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	<title>Telecom Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 23 Mar 2026 11:43:15 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Telecom Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Poste-Telecom, le prove tecniche del nuovo capitalismo di Stato italiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/poste-telecom-le-prove-tecniche-del-nuovo-capitalismo-di-stato-italiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Mar 2026 11:43:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<category><![CDATA[Poste Italiane]]></category>
		<category><![CDATA[Telecom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Telecom" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L&#8217;offerta pubblica di acquisto e scambio con cui Poste Italiane intende acquisire Telecom Italia per 10,8 miliardi di euro rappresenta una prova tecnica del nuovo presidio pubblico dell&#8217;economia e dei settori strategici da parte dello Stato italiano e la risposta sostanziale a quel dubbio operativo emerso con la cessione delle dorsali di rete dell&#8217;ex monopolista &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/poste-telecom-le-prove-tecniche-del-nuovo-capitalismo-di-stato-italiano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/poste-telecom-le-prove-tecniche-del-nuovo-capitalismo-di-stato-italiano.html">Poste-Telecom, le prove tecniche del nuovo capitalismo di Stato italiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Telecom" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>L&#8217;offerta pubblica di acquisto e scambio con cui <strong>Poste Italiane intende acquisire Telecom Italia</strong> per 10,8 miliardi di euro rappresenta una prova tecnica del nuovo <strong>presidio pubblico dell&#8217;economia e dei settori strategici</strong> da parte dello Stato italiano e la risposta sostanziale a quel dubbio operativo emerso con la <strong>cessione delle dorsali di rete</strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-rete-tim-passa-a-kkr-interessi-usa-garantiti-per-litalia-la-sfida-di-rivoluzionare-le-comunicazioni.html"><strong> dell&#8217;ex monopolista telefonico</strong> al consorzio NewCo guidato dal fondo americano Kkr.</a> </p>



<p>L&#8217;obiettivo è realizzare un&#8217;integrazione di sistema orientata su <strong>logistica, servizi e dati </strong>in un perimetro gestibile dallo Stato, che controlla le Poste tramite il Tesoro e <strong>Cassa Depositi e Prestiti.</strong> Poste a fine 2025, lo ricordiamo, ha liquidato definitivamente i francesi di Vivendi subentrandovi completamente e completando un percorso che ha <a href="https://it.insideover.com/economia/con-poste-torna-lo-stato-e-perde-la-francia-lultimo-capitolo-della-saga-telecom.html">portato il gruppo guidato da Matteo Del Fante al <strong>27,32% dell&#8217;azienda di Via Negri</strong></a>, per la quale oggi si prevede, in caso di successo dell&#8217;operazione con l&#8217;adesione dei due terzi degli azionisti di Telecom, il definitivo ritiro dalla Borsa di Milano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Poste e il governo, prove tecniche di capitalismo di Stato</h2>



<p><strong>Il governo di Giorgia Meloni si inserisce, con l&#8217;operazione concordata da primo azionista</strong>, seppur in forma indiretta, di Poste in un trend chiaro, orientato a inserire il presidio pubblico in un contesto di <strong>economie di scala per lo sviluppo di soluzione tecnologiche e digitali</strong> che potrebbero avere tramite la modernizzazione di due aziende storiche un grande sviluppo. </p>



<p>Poste prevede dal piano strategico 2024-2028 di diventare una <strong>piattaforma finanziaria, tecnologica e logistica</strong> capace di unire gestione del risparmio, soluzioni di pagamento, distribuzione. A febbraio ha comunicato un <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/poste-2025-record-ricavi-131-miliardi-utile-netto-10percento-AIUfUkdB">Ebitda record, in crescita del 10%, a 3,2 miliardi di euro</a>, per il 2025. <strong>L&#8217;azienda è ben oltre gli uffici postali</strong> e nel comunicato ufficiale con cui annuncia l&#8217;Opas scrive di voler partecipare allo sviluppo di un &#8220;polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell’economia nazionale&#8221;, <strong>entrando dunque nello spirito del tempo del nuovo capitalismo politico</strong> che dagli Usa alla Francia ha visto più volte l&#8217;operatività spinta dei decisori politici in economia. </p>



<p><a href="https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/poste-vuole-tutta-tim-una-scossa-per-litalia-ecco-perche/">Del resto, nota <em>AgendaDigitale.eu</em>, &#8220;</a>Tim è primo azionista e motore operativo del <strong><a href="https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/polo-strategico-nazionale-perche-e-il-cuore-della-sovranita-cloud-italiana/">Polo Strategico Nazionale</a></strong>, la più avanzata iniziativa europea di cloud sovrano, sviluppata insieme a Leonardo, CDP e Sogei, e gestisce la più grande rete di <a href="https://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/datacenter-in-italia-un-boom-che-fa-ben-sperare-quali-opportunita/">data center in Italia</a> con <strong>17 strutture</strong> di cui <strong>8 di ultima generazione</strong> certificate ai massimi livelli internazionali&#8221;, in un contesto in cui &#8220;la sua infrastruttura garantisce il controllo diretto delle <strong>chiavi crittografiche</strong> e delle infrastrutture di calcolo, in conformità con le normative <strong><a href="https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/obblighi-di-cyber-sicurezza-come-adeguarsi-alla-direttiva-nis2/">NIS2</a> e <a href="https://www.agendadigitale.eu/sicurezza/regolamento-dora-cosa-cambia-dal-2025-per-il-settore-finanziario/">DORA</a></strong>&#8220;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La strategia di Labriola con Poste azionista</h2>



<p><strong>Il Ceo di Telecom, Pietro Labriola</strong>,<a href="https://open.spotify.com/episode/6Y4h7dHQlDMR026LzHNpvn?si=WQdRR9iSTjeNkIQhwkE8-w"> ha spesso parlato di <strong>sovranità digitale</strong></a> e anche dopo la vendita della rete a Kkr ha fatto della <strong>gestione dei dati e della scalabilità</strong> una sfida. <strong>L&#8217;ex monopolista ha venduto le reti per liberarsi del fardello debitorio</strong> e per la difficoltà insite a generare, autonomamente, margini operativi dal business tradizionale, facendo del <strong>business di ultima frontiera la nuova missione di Tim</strong>. I capitali di Poste e lo Stato, che in caso di successo del deal controllerà oltre ilò 50% di Telecom aiuteranno a concretizzare tale obiettivo? Questo il calcolo del gruppo di Viale Europa a Roma, quartier generale delle Poste.</p>



<p>In Via Negri a Milano fanno strategia. <a href="https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/poste-vuole-tutta-tim-una-scossa-per-litalia-ecco-perche/">Intervenendo pochi giorni fa al convegno “Verso la sovranità digitale europea” a Bruxelles</a> Labriola ha sottolineato che per le compagnie di telecomunicazioni europee la sfida oggi è la difficoltà a produrre utili e che &#8220;siamo all’alba o al tramonto di un colonialismo digitale&#8221;, in un contesto in cui &#8220;la catena è lineare e non aggirabile: fibra e 5G abilitano il cloud, il cloud abilita l’AI, e nulla di tutto questo si costruisce con operatori che non coprono il costo del capitale&#8221;. Labriola ha <a href="https://euroborsa.it/tim-poste-labriola-sinergie.aspx">rivendicato spesso le <strong>sinergie con Poste, visto come azionista meno intrusivo di Vivendi</strong></a>, e dunque è plausibile che Del Fante e i suoi abbiano anche dato via libera alla recente alleanza con Fastweb+Vodafone per costruire nuovi torri capaci di abilitare il 5G.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La tripartizione di Telecom</h2>



<p>Il <strong>governo Meloni intende giocare attivamente la partita del nuovo capitalismo di Stato</strong> e usare l&#8217;asse Cdp-Poste come polmone finanziario per far correre questa nuova strategia. L&#8217;obiettivo è creare un pivot italiano del digitale, delle tecnologie di gestione dei dati e del cloud integrato su scala nazionale. </p>



<p>La base dati e la trasformazione di Poste come piattaforma prima e il suo ingresso in forze in Telecom, coronato da questa azione, mirano a essere il primo passo. A ciò si aggiungerà la scalata del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze a <a href="https://it.insideover.com/economia/sparkle-perche-lo-stato-punta-i-cavi-sottomarini-di-tim.html"><strong>Sparkle, l&#8217;azienda del gruppo Telecom dedicata alla costruzione dei cavi sottomarini,</strong> </a>che Via XX Settembre comprerà assieme a Retelit, e la presenza del Mef nel consorzio NetCo sulle reti al fianco dell&#8217;azionista di maggioranza Kkr e F2i, che peraltro operano in un settore vigilato dal golden power. </p>



<p><strong>Telecom si tripartisce, dunque, per provare a cercare un&#8217;ottimizzazione delle sue funzioni</strong> in un perimetro presidiato dallo Stato. Quanto ciò abiliterà la sovranità digitale e il business dipenderà dall&#8217;effettiva capacità di integrazione. Il piano delle Poste al 2028 è ambizioso e con Telecom potrà correre, se inserito nella cornice di una vera strategia nazionale.</p>



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</blockquote>
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		<item>
		<title>Con Poste torna lo Stato e perde la Francia: l&#8217;ultimo capitolo della saga Telecom</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/con-poste-torna-lo-stato-e-perde-la-francia-lultimo-capitolo-della-saga-telecom.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2025 13:48:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
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		<category><![CDATA[Tim]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Telecom" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Poste Italiane entra nel capitale Telecom al posto della francese Vivendi. Com'è cambiato l'ex monopolista della rete telefonica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/con-poste-torna-lo-stato-e-perde-la-francia-lultimo-capitolo-della-saga-telecom.html">Con Poste torna lo Stato e perde la Francia: l&#8217;ultimo capitolo della saga Telecom</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Telecom" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/telecom-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La <strong>lunga saga di Telecom Italia</strong> vive un nuovo capitolo con l&#8217;ingresso di <strong>Poste Italiane</strong> nel capitale dell&#8217;ex monopolista della rete telefonica nazionale al posto di <strong>Vivendi</strong>. Come avevamo anticipato nei giorni scorsi discutendo<a href="https://it.insideover.com/economia/2015-2025-le-disavventure-di-vivendi-in-tim-e-il-futuro-della-rete-lanalisi-di-luca-picotti.html"> con l&#8217;avvocato <strong>Luca Picotti, dopo dieci anni di investimento</strong></a> il gruppo fondato dal magnate francese <strong>Vincent Bolloré ha iniziato la graduale ritirata</strong> dal capitale sociale del gruppo di Via Negri, che sarà sostituito pressoché integralmente da Poste. </p>



<p>Già seconda compagnia nel capitale di Tim, con poco meno del 10%, Poste rileverà almeno il 15% di Vivendi e salirà fino al 24,8% delle quote, contribuendo a una <strong>presenza non solo segnaletica</strong> ma pienamente operativa per riportare di fatto nel perimetro dello Stato, a quasi trent&#8217;anni dalla scelta del <strong>primo governo Prodi di privatizzarla (1997)</strong>, una società strategica e intenta a una profonda evoluzione. Che chiavi di lettura si possono dare a questa strategia? Sono almeno tre i livelli di analisi dell&#8217;affare Tim.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le manovre del Tesoro su Tim</h2>



