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	<title>Taranto Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 18 Oct 2020 14:45:09 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Taranto Archives - InsideOver</title>
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		<title>Taranto, un crocevia geopolitico conteso</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/taranto-un-crocevia-geopolitico-conteso.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2020 14:45:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Copasir]]></category>
		<category><![CDATA[Ilva]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nave porto di Taranto (La Presse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi mesi la partita per lo sviluppo dei porti italiani si è fatta nuovamente rovente. E se nelle ultime settimane a tenere banco è stata la questione di Trieste, interessata dall&#8217;investimento massiccio della società amburghese Hhna che ne ha avviato un nuovo collocamento &#8220;asburgico&#8221; rivolto alla Germania e all&#8217;Europa centrale, non va sottovalutato il ruolo &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/taranto-un-crocevia-geopolitico-conteso.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nave porto di Taranto (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Negli ultimi mesi la partita per lo sviluppo dei porti italiani si è fatta nuovamente rovente. E se nelle ultime settimane a tenere banco è stata la questione di <strong>Trieste, </strong>interessata dall&#8217;investimento massiccio della società <a href="https://it.insideover.com/economia/nella-battaglia-dei-porti-trieste-sceglie-la-via-asburgica.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">amburghese Hhna che ne ha avviato un nuovo collocamento &#8220;asburgico&#8221;</a> rivolto alla Germania e all&#8217;Europa centrale, non va sottovalutato il ruolo strategico e geopolitico di Taranto. Su cui da tempo si è acceso il faro delle due maggiori potenze internazionali, <strong>Cina e Stati Uniti, </strong>è aumentato l&#8217;interesse da parte del governo italiano e sta guardando con attenzione anche il più importante <a href="https://it.insideover.com/politica/lallarme-copasir-pechino-mira-al-porto-e-allex-ilva-di-taranto.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">comitato securitario del Parlamento italiano, il <strong>Copasir</strong></a>.</p>
<p>Taranto è infatti interessata dalle manovre della <strong>Marina Militare </strong>per l&#8217;ingrandimento della base militare sita nello scalo pugliese, che col contributo di 600 milioni forniti dagli Stati Uniti diventerà un perno chiave delle Standing Naval Forces schierate sul fronte sud della Nato; al contempo, è oggetto dell&#8217;interesse di Pechino, che dopo aver subito una battuta d&#8217;arresto a Trieste sta rilanciando la strategia dei porti mediterranei da inquadrare nella sua <a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/che-cose-la-nuova-via-della-seta.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Nuova via della seta</strong>,</a> con i conseguenti rilievi di ordine commerciale e geopolitico. In primavera ha fatto parlare di sè l’insediamento produttivo di Ferretti Group, leader mondiale nella cantieristica da diporto, nella zona “ex Yard Belleli”, e da tempo il terminal container è sotto il controllo della turca <strong>Yilport</strong>. Ma cosa collega e due aziende? Le partecipazioni o i legami con la Cina, che gli Stati Uniti indicano come potenzialmente pericolosi.</p>
<p><a href="https://www.startmag.it/smartcity/chi-punta-su-taranto-fra-economia-trasporti-e-geopolitica/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come nota <em>StartMag, </em></a>infatti, &#8220;<strong>Ferretti Group</strong> è <a href="https://en.weichai.com/cpyfw/wmdpp/fld/">controllato</a> per l’85% dai cinesi di Weichai Group&#8221;, mentre Yilport è stata attentamente radiografata dai servizi esteri italiani, operanti nel quadro dell&#8217;Aise, per capire con che alleanze la società turca intendesse realizzare i suoi progetti di raddoppio del volume di teu (unità di misura del trasporto marittimo pari a 38 metri cubi di merci) passanti per lo scalo pugliese, da 2 a 4 milioni l&#8217;anno. Ebbene, l&#8217;Aise ha rilevato che &#8220;Yilport Holding è socia dei cinesi di Cosco, Sinosteel e Cmec&#8221;. In questo contesto gli interessi in campo sono divergenti: si va dall&#8217;obiettivo cinese di ampliare il raggio d&#8217;azione della <strong>Belt and Road Initiative </strong>ai noti allarmi americani, funzionali a realizzare una strategia che ha nell&#8217;abbattimento della proiezione geoeconomica di Pechino la meta, circa le implicazioni securitarie di una crescente presenza di Pechino. Ma si passa anche per le discussioni sul futuro di una città ferita<a href="https://it.insideover.com/economia/dietro-il-disastro-ilva-il-vuoto-di-una-seria-politica-industriale.