<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Strage di Piazza Fontana Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/tag/strage-di-piazza-fontana/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/tag/strage-di-piazza-fontana</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Thu, 11 Aug 2022 07:39:32 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Strage di Piazza Fontana Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/tag/strage-di-piazza-fontana</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Parla Giannuli: &#8220;Vi racconto i misteri d&#8217;Italia&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/academy/parla-giannuli-vi-racconto-i-misteri-ditalia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gianluca Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Aug 2022 05:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academy]]></category>
		<category><![CDATA[servizi segreti]]></category>
		<category><![CDATA[Strage di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Strage di Piazza Fontana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=366119</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="902" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/aldo-giannuli-e1544383148618.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/aldo-giannuli-e1544383148618.jpg 902w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/aldo-giannuli-e1544383148618-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/aldo-giannuli-e1544383148618-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 902px) 100vw, 902px" /></p>
<p>La storia d’Italia – come quella di ogni altro Paese – è fatta di luci ed ombre. Più ombre, a dire il vero. E a saperlo bene, perché in quelle ombre si è mosso con il piglio dell’investigatore e la sapienza dello studioso di razza, è sicuramente il professor Aldo Giannuli, docente universitario, storico e &#8230; <a href="https://it.insideover.com/academy/parla-giannuli-vi-racconto-i-misteri-ditalia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/parla-giannuli-vi-racconto-i-misteri-ditalia.html">Parla Giannuli: &#8220;Vi racconto i misteri d&#8217;Italia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="902" height="600" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/aldo-giannuli-e1544383148618.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/aldo-giannuli-e1544383148618.jpg 902w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/aldo-giannuli-e1544383148618-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/08/aldo-giannuli-e1544383148618-768x511.jpg 768w" sizes="(max-width: 902px) 100vw, 902px" /></p><p>La storia d’Italia – come quella di ogni altro Paese – è fatta di luci ed ombre. Più ombre, a dire il vero. E a saperlo bene, perché in quelle ombre si è mosso con il piglio dell’investigatore e la sapienza dello studioso di razza, è sicuramente il professor Aldo Giannuli, docente universitario, storico e analista, nonché consulente per molte Procure in alcuni dei casi più torbidi della nostra storia repubblicana. Nel corso della sua trentennale carriera, Giannuli ha avuto il merito di compiere importanti scoperte, scavando in archivi il cui accesso non sempre è facile, dove muoversi dà l’idea di essersi perduti in un labirinto di minoica memoria. Importanti scoperte che hanno permesso non solo alla giustizia di fare grandi passi avanti, ma che hanno fornito il materiale fumante su cui decine e decine di giornalisti d’inchiesta hanno plasmato le loro storie. Sua, tanto per dirne una, è la scoperta dell’ “<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/adalberto-titta-l-agente-senza-volto-2034775.html">Anello</a>”, o “Noto servizio”, un servizio segreto parallelo la cui attività emerge in controluce in numerosi fatti di cronaca (e di sangue) più o meno recenti. Sua è anche la scoperta dell’archivio segreto di via Appia, a Roma, dove <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/silvano-russomano-personaggio-simbolo-lato-oscuro-Repubblica-2044432.html">Silvano Russomanno</a>, braccio destro di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/professione-007-federico-umberto-damato-2027349.html">Federico Umberto d’Amato</a>, il ras dell’Ufficio Affari Riservati del Viminale, conservava la documentazione relativa alla sua attività e a quella del suo ufficio. Insomma, Aldo Giannuli l’indole del segugio ce l’ha nel sangue e proprio per questo sarà lui, insieme al giornalista Marcello Altamura, ad aprire <a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-giornalismo-dinchiesta" target="_blank" rel="noopener">il corso di giornalismo d’inchiesta della <em>Newsroom Academy</em> di <em>InsideOver</em></a>, il 15 ottobre. Per l’occasione, gli abbiamo fatto qualche domanda.</p>
