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	<title>Terza guerra del Golfo Archives - InsideOver</title>
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	<title>Terza guerra del Golfo Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Basi USA in Medio Oriente: i danni subiti sono molto più gravi di quanto dichiarato</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/basi-usa-in-medio-oriente-i-danni-subiti-sono-molto-piu-gravi-di-quanto-dichiarato.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 04:57:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Epic Fury]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1394" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143248772_8b84aec7932dd3b016aada312a522370.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143248772_8b84aec7932dd3b016aada312a522370.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143248772_8b84aec7932dd3b016aada312a522370-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143248772_8b84aec7932dd3b016aada312a522370-1024x743.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143248772_8b84aec7932dd3b016aada312a522370-768x558.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143248772_8b84aec7932dd3b016aada312a522370-1536x1115.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143248772_8b84aec7932dd3b016aada312a522370-600x436.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fotografie inedite e testimonianze di militari ci raccontano una storia diversa dei danni subiti dalle forze statunitensi durante Epic Fury</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/basi-usa-in-medio-oriente-i-danni-subiti-sono-molto-piu-gravi-di-quanto-dichiarato.html">Basi USA in Medio Oriente: i danni subiti sono molto più gravi di quanto dichiarato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1394" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143248772_8b84aec7932dd3b016aada312a522370.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143248772_8b84aec7932dd3b016aada312a522370.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143248772_8b84aec7932dd3b016aada312a522370-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143248772_8b84aec7932dd3b016aada312a522370-1024x743.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143248772_8b84aec7932dd3b016aada312a522370-768x558.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143248772_8b84aec7932dd3b016aada312a522370-1536x1115.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260330143248772_8b84aec7932dd3b016aada312a522370-600x436.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un recente servizio fotografico, corredato da ampie testimonianza, apparso su <em><a href="https://meidasnews.com/news/so-much-worse-than-people-realize-never-before-seen-images-reveal-damage-at-u-s-bases-as-troops-describe-being-abandoned">Meidas Touch Network (MTN)</a></em>, mostra che i danni subiti dalle basi <strong>USA</strong> in Medio Oriente durante l&#8217;operazione <strong>Epic Fury</strong>, l&#8217;attacco israelo-statunitense all&#8217;Iran, sono stati peggiori di quello che si possa pensare, e soprattutto di quello che è stato divulgato ufficialmente dal Pentagono.</p>



<p>Durante le operazioni belliche, l&#8217;opinione pubblica internazionale non ha ricevuto molte informazioni sugli attacchi iraniani alle installazioni statunitensi nel Golfo Persico e in Medio Oriente, e quello che si è saputo lo si è dovuto in massima parte dalla raccolta di fonti OSINT e dagli scarni comunicati stampa del CENTCOM (<em>Central Command</em>). Ora invece, <strong>alcuni militari, ma soprattutto il personale civile che è aggregato ai reparti USA, stanno rompendo un muro di silenzio che perdurava da mesi, </strong>mostrando una realtà differente da quella propagandata da Washington.</p>



<p>Le foto e i video inediti ottenuti da MTN mostrano i danni subiti dalle installazioni militari statunitensi i<strong>n Arabia Saudita, Giordania, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Bahrein</strong>, insieme a testimonianze dirette di persone presenti sul posto. “La situazione è molto più grave di quanto la gente immagini”, ha dichiarato una delle fonti, tutte coperte da anonimato per proteggerle da inesorabili provvedimenti disciplinari. Sebbene alcune delle affermazioni contenute nel reportage di MTN non abbiano potuto trovare una verifica indipendente, e il media specifica in quale caso ci sia stata questa evenienza, i racconti di militari e civili che si sono ritrovati sotto i missili balistici e i droni iraniani descrivono uno scenario in cui <strong>la preparazione al conflitto è stata a dir poco carente</strong>.</p>



<p>Le testimonianze riportate parlano di velivoli distrutti, caserme e mense bombardate, <strong>soldati costretti a scavarsi trincee di fortuna </strong>e famiglie dei militari che hanno dovuto cercare rifugio nei parcheggi mentre i missili iraniani sorvolavano le loro teste. Si potrebbe pensare che, sull&#8217;onda emotiva, i racconti siano esagerati, ma MTN riferisce che molte persone che hanno rotto il silenzio sono militari professionisti che si sono già trovati in zona di guerra in passato, e sono proprio loro i più critici. Tutti hanno concordato su un punto: nulla di quanto vissuto in precedenza è paragonabile alla situazione che hanno affrontato durante Epic Fury.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Nemmeno le precauzioni basilari</h2>



<p>Un militare ha raccontato ad esempio di essere stato convocato a metà febbraio per un incarico temporaneo che, inizialmente, avrebbe dovuto durare tre settimane. Una volta giunto a destinazione, gli è stato comunicato che la durata sarebbe stata più vicina ai tre mesi. Alla fine, è rimasto sul posto per oltre sette mesi. Diversi militari hanno dichiarato di <strong>non aver avuto alcuna notizia in anticipo dell&#8217;operazione Epic Fury</strong>, nonostante che alcuni di loro vi abbiano preso parte direttamente, e di aver appreso dell&#8217;inizio delle ostilità nello stesso modo in cui lo ha saputo la maggior parte dell&#8217;opinione pubblica mondiale: attraverso i notiziari. Altri ancora hanno lamentato l&#8217;inefficacia, almeno inziale, delle <strong>difese aeree contro i droni</strong>: “Di notte non si riescono a vedere. Sono privi di luci e seguono coordinate GPS. Il rumore è identico a quello di un piccolo Cessna. A circa 120 metri d&#8217;altezza, sembrano un grosso falco. Non avevamo alcuna difesa contro questi droni”.</p>



<p>Passando ai danni subiti dalle basi militari, le immagini fornite dai soldati statunitensi e dai contractor civili mostrano ingenti danni alla base aerea <strong>Prince Sultan</strong>, in Arabia Saudita, nel periodo compreso tra marzo e luglio. Proprio la base aerea in cui sono state danneggiate parecchie aerocisterne dell&#8217;U.S. Air Force ed è andato distrutto un AWACS tipo E-3 “Sentry” a seguito di un attacco combinato iraniano verso la fine di marzo. Quell&#8217;attacco ci ha permesso di evidenziare, già allora, come le difese passive (oltre che quelle attive) delle basi aeree USA in Medio Oriente <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-liran-colpisce-le-basi-usa-che-nessuno-ha-pensato-a-proteggere.html">fossero scarse o del tutto inesistenti</a></strong>: non si era provveduto, ad esempio, nemmeno a mettere in atto la dispersione dei velivoli sul sedime della base e di erigere dei muri antischeggia con sacchi di sabbia. Tutte precauzioni basilari e facilmente fattibili in caso di operazioni belliche. </p>



<p>Le foto pubblicate da MTN di Prince Sultan mostrano quanto estesi fossero i danni riportati: sale da pranzo e spazi di lavoro distrutti, oltre ad alloggi danneggiati in cui risiedevano i militari al momento degli attacchi. Un&#8217;immagine mostra in particolare dei bunker prefabbricati, forniti dall&#8217;esercito per proteggere le truppe dagli attacchi di droni e missili, che non avevano ancora le porte montate. Capiamo ora perché il CENTCOM, più o meno nello stesso periodo dell&#8217;attacco alla base in Arabia Saudita, abbia emesso <strong>un bando di concorso urgente per ricercare soluzioni più efficaci per proteggere le proprie truppe e capacità operative.</strong></p>



<p>Altre immagini mostrano invece velivoli in fiamme sulla pista dopo attacchi missilistici, facendo supporre che in realtà le perdite di aerei USA siano state maggiori di quelle divulgate ufficialmente dal Pentagono al termine dell&#8217;operazione militare. Una fonte ha inoltre fornito un&#8217;immagine che, a suo dire, ritrae un <strong>aereo da trasporto C-17</strong> completamente distrutto; secondo la fonte, i resti sarebbero stati ammassati per accelerare le operazioni di sgombero e limitare la diffusione della notizia della perdita. Il Dipartimento della Difesa non ha confermato la perdita di un C-17 e MTN sottolinea di non essere stato in grado di verificare autonomamente tale affermazione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nessun preavviso ai militari</h2>



<p>Passando alla base <strong>Muwaffaq Salti in Giordania</strong>, diversi velivoli dell&#8217;aeronautica USA sono stati danneggiati durante gli attacchi, tra cui caccia F-15, F-35, droni MQ-9 Reaper ed elicotteri, oltre a strutture di comando e controllo e infrastrutture critiche. Anche in questo caso, però, non ci sono immagini che ritraggono i danni ai velivoli ma MTN riporta solo le parole di una fonte anonima. In <strong>Kuwait</strong>, secondo quanto riferito al media, dopo gli attacchi iniziali alcuni militari si sarebbero dispersi nel deserto, vivendo all&#8217;interno di un furgone per tre mesi in attesa di poter rientrare in patria. Le fotografie scattate a settembre presso Camp Buehring, mesi dopo l&#8217;ultimo attacco, mostrano una base che risulterebbe essere quasi completamente abbandonata dall&#8217;esercito statunitense. </p>



<p>La parte del racconto forse più indicativa della poca preparazione al conflitto è quella che arriva dal <strong>Bahrain</strong>. Qui, dove ha sede la Quinta Flotta dell&#8217;U.S. Navy, le famiglie del personale militare sarebbero state costrette a <strong>trovare autonomamente una via di fuga</strong> dagli attacchi iraniani in quanto il comando ne avrebbe impedito l&#8217;evacuazione una volta cominciati i bombardamenti, avendo chiuso l&#8217;aeroporto militare. Viene inoltre riferito che alcuni edifici residenziali sono stati presi di mira perché l&#8217;Iran sapeva che vi risiedevano militari statunitensi; in alcuni casi, personale in servizio attivo è stato trasferito in complessi residenziali e hotel che, nel giro di poche ore, sono stati colpiti da droni e missili iraniani. Altre testimonianze di personale civile e di familiari dei soldati riferiscono che <strong>non è stato dato nessun tipo di preavviso</strong> dai militari, né è stata organizzata l&#8217;evacuazione secondo piani prestabiliti. Non avrebbero ricevuto nessun tipo di assistenza nei primi giorni dell&#8217;avvio di “Epic Fury”. Trattandosi di un&#8217;operazione militare partita dagli Stati Uniti, quindi non subita per un attacco di sorpresa, quanto accaduto risulta particolarmente grave.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/basi-usa-in-medio-oriente-i-danni-subiti-sono-molto-piu-gravi-di-quanto-dichiarato.html">Basi USA in Medio Oriente: i danni subiti sono molto più gravi di quanto dichiarato</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Medio Oriente, Usa, Iran e Israele preparano un&#8217;altra guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/medio-oriente-usa-iran-e-israele-preparano-unaltra-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Oct 2026 23:06:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1120" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024010509674_c8b988d9d6a3def46cdae59c5cfb06ef-e1792796763957.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024010509674_c8b988d9d6a3def46cdae59c5cfb06ef-e1792796763957.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024010509674_c8b988d9d6a3def46cdae59c5cfb06ef-e1792796763957-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024010509674_c8b988d9d6a3def46cdae59c5cfb06ef-e1792796763957-1024x597.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024010509674_c8b988d9d6a3def46cdae59c5cfb06ef-e1792796763957-768x448.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024010509674_c8b988d9d6a3def46cdae59c5cfb06ef-e1792796763957-1536x896.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024010509674_c8b988d9d6a3def46cdae59c5cfb06ef-e1792796763957-600x350.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Le manovre politiche e militari lasciano intendere che in Medio Oriente si vada verso il rinfocolamento della Terza guerra del Golfo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/medio-oriente-usa-iran-e-israele-preparano-unaltra-guerra.html">Medio Oriente, Usa, Iran e Israele preparano un&#8217;altra guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1120" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024010509674_c8b988d9d6a3def46cdae59c5cfb06ef-e1792796763957.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024010509674_c8b988d9d6a3def46cdae59c5cfb06ef-e1792796763957.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024010509674_c8b988d9d6a3def46cdae59c5cfb06ef-e1792796763957-300x175.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024010509674_c8b988d9d6a3def46cdae59c5cfb06ef-e1792796763957-1024x597.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024010509674_c8b988d9d6a3def46cdae59c5cfb06ef-e1792796763957-768x448.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024010509674_c8b988d9d6a3def46cdae59c5cfb06ef-e1792796763957-1536x896.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261024010509674_c8b988d9d6a3def46cdae59c5cfb06ef-e1792796763957-600x350.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La diplomazia vacilla, i proclami si fanno sempre più caldi e le <strong>manovre politiche e militari lasciano intendere che in Medio Oriente</strong> una nuova fase critica orientata al rinfocolamento della <strong>Terza guerra del Golfo</strong> non possa essere esclusa. <strong>Usa, Iran, Israele</strong>: i protagonisti sul palco sono noti. L&#8217;attuale condizione di non-guerra e non-pace, che vede Tel Aviv ferma da aprile e Washington e Teheran intente a gestire il caos del naufragio del <strong><a href="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/insideover-dispatch-preview-01.pdf">Memorandum di Islamabad</a></strong>, a contendersi lo <strong>Stretto di Hormuz</strong> e a scambiarsi avvertimenti e minacce, difficilmente potrà durare a lungo. Dopo mesi in cui Pakistan, Oman, Qatar e altri attori hanno spinto sulla <strong>leva diplomatica, ora è la partita a scacchi delle strategie militari</strong> e delle pressioni politiche a prendere la scena mentre lo spiraglio per una mediazione sembra tramontare.</p>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/10/21/iran-war-live-us-warns-peace-deal-with-tehran-is-extremely-difficult">Molti indizi</a>, da tutte le parti, lo fanno intendere. <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-la-fiammata-di-hormuz-oscura-laccordo-di-islamabad.html" type="post" id="522665">L&#8217;Iran ha <strong>ampliato i suoi attacchi nello Stretto di Hormuz</strong> contro il traffico energetico e navale</a> e ha svelato una dottrina operativa potenzialmente sempre più offensiva: <a href="https://www.dropsitenews.com/p/iran-war-israel-netanyahu-trump-hormuz-mohsen-rezaei">Moshen Rezaei, Segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, ha dichiarato a Drop Site </a>che &#8220;in caso di guerra, anche i cavi sottomarini, i centri dati e le infrastrutture per l&#8217;intelligenza artificiale potrebbero trovarsi nel raggio d&#8217;azione&#8221;, aggiungendo che &#8220;tutti devono capire che agire contro l&#8217;Iran ha un costo&#8221;. Un messaggio che il successore di <strong>Ali Larijani, il &#8220;Richelieu&#8221; iraniano</strong> ucciso da un raid israeliano durante la guerra scoppiata il 28 febbraio scorso, ha portato in qualità di <strong>figura espressione della Guida Suprema Mojtaba Khamenei nell&#8217;organo che ormai è camera di </strong><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-nella-linea-dombra-tra-guerra-e-pace-cambia-anche-il-potere-di-teheran.html" type="post" id="513802"><strong>compensazione della poliarchia iraniana</strong>, diventata apparato a trazione securitaria dopo l&#8217;uccisione di Ali Khamenei.</a></p>



