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	<title>Stati Uniti Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sun, 10 May 2026 05:15:17 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Stati Uniti Archives - InsideOver</title>
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		<title>New York, quando in sinagoga vanno all&#8217;asta le terre dei palestinesi </title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/new-york-quando-in-sinagoga-vanno-allasta-le-terre-dei-palestinesi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 05:15:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Palestina" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Proteste a New York per l'ennesimo utilizzo di una sinagoga per mettere all'asta appezzamenti di terra nelle colonie in Cisgiordania.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/new-york-quando-in-sinagoga-vanno-allasta-le-terre-dei-palestinesi.html">New York, quando in sinagoga vanno all&#8217;asta le terre dei palestinesi </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Palestina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/palestina-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una «organizzazione benefica ebraica» a <a href="https://it.insideover.com/persone/zohran-mamdani" type="link" id="https://it.insideover.com/persone/zohran-mamdani">New York</a> qualche giorno fa è <strong>stata</strong> presa di mira da «manifestanti musulmani» con l&#8217;accusa di essere protagonista di una non meglio precisata «vendita di terreni». Così l&#8217;ex direttore di Repubblica, <strong>Maurizio Molinari</strong>, sempre più calato nel ruolo di difensore d&#8217;ufficio di Israele, <a href="http://facebook.com/reel/1660787108583933" type="link" id="http://facebook.com/reel/1660787108583933">ha definito</a> l&#8217;ennesimo utilizzo di una sinagoga per mettere all&#8217;asta appezzamenti di terra a disposizione di colonie in Cisgiordania, e cioè illegali per il diritto internazionale: un uso improprio di uno spazio religioso secondo i contestatori (subito liquidati dalla stampa ebraica conservatrice e dagli alleati di <strong>Netanyahu</strong> come jihadisti o poco ci manca). E anche secondo <strong>Zohran Mamdani</strong>, neoeletto sindaco della Grande Mela, che dopo avercela messa tutta in questi mesi a mostrarsi come moderato non ha potuto fare a meno di difendere il diritto dei manifestanti a protestare.</p>



<p>La contestazione davanti alla sinagoga di <strong>Park East</strong>, nell&#8217;<strong>Upper East Side</strong> di Manhattan, si inserisce in un triste trend che va avanti da anni e che ha creato tensioni simili: l&#8217;evento preso di mira si chiama <em>Great Israeli Real Estate Event</em>, viene organizzato regolarmente negli Stati Uniti e in Canada con l’obiettivo di attirare acquirenti stranieri interessati a trasferirsi in Israele. La questione problematica è che molte delle proprietà pubblicizzate <strong>comprendono</strong> lotti di terra situati in insediamenti come <strong>Gush Etzion</strong>, <strong>Kfar Eldad</strong> e <strong>Karnei Shomron</strong>. Ossia costruiti su <strong>territori occupati militarmente</strong>: cosa che non sembra preoccupare né un segmento importante della leadership ebraica statunitense, né la politica che lo difende. Ma a protestare tra i circa cento attivisti pro-Palestina (la seconda <strong>manifestazione</strong> di questo tipo negli ultimi sei mesi, e che ha portato a diversi momenti di tensione e scontri con la polizia) c&#8217;erano anche <strong>attivisti ebrei</strong>.</p>



<p>E sono proprio loro a ricordare l&#8217;ovvio: la scelta della sinagoga per queste <strong>pratiche immobiliari</strong> non è casuale. Serve a sfruttare uno spazio che grazie al suo status si ammanta di uno <strong>scudo di intoccabilità</strong>. Fare casino davanti a una sinagoga vuol dire esporsi all&#8217;accusa più scontata di <strong>antisemitismo aggressivo</strong> e di importazione dell&#8217;Intifada globale, <em>from the river to the sea</em>, magari per conto di <strong>Hamas</strong>: accusa puntualmente formulata dalla politica dominante, incluso l&#8217;establishment democratico. Le associazioni che hanno organizzato la protesta, tra cui <strong>Jewish Voice for Peace</strong>, sostengono che la scelta di ospitare tali vendite all’interno di luoghi di culto sia una <strong>strategia deliberata</strong> per far apparire le critiche politiche come attacchi religiosi. Dall&#8217;altra parte, alcuni legislatori locali e rappresentanti della comunità ebraica hanno criticato duramente il presidio, definendolo un tentativo di intimidire i cittadini ebrei di New York.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le sinagoghe come agenzie immobiliari</h2>



<p><strong>Mamdani</strong>, che pure ha promosso nuove norme che prevedono zone cuscinetto e restrizioni specifiche per le manifestazioni che si svolgono in prossimità di istituzioni religiose (necessità partorita da eventi del genere), ha condannato l&#8217;iniziativa senza mezzi termini. Un portavoce dell’amministrazione comunale ha spiegato che la commercializzazione di questi terreni è profondamente legata all&#8217;<strong>espulsione della popolazione palestinese</strong>. Anche diverse organizzazioni per i diritti civili, come l’<strong>American Arab Anti-Discrimination Committee</strong>, hanno presentato esposti formali sostenendo che queste fiere immobiliari violino le leggi statunitensi contro la <strong>discriminazione</strong>, poiché l&#8217;accesso agli eventi e la vendita delle case sarebbero preclusi ai non ebrei. Questi eventi puntano ad aumentare il numero di <strong>coloni</strong> di provenienza statunitense in Cisgiordania, circondando al tempo stesso la transazione con l’intimità e la legittimità dello spazio comunitario.</p>



<p>Ciò che rende inquietanti queste fiere immobiliari non è soltanto ciò che vendono, ma l’<strong>infrastruttura simbolica</strong> che rende possibile la vendita. Nelle sinagoghe nordamericane (spazi storicamente associati alla diaspora) le società immobiliari israeliane legate al movimento dei coloni, come <strong>Amana</strong> o <strong>Tivuch Shelly</strong>, organizzano eventi promozionali calibrando il linguaggio con attenzione: non si parla mai di colonie, bensì di <em>English-speaking neighborhoods</em> perfetti per realizzare un <em>Zionist dream</em>. I territori occupati vengono ripacchettizzati attraverso i codici estetici della classe media nordamericana: <em>gated communities</em>, ville di lusso, investimenti sicuri, piscine affacciate su colline i cui nomi arabi scompaiono dalle brochure. L’ideologia sionista viene tradotta in <em>marketing lifestyle</em>.</p>



<p>La posizione ufficiale del governo degli Stati Uniti sugli <strong>insediamenti illegali</strong> in Palestina rimane volutamente ambigua. Sebbene molte amministrazioni abbiano criticato l&#8217;espansione dei coloni, al governo israeliano è stata risparmiata qualsiasi azione punitiva, anche la più lieve. Nel 2019, durante la sua prima presidenza, <strong>Donald Trump</strong> ha promosso un salto di complicità, annunciando che Washington non avrebbe più considerato gli insediamenti illegali. Oggi, pur opponendosi formalmente a un’annessione totale della Cisgiordania, continua a garantire massicci <strong>aiuti militari</strong> a Israele.</p>



<p>Difficile immaginare una pratica più in malafede, e più foriera di ulteriore odio, dell’uso delle sinagoghe come <strong>scudo morale</strong> per proteggere la compravendita della Palestina, e del conseguente liquidamento dei legittimi, prevedibili contestatori (molti dei quali ebrei) come una marmaglia di pogromisti. Difficile immaginare un uso più spericolato dell&#8217;<strong>identità religiosa</strong> per pretendere un <em>safe space</em>. Forse solo rimettere in discussione certe dinamiche, a lungo protette da una politica pusillanime, potrà davvero favorire la convivenza.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/new-york-quando-in-sinagoga-vanno-allasta-le-terre-dei-palestinesi.html">New York, quando in sinagoga vanno all&#8217;asta le terre dei palestinesi </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Cosa sappiamo del misterioso drone navale Usa alla deriva dopo una missione nel Mar Nero</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/cosa-sappiamo-del-misterioso-drone-navale-usa-alla-deriva-dopo-una-missione-nel-mar-nero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2026 05:01:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[droni navali]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="860" height="484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1.jpg 860w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 860px) 100vw, 860px" /></p>
<p> Il ritrovamento di questo drone navale di produzione Usa alla mercé delle onde, apre una serie di interrogativi.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="860" height="484" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1.jpg 860w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/Sea-Drone-Black-Sea-2-860x484-1-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 860px) 100vw, 860px" /></p>
<p>Un veicolo di superficie senza equipaggio, tra i più silenziosi e letali sistemi d’arma che si possano incrociare nel <strong>Mar Nero</strong>, dove Ucraina e Russia si confrontano in una battaglia navale non convenzionale da quattro lunghi anni, è finito fuori rotta ed è stato individuato alla deriva sulle <strong>coste della Turchia</strong>. Potrebbe provenire da una delle aree più sensibili del conflitto ucraino, se solo non fosse un modello americano classificato come AEGIR-W.</p>



