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	<title>Tassi d&#039;interesse Archives - InsideOver</title>
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	<title>Tassi d&#039;interesse Archives - InsideOver</title>
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		<title>Fed, addio alla stretta sui titoli. Negli Usa si prepara il taglio dei tassi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Dec 2025 11:10:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve]]></category>
		<category><![CDATA[Tassi d&#039;interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Fed-addio-alla-stretta-sui-titoli.-Negli-Usa-si-prepara-il-taglio-dei-tassi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Fed-addio-alla-stretta-sui-titoli.-Negli-Usa-si-prepara-il-taglio-dei-tassi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Fed-addio-alla-stretta-sui-titoli.-Negli-Usa-si-prepara-il-taglio-dei-tassi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Fed-addio-alla-stretta-sui-titoli.-Negli-Usa-si-prepara-il-taglio-dei-tassi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Fed-addio-alla-stretta-sui-titoli.-Negli-Usa-si-prepara-il-taglio-dei-tassi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Fed-addio-alla-stretta-sui-titoli.-Negli-Usa-si-prepara-il-taglio-dei-tassi-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Fed-addio-alla-stretta-sui-titoli.-Negli-Usa-si-prepara-il-taglio-dei-tassi-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Arriva dicembre e si prospettano grandi novità sul fronte della finanza americana, dunque dei mercati globali. Il primo giorno del mese la Federal Reserve americana ha messo in campo 13,5 miliardi di dollari di liquidità nel quadro del sistema bancario a stelle e strisce utilizzando lo strumento dei pronto conto termine, che prevedono un futuro &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/fed-addio-alla-stretta-sui-titoli-negli-usa-si-prepara-il-taglio-dei-tassi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Fed-addio-alla-stretta-sui-titoli.-Negli-Usa-si-prepara-il-taglio-dei-tassi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Fed-addio-alla-stretta-sui-titoli.-Negli-Usa-si-prepara-il-taglio-dei-tassi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Fed-addio-alla-stretta-sui-titoli.-Negli-Usa-si-prepara-il-taglio-dei-tassi-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Fed-addio-alla-stretta-sui-titoli.-Negli-Usa-si-prepara-il-taglio-dei-tassi-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Fed-addio-alla-stretta-sui-titoli.-Negli-Usa-si-prepara-il-taglio-dei-tassi-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Fed-addio-alla-stretta-sui-titoli.-Negli-Usa-si-prepara-il-taglio-dei-tassi-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/Fed-addio-alla-stretta-sui-titoli.-Negli-Usa-si-prepara-il-taglio-dei-tassi-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Arriva dicembre e si prospettano grandi novità sul fronte della finanza americana, dunque dei mercati globali. Il primo giorno del mese la Federal Reserve americana ha messo in campo <strong>13,5 miliardi di dollari </strong>di liquidità nel quadro del sistema bancario a stelle e strisce utilizzando lo strumento dei pronto conto termine, che prevedono un futuro riacquisto a un prezzo stabilito dei titoli ceduti dalle istituzioni finanziarie<a href="https://finance.yahoo.com/news/us-fed-ends-qt-13-095949732.html">.</a></p>



<p><a href="https://finance.yahoo.com/news/us-fed-ends-qt-13-095949732.html">Yahoo Finance segnala </a>che è la seconda più grande iniezione di liquidità del post-Covid. E non solo: è l&#8217;inizio di un cambio di paradigma, atteso da tempo ma che si salderà con <strong>l&#8217;avanzamento dell&#8217;agenda fiscale di Donald Trump</strong>, con la scelta del <strong>successore di Jerome Powell alla Fed</strong>, con lo sviluppo di mercati oggi sovraccaricati dagli<a href="https://it.insideover.com/economia/i-giganti-dei-mutui-dentro-le-imprese-tech-negli-usa-ce-chi-ci-pensa.html"> investimenti in intelligenza artificiale.</a> In sostanza: la Federal Reserve finisce la restrizione quantitativa (<em>quantitative tightening</em>) e inaugura senza ammetterlo una nuova fase di espansione. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Torna il Qe ma non si dice?</h2>



<p><strong><em>Quantitative easing</em> fa molto Anni Duemiladieci</strong> e non s&#8217;ha da dire dopo anni di restrizione, tassi alti e inflazione ancora vischiosa che mal si concilierebbe con la narrazione di un allentamento. Ma ad oggi il vento va nella direzione attesa da molti osservatori. L&#8217;uscente Powell si sta convincendo che un taglio dei tassi sarà possibile a dicembre. <strong>Trump ci spera</strong> per dare una spinta alla capacità del sistema Usa di finanziare nel migliore dei modi il debito federale, riducendo la spesa per <a href="https://www.ft.com/content/63f0f7b3-f33b-4e19-a005-8b8a8e3f2a57">interessi e ampliando</a> il ciclo del credito. Inoltre, le borse puntano su una fase maggiormente elastica che possa favorire una nuova corsa del credito e non far finire il rally che ha portato ai massimi storici l&#8217;S&amp;P 500 e il Nasdaq.</p>



<p>&#8220;Il ritorno a una politica di espansione del bilancio è ovviamente una buona notizia per il Tesoro, poiché gli acquisti netti di titoli del Tesoro pari a 80-100 miliardi di dollari al mese<strong> rappresenterebbero circa la metà del finanziamento del deficit statunitense</strong>, attualmente pari a circa 1.800 miliardi di dollari all&#8217;anno&#8221;,<a href="https://cpram.com/nld/en/professional/publications/experts/article/fed-from-quantitative-tightening-to-quantitative-easing"> nota Cpr Asset Management </a>in una ricerca ipotizzando che la Fed possa arrivare a tanto. Tom Lee di Fundstrat <a href="https://www.coinspeaker.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha affermato parlando con CoinSpeaker che</a> anche il mercato delle <strong>criptovalute</strong> potrebbe beneficiarne. E dato che nelle ultime settimane le criptovalute sono state un proxy dell&#8217;azionario, si potrebbe pensare a una simile dinamica anche sui (costosi) mercati oggi concentrati nella tecnologia e nell&#8217;intelligenza artificiale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dualismo dell&#8217;economia Usa</h2>



<p>Tutto questo va di pari passo con la corsa a sapere chi sarà il prossimo presidente della Fed. Trump, secondo indiscrezioni, sarebbe pronto a nominare il direttore del Consiglio economico nazionale <a href="https://www.cnbc.com/2025/12/01/as-regime-change-looms-at-the-fed-one-candidate-emerges-as-frontrunner-for-chair.html"><strong>Kevin Hassett, favorevole ai tagli, come prossimo capo della banca centrale a stelle e strisce</strong>,</a> ritenendolo la figura capace di <strong>coniugare fedeltà politica e competenza tecnica</strong>. </p>



