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	<title>strage Archives - InsideOver</title>
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	<title>strage Archives - InsideOver</title>
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		<title>Un po&#8217; di luce sull&#8217;Ustica francese: 1968, il misterioso &#8220;incidente&#8221; al largo di Antibes</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/un-po-di-luce-sullustica-francese-1968-il-misterioso-incidente-al-largo-di-antibes.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2024 12:43:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Aviazione civile]]></category>
		<category><![CDATA[Eliseo]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="512" height="288" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/crash_de_la_caravelle_ajaccio_nice_53_ans_apres_les_familles_attendent_toujours_des_reponses_line_169.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/crash_de_la_caravelle_ajaccio_nice_53_ans_apres_les_familles_attendent_toujours_des_reponses_line_169.jpg 512w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/crash_de_la_caravelle_ajaccio_nice_53_ans_apres_les_familles_attendent_toujours_des_reponses_line_169-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/crash_de_la_caravelle_ajaccio_nice_53_ans_apres_les_familles_attendent_toujours_des_reponses_line_169-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p>
<p>In quell'anno un aereo  di linea della Air France precipitò dopo che il pilota aveva parlato di un incendio a bordo. Il mistero.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/un-po-di-luce-sullustica-francese-1968-il-misterioso-incidente-al-largo-di-antibes.html">Un po&#8217; di luce sull&#8217;Ustica francese: 1968, il misterioso &#8220;incidente&#8221; al largo di Antibes</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="512" height="288" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/crash_de_la_caravelle_ajaccio_nice_53_ans_apres_les_familles_attendent_toujours_des_reponses_line_169.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/crash_de_la_caravelle_ajaccio_nice_53_ans_apres_les_familles_attendent_toujours_des_reponses_line_169.jpg 512w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/crash_de_la_caravelle_ajaccio_nice_53_ans_apres_les_familles_attendent_toujours_des_reponses_line_169-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/crash_de_la_caravelle_ajaccio_nice_53_ans_apres_les_familles_attendent_toujours_des_reponses_line_169-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p>
<p>Nonostante la nostra vicinanza, noi italiani sappiamo poco di quella che venne ribattezzata da alcuni l’<em>Ustica francese</em>. Un <strong>incidente aereo</strong> avvenuto l&#8217;11 settembre del 1968, quando un aereo di linea dell&#8217;Air France proveniente da Ajaccio precipitò al largo di Antibes mentre iniziava la sua discesa sull&#8217;aeroporto internazionale di Nizza. A bordo erano 95 persone, 89 passeggeri e 5 membri dell&#8217;equipaggio. Perderanno tutte la vita. Ivi compreso il <strong>generale&nbsp;René Cogny</strong>, noto membro della&nbsp;<strong>Resistenza francese&nbsp;</strong>durante il secondo conflitto mondiale. </p>



<p>Per le autorità francesi le cause del disastro furono dovute a <strong>un’avaria</strong> &#8211; forse un incendio a bordo, come dichiarò per radio il comandante &#8211; ma nel tempo vennero sollevati molti dubbi su tale versione. Complice un clima di mistero e le <strong>resistenze ufficiali</strong> che accompagnano da sempre casi complessi. Casi come la <a href="https://www.ilgiornale.it/news/storia/dakar-minerve-mistero-sottomarini-persi-mediterraneo-2151244.html#">scomparsa di alcuni sottomarini</a> francesi nel Mediterraneo negli anni precedenti. </p>



<p>Secondo alcune versioni, l’aereo potrebbe essere stato &#8220;a<em>bbattuto per errore da un missile</em>&#8220;, ma ciò che fa tornare d&#8217;attualità questo tragico incidente è la notizia che un gruppo di <strong>familiari delle vittime</strong> è stato recentemente ricevuto all’Eliseo dal consigliere del presidente Emmanuel Macron. Affiora così la possibilità di recuperare il relitto che giace da oltre mezzo secolo a 2.000 metri di profondità. Relitto che potrebbe rivelare informazioni essenziali sul tragico destino del volo Air France 1611. Ma facciamo un passo indietro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;incidente</strong> <strong>del Caravelle</strong></h2>



<p>A schiantarsi e inabissarsi nel Mediterraneo, circa 45 chilometri a sud di Cap d&#8217;Andibes, fu <strong>SE-210 Caravelle</strong> che al momento dell&#8217;incidente aveva accumulato 1.001 ore di volo e 579 atterraggi. Il velivolo, decollato dalla Corsica dove erano stati effettuati i controlli di rito, segnalò una criticità mentre volava a circa 2.000 metri di altitudine, in discesa verso l&#8217;aeroporto di Nizza. In vista della Costa Azzurra.</p>



<p>I piloti comunicarono alla radio: &#8220;<em>On a&#8230;des ennuis</em>&#8221; &#8211; Siamo nei guai! &#8211; richiedendo un avvicinamento diretto per effettuare un <strong>atterraggio di emergenza</strong>. Ottenuto mediamente il permesso di scendere venne comunicato al controllo del traffico aereo che era in corso un &#8220;un incendio&#8221; a bordo. Alle 09:32:28 l&#8217;ultima comunicazione in cui il comandante avverte che &#8220;se continua così&#8221; l&#8217;aereo si schianterà. Un minuto dopo il Caravelle <strong>scompare dagli schermi radar</strong>. Schiantandosi sulla superficie nel mare. E scomparendo per sempre sotto i flutti.</p>



<p>L&#8217;inchiesta, basata sull&#8217;analisi di 8 tonnellate di detriti recuperati nel tratto di mare dove si è consumato lo schianto, dichiarerà che si è trattato di un incidente causato da un incendio che si è propagato nella sezione di poppa dell&#8217;aereo di linea, sul lato destro, dove si trovavano la cucina di bordo e i servizi igienici. E dove all&#8217;esterno si trovava, per il modello Caravelle III, uno dei due <strong>motor</strong>i a getto Rolls-Royce RA29. Una fonte di calore che potrebbe attirare alcuni tipi di missili.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La teoria del missile</strong></h2>



<p>Nel settembre del 1969, il <strong>ministro della Difesa&nbsp;</strong>Michel Debré dichiarò che l&#8217;11 settembre del 1968 &#8220;non erano in corso esercitazioni militari&#8221; sull&#8217;Isola di Levante. Tuttavia, alcuni testimoni dichiararono che le &#8220;esercitazioni di difesa aerea negli attacchi contro bersagli aerei di addestramento venivano ancora svolte&#8221;, ma vennero &#8220;interrotte dopo che un aereo civile comparve sul radar&#8221;. </p>



<p>Il <strong>mistero </strong>riguardante il destino del volo Air France 1611 proseguì finché, in seguito alle dichiarazioni di un tecnico dell&#8217;Office de Radiodiffusion-Télévision Française, che avrebbe assistito al sequestro di una banda sonora che avrebbe rivelato la responsabilità dell’esercito francese nella vicenda che causò la morte di 95 persone, venne perciò riaperta un&#8217;inchiesta.</p>



<p>Secondo questa teoria, a tirare giù il Caravelle quell’11 settembre 1968 per alcuni sarebbe stato un missile dell’Armée, che stava effettuando delle<strong> esercitazioni antiaeree</strong> sull&#8217;Isola di Levante, base militare della Marine Nationale situata nell&#8217;arcipelago delle Isole di Hyère. Poco distante dalla costa. Per questo il 9 settembre 2006 le famiglie delle vittime presentarono una petizione al Ministero della Difesa francese <strong>accusandolo di omicidio di massa</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Le rivelazioni e la promessa dell&#8217;Eliseo</strong></h2>