<p>La prospettiva che l&#8217;Iran si prepari a un terzo momento del conflitto dopo le guerre di giugno 2025 contro Israele e febbrai-aprile 2026 e che la <strong>regionalizzazione dello scontro possa diventare, in questo caso, una replica su larga scala degli attacchi alle infrastrutture tecnologiche</strong>, non è da escludere. Messa all&#8217;angolo, Teheran appare orientata all&#8217;idea di alzare l&#8217;asticella del confronto. Inoltre, è stata interlocutoria e <a href="https://amwaj.media/en/media-monitor/iran-stonewalls-pakistans-army-chief-as-fears-of-renewed-war-grow">non conclusiva la visita del Capo di Stato Maggiore pakistano <strong>Asim Munir </strong>e del ministro dell&#8217;Interno di Islamabad, <strong>Moshin Naviq</strong></a><strong>,</strong> che non è riuscita a rompere l&#8217;impasse negoziale.</p>



<p>L&#8217;Iran sembra aver provato a dare forma palese la sua strategia di deterrenza: <strong>apertura alla volontà di andare nella direzione di un confronto duro come modo per ricordare alle controparti di avere volontà combattiva,</strong> definizione di una strategia non ostile alla accettazione di una <strong>sostanziale escalation in caso di ritorno alla guerra</strong> come elemento potenzialmente disabilitante qualsiasi proposito ostile, rivendicazione della posizione di forza ottenuta a Hormuz e non solo come base negoziale e rifiuto di ogni concessione sostanziale unilaterale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;idea di Washington e Tel Aviv</h2>



<p><strong>Washington e Tel Aviv devono considerare questo <em>status quo </em>problematico più di ogni altro fattore. Per gli Usa del presidente Donald Trump</strong> la posta in gioco è a più livelli: c&#8217;entra l&#8217;egemonia regionale, c&#8217;entra la volontà di ristabilire la logica del controllo dei nodi marittimi a Hormuz, c&#8217;entra la re-ingegnerizzazione del Medio Oriente pensata anche a uso e consumo di una strategia di contenimento geopolitico ed energetico della Cina, in una fase dove la crisi nel Levante ha esaltato il peso <a href="https://it.insideover.com/energia/il-caos-globale-fa-bene-agli-usa-cosi-trump-vuole-sfruttare-il-boom-petrolifero-delle-americhe.html" type="post" id="533052">strategico delle Americhe nel mercato petrolifero</a>. Ma come ricorda il politologo <strong>Ali Vaez,</strong> le opzioni sono complesse in un contesto in cui la supremazia militare e tecnologica americana non ha avuto la meglio sulla <strong>&#8220;difesa a mosaico&#8221;, la regionalizzazione dello scontro e la volontà iraniana di scegliere fin dove tirare la corda</strong> per alzare l&#8217;asticella degli attacchi asimmetrici e imprevedibili a Washington, Tel Aviv e il resto degli Stati dell&#8217;area.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">As we brace for war, it’s important to remember that Washington and Israel can bomb Iran into ruins, but not into submission—and after setting the region ablaze, they may find themselves back at the same negotiating table, only with a much higher price paid in blood and treasure. <a href="https://t.co/LqpACWvqzv">https://t.co/LqpACWvqzv</a></p>&mdash; Ali Vaez (@AliVaez) <a href="https://x.com/AliVaez/status/2113132013935120387?ref_src=twsrc%5Etfw">October 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Washington ha bisogno di <strong>risultati chiari</strong> e Trump di capire se la <strong>pressione economica e sanzionatoria può bastare a portare l&#8217;Iran</strong> al tavolo delle trattative per un accordo con più concessioni o se servirà, dal punto di vista americano, forzare la mano. &#8220;Trump in passato ha pensato che l&#8217;Iran fosse sull&#8217;orlo della rovina, o addirittura già oltre, salvo poi scoprire di essersi sbagliato. E lanciare ulteriori attacchi potrebbe innescare un&#8217;escalation regionale senza avvicinare minimamente il regime alla resa&#8221;, <a href="https://www.theatlantic.com/national-security/2026/10/trump-iran-war-strikes-after-midterms/689121/">nota il The Atlantic, che aggiunge come restino &#8220;seri dubbi sull&#8217;adeguatezza delle scorte di munizioni del Pentagono, che si stavano<br></a><a href="https://www.theatlantic.com/national-security/2026/08/shortage-weapons-shaping-war-iran/688201/">pericolosamente esaurendo</a> al culmine del conflitto, per difendere gli interessi statunitensi in Medio Oriente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli obiettivi di Netanyahu</h2>



<p><a href="https://x.com/citrinowicz/status/2113114784908374280">La spigolosa realtà</a> plasmata dal conflitto e dalla coda di scontri all&#8217;ombra dei fragili cessate il fuoco tra Usa e Iran pone anche delle sfide per <strong>il primo ministro israeliano Benjamin <a href="https://italstrat.substack.com/p/corrispondenze-5-la-dottrina-netanyahu?utm_source=share&amp;utm_medium=android&amp;r=10g3" type="link" id="https://italstrat.substack.com/p/corrispondenze-5-la-dottrina-netanyahu?utm_source=share&amp;utm_medium=android&amp;r=10g3">Netanyahu</a> e il suo esecutivo presto chiamato alle decisive elezioni</strong> per il rinnovo della Knesset. <a href="https://www.ft.com/content/eb4d1101-45ed-4d03-9beb-42f7c87a58ea?syn-25a6b1a6=1">Indiscrezioni recenti riportate dal Financial Times hanno</a> parlato di una volontà di Netanyahu di spingere a un&#8217;azione risolutiva contro l&#8217;arcinemico iraniano a ottobre, poi rientrata, mentre <strong>andrà compreso se l&#8217;obiettivo di Tel Aviv resti ancora quello di puntare all&#8217;avversario numero uno in sinergia con gli Stati Uniti</strong> o se si vorrà procedere al contenimento con altri mezzi. All&#8217;Associated Press l&#8217;analista dell&#8217;Institute for National Security Studies della Tel Aviv University Danny Citrinowicz ha sottolineato che un successo elettorale di Netanyahu, che al voto guiderà la lista nazional-conservatrice del suo Likud, potrebbe a suo avviso rendere più plausibile un futuro attacco all&#8217;Iran parlando con l&#8217;Associated Press.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Told <a href="https://x.com/AP?ref_src=twsrc%5Etfw">@AP</a> that Netanyahu wants to attack Iran, that’s not even a question.  <br><br>Israel of rushing into another round with Iran without revamping its strategy. A clear Netanyahu victory in the Oct. 27 election means an attack is almost guaranteed.<br><br>Main opposition candidates are…</p>&mdash; Danny (Dennis) Citrinowicz ,داني سيترينوفيتش (@citrinowicz) <a href="https://x.com/citrinowicz/status/2113506874528092540?ref_src=twsrc%5Etfw">October 23, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Chiaramente per <strong>il governo israeliano attuale non è in discussione la desiderabilità di uno scenario che porti alla rimozione della minaccia iraniana,</strong> ma lo sono piuttosto le modalità con cui arrivare a tale obiettivo fondamentale: mancato con la guerra di febbraio-aprile il colpo del regime change e del rovesciamento della Repubblica Islamica, radicalizzatosi il regime e sostenuto da parte dell&#8217;Iran un programma di build-up balistico in grado di ripianare i vuoti lasciati dal conflitto <strong>il tema del collasso per via militare della Repubblica Islamica</strong> è stato abbandonato, almeno per ora.</p>



<p>Parimenti, gli strateghi di Tel Aviv osservano con attenzione una situazione in cui il perdurare di una &#8220;pace calda&#8221; o di una situazione di confronto a bassa intensità o per procura va di pari passo con le sistematiche evoluzioni della politica dello Stato Ebraico, dove in caso di fine dell&#8217;era Netanyahu andrà valutato l&#8217;approccio a 360 gradi di un papabile successore, come <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-israele-la-sfida-di-gadi-eisenkot-un-generale-realista-come-anti-netanyahu.html" type="post" id="531946">Gadi Eisenkot, per comprenderne la capacità di dare una nuova rotta alla politica estera del Paese.</a> Israele, in ogni caso, avrebbe bisogno dello spalleggiamento americano per la difesa aerea in caso di ripresa su larga scala a cui è ormai strutturalmente abituata ma può gestire una situazione di &#8220;pace calda&#8221; e di spillover regionali della guerra, dal Libano allo Yemen, con più abitudine degli Usa.</p>



<p>La posta in gioco è molteplice e diversificata per gli attori in campo. Per Teheran e gli apparati di comando della Repubblica Islamica, è nota: la <strong>sopravvivenza del sistema di potere iraniano</strong> e la continuità dello Stato di fronte all&#8217;assalto potenziale dei suoi nemici; per <strong>Israele, la prospettiva di ridimensionare una principale minaccia regionale</strong> e di rafforzare la sua posizione. Per gli Usa, l&#8217;obiettivo è ristabilire le regole del gioco favorevoli a Hormuz e mantenere controllo strategico sul Medio Oriente. </p>



<p><strong>Il rischio maggiore se la diplomazia dovesse fermarsi è legato al fatto che i tre attori potrebbero preferire un innalzamento del confronto politico</strong> a una de-escalation, pensando di avere dalla propria il fattore tempo (Iran) o elementi decisivi di <em>hard power </em>capaci di fare la differenza in caso di ritorno alle ostilità. La verità è che ogni conflitto rischia di essere regionale e su scala paragonabile, se non superiore, a quello di primavera. E non è detto che gli attori in campo e gli Stati dell&#8217;area possano governarne le conseguenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Iran war updates: Tehran calls for diplomacy but ready to ‘defend’ itself, Al Jazeera, 21 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/10/21/iran-war-live-us-warns-peace-deal-with-tehran-is-extremely-difficult">https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/10/21/iran-war-live-us-warns-peace-deal-with-tehran-is-extremely-difficult</a></li>



<li>The War Tehran Believes Is Coming, Drop Site, 21 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.dropsitenews.com/p/iran-war-israel-netanyahu-trump-hormuz-mohsen-rezaei">https://www.dropsitenews.com/p/iran-war-israel-netanyahu-trump-hormuz-mohsen-rezaei</a></li>



<li>Iran stonewalls Pakistan’s Army chief as fears of renewed war grow, Amwaj Media, 21 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://amwaj.media/en/media-monitor/iran-stonewalls-pakistans-army-chief-as-fears-of-renewed-war-grow">https://amwaj.media/en/media-monitor/iran-stonewalls-pakistans-army-chief-as-fears-of-renewed-war-grow</a></li>



<li>Danny Citrinowicz, &#8220;Washington and Jerusalem Have Learned the Wrong Lessons from Their Wars with Iran&#8221;, 22 ottobre 2026 &#8211;<a href=" https://x.com/citrinowicz/status/2113114784908374280"> https://x.com/citrinowicz/status/2113114784908374280</a></li>



<li><a href="https://x.com/citrinowicz/status/2113506874528092540">https://x.com/citrinowicz/status/2113506874528092540</a></li>



<li>Nancy A. Youssef e Jonathan Lemire, The Atlantic, 22 ottobre 2026 &#8211; <a href="https://www.theatlantic.com/national-security/2026/10/trump-iran-war-strikes-after-midterms/689121/">https://www.theatlantic.com/national-security/2026/10/trump-iran-war-strikes-after-midterms/689121/</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/medio-oriente-usa-iran-e-israele-preparano-unaltra-guerra.html">Medio Oriente, Usa, Iran e Israele preparano un&#8217;altra guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Iran-Usa, la partita a scacchi tra guerra economica e tensioni geopolitiche</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Oct 2026 06:23:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=532292</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-600x413.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Iran-Usa, la partita a scacchi tra guerra economica e tensioni geopolitiche. Il logoramento senza limiti continua.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche.html">Iran-Usa, la partita a scacchi tra guerra economica e tensioni geopolitiche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1320" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-300x206.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-1024x704.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-768x528.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-1536x1056.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/Iran-Usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche-600x413.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>battaglia di Hormuz,</strong> attuale evoluzione <a href="https://it.insideover.com/guerra/insidewar-attacco-alliran.html" type="post" id="507577">di una <strong>guerra d&#8217;Iran</strong></a> divenuta un rebus strategico, continua a bassa intensità mentre tra Teheran e gli <strong>Stati Uniti</strong> la diplomazia appare oggi distante e si fatica a capire quale sarà il sentiero che verrà percorso in direzione della pace o della guerra. <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-si-tratta-tra-mediazione-e-logoramento.html" type="post" id="530992">L&#8217;attuale fase di conflittualità allo stato gassoso, </a>&#8220;né guerra né pace&#8221;</strong>, vede sostanzialmente tre elementi consolidarsi: il primo, l&#8217;impossibilità di una <strong>soluzione militare definitiva;</strong> il secondo, l&#8217;ampliamento del piano <strong>economico del confronto</strong> e la parallela volontà di Usa e Iran di puntare su questo fronte per scaricare gli spazi d&#8217;escalation; infine, l&#8217;inevitabile necessità di guardare al conflitto in un&#8217;ottica regionale visto, soprattutto, l&#8217;impatto degli <strong>scenari tra Yemen e Arabia Saudita</strong> sul contesto mediorientale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Né pace, né guerra</h2>



<p>Ad oggi, partendo col primo punto, è da sottolineare come a nessuna delle parti coinvolte <strong>appaia conveniente cercare la leva della maggior pressione militare</strong> per ottenere un risultato decisivo. Gli <strong>Stati Uniti e il presidente Donald Trump</strong> hanno più volte fatto trapelare la <a href="https://www.axios.com/2026/10/07/trump-us-central-command-iran-israel-war-elections">possibilità di nuovi, pesanti attacchi</a> contro la Repubblica Islamica, col presidente che ha sottolineato <a href="https://www.axios.com/2026/10/08/trump-iran-strikes-midterm-elections">che nessun attacco ci sarà prima delle <strong>elezioni di metà mandato</strong></a><strong>.</strong></p>



