<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>studenti Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/studenti/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/studenti</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 18 Oct 2026 06:31:16 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>studenti Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/studenti</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>&#8220;Facciamo lezione a 36 studenti con 40 gradi in classe&#8221;: due docenti francesi raccontano la scuola in rivolta</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/facciamo-lezione-a-36-studenti-con-40-gradi-in-classe-due-docenti-francesi-raccontano-la-scuola-in-rivolta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Bonomelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2026 06:31:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=532773</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261018082951431_9006c28f6ee2d75815568ed348723af0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261018082951431_9006c28f6ee2d75815568ed348723af0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261018082951431_9006c28f6ee2d75815568ed348723af0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261018082951431_9006c28f6ee2d75815568ed348723af0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261018082951431_9006c28f6ee2d75815568ed348723af0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261018082951431_9006c28f6ee2d75815568ed348723af0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261018082951431_9006c28f6ee2d75815568ed348723af0-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ad un mese dall&#8217;inizio delle proteste e con la pausa per le vacanze, la scuola francese resta in rivolta. Due docenti testimoniano le condizioni estreme degli istituti, tra aule che raggiungono i 40 gradi e classi fino a 36 studenti. A circa sei mesi dalle presidenziali, la Francia è attraversata da una mobilitazione studentesca di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/facciamo-lezione-a-36-studenti-con-40-gradi-in-classe-due-docenti-francesi-raccontano-la-scuola-in-rivolta.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/facciamo-lezione-a-36-studenti-con-40-gradi-in-classe-due-docenti-francesi-raccontano-la-scuola-in-rivolta.html">&#8220;Facciamo lezione a 36 studenti con 40 gradi in classe&#8221;: due docenti francesi raccontano la scuola in rivolta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261018082951431_9006c28f6ee2d75815568ed348723af0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261018082951431_9006c28f6ee2d75815568ed348723af0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261018082951431_9006c28f6ee2d75815568ed348723af0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261018082951431_9006c28f6ee2d75815568ed348723af0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261018082951431_9006c28f6ee2d75815568ed348723af0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261018082951431_9006c28f6ee2d75815568ed348723af0-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/OVERCOME_20261018082951431_9006c28f6ee2d75815568ed348723af0-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><em>Ad un mese dall&#8217;inizio delle proteste e con la pausa per le vacanze, la scuola francese resta in rivolta. Due docenti testimoniano le condizioni estreme degli istituti, tra aule che raggiungono i 40 gradi e classi fino a 36 studenti.</em></p>



<p>A circa sei mesi dalle presidenziali, la Francia è attraversata da una <strong>mobilitazione studentesca</strong> di notevole ampiezza (il 6 ottobre hanno manifestato in <a href="https://www.agenzianova.com/news/proteste-studentesche-in-francia-scontri-a-parigi-macron-ha-riunito-i-ministri-alleliseo/">256mila, secondo il ministero dell’Interno</a>; in 450mila secondo gli organizzatori). Nata a metà settembre davanti ad alcuni licei della periferia di Parigi, la protesta <strong>si è estesa in poche settimane a tutto il Paese,</strong> coinvolgendo <strong>universitari, insegnanti e sindacati</strong>. Gli studenti denunciano <strong>classi sovraffollate, edifici degradati e carenza di docenti</strong>. Gli universitari chiedono anche <a href="https://lepetitjournal.com/fil-afp/mobilisation-lyceennes-les-lyceens-appeles-de-nouveau-se-mobiliser-jeudi-455641">250mila posti in più negli atenei</a> e, insieme agli studenti dell&#8217;ultimo anno di liceo, la fine di Parcoursup, la piattaforma che permette agli atenei di selezionare le candidature in base al dossier scolastico.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scontri, feriti e fermi: il bilancio delle istituzioni</h2>



