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	<title>Terza guerra del Golfo Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 12 Aug 2026 14:45:57 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Terza guerra del Golfo Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Riparte il dialogo tra Pakistan e Iran, Islamabad torna al centro della scena diplomatica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/riparte-il-dialogo-tra-pakistan-e-iran-islamabad-torna-al-centro-della-scena-diplomatica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 10:03:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-600x417.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il cuore della diplomazia per porre fine al conflitto Usa-Iran resta a Islamabad, con sponde attive nella regione (Oman e Qatar) a supporto. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/riparte-il-dialogo-tra-pakistan-e-iran-islamabad-torna-al-centro-della-scena-diplomatica.html">Riparte il dialogo tra Pakistan e Iran, Islamabad torna al centro della scena diplomatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1334" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1024x711.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-768x534.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-1536x1067.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/OVERCOME_20260812111839137_25a23298171c9f02a86e958afe7df1df-600x417.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Prima la firma del <strong>patto di La Mecca</strong> per una nuova architettura securitaria in Medio Oriente con Turchia e Arabia Saudita, poi una <strong>missione diplomatica a Teheran</strong> per rassicurare l&#8217;Iran del prosieguo degli sforzi diplomatici per stabilizzare la crisi del Golfo e <strong>confrontarsi sugli scenari regionali</strong>. Il <strong>Pakistan</strong> resta al centro della scena nelle dinamiche dell&#8217;Asia centrale e Sud-occidentale ed è degno di nota la visita compiuta dal <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/12/iran-holds-firm-on-hormuz-conditions-as-pakistans-naqvi-visits-tehran">Ministro dell&#8217;Interno di Islamabad, <strong>Mohsin Naqvi,</strong> a Teheran per dialogare con il <strong>presidente Masoud Pezeshkian</strong> e il titolare degli Esteri, <strong>Abbas Araghchi</strong>. </a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Riprende la diplomazia tra Pakistan e Iran</h2>



<p><strong>La sua presenza a Teheran</strong> è servita a Pakistan e Iran per ribadire la volontà di rafforzare il dialogo sistemico tra i due Paesi, e nella giornata di martedì 11 agosto l&#8217;agenzia iraniana Tasnim ha dato un ampio resoconto della visita del politico di Islamabad nella capitale della Repubblica Islamica sottolineando <a href="https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/08/12/3669282/pezeshkian-stresses-bolstering-iran-pakistan-ties">l&#8217;approccio costruttivo che le due parti avrebbero avuto su diversi dossier, dalla diplomazia al commercio.</a> </p>



<p>Per il Pakistan è importante fornire <strong>perimetri precisi alla sua azione regionale</strong> e, in tal senso, la possibilità di cercare subito un ponte con l&#8217;Iran subito dopo l&#8217;accordo con Ankara e Riad per un partenariato di difesa trilaterale è servito a mettere al <a href="https://www.arabnews.pk/node/2654342/pakistan">corrente il Paese limitrofo delle implicazioni del patto</a>, che in futuro potrebbero essere<a href="https://it.insideover.com/difesa/turchia-pakistan-arabia-saudita-nasce-la-nato-islamica.html" type="post" id="525777"> rilevanti sul piano diplomatico e strategico.</a></p>



<p>L&#8217;Iran ha comunicato tramite <a href="https://www.middleeasteye.net/news/iran-says-it-not-concerned-new-mecca-joint-defence-agreement">il portavoce della sua diplomazia, Esmail Baghaei,</a> di non ritenere l&#8217;accordo di La Mecca come ostile, e del resto i contraenti hanno insistito sulla <a href="https://mecouncil.org/blog_posts/what-is-the-mecca-joint-defense-pact-and-what-it-is-not/">natura difensiva dell&#8217;alleanza.</a> Parimenti, è indubbio, <a href="https://it.insideover.com/politica/da-hormuz-al-patto-della-mecca-la-strategia-iraniana-alla-prova.html" type="post" id="526036">come abbiamo scritto</a>, che <strong>una saldatura di questo tipo imporrà dei cambiamenti</strong> negli equilibri del Medio Oriente che un Paese come l&#8217;Iran certamente non può ignorare ed è da sottolineare la spinta di Islamabad a affiancarlo immediatamente a un <strong>rinnovato dialogo con Teheran</strong>. Il cui fine potrebbe probabilmente comprendere l&#8217;obiettivo di riaprire la porta alla mediazione per un nuovo negoziato con gli Stati Uniti dopo che il precedente Memorandum di Islamabad di giugno è franato nelle prime giornate di luglio con la ripresa degli scontri nella regione del Golfo e dello Stretto di Hormuz.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Naqvi, il facilitatore diplomatico di Islamabad</h2>



<p>Naqvi è da tempo una figura di primo piano nel processo di mediazione guidato <a href="https://it.insideover.com/politica/il-primo-ministro-e-il-generale-chi-sono-gli-uomini-forti-del-pakistan-che-hanno-mediato-il-cessate-il-fuoco.html" type="post" id="512420">principalmente dal premier Shehbaz Sharif e dal capo delle forze armate Asim Munir</a>, registi della manovra politica cui il Pakistan ha promosso un tentativo di distensione tra Usa e Iran dopo la guerra combattuta da Teheran contro Washington e Israele a partire dal 28 febbraio scorso. <a href="https://www.dawn.com/news/2022296">Il quotidiano pakistano <em>Dawn</em> ha scritto</a>, citando fonti diplomatiche, che &#8220;l&#8217;obiettivo principale della visita di <strong>Naqvi era quello di dare seguito al Memorandum d&#8217;intesa di Islamabad e alla mediazione del Pakistan tra Iran e Stati Uniti</strong>, rimasta in gran parte inattiva da quando l&#8217;Oman ha assunto la guida dei negoziati sulle modalità di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz&#8221;, aggiungendo che proprio la trattativa di Mascate con Teheran e le sue evoluzioni &#8220;hanno creato un&#8217;opportunità per Islamabad di avviare un processo più ampio&#8221;.</p>



<p>La ricostruzione della testata pakistana apre scenari interessanti. Ci sono elementi che possono, in effetti, permettere di leggere la visita di Naqvi come una potenziale parte integrante del tentativo di riannodare i fili di un processo ritenuto vitale da Islamabad. Ad esempio, è da sottolineare che <strong>più volte le visite del Ministro dell&#8217;Interno di Islamabad</strong> in Iran hanno avuto l&#8217;obiettivo di oliare i meccanismi della diplomazia regionale. Naqvi, ad esempio, ha visitato più volte la <a href="https://www.aa.com.tr/en/asia-pacific/pakistan-s-interior-minister-makes-2nd-visit-to-tehran-in-less-than-a-week-amid-iran-us-mediation/3943079">capitale iraniana</a> nel pieno dei colloqui che hanno prodotto il memorandum siglato il 17 giugno e che ha messo in campo l&#8217;unico tentativo di portare alla pace tra Usa e Iran su cui i contendenti abbiano speso un impegno politico chiaro. Ieri come oggi, è plausibile che le sue visite offrano le condizioni per un avvicinamento delle posizioni diplomatiche e delle manovre negoziali senza esporre le figure di punta che definiscono l&#8217;agenda internazionale del suo governo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli scenari per la diplomazia</h2>



<p>Nello scenario teso alla ricostruzione quadro di rilancio della diplomazia a tutto campo può anche inserirsi il fatto che gli interlocutori del ministro, Pezeshkian e Araghchi, sono stati i due <strong>uomini dialoganti per eccellenza</strong> nel quadro del regime di Teheran, in una fase in cui gli apparati securitari vicini alla Guida Suprema <a href="https://www.ft.com/content/34299f83-9c49-4332-9d0f-d4f369d7a233?syn-25a6b1a6=1"><strong>Mojtaba Khamenei</strong> e potenzialmente più intransigenti sembrano stringere le fila</a>, la nomina dell&#8217;ex capo dei pasdaran <strong>Moshen Rezaei</strong> a segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale segnala l&#8217;acquisita rilevanza sistemica dei Guardiani e Washington sembra essere virata all&#8217;uso della <strong>pressione economica come strumento di condizionamento di Teheran</strong>. </p>



<p>Il Pakistan cerca stabilità e per il Paese centroasiatico tutto si tiene: la mediazione nella contesa iraniano-americana, la possibile riapertura di Hormuz, la nuova alleanza securitaria in sviluppo. Il cuore della diplomazia per porre fine al conflitto Usa-Iran, che si è andato riaccendendo con una serie di fiammate alternate a momenti di calma apparente dopo la sostanziale disapplicazione del memorandum di giugno, resta a Islamabad, con sponde attive nel Golfo (Oman e Qatar) a supporto: <strong>molti Paesi della regione vogliono la fine di una situazione logorante che blocca i commerci, il traffico energetico e le prospettive di stabilizzazione regionale,</strong> pochi hanno il capitale politico per proporre soluzioni sistemiche. E il Pakistan sembra essere pienamente disposto a investirlo per concretizzare la sua capacità di trovare ascolto tra entrambi i contendenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Fonti</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li>Iran holds firm on Hormuz conditions as Pakistan’s Naqvi visits Tehran, Al Jazeera &#8211; <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/8/12/iran-holds-firm-on-hormuz-conditions-as-pakistans-naqvi-visits-tehran">https://www.aljazeera.com/news/2026/8/12/iran-holds-firm-on-hormuz-conditions-as-pakistans-naqvi-visits-tehran</a></li>



<li><em>Iranian state media says Pakistan interior minister briefed Tehran on Makkah defense pact</em>, ArabNews.pk &#8211; <a href="https://www.arabnews.pk/node/2654342/pakistan">https://www.arabnews.pk/node/2654342/pakistan</a></li>



<li>Baqir Sajjad Syed, <em>Islamabad looking to breathe new life into mediation push, </em>Dawn &#8211; <a href="https://www.dawn.com/news/2022296">https://www.dawn.com/news/2022296</a></li>



<li>Andrew England, Bita Ghaffari, <em>Iran’s supreme leader elevates loyalists as he tightens grip</em>, Financial Times &#8211; <a href="https://www.ft.com/content/34299f83-9c49-4332-9d0f-d4f369d7a233?syn-25a6b1a6=1">https://www.ft.com/content/34299f83-9c49-4332-9d0f-d4f369d7a233?syn-25a6b1a6=1</a></li>