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> dal lungo stallo sull&#8217;<strong>Ilva </strong>e che nella portualità può trovare la chiave di volta per rinascere.</a></p>
<p>La giunta regionale pugliese del confermato <strong>Michele Emiliano </strong>ha in passato espresso felicità per l&#8217;aumento delle attività di Ferretti a Taranto e sul versante <strong>più grande economico-internazionale</strong> il governo giallorosso non ha mai messo in campo alcuna presa di posizione ufficiale circa la nuova presenza nello scalo della Magna Grecia di società legate alla <strong>Cina</strong>. E con il calo dell&#8217;attività dell&#8217;Ilva le aziende finite nel mirino degli apparati atlantici o filo-atlantici sono diventate vitali per la città, come fa <a href="https://www.affaritaliani.it/puglia/acciaio-e-via-della-seta-il-futuro-di-taranto-corre-sul-fronte-del-porto-699264.html">notare &#8220;Affari Italiani&#8221;:</a> &#8220;Col ridimensionamento del traffico generato dal’ex-Ilva (in caduta al di sotto del 40%) l’incidenza di quello generato dai flussi gestiti da Yilport è destinato a salire fino al 30-35%, nel contempo il Gruppo Ferretti intenderebbe concentrare la sua attività sulla costruzione di scafi e sovrastrutture in vetroresina e carbonio, ma anche sulla nascita di un centro di ricerca, focalizzato sulla realizzazione di modelli e stampi&#8221;, mentre gli oltre 700 milioni di euro di investimenti che il governo intende garantire una crescita sostenuta a infrastrutture, ospedali, università, riqualificazione urbana.</p>
<p><strong>Taranto </strong>torna strategica e risulta valorizzata, e all&#8217;Italia spetta il compito di spiegare agli alleati atlantici come non necessariamente i rilievi securitari sulle possibili infiltrazioni cinesi siano da seguire fino in fondo quando si tratta di investimenti funzionali a riportare ai fasti di un tempo una città ferita e non di scalate ostili contro &#8220;gioielli di famiglia&#8221;. Risulta inoltre fondamentale notare come la strategia di rilancio di Taranto come hub commerciale stia seguendo direttrici diverse da quelle di valorizzazione degli impianti militari e, anzi, per ridare a Taranto il destino che si merita sarà necessario saperle far procedere il più possibile in maniera complementare. La vera questione di sicurezza nazionale, su Taranto, è salvare la città e creare un ecosistema credibile in cui, in un secondo momento, anche la questione del futuro dell&#8217;ex Ilva possa essere inserita virtuosamente, garantendo un porto efficiente e ben inserito nei traffici globali alla capitale dell&#8217;acciaio italiano.</p>
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		<title>La contesa geopolitica per il porto di Taranto</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-contesa-geopolitica-per-il-porto-di-taranto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Futura D'Aprile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 17 Oct 2020 09:36:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Via della Seta]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nave porto di Taranto (La Presse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-2048x1365.