è occupato da tre <strong>basi militari</strong> degli Stati Uniti. Troviamo la <strong>Naval Base Guam</strong>, che ospita quattro sottomarini nucleari e uno squadrone di elicotteri, la <strong>Andersen Air Force Base </strong>(Andersen AFB), con bombardieri strategici B-52, centri di comando e controllo, e poi il <strong>Joint Region Marianas</strong>, ovvero il quartier generale che controlla le due basi. </p>



<p>Dal 2013, a Guam è presente il <strong>THAAD</strong>, Terminal High Altitude Area Defence, un sistema di difesa missilistica fondamentale, agli occhi di Washington, per tenere sotto scacco tanto Pechino quanto Pyongyang. </p>



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<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-ruolo-strategico-dellaustralia-nella-guerra-per-lindo-pacifico.html"><strong>Il ruolo strategico dell’Australia nella guerra per l’Indo-Pacifico</strong></a></li><li><a href="https://it.insideover.com/politica/che-cosa-si-nasconde-dietro-il-braccio-di-ferro-tra-cina-e-australia.html"><strong>Cosa si nasconde dietro al braccio di ferro tra Cina e Australia</strong></a></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-politica-del-tonno-la-mossa-usa-per-fermare-la-cina-nel-pacifico.html">La mossa Usa per fermare la Cina nel Pacifico</a></strong></li></ul>



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<p>A proposito di <strong>Cina </strong>e <strong>Corea del Nord</strong>, le recenti tensioni con i due attori asiatici stanno spingendo il Pentagono a riorganizzare le difese statunitensi di Guam. In particolare, secondo quanto riportato da <a href="https://asiatimes.com/2022/09/pointed-at-china-us-spreads-thaad-all-around-guam/"><em>Asia Times</em></a>, gli Stati Uniti starebbero pensando di &#8220;<strong>disperdere</strong>&#8221; i loro <strong>lanciamissili terra-aria</strong> e radar su diverse isolette limitrofe alla stessa Guam, per limitare i danni nel caso in cui dovesse scoppiare una guerra tra Usa e Cina nella regione. </p>



<p>Non è difficile immaginarne la ragione: di fronte ad un eventuale <strong>conflitto </strong>con Pechino, le strutture strategiche aeree e navali di Guam si trasformerebbero in <strong>obiettivi </strong>principali del Dragone. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="584" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154522222_e23c7335e3a7e8f594c40b43fea24255-1024x584.jpg" alt="" class="wp-image-369323" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154522222_e23c7335e3a7e8f594c40b43fea24255-1024x584.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154522222_e23c7335e3a7e8f594c40b43fea24255-300x171.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154522222_e23c7335e3a7e8f594c40b43fea24255-768x438.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154522222_e23c7335e3a7e8f594c40b43fea24255-1536x877.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154522222_e23c7335e3a7e8f594c40b43fea24255-2048x1169.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220926154522222_e23c7335e3a7e8f594c40b43fea24255-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>La base navale di Guam</figcaption></figure>



<p>Quest&#8217;isola, infatti, è la base americana sul territorio statunitense più vicina alla Cina continentale. La più grande città commerciale cinese, Shanghai, si trova a 2.897 chilometri da qui, mentre l&#8217;Andersen AFB, in caso di guerra, diventerebbe una <em>location </em>vitale per il lancio, il riarmo e la riparazione degli aerei d&#8217;attacco Usa. Dal momento che sul tavolo ci sono numerosi nodi spinosi – dalla questione taiwanese alle controversie territoriali nel Mar Cinese Meridionale –, gli Stati Uniti non hanno alcuna intenzione di correre rischi inutili.</p>



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<ul class="wp-block-list"><li><strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-cina-mostra-i-muscoli-esercitazioni-dal-pacifico-alla-siberia-2060026.html">La Cina mostra i muscoli: esercitazioni dal Pacifico alla Siberia</a></strong></li><li><strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-gioco-del-pollo-della-cina-nellindo-pacifico.html">Il &#8220;gioco del pollo&#8221; della Cina nell&#8217;Indo-Pacifico</a></strong></li><li><a href="https://it.insideover.com/guerra/il-crash-test-della-cina-nellindo-pacifico.html"><strong>Il crash test della Cina nell’Indo-Pacifico</strong></a></li></ul>



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<h2 class="wp-block-heading">Diversificazione e riorganizzazione</h2>



<p>La base navale di Guam è strategicamente posizionata per supportare tutti i sottomarini schierati nella 7a flotta, con sede a Yokosuka, in Giappone, e comprendente anche sottomarini nucleari. L&#8217;eccessiva concentrazione nello stesso luogo di bersagli strategici sta però facendo ragionare l&#8217;esercito americano su possibili ed eventuali accorgimenti. </p>



<p>Ad esempio, le forze Usa stanno testando la diversificazione dei lanciamissili e delle telecomunicazioni del THAAD su <strong>isole remote</strong>. Allo stesso tempo, la Marina degli Stati Uniti sta preparando i siti del Pacifico occidentale per le installazioni del radar e di altre apparecchiature del THAAD. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="896" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-1-896x1024.jpg" alt="" class="wp-image-302458" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-1-896x1024.jpg 896w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-1-263x300.jpg 263w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-1-768x878.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-1-1344x1536.jpg 1344w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/12/mappa-cina-taiwan-guam-vietnam-1.jpg 1750w" sizes="auto, (max-width: 896px) 100vw, 896px" /></figure>



<p>THAAD &#8220;ci offre protezione dai missili balistici e anche da alcuni altri missili, ma ha una portata alquanto limitata&#8221;, ha dichiarato alla rivista <em>Air Force</em> il comandante delle Marianne della regione congiunta con sede a Guam, il contrammiraglio della marina <strong>Benjamin Nicholson</strong>. </p>



<p>Ecco allora che è in programma un nuovo sistema di difesa dell&#8217;isola, del quale si parla da tempo, che dovrebbe includere radar a 360 gradi e difese missilistiche contro missili balistici avanzati, ipersonici e da crociera, e in grado fornire una capacità più completa per difendere l&#8217;intero territorio. </p>



<p>La britannica &#8220;BAE Systems ha ricevuto un contratto dalla Lockheed Martin per progettare e produrre la tecnologia Seeker a infrarossi di prossima generazione per il missile intercettore Terminal High Altitude Area Defense (THAAD)&#8221;, ha annunciato la stessa <strong>BAE Systems</strong>, lo scorso 16 agosto.</p>



<ul class="wp-block-list"><li><a href="https://it.insideover.com/politica/lascesa-silenziosa-della-cina-nellindo-pacifico.html"><strong>L’ascesa della Cina nell’Indo-Pacifico</strong></a></li><li><a href="https://it.insideover.com/politica/la-lotta-tra-cina-e-stati-uniti-per-il-controllo-del-pacifico.html"><strong>La lotta tra Cina e Usa per il controllo del Pacifico</strong></a></li><li><a href="https://it.insideover.com/politica/il-presente-e-il-futuro-dellindo-pacifico.html"><strong>Il presente e il futuro dell’Indo-Pacifico</strong></a></li></ul>