<li>Ali Bakir, &#8220;<em>What Is the Mecca Joint Defense Pact—and What It Is Not?</em>&#8220;, Middle East Council on Global Affairs &#8211; <a href="https://mecouncil.org/blog_posts/what-is-the-mecca-joint-defense-pact-and-what-it-is-not/">https://mecouncil.org/blog_posts/what-is-the-mecca-joint-defense-pact-and-what-it-is-not/</a></li>



<li><em>Iran says it is not concerned by new &#8216;Mecca Joint Defence Agreemen</em>t, Middle East Eye &#8211; <a href="https://www.middleeasteye.net/news/iran-says-it-not-concerned-new-mecca-joint-defence-agreement">https://www.middleeasteye.net/news/iran-says-it-not-concerned-new-mecca-joint-defence-agreement</a></li>



<li><em>Pezeshkian Stresses Bolstering Iran-Pakistan Ties, </em>Tasnim News Agency &#8211; <a href="https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/08/12/3669282/pezeshkian-stresses-bolstering-iran-pakistan-ties">https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/08/12/3669282/pezeshkian-stresses-bolstering-iran-pakistan-ties</a><br></li>
</ul>



<p><strong><em>Questo articolo è stato aggiornato per indicare la data precisa della conclusione del memorandum di Islamabad</em>, <em>correggendo una precedente versione che indicava l&#8217;11 e 12 giugno come data dei colloqui finali per la sua conclusione</em>.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/riparte-il-dialogo-tra-pakistan-e-iran-islamabad-torna-al-centro-della-scena-diplomatica.html">Riparte il dialogo tra Pakistan e Iran, Islamabad torna al centro della scena diplomatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cosa ci dice il nuovo negoziato Iran-Oman su Hormuz</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-ci-dice-il-nuovo-negoziato-iran-oman-su-hormuz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 04:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1303" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le trattative di Islamabad e l&#039;ostentazione del potere imperiale" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-600x407.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'idea sarebbe di prendere a modello la gestione del canale di Malacca. Basta a indicare che c'è la mano della Cina? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ci-dice-il-nuovo-negoziato-iran-oman-su-hormuz.html">Cosa ci dice il nuovo negoziato Iran-Oman su Hormuz</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1303" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le trattative di Islamabad e l&#039;ostentazione del potere imperiale" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-600x407.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre l&#8217;Iran <a href="https://www.cbsnews.com/live-updates/iran-war-donald-trump-us-denies-negotiations-begin-strikes-called-off/">nega le nuove trattative con gli Usa annunciate dal presidente Donald Trump</a>, si muove la diplomazia tra Teheran e l&#8217;<strong>Oman, storico mediatore</strong> nel Golfo per la questione dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>. La scorsa settimana le cronache internazionali avevano dato conto di un&#8217;iniziativa di Mascate presso Teheran per creare un <strong>meccanismo di governance</strong> della strategica via d&#8217;acqua, e nel fine settimana la <strong>Repubblica Islamica</strong> ha lasciato intendere che dei progressi sono stati fatti, perlomeno, sull&#8217;individuazione di una nuova rotta di passaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il negoziato Oman-Iran</h2>



<p>Interessante quanto detto dal portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, <strong>Esmail Baghaei</strong>, che ha indicato come Teheran e Mascate concorderanno su una nuova rotta di uscita dallo Stretto di Hormuz come frutto del loro accordo. &#8220;L&#8217;Iran e l&#8217;Oman si sono scambiati mappe di possibili rotte navali nell&#8217;ambito dei colloqui&#8221;, ha <a href="https://www.nytimes.com/2026/08/03/world/middleeast/iran-talks-us-oman-strait-hormuz-trump.html">scritto il New York Times citando lo stesso Baghaei.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Iran&#39;s FM Spox. Esmail Baghaei:<br><br>The agreement between Iran and Oman on the new route has no connection to reopening the Strait of Hormuz or maintaining its closure.<br><br>The southern route through the Strait of Hormuz has been associated with making the region insecure and harming… <a href="https://t.co/QSvMdRk6sW">pic.twitter.com/QSvMdRk6sW</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://x.com/clashreport/status/2083959059049328784?ref_src=twsrc%5Etfw">August 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Lo scenario parla, dunque, di un&#8217;avanzata della diplomazia tra un Paese-mediatore per eccellenza, l&#8217;Oman, e Teheran. Sicuramente ciò palesa che Mascate ha un ascendente a Teheran, ma non solo. Come avevamo scritto, era da segnalare la continuità temporale tra la ripresa del dialogo Oman-Iran sul dossier della governance di Hormuz e le rotte possibili da un lato <a href="https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html" type="post" id="524592">e il rafforzamento dei legami tra Mascate e la Cina dall&#8217;altro</a>. </p>



<p>Una manifestazione di una possibile mano cinese dietro la spinta alla diplomazia? <strong>Presto per dirlo, anche se l&#8217;apertura di un discorso diplomatico parallelo sull&#8217;asse Oman-Iran</strong> va registrato come interessante. La proposta iniziale dell&#8217;Oman, anticipata da Reuters, parlava di un uso del modello del Canale di Malacca, ben osservato anche dalla Cina che ha in esso una giugulare economica fondamentale, che apre a un meccanismo di gestione condiviso tra più Paesi. Spiegando la proposta, <a href="https://www.aa.com.tr/en/economy/-in-5-questions-how-the-strait-of-hormuz-is-managed-and-what-could-change/4017050"><em>Anadolu</em> in un approfondimento utile a capire come funziona la gestione dello Stretto di Hormuz. ha segnalato </a>che secondo la proposta di Mascate <strong>&#8220;Iran e Oman coopererebbero nella gestione della sicurezza del passaggio,</strong> anziché lasciare il controllo dei movimenti navali prevalentemente nelle mani di una sola delle due parti&#8221;. Aggiungendo che per alzare il suo potere negoziale la Repubblica Islamica non ha accettato la prima bozza omanita e nei suoi <em>desiderata</em> &#8220;Teheran vuole gestire la rotta marittima sul suo lato dello stretto, mentre l&#8217;Oman supervisionerebbe solo una parte, e non l&#8217;intera, della rotta opposta&#8221;.</p>



<p>Sarà dunque utile capire se, quando sarà formalizzata, l&#8217;intesa Oman-Iran troverà una quadra tra le varie visioni. <strong>In attesa di un accordo ufficiale, però</strong>, è ancora presto per dire che forma potrebbe trovare questo compromesso. Ma si possono fare almeno due considerazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due temi da osservare</h2>



<p><a href="https://www.ft.com/content/ffdeacf0-91b8-48fd-9ff8-d8d134ef5f11?syn-25a6b1a6=1">La prima è che si conferma il ruolo diplomatico dell&#8217;Oman,  storicamente un&#8217;avanguardia negoziale per tutto il Medio Oriente</a>: in genere, Mascate è <strong>ritenuta una buona ambasciatrice a Teheran</strong> e anche in questa fase il dialogo può sondare la buona volontà del regime di Teheran a cercare un nuovo accomodamento con gli attori dell&#8217;area dopo la ripresa sostanziale della guerra con gli Stati Uniti. La geografia del potere in Iran dopo la guerra resta tutta da decifrare, ma è possibile che al Ministero degli Esteri siano presenti orecchie ben recettive a spiragli di mediazione. La diplomazia è in movimento e lo confermano i colloqui riferiti dai media iraniani che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto nel fine settimana mostrano che i canali diplomatici restano aperti: <a href="https://www.arabnews.com/node/2653191/pakistan">Araghchi ha parlato</a> con il capo delle forze armate pakistane, Asim Munir, che fu centrale nella prima mediazione per il cessate il fuoco, e con gli omologhi di Turchia, Hakan Fidan, e Arabia Saudita, Faisal bin Farhan. Treinterlocuzioni di peso: Riad, Ankara e Islamabad sono capitali che hanno la capacità di trovare ottimo ascolto a Washington.</p>



<p>La seconda è che la <strong>riapertura di Hormuz appare un obiettivo strategico di molti Paesi,</strong> e che in tal senso il confronto tra Oman e Iran può anticipare possibili futuri meccanismi di gestione di uno stretto strategico per i traffici energetici e commerciali. Ma non risolve il vero dilemma, che riguarda la strategia di Teheran: <strong>in che misura e fino a che punto intende sfruttare la leva del controllo di Hormuz</strong> e in che prospettive, invece, la Repubblica Islamica possa fare concessioni a riguardo è difficile dirlo. E contribuisce a rendere incerta la possibilità di capire se in prospettiva l&#8217;Iran sia pronto a dialogare, nuovamente, con gli Usa su questo dossier. <strong>Rendendo nebulose le prospettive per la fine della guerra. </strong>In tal senso, la proposta omanita potrebbe avere un valore per capire fin dove Teheran ritiene possibile spingersi con un Paese che non è visto come un avversario e in che misura riuscirebbe a gestire e mantenere il frutto di una trattativa avulsa da quella con il suo rivale militare, ma non priva di conseguenze a lungo raggio.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ci-dice-il-nuovo-negoziato-iran-oman-su-hormuz.html">Cosa ci dice il nuovo negoziato Iran-Oman su Hormuz</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>58 miliardi di dollari per i nuovi Patriot, gli Usa ricostruiscono le scorte bruciate con la guerra in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/58-miliardi-di-dollari-per-i-nuovi-patriot-gli-usa-ricostruiscono-le-scorte-bruciate-con-la-guerra-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 05:01:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[patriot]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="785" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-600x460.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-768x589.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>58 miliardi di dollari per i nuovi Patriot, gli Usa ricostruiscono le scorte bruciate con la guerra in Iran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/58-miliardi-di-dollari-per-i-nuovi-patriot-gli-usa-ricostruiscono-le-scorte-bruciate-con-la-guerra-in-iran.html">58 miliardi di dollari per i nuovi Patriot, gli Usa ricostruiscono le scorte bruciate con la guerra in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="785" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-600x460.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-300x230.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/1024px-Maintenance_check_on_a_Patriot_missile-768x589.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p><strong>58,6 miliardi di dollari</strong>: è questo il costo che gli Usa si sobbarcheranno per <strong>ricostruire le scorte di missili intercettori Patriot</strong> e mantenere elevata la produzione così da non sguarnire nessun teatro strategico, dopo che il conflitto in Medio Oriente ha <strong>svuotato le scorte del primo esercito del pianeta</strong> per quanto riguarda un asset tanto critico. Lockheed Martin, spiega <em>Defense News,</em> sarà l&#8217;azienda appaltatrice che sarà ricoperta di fondi per gestire il potenziamento dell&#8217;arsenale antiaereo Usa. L&#8217;accordo, <a href="https://www.defensenews.com/industry/techwatch/2026/07/30/us-strikes-586-billion-patriot-missile-deal-amid-rising-stockpile-concerns/">nota Defense News</a>, &#8220;trasforma un precedente contratto annuale del valore di 4,7 miliardi di dollari, stipulato ad aprile, in un progetto di accordo settennale, creando un piano di approvvigionamento pluriennale per gli intercettori dal 2026 al 2032&#8221;. Le risorse annue mediamente stanziate, dunque, aumentano di oltre il 75% a 8,3 miliardi di dollari l&#8217;anno.</p>