<p>In primo luogo, lo Stato accetta di <strong>riportare nel perimetro</strong> delle sue attività una Tim frammentata. L&#8217;azione di Poste contribuisce a segnare la definitiva tripartizione del gruppo compiuta per decisione dello Stato. Il Governo Meloni, in continuità con quello di Mario Draghi, ha innanzitutto accettato la scelta del Cda di Tim di <strong>vendere la rete primaria e secondaria</strong> scorporata nella compagnia NetCo al fondo americano Kkr tra il 2023 e il 2024, aprendo di fatto alla prospettiva che il colosso newyorkese del private equity diventasse il kingmaker nella partita italiana della fibra e delle reti, vista la sua parallela partecipazione in Fibercop.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/economia/la-rete-tim-passa-a-kkr-interessi-usa-garantiti-per-litalia-la-sfida-di-rivoluzionare-le-comunicazioni.html">Il Tesoro è stato partner dell&#8217;operazione</a> e ha, in seguito, contribuito assieme all&#8217;operatore Retelit (controllato dal fondo spagnolo Asterion) a presentare un offerta per Sparkle, <a href="https://it.insideover.com/economia/sparkle-perche-lo-stato-punta-i-cavi-sottomarini-di-tim.html"><strong>la strategica azienda</strong>&nbsp;</a>del gruppo Telecom operante nel settore dei cavi sottomarini, che per 700 milioni di euro dovrebbe concretizzarne lo scorporo. Ora arriva la terza mossa della mano pubblica: Poste, controllata per due terzi da <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/i-governi-passano-le-casse-restano-in-cdp-le-fondazioni-danno-ancora-le-carte.html">Cassa Depositi e Prestiti,</a> la banca pubblica di proprietà del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze, </strong>diventerà azionista primario in Telecom/Tim. Tre operazioni per una sostanziale divisione dell&#8217;attività: Sparkle potrà godere di vita autonoma, Kkr terrà il controllo dell&#8217;infrastruttura col presidio di sicurezza nazionale del capitale pubblico, Tim resterà una compagnia di servizi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scacco alla Francia</h2>



<p>E qua veniamo al secondo punto: <strong>la somma di manovre incentivata dal Governo Meloni</strong> segna, di fatto, la fine della <strong>strategia francese di conquista</strong> dell&#8217;operatore di rete. E dunque <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-franco-americana-su-telecom-italia.html">lo scacco per Parigi nella grande sfida <strong>franco-americana</strong></a> per la conquista della rete, che Vivendi intendeva scalare dal suo ingresso nel decennio scorso e che negli ultimi mesi era entrata nel mirino di un altro gruppo transalpino, Iliad, in sinergia col fondo britannico Cvc.</p>



<p><a href="https://www.repubblica.it/economia/2025/03/31/news/accordo_poste_vivendi_tim-424095929/"><strong>Giovanni Pons su <em>Repubblica</em></strong> ha sottolineato che il Tesoro </a>guidato da Giancarlo Giorgetti he promosso &#8220;stop a francesi e Cvc e via libera a Poste nel capitale di Tim per realizzare le promettenti sinergie industriali tra i due gruppi. La fusione con Iliad potrà essere ancora d’attualità ma a condizioni ben differenti: scorporando la Tim Consumer e facendo entrare lì i francesi, sotto il controllo degli italiani e non viceversa&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il capitalismo politico in scena</h2>



<p>La terza chiave di interpretazione ha a che fare col mutato <strong>vento culturale nella governance dell&#8217;economia</strong> e rilancia l&#8217;idea della presenza dello Stato e delle bandiere nazionali sugli asset, specie quelli legati a compagnie che gestiscono servizi di pubblica utilità o hanno alle spalle importanti investimenti. Dalla possibile sinergia con <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/musk-allattacco-di-telecom-si-infiamma-il-grande-gioco-per-le-reti-italiane.html">Starlink, la costellazione di Internet</a> via satellite gestita da SpaceX, allo sviluppo del 5G nazionale sono molti i campi su cui Telecom deve prendere decisioni che impatteranno a livello di sistema-Paese e su cui, dunque, il presidio indiretto dell&#8217;autorità pubblica è ritenuto prioritario. </p>



<p><strong>Telecom è stata simbolo della vendita sul mercato di monopoli pubblici</strong> nel pieno della svolta degli Anni Novanta. Ora <strong>mostra il nuovo teatro di competizione</strong> fatto dalla sovrapposizione tra la presenza attiva di fondi e conglomerati multinazionali e una tensione al ritorno dello Stato che si manifesta ora in competizione ora in sovrapposizione con l&#8217;altro processo. Rendendo variabile la geometria di un capitalismo sempre più &#8220;politico&#8221; nella scelta delle sue priorità. L&#8217;era di Prodi e delle privatizzazioni sembra lontana un&#8217;era geologica, non trent&#8217;anni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/con-poste-torna-lo-stato-e-perde-la-francia-lultimo-capitolo-della-saga-telecom.html">Con Poste torna lo Stato e perde la Francia: l&#8217;ultimo capitolo della saga Telecom</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>2015-2025: le disavventure di Vivendi in Tim e il futuro della Rete. L&#8217;analisi di Luca Picotti</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/2015-2025-le-disavventure-di-vivendi-in-tim-e-il-futuro-della-rete-lanalisi-di-luca-picotti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Mar 2025 11:06:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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		<category><![CDATA[KKR]]></category>
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		<category><![CDATA[Vivendi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="842" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg 842w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-600x513.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-768x657.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 842px) 100vw, 842px" /></p>
<p>In dieci anni Vivendi ha controllato la quota di maggioranza relativa di Tim ma l'affare non è stato certamente profittevole.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/2015-2025-le-disavventure-di-vivendi-in-tim-e-il-futuro-della-rete-lanalisi-di-luca-picotti.html">2015-2025: le disavventure di Vivendi in Tim e il futuro della Rete. L&#8217;analisi di Luca Picotti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="842" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg 842w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-600x513.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-768x657.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 842px) 100vw, 842px" /></p>
<p>Nel 2025 non cessa di tener banco la questione industriale di <strong>Telecom Italia (Tim), l&#8217;ex monopolista delle telecomunicazioni</strong> da tempo al centro di rumors di mercato circa i futuri assetti gestionali e operativi. In un&#8217;epoca che, dalla rivoluzione del 5G a quella delle interconnessioni digitali, ha messo le infrastrutture di rete al centro di un grande gioco geopolitico ed economico, Tim è sempre stata oggetto di importanti appetiti e guardata con interesse da importanti attori internazionali.</p>



<p><a href="https://it.insideover.com/economia/la-rete-tim-passa-a-kkr-interessi-usa-garantiti-per-litalia-la-sfida-di-rivoluzionare-le-comunicazioni.html">L&#8217;affare Kkr </a>e la vendita della rete al fondo americano ha segnato l&#8217;ennesimo capitolo di un duello tra <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-franco-americana-su-telecom-italia.html">il capitalismo francese e quello americano </a>per l&#8217;ex monopolista e segnato il tramonto dell&#8217;astro di <strong>Vivendi, il conglomerato francese fondato da Vincent Bolloré, primo azionista </strong>da quando, nel 2015, è entrato nel gruppo di Via Negri. Dieci anni dopo, Vivendi sta iniziando a smobilitare:<a href="https://x.com/classcnbc/status/1904057061777785007?s=48&amp;t=9fIfj3H2oPlRoWcIyY-LkA"> è di questi giorni la notizia della discesa del gruppo dal 23,7% al 18,4%</a> del capitale di Telecom. Preludio a una smobilitazione definitiva? Sicuramente, conferma delle difficoltà incontrate in questi dieci, problematici anni. Di cui tracciamo un profilo con <strong>Luca Picotti, avvocato, cultore della materia di Diritto dei Trasporti e Diritto Commerciale presso l&#8217;Università di Udine</strong>, analista dell&#8217;Osservatorio Golden Power e esperto di questioni inerenti la <strong>sicurezza economica.</strong></p>



<p><strong>Dieci anni di presenza di Vivendi in Tim sembrano avviarsi verso una possibile fine, secondo i rumors degli investitori degli ultimi giorni: che bilancio trarre da questa esperienza?</strong></p>



<p>&#8220;L’avventura di Vivendi in Tim, con la scalata avviata nel 2015 sino a detenere una quota del 23.9%, si è rivelata sin da subito travagliata, sul fronte politico, strategico, economico e giuridico. Per quanto riguarda la dimensione politica, nel 2017 i francesi hanno subito un intervento a sorpresa del Governo italiano, che ha esercitato i poteri speciali del Golden Power imponendo una serie di condizioni incisive all’operazione. Sul fronte strategico, nel 2024 hanno assistito, impotenti o quasi, alla cessione di un asset rilevante come la rete al fondo statunitense KKR. In termini economici, dal 2015 al 2025 il titolo è sceso notevolmente, tanto che se si confronta l’investimento effettuato da Vivendi per arrivare al 23.9% e le cifre che potrebbe ottenere oggi dalla sua vendita, la perdita è consistente (circa 3 miliardi). Infine, sul piano giuridico, Vivendi ha provato, da un lato, ad impugnare il provvedimento del Golden Power del 2017, ma il contenzioso si è concluso in secondo grado al Consiglio di Stato nel 2023 con una sentenza che ha dato ragione al Governo; dall’altro, ha impugnato innanzi al Tribunale di Milano la delibera del consiglio di amministrazione di Tim che ha approvato l’offerta di KKR per la rete, sostenendo che dovesse passare per l’assemblea straordinaria in quanto operazione modificativa dell’oggetto sociale, iniziativa rigettata dal Tribunale per carenza di interesse e legittimazione. Insomma, l&#8217;esemplificativa storia di un investimento travagliato, che ha visto il titolo scendere negli anni, che ha dovuto convivere sul fronte della governance con l’intervento incisivo del Governo del 2017, che ha assistito alla fuoriuscita di un asset rilevante come la Rete e che è stato accompagnato da diversi contenziosi&#8221;.</p>



<p><strong>Come è cambiata Tim da allora a oggi? Quanto l&#8217;esperienza Vivendi ha impattato sull&#8217;apertura del Cda all&#8217;affare KKR lo scorso anno?</strong></p>



<p>&#8220;Oggi Tim, con il perfezionamento della cessione della Rete, ha una nuova anima, più snella ma non per questo meno strategica, sebbene ancora in transizione. Ha anche incassato alcune vittorie importanti: il rigetto dell’impugnazione di Vivendi della delibera del Cda; il rigetto della richiesta di sospensiva del Governo sul rimborso del canone concessorio (1 miliardo); la vittoria in Cassazione contro Postemobile (1.5 milioni); la cessione di Sparkle per 700 milioni; la crescita della controllata Tim Brazil; la riduzione del debito e di alcune grane relative alla Rete (gli investimenti che dovranno essere fatti modernizzarla); il possibile ritorno al dividendo. Il mercato infatti sta apprezzando e se si guarda invece agli inizi difficili, con le dimissioni dell’Ad dopo soli sei mesi, in Fibercop, la società che gestisce la Rete con governance condivisa tra KKR e Mef, le prospettive sembrano promettenti – e infatti Vivendi si è attivato ora per vendere. Va da sé che la transizione è appena iniziata e deve passare inevitabilmente per il grande tema del consolidamento del settore Tlc, che tra alta concorrenza e guerra dei prezzi ha visto i margini erodersi sempre di più e fa fatica a rimanere competitivo&#8221;.</p>



<p><strong>Come si inserisce la questione Tim nell&#8217;evoluzione della dottrina politica e degli scenari sul rapporto tra sistema-Italia e affari riguardanti operatori strategici?</strong></p>



<p>&#8220;È una domanda complessa che ci dovrebbe portare a discutere sulle privatizzazioni degli anni Novanta, perché lo snodo cruciale è quello. Infatti, la privatizzazione di Telecom è stata, assieme a quella di Autostrade o Alitalia, un caso di scuola di cessione fallimentare, proprio in letteratura. Un susseguirsi di operazioni a debito e passaggi di controllo, nella cornice di un progressivo declino esemplificativo non solo della assenza di strategia con cui si è arrivati alla privatizzazione – finalizzata sostanzialmente a fare cassa per ridurre il debito del Paese – ma anche dell’inadeguatezza dell’imprenditoria privata italiana, che non è stata in grado di valorizzare la società con una politica aziendale di lungo termine. Tim si è trovata così in una fase delicata per gli operatori Tlc con un debito altissimo e una Rete perlopiù vetusta. In questo senso, la cessione dell’infrastruttura, se può apparire discutibile, va anche inserita in questo contesto. Uso le parole di un mio recente articolo per evidenziare quanto la storia di Tim sia esemplificativa del sistema-Italia: il dossier Telecom è uno spaccato in cui si intrecciano capitalismo italiano, diritto, politica, rivalità italo-francese e contraddizioni in seno all’Unione europea, investitori statunitensi, normative protettive sempre più centrali come il Golden Power, l’eredità della stagione delle privatizzazioni. Un caso da manuale&#8221;.</p>