<p>Il <a href="https://www.turkiyetoday.com/nation/us-made-aegir-unmanned-surface-vessel-washes-ashore-in-turkiyes-ordu-3216649">ritrovamento di questo drone navale</a>, comparso il 21 marzo alla mercé delle onde, come se il suo pilota da remoto ne avesse completamente perso il controllo, abbandonandolo al destino delle correnti marine, apre una serie di interrogativi che vanno ben oltre la semplice perdita di un <strong>Uncrewed Surface Vessel</strong> (USV), e riguardano le capacità operative, quali attività di sorveglianza o attacco fossero contemplate dalla sua missione e, soprattutto, se la sua presenza, considerata la provenienza accertata, possa influire sul delicato equilibrio strategico nella regione. </p>



<p>Se non fosse salpato dalle coste ucraine, sono solo due le ipotesi: che esso fosse operato dalle coste controllate dai Paesi della Nato: Turchia o Romania. L&#8217;<strong><a href="https://www.hisutton.com/AEGIR-W-USV.html">AEGIR-W</a></strong> è stato visto in azione raramente e, secondo le informazioni disponibili, le autorità turche lo hanno identificato, recuperato e fatto brillare al largo come precauzione, poiché sembrava armato con una carica esplosiva. Per l’analista H.I. Sutton, <strong>la dinamica dell’incidente lascia supporre che fosse operato dall’Ucraina.</strong> Dunque potremmo pensare a un sistema d’arma prestato a Kiev, che abitualmente opera con <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-droni-navali-ucraini-continuano-la-guerra-asimmetrica-nel-mar-nero.html">droni navali indigeni</a> ed è pioniera delle nuove tattiche navali che ne prevedono l’impiego.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Footage of an unmanned boat discovered washed up on a beach in the Unye district of Ordu Province on Turkey&#39;s Black Sea coast. The unmanned naval boat resembles the AEGIR, a naval drone from the American company Sierra Nevada Corporation. <a href="https://t.co/S925bvFllA">pic.twitter.com/S925bvFllA</a></p>&mdash; Blackrussian (@Blackrussiantv) <a href="https://twitter.com/Blackrussiantv/status/2035410604630896870?ref_src=twsrc%5Etfw">March 21, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Intelligence, sorveglianza e ricognizione</h2>



<p>La famiglia di droni AEGIR, progettata per <strong>operazioni stealth</strong> e dotata di scafo <em>wave-piercing</em>, è costruita dalla Sierra Nevada Corporation, che opera nel Regno Unito tramite SNC Mission Systems UK. Il modello AEGIR-W, di medie dimensioni, è stato testato dai Royal Marines a Chivenor, in Devon, durante l’<em>Exercise Trident Sprint</em>, e ciò aprirebbe un altro interrogativo, legato a un potenziale impiego da parte dei commando delle unità d’élite del Regno Unito – <em>Special Boat Service </em>o <em>Royal Marines Commando</em> – che sono stati spesso “accusati” di operare segretamente nel teatro di scontro che non coinvolge la Nato.</p>



<p>Questi USV sono concepiti per missioni di <strong>intelligence, sorveglianza e ricognizione</strong> (ISR), guerra elettronica, operazioni offensive e rifornimento autonomo. <strong>L’AEGIR-W può trasportare un carico utile di 300 kg per circa 500 miglia nautiche,</strong> rendendolo un asset strategico particolarmente efficace nel Mar Nero. E questo è il punto più delicato della faccenda.</p>



<p>Come abbiamo spesso scritto, negli ultimi anni il Mar Nero, e le coste della <strong>penisola di Crimea </strong>in particolare, è diventato uno dei teatri più sensibili dello scontro indiretto tra Nato e Russia. Dall’inizio della guerra in Ucraina, la regione è attraversata da un’<strong>intensa attività di sorveglianza</strong>, con assetti aerei e navali impegnati nel monitoraggio costante delle forze russe e delle rotte strategiche. In questo contesto, l’impiego di droni navali rappresenta una soluzione ideale: silenziosi, discreti, persistenti e difficili da individuare rispetto alle piattaforme tradizionali, <strong>i droni possono compiere le loro missioni ISR senza rischio, </strong>appellandosi, in ultima istanza, alla perdita di controllo sul sistema che poteva essere impiegato per una missione <em>X</em> in uno spazio aereo o un tratto di mare <em>Y,</em> per poi ritrovarsi fuori rotta in un’area <em>Z</em>. Come i droni Gerbera russi che hanno <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-sagoma-di-un-drone-su-un-f-35-olandese-torna-la-tradizione-dei-kill-score-dei-piloti-da-caccia.html">sconfinato in Polonia</a>, ad esempio. Resta quindi da chiarire quale fosse la missione dell’AEGIR-W e se ci troviamo di fronte a un caso paragonabile. È inoltre lecito domandarsi come mai un drone americano recuperato da un partner della Nato sia stato fatto brillare e non sia stato restituito.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="it" dir="ltr">Per HI Sutton il veicolo di superficie senza equipaggio  AEGIR-W che è stato ritrovato in <a href="https://twitter.com/hashtag/Turchia?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Turchia</a> era &quot;probabilmente carico di esplosivo&quot;, poiché è stato fatto &quot;saltare in aria a scopo precauzionale dalle autorità turche&quot;. Proveniva dall&#39;<a href="https://twitter.com/hashtag/Ucraina?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Ucraina</a>? <a href="https://t.co/xDq9nLznZ1">pic.twitter.com/xDq9nLznZ1</a></p>&mdash; Davide B. (@DBinTweet) <a href="https://twitter.com/DBinTweet/status/2039740118664118409?ref_src=twsrc%5Etfw">April 2, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le domande dopo il ritrovamento</h2>



<p>Questi sistemi possono essere equipaggiati con sensori elettro-ottici, radar e sistemi per la raccolta di segnali elettronici, rendendoli strumenti preziosi per l’intelligence. Possono mappare i fondali, monitorare i movimenti navali o raccogliere dati sulle emissioni radar e radio delle unità avversarie. <strong>In un’area come il Mar Nero, queste capacità assumono un valore strategico enorme,</strong> soprattutto in relazione alle attività della flotta russa e alla protezione delle infrastrutture critiche.<br><br>Il <a href="https://www.turkiyetoday.com/nation/turkiye-destroys-us-made-aegir-unmanned-vessel-that-washed-ashore-on-black-sea-coast-3216667?s=1">ritrovamento del drone</a> solleva anche il tema della vulnerabilità di questi sistemi. Se da un lato offrono vantaggi evidenti in termini di costo e rischio operativo, dall’altro possono essere più esposti a disturbi elettronici, spoofing o azioni di guerra ibrida. La perdita di controllo di un USV potrebbe essere il risultato di un <strong>guasto tecnico</strong> o di un <em>attacco opaco</em>, e il recupero del mezzo da parte di terzi potrebbe rappresentare un’opportunità per analizzare tecnologie sensibili. Non è la prima volta che droni marittimi o aerei finiscono al centro di <strong>episodi ambigui</strong> in aree contese. Tuttavia, ogni incidente contribuisce a evidenziare quanto la competizione tra grandi potenze si stia spostando sempre più verso sistemi autonomi e semi-autonomi, capaci di operare in <strong>zone grigie</strong>.</p>



<p>Il caso dell’AEGIR-W alla deriva&nbsp;si inserisce proprio in questa dinamica: un <strong>episodio apparentemente marginale</strong> che, in realtà, riflette una trasformazione più profonda del modo in cui le potenze militari raccolgono informazioni e proiettano presenza. In un contesto in cui ogni segnale può essere interpretato come una provocazione o una dimostrazione di forza, anche un singolo drone fuori rotta può diventare un elemento di tensione. Resta, infine, una <strong>domanda aperta</strong>: si è trattato di un semplice incidente o di un test finito male in uno dei teatri più osservati del mondo? Forse non avremo mai una vera tesi, ma solo ipotesi. Il Mar Nero continua a essere un laboratorio operativo dove tecnologia, intelligence e strategia si intrecciano ai margini di un conflitto che si è cristallizzato, ma <strong>minaccia di allargarsi</strong>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/cosa-sappiamo-del-misterioso-drone-navale-usa-alla-deriva-dopo-una-missione-nel-mar-nero.html">Cosa sappiamo del misterioso drone navale Usa alla deriva dopo una missione nel Mar Nero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il nuovo limbo dei deportati dagli Usa passa per la giungla di Panama</title>
		<link>https://it.insideover.com/societa/il-nuovo-limbo-dei-deportati-dagli-usa-passa-per-la-giungla-di-panama.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2026 10:46:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Panama]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="panama" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/panama-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La grande inversione dei flussi migratori dagli Usa all'America Latina, per evitare deportazioni di massa o la cancellazione dei permessi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-nuovo-limbo-dei-deportati-dagli-usa-passa-per-la-giungla-di-panama.html">Il nuovo limbo dei deportati dagli Usa passa per la giungla di Panama</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Questi ultimi mesi hanno visto una grande inversione dei flussi migratori nel continente americano. Da Nord a Sud, dagli Stati Uniti all&#8217;America Latina, per evitare <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/usa-lice-arresta-i-giornalisti-che-documentano-le-deportazioni.html">deportazioni di massa</a> o fuggire dalla cancellazione dei permessi di protezione. È <strong>Panama</strong> uno dei Paesi più interessati dal fenomeno, passando dall&#8217;essere semplice luogo di transito verso il sogno finale a un complesso e drammatico nodo di smistamento per chi, forzatamente o per disperazione, sta cercando di tornare indietro.</p>