<p>Questa mossa mostra sicuramente la volontà americana di trasformare in consolidamento strategico <strong>la politica di aggressivo aumento della spesa militare</strong> decisa dal presidente Donald Trump ma manifesta anche le enormi voragini aperte dal conflitto contro l&#8217;Iran nel quadro della difesa aerea americana. <a href="https://it.insideover.com/difesa/trump-il-militarista-propone-un-budget-da-1-500-miliardi-al-pentagono-e-chiede-allindustria-di-accelerare.html" type="post" id="500887"><strong>Un budget oltre i 1.000 miliardi di dollari nel 2026 (per il 2027 Trump ne chiede 1.500)</strong> </a>non basta per ora a coprire le carenze industriali e di rifornimento delle forze armate Usa. E appare palese che la <strong>guerra con l&#8217;Iran</strong>, nelle sue varie manifestazioni e nelle sue fasi di diversa intensità, unitamente alla necessità di difendere un perimetro ampissimo contro la rappresaglia di Teheran per i colpi subiti sul suo territorio, stanno <strong>consumando l&#8217;arsenale di intercettori antimissile e antiaerei</strong> delle forze armate statunitensi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo studio del Csis: così gli Usa hanno bruciato le scorte di Patriot e Thaad</h2>



<p>L&#8217;accordo per la ricostruzione delle scorte di Patriot, che il bilancio 2027 del Pentagono anticipava stanziando fondi per quasi 2.800 intercettori dal valore di 12,2 miliardi di dollari (<a href="https://defence-industry.eu/pentagon-plans-major-thaad-and-patriot-pac-3-mse-interceptor-purchases-to-strengthen-indo-pacific-missile-defence/">qui un&#8217;analisi di <em>Defence Industry Eu</em> </a>per approfondire le strategie di procurement americane) arriva proprio mentre il tema delle scorte teneva banco. Nei giorni scorsi, una ricerca del <em>Center for Strategic and International Studies</em> ha stimato come dal 28 febbraio, giorno dei primi raid contro l&#8217;Iran assieme a Israele, gli Usa abbiano <strong>esaurito circa due terzi delle scorte di intercettori Patriot</strong> e metà di quelle del sistema <strong>esoatmosferico Thaad</strong>,<a href="https://www.csis.org/analysis/renewed-iran-war-would-test-diminished-interceptor-inventories">di cui oggi resterebbero rispettivamente solo tra le 759 e le 827 unità nel primo caso e tra i 234 e i 278 nel secondo.</a></p>



<p>La metodologia elaborata dai ricercatori <strong>Chris H. Park e Mark F. Cancian,</strong> che hanno elaborato la stima, è stata sviluppata in un&#8217;analisi di aprile sempre per il Csis in cui già si poneva in essere il tema della scarsità di scorte di munizioni antiaeree (e di altri asset) in una fase in cui poche settimane di guerra ad alta intensità fino al cessate il fuoco dell&#8217;8 aprile avevano creato problemi agli arsenali Usa. <a href="https://www.csis.org/analysis/renewed-iran-war-would-test-diminished-interceptor-inventories">Gli autori notavano allora</a> che un nuovo conflitto con Teheran avrebbe contribuito a elidere le scorte, e la recente analisi di aggiornamento sembra confermare le loro aspettative. </p>



<p><a href="https://www.wsj.com/politics/national-security/pentagon-widens-patriot-missile-order-to-nearly-59-billion-b3da2e01">Nel contesto di un aumento vertiginoso della spesa per il <strong>procurement militare</strong></a>, Lockheed Martin <a href="https://thehill.com/policy/defense/5940861-lockheed-martin-thaad-contract/">era stata già beneficiaria di un accordo da 35 miliardi di dollari per i sistemi Thaad</a>, la cui carenza era risultata palese ben prima dell&#8217;<strong>attacco israelo-americano all&#8217;Iran di febbraio</strong>. A giugno 2025, per sostenere l&#8217;offensiva israeliana nella Guerra dei Dodici Giorni blindando i cieli di Tel Aviv, Washington bruciò <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-allarme-difesa-aerea-laiuto-a-israele-ha-lasciato-un-buco-negli-arsenali-e-un-conto-miliardario-da-saldare.html">in poche settimane <strong>un quinto delle scorte di Thaad</strong></a>. Si spiega, dunque, l&#8217;urgenza sul rafforzamento degli arsenali e si capisce perché l&#8217;America sembra essere oggi più aperta a fornire all&#8217;Ucraina la possibilità di costruire su licenza gli intercettori Patriot dopo <a href="https://observatorioglobal.udlap.mx/european-license-for-patriot-missile-production-signals-strategic-defense-boost/">aver aperto al fatto che anche diversi Paesi europei </a>aprissero alla loro industrializzazione per le esigenze di difesa del Vecchio Continente. Così come si capisce l&#8217;urgenza industriale della Difesa Usa: oltre che con Lockheed Martin, il Pentagono ha stretto una partnership con L3Harris<a href="https://aviationweek.com/defense/missile-defense-weapons/pentagon-unveils-new-agreements-patriot-thaad-production"> per ampliare la capacità produttiva, come nota Aviation Week.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Industria, difesa, sicurezza</h2>



<p><strong>Le scorte servono per diverse esigenze militari, in primo luogo con la prospettiva di un futuro confronto in Asia</strong> e con un occhio di riguardo alla Cina, e in tal senso un conflitto in cui, sulla carta, i rapporti di forza erano squilibrati come quello iraniano ha lanciato un campanello d&#8217;allarme: <strong>gli Usa, dovendo difendere le proprie basi e molti Paesi partner</strong>, rinforzando le scorte nel teatro del Golfo, hanno bruciato risorse a un ritmo inaccettabile e si sono trovati in difficoltà. Non a caso si può spiegare anche con la carenza di difesa aerea americana il fatto che in questa fase Israele <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-espansione-nel-golfo-pesanti-attacchi-usa-in-iran.html" type="post" id="524836">non si sia unita ai nuovi raid contro l&#8217;Iran, che amplierebbero il <strong>perimetro di difesa di Washington</strong> contro le rappresaglie iraniane.</a> per le quali l&#8217;attuale sistema fondato su Iron Dome e i missili complementari non offre <strong>garanzia di copertura totale,</strong> a causa del rischio di attacchi di saturazione o di ingaggi prolungati su più giorni o settimane. </p>



<p><strong><a href="https://www.washingtonpost.com/national-security/2026/05/21/us-bears-brunt-israels-missile-defense-pentagon-assessments-show/">Già a maggio il Washington Post</a></strong> citava report del Pentagono che spiegavano come gli Usa si fossero presi carico di ampia parte della difesa aerea israeliana, e di <a href="https://www.ynetnews.com/article/s1iusjnhfg">recente la testata israeliana Ynet ha dedicato al tema</a> un ampio e dettagliato approfondimento che analizza come &#8220;attualmente non esiste un&#8217;alternativa paragonabile al sistema Patriot per contrastare i missili balistici, in particolare il gran numero di missili balistici a corto raggio utilizzati nel Golfo&#8221;. <strong>La carenza di questi asset è di valore strategico per Washington </strong>ed è una priorità assoluta per il rilancio della manifattura militare americana. Parimenti, le statistiche sul confronto contro l&#8217;Iran mostrano il peso della <strong>strategia di logoramento di Teheran,</strong> che ha saputo incassare duri colpi e infliggerne ovunque nel Golfo, mirando all&#8217;attrito e puntando soprattutto a logorare arsenali Usa che per molti generali dovrebbero innanzitutto essere tenuti ben rabboccati con un occhio al Pacifico. Ora che la guerra sembra ripresa con intensità crescente, è alla possibile tendenza all&#8217;aggravio di queste carenze che Washington deve guardare, di fronte al forte rischio di finire letteralmente i colpi a disposizione.</p>



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<p><br><br></p>
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		<title>Guerra in espansione nel Golfo: pesanti attacchi Usa in Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-espansione-nel-golfo-pesanti-attacchi-usa-in-iran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 05:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1485" height="764" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download.jpg 1485w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-1024x527.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-600x309.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1485px) 100vw, 1485px" /></p>
<p>La guerra d&#8217;Iran si espande nella sua nuova fase estiva e sembra essere sempre più lontana ogni possibilità di ricomposizione del franato memorandum di Islamabad: il Comando Centrale degli Usa rivendica l&#8217;effettuazione nella notte di pesanti attacchi contro la Repubblica Islamica proclamando che essi sono una risposta ai tentativi di Teheran di colpire a sorpresa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-espansione-nel-golfo-pesanti-attacchi-usa-in-iran.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-espansione-nel-golfo-pesanti-attacchi-usa-in-iran.html">Guerra in espansione nel Golfo: pesanti attacchi Usa in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1485" height="764" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download.jpg 1485w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-1024x527.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/download-600x309.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1485px) 100vw, 1485px" /></p>
<p>La <strong>guerra d&#8217;Iran si espande</strong> nella sua nuova fase estiva e sembra essere sempre più lontana ogni possibilità di ricomposizione del franato <strong>memorandum di Islamabad</strong>: il Comando Centrale degli Usa rivendica l&#8217;effettuazione nella notte di pesanti attacchi contro la Repubblica Islamica proclamando che essi sono una risposta ai tentativi di Teheran di colpire a sorpresa le postazione di Washington in Medio Oriente nella giornata di ieri. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="zxx" dir="ltr"><a href="https://t.co/kk3XPDc73G">https://t.co/kk3XPDc73G</a></p>&mdash; U.S. Central Command (@CENTCOM) <a href="https://x.com/CENTCOM/status/2082651747869147214?ref_src=twsrc%5Etfw">July 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">I pesanti raid Usa contro l&#8217;Iran</h2>