<p><strong>Cosa insegna l&#8217;esperienza Vivendi-Tim dell&#8217;approccio francese al sistema italiano?</strong></p>



<p>&#8220;Non a caso ho menzionato la rivalità italo-francese, evidente in ogni operazione societaria, dalle classiche scalate, come quella di Vivendi su Tim, a innovative joint-venture, come si sta già registrando nel dossier Generali-Natixis. Nel mezzo, entrano in gioco tutti gli strumenti a disposizione, a partire dal Golden Power. L’intervento del Governo nel 2017 ha rappresentato un primo colpo durissimo, a mio parere, nell’esperienza dei francesi di Vivendi in Italia: un esercizio dei poteri speciali ex post, unilaterale e a sorpresa, in un’operazione infra-Ue, con alcune forzature di carattere giuridico. Insomma, come mi è capitato di sottolineare, un approccio ben diverso da quello del 2024, in cui il Governo è intervenuto sì con il Golden Power nella cessione della rete agli americani, ma in modo collaborativo, coordinato e senza problemi di sorta&#8221;.</p>



<p><strong>Insomma, possiamo parlare di una maledizione Italia per i francesi o solo di una maledizione Telecom in generale?</strong></p>



<p>&#8220;Non saprei, ma la storia travagliata di cui abbiamo parlato ha condotto Vivendi già dal 2022 a rinunciare al suo ruolo di socio di maggioranza attivo, tanto che, ironia della sorte, il board su cui si è astenuto è quello che poi ha promosso la strategia della cessione della Rete ai più fortunati, si fa per dire, americani. Quasi inevitabile l’epilogo del dis-investimento cominciato qualche giorno fa. La domanda è se politicamente integrazioni italo-francesi in un settore che necessita di unire le forze siano possibili, dato il precedente fallimentare. Penso se lo stiano chiedendo i cugini di Iliad, alla porta tra gli investitori, sotto l’occhio vigile dello Stato Panottico, che ha sempre pronto il coltello del golden power dalla parte del manico&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/2015-2025-le-disavventure-di-vivendi-in-tim-e-il-futuro-della-rete-lanalisi-di-luca-picotti.html">2015-2025: le disavventure di Vivendi in Tim e il futuro della Rete. L&#8217;analisi di Luca Picotti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Le grandi manovre attorno a Telecom e le nuove mire francesi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-grandi-manovre-attorno-a-telecom-e-le-nuove-mire-francesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Feb 2025 16:29:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[5G]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<category><![CDATA[Iliad]]></category>
		<category><![CDATA[KKR]]></category>
		<category><![CDATA[Telecom]]></category>
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		<category><![CDATA[Vivendi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="842" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg 842w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-600x513.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-768x657.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 842px) 100vw, 842px" /></p>
<p>Telecom Italia è, nuovamente, al bivio per il suo futuro. Nei giorni scorsi due scenari hanno condizionato l&#8217;evoluzione dell&#8217;ex monopolista delle telecomunicazioni. Da un lato, il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ha formalizzato l&#8217;acquisto in sinergia con l&#8217;operatore di rete italiano Retelit di Sparkle, la strategica azienda del gruppo Telecom operante nel settore dei cavi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-grandi-manovre-attorno-a-telecom-e-le-nuove-mire-francesi.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-grandi-manovre-attorno-a-telecom-e-le-nuove-mire-francesi.html">Le grandi manovre attorno a Telecom e le nuove mire francesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="842" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1.jpg 842w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-600x513.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-300x257.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/telecom-italia-131022184032-842x720-1-768x657.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 842px) 100vw, 842px" /></p>
<p><strong>Telecom Italia</strong> è, nuovamente,<a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-franco-americana-su-telecom-italia.html"> al bivio per il suo futuro</a>. Nei giorni scorsi due scenari hanno condizionato l&#8217;evoluzione dell&#8217;ex monopolista delle telecomunicazioni. Da un lato, il Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze ha formalizzato l&#8217;acquisto in sinergia con l&#8217;operatore di rete italiano Retelit di <a href="https://it.insideover.com/economia/sparkle-perche-lo-stato-punta-i-cavi-sottomarini-di-tim.html"><strong>Sparkle, la strategica azienda</strong> </a>del gruppo Telecom operante nel settore dei cavi sottomarini. Dopo l&#8217;introduzione della figura del preposto alla sicurezza nazionale in NetCo, la compagnia che raggruppa <a href="https://it.insideover.com/economia/la-rete-tim-passa-a-kkr-interessi-usa-garantiti-per-litalia-la-sfida-di-rivoluzionare-le-comunicazioni.html">la rete primaria e secondaria ceduta al fondo americano Kkr</a>, lo Stato italiano delinea un <strong>perimetro chiaro di ciò che ritiene asset critico</strong> per la tutela dell&#8217;interesse pubblico: <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/la-francia-si-riprende-i-cavi-sottomarini-e-litalia-e-in-scia.html">il controllo sul costruttore di cav</a>i e la possibilità di aver voce in capitolo sul tema della gestione della rete <em>core</em> delle comunicazioni.</p>



<p>A queste dinamiche si è aggiunta, dall&#8217;altro lato, l&#8217;apertura del dossier sulla possibile modifica dell&#8217;assetto proprietario di Tim. Innanzitutto, si è prospettata l&#8217;ipotesi della <strong>fusione per consolidamento tra Tim e la francese </strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/perche-il-5g-non-e-pericoloso-tutto-quello-che-ce-da-sapere.html"><strong>Iliad</strong>, </a>che già alcuni mesi fa aveva adocchiato l&#8217;affare, non procedendo però a causa del <strong>dubbio sulla possibile applicazione del golden power</strong> e dello stop all&#8217;affare da parte del governo Meloni. </p>



<p>L&#8217;acquisizione di Vodafone Italia da parte della svizzera Swisscom, che ha ricevuto il semaforo verde da Palazzo Chigi, ha <strong>spinto Xavier Niel, Ceo di Iliad</strong>, a tentare la sortita in sinergia col fondo di <strong>private equity britannico Cvc Capital Partners</strong>. Ma secondo quanto<a href="https://www.reuters.com/markets/deals/italy-puts-hold-cvc-iliad-plans-telecom-italia-sources-say-2025-02-14/"> riportato da <em>Reuters</em>, da Roma sarebbe pronto, in questo caso, a scattare il pulsante di stop</a>. C&#8217;è sicuramente da valutare l&#8217;eventuale ricaduta competitiva di una fusione che avrebbe portata maggiore di quella approvata nei mesi scorsi: Telecom Italia controlla asset dall&#8217;Italia al Brasile, si sta liberando di un debito-monstre per tornare alla competitività e mantiene un <strong>ricco portafoglio clienti</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida di Iliad su Telecom</h2>



<p>&#8220;<strong>L’integrazione creerebbe un operatore di dimensioni tali da alterare gli equilibri competitivi esistenti, ponendo sfide significative alle autorità antitrust nazionali ed europee</strong>, che dovrebbero valutare attentamente l’impatto sulla dinamica concorrenziale del mercato&#8221; dei servizi di telefonia e di rete, <a href="https://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/tim-iliad-o-poste-la-partita-che-ridisegnera-il-mercato-tlc-italiano/">nota <em>AgendaDigitale.eu</em>,</a> aggiungendo che opportunità e rischi vanno soppesati: da un lato, &#8220;il <strong>consolidamento del mercato derivante da questa fusione potrebbe paradossalmente stimolare una nuova fase di innovazione tecnologica</strong>, grazie alla maggiore capacità di investimento della nuova entità&#8221;, mentre dall&#8217;altro &#8220;la riduzione del numero di operatori potrebbe anche portare a un graduale aumento dei prezzi per i consumatori&#8221;. </p>



<p>Telecom e Iliad, fondendosi, potrebbero far <strong>correre il 5G italiano</strong> su nuovi investimenti e nuove prospettive di crescita. L&#8217;alternativa che il Cda di Tim presieduto dal Ceo <strong>Pietro Labriola</strong> sta valutando è quello di una sinergia con Poste Mobile, che subentrerebbe sostituendosi a Cassa Depositi e Prestiti (azionista di Poste e Tim, in quest&#8217;ultima col 9,8% delle quote) nel capitale e sommando la sua ridotta quota nel mercato italiano (6%) a una maggiore disponibilità di risorse fresche per Tim.</p>



<p> Qualora il governo confermasse di aver messo l&#8217;opzione di acquisto francese in stand-by, è difficile che solo la presenza di un&#8217;offerta alternativa, peraltro di minor cabotaggio, mediata da un&#8217;azionista attuale del gruppo di Via Negri e potenzialmente veicolabile dentro la nuova struttura proprietaria del gruppo, <a href="https://www.marketscreener.com/quote/stock/TELECOM-ITALIA-S-P-A-102978/news/Rome-puts-on-hold-Cvc-and-Iliad-s-plans-on-Tim-sources-49066575/">possa <strong>giustificare il freno di Palazzo Chigi</strong></a>. Si possono pensare scenari alternativi. </p>



<p>Il primo punta nella direzione del <strong>riflesso condizionato del &#8220;nazionalismo economico&#8221;</strong> secondo cui, nonostante la messa in sicurezza degli asset chiave, l&#8217;ennesima <strong>scalata francese</strong> a un&#8217;azienda-simbolo dell&#8217;industria di Stato di un tempo, già molto chiacchierata in passato quando a scalarla fu un&#8217;altra compagnia transalpina come Vivendi, proietterebbe un&#8217;immagine di vulnerabilità dell&#8217;Italia. Una manovra paragonabile a quella con cui Joe Biden e Donald Trump negli Usa hanno chiuso le porte in faccia a Nippon Steel per l&#8217;acquisto del gruppo siderurgico <a href="https://it.insideover.com/economia/biden-al-bivio-sullacciaio-o-scontenta-il-giappone-o-delude-i-sindacati-che-voteranno-harris.html">Us Steel. </a>Ma anche questa lettura, da sola, non convince del tutto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Meloni non vuole una rivalità Niel-Musk in Italia?</h2>



<p>Si potrebbe aggiungere a questa chiave di lettura, e al dossier Poste che resta sul tavolo, un <strong>rilancio del grande gioco franco-americano su Telecom</strong>, grande costante delle scalate a Via Negri del passato. Innanzitutto, <strong>qualora Iliad e Niel rilevassero Telecom</strong> in Italia entrerebbe a gamba tesa un attore attivissimo nel presentarsi non solo come manager di punta delle tlc ma anche come<a href="https://www.fanpage.it/innovazione/tecnologia/chi-e-xavier-niel-il-miliardario-francese-anti-musk/"> <strong>rivale europeo del più divisivo e strategico magnate</strong> dell&#8217;era presente, <strong>Elon Musk</strong>,</a> la cui<a href="https://it.insideover.com/difesa/starlink-e-non-solo-la-difesa-italiana-studia-le-comunicazioni-spaziali.html"> Starlink </a>è in trattativa da tempo col governo italiano. Non sfugge ai ben informati che già mesi fa Musk sparò a alzo zero tramite la compagnia SpaceX per presunti freni di<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/musk-allattacco-di-telecom-si-infiamma-il-grande-gioco-per-le-reti-italiane.html"> Telecom all&#8217;ingresso dell&#8217;Internet via satellite della sua azienda nel Belpaese.</a> </p>