<p>Si prepara una fase in cui si dovranno coniugare più tensioni. Da un lato, un rilassamento della politica monetaria unita a un&#8217;espansione fiscale che Washington mira a ripagare con debito <a href="https://it.insideover.com/without-category/4mila-miliardi-di-deficit-in-meno-in-10-anni-la-sfida-del-tesoro-usa-per-far-cassa-con-i-dazi.html">più sostenibile e entrate tariffarie. </a><strong>Dall&#8217;altro, una tendenza inflattiva delle borse </strong>che porrà in campo il tema della prospettiva di una bolla finanziaria nei prossimi mesi ed anni che si somma al dilemma dell&#8217;impatto del rilassamento dei tassi e dell&#8217;inflazione nell&#8217;economia reale sul futuro della produzione del sistema a stelle e strisce. Sempre in bilico tra spinta espansiva e criticità strutturali.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong></p>
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		<title>Tassi, ecco il taglio della Federal Reserve: una sponda per Trump</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/tassi-ecco-il-taglio-della-federal-reserve-una-sponda-per-trump.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 21:56:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve]]></category>
		<category><![CDATA[Tassi d&#039;interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-300x127.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-1024x432.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-768x324.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-1536x648.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-600x253.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La Federal Reserve americana ha deciso per il taglio dei tassi d&#8217;interesse. La Banca centrale americana ha deciso, per la prima volta da dicembre 2024, una riduzione del costo del denaro, fissando tra il 4 e il 4,25%, come si attendevano i mercati, il tasso di riferimento con una sforbiciata di 25 punti. I tagli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/tassi-ecco-il-taglio-della-federal-reserve-una-sponda-per-trump.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/tassi-ecco-il-taglio-della-federal-reserve-una-sponda-per-trump.html">Tassi, ecco il taglio della Federal Reserve: una sponda per Trump</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-300x127.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-1024x432.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-768x324.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-1536x648.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/OVERCOME_20250917235530493_867dfbf7697dc7a2ee2ce26a8e0cc1cf-e1758146367903-600x253.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>Federal Reserve</strong> americana ha deciso per il taglio dei tassi d&#8217;interesse. La Banca centrale americana ha deciso, per la prima volta da dicembre 2024, una riduzione del costo del denaro, fissando tra il 4 e il 4,25%, come si attendevano i mercati, il tasso di riferimento con una sforbiciata di 25 punti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I tagli attesi della Federal Reserve</h2>



<p>La manovra decretata dal board presieduto da<strong> Jerome Powell</strong> concretizza molte aspettative: da un lato, in particolar modo, inizia ad attuare le pressioni politiche dell&#8217;amministrazione di Donald Trump, che da tempo chiedeva questa mossa alla Federal Reserve. Dall&#8217;altro, prende consapevolezza delle problematiche vissute dall&#8217;economia americana, in un contesto in cui il problema dell&#8217;inflazione è oggi visto come <strong>secondario rispetto a quello del mercato del lavoro</strong>.</p>



<p>Il dato, emerso anche alla riunione agostana a Jackson Hole, è stato annunciato come il primo di una serie di tagli. &#8220;Le proiezioni economiche pubblicate insieme alla decisione della Fed hanno mostrato che la maggior parte dei principali dirigenti della banca centrale prevede almeno <strong>altre due riduzioni di un quarto di punto entro la fine dell&#8217;anno</strong>, segnando un cambiamento di rotta rispetto all&#8217;ultima serie di previsioni di giugno&#8221;, <a href="https://www.ft.com/content/f1d4522b-331e-45d5-b676-24dc5b8e3c92">nota il <em>Financial Times</em>.</a></p>



<p><strong>Trump da tempo chiedeva questa mossa</strong> per ridurre il costo del debito americano, favorire il ciclo del denaro nell&#8217;impresa e nel mercato privato e riaffermare il principio della <strong>fiscal dominance,</strong> il condizionamento della politica monetaria da parte della politica fiscale. The Donald spera che le entrate dei dazi e il minor costo del denaro della Fed compensino la messa in moto della macchina della spesa fiscale, che ha accelerato con lo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/manager-nellesercito-regali-a-palantir-la-fusione-tra-difesa-usa-e-big-tech-e-realta.html">One Big Beautiful Bill Act</a>, e contribuiscano a rafforzare il sistema Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un mercato del lavoro debole</h2>



<p>Trump può sulla carta avocare a sé il fatto che la Fed abbia deciso i tagli dopo aver per settimane subito le pressioni della Casa Bianca, con tanto di tentativo di licenziamento della componente del board <strong>Lisa Cook</strong> per un affare legato a presunte anomalie sulla richiesta di prestiti, e dunque come una manifestazione della presa del suo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-capitalismo-nazionalista-di-trump-e-bessent-e-il-sogno-di-un-fondo-sovrano-usa.html"><strong>capitalismo nazionalista</strong>.</a></p>



<p>Al contempo, ci sono <strong>vere ragioni pragmatiche</strong> che hanno motivato la Federal Reserve. Ad oggi, l&#8217;inflazione ancora presente negli Usa, cresciuta dal 2,7% al 2,9% da luglio ad agosto, è ritenuta dalla <a href="https://tradingeconomics.com/united-states/inflation-cpi">Federal Reserve meno impellente e meno aggredibile con mezzi monetari</a> rispetto alla problematica del debole <a href="https://it.insideover.com/economia/usa-pochi-nuovi-posti-di-lavoro-piu-disoccupati-e-tanti-operai-a-casa-il-testacoda-di-trump-sul-lavoro.html">mercato del lavoro <strong>di cui abbiamo parlato</strong></a>, con giugno che con <strong>un calo di 13mila posti di lavoro </strong>ha visto gli Usa subire il primo segno meno mensile dallo scoppio del Covid-19 nel 2020.</p>



<p>La Fed ha nel suo mandato tanto il governo dell&#8217;inflazione quanto la <strong>stabilità del mercato del lavoro</strong> e Powell e i suoi vedono un volano possibile nel calo dei tassi d&#8217;interesse per la ripresa dell&#8217;occupazione. Ma alcuni rischi sono da calcolare.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Borse ai massimi, mercato incerto</h2>



<p>Bisognerà in primo luogo valutare la reazione dei mercati a questo taglio e alle prospettive future. Sul primo fronte, le borse viaggiano ai massimi: la speranza degli investitori, cioè che un calo dei tassi possa avvicinare una fase di nuova facilità d&#8217;investimento, buyback azionari e costi contenuti, non è da escludere. Resta, chiaramente, il <strong>nodo dell&#8217;inflazione ancora persistente e in crescita</strong> per effetto di dazi e tensioni commerciali. Nella Fed spicca poi la voce contraria di <strong>Stephen Miran</strong>, consigliere di Trump e membro del board, che spingeva per un taglio maggiore, di 50 punti, cavalcando le proposte politiche del presidente.</p>



<p>La Fed deve restare in equilibrio tra governo dei suoi due mandati e gestione delle pressioni politiche. Molto dipenderà da come delle Borse sovracapitalizzate reagiranno al sentiero discendente della Fed: corso ordinario o spinta avida a una nuova euforia finanziaria?</p>



