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	<title>Stretto di Hormuz Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 04 Aug 2026 04:01:30 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Stretto di Hormuz Archives - InsideOver</title>
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		<title>Cosa ci dice il nuovo negoziato Iran-Oman su Hormuz</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/cosa-ci-dice-il-nuovo-negoziato-iran-oman-su-hormuz.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 04:01:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1303" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le trattative di Islamabad e l&#039;ostentazione del potere imperiale" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-600x407.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'idea sarebbe di prendere a modello la gestione del canale di Malacca. Basta a indicare che c'è la mano della Cina? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosa-ci-dice-il-nuovo-negoziato-iran-oman-su-hormuz.html">Cosa ci dice il nuovo negoziato Iran-Oman su Hormuz</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1303" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Le trattative di Islamabad e l&#039;ostentazione del potere imperiale" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1024x695.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-768x521.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-1536x1042.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260420164039349_bd93905870060a40001fd67723c023d2-600x407.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre l&#8217;Iran <a href="https://www.cbsnews.com/live-updates/iran-war-donald-trump-us-denies-negotiations-begin-strikes-called-off/">nega le nuove trattative con gli Usa annunciate dal presidente Donald Trump</a>, si muove la diplomazia tra Teheran e l&#8217;<strong>Oman, storico mediatore</strong> nel Golfo per la questione dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>. La scorsa settimana le cronache internazionali avevano dato conto di un&#8217;iniziativa di Mascate presso Teheran per creare un <strong>meccanismo di governance</strong> della strategica via d&#8217;acqua, e nel fine settimana la <strong>Repubblica Islamica</strong> ha lasciato intendere che dei progressi sono stati fatti, perlomeno, sull&#8217;individuazione di una nuova rotta di passaggio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il negoziato Oman-Iran</h2>



<p>Interessante quanto detto dal portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, <strong>Esmail Baghaei</strong>, che ha indicato come Teheran e Mascate concorderanno su una nuova rotta di uscita dallo Stretto di Hormuz come frutto del loro accordo. &#8220;L&#8217;Iran e l&#8217;Oman si sono scambiati mappe di possibili rotte navali nell&#8217;ambito dei colloqui&#8221;, ha <a href="https://www.nytimes.com/2026/08/03/world/middleeast/iran-talks-us-oman-strait-hormuz-trump.html">scritto il New York Times citando lo stesso Baghaei.</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Iran&#39;s FM Spox. Esmail Baghaei:<br><br>The agreement between Iran and Oman on the new route has no connection to reopening the Strait of Hormuz or maintaining its closure.<br><br>The southern route through the Strait of Hormuz has been associated with making the region insecure and harming… <a href="https://t.co/QSvMdRk6sW">pic.twitter.com/QSvMdRk6sW</a></p>&mdash; Clash Report (@clashreport) <a href="https://x.com/clashreport/status/2083959059049328784?ref_src=twsrc%5Etfw">August 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Lo scenario parla, dunque, di un&#8217;avanzata della diplomazia tra un Paese-mediatore per eccellenza, l&#8217;Oman, e Teheran. Sicuramente ciò palesa che Mascate ha un ascendente a Teheran, ma non solo. Come avevamo scritto, era da segnalare la continuità temporale tra la ripresa del dialogo Oman-Iran sul dossier della governance di Hormuz e le rotte possibili da un lato <a href="https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html" type="post" id="524592">e il rafforzamento dei legami tra Mascate e la Cina dall&#8217;altro</a>. </p>



<p>Una manifestazione di una possibile mano cinese dietro la spinta alla diplomazia? <strong>Presto per dirlo, anche se l&#8217;apertura di un discorso diplomatico parallelo sull&#8217;asse Oman-Iran</strong> va registrato come interessante. La proposta iniziale dell&#8217;Oman, anticipata da Reuters, parlava di un uso del modello del Canale di Malacca, ben osservato anche dalla Cina che ha in esso una giugulare economica fondamentale, che apre a un meccanismo di gestione condiviso tra più Paesi. Spiegando la proposta, <a href="https://www.aa.com.tr/en/economy/-in-5-questions-how-the-strait-of-hormuz-is-managed-and-what-could-change/4017050"><em>Anadolu</em> in un approfondimento utile a capire come funziona la gestione dello Stretto di Hormuz. ha segnalato </a>che secondo la proposta di Mascate <strong>&#8220;Iran e Oman coopererebbero nella gestione della sicurezza del passaggio,</strong> anziché lasciare il controllo dei movimenti navali prevalentemente nelle mani di una sola delle due parti&#8221;. Aggiungendo che per alzare il suo potere negoziale la Repubblica Islamica non ha accettato la prima bozza omanita e nei suoi <em>desiderata</em> &#8220;Teheran vuole gestire la rotta marittima sul suo lato dello stretto, mentre l&#8217;Oman supervisionerebbe solo una parte, e non l&#8217;intera, della rotta opposta&#8221;.</p>



<p>Sarà dunque utile capire se, quando sarà formalizzata, l&#8217;intesa Oman-Iran troverà una quadra tra le varie visioni. <strong>In attesa di un accordo ufficiale, però</strong>, è ancora presto per dire che forma potrebbe trovare questo compromesso. Ma si possono fare almeno due considerazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Due temi da osservare</h2>



<p><a href="https://www.ft.com/content/ffdeacf0-91b8-48fd-9ff8-d8d134ef5f11?syn-25a6b1a6=1">La prima è che si conferma il ruolo diplomatico dell&#8217;Oman,  storicamente un&#8217;avanguardia negoziale per tutto il Medio Oriente</a>: in genere, Mascate è <strong>ritenuta una buona ambasciatrice a Teheran</strong> e anche in questa fase il dialogo può sondare la buona volontà del regime di Teheran a cercare un nuovo accomodamento con gli attori dell&#8217;area dopo la ripresa sostanziale della guerra con gli Stati Uniti. La geografia del potere in Iran dopo la guerra resta tutta da decifrare, ma è possibile che al Ministero degli Esteri siano presenti orecchie ben recettive a spiragli di mediazione. La diplomazia è in movimento e lo confermano i colloqui riferiti dai media iraniani che il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto nel fine settimana mostrano che i canali diplomatici restano aperti: <a href="https://www.arabnews.com/node/2653191/pakistan">Araghchi ha parlato</a> con il capo delle forze armate pakistane, Asim Munir, che fu centrale nella prima mediazione per il cessate il fuoco, e con gli omologhi di Turchia, Hakan Fidan, e Arabia Saudita, Faisal bin Farhan. Treinterlocuzioni di peso: Riad, Ankara e Islamabad sono capitali che hanno la capacità di trovare ottimo ascolto a Washington.</p>



<p>La seconda è che la <strong>riapertura di Hormuz appare un obiettivo strategico di molti Paesi,</strong> e che in tal senso il confronto tra Oman e Iran può anticipare possibili futuri meccanismi di gestione di uno stretto strategico per i traffici energetici e commerciali. Ma non risolve il vero dilemma, che riguarda la strategia di Teheran: <strong>in che misura e fino a che punto intende sfruttare la leva del controllo di Hormuz</strong> e in che prospettive, invece, la Repubblica Islamica possa fare concessioni a riguardo è difficile dirlo. E contribuisce a rendere incerta la possibilità di capire se in prospettiva l&#8217;Iran sia pronto a dialogare, nuovamente, con gli Usa su questo dossier. <strong>Rendendo nebulose le prospettive per la fine della guerra. </strong>In tal senso, la proposta omanita potrebbe avere un valore per capire fin dove Teheran ritiene possibile spingersi con un Paese che non è visto come un avversario e in che misura riuscirebbe a gestire e mantenere il frutto di una trattativa avulsa da quella con il suo rivale militare, ma non priva di conseguenze a lungo raggio.</p>



<p><strong><em>Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto.&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">Unisciti a noi, abbonati oggi!</a></em></strong><a href="https://apnews.com/article/aipac-israel-democratic-party-spending-dark-money-illinois-new-jersey-564cfdd46e0119501939452018be846a" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Oman, la proposta all&#8217;Iran su Hormuz, la mediazione: l&#8217;ipotesi della sponda cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2026 12:28:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa-Iran. Incendio domato, le ardue trattative riprendono" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-1024x556.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-1536x834.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-600x326.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La proposta omanita a Teheran su Hormuz offrirebbe una sponda non secondaria. Resta da capirne la fattibilità tra Iran e Usa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html">L&#8217;Oman, la proposta all&#8217;Iran su Hormuz, la mediazione: l&#8217;ipotesi della sponda cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1043" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Usa-Iran. Incendio domato, le ardue trattative riprendono" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-300x163.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-1024x556.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-768x417.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-1536x834.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/07/NAVE-HORMUZ-FOTO-600x326.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Oman torna in campo</strong> con una proposta di apertura alla navigazione dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> volta a frenare la conflittualità tra Usa e Iran in un contesto di grande stallo, ove <strong>il memorandum di pace di Islamabad è collassato</strong> ma sono fermi anche i raid che per circa due settimane sono imperversati tra Repubblica Islamica e Paesi del Golfo. E si può intravedere nella filigrana del tentativo di risolvere la crisi scoppiata il 28 febbraio scorso con l&#8217;assalto israelo-americano a Teheran la dinamica plasmata da una rinnovata relazione tra l&#8217;Oman e un attore irrinunciabile del sistema-mondo: la <strong>Cina</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La proposta dell&#8217;Oman</h2>



<p>Andiamo con ordine. Oggi <a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/oman-presented-regional-mechanism-hormuz-iran-source-says-2026-07-28/">Reuters riporta</a> che l&#8217;Oman si è fatto <a href="https://www.azernews.az/region/261643.html">latore all&#8217;Iran </a>di una proposta appoggiata dalle petromonarchie arabe che aprirebbe alla ripresa della navigazione presso lo Stretto di Hormuz senza concedere a Teheran la potestà esclusiva sulle sue acque. &#8220;La proposta si basa sullo Stretto di Malacca, dove coloro che utilizzano lo stretto contribuiscono volontariamente al finanziamento della navigazione, della protezione ambientale e delle operazioni di ricerca e salvataggio&#8221;, scrive la Reuters citando fonti del Golfo (non specificato il Paese). Il fatto si presa a interessanti considerazioni.</p>



<p>Il primo è <strong>il rilancio del ruolo di mediatore dell&#8217;Oman</strong> che, affacciandosi sul Golfo a cui da il nome, contribuisce assieme all&#8217;Iran a custodire una delle porte d&#8217;accesso dello stretto che porta al Golfo Persico. L&#8217;Oman è stato il pivot diplomatico che ha contribuito a facilitare i colloqui nucleari del 2013-2015 e il primo, esplicito mediatore tra Usa e Iran <strong>prima delle due guerre del 2025 e del 2026.</strong> Il Paese, che si mantiene da sempre osservante di una stretta neutralità, si somma a <strong>Qatar e Pakistan</strong> nel folto novero di Paesi che hanno interesse a una de-escalation.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida degli stretti e dei canali marittimi</h2>



