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	<title>Stati Uniti Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 09 Oct 2026 13:15:32 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Stati Uniti Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La Nasa vuole riportare in aria un Blackbird, l&#8217;aereo spia più veloce di tutti i tempi</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-nasa-vuole-riportare-in-aria-blackbird-laereo-spia-piu-veloce-di-tutti-i-tempi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 04:52:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aerei spia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
		<category><![CDATA[Nasa]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1440" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg.webp 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-600x338.webp 600w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>Esiste la possibilità che il Blackbird 844 sparito dagli schermi possa riapparire in una veste sostanzialmente diversa o “rielaborata”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-nasa-vuole-riportare-in-aria-blackbird-laereo-spia-piu-veloce-di-tutti-i-tempi.html">La Nasa vuole riportare in aria un Blackbird, l&#8217;aereo spia più veloce di tutti i tempi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1440" height="810" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg.webp 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/NASA-SR71-successor.jpg-600x338.webp 600w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>Un <strong>SR-71 Blackbird sparito</strong> dagli occhi dei satelliti e un’<strong>informazione “classificata”</strong> che il capo della NASA avrebbe anticipato rivolgendosi ai suoi uditori in modo enigmatico, postando l’immagine di quello che per molti potrebbe essere un nuovo aereo sperimentale che ricorda il design dell’uccello nero, l’aereo spia più veloce della storia. Da queste due informazioni, la domanda che sta togliendo il sonno a tutti gli appassionati di aeronautica: il Blackbird sta per riprendere il volo?</p>



<p>Forse vi sarà capitato di vedere <em>Mayday</em> nelle ultime settimane. Una favola sulla <strong>Guerra Fredda</strong> disponibile sulla piattaforma Apple TV, in cui un aereo spia americano viene abbattuto nelle profondità più remote del territorio sovietico e un&#8217;ex spia del KGB decide di concedere il suo bislacco e rocambolesco aiuto al pilota sopravvissuto in virtù del suo amore per Top Gun, il cult movie degli anni Ottanta. Ebbene, l’aereo protagonista di questo nuovo film sarebbe proprio un SR-71 Blackbird, l’<strong>Uccello nero della CIA </strong>prima e della NASA poi, che è stato sviluppato dalla <em>Skunk Works</em>, la segretissima divisione di ricerca e sviluppo della Lockheed, e ha visto per anni i piloti migliori indossare tute di volo gialle simili a quelle degli astronauti, per compiere missioni di fotoricognizione altamente classificate, sorvolando territori altamente ostili a una velocità mai vista prima.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Le tute dei piloti degli SR-71 Blackbird: astronauti spia <a href="https://t.co/T2emxGr3ud">pic.twitter.com/T2emxGr3ud</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://x.com/DBinTweet/status/2108168879365365896?ref_src=twsrc%5Etfw">October 8, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Chi non ha mai visto la sagoma dell’SR-71 Blackbird, scoprirà che la sua forma iconica, caratterizzata da un profilo allungato simile a quello di una spada con piccole ali a freccia, dove compaiono gondole motore affusolate, culminante in derive inclinate, è praticamente unica nel suo genere; non meno della sua <strong>capacità di superare la velocità di Mach 3</strong> per compiere <strong>missioni di ricognizione nei cieli di Unione Sovietica</strong>, <strong>Cina</strong>, <strong>Cuba</strong> e <strong>Corea del Nord</strong>, decollando dalle piste in condizioni decisamente particolari: in fase di rullaggio questo velivolo pionieristico perdeva carburante dalle giunture, dato che i suoi serbatoi in titanio erano specificamente progettati per “<em>autosigillarsi</em>” soltanto quando il forte calore d’attrito raggiunto in fase di volo ad alta velocità faceva “<em>dilatare</em>” l’intera struttura.</p>



<p>È proprio delle scorse settimane la notizia che uno di questi aerei – tra gli ultimi rimasti – è sparito dalla sua posizione, una piattaforma di cemento presso l’Armstrong Flight Research Center della NASA che si trova presso la <strong>base aerea Edwards</strong>. Sparito in quelle che le riviste di aeronautica avevano inizialmente definito come “<em>circostanze sospette</em>”. L’esemplare in questione, <strong>numero di coda 844</strong>, precedentemente segnato come 61-7980 e in servizio presso l’US Air Force, è di fatto l&#8217;ultimo dei 32 Blackbird prodotti, e l’<strong>ultimo a volare nel 1999</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I piani della Nasa</h2>



<p>Secondo <em>Aviation Week</em>, le immagini satellitari dimostrano che l’<strong>esemplare 844 </strong>non viene avvistato dal 17 maggio, e alcuni associano la sparizione all’ipotesi che la NASA intenda riportarlo in volo, o voglia quantomeno “<em>sfruttarlo come base di riferimento o addirittura come fonte di componenti per una nuova cellula</em>”. Verso la fine dello scorso decennio, la Lockheed Martin e la sua divisione di ricerca e sviluppo nota per il logo della puzzola con lo sguardo beffardo che incrocia le braccia al motto di “<strong>Be quick, be quiet, be on time</strong>”, ovvero “<em>Sii veloce, sii silenzioso, sii puntuale</em>”, avevano lanciato l’idea di un successore per il leggendario aereo spia, aprendo alla possibilità di un <strong>SR-72</strong>. Lasciando tutto alla nostra fantasia.</p>



<p>Una fantasia che ci riconduce alla scena iniziale di <strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=IJAIX8PUPAI">Top Gun: Maverick</a></strong>, in cui il veterano Pete Mitchell raggiungeva una velocità di <em>Mach 10</em>, pari a circa 12.350 km/h, a bordo di un <strong>velivolo sperimentale ipersonico denominato “Darkstar”</strong>. Considerato da alcuni un chiaro riferimento all’SR-72. Attualmente non è chiaro a che punto siano le ambizioni di Lockheed in merito, dato che dopo averne parlato a lungo, l’azienda ha taciuto, lasciando ipotizzare che il programma sarebbe rimasto sulla carta, o fosse proseguito in massima segretezza. Ed è qui che tornano d’interesse le parole dell’<strong>amministratore Jared Isaacman</strong> e della NASA, l’ultima ad operare sul Blackbird, che in passato ha lavorato anche ad altri velivoli sperimentali capaci di volare a regime supersonico e ipersonico e, ovviamente, navette spaziali.</p>



<p>Isaacman ha dichiarato che i piani della NASA, che sta “<em>ricostituendo una flotta di velivoli sperimentali della serie X</em>”, potrebbero comprendere lo sviluppo di un nuovo velivolo sperimentale capace di volare ad alta quota e ad alta velocità, utilizzando come sfondo la sagoma di un aereo che ha subito richiamato alla mente proprio il celebre SR-71 Blackbird. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-x wp-block-embed-x"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">SR-71 Blackbird numero 844, l&#39;ultimo esemplare a volare nel 1999. <a href="https://t.co/CFqUNfyKJc">pic.twitter.com/CFqUNfyKJc</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://x.com/DBinTweet/status/2107170638821503275?ref_src=twsrc%5Etfw">October 5, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Aggiungendo in un secondo momento, dopo i <strong>primi rumors</strong>, la domanda: “<em>Siete sicuri che sia un Blackbird?</em>”</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un velivolo senza equipaggio?</h2>



<p>Alle domande ricevute nel merito, la NASA ha risposto sempre in maniera evasiva, ripercorrendo la storia recente del velivolo. “<em>Rimettere in servizio un Blackbird per test ad alta velocità – un ambito tornato in primo piano nell’aeronautica militare dopo decenni di abbandono – si tratterebbe di un’impresa estremamente complessa. Gli SR-71 sono stati ritirati dal servizio da tempo (…) Sebbene il Pentagono possa tecnicamente recuperarne alcuni attualmente in regime di ‘prestito’, ripristinarne anche solo uno rappresenterebbe una sfida enorme, dato che l’intero ecosistema di supporto che un tempo li sosteneva è scomparso da decenni. Tuttavia, disporre di un jet capace di superare Mach 3 per i test costituirebbe una risorsa fondamentale in questa nuova era di esplorazione del volo ad alta velocità</em>”.</p>



<p>L’attenzione è poi stata rivolta alla possibilità di un nuovo velivolo che potrebbe trarre ispirazione dal Blackbird: “<em>D’altra parte, è certamente possibile costruire un nuovo velivolo sperimentale che superi l’SR-71 in termini di quota e velocità, pur basandosi sul suo ‘DNA’. Un simile velivolo potrebbe sfruttare materiali, avionica, sistemi di controllo del volo e motori di ben sette decenni più moderni rispetto al suo predecessore. È possibile che esistano già dimostratori tecnologici di questa categoria nell’ambito dei programmi classificati; la NASA potrebbe acquisirne uno una volta che il Pentagono ne avrà declassificato l’esistenza</em>”. <br><br>Aggiungendo infine: “Indipendentemente dalle modalità di acquisizione di un velivolo così particolare, un elemento distintivo fondamentale potrebbe essere la presenza di un pilota umano a bordo, sebbene non si possa escludere l’opzione di un velivolo senza equipaggio”. “<em>La NASA vanta una lunga tradizione nello spingersi oltre i confini dell’aviazione sperimentale e continuiamo a esplorare opportunità per valorizzare questa eredità</em>”. E sembra puntare a “v<em>olare più in alto, più lontano e più velocemente di quanto abbia fatto negli ultimi decenni</em>”. “<em>Riconosciamo l’interesse suscitato dall’SR-71 e dalla sua straordinaria storia presso la NASA, ma al momento non abbiamo ulteriori informazioni da condividere riguardo a questo velivolo”</em>. </p>