<p>Dall’inizio del movimento, il ministero dell’Interno ha contato <a href="https://www.cnews.fr/france/2026-10-17/blocus-des-lycees-7950-gardes-vue-937-policiers-et-gendarmes-blesses-le-bilan"><strong>7.950 persone in stato di garde à vue</strong></a> (una condizione simile al nostro fermo), di cui 6.773 minorenni e 937 tra poliziotti e gendarmi feriti. Il 5 ottobre l’entourage del primo ministro Sébastien Lecornu indicava circa <strong>215 studenti e 85 membri del personale scolastico feriti </strong>per lo più in incidenti o per mano di esterni; tra i casi più gravi, un adolescente ha perso una mano per una granata durante un corteo a Lens. I <a href="https://www.leparisien.fr/societe/direct-mobilisation-du-17-octobre-gilets-jaunes-lyceens-de-nombreux-blocages-et-manifestations-attendus-ce-samedi-17-10-2026-C2LVTU2A5NEMXKBYBWEVRC3MVE.php">dati cambiano di ora in ora</a>. In questo clima, il governo <a href="https://x.com/Interieur_Gouv/status/2110114153562042737?s=20">ha condannato le violenze</a> e accusato La France insoumise di strumentalizzare la protesta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Risposte del governo insufficienti, la mobilitazione non va in vacanza</h2>



<p>L’8 ottobre il ministro dell’educazione nazionale Édouard Geffray ha annunciato <strong>tremila supplenti per oltre 500 licei </strong>in situazione critica, ma al 16 ottobre <strong>ne risultavano assegnati 2mila.</strong> Lecornu ha promesso emendamenti alla legge di bilancio 2027 per tradurre alcune richieste degli studenti in misure concrete ma dopo l’incontro dello scorso giovedì sera con il ministro, le tre organizzazioni liceali (USL, Les Lycéens! e Renouveau lycéen) hanno giudicato insufficienti le risposte e invitato a continuare le manifestazioni. Restano rinviate a fine ottobre le misure legislative, quando il Senato esaminerà anche il <a href="https://www.publicsenat.fr/actualites/politique/nouvelle-loi-casseurs-payeurs-un-effet-dannonce-ou-un-nouveau-regime-juridique-de-responsabilite-civile">disegno di legge “chi rompe paga”</a>.</p>



<p>Il primo mese di manifestazioni, <strong>sabato 17 ottobre, coincide anche con il primo giorno delle vacanze scolastiche</strong> ed è inoltre la giornata contro il carovita lanciata dai <strong>Gilet gialli con lo slogan &#8220;jaunes et jeunes&#8221;</strong> (gialli e giovani). Il movimento scende in piazza al fianco degli studenti per unire le proteste sul costo della vita e la crisi della scuola. Intanto molti licei (il ministero dell’Istruzione ne ha contati 891 il 6 ottobre, 459 il 7) restano chiusi o fanno lezioni a distanza. Sul fronte universitario, l’Union étudiante il primo ottobre parlava di una trentina di campus bloccati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tra lezioni stoppate e &#8220;chat spiate&#8221;: parlano due docenti</h2>



<p>Per comprendere meglio la situazione, <strong>InsideOver ha parlato con due insegnanti francesi che lavorano in due diversi licei dell’Essonne, a sud di Parigi. </strong>Entrambe anno preferito mantenere l’anonimato. Le chiameremo Camille e Juliette.</p>



<p>Camille lavora in un <strong>istituto isolato e privilegiato</strong>, dove il blocco è durato poche ore e la<strong> protesta è rimasta tranquilla</strong>. Eppure i problemi denunciati dagli studenti ci sono tutti: un liceo pensato per 600 allievi che ne ospita più di 900 e classi da 36 persone. Per Camille i ragazzi riprendono ciò che gli insegnanti dicono da anni e racconta anche i tentativi dei gendarmi di infiltrarsi nelle chat Snapchat degli studenti che organizzano le mobilitazioni.&nbsp;</p>