<p>L&#8217;operazione, stando alle ricostruzioni, sembra essere stata la più imponente dalla fine della fase più calda della guerra, l&#8217;8 aprile scorso, e sicuramente da quando il memorandum è franato l&#8217;8 luglio scorso: aerei, missili e droni americani hanno colpito lungo l&#8217;intera catena costiera del Paese che blinda gli accessi allo Stretto di Hormuz e preserva le capacità d&#8217;interdizione marittima e i commerci della Repubblica Islamica. DropSite, riprendendo fonti Osint, cita almeno 8 bersagli, tra cui i porti di Bandar Abbas e Abadan</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">💢 Iranian state-affiliated media report that US strikes launched roughly one hour ago have hit sites across southern and southwestern Iran, including:<br><br>▪️ Khorramshahr and Abadan, neighboring cities in Khuzestan province near the Iraqi border and northern Persian Gulf<br>▪️ Bandar… <a href="https://t.co/UNUJEaffjv">https://t.co/UNUJEaffjv</a></p>&mdash; Drop Site (@DropSiteNews) <a href="https://x.com/DropSiteNews/status/2082634022895690145?ref_src=twsrc%5Etfw">July 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><a href="https://x.com/AJENews/status/2082687501521559784?s=20">Ancora incerto il conto delle vittime</a>, anche se Al Jazeera cita almeno tre morti, una coppia e il figlio di due anni, in un raid a Queshm. I bersagli sono gli <strong>snodi critici dell&#8217;Iran: porti, basi logistiche, impianti energetici</strong> e tutto ciò, dunque, che fornisce l&#8217;ossatura e le risorse alla Repubblica Islamica per competere come potenza e connettersi alle rotte globali. Un segnale, questo, della <strong>rinnovata portata dell&#8217;azione americana</strong> che non sembra fermarsi al tentativo di ribaltare l&#8217;esito negativo e fallimentare della prima parte del conflitto ma ha anche un ruolo a tutto campo nel cercare di disarticolare lo spazio di proiezione dell&#8217;Iran stesso e l&#8217;architettura strategica ove è inserito. E qui, ovviamente, il pensiero va <strong>direttamente alla Cina e alle sue rotte di interconnessione,</strong> messe nel mirino durante la rilanciata campagna americana e su cui è piovuto, <a href="https://it.insideover.com/guerra/lucraina-colpisce-una-nave-iraniana-nel-mar-caspio-per-kiev-le-due-guerre-sono-una-sola.html" type="post" id="524389">domenica scorsa, anche il raid ucraino contro una nave iraniana nel Mar Caspio diretta in Russia.</a> </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🚨🇮🇷 🇺🇸 BREAKING: Footage reportedly shows American missiles striking Abadan, Iran&#39;s oil refining heartland in the southwest.<br><br>-The unconfirmed video appears to capture strikes on Abadan in Khuzestan province, part of the wave CENTCOM launched at 8 p.m. ET<br><br>-Abadan holds one of…</p>&mdash; Mario Nawfal (@MarioNawfal) <a href="https://x.com/MarioNawfal/status/2082629544704446776?ref_src=twsrc%5Etfw">July 30, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Perché gli Usa attaccano e Israele no</h2>



<p>Non è un caso che in tal senso <strong>attualmente siano gli Stati Uniti a prendersi sulle spalle l&#8217;onere degli attacchi a tutto campo contro l&#8217;Iran</strong> e non si abbia ancora notizia di un possibile intervento di <strong>Israele</strong> a fianco di Washington. La guerra scoppiata il 28 febbraio era israelo-americana a tutti gli effetti: Tel Aviv mirava al rovesciamento o all&#8217;implosione del regime iraniano sotto i colpi degli attacchi, Washington ha cercato il <strong>colpo decisivo per dimidiare la potenziale capacità di proiezione della Repubblica Islamica</strong> e disarticolare le forniture energetiche alla Cina. </p>



<p>Ora, complice il calo degli stock di intercettori antiaerei e antimissile americani, lo spalleggiamento a un possibile intervento israeliano dopo il cessate il fuoco appare più complesso da immaginare e, parimenti, a Tel Aviv va benissimo una situazione in cui è l&#8217;America a assumersi costi, oneri e rischi della guerra, anche considerato il fatto che ad oggi la priorità strategica è quella statunitense: <strong>ribaltare l&#8217;onta di Hormuz e della perdita del controllo dello Stretto,</strong> evitando una territorializzazione del mare e che <a href="https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html" type="post" id="524592">Pechino potesse ottenere spazio in Medio Oriente</a>, come sta già di fatto facendo, alla luce dell&#8217;onta americana. E non a caso ieri emergeva l&#8217;ipotesi che Washington intende chiedere come condizione di pace futura la rimozione di ogni pedaggio dal transito da Hormuz, come riportato da Al Arabiya. Un obiettivo decisamente più americano che israeliano.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🔴 There are going to be no tolls and no fees for passage through the Strait of Hormuz in a deal being discussed in relation to the waterway restricted by the Iran war, a US official said<br><br>🔴 The US official said Iran was making unreasonable demands that were rejected by Oman and… <a href="https://t.co/mcjAjmgBEz">pic.twitter.com/mcjAjmgBEz</a></p>&mdash; Al Arabiya English (@AlArabiya_Eng) <a href="https://x.com/AlArabiya_Eng/status/2082221201607323903?ref_src=twsrc%5Etfw">July 28, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><a href="https://www.jpost.com/israel-news/defense-news/article-903898">Il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz,</a> parlando a Channel 14, ha del resto di recente segnalato che Tel Aviv è comunque coinvolta in questa fase della guerra, annunciando (senza essere smentito) che gli aerei Usa che di recente hanno ripreso a colpire l&#8217;Iran hanno usato anche le basi israeliane e definendo le regole d&#8217;ingaggio dello Stato Ebraico: colpirà se la Repubblica Islamica la attaccherà per prima. In Israele, peraltro, tra pochi mesi si vota e sarebbe sconveniente per la destra di governo già in difficoltà <strong>affrontare una campagna elettorale sotto lo scacco delle sirene antiaeree</strong> e dei missili iraniani. I segnali di una guerra in espansione, però, nel frattempo ci sono tutti anche se l&#8217;Israel Air Force resta nelle sue basi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra si espande</h2>



<p><strong>Lo conferma la discesa in campo dell&#8217;Arabia Saudita</strong> nell&#8217;attacco in Iraq contro un&#8217;unità filo-iraniana, le Forze di Mobilitazione Popolare: si tratta della prima operazione aerea congiunta americano-saudita di cui si abbia memoria e, soprattutto, si indicano nei partner dell&#8217;asse sciita un bersaglio strategico. Riad non è in guerra con Teheran, ma la sua risolutezza impone di guardare anche allo Yemen, dove gli <strong>Houthi </strong><a href="https://geopolitica.info/gli-houthi-rischio-di-un-nuovo-fronte-nella-guerra-in-medio-oriente/"><strong>stanno risvegliandosi</strong> e dopo aver colpito infrastrutture energetiche in Arabia Saudita </a>iniziano a pensare di imporre un pedaggio per i traffici nel Mar Rosso. En passant, c&#8217;è chi come il Kuwait si tutela alzando l&#8217;asticella della <a href="https://it.insideover.com/difesa/asse-kuwait-pakistan-sulla-difesa-il-peso-di-islamabad-nel-golfo-cresce.html" type="post" id="524417">garanzia di sicurezza con un Paese chiave della regione, il Pakistan.</a> </p>



<p>L&#8217;analista <a href="https://x.com/citrinowicz/status/2082329823653818602">dell&#8217;Institute for National Security Studies della Tel Aviv University Danny Citrinowicz </a>parla del rischio &#8220;di un&#8217;escalation incontrollata&#8221; in Medio Oriente in cui al cuore del conflitto c&#8217;è la rivalita americano-iraniana, che si autoalimenta in &#8220;un ciclo sempre più instabile in cui ciascuna parte ritiene che una ritirata minerebbe la propria credibilità&#8221; attorno a cui si agglomerano e addensano le crisi regionali. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Usa e Iran, guerra senza limiti?</h2>



<p><strong>L&#8217;amministrazione Usa del presidente Donald Trump e il rinnovato regime della Repubblica Islamica</strong> hanno deciso per imboccare, di fatto, nuovamente il sentiero della guerra. Per l&#8217;Iran la sfida rimane la stessa: la battaglia esistenziale per difendere il regime e la struttura statuale dal rischio di rovesciamento, ad oggi tutelabile secondo l&#8217;élite di Teheran più con un ritorno alle armi che tramite un cessate il fuoco visto come mal applicato dagli Usa e non in grado di presuppore una vera pace. Per Washington c&#8217;è nel mirino la proiezione della Repubblica Islamica come partner di un sistema euroasiatico potenzialmente rivale di quello statunitense e c&#8217;è in ballo la supremazia marittima sugli stretti che garantisce una fetta importante del potere navale, marittimo e economico a stelle e strisce e a cui a Washington si è ritenuto impossibile recedere. Obiettivi ambiziosi e massimalisti che riducono al lumicino ogni prospettiva di un rinnovato confronto diplomatico come quello, ambizioso e coraggioso, dei mesi scorsi, che sembra un lontano ricordo.</p>



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<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-in-espansione-nel-golfo-pesanti-attacchi-usa-in-iran.html">Guerra in espansione nel Golfo: pesanti attacchi Usa in Iran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Oman, la proposta all&#8217;Iran su Hormuz, la mediazione: l&#8217;ipotesi della sponda cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 12:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa-Iran. Incendio domato, le ardue trattative riprendono" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-1024x556.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-1536x834.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-600x326.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La proposta omanita a Teheran su Hormuz offrirebbe una sponda non secondaria. Resta da capirne la fattibilità tra Iran e Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html">L&#8217;Oman, la proposta all&#8217;Iran su Hormuz, la mediazione: l&#8217;ipotesi della sponda cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa-Iran. Incendio domato, le ardue trattative riprendono" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-1024x556.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-1536x834.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-600x326.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Oman torna in campo</strong> con una proposta di apertura alla navigazione dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> volta a frenare la conflittualità tra Usa e Iran in un contesto di grande stallo, ove <strong>il memorandum di pace di Islamabad è collassato</strong> ma sono fermi anche i raid che per circa due settimane sono imperversati tra Repubblica Islamica e Paesi del Golfo. E si può intravedere nella filigrana del tentativo di risolvere la crisi scoppiata il 28 febbraio scorso con l&#8217;assalto israelo-americano a Teheran la dinamica plasmata da una rinnovata relazione tra l&#8217;Oman e un attore irrinunciabile del sistema-mondo: la <strong>Cina</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La proposta dell&#8217;Oman</h2>