<h2 class="wp-block-heading">La Pearl Harbor del XXI secolo?</h2>



<p>Lo scenario è delicatissimo. Agli occhi degli Stati Uniti, Guam è una sorta di assicurazione sull&#8217;influenza strategica e militare nel Pacifico, oltre che un ombrello per difendersi dalle minacce provenienti da Pechino e Pyongyang. Una possibile riorganizzazione delle difese locali rischia tuttavia di far innervosire la <strong>Cina </strong>che, di fatto, si trova nel mirino di Washington. Considerando, poi, che le percentuali dello scoppio di una guerra sino-americana in questa regione salgono di anno in anno, d&#8217;innanzi ad un ipotetico punto di non ritorno, una reazione cinese dovrebbe essere messa in conto. &#8220;In una guerra con la Cina, il territorio americano di Guam diventerebbe probabilmente la <strong>Pearl Harbor</strong> del XXI secolo&#8221;, ha sottolineato il sito di analisi <em>Task &amp; Purpose</em>. </p>



<p>Alcuni considerano la strategia di diversificazione del THAAD un avvio alla <strong>corsa agli armamenti</strong> degli Usa in Asia in chiave anti cinese. Altri, come lo Hudson Institute, sostengono invece che Guam svolga semplicemente un ruolo fondamentale nelle missioni della Marina statunitense nella regione, e che – messaggio implicito &#8211; per questo valga la pena rafforzarne le difese. </p>



<p><em>Defense News</em> ha scritto che la nuova difesa missilistica ampliata di Guam includerà i <strong>missili Navy SM-3 </strong>e <strong>SM-6</strong>, il sistema di difesa aerea e missilistica <strong>Patriot </strong>e il sistema di difesa dell&#8217;area terminale ad alta quota dell&#8217;esercito. </p>