<p><strong>Juliette </strong>insegna in un <strong>liceo</strong> degli anni Settanta pensato per circa 1400 studenti ma che oggi ne ospita cento in più e che è <strong>rimasto chiuso dieci giorni dopo il blocco del primo ottobre</strong>. La docente ha scioperato più volte contro le condizioni di lavoro e si dice orgogliosa che gli studenti portino avanti rivendicazioni mai ascoltate. Durante la chiusura della scuola ha scelto di non fare video-lezioni per non interrompere il movimento e per non alimentare diseguaglianze. L&#8217;intervista:</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Una protesta nata in un liceo di Créteil è diventata un movimento nazionale in poche settimane. Secondo voi, qual è stato l’elemento scatenante? Che cosa ha fatto la differenza?</strong></h3>



<p><strong>Camille:</strong> “È piuttosto difficile dire che cosa abbia scatenato il movimento. Il primo liceo da cui sono partite le mobilitazioni viveva condizioni di insegnamento comuni a molti istituti francesi: <strong>classi sovraffollate, mancanza di arredi, edifici fatiscenti, orari e carichi di lavoro eccessivi</strong>, docenti non sostituiti, anche nell&#8217;anno di maturità (in francese chiamato <a href="https://www.education.gouv.fr/reussir-au-lycee/le-baccalaureat-general-10457">baccalauréat,</a> abbreviato a &#8220;bac&#8221;, <em>ndr</em>). Credo che a far crescere il movimento e a farlo conoscere sia stato l’impegno comune di studenti, insegnanti, personale, talvolta membri della dirigenza e amministratori locali. Anche le prime proteste sono state molto rilanciate online”.</p>



<p><strong>Juliette:</strong> “Penso che il movimento partito dal liceo di Créteil abbia trovato <strong>grande eco tra i liceali, in particolare nelle banlieue</strong>, soprattutto grazie ai social network, e che ragazze e ragazzi vi abbiano riconosciuto preoccupazioni che sentivano anche loro: mancanza di docenti, edifici fatiscenti, orari interminabili. Inoltre credo che gli <strong>studenti siano stati segnati dall’ondata di caldo dell’estate scorsa</strong>, vissuta male in edifici per nulla pensati per temperature simili. Infine, il contesto delle prossime presidenziali, in cui l’<strong>arrivo al potere dell’estrema destra è possibile</strong>, genera inquietudine tra gli studenti, in particolare quelli di banlieue&#8221;.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Qual è la situazione nel vostro liceo? Che cosa dicono gli studenti?</strong></h3>



<p><strong>Camille</strong>: “<strong>Nel mio liceo la situazione è molto tranquilla</strong>. È un liceo isolato, frequentato in maggioranza da studenti di famiglie benestanti, che possono avere la sensazione, non del tutto sbagliata, di essere privilegiati. L’isolamento geografico ha fatto sì che pochi studenti di altri istituti si unissero ai nostri per i blocchi. Il blocco, del resto, è stato brevissimo: poche ore, una giornata. Va anche detto che <strong>da anni facciamo fatica ad avvicinare gli studenti alla politica</strong> e a farli sentire coinvolti, e nelle ultime settimane si è visto”.</p>



<p><strong>Juliette</strong>: “Il liceo è stato bloccato il primo di ottobre da alcuni studenti. Sono stati dati <strong>fuoco ai cassonetti e una bombola del gas </strong>che si trovava in un terreno incolto di fronte alla scuola è stata <strong>gettata nel fuoco da uno studente</strong>; Il cancello del liceo è stato danneggiato. Per questo <strong>l’istituto non ha potuto accogliere studenti per 10 giorni. </strong>Questa settimana, a ogni mezza giornata, la scuola ha accolto solo una parte degli studenti. Non ho avuto molti riscontri dagli studenti sul movimento in quanto tale, ma piuttosto sulle rivendicazioni che condividono con esso”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nel vostro istituto quali problemi concreti pesano di più?</strong></h3>