<p>A fronte di tutto questo, esiste una piccola possibilità che l’esemplare 844 sparito dagli schermi possa riapparire in una veste sostanzialmente diversa o “<em>rielaborata</em>”. Ma è presto per dirlo, e la NASA sembra voler giocare, nei limiti della classificazione delle informazioni <strong>top-secret</strong>, con l’interesse che ha raccolto per questa mossa.</p>



<p>Gli SR-71 Blackbird sono stati dismessi a causa della complessità della loro gestione e per via dell’onerosa manutenzione. Alla fine della Guerra Fredda, la temporanea diminuzione delle minacce globali e l’avvento dei satelliti avevano reso superflua una flotta di aerei spia supersonici e, solo <strong>dopo gli attentati dell’11 settembre</strong>, si ipotizzò di <strong>rimettere in servizio un Blackbird</strong> a supporto della “<strong>Guerra globale al terrorismo</strong>”; la spesa prevista, che si aggirava tra i 40 e i 45 milioni di dollari, raffreddò gli animi. Ora, i tempi e le minacce sono cambiati.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il fantasma di MKULTRA torna ad agitare il Congresso Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/il-fantasma-di-mkultra-torna-ad-agitare-il-congresso-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Larissa Clelia Remenyi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 22:37:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[cia]]></category>
		<category><![CDATA[MKULTRA]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cia-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cia-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cia-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cia-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cia-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cia-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cia-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>MKULTRA è tornato alla ribalta negli Usa con una sottocommissione della Camera riunita per «svelare tutta la verità. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cia-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cia-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cia-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cia-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cia-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cia-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/cia-1-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per oltre cinquant’anni MKULTRA è rimasto sepolto negli archivi della Guerra Fredda. Il 30 giugno è tornato in auge con prepotenza, con una sottocommissione della Camera dei Rappresentanti statunitense riunita per <a href="https://oversight.house.gov/release/luna-opens-hearing-on-mkultra-project-transparency/">«svelare la verità su MKULTRA»</a>.</p>



<p>Per capire come ci si sia arrivati bisogna però tornare molto indietro. Tutto cominciò con un articolo del 1950 sul <a href="https://dn720002.ca.archive.org/0/items/hunter-edward-brain-washing-tactics-force-chinese-into-ranks-of-communist-party-/Hunter,%20Edward%20-%20'Brain-Washing'%20Tactics%20Force%20Chinese%20Into%20Ranks%20of%20Communist%20Party%20(Miami%20News,%20Sep.%2024,%201950),%20p.%202A.pdf">Miami Daily News</a> a cura del giornalista (e agente dei servizi segreti) <strong>Edward Hunter:</strong> «Le tattiche del brainwashing costringono i cinesi a entrare nelle file del Partito Comunista». Come per la corsa allo spazio e agli armamenti, gli Stati Uniti non potevano permettersi di perdere quella del presunto “controllo mentale” contro il blocco comunista, offrendo alla CIA la giustificazione ideale per lanciare, tre anni dopo, MKULTRA.</p>



<p>Sotto la guida del chimico <strong>Sidney Gottlieb</strong>, la CIA <a href="https://www.nytimes.com/1977/08/04/archives/80-institutions-used-in-cia-mind-studies-admiral-turner-tells.html">trasformò</a> il programma top secret in una rete di almeno 149 sottoprogetti distribuiti in oltre 80 istituzioni, coinvolgendo 185 ricercatori esterni fra università, ospedali, carceri e centri di ricerca. L’obiettivo era nientemeno che riprogrammare la mente umana. LSD, ipnosi, elettroshock, deprivazione sensoriale e THC liquido vennero sperimentati su soggetti spesso inconsapevoli, da detenuti come l’ex boss mafioso <a href="https://www.latimes.com/world-nation/story/2020-02-18/whitey-bulger-juror-says-she-regrets-murder-conviction">James Bulger</a> fino ai pazienti di strutture ospedaliere, <a href="https://www.intelligence.senate.gov/wp-content/uploads/2024/08/sites-default-files-hearings-95mkultra.pdf">pazienti oncologici inclusi</a>. E nemmeno il personale dell’Agenzia ne rimase escluso: lo scienziato <a href="https://www.theguardian.com/world/2012/nov/29/cia-lawsuit-scientist-1950s-death">Frank Olson</a> morì precipitando dalla finestra di un albergo di New York dopo aver assunto LSD a sua insaputa.</p>



<p><strong>Lo scandalo Watergate aprì il vaso di Pandora sui programmi segreti della CIA. </strong>Fu allora che il direttore Richard Helms ordinò la distruzione degli archivi di MKULTRA, facendo scomparire i documenti che ne contenevano i dettagli operativi, i rapporti sugli esperimenti illegali e i nomi delle cavie umane. A permettere di ricostruire almeno in parte l’estensione del programma furono circa ventimila documenti amministrativi e registri di bilancio ritrovati per caso nel 1977 e sfuggiti alla distruzione, molti dei quali ancora censurati da inchiostro nero.</p>



<p>Viene allora da chiedersi se l’udienza convocata quest’anno dalla deputata repubblicana della Florida <strong>Anna Paulina Luna,</strong> presidente della Task Force sulla desecretazione dei segreti federali, sia nata dalla scoperta di nuovi documenti. Anche qui, come per il brainwashing made in China, l’allarme è partito da un articolo: a febbraio il <a href="https://www.dailymail.com/sciencetech/article-15585657/cia-project-artichoke-mind-control.html">Daily Mail</a> ha scritto come alcuni file desecretati della CIA su MKULTRA rivelassero un «piano agghiacciante per manipolare le menti degli americani attraverso la somministrazione segreta di vaccini». In realtà, <a href="https://nsarchive.gwu.edu/document/34051-document-1-cia-memo-special-research-artichoke-classification-unknown-7-pp">il documento</a> citato contempla l’uso di falsi vaccini durante gli interrogatori: nulla, però, suggerisce che la CIA abbia mai pianificato di usare veri vaccini per manipolare la mente della popolazione.</p>



<p>Non sorprende però che a rilanciare questa interpretazione sia stata proprio Luna, che nel 2023 <a href="https://thehill.com/homenews/house/4374189-rep-luna-husband-sue-pentagon-over-since-repealed-covid-19-vaccine-mandate/">ha citato in giudizio</a> il Pentagono insieme al marito contro l’obbligo vaccinale imposto ai militari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ruolo di Elizabeth Ginexi</h2>



<p>Ma parliamo dell’udienza del 30 giugno. <a href="https://www.youtube.com/watch?v=dpQulJS-R50">Le testimonianze</a> hanno subito aperto fronti diversi su MKULTRA. Stephen Kinzer, autore del libro d’inchiesta sulla vita e i crimini del “chimico della morte” Sidney Gottlieb, ha denunciato la cultura della segretezza della CIA ed esortato a considerare MKULTRA non solo come «storia». Ha richiamato anche l’Operazione Paperclip, il programma con cui gli Stati Uniti reclutarono oltre 1.600 scienziati tedeschi e austriaci, molti dei quali ex membri del partito nazista, sostenendo che alcuni metodi adottati da MKULTRA affondassero le radici proprio negli esperimenti nazisti.</p>



<p>Tom O’Neill ha invece portato l’udienza sul terreno delle ipotesi più controverse, rilanciando dal suo libro <em>Chaos: Charles Manson, la CIA e la storia segreta degli anni Sessanta</em> i presunti legami tra MKULTRA e Charles Manson, fino alle suggestioni che coinvolgerebbero Jack Ruby e l’assassinio di John F. Kennedy. Ricostruzioni sicuramente suggestive, ma per ora senza riscontri documentali conclusivi.</p>



<p>Poi è arrivata <strong>Elizabeth Ginexi</strong>, e l’udienza ha cambiato completamente direzione. L’ex funzionaria dei National Institutes of Health (NIH) &#8211; l’agenzia federale statunitense che finanzia la ricerca biomedica -, chiamata a parlare del rapporto fra governo, ricerca scientifica e sperimentazione sugli esseri umani, ha spostato il fuoco dalla Guerra Fredda al definanziamento della ricerca pubblica e alle pressioni politiche sul NIH. </p>



<p>Da quel momento, MKULTRA è passato in secondo piano. Il deputato repubblicano Eli Crane ha portato il discorso sulla gestione del Covid e sui vaccini, trascinando l’udienza nel più ampio scontro statunitense sulla fiducia nella scienza e nelle istituzioni. Una lettura che coincide con quella dell’antropologo David H. Price, che abbiamo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/mkultra-il-fantasma-del-controllo-agita-il-congresso-usa-parla-lantropologo-david-h-price.html">intervistato</a> recentemente.</p>