<p>Nel 2021, l&#8217;esercito Usa ha testato il sistema di difesa missilistica <strong>Iron Dome</strong>, ma l&#8217;elevata umidità di Guam si è rivelata una sfida troppo grande. La Missile Defense Agency propone adesso un sistema di difesa multistrato per l&#8217;isola, con 539 milioni di dollari da stanziare nell&#8217;anno fiscale 2023, che potrebbe essere messo in campo entro il 2026. Pare che <strong>Rota </strong>sarà una tra le minuscole isole del Pacifico occidentale &#8220;disperse&#8221; incaricate di gestire parti delle funzioni integrate del THAAD. In attesa di capire come e se risponderà la Cina.</p>
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		<title>L&#8217;autogol di Biden che rischia di danneggiare l&#8217;alleanza asiatica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lautogol-di-biden-che-rischia-di-danneggiare-lalleanza-asiatica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Sep 2022 05:11:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Semiconduttori]]></category>
		<category><![CDATA[thaad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220917171734205_d30d19002620d8990cd2564d353ae1f5-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220917171734205_d30d19002620d8990cd2564d353ae1f5-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220917171734205_d30d19002620d8990cd2564d353ae1f5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220917171734205_d30d19002620d8990cd2564d353ae1f5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220917171734205_d30d19002620d8990cd2564d353ae1f5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220917171734205_d30d19002620d8990cd2564d353ae1f5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220917171734205_d30d19002620d8990cd2564d353ae1f5-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da quando, lo scorso maggio, è diventato il nuovo presidente della Corea del Sud, Yoon Suk Yeol ha rafforzato la cooperazione in materia di sicurezza con gli Stati Uniti. Allo stesso tempo, l&#8217;erede di Moon Jae In ha cercato di allineare il suo Paese agli alleati americani, partecipando anche a un vertice della Nato nel &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lautogol-di-biden-che-rischia-di-danneggiare-lalleanza-asiatica.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lautogol-di-biden-che-rischia-di-danneggiare-lalleanza-asiatica.html">L&#8217;autogol di Biden che rischia di danneggiare l&#8217;alleanza asiatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220917171734205_d30d19002620d8990cd2564d353ae1f5-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220917171734205_d30d19002620d8990cd2564d353ae1f5-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220917171734205_d30d19002620d8990cd2564d353ae1f5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220917171734205_d30d19002620d8990cd2564d353ae1f5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220917171734205_d30d19002620d8990cd2564d353ae1f5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220917171734205_d30d19002620d8990cd2564d353ae1f5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/09/ilgiornale2_20220917171734205_d30d19002620d8990cd2564d353ae1f5-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Da quando, lo scorso maggio, è diventato il nuovo presidente della Corea del Sud, <strong>Yoon Suk Yeol</strong> ha rafforzato la cooperazione in materia di sicurezza con gli <strong>Stati Uniti</strong>. Allo stesso tempo, l&#8217;erede di Moon Jae In ha cercato di allineare il suo Paese agli alleati americani, partecipando anche a un vertice della Nato nel mese di giugno.</p>
<p>Nell&#8217;ottica di Washington, che da ormai diversi anni sta cercando in tutti i modi di arginare l&#8217;ascesa della <strong>Cina</strong> puntando sui suoi partner asiatici, la vittoria di Yoon rappresentava una garanzia. Anche perché il leader conservatore sudcoreano, tra le altre proposte, aveva promesso di rendere pienamente operativo l&#8217;attuale sistema missilistico <strong>Thaad</strong> (<span lang="it-IT">Terminal High Altitude Area Defense</span>) e di installarne un altro nell&#8217;area della capitale Seoul. Per gli Stati Uniti tutto stava andando per il meglio. Poi qualcosa è cambiato e l&#8217;incatesimo si è rotto.</p>
<p>Il 16 agosto, <strong>Joe Biden</strong> ha dato il via libera all&#8217;<strong>Inflation Reduction Act</strong>, una legge che mira a frenare l&#8217;inflazione statunitense riducendo il deficit. In che modo? Ad esempio, abbassando i prezzi dei farmaci da prescrizione e investendo nella produzione interna di energia, promuovendo al contempo l&#8217;energia pulita. Il provvedimento include, inoltre, crediti d&#8217;imposta fino a 7.500 dollari per gli acquisti di veicoli elettrici realizzati nel Nord America. È qui che la <strong>Corea del Sud</strong> si è sentita chiamata in causa, visto che la decisione Usa rischia seriamente di svantaggiare i principali marchi sudcoreani automobilistici come Kia e Hyundai, che non hanno impianti di veicoli elettrici operativi sul territorio statunitense.</p>
<hr />
<ul>
<li><a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-la-corea-del-sud-sta-diventando-il-braccio-armato-usa-in-asia-2056191.html"><strong>Così la Corea del Sud sta diventando il braccio armato Usa in Asia</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-yoon-suk-yeol-il-nuovo-presidente-della-corea-del-sud.html"><strong>Chi è Yoon Suk Yeol</strong></a></li>
<li><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html"><strong>Chi è Joe Biden</strong></a></li>
</ul>
<hr />
<h2>Il nodo sudcoreano</h2>
<p>Secondo quanto riportato da <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2022-09-16/south-korea-china-to-closely-communicate-on-us-missile-shield?srnd=premium-europe"><em>Bloomberg</em></a>, la Corea del Sud ha mostrato dispiacere per il citato Inflation Reduction Act. Sarà una coincidenza ma, poche settimane dopo, Yoon ha incontrato<strong> Li Zhanshu</strong>, presidente del Comitato permanente dell’Assemblea nazionale del popolo cinese, sulla carta il numero tre all&#8217;interno della gerarchia del Partito Comunista Cinese. Il presidente sudcoreano ha spiegato all&#8217;ospite cinese che Seoul non vuole che uno scudo missilistico di fabbricazione statunitense possa diventare &#8220;un ostacolo alle relazioni&#8221; con la Cina.</p>
<p>Ricordiamo, infatti, che Pechino ha più volte criticato il Thaad, considerandolo una minaccia per la propria sicurezza nazionale. In ogni caso, Li ha concordato con Yoon di continuare a &#8220;comunicare da vicino&#8221; in merito alla questione. &#8220;Apprezzo molto il tuo ruolo nello sviluppo delle nostre relazioni bilaterali&#8221;, avrebbe detto Yoon al suo interlocutore. Indipendentemente dal Thaad, è importante sottolineare come Yoon abbia cercato, non solo di raffreddare le tensioni con la Cina, rivale degli Stati Uniti, ma anche di mettere in discussione i rapporti con Washington.</p>
<p>In precedenza, all&#8217;inizio di agosto, Yoon aveva infatti deciso di non incontrare di persona la presidente della Camera Usa, <strong>Nancy Pelosi</strong>, durante il suo viaggio a Seoul. La ciliegina sulla torta è arrivata quando l&#8217;amministrazione di Yoon non si è impegnata a unirsi alla<strong> Chip 4 Alliance</strong> di Biden, un nuovo gruppo di grandi potenze che include Stati Uniti, Taiwan e Giappone, e che mira a salvaguardare la fornitura globale di semiconduttori.</p>
<h2>Il rischio da non correre</h2>
<p>L&#8217;attrito con la Corea del Sud mette a rischio gli sforzi di Biden per costruire una <strong>rete</strong> di partner per contrastare la crescente influenza della Cina. Seoul, assieme a Tokyo, è infatti un baluardo fondamentale della rete ipotizzata da Washington per schermare le ambizioni di Pechino. Per capire come le due parti risolveranno il piccolo inghippo diplomatico, non resta che attendere l&#8217;incontro tra Yoon e Biden, che dovrebbe avvenire la prossima settimana a New York in occasione di una sessione dell&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite.</p>
<p>Tornando al discorso del Thaad, un portavoce dell’ufficio di presidenza sudcoreano ha dichiarato che il Thaad è un <strong>sistema di autodifesa</strong>, e che per tale ragione non può essere oggetto di negoziati con Paesi terzi. Il riferimento è ovviamente alla Cina, che nelle ultime settimane ha più volte richiamato Seoul al rispetto dell’impegno informale a non aumentare la presenza di sistemi antimissile Usa assunto dall’ex presidente Moon Jae-in nei confronti di Pechino.</p>