<p>Il secondo dato è il richiamo a uno schema che potrebbe esser ben conosciuto dalla Cina. Pechino ha <strong>un occhio di riguardo per Malacca,</strong> stretto che abilita una quota fondamentale della sua prosperità <a href="https://commoditieshub.ch/en/2026/07/06/the-strait-of-malacca-asias-trade-superhighway/">e da cui passano ogni anno merci e prodotti per 3.500 miliardi di dollari di valore</a>, inclusa la stragrande maggioranza delle importazioni di petrolio e materie prime della Repubblica Popolare. Il &#8220;<a href="https://thediplomat.com/2026/06/beyond-the-malacca-dilemma-chinas-emerging-corridor-hedging-logic/">dilemma di Malacca&#8221;</a>, la dipendenza della Cina dai corridoi marittimi stretti degli oceani contesi del mondo globalizzato, è un annoso problema strategico che fa di Pechino una primaria sostenitrice di qualsiasi logica di gestione multilaterale delle vie d&#8217;acqua più critiche, oggi sempre più decisive su <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-da-hormuz-a-bab-el-mandeb-la-crisi-mediorientale-soffia-su-un-fuoco-che-infiamma-i-choke-point.html">scala mondiale.</a> Va dunque letta con prospettiva strategica l&#8217;ampia analisi realizzata da <em>Responsible Statecraft</em> <strong>sull&#8217;avvicinamento sistemico tra Oman e Cina</strong>, ricca di spunti su un rapporto da non sottovalutare nel Medio Oriente contemporaneo.</p>



<p><a href="https://responsiblestatecraft.org/china-oman/">La testata del Quincy Institute</a> ha dato la notizia dell&#8217;incontro avvenuto a Pechino il 16 luglio tra il viceministro degli Esteri cinese Miao Deyu e il segretario generale del Consiglio di sicurezza nazionale dell&#8217;Oman, Idris Abdulrahman Al Kindi. Un bilaterale importante per le rispettive proiezioni suilla questione di Hormuz che viene letto come un tentativo dell&#8217;Oman di variare le proprie direttrici di politica estera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cina e Oman sempre più vicini</h2>



<p>Responsible Statecraft riporta che anche se &#8220;non mira a un radicale allontanamento dall&#8217;Occidente, ma spera di preservare la propria autonomia strategica e rafforzare la propria resilienza in un mondo sempre più multipolare&#8221;, l&#8217;Oman sta costruendo una diplomazia su più vettori e &#8220;il suo rapporto in espansione con la Cina è un elemento cruciale di questo programma, poiché Mascate cerca di ottenere maggiore flessibilità senza <strong>abbandonare i suoi consolidati legami di sicurezza con gli Stati Uniti</strong>&#8220;. Per l&#8217;Oman, la centralità diplomatica consente di preservare questo delicato equilibrio che lo rende, di fatto, una <strong>Svizzera del Golfo</strong>; per la Cina, l&#8217;imperativo strategico è quello della <strong>fine del conflitto e della volontà di evitare che la guerra nel Golfo crei precedenti destinati a durare</strong>.</p>



<p>Pechino ha condannato l&#8217;attacco all&#8217;Iran e ritiene la Repubblica Islamica un Paese amico, ma quella tra i due non è un&#8217;alleanza sistemica e, del resto, in Cina si preoccuperebbero se l&#8217;Iran cercasse di imporre con la forza la trasformazione di Hormuz in un hub sotto il proprio controllo forzando ogni convenzione internazionale: il fatto aprirebbe la possibilità per qualsiasi altra nazione di fare lo stesso, e <a href="https://it.insideover.com/economia/pedaggio-per-il-canale-di-malacca-lindonesia-studia-le-mosse-delliran-a-hormuz.html" type="post" id="514575">certi discorsi circolati a mo&#8217; di boutade in Indonesia su Malacca sulla possibile imposizione di un pedaggio avranno posto Pechino sul chi vive</a>, anche se non si sono concretizzati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Scenari diplomatici</h2>



<p>A tal proposito, la Cina <strong>intende anche valorizzare i rapporti con i Paesi del Golfo, fornitori energetici e partner economici,</strong> e mai li sacrificherebbe in nome della sola relazione, per quanto strategica e sistemica, con l&#8217;Iran. La ricerca di una mediazione è nel suo interesse, e non è da escludere che dietro il nuovo ruolo omanita ci sia anche l&#8217;endorsement di Pechino, fatto che non stupirebbe.</p>



<p> <a href="https://www.scmp.com/week-asia/opinion/article/3359347/oman-and-china-real-winners-trumps-iran-deal">Il South China Morning Post definiva Cina e Oman i veri vincitori dell&#8217;accordo di Islamabad</a>, ed è possibile che i due Paesi preferiscano si torni presto a un contesto di pacificazione. <strong>Così come anche il partner regionale più stretto della Cina, il </strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/asse-kuwait-pakistan-sulla-difesa-il-peso-di-islamabad-nel-golfo-cresce.html" type="post" id="524417"><strong>Pakistan, si cura delle preoccupazioni del mondo arabo</strong> nella guerra,</a> così la Cina deve guardare a un approccio a tutto campo. </p>



<p>La proposta omanita a Teheran su Hormuz, se confermata, offrirebbe una sponda non secondaria. Resta da capirne la fattibilità in una fase che vede l&#8217;Iran alla ricerca di una quadra tra sicurezza nazionale e tentazioni massimaliste, gli Usa incerti tra la sostanziale sconfitta incassata nei mesi scorsi e la prospettiva di spuntare posizioni politiche più favorevoli e il dilemma della condotta di Israele sulla <strong>scala che questo conflitto a intermittenza avrà</strong> nel prossimo futuro.</p>



<p>Ci sono però delle grandi manovre in atto e la sensazione è che il Golfo, rappresentato dall&#8217;Oman, non voglia questa guerra, e non mancano segnali che un esito imminente capace di non scontentare nessuno nella regione sia desiderato anche a Pechino. Resta da capire come i belligeranti leggeranno queste dinamiche in una fase dove tutto sembra cambiare giorno dopo giorno e non c&#8217;è più la pace senza che sia ri-esplosa una guerra a tutto campo.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oman-la-proposta-iran-su-hormuz-la-mediazione-lipotesi-della-sponda-cinese.html">L&#8217;Oman, la proposta all&#8217;Iran su Hormuz, la mediazione: l&#8217;ipotesi della sponda cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Nella guerra delle sanzioni gli Usa ora attaccano le cripto iraniane</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/nella-guerra-delle-sanzioni-gli-usa-ora-attaccano-le-cripto-iraniane.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 07:37:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[criptovalute]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1273" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-1536x1018.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella guerra delle sanzioni contro l'Iran gli Usa puntano le cripto iraniane con cui Teheran incassa pedaggi a Hormuz.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/nella-guerra-delle-sanzioni-gli-usa-ora-attaccano-le-cripto-iraniane.html">Nella guerra delle sanzioni gli Usa ora attaccano le cripto iraniane</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1273" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-768x509.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-1536x1018.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260326122146460_7c3c73e2d866c764965c20077b87a956-600x398.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;Iran usa l&#8217;arma delle criptovalute come strumento di aggiramento delle <strong>pesanti sanzioni internazionali, statunitensi in testa, a cui è sottoposto,</strong> e Washington nel pieno di una difficile fase di negoziato per porre fine alla <strong>Terza guerra del Golfo</strong> ha alzato l&#8217;asticella della pressione mettendo nel mirino Nobitex, il maggior exchange di valute decentralizzate e digitalizzate della Repubblica Islamica, assieme a altri tre portali (Bitpin, Ramzinex, e Wallex) che complessivamente coprono la maggioranza assoluta degli scambi nel Paese. La leva, ormai nota nelle campagne sanzionatorie Usa, è quella dell&#8217;<strong>Office of Foreign Asset Control (Ofac)</strong>, la struttura del Dipartimento del Tesoro che può decidere della connessione e della disconnessione di interi apparati economici dal sistema finanziario internazionale reprimendone la capacità di agire sui mercati del dollaro o spingendo per il congelamento degli asset dei gruppi ritenuti più equivoci.</p>



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<p></p>



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</blockquote>



<figure class="wp-block-image"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="434" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-1024x434.jpg" alt="" class="wp-image-501655" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-1024x434.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-300x127.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-768x325.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-1536x651.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784-600x254.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/c0f1c076-0822-442d-a6ed-5828ae8401ae_1851x784.jpg 1851w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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</blockquote>



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<h2 class="wp-block-heading">Come gli Usa pressano le cripto iraniane</h2>



<p><a href="https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0519">Il Dipartimento del Tesoro</a> riconosce che in particolare Nobitex ha &#8220;aiutato la Banca centrale dell&#8217;Iran a accedere a centinaia di milioni di dollari di stablecoin utilizzare per sostenere il valore in picchiata dei rial iraniano&#8221; ed &#8220;eludere le sanzioni in diverse giurisdizioni&#8221;. L&#8217;operazione <em>Economic Fury </em>del Tesoro mira a identificare e limitare l&#8217;azione delle reti-bancarie ombra spingendo il contrasto dell&#8217;elusione delle sanzioni non solo alzando il monitoraggio ma mettendo a rischio di provvedimenti sanzionatori anche tutte quelle società straniere sorprese a fare affari con la criptosfera di Teheran.</p>



<p>Da quando nel 2019 l&#8217;Iran&nbsp;<a href="https://www.ncr-iran.org/en/publications/special-reports/bitcoin-mining-in-iran-irgc-operations-and-the-power-grid-crisis/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha reso possibile ex lege</a>&nbsp;il mining di criptovalute sul suolo nazionale e da quando è tornata la pressione americana, culminata nell&#8217;assalto di febbraio assieme a Israele, Teheran ha compreso il ruolo che questi asset possono giocare per <strong>evadere le sanzioni e continuare sia l&#8217;opera di finanziamento del regime</strong> che i pagamenti agli alleati regionali, dagli Houthi a Hezbollah. L&#8217;economia cripto iraniana vale circa 7,8 miliardi di dollari ed è ragionevole pensare che una buona parte sia nelle mani del corpo dei Guardiani della Rivoluzione (Irgc).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Pressare per negoziare</h2>