<p>La regione del <strong>Darién</strong>, una delle giungle più impervie e pericolose al mondo &#8211; un groviglio di vegetazione dove la Panamericana s&#8217;interrompe &#8211; era un tempo porta d&#8217;ingresso per chi puntava agli Usa, mentre oggi è il teatro di una <a href="https://humanrightsfirst.org/library/unlawful-deportations-of-asylum-seekers-to-panama-costa-rica-and-elsewhere-must-stop/">crisi umanitaria</a> speculare, alimentata dalle nuove e restrittive politiche migratorie dell&#8217;amministrazione di <strong>Donald Trump</strong>. Mentre i passaggi verso il confine statunitense sono diminuiti drasticamente, si è consolidato quello che gli analisti chiamano <em>reverse flow,</em> ovvero un flusso di ritorno composto da persone che fuggono dalla cancellazione dei permessi di protezione e dalle deportazioni di massa.</p>



<p>E che ci facevano, qualche mese fa, decine di famiglie iraniane bloccate in un hotel di lusso di <strong>Panama City</strong>? È una delle vicende più emblematiche di questa fase, che riguarda il trasferimento di decine di migranti che pure non sono <em>latinos</em>, ma erano detenuti negli Stati Uniti, verso campi remoti nella giungla panamense; in attesa di essere riammessi nel loro Paese d&#8217;origine o da altre &#8220;terze parti&#8221;, spesso lontane migliaia di chilometri dalla meta ambita o dal posto in cui quei migranti sono nati. </p>



<p>Se i cittadini iraniani sono stati spostati sotto stretta sorveglianza da un centro di <strong>accoglienza improvvisato</strong> alla provincia del <strong>Darién</strong>, in strutture che i testimoni diretti descrivono con termini agghiaccianti, ad altri &#8211; inclusi bambini e anziani infermi &#8211; è toccato ritrovarsi persino in <strong>Africa centrale</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I trafficanti sulle rotte marittime</h2>



<p>La situazione degli iraniani era particolarmente delicata per ragioni politiche e religiose. In molti casi si trattava di <strong>cristiani convertiti </strong>che temevano la pena di morte per apostasia in caso di rimpatrio forzato a Teheran. Il tutto in un contesto in cui il regime iraniano, prima ancora che scoppiasse la guerra con gli Stati Uniti e Israele, stava mostrando una postura sempre più aggressiva. Il ritorno forzato, insomma, rappresentava per molti dissidenti una minaccia letale. </p>



<p>Washington ha trovato ostacoli diplomatici nel rimpatriare direttamente i cittadini verso nazioni ostili come l&#8217;Iran (o l&#8217;Afghanistan) e così ha esercitato forti pressioni su <strong>Panama</strong> &#8211; alleato storico e semi-colonia minacciata di essere privata del Canale &#8211; affinché accettasse questi deportati, spesso pure in violazione delle leggi locali che vietano la detenzione prolungata senza ordini del tribunale.</p>



<p>Ma, come dicevamo, <strong>per evitare questi trasferimenti forzati,</strong> migliaia di migranti provenienti da Venezuela, Haiti e Colombia stanno intraprendendo autonomamente il viaggio di ritorno verso Sud. Poiché il passaggio via terra attraverso il <strong>Darién</strong> rimane presidiato e pericoloso, si è sviluppata allora una rotta marittima che parte dai porti della miseranda provincia di <strong>Colón</strong>, come <strong>Miramar</strong> e <strong>Palenque</strong>, per raggiungere la Colombia. Le rotte marittime sono spesso più rischiose di quelle terrestri, perché i migranti vengono stipati su piccole imbarcazioni veloci, chiamate <em>chalupas</em>, gestite dai trafficanti che chiedono cifre comprese tra i 200 e i 300 dollari a persona, con un rischio di naufragio costante.</p>



<p>Nonostante la crisi dei migranti abbia raggiunto il suo culmine nell&#8217;estate 2025, tutt&#8217;oggi in piccoli villaggi di pescatori sul Caribe panamense è possibile incrociare giovani donne colombiane o venezuelane che insieme ai figli piccoli cercano da mesi un passaggio verso casa, dopo che i mariti sono stati arrestati dalle autorità. La mancanza di rifugi formali costringe i migranti a dormire in strutture di fortuna, spesso alla <strong>mercé di gruppi criminali</strong>. In assenza di un supporto internazionale strutturato, sono spesso i residenti locali a farsi carico dell&#8217;assistenza immediata, offrendo pasti caldi o piccoli lavori per permettere ai migranti di raccogliere il denaro necessario a pagare i trafficanti. </p>



<p>Questa nuova geografia delle migrazioni <strong>sta mettendo a dura prova la tenuta dei sistemi sociali dei Paesi di transito</strong>, nel mezzo di una riedizione da parte di Trump della dottrina imperialista del primo Novecento. Senza una strategia di reintegrazione chiara, Paesi come <strong>Panama</strong> e <strong>Colombia</strong> rischiano di diventare luoghi di stallo per migliaia di persone invisibili e senza protezione, rigettate come scarti dal sistema statunitense e usate come bombe politiche per tenere sotto controllo i Paesi dell&#8217;area. Il paradosso del r<em>everse flow</em> è che, mentre il viaggio verso Nord era alimentato dalla speranza di un futuro migliore, quello verso Sud è spesso dettato dal puro istinto di sopravvivenza di fronte a un sistema che ha chiuso ogni porta legale.</p>
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		<title>La guerra alla &#8220;Flotta Fantasma&#8221; continua: anche il Belgio assalta una petroliera, in fiamme una gassiera</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-alla-flotta-fantasma-continua-anche-il-belgio-assalta-una-petroliera-in-fiamme-una-gassiera.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 16:42:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Belgio]]></category>
		<category><![CDATA[flotta ombra]]></category>
		<category><![CDATA[Francia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra ibrida]]></category>
		<category><![CDATA[petroliere]]></category>
		<category><![CDATA[Sanzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg.webp 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-300x169.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-1024x576.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-768x432.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-1536x864.webp 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-334x188.webp 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/fast_rope_vbss-2.jpg-600x338.webp 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mentre il mondo focalizzava la sua completa attenzione sullo scenario mediorientale, la guerra alla &#8220;Flotta fantasma&#8221; russa, accusata di contrabbandare greggio e gas per aggirare le sanzioni occidentali, prosegue silenziosamente, tra abbordaggi e sabotaggi. Nel Mediterraneo una gassiera partita da Murmansk e diretta a Suez ha preso fuoco dopo quello che è stato considerato come &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-alla-flotta-fantasma-continua-anche-il-belgio-assalta-una-petroliera-in-fiamme-una-gassiera.html">[...]</a></p>
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<p>Mentre il mondo focalizzava la sua completa attenzione sullo scenario mediorientale, la guerra alla &#8220;<strong>Flotta fantasma</strong>&#8221; russa, accusata di contrabbandare greggio e gas per aggirare le sanzioni occidentali, prosegue silenziosamente, tra abbordaggi e sabotaggi.</p>



<p>Nel Mediterraneo una gassiera partita da Murmansk e diretta a Suez ha preso fuoco dopo quello che è stato considerato come un possibile sabotaggio o attacco ucraino. Secondo le fonti di Mosca, la <strong>Arctic Metagaz</strong>, questo il nome della nave che trasporta gas naturale liquefatto e batteva bandiera russa, &#8220;<em>è stata attaccata dalla costa della Libia da <strong>mezzi ucraini senza equipaggio</strong></em>&#8221; mentre era al largo delle <strong>coste maltesi</strong>. Si ritiene che l&#8217;imbarcazione faccia parte della cosiddetta &#8220;flotta ombra russa&#8221; che trasporta prodotti energetici sanzionati da Stati Uniti ed Europa. La destinazione finale era Port Said, in Egitto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="584" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT-1024x584.jpeg" alt="" class="wp-image-507810" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT-1024x584.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT-300x171.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT-768x438.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT-600x342.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/HCkrScbawAYS5qT.jpeg 1166w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La gassiera Artic Metagaz dopo l&#8217;incendio</em></figcaption></figure>



<p>Solo pochi giorni fa, il 28 febbraio, <strong>forze belga </strong>supportate dalla Marina francese avevano abbordato e sequestrato una petroliera associata alla flotta ombra russa in un tratto di mare ai margini della <strong>Zona Economica Esclusiva</strong> belga. La petroliera denominata <strong>Ethera</strong> è diventata obiettivo di un&#8217;operazione classificata come &#8220;Blue Intruder&#8221;, diventando la dodicesima nave da trasporto abbordata dall&#8217;inizio di questa lotta al traffico di greggio lanciata principalmente dagli Stati Uniti, seguiti dalla Francia, e dalla collaborazione di altre forze marittime, come il Regno Unito e ora il Belgio.</p>