<p>Più che una nuova verità su MKULTRA, l’udienza ha mostrato quanto sia facile che una storia reale finisca nello stesso calderone delle congetture. Le cospirazioni esistono: Watergate e lo stesso MKULTRA lo dimostrano. Il problema nasce quando quel confine si fa sottile: quando le prove finiscono e cominciano le ipotesi, anche una storia tragicamente vera può finire per assomigliare a una teoria del complotto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/il-fantasma-di-mkultra-torna-ad-agitare-il-congresso-usa.html">Il fantasma di MKULTRA torna ad agitare il Congresso Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Pentagono: costretto alle dimissioni anche il generale Donahue, l&#8217;ultimo soldato Usa a lasciare l&#8217;Afghanistan</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/pentagono-costretto-alle-dimissioni-anche-il-generale-donahue-lultimo-soldato-usa-a-lasciare-lafghanistan.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 05:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Us Army]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-scaled-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-scaled-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-1536x1536.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-2048x2048.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il generale Donahue, comandante delle Forze Usa in Europa e Africa, e ultimo soldato americano a lasciare il suolo dell’Afghanistan, ha lasciato l’Esercito degli Stati Uniti. Perché?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/pentagono-costretto-alle-dimissioni-anche-il-generale-donahue-lultimo-soldato-usa-a-lasciare-lafghanistan.html">Pentagono: costretto alle dimissioni anche il generale Donahue, l&#8217;ultimo soldato Usa a lasciare l&#8217;Afghanistan</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1920" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-300x300.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-scaled-100x100.jpg 100w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-scaled-600x600.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-1024x1024.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-150x150.jpg 150w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-768x768.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-1536x1536.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/ilgiornale2_20230804171726191_93c1fbdf13ba46e58369c13f08b69b0d-2048x2048.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il generale di brigata <strong>Chris Donahue</strong>, comandante delle Forze Usa in Europa e Africa, e ultimo soldato americano a lasciare il suolo dell’Afghanistan, dopo 20 anni di sanguinosa e devastante lotta al terrorismo, ha lasciato l’Esercito degli Stati Uniti. “Ufficialmente” Donahue va in pensione anticipata, ma secondo alcune voci è stato “<em>silurato</em>” dal segretario alla Guerra Pete Hegseth per dei <strong>contrasti interni</strong>. E non è il primo.</p>



<p>Tutti ricordano l’immagine ripresa da un visore notturno: il comandante dell’82ª Divisione Aviotrasportata e dell’intero XVIII Corpo d’Armata Aviotrasportato, allora generale di divisione, sale a bordo di un aereo da trasporto strategico C-17 Globemaster in fase di rullaggio sulla pista dell’aeroporto internazionale Hamid Karzai di <strong>Kabul</strong>, in Afghanistan, la <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-tomba-degli-imperi-e-la-lezione-agli-usa-cosa-ha-svelato-il-ritiro-dallafghanistan.html">tomba degli imperi</a>. Una partenza che segnò la <strong>fine della missione statunitense di evacuazione</strong> dei cittadini americani, dei richiedenti del visto speciale per immigrati afghani e degli afghani vulnerabili mentre i talebani avanzavano alle porte della città. Il poster di un fallimento che ricorderà a molti i giorni più turbolenti di un’altra evacuazione, quella di Saigon. Era il 30 agosto del 2021; gli Stati Uniti, dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, avevano messo i <em>boots on the ground</em> in Afghanistan <a href="https://it.insideover.com/terrorismo/lelicottero-che-porto-la-cia-in-afghanistan-dopo-l11-settembre.html">appena una settimana</a> con le prime formazioni miste di <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-operazioni-coperte-della-cia-come-funzionano-e-chi-le-organizza.html">forze speciali e operativi della CIA</a> per dare la caccia a Bin Laden e riportare la sua “testa in cesta”. Poi i piani e la complessità dello scenario sono mutati, prolungando un&#8217;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/storia/horsemen-che-dovevano-vendicare-attentati-dell11-settembre-2367449.html">operazione di vendetta</a> in un braccio di ferro contro un avversario inafferrabile ma persistente, durata 20 lunghi anni.</p>



<p>La richiesta di lasciare il suo incarico di generale a quattro stelle e vertice delle <strong>forze statunitensi in Europa</strong> e <strong>Africa</strong> e del <strong>Comando terrestre alleato della NATO</strong> il 2 luglio è stata avanzata da Pete Hegseth, che, secondo quanto riportato in precedenza da Fox News, ha “<em>avviato una riduzione del numero di generali in servizio</em>”. Il generale Donahue, ultimo di una ventina di comandanti militari che hanno annunciato o anticipato il ritiro sotto la gestione dell’attuale capo del Pentagono, ha risposto alle pressioni del segretario della guerra di Trump <strong>presentando le proprie dimissioni</strong>, anticipando la decisione – evidentemente <em>inaccettata</em> o <em>inaccettabile</em> – di “<em>declassare il comando USA in Europa e Africa da quattro a tre stelle</em>”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Meno soldati Usa in Europa</h2>



<p>Cadetto di West Point, Donahue è sempre stato considerato una delle stelle nascenti dell’US Army; comandante di carriera dei Ranger e della Delta Force, ha prestato servizio in <strong>Iraq</strong>, <strong>Afghanistan</strong> e<strong> Siria</strong>. Era tra i principali candidati per il ruolo di capo di Stato maggiore dell’esercito o vertice del <em>Joint Chiefs of Staff,</em> essendosi distinto in tutti i conflitti a cui hanno preso parte gli Stati Uniti negli ultimi due decenni, ricoprendo posizioni apicali e decisive nella “<strong>caccia alle reti terroristiche</strong>” e nella preparazione delle forze armate statunitensi nell’affrontare conflitti contro nuove tipologie di avversari, nella guerra asimmetrica che ha interessato i primi 25 anni di questo XXI secolo. Negli ultimi anni il generale Donahue ha ricoperto un ruolo di primo piano in Europa, mentre il Pentagono “applicava le lezioni apprese in Ucraina e in altri scenari di guerra moderni”, uno scenario in cui lui stesso ha contribuito, di fatto, a sostenere attivamente e parallelamente l’Ucraina nella sua lotta per respingere l’invasione russa.</p>



<p>Ciononostante, il <strong>segretario Pete Hegseth</strong> avrebbe deciso di “estrometterlo”, come “<em>chiunque non corrisponda alla sua idea di leader militare</em>”. Secondo gli analisti, Hegseth vuole “<em>rimodellare i vertici militari</em>” secondo la visione “<em>meno generali, più soldati</em>”, ma le ragioni potrebbero essere altre, più legate alla sfera politica e ai legami tra il generale e la precedente amministrazione del presidente Joe Biden che a visioni strategiche. Il ritiro di Donahue coincide non soltanto con il declassamento del <strong>USAREUR-AF</strong>, ma con l’intenzione di <strong>rivedere l’intera presenza militare statunitense in Europa</strong>. Un’ipotesi che il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump continua a paventare</strong> come “<em>risposta</em>” o “<em>minaccia</em>” nei confronti dei governi europei che ritiene non essere abbastanza accondiscendenti con le decisioni militari e di politica estera degli Stati Uniti, laddove non intendano assumersi un maggiore onere per garantire la difesa della NATO che, secondo il suo punto di vista, dipende interamente dall’America.</p>



<p>Nelle scorse settimane, il segretario Hegseth ha comunicato agli alleati dell&#8217;Alleanza Atlantica che avrebbe condotto una &#8220;<em>revisione del Pentagono della durata di sei mesi sulle forze americane in Europa, concepita per garantire che la NATO si muova rapidamente e irreversibilmente verso un ruolo guida dell&#8217;Europa, assumendosi la responsabilità primaria della difesa del continente</em>&#8220;. Secondo il segretario della guerra statunitense &#8220;<em>alcuni Paesi non la supereranno, mentre altri la supereranno brillantemente</em>&#8220;. Vedremo in che posizione si troverà l&#8217;Italia dopo la <strong>bagarre del G7 </strong>e le antipatie malcelate dal tycoon.</p>



<p></p>
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		<title>New York, quando in sinagoga vanno all&#8217;asta le terre dei palestinesi </title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/new-york-quando-in-sinagoga-vanno-allasta-le-terre-dei-palestinesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 05:15:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Palestina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Proteste a New York per l'ennesimo utilizzo di una sinagoga per mettere all'asta appezzamenti di terra nelle colonie in Cisgiordania.  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Palestina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una «organizzazione benefica ebraica» a <a href="https://it.insideover.com/persone/zohran-mamdani" type="link" id="https://it.insideover.com/persone/zohran-mamdani">New York</a> qualche giorno fa è <strong>stata</strong> presa di mira da «manifestanti musulmani» con l&#8217;accusa di essere protagonista di una non meglio precisata «vendita di terreni». Così l&#8217;ex direttore di Repubblica, <strong>Maurizio Molinari</strong>, sempre più calato nel ruolo di difensore d&#8217;ufficio di Israele, <a href="http://facebook.com/reel/1660787108583933" type="link" id="http://facebook.com/reel/1660787108583933">ha definito</a> l&#8217;ennesimo utilizzo di una sinagoga per mettere all&#8217;asta appezzamenti di terra a disposizione di colonie in Cisgiordania, e cioè illegali per il diritto internazionale: un uso improprio di uno spazio religioso secondo i contestatori (subito liquidati dalla stampa ebraica conservatrice e dagli alleati di <strong>Netanyahu</strong> come jihadisti o poco ci manca). E anche secondo <strong>Zohran Mamdani</strong>, neoeletto sindaco della Grande Mela, che dopo avercela messa tutta in questi mesi a mostrarsi come moderato non ha potuto fare a meno di difendere il diritto dei manifestanti a protestare.</p>



<p>La contestazione davanti alla sinagoga di <strong>Park East</strong>, nell&#8217;<strong>Upper East Side</strong> di Manhattan, si inserisce in un triste trend che va avanti da anni e che ha creato tensioni simili: l&#8217;evento preso di mira si chiama <em>Great Israeli Real Estate Event</em>, viene organizzato regolarmente negli Stati Uniti e in Canada con l’obiettivo di attirare acquirenti stranieri interessati a trasferirsi in Israele. La questione problematica è che molte delle proprietà pubblicizzate <strong>comprendono</strong> lotti di terra situati in insediamenti come <strong>Gush Etzion</strong>, <strong>Kfar Eldad</strong> e <strong>Karnei Shomron</strong>. Ossia costruiti su <strong>territori occupati militarmente</strong>: cosa che non sembra preoccupare né un segmento importante della leadership ebraica statunitense, né la politica che lo difende. Ma a protestare tra i circa cento attivisti pro-Palestina (la seconda <strong>manifestazione</strong> di questo tipo negli ultimi sei mesi, e che ha portato a diversi momenti di tensione e scontri con la polizia) c&#8217;erano anche <strong>attivisti ebrei</strong>.</p>