<p><strong>Camille: “</strong>I problemi principali nel mio istituto sono quelli elencati prima. Aggiungo che gli arredi non sono un grosso problema (qualche attrezzatura sta invecchiando, ma per ora non è grave). In compenso <strong>il liceo è sovraffollato</strong>: è stato costruito per 600 studenti e ne ha più di 900”.</p>



<p><strong>Juliette:</strong> “Il mio liceo risale agli anni Settanta ed è <strong>pensato per accogliere al massimo 1390 studenti, mentre oggi ne ha circa 1500. </strong>Gli studenti hanno quindi pochi posti dove stare tra una lezione e l’altra e dove poter stare tranquilli. Questo genera rapidamente tensioni. Inoltre <strong>l’ondata di caldo è stata durissima, con temperature fino a 40 gradi nelle aule. </strong>Infine, con la riforma del baccalauréat e la mancanza di aule, <strong>organizzare gli orari è molto complicato e gli studenti si lamentano molto di orari dilatati</strong>, <strong>con tante “ore buche” nella giornata. </strong>Anche gli studenti dell’ultimo anno vivono molto stress per via di Parcoursup”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Nei cortei si sono visti anche universitari, genitori e colleghi insegnanti. La presenza degli adulti ha cambiato il clima o ha creato tensioni?</strong></h3>



<p><strong>Camille: “</strong>Non ho partecipato alle manifestazioni, quindi non posso rispondere a questa domanda”.</p>



<p><strong>Juliette: </strong>“Secondo i miei colleghi, la presenza di adulti ha contribuito ad abbassare la tensione, perché si sono posti tra gli studenti e la polizia. Ed è stata accolta piuttosto bene dagli studenti”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>I sindacati denunciano da tempo classi sovraffollate, tagli di posti e mancanza di supplenti. Oggi come lavora un insegnante nei vostri istituti? Vi sentite ascoltate dall’istituzione o avete l’impressione che i giovani dicano ad alta voce ciò che voi ripetete da anni?</strong></h3>



<p><strong>Camille:</strong> “Sono d’accordo con i colleghi che dicono che gli studenti riprendono ciò che noi denunciamo da anni, in particolare dalla riforma Blanquer. Gli incarichi e i compiti accessori non retribuiti per gli insegnanti continuano ad aumentare (orientamento, percorso di cittadinanza, gruppi di lavoro d’istituto…). L’aumento del numero di studenti porta non solo a un forte peggioramento delle condizioni di lavoro (rumore, distrazione, difficoltà a partecipare, meno attenzione dell’insegnante per ciascuno), ma anche a un aumento del carico di lavoro. <strong>Si assumono troppo pochi insegnanti e troppo pochi sono quelli messi in cattedra. Facciamo lezione a 36 studenti, troppi per lavorare in modo dignitoso</strong>, eppure le cattedre vengono tagliate a livello d’istituto e i posti disponibili al concorso per l’insegnamento diminuiscono sempre di più”.</p>



<p><strong>Juliette:</strong> “<strong>Io stessa ho scioperato più volte</strong> per contestare le condizioni in cui siamo costretti a insegnare: classi sovraffollate, risorse per aiutare gli studenti ridotte di anno in anno, edifici fatiscenti, una riforma del bac che mette in concorrenza studenti e istituti tra loro. Non ho affatto l’impressione che l’istituzione ascolti le nostre rivendicazioni, dato che la situazione peggiora di anno in anno. <strong>Sono quindi molto riconoscente e orgogliosa che gli studenti portino avanti con forza rivendicazioni </strong>che noi sostenevamo e che non sono state ascoltate”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Come vivete il fatto di trovarvi nel mezzo, tra la solidarietà verso gli studenti e il vostro ruolo istituzionale? Quale atteggiamento avete scelto voi e i vostri colleghi?</strong></h3>