<p>Il ministro degli Esteri sudcoreano, <strong>Park Jin</strong>, ha recentemente dichiarato all’omologo cinese <strong>Wang Yi</strong> che l’amministrazione del presidente Yoon non intende ottemperare alla politica dei “tre no” concordata dai due Paesi nel 2017: sulla base dell’accordo, Seul si impegnava a non schierare altre batterie antimissile sul proprio territorio, a non prendere parte a progetti di sviluppo di armi balistiche con gli Usa, e a non istituire una alleanza militare formale con la partecipazione del Giappone.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/lautogol-di-biden-che-rischia-di-danneggiare-lalleanza-asiatica.html">L&#8217;autogol di Biden che rischia di danneggiare l&#8217;alleanza asiatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Così Moon Jae-in ha disinnescato  la bomba della Corea del Nord</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosi-moon-jae-disinnescato-la-bomba-della-corea-del-nord.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Mar 2018 07:10:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[thaad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180301033934_25845209.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180301033934_25845209.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180301033934_25845209-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180301033934_25845209-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180301033934_25845209-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Quando il 9 maggio scorso Moon Jae-in vinse le elezioni presidenziali in Corea del Sud, conquistando il 41% delle preferenze e oltre 13 milioni di voti, molti, nel Paese asiatico, si aspettavano un cambiamento di paradigma nella politica nazionale da parte del 65enne ex avvocato per i diritti umani e autore di libri di successo. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-moon-jae-disinnescato-la-bomba-della-corea-del-nord.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180301033934_25845209.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180301033934_25845209.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180301033934_25845209-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180301033934_25845209-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/03/GETTY_20180301033934_25845209-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Quando il 9 maggio scorso Moon Jae-in vinse le elezioni presidenziali in Corea del Sud, conquistando il 41% delle preferenze e <a style="color: #0000ff" href="http://edition.cnn.com/2017/05/09/asia/south-korea-election/" target="_blank">oltre 13 milioni di voti</a>, molti, nel Paese asiatico, si aspettavano un cambiamento di paradigma nella politica nazionale da parte del 65enne ex avvocato per i diritti umani e autore di libri di successo. Moon ha impostato la sua azione politica nella ricerca di una &#8220;via coreana&#8221; alla soluzione della crisi innescata dall&#8217;avventurismo nucleare e missilistico del vicino settentrionale e del suo leader Kim Jong-un.</p>
<p>Per lunghi mesi, tuttavia, i riflettori mediatici si sono concentrati sulla sfida muscolare tra Corea del Nord e Stati Uniti e sul duello, personale prima ancora che politico, tra Kim e il Presidente statunitense Donald Trump e la figura di Moon Jae-in è stata, superficialmente, relegata in secondo piano.</p>
<p>La volontà del Presidente di riorientare la strategia di Seul, passando per la scelta di non completare il dispiegamento del sistema antimissile THAAD in Corea del Sud e ricercare <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/lincontro-moon-xi-rilancio-delle-relazioni-cina-corea-del-sud/" target="_blank">una crescente sintonia con la Cina</a>, finalizzata nel tentativo di risolvere la disputa con Pyongyang in maniera negoziale, evitando un conflitto che causerebbe decine di migliaia di morti nel suo Paese, ha ricevuto l&#8217;attenzione che meritava solo in occasione della cerimonia inaugurale dei Giochi Olimpici invernali di Pyeongchang, quando <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.panorama.it/news/esteri/corea-nord-sud-cosa-manca-pace/" target="_blank">con la stretta di mano alla sorella del leader nordcoreano Kim Yo-jong</a> Moon ha sottolineato la serietà dei suoi intenti.</p>
<p></p>
<p>Moon jae-in, per la Corea del Sud, è il leader giusto al momento giusto: la sua &#8220;forza tranquilla&#8221; e il suo basso profilo sono ciò che più servono a Seul per stemprare i climi bellicosi e ottenere la possibilità di un negoziato con Pyongyang che garantisca un necessario <em>modus vivendi </em>tra le due Coree.</p>
<p>Il successo della nuova &#8220;Sunshine Policy&#8221; olimpica di Moon Jae-in</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://thediplomat.com/2018/02/moons-pyeongchang-propaganda-coup/" target="_blank">Secondo quanto scritto da </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://thediplomat.com/2018/02/moons-pyeongchang-propaganda-coup/" target="_blank">The Diplomat</a>, </em>&#8220;mesi di duro lavoro sono stati ripagati con una grande vittoria per l&#8217;amministrazione Moon. In termini di <em>soft diplomacy, </em>la visione delle due Coree marcianti fianco a fianco sotto la bandiera della Corea unita durante la cerimonia d&#8217;apertura è stato un grande successo d&#8217;immagine. [&#8230;] Il fatto che Moon e Kim Yo-jong si siano stretti la mano di fronte a centinaia di milioni di persone ha mandato un messaggio forte&#8221;. In pochi giorni Moon Jae-in ha aperto la strada a un summit intercoreano e reso il disgelo possibile, eventualità difficile da prevedere solo poche settimane fa.</p>
<p></p>
<p>Moon Jae-in procede sul solco del rilancio della <em>Sunshine policy </em>inaugurata a fine Anni Novanta dal suo predecessore alla Casa Blu di Seul, Kim Dae-jung, che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.panorama.it/news/esteri/corea-del-sud-che-cose-la-sunshine-policy-di-moon-jae-in/" target="_blank">secondo quanto scritto da Luciano Lombardi su </a><em><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.panorama.it/news/esteri/corea-del-sud-che-cose-la-sunshine-policy-di-moon-jae-in/" target="_blank">Panorama</a> </em>si fonde su tre assunti precisi: &#8220;la Corea del Sud si impegna a <strong>cercare attivamente la cooperazione con la Corea del Nord</strong>; <strong>non cercherà</strong> &#8211; in alcun modo &#8211; <strong>di assorbirla</strong>; <strong>non sarà disposta a tollerare alcuna provocazione armata</strong> della Corea del Nord&#8221;.</p>
<p>Moon Jae-in ora è l&#8217;uomo chiave per la crisi coreana</p>
<p>Di fatto, Moon Jae-in è ora l&#8217;uomo chiave per la risoluzione delle dispute attorno al 38° parallelo. Un risultato che non è certamente sgradito a attori come Cina e Russia, che vedono così diminuiti i rischi di una tortuosa mediazione nella Penisola, e che potrebbe condizionare sul lungo termine l&#8217;approccio statunitense.</p>
<p></p>
<p>Se Moon accettasse l&#8217;invito di Kim Jong-un a visitare il Nord, la sua strategia avanzerebbe ulteriormente e aprirebbe la strada a scelte di <em>policy </em>funzionali a disinnescare le tensioni e a riportare il dittatore di Pyongyang su tracciati più definiti. Tra queste si potrebbe segnalare <a href="http://english.yonhapnews.co.kr/national/2017/05/08/0301000000AEN20170508000200315.html" target="_blank">la riapertura del parco industriale di Kaesong</a>, regione del Nord in cui Seul ha investito dal 2002 al 2016, anno della chiusura decretata dal predecessore di Moon, Park Geun-hye, dando lavoro a circa 50.000 cittadini nordcoreani.</p>
<p>Le mosse di Moon Jae-in sono in ogni caso lodevoli e meritevoli d&#8217;attenzione in quanto frutto di una visione coerente della crisi coreana e di un&#8217;elaborazione strategica che, dopo lunghi mesi, comincia a presentare i suoi ritorni concreti. Moon è uno dei leader che ci permettono di dire, con sicurezza, che un altro mondo è possibile e realizzabile ed è compito delle cancellerie internazionali supportare e promuovere i suoi sforzi per evitare una guerra che avrebbe risvolti devastanti per l&#8217;intero pianeta, non solo per Corea del Nord e Corea del Sud.</p>