<p>E sono proprio loro a ricordare l&#8217;ovvio: la scelta della sinagoga per queste <strong>pratiche immobiliari</strong> non è casuale. Serve a sfruttare uno spazio che grazie al suo status si ammanta di uno <strong>scudo di intoccabilità</strong>. Fare casino davanti a una sinagoga vuol dire esporsi all&#8217;accusa più scontata di <strong>antisemitismo aggressivo</strong> e di importazione dell&#8217;Intifada globale, <em>from the river to the sea</em>, magari per conto di <strong>Hamas</strong>: accusa puntualmente formulata dalla politica dominante, incluso l&#8217;establishment democratico. Le associazioni che hanno organizzato la protesta, tra cui <strong>Jewish Voice for Peace</strong>, sostengono che la scelta di ospitare tali vendite all’interno di luoghi di culto sia una <strong>strategia deliberata</strong> per far apparire le critiche politiche come attacchi religiosi. Dall&#8217;altra parte, alcuni legislatori locali e rappresentanti della comunità ebraica hanno criticato duramente il presidio, definendolo un tentativo di intimidire i cittadini ebrei di New York.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sinagoghe come agenzie immobiliari</h2>



<p><strong>Mamdani</strong>, che pure ha promosso nuove norme che prevedono zone cuscinetto e restrizioni specifiche per le manifestazioni che si svolgono in prossimità di istituzioni religiose (necessità partorita da eventi del genere), ha condannato l&#8217;iniziativa senza mezzi termini. Un portavoce dell’amministrazione comunale ha spiegato che la commercializzazione di questi terreni è profondamente legata all&#8217;<strong>espulsione della popolazione palestinese</strong>. Anche diverse organizzazioni per i diritti civili, come l’<strong>American Arab Anti-Discrimination Committee</strong>, hanno presentato esposti formali sostenendo che queste fiere immobiliari violino le leggi statunitensi contro la <strong>discriminazione</strong>, poiché l&#8217;accesso agli eventi e la vendita delle case sarebbero preclusi ai non ebrei. Questi eventi puntano ad aumentare il numero di <strong>coloni</strong> di provenienza statunitense in Cisgiordania, circondando al tempo stesso la transazione con l’intimità e la legittimità dello spazio comunitario.</p>



<p>Ciò che rende inquietanti queste fiere immobiliari non è soltanto ciò che vendono, ma l’<strong>infrastruttura simbolica</strong> che rende possibile la vendita. Nelle sinagoghe nordamericane (spazi storicamente associati alla diaspora) le società immobiliari israeliane legate al movimento dei coloni, come <strong>Amana</strong> o <strong>Tivuch Shelly</strong>, organizzano eventi promozionali calibrando il linguaggio con attenzione: non si parla mai di colonie, bensì di <em>English-speaking neighborhoods</em> perfetti per realizzare un <em>Zionist dream</em>. I territori occupati vengono ripacchettizzati attraverso i codici estetici della classe media nordamericana: <em>gated communities</em>, ville di lusso, investimenti sicuri, piscine affacciate su colline i cui nomi arabi scompaiono dalle brochure. L’ideologia sionista viene tradotta in <em>marketing lifestyle</em>.</p>



<p>La posizione ufficiale del governo degli Stati Uniti sugli <strong>insediamenti illegali</strong> in Palestina rimane volutamente ambigua. Sebbene molte amministrazioni abbiano criticato l&#8217;espansione dei coloni, al governo israeliano è stata risparmiata qualsiasi azione punitiva, anche la più lieve. Nel 2019, durante la sua prima presidenza, <strong>Donald Trump</strong> ha promosso un salto di complicità, annunciando che Washington non avrebbe più considerato gli insediamenti illegali. Oggi, pur opponendosi formalmente a un’annessione totale della Cisgiordania, continua a garantire massicci <strong>aiuti militari</strong> a Israele.</p>



<p>Difficile immaginare una pratica più in malafede, e più foriera di ulteriore odio, dell’uso delle sinagoghe come <strong>scudo morale</strong> per proteggere la compravendita della Palestina, e del conseguente liquidamento dei legittimi, prevedibili contestatori (molti dei quali ebrei) come una marmaglia di pogromisti. Difficile immaginare un uso più spericolato dell&#8217;<strong>identità religiosa</strong> per pretendere un <em>safe space</em>. Forse solo rimettere in discussione certe dinamiche, a lungo protette da una politica pusillanime, potrà davvero favorire la convivenza.</p>



<p></p>
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		<title>Cosa sappiamo del misterioso drone navale Usa alla deriva dopo una missione nel Mar Nero</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosa-sappiamo-del-misterioso-drone-navale-usa-alla-deriva-dopo-una-missione-nel-mar-nero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 05:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni navali]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="860" height="484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1.jpg 860w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 860px) 100vw, 860px" /></p>
<p> Il ritrovamento di questo drone navale di produzione Usa alla mercé delle onde, apre una serie di interrogativi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="860" height="484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1.jpg 860w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 860px) 100vw, 860px" /></p>
<p>Un veicolo di superficie senza equipaggio, tra i più silenziosi e letali sistemi d’arma che si possano incrociare nel <strong>Mar Nero</strong>, dove Ucraina e Russia si confrontano in una battaglia navale non convenzionale da quattro lunghi anni, è finito fuori rotta ed è stato individuato alla deriva sulle <strong>coste della Turchia</strong>. Potrebbe provenire da una delle aree più sensibili del conflitto ucraino, se solo non fosse un modello americano classificato come AEGIR-W.</p>



<p>Il <a href="https://www.turkiyetoday.com/nation/us-made-aegir-unmanned-surface-vessel-washes-ashore-in-turkiyes-ordu-3216649">ritrovamento di questo drone navale</a>, comparso il 21 marzo alla mercé delle onde, come se il suo pilota da remoto ne avesse completamente perso il controllo, abbandonandolo al destino delle correnti marine, apre una serie di interrogativi che vanno ben oltre la semplice perdita di un <strong>Uncrewed Surface Vessel</strong> (USV), e riguardano le capacità operative, quali attività di sorveglianza o attacco fossero contemplate dalla sua missione e, soprattutto, se la sua presenza, considerata la provenienza accertata, possa influire sul delicato equilibrio strategico nella regione. </p>



<p>Se non fosse salpato dalle coste ucraine, sono solo due le ipotesi: che esso fosse operato dalle coste controllate dai Paesi della Nato: Turchia o Romania. L&#8217;<strong><a href="https://www.hisutton.com/AEGIR-W-USV.html">AEGIR-W</a></strong> è stato visto in azione raramente e, secondo le informazioni disponibili, le autorità turche lo hanno identificato, recuperato e fatto brillare al largo come precauzione, poiché sembrava armato con una carica esplosiva. Per l’analista H.I. Sutton, <strong>la dinamica dell’incidente lascia supporre che fosse operato dall’Ucraina.</strong> Dunque potremmo pensare a un sistema d’arma prestato a Kiev, che abitualmente opera con <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-droni-navali-ucraini-continuano-la-guerra-asimmetrica-nel-mar-nero.html">droni navali indigeni</a> ed è pioniera delle nuove tattiche navali che ne prevedono l’impiego.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Footage of an unmanned boat discovered washed up on a beach in the Unye district of Ordu Province on Turkey&#39;s Black Sea coast. The unmanned naval boat resembles the AEGIR, a naval drone from the American company Sierra Nevada Corporation. <a href="https://t.co/S925bvFllA">pic.twitter.com/S925bvFllA</a></p>&mdash; Blackrussian (@Blackrussiantv) <a href="https://twitter.com/Blackrussiantv/status/2035410604630896870?ref_src=twsrc%5Etfw">March 21, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Intelligence, sorveglianza e ricognizione</h2>



<p>La famiglia di droni AEGIR, progettata per <strong>operazioni stealth</strong> e dotata di scafo <em>wave-piercing</em>, è costruita dalla Sierra Nevada Corporation, che opera nel Regno Unito tramite SNC Mission Systems UK. Il modello AEGIR-W, di medie dimensioni, è stato testato dai Royal Marines a Chivenor, in Devon, durante l’<em>Exercise Trident Sprint</em>, e ciò aprirebbe un altro interrogativo, legato a un potenziale impiego da parte dei commando delle unità d’élite del Regno Unito – <em>Special Boat Service </em>o <em>Royal Marines Commando</em> – che sono stati spesso “accusati” di operare segretamente nel teatro di scontro che non coinvolge la Nato.</p>



<p>Questi USV sono concepiti per missioni di <strong>intelligence, sorveglianza e ricognizione</strong> (ISR), guerra elettronica, operazioni offensive e rifornimento autonomo. <strong>L’AEGIR-W può trasportare un carico utile di 300 kg per circa 500 miglia nautiche,</strong> rendendolo un asset strategico particolarmente efficace nel Mar Nero. E questo è il punto più delicato della faccenda.</p>