<p><strong>In un contesto di questo tipo, l&#8217;Italia</strong> si rischierebbe di trovare come schiacciata tra l&#8217;incudine e il martello, questa volta sulla scia della competizione strategica tra l&#8217;imprenditoria e la finanza di Parigi e degli States per dominare le tlc italiche, già espressa nella storia recente di Telecom dalla rivalità tra Elliot e Vivendi e dalla lunga, e infruttuosa, battaglia del gruppo di Vincent Bolloré per <strong>evitare la vendita della rete a Kkr</strong>. Siamo all&#8217;ennesimo capitolo di questa sfida? Possibile, anche se oramai Tim è meno strategica rispetto al passato. Il gruppo di Via Negri resta però un simbolo. E i simboli hanno il loro valore, in economia: quel che è certo è che nulla è ancora deciso e Tim resta oggetto del desiderio (o bersaglio) di molti attori e, in fin dei conti, anche se ammaccata <strong>dimostra di invecchiare bene nell&#8217;era dell&#8217;Ia e della corsa alla frontiera tecnologica.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-grandi-manovre-attorno-a-telecom-e-le-nuove-mire-francesi.html">Le grandi manovre attorno a Telecom e le nuove mire francesi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Musk all&#8217;attacco di Telecom</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/musk-allattacco-di-telecom-si-infiamma-il-grande-gioco-per-le-reti-italiane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Apr 2024 11:10:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Starlink]]></category>
		<category><![CDATA[Telecom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408154003155_041368badb42bbb7de7bc32b29751502.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;Europa sfida Elon Musk: parte una nuova guerra tecnologica?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408154003155_041368badb42bbb7de7bc32b29751502.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408154003155_041368badb42bbb7de7bc32b29751502-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408154003155_041368badb42bbb7de7bc32b29751502-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408154003155_041368badb42bbb7de7bc32b29751502-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408154003155_041368badb42bbb7de7bc32b29751502-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nelle scorse giornate ha fatto discutere la querelle tra Starlink, la società di Elon Musk che offre servizi di connessione internet via satellite con il sistema omonimo, e Telecom Italia, attaccata in forma diretta dal conglomerato del magnate americano di origini sudafricana. Il motivo? Starlink, controllata da Musk tramite SpaceX ha presentato una querela contro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/musk-allattacco-di-telecom-si-infiamma-il-grande-gioco-per-le-reti-italiane.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408154003155_041368badb42bbb7de7bc32b29751502.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="L&#039;Europa sfida Elon Musk: parte una nuova guerra tecnologica?" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408154003155_041368badb42bbb7de7bc32b29751502.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408154003155_041368badb42bbb7de7bc32b29751502-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408154003155_041368badb42bbb7de7bc32b29751502-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408154003155_041368badb42bbb7de7bc32b29751502-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/OVERCOME_20240408154003155_041368badb42bbb7de7bc32b29751502-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Nelle scorse giornate ha fatto discutere la querelle tra <strong>Starlink</strong>, la società di <strong>Elon Musk</strong> che offre servizi di connessione internet via satellite con il sistema omonimo, e <strong>Telecom Italia</strong>, attaccata in forma diretta dal conglomerato del magnate americano di origini sudafricana. Il motivo? Starlink, controllata da Musk tramite SpaceX ha presentato una querela contro Telecom perché ostacolerebbe lo sdoganamento dei servizi internet veloci nella Penisola.</p>



<p>&#8220;Dalla società guidata da Elon Musk, sostengono che Telecom Italia non abbia rispettato per mesi le norme che le imponevano di condividere i dati dello spettro per evitare interferenze di frequenza con le sue apparecchiature&#8221;, nota <em>Il Sole 24 Ore,</em> aggiungendo che secondo il gruppo di imprese di Musk &#8220;la mancanza di accesso ai dati sta rallentando fortemente l’installazione di nuove apparecchiature di proprietà di Starlink&#8221;.</p>



<p>Al di là del caso giudiziario, su cui non si hanno elementi per giudicare ampiamente la questione, è interessante sottolineare la <strong>querelle politica</strong> che sottende alla sfida tra Musk e Telecom. Ovvero un rilancio dell&#8217;attenzione per le infrastrutture di telecomunicazione italiane nel pieno del <strong>braccio di ferro per la conclusione del deal Telecom-Kkr</strong> per la vendita della rete primaria e secondaria della telco italiana e del grande gioco su <strong>Sparkle</strong>, il &#8220;gioiello della corona&#8221; dell&#8217;ex monopolista di rete. L&#8217;azienda che gestisce l&#8217;impero dei cavi sottomarini costruito nei decenni a partire dall&#8217;ex Stet, oggi titolare di oltre mezzo milione di chilometri di cavi in fibra ottica nel mondo, non sarà per ora venduta da Telecom, il cui Ceo <strong>Pietro Labriola</strong> ha di recente rifiutato assieme al Cda l&#8217;offerta del <strong>fondo spagnolo Asterion e del Ministero dell&#8217;Economia e delle Finanze</strong> per il 100% di Sparkle.</p>



<p>Il prossimo <strong>23 aprile</strong> l&#8217;assemblea dei soci di Telecom si riunirà dunque in un quadro di grande incertezza <a href="https://www.gruppotim.it/it/archivio-stampa/corporate/2024/CS-liste-rinnovo-CDA.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">per rinnovare le cariche del gruppo.</a> Il gruppo di Via Negri a Milano si trova in mezzo, ad oggi, a <strong>tre partite che riguardano da vicino</strong> la sfida per l&#8217;egemonia sulle reti di telecomunicazioni italiane. Innanzitutto, <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-franco-americana-su-telecom-italia.html">il derby franco-americano</a> sulla vendita della rete, su cui il primo azionista Vivendi da tempo storce il naso; in secondo luogo, la <strong>sfida su Sparkle</strong> con l&#8217;interesse predominante di Asterion e il Mef che intende replicare l&#8217;operazione di spalleggiamento fatta sul deal NetCo. Infine, la partita aperta da Musk e Starlink con un <strong>tempismo che colpisce vista la vicinanza del rinnovo delle cariche</strong>. Labriola ha dato via libera alla vendita degli asset di rete tradizionali a NetCo ma non ha alcuna intenzione di <strong>trasformare Telecom in un guscio vuoto</strong>. E anche sulla sua linea di bilanciamento tra gli azionisti italiani, francesi e anglosassoni sparsi nel lungo elenco dei soci Telecom si giocherà la sua riconferma. Tutto questo mentre un altro tema caldo va tenuto sotto osservazione: il legame tra gli affari delle reti e il nodo della supervisione del decisore pubblico. </p>



<p>Il fatto che per negare i ponti radio a Starlink <a href="https://www.businesspeople.it/business/media/fibra-vs-satelliti-la-contesa-tra-tim-e-starlink/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avrebbe addotto <strong>ragioni di sicurezza</strong></a> apre un grande tema. Quello, cioè, <strong>della priorità delle scelte d&#8217;interesse nazionale</strong> riguardanti asset strategici come le reti di telecomunicazioni. Che, in un&#8217;epoca sempre più competitive, spettano al governo di un Paese, chiamato a tirare le file tra scelte complesse. <strong>Musk ha sicuramente ben colto la finestra d&#8217;opportunità</strong> che il mercato spaziale e tecnologico italiano offrono alle sue aziende. E si è inserito a capofitto nel gran gioco delle reti ben sapendo che a dirimere il dubbio posto da Telecom potrà essere solo l&#8217;esecutivo di Giorgia Meloni, <strong>che tramite il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso</strong> ha lanciato un tavolo di mediazione tra Telecom e Starlink esteso al garante delle comunicazioni (Agcom). </p>



<p>La destra italiana che ama Elon Musk quasi quanto ama i discorsi sulla sovranità nazionale è chiamata a una partita decisiva per gli assetti delle reti: spingerà Telecom alla <strong>convergenza forzata con Starlink</strong>, aprendo dunque a una nuova espansione americana nel business di una società di cui, comunque, l&#8217;Italia vuole mantener il controllo e di cui vuole blindare l&#8217;asset più chiave per le reti, ovvero quella Sparkle che costruendo i cavi in fibra ottica dà vita al vero contendente all&#8217;Internet via satellite? Oppure prescriverà a Starlink una condotta orientata a <strong>garanzie funzionali per l&#8217;attore pubblico</strong> nel guardare come i flussi dati sono gestiti da un attore esterno, dunque di fatto aprendo a un caso di applicazione del <strong>golden power</strong> su un attore di un Paese amico come gli Usa? Oppure ancora prenderà tempo mentre mercato e sfide geopolitiche si sommano nel plasmare la corsa agli asset strategici dell&#8217;Italia? </p>



<p>Il dilemma è netto e si inserisce nel quadro di un sistema che vede la Penisola centrale nella corsa alle telecomunicazioni di domani. Gli Usa, con Kkr, lo hanno dimostrato sulla telefonia. Sparkle gestisce la costruzione e manutenzione degli strategici cavi sottomarini cruciali per i flussi d&#8217;informazioni securitarie, economiche e strategiche nel mondo moderno; Starlink vuole l&#8217;Italia come ponte per l&#8217;Europa meridionale e il Mediterraneo. Servirebbe una <strong>vera agenda governativa</strong> per capire come Roma possa giocare a suo favore questo fermento. L&#8217;alternativa è essere soggetto, prima che oggetto, di queste dinamiche. E rispondere a ruota a mosse pensate da giocatori esterni.</p>
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		<title>La sfida franco-americana su Telecom Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-sfida-franco-americana-su-telecom-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Mar 2024 16:58:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[KKR]]></category>
		<category><![CDATA[Telecom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="801" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/tim.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/tim.jpeg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/tim-600x401.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/tim-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/tim-1024x684.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/tim-768x513.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il prossimo cda di Telecom aprirà a un &#8220;contrattacco&#8221; francese sul gruppo di Via Negri dopo l&#8217;offensiva finanziaria Usa sulla rete? Tra le possibili conseguenze della questione inerente le vendite allo scoperto sulla telco nazionale ritorna la vecchia, annosa questione del duello franco-americano che plasma lo Stato profondo, le partecipate, le questioni economiche internazionali riguardanti &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-franco-americana-su-telecom-italia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="801" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/tim.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/tim.jpeg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/tim-600x401.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/tim-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/tim-1024x684.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/tim-768x513.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il prossimo cda di Telecom aprirà a un &#8220;contrattacco&#8221; francese sul gruppo di Via Negri dopo<a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-kkr-il-gigante-nascosto-della-finanza-usa.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> l&#8217;offensiva finanziaria Usa sulla rete?</a> <strong>Tra le possibili conseguenze della questione inerente le vendite allo scoperto sulla telco nazionale</strong> ritorna la vecchia, annosa questione del duello franco-americano che plasma lo <strong>Stato profondo, le partecipate, le questioni economiche internazionali</strong> riguardanti il nostro Paese. La scalata americana del fondo Kkr alla rete <em>core </em>di Telecom consumatasi tra fine 2023 e inizio 2024 da un lato, la battaglia di <strong>Vivendi, primo azionista del gruppo di tlc,</strong> per difendere le posizioni e gli investimenti realizzati, dall&#8217;altro. A cavallo di tutto ciò, l&#8217;elemento imprevedibile del crollo in borsa della prima decade di marzo. Una complessa partita geoeconomica nel mezzo: quella per la primazia sull&#8217;Italia.</p>



<p>Il governo italiano, guidato da <strong>Giorgia Meloni, </strong>ha approvato ad agosto un’operazione che prevede il passaggio di proprietà della rete di Tim. Questa operazione ha formalizzato un’alleanza tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano e il gigante americano Kkr, che diventerà il principale azionista di NetCo. Quest’ultima è la società a cui Telecom trasferirà la sua rete primaria e secondaria, e potenzialmente i cavi sottomarini di Sparkle. Questa mossa è accompagnata dalla presenza di un attore nazionale che avrà un ruolo di sicurezza e deterrà una quota di NetCo.</p>