<p>Andiamo con ordine. Oggi <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/oman-presented-regional-mechanism-hormuz-iran-source-says-2026-07-28/">Reuters riporta</a> che l&#8217;Oman si è fatto <a href="https://www.azernews.az/region/261643.html">latore all&#8217;Iran </a>di una proposta appoggiata dalle petromonarchie arabe che aprirebbe alla ripresa della navigazione presso lo Stretto di Hormuz senza concedere a Teheran la potestà esclusiva sulle sue acque. &#8220;La proposta si basa sullo Stretto di Malacca, dove coloro che utilizzano lo stretto contribuiscono volontariamente al finanziamento della navigazione, della protezione ambientale e delle operazioni di ricerca e salvataggio&#8221;, scrive la Reuters citando fonti del Golfo (non specificato il Paese). Il fatto si presa a interessanti considerazioni.</p>



<p>Il primo è <strong>il rilancio del ruolo di mediatore dell&#8217;Oman</strong> che, affacciandosi sul Golfo a cui da il nome, contribuisce assieme all&#8217;Iran a custodire una delle porte d&#8217;accesso dello stretto che porta al Golfo Persico. L&#8217;Oman è stato il pivot diplomatico che ha contribuito a facilitare i colloqui nucleari del 2013-2015 e il primo, esplicito mediatore tra Usa e Iran <strong>prima delle due guerre del 2025 e del 2026.</strong> Il Paese, che si mantiene da sempre osservante di una stretta neutralità, si somma a <strong>Qatar e Pakistan</strong> nel folto novero di Paesi che hanno interesse a una de-escalation.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida degli stretti e dei canali marittimi</h2>



<p>Il secondo dato è il richiamo a uno schema che potrebbe esser ben conosciuto dalla Cina. Pechino ha <strong>un occhio di riguardo per Malacca,</strong> stretto che abilita una quota fondamentale della sua prosperità <a href="https://commoditieshub.ch/en/2026/07/06/the-strait-of-malacca-asias-trade-superhighway/">e da cui passano ogni anno merci e prodotti per 3.500 miliardi di dollari di valore</a>, inclusa la stragrande maggioranza delle importazioni di petrolio e materie prime della Repubblica Popolare. Il &#8220;<a href="https://thediplomat.com/2026/06/beyond-the-malacca-dilemma-chinas-emerging-corridor-hedging-logic/">dilemma di Malacca&#8221;</a>, la dipendenza della Cina dai corridoi marittimi stretti degli oceani contesi del mondo globalizzato, è un annoso problema strategico che fa di Pechino una primaria sostenitrice di qualsiasi logica di gestione multilaterale delle vie d&#8217;acqua più critiche, oggi sempre più decisive su <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-da-hormuz-a-bab-el-mandeb-la-crisi-mediorientale-soffia-su-un-fuoco-che-infiamma-i-choke-point.html">scala mondiale.</a> Va dunque letta con prospettiva strategica l&#8217;ampia analisi realizzata da <em>Responsible Statecraft</em> <strong>sull&#8217;avvicinamento sistemico tra Oman e Cina</strong>, ricca di spunti su un rapporto da non sottovalutare nel Medio Oriente contemporaneo.</p>



<p><a href="https://responsiblestatecraft.org/china-oman/">La testata del Quincy Institute</a> ha dato la notizia dell&#8217;incontro avvenuto a Pechino il 16 luglio tra il viceministro degli Esteri cinese Miao Deyu e il segretario generale del Consiglio di sicurezza nazionale dell&#8217;Oman, Idris Abdulrahman Al Kindi. Un bilaterale importante per le rispettive proiezioni suilla questione di Hormuz che viene letto come un tentativo dell&#8217;Oman di variare le proprie direttrici di politica estera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cina e Oman sempre più vicini</h2>



<p>Responsible Statecraft riporta che anche se &#8220;non mira a un radicale allontanamento dall&#8217;Occidente, ma spera di preservare la propria autonomia strategica e rafforzare la propria resilienza in un mondo sempre più multipolare&#8221;, l&#8217;Oman sta costruendo una diplomazia su più vettori e &#8220;il suo rapporto in espansione con la Cina è un elemento cruciale di questo programma, poiché Mascate cerca di ottenere maggiore flessibilità senza <strong>abbandonare i suoi consolidati legami di sicurezza con gli Stati Uniti</strong>&#8220;. Per l&#8217;Oman, la centralità diplomatica consente di preservare questo delicato equilibrio che lo rende, di fatto, una <strong>Svizzera del Golfo</strong>; per la Cina, l&#8217;imperativo strategico è quello della <strong>fine del conflitto e della volontà di evitare che la guerra nel Golfo crei precedenti destinati a durare</strong>.</p>



<p>Pechino ha condannato l&#8217;attacco all&#8217;Iran e ritiene la Repubblica Islamica un Paese amico, ma quella tra i due non è un&#8217;alleanza sistemica e, del resto, in Cina si preoccuperebbero se l&#8217;Iran cercasse di imporre con la forza la trasformazione di Hormuz in un hub sotto il proprio controllo forzando ogni convenzione internazionale: il fatto aprirebbe la possibilità per qualsiasi altra nazione di fare lo stesso, e <a href="https://it.insideover.com/economia/pedaggio-per-il-canale-di-malacca-lindonesia-studia-le-mosse-delliran-a-hormuz.html" type="post" id="514575">certi discorsi circolati a mo&#8217; di boutade in Indonesia su Malacca sulla possibile imposizione di un pedaggio avranno posto Pechino sul chi vive</a>, anche se non si sono concretizzati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari diplomatici</h2>



<p>A tal proposito, la Cina <strong>intende anche valorizzare i rapporti con i Paesi del Golfo, fornitori energetici e partner economici,</strong> e mai li sacrificherebbe in nome della sola relazione, per quanto strategica e sistemica, con l&#8217;Iran. La ricerca di una mediazione è nel suo interesse, e non è da escludere che dietro il nuovo ruolo omanita ci sia anche l&#8217;endorsement di Pechino, fatto che non stupirebbe.</p>



<p> <a href="https://www.scmp.com/week-asia/opinion/article/3359347/oman-and-china-real-winners-trumps-iran-deal">Il South China Morning Post definiva Cina e Oman i veri vincitori dell&#8217;accordo di Islamabad</a>, ed è possibile che i due Paesi preferiscano si torni presto a un contesto di pacificazione. <strong>Così come anche il partner regionale più stretto della Cina, il </strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/asse-kuwait-pakistan-sulla-difesa-il-peso-di-islamabad-nel-golfo-cresce.html" type="post" id="524417"><strong>Pakistan, si cura delle preoccupazioni del mondo arabo</strong> nella guerra,</a> così la Cina deve guardare a un approccio a tutto campo. </p>



<p>La proposta omanita a Teheran su Hormuz, se confermata, offrirebbe una sponda non secondaria. Resta da capirne la fattibilità in una fase che vede l&#8217;Iran alla ricerca di una quadra tra sicurezza nazionale e tentazioni massimaliste, gli Usa incerti tra la sostanziale sconfitta incassata nei mesi scorsi e la prospettiva di spuntare posizioni politiche più favorevoli e il dilemma della condotta di Israele sulla <strong>scala che questo conflitto a intermittenza avrà</strong> nel prossimo futuro.</p>



<p>Ci sono però delle grandi manovre in atto e la sensazione è che il Golfo, rappresentato dall&#8217;Oman, non voglia questa guerra, e non mancano segnali che un esito imminente capace di non scontentare nessuno nella regione sia desiderato anche a Pechino. Resta da capire come i belligeranti leggeranno queste dinamiche in una fase dove tutto sembra cambiare giorno dopo giorno e non c&#8217;è più la pace senza che sia ri-esplosa una guerra a tutto campo.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html">L&#8217;Oman, la proposta all&#8217;Iran su Hormuz, la mediazione: l&#8217;ipotesi della sponda cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Usa-Iran duellano sugli asset di Teheran. E intanto Araghchi vede Lavrov</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-duellano-sugli-asset-di-teheran-e-intanto-araghchi-vede-lavrov.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 15:35:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si alza l&#8217;asticella delle minacce, non si ferma la diplomazia. La nuova fase della Terza guerra del Golfo si è riaperta tra Usa e Iran, senza l&#8217;intervento di Israele in sostegno a Washington, dopo il collasso del memorandum di Islamabad avvenuto l&#8217;8 luglio scorso e mentre proseguono gli attacchi americani contro le infrastrutture della Repubblica &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-duellano-sugli-asset-di-teheran-e-intanto-araghchi-vede-lavrov.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-duellano-sugli-asset-di-teheran-e-intanto-araghchi-vede-lavrov.html">Usa-Iran duellano sugli asset di Teheran. E intanto Araghchi vede Lavrov</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/OVERCOME_20250625101006217_c615c4e6335b60c43c500261bb119b7f-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Si alza l&#8217;asticella delle minacce, non si ferma la diplomazia. La nuova fase della <strong>Terza guerra del Golfo</strong> si è riaperta tra Usa e Iran, senza l&#8217;intervento di Israele in sostegno a Washington, dopo il collasso del <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/iran-usa-la-fiammata-di-hormuz-oscura-laccordo-di-islamabad.html" type="post" id="522665">memorandum di Islamabad </a>avvenuto l&#8217;8 luglio scorso</strong> e mentre proseguono gli attacchi americani contro le infrastrutture della Repubblica Islamica e le manovre di Teheran nel Golfo e contro le navi nello Stretto di Hormuz, <strong>il conflitto è a metà strada tra il duello su larga scala</strong> andato in scena da febbraio ad aprile e il teso periodo del cessate il fuoco primaverile. </p>



<p>Donald Trump minaccia di confiscare definitivamente gli asset iraniani congelati ai sensi delle sanzioni avviate nel 1979 dopo la nascita della Repubblica Islamica e rilanciate nel 2018 dopo che la sua prima amministrazione stracciò il memorandum nucleare di Barack Obama. Trump ha dichiarato che Washington potrebbe utilizzare questi fondi per ripagare i danni inflitti da Teheran al traffico navale, mossa che porterebbe gli Usa compiere dunque un&#8217;inversione irreversibile del possesso di questi beni, mentre il <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-lultima-battaglia-diplomatica-di-araghchi-fermare-lassalto-statunitense.html" type="post" id="501648">Ministro degli Esteri iraniano<strong> Abbas Araghchi</strong></a><strong> </strong>risponde definendo la minaccia della Casa Bianca un &#8220;precedente incendiario&#8221;. Solo poche settimane fa il cessate il fuoco lasciava presagire che parte di questi fondi potessero in prospettiva tornare nelle disponibilità di Teheran. </p>