<p>Come abbiamo spesso scritto, negli ultimi anni il Mar Nero, e le coste della <strong>penisola di Crimea </strong>in particolare, è diventato uno dei teatri più sensibili dello scontro indiretto tra Nato e Russia. Dall’inizio della guerra in Ucraina, la regione è attraversata da un’<strong>intensa attività di sorveglianza</strong>, con assetti aerei e navali impegnati nel monitoraggio costante delle forze russe e delle rotte strategiche. In questo contesto, l’impiego di droni navali rappresenta una soluzione ideale: silenziosi, discreti, persistenti e difficili da individuare rispetto alle piattaforme tradizionali, <strong>i droni possono compiere le loro missioni ISR senza rischio, </strong>appellandosi, in ultima istanza, alla perdita di controllo sul sistema che poteva essere impiegato per una missione <em>X</em> in uno spazio aereo o un tratto di mare <em>Y,</em> per poi ritrovarsi fuori rotta in un’area <em>Z</em>. Come i droni Gerbera russi che hanno <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-sagoma-di-un-drone-su-un-f-35-olandese-torna-la-tradizione-dei-kill-score-dei-piloti-da-caccia.html">sconfinato in Polonia</a>, ad esempio. Resta quindi da chiarire quale fosse la missione dell’AEGIR-W e se ci troviamo di fronte a un caso paragonabile. È inoltre lecito domandarsi come mai un drone americano recuperato da un partner della Nato sia stato fatto brillare e non sia stato restituito.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Per HI Sutton il veicolo di superficie senza equipaggio  AEGIR-W che è stato ritrovato in <a href="https://twitter.com/hashtag/Turchia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Turchia</a> era &quot;probabilmente carico di esplosivo&quot;, poiché è stato fatto &quot;saltare in aria a scopo precauzionale dalle autorità turche&quot;. Proveniva dall&#39;<a href="https://twitter.com/hashtag/Ucraina?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Ucraina</a>? <a href="https://t.co/xDq9nLznZ1">pic.twitter.com/xDq9nLznZ1</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2039740118664118409?ref_src=twsrc%5Etfw">April 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Le domande dopo il ritrovamento</h2>



<p>Questi sistemi possono essere equipaggiati con sensori elettro-ottici, radar e sistemi per la raccolta di segnali elettronici, rendendoli strumenti preziosi per l’intelligence. Possono mappare i fondali, monitorare i movimenti navali o raccogliere dati sulle emissioni radar e radio delle unità avversarie. <strong>In un’area come il Mar Nero, queste capacità assumono un valore strategico enorme,</strong> soprattutto in relazione alle attività della flotta russa e alla protezione delle infrastrutture critiche.<br><br>Il <a href="https://www.turkiyetoday.com/nation/turkiye-destroys-us-made-aegir-unmanned-vessel-that-washed-ashore-on-black-sea-coast-3216667?s=1">ritrovamento del drone</a> solleva anche il tema della vulnerabilità di questi sistemi. Se da un lato offrono vantaggi evidenti in termini di costo e rischio operativo, dall’altro possono essere più esposti a disturbi elettronici, spoofing o azioni di guerra ibrida. La perdita di controllo di un USV potrebbe essere il risultato di un <strong>guasto tecnico</strong> o di un <em>attacco opaco</em>, e il recupero del mezzo da parte di terzi potrebbe rappresentare un’opportunità per analizzare tecnologie sensibili. Non è la prima volta che droni marittimi o aerei finiscono al centro di <strong>episodi ambigui</strong> in aree contese. Tuttavia, ogni incidente contribuisce a evidenziare quanto la competizione tra grandi potenze si stia spostando sempre più verso sistemi autonomi e semi-autonomi, capaci di operare in <strong>zone grigie</strong>.</p>



<p>Il caso dell’AEGIR-W alla deriva&nbsp;si inserisce proprio in questa dinamica: un <strong>episodio apparentemente marginale</strong> che, in realtà, riflette una trasformazione più profonda del modo in cui le potenze militari raccolgono informazioni e proiettano presenza. In un contesto in cui ogni segnale può essere interpretato come una provocazione o una dimostrazione di forza, anche un singolo drone fuori rotta può diventare un elemento di tensione. Resta, infine, una <strong>domanda aperta</strong>: si è trattato di un semplice incidente o di un test finito male in uno dei teatri più osservati del mondo? Forse non avremo mai una vera tesi, ma solo ipotesi. Il Mar Nero continua a essere un laboratorio operativo dove tecnologia, intelligence e strategia si intrecciano ai margini di un conflitto che si è cristallizzato, ma <strong>minaccia di allargarsi</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sappiamo-del-misterioso-drone-navale-usa-alla-deriva-dopo-una-missione-nel-mar-nero.html">Cosa sappiamo del misterioso drone navale Usa alla deriva dopo una missione nel Mar Nero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il nuovo limbo dei deportati dagli Usa passa per la giungla di Panama</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-nuovo-limbo-dei-deportati-dagli-usa-passa-per-la-giungla-di-panama.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Panama]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="panama" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La grande inversione dei flussi migratori dagli Usa all'America Latina, per evitare deportazioni di massa o la cancellazione dei permessi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-nuovo-limbo-dei-deportati-dagli-usa-passa-per-la-giungla-di-panama.html">Il nuovo limbo dei deportati dagli Usa passa per la giungla di Panama</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="panama" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questi ultimi mesi hanno visto una grande inversione dei flussi migratori nel continente americano. Da Nord a Sud, dagli Stati Uniti all&#8217;America Latina, per evitare <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/usa-lice-arresta-i-giornalisti-che-documentano-le-deportazioni.html">deportazioni di massa</a> o fuggire dalla cancellazione dei permessi di protezione. È <strong>Panama</strong> uno dei Paesi più interessati dal fenomeno, passando dall&#8217;essere semplice luogo di transito verso il sogno finale a un complesso e drammatico nodo di smistamento per chi, forzatamente o per disperazione, sta cercando di tornare indietro.</p>



<p>La regione del <strong>Darién</strong>, una delle giungle più impervie e pericolose al mondo &#8211; un groviglio di vegetazione dove la Panamericana s&#8217;interrompe &#8211; era un tempo porta d&#8217;ingresso per chi puntava agli Usa, mentre oggi è il teatro di una <a href="https://humanrightsfirst.org/library/unlawful-deportations-of-asylum-seekers-to-panama-costa-rica-and-elsewhere-must-stop/">crisi umanitaria</a> speculare, alimentata dalle nuove e restrittive politiche migratorie dell&#8217;amministrazione di <strong>Donald Trump</strong>. Mentre i passaggi verso il confine statunitense sono diminuiti drasticamente, si è consolidato quello che gli analisti chiamano <em>reverse flow,</em> ovvero un flusso di ritorno composto da persone che fuggono dalla cancellazione dei permessi di protezione e dalle deportazioni di massa.</p>



<p>E che ci facevano, qualche mese fa, decine di famiglie iraniane bloccate in un hotel di lusso di <strong>Panama City</strong>? È una delle vicende più emblematiche di questa fase, che riguarda il trasferimento di decine di migranti che pure non sono <em>latinos</em>, ma erano detenuti negli Stati Uniti, verso campi remoti nella giungla panamense; in attesa di essere riammessi nel loro Paese d&#8217;origine o da altre &#8220;terze parti&#8221;, spesso lontane migliaia di chilometri dalla meta ambita o dal posto in cui quei migranti sono nati. </p>



<p>Se i cittadini iraniani sono stati spostati sotto stretta sorveglianza da un centro di <strong>accoglienza improvvisato</strong> alla provincia del <strong>Darién</strong>, in strutture che i testimoni diretti descrivono con termini agghiaccianti, ad altri &#8211; inclusi bambini e anziani infermi &#8211; è toccato ritrovarsi persino in <strong>Africa centrale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I trafficanti sulle rotte marittime</h2>



<p>La situazione degli iraniani era particolarmente delicata per ragioni politiche e religiose. In molti casi si trattava di <strong>cristiani convertiti </strong>che temevano la pena di morte per apostasia in caso di rimpatrio forzato a Teheran. Il tutto in un contesto in cui il regime iraniano, prima ancora che scoppiasse la guerra con gli Stati Uniti e Israele, stava mostrando una postura sempre più aggressiva. Il ritorno forzato, insomma, rappresentava per molti dissidenti una minaccia letale. </p>



<p>Washington ha trovato ostacoli diplomatici nel rimpatriare direttamente i cittadini verso nazioni ostili come l&#8217;Iran (o l&#8217;Afghanistan) e così ha esercitato forti pressioni su <strong>Panama</strong> &#8211; alleato storico e semi-colonia minacciata di essere privata del Canale &#8211; affinché accettasse questi deportati, spesso pure in violazione delle leggi locali che vietano la detenzione prolungata senza ordini del tribunale.</p>



<p>Ma, come dicevamo, <strong>per evitare questi trasferimenti forzati,</strong> migliaia di migranti provenienti da Venezuela, Haiti e Colombia stanno intraprendendo autonomamente il viaggio di ritorno verso Sud. Poiché il passaggio via terra attraverso il <strong>Darién</strong> rimane presidiato e pericoloso, si è sviluppata allora una rotta marittima che parte dai porti della miseranda provincia di <strong>Colón</strong>, come <strong>Miramar</strong> e <strong>Palenque</strong>, per raggiungere la Colombia. Le rotte marittime sono spesso più rischiose di quelle terrestri, perché i migranti vengono stipati su piccole imbarcazioni veloci, chiamate <em>chalupas</em>, gestite dai trafficanti che chiedono cifre comprese tra i 200 e i 300 dollari a persona, con un rischio di naufragio costante.</p>



<p>Nonostante la crisi dei migranti abbia raggiunto il suo culmine nell&#8217;estate 2025, tutt&#8217;oggi in piccoli villaggi di pescatori sul Caribe panamense è possibile incrociare giovani donne colombiane o venezuelane che insieme ai figli piccoli cercano da mesi un passaggio verso casa, dopo che i mariti sono stati arrestati dalle autorità. La mancanza di rifugi formali costringe i migranti a dormire in strutture di fortuna, spesso alla <strong>mercé di gruppi criminali</strong>. In assenza di un supporto internazionale strutturato, sono spesso i residenti locali a farsi carico dell&#8217;assistenza immediata, offrendo pasti caldi o piccoli lavori per permettere ai migranti di raccogliere il denaro necessario a pagare i trafficanti. </p>