<p>All&#8217;abbordaggio della Ehtera hanno preso parte unità appartenenti al <strong>Special Operations Regiment</strong>, SOR, membri del reggimento operazioni speciali belghe che sono addestrati per operazioni VBSS ad alto rischio e si sono calati in corda doppia da un elicottero NH90 della Marine Nationale francese. La procedura è stata analoga a quella eseguita dagli incursori francesi del Commando Hubert, che all&#8217;inizio del 2026 avevano intercettato, e in un caso abbordato, due petroliere sospettate di trasportare petrolio russo soggetto a sanzioni, sempre associate alla &#8220;<em>shadow fleet</em>&#8220;. In quel caso un altro <strong>elicottero</strong> <strong>NH90 Caïman</strong> aveva rilasciato un commando marine francese sul ponte della petroliera Grinch, nel Mare di Alboran, tra lo stretto di Gibilterra e il Mediterraneo.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">❗️❗️❗️ We have big news —-👇<br><br>🇫🇷 French Navy helicopters have detained a Russian &quot;shadow fleet&quot; tanker<br><br>🗣️ Emmanuel Macron: &quot;This is a serious blow to the &#39;shadow fleet&#39;: last night, in the North Sea, French Navy helicopters assisted Belgian forces in detaining an oil tanker… <a href="https://t.co/R5ljLI6NYF">pic.twitter.com/R5ljLI6NYF</a></p>&mdash; Visioner (@visionergeo) <a href="https://twitter.com/visionergeo/status/2028069538894356712?ref_src=twsrc%5Etfw">March 1, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p><br>Dal dicembre del 2025 ad oggi, gli<a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/guerra-delle-petroliere-dai-caraibi-mar-nero-2593483.html"> Stati Uniti hanno sequestrato le petroliere</a><em> Centuries</em>, <em>MT Skipper</em>,<a href="https://it.insideover.com/guerra/caccia-alla-petroliera-russa-la-marinera-braccata-dagli-americani.html"> <em>Marinera</em> (ex <em>Bella 1</em>)</a>, <em>Sophia</em>, <em>Olina</em>, operando dal Mar dei Caraibi all&#8217;Atlantico. Almeno tre petroliere sono state intercettate nell&#8217;<strong>Oceano Indiano</strong>, l&#8217;<a href="https://www.reuters.com/world/china/us-forces-seize-third-sanctioned-oil-tanker-pentagon-says-2026-02-24/">ultimo abbordaggio</a>  ha riguardato la nave <em>Bertha</em>, catturata il 24 febbraio.</p>



<p>Il <strong>Pentagono </strong>ha sempre dichiarato che tutte le navi sequestrate erano già &#8220;<em>soggette a sanzioni statunitensi o facevano parte di una &#8220;flotta ombra&#8221; di navi che mascherano le loro origini per trasportare petrolio dai principali produttori sanzionati &#8211; Iran, Russia o Venezuela</em>&#8220;, e che è espresso interesse di Washington quello di non lasciare che le &#8220;<em>acque internazionali siano un rifugio per gli attori sanzionati. Per terra, aria o mare, le nostre forze vi troveranno e faranno giustizia</em>&#8220;. Toni e azioni simili fanno parte del <a href="https://it.insideover.com/difesa/nei-caraibi-entrano-in-azione-i-team-speciali-della-guardia-costiera-usa.html">modus operandi degli Stati Uniti</a>, che stanno riscoprendo la necessità di imporsi agli occhi del mondo come &#8220;<em>sceriffi globali</em>&#8220;; diverso è quando un Paese come il Belgio decide di seguire la linea dell&#8217;abbordaggio, sfoderando i suoi incursori per operazioni che mantengono sempre un determinato livello di criticità. <br><br>Diverso è, come nel caso della <strong>Arctic Metagaz</strong> e di tutte le navi &#8220;sabotate&#8221; e attaccate dall&#8217;Ucraina nel Mediterraneo e nel Mar Nero, tra cui rientrano probabilmente la <em>Sea Jewel</em>, colpita al largo di Savona, la <em>Sea Charm</em>, la <em>Grace Ferrum</em>, la <em>Kairo</em>, la <em>Virat</em> e la <em>Mersin</em>, colpita al largo di Dakar, che sono &#8220;obiettivi ibridi&#8221; di una<strong><a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/raid-ucraino-contro-flotta-ombra-mosca-i-droni-navali-2575629.html"> guerra parallela</a></strong>, combattuta contro l&#8217;avversario russo in una <strong>zona grigia</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">French navy commando: &quot;Look at me, I&#39;m the captain now&quot;<br><br>French Navy during intercept of the Russian shadow fleet &#39;Grinch&#39; oil tanker in the Mediterranean on January 22, 2026. Via <a href="https://twitter.com/EtatMajorFR?ref_src=twsrc%5Etfw">@EtatMajorFR</a> <a href="https://t.co/9g7HCkzgVG">pic.twitter.com/9g7HCkzgVG</a></p>&mdash; Tom Antonov (@Tom_Antonov) <a href="https://twitter.com/Tom_Antonov/status/2014412627049426992?ref_src=twsrc%5Etfw">January 22, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>
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		<title>InsideWar &#8211; La minaccia dell&#8217;Iran: È massima allerta nel Medio Oriente in attesa di negoziati</title>
		<link>https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-la-minaccia-delliran-e-massima-allerta-nel-medio-oriente-in-attesa-di-negoziati.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 06:06:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Le Newsletter di InsideOver]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-768x413.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-1536x827.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-2048x1103.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo schieramento degli Stati Uniti in Medio Oriente è stato completato. Asset d’attacco e difesa sono stati notati e annotati dagli osservatori internazionali che vengono passo dopo passo alimentati da voci di corridoio, del Pentagono, del governo, degli attaché che lasciano trapelare indiscrezioni non sempre confermate – come l’attacco imminente del 14 gennaio – nei palazzi e nelle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-la-minaccia-delliran-e-massima-allerta-nel-medio-oriente-in-attesa-di-negoziati.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-la-minaccia-delliran-e-massima-allerta-nel-medio-oriente-in-attesa-di-negoziati.html">InsideWar &#8211; La minaccia dell&#8217;Iran: È massima allerta nel Medio Oriente in attesa di negoziati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1034" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-300x162.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-1024x551.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-768x413.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-1536x827.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/05/Agenzia_Fotogramma_IPA22363448-2048x1103.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo schieramento degli Stati Uniti in <strong>Medio Oriente</strong> è stato completato. Asset d’attacco e difesa sono stati notati e annotati dagli osservatori internazionali che vengono passo dopo passo alimentati da voci di corridoio, del Pentagono, del governo, degli attaché che lasciano trapelare indiscrezioni non sempre confermate – come l’<a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/lattacco-degli-usa-alliran-imminente-ecco-quali-potrebbero-2595429.html">attacco imminente</a> del 14 gennaio – nei palazzi e nelle ambasciate europee. Ora, però, a quasi trenta giorni dall’inizio delle rivolte popolari in Iran, dove si contano oltre 6.000 morti, gli ayatollah inviano un messaggio all’America di<strong> Donald Trump </strong>e ai suoi alleati regionali: se ci sarà un attacco, la risposta questa volta sarà adeguata e non limitata a un “<em>gesto simbolico</em>“. Per il tenente generale Armagost, vicecomandante dell’<em>Air Force Global Strike Command</em>, infatti, non si possono fare paragoni con l’<strong>operazione</strong> <strong>Midnight Hammer</strong>, che a suo dire è stata un&#8217;azione mirata: “<em>un gioco in un gioco. Non era il gioco scritto in grande</em>“. Questo è dunque valso anche per la “risposta” di Teheran?</p>



<p>In attesa dell&#8217;incontro che si terrà a Istanbul tra il ministro degli Esteri iraniano <strong>Abbas Araghchi</strong> e l’inviato speciale degli Stati Uniti<strong> Steve Witkoff</strong>, unica chance di una de-escalation, la &#8220;<em>risposta militare</em>&#8221; dell&#8217;Iran resta al centro della nostra attenzione, e quindi dell&#8217;articolo dedicato ai nostri abbonati.</p>



<p><em>Le tensioni nel mondo, dopo una lunga fase di distensione, sono sempre più diffuse nelle latitudini e longitudini del globo soggetto al nuovo assetto multipolare. Per navigare in scenari tanto complessi,&nbsp;<strong>InsideWar,</strong>&nbsp;la newsletter che studia i cambiamenti dei conflitti e delle dinamiche militari, vuole offrire i punti di vista frutto delle analisi, la competenza e l’approfondimento di Paolo Mauri, Mauro Indelicato, e dell’autore della pubblicazione odierna. Per riceverla,&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard"><strong>abbonatevi a InsideOver</strong>&nbsp;</a>e potrete essere informati attentamente sui principali campi di battaglia attuali e potenziali del mondo.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/insidewar-la-minaccia-delliran-e-massima-allerta-nel-medio-oriente-in-attesa-di-negoziati.html">InsideWar &#8211; La minaccia dell&#8217;Iran: È massima allerta nel Medio Oriente in attesa di negoziati</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Cremlino: seguiamo con attenzione piani Usa per Golden Dome in Groenlandia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/cremlino-seguiamo-con-attenzione-piani-usa-per-golden-dome-in-groenlandia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2026 04:49:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Groenlandia]]></category>
		<category><![CDATA[Missili]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Cremlino ha dichiarato di voler analizzare “attentamente” i piani degli Stati Uniti per il possibile dispiegamento del sistema di difesa missilistica Golden Dome in Groenlandia. Il portavoce russo Dmitry Peskov ha posto i suoi interrogativi rispetto al tipo di minacce che un simile sistema dovrebbe contrastare a ridosso delle latitudini che la Federazione Russa &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/cremlino-seguiamo-con-attenzione-piani-usa-per-golden-dome-in-groenlandia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/01/ilgiornale2_20230215080351489_a0c2753b6c0ee0e7dae3a0c699ea3a68-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il <strong>Cremlino</strong> ha dichiarato di voler analizzare “attentamente” i piani degli Stati Uniti per il possibile dispiegamento del sistema di difesa missilistica <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-golden-dome-di-trump-un-super-scudo-tra-costi-stellari-e-minacce-asimmetriche.html">Golden Dome</a> in Groenlandia. Il portavoce russo <strong>Dmitry Peskov</strong> ha posto i suoi interrogativi rispetto al tipo di minacce che un simile sistema dovrebbe contrastare a ridosso delle latitudini che la Federazione Russa – come gli Stati Uniti – considera il suo giardino di casa. Quali sono i veri obiettivi del sistema di <strong>difesa missilistica multistrato</strong> proposto da Washington, che dovrebbe rilevare e distruggere missili balistici, ipersonici e da crociera prima del lancio o durante il volo, e che troverebbe dislocamento anche nell’isola di ghiaccio <a href="https://it.insideover.com/difesa/lespansionismo-di-trump-linvasione-della-groenlandia-e-gli-scenari-fantapolitici.html">desiderata</a> dal Pentagono e, più di tutti, probabilmente da <strong>Donald Trump</strong>.</p>