<p>Una strategia dilatatoria che va di pari passo con quanto emerso circa i dubbi del <strong>capo di Stato Maggiore israeliano, Eyal Zamir,</strong> che, informato dei preparativi americani, avrebbe <a href="https://www.jpost.com/middle-east/iran-news/article-911125">ammonito i vertici militari a stelle e strisce</a> del rischio che una nuova escalation conflittuale potrebbe mettere a repentaglio lo svolgimento delle elezioni per il rinnovo della Knesset, il Parlamento dello Stato Ebraico, previste per il 27 ottobre. Israele ha avviato in sinergia con gli Usa l&#8217;attacco all&#8217;Iran il 28 febbraio scorso ma dal cessate il fuoco di aprile non ha più colpito Teheran e sono stati gli Usa a <strong>farsi garanti della pressione economica e dei raid su Hormuz</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalla guerra d&#8217;Iran alla battaglia di Hormuz</h2>



<p>Del resto, il focus del conflitto si è spostato rispetto a quanto inizialmente pensato a febbraio-aprile 2026, quando gli attacchi israelo-americani avevano <strong>contribuito a decapitare i vertici della Repubblica Islamica</strong> senza provocare, però, il crollo del regime. &#8220;Israele ha dimostrato una straordinaria capacità di penetrare in Iran e di eliminare persino i suoi leader più importanti&#8221;, <a href="https://jstribune.com/from-containment-to-regime-change-israels-new-strategic-logic/">nota l&#8217;Institute for National Security Studies della Tel Aviv University,</a> ma parimenti dal punto di vista di Israele &#8220;se tali capacità possano produrre un ordine politico auspicabile è tutt&#8217;altra questione&#8221;. <strong>Ad oggi, il regime change non c&#8217;è stato e l&#8217;Iran, pur duramente colpito, resta in grado di mantenere una capacità balistica</strong> ed è chiaro che la battaglia di Hormuz sia più una faccenda strettamente americana che israeliana. Fintanto che il focus resta su stretti, rotte, transiti petroliferi e scenari di Hormuz, non è nell&#8217;interesse di Tel Aviv propendere per un rilancio dei raid.</p>



<p>Anche l&#8217;Iran, del resto, non ha interesse a muovere per primo. I vertici di Teheran hanno elaborato una <strong>dottrina reattiva di regionalizzazione del conflitto</strong> che mira a far convincere gli Usa del fatto dell&#8217;impossibilità di una soluzione militare. L&#8217;analisi di questo fatto ci porta al secondo punto, ovvero l&#8217;<strong>escalation della guerra economica</strong>. I traffici di petrolio da Hormuz <a href="https://x.com/JavierBlas/status/2109563510560604622">attraverso Hormuz sono dati in crescita</a> ad almeno i quattro quinti del livello pre-bellico e, nota l&#8217;esperto di questioni energetiche <a href="https://twitter.com/JavierBlas/status/2109629523478163777"><strong>Javier Blas</strong></a><strong>, nonostante l&#8217;export di petrolio iraniano via nave sia sostanzialmente azzerato</strong> il quantitativo di greggio caricato e in viaggio sui mari del mondo è ai massimi storici. La trattativa Iran-Oman su un meccanismo di gestione di Hormuz non ha subito progressi sostanziali ma al contempo è tutto da dimostrare quanto spesso dichiarato da Trump e dai suoi alla luce di una narrazione che <strong>vedrebbe Washington in controllo dello Stretto di Hormuz</strong> e la capacità di deterrenza iraniana dimidiata.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">US Secretary of Energy Chris Wright says Middle East (ex-Iran) crude flows are back to 80%-90% of pre-war . &quot;That doesn&#39;t make us comfortable, but make a viable, reasonable price today,&quot; he says. But Persian Gulf refined products flows are only up to 25%-30% of pre-war levels.</p>&mdash; Javier Blas (@JavierBlas) <a href="https://x.com/JavierBlas/status/2109563510560604622?ref_src=twsrc%5Etfw">October 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La battaglia energetica e la strategia iraniana </h2>



<p>Innanzitutto, il traffico di prodotti raffinati non è ancora vicino ai livelli pre-guerra, complici i danni subiti dalle infrastrutture nei Paesi del Golfo; in secondo luogo, Michelle Brohard, responsabile delle politiche e dei rischi geopolitici presso Kpler<a href="https://oilprice.com/Energy/Crude-Oil/Kpler-Suspects-Gulf-Producers-Are-Paying-Iran-for-Safe-Passage.html"> ha posto il dubbio</a> che alcuni attori locali possano sottobanco pagare un pedaggio di transito all&#8217;Iran per evitare attacchi, anche se non ci sono prove decisive a riguardo. Infine, l&#8217;Iran ha <strong>posto in essere una campagna di attacchi mirati al traffico nello Stretto</strong> per alzare la posta politica e economica. Un&#8217;analisi dello <a href="https://news.usni.org/2026/10/09/october-sees-near-daily-strikes-on-ships-in-hormuz">United States Naval Institute ricorda che gli attacchi sono quasi quotidiani e</a> sottolinea la complessa logistica dei flussi di petrolio da Hormuz, notando che &#8220;l&#8217;aumento delle esportazioni di greggio dal Medio Oriente è dovuto al sistema di trasporto intermodale, in cui le navi prelevano il petrolio dai porti del Golfo Persico, lo trasportano attraverso lo Stretto di Hormuz – spesso con i sistemi di identificazione automatica disattivati ​​– per poi effettuare un trasbordo da nave a nave nel Mar Arabico&#8221;. </p>



<p>Tutto questo, <a href="https://think.ing.com/articles/record-breaking-tanker-rates-pile-pressure-on-high-fuel-prices/">in un contesto globale</a> che vede il <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-07/oil-shipping-costs-reach-dizzying-new-highs-on-hormuz-snarls">boom dei prezzi di noleggio e assicurazione delle petroliere</a>, si sovrappone al <strong>tiro alla fune tra Iran e Usa. </strong>Per Washington, la pressione economica sanzionatoria e le dinamiche di condizionamento del sistema interno iraniano porteranno la Repubblica Islamica a più miti consigli e a un accordo migliorativo del Memorandum di Islamabad  di giugno, presto naufragato, fortemente penalizzante per gli Usa. L&#8217;Iran,<a href="https://www.foreignaffairs.com/iran/irans-theory-victory"> hanno scritto su <em>Foreign Affairs</em></a> il politologo Vali Nasr e l&#8217;antropologa Narges Bajoghli, mira a resistere a ogni pressione. </p>



<p>Nella loro analisi Bajoghli e Nasr notano che, nonostante <a href="https://it.insideover.com/economia/iran-la-crisi-economica-e-sempre-piu-grave-il-regime-non-affonda-ma-gli-iraniani.html" type="post" id="530614">un&#8217;economia profondamente danneggiata</a> e duri colpi subiti dalla guerra, &#8220;la teoria della vittoria di Teheran è che possa resistere e infliggere danni sufficienti a indurre gli Stati Uniti a porre fine al contenimento dell&#8217;Iran&#8221; e ricordano che in caso di nuovi attacchi &#8220;<strong>il comportamento dell&#8217;Iran sarà quindi sfrenato e sproporzionato&#8221;.</strong> In sostanza, l&#8217;Iran ritiene che anche l&#8217;attuale situazione di pressione logori gli Usa maggiormente di Teheran e che il<strong> dilemma di Washington non farà che acuirsi in futuro</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dall&#8217;Iran allo Yemen, da Hormuz a Bab-el-Mandeb</h2>



<p>Tutto questo, venendo all&#8217;ultimo punto, <strong>si inserisce in un contesto che vede lo Yemen,</strong> la <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-raid-houthi-mostrano-le-fragilita-dellarabia-saudita-un-problema-per-tutta-la-regione.html" type="post" id="532150">sfida tra i <strong>ribelli Houthi e l&#8217;Arabia Saudita</strong></a> e la Spada di Damocle pendente su Bab-el-Mandeb aggiungere un ulteriore elemento d&#8217;incertezza. L&#8217;Iran non comanda gli Houthi nonostante l&#8217;allineamento politico e ideologico tra i ribelli sciiti e Teheran, e in tal senso bisogna aggiungere che indirettamente la presenza dei miliziani che controllano Sana&#8217;a e un vero e proprio Stato nello Stato nel Nord-Ovest dello Yemen drena risorse e attenzioni politiche verso Bab-el-Mandeb, aprendo un secondo fronte per le potenze del Golfo, Arabia Saudita in testa, e offrendo elementi per rendere desiderabile una de-escalation generale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The <a href="https://x.com/FT?ref_src=twsrc%5Etfw">@FT</a> reports that the Houthis have evolved from an insurgent movement into a sophisticated military organization capable of striking Saudi infrastructure and threatening shipping routes. <a href="https://t.co/j3smEQHkKF">pic.twitter.com/j3smEQHkKF</a></p>&mdash; Anurag Shukla (@Anuraag_Shukla) <a href="https://x.com/Anuraag_Shukla/status/2109514512869265780?ref_src=twsrc%5Etfw">October 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><a href="https://responsiblestatecraft.org/iran-war-houthis/">A settembre Paul Pillar notava per <em>Responsible Statecraft</em> che l&#8217;escalation in Yemen</a> avrebbe potuto rappresentare un assist indiretto all&#8217;Iran e, del resto, nelle ultime settimane l&#8217;emersione della<a href="https://defence24.com/defence-policy/how-can-saudi-arabia-defend-itself-freedom-of-action-at-stake#google_vignette"> difficoltà saudita nel difendere le infrastrutture del Regno dai raid dei ribelli,</a> la mobilitazione del <strong>Patto di La Mecca</strong> e l&#8217;emersione di una pressione da parte del governo di Mohammad bin Salman sul fatto che possano essere gli Usa a togliere le castagne dal fuoco unendosi a una nuova campagna in Yemen (sarebbe la terza dal 2024 a oggi) hanno spostato l&#8217;interesse strategico a Sud-Ovest, rendendo difficilmente sostenibile la prospettiva di una stasi prolungata in Medio Oriente. Lo scacchiere è dunque <strong>articolato e complesso e si va nella direzione della ridefinizione strategica del Medio Oriente</strong> in un contesto in cui un equilibrio e una <em>balance of power</em> sarebbero desiderabili ma tutti gli attori, belligeranti e non, hanno l&#8217;interesse a vedere cambiamenti migliorativi prima di ragionare a riguardo. In passato la regione era teatro delle <em>endless war</em>. Ora la prospettiva è quella del <strong>logoramento infinto. A conti fatti subottimale per tutte le parti</strong> e per la stabilità di una regione-crocevia che da anni vive una riconfigurazione e movimenti tellurici problematici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://www.axios.com/2026/10/07/trump-us-central-command-iran-israel-war-elections">https://www.axios.com/2026/10/07/trump-us-central-command-iran-israel-war-elections</a></li>



<li><a href="https://www.axios.com/2026/10/08/trump-iran-strikes-midterm-elections">https://www.axios.com/2026/10/08/trump-iran-strikes-midterm-elections</a></li>



<li><a href="https://www.jpost.com/middle-east/iran-news/article-911125">https://www.jpost.com/middle-east/iran-news/article-911125</a></li>



<li><a href="https://news.usni.org/2026/10/09/october-sees-near-daily-strikes-on-ships-in-hormuz">https://news.usni.org/2026/10/09/october-sees-near-daily-strikes-on-ships-in-hormuz</a></li>



<li><a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-07/oil-shipping-costs-reach-dizzying-new-highs-on-hormuz-snarls">https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-10-07/oil-shipping-costs-reach-dizzying-new-highs-on-hormuz-snarls</a></li>



<li><a href="https://jstribune.com/from-containment-to-regime-change-israels-new-strategic-logic/">https://jstribune.com/from-containment-to-regime-change-israels-new-strategic-logic/</a></li>



<li><a href="https://think.ing.com/articles/record-breaking-tanker-rates-pile-pressure-on-high-fuel-prices/">https://think.ing.com/articles/record-breaking-tanker-rates-pile-pressure-on-high-fuel-prices/</a></li>



<li><a href="https://x.com/JavierBlas/status/2109563510560604622">https://x.com/JavierBlas/status/2109563510560604622</a></li>



<li><a href="https://responsiblestatecraft.org/iran-war-houthis/">https://responsiblestatecraft.org/iran-war-houthis/</a></li>



<li><a href="https://twitter.com/JavierBlas/status/2109629523478163777">https://twitter.com/JavierBlas/status/2109629523478163777</a></li>



<li><a href="https://x.com/Anuraag_Shukla/status/2109514512869265780">https://x.com/Anuraag_Shukla/status/2109514512869265780</a></li>



<li><a href="https://oilprice.com/Energy/Crude-Oil/Kpler-Suspects-Gulf-Producers-Are-Paying-Iran-for-Safe-Passage.html">https://oilprice.com/Energy/Crude-Oil/Kpler-Suspects-Gulf-Producers-Are-Paying-Iran-for-Safe-Passage.html</a></li>



<li><a href="https://www.foreignaffairs.com/iran/irans-theory-victory">https://www.foreignaffairs.com/iran/irans-theory-victory</a></li>