<p>Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, o alternativamente la Cassa Depositi e Prestiti, garantiranno l’applicazione del “golden power” sulla rete e avranno un ruolo decisionale nelle scelte strategiche. Questa decisione ha sia un impatto economico-industriale che geoeconomico.</p>



<p>L’obiettivo è<strong> rafforzare le relazioni transatlantiche tra Italia e Stati Uniti</strong>. In risposta alla Tim, guidata dai francesi con Vivendi come principale azionista, si prevede una struttura duale. Da un lato, la trattativa prevede che Telecom Italia rimarrà una società autonoma con il suo attuale azionariato, ma trasferirà la sua componente più preziosa a Kkr. Questo fondo di private equity americano gestisce oltre 400 miliardi di dollari di asset e partecipazioni in tutto il mondo, e ha vinto in cda di Tim una battaglia con Vivendi. In quest&#8217;ottica si inseriscono le strategie che possono emergere dopo che una serie di <strong>vendite allo scoperto ha contribuito a bruciare un quinto del valore di Telecom in Borsa</strong> nella prima decade di marzo. Una manovra che per il suo sdoganamento ha colpito in particolare l&#8217;ad Pietro Labriola e <a href="https://www.agenzianova.com/news/tim-quali-sono-i-motivi-del-crollo-in-borsa-politica-e-finanza-sinterrogano-sullormai-prossima-assemblea/">il resto del management che ha approvato la cessione della rete a Kkr</a>.</p>



<p><strong>&#8220;Il sospetto che inizia a farsi strada</strong>, anche in ambienti governativi, è che qualcuno stia quindi cercando di minare la credibilità dell’Ad, rendendo inviso al mercato il piano presentato da Labriola, così da rovesciare l’attuale assetto di vertice e bloccare il piano di cessione della rete fissa e di Sparkle&#8221;, nota <em>Agenzia Nova</em>. Sta di fatto che, &#8220;a parte Cdp, che controlla il 9,81 per cento del gruppo, il 44,20 per cento circa di Tim è nelle mani di azionisti istituzionali che, in recenti partite finanziarie simili, sono sempre schierati in massa in favore del Cda uscente&#8221;, oggi di fatto sfiduciato da Vivendi. </p>



<p>Non ci sono prove per dimostrare quanto riportato dall&#8217;agenzia sulla scia delle evoluzioni del capitale della telco nazionale, e del resto Vivendi non ha, dati finanziari dell&#8217;azionariato alla mano, avuto un ruolo nelle vendite allo scoperto di quote Telecom. Ciononostante, nel contesto di indebolimento della posizione del management fautore della cessione di NetCo a Kkr Vivendi potrebbe, a fine aprile, <strong>aprire un fronte nella gestione della prossima assemblea</strong> per cercare di promuovere un cda vicino al gruppo di Parigi. Cogliendo al balzo la palla della sostanziale riduzione di Telecom a compagnia di servizi. Del resto, che un&#8217;opzione di ridimensionamento del capitale di Tim potesse essere la molla capace di far scattare strategie funzionali ai gruppi francesi era emerso anche dal rincorrersi incontrollato di voci su un presunto interesse di <strong>Iliad alla telco italiana</strong> nei giorni in cui l&#8217;azione di Tim si avvicinava agli 0,2 euro ad azione.</p>



<p>C&#8217;è una <strong>partita sottobanco che si prepara</strong>: Kkr ha l&#8217;intenzione di ufficializzare il closing NetCo entro l&#8217;estate. Il cda di Tim, in quest&#8217;ottica, potrebbe essere uno spartiacque. Un management diverso di Tim potrà ribaltare l&#8217;esito dell&#8217;accordo siglato? <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/tim-l-hedge-qube-research-technologies-amplia-scoperto-064percento-AFu33G4C">Ad aprile, scrive <em>Il Sole 24 Ore,</em></a> &#8220;il voto di Vivendi, che detiene il 23,75% del capitale, potrebbe risultare determinante per la composizione del prossimo cda. Il primo azionista francese ha ribadito più volte che il piano preparato<strong> dall’ad Pietro Labriola, centrato sulla vendita della rete</strong> non gode del suo sostegno. Di conseguenza Vivendi potrebbe votare una lista differente da quella presentata dal cda uscente che candida Alberta Figari alla presidenza e Labriola come ad&#8221;. Se il management fosse ribaltato, la <strong>pista francese potrebbe segnare un punto verso gli americani</strong> riaprendo una partita che negli States ritengono già chiusa per consolidare il controllo di Kkr sulla <strong>strategica infrastruttura di rete italiana</strong>.</p>



<p>Un controllo a cui Meloni ha dato <strong>semaforo verde</strong> perché, <strong><a href="https://www.true-news.it/politics/geopolitics/tim-la-rete-americana-targata-kkr-e-la-scelta-di-campo-del-governo-meloni">come si spiegava su <em>True-News</em>, Meloni </a></strong>ha premiato Kkr &#8220;mostrando di preferire una rete in mano americana a un’equivalente situazione di&nbsp;<strong>controllo francese&nbsp;</strong>sulla società-guida dell’infrastruttura. E questo dice molto anche delle schermaglie tra Usa e Europa su temi come la sovranità digitale e tecnologica e gli approcci alle grandi potenze non occidentali&#8221;. In vista della partita nella partita, quella per i cavi sottomarini: &#8220;il tema dei&nbsp;<a href="https://www.true-news.it/economy/prysmian-e-telecom-sparkle-due-colossi-italiani-nella-guerra-sottomarina-usa-cina" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cavi sottomarini</a>&nbsp;ha agitato apertamente il discorso economico-strategico italiano come perno di nuovi equilibri e rotte geopolitiche. Controllare i cavi sottomarini significa blindare la protezione dei flussi dati più importanti e strategici. E per gli Usa è questione vitale di sicurezza nazionale che la dorsale mediterranea che punta all’Oceano Indiano, al Medio Oriente e all’Africa passando dallo snodo della&nbsp;<strong>Sicilia (Sicily Hub) possa essere gestito da attori amici</strong>&#8220;. Bene i francesi, partner euroatlantici, ancora meglio gli americani stessi, specie se la proiezione americana aiuterà a <strong>vincolare agli States anche la proiezione tecnologica e digitale</strong> dell&#8217;Europa di domani.</p>