<p><a href="https://it.insideover.com/economia/pedaggio-in-cripto-per-passare-hormuz-la-guerra-economica-delliran-continua.html">Ad aprile, l&#8217;Iran ha iniziato a <strong>utilizzare le criptovalute </strong></a><strong>come leva per incassare pedaggi dallo Stretto di Hormuz</strong> ,controllato di fatto dall&#8217;inizio dell&#8217;attacco israelo-americano, e per legittimare la propria sovranità al di fuori del perimetro monetario guidato dal dollaro. La nascita della <em>Persian Gulf Strait Authority </em>(Pgsa) come agenzia ad hoc si inserisce in questo tracciato che vede Teheran cercare legittimazione alle sue rivendicazioni.</p>



<p>L&#8217;arma cripto, in tal senso, offre capacità notevoli e flessibilità per operare in uno spazio vuoto tra legalità economica e pressioni internazionali e mostrare la perdita di controllo degli Usa su una rotta marittima chiave, a cui non a caso l&#8217;amministrazione di Donald Trump ha reagito alzando l&#8217;asticella col contro-blocco navale nel Mar Arabico. L&#8217;Ofac aveva già agito ad aprile congelando 344 milioni di dollari riconducibili alla Banca centrale iraniana detenuti da Teheran nella sfera di Tether (nella stablecoin Usdt), che ha annunciato assieme alle autorità Usa l&#8217;avvenuto stop alle mosse iraniane. Ora rafforza la pressione mirando direttamente <a href="https://www.nytimes.com/2026/06/02/world/middleeast/sanctions-iranian-crypto-exchange.html">alle <strong>fonti di entrate identificabili del regime iraniano</strong>.</a> Colpire il sistema attorno a Nobitex basterà a fare della guerra economica uno strumento d&#8217;appoggio alla pressione negoziale o l&#8217;Iran, nella perenne sfida tra cacciatori e prede della criptosfera, è già un passo avanti? La scure sanzionatoria è stata calata. Ma va capito se sarà l&#8217;arma decisiva per sostenere le richieste americane di concessioni da parte di Teheran.</p>
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		<title>Gli elicotteri Apache in azione su Hormuz: missili contro la Mosquito Fleet di Teheran</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gli-elicotteri-apache-in-azione-su-hormuz-missili-contro-la-mosquito-fleet-di-teheran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 May 2026 04:14:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[elicotteri Apache]]></category>
		<category><![CDATA[Golfo persico]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=516044</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F.jpeg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p> Gli elicotteri d’attacco dell’Esercito Usa AH-64 Apache sono entrati in azione affondando sei imbarcazioni iraniane.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-elicotteri-apache-in-azione-su-hormuz-missili-contro-la-mosquito-fleet-di-teheran.html">Gli elicotteri Apache in azione su Hormuz: missili contro la Mosquito Fleet di Teheran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F.jpeg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Gli elicotteri d’attacco dell’Esercito statunitense <strong>AH-64 Apache</strong>, supportati dagli <strong>MH-60 Seahawk</strong> della Marina, sempre pronti nel settore di Hormuz, sono entrati in azione <strong>affondando sei imbarcazioni iraniane</strong> che “minacciavano” le navi mercantili a ridosso dello Stretto di Hormuz, soggetto al “<em>doppio blocco</em>” imposto da Iran e Stati Uniti.</p>



<p>Secondo quanto riportato dal Centcom, il <strong>Comando Centrale degli Stati Unit</strong>i che ha diretto le operazioni militari di Epic Fury e che ora potrebbe assumere il controllo dell’operazione difensiva temporanea che il Pentagono si appresta a lanciare in Medio Oriente, denominata <strong>Project Freedom</strong>, le navi commerciali e le navi da guerra americane che incrociano a ridosso dello stretto strategico che collega il Golfo Persico e il Golfo dell’Oman sono <strong>oggetto di attacchi da parte dell’Iran</strong>. Ciò avviene in seguito all’entrata in vigore di un nuovo piano di protezione marittima statunitense che avrebbe aperto “<em>un passaggio sicuro nello Stretto per garantire il libero transito</em>”. <br><br>Secondo quanto riportato dagli osservatori internazionali, dopo l’annuncio della Casa Bianca, decine di mercantili, petroliere e gassiere si sono avvicinate allo stretto per imboccare il “<em>corridoio</em>” che dovrebbe essere garantito dal dispositivo militare statunitense. La Marina iraniana ha sparato colpi di avvertimento vicino a cacciatorpediniere statunitensi che attraversavano lo stretto, mentre i barchini della cosiddetta <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/non-sono-solo-mine-minacciare-stretto-hormuz-cos-mosquito-2637250.html">Mosquito Fleet</a> della componente navale del <strong>Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche</strong> (IRGC-N) sono stati ingaggiati dagli elicotteri d’attacco AH-64 Apache. <br></p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Remarks to media today from Adm. Brad Cooper, CENTCOM commander, on Project Freedom: <a href="https://t.co/kIFFLf2vpd">pic.twitter.com/kIFFLf2vpd</a></p>&mdash; U.S. Central Command (@CENTCOM) <a href="https://twitter.com/CENTCOM/status/2051366874483503488?ref_src=twsrc%5Etfw">May 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>“<em>Disponiamo di un’enorme capacità e potenza di fuoco concentrate nello Stretto e nelle aree circostanti, inclusi gli elicotteri AH-64 Apache e MH-60 Seahawk, utilizzati proprio stamattina per neutralizzare sei piccole imbarcazioni iraniane che minacciavano il traffico marittimo commerciale. Stiamo quindi dando seguito all’impegno con i fatti</em>”, ha <a href="https://www.twz.com/news-features/u-s-ah-64-apache-mh-60-seahawk-helicopters-sink-six-iranian-boats">dichiarato l’ammiraglio Brad Cooper,</a> capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, all’inviato di <em>The War Zone</em>, elencando le <strong>capacità militari </strong>pronte a<strong> garantire la sicurezza del corridoio</strong>. L’ammiraglio ha elencato tutte le piattaforme aeree schierate in Medio Oriente, oltre alle <em>“numerose navi da guerra statunitensi, tra cui cacciatorpediniere, due gruppi d’attacco di portaerei, un gruppo di prontezza anfibia e un’unità di spedizione dei Marines”</em>. <em>“Ci siamo difesi e, in linea con il nostro impegno, abbiamo difeso tutte quelle navi mercantili”,</em> ha dichiarato l’ammiraglio Cooper, che ha ordinato l’affondamento di sei piccole imbarcazioni armate dirette contro le navi mercantili per interferire con il piano americano.</p>



<p>Come scritto in precedenza, gli <a href="https://it.insideover.com/guerra/anche-gli-elicotteri-apache-nei-cieli-di-hormuz-gli-usa-schierano-la-migliore-ala-rotante.html">elicotteri AH-64 Apache</a>, armati dei <a href="https://it.insideover.com/difesa/decine-di-migliaia-di-munizioni-di-precisione-a-basso-costo-per-la-marina-statunitense.html">nuovi razzi a guida laser</a> Advanced Precision Kill Weapon System II, o APKWS, sono stati schierati proprio per ingaggiare sciami di <strong>piccole imbarcazioni</strong>, con <strong>equipaggio o dronizzate</strong>, che rappresentano la principale minaccia per le navi a ridosso dello Stretto di Hormuz. A loro fianco operano anche gli aerei d’attacco al suolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ritorno-degli-a-10-sulla-scena-il-facocero-non-pensionabile-entra-in-azione-in-iran.html">A-10 Warthog</a> e gli elicotteri imbarcati sulle unità di superficie della US Navy, gli MH-60 Seahawk, equipaggiati per la lotta antisommergibile e per operazioni di sicurezza marittima.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">U.S. AH-64 Apache, MH-60 Seahawk Helicopters Sink Six Iranian Boats<br><br>Commercial vessels and American warships are coming under Iranian attack around the Strait of Hormuz as a new U.S. maritime protection plan has kicked off.<br><br>Updating live: <a href="https://t.co/Awz2yW1gyI">https://t.co/Awz2yW1gyI</a></p>&mdash; Tyler Rogoway (@Aviation_Intel) <a href="https://twitter.com/Aviation_Intel/status/2051351610237043104?ref_src=twsrc%5Etfw">May 4, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Le piccole imbarcazioni cariche di esplosivo della <strong>Mosquito Fleet</strong> rappresentano la principale minaccia che l’Iran può scatenare nello Stretto di Hormuz, ma non l’unica. In un <em>briefing</em>, il comandante del Centcom ha sottolineato come le forze iraniane possano lanciare <strong>attacchi con missili da crociera</strong> e <strong>droni suicidi</strong> contro tutte le navi all’interno del Golfo Persico e a ridosso dello stretto strategico. Teheran potrebbe “t<em>rasformare la via d’acqua in una zona di scontro con armi di alto livello</em>”, in cui entrerebbero in campo anche le difese aeree e i missili terra-aria portatili, che potrebbero insidiare gli aerei e gli elicotteri inviati a proteggere i mercantili. Il piano <strong>Project Freedom</strong> potrebbe includere missioni di scorta e/o di convoglio, anche se attualmente tali missioni non sarebbero contemplate, e può contare sulle <em>“cacciatorpediniere statunitensi in grado di difendersi dai missili balistici, oltre 100 velivoli terrestri e navali, piattaforme senza pilota multidominio – ovvero sottomarine, navali e aeree – e 15.000 militari per estendere questo ombrello difensivo attraverso lo Stretto di Hormuz”</em>. Secondo quanto riferito dal Comando Centrale degli Stati Uniti, il <strong>piano ha una doppia funzione</strong>: far <strong>transitare le navi commerciali in entrambe le direzioni</strong>, verso il Golfo Persico e verso il Golfo dell’Oman, per accedere al Mar Arabico e, di lì, a qualsiasi rotta intendano seguire, lontano dalle minacce aeree e navali di Teheran.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-elicotteri-apache-in-azione-su-hormuz-missili-contro-la-mosquito-fleet-di-teheran.html">Gli elicotteri Apache in azione su Hormuz: missili contro la Mosquito Fleet di Teheran</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>I signori di Hormuz: lo scontro Iran-Usa e il nuovo Medioevo del Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 04:31:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/Le-Big-Tech-Usa-come-bersaglio-legittimo-i-Pasdaran-mirano-al-complesso-militare-industriale-nel-Golfo-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scontro tra Iran e Stati Uniti ci riporta ai signori feudali che imponevano la propria giurisdizione su territori e rotte commerciali. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-signori-di-hormuz-lo-scontro-iran-usa-e-il-nuovo-medioevo-del-medio-oriente.html">I signori di Hormuz: lo scontro Iran-Usa e il nuovo Medioevo del Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p> Mentre sui media occidentali <strong>la dirigenza iraniana viene descritta come divisa, in lotta interna o priva di guida</strong>, in realtà i politici della Repubblica islamica preparano il <strong>nuovo round del confronto con gli Stati Uniti, sia esso diplomatico o militare</strong>. Più che a un ritorno della Guerra fredda, lo scontro tra Iran e Stati Uniti ci riporta per certi aspetti al Medioevo, quando i signori feudali imponevano la propria giurisdizione su territori, rotte commerciali e punti di passaggio strategici. </p>