<li><a href="https://defence24.com/defence-policy/how-can-saudi-arabia-defend-itself-freedom-of-action-at-stake#google_vignette">https://defence24.com/defence-policy/how-can-saudi-arabia-defend-itself-freedom-of-action-at-stake#google_vignette</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-la-partita-a-scacchi-tra-guerra-economica-e-tensioni-geopolitiche.html">Iran-Usa, la partita a scacchi tra guerra economica e tensioni geopolitiche</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Iran-Usa, si tratta tra mediazione e logoramento</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/iran-usa-si-tratta-tra-mediazione-e-logoramento.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Sep 2026 04:52:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=530992</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925191352519_39d4f8b0001395d9be2b38e5ec5f024f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Araghchi resterà a New York fino a lunedì..." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925191352519_39d4f8b0001395d9be2b38e5ec5f024f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925191352519_39d4f8b0001395d9be2b38e5ec5f024f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925191352519_39d4f8b0001395d9be2b38e5ec5f024f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925191352519_39d4f8b0001395d9be2b38e5ec5f024f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925191352519_39d4f8b0001395d9be2b38e5ec5f024f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925191352519_39d4f8b0001395d9be2b38e5ec5f024f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Ad oggi, dunque, nonostante che la guerra sia sostanzialmente ferma l'equilibrio è ben lungi dall'essere raggiunto. </p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925191352519_39d4f8b0001395d9be2b38e5ec5f024f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran. Araghchi resterà a New York fino a lunedì..." decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925191352519_39d4f8b0001395d9be2b38e5ec5f024f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925191352519_39d4f8b0001395d9be2b38e5ec5f024f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925191352519_39d4f8b0001395d9be2b38e5ec5f024f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925191352519_39d4f8b0001395d9be2b38e5ec5f024f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925191352519_39d4f8b0001395d9be2b38e5ec5f024f-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260925191352519_39d4f8b0001395d9be2b38e5ec5f024f-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;Onu e la sua coda non hanno sbloccato lo stallo del negoziato per <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-piu-libero-iran-e-usa-dialogano-dopo-mesi-di-attrito.html" type="post" id="530512">risolvere il conflitto su Usa e Iran</a></strong> ma hanno mostrato l&#8217;esistenza di sforzi per provare a tenere in vita il processo diplomatico. Mentre la tensione prosegue attorno allo Stretto di Hormuz, il vertice di New York ha prodotto dei tentativi di abboccamento che hanno permesso di attestare come tra Teheran e Washington le distanze restino notevoli. E districarsi nella nebbia di guerra e nella ridda di dichiarazioni resta esercizio complesso. <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-araghchi-restera-a-new-york-fino-a-lunedi.html" type="post" id="530722">Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano</a></strong>, ha lasciato New York dopo una lunga serie di incontri, ivi compresi molti capi delle diplomazie europee e il segretario generale dell&#8217;Onu <strong>Antonio Guterres</strong>, e dopo che gli Usa hanno rispedito al mittente la proposta di un cessate il fuoco completo di 7 giorni capace di riaprire i traffici nello Stretto di Hormuz. Parimenti, il presidente Usa Donald Trump ha parlato di colloqui avviati in forma indiretta tramite mediatori, con Qatar e Pakistan in campo, mentre diverse indiscrezioni lasciano pensare che il tentativo americano sia andato oltre Hormuz.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una trattativa complessa</h2>



<p>The Donald ha smentito <a href="https://www.axios.com/2026/09/28/trump-iran-war-sanctions-blockade-nuclear">seccamente un&#8217;indiscrezione di Axios </a>che riportava come gli Usa sarebbero stati disposti a fare concessioni sulle sanzioni se l&#8217;Iran avesse fatto passi nella loro direzione sul nucleare. Per le fonti Usa consultate da Axios i colloqui sono parsi &#8220;costruttivi&#8221; e ad oggi il dato che sembra emergere è che a mancare non sia tanto la volontà di dialogare, quanto piuttosto la comunanza di obiettivi. Per l&#8217;Iran, che lo ha ribadito anche nel quadro del negoziato con l&#8217;Oman per garantire un meccanismo di governance di Hormuz, l&#8217;obiettivo di fondo è il ritorno al <strong>Memorandum di Islamabad di giugno firmato a Versailles, al termine del G7 francese, da Trump</strong> e mediato nella fase decisiva dal Pakistan, che garantiva una roadmap verso la riapertura di Hormuz e sostanzialmente vidimava la tenuta della strategia difensiva di Teheran. Washington a suo modo cerca invece di spuntare concessioni migliorative e entrambe le parti ritengono di avere buoni motivi per sostenere le rispettive tesi.</p>



<p>L&#8217;Iran ha avvertito, tramite il capo negoziatore e presidente del Parlamento <strong>Mohammed Ghalibaf,</strong> che in caso di nuovi attacchi reagirà come fatto tra febbraio e aprile, regionalizzando il conflitto e puntando le basi Usa nella regione, mentre il mediatore Qatar ha respinto al mittente questa presa di posizione, col portavoce del Ministero degli Esteri Majed al-Ansari che ha definito la mediazione<a href="https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/9/29/iran-war-live-trump-says-he-did-not-offer-tehran-sanctions-relief?update=4998425"> &#8220;uno sforzo erculeo&#8221;. </a></p>



<h2 class="wp-block-heading">I problemi di Washington e quelli di Teheran</h2>



<p>Teheran vuole usare dalla sua l&#8217;effetto-leva dell&#8217;imminenza delle elezioni di Midterm e degli alti costi energetici, oltre che il precedente di febbraio-aprile, per <strong>far desistere gli Usa dalla massima pressione sulla Repubblica Islamica e</strong> assicurarsi un compromesso politico positivo. Washington, invece, mira a consolidare la<a href="https://it.insideover.com/economia/iran-la-crisi-economica-e-sempre-piu-grave-il-regime-non-affonda-ma-gli-iraniani.html" type="post" id="530614"> stretta sanzionatoria</a> e a far sì che sia il deprezzamento della valuta, unitamente alla sostanziale paralisi del nuovo export energetico per il blocco navale, a fare il suo gioco. Ne risulta un contesto di stallo in cui tante iniziative appaiono sovrapporsi e intercettarsi. L&#8217;Iran mira a usare il tempo come fattore-positivo ma la tenuta dell&#8217;economia è un rebus. </p>



<p>Nel frattempo, gli Usa sono restii a una nuova opzione militare su maggior scala, e lo hanno dimostrato chiamandosi fuori anche dal sostegno diretto ai sauditi in Yemen, mentre Bab-el-Mandeb e gli Houthi filo-iraniani esercitano pressione contro le rotte dal Mar Rosso all&#8217;Oceano Indiano. </p>



<p>In tal senso, il <strong>negoziato Usa-Iran potrebbe essere commentato citando Galileo: &#8220;Eppur si muove&#8221;</strong>. Si avanza con la mediazione degli attori coinvolti nella diplomazia triangolare, per ricostruire una fiducia andata gradualmente evaporando. E provare a capire se le asimmetrie tra le parti sono risolvibili. Non sarà facile, anche perché da giugno le prospettive sono evolute e si sono sviluppate da ambo le parti. &#8220;La proposta iraniana di sette giorni si basa sul memorandum d&#8217;intesa di Islamabad, ma ne comprime significativamente i tempi e ne modifica la sequenza&#8221;, <a href="https://amwaj.media/en/media-monitor/hormuz-key-sticking-point-as-trump-rejects-iranian-plan">nota Amwaj Media,</a> e se l&#8217;Iran continua a indicare lo Stretto di Hormuz come una sostanziale contropartita negoziale, mentre per Amwaj l&#8217;amministrazione americana &#8220;sta mettendo in discussione la capacità dell&#8217;Iran di usare Hormuz come merce di scambio. La posizione degli Stati Uniti sembra essere che l&#8217;Iran non possa pretendere concessioni in cambio di qualcosa che Washington afferma di essere in grado di garantire autonomamente&#8221;. <strong>Ad oggi, Washington, complice il logoramento e i costi subiti e l&#8217;imminenza del voto di metà mandato, non sembra essere intenzionata a un&#8217;opzione di escalation </strong>che, invece, l&#8217;Iran non ha tolto dal tavolo come prospettiva futura in caso di naufragio dei colloqui o della pressione Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Iran e Usa, tra mediazione e tatticismi</h2>



<p>La studiosa del <strong>Center for International Politics </strong>Negar Mortazavi, analizzando il discorso del presidente iraniano <strong>Masoud Pezeshkian </strong>alla recente assemblea Onu per l&#8217;Arab Center di Washington<a href="https://arabcenterdc.org/resource/unga-2026-war-diplomacy-and-the-middle-easts-changing-order/">ha scritto che il leader di Teheran ha </a>&#8220;ripetutamente lasciato aperta la porta alla diplomazia, ma ha respinto i negoziati condotti di fronte a minacce o richieste di resa&#8221;. Per Mortazavi &#8220;Teheran offre i colloqui come mezzo per porre fine al conflitto, non come meccanismo per formalizzare la sconfitta&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Iran’s Three Messages:<br><br>Iranian President at the UN delivered three central messages in response to Trump’s address in which he justified the war and threatened to “annihilate” the Islamic Republic.<br><br>Pezeshkian framed Iran as the victim of an illegal war of aggression, reminding…</p>&mdash; Negar Mortazavi (@NegarMortazavi) <a href="https://x.com/NegarMortazavi/status/2104873754937401606?ref_src=twsrc%5Etfw">September 29, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>In mezzo alle dichiarazioni e alle strategie c&#8217;è la realtà, che da un lato parla di un Iran capace ancora di colpire nello Stretto di Hormuz e che al contempo però cerca di trovare un meccanismo negoziale con l&#8217;Oman per apparire un partner responsabile, mentre al contempo le prospettive future dell&#8217;export energetico pendono verso il basso, e dall&#8217;altro un&#8217;America che non ha raggiunto gli obiettivi strategici della guerra e ora mira a rafforzarsi tatticamente spingendo l&#8217;Iran a un negoziato migliorativo con la <strong>sfida economica totale.</strong> Ad oggi, dunque, nonostante la guerra sia sostanzialmente ferma l&#8217;equilibrio è ben lungi dall&#8217;essere raggiunto e se da un lato Teheran e Washington trattano, con impegno costruttivo dei mediatori, dall&#8217;altro la sensazione di avere dalla propria il fattore tempo potrebbe condizionare <strong>gli scenari regionali futuri.</strong> Dal tiro alla fune tra la spinta a mediare e la possibilità di spuntare risultati migliorativi dipenderà il futuro di una trattativa che contribuirà a dare un volto al Medio Oriente che verrà e a capire quanto realisticamente si potrà, in futuro, parlare di stabilità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-si-tratta-tra-mediazione-e-logoramento.html">Iran-Usa, si tratta tra mediazione e logoramento</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Usa-Iran, all&#8217;Onu riparte la diplomazia. Ma la rotta resta incerta</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-iran-allonu-riparte-la-diplomazia-ma-la-rotta-resta-incerta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 09:21:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=530467</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1338" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/iran-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/iran-1024x714.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/iran-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/iran-1536x1070.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/iran-600x418.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La diplomazia tra Usa e Iran per porre fine alla Terza guerra del Golfo è ripresa a margine dell'Assemblea Onu, con nuovi contatti tra Araghchi e Witkoff</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-iran-allonu-riparte-la-diplomazia-ma-la-rotta-resta-incerta.html">Usa-Iran, all&#8217;Onu riparte la diplomazia. Ma la rotta resta incerta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1338" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/iran-300x209.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/iran-1024x714.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/iran-768x535.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/iran-1536x1070.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/iran-600x418.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La diplomazia tra <strong>Usa e Iran</strong> per porre fine alla <strong>Terza guerra del Golfo</strong> scoppiata il 28 febbraio scorso è ripartita ai margini dell&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;Onu. Il presidente Usa <strong>Donald Trump</strong> ha dichiarato che Washington ha avuto &#8220;buone discussioni&#8221; con Teheran, rappresentata al Palazzo di Vetro di New York da <strong>Abbas Araghchi, ministro degli Esteri</strong> impegnato in un serrato round di incontri ufficiali, dalla capa della diplomazia Ue Kaja Kallas al ministro degli Esteri italiano <strong>Antonio Tajani</strong>, e che secondo quanto riportato da diverse fonti della Repubblica Islamica avrebbe avuto contatti anche col negoziatore Usa <strong>Steve Witkoff.</strong></p>



<p><a href="https://x.com/AlArabiya_Eng/status/2102516454310428792">Un&#8217;informazione che anche fonti qualificate hanno riferito ad Al Arabyia</a> e che avrebbe <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/23/us-iran-hold-mediated-unga-talks-on-ending-war-opening-strait-of-hormuz">consolidato quanto emerso nella giornata di martedì </a>circa lo sdoganamento di una diplomazia ad alto livello volta a porre le basi per la fine della conflittualità, per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per il ritorno all&#8217;ordine del Medio Oriente. Equazione complessa e a più variabili, a cui nei giorni precedenti l&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;Onu e all&#8217;inizio della stessa avrebbero contribuito i tradizionali mediatori. Rinviati i colloqui tra Iran e Consiglio di Cooperazione del Golfo sul protocollo messo a punto da Teheran e dall&#8217;Oman su Hormuz e inizialmente previsti per lunedì 14, la diplomazia della regione non si è fermata. <strong><a href="https://amwaj.media/en/article/as-qatar-shuttles-messages-in-new-york-trump-threatens-iran-with-annihilation"><em>Amwaj Media</em> riporta che il pontiere più attivo è stato il Qatar</a></strong>, con Oman e Pakistan in prima fila tra i mediatori anche nei mesi scorsi, e che &#8220;il primo ministro Sheikh Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha agito da intermediario, recapitando messaggi tra le due delegazioni&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Iranian state television: Foreign Minister Araghchi met U.S. envoy Steve Witkoff on the sidelines of the UN General Assembly, a meeting Washington asked for. Tehran agreed in order to pass along its conditions for reopening the Strait of Hormuz.<br><br>The conditions: immediate lifting…</p>&mdash; Open Source Intel (@Osint613) <a href="https://x.com/Osint613/status/2102482502501990559?ref_src=twsrc%5Etfw">September 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Sarebbe così maturato <strong>un nuovo incontro tra Araghchi e Witkoff</strong> in una fase critica per lo sviluppo del confronto Usa-Iran. Nella giornata odierna, riporta Al Jazeera, sono stati interrotti<a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/22/iran-flights-to-baghdad-muscat-cancelled-ahead-of-us-aviation-sanctions"> i voli da Teheran verso Baghdad e Mascate dopo che sono entrate in vigore le</a> più stringenti sanzioni decise dal Tesoro Usa di Scott Bessent <a href="https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0623">contro le compagnie aeree di Teheran</a>, ultimo capitolo dell&#8217;operazione <strong>Economic Outcast</strong>. Anche le compagnie turche, riporta Clash Report, hanno dovuto adeguarsi all&#8217;ampliamento della pressione economica Usa, che mostra come <strong>Washington abbia ancora delle frecce al proprio arco</strong> per mettere pressione su una Repubblica Islamica che ha scelto la via del confronto dopo il naufragio del memorandum di Islamabad di giugno in un conflitto che alterna fiamamte e fasi di sostanziale tregua mantenendo una problematica dinamica a metà strada tra la guerra e la pace.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">NEW: Turkish Airlines, Pegasus, and AJet cancelled all Iran flights starting Sept. 21, with no bookings available until at least March 2027. <br><br>US &quot;Operation Economic Outcast&quot; sanctions are so broad they cover even Airbus planes with US-made components, leaving Turkish carriers no… <a href="https://t.co/wJHt2Zfcfl">pic.twitter.com/wJHt2Zfcfl</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://x.com/clashreport/status/2102334638710550544?ref_src=twsrc%5Etfw">September 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Parimenti, però, anche Washington ha i suoi grattacapi. La sommatoria della crisi di Bab-el-Mandeb e la difficoltà nel valutare le opzioni per il sostegno all&#8217;Arabia Saudita impantanata in Yemen contro gli Houthi rischia di aggiungere una crisi strutturale a quella di Hormuz e, dunque, di <strong>rendere problematica la situazione strategica regionale</strong> ben oltre il Golfo. <a href="https://it.insideover.com/energia/la-guerra-si-paga-alla-pompa-lattacco-alliran-e-non-solo-fa-sentire-i-suoi-costi-ai-cittadini-usa.html" type="post" id="528881">La guerra, logorante, fa sentire i suoi effetti per i cittadini americani sotto forma di rincari energetici</a> e sarebbe costata, secondo i <a href="https://www.nytimes.com/2026/09/18/us/politics/iran-war-cost-pentagon.html">calcoli del Pentagono, circa 43,6 miliardi di dollari a Washington</a>. <strong>L&#8217;Iran ha un&#8217;economia duramente colpita e ha subito danni strutturali</strong> alle infrastrutture, ma mantiene capacità di risposta a eventuali attacchi e può sfruttare la leva della capacità di regionalizzazione del conflitto per rendere potenzialmente preferibile la fine della guerra a una ripresa del conflitto su larga scala per tutti i partner di Washington ritrovatisi coinvolti nello scontro. &#8220;L&#8217;Iran intravede ampie opportunità per influenzare la forma di un ordine emergente e si considera parte integrante di esso&#8221;, <a href="https://www.csis.org/analysis/iran-and-emerging-security-order-middle-east">ha scritto il politologo Vali Nasr per il Center for International and Strategic Studies, </a>spiegando che Teheran &#8220;non vede il Medio Oriente organizzarsi contro il solo Iran, ma piuttosto come il riflesso della molteplicità di interessi economici e di sicurezza di diversi attori&#8221;.</p>