<p>&#8220;Se il mercato considerasse l&#8217;ampia gamma di opinioni della Fed non come un sano disaccordo, ma come una perdita di fiducia, sarebbe una vera e propria catastrofe. Offuscare questi confini è come far uscire il genio dell&#8217;inflazione dalla lampada: una volta che accade, può essere impossibile tornare indietro senza gravi conseguenze&#8221;,<a href="https://www.zerohedge.com/markets/jerome-powells-fed-enters-nightmare-territory"> nota <strong><em>Zero Hedge</em> paventando</strong></a><strong> il rischio di una nuova accelerazione finanziaria</strong> a scapito dell&#8217;economia reale. Anche di questo dovrà tener conto Powell nei prossimi mesi per capire se questi tagli sono destinati a essere estemporanei o strutturali.</p>



<p><strong><em>InsideOver indaga con attenzione le grandi partite economico-finanziarie, leggendole nella chiave interpretativa con cui analizza le questioni legate al potere e agli scenari globali. La finanza è geopolitica e la geopolitica passa dall’economia. Se vuoi premiare il nostro metodo,&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">sostienici e abbonati!</a></em></strong></p>
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		<title>Lagarde aspetta Trump: la Bce congela i tassi in un clima di incertezza</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/lagarde-aspetta-trump-la-bce-congela-i-tassi-in-un-clima-di-incertezza.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jul 2025 07:14:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca centrale europea (Bce)]]></category>
		<category><![CDATA[Dazi]]></category>
		<category><![CDATA[Tassi d&#039;interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1473" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Getty-e1584604361115.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lagarde Bce" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Getty-e1584604361115.jpg 1473w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Getty-e1584604361115-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Getty-e1584604361115-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Getty-e1584604361115-1024x563.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1473px) 100vw, 1473px" /></p>
<p>i venti Usa di guerra tariffaria hanno avuto l'effetto benefico di spingere la Bce a una maggiore prudenza. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/lagarde-aspetta-trump-la-bce-congela-i-tassi-in-un-clima-di-incertezza.html">Lagarde aspetta Trump: la Bce congela i tassi in un clima di incertezza</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1473" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Getty-e1584604361115.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Lagarde Bce" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Getty-e1584604361115.jpg 1473w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Getty-e1584604361115-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Getty-e1584604361115-768x422.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Christine-Lagarde-Getty-e1584604361115-1024x563.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1473px) 100vw, 1473px" /></p>
<p>Non una grande sorpresa, forse solo un po&#8217;di amerezza tra gli operatori finanziari: la <strong>Banca centrale europea (Bce)</strong> ha deciso di <strong>tenere invariati i tassi d’interesse</strong> dopo un anno di tagli. Snocciolando qualche dato, il tasso sui depositi resta al 2%, quello sulle operazioni di rifinanziamento principali  al 2,15% e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali al 2,40%.  </p>



<p>Il freno <a href="https://it.insideover.com/economia/la-bce-taglia-i-tassi-e-arma-leuropa-per-la-guerra-commerciale.html">all’abbassamento dei tassi d’interesse </a>arriva dopo una stagione di politica monetaria piuttosto accomodante: dal giugno 2024 la Bce ha effettuato otto riduzioni consecutive a riprova del <strong>trend disinflazionistico</strong> in corso. L’istituto monetario dell&#8217;Eurozona, da statuto, ha l’obiettivo di mantenere la stabilità dei prezzi non superiore al 2%, intervenendo con un rialzo dei tassi ove l’inflazione dovesse sfondare tale tetto. </p>



<p>In una <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2025/html/ecb.mp250724~50bc70e13f.it.html">nota</a> del Consiglio direttivo &#8211; organo formulante le linee guida di politica monetaria per l’area euro &#8211; si legge che la stabilità dei prezzi è in parte relativa alla <strong>scarsa crescita dei salari e a una ripresa poco robusta dell’economia del Vecchio Continente</strong> in senso più ampio. Tutt’al più, un apprezzamento dell’euro sul dollaro, salito a 1,14, ha spinto Francoforte nei mesi precedenti a tagliare i tassi per incentivare le esportazioni e attirare nuovi investitori per il mercato europeo, date le avvisaglie di conflitto commerciale dopo gli annunci di tariffe reciproche questa primavera. </p>



<p><strong>Christine Lagarde</strong> ha dato a intendere che, sebbene le stime prevedano un ulteriore attenuamento dell’inflazione nel 2026, i prezzi torneranno a salire nel medio termine e, dunque, è bene non farsi troppe illusioni riguardo a delle politiche fiscali più espansive e che ogni decisione sarà basata su dati raccolti di volta in volta. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L’incertezza tra le due sponde dell’Atlantico</h2>



<p>Christine Lagarde, da quando Trump si è nuovamente insediato alla Casa Bianca, ha più volte fatto riferimento alle tensioni che <strong>scuotono le relazioni commerciali che intrecciano i due continenti</strong>. A giugno aveva lanciato il seguente monito: “L’incertezza sta danneggiando l’economia europea<strong>,</strong> profondamente integrata nel sistema commerciale globale <strong>, </strong>con 30 milioni di posti di lavoro a rischio<strong>”.&nbsp;</strong></p>



<p>Non a caso, i dazi sulle importazioni europee di automobili, acciaio e alluminio negli Usa ha fatto suonare un campanello d’allarme nei corridoi dell’Eurotower, facendo cadere le ultime resistenze tra chi non voleva un decremento dei tassi ad aprile di quest’anno, come riportato da<a href="https://www.politico.eu/article/ecb-slashes-rates-again-as-desperation-mounts-over-trade-war-impact/?utm_source=RSS_Feed&amp;utm_medium=RSS&amp;utm_campaign=RSS_Syndication"> <em>Politico</em></a>: “Tali timori, tuttavia, sono stati successivamente offuscati dalle implicazioni della guerra commerciale statunitense”.</p>



<p>Sebbene rimaniamo tutti in attesa di capire quale direzione prenderà il rapporto commerciale tra America ed Europa &#8211; <a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2025/07/27/raggiunto-laccordo-usa-ue-suoi-dazi-tariffe-al-15_6cdd4298-e97c-48a4-a840-6b10847f0706.html">dopo l’annuncio di un accordo sui dazi al 15%</a> &#8211; si può constatare che, paradossalmente, i venti di guerra tariffaria hanno finora avuto l&#8217;effetto benefico di spingere la Bce verso una maggiore prudenza, scongiurando il rischio di politiche restrittive all’insegna dell’austerità che, in passato, hanno finito per soffocare la crescita nel nome del rigore.      </p>
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		<title>Debito Usa, tassi d&#8217;interesse, populismo economico: i dolori del giovane Powell</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/debito-usa-tassi-dinteresse-populismo-economico-i-dolori-del-giovane-powell.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 07:01:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Federal Reserve]]></category>
		<category><![CDATA[Tassi d&#039;interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703094654836_7826abdddd43c4f981ab4a202d31705c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703094654836_7826abdddd43c4f981ab4a202d31705c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703094654836_7826abdddd43c4f981ab4a202d31705c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703094654836_7826abdddd43c4f981ab4a202d31705c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703094654836_7826abdddd43c4f981ab4a202d31705c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703094654836_7826abdddd43c4f981ab4a202d31705c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250703094654836_7826abdddd43c4f981ab4a202d31705c-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Debito Usa, tassi d'interesse, populismo economico: i dolori del giovane Powell, capo della Fed nella tempesta.</p>
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<p><strong>Jerome Powell</strong> è l&#8217;<strong>adulto nella stanza</strong> dell&#8217;economia americana. A meno di un anno dalla fine del suo mandato, il presidente del Federal Reserve System è in mezzo alla tempesta della politica a stelle e strisce, al centro di una triplice pressione circa le scelte sui tassi d&#8217;interesse, sulla gestione del debito Usa e sul contenimento della pressione di <strong>Donald Trump. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Il difficile rapporto Trump-Powell</h2>