<p>Il 10 maggio 2011, in un&#8217;intervista al canale televisivo francese TF1, l&#8217;ex<strong> segretario militare Michel Laty</strong> affermò che il volo Air France 1611 era stato &#8220;<em>abbattuto da un missile deviato dalla traiettoria</em>&#8220;. </p>



<p>Una tesi che non trovò altre conferme ma spronò i familiari delle vittime a continuare a cercare la verità. Di recente, la cronaca giudiziaria di un giornale corso ha riportato le seguenti parole del giudice istruttore: &#8220;<em>La tesi secondo cui lo schianto sarebbe stato causato da un missile è molto seria</em>&#8220;. A dichiararlo è Paul Sollacaro, avvocato di alcuni familiari delle vittime che segue la causa, il quale ricorda come &#8220;<em>le famiglie delle vittime, in totale 95, <strong>non reclamino soldi e nemmeno un processo</strong>, dopo così tanti anni</em>”. Vogliono solo ottenere un &#8220;<strong>riconoscimento</strong>&#8221; dei fatti.</p>



<p>Per molti aspetti la tragedia che si è consumata al largo di Antibes l&#8217;11 settembre del 1968 e quella avvenuta al largo dell&#8217;Isola di Ustica il 27 giugno del 1980 sono tristemente simili. In particolare modo per quanto riguarda la reticenza dei governi. È notizia recente, tuttavia, che il presidente <strong>Emmanuel Macron</strong> abbia deciso di <strong>togliere il segreto</strong> di stato da una serie di <a href="https://www.francebleu.fr/infos/faits-divers-justice/caravelle-ajaccio-nice-l-etat-se-dit-pret-a-financer-une-eventuelle-operation-de-repechage-des-restes-de-l-avion-9293510">documenti d’archivio</a> classificati come “<em>secret-défense</em>”. Tra i documenti, oltre a quelli relativi alla Guerra d&#8217;Algeria, vi sono anche quelli relativi all&#8217;inabissamento del Caravelle. Il suo portavoce ha accettato di incontrare i parenti delle vittime con la promessa di fare luce sull&#8217;accaduto. Una decisione che accende la speranza dei parenti delle vittime che da 56 anni cercano solo la verità. Proprio come i parenti delle vittime della strage che si consumò nei <a href="https://www.linkedin.com/pulse/la-strage-di-ustica-un-mistero-italiano-davide-bartoccini/">cieli di Ustica</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/un-po-di-luce-sullustica-francese-1968-il-misterioso-incidente-al-largo-di-antibes.html">Un po&#8217; di luce sull&#8217;Ustica francese: 1968, il misterioso &#8220;incidente&#8221; al largo di Antibes</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Strage di Bargi: i legali delle vittime chiedono di indagare sulla sicurezza informatica</title>
		<link>https://it.insideover.com/giudiziaria/strage-di-bargi-i-legali-delle-vittime-chiedono-di-indagare-sulla-sicurezza-informatica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 May 2024 08:41:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber security]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Della necessità di battere la pista dell'incidente informatico non parla nessuno. Ad accorgersene, per ora, solo i legali delle vittime.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/strage-di-bargi-i-legali-delle-vittime-chiedono-di-indagare-sulla-sicurezza-informatica.html">Strage di Bargi: i legali delle vittime chiedono di indagare sulla sicurezza informatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4-1536x864.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515221052233_3606ab0a49f67b1a3e1d4ff5a38e88a4-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A poco più di un mese dall&#8217;incidente costato la vita a sette operai e a pochi giorni dall&#8217;inizio dei lavori dei periti individuati dalla Procura di Bologna, ancora nulla trapela in merito alle ragioni che hanno portato all&#8217;esplosione e al conseguente incendio che ha sconvolto la centrale idroelettrica di Bargi, sull&#8217;Appennino tosco-emiliano. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I precedenti da non sottovalutare</h2>



<p>Sviluppata sotto il livello del lago di Suviana, la centrale gestita da <strong>Enel Green Power </strong>era interessata da circa un anno da lavori di manutenzione straordinaria e sembra che nel momento dell&#8217;esplosione &#8211; provocata dal malfunzionamento di una turbina &#8211; fosse in corso un collaudo. Giorni fa abbiamo affrontato la questione insieme all&#8217;esperto di sicurezza informatica <strong>Alessandro Curioni</strong>, ponendo una semplice domanda: <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/strage-di-bargi-ecco-perche-dobbiamo-parlare-di-cyber-security.html">possibile che tra i periti incaricati dalla Procura non vi sia nessuno in grado di poter escludere che l&#8217;origine dell&#8217;incidente sia di natura informatica?</a> </p>



<p>Dopotutto, <strong>di precedenti ce ne sono molti,</strong> così come molte sono le analogie: tra il 2007 e il 2010 <a href="https://it.insideover.com/guerra/quando-usa-e-israele-sferrarono-un-devastante-cyberattacco-contro-liran.html">il malware Stuxnet</a> &#8211; di produzione americana e israeliana &#8211; provocò la distruzione proprio delle turbine della centrale nucleare iraniana di Natanz; ma più in generale, gli attacchi ai sistemi industriali sono da un decennio pane quotidiano. Secondo il <strong>rapporto Clusit del 2023</strong>, poi, qui in Italia siamo ormai in uno scenario di &#8220;<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/litalia-nel-cybermirino.html">guerra cibernetica diffusa</a>&#8221; già dal 2022. Una situazione acuitasi con lo scoppio della guerra russo-ucraina (e proprio in Ucraina, ma nel 2016, un malware chiamato <strong>Industroyer </strong>mise in ginocchio le centrali elettriche di Kiev). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una minaccia silenziosa</h2>



<p>Nel caso della centrale idroelettrica di Bargi, tuttavia, non abbiamo parlato di &#8220;attacco&#8221;, ma della possibilità che si sia trattato di un incidente informatico che, tra le varie cose, potrebbe aver inibito i sistemi preposti alla segnalazione di eventuali anomalie nel funzionamento delle turbine.<strong> Il fatto che non se ne parli non significa che il problema non esista</strong>. Come scritto sempre da Alessandro Curioni in un recente articolo per <em>Panorama</em>, tanto gli attacchi, quanto gli incidenti cyber, sono silenziosi e difficili da individuare. E di solito quando ci si accorge che il problema è appunto di natura informatica è troppo tardi. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le &#8220;scatole nere&#8221; e l&#8217;ausiliario informatico</h2>



<p>Del fatto che il tema della sicurezza informatica sia il grande assente da questa triste vicenda sembra essersene accorto anche il legale dei familiari di una delle vittime, <strong>Gabriele Bordoni</strong>, che, intervistato il 3 maggio scorso dall&#8217;<a href="https://www.dire.it/03-05-2024/1037093-strage-di-suviana-ecco-da-quali-domande-parte-la-ricerca-della-verita/">Agenzia Dire</a>, con riferimento alle analisi che i periti dovranno effettuare sui <strong>sistemi Scada</strong> della centrale, ha detto &#8220;deve intervenire un ausiliario che abbia le competenze necessarie per verificare quella componente e verificarne la tenuta di fronte alla possibilità di <strong>clonarla sul piano forense-informatico</strong>&#8220;. Il legale ha poi aggiunto che tanto lui, quanto i legali delle famiglie di altre vittime, si sono riservati: &#8220;di nominare altri esperti, ed eventualmente anche un ausiliario informatico, perché se le acquisizioni della Scada dovessero essere effettivamente determinanti bisognerà trovare un tecnico in grado di interloquire con un informatico di alto livello che possa copiare e analizzare quel materiale&#8221;.</p>