<p>Tra finanza, industria e grandi strategie si plasma, attorno all&#8217;Italia, la <strong>grande rivalità franco-americana</strong> per la primazia nell&#8217;influenza nel sistema-Paese italiano. Alla presenza di &#8220;partiti&#8221; trasversali di politici, manager, imprenditori, funzionari e intellettuali vicini a Parigi e Washington si aggiunge una competizione strategica che a Roma da tempo è più viva che mai. Per la Francia un&#8217;Italia integrata nel sistema di influenza transalpino è la garanzia per un&#8217;autonomia strategica guidata da Parigi. Per Washington blindare l&#8217;asse con l&#8217;Italia significa <strong>mantenere un piede a terra nel Paese-chiave d&#8217;Europa</strong>. Non certamente eterodirette dalle rispettive leadership nazionali, grandi imprese finanziarie come Kkr e Vivendi ne capiscono e interiorizzano le logiche. E si muovono (anche) nella direzione che le rotte dei rispettivi interessi nazionali dettano. L&#8217;Italia è <strong>strategicamente rilevante</strong> oggi più che mai. E Telecom è una delle &#8220;madri di tutte le partite&#8221;: finanza, infrastrutture, tecnologia e innovazione si coniugano nella corsa alla telco nazionale. Impossibile per gli attori legati a Parigi e Washington rinunciare a giocare questa partita.</p>
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		<title>Vaccini, 5G, golden power, spazio: tutte le sfide di Giancarlo Giorgetti</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/vaccini-5g-golden-power-spazio-tutte-le-sfide-di-giancarlo-giorgetti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Mar 2021 16:28:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Cassa Depositi E Prestiti (CDP)]]></category>
		<category><![CDATA[Industria]]></category>
		<category><![CDATA[Recovery Fund]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia 5G]]></category>
		<category><![CDATA[Telecom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/giorgetti-recoveruy-fund-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="giorgetti recovery fund" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/giorgetti-recoveruy-fund-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/giorgetti-recoveruy-fund-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/giorgetti-recoveruy-fund-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/giorgetti-recoveruy-fund-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/giorgetti-recoveruy-fund-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/giorgetti-recoveruy-fund-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Giancarlo Giorgetti sta passando da una partita all&#8217;altra al ministero dello Sviluppo Economico, che con la nascita del governo Draghi è tornato ad essere uno dei più importanti nell&#8217;elaborazione strategica dell&#8217;azione dell&#8217;esecutivo. L&#8217;unico politico con le mani sul Recovery Giorgetti, che ha lavorato molto per portare la Lega di Matteo Salvini all&#8217;interno dell&#8217;esecutivo e da tempo dialogava direttamente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/vaccini-5g-golden-power-spazio-tutte-le-sfide-di-giancarlo-giorgetti.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/vaccini-5g-golden-power-spazio-tutte-le-sfide-di-giancarlo-giorgetti.html">Vaccini, 5G, golden power, spazio: tutte le sfide di Giancarlo Giorgetti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/giorgetti-recoveruy-fund-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="giorgetti recovery fund" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/giorgetti-recoveruy-fund-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/giorgetti-recoveruy-fund-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/giorgetti-recoveruy-fund-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/giorgetti-recoveruy-fund-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/giorgetti-recoveruy-fund-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/giorgetti-recoveruy-fund-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Giancarlo Giorgetti </strong>sta passando da una partita all&#8217;altra al <strong>ministero dello Sviluppo Economico, </strong>che con la nascita del governo Draghi è tornato ad essere uno dei più importanti nell&#8217;elaborazione strategica dell&#8217;azione dell&#8217;esecutivo.</p>
<h2>L&#8217;unico politico con le mani sul Recovery</h2>
<p>Giorgetti, che ha lavorato molto per portare la <strong>Lega</strong> di Matteo Salvini all&#8217;interno dell&#8217;esecutivo e da tempo dialogava direttamente con l&#8217;attuale premier ed ex governatore della Bce, si trova di fatto nella situazione di essere il ministro strettamente politico maggiormente coinvolto nella decisione dei programmi più importanti nell&#8217;esecutivo. <strong>Draghi </strong>ha &#8220;blindato&#8221; la scrittura del nuovo <strong>Recovery Fund </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/cingolani-giovannini-colao-e-bianchi-i-tecnici-blindano-il-recovery.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">attorno ai ministri</a> Daniele Franco (Economia), Roberto Cingolani (Transizione ecologica), Vittorio Colao (Digitale) e Enrico Giovannini (Infrastrutture), ma il Mise di Giorgetti è cinghia di trasmissione e motore delle necessarie politiche industriali che dovranno dare sostanza a questi progetti.</p>
<p>Sul fronte del <strong>5G e del cloud, </strong>ad esempio, non si può non vedere l&#8217;impronta di <a href="https://it.insideover.com/politica/popolare-ed-atlantista-la-lega-secondo-giancarlo-giorgetti.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giorgetti, atlantista di ferro,</a> dietro la riscrittura dei progetti in senso più cauto nei confronti <a href="https://it.insideover.com/economia/cloud-e-5g-il-piano-di-draghi-per-la-svolta-atlantica.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">della penetrazione cinese</a> e in maniera meno punitiva del big tech statunitense. E al contempo anche il piano sulle infrastrutture non potrà fare a meno di coinvolgere l&#8217;apparato del Mise, che dovrà stare attento a creare un&#8217;adeguata filiera in settori di primaria rilevanza per la produzione nazionale come l&#8217;acciaio.</p>
<h2>Dai vaccini alle partecipate</h2>
<p>Ma non è solo sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che Giorgetti potrà avere voce. Le ultime settimane lo hanno visto regista del rilancio dell&#8217;Italia sul fronte della produzione vaccinale, attento a creare un ponte con Farmindustria e a negoziare con il commissario europeo all&#8217;Industria <strong>Thierry Breton </strong>gli spazi per Roma <a href="https://it.insideover.com/economia/asse-giorgetti-breton-la-svolta-dellitalia-su-industria-e-vaccini.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nel contesto </a>del nuovo progetto Hera Incubator di aumento della capacità produttiva continentale. La necessità di recuperare i <a href="https://it.insideover.com/economia/i-mesi-buttati-dal-governo-conte-sulla-produzione-dei-vaccini.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mesi persi </a>dal <strong>governo Conte II </strong>sui vaccini e di rifornire a <a href="https://it.insideover.com/politica/omogeneita-capillarita-rapidita-arriva-il-piano-draghi-figliuolo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">pieno regime </a>le strutture di somministrazione si sommano nel dare spazio all&#8217;industria nazionale nella ricerca degli spazi ottimali per internalizzare nel nostro Paese una parte della filiera produttiva.</p>
<p>Vi è poi l&#8217;ampia questione delle società a partecipazione pubblica o in cui lo Stato è intervenuto per gestire parte del capitale, sulla cui governance il Mise ha spesso l&#8217;ultima parola.</p>
<p>In una recente audizione alla Camera di fronte alla <strong>Commissione Trasporti, </strong>infatti, Giorgetti ha aperto la discussione su un dossier caldo come quello di <strong>Tim </strong>e della possibilità della rete unica con <strong>Open Fiber.</strong> &#8220;“La situazione&#8221;, ha notato, &#8220;nel corso del tempo si è evoluta, l’intervento dei fondi ha arricchito i soggetti, prima erano ridotti e poi c’è la Cdp, oggettivamente al momento in una situazione abbastanza anomala, essendo azionista di due soggetti teoricamente in competizione, e anche questo tema deve essere risolto&#8221;. Giorgetti ha notato che a suo avviso governo potrebbe anche <strong>sostenere</strong> il progetto di una nuova rete unica che unisca FiberCop di Tim a Open Fiber, ma solo a patto che questa nuova società operi sotto l&#8217;egida del potere pubblico e non abbia nel capitale partecipazioni pesanti di gruppi stranieri come <strong>Vivendi</strong>.</p>
<p>La consapevolezza, chiara, è che all’Italia serva una rete unica nazionale in grado di portare la fibra in ogni angolo del Paese, per colmare il gap dei luoghi più o meno remoti della Penisola e venire incontro alle necessità di digitalizzazione insite nel Pnrr e nella risposta a scenari come la pandemia. Giorgetti utilizza dunque una posizione mediana tra la necessità condivisa nella politica italiana di vedere una rete unica a guida pubblica e le <strong>fughe in avanti </strong>di chi, come Beppe Grillo, <a href="https://it.insideover.com/economia/il-piano-di-grillo-per-il-digitale-italiano.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">proponeva </a>un&#8217;uscita dai blocchi anticipata anche a costo di forzare le dinamiche di mercato.</p>
<p>Un&#8217;altra questione fondamentale è quella dell&#8217;<strong>acciaio, </strong>al cui interno Invitalia sta giocando un ruolo di primo piano nel caso Ilva e su cui si stanno aprendo sfide sistemiche connesse alla necessità di coniugare lo sviluppo del settore alle nuove prassi<a href="https://it.insideover.com/economia/il-peso-della-partita-dellacciaio-verde-per-lindustria-globale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> legate </a>alla <strong>sostenibilità </strong>e alla <strong>decarbonizzazione dei processi</strong>.</p>
<h2>Politica ed economia: golden power e nomine</h2>
<p>Sia su Telecom/Open Fiber che sull&#8217;Ilva da più parti ai tempi del governo Conte II l&#8217;esecutivo è stato invitato a discutere l&#8217;applicazione del <a href="https://it.insideover.com/schede/economia/che-cose-il-golden-power-e-come-funziona.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>golden power </strong></a>in caso di necessità e di minaccia agli asset strategici del Paese. Il perimetro di applicazione dei poteri speciali va validato con attenzione al Mise, dato che Giorgetti ha recentemente <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-il-golden-power-per-salvare-iveco-dalla-cina-e-rischioso.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aggiunto</a> Iveco, oggetto delle mire del gruppo cinese Faw, alle società a cui potrebbe estendersi.</p>
<p>In primavera, inoltre, il Mise dovrà affrontare lo snodo cruciale del rinnovo dei vertici del suo &#8220;braccio armato&#8221;, <strong>Cassa Depositi e Prestiti</strong>. &#8220;Se in Cdp&#8221;, <a href="https://www.lanotiziagiornale.it/il-grande-risiko-di-primavera-con-in-palio-500-poltrone-di-stato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scrive <em>La Notizia,</em> </a>&#8220;si viaggia verso la riconferma del presidente <strong>Giovanni Gorno Temprini</strong>, più aperta è la partita per il bis dell’amministratore delegato, <strong>Fabrizio Palermo</strong>. Cassa Depositi e Prestiti ha assunto un ruolo sempre più strategico nel panorama economico e finanziario del Paese&#8221; e, soprattutto dopo la creazione del fondo <strong>Patrimonio Destinato </strong>ha ampliato la sua capacità di sostegno e rilancio del sistema economico e produttivo italiano con ulteriori 40 miliardi di euro di disponibilità. Il capitale della Cassa è per l&#8217;82,77% dal Ministero dell&#8217;economia e delle finanze, ma anche il Mise è consultato nel dialogo per la scelta dei suoi vertici. E non è da escludere che Giorgetti rinsaldi l&#8217;asse con Draghi sostenendo un&#8217;ascesa dell’attuale vicepresidente della Bei, Dario Scannapieco, <a href="https://it.insideover.com/economia/tutti-gli-uomini-di-draghi-cosi-rafforza-il-suo-partito-tra-bankitalia-e-tesoro.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>discepolo del premier</strong></a>, al posto di Palermo.</p>
<h2>Spazio, ultima frontiera</h2>
<p>Nella sua audizione alla Camera Giorgetti non ha escluso dal perimetro dell&#8217;analisi delle future politiche del governo anche lo spazio, settore a cui ha avuto la delega ai tempi del governo Conte I, di cui era sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. L&#8217;esponente leghista ha presentato una richiesta al ministero dell’Economia per aumentare i fondi per la space economy (che nell’attuale versione ammontano a 900 milioni) in cui l&#8217;Italia è competitiva, dall&#8217;inserimento nel progetto <strong>Artemis </strong>alle nuove sfide <a href="https://it.insideover.com/economia/la-sfida-spaziale-delleuropa-ad-elon-musk-e-unopportunita-per-litalia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">dell&#8217;internet via satellite.</a></p>
<p>Dopo Riccardo Fraccaro sarà il secondo successore di Giorgetti nel ruolo a Palazzo Chigi, <strong><a href="https://formiche.net/2021/03/spazio-draghi-garofoli-delega/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Riccardo Garofoli</a>, </strong>ad assumere le deleghe allo spazio e a valersi del sostegno dell&#8217;ex consigliere di amministrazione dell&#8217;Agenzia spaziale italiana e neo-consulente del governo, <strong>Alessandro Aresu, </strong>per la programmazione delle politiche in materia. Politiche che dovranno però passare, chiaramente, anche sul terreno della governance industriale, specie sul fronte dell&#8217;inserimento italiano nei tavoli europei ed atlantici. E anche in quel campo il citofono a cui bussare sarà quello di Giancarlo Giorgetti. La cui agenda, nei mesi a venire, si prevede destinata ad essere decisamente piena.</p>
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		<title>Il piano di Grillo per il digitale italiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-piano-di-grillo-per-il-digitale-italiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Aug 2020 11:29:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia 5G]]></category>