<p>“<em>Dovremo analizzare i piani degli Stati Uniti per creare il Golden Dome, che tipo di cupola sarà e quali minacce dovrà contrastare. Non ho dubbi che i nostri militari monitoreranno e analizzeranno attentamente questi piani</em>”, ha detto il portavoce del Cremlino, che ha criticato le posizioni assunte dal segretario generale della Nato, Mark Rutte, che ha concordato “<a href="https://www.eunews.it/2026/01/26/rutte-in-difesa-di-trump-totalmente-impegnato-nella-nato-sullartico-ha-ragione/">due linee di lavoro</a>” riguardo alla “responsabilità per la <strong>difesa dell’Artico</strong>” con il presidente degli Stati Uniti e riguardo alla volontà dell’alleanza di “<strong>impedire alla Cina e alla Russia</strong> di <strong>ottenere l’accesso militare</strong> ed economico” in Groenlandia.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Missiles move fast — but America&#39;s Golden Dome will move faster, and we’re ready to power it.<br><br>Discover the future of missile defense in Golden Dome and how we&#39;re leading the way. <a href="https://t.co/xVPTBHHVEN">https://t.co/xVPTBHHVEN</a> <a href="https://t.co/VmDBYjRAC8">pic.twitter.com/VmDBYjRAC8</a></p>&mdash; Northrop Grumman (@northropgrumman) <a href="https://twitter.com/northropgrumman/status/1932880312758947936?ref_src=twsrc%5Etfw">June 11, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Lo schieramento in <strong>Groenlandia</strong> del sistema di difesa di fabbricazione statunitense già noto come Golden Dome, la Cupola d’oro, che dovrà essere in grado di abbattere missili ipersonici, balistici e da crociera avanzati, anche se lanciati dallo spazio, integrando sistemi d’arma che compongono il sistema di difesa multilivello israeliano denominato<a href="https://it.insideover.com/schede/politica/funziona-iron-dome-sistema-antimissile-israele.html"> Iron Dome </a>– basato sui missili <strong>Arrow</strong>, <strong>David’s Sling</strong> e <strong>Iron Dome</strong> per proteggersi da minacce con capacità di lungo, medio e corto raggio – dovrebbe proteggere l’America, e i suoi sottovalutati alleati, dalla minaccia di “attacchi missilistici stranieri” con l’ausilio di nuovi sistemi d’arma, in via di studio e sviluppo presso aziende del settore come L3Harris Technologies, Lockheed Martin e Rtx (ex Raytheon), collocando armi statunitensi anche nel quarto dominio: lo Spazio.</p>



<p>La combinazione di sistemi prevista dalla Cupola d’oro promette di fermare ogni tipo di minaccia, compresi i temuti missili ipersonici russi e cinesi, in tutte le <strong>principali fasi</strong> di un <strong>potenziale attacco</strong>: “<em>rilevamento, intercettazione nella prima fase di volo, arresto a metà percorso o arresto durante la discesa verso un obiettivo</em>”.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Lots of people aren’t thinking of the strategic benefit of the Golden Dome. America basically being immune to ICBMs has a LOT of ramifications for foreign policy<br><br>And if Golden Dome is satellite based, it can also be shared with other US allies. Imagine NATO immune to nukes. <a href="https://t.co/eV1zxdq24M">pic.twitter.com/eV1zxdq24M</a></p>&mdash; Delta9250 (@deltaIV9250) <a href="https://twitter.com/deltaIV9250/status/1990315978769740272?ref_src=twsrc%5Etfw">November 17, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Una postura difensiva che a Mosca viene vista come una semplice mossa per installare sempre più armi, sempre più potenti, a un passo dal territorio della Federazione Russa. Secondo il vice presidente del Consiglio di sicurezza russo <strong>Dmitry Medvedev</strong> i “segnali positivi” degli Stati Uniti per riprendere il dialogo con la Russia sulla stabilità strategica sono “chiaramente insufficienti”, mentre continuano a moltiplicarsi “esempi negativi” che vedono Washington come responsabile di <strong>azioni destabilizzanti</strong>. Per il Consiglio di Sicurezza russo il progetto americano di difesa antimissile Golden Dome è un piano “estremamente provocatorio”.</p>



<p>L’annuncio della messa a terra dell’intero programma Golden Dome, in mancanza di una risposta positiva alla proposta russa riguardo al periodo successivo alla scadenza dell’<strong>Accordo sul controllo delle armi strategiche</strong>, <a href="https://www.rainews.it/articoli/2026/01/russia-medvedev-progetto-scudo-antimissile-golden-dome-estremamente-provocatorio-lintervista-b9e66f31-aa8a-4054-905d-b556091c2629.html">New Start</a>, che terminerà il 5 febbraio, fa notare inoltre Medvedev, la rende quanto meno avventata, specie se alla retorica statunitense dovrà succedere la retorica russa nei consueti toni da nuova Guerra Fredda che hanno scandito gli ultimi quattro anni di conflitto ai confini dell’Europa.</p>



<p>Attualmente il presidente russo <strong>Vladimir Putin</strong>, che si è detto pronto a “<em>rispettare per un anno le limitazioni previste dal New Start dopo la scadenza, a condizione che gli Stati Uniti facciano lo stesso</em>”, ha ricevuto il plauso del presidente Donald Trump, che l’ha definita una “<strong>buona idea</strong>”, ma non ha dato seguito formale all’accordo, quantificando invece il costo del progetto Golden Dome in circa 175 miliardi di dollari, per uno schieramento fissato al 2029. </p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti è parte del nostro sforzo quotidiano. Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro, </em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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		<title>La portaerei Uss Abraham Lincoln punta l&#8217;Iran: un&#8217;altra volta</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-uss-abraham-lincoln-punta-liran-unaltra-volta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jan 2026 05:46:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Portaerei]]></category>
		<category><![CDATA[rivolte]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Teheran]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1-768x548.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p> Accompagnata da quattro cacciatorpediniere, la Lincoln sta arrivando nel Golfo Persico. E intanto l'aviazione... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-uss-abraham-lincoln-punta-liran-unaltra-volta.html">La portaerei Uss Abraham Lincoln punta l&#8217;Iran: un&#8217;altra volta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="731" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1-300x214.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/07/USS-Abraham-Lincoln-nello-sttetto-di-Hormuz-1-768x548.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Alla fine una <strong>portaerei</strong> degli Stati Uniti stazionerà nel <strong>Golfo Persico</strong>. La Uss Abraham Lincoln, richiamata all&#8217;ordine dal suo pattugliamento nel Mar Cinese Meridionale, area di responsabilità della 7ª Flotta, ha attraversato ieri mattina lo stretto di Malacca e sta puntando verso le coste dell&#8217;Iran, dove il presidente Donald Trump aveva già scelto di <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-stati-uniti-schierano-la-portaerei-lincoln-contro-liran.html">schierarla nel 2019</a>, durante la crisi delle petroliere e del libero transito del greggio attraverso lo stretto strategico di Hormuz.</p>



<p>Secondo quanto reso noto, la portaerei e il suo <em>Carrier Strike Group</em>, forte di <strong>quattro cacciatorpediniere lanciamissili guidati </strong>classe Arleigh Burke &#8211; la Uss Spruance, Uss Michael Murphy, Uss Frank E. Petersen Jr. &#8211; e con buone probabilità anche di di un sottomarino d&#8217;attacco che potrebbe attenderla nel <strong>Mar Arabico</strong>, dovrebbero raggiungere la loro posizione nell&#8217;area di responsabilità del Comando Centrale degli Stati Uniti il <strong>25 gennaio</strong>.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🧵 2/3<br>Air component surge:<br>•  12x F-15E Strike Eagles (48th FW, RAF Lakenheath) now at Muwaffaq Salti AB, Jordan (+4 KC-135 tankers). Deep-strike capable, ~500 mi from key Iranian targets.<br>•  Additional C-17 Globemaster III heavy-lift flights → Jordan + Diego Garcia for… <a href="https://t.co/pWSvP4SaPu">pic.twitter.com/pWSvP4SaPu</a></p>&mdash; AL Khammas (@ALkhammas2) <a href="https://twitter.com/ALkhammas2/status/2013261634815283673?ref_src=twsrc%5Etfw">January 19, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Nel frattempo, una transumanza di velivoli dell&#8217;US Air Force sta facendo rotta verso le basi aeree del Medio Oriente. Una squadriglia di <strong>cacciabombardieri</strong> biposto <strong>F-15E Strike Eagle</strong> decollati dalla base di Lakenheath, in Inghilterra, è atterrata direttamente alla base aerea Muwaffaq Salti in <strong>Giordania</strong>, accompagnati da <strong>velivoli da trasporto tattico e strategico</strong> C-17A Globemaster che hanno seguito e sostenuto lo schieramento degli F-15 in Medio Oriente.</p>