<p>Come abbiamo già sostenuto precedentemente, non c&#8217;è intenzione di fare allarmismi, ma di fronte a sette vite spezzate in quella che è <strong>una delle peggiori stragi del lavoro degli ultimi anni</strong> non si può tralasciare nessuna pista. Meno che mai in un momento storico in cui la digitalizzazione massiccia, ad ogni livello, ha ampliato in modo sconfinato la possibile superficie d&#8217;attacco per i cyber criminali. Quando poi parliamo di grandi sistemi industriali, come la centrale di Bargi, dobbiamo sempre pensare che ogni eventuale intervento di ammodernamento dei sistemi informatici comporta reazioni non sempre prevedibili. E, talvolta, provoca il risveglio di malware annidati in silenzio da decenni. Non sarà certo questo il caso. Ma perché non accertarsene? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/giudiziaria/strage-di-bargi-i-legali-delle-vittime-chiedono-di-indagare-sulla-sicurezza-informatica.html">Strage di Bargi: i legali delle vittime chiedono di indagare sulla sicurezza informatica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Strage di Bargi: ecco perché dobbiamo parlare di cyber security</title>
		<link>https://it.insideover.com/tecnologia/strage-di-bargi-ecco-perche-dobbiamo-parlare-di-cyber-security.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 May 2024 07:29:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cyber security]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240508002816774_6e8483f2aa71a51b4b4f40316823dd4c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240508002816774_6e8483f2aa71a51b4b4f40316823dd4c.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240508002816774_6e8483f2aa71a51b4b4f40316823dd4c-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240508002816774_6e8483f2aa71a51b4b4f40316823dd4c-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240508002816774_6e8483f2aa71a51b4b4f40316823dd4c-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240508002816774_6e8483f2aa71a51b4b4f40316823dd4c-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240508002816774_6e8483f2aa71a51b4b4f40316823dd4c-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non sembra che tra le piste seguite dalla procura di Bologna per le indagini sull'esplosione avvenuta nella centrale idroelettrica di Bargi vi sia quella legata all'incidente informatico. Eppure sarebbe il caso di farsi alcune domande.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/tecnologia/strage-di-bargi-ecco-perche-dobbiamo-parlare-di-cyber-security.html">Strage di Bargi: ecco perché dobbiamo parlare di cyber security</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Lo scorso 3 maggio, la Procura di Bologna, nelle persone del procuratore capo Giuseppe Amato e dei pm Flavio Lazzarini e Michela Guidi, ha individuato cinque periti che dovranno tentare di capire cosa abbia provocato <strong>l’esplosione che il 9 aprile ha sconvolto la centrale idroelettrica Enel Green Power di Bargi</strong>, nel bacino artificiale di Suviana, sull’Appennino tosco-emiliano. Si tratta di<strong> una delle più gravi stragi sul lavoro </strong>degli ultimi anni: sette le vittime, molti i feriti. L’esplosione ha coinvolto i piani -8 e -9 della centrale, provocando crolli e allagamenti che rendono molto difficili le indagini. Nonostante il trascorrere dei giorni, le notizie riguardo le possibili piste di indagine sono piuttosto scarne. Vige il riserbo. Per ora una delle cose certe è che gli investigatori hanno recuperato la “scatola nera” della centrale, ovvero la Scada, il gestionale, attraverso cui si cercherà di capire cosa sia andato storto.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La turbina esplosa e i periti scelti per indagare</h2>



<p>Secondo notizie apprese nel corso dei giorni da vari media come <em>Repubblica </em>e <em>Wired</em>, ma allo stato attuale ancora prive di dettagli che possano fornire un quadro più chiaro, <strong>nell’impianto erano in corso da oltre un anno dei lavori di manutenzione straordinaria</strong> e, secondo le testimonianze degli operati sopravvissuti, l’esplosione – avvenuta durante un collaudo preliminare affidato a tre aziende esterne (Abb, Siemens e Voith) – avrebbe interessato una turbina situata al piano -8, attualmente sommerso dall’acqua. Sempre secondo le testimonianze riportate da Repubblica, la turbina avrebbe cominciato a fare un rumore strano, come di un grosso motore fuori giri, per poi prendere fuoco ed esplodere.</p>



<p>Nell’assenza di ulteriori elementi, per cercare di intuire quali possano essere i filoni che saranno battuti dagli investigatori può essere utile consultare il curriculum dei cinque periti scelti dalla procura: <strong>Carlo Alberto Nucci</strong>, professore ordinario di Sistemi elettrici per l&#8217;energia dell&#8217;Università di Bologna,<strong>&nbsp;Vincenzo Parenti Castelli</strong>, professore emerito e già &nbsp;ordinario di Meccanica applicata alle macchine sempre all’Università di Bologna,<strong>&nbsp;Enio Paris</strong>, professore emerito e già docente di Idraulica all&#8217;Università&nbsp; di Firenze e infine&nbsp;<strong>Domenico Pianese</strong>, professore di Costruzioni idrauliche, marittime e idrologia all&#8217;Università Federico II di Napoli.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cyber security, la grande assente</h2>



<p>In questo scenario, e<a href="https://it.insideover.com/tecnologia/litalia-nel-cybermirino.html"> considerato il tempo storico che stiamo vivendo</a>, appare <strong>piuttosto curioso che nessuno, fin ora e che se ne sappia, si sia posto il problema che possa essersi trattato di un fenomeno che ha a che vedere con la cyber security</strong>. Curioso perché i sistemi Scada, come quello recuperato, sono sistemi collegati alla rete Internet. Curioso perché, se ci guardiamo intorno e senza andare troppo indietro nel tempo, i precedenti ci sono. E sono inquietantemente simili.</p>



<p>Di sistemi industriali colpiti da malware che hanno provocato malfunzionamenti di vario genere ce n’è una lista piuttosto lunga, ma comodamente consultabile da tutti. Il sito del <strong>Mitre </strong>[Mitre.org], un’associazione americana senza scopo di lucro, mette a disposizione una lista costantemente aggiornata di tutti i principali attacchi malware censiti, dividendoli per categorie.<a href="https://attack.mitre.org/software/S0464/"> Quelli di matrice ICS</a>, ovvero rivolti a sistemi industriali, sono moltissimi. Oltre alla descrizione della tipologia di attacco c’è la data in cui il fatto si è verificato e, laddove è stato possibile verificarlo, la paternità del malware.</p>



<p>Il fatto che in questo specifico caso il tema non sia mai stato sollevato non può che lasciare qualche perplessità. Ne abbiamo parlato con l’esperto di cyber security<strong> Alessandro Curioni</strong>, presidente del <strong>Gruppo Di.Gi </strong>e <strong>Di.Gi. Academy</strong>, che da anni è impegnato sul fronte della costruzione di una “coscienza cyber” collettiva, puntando soprattutto sulla scuola.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il caso Stuxnet</h2>