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La città di Taranto è finita nuovamente al centro di una battaglia geopolitica tra Governo, Cina e Stati Uniti. Del capoluogo ionico si era già parlato durante l’estate, quando la compagnia turca Yilport aveva ottenuto una concessione di 49 anni per lo sviluppo del San Cataldo Container Terminal e promesso investimenti pari a 400 milioni &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-contesa-geopolitica-per-il-porto-di-taranto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nave porto di Taranto (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La città di Taranto è finita nuovamente al centro di una <strong>battaglia geopolitica</strong> tra Governo, Cina e Stati Uniti. Del capoluogo ionico si era già parlato durante l’estate, quando la compagnia turca Yilport aveva ottenuto una <a href="https://it.insideover.com/politica/cina-e-turchia-unite-per-conquistare-le-rotte-commerciali-del-mediterraneo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">concessione</a> di 49 anni per lo sviluppo del San Cataldo Container Terminal e promesso investimenti pari a 400 milioni di euro. L’accordo con la Yilport aveva anche aperto le porte della città ionica alla <em>China Ocean Shipping Company</em>, compagnia di Stato cinese impegnata nella logistica e con cui la controparte turca aveva firmato un’intesa per future collaborazioni a livello globale.</p>
<p>Questa volta ad allarmare gli Stati Uniti &#8211; e il <a href="https://it.insideover.com/politica/lallarme-copasir-pechino-mira-al-porto-e-allex-ilva-di-taranto.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Copasir</a> &#8211; è stato l’annuncio della concessione per i prossimi 40 anni dell’area portuale ex Belleli di Taranto al gruppo Ferretti, storica azienda italiana detenuta per il 58 per cento dalla cinese Weichai. L’area, una delle più grandi del porto del capoluogo ionico, sarà bonificata dalla Sogesid &#8211; società legata ai ministeri di Ambiente e Infrastrutture &#8211;<span style="font-size: 1rem;"> per essere poi affidata alla Ferretti, che ha promesso un investimento di 85 milioni di euro per la costruzione di una nuova fabbrica di motori per yatch. L’apertura dell’impianto dovrebbe garantire un impiego a 400 persone e fa parte del più grande piano del Governo per il rilancio dello scalo ionico, fortemente danneggiato dalla crisi dell’ex Ilva.</span></p>
<p>A guardare con sospetto gli investimenti cinesi a Taranto non sono solo gli americani &#8211; che stanno cercando di allontanare il più possibile Pechino dall’Italia &#8211; ma anche il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Il Copasir teme infatti che la presenza cinese nel porto possa rappresentare un <strong>pericolo per la base navale della Nato</strong> presente nel capoluogo ionico. Lo scalo di Taranto ospita infatti le forze della Standing Naval Forces (Snf), parte della più grande <em>Very High Readiness Joint Task Force</em> della Nato, e navi della missione Ue Irini.</p>
<p>Mesi prima dell’annuncio da parte del premier, il vicepresidente del Copasir, Adolfo Urso, aveva sottolineato l’importanza del porto di Taranto per la Marina italiana e per la Nato, definendo l’infrastruttura ionica “un nodo nevralgico per la sicurezza nazionale e anche per quella atlantica” e chiedendo maggiore chiarezza sugli investimenti cinesi nell’area. Durante la sua visita a Taranto, Conte ha però minimizzato le preoccupazioni del Comitato per la sicurezza circa la presenza di Pechino all’interno della compagnia Ferretti, affermando che “se c’è una partecipazione straniera ed abbiamo deciso, da oggi, che dobbiamo sovietizzare il sistema economico, non sono d’accordo”.</p>
<p>Il premier però sa bene che non può ignorare i timori degli Stati Uniti e ha infatti annunciato un <strong>investimento pari a 200 miliardi</strong> per l’ampliamento della Stazione navale Mar Grande di Taranto. Il progetto era già stato presentato durante l’estate dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Mario Turco. “Andremo a realizzare una importante infrastruttura portuale adeguata alle necessità d’ormeggio delle nuove unità navali maggiori ed in genere ai nuovi bisogni operativi della Marina militare”, <a href="https://www.peacelink.it/disarmo/a/47885.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aveva affermato</a> il funzionario a fine luglio.</p>
<p>Gli investimenti renderanno ancora più importante l’infrastruttura tarantina, con ricadute positive anche sull’efficienza della Nato e della Task Force di azione rapida. Come affermato dallo stesso ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, l’ampliamento della stazione navale “contribuirà a consolidare ancor di più il ruolo strategico della città di Taranto, garantendo un sensibile miglioramento delle capacità logistiche, in risposta alle nuove esigenze operative e in piena armonia con il processo di ammodernamento della componente marittima”.</p>