<p><strong>Quali sono i casi di cronaca che hanno innescato le più grandi inchieste italiane?</strong></p>
<p>Quante ore ho a disposizione? In primo luogo io indicherei i grandi processi di mafia degli anni Quaranta, quando iniziano le istruttorie di alcune stragi (nel caso di Portella della Ginestra si va a giudizio negli anni Cinquanta), poi ci sarà il seguito dell’istruttoria sul caso Pisciotta (Gaspare Pisciotta, presunto killer di Salvatore Giuliano, morto avvelenato nel carcere dell’Ucciardone nel 1954, <em>ndr</em>). E altri casi minori. Parliamo sempre di stragi, non di cose leggere. Poi ci sono stati alcuni processi di corruzione che sono stati importanti alla fine degli anni Cinquanta. Tipo il caso il caso Giuffrè, che segna già un passaggio, perché si passa dalla corruzione sporadica a quella frequente, insistente (Giovanni Battista Giuffrè, al centro di uno scandalo sull’utilizzo di fondi che sarebbero serviti alla ricostruzione dei beni ecclesiastici danneggiati nel corso della Seconda guerra mondiale, <em>ndr</em>).</p>
<hr />
<h5><strong>ALDO GIANNULI È TRA GLI OSPITI DELLA NEWSROOM ACADEMY.</strong><br />
<strong><a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-giornalismo-dinchiesta" target="_blank" rel="noopener">GUARDA TUTTO IL PROGRAMMA E ISCRIVITI AL CORSO</a></strong></h5>
<hr />
<p><strong>D’accordo, ma nell’immaginario collettivo queste sono storie che appartengono a un passato percepito ormai come lontano. Quali sono, al contrario, i casi (e le inchieste) che ancora oggi fanno tremare i polsi a qualcuno?</strong></p>
<p>Beh, ci sono ovviamente i grandi processi di strage: Piazza Fontana, Brescia, che appunto avranno uno sviluppo fino ai giorni nostri. Processi ripetuti, ecc&#8230; Di questo gruppo fa parte anche Bologna.</p>
<p><strong>Su Bologna ci torniamo. Altri grandi casi?</strong></p>
<p>Ripeto: quante ore ho a disposizione? Vediamo: negli anni Settanta abbiamo enormi scandali come quello del Petroli e di Italcasse. Su entrambi lavorò il giornalista Carmine “Mino” Pecorelli, che dalle pagine del suo <em>Op</em> (Osservatorio politico, <em>ndr</em>) non si limitava a fare inchiesta ma anche a lanciare messaggi. C’è poi il grande processo sulla P2, che ha fornito un’infinità di materiale ai giornalisti dell’epoca e, perché no, anche a quelli di oggi. Per non parlare del caso Moro.</p>
<p><strong>Venendo proprio ai giornalisti, in questo calderone dove troviamo di tutto: delitti eccellenti, stragi, servizi segreti, massoneria, mafia e altre amenità, che ruolo ha avuto il giornalismo d’inchiesta?</strong></p>
<p>Dipende. Dipende dai momenti. Per la verità il giornalismo d’inchiesta in Italia si è sempre ridotto a iniziative individuali, per esempio sul caso Pisciotta l’inchiesta che fece <em>l’Europeo</em> fu fondamentale; sui casi di scandali degli anni Cinquanta, fine anni Sessanta, ha avuto un ruolo importante<em> l’Espresso</em>. Sui casi di strage è stata per lo più la contro-informazione ad avere un ruolo molto importante. Mani Pulite è una cosa diversa: in quel caso il giornalismo va al carro di quello che fa la magistratura, negli altri casi tu hai un giornalismo d’inchiesta che sopravanza e spesso stimola le inchieste della magistratura. Su Mani Pulite è un po’ il contrario.</p>
<p><strong>Ci vedi l’inizio di una degenerazione della professione?</strong></p>
<p>Non dico che inizia una degenerazione, ma dico che le iniziative della magistratura condizionano il giornalismo, che si limita a riferire. A fare da megafono.</p>
<p><strong>Nella tua attività di consulente per le Procure, qual è stato il caso dove pensi di aver profuso le principali energie?</strong></p>
<p>Il caso su cui ho lavorato di più è stato sicuramente Brescia (strage di Piazza della Loggia, <em>ndr</em>). Per questa strage ho fatto una cosa come 51 o 52 relazioni. Però per me è stata molto importante anche l’inchiesta del magistrato Guido Salvini, che è la premessa nel processo su Piazza Fontana. Lì sono stato suo consulente. Ultimamente, poi, ho avuto Bologna (la strage della stazione del 2 agosto 1980, <em>ndr</em>) come caso importante.</p>
<hr />
<h5><strong>VUOI DIVENTARE GIORNALISTA D’INCHIESTA? FALLO CON NOI</strong><br />
<strong><a href="https://it.insideover.com/courses/corso-di-giornalismo-dinchiesta" target="_blank" rel="noopener">GUARDA TUTTO IL PROGRAMMA E ISCRIVITI AL CORSO</a></strong></h5>
<hr />
<p><strong>Dov’è che hai trovato più il torbido? Qual è stato, secondo il tuo punto di vista, il periodo più nero per la storia d’Italia?</strong></p>