<p><strong>La Casa Bianca di The Donald</strong>, che nel 2019 ha nominato Powell per sostituire Janet Yellen, ha sempre avuto un rapporto ambivalente con il capo della banca centrale Usa: durante il Covid-19 Powell gestì l&#8217;ampliamento della base monetaria per gestire la grande spesa in deficit volta a contenere la crisi economica. Dopo la sconfitta con Joe Biden, Trump ha criticato le scelte di Powell volte ad <strong>alzare i tassi per contenere l&#8217;inflazione</strong> e oggi è in corso un vero e proprio braccio di ferro.</p>



<p>L&#8217;amministrazione intende al tempo stesso <strong>mantenere in vigore l&#8217;offensiva tariffaria globale</strong>, spingere la Fed per un <strong>vigoroso taglio dei tassi</strong> d&#8217;interesse e <a href="https://it.insideover.com/economia/vittoria-per-trump-passa-la-maxi-legge-fiscale-meno-tasse-e-tagli-alla-sanita.html"><strong>promuovere lo One, Big, Beautiful Bill</strong> approvato nella notte americana</a> che prevede un maxi-taglio fiscale a debito nei prossimi anni. Powell durante un recente evento della Banca centrale europea in Portogallo, ha predicato calma dichiarando che &#8220;utte le previsioni di inflazione per gli Stati Uniti sono aumentate in modo significativo a causa dei dazi. Non abbiamo reagito in modo eccessivo, anzi, non abbiamo reagito affatto. Stiamo semplicemente prendendo tempo&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La pressione dei dazi di Trump sui tassi d&#8217;interesse</h2>



<p>I dazi, inevitabilmente, genereranno un impatto inflattivo sull&#8217;economia Usa. E anche se ad oggi la scelta di Trump sembra, come confermato dagli accordi commerciali con Regno Unito e Vietnam, quella di imporre le tariffe come una sorta di &#8220;tassa d&#8217;accesso&#8221; al mercato Usa, cercando l&#8217;accomodamento con i giganti commerciali come la Cina, le conseguenze delle politiche della Casa Bianca sono ancora tutte da valutare. E Powell, comprensibilmente, prende tempo. L&#8217;elefante nella stanza resta il <strong>debito statunitense</strong>, che sembra avvitarsi verso una crisi strutturale.</p>



<p>Come ha sottolineato in un approfondimento pubblicato sul sito dell’Ispi l&#8217;economista&nbsp;<a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/debito-usa-il-tetto-che-per-ora-non-scotta-186842"><strong>Giampaolo Galli</strong>, direttore dell’Osservatorio dei Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano,</a>&nbsp;“il&nbsp;<strong>deficit pubblico americano è lo strumento attraverso il quale il mondo si rifornisce di dollari</strong>, che sono necessari al funzionamento del commercio mondiale così come per i mercati finanziari”, ma ad oggi sembra essere entrato in una spirale di difficile contenimento: si pensa che dal 2023 possa praticamente raddoppiare in 10 anni, <a href="https://it.insideover.com/economia/perche-ridurre-il-debito-americano-e-il-vero-obiettivo-dei-dazi-di-trump.html">salendo da 26mila a 50mila miliardi di dollari (122% del Pil) nel 2034</a>. Non a caso chi <strong>in seno al Partito Repubblicano è maggiormente scettico verso i dazi</strong> punta il dito anche contro la politica fiscale di Trump, che si <a href="https://www.tucsonsentinel.com/nationworld/report/070225_gop_budget/gops-massive-tax-cut-bill-stalls-as-freedom-caucus-rebels-over-34-trillion-deficit-hike/">stima possa aggiungere 3.400 miliardi di dollari al deficit federale nei prossimi dieci anni.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Verso una crisi del debito?</h2>



<p>Powell deve gestire le conseguenze dei dazi e la spada di Damocle del debito, problemi convergenti nell&#8217;ottica di una crescente pressione sul sistema americano che, ad oggi, frenano ogni politica volta a un taglio deciso dei tassi. Con una spesa per interessi che divora la spesa pubblica americana e rischi per la tenuta dei conti pubblici, la Fed vuole ponderare bene ogni mossa.</p>



<p><a href="https://www.ft.com/content/0b9ed184-4490-43bd-b9d1-f02478c3f260">Del resto, come ha dichiarato <strong>il finanziere Ray Dalio al <em>Financial Times</em>,</strong></a> Washington rischia una crisi strutturale: &#8220;ora abbiamo, per quanto riguarda il servizio del debito, circa mille miliardi di dollari di interessi e circa 9.000 miliardi di dollari di servizio del debito – debito in scadenza che deve essere rinnovato. E dobbiamo avere altri 2.000 miliardi di dollari, in altre parole, da vendere. Sappiamo di dover vendere quella cifra e non c&#8217;è una domanda adeguata&#8221;, ha detto il fondatore di Bridgewater. <strong>Nei prossimi 12 mesi gli Usa dovranno rifinanziare passività per 12mila miliardi</strong> di dollari, mezzo Pil italiano al mese. E senza una politica monetaria seria sarà un&#8217;impresa farlo a tassi accettabili. Contro tutto e tutti Powell, che scadrà a maggio 2026, vuole difendere la linea contro ogni pressione politica. E difficilmente, per ora, anche Trump può fare a meno del suo effetto stabilizzatore.</p>



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		<title>Il Pil cala, le Borse recuperano, il numero degli occupati sale: l&#8217;economia Usa tra alti e bassi</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/il-pil-cala-le-borse-recuperano-il-numero-degli-occupati-sale-leconomia-usa-tra-alti-e-bassi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2025 23:05:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Disoccupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pil]]></category>
		<category><![CDATA[Tassi d&#039;interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Pil giù, le Borse recuperano, i posti di lavoro salgono: l'economia Usa tra alti e bassi ma senza ancora un giudizio definitivo.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/usa-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il <strong>calo del Pil statunitense</strong> dello 0,3% nel primo trimestre è stato presentato come un segno delle problematiche indotte all&#8217;agenda di Washington dalle scelte di politica economica <strong>del presidente Donald Trump</strong>, visto che l&#8217;aumento delle importazioni e il calo degli investimenti hanno segnalato indubbiamente un momento di tensione. Ma al contempo lo stato del sistema a stelle e strisce non può esser definito in completo declino.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;economia Usa tra alti e bassi</h2>