<p>Questa nuova geografia delle migrazioni <strong>sta mettendo a dura prova la tenuta dei sistemi sociali dei Paesi di transito</strong>, nel mezzo di una riedizione da parte di Trump della dottrina imperialista del primo Novecento. Senza una strategia di reintegrazione chiara, Paesi come <strong>Panama</strong> e <strong>Colombia</strong> rischiano di diventare luoghi di stallo per migliaia di persone invisibili e senza protezione, rigettate come scarti dal sistema statunitense e usate come bombe politiche per tenere sotto controllo i Paesi dell&#8217;area. Il paradosso del r<em>everse flow</em> è che, mentre il viaggio verso Nord era alimentato dalla speranza di un futuro migliore, quello verso Sud è spesso dettato dal puro istinto di sopravvivenza di fronte a un sistema che ha chiuso ogni porta legale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-nuovo-limbo-dei-deportati-dagli-usa-passa-per-la-giungla-di-panama.html">Il nuovo limbo dei deportati dagli Usa passa per la giungla di Panama</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La guerra alla &#8220;Flotta Fantasma&#8221; continua: anche il Belgio assalta una petroliera, in fiamme una gassiera</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-alla-flotta-fantasma-continua-anche-il-belgio-assalta-una-petroliera-in-fiamme-una-gassiera.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 16:42:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Belgio]]></category>
		<category><![CDATA[flotta ombra]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[petroliere]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-1536x864.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il mondo focalizzava la sua completa attenzione sullo scenario mediorientale, la guerra alla &#8220;Flotta fantasma&#8221; russa, accusata di contrabbandare greggio e gas per aggirare le sanzioni occidentali, prosegue silenziosamente, tra abbordaggi e sabotaggi. Nel Mediterraneo una gassiera partita da Murmansk e diretta a Suez ha preso fuoco dopo quello che è stato considerato come &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-alla-flotta-fantasma-continua-anche-il-belgio-assalta-una-petroliera-in-fiamme-una-gassiera.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-1536x864.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il mondo focalizzava la sua completa attenzione sullo scenario mediorientale, la guerra alla &#8220;<strong>Flotta fantasma</strong>&#8221; russa, accusata di contrabbandare greggio e gas per aggirare le sanzioni occidentali, prosegue silenziosamente, tra abbordaggi e sabotaggi.</p>



<p>Nel Mediterraneo una gassiera partita da Murmansk e diretta a Suez ha preso fuoco dopo quello che è stato considerato come un possibile sabotaggio o attacco ucraino. Secondo le fonti di Mosca, la <strong>Arctic Metagaz</strong>, questo il nome della nave che trasporta gas naturale liquefatto e batteva bandiera russa, &#8220;<em>è stata attaccata dalla costa della Libia da <strong>mezzi ucraini senza equipaggio</strong></em>&#8221; mentre era al largo delle <strong>coste maltesi</strong>. Si ritiene che l&#8217;imbarcazione faccia parte della cosiddetta &#8220;flotta ombra russa&#8221; che trasporta prodotti energetici sanzionati da Stati Uniti ed Europa. La destinazione finale era Port Said, in Egitto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="584" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT-1024x584.jpeg" alt="" class="wp-image-507810" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT-1024x584.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT-300x171.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT-768x438.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT-600x342.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT.jpeg 1166w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La gassiera Artic Metagaz dopo l&#8217;incendio</em></figcaption></figure>



<p>Solo pochi giorni fa, il 28 febbraio, <strong>forze belga </strong>supportate dalla Marina francese avevano abbordato e sequestrato una petroliera associata alla flotta ombra russa in un tratto di mare ai margini della <strong>Zona Economica Esclusiva</strong> belga. La petroliera denominata <strong>Ethera</strong> è diventata obiettivo di un&#8217;operazione classificata come &#8220;Blue Intruder&#8221;, diventando la dodicesima nave da trasporto abbordata dall&#8217;inizio di questa lotta al traffico di greggio lanciata principalmente dagli Stati Uniti, seguiti dalla Francia, e dalla collaborazione di altre forze marittime, come il Regno Unito e ora il Belgio.</p>



<p>All&#8217;abbordaggio della Ehtera hanno preso parte unità appartenenti al <strong>Special Operations Regiment</strong>, SOR, membri del reggimento operazioni speciali belghe che sono addestrati per operazioni VBSS ad alto rischio e si sono calati in corda doppia da un elicottero NH90 della Marine Nationale francese. La procedura è stata analoga a quella eseguita dagli incursori francesi del Commando Hubert, che all&#8217;inizio del 2026 avevano intercettato, e in un caso abbordato, due petroliere sospettate di trasportare petrolio russo soggetto a sanzioni, sempre associate alla &#8220;<em>shadow fleet</em>&#8220;. In quel caso un altro <strong>elicottero</strong> <strong>NH90 Caïman</strong> aveva rilasciato un commando marine francese sul ponte della petroliera Grinch, nel Mare di Alboran, tra lo stretto di Gibilterra e il Mediterraneo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">❗️❗️❗️ We have big news —-👇<br><br>🇫🇷 French Navy helicopters have detained a Russian &quot;shadow fleet&quot; tanker<br><br>🗣️ Emmanuel Macron: &quot;This is a serious blow to the &#39;shadow fleet&#39;: last night, in the North Sea, French Navy helicopters assisted Belgian forces in detaining an oil tanker… <a href="https://t.co/R5ljLI6NYF">pic.twitter.com/R5ljLI6NYF</a></p>&mdash; Visioner (@visionergeo) <a href="https://twitter.com/visionergeo/status/2028069538894356712?ref_src=twsrc%5Etfw">March 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><br>Dal dicembre del 2025 ad oggi, gli<a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/guerra-delle-petroliere-dai-caraibi-mar-nero-2593483.html"> Stati Uniti hanno sequestrato le petroliere</a><em> Centuries</em>, <em>MT Skipper</em>,<a href="https://it.insideover.com/guerra/caccia-alla-petroliera-russa-la-marinera-braccata-dagli-americani.html"> <em>Marinera</em> (ex <em>Bella 1</em>)</a>, <em>Sophia</em>, <em>Olina</em>, operando dal Mar dei Caraibi all&#8217;Atlantico. Almeno tre petroliere sono state intercettate nell&#8217;<strong>Oceano Indiano</strong>, l&#8217;<a href="https://www.reuters.com/world/china/us-forces-seize-third-sanctioned-oil-tanker-pentagon-says-2026-02-24/">ultimo abbordaggio</a>  ha riguardato la nave <em>Bertha</em>, catturata il 24 febbraio.</p>



<p>Il <strong>Pentagono </strong>ha sempre dichiarato che tutte le navi sequestrate erano già &#8220;<em>soggette a sanzioni statunitensi o facevano parte di una &#8220;flotta ombra&#8221; di navi che mascherano le loro origini per trasportare petrolio dai principali produttori sanzionati &#8211; Iran, Russia o Venezuela</em>&#8220;, e che è espresso interesse di Washington quello di non lasciare che le &#8220;<em>acque internazionali siano un rifugio per gli attori sanzionati. Per terra, aria o mare, le nostre forze vi troveranno e faranno giustizia</em>&#8220;. Toni e azioni simili fanno parte del <a href="https://it.insideover.com/difesa/nei-caraibi-entrano-in-azione-i-team-speciali-della-guardia-costiera-usa.html">modus operandi degli Stati Uniti</a>, che stanno riscoprendo la necessità di imporsi agli occhi del mondo come &#8220;<em>sceriffi globali</em>&#8220;; diverso è quando un Paese come il Belgio decide di seguire la linea dell&#8217;abbordaggio, sfoderando i suoi incursori per operazioni che mantengono sempre un determinato livello di criticità. <br><br>Diverso è, come nel caso della <strong>Arctic Metagaz</strong> e di tutte le navi &#8220;sabotate&#8221; e attaccate dall&#8217;Ucraina nel Mediterraneo e nel Mar Nero, tra cui rientrano probabilmente la <em>Sea Jewel</em>, colpita al largo di Savona, la <em>Sea Charm</em>, la <em>Grace Ferrum</em>, la <em>Kairo</em>, la <em>Virat</em> e la <em>Mersin</em>, colpita al largo di Dakar, che sono &#8220;obiettivi ibridi&#8221; di una<strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/raid-ucraino-contro-flotta-ombra-mosca-i-droni-navali-2575629.html"> guerra parallela</a></strong>, combattuta contro l&#8217;avversario russo in una <strong>zona grigia</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">French navy commando: &quot;Look at me, I&#39;m the captain now&quot;<br><br>French Navy during intercept of the Russian shadow fleet &#39;Grinch&#39; oil tanker in the Mediterranean on January 22, 2026. Via <a href="https://twitter.com/EtatMajorFR?ref_src=twsrc%5Etfw">@EtatMajorFR</a> <a href="https://t.co/9g7HCkzgVG">pic.twitter.com/9g7HCkzgVG</a></p>&mdash; Tom Antonov (@Tom_Antonov) <a href="https://twitter.com/Tom_Antonov/status/2014412627049426992?ref_src=twsrc%5Etfw">January 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-alla-flotta-fantasma-continua-anche-il-belgio-assalta-una-petroliera-in-fiamme-una-gassiera.html">La guerra alla &#8220;Flotta Fantasma&#8221; continua: anche il Belgio assalta una petroliera, in fiamme una gassiera</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>InsideWar &#8211; La minaccia dell&#8217;Iran: È massima allerta nel Medio Oriente in attesa di negoziati</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-la-minaccia-delliran-e-massima-allerta-nel-medio-oriente-in-attesa-di-negoziati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 06:06:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-768x413.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-1536x827.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-2048x1103.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo schieramento degli Stati Uniti in Medio Oriente è stato completato. Asset d’attacco e difesa sono stati notati e annotati dagli osservatori internazionali che vengono passo dopo passo alimentati da voci di corridoio, del Pentagono, del governo, degli attaché che lasciano trapelare indiscrezioni non sempre confermate – come l’attacco imminente del 14 gennaio – nei palazzi e nelle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-la-minaccia-delliran-e-massima-allerta-nel-medio-oriente-in-attesa-di-negoziati.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-768x413.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-1536x827.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-2048x1103.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo schieramento degli Stati Uniti in <strong>Medio Oriente</strong> è stato completato. Asset d’attacco e difesa sono stati notati e annotati dagli osservatori internazionali che vengono passo dopo passo alimentati da voci di corridoio, del Pentagono, del governo, degli attaché che lasciano trapelare indiscrezioni non sempre confermate – come l’<a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/lattacco-degli-usa-alliran-imminente-ecco-quali-potrebbero-2595429.html">attacco imminente</a> del 14 gennaio – nei palazzi e nelle ambasciate europee. Ora, però, a quasi trenta giorni dall’inizio delle rivolte popolari in Iran, dove si contano oltre 6.000 morti, gli ayatollah inviano un messaggio all’America di<strong> Donald Trump </strong>e ai suoi alleati regionali: se ci sarà un attacco, la risposta questa volta sarà adeguata e non limitata a un “<em>gesto simbolico</em>“. Per il tenente generale Armagost, vicecomandante dell’<em>Air Force Global Strike Command</em>, infatti, non si possono fare paragoni con l’<strong>operazione</strong> <strong>Midnight Hammer</strong>, che a suo dire è stata un&#8217;azione mirata: “<em>un gioco in un gioco. Non era il gioco scritto in grande</em>“. Questo è dunque valso anche per la “risposta” di Teheran?</p>