<p>Oggi il caso emblematico è lo <strong>Stretto di Hormuz</strong>, dove Teheran è riuscita, attraverso una risposta militare che per alcuni osservatori è stata sorprendente rispetto all’offensiva israelo-americana, a riaffermare la propria capacità coercitiva su una delle vie d’acqua più importanti del pianeta. Come un tempo si imponevano taglie e gabelle, oggi i Pasdaran iraniani, forti della legittimazione derivante dalla capacità militare dimostrata sul campo, condizionano il transito navale nello Stretto con una combinazione di deterrenza psicologica e blocco materiale.</p>



<p>Tale pressione si esercita attraverso il rischio permanente di interdizione, la minaccia di campi minati, la presenza di unità veloci della marina dei Pasdaran e la possibilità di colpire infrastrutture energetiche e naviglio commerciale. Questa capacità si è manifestata in forma concreta anche di recente, quando una petroliera giapponese ha attraversato indenne lo stretto dopo aver sostenuto costi straordinari legati alla sicurezza della rotta, segno di come la navigazione nell’area sia ormai subordinata, di fatto, al consenso implicito dei <strong>“signori di Hormuz”. </strong></p>



<p>Ma chi sono davvero queste figure? La narrazione mediatica occidentale continua a raccontare un Iran politicamente frammentato: una Guida Suprema descritta come incapace di esercitare il comando e una classe dirigente già ripiombata nelle tradizionali lotte intestine. In realtà, proprio per la natura conflittuale e competitiva delle relazioni interne alla Repubblica islamica, i dissensi nella gestione della crisi non rappresentano affatto una novità, né per gli osservatori più attenti né, soprattutto, per gli iraniani stessi, che sembrano assorbire tale dinamica con relativa normalità. </p>



<p>Alcune rivalità interne permangono, com’è <strong>fisiologico in un sistema policentrico e articolato come quello iraniano. </strong>Ma questa pluralità di centri decisionali è strutturale e organica al sistema, non il prodotto di cause esogene come la guerra lanciata da Donald Trump contro il Paese. </p>



<p>Secondo molte analisi occidentali, si starebbero oggi confrontando due fazioni principali: d<strong>a una parte i Pasdaran, dall’altra i politici d’apparato, in particolare il Ministero degli Esteri, </strong>divisi sulla gestione della crisi e sull’eventuale negoziato con Washington. A incarnare questi due poli sarebbero il comandante delle Guardie Rivoluzionarie, il generale <strong>Hossein Salami</strong>, e il ministro degli Esteri <strong>Abbas Araghchi.</strong> In realtà, questa lettura appare in larga misura aleatoria. Non emergono segnali concreti di una frammentazione strategica, e ancor meno di una rottura.</p>



<p>Esistono differenze di tono, di metodo e di linguaggio politico, ma l’obiettivo resta condiviso: difendere la sopravvivenza del sistema, preservare la capacità deterrente del Paese e affrontare il confronto con gli Stati Uniti da una posizione di forza. Un’altra voce diffusasi nelle ultime settimane riguardava il presunto depotenziamento di uno dei personaggi che, nell’ultimo periodo, hanno acquisito enorme influenza in Iran: <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/chi-e-mohammed-bagher-ghalibaf-il-possibile-interlocutore-tra-usa-e-iran.html" type="post" id="510660">Mohammad Bagher Ghalibaf</a></strong>. Secondo diverse ricostruzioni, Ghalibaf sarebbe stato progressivamente estromesso dai centri decisionali oppure ridimensionato dopo aver guidato la delegazione iraniana nell’ultimo round negoziale tenutosi a Islamabad. <strong>Anche in questo caso, tuttavia, i riscontri appaiono estremamente fragili. </strong>Nulla indica una reale marginalizzazione della sua figura, che continua invece a mantenere saldamente il proprio ruolo nei delicati equilibri della Repubblica islamica.</p>



<p>Va ricordato che Ghalibaf, pur giocando una partita importante nella gerarchia politica iraniana, non rappresenta da solo il vertice del sistema né il comando dell’intero Paese. È però certamente uno dei più rilevanti esponenti della classe dirigente iraniana, anche alla luce della recente scomparsa di numerosi personaggi di prestigio colpiti dagli attacchi israelo-americani. Sotto questo profilo, si può affermare che una forma di <em>regime change</em> vi sia effettivamente stata, ma in un significato assai diverso da quello immaginato a Washington. <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/sopravvivere-oggi-cambiare-domani-liran-e-la-lezione-strategica-della-terza-guerra-del-golfo.html" type="post" id="512461">Il cambiamento non ha prodotto il collasso del sistema, </a></strong>bensì una sua trasformazione interna, accelerata dall’eliminazione di figure di primo piano degli apparati militari e politici e dalla scomparsa della Guida Suprema <strong>Ali Khamenei. </strong>Il sistema politico iraniano, tuttavia, sembra essere riuscito ad assestarsi. Subirà con ogni probabilità mutamenti profondi, ma non nel senso auspicato dagli Stati Uniti. Più plausibilmente, emergeranno scenari nuovi e difficilmente prevedibili. <strong>Anche l’idea di una semplice dittatura dei Pasdaran appare una semplificazione troppo rozza. </strong>Le dinamiche interne del potere iraniano restano complesse, stratificate e spesso opache agli osservatori esterni. Non sappiamo ancora quale assetto prenderanno i corridoi del potere a Teheran, ma è certo che i Pasdaran abbiano rafforzato la propria posizione grazie al ruolo decisivo esercitato nella conduzione del conflitto.</p>



<p><strong>Chi sono dunque i signori di Hormuz? Non un singolo uomo, né una sola fazione</strong>. Sono piuttosto una complessa rete di militari, politici, uomini dell’intelligence, tecnocrati e settori dell’imprenditoria che muovono le fila dell’attuale macchina del potere iraniano. Un potere che, come si diceva all’inizio, si manifesta soprattutto nel controllo dello Stretto di Hormuz e nella costante capacità di pressione sui Paesi del Golfo Persico. Tornando alla metafora medievale, l’Iran oggi appare in grado di imporre, con la persuasione e con la forza, il rispetto delle proprie regole. Gli episodi recenti e il sostanziale fallimento del blocco navale americano mostrano tutta la resilienza e la forza di questa nazione, <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-sconfitta-di-usa-e-israele-hormuz-e-la-guerra-asimmetrica-liran-ora-e-al-centro-del-mondo.html" type="post" id="512453">che già definivamo come la quarta potenza di un mondo globalizzato ormai definitivamente in crisi.</a></p>
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		<title>Stretto di Hormuz: la Marina italiana invierà 4 navi per dare la caccia alle mine dell&#8217;Iran</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/stretto-di-hormuz-la-marina-italiana-inviera-4-navi-per-dare-la-caccia-alle-mine-delliran.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 10:08:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Marina miliare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[mine]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1473946354-marina-militare.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1473946354-marina-militare.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1473946354-marina-militare-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1473946354-marina-militare-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1473946354-marina-militare-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1473946354-marina-militare-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>I cacciamine italiani sono tra i più avanzati al mondo: ne invieremo due, con una fregata di scorta e una nave per la logistica. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1473946354-marina-militare.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1473946354-marina-militare.jpg 1600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1473946354-marina-militare-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1473946354-marina-militare-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1473946354-marina-militare-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/02/1473946354-marina-militare-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>&#8220;<em>La pianificazione prudenziale che ha fatto il capo di Stato Maggiore della Difesa prevede un gruppo basato su 2 cacciamine con un&#8217;unità di scorta e una logistica che ci permette di aumentare il periodo. In tutto 4 navi. Ovviamente noi non andiamo da soli, andiamo all&#8217;interno di una coalizione internazionale, anche le altre nazioni manderanno dei cacciamine. In Europa ci sono Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l&#8217;Olanda e il Belgio</em>&#8220;. Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto. La <strong>missione nello Stretto di Hormuz</strong>, in accordo con gli alleati, ha il solo obiettivo di mettere in sicurezza lo Stretto, bonificandolo da quelle che si ritengono essere <strong>20 mine navali posate dai Guardiani dalla Rivoluzione Islamica</strong>, si ritiene <strong>mine a influenza</strong> del tipo Maham 3 e Maham 7. Stando a quanto dichiarato dal Pentagono, per ripulire lo Stretto di Hormuz dalle mine potrebbero volerci sei mesi ed è improbabile che l&#8217;operazione venga intrapresa prima della fine della guerra. Ciò significa che i cacciamine italiani, classe Lerici, dovrebbero svolgere la loro missione in tempo di pace. Ma la “<em>pace</em>” sembra essere tutt’altro che vicina.</p>



<p>Lo avevamo accennato in tempi non sospetti. L&#8217;Italia non vuole farsi trascinare nel conflitto che Israele e Stati Uniti hanno armato contro la Repubblica Islamica dell’Iran e il suoi programmi di armamenti, missilistico e nucleare, ma è pronta a partecipare a una missione internazionale per <strong>ristabilire la sicurezza</strong> e la <strong>libera navigazione </strong>attraverso lo Stretto di Hormuz, crocevia strategico attraverso il quale transita il 20% del commercio mondiale di petrolio e gas naturale, attualmente soggetto a un doppio blocco: uno sostenuto dai guardiani della rivoluzione e dalla loro componente navale, l’IRGC-N, che hanno approfittato del loro vantaggio geostratecio per bilanciare l’aggressione statunitense, colpendo l’economia occidentale e delle potenze del Golfo che fanno affari con l’Occidente; e uno sostenuto dall’imponente dispositivo militare schierato dagli Stati Uniti, che vogliono incidere sugli interessi di Teheran, che lasciava “entrare e uscire” le navi che desidera, fossero esse dirette in Cina o proveniente dall’India, per portare degli esempi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;operazione lunga sei mesi</h2>



<p>Al centro delle tensioni crescenti, lo Stretto di Hormuz, dove i pasdaran hanno postato <strong>almeno 20 mine navali</strong>, molte delle quali, secondo i rapporti dell’<strong>intelligence statunitense</strong>, sarebbero uscite dagli schemi di controllo e rappresenterebbero un pericolo per la navigazione dell’intera regione, dato che una volta sganciate dai loro supporti potrebbero vagare trasportate dalle correnti marine, tra il Golfo Persico, quello d’Oman e il Mar Arabico.</p>



