Le grandi ambizioni dei piccoli Emirati: la strategia del caos per diventare potenza regionale
Gli ultimi sei mesi hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione geopolitica per gli Emirati Arabi Uniti.
Gli ultimi sei mesi hanno rappresentato una vera e propria rivoluzione geopolitica per gli Emirati Arabi Uniti.
La crisi è pericolosa perché nessun attore principale (Stati Uniti, Israele, monarchie del Golfo e Iran) può arretrare senza perdere
Il negoziato c’è e non c’è, la tregua scaduta da due settimane e resa permanente continua mentre nonostante gli stress test (ieri attaccata dagli Usa una petroliera iraniana nel Golfo d’Oman) lo stato di non-guerra tra Usa e Iran perdura...
Il blocco dello Stretto di Hormuz da parte degli Stati Uniti? Costa 500 milioni di dollari in mancati ricavi per l’export di petrolio da parte dell’Iran. Parola di Marco Rubio, Segretario di Stato Usa che ieri ha parlato commentando le...
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi domani si recherà a Pechino. Inutile specificare il tema della visita, che segue di pochi giorni il suo tour in Russia per incontrare Putin. L’Iran si rapporta con i suoi alleati per resistere...
Pechino osserva ciò che accade a Teheran con attenzione particolare. Non per solidarietà ideologica automatica, ma per interesse strategico.
E gli esperti avvertono che il prezzo potrebbe salire ancora finché non sarà risolta la situazione nello Stretto di Hormuz.
L’Asia, colpita dalla chiusura di Hormuz, diversifica le forniture energetiche (Russia, Nord Africa, Usa , Australia).
La presenza contemporanea di tre portaerei in Medio Oriente è un messaggio militare e politico di prima grandezza.
Usa-Iran, il negoziato che c’è e non c’è. Non c’è, perché non è stata ancora definita una nuova edizione dei colloqui di Islamabad mediati dal Pakistan tra Washington e Teheran per concludere la Terza guerra del Golfo. Ma di fatto...
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