<p>A poco più di tre mesi dall&#8217;<strong>insediamento della nuova amministrazione</strong>, che ha da poco superato i primi <strong>cento giorni,</strong> e a un mese dal &#8220;Liberation Day&#8221; che ha segnato l&#8217;annuncio del <strong>più ampio pacchetto di dazi americano nel post-Seconda guerra mondiale</strong>, con annessa guerra commerciale con la Cina, alti e bassi si compenetrano nel giudizio dell&#8217;economia americana. Il Pil cala, è vero, ma negli stessi giorni in cui venivano annunciati i dati sulla produzione gli Usa hanno vissuto una <strong>ripresa dei listini azionari dopo la brusca correzione del 15%</strong> imposta dal varo dei dazi di Trump.</p>



<p>L&#8217;indice S&amp;P500 è cresciuto per nove sessioni consecutive, record dal 2004, e nella giornata del 2 maggio ha superato i livelli che aveva toccato nel &#8220;Liberation Day&#8221;. Segno tanto della ritirata (probabilmente temporanea) della Casa Bianca dal piano più<a href="https://it.insideover.com/politica/ucraina-dazi-usaid-in-100-giorni-trump-ha-cambiato-il-mondo.html"> ambizioso del consigliere <strong>Stephen Miran</strong></a> per spostare dall&#8217;equity al debito Usa gli investimenti per effetto dei dazi, quanto dell&#8217;effetto positivo degli annunci di un possibile allentamento delle tariffe. Ma anche della solidità di un <strong>mercato del lavoro che ad aprile ha aggiunto 177mila posti di lavoro</strong>, secondo i dati del Bureau of Labour Statistics, il 31% in più dei 135mila previsti da una recente analisi di Bloomberg.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida di Trump sui tassi</h2>



<p>L&#8217;economia americana, al netto delle difficoltà, non è dunque al palo. Trump spera che <strong>gli annunci di nuovi investimenti industriali,</strong> i tagli fiscali e una rinnovata stabilità nei rapporti economici interni spingano gli Usa a una nuova crescita sostenuta. L&#8217;amministrazione punta al fatto che le scorte fatte prima dei dazi siano in grado di proteggere le industrie dalle tariffe nel trimestre in corso. <strong>A decidere se l&#8217;economia potrà tornare a veleggiare</strong> a pieno ritmo saranno due indicatori. </p>



<p>Innanzitutto, il costo del denaro. E su questo fronte si registra lo scontro tra <strong>Donald Trump e la Federal Reserve</strong> di Jay Powell, pressato dalla Casa Bianca per tagliare i tassi. <a href="https://www.ft.com/content/5ab8bce3-e3d9-48b8-a3a3-d8a563447ca8">Nota il Financial Times che</a> &#8220;dopo i dati sull&#8217;occupazione di venerdì, il rendimento dei titoli del Tesoro a due anni, che segue le aspettative sui tassi di interesse e si muove inversamente ai prezzi, è salito di 0,13 punti percentuali al 3,83%, poiché gli investitori hanno scommesso che la Federal Reserve statunitense avrebbe mantenuto i costi di prestito elevati per un periodo più lungo&#8221;. Il Governo vuole tassi più bassi e più margini di spesa e leva fiscale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il nodo dei consumi privati</h2>



<p>Al contempo, il secondo fronte da monitorare sarà la <strong>tenuta dei consumi interni</strong> di fronte all&#8217;avvio dei dazi, che potrebbero condizionare i prezzi di molti prodotti. <a href="https://edition.cnn.com/2025/04/30/business/us-pce-inflation-consumer-spending-march">A marzo la <strong>spesa per i consumi è aumentata dello 0,7%</strong> dopo un +0,1%</a> a febbraio e bisognerà aspettare i dati di aprile per capire se i cittadini americani stiano <strong>anticipando i dazi</strong> o abbiano invece piena capacità di investimento e spesa.</p>



<p><a href="https://fred.stlouisfed.org/series/DPCERE1Q156NBEA">Rappresentando quasi il 69% del Pil,</a> i consumi privati sono il vero driver della <strong>crescita americana. Se da un lato il calo del Pil</strong> getta un faro sul loro andamento, dati come quelli sull&#8217;occupazione danno segnali inversi rispetto a un trend declinista spesso dominante nella stampa. <strong>La realtà è che è ancora molto presto</strong> per giudicare appieno le politiche di Trump. Ma che non sarà un meccanismo unilaterale a guidare lo sviluppo americano nei prossimi mesi è un fatto ormai chiaro ed assodato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/il-pil-cala-le-borse-recuperano-il-numero-degli-occupati-sale-leconomia-usa-tra-alti-e-bassi.html">Il Pil cala, le Borse recuperano, il numero degli occupati sale: l&#8217;economia Usa tra alti e bassi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Dall&#8217;Ia all&#8217;automotive, cinque scenari economici da monitorare nel 2025</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dallia-allautomotive-cinque-scenari-economici-da-monitorare-nel-2025.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jan 2025 09:51:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Auto elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
		<category><![CDATA[Nvidia]]></category>
		<category><![CDATA[Tassi d&#039;interesse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="613" height="394" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/walla-street.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/walla-street.jpg 613w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/walla-street-600x386.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/walla-street-300x193.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 613px) 100vw, 613px" /></p>
<p>Il 2025 si apre in un contesto di grande complessità per l&#8217;economia globale, caratterizzato da una dicotomia tra una borsa frizzante, soprattutto negli Stati Uniti, e un sistema industriale e commerciale precario di fronte a rivalità tra Paesi, rincari energetici, conseguenze dell&#8217;alta inflazione. InsideOver prova a ipotizzare quali possano essere gli scenari caldi da tener &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/dallia-allautomotive-cinque-scenari-economici-da-monitorare-nel-2025.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="613" height="394" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/walla-street.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/walla-street.jpg 613w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/walla-street-600x386.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/walla-street-300x193.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 613px) 100vw, 613px" /></p>
<p>Il <strong>2025</strong> si apre in un contesto di <strong>grande complessità per l&#8217;economia globale</strong>, caratterizzato da una dicotomia tra una <strong>borsa frizzante</strong>, soprattutto negli Stati Uniti, e un sistema <strong>industriale e commerciale</strong> precario di fronte a rivalità tra Paesi, rincari energetici, conseguenze dell&#8217;alta inflazione. <em>InsideOver</em> prova a ipotizzare quali possano essere gli scenari caldi da tener d&#8217;occhio in questo anno. Ne abbiamo identificati cinque.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Intelligenza artificiale, il trend continuerà?</h2>



<p>Sarà, innanzitutto, ancora l&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong> la regina dei mercati nel 2025? Soprattutto, i colossali investimenti in ricerca e sviluppo, potenza di calcolo e hardware genereranno finalmente gli <strong>attesi ritorni industriali</strong>, giustificando il boom di gruppi come <strong><a href="https://it.insideover.com/tecnologia/nvidia-sotto-accusa-in-cina-la-nuova-frontiera-della-guerra-economica.html">Nvidia</a></strong>, protagonista dei mercati nell&#8217;ultimo biennio capace di diventare<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/musk-nvidia-la-sfida-usa-cina-leuropa-assente-alessandro-aresu-legge-la-geopolitica-dellia.html"> l&#8217;unica azienda in grado di contendere a Microsoft e Apple la guida della borsa americana?</a> </p>