<p>Dobbiamo fare la “<em>torbid parade</em>”? Beh, quando si inizia a scavare in un archivio è come immergersi in un abisso oceanico: non sai mai quale mostro marino possa sbucare fuori dal buio. Comunque, se devo dire dov’è che ho trovato il torbido, è nella corruzione. Si è passati dalla corruzione sporadica a quella frequente. Poi a quella diffusa, a quella generalizzata e a quella sistemica, che in parte è rientrata, ma forse ha solo cambiato fisionomia dopo la fine della Prima Repubblica. Nel corso della Prima Repubblica, appunto, lo scandalo tipico era quello delle grandi opere pubbliche, dopo invece hai avuto per lo più una forte insistenza di casi di scandali finanziari. Quindi anche di coinvolgimento delle istituzioni in giochi di questo genere.</p>
<p><strong>Nella corruzione vedi il male endemico dell’Italia?</strong></p>
<p>Si, quello permanente. In qualche modo si tratta di una parabola che fino a un certo punto ha avuto un crescendo, poi si è arrestata ed è un po’ cambiata, ma in realtà mai vinta.</p>
<p><strong>Gli archivi più ostici con cui hai avuto a che fare, le maggiori resistenze, se ne hai trovate?</strong></p>
<p>Ci sono delle resistenze proprio istituzionali, perché ci sono archivi dove c’è il segreto Nato e non vale la normativa italiana.</p>
<p><strong>Su quali?</strong></p>
<p>Alcune segreterie. Le segreterie di Sicurezza, quelle dei rapporti con la Nato, lì non ci puoi entrare. Ci sono alcuni archivi dove proprio istituzionalmente non puoi avvicinarti. Per esempio quello della Corte Costituzionale, che non ha un grande interesse. Però c’è per esempio quello della Presidenza della Repubblica: lì ci fu una procura, quella di Roma, che non è che chiese di entrare, chiese “se noi vi chiedessimo di vedere il registro dei visitatori del presidente della Repubblica” &#8211; dovevano vedere quante volte fosse andato Licio Gelli &#8211; “voi cosa ci rispondereste?” quindi una pre-domanda. La risposta fu praticamente “che c’avete le pigne in testa”. Il discorso finì lì.</p>
<p><strong>Che presidente c’era all’epoca?</strong></p>
<p>Non è questione di quale presidente ci fosse. Si trattava di un arco di anni che abbracciava tutti gli anni Settanta. E questo, cioè la pre-richiesta della Procura di Roma, accade negli anni Duemila. Poi c’è l’archivio dei carabinieri che ti sfugge tra le mani come un’anguilla; vai al comando generale e ti dicono: “sì, ma questo è un archivio amministrativo, per la direzione informativa dovete vedere a livello di Legione o Regione”. Vai a livello di Regione e ti dicono: “No, ma qui devi vedere a livello di compagnia”, vai a livello di compagnia e ti dicono “vai a vedere le stazioni”. E tu dovresti andarti a vedere qualcosa come 7mila stazioni d’Italia. Quindi in realtà c’è sempre qualcosa che sfugge tra le mani. Buona l’accoglienza nell’archivio della Finanza; discreto quello del ministero degli Interni; già molto più corazzato quello del Servizio segreto militare.</p>
<p><strong>La strage alla stazione di Bologna. Arriveremo mai a una verità indiscutibile?</strong></p>
<p>Intanto ci sono alcune condanne, quindi un po’ alla volta, a livello di esecutori, alla verità ci siamo arrivati. Il problema è che 40 anni dopo cosa vai cercando? È ovvio che più di qualche attuale settantenne, che all’epoca era venticinque/trentenne, cosa vuoi trovare? E infatti l’inchiesta di Bologna ha lambito, con prove documentali, figure come Federico Umberto d’Amato e Gelli, ma che te ne fai? Sono morti tutti e due e da un bel po’.</p>
<p><strong>Però non possiamo ignorare che, al di là della verità di cui parli, ci sono studiosi, giornalisti, scienziati che mettono in discussione gran parte della ricostruzione giudiziaria, puntando il dito verso la cosiddetta “pista internazionale”, che vorrebbe la strage compiuta non dai neofascisti ma, sintetizzando al massimo, dai palestinesi o comunque da un gruppo di persone legate al terrorista internazionale Carlos Ramirez Sanchez, “lo sciacallo”. Al di là di posizioni ideologiche, tu cosa ne pensi?</strong></p>
<p>Quella è una cosa che non sta in piedi. Anche se bisogna dire che i pasticci sono stati molti, anche perché c’è stata manipolazione dei corpi di reato. Certo, dobbiamo vedere se la Cassazione conferma le sentenze cui si è arrivati, ma quello può essere l’ultimo atto. Dopodiché anche a trovarlo un altro iniziato &#8211; e forse può venir fuori &#8211; comunque si tratterebbe di una figura di secondo piano e, in ogni caso, meno di 65 anni non li avrebbe. Come pretendi dopo mezzo secolo di trovare un testimone che ti dica “sì sì, io il signore me lo ricordo, era all’angolo della tabaccheria e aveva una borsa marrone”. Se te lo dicesse tu dubiteresti sul fatto che sia una deposizione vera?</p>
<p><strong>Dunque bolli come inattendibile sotto ogni punto di vista la pista internazionale? Questo è un terreno scivoloso, saranno in molti a non essere d’accordo.</strong></p>