<p>Almeno due <strong>aerocisterne KC-135 Stratotanker</strong> hanno iniziato ad attraversare l&#8217;Atlantico, per fare scalo in Europa e proseguire anche loro verso le medesime destinazioni. Oltre alla grande base di Al Udeid in <strong>Qatar</strong>, già evacuata e in preallarme dalla scorsa settimana, gli americani<a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/iran-warns-retaliation-if-trump-strikes-us-withdraws-some-personnel-bases-2026-01-14/"> dovrebbero poter contare</a> su basi aeree e piste in <strong>Kuwait</strong>, <strong>Arabia Saudita</strong> ed <strong>Emirati Arabi Uniti</strong> e <strong>Oman</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Tutte le opzioni sul tavolo</h2>



<p>Il fatto che cacciabombardieri come gli F-15 Strike Eagle, veterani delle campagne in Medio Oriente e decisamente versatili per il munizionamento che possono impiegare, e che delle aerocisterne indispensabili per ogni missione aerea stiano &#8220;migrando&#8221; verso la regione per fornire al CENTCOM, il comando militare unificato del Dipartimento della Difesa statunitense responsabile delle operazioni di Medio Oriente, Asia Centrale, Sud Asia e dell&#8217;Africa nordorientale, lascia <strong>ipotizzare</strong> che facciano parte dell&#8217;assetto necessario a colpire nuovamente l&#8217;Iran dopo il raid dello scorso giugno, nel caso di un&#8217;<strong>escalation</strong>. Tutte queste manovre potrebbero essere solamente <strong>un&#8217;azione di pressione su Teheran</strong>, ma l&#8217;accumulo di forze e lo schieramento di determinati asset hanno già mostrato nei Caraibi cosa possono significare.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Advantage through preparation 💪<br>An F-35C Lightning II, attached to Marine Fighter Attack Squadron (VMFA) 314, launches from the flight deck of the Nimitz-class aircraft carrier USS Abraham Lincoln (CVN 72), currently underway in the U.S. 7th Fleet area of operations. <a href="https://t.co/wtgAPCEoX5">pic.twitter.com/wtgAPCEoX5</a></p>&mdash; F-35 Lightning II Joint Program Office (@theF35JPO) <a href="https://twitter.com/theF35JPO/status/2009369522105667671?ref_src=twsrc%5Etfw">January 8, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Funzionari statunitensi continuano a rispondere ai loro interlocutori che &#8220;<em>tutte le opzioni sono ora sul tavolo</em>&#8220;, anche se alcuni analisti e fonti di alto livello <strong>non considerano &#8220;decisiva&#8221;</strong> per un <strong>crollo del regime iraniano </strong>l&#8217;azione militare che gli Stati Uniti potrebbero lanciare a supporto dell&#8217;ondata di proteste che sta travolgendo la Repubblica Islamica dell&#8217;Iran, e che il regime di Teheran sta reprimendo sanguinosamente. Secondo l&#8217;Ong Human Rights Activists, sarebbero almeno 3.766 i morti durante la rivolta, mentre altre fonti triplicano questi numeri. Il bilancio delle vittime, in ogni caso, supera quello di qualsiasi altra tornata di proteste o disordini in Iran negli ultimi decenni, riportano i tristi numeri di vittime che si registrarono durante la rivoluzione del 1979.</p>



<p>Ad ogni modo, gli Stati Uniti, già impegnati in <strong>Venezuela</strong>, nel braccio di ferro diplomatico con la Nato per la questione <strong>Groenlandia</strong>, e nel lungo supporto logistico all&#8217;<strong>Ucraina</strong>, sembrano decisi a schierare una forza significativa in Medio Oriente affinché un&#8217;ampia gamma di opzioni, qualora il Tycoon decidesse di colpire l&#8217;Iran, sia a disposizione. &#8220;<em>La verità è che nessuno sa cosa farà il Presidente Trump rispetto all&#8217;Iran oltre al Presidente stesso</em>&#8220;, ha detto ad<strong> Axios</strong> il portavoce della Casa Bianca <strong>Karoline Leavitt</strong>. </p>



<p>Mercoledì scorso, 14 gennaio, un&#8217;<strong>operazione militare americana</strong> era stata <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/lattacco-degli-usa-alliran-imminente-ecco-quali-potrebbero-2595429.html">riportata come imminente </a>da diverse accreditate, ma secondo alcune indiscrezione non confermate, Trump sarebbe stato &#8220;<em>convinto a cancellare un attacco all&#8217;Iran</em>&#8221; in parte a causa della &#8220;<em>limitata capacità operativa degli Stati Uniti nella regione</em>&#8220;, e in parte perché <strong>Stati arabi</strong> avrebbero informato gli Stati Uniti che &#8220;<em><strong>non avrebbero permesso</strong> agli aerei americani di decollare dal loro territorio per colpire l&#8217;Iran</em>&#8220;.</p>



<p>Con lo schieramento della portaerei&nbsp;Uss Abraham Lincoln, che&nbsp;trasporta con sé&nbsp;la sua <strong>forza aerea imbarcata</strong> di&nbsp;circa&nbsp;90 velivoli, tra caccia multiruolo F-35C e F/A-18 Hornet e Super Hornet, insieme agli aerei per la guerra elettronica E/A-18 Growler e&nbsp;ai velivoli AWACS&nbsp;imbarcati E-2 Hawkeye, e alla potenza di fuoco garantita dalle unità di superficie che la scortano, regolarmente armate con missili da crociera Tomahawk, le l<strong>imitazioni della capacità operativa</strong> nella&nbsp;regione <strong>decadranno</strong> e rimarrà solo la prospettiva di raid dimostrativi, ma non&nbsp;essenzialmente&nbsp;strategici, a fronte di una<strong>&nbsp;possibile</strong> rappresaglia missilistica del regime di Teheran, che non vorrà certo perdere la faccia. Ancora una volta.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-portaerei-uss-abraham-lincoln-punta-liran-unaltra-volta.html">La portaerei Uss Abraham Lincoln punta l&#8217;Iran: un&#8217;altra volta</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Caccia alla petroliera russa: la &#8220;Marinera&#8221; braccata dagli americani</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/caccia-alla-petroliera-russa-la-marinera-braccata-dagli-americani.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2026 15:03:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Forze speciali americane]]></category>
		<category><![CDATA[petroliere]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio venezuelano]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1004" height="824" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-07-alle-15.25.39-dimensioni-grandi.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-07-alle-15.25.39-dimensioni-grandi.jpeg 1004w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-07-alle-15.25.39-dimensioni-grandi-300x246.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-07-alle-15.25.39-dimensioni-grandi-768x630.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-07-alle-15.25.39-dimensioni-grandi-600x492.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /></p>
<p>Le forze speciali statunitensi hanno abbordato la petroliera Marinera, conosciuta anche con il nome di Bella 1, nell&#8217;Atlantico settentrionale. Dopo averla braccata per settimane, la petroliera, a bordo della quale è stato deciso di mostrare la bandiera russa per scoraggiare gli inseguitori statunitensi, è stata abbordata da un team di incursori delle forze speciali, accompagnato, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/caccia-alla-petroliera-russa-la-marinera-braccata-dagli-americani.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1004" height="824" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-07-alle-15.25.39-dimensioni-grandi.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-07-alle-15.25.39-dimensioni-grandi.jpeg 1004w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-07-alle-15.25.39-dimensioni-grandi-300x246.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-07-alle-15.25.39-dimensioni-grandi-768x630.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-07-alle-15.25.39-dimensioni-grandi-600x492.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1004px) 100vw, 1004px" /></p>
<p>Le forze speciali statunitensi hanno abbordato la<strong> petroliera Marinera</strong>, conosciuta anche con il nome di Bella 1, nell&#8217;<strong>Atlantico settentrionale</strong>. Dopo averla braccata per settimane, la petroliera, a bordo della quale è stato deciso di mostrare la bandiera russa per scoraggiare gli inseguitori statunitensi, è stata abbordata da un team di incursori delle forze speciali, accompagnato, ancora una volta, dagli elicotteri neri del 160° SOAR, lo stesso reggimento per le operazioni speciali che è entrato in azione durante il<strong> blitz di Caracas</strong>. Le prime immagini mostrano infatti un elicottero MH-6&nbsp;<em>Little Bird</em>&nbsp;dei Night Stalker in volo sulla petroliera &#8220;sanzionata&#8221; poiché associata al traffico di greggio del Venezuela. Secondo l&#8217;intelligence, la petroliera sarebbe servita a trasportare petrolio nella triangolazione<strong> Iran-Venezuela-Russia</strong> e apparterrebbe alla cosiddetta &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/spionaggio/le-flotte-fantasma-del-cremlino-tra-export-clandestino-e-spionaggio.html">flotta ombra</a></strong>&#8221; russa. Si ritiene che l&#8217;ultima meta della petroliera sarebbe stato il porto di Murmansk, nella Russia settentrionale.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">U.S. forces seized the Russian-flagged oil tanker Bella 1/Marinera in the North Atlantic today, after chasing it from the Caribbean. <br><br>Seen here, a MH-6M Little Bird prepares to insert a boarding team on the ship. <a href="https://t.co/9NwMLMUpOt">pic.twitter.com/9NwMLMUpOt</a></p>&mdash; OSINTtechnical (@Osinttechnical) <a href="https://twitter.com/Osinttechnical/status/2008906940886266017?ref_src=twsrc%5Etfw">January 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Oltre alle unità navali della Guardia Costiera e della Marina statunitense che stavano &#8220;braccando&#8221; la petroliera, hanno preso parte alle operazioni anche un pattugliatore marittimo P-8A &#8220;Poseidon&#8221; e una cannoniera volante AC-130J &#8220;Ghostrider&#8221; <strong>decollati dal Regno Unito</strong>. Un supporto logistico che non farà altro che scatenare le ulteriori ire di Mosca, che aveva inviato nel settore un<strong> sottomarino</strong> e altre unità della sua Marina per proteggere e scortare la petroliera, alzando ulteriormente la tensione. Un funzionario degli Stati Uniti ha affermato che forze  statunitensi, in questo caso i Navy Seal, hanno sequestrato la nave affidando il controllo alla Guardia Costiera.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">🇺🇸🇷🇺 NEW: Map by the Telegraph shows the journey of Marinera, formerly known as Bella 1. <a href="https://t.co/x5kho3mP7A">pic.twitter.com/x5kho3mP7A</a></p>&mdash; Conflict Dispatch (@ConflictDISP) <a href="https://twitter.com/ConflictDISP/status/2008894309165301881?ref_src=twsrc%5Etfw">January 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Gli americani stavano inseguendo la Marinera in fuga nell&#8217;Atlantico da due settimane, ossia da quando aveva &#8220;<em>tentato di eludere il blocco statunitense</em>&#8221; sulle navi petrolifere sanzionate in Venezuela. La Guardia Costiera statunitense aveva <strong>tentato di abbordare</strong> la Marinera quando si trovava <strong>nei Caraibi </strong>a dicembre, mentre era diretta in Venezuela, ma la nave aveva rifiutato l&#8217;abbordaggio facendo rotta nell&#8217;Atlantico.</p>