<p>Molto si deciderà in questo 2025, segnato peraltro dal<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/dai-chip-ai-metalli-si-infiamma-la-guerra-tecnologica-fra-usa-cina.html"> rinfocolamento della <strong>guerra tecnologica sino-americana</strong></a> a colpi di sanzioni, controlli alle esportazioni e <strong>tentativi di ridefinizione delle filiere strategiche</strong> delle materie prime e dei semilavorati, soprattutto nel settore dei chip. Obiettivo? Fermare i progressi della controparte verso la produzione di chip, schede grafiche e hardware capaci di abilitare una potenza di calcolo sufficiente all&#8217;esplosione dell&#8217;Ia.</p>



<p><strong><a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2024/apr/13/from-boom-to-burst-the-ai-bubble-is-only-heading-in-one-direction">John Naughton</a></strong>, docente presso il Center for Research in the Arts, Social Sciences, and Humanities dell’Università di Cambridge, ad aprile ricordava sul <em>Guardian</em> che &#8220;nessuno sta ancora guadagnando soldi veri dall’intelligenza artificiale, tranne quelli che costruiscono l’hardware”. Rompere questo vincolo sarà decisivo per far diventare l&#8217;Ia una vera rivoluzione. Altrimenti, <a href="https://it.insideover.com/economia/lia-brucia-un-trilione-di-dollari-sta-scoppiando-una-nuova-bolla.html">il rischio bolla</a> sarà dietro l&#8217;angolo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Borsa in volo, economia reale in affanno</h2>



<p>A ciò si dovrà sommare un <strong>parallelo trend che vede mercati sovraccarichi di investimenti,</strong> soprattutto negli Usa, sovraperformare i loro risultati storici, crescere in una maniera totalmente indipendente dai risultati dell&#8217;economia reale. Nvidia, ad esempio, ha trainato <strong>il volo dell&#8217;S&amp;P500 in un&#8217;America che cresce</strong>, ma anche in Europa non mancano esempi simili. In Europa la <strong>Germania</strong> vive un&#8217;acuta crisi industriale, ma al contempo aziende come <a href="https://it.insideover.com/economia/industria-in-calo-borsa-in-volo-i-due-volti-della-germania-e-il-ruolo-di-sap.html"><strong>Sap trainano la Borsa di Francoforte</strong> ai massimi storici</a>.</p>



<p>Cosa succede? C&#8217;è il rischio che la finanza prenda una via eccessivamente autonoma rispetto ai fondamentali dell&#8217;economia, alimentando trend speculativi e bolle che andranno monitorati con attenzione in un contesto in cui molte aziende, soprattutto tecnologiche, vivono<a href="https://it.insideover.com/economia/il-volo-della-finanza-nellinverno-delleconomia-prepara-una-bolla-finanziaria.html"> fasi di <strong>utili sovraccaricati rispetto al normale</strong>.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Parola d&#8217;ordine: consolidamento</h2>



<p>Per far fronte alle <strong>buriane dell&#8217;economia</strong>, molte aziende stanno pensando al grande progetto del <strong>consolidamento</strong> con altri attori industriali o finanziari. Gli ultimi anni hanno visto casi d&#8217;alto profilo di fusioni di gruppi, come successo nel <strong>2021 con la nascita di Stellantis</strong> o nel 2023 con <a href="https://it.insideover.com/economia/terremoto-in-credit-suisse-perche-il-colosso-elvetico-traballa.html">l&#8217;<strong>incorporazione di Credit Suisse in Ubs</strong></a>. Ora il mercato è attivo e dinamico su questo fronte.</p>



<p>Nel 2024 abbiamo visto negli Usa grandi deal come l&#8217;<strong>acquisizione di Pioneer, azienda leader nella ricerca oil&amp;gas</strong>, da parte di <strong>ExxonMobil</strong> per 60 miliardi di dollari, o la mossa da 14 miliardi di <strong>Hewlett Packard </strong>su Juniper Networks per amplificare la presenza nel mercato del calcolo avanzato. In Europa sono in atto <strong>processi di questo tipo</strong> soprattutto nella finanza, con <strong>Unicredit che ha lanciato la scalata a </strong><a href="https://it.insideover.com/economia/nella-crisi-tedesca-vince-litalia-unicredit-al-28-in-commerzbank.html"><strong>Commerzbank</strong> </a>e <a href="https://it.insideover.com/economia/credit-agricole-sfida-unicredit-per-bpm-in-palio-il-sistema-bancario-italiano.html"><strong>Banco Bpm</strong>, </a>e nel settore della Difesa, dove gli accordi tra aziende prendono soprattutto la forma di joint venture (è il caso di <a href="https://it.insideover.com/difesa/italia-e-germania-le-fondamenta-della-difesa-europea.html">Leonardo-Rheinmetall</a>). Infine, è allo studio un&#8217;altra fusione XXL, quella <a href="https://it.insideover.com/economia/honda-nissan-la-maxi-fusione-giapponese-dellauto-per-sfidare-tesla.html"><strong>Nissan-Honda</strong> per spingere gli investimenti dei due importanti gruppi automotive giapponesi.</a></p>



<h2 class="wp-block-heading">Automotive, l&#8217;anno della verità</h2>



<p>A proposito di automotive, il <strong>2025 è destinato a esser l&#8217;anno della verità</strong> per molte dinamich. Capiremo, in prima battuta, se sarà mantenuto con le condizioni di partenza il più celebre e divisivo dei market-mover globali del settore, la svolta al 2035 per il 100% elettrico del <strong>mercato europeo</strong>, in un contesto che ha visto il Partito Popolare Europeo presentare un &#8220;Piano B&#8221; per salvare parte dell&#8217;endotermico.</p>



<p>Si vedrà, poi, quanto le auto elettriche potranno stare sul mercato senza sussidi e sostegni da parte del decisore pubblico. In Europa il loro mercato ha subito una gelata, negli Stati Uniti c&#8217;è il nodo di Tesla, mentre in Cina ormai le macchine elettriche non sono più il futuro ma il presente: le loro vendite <strong>sovraperformano</strong> quelle del <strong>mercato endotermico</strong> con un importante vantaggio di prezzo. La competitività delle auto elettriche cinesi può essere il fattore maggiormente in grado di indurre i decisori europei a un ripensamento sulla<a href="https://it.insideover.com/economia/la-grande-muraglia-ue-contro-le-auto-elettriche-cinesi.html"> scia di dazi alle vetture di Pechino</a> che, ad oggi, rallentano la presenza delle case occidentali. Ricordando che ogni mossa fatta in nome dell&#8217;ambiente è valida finché dalla geopolitica non vengono indicazioni diverse&#8230;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tassi d&#8217;interesse, inflazione, energia</h2>



<p>In Europa un <strong>dato fondamentale</strong> sarà rappresentato dal <strong>sovrapporsi tra i livelli dei tassi d&#8217;interesse</strong>, <a href="https://it.insideover.com/economia/salari-e-inflazione-la-pericolosa-ipocrisia-della-banca-centrale-europea.html">dall&#8217;evoluzione dell&#8217;<strong>inflazione</strong></a> e dal problema dei costi energetici. Fattori rivelatisi decisivi per lo sviluppo ordinato delle economie del Vecchio Continente. </p>