<p><strong>Camille: “L’istituzione non ci sostiene, quindi non mi è difficile non sostenerla a mia volta. </strong>I blocchi hanno dato luogo a discussioni interessanti con gli studenti presenti in classe sulla natura dell’impegno politico e militante: come si ottiene ciò che si chiede? Quale è lo scopo? Perché alcuni spaccano tutto? Che effetto ha la violenza nei movimenti ed è necessaria? Non posso spingerli alla violenza, se non altro per la loro sicurezza, ma <strong>penso che il modo migliore di gestire la mia posizione sia portarli a riflettere sul processo democratico</strong>”.</p>



<p><strong>Juliette: </strong>“È molto delicato e, poiché non ho ancora ripreso le lezioni “normalmente” davanti agli studenti, mi pongo molte domande. Ma durante il periodo in cui il liceo era chiuso, e quindi “a distanza”, <strong>ho scelto di non fare video-lezioni, per non “spezzare” il movimento e non far finta che non stesse accadendo nulla di politico.</strong> <strong>La didattica a distanza aggrava molto le disuguaglianze tra gli studenti,</strong> quindi assegnavo del lavoro soprattutto per mantenere il legame con loro, ma sapendo che ci saremmo tornati sopra al rientro in classe”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Quanto conta lavorare in banlieue? Questa protesta è anche l’espressione di disuguaglianze territoriali o riguarda l’intera scuola francese?</strong></h3>



<p><strong>Camille: “</strong>Penso che le condizioni di insegnamento varino da un liceo all’altro. Tuttavia, i problemi di numero di studenti e di distribuzione degli insegnanti si gestiscono a livello di <em>académie</em> (l’ambito territoriale del sistema scolastico). Su questi temi la situazione è quindi la stessa ovunque, tranne forse in pochi istituti molto privilegiati, ma non ho prove da portare come esempio”.</p>



<p><strong>Juliette: </strong>“Lavorare in banlieue permette di vedere che <strong>questi licei ricevono molte meno risorse di quelli dei territori più privilegiati.</strong> Vedo anche che gli studenti che su Parcoursup chiedono percorsi a Parigi o nelle grandes écoles hanno meno probabilità di ottenerli rispetto a quelli di altri licei più privilegiati. Significa anche rendersi conto della sofferenza in cui si trovano in particolare gli <strong>studenti dell’indirizzo tecnologico, che sanno benissimo che, essendo spesso studenti razzializzati e di ambienti svantaggiati, faranno molta fatica a seguire dopo il liceo il percorso che desiderano”</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La portavoce del governo, Maud Bregeon, ha dichiarato che l’esecutivo non metterebbe mai gli studenti contro le forze dell’ordine. Siete a conoscenza di studenti che hanno subito violenze durante le manifestazioni? Se sì: che cosa vi hanno raccontato e come hanno reagito i genitori? Qual è il vostro giudizio sulle violenze in piazza?</strong></h3>



<p><strong>Camille:</strong>“Non ho testimonianze dirette da riferire, perché nel mio liceo la manifestazione è stata tranquilla. <strong>So però che da anni, in Francia, i giovani, in particolare quelli razzializzati, subiscono violenze da parte della polizia. </strong>Non c’è stato nessun appello alla calma da parte del prefetto di polizia. Mi risulta anche che la polizia francese sia una delle poche ad avere l’ordine di non arretrare durante le manifestazioni, ma sarebbe da verificare (<em>vedi nota*</em>) <strong>Ho partecipato in passato ad altre manifestazioni e so che gli studenti non sono al sicuro in presenza della polizia.</strong> Molti dicono che gli adolescenti debbano assumersi la responsabilità delle proprie azioni; non credo però che il ruolo di un’istituzione dello Stato sia usare violenza contro dei ragazzini&#8221;. </p>



<p><strong>Juliette:</strong> “So soltanto che <strong>nel mio liceo uno studente è stato posto in fermo</strong> per aver lanciato la bombola del gas nel fuoco. È attualmente in attesa di giudizio. Non ci sono stati feriti. Da quello che ho visto a livello nazionale, un numero enorme di giovani, in particolare minorenni, è stato posto in fermo. Si trattava dunque di spezzare questo movimento, perché <strong>non si tratta di “violenze urbane”, come lo hanno definito alcuni membri del governo. </strong>Gli studenti restavano davanti al proprio liceo o partecipavano a manifestazioni organizzate, il che dimostra bene che cercavano di far valere rivendicazioni sul tema dell’Éducation nationale”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Regge il paragone con il 1990? Che cosa è cambiato in trent’anni, tra social network, precarietà e clima politico?</strong></h3>