<p>Assolutamente sì, confermo quello che ho già detto: non sta in piedi da nessuna parte, non è stato mai prodotto nulla di credibile a sostegno. Ogni volta che si è tentato di rilanciare la cosa, è franata miseramente.</p>
<p><strong>Attendiamo su questo le repliche che sicuramente ci saranno e a cui daremo volentieri spazio, ma adesso avviamoci a conclusione: ritieni che corsi come quello di cui sarai ospite possano essere utili a indirizzare le persone verso la professione giornalistica?</strong></p>
<p>Sì, a condizione che si capisca che quella del giornalista è una professione che sta cambiando. I giornali e i mass media più importanti stanno facendo finta di non capire che l’urto forte che è venuto dal web e in particolare da <em>YouTube</em> sta cambiando il mondo della comunicazione. E infatti si comincia a parlare proprio di “comunicazione” al posto di “informazione”.</p>
<p><b>E non credi che parlando di comunicazione anziché di informazione si rischi una degenerazione o comunque un appiattimento della professione?</b></p>
<p>Il rischio c’è, certo. Ma il rischio c’è anche se non ti evolvi!</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/academy/parla-giannuli-vi-racconto-i-misteri-ditalia.html">Parla Giannuli: &#8220;Vi racconto i misteri d&#8217;Italia&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La strage di piazza Fontana, spiegata</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/la-strage-di-piazza-fontana-spiegata.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Dec 2021 11:14:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Strage di Piazza Fontana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=337929</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1328" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219114749364_82b14cb2c66604c8d204fff733f9ac2c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219114749364_82b14cb2c66604c8d204fff733f9ac2c.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219114749364_82b14cb2c66604c8d204fff733f9ac2c-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219114749364_82b14cb2c66604c8d204fff733f9ac2c-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219114749364_82b14cb2c66604c8d204fff733f9ac2c-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219114749364_82b14cb2c66604c8d204fff733f9ac2c-1536x996.jpg 1536w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Diciassette morti e nessun colpevole accertato. Un attentato brutale condotto contro la popolazione civile nella capitale economica del Paese. Piste di indagine fallaci, morti sospette, depistaggi. Piazza Fontana è stata una pagina buia nella storia d&#8217;Italia e, a oltre mezzo secolo di distanza, l&#8217;attentato che il 12 dicembre 1969 colpì la Banca nazionale dell&#8217;agricoltura situata a &#8230; <a href="https://it.insideover.com/storia/la-strage-di-piazza-fontana-spiegata.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/la-strage-di-piazza-fontana-spiegata.html">La strage di piazza Fontana, spiegata</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1328" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219114749364_82b14cb2c66604c8d204fff733f9ac2c.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219114749364_82b14cb2c66604c8d204fff733f9ac2c.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219114749364_82b14cb2c66604c8d204fff733f9ac2c-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219114749364_82b14cb2c66604c8d204fff733f9ac2c-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219114749364_82b14cb2c66604c8d204fff733f9ac2c-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219114749364_82b14cb2c66604c8d204fff733f9ac2c-1536x996.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p><p>Diciassette morti e nessun colpevole accertato. Un attentato brutale condotto contro la popolazione civile nella capitale economica del Paese. Piste di indagine fallaci, morti sospette, depistaggi. <strong>Piazza Fontana </strong>è stata una pagina buia nella storia d&#8217;Italia e, a oltre mezzo secolo di distanza, l&#8217;attentato che il 12 dicembre 1969 colpì la <strong>Banca nazionale dell&#8217;agricoltura</strong> situata a poca distanza dal Duomo di Milano è ricordato sia come il punto di inizio vero e proprio della <strong>strategia della tensione </strong>sia come un simbolo dei misteri d’Italia che si accompagnano alla fase più complessa della storia della Repubblica.</p>
<h2>L’attentato che sconvolse l’Italia</h2>