<p>“Di sistemi industriali attaccati da un malware è piena la storia recente: nel 2007 Stuxnet attacca una centrale nucleare iraniana, nel 2014 Black energy e nel 2016 Industroyer attaccarono i sistemi di distribuzione elettrica in Ucraina; nel 2017 NotPetya provocò danni per oltre 60 miliardi di dollari”</p>



<p>Proprio con riferimento a Stuxnet – definito da Curioni una “mostruosità” – le analogie con il disastro di Bargi sono piuttosto inquietanti. Anche in quel caso<strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/quando-usa-e-israele-sferrarono-un-devastante-cyberattacco-contro-liran.html"> il malware provocò la distruzione delle turbine della centrale nucleare di Natanz</a></strong>. Tuttavia, se in quel caso si è trattato di un attacco deliberato e mirato a distruggere proprio le turbine della centrale, nel caso della centrale di Bargi potremmo forse parlare di un incidente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Non un attacco, ma un incidente</h2>



<p>“Possibile – conferma Curioni – negli ultimi anni si è fatto un pesante ricorso alle tecnologie digitali, che aprono i sistemi industriali alla rete. Pensiamo al caso Colonial Pipeline”.</p>



<p>L’attacco hacker al sistema di distribuzione petrolifera <strong>Colonial Pipeline</strong>, avvenuto nel maggio 2021, mise in ginocchio la distribuzione di carburante nella East Coast americana per diverse settimane. Nel caso della centrale Enel Green Power, occorre sottolinearlo, non sappiamo quale sistema fosse installato, ma il fatto che fosse in atto una manutenzione straordinaria può far supporre che vi sia stato un ammodernamento dei sistemi. Ipotizzando uno scenario del genere, ed escludendo un attacco, come potrebbero essere andate le cose?</p>



<p>“Sappiamo che tipicamente le tecnologie cosiddette industriali, hanno un ciclo di vita molto lungo. I sistemi digitali che gestiscono questi apparati possono arrivare ad avere 15 anni, 20 anni, e quindi montare dei software, dei sistemi operativi che non sono aggiornati, che non sono nemmeno più aggiornabili e che quindi portano con sé tutte le vulnerabilità e debolezze che storicamente hanno. Oggi in circolazione ci sono migliaia di malware, la maggior parte dei quali non produce alcun effetto, perché i sistemi che siamo abituati a utilizzare sono aggiornati. Ora, immaginiamo invece che uno di questi malware, per una qualche ragione, si trasferisca in un ambiente che gli è consono, magari attraverso una chiavetta usb utilizzata per un aggiornamento o attraverso un computer che è infetto ma portatore sano, perché evidentemente non è più attaccabile da quel malware, di fronte a cosa siamo? Di certo non un attacco, ma un incidente”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il precedente tedesco</h2>



<p>Ovviamente tutto questo resta un’ipotesi. Quello che stava accadendo nella centrale di Bargi, quali sistemi stessero collaudando, è ancora un mistero, ma di certo il discorso che fa <strong>Alessandro Curioni</strong> è molto chiaro: nei sistemi informatici “preistorici” delle industrie possono nascondersi dei malware/fossili che, magari sopiti per decenni, vengono risvegliati da attività di aggiornamento, tornando a fare il loro lavoro in silenzio e nell’indifferenza di tutti. È già accaduto.</p>



<p>Nella centrale nucleare tedesca di Gundremmingen, vicino Monaco, nel 2016, senza che fossero accaduti incidenti o malfunzionamenti, durante un controllo di routine vennero trovati diversi malware annidati nei sistemi informatici. Tutto sembrava essere partito da un computer infettato nel 2008.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I sistemi di controllo non hanno funzionato</h2>



<p>In questo caso, la riflessione che stiamo facendo è questa: non è possibile che anche per la centrale di Bargi sia accaduto qualcosa di simile? Dopotutto, che qualcosa non sia andato come doveva andare è drammaticamente evidente. Pensiamo ai sistemi di controllo, che in teoria esistono proprio per evitare il verificarsi di anomalie. Perché invece, come riferito dagli operai sopravvissuti, la turbina è andata fuori giri? <strong>Perché il sistema non è andato in protezione, bloccando tutto?</strong></p>



<p>“Considerando che quasi tutti questi sistemi di controllo sono digitali, io personalmente qualche domanda me la farei &#8211; dice Curioni, che aggiunge – le ipotesi che si possono fare sono molte, così come le domande: perché non hanno funzionato?<strong> Perché quella turbina ha continuato a girare fino a incendiarsi? </strong>Cos’è che ha impedito che si fermasse?”</p>



<p>Domande per ora senza risposta. E il rischio è che una risposta, pur cercandola, possa non esserci. Per determinare se vi sia stato un incidente di natura informatica le Scada potrebbero non bastare. Occorrerebbe sottoporre le macchine coinvolte nell’incidente e i computer a un’<strong>analisi forense di tipo informatico</strong>. Ma considerando che tutto si trova ancora sommerso e lo sarà per i prossimi mesi, lo scenario si presenta piuttosto complesso.</p>



<p>Di certo, l’ipotesi che si tratti di una questione legata alla cyber security non è un aspetto che si può sottovalutare. Di fronte a sette operai morti bisogna percorrere tutte le strade possibili. Ed è quello che anche noi cercheremo di fare.</p>
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		<title>Strage di Erba: quando il circo mediatico vale in senso unico</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/strage-di-erba-quando-il-circo-mediatico-vale-in-senso-unico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2024 15:23:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[cronaca nera]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="656" height="492" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/olindo-kI8E-U3460311595407qJE-656x492%40Corriere-Web-Sezioni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/olindo-kI8E-U3460311595407qJE-656x492%40Corriere-Web-Sezioni.jpg 656w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/olindo-kI8E-U3460311595407qJE-656x492%40Corriere-Web-Sezioni-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/olindo-kI8E-U3460311595407qJE-656x492%40Corriere-Web-Sezioni-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px" /></p>
<p>Per chi in questi anni ha seguito le alterne vicende che hanno visto protagonisti Rosa Bazzi e Olindo Romano, i coniugi condannati all&#8217;ergastolo dopo tre gradi di giudizio come autori del massacro mediaticamente noto come &#8220;strage di Erba&#8220;, avvenuto l&#8217;11 dicembre del 2006 ai danni di Raffaella Castagna, del figlioletto Youssef Marzouk, della madre Paola &#8230; <a href="https://it.insideover.com/societa/strage-di-erba-quando-il-circo-mediatico-vale-in-senso-unico.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="656" height="492" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/olindo-kI8E-U3460311595407qJE-656x492%40Corriere-Web-Sezioni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/olindo-kI8E-U3460311595407qJE-656x492%40Corriere-Web-Sezioni.jpg 656w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/olindo-kI8E-U3460311595407qJE-656x492%40Corriere-Web-Sezioni-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/03/olindo-kI8E-U3460311595407qJE-656x492%40Corriere-Web-Sezioni-300x225.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 656px) 100vw, 656px" /></p>
<p>Per chi in questi anni ha seguito le alterne vicende che hanno visto protagonisti <strong>Rosa Bazzi e Olindo Romano</strong>, i coniugi condannati all&#8217;ergastolo dopo tre gradi di giudizio come autori del massacro mediaticamente noto come &#8220;<strong>strage di Erba</strong>&#8220;, avvenuto l&#8217;11 dicembre del 2006 ai danni di Raffaella Castagna, del figlioletto Youssef Marzouk, della madre Paola Galli, di Valeria Cherubini, vicina di casa, e del marito di quest&#8217;ultima Mario Frigerio, unico sopravvissuto, quella dell&#8217;1 marzo era sicuramente una data attesa con grande curiosità.</p>