<p><strong>Camille: </strong>“I social network contano, è certo, nella rapidità e nell’ampiezza con cui informazioni ed eventi vengono rilanciati. Veniamo anche da una serie di movimenti (i Gilet gialli, ad esempio). Forse anche questo ha un peso”.</p>



<p><strong>Juliette:</strong> “Non conosco abbastanza il 1990 per poter rispondere”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>A pochi mesi dalle presidenziali, la classe politica cerca di appropriarsi del movimento. Gli studenti se ne rendono conto? Ne parlano? Si fidano di qualcuno?</strong></h3>



<p><strong>Camille: “</strong>Non so se gli studenti se ne rendano conto, anche se è molto evidente. Non a tutti piace; altri vedono i politici come persone disposte ad ascoltarli. <strong>La strumentalizzazione politica in vista delle elezioni mi fa dubitare della sincerità e della reale capacità d’azione dei politici</strong>. Nel mio liceo ho visto soprattutto rappresentanti di LFI (partito di sinistra che molti definiscono di estrema sinistra), ma so che sui social vengono messi in primo piano studenti e universitari sia di sinistra sia di estrema destra. Penso che siano soprattutto loro a poter mobilitare gli studenti e ad accaparrarsi la loro fiducia”</p>



<p>Juliette: “Non ho avuto riscontri dagli studenti su questo, ma so che conoscono benissimo sia l’RN (Rassemblement national, ndr) sia LFI grazie ai social network”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Che cosa servirebbe perché la protesta si fermi? Quanta fiducia riponete nelle risposte del governo? Per esempio, i vostri studenti hanno sentito parlare della </strong><a href="https://www.education.gouv.fr/lyceennes-lyceens-vous-avez-la-parole-506143"><strong>piattaforma online aperta per raccogliere le rivendicazioni dei liceali</strong></a><strong>? La considerano una risposta credibile o un modo per guadagnare tempo?</strong></h3>



<p><strong>Camille, dipartimento dell’Essonne: “</strong>Non ho alcuna fiducia nella capacità dell’istituzione di cambiare le cose. Le nostre rivendicazioni sono le stesse dei nostri studenti e da anni sono scritte e portate avanti dai sindacati degli insegnanti. <strong>Lo stato deplorevole della scuola francese è il risultato di scelte consapevoli di chi ci governa</strong>: perché dovrebbero cambiare le cose proprio adesso? Temo che la risposta istituzionale sarà soprattutto fumo negli occhi per i nostri studenti, pensato per fermare il movimento<strong>: raccogliere online le idee degli studenti va benissimo, ma che cosa ne sarà dopo?</strong> Le vacanze scolastiche e il tempo indeboliranno sicuramente il movimento, anche se non è per forza ciò che auspico. Ma gli studenti sanno anche che a fine anno li aspetta il bac e non vogliono giocarsi il futuro.”</p>



<p><strong>Juliette: </strong>“Perché il movimento si fermi servirebbe o un suo esaurimento, o una risposta molto concreta del governo, con mezzi consistenti”.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>C’è un momento di questi ultimi giorni che non dimenticherete: una scena, una frase di uno studente, qualcosa che vi ha colpite?</strong></h3>