<p>Il 12 dicembre 1969 alle 16.30 la sede milanese della Banca nazionale dell’agricoltura, che offriva un servizio prolungato rispetto all’orario di chiusura degli altri istituti, situata nella piazza ove ha sede l’arcivescovado milanese era ancora piena di clienti giunti soprattutto dalla provincia; sette minuti dopo nella banca scoppiò un <strong>ordigno</strong> contenente <strong>sette chili di tritolo</strong>, che uccise 13 persone e ne ferì 91, quattro delle quali morirono in seguito, portando il totale delle vittime a diciassette.</p>
<figure id="attachment_338445" aria-describedby="caption-attachment-338445" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-338445" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219121318231_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_589647-1024x681.jpg" alt="" width="1024" height="681" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219121318231_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_589647-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219121318231_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_589647-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219121318231_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_589647-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219121318231_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_589647-1536x1022.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219121318231_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_589647.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-338445" class="wp-caption-text">Una immagine di archivio mostra una veduta esterna della Banca Nazionale dell&#8217;Agricoltura a Milano il 12 dicembre 1969 dopo l&#8217;attentato (Ansa)</figcaption></figure>
<p>Uno choc brutale, un boato trafisse in quel momento l’Italia. Altri attentati, contemporaneamente, andarono in scena a Roma, provocando diversi feriti ma nessuna vittima. L’attacco è al cuore della Repubblica, a un Paese che in quel momento era reduce dalle grandi passioni del decennio dei Sessanta, iniziato e proseguito nel segno del boom economico, della crescita delle industrie, dei consumi, dell’urbanizzazione e concluso con la complessa parabola del Sessantotto e le avvisaglie di una crescente <strong>conflittualità sociale</strong>, con i cortei e le manifestazioni operaie dell’Autunno Caldo. Il decennio che aveva visto un’altra morte tragica e misteriosa, quella di <a href="https://it.insideover.com/politica/la-grande-strategia-di-enrico-mattei.html"><strong>Enrico Mattei</strong></a>, i tranelli del <strong>Piano Solo</strong> e le prime avvisaglie di una lotta per il cuore del potere della Repubblica si chiuse con la strage che segnò uno spartiacque definitivo.</p>
<blockquote><p>Si può legittimamente parlare di una storia dell’Italia repubblicana prima e dopo Piazza Fontana</p></blockquote>
<p>In primo luogo perché con la bomba del 12 dicembre 1969 emerse definitivamente la natura di Paese conteso e di faglia geopolitica tra Est e Ovest della penisola. In secondo luogo perché le indagini storiche e giudiziarie hanno accertato che con Piazza Fontana andò in scena la prima, strutturata saldatura tra<strong> componenti deviate degli apparati</strong>, degli organi dello Stato e della <strong>massoneria</strong> da un lato e <strong>elementi terroristici</strong> legati, in questo caso, all’estrema destra dall’altro. Tutto questo con la solita sequela di depistaggi e inquinamenti di prove che ha contraddistinto l’evoluzione delle indagini. In terzo luogo perché l’analisi “geopolitica” del contesto in cui è maturato l’attentato permette di capire come la strategia della tensione non sia stata solo una sequela di delitti e non sia stata solo un affare italiano ma abbia rappresentato la fase più acuta della <strong>Guerra fredda</strong>, investendo molti Paesi come l’Argentina, la Grecia, il Brasile, l’Indonesia, la Bolivia, il Cile. Analizziamo questi elementi con ordine.</p>
<h2>L’Italia contesa</h2>
<p>L’Italia era sempre più importante, nel cuore della Guerra fredda, come Paese di confine tra Est e Ovest. Il Paese aveva retto alla svolta modernizzatrice guidata dalla <strong>Democrazia cristiana</strong> prima e dopo la consociazione al potere del Partito socialista, manteneva il Partito comunista più grande dell’Occidente, era costantemente attenzionata dagli Stati Uniti che nell’era dell’<strong>amministrazione Nixon </strong>avevano iniziato un pressing costante per fermare l’avanzata delle sinistre nella loro sfera di influenza. In Italia, <a href="https://www.panorama.it/news/aldo-moro-attentato-strage-piazza-fontana-pci-mi-consiglio-non-tornare-roma">figure come <strong>Aldo Moro</strong></a>, ai tempi ministro degli Esteri, desideravano coniugare <a href="https://it.insideover.com/schede/storia/la-diplomazia-globale-della-prima-repubblica.html" target="_blank" rel="noopener">l’appartenenza al campo atlantico</a> con il mantenimento di<a href="https://it.insideover.com/storia/la-pira-moro-andreotti-la-via-mediterranea-della-prima-repubblica.html" target="_blank" rel="noopener"> gradienti di autonomia nello spazio mediterraneo.</a></p>