<p>&#8220;In base a un mandato emesso da un tribunale federale statunitense&#8221;, i cutter della Guardia Costiera hanno iniziato l&#8217;inseguimento della nave che inizialmente era nota come<strong> Bella 1</strong> e <strong>batteva bandiera della Guyana</strong>. Secondo quanto reso noto in precedenza, la petroliera braccata nell&#8217;Atlantico era già stata sanzionata nel 2024 per &#8220;<em>presunto contrabbando di merci per una società legata al gruppo militante libanese Hezbollah</em>&#8220;. Una prassi standard nella sanzionatura che gli americani stanno applicando alle navi da trasporto che intendono fermare. Le stesse associazioni venivano menzionate nel caso della petroliera&nbsp;<strong>MT Skipper</strong>, anch&#8217;essa battente bandiera della Guyana ma di proprietà iraniana, <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/petroliera-sequestrata-largo-venezuela-blitz-delle-forze-2581232.html">abbordata dalle forze speciali americane </a>al largo del Venezuela all&#8217;inizio di dicembre.</p>



<p>È stato reso noto in queste stesse ore che la Guardia Costiera statunitense sta intercettando nei <strong>Caraibi</strong> un&#8217;altra petroliera, identificata come <strong>M/T Sophia</strong>, battente bandiera panamense, che batteva falsamente bandiera del Camerun, secondo quanto dichiarato da un funzionario statunitense al <em>New York Times</em>. La Segretaria per Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti Kristi Noem ha confermato la notizia pubblicando una clip in cui si distinguono due elicotteri MH/HH-60 Black Hawk che si portano in sequenza sulla Sophia, rilasciando i due gruppi d&#8217;incursori che hanno portato a termine l&#8217;operazione di abbordaggio. Anche questa petroliera, con un provenienza oscura, è considerata parte del &#8220;<strong>traffico illecito</strong>&#8220;<strong> </strong>di petrolio.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">In a pre-dawn action this morning, the Department of War, in coordination with the Department of Homeland Security, apprehended a stateless, sanctioned dark fleet motor tanker without incident.<br><br>The interdicted vessel, M/T Sophia, was operating in international waters and… <a href="https://t.co/JQm9gHprPk">pic.twitter.com/JQm9gHprPk</a></p>&mdash; U.S. Southern Command (@Southcom) <a href="https://twitter.com/Southcom/status/2008905619424620879?ref_src=twsrc%5Etfw">January 7, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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		<title>I medici statunitensi sono ricchi ma infelici perché oppressi dalla burocrazia. E in Italia&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/scienza/i-medici-statunitensi-sono-ricchi-ma-infelici-perche-oppressi-dalla-burocrazia-e-in-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2025 11:29:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="452" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/medici-usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/medici-usa.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/medici-usa-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/medici-usa-600x387.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Il 43% dei medici Usa dichiara di soffrire di burnout. Troppi pazienti? No, il loro problema è la burocrazia. E in Italia...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="452" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/medici-usa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="usa" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/medici-usa.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/medici-usa-300x194.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/medici-usa-600x387.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Se si passeggia nel parcheggio di un grande ospedale di Dallas, in Texas, si ha l&#8217;impressione di trovarsi in una concessionaria di auto di lusso tedesche. Bmw, Mercedes, Audi: i frutti di anni di sacrifici e studi sono tutti lì. Inizia così <a href="https://www.economist.com/united-states/2025/12/11/american-doctors-are-rich-and-miserable">un&#8217;inchiesta</a> dell&#8217;<em>Economist</em> di qualche settimana fa <strong>sulla grande infelicità dei camici bianchi statunitensi</strong>. Sembra difficile da credere, ma dietro il benessere materiale, la classe medica <a href="https://it.insideover.com/luoghi/stati-uniti">d&#8217;Oltreoceano</a> sta attraversando una crisi senza precedenti.</p>



<p>Secondo un recente sondaggio internazionale condotto dal <em>Commonwealth Fund</em> su un campione di 11.000 medici, il <strong>43% dei professionisti statunitensi</strong> dichiara di soffrire di <em>burnout</em> (<strong>una condizione di esaurimento fisico e mentale legata al lavoro</strong>). È la percentuale più alta tra i dieci paesi industrializzati oggetto dello studio. Per fare un paragone, nel Regno Unito, dove il sistema sanitario nazionale (Nhs) attraversa una crisi cronica, la quota si ferma al 33%, nonostante i medici britannici guadagnino mediamente la metà dei colleghi statunitensi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il peso della carta</h3>



<p>Il paradosso degli Stati Uniti, fatto di <strong>stipendi altissimi e grande frustrazione</strong>, secondo molti analisti, ha una causa assai meno nobile della medicina: la burocrazia. In pratica i medici di base negli Stati Uniti passerebbero ormai una parte minoritaria della loro giornata con i pazienti, <strong>facendosi assorbire per il resto del tempo da complicate cartelle cliniche elettroniche</strong>, estenuanti trattative con le assicurazioni per ottenere l&#8217;autorizzazione a esami o farmaci per i loro pazienti e gestione di e-mail e messaggi via smartphone, &#8220;esplosi&#8221; con la pandemia.</p>



<p>I medici statunitensi pensavano di aver studiato Medicina per curare le persone, e invece si ritrovano a compilare moduli o negoziare con le <em>corporation</em>. Uno studio del 2019 ha calcolato che questa frustrazione ha un costo economico enorme: circa <strong>4,6 miliardi di dollari all&#8217;anno</strong> tra ore perse e costi di sostituzione dei medici che decidono di licenziarsi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Non è solo un problema americano</h3>



<p>Sebbene gli Stati Uniti rappresentino il caso limite, il fenomeno si ripresenta anche in Italia. Dove, ad esempio, la situazione non è dissimile per quanto riguarda il carico amministrativo, sebbene le cause siano diverse. Secondo le principali sigle sindacali (come <a href="https://www.anaao.it/content.php?cont=43560">Anaao-Assomed</a>), un medico ospedaliero italiano passa fino al <strong>60% del proprio tempo</strong> a redigere certificati e compilare moduli che non hanno fini clinici, ma puramente legali o amministrativi. La differenza sostanziale è che <strong>in Italia al <em>burnout</em> burocratico si aggiungono stipendi tra i più bassi d&#8217;Europa</strong> e una cronica carenza di personale.</p>