		<category><![CDATA[Telecom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1026" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Beppe-Grillo-La-Presse-e1597404539160.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Beppe Grillo (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Beppe-Grillo-La-Presse-e1597404539160.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Beppe-Grillo-La-Presse-e1597404539160-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Beppe-Grillo-La-Presse-e1597404539160-1024x547.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Beppe-Grillo-La-Presse-e1597404539160-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Beppe-Grillo-La-Presse-e1597404539160-1536x821.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Beppe-Grillo-La-Presse-e1597404539160-2048x1095.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Beppe Grillo è tornato ad occuparsi di una delle questioni politiche che più lo hanno interessato negli ultimi mesi, le reti e la digitalizzazione, riformulando la sua proposta sulla gestione degli equilibri nazionali tra Tim e Open Fiber, società più importanti nel Paesi in campi come la banda larga e lo sviluppo della fibra ottica. Il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/il-piano-di-grillo-per-il-digitale-italiano.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1026" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Beppe-Grillo-La-Presse-e1597404539160.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Beppe Grillo (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Beppe-Grillo-La-Presse-e1597404539160.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Beppe-Grillo-La-Presse-e1597404539160-300x160.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Beppe-Grillo-La-Presse-e1597404539160-1024x547.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Beppe-Grillo-La-Presse-e1597404539160-768x411.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Beppe-Grillo-La-Presse-e1597404539160-1536x821.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/08/Beppe-Grillo-La-Presse-e1597404539160-2048x1095.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Beppe Grillo </strong>è tornato ad occuparsi di una delle questioni politiche che più lo hanno interessato negli ultimi mesi, le reti e la digitalizzazione, riformulando la sua proposta sulla gestione degli equilibri nazionali tra Tim e Open Fiber, società più importanti nel Paesi in campi come la banda larga e lo sviluppo della fibra ottica.</p>
<h2>Il piano di Grillo (in sintonia col governo)</h2>
<p><a href="http://www.beppegrillo.it/dite-al-treno-che-io-passo-solo-una-volta/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">In un articolato intervento sul suo blog</a> il fondatore del Movimento Cinque Stelle va oltre la proposta formulata a giugno di una rete unica tra Tim e Open Fiber e immagina la creazione di due società a partire dall&#8217;attuale format di Telecom, che Grillo propone di scindere in due: da un lato, una società dedicata alle attività commerciali e nel servizio ai clienti; dall&#8217;altro, una realtà fusa con Open Fiber e partecipata da <strong>Cassa Depositi e Prestiti </strong>in grado di competere a tutto campo sull&#8217;innovazione di frontiera.</p>
<p>Per Grillo, attraverso questo nuovo attore l&#8217;Italia potrebbe tornare a investire &#8220;pesantemente e in maniera integrata nelle tecnologie di comunicazione, sia attuali (come ad esempio la fibra ottica) che prospettiche (come ad esempio il 5G), anche congiuntamente con gli altri operatori del settore in chiave finalmente sistemica&#8221;. A questo obiettivo, il leader pentastellato aggiunge l&#8217;obiettivo di vedere sotto l&#8217;ala protettiva di questa nuova società strategica anche il fondamentale settore del cloud e dei<strong> data center, </strong>da costruire in una prospettiva sovrana e attraverso la chiusura a potenziali acquirenti stranieri degli asset tecnologici nazionali.</p>
<p>Grillo ha in particolar modo chiuso all&#8217;investimento in Tim del<strong> fondo americano di private equity Kkr</strong>, che ha presentato a marzo un&#8217;offerta non vincolante per l&#8217;acquisto di circa il 40% della rete secondaria fibra/rame di Tim (dai cabinet fino alle abitazioni), valutata complessivamente tra i 7 e i 7,5 miliardi di euro. In questo contesto, il comico genovese ha una visione estremamente simile a quella del <strong>governo giallorosso, </strong>dato che a inizio mese Giuseppe Conte e i ministri Roberto Gualtieri (Economia) e Stefano Patuanelli (Sviluppo economico) hanno chiesto all&#8217;ad di Telecom Luigi Gubitosi di congelare la trattativa con <a href="https://www.repubblica.it/economia/finanza/2020/08/04/news/il_governo_stoppa_l_offerta_vincolante_di_kkr_sulal_rete_tim-263744217/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">gli investitori di oltre Atlantico.</a></p>
<h2>La necessità di una strategia realista</h2>
<p>La visione di Grillo e l&#8217;azione del governo Conte II si presentano come estremamente caotiche e confusionarie: in primo luogo, il comico genovese e fondatore di M5S sembra aver fatto il passo più lungo della gamba. Estendere dalla rete unica (prospettiva interessante e strategicamente sensata) al ben più complesso <strong>campo del cloud </strong>il perimetro di gestione strategica complica notevolmente la trasformazione del piano su Tim in una strategia fattibile. Rompere con un partner statunitense sulle reti mentre si mantiene la dipendenza dagli operatori a stelle e strisce sulla gestione del cloud dati (<strong>Amazon Web Service, Microsoft Azure, Google Cloud Platform e Ibm Cloud </strong>dominano il mercato) non appare strategicamente funzionale, e sotto il profilo tecnologico il Paese non ha ancora una linea chiara sulle alleanze preferenziali. A livello di reti e 5G appare interessante la <a href="https://it.insideover.com/economia/la-nuova-battaglia-per-il-5g-europeo-dopo-gli-stop-a-huawei.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">prospettiva europea sull&#8217;asse Nokia-Ericsson, </a>mentre sulla strategica partita del cloud dati all&#8217;Italia manca una strategia onnicomprensiva come quella <a href="https://it.insideover.com/politica/la-via-sovranista-della-merkel-contro-i-giganti-del-web.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">messa in campo dalla Germania di Angela Merkel.</a></p>
<p>In secondo luogo, sia Grillo che i ministri giallorossi si concentrano sulla partita economica dimenticando il versante geopolitico. La scelta delle alleanze tecnologiche, in questo frangente storico, impone di considerare necessariamente<a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/cina-usa-battaglia-giganti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> la forte rivalità tra <strong>Stati Uniti e Cina</strong>. E</a> se è vero, come a inizio mandato ha fatto notare <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-ursula-von-der-leyen.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ursula von der Leyen</a>, </strong>che per l&#8217;Europa la debolezza nel settore tecnologico è fattore di irrilevanza geopolitica e per i Paesi del Vecchio Continente la ricerca di un&#8217;autonomia nel settore è estremamente strategica, d&#8217;altro canto oggigiorno con Washington e Pechino bisogna necessariamente mediare. L&#8217;Italia e i suoi leader passano da un eccesso all&#8217;altro: abbracci ingenui alle tecnologie cinesi, non filtrati da scelte razionalmente strategiche, alternati ad allineamenti improvvisi ai <em>desiderata </em>di Washington, come in occasione del recente stop a Huawei. Una strategia che finisce per scontentare e irritare entrambi i giganti, mentre su partite che possono risultare decisive per il sistema-Paese, come il <a href="https://it.insideover.com/societa/la-sfida-per-il-cloud-degli-ospedali-italiani.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cloud dati negli ospedali,</a> l&#8217;Italia decide di non decidere.</p>
<p>In terzo luogo, è carente il disegno di <strong>politica industriale </strong>collegato alla strategia tecnologica. Grillo non ha torto laddove afferma sia assurdo il fatto che Telecom-Tim, oggigiorno egemonizzata da due soci stranieri (Vivendi ed Elliott) ma partecipata anche da Cdp, debba concorrere con Open Fiber, a sua volta controllata da Cdp assieme ad Enel, e che &#8220;l’operazione di vendita di un pezzo della rete secondaria in logica puramente finanziaria e non industriale, complica soltanto il progetto di possibile creazione di una società unica delle reti e delle tecnologie&#8221;. Ma da ciò bisogna trarre insegnamenti per una <strong>strategia realista</strong>. Le reti e le infrastrutture digitali impongono scelte produttive e gestionali non neutrali, dalle logiche di lungo periodo su forniture, appalti, centri produttivi alla decisione sulle aree del Paese da sviluppare prioritariamente. Ma il loro sviluppo, è bene ricordarlo, deve essere funzionale ad altri incrementi produttivi. I dati, in altre parole, vanno elaborati, digeriti, inseriti in logica di sistema. Nei piani del governo e nelle proposte di Grillo tutto questo non si coglie, sembra che sia tutta una questione di semplici cavi in rame o in fibra.</p>
<p>Il periodo post-pandemico ha segnato il ritorno in campo delle logiche dell&#8217;intervento politico nell&#8217;economia, specie nei settori ad alta rilevanza strategica. Ma il semplice controllo di quote segnaletiche in società dall&#8217;elevata rilevanza non basta più: lo Stato deve farsi, appunto, stratega e immaginare sul lungo periodo scenari, trend, sviluppi. Nei settori a più alto tasso di innovazione ciò si impone come necessità prioritaria. Ma anche una sana dose di realismo è necessaria: pensare che Roma possa gestire una rete integrata è un conto, ritenere che da ciò si possa arrivare a uno sviluppo autonomo del 5G o addirittura dei costosissimi programmi di <strong>cloud dati </strong>è, per ora, tutta un&#8217;altra storia. E questo il governo Conte e, soprattutto, il guru del partito che ne è azionista di maggioranza sembrano ancora doverlo capire appieno.</p>
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		<title>La nuova battaglia per il 5G europeo dopo gli stop a Huawei</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-nuova-battaglia-per-il-5g-europeo-dopo-gli-stop-a-huawei.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2020 15:37:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Huawei]]></category>
		<category><![CDATA[Rete 5G]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia 5G]]></category>
		<category><![CDATA[Telecom]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/tecnologia-5g-La-Presse-e1577299525373.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/tecnologia-5g-La-Presse-e1577299525373.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/tecnologia-5g-La-Presse-e1577299525373-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/tecnologia-5g-La-Presse-e1577299525373-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/tecnologia-5g-La-Presse-e1577299525373-1024x494.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le ultime settimane hanno visto i Paesi europei mettere in discussione legami economici e strategici con l&#8217;azienda cinese leader nelle reti 5G, Huawei, in nome di esigenze legate alla sicurezza nazionale e alle crescenti pressioni statunitensi. Nel Regno Unito il premier Boris Johnson ha dovuto impostare un&#8217;inversione a U dopo le scelte degli scorsi mesi e, confermando la dipendenza strategica di Londra da &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-nuova-battaglia-per-il-5g-europeo-dopo-gli-stop-a-huawei.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-nuova-battaglia-per-il-5g-europeo-dopo-gli-stop-a-huawei.html">La nuova battaglia per il 5G europeo dopo gli stop a Huawei</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="926" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/tecnologia-5g-La-Presse-e1577299525373.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/tecnologia-5g-La-Presse-e1577299525373.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/tecnologia-5g-La-Presse-e1577299525373-300x145.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/tecnologia-5g-La-Presse-e1577299525373-768x371.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/tecnologia-5g-La-Presse-e1577299525373-1024x494.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Le ultime settimane hanno visto i Paesi europei mettere in discussione <a href="https://it.insideover.com/politica/nuovo-capitolo-della-guerra-tecnologica-arrivano-le-accuse-usa-a-huawei.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">legami economici e strategici con l&#8217;azienda cinese leader</a> nelle reti 5G, <strong>Huawei, </strong>in nome di esigenze legate alla <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cybersecurity-come-dominio-della-sicurezza-nazionale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sicurezza nazionale</a> </strong>e alle crescenti pressioni statunitensi.</p>
<p>Nel <strong>Regno Unito </strong>il premier <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/boris-johnson.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Boris Johnson</a> </strong>ha dovuto <a href="https://it.insideover.com/politica/uk-spallata-a-huawei-londra-si-riavvicina-a-washington.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">impostare un&#8217;inversione a U</a> dopo le <a href="https://it.insideover.com/politica/il-braccio-di-ferro-tra-johnson-e-trump-sul-5g.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">scelte degli scorsi mesi</a> e, confermando la dipendenza strategica di Londra da Washington, assieme al suo governo ha recepito le istanze anti-cinesi di diversi gruppi del Partito conservatore dismettendo il colosso di Shenzen dalle reti 5G nazionali; in Italia <strong>Telecom </strong>ha escluso Huawei dalle gare per la realizzazione della nuova rete, mentre secondo <a href="https://www.huffingtonpost.it/entry/pressing-spaventoso-degli-usa-contro-huawei-italia-verso-il-ni-sul-5g_it_5f0f24c1c5b63b8fc111994c" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quanto riportato dall&#8217;Huffington Post</a> il governo Conte sarebbe pronto a optare per una soluzione intermedia. Ovvero puntare sulle <strong>garanzie offerte dal golden power </strong>per tutelare gli asset critici e stilare requisiti stringenti in termini di cybersecurity e garanzie operative che vincolino le aziende straniere: il recente incontro tra il consigliere per la sicurezza della Casa Bianca, <strong>Robert O&#8217;Brien, </strong>e il consigliere di Palazzo Chigi <strong>Piero Benassi </strong>ha confermato la posizione italiana.</p>
<p>Il contenimento di Huawei in certi scenari e la maggiore apertura ad essa garantita in altri, come quello tedesco, apre una complessa partita che avrà importanti ripercussioni sia sul fronte dello sviluppo tecnologico che su quello delle alleanze strategiche e industriali. Vi saranno a<strong>ttori costretti a ridisegnare </strong>le proprie catene del valore, produttori europei pronti a cogliere la palla al balzo e nuove convergenze tra gruppi di Paesi diversi. <strong>British Telecom, </strong>ad esempio, dovrà mettere in conto costi crescenti e rallentamenti per superare la fase attuale caratterizzata da un legame ombelicare con Huawei.</p>