<p>La condizione di totale insicurezza che interessa lo Stretto, ha provocato gravi ripercussione sull’economia mondiale, provocando un aumento straordinario delle <strong>quotazioni dei prezzi del greggio</strong>, e la conseguente carenza di carburante, rischia di condurre molti paesi verso il “<em>lockdown energetico</em>”, per questo molti attori internazionali, pur negando di prendere parte a operazioni belliche in Medio Oriente, diniego che ha fatto infuriare l&#8217;inquilino della Casa Bianca che è tornato a minacciare la NATO, si stanno preparando a un&#8217;operazione internazionale per supportare l&#8217;impegno statunitense nella bonifica dello stretto dalle temute mine navali.</p>



<p>Secondo il <strong>Pentagono</strong>, potrebbero servire <strong>fino a 6 mesi per sminare</strong> un tratto di mare che non è ancora stato &#8220;delimitato&#8221; con precisione. L&#8217;Italia, quando saranno state create le condizioni per agire, è pronta a fare la propria parte, <strong>inviando 2 cacciamine con un&#8217;unità di scorta</strong> e con un&#8217;unità logistica che permetteranno di aumentare il periodi di dispiegamento. In tutto sarebbero 4 navi, &#8220;due operative, una logistica e una di scorta&#8221;, afferma il capo di Stato maggiore della Marina militare, che ha spiegato: lo Stretto &#8220;<em>è una zona minata. Non sappiamo bene qual è l&#8217;area che è stata minata, non è determinata. Si presuppone che l&#8217;area minata sia nella zona della linea di separazione del traffico in ingresso e uscita da Hormuz. La tipologia dei fondali ci aiuta a capire quali sono le mine</em>&#8220;, circa 20 per il Pentagono, &#8220;c<em>he possono essere utilizzate. Possiamo ipotizzare le operazioni che dobbiamo attuare per bonificare l&#8217;area. Vicino alla costa ci sono dei fondali rocciosi&#8221;. Alcuni elementi sono già noti: &#8220;Ci sono principalmente due tipi di mine: quelle da fondo, che sono delle mine che stanno proprio sul fondo del mare, e quelle ormeggiate. Sono delle mine che hanno una base sul fondo e sono semigalleggianti. Di solito sono messe ad alto fondale</em>&#8220;. <br><br>Secondo indiscrezioni, le unità italiane coinvolte potrebbero essere i <strong>cacciamine Crotone</strong> e <strong>Rimini</strong>, affiancati da una nave di supporto logistico e una di scorta. Attualmente la Marina Militare italiana dispone di una flotta di dieci cacciamine tra i più avanzati al mondo, progettati per individuare e neutralizzare anche le mine più sofisticate, comprese quelle magnetiche e di ultima generazione, definite “<em>intelligenti</em>”. Otto unità appartengono alla <strong>classe Gaeta</strong>, entrate in servizio tra il 1992 e il 1996, mentre due appartengono alla <strong>classe Lerici</strong>, più datate ma ancora operative. Le navi della classe Gaeta rappresentano la componente più moderna ed efficiente della flotta.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La ricerca con il ROV</h2>



<p>Questi cacciamine sono imbarcazioni relativamente compatte, lunghe circa 52 metri e larghe meno di 10, con equipaggi di circa 40-50 persone. <strong>Una delle loro caratteristiche distintive è lo scafo realizzato in vetroresina rinforzata,</strong> un materiale che garantisce l’assenza di campo magnetico e quindi evita l’attivazione delle mine sensibili alle variazioni magnetiche. Inoltre, la struttura offre una notevole resistenza agli urti causati da eventuali esplosioni subacquee. Anche i motori sono progettati per ridurre al minimo le vibrazioni sonore, essendo montati su supporti indipendenti: questo accorgimento limita il rischio di attivare mine dotate di sensori acustici.</p>



<p>Le operazioni di sminamento si articolano in tre fasi principali: individuazione, identificazione e neutralizzazione. La prima fase è affidata al sonar di bordo, che funziona come un radar subacqueo. Attraverso l’emissione di onde sonore e l’analisi del loro eco, il sonar consente di costruire immagini dettagliate del fondale e individuare oggetti sospetti, distinguendoli da elementi naturali come rocce o detriti. <strong>In condizioni favorevoli, un singolo cacciamine può mappare fino a 26 chilometri quadrati di fondale al giorno. </strong>Una volta individuato un possibile ordigno, si procede alla fase di identificazione mediante un veicolo sottomarino telecomandato (ROV). Questo dispositivo, dotato di telecamere e sensori, viene calato in acqua e guidato a distanza dall’equipaggio della nave. </p>



<p>Il ROV può operare per diverse ore, raggiungere velocità di circa 13 km/h e scendere fino a profondità di 600 metri. Avvicinandosi all’oggetto sospetto, trasmette immagini in tempo reale che permettono agli operatori di confermare se si tratti effettivamente di una mina. La fase finale è quella della neutralizzazione dell’ordigno. Il metodo più utilizzato prevede l’impiego dello stesso ROV, che posiziona una carica esplosiva vicino alla mina e poi si allontana. Successivamente, la nave madre si mantiene a distanza di sicurezza, generalmente intorno a un chilometro, <strong>mentre viene effettuata un’esplosione controllata per distruggere l’ordigno. </strong>In alternativa, possono intervenire direttamente i palombari della Marina, specialisti nel disinnesco subacqueo, che utilizzano attrezzature avanzate per operare in sicurezza, mantenendo una bassa visibilità acustica e magnetica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La scorta ai cacciamone</h2>



<p>Per garantire la sicurezza durante queste operazioni complesse, i cacciamine operano solitamente accompagnati da una scorta navale, che include <strong>una fregata e una nave logistica.</strong> Questo tipo di missione richiede elevati livelli di addestramento, precisione e concentrazione, ma è fondamentale per ripristinare la sicurezza delle rotte marittime. Una volta completata la bonifica, l’area esplorata può essere considerata sicura per la navigazione. Oltre ai cacciamine, esiste un’altra tipologia di unità impiegata nello sminamento navale: i dragamine. Si tratta di mezzi più tradizionali, utilizzati fin dalla Prima guerra mondiale, che operano trascinando dispositivi meccanici o magnetici per far detonare mine semplici o tagliare i cavi di ancoraggio di quelle galleggianti. Questo approccio consente di bonificare rapidamente vaste aree, ma è efficace solo contro mine poco sofisticate.</p>



<p>I cacciamine, al contrario, rappresentano una soluzione più moderna e precisa. Operano in modo mirato, individuando e neutralizzando singolarmente ogni ordigno grazie all’impiego di tecnologie avanzate come sonar ad alta risoluzione, veicoli sottomarini e operatori specializzati. Questa capacità li rende particolarmente adatti a contrastare mine moderne, comprese quelle di fondo, magnetiche o dotate di sensori acustici, che non possono essere eliminate con le tecniche tradizionali dei dragamine. Proprio per queste caratteristiche, l’Italia ha proposto l’impiego dei propri cacciamine nello Stretto di Hormuz, con l’obiettivo di contribuire alla sicurezza di una delle rotte marittime più importanti al mondo.</p>
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		<title>Un &#8220;ponte terrestre&#8221; per bypassare lo Stretto di Malacca: perché Cina e Thailandia rilanciano il Canale di Kra</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/un-ponte-terrestre-per-bypassare-lo-stretto-di-malacca-perche-cina-e-thailandia-rilanciano-il-canale-di-kra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 07:27:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Malacca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123245327_13164b3ada9ecd6857e37dc4b40e84e5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123245327_13164b3ada9ecd6857e37dc4b40e84e5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123245327_13164b3ada9ecd6857e37dc4b40e84e5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123245327_13164b3ada9ecd6857e37dc4b40e84e5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123245327_13164b3ada9ecd6857e37dc4b40e84e5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123245327_13164b3ada9ecd6857e37dc4b40e84e5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123245327_13164b3ada9ecd6857e37dc4b40e84e5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La crisi energetica e le tensioni geopolitiche rilanciano il progetto del canale di Kra, strategico per aggirare lo Stretto di Malacca.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/un-ponte-terrestre-per-bypassare-lo-stretto-di-malacca-perche-cina-e-thailandia-rilanciano-il-canale-di-kra.html">Un &#8220;ponte terrestre&#8221; per bypassare lo Stretto di Malacca: perché Cina e Thailandia rilanciano il Canale di Kra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123245327_13164b3ada9ecd6857e37dc4b40e84e5.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123245327_13164b3ada9ecd6857e37dc4b40e84e5.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123245327_13164b3ada9ecd6857e37dc4b40e84e5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123245327_13164b3ada9ecd6857e37dc4b40e84e5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123245327_13164b3ada9ecd6857e37dc4b40e84e5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123245327_13164b3ada9ecd6857e37dc4b40e84e5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123245327_13164b3ada9ecd6857e37dc4b40e84e5-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fino a qualche anno fa veniva considerato un sogno impossibile. Oggi, complice l&#8217;operatività a singhiozzo dello <strong>Stretto di Hormuz</strong> e il rischio che l&#8217;economia globale possa andare in tilt a causa della guerra in Medio Oriente, il progetto di costruire un &#8220;<strong>ponte terrestre</strong>&#8221; in <strong>Thailandia </strong>ha improvvisamente ripreso quota. </p>



<p>Il piano di realizzare il <strong>Canale di Kra</strong>, ossia una rotta marittima alternativa tra il <strong>Mar delle Andamane</strong> e il <strong>Golfo di Thailandia</strong>, è diventato urgentissimo. Il motivo è semplice da intuire: visto <a href="https://it.insideover.com/economia/nel-blocco-usa-di-hormuz-il-vero-bersaglio-e-pechino.html">quanto sta accadendo in quel di Hormuz</a>, e considerando la crisi di approvvigionamento energetica che ha travolto l&#8217;Asia, nessun governo del continente in più rapida crescita del mondo intende correre un rischio ancora più grande qualora un futuro conflitto dovesse bloccare uno Stretto ancor più strategico: quello di <strong>Malacca</strong>.</p>



<p>L&#8217;affare interessa principalmente Thailandia e <strong>Cina</strong>, che in passato ha inserito l&#8217;idea all&#8217;interno della <strong>Via della Seta Marittima</strong>, un ramo della più ampia <strong>Belt and Road Initiative</strong>. Nel 2015, entità private di Pechino e Bangkok firmarono anche un memorandum d&#8217;intesa per valutare la fattibilità del canale, ma niente si sarebbe poi smosso. Adesso la situazione è radicalmente cambiata.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="518" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-1024x518.jpeg" alt="" class="wp-image-508476" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-1024x518.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-300x152.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-768x388.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-1536x777.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-600x303.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Il blocco dello Stretto di Hormuz</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il ritorno del canale di Kra?</h2>