<p>L’<strong>Unione sovietica</strong>, parimenti, manteneva una profonda attenzione su Roma come possibile pivot diplomatico con l’Occidente in termini distensivi; dialogava a tutto campo con il Pci del segretario <strong>Luigi Longo</strong>, ex comandante partigiano ed eroe della Guerra di Spagna che aveva seguito il predecessore <strong>Palmiro Togliatti </strong>nell’iniziare a porre dei distinguo tra la “via italiana al socialismo” e l’ortodossia moscovita.</p>
<p>Erano anni di grandi cambiamenti anche <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-vaticano-un-asse-centrale-per-la-diplomazia-e-il-soft-power.html">per il <strong>Vaticano </strong></a>reduce dal <a href="https://it.insideover.com/schede/religioni/il-concilio-vaticano-ii-spartiacque-del-novecento-e-della-chiesa.html" target="_blank" rel="noopener">Concilio Vaticano II</a> e in cui <a href="https://it.insideover.com/religioni/da-paolo-vi-a-francesco-la-battaglia-della-chiesa-contro-gli-eccessi-del-capitalismo.html" target="_blank" rel="noopener">Paolo V</a>I si stava facendo garante del mantenimento della stabilità e del dialogo tra componenti sociali e politiche interne al Paese, mediato dalla classe politica che si era formata alla sua ombra nell’era della Resistenza.</p>
<h2>Neofascisti e apparati deviati: come nacque la strage</h2>
<p>Forze che auspicavano la stabilizzazione dell’Italia si confrontavano con apparati che, invece, puntavano a vedere rapidi cambiamenti: diversi storici e magistrati, <a href="https://osservatorioglobalizzazione.it/progetto-italia/i-misteri-di-piazza-fontana-lindagine-di-aldo-giannuli/" target="_blank" rel="noopener"><strong>da Aldo Giannuli a Guido Salvin</strong></a>i, nei loro lavori hanno individuato l’avvio della strategia della tensione e del percorso che portò a Piazza Fontana nell’opera dei fautori di una svolta autoritaria interni a apparati dei servizi segreti, <a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/che-cose-la-nato.html" target="_blank" rel="noopener">strutture Nato</a>, frange reazionarie della politica italiana aventi il loro strumento operativo nei gruppi terroristici di <strong>stampo neofascista</strong>.</p>
<p>In quest’ottica l’opera di Giannuli, sostanziata nel saggio <em>La strategia della tensione</em> (Ponte alle Grazie), ha di fatto contribuito a sottolineare il ruolo giocato da <strong>Federico Umberto D’Amato,</strong> <em>dominus </em>dell’Ufficio affari riservati del ministero dell&#8217;Interno, che nella sua veste di massimo dirigente del servizio segreto civile operò per coprire e depistare le indagini. Le ombre su D&#8217;Amato sono tante e tali da portare l’ ex generale dei servizi segreti Nicola Falde a ritenere che la super-spia del&#8217;Uar fu addirittura <strong>l’organizzatore materiale della strage.</strong></p>
<p>D’Amato operò per promuovere una manovra di infiltrazione dei partiti di sinistra e le organizzazioni extraparlamentari, provocare con falsi manifesti inneggianti alla rivoluzione culturale cinese affissi in diverse città l’idea di un movimento rivoluzionario di stampo comunista e contribuendo a depistare le indagini verso i primi indiziati, gli anarchici <strong>Giuseppe Pinelli </strong>e<strong> Pietro Valpreda</strong>, giudiziariamente e storicamente scagionati da ogni accusa.</p>
<figure id="attachment_338442" aria-describedby="caption-attachment-338442" style="width: 400px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-338442 size-full" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219115743222_9decd9f9e630ea3635f92a730106f825.jpg" alt="" width="400" height="330" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219115743222_9decd9f9e630ea3635f92a730106f825.jpg 400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219115743222_9decd9f9e630ea3635f92a730106f825-300x248.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 400px) 100vw, 400px" /><figcaption id="caption-attachment-338442" class="wp-caption-text">Giuseppe Pinelli in una foto d&#8217;archivio (Ansa)</figcaption></figure>
<p>Gli anarchici non solo erano già ritenuti responsabili di una serie di esplosioni avvenute il 25 aprile nella fiera nella <strong>Stazione centrale di Milano</strong> (successivamente attribuite ai neofascisti), centrali nella marcia d’avvicinamento a Piazza Fontana. Pinelli, in particolare, fu di fatto la <strong>diciottesima vittima </strong>della tragedia: fu trattenuto in questura a Milano e sottoposto a un duro e aggressivo interrogatorio per tre giorni, più delle 48 ore in cui la legge permette di prolungare un fermo senza l’autorizzazione di un magistrato.</p>