<p>Le stime di tali risorse, peraltro, variano notevolmente.<a href="https://financialpost.com/pmn/business-pmn/us-to-use-irans-frozen-funds-to-pay-for-ship-damage-trump-says"> Il Financial Post dichiara che solo una minima parte, 2 miliardi di dollari</a>, si troverebbe tecnicamente sul suolo statunitense, anche se di fatto una quota maggiore potrebbe passare tramite altre giurisdizioni e &#8220;una parte ben più consistente si trova in giurisdizioni di altri Paesi e non può essere trasferita a causa delle sanzioni statunitensi: le stime variano da 24 a oltre 100 miliardi di dollari&#8221;. Quest&#8217;ultima <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/4/15/what-are-irans-100bn-in-frozen-assets-and-where-are-they-held">cifra è stata presa come plausibile da <strong>Al Jazeera</strong></a><strong> in un report di aprile</strong> in cui si sottolineava che tale somma, pari a un quarto del Pil nazionale, aiuterebbe la ripresa di un&#8217;economia in crisi. Passare dal congelamento, che tecnicamente può essere sostanzialmente invertito nel momento in cui una sanzione viene rimossa, al sequestro significherebbe passare un solco nel rapporto con un Paese avversario e minare la certezza delle regole del diritto economico internazionale, come peraltro si è molto spesso discusso in Europa <a href="https://it.insideover.com/economia/la-linea-dura-del-belgio-sugli-asset-russi-congelati.html" type="post" id="496436">quando il processo in essere si dibatteva sugli asset russi congelati per l&#8217;invasione dell&#8217;Ucraina.</a></p>



<p>Araghchi ha detto molte cose mentre si recava al Summit dell&#8217;Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai in Kirghizistan: ha attaccato la minaccia di Trump e definito potenzialmente ostile ogni Paese che offre sostegno agli Usa nella rinnovata campagna di bombardamenti. Ma parimenti, il fatto stesso che si sia imbarcato in una missione diplomatica a conflitto nuovamente rinfocolato mostra quanto esista la volontà di non chiudere porte e ponti alla diplomazia. </p>



<p>A Cholpon-Ata, sede del summit dell&#8217;organizzazione euroasiatica, Araghchi si è incontrato con l&#8217;omologo russo <strong>Sergej Lavrov, fresco di vertice col Segretario di Stato Usa Marco Rubio.</strong> Un dialogo in tempo di guerra fondamentale per capire i margini di risoluzione del conflitto e la possibile interoperabilità, per ora remota, tra scenari di conclusione della guerra in Ucraina e manovre volte a porre termine al duello nel Golfo, fronte ove Lavrorv,<a href="https://www.aa.com.tr/en/us-israel-iran-war/russian-iranian-foreign-ministers-discuss-rising-tensions-in-gulf-region/4008107">riporta Anadolu, chiede </a>un &#8220;accordo duraturo&#8221;. E non è detto che tale accordo potrebbe sbloccare anche l&#8217;impasse ucraina se liberasse energie politiche agli Usa. Tra contraddizioni e difficoltà, dunque, il mosaico della nuova fase della guerra Usa-Iran e della diplomazia circostante prende forma come un disegno di difficile decifrazione. Per un segnale politico in una direzione dunque, uno strappo nell&#8217;altra: la conflittualità attuale è a livelli inferiori di quella di febbraio-aprile ma la finestra di una vera pace resta lontana. I toni incendiari non aiutano e va capito in che misura il pendolo girerà verso l&#8217;escalation completa e in che dimensione, invece, la diplomazia internazionale offrirà una rete. Alla Casa Bianca l&#8217;ultima parola su una decisione profondamente influente per l&#8217;intero ordine globale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-duellano-sugli-asset-di-teheran-e-intanto-araghchi-vede-lavrov.html">Usa-Iran duellano sugli asset di Teheran. E intanto Araghchi vede Lavrov</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Accordi col Golfo e niente pedaggi, la confusa strategia Usa su Hormuz</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/accordi-col-golfo-e-niente-pedaggi-la-confusa-strategia-usa-su-hormuz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 04:50:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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<p>Nel mirino della Casa Bianca c'è sempre la Cina, ma la realtà per il momento è una sola: gli Usa non controllano Hormuz. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/accordi-col-golfo-e-niente-pedaggi-la-confusa-strategia-usa-su-hormuz.html">Accordi col Golfo e niente pedaggi, la confusa strategia Usa su Hormuz</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Lo scacco strategico da un lato, le opportunità future dall&#8217;altro: l&#8217;America resta una <strong>grande potenza anche perché ogni contesto ove è impegnata</strong> non necessariamente è avulso dagli altri, e nel quadro delle conseguenze della <strong>Terza guerra del Golfo</strong> va sottolineato che Washington intende utilizzare la risposta alla fragilità del cessate il fuoco con l&#8217;Iran, sempre più sfidato da raid e contro-raid, per testare la capacità americana di amplificare le sue posizioni nella partita a scacchi col rivale cinese. La grande competizione Washington-Pechino si esplicita su molti fronti e ha diversi laboratori d&#8217;attuazione.</p>



<p>Il tema energetico e del Golfo sono strettamente collegati e la notizia che Donald Trump avrebbe voluto imporre un <strong>pedaggio del 20% del valore complessivo delle merci trasportate da tutte le imbarcazioni in uscita dallo Stretto di Hormuz</strong> nuovamente bloccato per poi <strong>cercare accordi coi Paesi del Golfo</strong> manda un messaggio alle economie asiatiche, e alla rivale per eccellenza in particolare. Un quarto del traffico mondiale di greggio e un quinto del commercio globale di gas naturale liquefatto esce quotidianamente da Hormuz,<a href="https://www.iea.org/about/oil-security-and-emergency-response/strait-of-hormuz"> e l&#8217;Agenzia Internazionale dell&#8217;Energia ricorda che rispettivamente l&#8217;80% e il 90%</a> di questi valori si dirigono a Oriente. <a href="https://it.insideover.com/energia/energia-e-molto-altro-dopo-la-guerra-usa-alliran-lasse-cina-golfo-e-piu-forte-che-mai.html#google_vignette">Come ha ricordato <strong>Martina Besana su queste colonne, poi, la Cina</strong></a> ha rafforzato i suoi rapporti col Golfo stringendo rinnovate partnership commerciali e dunque amplificato la sua attenzione per il Medio Oriente. </p>



<p>Accordi e partnership sono il quadro di riferimento delle relazioni cinesi con gli Stati del Golfo ma non è che Washington sia mai stata da meno in questi ultimi tempi. Non è ben chiaro come gli Stati Uniti possano sostituire la sfida del <strong>pedaggio di Hormuz con degli accordi commerciali, che sono su tutt&#8217;altro piano</strong>. Del resto, è dall&#8217;inizio del secondo mandato di Trump che le petromonarchie del Golfo corteggiano gli Usa promettendo un El Dorado di spese nel territorio americano in cambio del prosieguo della relazione bilaterale. Il sito della Casa Bianca ci ricorda che dal gennaio 2025 a oggi hanno già annunciato investimenti negli Usa: gli Emirati Arabi Uniti per 1.400 miliardi di dollari, il Qatar per 1.200, l&#8217;Arabia Saudita, più sobriamente, per 600. Tutti questi Paesi, poi, hanno <strong>abbracciato la rivoluzione dell&#8217;intelligenza artificiale promettendo di ospitare potenza di calcolo e capacità americane</strong> e delle aziende approfittando della disponibilità di energia a basso costo. </p>



<p>Ora Trump dice che il 20% di pedaggio a Hormuz non sarà implementato perché i Paesi del Golfo cercheranno accordi commerciali con gli Usa in via alternativa: ma si tratterà di investire ulteriori soldi o di cercare di concretizzare quanto emerso negli annunci del 2025 e di inizio 2026? E saranno gli Stati della regione disposti ad affidarsi al dialogo diretto con gli Usa con la stessa volontà di ieri dopo che la guerra all&#8217;Iran ha mostrato la fragilità delle garanzie di sicurezza americane? La Bbc legge il fatto come il tentativo di Trump di provare a porre fine alla guerra con mosse che possano lasciare agli <a href="https://www.bbc.com/news/articles/crele3r8j19o">Usa in mano un risultato tale da non essere qualificabile come sconfitta completa.</a> e contenere la crescente presenza cinese negli affari della Penisola Arabica e del Golfo è sicuramente un obiettivo strategico in tal senso. <strong>Ma la vaghezza degli annunci si scontra con una realtà ineludibile: l&#8217;America non controlla Hormuz</strong> e i suoi traffici, <a href="https://it.insideover.com/guerra/hormuz-in-fiamme-il-mondo-alla-canna-del-gas.html">e il fatto che l&#8217;Iran abbia ricordato ciò colpendo petroliere emiratine</a> mostra quanto gli Stati del Golfo dovranno prima chiedersi il valore della garanzia americana e solo poi capire come proseguire i rapporti commerciali. <em>Primum vivere</em>: se la guerra si rinfocolerà, saranno gli affari dell&#8217;intera regione a tornare a essere messi in discussione. Ad oggi gli accordi e i negoziati per implementarli esistono solo negli annunci della Casa Bianca. Come molte altre cose quando si tratta dei discorsi sul futuro del teatro mediorientale.</p>
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		<title>Turchia, Arabia Saudita, Pakistan: la diplomazia all&#8217;ombra dei funerali di Ali Khamenei</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/turchia-arabia-saudita-pakistan-la-diplomazia-allombra-dei-funerali-di-ali-khamenei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jul 2026 12:19:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Turchia, Arabia Saudita, Pakistan: la diplomazia all'ombra dei funerali di Khamenei. Usa e Israele pressano.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260704112828137_0224123bb2219f3d59134a9ab660cd4b-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I funerali di <strong>Ali Khamenei,</strong> celebrati a oltre quattro mesi dalla sua morte nei raid inaugurali della <strong>guerra israelo-americana all&#8217;Iran</strong> e dopo il completamento dell&#8217;armistizio tra Teheran e Washington,<a href="https://it.insideover.com/politica/coi-maxi-funerali-liran-commemora-khamenei-e-archivia-la-repubblica-islamica-di-ieri.html" type="post" id="522156"> rappresentano non solo una <strong>grande occasione simbolica, politica e sociale</strong></a> ma anche, come accade in queste circostanze, una possibilità per <strong>passaggi diplomatici significativi</strong> e che l&#8217;ordinarietà dei passaggi politici non permetterebbe. Lo abbiamo visto, in un contesto vicino a noi<a href="https://it.insideover.com/politica/trump-zelensky-atto-secondo-alla-casa-bianca-il-vertice-decisivo-con-leuropa-spettatrice.html" type="post" id="482118">, con i <strong>funerali di Papa Francesco</strong> nell&#8217;aprile 2025 e il dialogo tra <strong>Donald Trump e Volodymyr Zelensky</strong></a> sotto la volta della Cappella Sistina che rimarrà negli annali come foto-simbolo di quel momento. E lo stiamo cogliendo all&#8217;inizio delle lunghe esequie della Guida Suprema e figura-simbolo della Repubblica Islamica di cui è stato capo politico e religioso. In questo caso, la <strong>diplomazia è a più livelli, tra prospettive di dialogo e minacce</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I funerali di Khamenei tra minacce e diplomazia</h2>