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		<title>La Russia testa un nuovo missile:  ecco cosa è in grado di fare</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-missile-abm-russo-testato-con-successo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Feb 2018 14:51:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[thaad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/msisile.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/msisile.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/msisile-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/msisile-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Non esistono solo gli americani THAAD e GMD. Nel campo dei sistemi antimissile (ABM) anche i russi schierano le proprie batterie a difesa del territorio nazionale, sebbene solo nella zona di Mosca a differenza di quanto prevedano i sistemi statunitensi. Le differenze però non risiedono solo nel dispiegamento della cintura difensiva, le scelte fatte da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-missile-abm-russo-testato-con-successo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/msisile.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/msisile.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/msisile-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/msisile-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p><p>Non esistono solo gli americani<strong> THAAD</strong> e <strong>GMD</strong>. Nel campo dei sistemi antimissile (ABM) anche i russi schierano le proprie batterie a difesa del territorio nazionale, sebbene solo nella zona di Mosca a differenza di quanto prevedano i sistemi statunitensi.</p>
<p>Le differenze però non risiedono solo nel dispiegamento della cintura difensiva, le scelte fatte da Mosca e da Washington per i propri sistemi <strong>ABM</strong> sono molto diverse anche per quanto riguarda la metodologia di intercettazione dei veicoli di rientro: gli americani, infatti, ormai sono definitivamente orientati verso una tecnologia “hit to kill”: THAAD e GMD usano infatti il metodo del “colpo diretto” – ma con alcune differenze dovute dalla diversa quota di intercettazione – per distruggere i veicoli di rientro dei missili balistici nemici. Il GMD, in particolare, usa un EKV (Exoatmospheric Kill Vehicle) per colpire le testate al di fuori dell’atmosfera terrestre, mentre il THAAD si dirige verso l’obiettivo quando è già in fase di rientro.</p>
<p></p>
<p>La filosofia russa, invece, si è basata sin dai tempi dell’Unione Sovietica su una strategia di intercettazione diversa. I primi missili furono gli intercettori UR-96 (ABM-1 “Galosh” in codice Nato) schierati, come dicevamo, intorno a Mosca e in seguito sostituiti dal missile 51T6 (ABM-4 “Gorgon”) ritirato dal servizio nel 2005. Oggi i missili a protezione della capitale russa sono i 53T6 (<strong>ABM-3 “Gazelle”</strong>) entrati in servizio per la prima volta nel 1995 e basati in silos così come il sistema americano GMD. A differenza del sistema americano, però, quello russo non utilizza la tecnica del “colpo diretto” ma si affida ad una <strong>testata nucleare a basso potenziale</strong> – circa 10 kT &#8211; attivata da una spoletta di prossimità per sopperire alla mancanza di precisione. Questo sistema è stato continuamente aggiornato sino ad arrivare all’attuale versione – la 53T6M – capace di una velocità di Mach 13,5 con una quota di tangenza operativa compresa tra i 40 e i 50 km ed un inviluppo orizzontale massimo di 350 km. La Russia attualmente ha <strong>68 lanciatori</strong> di questo sistema endoatmosferico ciascuno dei quali dotato di 12/16 missili e operante con la 9° Divisione della Difesa Antimissile.</p>
<p>Nella giornata di domenica 11 febbraio, presso il poligono di Sary-Shagan in<strong> Kazakistan</strong>, le Forze Aerospaziali Russe hanno condotto un test di un nuovo missile facente parte sempre della famiglia dei “Gazelle” che, secondo le fonti ufficiali del Cremlino, sarebbe dotato di una testata atomica meno potente – 3 kT – e di conseguenza capace di una maggiore precisione. Il missile ha un nuovo motore in grado di aumentarne la velocità di intercettazione a 4 km/s (a fronte dei 3 precedenti) con una accelerazione di 300 g. Sarebbe aumentata anche la quota di tangenza operativa e la portata orizzontale anche grazie all’utilizzo di nuovi materiali compositi che ne alleggeriscono notevolmente la struttura. Il test effettuato domenica è il terzo dal giugno del 2017 – il secondo risale a novembre dello scorso anno – ma secondo alcuni analisti che hanno esaminato le foto del “canister” di lancio rilasciate da Mosca, non si tratterebbe del “Gazelle” bensì del “Gorgon” e quindi del vecchio sistema esoatmosferico che era dato per ritirato dal servizio attivo nel febbraio del 2007.</p>
<p></p>
<p><strong>Andrei Prikhodko</strong>, vicecomandante delle Forze Aerospaziali, riferisce che il test “È stato un pieno successo” e che il missile ha “caratteristiche tattiche e tecniche riguardanti la portata, precisione e vita operativa significativamente migliorate rispetto alle armi attualmente in servizio” aggiungendo che è in grado di ingaggiare bersagli multipli inclusa la nuova generazione di missili balistici intercontinentali americani.</p>
<p>Ancora non è dato sapere quando il nuovo missile entrerà in servizio attivo ma, sempre il vicecomandante Prikhodko, interrogato sulla questione riferisce che presto lo vedremo in linea. </p>
<p></p>
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		<title>Tra Pechino e Seul prove di riavvicinamento Sembra risolta la disputa sul Thaad</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cina-corea-del-sud-prove-riavvicinamento-sembra-risolta-la-disputa-sul-thaad.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Nov 2017 08:22:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[thaad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="980" height="551" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/Xi-Jinping.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/Xi-Jinping.jpg 980w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/Xi-Jinping-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/Xi-Jinping-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/Xi-Jinping-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></p>
<p>La crisi della penisola coreana ha avuto come conseguenza quella di inasprire le già difficili relazioni fra Cina e Corea del Sud . Ospitando migliaia di soldati Usa dai tempi della Guerra di Corea e ferrea nemica dello pseudo-alleato cinese rappresentato dalla Corea del Nord, la Corea del Sud non è mai riuscita in questi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/cina-corea-del-sud-prove-riavvicinamento-sembra-risolta-la-disputa-sul-thaad.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="980" height="551" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/Xi-Jinping.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/Xi-Jinping.jpg 980w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/Xi-Jinping-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/Xi-Jinping-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/Xi-Jinping-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></p><p>La crisi della penisola coreana ha avuto come conseguenza quella di inasprire le già difficili relazioni fra Cina e Corea del Sud . Ospitando migliaia di soldati Usa dai tempi della Guerra di Corea e ferrea nemica dello pseudo-alleato cinese rappresentato dalla Corea del Nord, la Corea del Sud non è mai riuscita in questi anni a sviluppare rapporti positivi con la Cina, anche perché considerata un rivale fondamentale nei mercati asiatici e mondiali. Detto questo, è anche vero che, nel mondo globalizzato, un rivale è anche automaticamente partner e, infatti, né la Corea del Sud né la Cina possono fare a meno l’una dell’altra nello sviluppo delle proprie relazioni commerciali. Questo lo sanno entrambi i governi: la Cina perché non ha assolutamente necessità di avere un nemico davanti alle sue coste per di più riempito di armamenti e soldati Usa; la Corea del Sud perché sa perfettamente che non può fare a meno di un partner economico come la Cina né può continuare a portare avanti questa tensione controproducente.</p>
<p></p>
<p>Se la crisi coreana aveva elevato questa tensione, e il posizionamento del Thaad Usa aveva alimentato questa escalation, le ultime settimane sembrano invece aver cambiato qualcosa nell’approccio fra i due Paesi. Pechino e Seul non sembrano più così tanto distanti come potevano apparire pochi mesi fa, al contrario, complice anche il vertice Apec in Vietnam c’è aria di tiepidi segnali di distensione. <a href="http://www.koreaherald.com/view.php?ud=20171110000773">Xi Jinping e Moon Jae-in terranno un incontro bilaterale</a> proprio durante il meeting internazionale vietnamita. Una nota del ministero degli Esteri della Corea del Sud rende esplicita la volontà dei due governi di raggiungere il prima possibile un accordo-quadro che garantisca stabilità e consolidamento delle relazioni bilaterali. “Le parti danno grande importanza alle relazioni Corea del Sud-Cina e hanno deciso di spingere ulteriormente in avanti per l&#8217;ulteriore sviluppo della partnership cooperativa e strategica.”- si legge nella nota &#8211; “Le parti hanno condiviso la visione che il rafforzamento di scambi e cooperazione è nel loro comune interesse, convenendo di procedere spediti verso il ritorno dei rapporti in tutte le aree alla normalità”.</p>
<p></p>