<p>In tal senso, dunque, la prospettiva di una ripresa dei colloqui serve alle due parti a capire il potere negoziale della controparte. Gli Usa intenderanno ampliare, parallelamente, diplomazia e pressione sanzionatoria per testare la tenuta della Repubblica Islamica? L&#8217;Iran ha ancora dalla sua l&#8217;idea di poter gestire il fattore-tempo logorando <strong>la convinzione americana di poter migliorare il Memorandum di Islamabad?</strong> E poi, un&#8217;eventuale trattativa prenderà le mosse dal memorandum stesso, con un protocollo teso a stabilizzare la regione e a cui Iran e Oman hanno fatto cenno nei negoziati su Hormuz, o sarà diverso? <strong>Come si sommeranno le crisi di Hormuz e dello Yemen,</strong> ove gli Houthi alleati dell&#8217;Iran fanno un gioco a sé ma minacciano un Paese strategico come l&#8217;Arabia Saudita? Quanto contribuirà agli sforzi diplomatici l&#8217;emergere del nuovo patto di sicurezza della Mecca come stabilizzatore regionale e quanto gli Usa coinvolgeranno le istanze dei partner?<a href="https://it.insideover.com/politica/iran-le-prospettive-della-repubblica-islamica-al-bivio-tra-pace-e-guerra.html" type="post" id="503770"><strong>A Teheran, infine, la linea del regime è compatta</strong> </a>sull&#8217;idea di porre fine alla fase di conflitto, anche a bassa intensità, o i nuovi equilibri politici favoriscono maggior ambiguità? Tutte queste domande sono fondamentali per capire se e come si svilupperà la <strong>buona volontà di dar seguito a questa occasione di confronto </strong>e se nascerà la via maestra per porre fine a un conflitto che ha già cambiato il Medio Oriente. E che dovrà vedere emergere da ambo le parti la consapevolezza dell&#8217;impossibilità di una soluzione militare definitiva.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-iran-allonu-riparte-la-diplomazia-ma-la-rotta-resta-incerta.html">Usa-Iran, all&#8217;Onu riparte la diplomazia. Ma la rotta resta incerta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La guerra si paga alla pompa: l&#8217;attacco all&#8217;Iran (e non solo) fa sentire i suoi costi ai cittadini Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/la-guerra-si-paga-alla-pompa-lattacco-alliran-e-non-solo-fa-sentire-i-suoi-costi-ai-cittadini-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2026 10:29:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=528881</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Diesel ai massimi, benzina sopra i 4 dollari al gallone: la crisi d'Iran (e non solo) fa sentire i suoi costi ai cittadini Usa. Gli scenari.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-guerra-si-paga-alla-pompa-lattacco-alliran-e-non-solo-fa-sentire-i-suoi-costi-ai-cittadini-usa.html">La guerra si paga alla pompa: l&#8217;attacco all&#8217;Iran (e non solo) fa sentire i suoi costi ai cittadini Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/OVERCOME_20260908102223173_5874f615673eee4c2f765beb28b7848a-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>guerra in Iran</strong> e i suoi effetti diretti e indiretti avrebbero comportato un aumento della spesa dei cittadini americani per benzina e diesel pari a <strong>100 miliardi di dollari complessivi</strong> in sei mesi. <strong><a href="https://www.axios.com/2026/09/07/iran-gas-prices-diesel-100-billion">Lo riporta <em>Axios</em></a> citando i dati dell&#8217;<em>Iran War Energy Cost Tracker</em>, progetto della <em>Watson School of International and Public Affairs</em> della Brown University</strong>, prestigioso ateneo di Providence, Rhode Island. La Brown University ha stimato un onere, sul totale di benzina e diesel consumati, dato dal differenziale tra il prezzo al gallone dei carburanti rilevato dal 28 febbraio 2026, giorno d&#8217;inizio della guerra d&#8217;Iran, e un &#8220;prezzo controfattuale&#8221; stimato come plausibile partendo dalla media dei 30 giorni precedenti l&#8217;inizio della guerra e adattato poi secondo i correttivi della stagionalità <a href="https://iranwarcost.watson.brown.edu/">(nella sezione &#8220;Metodologia&#8221; del portale tutti i dettagli</a>), arrivando a calcolare, complessivamente, circa 55 miliardi di dollari di spese extra per la benzina e 45,5 per il diesel, che secondo l&#8217;<em>American Automobile Association</em> (Aaa), che monitora stabilmente il costo dei carburanti, di recente ha superato quota <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c7903r0grx0o#google_vignette">5,85 dollari al gallone</a>, attestandosi ai massimi storici.</p>



<p>Il <strong>blocco dello Stretto di Hormuz</strong> e la <em>disruption</em> energetica hanno prodotto effetti indubbiamente problematici sul mercato statunitense. Secondo i dati del 2025, i cittadini statunitensi consumavano per il settore dei trasporti circa<a href="https://www.eia.gov/energyexplained/gasoline/use-of-gasoline.php">374 milioni di galloni di benzina al giorno</a> e <a href="https://www.eia.gov/energyexplained/diesel-fuel/use-of-diesel.php">123 di diesel</a>, e il boom dei costi di quest&#8217;ultimo,<a href="https://www.statista.com/statistics/189410/us-gasoline-and-diesel-consumption-for-highway-vehicles-since-1992/"> storicamente meno utilizzato negli Stati Uniti </a>rispetto alla benzina, spiega perché nonostante un differenziale importante di utilizzo l&#8217;extra-spesa sia pari a oltre l&#8217;82% di quella registrata per il carburante più diffuso nel settore dei trasporti.</p>



<p>La benzina ha toccato i suoi massimi storici, <a href="https://gasprices.aaa.com/">secondo i dati AAA, il 14 giugno 2022, nel pieno dello shock energetico accelerato dalla guerra in Ucraina </a>e al culmine di un trend inflattivo per l&#8217;intera economia americana. E pur non avendo più raggiunto quei livelli nel quadro della crisi di Hormuz i prezzi medi sono ad oggi tuttora attorno ai <strong>4,15 dollari al gallone,</strong> dato che a livello locale si sostanzia in una banda d&#8217;oscillazione che vede all&#8217;estremo inferiore Indiana (3,4 dollari al gallone) e Texas (3,67 dollari al gallone) e all&#8217;estremo opposto lo Stato di Washington (5,5) e la California (5,8 dollari al gallone). La serie storica dei dati AAA ripresa dal <a href="https://en.macromicro.me/series/23007/aaa-daily-national-average-gasoline-prices-regular-unleaded">portale MacroMicro</a> mostra la netta impennata dall&#8217;attacco all&#8217;Iran a oggi dei prezzi medi giornalieri della benzina, che ha toccato i massimi a maggio attorno <a href="https://www.cnbc.com/2026/05/22/gas-price-iran-war-strait-hormuz-memorial-day.html">4,5 dollari al gallone </a>ma è ancora ben sopra il prezzo, inferiore ai 3 dollari al gallone, <a href="https://abcnews.com/Business/us-gasoline-prices-hit-highest-level-4-years/story?id=132459162">dell&#8217;anteguerra.</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="630" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/prezzi-benzina-1024x630.jpg" alt="" class="wp-image-528896" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/prezzi-benzina-1024x630.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/prezzi-benzina-300x185.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/prezzi-benzina-768x473.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/prezzi-benzina-600x369.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/prezzi-benzina.jpg 1111w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>La &#8220;bolletta&#8221; pagata dai cittadini americani è dunque notevole. Colpa solo della guerra all&#8217;Iran? Non necessariamente, anche se lo shock energetico globale da chiusura di Hormuz è stato un fattore dirimente, per quanto non esclusivo. Altri fattori nel quadro complesso alimentato dal conflitto hanno contribuito all&#8217;aggravarsi del problema. La stima della Brown University va vista come  un <em>proxy</em> di un problema più ampio di cui l&#8217;Iran rappresenta lo scenario che desta preoccupazione. Interessante notare come anche dei meccanismi di mercato e altri scenari abbiano strutturato, potenzialmente, un cambiamento e una spinta al rialzo ormai consolidata.</p>



<p><a href="https://www.eia.gov/todayinenergy/detail.php?id=68104"><strong>La U.S. Energy Information Administration</strong> ha pubblicato</a> di recente un&#8217;analisi che nota come l&#8217;aumento degli spread di raffinazione, il differenziale tra il prezzo all&#8217;ingrosso di un gallone di prodotto raffinato e il prezzo spot del petrolio, sono aumentati negli ultimi mesi, in un contesto in cui essi sono &#8220;elevati principalmente a causa della scarsità di offerta di benzina a livello globale&#8221;, a cui contribuiscono diversi fattori, tra cui &#8220;le interruzioni delle attività di raffinazione a livello globale in Russia, Cina e Medio Oriente.  La minore disponibilità di carburante a livello globale e l&#8217;aumento dei prezzi hanno fatto lievitare il costo della benzina importata e, al contempo, incrementato la domanda di esportazioni di benzina dagli Stati Uniti&#8221;, aggiunge l&#8217;Eia. </p>



<p>L&#8217;aumento dei margini delle raffinerie, il calo della capacità russa per gli strike ucraini sul settore energetico, che il Segretario al Tesoro <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-02/bessent-blames-high-energy-prices-on-ukraine-s-russia-strikes">Scott Bessent ha indicato come concausa degli alti prezzi energetici</a>, e la ridefinizione del sistema cinese, decisivo per i mercati petroliferi globali come ha <a href="https://it.insideover.com/energia/non-solo-hormuz-e-la-cina-larbitro-delle-quotazioni-del-petrolio.html" type="post" id="411780">sottolineato un&#8217;analisi di Martina Besana pubblicata nelle scorse settimane</a>, sono <strong>concause importanti</strong> su scala globale. Negli Usa, il dato strutturale osservabile è comunque connesso al fatto che la guerra all&#8217;Iran ha fatto da detonatore per un problema sistemico di rincari, aprendo il Big Crunch dell&#8217;offerta e la destabilizzazione dei mercati globali che tuttora fa sentire i suoi effetti. E si somma agli esiti tutt&#8217;altro che soddisfacenti di una guerra in cui gli Usa hanno disperso risorse e un capitale strategico <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-e-la-guerra-contro-liran-caro-trump-dovevi-leggere-bene-la-dottrina-powell.html" type="post" id="527762">importante senza ottenere risultati decisivi,</a> finendo per subire anche i contraccolpi interni di una strategia mal congegnata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Diesel fuel explained, US Energy Information Administration &#8211; <a href="https://www.eia.gov/energyexplained/diesel-fuel/use-of-diesel.php">https://www.eia.gov/energyexplained/diesel-fuel/use-of-diesel.php</a></li>



<li>Gasoline Explained &#8211; US Energy Information Administration-<a href=" https://www.eia.gov/energyexplained/gasoline/use-of-gasoline.php"> https://www.eia.gov/energyexplained/gasoline/use-of-gasoline.php</a></li>



<li>Dati AAA sui carburanti &#8211; <a href="https://gasprices.aaa.com/">https://gasprices.aaa.com/</a></li>



<li>Prezzi medi AAA &#8211; Macromicro &#8211; <a href="https://en.macromicro.me/series/23007/aaa-daily-national-average-gasoline-prices-regular-unleaded">https://en.macromicro.me/series/23007/aaa-daily-national-average-gasoline-prices-regular-unleaded</a></li>



<li>US gasoline prices hit highest level in 4 years, ABC News, 28 aprile 2026 &#8211; <a href="https://abcnews.com/Business/us-gasoline-prices-hit-highest-level-4-years/story?id=132459162">https://abcnews.com/Business/us-gasoline-prices-hit-highest-level-4-years/story?id=132459162</a></li>



<li>Iran war leaves U.S. gas prices at highest levels in nearly four years ahead of Memorial Day, CNBC, 22 maggio 2026 &#8211; <a href="https://www.cnbc.com/2026/05/22/gas-price-iran-war-strait-hormuz-memorial-day.html">https://www.cnbc.com/2026/05/22/gas-price-iran-war-strait-hormuz-memorial-day.html</a></li>



<li>Consumption of motor gasoline and distillate fuel oil by the transportation sector in the United States in selected years from 1950 to 2024 (in 1,000 barrels per day), Statista.com, 27 marzo 2025 &#8211; <a href="https://www.statista.com/statistics/189410/us-gasoline-and-diesel-consumption-for-highway-vehicles-since-1992/">https://www.statista.com/statistics/189410/us-gasoline-and-diesel-consumption-for-highway-vehicles-since-1992/</a></li>