<p>C&#8217;è, da un lato, il tentativo di <strong>Israele e Stati Uniti</strong> di non veder trasformato il periodo dei funerali in un&#8217;occasione di successo politico per il regime dei Pasdaran e dei loro alleati contro ogni minaccia di isolamento internazionale. <strong>Mojtaba Khamenei, figlio e successore della Guida Suprema</strong>, ferito negli attacchi dell&#8217;inizio della Terza guerra del Golfo, <a href="https://www.nbcnews.com/world/iran/powerful-iranian-general-seen-public-preparation-supreme-leaders-vast-rcna352842">salterà ogni evento pubblico per ragioni di sicurezza</a> dopo che da Tel Aviv il ministro della Difesa <strong>Israel Katz</strong> ha ricordato che il nuovo vertice del potere iraniano era &#8220;<a href="https://www.iranintl.com/en/202607014706">condannato a morte&#8221;</a>, come a paventare l&#8217;ipotesi di un terzo tempo della guerra dopo gli scontri di giugno 2025 e febbraio-aprile 2026 nel prossimo futuro.</p>



<p>L&#8217;agenzia iraniana semi-ufficiale Tasnim, invece, ha rivelato che a Teheran sarebbero stati captati diversi tentativi della diplomazia statunitense per dissuadere molti leader stranieri dal partecipare alle esequie di Khamenei e che addirittura il Segretario di Stato <strong>Marco Rubio, annoverabile tra i filo-israeliani convinti e tra i falchi anti-iraniani, d</strong>opo non aver partecipato in prima persona ai negoziati per l&#8217;armistizio avrebbe comunicato alle ambasciate Usa nel mondo di far riferimento ai governi locali per ricordare che ogni partecipazione alle esequie di Khamenei sarebbe indicato come un segno negativo verso Washington. &#8220;Gli ambasciatori statunitensi nei paesi africani hanno anche esplicitamente minacciato che, se avessero partecipato ai funerali del leader martire, gli aiuti allo sviluppo statunitensi a questi paesi sarebbero potuti essere interrotti&#8221;, <strong><a href="https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/07/03/3632664/source-discloses-us-campaign-to-dissuade-countries-from-attending-tribute-ceremony-for-martyred-leader">ha aggiunto Tasnim.</a></strong> </p>



<h2 class="wp-block-heading">La diplomazia in bilico e l&#8217;Iran che non è isolato</h2>



<p>Non c&#8217;è conferma ufficiale da fonti terzi di questa ricostruzione da parte iraniana<strong> e, d&#8217;altro canto, si può anche inserire a compensazione</strong> il fatto che a causa della sovrapposizione temporale tra i funerali di Khamenei e le <strong>celebrazioni del 4 luglio per i 250 anni degli Stati Uniti</strong> ci sia stato un reciproco rispetto tra Washington e Teheran nei confronti delle rispettive grandi occasioni che ha portato a rimandare ogni trattativa dopo il cessate il fuoco. E del resto si potrebbe anche sottolineare che <strong>dentro gli apparati americani l&#8217;approccio da tenere verso l&#8217;Iran</strong> resta dibattuto, mentre nel frattempo dalla Repubblica Islamica arrivano importanti messaggi circa le capacità diplomatiche di Teheran. </p>



<p>Il 3 luglio <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/7/3/irans-khamenei-funeral-which-world-leaders-are-attending">oltre <strong>100 delegazioni ufficiali hanno sfilato alla Grande Moschea di Teheran</strong> per rendere omaggio alla Guida Suprema</a> e alcune di esse hanno permesso di leggere un mutato quadro diplomatico. <strong>La Russia ha presentato una delegazione guidata da Dmitri Mevedev,</strong> che prima ancora che come vicepresidente del Consiglio di Sicurezza Nazionale ha portato le credenziali di ex capo di Stato e di governo, mentre la Cina ha schierato il vicepresidente del parlamento He Wei. Figure di peso per ribadire l&#8217;importanza dell&#8217;Iran nell&#8217;architettura di sicurezza delle due nazioni dei Brics. Al contempo, il triangolo costituito da <strong>Pakistan, Arabia Saudita e Turchia</strong> ha sfruttato l&#8217;occasione per mandare un messaggio politico distensivo verso la Repubblica Islamica. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Turchia, Pakistan, Arabia Saudita: tre delegazioni di peso</h2>



<p><strong>Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan</strong> ha inviato il suo<a href="https://www.aa.com.tr/en/turkiye/turkish-vice-president-attends-state-ceremony-for-late-iranian-supreme-leader-khamenei-in-tehran/3985485"> vice Cevdet Yilmaz</a>, per il Pakistan sono arrivati i due grandi mediatori della tregua, il primo ministro Shehbaz Sharif e il capo delle forze armate Asim Munir, come a chiudere il cerchio per quanto concerne la fine della guerra. A sorpresa è arrivato a Teheran anche il viceministro degli Esteri saudita Waleed El Khereiji. Una presenza politica importante che vuole <strong>puntellare la diplomazia regionale contro ogni tentazione bellicista o di ripresa della guerra. </strong>La Turchia ha fatto di tutto per evitare la guerra scoppiata il 28 febbraio, l&#8217;Arabia Saudita, pur colpita dalla rappresaglia iraniana, ha tenuto il sangue freddo nel non far precipitare la situazione ampliando la sua risposta ai raid di Teheran, il Pakistan si è adoperato per farla finire. </p>



<p>Questa tripletta mostra come <strong>la volontà di dialogare con l&#8217;Iran</strong> e di aprire ponti di pace sia fondamentale per Ankara, Riad, Islamabad. Tre capitali che sono anche rappresentative di governi alleati e amici degli Usa a cui mandano un messaggio sulla nuova architettura securitaria della regione, che sembra tendere in direzione ben diversa da quella immaginata, invece, da Israele o dalla tentazione di un&#8217;espansione degli Accordi di Abramo in funzione antiraniana. La percezione è che di Teheran non si potrà fare a meno per definire l&#8217;ordine regionale di domani. E i funerali della Guida Suprema sono l&#8217;occasione per ribadire questa presa d&#8217;atto.</p>



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		<title>Coi maxi-funerali l&#8217;Iran commemora Khamenei e archivia la Repubblica Islamica di ieri</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/coi-maxi-funerali-liran-commemora-khamenei-e-archivia-la-repubblica-islamica-di-ieri.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 22:57:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1236" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-1024x659.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-1536x989.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/OVERCOME_20260703172922685_461f32d1718cedc4e95cd30bf4408456-600x386.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Repubblica Islamica di ieri non esisterà più e in un certo senso i funerali dell'ayatollah Khamenei sono anche i suoi.</p>
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<p>I funerali pubblici di Stato della Guida Suprema iraniana <strong>Ali Khamenei,</strong> ucciso il 28 febbraio all&#8217;inizio della Terza guerra del Golfo e dell&#8217;offensiva israelo-americana contro il Paese di cui era la figura apicale politica e teologica, saranno dal 4 al 9 luglio un viaggio umano e simbolico nella storia dell&#8217;Islam sciita e in quella recente e convulsa della Repubblica Islamica. Sei giorni di corteo su due Paesi, <strong>Iran e Iraq</strong>, dalla capitale Teheran alle città sante dell&#8217;Islam sciita tra i due Stati limitrofi, tra Mashad, Qom, Najaf e Karbala, luogo del martirio di Husayn, secondo figlio di Ali e nipote di Maometto che nella battaglia nella città perse la vita nel 680, aprendo la strada a quasi un millennio e mezzo di peculiare e autonoma teologia sciita.</p>



<p>Per gli sciiti il martirio e il sacrificio sono <strong>centrali sul piano storico e teologico,</strong> e per i più ferventi sostenitori della Guida Suprema defunta, a partire dal figlio e successore <strong>Mojtaba, quello di Khamenei è stato un martirio a tutti gli effetti,</strong> all&#8217;apice della battaglia contro i mortali nemici del Paese di cui è stato presidente dal 1980 al 1988 e Guida Suprema dal 1989 alla morte, incarnandone dunque l&#8217;intera storia dopo la cacciata dello Shah nel 1979. <strong>I funerali, che lungo il percorso del feretro si prevede attrarranno decine di milioni di pellegrini</strong> e saranno con ogni probabilità i più partecipati della storia umana, saranno un viaggio tra molti fusi orari storici, tra religione e politica, tra passato, presente e futuro. </p>



<p><strong>Dalla Grande Moschea di Teheran,</strong> dove sono sfilati per le esequie ufficiali dignitari di vari Paesi, leader religiosi iraniani di ogni confessione e molti cittadini per rendere omaggio alla camera ardente del Rahbar assassinato e dei suoi famigliari morti nel raid, partirà dunque un messaggio importante che parlerà dell&#8217;Iran al mondo e all&#8217;Iran di sé stesso. <strong>E sarà, probabilmente, la fine di una storia.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il cambiamento inevitabile</h2>