<p>Il vice primo ministro della Thailandia, <strong>Phiphat Ratchakitprakarn</strong>, che sovrintende al ministero dei Trasporti, ha dichiarato che il suo governo accelererà gli sforzi per sviluppare un ponte terrestre per ridurre i tempi di navigazione tra l&#8217;<strong>Oceano Indiano</strong> e l&#8217;<strong>Oceano Pacifico</strong> (in media di circa quattro giorni), <strong>tagliare i costi di spedizione</strong> di circa il 15%, ma soprattutto per consentire alle navi di aggirare lo <strong>Stretto di Malacca</strong>. </p>



<p>Da questo collo di bottiglia incastonato tra Indonesia, Singapore e Malesia transita circa il 40% del commercio globale, compresa la maggior parte delle spedizioni di petrolio dal Medio Oriente verso le principali economie asiatiche (come Cina, Giappone e Corea del Sud). </p>



<p>&#8220;Il conflitto in Medio Oriente ha dimostrato il vantaggio di controllare una rotta di trasporto&#8221;, ha affermato Phiphat, riferendosi al caos nello Stretto di Hormuz che ha aggravato la <strong>crisi energetica globale</strong>. &#8220;La Thailandia trarrà un grande vantaggio gestendo il collegamento tra l&#8217;Oceano Pacifico e l&#8217;Oceano Indiano&#8221;, ha aggiunto il ministro, secondo il quale un progetto del genere stimolerà numerosi investimenti e creerà circa 200.000 nuovi posti di lavoro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123259536_ef9151638daee117cb016cf7049da1f5-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-514374" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123259536_ef9151638daee117cb016cf7049da1f5-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123259536_ef9151638daee117cb016cf7049da1f5-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123259536_ef9151638daee117cb016cf7049da1f5-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123259536_ef9151638daee117cb016cf7049da1f5-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123259536_ef9151638daee117cb016cf7049da1f5-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260422123259536_ef9151638daee117cb016cf7049da1f5.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il piano della Thailandia e l&#8217;interesse della Cina</h2>



<p>Gli ostacoli alla realizzazione del canale di Kra non mancano. Come ha spiegato <em>Bloomberg</em>, per far progredire il progetto innanzitutto il governo thailandese deve prima approvare una legge ad hoc. Phiphat ha fatto sapere che sarà approvata una bozza di legge entro la fine dell&#8217;anno, ma i tempi restano incerti dato il <a href="https://it.insideover.com/politica/elezioni-in-thailandia-in-testa-il-partito-al-governo-anutin-charnviraku-verso-la-riconferma.html">fragile sistema politico di Bangkok</a>. </p>



<p>La costruzione del ponte terrestre potrebbe poi richiedere circa <strong>15 anni</strong> e costare 1.000 miliardi di baht (<strong>31 miliardi di dollari</strong>). Nello specifico, il piano prevede il collegamento di <strong>due nuovi porti marittimi</strong>, situati ai lati opposti della penisola meridionale della Thailandia, attraverso una <strong>rete di autostrade e ferrovie</strong>, che consentirebbe la circolazione senza intoppi delle merci. Dati i costi ingenti, il governo thailandese potrebbe <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-la-thailandia-si-smarca-dagli-usa-e-abbraccia-la-cina.html">giocare di sponda con altri Paesi</a>, tra cui Emirati Arabi Uniti e Cina. </p>



<p>A proposito di Pechino, il Dragone trarrebbe notevoli benefici dalla riduzione della propria dipendenza dallo Stretto di Malacca per le importazioni energetiche e i flussi commerciali. Numeri alla mano, circa l&#8217;80% del petrolio importato dal gigante asiatico transita attraverso questo passaggio strategico, rendendolo un punto di significativa vulnerabilità. Con l&#8217;eventuale avvento del canale di Kra, il governo cinese risolverebbe una volta per tutte il famigerato <strong>dilemma di Malacca</strong>, e cioè il rischio che le sue rotte marittime possano essere interrotte o controllate da forze navali rivali. Su tutte quelle degli <strong>Stati Uniti</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="644" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304213139615_c3814380c979e5b31d55db9f72a4840c-1024x644.jpg" alt="" class="wp-image-507900" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304213139615_c3814380c979e5b31d55db9f72a4840c-1024x644.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304213139615_c3814380c979e5b31d55db9f72a4840c-300x189.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304213139615_c3814380c979e5b31d55db9f72a4840c-768x483.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304213139615_c3814380c979e5b31d55db9f72a4840c-1536x966.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304213139615_c3814380c979e5b31d55db9f72a4840c-600x377.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/OVERCOME_20260304213139615_c3814380c979e5b31d55db9f72a4840c.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/un-ponte-terrestre-per-bypassare-lo-stretto-di-malacca-perche-cina-e-thailandia-rilanciano-il-canale-di-kra.html">Un &#8220;ponte terrestre&#8221; per bypassare lo Stretto di Malacca: perché Cina e Thailandia rilanciano il Canale di Kra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Anche gli elicotteri Apache nei cieli di Hormuz, gli Usa schierano la migliore ala rotante</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/anche-gli-elicotteri-apache-nei-cieli-di-hormuz-gli-usa-schierano-la-migliore-ala-rotante.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 04:57:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Blocco navale]]></category>
		<category><![CDATA[elicotteri Apache]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F.jpeg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>L'impiego degli Apache si inserisce nel più ampio dispositivo militare che gli Usa hanno schierato nello Stretto di Hormuz.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/anche-gli-elicotteri-apache-nei-cieli-di-hormuz-gli-usa-schierano-la-migliore-ala-rotante.html">Anche gli elicotteri Apache nei cieli di Hormuz, gli Usa schierano la migliore ala rotante</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="960" height="640" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F.jpeg 960w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/HGL2U95acAAfm3F-600x400.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>Nei cieli a ridosso dello <strong>Stretto di Hormuz</strong>, dove in mare centinaia e centinaia di petroliere, gassiere e mercantili restano alla fonda in attesa della de-escalation che lasci libero il passaggio, hanno fatto la loro comparsa anche gli <strong>elicotteri d’attacco AH-64 Apache</strong> dell’Esercito statunitense, una delle più avanzate piattaforme ad ala rotante al mondo. Il loro impiego si inserisce nel più ampio dispositivo militare che gli Stati Uniti hanno schierato per monitorare e proteggere le navi mercantili che si apprestano ad affrontare, sotto lo scacco dei pasdaran, la rotta che le porterebbe oltre lo stretto strategico al centro di una contesa che sta assistendo a un clima di <strong>crescenti tensioni regionali</strong>, e dal quale dipende, in ultima istanza, il primo vero passo verso i negoziati con l’Iran. Ora che gli obiettivi prioritari legati al programma nucleare e missilistico iraniano, <em>target</em> principali delle operazioni militari israelo-statunitensi, sembrano poter aspettare, di fronte al <strong>prolungato shock energetico</strong> che sta arrecando enormi danni all’economia globale.   <br><br>Le immagini diffuse dal Comando Centrale degli Stati Uniti, CENTCOM, hanno mostrato degli Apache in missione di pattugliamento, <strong>da qualche parte al largo delle coste dell’Oman o degli Emirati Arabi Uniti,</strong> e la loro presenza coincide con le crescenti tensioni che si sono verificate negli ultimi giorni, culminate con il sequestro di due navi mercantili da parte del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, la <strong>MSC Francesca</strong> e la <strong>Epaminodi</strong>, fermate dalla Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e scortate verso la costa iraniana. Secondo quanto riportato dallo UK Maritime Trade Operations, <strong>i pasdaran hanno iniziato ad aprire il fuoco contro le petroliere in transito, senza alcun preavviso radio, già il 18 aprile,</strong> quando una prima imbarcazione è stata avvicinata da due cannoniere dell’IRGC-N a circa 20 miglia nautiche dalla costa dell’Oman. Un’altra nave è stata bersagliata il 22 aprile, insieme alle due navi sequestrate mentre si ritiene stessero cercando di violare il blocco iraniano. Questi gravi episodi si inseriscono in un contesto già critico, dato che Teheran ha reintrodotto restrizioni alla navigazione nello Stretto dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha confermato la prosecuzione del blocco americano sulle navi dirette ai porti iraniani. <br><br>Mentre il comando navale delle <strong>Guardie Rivoluzionarie</strong> ha ribadito che “<em>qualsiasi pressione americana riceverà una risposta adeguata</em>”, lasciando intendere che le <strong>condizioni di impercorribilità dello Stretto</strong>, già minato dai pasdaran, resteranno invariate finché le navi iraniane saranno minacciate dal dispositivo militare statunitense che ha ricevuto il compito di “riequilibrare” il vantaggio dell’Iran nel decidere chi può entrare e uscire dal Golfo Persico, per incidere sugli interessi di Teheran e dei suoi partner commerciali.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">AH-64 Apaches fly above the Strait of Hormuz during a patrol, April 17. U.S. Army Soldiers are flying in and around the strait providing a visible presence in support of freedom of navigation. <a href="https://t.co/6K6cuCoqq2">pic.twitter.com/6K6cuCoqq2</a></p>&mdash; U.S. Central Command (@CENTCOM) <a href="https://twitter.com/CENTCOM/status/2045468301799645569?ref_src=twsrc%5Etfw">April 18, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gli elicotteri Apache in azione su Hormuz</h2>



<p>In questo clima di forte instabilità gli elicotteri d&#8217;attacco sono apparsi come parte integrante della risposta militare statunitense. Il generale Dan Caine, capo di Stato Maggiore congiunto, ha confermato che, nell’ambito dell’Operazione Epic Fury, i <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-ritorno-degli-a-10-sulla-scena-il-facocero-non-pensionabile-entra-in-azione-in-iran.html">caccia <strong>A-10 Thunderbolt II</strong></a> operano sul fianco meridionale dello Stretto contro imbarcazioni veloci, mentre gli <strong>AH-64 Apache</strong> sono impiegati nella caccia a droni d’attacco.</p>