<p><strong>Camille: </strong>“Mi ha fatto ridere che, in mezzo alle rivendicazioni dei miei studenti, il prezzo e la qualità della mensa sembravano una questione cruciale! Non so se sia questo che voglio mettere in evidenza, perché per il resto sono stati più seri. Mi pare di aver capito che <strong>alcuni gendarmi avrebbero cercato di infiltrarsi nei gruppi Snapchat</strong> degli studenti per scoprire i luoghi delle manifestazioni e i nomi degli organizzatori, ma che venissero individuati in un attimo perché non pensavano ad usare il linguaggio degli adolescenti. Mi hanno fatto ridere anche alcuni slogan sui cartelli: “Ho così tanto da fare che non posso richiamare il mio ex”, e così via. I nostri studenti hanno senso dell’umorismo!”.</p>



<p><strong>Juliette: </strong>“Soprattutto mi rendo conto che, prima che il mio liceo fosse bloccato, sentivo che gli studenti erano davvero molto coinvolti in classe quando parlavamo di disuguaglianze sociali durante l’ondata di caldo o delle prossime presidenziali. Penso che gli <strong>studenti siano molto preoccupati per il futuro politico</strong> e abbiano quindi sentito il bisogno di partecipare a questo movimento nazionale”. </p>



<p><strong>Note</strong></p>



<p>*A differenza dei modelli adottati in diversi Paesi dell’Europa settentrionale e continentale focalizzati sulla <em>de-escalation</em>, sulla negoziazione e sul ripiegamento, il modello francese di <em>maintien de l’ordre</em> attribuisce priorità alla tenuta delle posizioni (<em>tenir le terrain</em>) e al controllo dello spazio pubblico. Questo approccio renderebbe rara la scelta dell&#8217;arretramento e tenderebbe a favorire lo scontro diretto quando la linea del presidio viene sollecitata o superata dai manifestanti. Fonte video: https://www.youtube.com/watch?v=AwIjgyr7ukc&amp;t=137s. Altre fonti: https://www.ldh-france.org/la-repression-policiere-prend-une-ampleur-inedite-contre-les-mouvements-de-la-jeunesse-temoignage/ e https://www.interieur.gouv.fr/documentation/ressources/schema-national-du-maintien-de-lordre.html e https://www.vie-publique.fr/eclairage/279024-maintien-de-lordre-une-doctrine-en-debat</p>



<p><strong>Fonti</strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Agenzia Nova, <a href="https://www.agenzianova.com/news/proteste-studentesche-in-francia-scontri-a-parigi-macron-ha-riunito-i-ministri-alleliseo/">«Proteste studentesche in Francia, scontri a Parigi. Macron ha riunito i ministri all’Eliseo»</a>, 6 ottobre</li>



<li>franceinfo, <a href="https://www.franceinfo.fr/societe/education/blocage-des-lycees/la-mobilisation-des-lyceens-a-reuni-450-000-manifestants-selon-l-intersyndicale-de-la-jeunesse-contre-256-000-d-apres-le-ministere-de-l-interieur_8225587.html">«La mobilisation des lycéens a réuni 450 000 manifestants selon l’intersyndicale de la jeunesse, contre 256 000 d’après le ministère de l’Intérieur»</a>.</li>



<li>Sud Radio (AFP), <a href="https://www.sudradio.fr/societe/le-mouvement-de-blocage-des-lycees-devrait-se-poursuivre-vendredi-2">«Mobilisation des lycéens : tensions croissantes à travers la France»</a>, 2 ottobre</li>



<li>lepetitjournal.com (AFP), <a href="https://lepetitjournal.com/fil-afp/mobilisation-lyceennes-les-lyceens-appeles-de-nouveau-se-mobiliser-jeudi-455641">«Mobilisation lycéennes: les lycéens appelés de nouveau à se mobiliser jeudi»</a>, 8 ottobre</li>



<li>franceinfo, <a href="https://www.franceinfo.fr/societe/education/blocage-des-lycees/direct-mobilisation-lyceenne-les-cours-totalement-ou-partiellement-suspendus-dans-400-a-500-etablissements-lundi_8222821.html">«Blocages des lycées : environ 715 membres des forces de l’ordre, 215 élèves et 85 personnels éducatifs ont été blessés depuis le début du mouvement»</a>, 5 ottobre</li>