<p>L’incontro arriva in un momento particolare. La visita di Trump in Asia ha mostrato un lato diverso delle relazioni sino-americane, che hanno dimostrato di essere meno bellicose di quanto si potesse credere alla vigilia dell’arrivo del presidente Usa a Pechino. La possibilità che s’instaurino relazioni di cooperazione più solida fra Usa e Cina, scioglie di fatto le briglie a Seul per poter intraprendere una trattativa più rapida e decisa con Pechino- Prova ne è che un editoriale del <a href="http://www.globaltimes.cn/content/1074432.shtml"><em>Global Times</em></a>, organo ufficiale cinese in lingua inglese, ha definito questo momento come “opportuno per aggiustare le relazioni tra Cina e Corea del Sud”. E del resto, segnali che indicavano questa direzione c’erano già stati. Il 30 ottobre, i due Paesi hanno raggiunto un accordo che prevedeva da parte della Corea del Sud la mancata approvazione di un nuovo dispiegamento di Thaad nel Paese, l’esclusione di un’alleanza tripartita Usa-Giappone-Corea del Sud e la mancata approvazione di un sistema di difesa missilistico di fabbricazione americana.</p>
<p></p>
<p>La posizione dei “tre no” accolta dal ministro degli Esteri sudcoreano, Kang Kyung-wha, apre la strada a questo meeting tra i due leader che potrebbe essere davvero interessante per comprendere il futuro della crisi della penisola coreana, ma anche il futuro della stessa East-Asia. Di fatto, la logica cinese è chiara: allontanare, nel lungo termine, le forze americane dal Pacifico occidentale. Per farlo, deve inevitabilmente cercare di far scivolare via, in modo graduale, Seul dalla sfera d’influenza Usa. Finché Kim continuerà nelle provocazioni, sarà impossibile. Ma non è detto la Corea del Sud abbia interesse a rimanere ancorata all’alleanza Usa, finora vista più come necessaria che come voluta. Di fatto i coreani iniziano a capire di essere terreno di scontro di una guerra più grande di loro e questo potrebbe portare a un riequilibrio dei blocchi anche alla luce dell’elezione di Moon, persona che non aveva mai considerato plausibile la possibilità di una militarizzazione della Corea e di un’escalation di tensione.</p>
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		<title>Ecco perché la Russia non ha firmato  il trattato sul bando di armi nucleari</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/perche-la-russia-non-firmato-trattato-sul-bando-delle-armi-nucleari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Oct 2017 07:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Aegis Ashore]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Missile Balistico Intercontinentali (Icbm)]]></category>
		<category><![CDATA[Nazioni Unite (Onu)]]></category>
		<category><![CDATA[thaad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="925" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171020070938_24693894-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171020070938_24693894-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171020070938_24693894-1-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171020070938_24693894-1-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171020070938_24693894-1-1024x631.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>La notizia è della settimana scorsa, passata un po’ sottotraccia nelle agenzie stampa occidentali: la Russia, per bocca del suo Ministro degli Esteri Sergey Lavrov, ha stabilito che non firmerà il trattato internazionale sul bando delle armi nucleari. Le parole di Lavrov per motivare questa scelta sono state alquanto semplici e concise: “The document submitted &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-russia-non-firmato-trattato-sul-bando-delle-armi-nucleari.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-la-russia-non-firmato-trattato-sul-bando-delle-armi-nucleari.html">Ecco perché la Russia non ha firmato  il trattato sul bando di armi nucleari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="925" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171020070938_24693894-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171020070938_24693894-1.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171020070938_24693894-1-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171020070938_24693894-1-768x474.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/10/OLYCOM_20171020070938_24693894-1-1024x631.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>La notizia è della settimana scorsa, passata un po’ sottotraccia nelle agenzie stampa occidentali: <strong>la Russia</strong>, per bocca del suo Ministro degli Esteri Sergey Lavrov, ha stabilito che <strong>non firmerà il trattato internazionale sul bando delle armi nucleari</strong>. Le parole di Lavrov per motivare questa scelta sono state alquanto semplici e concise: “The document submitted for signing is far from these principles, ignores the need to take into account all the factors influencing strategic stability today and may have a destabilizing effect on the non-proliferation regime, as a result, the world may become even less stable and predictable” (Il documento da firmare è lontano da questi principi &#8211; disarmo completo, coinvolgimento totale delle parti n.d.r. &#8211; e ignora la necessità di tener conto di tutti i fattori che influenzano la stabilità strategica oggi e può avere un effetto destabilizzante sul regime di non proliferazione e come risultato il mondo potrebbe diventare meno stabile e prevedibile).</p>
<p>A dire il vero la Russia è in buona compagnia: tutti gli Stati che posseggono armamento atomico e tutti i Paesi membri della Nato (esclusa l’Olanda che ha votato contro) non hanno partecipato alla votazione tenutasi a luglio di quest’anno, per un totale di 69 nazioni (tra cui ci piace ricordare la Siria, la Turchia, il Giappone, l’Australia). Non vogliamo però cercare di capire perché tutti questi Paesi non si siano astenuti, ci interessa capire perché la Russia non l’abbia fatto.</p>
<p></p>
<p>La motivazione principale è una:<strong> i sistemi ABM americani</strong> e Nato che sono piazzati in Europa Orientale.<br /> In Europa Orientale – per il momento solo in Romania, a Deveselu, ma presto anche in Polonia – è difatti installato il sistema antimissile <strong>AEGIS Ashore</strong> che grazie ai suoi missili “Standard” SM-3 è in grado di intercettare vettori balistici a raggio medio, intermedio e intercontinentale. A questi si aggiunge la capacità ABM data dalla US Navy con i cacciatorpediniere classe “Arleigh Burke” e dai sistemi italo-francesi “Aster” montati su nave e di base a terra (SAMP/T), questi ultimi efficaci solamente, però contro SRBM, MRBM e IRBM. In aggiunta ai sistemi ABM tipo AEGIS, a fare da collare intorno alla Russia (e alla Cina) esiste il ben noto <strong>THAAD</strong>, dispiegato per il momento oltremare solo in Corea del Sud ma il cui radar di scoperta (l’AN/TPY-2) è stato dislocato anche in Israele, oltre che alla base del <strong>GMD</strong> (Gound-Based Midcourse Defense) di Fort Greely in Alaska. A completare i vari “layer” della difesa ABM c’è poi il celeberrimo sistema <strong>“Patriot”</strong> nella sua ultima versione, la Pac 3, che vede numerosi utilizzatori oltre gli Stati Uniti. Tutti insieme questi sistemi formano un “collare difensivo” intorno a Russia e Stati Uniti mettendo così in difficoltà la deterrenza di Mosca. Per completezza ricordiamo che anche i cacciatorpediniere giapponesi classe Kongo e Atago imbarcano il sistema Aegis, sistema che sta acquisendo sempre più precisione e versatilità: il 30 agosto scorso un caccia americano, il John Paul Jones, ha intercettato un MRBM lanciando due nuovissimi missili “Standard” tipo SM-6, confermando la capacità del sistema di adattarsi all’evoluzione delle minacce.</p>
<p>Questo sistema, ormai quasi globalizzato, di difesa antimissile resta al di fuori del trattato sul bando delle armi nucleari e pertanto per una potenza come la Russia &#8211; che ha nel suo <strong>arsenale atomico strategico l’unico strumento di deterrenza efficace</strong> che le permette di essere considerata una potenza globale &#8211; risulta una minaccia qualora dovesse adeguarsi agli articoli dello stesso: un sistema ABM come l’AEGIS è efficace anche contro i missili di teatro, non solo contro i missili balistici (che verrebbero teoricamente smantellati secondo la normativa in ratifica all’Onu), pertanto l’equilibrio della deterrenza si sposterebbe in favore degli Stati Uniti e della Nato. Se pensiamo ad uno scenario senza più armi atomiche, quella nazione o alleanza che avesse la superiorità delle armi convenzionali – data ad esempio dai sistemi ABM in grado di intercettare ogni minaccia missilistica o aerea – risulterebbe avere una posizione di vantaggio rispetto all’avversario vanificandone immediatamente la capacità di deterrenza; in un <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/le-nuove-forze-armate-russe-lo-strumento-di-mosca-per-tornare-ad-essere-una-potenza-globale/" target="_blank">momento storico di transizione verso Forze Armate più moderne ed efficaci</a> come sta vivendo la Russia in questa ultima decade, è questo lo scenario paventato da Mosca che ha spinto il Cremlino a non votare il trattato e a parlare di “destabilizzazione” del mondo. Inoltre alcune nazioni, come l’Iran o la Corea del Nord ma anche India e Pakistan, hanno dato il via da qualche lustro ad un intenso programma di implementazione dei propri missili strategici, e questo a sua volta ha portato tantissimi altri Paesi ad interessarsi all’acquisto e all’acquisizione di capacità ABM: pensiamo, ad esempio, alla Cina che sta compiendo grandi progressi nel campo antimissile, o alla Turchia, all’Arabia Saudita, al Giappone o alla stessa India che hanno acquistato o intendono acquistare sistemi con capacità ABM come il russo S-400 o l’italo-francese SAMP/T.</p>