<figure id="attachment_338443" aria-describedby="caption-attachment-338443" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-338443" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219115714689_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_258836-1024x709.jpg" alt="" width="1024" height="709" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219115714689_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_258836-1024x709.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219115714689_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_258836-300x208.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219115714689_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_258836-768x531.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219115714689_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_258836-1536x1063.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219115714689_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_258836.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-338443" class="wp-caption-text">Un&#8217;immagine scattata durante il sopralluogo in questura dopo la morte di Pinelli (Ansa)</figcaption></figure>
<p>Il terzo giorno Pinelli morì dopo essere precipitato dalla finestra al quarto piano dell’edificio, e questo generò una serie di accuse e vendette incrociate che avrebbero portato alla tragica uccisione del commissario <strong>Luigi Calabresi</strong><strong> </strong>da parte dell’estrema sinistra tre anni dopo.</p>
<h2>Gli obiettivi dell&#8217;eversione nera</h2>
<p><a href="https://www.ilgiornale.it/news/cultura/resistenza-repubblica-cos-fu-sconfitto-terrorismo-1961146.html" target="_blank" rel="noopener">La <strong>pista nera</strong>, giudiziariamente accertata</a>, ha messo nel mirino, in particolare modo, l’organizzazione eversiva di <strong>Ordine Nuovo</strong>. Tra prescrizioni, processi conclusisi con assoluzioni spesso per mancanza di prove e depistaggi, nessun colpevole è mai stato individuato a fini processuali, ma le sentenze hanno nel corso degli anni, assieme al lavoro degli storici, delineato il quadro politico in cui la strage maturò: istigare la possibilità che la minaccia comunista e anarchica portasse la Democrazia cristiana a una svolta autoritaria e repressiva sulla scia di quanto avvenuto due anni prima in Grecia.</p>
<p>La strategia non era particolarmente sofisticata o approfondita, ma si basava su uno schema sostanzialmente lineare:</p>
<blockquote><p>L&#8217;obiettivo era creare uno stato di allarme sociale diffuso che creasse un compattamento della <strong>maggioranza silenziosa </strong>costituita dai ceti medi</p></blockquote>
<p>La scelta di luoghi come le banche come sede degli attentati non era in tal senso casuale. Sulla base della richiesta di sicurezza, si mirava a convincere la Dc a giungere alla proclamazione dello “<strong>stato di emergenza</strong>” ed alla conseguente sospensione delle garanzie costituzionali.</p>
<p>Come hanno scritto Maurizio Dianese e Gianfranco Bettin  in <em>Piazza Fontana – Verità e</em> memoria (Feltrinelli): &#8220;Il colpo di Stato abortito del 12 dicembre 1969 è il primo tentativo di una <strong>vasta congiura</strong> ordita da politici e militari atlantisti che, pur andando dall&#8217;estrema destra più fascista ai socialisti saragattiani, sono tutti animati da comune e fanatico anticomunismo. L&#8217;origine di questa congiura si inscrive nella collaborazione avviata a metà degli anni Sessanta tra fascisti e servizi segreti (in particolare dopo il convegno dell&#8217;Istituto &#8216;Alberto Pollio&#8217; all&#8217;hotel Parco dei Principi a Roma del maggio 1965)”.</p>
<figure id="attachment_338444" aria-describedby="caption-attachment-338444" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="size-large wp-image-338444" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219120154378_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_249191-1024x745.jpg" alt="" width="1024" height="745" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219120154378_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_249191-1024x745.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219120154378_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_249191-300x218.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219120154378_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_249191-768x559.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219120154378_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_249191-1536x1118.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219120154378_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_249191-2048x1491.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/12/ilgiornale2_20211219120154378_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_249191.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-338444" class="wp-caption-text">Un&#8217;immagine d&#8217;archivio del procuratore legale padovano Franco Freda (Ansa)</figcaption></figure>