<li>Elevated crack spreads and crude oil prices contribute to higher prices at the pump, US Energy Information Administration, 4 settembre 2026 &#8211; <a href="https://www.eia.gov/todayinenergy/detail.php?id=68104">https://www.eia.gov/todayinenergy/detail.php?id=68104</a></li>



<li>Bessent Blames High Energy Prices on Ukraine’s Russia Strikes, Bloomberg, 2 settembre 2026 &#8211; <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-02/bessent-blames-high-energy-prices-on-ukraine-s-russia-strikes">https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-09-02/bessent-blames-high-energy-prices-on-ukraine-s-russia-strikes</a></li>



<li>US diesel prices hit an all-time-high, BBC, 4 settembre 2026 &#8211; <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c7903r0grx0o">https://www.bbc.com/news/articles/c7903r0grx0o</a></li>



<li>Iran war drives $100 billion in extra energy costs for U.S. consumers, Axios, 7 settembre 2026 &#8211; <a href="https://www.axios.com/2026/09/07/iran-gas-prices-diesel-100-billion">https://www.axios.com/2026/09/07/iran-gas-prices-diesel-100-billion</a></li>



<li>Iran War Energy Cost Tracker, Brown University &#8211; <a href="https://iranwarcost.watson.brown.edu/">https://iranwarcost.watson.brown.edu/</a><br></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/la-guerra-si-paga-alla-pompa-lattacco-alliran-e-non-solo-fa-sentire-i-suoi-costi-ai-cittadini-usa.html">La guerra si paga alla pompa: l&#8217;attacco all&#8217;Iran (e non solo) fa sentire i suoi costi ai cittadini Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Iran-Usa, il tiro alla fune tra escalation militare e partita diplomatica</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-il-tiro-alla-fune-tra-escalation-militare-e-partita-diplomatica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 13:16:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1263" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/iran-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/iran-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/iran-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/iran-1536x1010.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/iran-600x395.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti ricorrono allo strumento militare ma puntano sulle sanzioni economiche, mentre l'Iran non rinuncia a colpire nella regione. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-il-tiro-alla-fune-tra-escalation-militare-e-partita-diplomatica.html">Iran-Usa, il tiro alla fune tra escalation militare e partita diplomatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1263" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/iran.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/iran-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/iran-1024x674.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/iran-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/iran-1536x1010.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/09/iran-600x395.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La nuova fase di escalation nel conflitto tra <strong>Usa e Iran</strong>, emersa dopo che negli ultimi giorni sono ripresi i raid reciproci nella regione del Golfo a seguito dell&#8217;esaurimento di un mese di stop, mette nuovamente sul chi vive una regione interna e l&#8217;economia internazionale, che <strong>sperava di ricevere notizie positive dallo Stretto di Hormuz</strong>. Contribuendo a intricare notevolmente le prospettive di riaprire, nel prossimo futuro, un tavolo negoziale a cui molti attori stavano provando a lavorare alla fine di agosto.</p>



<p>L&#8217;ondata di attacchi statunitensi in Iran tra l&#8217;1 e il 2 settembre ha coinvolto diverse infrastrutture strategiche nella Repubblica Islamica, da sistemi di comunicazione ad apparati balistici, e Teheran ha reagito colpendo obiettivi, <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/2/iran-us-exchange-new-attacks-who-was-hit-in-latest-strikes">come riporta Al Jazeera, tra Kuwait, Giordania, Bahrain e il Kurdistan iracheno.</a> Sempre il Kuwait, invece, è stato bersagliato da Teheran <a href="https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/9/3/iran-war-live-trump-says-renewed-us-iran-clashes-will-not-last-too">tra il 2 e il 3 settembre.</a> Ad oggi lo scenario parla di un conflitto riscaldato ma ancora lontano dai picchi di febbraio-aprile. In cui è bene capire quanto in là si spingerà l&#8217;asticella dell&#8217;escalation, mentre la pace si allontana.</p>



<p>Proprio dopo che a Bishkek si era chiuso il vertice dell&#8217;<strong>Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco),</strong> importante opportunità diplomatica per il presidente iraniano <strong>Masoud Pezeshkian</strong> di respingere l&#8217;idea di un Paese isolato e di potersi confrontare con leader quali Vladimir Putin, Xi Jinping e Narendra Modi, e dopo un animato fine agosto diplomatico in cui si discuteva di possibili framework iraniano-omaniti per la gestione di Hormuz (con tanto di richiami espliciti al memorandum di tregua di giugno poi tracollato), gli scambi di raid sembrano <strong>riportare nell&#8217;incertezza tutta la regione dell&#8217;Asia Occidentale.</strong> In tal senso, Washington e Iran, ad oggi, non hanno in programma dialoghi diretti o mediati e, anche se l&#8217;intensità del <strong>confronto è ben distante da quella della fase più ampia della guerra,</strong> l&#8217;uso della forza torna uno strumento contemplato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli Usa puntano sulle sanzioni</h2>



<p>Partiamo dagli Usa. Il rilancio dei raid statunitensi si inserisce in una fase in cui altri strumenti di pressione contro l&#8217;Iran appaiono maggiormente spuntati, e del resto l&#8217;esito del vertice Sco parla chiaro riguardo le prospettive di un isolamento economico della Repubblica Islamica.</p>



<p>La Sco, di cui fanno parte dieci Paesi tra cui Iran, Cina, Russia, Pakistan e India, <a href="https://www.aa.com.tr/en/world/sco-leaders-adopt-bishkek-declaration-expand-cooperation-on-security-trade-technology/4043993">ha adottato in Kirghizistan</a> una dichiarazione conclusiva del summit firmata da tutti i leader in cui, senza che Washington sia menzionata, si <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/9/2/iran-us-exchange-new-attacks-who-was-hit-in-latest-strikes">condannano nettamente gli attacchi </a>contro Teheran e si scrive esplicitamente che i membri intendono agire &#8220;riaffermando il loro sostegno alla sovranità e all&#8217;integrità territoriale della Repubblica islamica dell&#8217;Iran, auspicano una risoluzione del conflitto esclusivamente attraverso mezzi politici e diplomatici&#8221;. Un messaggio che sembra escludere tutti quei mezzi non militari ritenuti dalle parti in causa utili per accelerare la fine della guerra, tra cui si possono includere le sanzioni americane contro la <strong>Repubblica Islamica</strong>, di recente severamente rafforzate dal Tesoro dell&#8217;amministrazione di Donald Trump proprio con l&#8217;obiettivo di riportare Teheran al tavolo delle trattative alle condizioni di Washington.</p>



<p>La Russia, Paese a sua volta sanzionato pesantemente, avrebbe <strong>poco o nulla da guadagnare dal seguire la linea Usa</strong>, il Pakistan mediatore e alleato Usa <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2026-08-27/pakistan-says-not-bound-to-accept-unilateral-sanctions-on-iran">si è detto &#8220;non vincolato&#8221;</a> alle sanzioni unilaterali di Washington e, inoltre, prima del vertice Sco, del resto, <a href="https://www.bbc.com/news/articles/clyl8965j5go"><strong>la Cina aveva </strong>criticato l&#8217;operazione Economic Outcast</a> volta a fare terra bruciata sul piano economico attorno la Repubblica Islamica. Infine a Biskek <a href="https://www.youtube.com/watch?v=x8IOlMtsW_A&amp;t=12s">Modi, incontrando Pezeshkian e mostrando la volontà di rafforzare i rapporti bilaterali</a> indo-iraniani, ha sostanzialmente smarcato <a href="https://www.telegraphindia.com/india/modi-signals-trade-with-iran-days-after-us-launches-operation-economic-outcast-prnt/cid/2177695">Nuova Delhi da questa possibilità di pressione</a>. <strong>Il politologo ed esperto di Iran Trita Parsi</strong> del <em>Quincy Institute for Responsible Statecraft,</em> ha del resto scritto su X che proprio la firma indiana al comunicato finale del summit ne amplifica il peso, essendo il Paese di Modi, tra i membri della Sco, il più vicino al campo occidentale e in particolare agli avversari strategici di Teheran, Usa e Israele.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">This is a big deal, particularly since India &#8211; an ally of both the US and Israel &#8211; also signed it:<br><br>Leaders of the Shanghai Cooperation Organisation (SCO) have signed a joint statement condemning the US and Israel’s war on Iran and Western sanctions on some of their members.<br><br>The…</p>&mdash; Trita Parsi (@tparsi) <a href="https://x.com/tparsi/status/2095069074501853676?ref_src=twsrc%5Etfw">September 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><a href="https://www.aljazeera.com/opinions/2026/8/31/the-looming-failure-of-operation-economic-outcast">Sempre <strong><em>Al Jazeera</em> </strong>ha ospitato</a> un editoriale co-firmato da Jeffrey Sachs e Sybil Fares in cui si parlava del fatto che Economic Outcast fosse destinata a un &#8220;imminente fallimento&#8221;, notando che proponendo di &#8220;escludere le esportazioni di petrolio iraniano da un mondo che ha già perso un quinto delle sue riserve petrolifere a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz&#8221; gli Stati Uniti &#8220;propongono di aggravare lo shock stagflazionistico che sta già colpendo l&#8217;Europa, il Giappone e gli altri alleati&#8221; senza alcuna prospettiva di <strong>indebolire in maniera decisiva sul breve periodo il regime di un Paese che fa già i conti con gravissime difficoltà economiche</strong> ma sembra intenzionato a non rinunciare alla logica della risposta colpo su colpo. La strategia Usa diventa rapsodica e alle dichiarazioni sempre dure del presidente Donald Trump si muovono in parallelo quelle orientate alla comunicazione delle missioni del Comando Centrale Usa, che sta procedendo all&#8217;applicazione del blocco navale contro l&#8217;Iran e <a href="https://x.com/CENTCOM/status/2094916573920199143">comunica che il perimetro dei colpi inflitti ai Guardiani Rivoluzionari sono una risposta</a> a minacce poste da Teheran alla navigazione commerciale e alle basi a stelle e strisce.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The U.S. Navy continues to strictly enforce the U.S. blockade against Iran. As of Sept. 2, U.S. forces have redirected 86 commercial vessels, disabled 3 and boarded 2 to ensure compliance. <a href="https://t.co/y5ZbqkvVod">pic.twitter.com/y5ZbqkvVod</a></p>&mdash; U.S. Central Command (@CENTCOM) <a href="https://x.com/CENTCOM/status/2095232852107346069?ref_src=twsrc%5Etfw">September 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>In questo contesto, <strong>Danny Citrinowicz dell&#8217;Institute for National Security Studies della Tel Aviv University</strong>, in un&#8217;analisi pubblicata su X nota che &#8220;Washington sta cercando di contenere il conflitto. L&#8217;amministrazione vuole chiaramente evitare un&#8217;escalation militare prolungata&#8221;, e in tal senso potrebbero pesare l&#8217;imminente appuntamento elettorale delle Midterm, in cui Trump si confronterà con i problemi economici imposti dalla guerra soprattutto sul fronte energetico. </p>



<p>L&#8217;assenza di un risultato chiaro, le problematiche operative (ben ricostruite da Paolo Mauri) nella gestione del conflitto e le conseguenze economiche da un lato spingono a una maggiore cautela, lo spuntamento dell&#8217;offensiva economica finale palesato dalla freddezza con cui Economic Outcast dall&#8217;altro chiama Washington a cercare di portare l&#8217;Iran a trattare con i mezzi a disposizione. Per Citrinowicz, però, va sottolineato che &#8220;Teheran sta perseguendo una strategia quasi opposta&#8221; e che ad oggi &#8220;l&#8217;Iran non ha alcuna intenzione di accettare l&#8217;attuale status quo nello Stretto di Hormuz&#8221; e &#8220;continuerà a cercare di interrompere il traffico delle petroliere e a contrastare gli sforzi degli Stati Uniti per stabilire una nuova realtà nello Stretto&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The events of the past several days sharpen the picture in the Strait of Hormuz, and expose a fundamental mismatch between the U.S. and Iranian approaches to the current confrontation.<br><br>1. Washington is trying to contain the conflict.<br>The administration clearly wants to avoid… <a href="https://t.co/zIWrVFwhup">https://t.co/zIWrVFwhup</a></p>&mdash; Danny (Dennis) Citrinowicz ,داني سيترينوفيتش (@citrinowicz) <a href="https://x.com/citrinowicz/status/2095379799522840928?ref_src=twsrc%5Etfw">September 3, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Si conferma la volontà di Teheran di giocare la partita della pressione regionale sul lungo periodo, come dopo l&#8217;inizio della guerra aveva scritto <a href="https://www.ft.com/content/93b7b65d-074b-4e8b-807f-5c27c7362213">con lungimiranza Vali Nasr della John Hopkins University sul Financial Times.</a> <strong>Ma anche per l&#8217;Iran questa strategia pone dei rischi sistemici</strong>: può il Paese, al contempo, trattare con l&#8217;Oman passaggi futuri attraverso Hormuz mentre riprende la strategia dell&#8217;irraggiamento regionale della sua risposta ai raid Usa? Possono i vertici di Teheran, più assertivi e aperti al confronto aperto rispetto alla leadership colpita duramente dalla guerra (con le vittime eccellenti dell&#8217;Ayatollah Ali Khamenei e del &#8220;Richelieu&#8221; di Teheran, Ali Larijani), gestire <strong>la volontà di  usare la leva militare come strumento di pressione per consolidare il ruolo geopolitico dell&#8217;Iran</strong> senza innervosire pesantemente i partner regionali? Inoltre, dal Qatar al Pakistan molti Paesi hanno scommesso apertamente sulla possibilità di un dialogo e della pacificazione regionale; <strong>Turchia e Arabia Saudita, partner di Islamabad nel Patto di La Mecca,</strong> accetteranno un confronto logorante e prolungato? </p>