<p>Caso più unico che raro, infatti, in quella giornata era attesa l&#8217;udienza presso il tribunale di Brescia in cui si doveva prendere la decisione di una possibile e <strong>clamorosa revisione del processo</strong>. Su richiesta degli avvocati della difesa, però, tutto è slittato al 16 aprile 2024. </p>



<p>Questo inedito sviluppo di una vicenda da sempre controversa ma apparentemente chiusa ha avuto innesco dalla decisione del sostituto procuratore di Milano<strong> Cuno Tarfusser</strong>, che il 31 marzo del 2023 deposita una richiesta di revisione del processo. Proprio qualche giorno prima dell&#8217;udienza di Brescia, Tarfusser è stato colpito da una censura del CSM, l&#8217;organo di controllo dei magistrati, in quanto &#8211; secondo l&#8217;accusa che gli viene mossa dai colleghi &#8211; non avrebbe tenuto conto della scala gerarchica e avrebbe agito senza averne le facoltà. </p>



<p>Tarfusser non ci sta e con un comunicato stampa definisce quella del CSM &#8220;una decisione di politica giudiziaria, volta a tutelare <strong>un sistema giudiziario ormai in decomposizione</strong>&#8220;. E poi l&#8217;affondo: &#8220;Assolvermi avrebbe non solo delegittimato i vertici della Procura Generale di Milano, ma avrebbe messo in pericolo la<strong> fallimentare politica delle nomine</strong> ai vertici degli uffici giudiziari dominata dalla perversa correntocrazia che il cosiddetto<strong> scandalo Palamara </strong>non ha minimamente scalfito&#8221;. </p>



<p>Cuno Tarfusser rivendica quindi la sua decisione, frutto di un attento e imparziale studio degli atti processuali. Uno studio dal quale si sarebbe accorto delle pesantissime anomalie che hanno caratterizzato la conduzione delle indagini e, di conseguenza, lo svolgimento dei processi. Non solo: il magistrato sottolinea anche di aver agito secondo le regole: &#8220;Il 24 marzo 2023, perfettamente consapevole delle norme, dei ruoli, della gerarchia e consapevole della delicatezza del mio atto, ho chiesto al capo un incontro urgente per discutere diffusamente di una cosa tanto delicata quanto importante su cui stavo lavorando da alcune settimane. Ho atteso una settimana intera e, constatato che il capo ha ignorato la mia richiesta, ho esercitato la mia funzione di magistrato, autonomo e indipendente, soggetto solo alla Costituzione, alla legge, agli atti processuali e alla mia coscienza&#8221;.</p>



<p>Non è un divo della magistratura, Tarfusser. Non uno abituato alle luci della ribalta. Adesso che inevitabilmente il suo è diventato un nome noto al grande pubblico, mantiene la discrezione che si confà a un magistrato, nonostante in tanti, nell&#8217;ultimo periodo, lo abbiano accusato di aver in questo modo cercato pubblicità. Quali che fossero le intenzioni più profonde di Tarfusser, un dato è certo: l&#8217;affluenza di pubblico all&#8217;udienza del 1 marzo è stata impressionante. </p>



<p>La folla è rimasta in attesa sotto la pioggia fuori dall&#8217;aula di tribunale. Tanti i curiosi accorsi solo per vedere Rosa e Olindo, i coniugi ormai entrati nell&#8217;immaginario collettivo. Un <strong>evento mediatico</strong>, più che giudiziario. Ma non poteva essere altrimenti: quello della strage di Erba è stato<strong> uno dei blockbuster della cronaca nera recente</strong>. Non certo l&#8217;unico. </p>



<p>Un certo atteggiamento della stampa verso i casi di cronaca nera è cominciato probabilmente con il <strong>delitto di Novi Ligure</strong>, quando i due fidanzatini Erika e Omar irruppero nella quotidianità di milioni di italiani con la storia dell&#8217;orrore di cui si erano resi protagonisti. Poi è stata la volta del <strong>delitto di Cogne</strong> e di Anna Maria Franzoni; e poi ancora il <strong>delitto di Garlasco </strong>e l&#8217;<strong>omicidio di Yara Gambirasio</strong>. L&#8217;elenco potrebbe essere lungo. </p>



<p>In quasi tutti i casi citati, in particolar modo per quanto riguarda il delitto di Garlasco, che in questo senso è la vicenda che, dal punto di vista delle indagini, ricorda più da vicino quella della strage di Erba,<strong> il ruolo dei media è stato decisivo</strong>. Prima ancora che cominciasse il processo vero e proprio, gli assassini &#8211; o presunti tali &#8211; erano stati <strong>condannati nei talk show</strong>, sulle pagine di riviste patinate, in libri usciti alla velocità della luce. A mero titolo esemplificativo: il libro &#8220;Vicini da morire&#8221;, del giornalista Pino Corrias, venne pubblicato da Mondadori nell&#8217;ottobre del 2007, a meno di un anno dal compimento della strage di Erba e prima dell&#8217;inizio del processo. </p>



<p>Una deriva, quella del processo mediatico, che in molti, troppi casi ha condizionato non solo l&#8217;opinione pubblica, ma anche il lavoro degli organi inquirenti. Quando milioni di persone sono convinte di una cosa, è molto difficile sostenere il contrario e reggere il peso dell&#8217;opinione pubblica. Ci vuole fegato. Ci vuole coraggio. E spesso, in tanti casi delicati, sono mancate entrambe le cose. </p>



<p>Dalle pagine del <em>Fatto quotidian</em>o, il 2 marzo la giornalista<strong> Selvaggia Lucarelli</strong>, sempre pronta a nuotare controcorrente (anche quando la corrente è a favore), ha descritto non senza ironia la &#8220;tragica commedia dell&#8217;arte&#8221; andata in scena a Brescia, sottolineando con forza le parole dell&#8217;accusa e ridicolizzando quanti invece sono a favore dell&#8217;innocenza di Rosa e Olindo che, ricordiamolo, hanno confessato la loro responsabilità per il massacro. Una confessione &#8211; ed è questo uno dei perni della richiesta di revisione &#8211; che sarebbe stata indotta, facendo leva sulla fragilità dei due coniugi. </p>



<p>La Lucarelli &#8211; che non è ovviamente la sola a ritenere ingiustificata una possibile riapertura del caso &#8211; lamenta il fatto che i media abbiano avuto un ruolo cruciale nel consentire di arrivare a questa situazione. Ma dov&#8217;era la Lucarelli quando lo stesso circo mediatico crocifiggeva Rosa e Olindo prima che un giudice si pronunciasse in merito alla loro colpevolezza? Evidentemente non rimase colpita quando a trasmissioni come Quarto grado vennero mostrati gli incontri condotti dal criminologo Massimo Picozzi con i due coniugi, <strong>quando i dettagli dell&#8217;omicidio vennero dati in pasto al grande pubblico senza ritegno</strong>, solamente per alimentare lo <em>share</em>. </p>