<p>Nel giugno 2005 una sentenza della Corte di Cassazione stabilì che la strage fu opera di “un gruppo eversivo costituito a Padova nell&#8217;alveo di Ordine nuovo e capitanato da <strong>Franco Freda </strong>e <strong>Giovanni Ventura</strong>”, non più perseguibili a seguito di un’assoluzione ricevuta nel 1987 in un processo tenutosi a Bari. <strong>Carlo Digillo</strong>, terrorista di Ordine Nuovo soprannominato “zio Otto” (1937-2005) fu reo confesso ma con pena prescritta, per concorso nella strage di piazza Fontana ed è stato coinvolto anche nella strage di piazza della Loggia, segno della continuità dello <strong>stragismo nero </strong>nell’era della strategia della tensione.</p>
<h2>La pista greca (e la strategia della tensione mondiale)</h2>
<p>Concentrata tra il 1969 (Piazza Fontana) e il 1974 (strage di <strong>Piazza Loggia</strong> a Brescia) la strategia della tensione come programma di destabilizzazione del Paese si inserì nel quadro di un contesto globale in cui, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta, diversi Paesi strategici per la strategia degli Stati Uniti furono interessati da manovre volte a instaurare regimi autoritari e fortemente anti-comunisti.</p>
<p>Il colpo di Stato brasiliano del 1964 contro il regime “sovranista” di <strong>Joao Goulart </strong>e quello argentino del 1966 guidato da <strong>Juan Carlos Ongania</strong> riportarono i due Paesi a fianco del contrasto più duro e netto al comunismo; il golpe indonesiano del 1965, con cui il generale Suharto guidò un vero e proprio genocidio contro mezzo milione di comunisti o sospetti tali, puntellò il domino nell’Indo-Pacifico nel pieno della guerra in Vietnam; nel Cile, nel 1973, andò in scena il golpe di <a href="https://it.insideover.com/politica/craxi-sfido-pinochet-rendendo-omaggio-ad-allende.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Augusto Pinochet</strong></a>. Tutti questi eventi si inseriscono alla perfezione in una vera e propria “strategia della tensione mondiale” che ebbe un agente acceleratore, sul fronte italiano, nel ruolo di copertura offerto dal regime castrense dei <strong>colonnelli greci </strong>all’eversione nera.</p>
<p>“La Grecia”, <a href="https://aldogiannuli.it/la-politica-della-paura-il-modello-greco-e-la-strategia-della-tensione-in-italia-1969-1974/">ha scritto Giannuli</a>, “diverrà un modello anche per la destra ed i militari di altri Paesi: ad esempio nel marzo 1971 i militari presero il potere in <strong>Turchia</strong>. Ma è in Italia che il modello greco trovò i suoi più convinti imitatori nel  gruppo di Ordine Nuovo, che aveva stretto fitti rapporti di collaborazione con Kostas Plevris”, giovane leader del gruppo neo nazista greco “Movimento 4 agosto”. D’altro canto, “gli ordinovisti ebbero altri autorevoli consulenti nell’Aginter Presse di Yves Guerin Serac che, da Lisbona, teneva le redini dell’internazionale nera di cui, peraltro, facevano parte anche i greci del “4 agosto”.</p>
<p><a href="https://ytali.com/2020/05/11/i-colonnelli-greci-e-le-loro-trame-italiane-un-libro-di-deliolanes/">Secondo quanto scrive lo storico greco Dimitri Deliolanes</a> nel suo corposo saggio <em>Colonnelli. Il regime militare greco e la strategia del terrore in</em> Italia (Fandango libri),  la giunta militare ha tentato di “<strong>esportare la rivoluzione</strong>” in Italia, in maniera costante, persistente e usando ingenti risorse, anche per far pagare alla classe di governo della Dc e a Moro in particolare la scelta di espellere <strong>Atene dal Consiglio d’Europa </strong>che divenne operativa proprio il giorno della strage di Piazza Fontana. E dal 1969 in avanti l’Italia fu al centro del mirino, per almeno cinque anni, nel quadro di una strategia volta alla crescente destabilizzazione del sistema politico che aveva creato democrazia, sviluppo e autonomia per il Paese. Ed è, vista a oltre mezzo secolo di distanza, indubbiamente ammirevole la capacità che l’Italia ebbe di resistere alla strategia della tensione sconfiggendo gli opposti estremismi e sviluppando gli anticorpi contro ogni forma di autoritarismo nel cuore della faglia più calda della Guerra fredda in Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/la-strage-di-piazza-fontana-spiegata.html">La strage di piazza Fontana, spiegata</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 61/145 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-28 18:25:28 by W3 Total Cache
-->