<p></p>
<p>Si può quindi tranquillamente prevedere che la produzione di missili balistici sempre più precisi, e sempre più efficaci (con caratteristiche MIRV, MARV e penetratori delle difese) è destinata ad aumentare e non è già più appannaggio delle sole “grandi potenze”. L’<a href="http://www.occhidellaguerra.it/la-risposta-delliran-agli-stati-uniti-svelato-un-missile-balistico/" target="_blank">ultimo missile testato dall’Iran</a>, il Khorramshahr, sembra che sia dotato di MIRV e presto vedremo la disponibilità di penetratori anche nelle testate indiane, pakistane e nordcoreane. Di pari passo quindi aumenterà il desiderio (e l’industria) dei sistemi antimissile come già stiamo avendo modo di vedere.</p>
<p>Il secondo motivo – strettamente legato al fattore deterrenza – che ha portato Mosca a non firmare il trattato è di tipo economico: la Russia, appunto per cercare di mantenere la capacità di deterrenza del proprio arsenale nucleare strategico, ha avviato una <strong>campagna di acquisizione di nuovi sistemi missilistici</strong> che non si vedeva dai tempi della Guerra Fredda. Al momento si conoscono due nuovissimi progetti principali riguardo agli ICBM: l’<strong>RS-26 “Rubezh”</strong> e l’<strong>RS-28 “Sarmat</strong>”. Un terzo ed innovativo sistema balistico iperveloce denominato <strong>HGV</strong> (Hypersonic Glide Vehicles) sarebbe in fase di studio avanzato ma ancora non si hanno né dati né immagini del nuovo “supermissile” in grado di penetrare le difese ABM grazie all’altissima velocità e alla bassa quota di traiettoria. Questa enorme industria bellica, mobilitatasi a seguito della minaccia antimissile americana, fornisce un importantissimo volano all’economia interna, messa in crisi dalle sanzioni e dal fattore strutturale della dipendenza dell’economia russa dal commercio degli idrocarburi, pertanto Mosca non può permettersi in questo momento storico di firmare un trattato così vincolante come quello sul bando degli armamenti atomici.</p>
<p></p>
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		<title>Il doppio gioco saudita. Compra S-400 dalla Russia e il Thaad dagli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/doppio-gioco-saudita-compra-s-400-dalla-russia-thaad-dagli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 07:25:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[thaad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/SAUDIKING-1024x683.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/SAUDIKING-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/SAUDIKING-1024x683-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/SAUDIKING-1024x683-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L’agenzia del Pentagono per la sicurezza e la cooperazione (Dsca) ha confermato che il dipartimento di Stato Usa ha approvato la possibile vendita del sistema di difesa anti-missile Thaad all&#8217;Arabia Saudita ad un costo di circa 15 miliardi di dollari. Secondo quanto riportato dall’Agenzia, il governo di Riad è in procinto di comprare 44 lanciatori &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/doppio-gioco-saudita-compra-s-400-dalla-russia-thaad-dagli-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/doppio-gioco-saudita-compra-s-400-dalla-russia-thaad-dagli-usa.html">Il doppio gioco saudita. Compra S-400 dalla Russia e il Thaad dagli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/SAUDIKING-1024x683.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/SAUDIKING-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/SAUDIKING-1024x683-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2016/03/SAUDIKING-1024x683-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p>L’agenzia del Pentagono per la sicurezza e la cooperazione (Dsca) ha confermato che il dipartimento di Stato Usa ha approvato la possibile vendita del sistema di difesa anti-missile Thaad all&#8217;Arabia Saudita ad un costo di circa 15 miliardi di dollari. Secondo quanto riportato dall’Agenzia, il governo di Riad è in procinto di comprare 44 lanciatori Terminal High Altitude Area Defense, 360 missili, oltre a radar e unità di controllo. Come si legge nella nota della Dsca, &#8220;questa possibile vendita rientra nel sostegno agli obiettivi di politica estera e sicurezza nazionale degli Stati Uniti, migliorando la sicurezza di un paese amico. Inoltre favorisce gli interessi di politica estera e sicurezza nazionale degli Usa e sostiene la sicurezza a lungo termine dell&#8217;Arabia Saudita e della regione del Golfo di fronte alle minacce regionali e dell&#8217;Iran&#8221;.</p>
<p></p>
<p>La notizia dell’acquisto del sistema Thaad da parte della monarchia saudita non è una novità da un punto di vista politico. Non va dimenticato che uno dei primi grandi contratti siglati da Donald Trump una volta alla Casa Bianca è stato proprio quello della vendita di armi all’Arabia Saudita per centinaia di miliardi di dollari. Un contratto faraonico che aveva avuto il suo sigillo nella visita ufficiale del presidente Usa nel paese arabo con festeggiamenti e cerimonie che avevano fatto intendere come l’asse fra Washington e Riad fosse molto solida. Un contratto che non rappresentava soltanto la compravendita di armi, ma una vera e propria definizione dell’Arabia Saudita come partner strategico di primo piano nello scacchiere mediorientale e dunque, in buona sostanza, contro l’Iran e la sua potenziale espansione verso occidente.</p>
<p></p>
<p>Se di per sé non fa notizia il fatto che l’Arabia Saudita pianifichi l’acquisto di sistemi anti-missile dagli Usa, è interessante mettere la nota del Pentagono in correlazione con le ultime azioni di Casa Saud sul piano internazionale. La nota con cui si afferma che il dipartimento di Stato americano ha approvato la vendita, arriva, infatti, subito dopo che l’Arabia Saudita ha concluso un memorandum d&#8217;intesa con la Federazione Russa per l&#8217;acquisto del sistema anti-missile S-400 di ultima generazione. Lo stesso sistema che ha voluto acquisire la Turchia di Erdogan e che ha visto la netta opposizione dei comandi Nato, che si trovano ora a dover assistere a un Paese dell’Alleanza atlantica con un sistema anti-missile di fabbricazione russa. Il memorandum d’intesa fra Arabia e Russia è particolarmente interessante per due fattori. Il primo è che oltre all’acquisto dei sistemi missilistici di Mosca è prevista anche la formazione del personale saudita per il suo utilizzo da parte dell’esercito russo. Dunque vi è una collaborazione molto più profonda delle due forze militari dopo le gravissime divergenze che per anni hanno avuto i rispettivi governi sul fronte siriano. Inoltre, è interessante ricordare come, a detta dell’agenzia di stampa saudita Spa, l’accordo include anche l’acquisto di altri tipi di armi, in particolare di fucili kalashnikov Ak 103. Il secondo dato è importante perché l’accordo prevede che la società russa Rosoborn Export Company che sosterrà l&#8217;industria di armi del regno per raggiungere gli obiettivi della “Vision 2030”. Il contratto, infatti, prevede che una parte della tecnologia per fabbricazione dei kalashnikov sarà trasferita in territorio saudita. Una scelta molto importante, perché s’inserisce nel quadro della Vision 2030 che appunto prevede un’industria bellica saudita in larga parte autonoma da altri Stati</p>
<p></p>
<p>Questo doppiogioco di Riad nei confronti di Mosca e Washington risulta abbastanza curioso, ma anche tutto sommato semplice da decifrare. L’Arabia Saudita, dopo la visita del re Salman bin Abdulaziz Al Saud a Mosca, ha confermato che non può fare a meno della Russia. Non può farne a meno né da un punto di vista politico, né da un punto di vista militare, né da un punto di vista economico. E non a caso insieme agli accordi per la vendita di armi, si è discusso a Mosca anche della partecipazione della società saudita Saudi Aramco nel progetto Artic-Gnl 2 per la produzione di gas liquefatto, in particolare con l’azienda russa Novatek. Oltretutto, la questione dei prezzi del petrolio, da cui dipende buona parte dell’economia saudita, è un tema in cui Putin e re Salman convergono ed è dunque necessario instaurare un dialogo molto più forte.</p>