<p>Forse il circo mediatico è tale solo quando non alimenta la propria convinzione; diventa deleterio solo quando propone una soluzione che non rientra nella propria sfera di valori, di idee, magari anche di preconcetti. </p>



<p>Nonostante tutto, su una cosa siamo d&#8217;accordo con la Lucarelli: al di là dello schierarsi dalla parte degli innocentisti o dei colpevolisti, è vero, la scena della gente in fila sotto la pioggia per assistere all&#8217;udienza del 1 marzo è stata<strong> una scena pietosa</strong>. E allora sì, il circo mediatico va condannato. Ma non solamente quando fa comodo. </p>
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		<title>Gaza, 112 persone uccise intorno a un camion di viveri. Ma è solo un altro &#8220;incidente&#8221;&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/gaza-112-persone-uccise-intorno-a-un-camion-di-viveri-ma-e-solo-un-altro-incidente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Feb 2024 19:20:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
		<category><![CDATA[Hamas]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
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		<category><![CDATA[viveri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="570" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815-600x285.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815-1024x486.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815-768x365.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815-1536x730.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815-2048x973.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>112 persone uccise dall'esercito israeliano mentre si accalcavano intorno a un camion di viveri. E subito scatta la parola d'ordine: un incidente. Non abbiamo più vergogna di niente.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/gaza-112-persone-uccise-intorno-a-un-camion-di-viveri-ma-e-solo-un-altro-incidente.html">Gaza, 112 persone uccise intorno a un camion di viveri. Ma è solo un altro &#8220;incidente&#8221;&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="570" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815-600x285.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815-300x143.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815-1024x486.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815-768x365.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815-1536x730.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/11/ilgiornale2_20231123123211378_d93d7590a3dc13d0ae9776cc4ecf7c99-scaled-e1712661297815-2048x973.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Rieccola la parolina magica: &#8220;incidente&#8221;. Il termine che lava più bianco del bianco, come &#8220;errore&#8221;. Invadi l&#8217;Iraq e provochi centinaia di migliaia di morti? Un &#8220;errore&#8221;. Bombardi una folla di palestinesi disperati che, a Gaza, si accalcano intorno a un camion di viveri e ne ammazzi 112? Come dice il presidente Joe Biden, un &#8220;incidente&#8221;. O come dice la nostra premier Meloni, &#8220;è urgente che Israele accerti la dinamica dei fatti e le relative responsabilità&#8221;. Come se la dinamica non fosse abbastanza chiara: spari a persone disarmate e quelle muoiono, che altro potrebbe succedere? Come se non fosse che da cinque mesi Israele ammazza palestinesi alla cieca, mentre europei e americani si raccontano che questa operazione militare, che ha finora provocato circa 30 mila morti dei quali due terzi donne e bambini, serve a sradicare Hamas e non a decimare gli abitanti di Gaza. Come se gran parte del mondo non mostrasse ogni giorno, commerciando con la Russia e cercando nuove forme di aggregazione, di aver piene le tasche di questi &#8220;incidenti&#8221; ed &#8220;errori&#8221; a senso unico. </p>



<p>Qualche tempo fa <strong>Joseph Andoni Massad</strong>, giordano di origini palestinesi, docente di Politica araba moderna presso il dipartimento di Studi mediorientali della prestigiosa Columbia University di New York, autore di libri che hanno fatto discutere (per esempio, <em>La persistenza della questione palestinese</em> del 2006), ha pubblicato uno dei tanti suoi articoli capaci di sollevare un vespaio. La sua tesi è che i Paesi del Sud del mondo, che hanno subito in passato il colonialismo dei bianchi del Nord del mondo, rivivano nel dramma di Gaza le vicende vissute in prima persona nei secoli passati, e non possano quindi accettarle. Per Massad, insomma, ciò che succede a Gaza e in generale tra Israele e palestinesi è l’aggressione dei «colonialisti» (gli israeliani) contro i «nativi» (i palestinesi). Più in generale, un massacro ordito da «suprematisti bianchi» contro un «popolo non bianco». Ancor più in generale, il proseguimento del vecchio colonialismo in forma contemporanea.</p>



<p>È una tesi radicale, sicuramente discutibile. Però questo vale per noi, europei e americani. E guarda un po&#8217;, al mondo non ci siamo solo noi. Pensiamo alla storia di questi ultimi decenni (Iraq, Libia, Siria, Afghanistan, Palestina) e chiediamoci: quanto può suonare credibile questa tesi alle orecchie di milioni di africani, latinoamericani, mediorientali? Che cosa possono pensare quando proviamo a rifilargli la storiella del solito &#8220;errore&#8221; e del solito &#8220;incidente&#8221;? A cui magari si aggiunge la sagacia del buon Josep Borrell, massimo diplomatico (???) dell&#8217;Unione Europea, che dice che l&#8217;Europa è un giardino e tutto il resto è giungla? Qual è il giardiniere che può giustificare il massacro di 112 persone disarmate da parte di uno degli eserciti più potenti del mondo? L&#8217;esercito che riceve in dono 4 miliardi di armi l&#8217;anno, ogni anno, da quegli Usa che ora, senza vergogna, osano pure balbettare di Stato della Palestina?</p>



<p>Perché il punto sta proprio qua: abbiamo perso il senso della vergogna. E se non ci vergogniamo più di nulla, nemmeno di 112 morti mitragliati mentre cercavano di afferrare una pagnotta, vuol dire che i nostri famosi &#8220;valori&#8221; sono andati. Finiti. Ridotti a pistolotti da rifilare agli altri, riservando a noi il diritto di praticare l&#8217;opposto.  </p>