<p>Secondo <em>The Avionist</em> l&#8217;Apache è particolarmente adatto a questo tipo di scenario, grazie alla sua capacità di <strong>operare a bassa quota e con grande persistenza</strong>. Gli elicotteri AH-64 possono monitorare un ambiente complesso come quello costiero, dove i mercantili possono essere esposti a potenziali minacce, per intervenire quando le regole d&#8217;ingaggio lo consentono. L’Apache combina sensori avanzati e armamenti estremamente versatili, può individuare e tracciare bersagli attraverso sistemi elettro-ottici e infrarossi, oltre al radar An/Apg-78 Longbow, ed è in grado di classificare rapidamente e gestire simultaneamente numerosi obiettivi. Queste capacità consentono agli equipaggi di questo elicottero biposto di <strong>distinguere agilmente una minaccia reale da un mezzo civile in transito in tempi molto rapidi. </strong>Sul piano offensivo, dispone di un arsenale scalabile: dal cannone M230 da 30 mm ai <a href="https://it.insideover.com/difesa/decine-di-migliaia-di-munizioni-di-precisione-a-basso-costo-per-la-marina-statunitense.html">razzi guidati Apkws</a>, che si stanno rivelando estremamente efficaci come risorsa a basso costo da impiegare contro i droni suicidi iraniani, fino ai ben noti <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-sostituiscono-micidiale-missile-hellfire.html">missili anticarro Hellfire</a> e i missili di precisione aria-superficie Jagm. <br><br>Tale flessibilità è fondamentale in un contesto come Hormuz, dove le minacce possono includere droni a basso costo, imbarcazioni veloci appartenenti alla<strong>&#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/non-sono-solo-mine-minacciare-stretto-hormuz-cos-mosquito-2637250.html">Mosquito fleet</a>&#8221; iraniana</strong>, o altre tipologie di <strong>bersagli difficili da identificare</strong>. Consentendo all&#8217;Apache di entrare in azione e reagire rapidamente, con precisione, limitando al contempo i rischi collaterali in un’area densamente trafficata.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il blocco di Hormuz in un contesto sempre più tes</strong>o</h2>



<p>Il quadro generale continua a deteriorarsi. Al raffreddamento diplomatico tra&nbsp;Washington&nbsp;e&nbsp;Teheran&nbsp;si accompagna un’intensificazione delle operazioni militari sul mare. Il&nbsp;CENTCOM&nbsp;ha dichiarato che, dall’inizio del blocco il 13 aprile, le <strong>forze statunitensi hanno costretto almeno 28 navi a invertire la rotta</strong> o a rientrare in porti iraniani. Parallelamente, si sono registrati i primi abbordaggi, tra cui quello della <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/lavvertimento-poi-raffica-e-i-marines-cosi-usa-hanno-2653539.html">portacontainer iraniana <strong>Touska</strong> nel&nbsp;Golfo dell’Oman</a>&nbsp;da parte del cacciatorpediniere&nbsp;Uss Spruance, con i Marines della 31ª Marine Expeditionary Unit che hanno preso il controllo della nave. Un secondo intervento è avvenuto nel&nbsp;Golfo del Bengala, dove è stata sequestrata la petroliera senza bandiera <strong>M/T Tifani</strong>, sospettata di trasportare petrolio iraniano soggetto a sanzioni. Washington non esclude ulteriori operazioni, in linea con una strategia di controllo marittimo estesa anche ad altri teatri. Teheran ha reagito duramente: il ministro degli Esteri&nbsp;Abbas Araghchi&nbsp;ha definito il blocco un “atto di guerra”, accusando gli Stati Uniti di pirateria e presa di ostaggi.</p>



<p>Nel frattempo, la situazione nello Stretto resta estremamente volatile. Le Guardie Rivoluzionarie avrebbero sequestrato due navi commerciali, mentre <strong>episodi di fuoco contro imbarcazioni mercantili </strong>continuano ad alimentare l’allarme. Anche la&nbsp;Grecia&nbsp;ha invitato le proprie navi a evitare l’area, definendo la situazione “<em>preoccupante</em>”. In questo contesto, la presenza degli Apache rappresenta un ulteriore segnale della crescente militarizzazione dello&nbsp;Stretto di Hormuz, oggi più che mai al centro di una crisi internazionale ad alto rischio. In questo quadro, il presidente degli Stati Uniti&nbsp;Donald Trump, alla ricerca di una <strong>exit strategy dall&#8217;affare Hormuz</strong>,&nbsp;ha annunciato ieri la &#8220;<em>proroga a tempo indeterminato</em>&#8221; del <a href="https://it.insideover.com/politica/iran-trump-estende-il-cessate-il-fuoco-i-negoziati-in-pakistan-in-stallo-portaerei-usa-in-rotta-verso-il-medio-oriente.html">cessate il fuoco</a>, forse nella speranza di scongiurare quella che potrebbe essere un ulteriore escalation nel conflitto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/anche-gli-elicotteri-apache-nei-cieli-di-hormuz-gli-usa-schierano-la-migliore-ala-rotante.html">Anche gli elicotteri Apache nei cieli di Hormuz, gli Usa schierano la migliore ala rotante</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Usa-Iran, Trump alza la posta: &#8220;Blocco navale a Hormuz&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Apr 2026 14:13:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Usa-Iran-Trump-alza-la-posta-Blocco-navale-a-Hormuz.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Usa-Iran-Trump-alza-la-posta-Blocco-navale-a-Hormuz.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Usa-Iran-Trump-alza-la-posta-Blocco-navale-a-Hormuz-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Usa-Iran-Trump-alza-la-posta-Blocco-navale-a-Hormuz-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Usa-Iran-Trump-alza-la-posta-Blocco-navale-a-Hormuz-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Usa-Iran-Trump-alza-la-posta-Blocco-navale-a-Hormuz-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Usa-Iran-Trump-alza-la-posta-Blocco-navale-a-Hormuz-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>The Donald ha scritto su Truth di aver ordinato alla United States Navy e alle unità del Comando Centrale (Centcom) degli Usa che gestiscono le operazioni in Asia Sud-Occidentale di imporre il blocco navale allo Stretto di Hormuz, fermando tutte le navi che hanno pagato il pedaggio per passare la stretta via d'acqua divenuta arteria vitale per i traffici energetici globali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-trump-alza-la-posta-blocco-navale-a-hormuz.html">Usa-Iran, Trump alza la posta: &#8220;Blocco navale a Hormuz&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Usa-Iran-Trump-alza-la-posta-Blocco-navale-a-Hormuz.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Usa-Iran-Trump-alza-la-posta-Blocco-navale-a-Hormuz.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Usa-Iran-Trump-alza-la-posta-Blocco-navale-a-Hormuz-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Usa-Iran-Trump-alza-la-posta-Blocco-navale-a-Hormuz-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Usa-Iran-Trump-alza-la-posta-Blocco-navale-a-Hormuz-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Usa-Iran-Trump-alza-la-posta-Blocco-navale-a-Hormuz-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Usa-Iran-Trump-alza-la-posta-Blocco-navale-a-Hormuz-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Donald Trump </strong>alza la posta dopo che <strong>la delegazione Usa</strong><a href="https://it.insideover.com/politica/iran-usa-nessun-accordo-a-islamabad-ma-ghalibaf-e-vance-si-stringono-la-mano.html" type="post" id="512977"><strong> guidata dal vicepresidente J.D. Vance</strong> </a>non ha concluso un accordo a Islamabad per pacificare la situazione nel Golfo Persico dopo i dialoghi con la controparte iraniana guidata dal presidente del parlamento <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-iran-per-ghalibaf-la-porta-non-e-chiusa-lamerica-ha-compreso-la-nostra-logica-ora-guadagni-la-nostra-fiducia.html" type="post" id="513014"><strong>Mohammad Bagher Ghalibaf</strong>.</a> E lo fa puntando al cuore della contesa, quello <strong>Stretto di Hormuz</strong> su cui l&#8217;Iran ha imposto il controllo dopo l&#8217;attacco di Usa e Israele il 28 febbraio scorso, mantenendone il controllo sostanziale anche dopo il cessate il fuoco dell&#8217;8 aprile scorso.</p>



<p>The Donald ha scritto su Truth di aver ordinato alla United States Navy e alle <a href="https://it.insideover.com/difesa/chi-e-brad-cooper-lammiraglio-innovatore-che-guida-lattacco-alliran.html" type="post" id="506147">unità del <strong>Comando Centrale (Centcom) degli Usa che gestiscono le operazioni in Asia Sud-Occidentale</strong> </a>di imporre il <strong>blocco navale</strong> allo Stretto di Hormuz, fermando tutte le navi che hanno pagato il pedaggio per passare la stretta via d&#8217;acqua divenuta arteria vitale per i traffici energetici globali. <a href="https://it.insideover.com/economia/pedaggio-in-cripto-per-passare-hormuz-la-guerra-economica-delliran-continua.html" type="post" id="512620">Teheran chiede un pagamento, in yuan cinese o criptovalute,</a> per le navi che intendono attraversarlo e si è detta pronta a garantire il transito a 15 imbarcazioni al giorno mentre prosegue il cessate il fuoco. </p>



<p>Il vicepresidente del parlamento iraniano, Haji Babaei, oggi ha detto all&#8217;agenza Mehr che lo Stretto è &#8220;completamente sotto il controllo iraniano&#8221; e che anche 1,6 milioni di barili di petrolio iraniano al giorno escono quotidianamente per essere esportate, una quantità paragonabile all&#8217;anteguerra. Durante le sei settimane di pesanti <strong>attacchi aerei e missilistici contro l&#8217;Iran</strong> e nel pieno della risposta di Teheran, che ha bombardato infrastrutture energetiche, snodi logistici e basi militari Usa in tutta la regione, Washington ha studiato diversi piani per forzare il controllo di Hormuz da parte della Repubblica Islamica, spesso <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-segnali-di-azione-anfibia-contro-liran-ecco-come-e-dove-potrebbe-accadere.html" type="post" id="510830">prevedenti operazioni offensive via terra contro le isole che ne sono la chiave, non dandovi seguito</a> mentre le riserve militari venivano consumate dagli attacchi al territorio metropolitano del grande Stato centroasiatico.</p>



<p>Per gli Usa provare a forzare Hormuz avrebbe richiesto un <strong>pesante drenaggio di unità aeree e navali, avrebbe esposto la Us Navy alle batterie balistiche iraniane</strong> e avrebbe imposto di operare con <strong>lo spettro di imbattersi nei campi minati</strong> seminati dall&#8217;Iran senza poter contare su una flotta di navi capaci di dragarle all&#8217;altezza della sfida, tanto che la richiesta di assistenza è arrivata fino a alleati europei come l&#8217;Italia, tutto questo per ovviare a un disastro strategico imposto proprio dalla scelta di attaccare l&#8217;Iran.</p>