<p>Se sul fronte dell&#8217;inflazione <em>core</em> e del <strong>costo del denaro</strong> sono da attendersi delle sensibili decelerazioni, come auspicato anche dalla <strong><a href="https://it.insideover.com/investimenti-e-trading/bce-verso-un-taglio-dei-tassi-anticipato-inflazione-in-calo-e-segnali-di-rallentamento-economico-in-europa.html">Banca centrale europea</a></strong>, sul tema dell&#8217;<strong>energia</strong> una grande incognita resterà quella dei <strong>prezzi del gas naturale</strong>, in un contesto che vede l&#8217;Europa più dipendente di ieri da fonti esterne, priva del gas russo via tubo senza essersi resa indipendente da Mosca al 100% (il gas continua ad arrivare via mare), condizionata nella sua competitività dal fattore energia. Questo mentre gli Usa vivono una primavera della loro produzione energetica e la Cina ha fonti di rifornimento sicure può esser un fattore di condizionamento non secondario della <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/leuropa-tartaruga-insegue-lia-la-lepre-usa-e-gia-sul-calcolo-quantistico.html">competitività dell&#8217;Ue. già claudicante su molti campi.</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dallia-allautomotive-cinque-scenari-economici-da-monitorare-nel-2025.html">Dall&#8217;Ia all&#8217;automotive, cinque scenari economici da monitorare nel 2025</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Gabriele Pinosa: &#8220;Il debito Usa, le finanze del Giappone, la mancanza di visione della Ue. Ecco i punti critici&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/gabriele-pinosa-il-debito-usa-le-finanze-del-giappone-la-mancanza-di-visione-della-ue-ecco-i-punti-critici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Sep 2024 17:04:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Borsa e Trading]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[inflazione]]></category>
		<category><![CDATA[Tassi d&#039;interesse]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1379" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_202408111038350_5e6a5a1d403683da917a908b7766683d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_202408111038350_5e6a5a1d403683da917a908b7766683d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_202408111038350_5e6a5a1d403683da917a908b7766683d-600x431.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_202408111038350_5e6a5a1d403683da917a908b7766683d-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_202408111038350_5e6a5a1d403683da917a908b7766683d-1024x735.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_202408111038350_5e6a5a1d403683da917a908b7766683d-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_202408111038350_5e6a5a1d403683da917a908b7766683d-1536x1103.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'economia globale si avvicina alla fine del 2024 in un contesto caratterizzato da dinamiche ambigue. Il futuro dell'Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/gabriele-pinosa-il-debito-usa-le-finanze-del-giappone-la-mancanza-di-visione-della-ue-ecco-i-punti-critici.html">Gabriele Pinosa: &#8220;Il debito Usa, le finanze del Giappone, la mancanza di visione della Ue. Ecco i punti critici&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1379" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_202408111038350_5e6a5a1d403683da917a908b7766683d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_202408111038350_5e6a5a1d403683da917a908b7766683d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_202408111038350_5e6a5a1d403683da917a908b7766683d-600x431.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_202408111038350_5e6a5a1d403683da917a908b7766683d-300x215.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_202408111038350_5e6a5a1d403683da917a908b7766683d-1024x735.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_202408111038350_5e6a5a1d403683da917a908b7766683d-768x552.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/08/OVERCOME_202408111038350_5e6a5a1d403683da917a908b7766683d-1536x1103.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;economia globale si avvicina alla fine del 2024 in un contesto fortemente paradossale. Tutti gli indicatori parlano di trend di crescita, ma la spada di Damocle delle minacce recessive, dell&#8217;inflazione e del debito pubblico condizionano molte grandi economie, specie quelle occidentali. <strong>Dalla partita valutaria a quella delle politiche industriali,</strong> Usa, Europa e Giappone, le maggiori economie del sistema capitalista occidentale, dovranno affrontare una congiuntura complessa. Per approfondirne le dinamiche, <em>InsideOver</em> ha dialogato con <strong>Gabriele Pinosa, esperto di scenari macroeconomici </strong>e titolare della società attiva nella consulenza strategica in campo geopolitico ed economico <strong>Go-Spa.</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Gli scenari economici internazionali hanno più volte, negli ultimi mesi, fatto parlare di una <a href="https://it.insideover.com/economia/trump-o-harris-lo-spauracchio-recessione-irrompe-nella-campagna-elettorale-usa.html">possibile recessione </a>in Paesi di primo piano nei prossimi mesi. Quanto realistici sono questi allarmi?&nbsp;</strong></h3>



<p>&#8220;Il più recente Outlook del FMI (Fondo Monetario Internazionale) del luglio scorso ha confermato una crescita economica nelle principali economie mondiali per il 2024: rispettivamente +2.6% USA; +5% Cina; +0.9%Eurozona. Se aggiungiamo la crescita di PIL previsto per l’India (+7%) e la Russia (+3.2%), è difficile pensare ad una fase recessiva. La realtà pare però differente: il motore della domanda cinese – dopo lo scoppio della bolla immobiliare – si è inceppato; l’Eurozona viene progressivamente contagiata dalla “malattia economica” tedesca e negli USA il ciclo economico di crescita, gonfiato dalla politica fiscale iper-espansiva post Covid, è agli sgoccioli. Volendo proseguire, in India vi sono i primi segnali di scoppio di una bolla finanziaria e la Russia cresce grazie all’economia di guerra. In sintesi, le conseguenze degli eccessi pre-pandemici sono state semplicemente sterilizzate con forti dosi keynesiane di stimolo fiscale, ma le cause dei disequilibri strutturali non sono state affrontate&#8221;.</p>



<p><strong>In particolare, osservati speciali sono gli Stati Uniti. Quanto peserà l&#8217;economia nello scontro Trump-Harris?</strong></p>



<p>&#8220;Moltissimo in termini di narrativa (“<em>It’s the economy, stupid!</em>”: lo slogan che contribuì alla vittoria di Clinton). Insieme alla questione dei migranti, e ai diritti civili, l’economia è il tema più sentito dagli elettori a stelle e strisce. Al di là dei proclami, la differenza dei due programmi non è affatto siderale: a dimostrarlo sono il fatto che i democratici non hanno alcuna intenzione di abolire i dazi alla Cina, né i repubblicani di eliminare l’Obamacare. Il punto è che entrambi i candidati presentano “progetti mirabolanti” la cui realizzazione non potrà che aumentare ulteriormente il deficit di bilancio. Nel contempo, nessuno dei due propone alcun tipo di soluzione alla crescita esponenziale del debito pubblico, che ha superato i 35 trilioni $. Nel 2024, per la prima volta nella Storia americana, gli oneri al servizio del debito pubblico saranno più elevati della spesa per la Difesa. Un valore maggiore di 1 trilione $/ all’anno, che viene pagato con l’emissione di altro debito: si chiama spirale di autoalimentazione del debito, da cui è impossibile uscire evitando ogni forma di default&#8221;.</p>



<p><strong>Che prospettive offrono gli States, in tal senso, sul fronte dell&#8217;altra partita fondamentale, quella della lotta all&#8217;inflazione e dei tassi?</strong></p>