<p><a href="https://www.startmag.it/economia/bt-ericsson-nokia-chi-festeggia-e-non-festeggia-per-il-veto-di-johnson-a-huawei/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Secondo quanto sottolinea <em>StartMag, </em>&#8220;</a><strong>Nokia ed Ericsson</strong> invece dovrebbero essere le aziende che più beneficeranno dell’addio dei cinesi, in quanto produttori delle stesse tecnologie per il 5G. Entrambe, comunque, producono parte delle loro componenti per il 5G in Cina, e la <strong>Panda Electronics</strong>, società controllata da Ericsson, gestisce con Huawei un impianto di produzione di materiale per il 5G a Nanchino&#8221;. La compagnia finlandese e l&#8217;omologa svedese sono oggigiorno le aziende più strategiche per coltivare l&#8217;opzione di un&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/intelligence-e-muro-sul-5g-leuropa-prova-a-fare-sistema.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">autonomia strategica europea</a> </strong>per il 5G. Se infatti da un lato un eccessivo spazio concesso a Huawei in termini di penetrazione nel <strong>mercato digitale comunitario </strong>può creare tensioni sul fronte delle relazioni transatlantiche, dall&#8217;altro anche appoggiarsi con estrema leggerezza a operatori statunitensi come <strong>Verizon e Cisco </strong>non rappresenterebbe un&#8217;opzione praticabile in termini di convenienza economica, garanzie produttive e prospettive di <a href="https://it.insideover.com/economia/i-piani-per-la-sovranita-tecnologica-europea.html"><strong>sovranità tecnologica</strong></a>.</p>
<p>Casi come quello svelato da <strong>Edward Snowden </strong>segnalano che anche dal fianco statunitense l&#8217;Europa è potenziale bersaglio di operazioni di intelligence e spionaggio provenienti da oltre Atlantico; la rete 5G, inoltre, rivoluzionerà su molti punti di vista le comunicazioni e i flussi dati, imponendo loro un&#8217;ampia accelerazione e la necessità di governare a livello sistemico i processi per il loro immagazzinamento e il loro sfruttamento. Di conseguenza si creerà un ampio <strong>mercato di indotto </strong>e una somma di <strong>filiere produttive </strong>che garantiranno occupazione e valore aggiunto alle economie nazionali di tutta Europa, che saranno chiamate a inserirsi nelle <strong>catene del valore </strong>in maniera strategica. Aziende come Ericsonn e Nokia possono essere i poli attrattori principali, <a href="https://www.investopedia.com/articles/investing-strategy/062916/5g-network-3-companies-invest-2020-qcom-nok.asp" target="_blank" rel="noopener noreferrer">date le loro strutturate alleanze</a> (Nokia collabora con Deutsche Telekom e ha quote di maggioranza nella francese Alcatel Lucent, Ericsonn fornisce componentistica anche ai colossi Usa con cui lavora su un piede di parità), ma le opportunità si possono espandere a livello continentale.</p>
<p>In <strong>Italia </strong>Telecom dispone delle capacità e delle competenze necessarie, <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/progetto-italia/iri-leterno-ritorno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">forte di una storia nazionale che risale all&#8217;epoca d&#8217;oro della Stet, costruttrice di infrastrutture di rete e cavi su scala globale</a>, di una cultura della governance della rivoluzione digitale di cui è espressione <a href="https://www.digital4.biz/executive/innovation-management/intelligenza-artificiale-in-azienda-una-guida-per-i-manager/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">l&#8217;avanzato dipartimento di ricerca sull&#8217;intelligenza artificiale</a> guidato da <strong>Marina Geymonat</strong> e della progettualità di lungo periodo, <a href="https://www.corrierecomunicazioni.it/telco/5g/inwit-vodafone-towers-e-fatta-nasce-la-maxi-newco-delle-torry/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">garantita dalla recente alleanza con <strong>Vodafone </strong></a>per la costruzione delle torri 5G. L&#8217;Europa è nel pieno di una partita epocale, e i suoi Paesi possono giocarla forti delle capacità e delle conoscenze a disposizione, senza alcuna subalternità politica o materiale. Ridimensionare il peso di Huawei pone dunque sia rischi (aumento dei costi, eccessivo sbilanciamento sul baricentro atlantico, perdita di contratti a favore delle aziende Usa) che opportunità (prospettive industriali, sviluppo di filiere europee, indipendenza strategica in ambito tecnologico). Ai Paesi il compito di destreggiarsi al meglio, evitando la tentazione di rinunciare a giocare nuovamente partite cruciali per gli equilibri globali.</p>
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		<title>La fine dell&#8217;industria italiana</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/la-fine-dellindustria-italiana.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2019 07:47:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Economia italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[Iri]]></category>
		<category><![CDATA[Telecom]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="917" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Un-lavoratore-dellIlva-e1574149662481.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un dipendente dell&#039;Ilva protesta a Taranto (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Un-lavoratore-dellIlva-e1574149662481.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Un-lavoratore-dellIlva-e1574149662481-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Un-lavoratore-dellIlva-e1574149662481-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Un-lavoratore-dellIlva-e1574149662481-1024x489.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nei giorni in cui la crisi dell&#8217;Ilva fa sentire con sempre maggior forza i suoi effetti sul tessuto industriale italiano e sul governo Conte emerge in maniera crescente l&#8217;ampiezza del vuoto politico che ha contribuito a produrre situazioni problematiche tanto difficili da gestire. Ferite aperte nell&#8217;economia e nella società nazionale dalla progressiva desertificazione di qualsiasi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/la-fine-dellindustria-italiana.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="917" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Un-lavoratore-dellIlva-e1574149662481.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Un dipendente dell&#039;Ilva protesta a Taranto (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Un-lavoratore-dellIlva-e1574149662481.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Un-lavoratore-dellIlva-e1574149662481-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Un-lavoratore-dellIlva-e1574149662481-768x367.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Un-lavoratore-dellIlva-e1574149662481-1024x489.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nei giorni in cui la crisi dell&#8217;<strong>Ilva </strong>fa sentire con sempre maggior forza i suoi effetti sul tessuto industriale italiano e sul governo Conte emerge in maniera crescente l&#8217;ampiezza del vuoto politico che ha contribuito a produrre situazioni problematiche tanto difficili da gestire. Ferite aperte nell&#8217;economia e nella società nazionale dalla progressiva desertificazione di qualsiasi ragionamento serio sulla <strong>politica industriale </strong>post Prima Repubblica.</p>
<p>Industria, programmazione strategica, infrastrutture: la fine del sistema costruito nella <strong>Prima repubblica </strong>e lo smantellamento dell’architettura di economia mista incentrata sull&#8217;<strong>Istituto di ricostruzione industriale (Iri) </strong>ha portato con sé non il miglioramento dell&#8217;efficienza dei settori liberalizzati e privatizzati ma un deperimento della qualità dei servizi, della programmazione economica, del livello di investimenti. Con conseguenze produttive, occupazionali, ambientali e securitarie. E ricadute enormi sul posizionamento strategico dell’Italia in Europa e nel mondo. Con tutti i limiti progressivamente emersi, legati principalmente alla progressiva irreggimentazione politica, l&#8217;economia mista incentrata sull&#8217;Iri riusciva a complementare le esigenze pubbliche con quelle del settore privato.</p>
<p>Manager illuminati come <strong>Enrico Mattei</strong>,<strong> Oscar Sinigaglia </strong>e<strong> Adriano Olivetti </strong>capirono che i due mondi non dovevano essere conflittuali ma capaci di sovrapporsi attivamente. &#8220;L&#8217;economia privata era basata su un&#8217;imprenditoria diffusa, quella pubblica sostenuta dallo Stato aveva lo scopo di investire nel lungo periodo e creare concentrazioni di più grande dimensione&#8221;, <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/progetto-italia/viaggio-nella-storia-economica-italiana-la-parola-a-giuseppe-berta/" target="_blank" rel="noopener">ha dichiarato all&#8217;Osservatorio Globalizzazione lo storico dell’economia Giuseppe Berta</a>.</p>
<p>E nel quarantennio di consolidamento dell’Italia repubblicana, c&#8217;è da dire che tale funzione è stata ampiamente assolta. Si è precedentemente citato Mattei: ma la parabola dell&#8217;<strong>Eni globale</strong> del manager marchigiano non è stata una storia a sé. Che cos&#8217;era fino a una ventina di anni fa l&#8217;Ilva di Taranto, la più grande acciaieria d&#8217;Europa, se non il frutto dell’opera della vecchia Finsider dell&#8217;Iri guidata da Sinigaglia? La <strong>Finsider</strong> fu capace di realizzare gli impianti in grado di permettere a tutti i Paesi europei la conquista dell&#8217;indipendenza nella produzione della materia più strategica per l&#8217;industria moderna. L&#8217;uscita dall&#8217;orbita pubblica dell&#8217;Ilva è stata fatale, perché ha fatto perdere la necessaria coordinazione tra impianti e la <em>ratio</em> di fondo della politica industriale.</p>
<blockquote><p>Dai Riva ad ArcelorMittal, il Paese ha perso credibilità industriale e ora vede a rischio decine di migliaia di posti di lavoro</p></blockquote>
<p>Avevamo anche il visionario &#8220;impero romano&#8221; della Stet, &#8220;costruttrice di cavi e reti che hanno garantito all&#8217;Italia&#8221;, <a href="https://www.quotidianodelsud.it/laltravocedellitalia/editoriali/2019/11/06/leditoriale-del-direttore-roberto-napoletano-laltravoce-cera-una-volta-litalia/">scrive il direttore del <em>Quotidiano del Sud </em></a>Roberto Napoletano, &#8220;il primato mondiale delle telecomunicazioni e i segreti dell’industria del futuro globale&#8221;, prima che Telecom-Tim venisse privatizzata. Così come Ilva, anche sulla società di telefonia si è scatenata una gara geoeconomica coinvolgente Paesi stranieri interessati ad aumentare la propria proiezione nell&#8217;economia italiana. La Francia<strong>, </strong>attraverso <strong>Vincent Bolloré </strong>e Vivendi, è in questo caso intenta in un <a href="https://www.startmag.it/economia/tim-e-open-fiber-come-va-il-gioco-della-rete-fra-cdp-enel-elliott-e-vivendi/">braccio di ferro</a> con gli <strong>Stati Uniti </strong>impegnati attraverso il <strong>Fondo Elliott</strong>. Nonostante tutto, <a href="https://www.startmag.it/mondo/tim-telecom-italia-sparkle-usa-francia-germania-e-italia/">attraverso <strong>Sparkle</strong></a>, la Telecom gestisce e costruisce ancora una rete significativa e strategica di cavi sottomarini di telecomunicazione. Ma senza il controllo nazionale questo risultato rischia di ridurre i dividendi positivi per il Paese. Risulta strano constatare il rifiuto del governo di appoggiare, recentemente, la proposta di Fabio Rampelli (Fdi) su una convergenza di Tim con OpenFiber per l&#8217;istituzione di un &#8220;<strong>golden power</strong>&#8221; pubblico sulle reti.</p>
<p>L&#8217;azione di politica economica e industriale è discontinua, spezzettata e confusa. E la radice del problema sta nella scelta, compiuta negli anni Novanta, di smantellare il sistema di partecipazioni incentrato sull&#8217;Iri per venire incontro al nuovo vento della globalizzazione, della liberalizzazione e delle regole europee. Le privatizzazioni furono giustificate ideologicamente con l&#8217;obiettivo di modernizzare il Paese, ottenere valuta e risorse da utilizzare per conformarsi alle regole europee dei <strong>parametri di Maastricht </strong>e aprire il Paese agli investitori stranieri. Principale fautore dello smantellamento dell&#8217;Iri e del sistema dell’economia mista, dopo il 1992, <a href="https://it.insideover.com/economia/dietro-il-disastro-ilva-il-vuoto-di-una-seria-politica-industriale.html" target="_blank" rel="noopener">fu il suo ultimo direttore e futuro presidente del Consiglio <strong>Romano Prodi</strong></a>. L&#8217;Iri, che ancora nel 1993 era il settimo conglomerato al mondo con un fatturato complessivo delle sue imprese superiore ai 67 miliardi di euro, fu smantellato nel decennio successivo e il suo patrimonio disperso.</p>
<p>Alcune imprese (<strong>Fincantieri</strong> e<strong> Finmeccanica</strong>) non affondarono, altre (<strong>Autostrade</strong>) furono privatizzate attraverso manovre che dettero ai concessionari posizioni di rendita, altre ancora ebbero la storia travagliata che abbiamo narrato. A decenni di distanza possiamo solo rammaricarci di quanto questo capitale disperso avrebbe potuto contribuire alla crescita del Paese e di quanto lo smantellamento dell’economia mista abbia contribuito al depauperamento della <a href="https://it.insideover.com/economia/dietro-il-disastro-ilva-il-vuoto-di-una-seria-politica-industriale.html">cultura strategica in campo industriale</a>. Un <a href="https://it.insideover.com/economia/le-bombe-a-orologeria-che-minacciano-litalia.html" target="_blank" rel="noopener">gioco sfacciato</a> sulla pelle delle decine di migliaia di persone portate in difficoltà da queste dinamiche, ultime in linea temporale le maestranze di Ilva e del suo indotto, a cui ha contribuito anche una grande imprenditoria italiana scarsamente incisiva.</p>
<blockquote><p>Di questo gap di capacità e programmazione il Paese ha avuto più volte di che dolersi</p></blockquote>
<p>In una fase storica in cui la competizione economica internazionale si intensifica e l’omogeneità strategica dei sistemi-Paese è più che mai necessaria, l&#8217;Italia naviga priva di bussola. Incapace di determinare quali settori industriali siano davvero strategici o di rafforzare politicamente i suoi campioni nazionali. Terra di conquista per capitali stranieri. Uno stato di cose che contribuisce a renderci oggetto, e non soggetto, della partita dello sviluppo industriale, finanziario e tecnologico che deciderà gli equilibri del prossimo futuro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-fine-dellindustria-italiana.html">La fine dell&#8217;industria italiana</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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