<p>In attesa dell&#8217;incontro che si terrà a Istanbul tra il ministro degli Esteri iraniano <strong>Abbas Araghchi</strong> e l’inviato speciale degli Stati Uniti<strong> Steve Witkoff</strong>, unica chance di una de-escalation, la &#8220;<em>risposta militare</em>&#8221; dell&#8217;Iran resta al centro della nostra attenzione, e quindi dell&#8217;articolo dedicato ai nostri abbonati.</p>



<p><em>Le tensioni nel mondo, dopo una lunga fase di distensione, sono sempre più diffuse nelle latitudini e longitudini del globo soggetto al nuovo assetto multipolare. Per navigare in scenari tanto complessi,&nbsp;<strong>InsideWar,</strong>&nbsp;la newsletter che studia i cambiamenti dei conflitti e delle dinamiche militari, vuole offrire i punti di vista frutto delle analisi, la competenza e l’approfondimento di Paolo Mauri, Mauro Indelicato, e dell’autore della pubblicazione odierna. Per riceverla,&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><strong>abbonatevi a InsideOver</strong>&nbsp;</a>e potrete essere informati attentamente sui principali campi di battaglia attuali e potenziali del mondo.</em></p>
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		<title>Cremlino: seguiamo con attenzione piani Usa per Golden Dome in Groenlandia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cremlino-seguiamo-con-attenzione-piani-usa-per-golden-dome-in-groenlandia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 04:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Groenlandia]]></category>
		<category><![CDATA[Missili]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Cremlino ha dichiarato di voler analizzare “attentamente” i piani degli Stati Uniti per il possibile dispiegamento del sistema di difesa missilistica Golden Dome in Groenlandia. Il portavoce russo Dmitry Peskov ha posto i suoi interrogativi rispetto al tipo di minacce che un simile sistema dovrebbe contrastare a ridosso delle latitudini che la Federazione Russa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/cremlino-seguiamo-con-attenzione-piani-usa-per-golden-dome-in-groenlandia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cremlino-seguiamo-con-attenzione-piani-usa-per-golden-dome-in-groenlandia.html">Cremlino: seguiamo con attenzione piani Usa per Golden Dome in Groenlandia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Cremlino</strong> ha dichiarato di voler analizzare “attentamente” i piani degli Stati Uniti per il possibile dispiegamento del sistema di difesa missilistica <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-golden-dome-di-trump-un-super-scudo-tra-costi-stellari-e-minacce-asimmetriche.html">Golden Dome</a> in Groenlandia. Il portavoce russo <strong>Dmitry Peskov</strong> ha posto i suoi interrogativi rispetto al tipo di minacce che un simile sistema dovrebbe contrastare a ridosso delle latitudini che la Federazione Russa – come gli Stati Uniti – considera il suo giardino di casa. Quali sono i veri obiettivi del sistema di <strong>difesa missilistica multistrato</strong> proposto da Washington, che dovrebbe rilevare e distruggere missili balistici, ipersonici e da crociera prima del lancio o durante il volo, e che troverebbe dislocamento anche nell’isola di ghiaccio <a href="https://it.insideover.com/difesa/lespansionismo-di-trump-linvasione-della-groenlandia-e-gli-scenari-fantapolitici.html">desiderata</a> dal Pentagono e, più di tutti, probabilmente da <strong>Donald Trump</strong>.</p>



<p>“<em>Dovremo analizzare i piani degli Stati Uniti per creare il Golden Dome, che tipo di cupola sarà e quali minacce dovrà contrastare. Non ho dubbi che i nostri militari monitoreranno e analizzeranno attentamente questi piani</em>”, ha detto il portavoce del Cremlino, che ha criticato le posizioni assunte dal segretario generale della Nato, Mark Rutte, che ha concordato “<a href="https://www.eunews.it/2026/01/26/rutte-in-difesa-di-trump-totalmente-impegnato-nella-nato-sullartico-ha-ragione/">due linee di lavoro</a>” riguardo alla “responsabilità per la <strong>difesa dell’Artico</strong>” con il presidente degli Stati Uniti e riguardo alla volontà dell’alleanza di “<strong>impedire alla Cina e alla Russia</strong> di <strong>ottenere l’accesso militare</strong> ed economico” in Groenlandia.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Missiles move fast — but America&#39;s Golden Dome will move faster, and we’re ready to power it.<br><br>Discover the future of missile defense in Golden Dome and how we&#39;re leading the way. <a href="https://t.co/xVPTBHHVEN">https://t.co/xVPTBHHVEN</a> <a href="https://t.co/VmDBYjRAC8">pic.twitter.com/VmDBYjRAC8</a></p>&mdash; Northrop Grumman (@northropgrumman) <a href="https://twitter.com/northropgrumman/status/1932880312758947936?ref_src=twsrc%5Etfw">June 11, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Lo schieramento in <strong>Groenlandia</strong> del sistema di difesa di fabbricazione statunitense già noto come Golden Dome, la Cupola d’oro, che dovrà essere in grado di abbattere missili ipersonici, balistici e da crociera avanzati, anche se lanciati dallo spazio, integrando sistemi d’arma che compongono il sistema di difesa multilivello israeliano denominato<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/funziona-iron-dome-sistema-antimissile-israele.html"> Iron Dome </a>– basato sui missili <strong>Arrow</strong>, <strong>David’s Sling</strong> e <strong>Iron Dome</strong> per proteggersi da minacce con capacità di lungo, medio e corto raggio – dovrebbe proteggere l’America, e i suoi sottovalutati alleati, dalla minaccia di “attacchi missilistici stranieri” con l’ausilio di nuovi sistemi d’arma, in via di studio e sviluppo presso aziende del settore come L3Harris Technologies, Lockheed Martin e Rtx (ex Raytheon), collocando armi statunitensi anche nel quarto dominio: lo Spazio.</p>



<p>La combinazione di sistemi prevista dalla Cupola d’oro promette di fermare ogni tipo di minaccia, compresi i temuti missili ipersonici russi e cinesi, in tutte le <strong>principali fasi</strong> di un <strong>potenziale attacco</strong>: “<em>rilevamento, intercettazione nella prima fase di volo, arresto a metà percorso o arresto durante la discesa verso un obiettivo</em>”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Lots of people aren’t thinking of the strategic benefit of the Golden Dome. America basically being immune to ICBMs has a LOT of ramifications for foreign policy<br><br>And if Golden Dome is satellite based, it can also be shared with other US allies. Imagine NATO immune to nukes. <a href="https://t.co/eV1zxdq24M">pic.twitter.com/eV1zxdq24M</a></p>&mdash; Delta9250 (@deltaIV9250) <a href="https://twitter.com/deltaIV9250/status/1990315978769740272?ref_src=twsrc%5Etfw">November 17, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Una postura difensiva che a Mosca viene vista come una semplice mossa per installare sempre più armi, sempre più potenti, a un passo dal territorio della Federazione Russa. Secondo il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo <strong>Dmitry Medvedev</strong> i “segnali positivi” degli Stati Uniti per riprendere il dialogo con la Russia sulla stabilità strategica sono “chiaramente insufficienti”, mentre continuano a moltiplicarsi “esempi negativi” che vedono Washington come responsabile di <strong>azioni destabilizzanti</strong>. Per il Consiglio di Sicurezza russo il progetto americano di difesa antimissile Golden Dome è un piano “estremamente provocatorio”.</p>



<p>L’annuncio della messa a terra dell’intero programma Golden Dome, in mancanza di una risposta positiva alla proposta russa riguardo al periodo successivo alla scadenza dell’<strong>Accordo sul controllo delle armi strategiche</strong>, <a href="https://www.rainews.it/articoli/2026/01/russia-medvedev-progetto-scudo-antimissile-golden-dome-estremamente-provocatorio-lintervista-b9e66f31-aa8a-4054-905d-b556091c2629.html">New Start</a>, che terminerà il 5 febbraio, fa notare inoltre Medvedev, la rende quanto meno avventata, specie se alla retorica statunitense dovrà succedere la retorica russa nei consueti toni da nuova Guerra Fredda che hanno scandito gli ultimi quattro anni di conflitto ai confini dell’Europa.</p>