<p>&#8220;La risposta è strettamente legata al punto precedente. Gli Stati Uniti hanno (ancora) la leadership del sistema finanziario globale e sono in grado di utilizzarla per salvaguardare i loro obbiettivi strategici. Se il debito è l’”<em>elefante nella stanza</em>” del sistema, la <em>way out</em> è l’inflazione, che consente la riduzione del valore reale del debito. Il tutto però ad una condizione: che i tassi nominali siano inferiori al tasso di inflazione, cioè che i tassi reali siano negativi. Si chiama “repressione finanziaria” ed è il modo meno doloroso per “fare default”, in quanto il debito viene in effetti ripagato su base nominale, mentre la vera perdita è nelle tasche dei suoi creditori, che perdono progressivamente potere d’acquisto. Ciò ribalta la narrativa dominante, che vede l’inflazione come parte del problema: essa fa parte della soluzione all’enorme problema del debito. Questo è anche il motivo per cui le banche centrali devono tagliare i tassi, nonostante l’inflazione rimanga ad un livello superiore ai target da loro stesse indicato: perché al momento i tassi reali sono positivi, e ciò risulta l’ostacolo più rilevante alla riduzione del debito&#8221;.</p>



<p><strong>Sul fronte valutario globale, invece, quali sono gli equilibri da osservare?</strong></p>



<p>&#8220;Dopo decenni di politica monetaria ultra-espansiva, la Bank of Japan (BoJ) si è trovata costretta ad un’inversione di rotta, motivata da una crescita dell’inflazione superiore al target del 2%. Ciò ha causato l’apprezzamento dello yen, dopo una prolungata fase di deprezzamento. In realtà, la BoJ si è trovata in una trappola creata da sé stessa: l’iper-monetarismo. È stata infatti la politica monetaria iper-espansiva di Tokyo a causare la svalutazione dello yen, che ha posto le basi per il ritorno dell’inflazione, in quanto il Giappone è un importatore netto di materia prima (soprattutto energetica), che paga in dollari americani. L’inflazione importata trovava un ulteriore elemento di accelerazione dalla speculazione finanziaria, a causa del fenomeno del <em>carry trade</em>. Si tratta di un meccanismo che porta gli operatori finanziari ad indebitarsi nella valuta con i tassi più bassi (in questo caso lo yen), investendo in asset redditizi, ma rischiosi (come l’equity), oppure in un’altra valuta che remunera con tassi più elevati (in questo caso, il dollaro americano). Il <em>carry trade</em> portava ad un deprezzamento potenzialmente senza fine dello yen (che veniva venduto allo scoperto), in un gioco che pareva “<em>win-win</em>”, fino a quando il giocattolo si è rotto, con il rialzo (pur esiguo!) dei tassi della BoJ. La chiusura dei <em>carry trade</em> ha prodotto il crash finanziario del 5 agosto scorso, con un forte apprezzamento dello yen e un crollo generalizzato delle borse globali, partendo dal Nikkei. Si è trattato di una scossa premonitrice di un potenziale movimento tellurico di più vasta portata, tutt’altro che terminato, ed i cui impatti rischiano di causare un “incidente finanziario” a livello sistemico&#8221;.</p>



<p><strong>L&#8217;Europa vive una fase critica per decidere il suo futuro. Che scenari ci aspettano?</strong></p>



<p>&#8220;Parafrasando una famosa affermazione di von Metternich (riguardo all’Italia), si può dire che l’”Europa è un’espressione geografica”. La spinta di ottant’anni fa dei padri fondatori (il Manifesto di Ventotene) pare esaurita da tempo. Il fatto è che il progetto europeo è nato e si è sviluppato preminentemente con un fine mercantilista e commerciale, mettendo sempre in secondo piano gli altri aspetti. Ora che il motore di questo processo (il mercantilismo tedesco) è in crisi strutturale, i nodi giungono al pettine, e non riguardano solo Berlino, bensì l’intero progetto europeo. Vi è una scollatura sempre più evidente tra le istituzioni europee e i governi nazionali, che identifica un problema ancora più grave: l’apertura di una linea di faglia tra i cittadini del Vecchio continente e le istituzioni europee. Non si può parlare di “eccezione ungherese”, quando i sistemi politici dei due “soci di maggioranza” dell’Unione (Germania-Francia) soffrono una crisi profonda. La criticità ha radici profonde, in termini di mancanza di identità, oltre che di strategia condivisa, frutto del tatticismo esasperato dell’era Merkel, senza visione (ce lo ricorda la gestione della “crisi greca”). Ne sono la prova la stretta dipendenza europea dal sistema cinese, in termini di <em>supply chains</em> strategiche, e l’assoluta sudditanza a quello americano, in termini di Difesa. L’evoluzione della situazione va monitorata attentamente da Berlino, in quanto la crisi economica può sfociare in una crisi sociale e politica, con conseguenze tanto imprevedibili, quanto potenzialmente nefaste, come ci ricorda la Storia&#8221;.</p>



<p><strong>Che giudizio dà del <a href="https://it.insideover.com/politica/caro-draghi-grazie-ma-leuropa-che-sogni-non-piacerebbe-agli-usa-e-tu-lo-sai.html">Rapporto Draghi</a> e delle chiavi di lettura che offre?</strong></p>



<p>&#8220;Il piano Draghi mette in bella copia una serie di compiti da fare noti da tempo a tutti (almeno gli addetti ai lavori). Il punto però non è sul “cosa fare” (una politica energetica e della Difesa comuni, unificare il mercato dei capitali, implementare una maggiore autonomia strategica nel campo delle materie prime, definire una linea condivisa nella politica migratoria, e così via), ma sul “come riuscire a farlo” (come convincere i vari Paesi della necessità di procedere a passi spediti, quando gli interessi sono divergenti?). La prova delle difficoltà di una linea condivisa sono sotto gli occhi di tutti quotidianamente: le disparità di veduta sula gestione dei migranti e quella sulle politiche anti-dumping verso la Cina ne sono la prova tangibile. Negli ultimi decenni, il progetto europeo ha trovato nuova linfa nelle crisi, come accaduto con il lancio del Next Generation EU durante la pandemia. Il rilancio degli investimenti – pubblici e privati – è essenziale, ma se si pensa di poter risolvere tutti i problemi con un debito aggiuntivo di 800 miliardi euro all’anno, a mio avviso si sbaglia. L’Europa, per nascere, ha bisogno di una visione in cui credere, di un progetto da realizzare. Bisognerebbe tornare alla necessità di una Costituzione europea, la cui mancata approvazione (con la bocciatura dei referendum francese ed olandese nel 2005) ha inferto un colpo durissimo al progetto europeo. L’Europa si fa con i giovani e la scuola (come dimostra il progetto Erasmus), altrimenti è destinata a morire, prima ancora di aver visto realmente la luce&#8221;.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/gabriele-pinosa-il-debito-usa-le-finanze-del-giappone-la-mancanza-di-visione-della-ue-ecco-i-punti-critici.html">Gabriele Pinosa: &#8220;Il debito Usa, le finanze del Giappone, la mancanza di visione della Ue. Ecco i punti critici&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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