<p>Il 4 luglio, mentre a Washington Donald Trump celebrerà i 250 anni della nazione americana, l&#8217;Iran potrà avviare le esequie di Khamenei forte del risultato conseguito blindando il <strong>cessate il fuoco nel Golfo</strong> e potendo rivendicare la sopravvivenza all&#8217;assalto israelo-americano. La guerra non è stata facile e Teheran ha subito durissimi danni, ma strategicamente la vittoria è arrisa più alla Repubblica Islamica che agli alleati che la affrontavano. Il regime resta in piedi, lo Stretto di Hormuz è ora gestito dai Pasdaran, l&#8217;Iran può trattare per il suo futuro. Ma proprio per questo la cesura della guerra e della morte di Khameni rappresentano una chiamata per un <strong>cambiamento strutturale</strong> che in un certo senso si sta già manifestando.</p>



<p>L&#8217;Iran che prima della guerra aveva subito proteste di piazza, rivolte, tensioni e pressioni strategiche regionali era chiamato a cambiare e lo dicevamo in tempi non sospetti. Nell&#8217;ultimo discorso tenuto durante <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-in-iran-non-sara-rivoluzione.html" type="post" id="371470">le proteste di gennaio, <strong>il sovente pragmatico Khamenei sembrava parlare a un Paese che non esisteva più,</strong></a> chiedendo inflessibilità e ordine. Con la sua morte il Paese è divenuto una <strong>poliarchia</strong>. Lo ha confermato alle prime celebrazioni pubbliche la presenza &nbsp;congiunta del capo negoziatore della tregua con gli Usa e presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, del ministro degli Esteri Abbas Araghchi e del presidente Masoud Pezeshkian come <strong>esponenti di un medesimo organigramma di potere a più vette. </strong></p>



<p><strong>I <em>triumviri rei publicae (Islamicae) constituendae</em>,</strong> potremmo definirli richiamandoci all&#8217;esperienza dell&#8217;Antica Roma, figure che occupano zolle di potere decisive tra gestione dell&#8217;ordinaria attività esecutiva (il presidente), rapporti globali e presenza come volto pubblico del sistema (Araghchi) e cinghia di trasmissione, nel caso di Ghalibaf, tra un sistema riformista e gli apparati profondi del potere temprati dalla guerra, centrati sul corpo dei <strong>Guardiani della Rivoluzione</strong>, che hanno <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html" type="post" id="515872">materialmente assorbito la maggior quota dei danni subiti e inflitto un&#8217;analoga percentuale di quelli dispensati da febbraio ad aprile.</a></p>



<p><strong>Tutto questo si consolida spostando nel Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale</strong>, la Camelot al cui consesso tutti appaiono eguali e il regime si mostra in tutte le sue componenti, il sistema dirimente e decisivo. Come a dire che in futuro nessun attacco a sorpresa potrà decapitare l&#8217;Iran, perché il potere è distribuito, e come a indicare che Mojtaba Khamenei sarà ora più un garante che un <em>dominus</em> come il padre. <strong>Lo abbiamo detto da tempo: la Repubblica Islamica di ieri non esisterà più</strong> e in un certo senso i funerali di Khamenei sono anche i suoi. Resta un regime che <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-la-guerra-ha-ricompattato-il-regime-ora-la-sfida-di-una-nuova-repubblica-islamica.html" type="post" id="520612">ha avuto dalla guerra un&#8217;inaspettata sponda per durare e ora si sente più forte</a> e ora dovrà rispondere alle istanze di progresso economico, mobilità sociale e sicurezza della popolazione per legittimarsi. <strong>La guerra, per gli Usa e Israele, doveva essere l&#8217;inizio della fine della Repubblica Islamica</strong>. Ne rappresenterà, nei fatti, la fine dell&#8217;inizio. Alla leadership di Teheran capire se il secondo tempo sarà di stabilità o caos.</p>
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		<title>L&#8217;ombra di Israele dietro i cyberattacchi alle banche iraniane</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lombra-di-israele-dietro-i-cyberattacchi-alle-banche-iraniane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 13:08:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="460" height="316" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dark webb" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime.jpg 460w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime-300x206.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px" /></p>
<p>Un tempismo perfetto: nelle settimane calde di giugno in cui Iran e Usa cercavano un accordo per trasformare il cessate il fuoco nella Terza guerra del Golfo in un armistizio i principali istituti di Teheran sono stati colpiti da un&#8217;ondata di pesanti cyberattacchi. Colpi pesanti, che il 13-14 giugno ha portato al blocco di quattro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/lombra-di-israele-dietro-i-cyberattacchi-alle-banche-iraniane.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="460" height="316" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Dark webb" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime.jpg 460w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/cybercrime-300x206.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 460px) 100vw, 460px" /></p>
<p>Un tempismo perfetto: nelle settimane calde di giugno in cui Iran e Usa cercavano un accordo per trasformare il cessate il fuoco nella Terza guerra del Golfo in un armistizio i principali istituti di Teheran sono stati colpiti da un&#8217;ondata di pesanti cyberattacchi. Colpi pesanti, che il 13-14 giugno ha portato al blocco di quattro banche: Melli Bank, Tejarat Bank, Saderat Bank e Export Development Bank of Iran. Tutte, tranne l&#8217;ultima, sono state colpite di nuovo il 23 giugno. E molti ben informati sospettano una manina israeliana per quanto successo.</p>



<p>Innanzitutto, i fatti. Si parla di quanto è successo nei giorni in cui la Repubblica Islamica, firmando da Teheran per mano del presidente Masoud Pezeshkian la &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-pace-di-versailles-firmato-il-memorandum-usa-iran-ora-parte-la-sfida-della-pace-duratura.html" type="post" id="520740">pace di Versailles</a></strong>&#8221; siglata dal capo di Stato Usa Donald Trump, otteneva l&#8217;apertura della strada a un ridimensionamento delle sanzioni, ivi comprese quelle stritolanti su un <strong>sistema finanziario tagliato fuori da otto anni dalle reti convenzionali e dall&#8217;accesso al dollaro.</strong></p>



<p>Se l&#8217;Iran avrà accesso alla piena disponibilità dei fondi congelati negli anni scorsi dagli Usa e a cui potrà tornare ad attingere e se, in prospettiva, il sistema di Teheran sarà reintegrato nelle reti internazionali, <strong>per la Repubblica Islamica si tratterà di una grande vittoria</strong> in risposta alla morsa sanzionatoria imposta dagli Usa e rafforzata dagli alleati dalla rivoluzione di Ruhollah Khomeini del 1979. Morsa che si è stretta dalla prima era Trump, durante la quale nel 2018 l&#8217;Iran fu <strong>travolto da soffocanti ondate di prescrizioni sull&#8217;accesso ai mercati internazionali,</strong> sulla valuta, sulla possibilità di commerciare con l&#8217;estero che ha portato i corpi-guida del regime di Teheran, a partire dai Pasdaran, a cercare <a href="https://it.insideover.com/economia/liran-gioca-le-sue-carte-contro-le-sanzioni-americane.html" type="post" id="205415">vie alternative, quali le criptovalute, e </a>partnership parallele, dal duo Russia-Cina ai Brics, per sfruttare i percorsi di pagamento disponibili internazionalmente.</p>



<p>Chiaramente un Iran rientrante in possesso di risorse strategiche potrà competere economicamente e, soprattutto, militarmente con maggior forza. Potrà spendere per riarmarsi, commerciare, acquisire tecnologie critiche. Le sue banche potranno muoversi con dinamismo sfruttando l&#8217;ampiezza della popolazione e l&#8217;alta alfabetizzazione informatica degli iraniani. Da qui un sospetto: <strong>Israele stava cercando di &#8220;sabotare&#8221; la riapertura all&#8217;Iran in campo bancario</strong> attaccando preventivamente gli istituti con manovre coperte e cyber? Il britanncio Telegraph, <a href="https://www.telegraph.co.uk/world-news/2026/06/23/israel-behind-cyber-attack-on-iranian-banks/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha proposto la chiave di lettura </a>di Ronen Solomon, ex consulente dell&#8217;intelligence della difesa israeliana, che ha individuato nelle operazioni in corso una possibile manovra del gruppo Predatory Sparrow, da molte fonti ritenuto il braccio armato cyber del governo di Tel Aviv. In Iran, riporta Amwaj, &#8220;il <a href="https://www.picussecurity.com/resource/blog/predatory-sparrow-inside-the-cyber-warfare-targeting-irans-critical-infrastructure" target="_blank" rel="noreferrer noopener">gruppo </a><a href="https://amwaj.media/en/media-monitor/iran-s-government-organisations-hit-by-multiple-cyberattacks" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha colpito</a> per la prima volta  la rete ferroviaria iraniana nel luglio 2021, per poi mettere fuori uso gran parte della rete di distributori di benzina del paese in due occasioni: nell&#8217;ottobre <a href="https://amwaj.media/en/media-monitor/iran-s-gas-stations-came-under-a-cyber-attack-by-a-foreign-country" target="_blank" rel="noreferrer noopener">2021</a> e nuovamente nel <a href="https://amwaj.media/en/media-monitor/is-israel-behind-cyber-attack-on-iranian-gas-stations" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dicembre 2023</a>&#8220;. Non si tratterebbe, dunque, della prima missione nel gigante centroasiatico di questa unità di fatto.</p>



<p>La cosa non stupirebbe. Innanzitutto, se l&#8217;Iran era stato messo nel mirino di un attacco cyber la fine della guerra offriva la sponda migliore: il termine del blackout internet durato di fatto dalle proteste di gennaio ha lasciato riemergere un sistema fragile, privo di dovuti aggiornamenti securitari, vulnerabile ed esposto a intrusioni malevole. Probabilmente, chi ha colpito le banche ne aveva parassitato i server da tempo e aspettava solo il momento buono per colpire. Secondo punto, è una chiave di lettura coerente con quanto successo dopo la guerra dei dodici giorni di giugno 2025, quando Tel Aviv<a href="https://it.insideover.com/guerra/attacchi-cyber-sabotaggi-alle-raffinerie-caccia-agli-scienziati-la-guerra-israele-iran-non-si-ferma.html"> cessò le ostilità dirette verso Teheran ma riprese con una pesante guerra ombra e d&#8217;intelligence.</a> Infine, Israele è spaventata della <strong>capacità iraniana di raggiungere nuove capacità di operazione sul fronte missilistico,</strong> vero terrore per Tel Aviv, e di finanziare milizie alleate come Hezbollah se raggiungerà nuove disponibilità di risorse. C&#8217;è anche una guerra economica all&#8217;ombra del caos del Golfo. E ha a che fare con una rivalità infinita che neanche la pace apparente riesce a calmare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lombra-di-israele-dietro-i-cyberattacchi-alle-banche-iraniane.html">L&#8217;ombra di Israele dietro i cyberattacchi alle banche iraniane</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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