<p>Gli Usa hanno di fronte a loro il rischio di non trovare una linea strategica chiara nella gestione del confronto con Teheran e continuano a cambiare priorità politiche e militari; l&#8217;Iran scommette sul fatto che il tempo giochi a proprio favore, ma deve fare i conti con la possibilità che il ritorno a un dialogo futuro sugli Usa fondato sul memorandum di Islamabad, spesso richiamato nei colloqui, risulti compromesso proprio dalla strategia dilazionatoria e di logoramento. <strong>Usando la teoria dei giochi, si può pensare che ad oggi entrambi gli attori vedano in un maggior confronto</strong> una situazione potenzialmente in grado di avvantaggiarli. L&#8217;intera regione mediorientale sembra pensarla diversamente. E nel tiro alla fune continuo tra Usa e Iran l&#8217;incertezza globale condizionata dalla crisi non fa che rafforzarsi ulteriormente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-il-tiro-alla-fune-tra-escalation-militare-e-partita-diplomatica.html">Iran-Usa, il tiro alla fune tra escalation militare e partita diplomatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Riparte il dialogo tra Pakistan e Iran, Islamabad torna al centro della scena diplomatica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/riparte-il-dialogo-tra-pakistan-e-iran-islamabad-torna-al-centro-della-scena-diplomatica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 10:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-600x417.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il cuore della diplomazia per porre fine al conflitto Usa-Iran resta a Islamabad, con sponde attive nella regione (Oman e Qatar) a supporto. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/riparte-il-dialogo-tra-pakistan-e-iran-islamabad-torna-al-centro-della-scena-diplomatica.html">Riparte il dialogo tra Pakistan e Iran, Islamabad torna al centro della scena diplomatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-600x417.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima la firma del <strong>patto di La Mecca</strong> per una nuova architettura securitaria in Medio Oriente con Turchia e Arabia Saudita, poi una <strong>missione diplomatica a Teheran</strong> per rassicurare l&#8217;Iran del prosieguo degli sforzi diplomatici per stabilizzare la crisi del Golfo e <strong>confrontarsi sugli scenari regionali</strong>. Il <strong>Pakistan</strong> resta al centro della scena nelle dinamiche dell&#8217;Asia centrale e Sud-occidentale ed è degno di nota la visita compiuta dal <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/12/iran-holds-firm-on-hormuz-conditions-as-pakistans-naqvi-visits-tehran">Ministro dell&#8217;Interno di Islamabad, <strong>Mohsin Naqvi,</strong> a Teheran per dialogare con il <strong>presidente Masoud Pezeshkian</strong> e il titolare degli Esteri, <strong>Abbas Araghchi</strong>. </a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Riprende la diplomazia tra Pakistan e Iran</h2>



<p><strong>La sua presenza a Teheran</strong> è servita a Pakistan e Iran per ribadire la volontà di rafforzare il dialogo sistemico tra i due Paesi, e nella giornata di martedì 11 agosto l&#8217;agenzia iraniana Tasnim ha dato un ampio resoconto della visita del politico di Islamabad nella capitale della Repubblica Islamica sottolineando <a href="https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/08/12/3669282/pezeshkian-stresses-bolstering-iran-pakistan-ties">l&#8217;approccio costruttivo che le due parti avrebbero avuto su diversi dossier, dalla diplomazia al commercio.</a> </p>



<p>Per il Pakistan è importante fornire <strong>perimetri precisi alla sua azione regionale</strong> e, in tal senso, la possibilità di cercare subito un ponte con l&#8217;Iran subito dopo l&#8217;accordo con Ankara e Riad per un partenariato di difesa trilaterale è servito a mettere al <a href="https://www.arabnews.pk/node/2654342/pakistan">corrente il Paese limitrofo delle implicazioni del patto</a>, che in futuro potrebbero essere<a href="https://it.insideover.com/difesa/turchia-pakistan-arabia-saudita-nasce-la-nato-islamica.html" type="post" id="525777"> rilevanti sul piano diplomatico e strategico.</a></p>



<p>L&#8217;Iran ha comunicato tramite <a href="https://www.middleeasteye.net/news/iran-says-it-not-concerned-new-mecca-joint-defence-agreement">il portavoce della sua diplomazia, Esmail Baghaei,</a> di non ritenere l&#8217;accordo di La Mecca come ostile, e del resto i contraenti hanno insistito sulla <a href="https://mecouncil.org/blog_posts/what-is-the-mecca-joint-defense-pact-and-what-it-is-not/">natura difensiva dell&#8217;alleanza.</a> Parimenti, è indubbio, <a href="https://it.insideover.com/politica/da-hormuz-al-patto-della-mecca-la-strategia-iraniana-alla-prova.html" type="post" id="526036">come abbiamo scritto</a>, che <strong>una saldatura di questo tipo imporrà dei cambiamenti</strong> negli equilibri del Medio Oriente che un Paese come l&#8217;Iran certamente non può ignorare ed è da sottolineare la spinta di Islamabad a affiancarlo immediatamente a un <strong>rinnovato dialogo con Teheran</strong>. Il cui fine potrebbe probabilmente comprendere l&#8217;obiettivo di riaprire la porta alla mediazione per un nuovo negoziato con gli Stati Uniti dopo che il precedente Memorandum di Islamabad di giugno è franato nelle prime giornate di luglio con la ripresa degli scontri nella regione del Golfo e dello Stretto di Hormuz.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Naqvi, il facilitatore diplomatico di Islamabad</h2>



<p>Naqvi è da tempo una figura di primo piano nel processo di mediazione guidato <a href="https://it.insideover.com/politica/il-primo-ministro-e-il-generale-chi-sono-gli-uomini-forti-del-pakistan-che-hanno-mediato-il-cessate-il-fuoco.html" type="post" id="512420">principalmente dal premier Shehbaz Sharif e dal capo delle forze armate Asim Munir</a>, registi della manovra politica cui il Pakistan ha promosso un tentativo di distensione tra Usa e Iran dopo la guerra combattuta da Teheran contro Washington e Israele a partire dal 28 febbraio scorso. <a href="https://www.dawn.com/news/2022296">Il quotidiano pakistano <em>Dawn</em> ha scritto</a>, citando fonti diplomatiche, che &#8220;l&#8217;obiettivo principale della visita di <strong>Naqvi era quello di dare seguito al Memorandum d&#8217;intesa di Islamabad e alla mediazione del Pakistan tra Iran e Stati Uniti</strong>, rimasta in gran parte inattiva da quando l&#8217;Oman ha assunto la guida dei negoziati sulle modalità di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz&#8221;, aggiungendo che proprio la trattativa di Mascate con Teheran e le sue evoluzioni &#8220;hanno creato un&#8217;opportunità per Islamabad di avviare un processo più ampio&#8221;.</p>



<p>La ricostruzione della testata pakistana apre scenari interessanti. Ci sono elementi che possono, in effetti, permettere di leggere la visita di Naqvi come una potenziale parte integrante del tentativo di riannodare i fili di un processo ritenuto vitale da Islamabad. Ad esempio, è da sottolineare che <strong>più volte le visite del Ministro dell&#8217;Interno di Islamabad</strong> in Iran hanno avuto l&#8217;obiettivo di oliare i meccanismi della diplomazia regionale. Naqvi, ad esempio, ha visitato più volte la <a href="https://www.aa.com.tr/en/asia-pacific/pakistan-s-interior-minister-makes-2nd-visit-to-tehran-in-less-than-a-week-amid-iran-us-mediation/3943079">capitale iraniana</a> nel pieno dei colloqui che hanno prodotto il memorandum siglato il 17 giugno e che ha messo in campo l&#8217;unico tentativo di portare alla pace tra Usa e Iran su cui i contendenti abbiano speso un impegno politico chiaro. Ieri come oggi, è plausibile che le sue visite offrano le condizioni per un avvicinamento delle posizioni diplomatiche e delle manovre negoziali senza esporre le figure di punta che definiscono l&#8217;agenda internazionale del suo governo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari per la diplomazia</h2>



<p>Nello scenario teso alla ricostruzione quadro di rilancio della diplomazia a tutto campo può anche inserirsi il fatto che gli interlocutori del ministro, Pezeshkian e Araghchi, sono stati i due <strong>uomini dialoganti per eccellenza</strong> nel quadro del regime di Teheran, in una fase in cui gli apparati securitari vicini alla Guida Suprema <a href="https://www.ft.com/content/34299f83-9c49-4332-9d0f-d4f369d7a233?syn-25a6b1a6=1"><strong>Mojtaba Khamenei</strong> e potenzialmente più intransigenti sembrano stringere le fila</a>, la nomina dell&#8217;ex capo dei pasdaran <strong>Moshen Rezaei</strong> a segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale segnala l&#8217;acquisita rilevanza sistemica dei Guardiani e Washington sembra essere virata all&#8217;uso della <strong>pressione economica come strumento di condizionamento di Teheran</strong>. </p>



<p>Il Pakistan cerca stabilità e per il Paese centroasiatico tutto si tiene: la mediazione nella contesa iraniano-americana, la possibile riapertura di Hormuz, la nuova alleanza securitaria in sviluppo. Il cuore della diplomazia per porre fine al conflitto Usa-Iran, che si è andato riaccendendo con una serie di fiammate alternate a momenti di calma apparente dopo la sostanziale disapplicazione del memorandum di giugno, resta a Islamabad, con sponde attive nel Golfo (Oman e Qatar) a supporto: <strong>molti Paesi della regione vogliono la fine di una situazione logorante che blocca i commerci, il traffico energetico e le prospettive di stabilizzazione regionale,</strong> pochi hanno il capitale politico per proporre soluzioni sistemiche. E il Pakistan sembra essere pienamente disposto a investirlo per concretizzare la sua capacità di trovare ascolto tra entrambi i contendenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Iran holds firm on Hormuz conditions as Pakistan’s Naqvi visits Tehran, Al Jazeera &#8211; <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/12/iran-holds-firm-on-hormuz-conditions-as-pakistans-naqvi-visits-tehran">https://www.aljazeera.com/news/2026/8/12/iran-holds-firm-on-hormuz-conditions-as-pakistans-naqvi-visits-tehran</a></li>



<li><em>Iranian state media says Pakistan interior minister briefed Tehran on Makkah defense pact</em>, ArabNews.pk &#8211; <a href="https://www.arabnews.pk/node/2654342/pakistan">https://www.arabnews.pk/node/2654342/pakistan</a></li>



<li>Baqir Sajjad Syed, <em>Islamabad looking to breathe new life into mediation push, </em>Dawn &#8211; <a href="https://www.dawn.com/news/2022296">https://www.dawn.com/news/2022296</a></li>



<li>Andrew England, Bita Ghaffari, <em>Iran’s supreme leader elevates loyalists as he tightens grip</em>, Financial Times &#8211; <a href="https://www.ft.com/content/34299f83-9c49-4332-9d0f-d4f369d7a233?syn-25a6b1a6=1">https://www.ft.com/content/34299f83-9c49-4332-9d0f-d4f369d7a233?syn-25a6b1a6=1</a></li>



<li>Ali Bakir, &#8220;<em>What Is the Mecca Joint Defense Pact—and What It Is Not?</em>&#8220;, Middle East Council on Global Affairs &#8211; <a href="https://mecouncil.org/blog_posts/what-is-the-mecca-joint-defense-pact-and-what-it-is-not/">https://mecouncil.org/blog_posts/what-is-the-mecca-joint-defense-pact-and-what-it-is-not/</a></li>



<li><em>Iran says it is not concerned by new &#8216;Mecca Joint Defence Agreemen</em>t, Middle East Eye &#8211; <a href="https://www.middleeasteye.net/news/iran-says-it-not-concerned-new-mecca-joint-defence-agreement">https://www.middleeasteye.net/news/iran-says-it-not-concerned-new-mecca-joint-defence-agreement</a></li>



<li><em>Pezeshkian Stresses Bolstering Iran-Pakistan Ties, </em>Tasnim News Agency &#8211; <a href="https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/08/12/3669282/pezeshkian-stresses-bolstering-iran-pakistan-ties">https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/08/12/3669282/pezeshkian-stresses-bolstering-iran-pakistan-ties</a><br></li>
</ul>



<p><strong><em>Questo articolo è stato aggiornato per indicare la data precisa della conclusione del memorandum di Islamabad</em>, <em>correggendo una precedente versione che indicava l&#8217;11 e 12 giugno come data dei colloqui finali per la sua conclusione</em>.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/riparte-il-dialogo-tra-pakistan-e-iran-islamabad-torna-al-centro-della-scena-diplomatica.html">Riparte il dialogo tra Pakistan e Iran, Islamabad torna al centro della scena diplomatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cosa ci dice il nuovo negoziato Iran-Oman su Hormuz</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-ci-dice-il-nuovo-negoziato-iran-oman-su-hormuz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 04:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1303" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le trattative di Islamabad e l&#039;ostentazione del potere imperiale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'idea sarebbe di prendere a modello la gestione del canale di Malacca. Basta a indicare che c'è la mano della Cina? </p>
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<p>Mentre l&#8217;Iran <a href="https://www.cbsnews.com/live-updates/iran-war-donald-trump-us-denies-negotiations-begin-strikes-called-off/">nega le nuove trattative con gli Usa annunciate dal presidente Donald Trump</a>, si muove la diplomazia tra Teheran e l&#8217;<strong>Oman, storico mediatore</strong> nel Golfo per la questione dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>. La scorsa settimana le cronache internazionali avevano dato conto di un&#8217;iniziativa di Mascate presso Teheran per creare un <strong>meccanismo di governance</strong> della strategica via d&#8217;acqua, e nel fine settimana la <strong>Repubblica Islamica</strong> ha lasciato intendere che dei progressi sono stati fatti, perlomeno, sull&#8217;individuazione di una nuova rotta di passaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il negoziato Oman-Iran</h2>



<p>Interessante quanto detto dal portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, <strong>Esmail Baghaei</strong>, che ha indicato come Teheran e Mascate concorderanno su una nuova rotta di uscita dallo Stretto di Hormuz come frutto del loro accordo. &#8220;L&#8217;Iran e l&#8217;Oman si sono scambiati mappe di possibili rotte navali nell&#8217;ambito dei colloqui&#8221;, ha <a href="https://www.nytimes.com/2026/08/03/world/middleeast/iran-talks-us-oman-strait-hormuz-trump.html">scritto il New York Times citando lo stesso Baghaei.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Iran&#39;s FM Spox. Esmail Baghaei:<br><br>The agreement between Iran and Oman on the new route has no connection to reopening the Strait of Hormuz or maintaining its closure.<br><br>The southern route through the Strait of Hormuz has been associated with making the region insecure and harming… <a href="https://t.co/QSvMdRk6sW">pic.twitter.com/QSvMdRk6sW</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://x.com/clashreport/status/2083959059049328784?ref_src=twsrc%5Etfw">August 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Lo scenario parla, dunque, di un&#8217;avanzata della diplomazia tra un Paese-mediatore per eccellenza, l&#8217;Oman, e Teheran. Sicuramente ciò palesa che Mascate ha un ascendente a Teheran, ma non solo. Come avevamo scritto, era da segnalare la continuità temporale tra la ripresa del dialogo Oman-Iran sul dossier della governance di Hormuz e le rotte possibili da un lato <a href="https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html" type="post" id="524592">e il rafforzamento dei legami tra Mascate e la Cina dall&#8217;altro</a>. </p>