<p>Ora la strategia è più articolata. La manovra mira a <strong>esercitare pressione su Teheran</strong> e su quei Paesi che <strong>hanno trovato accordi con l&#8217;Iran</strong> per il transito da Hormuz (tra cui Cina, Malesia e Pakistan) senza far avventurare le navi americane nei 31 km più importanti degli oceani globali in questa delicata condizione geopolitica.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">L&#39;Iran resiste a pretese negoziali, e gli USA:<br><br>🔺Annunciano blocco dello Stretto di Hormuz!<br><br>🔺Inviano Flotta a sminarlo.<br><br>🔺Minacciano navi in acque internazionali colte a usare Hormuz con permesso iraniano.<br><br>Se attuate, azioni che minacciano Paesi neutrali &#8211; Cina in primis. <a href="https://t.co/RVe0M3zeyx">https://t.co/RVe0M3zeyx</a> <a href="https://t.co/W0OwXloUnP">pic.twitter.com/W0OwXloUnP</a></p>&mdash; Edoardo Fontana (@EdoardoFontana7) <a href="https://twitter.com/EdoardoFontana7/status/2043328211740655852?ref_src=twsrc%5Etfw">April 12, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Del resto, ad oggi entrare in forze in Hormuz creerebbe un problema: &#8220;l&#8217;Iran non è in grado di localizzare le mine che ha posizionato nello stretto di Hormuz e non ha la capacità di rimuovere gli esplosivi, il che gli impedisce di consentire un maggiore traffico attraverso la via navigabile&#8221;, <a href="https://www.theguardian.com/world/live/2026/apr/12/middle-east-crisis-live-us-iran-pakistan-peace-talks-jd-vance-delegation-leaves-without-a-deal?filterKeyEvents=false&amp;page=with%3Ablock-69db9a008f08dd4830774b67#block-69db9a008f08dd4830774b67">nota il Guardian, aggiungendo</a> che parimenti nelle settimane di guerra &#8220;gli Stati Uniti non erano in grado di monitorare efficacemente le piccole imbarcazioni che stavano minando lo stretto, il che lasciava il paese nell&#8217;incertezza circa l&#8217;ubicazione e il numero delle mine presenti nello Stretto&#8221;. <strong>La questione del blocco navale è, tecnicamente, complessa e rappresenterebbe, se attuata, un atto di guerra</strong> che però si può inserire nel quadro della ricerca di vie operative per pressare l&#8217;Iran da parte americana. Ironia della sorte, il blocco di Hormuz potrebbe essere visto come una conferma indiretta del fatto che gli Usa non si ritengono in grado <a href="https://it.insideover.com/guerra/hormuz-aperto-per-cina-e-india-chiuso-per-gli-usa-lo-mossa-delliran-e-uno-scacco-per-trump.html" type="post" id="508903">di invertire <em>manu militari</em> il controllo dello Stretto da parte di Teheran</a> affermato durante la guerra, fermandosi alle porte di esso. Quanto questo possa far recedere Teheran dalle sue baldanzose posizioni negoziali è a dir poco incerto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/usa-iran-trump-alza-la-posta-blocco-navale-a-hormuz.html">Usa-Iran, Trump alza la posta: &#8220;Blocco navale a Hormuz&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Dal petrodollaro al petroyuan? Perché la guerra in Iran rilancia la valuta cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/dal-petrodollaro-al-petroyuan-perche-la-guerra-in-iran-rilancia-la-valuta-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 04:36:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[dollaro]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
		<category><![CDATA[Terza guerra del Golfo]]></category>
		<category><![CDATA[Yuan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Possibili pedaggi iraniani nello Stretto di Hormuz in yuan segnalano una sfida crescente al petrodollaro e l’ascesa del “petroyuan”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dal-petrodollaro-al-petroyuan-perche-la-guerra-in-iran-rilancia-la-valuta-cinese.html">Dal petrodollaro al petroyuan? Perché la guerra in Iran rilancia la valuta cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160937586_08433da8306b6311a9aaf1b00deb0421-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Vuoi passare dallo <a href="https://it.insideover.com/guerra/stretto-di-hormuz-la-lezione-iraniana-che-umilia-loccidente.html">Stretto di Hormuz</a>? Si può fare, a patto di pagare un “<strong>pedaggio</strong>” ai <strong>Pasdaran</strong>. L&#8217;ultimo episodio, avvenuto la scorsa settimana, è però indicativo per un aspetto non proprio logistico. Due navi giapponesi hanno attraversato la rotta marittima dopo aver sborsato 2 milioni di dollari. Tokyo non ha specificato quale <strong>valuta </strong>abbia utilizzato, e proprio questo silenzio può essere un segnale emblematico di quanto sta accadendo in Medio Oriente. </p>



<p>Non è infatti da escludere che uno dei principali alleati degli Stati Uniti in materia di Difesa possa aver saldato la commissione richiesta da Teheran in <strong>yuan</strong> anziché in <strong>dollari americani</strong>. Se così fosse – come detto non sono arrivate conferme ufficiali &#8211; significherebbe che persino i partner più vicini a Washington sarebbero arrivati al punto di mettere in discussione i vantaggi di restare fedeli al biglietto verde. </p>



<p>Certo è che, mentre le petroliere iraniane e cinesi continuano a scorrazzare nello <strong>Stretto di Hormuz</strong> come se niente fosse successo, le navi dei Paesi arabi del Golfo restano bloccate, a meno di non cedere alle richieste iraniane di subordinare un accesso più ampio alla rotta marittima al <strong>pagamento del pedaggio</strong> in yuan. Cosa sta succedendo? Lo ha scritto nero su bianco la Deutsche Bank in una nota di ricerca: &#8220;Questo conflitto potrebbe essere il catalizzatore dell&#8217;erosione del predominio del <strong>petrodollaro </strong>e dell&#8217;inizio della nascita del <strong>petroyuan</strong>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="518" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-1024x518.jpeg" alt="" class="wp-image-508476" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-1024x518.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-300x152.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-768x388.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-1536x777.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-600x303.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il vero vincitore della guerra in Iran? Lo yuan</h2>



<p>Le conseguenze del <a href="https://it.insideover.com/guerra/trump-annuncia-cessate-il-fuoco-di-due-settimane-con-liran-a-condizione-che-riaprano-subito-lo-stretto-di-hormuz.html">conflitto in Medio Oriente</a> stanno mettendo a dura prova le &#8220;basi del regime del petrodollaro&#8221;, mentre i danni subiti dalle economie del Golfo &#8220;potrebbero incoraggiare una riduzione dei loro risparmi in valuta estera&#8221;, hanno proseguito ancora gli analisti di Deutsche Bank. </p>



<p>Piccola precisazione: la maggior parte del petrolio scambiato a livello globale viene prezzato e fatturato in dollari statunitensi, secondo un sistema che risale al <strong>Patto del petrodollaro</strong> del <strong>1974</strong>. Sulla base di questo accordo, l&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong> si è impegnata a prezzare il petrolio in <a href="https://it.insideover.com/economia/de-dollarizzazione-e-multipolarismo-le-nuove-dinamiche-delleconomia-internazionale.html">dollari americani</a> e a investire le eccedenze in attività, sempre in dollari Usa, in cambio di garanzie. È così che abbiamo avuto la cosiddetta <strong>dollarizzazione delle catene del valore globali</strong>, dato il ruolo centrale del petrolio nella produzione e nei trasporti a livello mondiale. </p>



<p>Attenzione però, perché il petrolio russo e iraniano, soggetto a sanzioni, viene già scambiato in valute diverse dal dollaro, e l&#8217;Arabia Saudita ha sperimentato pagamenti in valute diverse dal dollaro per progetti infrastrutturali. &#8220;Se i Paesi del Golfo si avvicinassero all&#8217;Asia nelle loro relazioni commerciali e di investimento e, di conseguenza, il prezzo del petrolio scendesse in dollari, ciò potrebbe avere <strong>ripercussioni significative</strong> sull&#8217;<strong>utilizzo del dollaro nel commercio globale e nel risparmio</strong>&#8220;, ha concluso Deutsche Bank.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="687" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160948937_bfc06dfff98935423b028312abdb447b-1024x687.jpg" alt="" class="wp-image-512557" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160948937_bfc06dfff98935423b028312abdb447b-1024x687.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160948937_bfc06dfff98935423b028312abdb447b-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160948937_bfc06dfff98935423b028312abdb447b-768x515.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160948937_bfc06dfff98935423b028312abdb447b-1536x1030.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160948937_bfc06dfff98935423b028312abdb447b-600x403.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260408160948937_bfc06dfff98935423b028312abdb447b.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Colpire il dollaro</h2>



<p>Se l&#8217;Iran legasse davvero l&#8217;accesso allo Stretto di Hormuz a pagamenti in yuan per il petrolio, considerando che circa il 20% del consumo globale di liquidi petroliferi transita attraverso questa rotta, la mossa potrebbe davvero erodere una parte globale del potere del dollaro. </p>



<p>Non è però da escludere un altro scenario: <strong>il petrolio mediorientale diretto verso l&#8217;Asia prezzato in yuan e quello venduto agli europei e ai partner Usa in dollari.</strong> Dall&#8217;inizio della guerra, l&#8217;Iran ha inviato almeno 11,7 milioni di barili di petrolio greggio in <strong>Cina </strong>attraverso lo Stretto e ogni barile era regolato al di fuori del sistema del dollaro statunitense.</p>



<p>In ogni caso, comunque vada a finire la faccenda di Hormuz, il biglietto verde non è destinato a essere spodestato da un giorno all&#8217;altro da qualche altra valuta. E ancora, altro punto focale da tenere bene in mente, <strong>la Cina mantiene rigidi controlli sui capitali.</strong> Cosa vuol dire? Che un Paese che accumula yuan attraverso la vendita di petrolio non può reinvestire o ridistribuire liberamente tali riserve senza il permesso di Pechino.</p>



<p><em>Last but not least</em>, come ha evidenziato il Fondo Monetario Internazionale, lo yuan cinese rappresenta appena il <strong>2-3% </strong>delle <strong>riserve valutarie globali</strong> &#8211; contro il 56% in dollari statunitensi e il 20% in euro e il <strong>3,2%</strong> dei <strong>pagamenti globali</strong> &#8211; rispetto al 42,6% del dollaro. Il petroyuan ha lanciato il suo guanto di sfida al petrodollaro.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/dollaro-1024x576.jpg" alt="dollaro" class="wp-image-503905" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/dollaro-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/dollaro-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/dollaro-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/dollaro-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/dollaro-600x337.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/dollaro.jpg 1129w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/dal-petrodollaro-al-petroyuan-perche-la-guerra-in-iran-rilancia-la-valuta-cinese.html">Dal petrodollaro al petroyuan? Perché la guerra in Iran rilancia la valuta cinese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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