<p></p>
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		<title>La strage del carburante che riapre le ferite della Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-strage-del-carburante-che-riapre-le-ferite-della-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Scipione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2022 05:01:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[benzina]]></category>
		<category><![CDATA[incendio]]></category>
		<category><![CDATA[Petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1194" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-1024x637.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-1536x955.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-2048x1273.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Profondo sud della Libia. È una notte senza luna tra il 31 luglio e il primo agosto. Un&#8217;autocisterna carica di carburante finisce fuoristrada nel tratto di strada tra Ubari e Sebha, le due principali città-oasi del Fezzan vicine ai pozzi petroliferi ma povere di tutto. La Libia è il Paese dei paradossi: ha le maggiori &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-strage-del-carburante-che-riapre-le-ferite-della-libia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1194" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-300x187.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-1024x637.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-768x478.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-1536x955.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/ilgiornale2_20220808174806659_b58e51bb42e381f7749a987c6766ec63-2048x1273.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Profondo sud della <strong>Libia</strong>. È una notte senza luna tra il 31 luglio e il primo agosto. Un&#8217;autocisterna carica di <strong>carburante</strong> finisce fuoristrada nel tratto di strada tra Ubari e Sebha, le due principali città-oasi del Fezzan vicine ai pozzi petroliferi ma povere di tutto. La Libia è il Paese dei paradossi: ha le maggiori riserve di <strong>petrolio</strong> dell’intera Africa, ma non è in grado di garantite la luce elettrica ai suoi 6,87 milioni di abitanti. A decine accorrono per trafugare il carico lasciato incustodito sul ciglio della strada, molti con le taniche da riempire. Qualcosa va storto, la cisterna prende fuoco e scatena un incendio che si propaga subito alle macchine vicine. E’ una strage: i morti sono almeno 20, i feriti un centinaio e alcuni hanno ustioni su oltre il 90 per cento del corpo.</p>
<h2>Tre centesimi al litro</h2>
<p>Il diesel in Libia costa <strong>3 centesimi</strong> di euro al litro, una cifra irrisoria per noi italiani abituati a sborsare anche più di 2 euro al litro. Ma è un bene molto più prezioso del suo prezzo sussidiato: serve ad alimentare i generatori di corrente, l’unica fonte di elettricità quando le centrali sono spente. E nell’ultimo periodo, a causa del blocco petrolifero dovuto alla faida tra est e ovest, sono rimaste spente parecchio, anche 20 ore al giorno. Per alimentare le turbine serve un particolare tipo di gas condensato o carburante. Ma con i pozzi chiusi, non ci sono risorse. Una <a href="https://twitter.com/76moral/status/1541051731475300352/photo/1">vignetta</a> dell’artista libico <strong>Mohammed Gajoum</strong>, che ha preso ispirazione da una fotografia vera, spiega meglio delle parole la situazione vista dalla popolazione: un padre seduto su un barile di petrolio tiene in braccio il figlio piccolo attaccato al nebulizzatore, a sua volta alimentato da un generatore di corrente. A che serve stare seduti sopra un mare di petrolio se non c’è elettricità neanche per curare un bambino?</p>
<h2>L’ombra del contrabbando</h2>
<p>Il carburante in Libia è merce preziosa d’estate, soprattutto nel sud. Non ci sono raffinerie e la benzina arriva da nord, spesso scortata da convogli armati. Ma il governo è debole e il contrabbando lucroso. Le cisterne non arrivano quasi mai nei depositi ufficiali. Finiscono nelle mani dei gruppi criminali che le rivendono a prezzo maggiorato o le esportano nei Paesi vicini. In Tunisia la benzina costa <strong>30 volte</strong> più che in Libia: basta un solo carico da 20 o 30 mila litri per diventare ricchi. Sulla tragedia del primo agosto le indagini sono ancora in corso. L’<em>Agenzia Nova</em> <a href="https://www.agenzianova.com/a/62efe189d99554.47939047/4022214/2022-08-03/libia-salito-a-dieci-il-bilancio-delle-vittime-dell-incidente-di-ubari-4/linked">riporta</a> che la causa materiale dell’esplosione potrebbe essere stata l’utilizzo incauto di una batteria per auto per azionare la pompa elettrica ed aspirare il carico: sarebbe stata una scintilla ad innescare il mortale incendio. Non è difficile ipotizzare una responsabilità, diretta o indiretta, del contrabbando dietro la strage. Ma la colpa è anche dei governi che hanno marginalizzato il sud per anni, abbandonando la popolazione alla mercé dei trafficanti.</p>
<h2>Il ruolo dell’Italia</h2>
<p>Alcuni feriti, gravemente ustionati, sono stati <a href="https://www.difesa.it/SMD_/Eventi/Pagine/Difesa_trasferiti_in_Italia_dalla_Libia_4_ustionati_gravi.aspx">trasferiti</a> in <strong>Italia</strong> attraverso un ponte aereo decisamente complicato. Anzitutto perché, come riferisce sempre <em><a href="https://www.agenzianova.com/a/62efe641a12692.05810758/4021884/2022-08-03/libia-premier-dabaiba-l-italia-curera-15-ustionati-dell-incidente-di-ubari">Nova</a></em>, i libici hanno tardato a fornire i passaporti e le cartelle cliniche dei pazienti. Anche Tunisia e Spagna si sono offerte di aiutare, ma ovviamente l’Italia è la meta più richiesta e non è stato facile mettere insieme tutte le informazioni. In secondo luogo, alcuni feriti destinati ai nostri ospedali sono <a href="https://www.genovatoday.it/cronaca/morti-feriti-libia-villa-scassi.html">deceduti</a> nell’attesa, quindi le liste sono state aggiornate mentre i C-130 erano in volo o quasi. Il premier del governo di unità nazionale, Abdulhamid Dbeibah, aveva <a href="https://twitter.com/Dabaibahamid/status/1554582499279380480">annunciato</a> che l’Italia avrebbe curato 15 feriti, il ministero della Difesa e la Protezione civile hanno trasferito quattro ustionati. Il Consiglio dei ministri italiano ha stanziano <a href="https://www.governo.it/it/articolo/comunicato-stampa-del-consiglio-dei-ministri-n-92/20388">3 milioni di euro</a> per far fronte a un’emergenza molto, molto delicata, perché potrebbe essere strumentalizzata in campagna elettorale.</p>
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		<title>Asociali e frustrati: chi sono gli stragisti d&#8217;America</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/asociali-frustrati-stragisti-america.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 May 2022 15:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[armi da fuoco in usa]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=358779</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="799" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA31121205_pr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Texas, veglia per ricordare le vittime del massacro della scuola elementare di Uvalde" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA31121205_pr.jpg 799w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA31121205_pr-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA31121205_pr-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>Persone con gravi problemi psichici mai affrontati, emarginate e alienate, lupi solitari, estremisti di vario genere: la diffusione delle armi automatiche non è l&#8217;unico problema degli Stati Uniti, a giudicare dai profili degli stragisti che hanno insanguinato il Paese nell&#8217;ultimo decennio: è un problema sociale, che scuote la culla del capitalismo e le sue periferie. &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/asociali-frustrati-stragisti-america.