<p>Attualmente il presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong>, che si è detto pronto a “<em>rispettare per un anno le limitazioni previste dal New Start dopo la scadenza, a condizione che gli Stati Uniti facciano lo stesso</em>”, ha ricevuto il plauso del presidente Donald Trump, che l’ha definita una “<strong>buona idea</strong>”, ma non ha dato seguito formale all’accordo, quantificando invece il costo del progetto Golden Dome in circa 175 miliardi di dollari, per uno schieramento fissato al 2029. </p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti è parte del nostro sforzo quotidiano. Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro, </em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/cremlino-seguiamo-con-attenzione-piani-usa-per-golden-dome-in-groenlandia.html">Cremlino: seguiamo con attenzione piani Usa per Golden Dome in Groenlandia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>La portaerei Uss Abraham Lincoln punta l&#8217;Iran: un&#8217;altra volta</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-uss-abraham-lincoln-punta-liran-unaltra-volta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 05:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei]]></category>
		<category><![CDATA[rivolte]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Teheran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1-768x548.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p> Accompagnata da quattro cacciatorpediniere, la Lincoln sta arrivando nel Golfo Persico. E intanto l'aviazione... </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1-768x548.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Alla fine una <strong>portaerei</strong> degli Stati Uniti stazionerà nel <strong>Golfo Persico</strong>. La Uss Abraham Lincoln, richiamata all&#8217;ordine dal suo pattugliamento nel Mar Cinese Meridionale, area di responsabilità della 7ª Flotta, ha attraversato ieri mattina lo stretto di Malacca e sta puntando verso le coste dell&#8217;Iran, dove il presidente Donald Trump aveva già scelto di <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-schierano-la-portaerei-lincoln-contro-liran.html">schierarla nel 2019</a>, durante la crisi delle petroliere e del libero transito del greggio attraverso lo stretto strategico di Hormuz.</p>



<p>Secondo quanto reso noto, la portaerei e il suo <em>Carrier Strike Group</em>, forte di <strong>quattro cacciatorpediniere lanciamissili guidati </strong>classe Arleigh Burke &#8211; la Uss Spruance, Uss Michael Murphy, Uss Frank E. Petersen Jr. &#8211; e con buone probabilità anche di di un sottomarino d&#8217;attacco che potrebbe attenderla nel <strong>Mar Arabico</strong>, dovrebbero raggiungere la loro posizione nell&#8217;area di responsabilità del Comando Centrale degli Stati Uniti il <strong>25 gennaio</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🧵 2/3<br>Air component surge:<br>•  12x F-15E Strike Eagles (48th FW, RAF Lakenheath) now at Muwaffaq Salti AB, Jordan (+4 KC-135 tankers). Deep-strike capable, ~500 mi from key Iranian targets.<br>•  Additional C-17 Globemaster III heavy-lift flights → Jordan + Diego Garcia for… <a href="https://t.co/pWSvP4SaPu">pic.twitter.com/pWSvP4SaPu</a></p>&mdash; AL Khammas (@ALkhammas2) <a href="https://twitter.com/ALkhammas2/status/2013261634815283673?ref_src=twsrc%5Etfw">January 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Nel frattempo, una transumanza di velivoli dell&#8217;US Air Force sta facendo rotta verso le basi aeree del Medio Oriente. Una squadriglia di <strong>cacciabombardieri</strong> biposto <strong>F-15E Strike Eagle</strong> decollati dalla base di Lakenheath, in Inghilterra, è atterrata direttamente alla base aerea Muwaffaq Salti in <strong>Giordania</strong>, accompagnati da <strong>velivoli da trasporto tattico e strategico</strong> C-17A Globemaster che hanno seguito e sostenuto lo schieramento degli F-15 in Medio Oriente.</p>



<p>Almeno due <strong>aerocisterne KC-135 Stratotanker</strong> hanno iniziato ad attraversare l&#8217;Atlantico, per fare scalo in Europa e proseguire anche loro verso le medesime destinazioni. Oltre alla grande base di Al Udeid in <strong>Qatar</strong>, già evacuata e in preallarme dalla scorsa settimana, gli americani<a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/iran-warns-retaliation-if-trump-strikes-us-withdraws-some-personnel-bases-2026-01-14/"> dovrebbero poter contare</a> su basi aeree e piste in <strong>Kuwait</strong>, <strong>Arabia Saudita</strong> ed <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> e <strong>Oman</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutte le opzioni sul tavolo</h2>



<p>Il fatto che cacciabombardieri come gli F-15 Strike Eagle, veterani delle campagne in Medio Oriente e decisamente versatili per il munizionamento che possono impiegare, e che delle aerocisterne indispensabili per ogni missione aerea stiano &#8220;migrando&#8221; verso la regione per fornire al CENTCOM, il comando militare unificato del Dipartimento della Difesa statunitense responsabile delle operazioni di Medio Oriente, Asia Centrale, Sud Asia e dell&#8217;Africa nordorientale, lascia <strong>ipotizzare</strong> che facciano parte dell&#8217;assetto necessario a colpire nuovamente l&#8217;Iran dopo il raid dello scorso giugno, nel caso di un&#8217;<strong>escalation</strong>. Tutte queste manovre potrebbero essere solamente <strong>un&#8217;azione di pressione su Teheran</strong>, ma l&#8217;accumulo di forze e lo schieramento di determinati asset hanno già mostrato nei Caraibi cosa possono significare.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Advantage through preparation 💪<br>An F-35C Lightning II, attached to Marine Fighter Attack Squadron (VMFA) 314, launches from the flight deck of the Nimitz-class aircraft carrier USS Abraham Lincoln (CVN 72), currently underway in the U.S. 7th Fleet area of operations. <a href="https://t.co/wtgAPCEoX5">pic.twitter.com/wtgAPCEoX5</a></p>&mdash; F-35 Lightning II Joint Program Office (@theF35JPO) <a href="https://twitter.com/theF35JPO/status/2009369522105667671?ref_src=twsrc%5Etfw">January 8, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Funzionari statunitensi continuano a rispondere ai loro interlocutori che &#8220;<em>tutte le opzioni sono ora sul tavolo</em>&#8220;, anche se alcuni analisti e fonti di alto livello <strong>non considerano &#8220;decisiva&#8221;</strong> per un <strong>crollo del regime iraniano </strong>l&#8217;azione militare che gli Stati Uniti potrebbero lanciare a supporto dell&#8217;ondata di proteste che sta travolgendo la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran, e che il regime di Teheran sta reprimendo sanguinosamente. Secondo l&#8217;Ong Human Rights Activists, sarebbero almeno 3.766 i morti durante la rivolta, mentre altre fonti triplicano questi numeri. Il bilancio delle vittime, in ogni caso, supera quello di qualsiasi altra tornata di proteste o disordini in Iran negli ultimi decenni, riportano i tristi numeri di vittime che si registrarono durante la rivoluzione del 1979.</p>



<p>Ad ogni modo, gli Stati Uniti, già impegnati in <strong>Venezuela</strong>, nel braccio di ferro diplomatico con la Nato per la questione <strong>Groenlandia</strong>, e nel lungo supporto logistico all&#8217;<strong>Ucraina</strong>, sembrano decisi a schierare una forza significativa in Medio Oriente affinché un&#8217;ampia gamma di opzioni, qualora il Tycoon decidesse di colpire l&#8217;Iran, sia a disposizione. &#8220;<em>La verità è che nessuno sa cosa farà il Presidente Trump rispetto all&#8217;Iran oltre al Presidente stesso</em>&#8220;, ha detto ad<strong> Axios</strong> il portavoce della Casa Bianca <strong>Karoline Leavitt</strong>. </p>



<p>Mercoledì scorso, 14 gennaio, un&#8217;<strong>operazione militare americana</strong> era stata <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/lattacco-degli-usa-alliran-imminente-ecco-quali-potrebbero-2595429.html">riportata come imminente </a>da diverse accreditate, ma secondo alcune indiscrezione non confermate, Trump sarebbe stato &#8220;<em>convinto a cancellare un attacco all&#8217;Iran</em>&#8221; in parte a causa della &#8220;<em>limitata capacità operativa degli Stati Uniti nella regione</em>&#8220;, e in parte perché <strong>Stati arabi</strong> avrebbero informato gli Stati Uniti che &#8220;<em><strong>non avrebbero permesso</strong> agli aerei americani di decollare dal loro territorio per colpire l&#8217;Iran</em>&#8220;.</p>



<p>Con lo schieramento della portaerei&nbsp;Uss Abraham Lincoln, che&nbsp;trasporta con sé&nbsp;la sua <strong>forza aerea imbarcata</strong> di&nbsp;circa&nbsp;90 velivoli, tra caccia multiruolo F-35C e F/A-18 Hornet e Super Hornet, insieme agli aerei per la guerra elettronica E/A-18 Growler e&nbsp;ai velivoli AWACS&nbsp;imbarcati E-2 Hawkeye, e alla potenza di fuoco garantita dalle unità di superficie che la scortano, regolarmente armate con missili da crociera Tomahawk, le l<strong>imitazioni della capacità operativa</strong> nella&nbsp;regione <strong>decadranno</strong> e rimarrà solo la prospettiva di raid dimostrativi, ma non&nbsp;essenzialmente&nbsp;strategici, a fronte di una<strong>&nbsp;possibile</strong> rappresaglia missilistica del regime di Teheran, che non vorrà certo perdere la faccia. Ancora una volta.</p>



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