<p>Dall’altro lato, l’Arabia Saudita deve forzatamente giocare un doppio ruolo in cui non può inimicarsi gli Stati Uniti. E non a caso, subito dopo la notizia dell’acquisto del sistema S-400 e degli accordi sul gas, è arrivata la notizia della vendita del Thaad. Riad è perfettamente consapevole che mantenere gli Stati Uniti come propri alleati è assolutamente fondamentale nello scacchiere mediorientale, specialmente in quanto entrambi avversi all’ascesa dell’Iran. Un gioco pericoloso che per ora i sauditi hanno giocato bene, ma che potrebbe presto arrivare a una conclusione. Essere alleati di due superpotenze rivali non può durare a lungo. E cambiare rotta, così repentinamente, sia sul tema del terrorismo che su quello geopolitico, potrebbero essere mal visto in certi settori. L’attacco al palazzo reale a Gedda, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/spari-la-casa-del-re-saudita-qualcuno-non-va-giu-la-visita-mosca/">come affermato in questa testata</a>, potrebbe non essere un caso.</p>
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		<title>Seul sposta i sistemi antimissile  e adesso scatena l&#8217;ira di Pechino</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/seul-scatena-lira-pechino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Sep 2017 17:56:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[thaad]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="841" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904120756_24181406.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904120756_24181406.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904120756_24181406-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904120756_24181406-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904120756_24181406-1024x574.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904120756_24181406-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti stanno completando il dispiegamento del contestato sistema antimissile Thaad sul territorio della Corea del Sud, mentre il governo di Pyongyang continua a minacciare nuovi “regali” agli americani e agli alleati degli Usa in Estremo Oriente, che sembrano dover essere tradotti in nuovi test missilistici o forse anche un nuovo test nucleare. Fino &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/seul-scatena-lira-pechino.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/seul-scatena-lira-pechino.html">Seul sposta i sistemi antimissile  e adesso scatena l&#8217;ira di Pechino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="841" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904120756_24181406.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904120756_24181406.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904120756_24181406-300x168.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904120756_24181406-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904120756_24181406-1024x574.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/09/LAPRESSE_20170904120756_24181406-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Gli <strong>Stati Uniti</strong> stanno completando il dispiegamento del contestato sistema antimissile Thaad sul territorio della <strong>Corea del Sud</strong>, mentre il governo di <strong>Pyongyang</strong> continua a minacciare nuovi “regali” agli americani e agli alleati degli Usa in Estremo Oriente, che sembrano dover essere tradotti in nuovi test missilistici o forse anche un nuovo test nucleare. Fino a questa settimana, erano dispiegati soltanto due delle sei batterie di cui consta il sistema<strong> Terminal High Altitude Area Defense</strong>. I restanti quattro, come conferma l’agenzia sudcoreana <em>Yonhap</em>, dovrebbero essere dispiegati in queste ore nella base Usa di Seongju, a circa 300 chilometri a sud di Seul. Una volta salito al potere, il governo di Moon Jae-in aveva, infatti, posto una serie di paletti nei confronti del dispiegamento del sistema Thaad, in particolare per due ragioni: politiche e ambientali. Dal punto di vista politico, si riteneva che la <strong>militarizzazione</strong> al posto del <strong>dialogo</strong> non avrebbe condotto a vantaggi concreti per la soluzione della pluridecennale guerra fra le due Coree, e si riteneva inoltre che questo non avrebbe fatto altro che agitare ancora di più le acque non proprio tranquille fra Seul e Pechino. Dal punto di vista ambientale, tema che il governo di Moon Jae-in ha sempre messo in primo piano anche durante la sua campagna elettorale, il nuovo presidente aveva in particolare posto l’accento sul fatto che andasse congelato il dispiegamento dei quattro restanti lanciamissili in quanto si riteneva che il precedente governo conservatore &#8211; esecutivo cui si deve l’approvazione dell&#8217;installazione dei primi due Thaad nell’agosto del 2016 &#8211;  non avesse eseguito gli studi di impatto ambientale previsti dalla legge. Il timore degli abitanti della regione, e soprattutto dei contadini e degli allevatori, era infatti quello dovuto ai rischi di inquinamento elettromagnetico causato dai sistemi radar sugli esseri umani, sugli animali e sulle coltivazioni.</p>
<p></p>
<p>[Best_Wordpress_Gallery id=&#8221;633&#8243; gal_title=&#8221;Sud Corea&#8221;]</p>
<p></p>
<p>Tuttavia, già ad agosto, settimane prima dei test missilistici sui cieli del Giappone e del test atomico che ha fatto tremare non solo la terra della Corea ma anche le cancellerie del mondo, il presidente sudcoreano Moon Jae-in aveva annunciato che stava valutando l’ipotesi di installare tutti gli altri quattro sistemi rimanenti, perché troppo importanti per la tutela della popolazione in caso di attacco da parte della Corea del Nord. Adesso, questa ipotesi è diventata realtà. Con il test nucleare di domenica, Kim Jong-un ha reso praticamente impossibile al governo di Seul evitare il dispiegamento del Thaad e il presidente Trump è stato ben lieto di poter comunicare già nei giorni scorsi il fatto che avesse autorizzato Corea del Sud e Giappone ad ottenere dagli Stati Uniti sistemi di difesa più sofisticati per far fronte alla minaccia.<strong> Un dispiegamento che per ora è provvisorio</strong>, come ha sostenuto il ministero della Difesa di Seul, ma che ha già provocato le ire della Cina, che da sempre ritiene lo scudo Thaad una minaccia per i propri test missilistici, la propria sicurezza nazionale e in generale, come un occhio di Washington sulle manovre militari cinesi. Pechino ritiene che il Thaad possa servire a spiare le sue basi militari. E proprio per questo motivo, ha avviato da molti mesi un sistematico boicottaggio agli interessi sudcoreani in Cina e al turismo cinese in Corea del Sud. Il risultato è stato la chiusura di centinaia di negozi coreani in territorio cinese e il crollo del turismo verso la Corea del Sud che ha registrato un calo di milioni di visitatori con un sensibile peggioramento dell’indotto turistico generato dai cinesi, che incide di mezzo punto percentuale sul Pil sudcoreano.</p>
<p></p>
<p><strong>La notizia del completamento del sistema Thaad ha scatenato l’ira di Pechino</strong> che ha immediatamente chiesto a Washington e Seul di finirla con il processo di installazione dello scudo anti-missile prima che questo porti a una <strong>degenerazione del conflitto</strong> e a un crollo dei rapporti diplomatici triangolari di Pechino, Washington e Seul. “Il dispiegamento del Thaad in Corea del Sud non può essere una soluzione alle preoccupazioni di sicurezza dei Paesi interessati”. Queste le parole del portavoce del Ministero degli Esteri, Geng Shuang, il quale ha continuato dicendo che “minaccerebbe seriamente l&#8217;equilibrio strategico della regione e danneggerebbe gli interessi di strategia e di sicurezza nella regione, inclusi quelli della Cina”. Una conferma ulteriore del fatto che, con le provocazioni di Kim, la Cina ha più da perdere che da guadagnare, così come la Corea del Sud nell’allontanarsi ulteriormente dalle buone relazioni con Pechino. In questa divergenza fra Seul e Pechino, l’unica a guadagnarci sembra essere Washington, che può confermare l’utilità delle proprie truppe in Asia orientale e la necessità del suo scudo protettivo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/seul-scatena-lira-pechino.html">Seul sposta i sistemi antimissile  e adesso scatena l&#8217;ira di Pechino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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