<p>Una manifestazione di una possibile mano cinese dietro la spinta alla diplomazia? <strong>Presto per dirlo, anche se l&#8217;apertura di un discorso diplomatico parallelo sull&#8217;asse Oman-Iran</strong> va registrato come interessante. La proposta iniziale dell&#8217;Oman, anticipata da Reuters, parlava di un uso del modello del Canale di Malacca, ben osservato anche dalla Cina che ha in esso una giugulare economica fondamentale, che apre a un meccanismo di gestione condiviso tra più Paesi. Spiegando la proposta, <a href="https://www.aa.com.tr/en/economy/-in-5-questions-how-the-strait-of-hormuz-is-managed-and-what-could-change/4017050"><em>Anadolu</em> in un approfondimento utile a capire come funziona la gestione dello Stretto di Hormuz. ha segnalato </a>che secondo la proposta di Mascate <strong>&#8220;Iran e Oman coopererebbero nella gestione della sicurezza del passaggio,</strong> anziché lasciare il controllo dei movimenti navali prevalentemente nelle mani di una sola delle due parti&#8221;. Aggiungendo che per alzare il suo potere negoziale la Repubblica Islamica non ha accettato la prima bozza omanita e nei suoi <em>desiderata</em> &#8220;Teheran vuole gestire la rotta marittima sul suo lato dello stretto, mentre l&#8217;Oman supervisionerebbe solo una parte, e non l&#8217;intera, della rotta opposta&#8221;.</p>



<p>Sarà dunque utile capire se, quando sarà formalizzata, l&#8217;intesa Oman-Iran troverà una quadra tra le varie visioni. <strong>In attesa di un accordo ufficiale, però</strong>, è ancora presto per dire che forma potrebbe trovare questo compromesso. Ma si possono fare almeno due considerazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due temi da osservare</h2>



<p><a href="https://www.ft.com/content/ffdeacf0-91b8-48fd-9ff8-d8d134ef5f11?syn-25a6b1a6=1">La prima è che si conferma il ruolo diplomatico dell&#8217;Oman,  storicamente un&#8217;avanguardia negoziale per tutto il Medio Oriente</a>: in genere, Mascate è <strong>ritenuta una buona ambasciatrice a Teheran</strong> e anche in questa fase il dialogo può sondare la buona volontà del regime di Teheran a cercare un nuovo accomodamento con gli attori dell&#8217;area dopo la ripresa sostanziale della guerra con gli Stati Uniti. La geografia del potere in Iran dopo la guerra resta tutta da decifrare, ma è possibile che al Ministero degli Esteri siano presenti orecchie ben recettive a spiragli di mediazione. La diplomazia è in movimento e lo confermano i colloqui riferiti dai media iraniani che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto nel fine settimana mostrano che i canali diplomatici restano aperti: <a href="https://www.arabnews.com/node/2653191/pakistan">Araghchi ha parlato</a> con il capo delle forze armate pakistane, Asim Munir, che fu centrale nella prima mediazione per il cessate il fuoco, e con gli omologhi di Turchia, Hakan Fidan, e Arabia Saudita, Faisal bin Farhan. Treinterlocuzioni di peso: Riad, Ankara e Islamabad sono capitali che hanno la capacità di trovare ottimo ascolto a Washington.</p>



<p>La seconda è che la <strong>riapertura di Hormuz appare un obiettivo strategico di molti Paesi,</strong> e che in tal senso il confronto tra Oman e Iran può anticipare possibili futuri meccanismi di gestione di uno stretto strategico per i traffici energetici e commerciali. Ma non risolve il vero dilemma, che riguarda la strategia di Teheran: <strong>in che misura e fino a che punto intende sfruttare la leva del controllo di Hormuz</strong> e in che prospettive, invece, la Repubblica Islamica possa fare concessioni a riguardo è difficile dirlo. E contribuisce a rendere incerta la possibilità di capire se in prospettiva l&#8217;Iran sia pronto a dialogare, nuovamente, con gli Usa su questo dossier. <strong>Rendendo nebulose le prospettive per la fine della guerra. </strong>In tal senso, la proposta omanita potrebbe avere un valore per capire fin dove Teheran ritiene possibile spingersi con un Paese che non è visto come un avversario e in che misura riuscirebbe a gestire e mantenere il frutto di una trattativa avulsa da quella con il suo rivale militare, ma non priva di conseguenze a lungo raggio.</p>



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		<title>58 miliardi di dollari per i nuovi Patriot, gli Usa ricostruiscono le scorte bruciate con la guerra in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/58-miliardi-di-dollari-per-i-nuovi-patriot-gli-usa-ricostruiscono-le-scorte-bruciate-con-la-guerra-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 05:01:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[patriot]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=524886</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="785" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-600x460.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-768x589.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>58 miliardi di dollari per i nuovi Patriot, gli Usa ricostruiscono le scorte bruciate con la guerra in Iran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/58-miliardi-di-dollari-per-i-nuovi-patriot-gli-usa-ricostruiscono-le-scorte-bruciate-con-la-guerra-in-iran.html">58 miliardi di dollari per i nuovi Patriot, gli Usa ricostruiscono le scorte bruciate con la guerra in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="785" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-600x460.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-768x589.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong>58,6 miliardi di dollari</strong>: è questo il costo che gli Usa si sobbarcheranno per <strong>ricostruire le scorte di missili intercettori Patriot</strong> e mantenere elevata la produzione così da non sguarnire nessun teatro strategico, dopo che il conflitto in Medio Oriente ha <strong>svuotato le scorte del primo esercito del pianeta</strong> per quanto riguarda un asset tanto critico. Lockheed Martin, spiega <em>Defense News,</em> sarà l&#8217;azienda appaltatrice che sarà ricoperta di fondi per gestire il potenziamento dell&#8217;arsenale antiaereo Usa. L&#8217;accordo, <a href="https://www.defensenews.com/industry/techwatch/2026/07/30/us-strikes-586-billion-patriot-missile-deal-amid-rising-stockpile-concerns/">nota Defense News</a>, &#8220;trasforma un precedente contratto annuale del valore di 4,7 miliardi di dollari, stipulato ad aprile, in un progetto di accordo settennale, creando un piano di approvvigionamento pluriennale per gli intercettori dal 2026 al 2032&#8221;. Le risorse annue mediamente stanziate, dunque, aumentano di oltre il 75% a 8,3 miliardi di dollari l&#8217;anno.</p>



<p>Questa mossa mostra sicuramente la volontà americana di trasformare in consolidamento strategico <strong>la politica di aggressivo aumento della spesa militare</strong> decisa dal presidente Donald Trump ma manifesta anche le enormi voragini aperte dal conflitto contro l&#8217;Iran nel quadro della difesa aerea americana. <a href="https://it.insideover.com/difesa/trump-il-militarista-propone-un-budget-da-1-500-miliardi-al-pentagono-e-chiede-allindustria-di-accelerare.html" type="post" id="500887"><strong>Un budget oltre i 1.000 miliardi di dollari nel 2026 (per il 2027 Trump ne chiede 1.500)</strong> </a>non basta per ora a coprire le carenze industriali e di rifornimento delle forze armate Usa. E appare palese che la <strong>guerra con l&#8217;Iran</strong>, nelle sue varie manifestazioni e nelle sue fasi di diversa intensità, unitamente alla necessità di difendere un perimetro ampissimo contro la rappresaglia di Teheran per i colpi subiti sul suo territorio, stanno <strong>consumando l&#8217;arsenale di intercettori antimissile e antiaerei</strong> delle forze armate statunitensi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo studio del Csis: così gli Usa hanno bruciato le scorte di Patriot e Thaad</h2>



<p>L&#8217;accordo per la ricostruzione delle scorte di Patriot, che il bilancio 2027 del Pentagono anticipava stanziando fondi per quasi 2.800 intercettori dal valore di 12,2 miliardi di dollari (<a href="https://defence-industry.eu/pentagon-plans-major-thaad-and-patriot-pac-3-mse-interceptor-purchases-to-strengthen-indo-pacific-missile-defence/">qui un&#8217;analisi di <em>Defence Industry Eu</em> </a>per approfondire le strategie di procurement americane) arriva proprio mentre il tema delle scorte teneva banco. Nei giorni scorsi, una ricerca del <em>Center for Strategic and International Studies</em> ha stimato come dal 28 febbraio, giorno dei primi raid contro l&#8217;Iran assieme a Israele, gli Usa abbiano <strong>esaurito circa due terzi delle scorte di intercettori Patriot</strong> e metà di quelle del sistema <strong>esoatmosferico Thaad</strong>,<a href="https://www.csis.org/analysis/renewed-iran-war-would-test-diminished-interceptor-inventories">di cui oggi resterebbero rispettivamente solo tra le 759 e le 827 unità nel primo caso e tra i 234 e i 278 nel secondo.</a></p>



<p>La metodologia elaborata dai ricercatori <strong>Chris H. Park e Mark F. Cancian,</strong> che hanno elaborato la stima, è stata sviluppata in un&#8217;analisi di aprile sempre per il Csis in cui già si poneva in essere il tema della scarsità di scorte di munizioni antiaeree (e di altri asset) in una fase in cui poche settimane di guerra ad alta intensità fino al cessate il fuoco dell&#8217;8 aprile avevano creato problemi agli arsenali Usa. <a href="https://www.csis.org/analysis/renewed-iran-war-would-test-diminished-interceptor-inventories">Gli autori notavano allora</a> che un nuovo conflitto con Teheran avrebbe contribuito a elidere le scorte, e la recente analisi di aggiornamento sembra confermare le loro aspettative. </p>



<p><a href="https://www.wsj.com/politics/national-security/pentagon-widens-patriot-missile-order-to-nearly-59-billion-b3da2e01">Nel contesto di un aumento vertiginoso della spesa per il <strong>procurement militare</strong></a>, Lockheed Martin <a href="https://thehill.com/policy/defense/5940861-lockheed-martin-thaad-contract/">era stata già beneficiaria di un accordo da 35 miliardi di dollari per i sistemi Thaad</a>, la cui carenza era risultata palese ben prima dell&#8217;<strong>attacco israelo-americano all&#8217;Iran di febbraio</strong>. A giugno 2025, per sostenere l&#8217;offensiva israeliana nella Guerra dei Dodici Giorni blindando i cieli di Tel Aviv, Washington bruciò <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-allarme-difesa-aerea-laiuto-a-israele-ha-lasciato-un-buco-negli-arsenali-e-un-conto-miliardario-da-saldare.html">in poche settimane <strong>un quinto delle scorte di Thaad</strong></a>. Si spiega, dunque, l&#8217;urgenza sul rafforzamento degli arsenali e si capisce perché l&#8217;America sembra essere oggi più aperta a fornire all&#8217;Ucraina la possibilità di costruire su licenza gli intercettori Patriot dopo <a href="https://observatorioglobal.udlap.mx/european-license-for-patriot-missile-production-signals-strategic-defense-boost/">aver aperto al fatto che anche diversi Paesi europei </a>aprissero alla loro industrializzazione per le esigenze di difesa del Vecchio Continente. Così come si capisce l&#8217;urgenza industriale della Difesa Usa: oltre che con Lockheed Martin, il Pentagono ha stretto una partnership con L3Harris<a href="https://aviationweek.com/defense/missile-defense-weapons/pentagon-unveils-new-agreements-patriot-thaad-production"> per ampliare la capacità produttiva, come nota Aviation Week.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Industria, difesa, sicurezza</h2>



<p><strong>Le scorte servono per diverse esigenze militari, in primo luogo con la prospettiva di un futuro confronto in Asia</strong> e con un occhio di riguardo alla Cina, e in tal senso un conflitto in cui, sulla carta, i rapporti di forza erano squilibrati come quello iraniano ha lanciato un campanello d&#8217;allarme: <strong>gli Usa, dovendo difendere le proprie basi e molti Paesi partner</strong>, rinforzando le scorte nel teatro del Golfo, hanno bruciato risorse a un ritmo inaccettabile e si sono trovati in difficoltà. Non a caso si può spiegare anche con la carenza di difesa aerea americana il fatto che in questa fase Israele <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-espansione-nel-golfo-pesanti-attacchi-usa-in-iran.html" type="post" id="524836">non si sia unita ai nuovi raid contro l&#8217;Iran, che amplierebbero il <strong>perimetro di difesa di Washington</strong> contro le rappresaglie iraniane.</a> per le quali l&#8217;attuale sistema fondato su Iron Dome e i missili complementari non offre <strong>garanzia di copertura totale,</strong> a causa del rischio di attacchi di saturazione o di ingaggi prolungati su più giorni o settimane. </p>



<p><strong><a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/05/21/us-bears-brunt-israels-missile-defense-pentagon-assessments-show/">Già a maggio il Washington Post</a></strong> citava report del Pentagono che spiegavano come gli Usa si fossero presi carico di ampia parte della difesa aerea israeliana, e di <a href="https://www.ynetnews.com/article/s1iusjnhfg">recente la testata israeliana Ynet ha dedicato al tema</a> un ampio e dettagliato approfondimento che analizza come &#8220;attualmente non esiste un&#8217;alternativa paragonabile al sistema Patriot per contrastare i missili balistici, in particolare il gran numero di missili balistici a corto raggio utilizzati nel Golfo&#8221;. <strong>La carenza di questi asset è di valore strategico per Washington </strong>ed è una priorità assoluta per il rilancio della manifattura militare americana. Parimenti, le statistiche sul confronto contro l&#8217;Iran mostrano il peso della <strong>strategia di logoramento di Teheran,</strong> che ha saputo incassare duri colpi e infliggerne ovunque nel Golfo, mirando all&#8217;attrito e puntando soprattutto a logorare arsenali Usa che per molti generali dovrebbero innanzitutto essere tenuti ben rabboccati con un occhio al Pacifico. Ora che la guerra sembra ripresa con intensità crescente, è alla possibile tendenza all&#8217;aggravio di queste carenze che Washington deve guardare, di fronte al forte rischio di finire letteralmente i colpi a disposizione.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/58-miliardi-di-dollari-per-i-nuovi-patriot-gli-usa-ricostruiscono-le-scorte-bruciate-con-la-guerra-in-iran.html">58 miliardi di dollari per i nuovi Patriot, gli Usa ricostruiscono le scorte bruciate con la guerra in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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