<li>CNews, «<a href="https://www.cnews.fr/france/2026-10-17/blocus-des-lycees-7950-gardes-vue-937-policiers-et-gendarmes-blesses-le-bilan">Blocus des lycées : 7.950 gardes à vue, 937 policiers et gendarmes blessés… Le bilan après un mois de mobilisation</a>», 17 ottobre</li>



<li>franceinfo, <a href="https://www.franceinfo.fr/societe/education/blocage-des-lycees/temoignages-menottes-coups-de-pied-et-de-matraque-insultes-des-lyceens-et-leurs-parents-denoncent-des-gardes-a-vue-abusives_8239624.html">«TEMOIGNAGES. Menottes, “coups de pied et de matraque”, insultes… Des lycéens et leurs parents dénoncent les conditions des gardes à vue et “des intimidations”»</a>, 16 ottobre</li>



<li>Ici Radio-Canada, <a href="https://ici.radio-canada.ca/nouvelle/2291818/france-mobilisation-lyceens-professeurs-remplacants">«France : mobilisation des lycéens, le gouvernement promet des professeurs remplaçants»</a>, 8 ottobre</li>



<li>Public Sénat (Simon Barbarit), <a href="https://www.publicsenat.fr/actualites/politique/nouvelle-loi-casseurs-payeurs-un-effet-dannonce-ou-un-nouveau-regime-juridique-de-responsabilite-civile">«Nouvelle loi « casseurs-payeurs » : un effet d’annonce ou un nouveau régime juridique de responsabilité civile ?»</a>, 5 ottobre</li>



<li>Public Sénat, <a href="https://www.publicsenat.fr/actualites/education/reportage-les-lyceens-manifesteront-ils-le-17-octobre-pour-une-convergence-des-luttes">«Les lycéens manifesteront-ils le 17 octobre pour une « convergence des luttes » ?»</a>, 13 ottobre</li>



<li>24matins (Jérôme Nelra), <a href="https://www.24matins.fr/le-17-octobre-cristallise-une-colere-sociale-bien-plus-large-1422299">«Le 17 octobre cristallise une colère sociale bien plus large»</a>, 13 ottobre</li>



<li>France 3 Régions, <a href="https://france3-regions.franceinfo.fr/societe/education/blocage-des-lycees">«Mobilisation des lycéens : images, témoignages, toute l’actualité en région»</a></li>



<li>mesinfos.fr, <a href="https://mesinfos.fr/mouvement-lyceen-la-jeunesse-mise-desormais-sur-la-mobilisation-du-17-octobre-341254.html">«Mouvement lycéen : la jeunesse mise désormais sur la mobilisation du 17 octobre»</a>, 16 ottobre</li>



<li>Boursorama (AFP), <a href="https://www.boursorama.com/actualite-economique/actualites/manifestations-de-samedi-lecornu-convoque-une-cellule-de-crise-desaccord-sur-le-parcours-parisien-253e01de583884ee27b989cb3ed5aa41">«Manifestations de samedi: Lecornu convoque une cellule de crise, désaccord sur le parcours parisien»</a>, 16 ottobre<br>Le Parisien, <a href="https://www.leparisien.fr/societe/direct-mobilisation-du-17-octobre-gilets-jaunes-lyceens-de-nombreux-blocages-et-manifestations-attendus-ce-samedi-17-10-2026-C2LVTU2A5NEMXKBYBWEVRC3MVE.php">Mobilisation du 17 octobre : 272 interpellations dans tout le pays, 20 000 manifestants à Nantes et Lyon, 10 000 à Rennes</a>, in diretta il 17 ottobre </li>
</ul>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/facciamo-lezione-a-36-studenti-con-40-gradi-in-classe-due-docenti-francesi-raccontano-la-scuola-in-rivolta.html">&#8220;Facciamo lezione a 36 studenti con 40 gradi in classe&#8221;: due docenti francesi raccontano la scuola in rivolta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 59/313 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-10-18 09:40:42 by W3 Total Cache
-->