<p>La mossa del premier però non basta a rassicurare gli alleati americani, né il Copasir, che ha promesso di vigilare sui futuri investimenti nel porto di Taranto per evitare che l’infrastruttura finisca nelle mani dei cinesi o di altre potenze straniere.</p>
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		<title>Le attività cinesi a Trieste e Taranto nel mirino degli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/le-attivita-cinesi-a-trieste-e-taranto-nel-mirino-degli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2020 10:20:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Copasir]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova Via della Seta]]></category>
		<category><![CDATA[porti]]></category>
		<category><![CDATA[Taranto]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia 5G]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nave porto di Taranto (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti stanno gradualmente alzando il livello del confronto con la Repubblica Popolare Cinese nei campi ove la sfida tra le due grandi potenze è maggiormente animata. Tra questi, assieme alla tecnologia non si può non indicare come primario fronte la partita per la connettività geoeconomica e commerciale, che vede gli States intenti a contenere e cercare di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/economia/le-attivita-cinesi-a-trieste-e-taranto-nel-mirino-degli-usa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Nave porto di Taranto (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/LP_5420308-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Gli <strong>Stati Uniti </strong>stanno gradualmente <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/cina-usa-battaglia-giganti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">alzando il livello del confronto</a> con la <strong>Repubblica Popolare Cinese </strong>nei campi ove la sfida tra le due grandi potenze è maggiormente animata. Tra questi, assieme alla tecnologia non si può non indicare come primario fronte la partita per la connettività geoeconomica e commerciale, che vede gli States intenti a contenere e cercare di limitare i grandi progetti infrastrutturali sognati da Pechino nel quadro della &#8220;<a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/che-cose-la-nuova-via-della-seta.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Nuova via della seta&#8221;</strong></a>.</p>
<p>L&#8217;area del Mediterraneo, e in particolare l&#8217;Italia, sono tra gli scenari in cui maggiormente la competizione in entrambi i campi si fa sentire con asprezza. E, anzi, una partita chiama l&#8217;altra in un contesto che vede la <strong>Cina </strong>essere profondamente inserita nell&#8217;unico Paese del G7 ad aver firmato il memorandum di adesione alla Belt and Road Initiative e in un contesto che vede Roma crocevia di interessi divergenti. La Cina punta fortemente sui rapporti politici ed economici con l&#8217;Italia, <a href="https://it.insideover.com/economia/la-rete-della-cina-nelleconomia-italiana.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha investito nelle reti</a>, nelle <a href="https://it.insideover.com/economia/ombre-cinesi-e-tedesche-sulla-sorte-di-autostrade-per-litalia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">autostrade</a>, nella finanza, nelle <a href="https://it.insideover.com/economia/da-milano-alla-sardegna-tutti-gli-affari-di-huawei-in-italia.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">telecomunicazioni</a>; gli <strong>Usa </strong>chiedono all&#8217;<strong>Italia </strong>il rispetto della scelta di campo occidentale e mirano a segnare con forza le <strong>linee rosse </strong>oltre cui i Paesi alleati non devono spingersi nel fare affari con Pechino.</p>