<p>In <strong>Francia</strong>, il fenomeno dei cosiddetti &#8220;<a href="http://n/france/article/2025/06/27/medical-deserts-france-takes-new-step-in-solidarity-mission-to-increase-doctors-in-151-red-zones_6742775_7.html">deserti medici</a>&#8221; (zone rurali prive di dottori) deriva anche dal fatto che molti giovani professionisti rinunciano alla libera professione per lavorare come dipendenti: preferiscono guadagnare meno pur di non dover gestire la contabilità e gli oneri burocratici di uno studio privato. Così il Ministero della Salute ha provato a introdurre una <strong>“missione di solidarietà obbligatoria”</strong> per i medici di base: su base <strong>volontaria</strong>, quelli delle aree meglio servite potranno prestare servizio <strong>fino a due giorni al mese</strong> <strong>nelle zone rosse</strong> con grave carenza di assistenza sanitaria.</p>



<p>Fino a pochi anni fa, la soluzione proposta dai vertici sanitari era spesso individuale: &#8220;<em>fate più yoga</em>&#8221; o &#8220;<em>praticate la mindfulness</em>&#8220;, aggirando così il fatto che il problema non è la fragilità mentale dei medici, ma un sistema che per venire incontro alla riduzione del rischio è diventato insostenibile. È un fenomeno del resto che riguarda non solo la sanità, ma qualunque anfratto del vivere civile..</p>



<p>Molti esperti allora guardano all&#8217;<strong>Australia</strong>, che ha recentemente centralizzato le piattaforme burocratiche sanitarie, riducendo drasticamente il numero di moduli che un medico deve compilare per ogni visita.</p>



<p>Negli Stati Uniti, invece, la speranza è riposta nell&#8217;<strong>intelligenza artificiale</strong>. Jen Brull, presidente dell&#8217;<em>American Academy of Family Physicians</em>, suggerisce all&#8217;<em>Economist </em>che l&#8217;intelligenza artificiale potrebbe presto occuparsi della trascrizione delle note cliniche e della codifica dei dati, liberando i medici dall&#8217;ossessione della tastiera.</p>



<p>Ma secondo alcuni ricercatori, l’Ia potrà davvero diffondersi solo se verrà presentata come uno strumento di supporto discreto, e non come un sostituto del giudizio umano. Il dubbio non sembra riguardare tanto <strong>se</strong> l’intelligenza artificiale possa funzionare, ma <strong>come</strong> verrà vista quando entrerà apertamente nel processo decisionale medico. Uno <a href="https://carey.jhu.edu/articles/doctors-who-use-ai-are-viewed-negatively-their-peers-new-study-shows">studio</a> della <strong>Johns Hopkins Carey Business School</strong> suggerisce che, oggi, usare l’Ia in corsia può costare reputazione professionale: più un medico appare dipendente dagli algoritmi, meno viene considerato competente dai colleghi, anche quando l’obiettivo è migliorare la precisione delle cure.</p>



<p>In altre parole, mentre l’innovazione tecnologica corre e le istituzioni spingono per adottarla, le dinamiche sociali interne restano ancorate a un’idea tradizionale di competenza e autorità clinica. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/scienza/i-medici-statunitensi-sono-ricchi-ma-infelici-perche-oppressi-dalla-burocrazia-e-in-italia.html">I medici statunitensi sono ricchi ma infelici perché oppressi dalla burocrazia. E in Italia&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Un drone gregario abbatte un avversario: È il &#8220;Pipistrello fantasma&#8221;, nuova frontiera del combattimento aereo </title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/un-drone-gregario-abbatte-un-avversario-e-il-pipistrello-fantasma-nuova-frontiera-del-combattimento-aereo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Dec 2025 06:01:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Australia]]></category>
		<category><![CDATA[boeing]]></category>
		<category><![CDATA[droni]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=497221</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw-1536x864.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw-600x338.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Questa azione di guerra simulata e avveniristica è stata portata a termine da un drone appartenente alla Royal Australian Air Force. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/un-drone-gregario-abbatte-un-avversario-e-il-pipistrello-fantasma-nuova-frontiera-del-combattimento-aereo.html">Un drone gregario abbatte un avversario: È il &#8220;Pipistrello fantasma&#8221;, nuova frontiera del combattimento aereo </a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw-1536x864.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw-334x188.jpeg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/12/G7y9rb5aMAMqNnw-600x338.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’abbattimento di un velivolo da parte di un drone gregario <strong>MQ-28A “Ghost Bat”</strong> segna un momento cruciale nella storia del combattimento aereo: le piattaforme autonome, spesso definite &#8220;<em>Loyal Wingman</em>&#8220;, sono pronte a entrare in azione non solo per il supporto logistico o informativo, ma anche per combattere contro avversari di superiore e pari livello. Come dei veri e propri caccia al servizio dei piloti umani che li condurranno in battaglia.</p>



<p>Questa azione di guerra simulata decisamente avveniristica è stata portata a termine da un drone appartenente alla <strong>Royal Australian Air Forc</strong>e, sviluppato da Boeing Defence Australia in collaborazione con le forze statunitensi, e oltre a dimostrare il ruolo affatto marginale dell’Australia nel campo degli armamenti di nuova generazione, conferma i <strong>progressi della tecnologia</strong> che sta portando in campo militare, al fine di ridurre rischi per il personale umano, amplificando al contempo l’efficacia dei sistemi d&#8217;arma da impiegati nei futuri scenari di guerra.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Ghost Bat drones, the first military combat aircraft to be designed, engineered and manufactured in Australia for more than 50 years, are going from prototype to production to boost our defence force arsenal. <a href="https://twitter.com/hashtag/ghostbat?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#ghostbat</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/drone?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#drone</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/military?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#military</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/defence?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#defence</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/missile?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#missile</a> <a href="https://t.co/1GGiwOe8fC">pic.twitter.com/1GGiwOe8fC</a></p>&mdash; 7NEWS Australia (@7NewsAustralia) <a href="https://twitter.com/7NewsAustralia/status/1998331930501058880?ref_src=twsrc%5Etfw">December 9, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Durante il test, il Ghost Bat australiano ha tracciato, ingaggiato e distrutto il bersaglio impiegando un <strong>missile aria-aria</strong> AIM-120, coordinandosi con un Boeing E-7A “Wedgetail” e un F/A-18F Super Hornet. Il successo della missione è considerato come una decisiva conferma del ruolo dei <strong>droni gregari </strong>come <strong>moltiplicatori di forza</strong>: piattaforme autonome capaci di operare in scenari complessi e ostili, estendendo l’autonomia dei piloti umani e aumentando l’efficacia complessiva delle operazioni aeree. </p>



<p>La cooperazione tra aerei da combattimento con equipaggio umano e piattaforme come l’Mq-28 Ghost Bat e l’<strong>Mq-25 Sting Gray</strong> è destinata ad “espandere” le capacità aeree degli utilizzatori &#8211; Stati Uniti e Australia per primi &#8211; che potranno operare in profondità in spazi aerei ostili, garantendosi attraverso la “<em>configurazione modulare</em>” di questi sistemi ad architettura aperta che contempla diversi sensori e pacchetti per diverse funzioni.</p>



<p>Per il Ceo di Boeing Defence Australia questo risultato “<em>aumenta la massa operativa riducendo al contempo costi e rischi per il pilota</em>”, evidenziando il valore dei droni gregari come avanguardie dei piloti da combattimento. Il vicepresidente di Boeing Phantom Works, ha inoltre aggiunto che l’architettura aperta e il sistema digitale avanzato della <a href="https://it.insideover.com/difesa/fotografato-l-mq-28-ghost-bat-il-futuro-della-guerra-in-remoto.html">piattaforma &#8220;Ghost Bat&#8221;</a> hanno permesso di sviluppare e testare l’arma in meno di otto mesi, avvicinando l’operatività dei droni gregari che presto potrebbero essere schierati in scenari reali e vere missioni di combattimento.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Australian Ghost Bat drone fires AIM-120 missile in first collaborative combat aircraft test <a href="https://t.co/4RoX2t345i">pic.twitter.com/4RoX2t345i</a></p>&mdash; Army Recognition (@ArmyRecognition) <a href="https://twitter.com/ArmyRecognition/status/1998332175117078869?ref_src=twsrc%5Etfw">December 9, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>La dimostrazione del Ghost Bat australiano non segna solo un progresso tecnologico: rappresenta l’inizio di un<strong> nuovo paradigma</strong> nel combattimento aereo, dove piloti e droni collaborano come una squadra integrata e ben coordinata, attingendo a sistemi interconnessi che spostano il &#8220;<em>carico</em>&#8221; del pilota sulle &#8220;<em>macchine</em>&#8221; e i sistemi dati/avionici, consentendo all&#8217;uomo di concentrarsi sulle decisioni apicali previste dal piano missione o dalla situazione improvvisa. Moltiplicando le probabilità di successo in ogni azione offensiva/difensiva. </p>



<p>L’era dei sistemi autonomi al fianco dell’uomo è quasi giunta al suo apice, e realtà come l&#8217;M-28 Ghost Bat mostrano che il futuro del terzo dominio non sarà più soltanto una questione di abilità individuale, ma di coordinazione tra uomo, macchina e intelligenza artificiale per ottenere la vera supremazia nella <a href="https://www.insideover.com/wp-admin/post.php?post=397810&amp;action=edit">guerra aerea del futuro</a>.</p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
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