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/asociali-frustrati-stragisti-america.html">Asociali e frustrati: chi sono gli stragisti d&#8217;America</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="799" height="533" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA31121205_pr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Texas, veglia per ricordare le vittime del massacro della scuola elementare di Uvalde" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA31121205_pr.jpg 799w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA31121205_pr-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA31121205_pr-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p><p>Persone con gravi problemi psichici mai affrontati, emarginate e alienate, lupi solitari, estremisti di vario genere: la diffusione delle armi automatiche non è l&#8217;unico problema degli Stati Uniti, a giudicare dai profili degli stragisti che hanno insanguinato il Paese nell&#8217;ultimo decennio: è un problema sociale, che scuote la culla del capitalismo e le sue periferie. Profili di killer spesso solitari, con pochissimi amici e relazioni sociali estremamente difficoltose e limitate, a cominciare dalla famiglia. Nella maggior parte dei casi, adolescenti annoiati e arrabbiati con il mondo. L&#8217;ultimo è il diciottenne <strong>Salvador Ramos</strong>, autore dell&#8217;ennesima strage, alla Robb Elementary School di Uvalde in Texas, dove ha ucciso 19 bambini e due adulti. Come riportato dal <a href="https://www.dailymail.co.uk/news/article-10852875/Portrait-killer-Bullied-Call-Duty-loving-Texas-school-gunman-brawled-repeatedly-school.html"><em>Daily Mail</em></a>, il diciottenne rimaneva spesso nella sua stanza in Hood Street, dove colpiva ripetutamente un sacco da boxe da solo, come ha rivelato il fidanzato di sua madre, Manuel Alvarez.</p>
<h2>Chi è lo stragista di Uvelda</h2>
<p>&#8220;Salvador era <strong>un solitario</strong>&#8221; ha aggiunto. &#8220;Non aveva molti amici. Di tanto in tanto veniva un &#8220;amico&#8221;&#8216;, ha continuato, ma l&#8217;ultima volta che ne aveva visto uno era circa sei mesi fa. &#8220;Non mi sarei mai aspettato che facesse quello che ha fatto. È tranquillo e sta per conto suo la maggior parte del tempo. Ho avuto davvero solo una manciata di conversazioni con lui&#8221;, ha detto Alvarez. Dopo aver litigato con sua madre per un problema con il Wi-Fi, circa una settimana fa, il giovane stragista ha fatto le valigie si è trasferito da sua nonna, Celia Gonzalez, a poche miglia di distanza, rimasta gravemente ferita anche lei nella tragica sparatoria. La famiglia di Salvador Ramos non è certo la classica famiglia modello: suo padre, Salvador Ramos, 42 anni, e Adriana Martinez Reyes, 39 anni, hanno entrambi precedenti penali, secondo il <em>Daily Mail</em>. I vicini affermano che il rapporto del giovane Salvador Ramos con sua madre non era buono.</p>
<p>Secondo il vicino di Ramos, <strong>Ruben Flores</strong>, 41 anni, l&#8217;assassino e sua madre avrebbero avuto non di rado discussioni molto accese e la polizia sarebbe intervenuta in più occasioni. Un ex compagno di classe che vuole rimanere anonimo, <a href="https://edition.cnn.com/2022/05/25/us/uvalde-texas-school-shooting-salvador-ramos/index.html">come riferito la <em>Cnn</em></a>, ha detto che Ramos &#8220;sarebbe stato vittima di bullismo e preso in giro pesantemente&#8221; a scuola nonché deriso per gli abiti che indossava e per la situazione economica della sua famiglia.</p>
<h2>Le idee radicali di Payton S. Gendron</h2>
<p>Salvador Ramos è coetaneo di <strong>Payton S.Gendron</strong>, autore della strage in un supermarket di Buffalo del 14 maggio scorso nella quale sono morte t<span style="font-size: 1rem;">redici persone, di età compresa tra 20 e 86 anni, 11 delle quali nere e 2 bianche. </span>Durante il primo lockdown per il coronavirus, nella primavera del 2020, <a href="https://english.elpais.com/usa/2022-05-21/payton-gendron-how-the-buffalo-shooter-descended-into-the-underworld-of-white-supremacy.html">come ricostruito da <em>El Pais</em></a>, un annoiato Gendron ha iniziato a scendere negli angoli più bui di Internet, passando da un gruppo di chat sulle armi a un altro sull&#8217;estremismo politico, fino a finire nei forum che mettevano in guardia la popolazione sull&#8217;estinzione della <strong>razza bianca</strong>. Nel giugno dell&#8217;anno successivo, quando stava terminando gli studi in una scuola superiore a Conklin, una cittadina dove il 90% della popolazione è bianca, agli studenti è stato chiesto di spiegare cosa intendevano fare dopo il diploma.</p>
<p>Il ragazzo, allora 17enne, ha risposto che stava pianificando un &#8220;omicidio-suicidio&#8221;, un atto di violenza diventato sin troppo comune negli Stati Uniti: uno uccide più persone possibili e poi si toglie la vita. La scuola ha chiamato la polizia, ma Gendron ha detto che era tutto uno scherzo. Due settimane dopo, si è laureato ed è uscito fuori dal radar della polizia. Gendron ha pubblicato controverso manifesto politico che, nella sostanza e nella forma, nota <em>El Pais</em>, risulta essere una sorta di imitazione di quello scritto dal 28enne australiano <strong>Brenton Tarrant</strong>, che nel 2019 uccise 51 musulmani in due moschee a Christchurch, in Nuova Zelanda. Episodio che a sua volta ricorda la sparatoria di massa perpetuata da <strong>Patrick Crusius</strong> nel 2019 a El Paso, in Texas, dove vennero uccisi 23 latino-americani.</p>
<p>Ci sono però altri dettagli interessanti, come abbiamo <a href="https://it.insideover.com/politica/cosi-la-sinistra-usa-strumentalizza-la-strage-di-buffalo.html">già sottolineato su <em>InsideOver</em></a>. L&#8217;omicida si definisce un &#8220;eco-fascista&#8221; e nel documento pubblicato online incolpa l’immigrazione, colpevole di creare danni all’ambiente. &#8220;Per troppo tempo abbiamo permesso alla sinistra di cooptare il movimento ambientalista per soddisfare i propri bisogni&#8221;, si legge nel il manifesto del presunto killer di Buffalo. &#8220;La sinistra ha controllato tutte le discussioni sulla conservazione dell’ambiente, presiedendo contemporaneamente alla continua distruzione dell’ambiente naturale stesso attraverso l’immigrazione di massa e l’urbanizzazione incontrollata, senza offrire una vera soluzione a nessuno dei due problemi&#8221;. Nello stesso manifesto, Gendron si descrive come un &#8220;autoritario di sinistra&#8221; e un &#8220;populista&#8221; (&#8220;Rientro nella categoria di una sinistra autoritaria moderata, e preferirei essere chiamato populista&#8221; spiega).</p>
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<li><strong><a href="https://bit.ly/3sGdPYA">Così la sinistra strumentalizza la strage di Buffalo</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3PGtn8D">Il diritto a portare un&#8217;arma diventa una causa antirazzista</a></strong></li>
<li><strong><a href="https://bit.ly/3MLtGNw">È scontro sul possesso di armi dopo la strage in Texas</a></strong></li>
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<h2>Solitari e annoiati: chi sono i killer d&#8217;America</h2>
<p>Noia, disperazione, rabbia, solitudine. Sono gli elementi peculiari dei killer d&#8217;America che si ritrovano pressoché in tutti i profili. Basti pensare ad <strong>Adam Lanza</strong>: aveva appena 20 anni quando il 14 dicembre 2012 sparò a sua madre, Nancy Lanza, e poi si recò alla <strong>Sandy Hook</strong> Elementary School (Connecticut) dove massacrò 20 alunni di prima elementare e sei educatori prima di togliersi la vita. Tra i fattori che potrebbero aver causato l&#8217;ansia che ha portato alla follia omicida di Lanza c&#8217;era l&#8217;ipotesi di trasferirsi con la madre e un &#8220;litigio&#8221; con il suo &#8211; unico migliore amico. &#8220;Lanza conosceva un altro adolescente con cui giocava regolarmente al videogioco <em>Dance Dance Revolution</em>&#8220;, <a href="https://abcnews.go.com/US/disturbing-things-learned-today-sandy-hook-shooter-adam/story?id=27087140">afferma il rapporto</a> che ha fatto luce su quella strage.</p>
<p>&#8220;Si incontravano alcune volte al mese per giocare al videogame o per andare al cinema. Lanza e il suo amico parlavano di molteplici argomenti, inclusi computer, natura umana, moralità, pregiudizi e talvolta della sua famiglia. Lanza disse al suo amico che aveva una relazione tesa con sua madre&#8221;. E aggiunge: &#8220;Lanza ha dovuto affrontare sfide di sviluppo significative sin dalla prima infanzia, comprese difficoltà nella comunicazione e sensoriali, ritardi nella socializzazione e comportamenti ripetitivi&#8221;, afferma lo stesso rapporto. Gravi problematiche che sembrano riguardare e colpire tutti i giovani stragisti negli Stati Uniti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/asociali-frustrati-stragisti-america.html">Asociali e frustrati: chi sono gli stragisti d&#8217;America</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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