<p>Recentemente, due sono state ben precisamente indicate: la nota richiesta di ridurre il peso di <strong>Huawei nel 5G europeo e italiano </strong>e il lancio di sanzioni contro le aziende legate alla galassia di China communication construction company (Cccc), colosso delle infrastrutture a controllo statale attivo in partnership con due porti strategici del nostro Paese, quelli di <strong>Trieste e Taranto</strong>. Il capoluogo giuliano è da diversi anni nel <a href="https://it.insideover.com/politica/la-cina-mette-nel-mirino-il-porto-di-trieste-opportunita-e-rischi-della-mossa-di-pechino.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">radar delle influenze cinesi</a>, mentre anche lo scalo pugliese <a href="https://it.insideover.com/politica/lallarme-copasir-pechino-mira-al-porto-e-allex-ilva-di-taranto.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sta gradualmente venendo interessato.</a> E nelle ultime settimane sta crescendo la sensazione che i due strategici porti italiani possano entrare nella &#8220;lista nera&#8221; statunitense se le attività di Pechino per il loro sviluppo aumenteranno.</p>
<p>Dato che ora le aziende statunitensi attive nei settori di riferimento di Cccc avranno bisogno di <strong>permessi speciali </strong>per lavorare con il colosso cinese, Trieste rischia di poter vedere i suoi affari con Oltre Atlantico profondamente ridimensionati. <strong>Zeno D&#8217;Agostino, </strong>presidente dell&#8217;autorità portuale del capoluogo giuliano, <a href="https://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2020/09/16/news/boicottare-il-partner-asiatico-la-decisione-spetta-al-governo-1.39312854">ha dichiarato a <em>Il Piccolo </em></a>che è il governo italiano a dover indicare se Trieste deve o meno proseguire i suoi legami con Cccc, a sua volta nel mirino di Usa e 007 italiani, assieme alla turca Yilport, perchè ritenuta pericolosamente in grado di impadronirsi strategicamente dello scalo di Taranto.</p>
<p>La logistica portuale, i commerci e la connettività aumentano l&#8217;integrazione strategica con i progetti cinesi, gettando fumo negli occhi di Washington. I rischi di una marginalizzazione ad opera delle potenze Nato e dei loro attori economici per un effetto di emulazione delle scelte Usa nei confronti dei centri portuali italiani deve far pensare, soprattutto, in una logica comparata.</p>
<p>L&#8217;Italia, ad esempio, ha ridimensionato ma non bandito del tutto <strong>Huawei </strong>e mantiene nel suo sistema economico aziende strategiche, come <strong>Cdp Reti, </strong>a forte partecipazione di un altro colosso, <strong>State Grid, </strong>che presto potrebbe finire nel mirino delle sanzioni a stelle e strisce. Le linee rosse di Washington vengono applicate sotto forma di pressioni esercitate nei confronti di bersagli ben mirati nel campo avversario: le sanzioni sono lo strumento per mettere <strong>alleati e rivali </strong>di fronte al fatto compiuto. Fai affari con le aziende cinese della lista nera? Ti assumi rischi e pericoli, <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-la-mossa-degli-stati-uniti-se-litalia-aderisce-al-piano-cinese.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come del resto Washington già lascia intendere dai tempi della firma italiana al memorandum per la Bri.</a></p>
<p>La prossima visita di <strong>Mike Pompeo </strong>nella penisola,<a href="https://it.insideover.com/politica/pompeo-in-vaticano-con-un-occhio-allitalia-e-al-5g.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> ufficialmente mirata alla </a><strong>Città del Vaticano, </strong>porterà sicuramente il Segretario di Stato a dialoghi ad alto livello, in chiave informale, con funzionari ed esponenti del <strong>governo Conte</strong>, in cui le posizioni statunitensi saranno ribadite con forza. Saprà il governo M5S-Pd rendersi conto che, indipendentemente dalle scelte finali, è ora di tornare a mettere in campo una politica estera concreta? Saprà mediare tra sicurezza nazionale, realistiche esigenze economiche legate ai rapporti con la Cina e rispetto degli oggettivi rapporti di forza nel campo Nato? O continuerà a oscillare, in maniera naif, senza considerare il versante geopolitico della sfida Cina-Usa? Dal governo, in un senso o nell&#8217;altro, è attesa una decisione chiara sulla misura in cui modulare i rapporti con la Cina. Far finta di nulla rischia, sul lungo periodo, di far indispettire profondamente nei nostri confronti sia Washington che Pechino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/le-attivita-cinesi-a-trieste-e-taranto-nel-mirino-degli-usa.html">Le attività cinesi a Trieste e Taranto nel mirino degli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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