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	<title>Spygate Archives - InsideOver</title>
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	<title>Spygate Archives - InsideOver</title>
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		<title>La guerra dei servizi segreti che incendia la Casa Bianca</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-servizi-segreti-che-incendia-la-casa-bianca.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2020 11:23:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Deep State]]></category>
		<category><![CDATA[Impeachment]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1245" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/John-Ratcliffe-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/John-Ratcliffe-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/John-Ratcliffe-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/John-Ratcliffe-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/John-Ratcliffe-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/John-Ratcliffe-1536x996.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/John-Ratcliffe-2048x1328.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La partita della sicurezza nazionale è cruciale nel contesto del confronto tra Donald Trump e Joe Biden,che animerà le elezioni presidenziali statunitensi del prossimo 3 novembre. Il Paese si ritrova ad essere talmente diviso e polarizzato e inquinato da talmente tante scorie degli anni di durissima contrapposizione politica tra democratici e repubblicani che anche sugli interessi fondamentali della nazione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-servizi-segreti-che-incendia-la-casa-bianca.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-guerra-dei-servizi-segreti-che-incendia-la-casa-bianca.html">La guerra dei servizi segreti che incendia la Casa Bianca</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1245" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/John-Ratcliffe-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/John-Ratcliffe-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/John-Ratcliffe-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/John-Ratcliffe-1024x664.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/John-Ratcliffe-768x498.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/John-Ratcliffe-1536x996.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/09/John-Ratcliffe-2048x1328.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La partita della <strong>sicurezza nazionale è cruciale </strong>nel contesto del confronto tra <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-donald-trump.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Donald Trump </a></strong>e <strong><a href="https://it.insideover.com/scheda/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Joe Biden,</a></strong>che animerà le elezioni presidenziali statunitensi<a href="https://it.insideover.com/politica/quel-colpo-inferto-a-trump-a-pochi-mesi-dalle-elezioni.html"> del prossimo <strong>3 novembre</strong>.</a> Il Paese si ritrova ad essere talmente diviso e polarizzato e inquinato da talmente tante scorie degli anni di durissima contrapposizione politica tra democratici e repubblicani che anche sugli interessi fondamentali della nazione e il ruolo di <strong>intelligence e servizi segreti </strong>la competizione è serrata. Questioni politiche fondamentali come il <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/intervista-moglie-george-papadopoulos.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Russiagate</a> </strong>e<a href="https://it.insideover.com/politica/impeachment-cosi-donald-trump-ne-esce-ancora-piu-forte.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> l&#8217;impeachment</a> a Trump (entrambi tramontati) e il discusso Spygate/<a href="https://it.insideover.com/politica/obamagate-parla-trump-prove-scioccanti-presto-saranno-diffuse.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Obamagate che Trump usa come arma propagandistica</a> hanno reso partigiana anche la discussione in materia.</p>
<p>Il grado di sfiducia è tale che la questione politica si è fatta scontro mediatico, elettorale e perfino istituzionale. Nelle scorse settimane un discusso <a href="https://www.cnbc.com/2020/08/07/us-intel-russia-trying-to-hurt-biden-but-china-iran-dont-want-trump.html"><strong>memo di William Evanina</strong></a>, direttore del National Counterintelligence and Security Center, ha segnalato la postura nei confronti di Trump e Biden dei principali Paesi rivali degli Usa, pronti a scatenare secondo le autorità dell&#8217;intelligence il loro <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/cyber-politico-ed-economico-i-molti-volti-dello-sharp-power/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">&#8220;sharp power&#8221; disinformativo sulla campagna.</a> L&#8217;<strong>Iran e la Cina, </strong>in quest&#8217;ottica, preferirebbero Biden, la Russia invece sarebbe più orientata a confermare l&#8217;appoggio a un Trump-bis. Opinioni di una branca, per quanto non ininfluente, degli apparati americani. Ma che si inseriscono in una lunga &#8220;guerra di intelligence&#8221; che ha coinvolto i due maggiori partiti americani, la Casa Bianca e il Congresso in questi anni.</p>
<p>In queste settimane il clima è diventato incandescente. <a href="https://formiche.net/2020/08/democrazia-intelligence-trump-biden/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come riporta </a><em>Formiche, </em>&#8220;a Washington DC si sta assistendo ad un inedito scontro politico proprio sul tema della sicurezza delle informazioni riservate. Il direttore dell’intelligence nazionale Usa, <strong>John Ratcliffe</strong>, ha deciso di interrompere i briefing sulle questioni di sicurezza elettorale con il Congresso poiché qualcuno, forse il presidente della commissione per i Servizi segreti della Camera dei rappresentanti, <strong>Adam Schiff,</strong> ha fatto trapelare informazioni riservate&#8221; alla stampa volte a compromettere il Presidente per fini elettorali. Schiff, 60enne rappresentante democratico californiano, ha accusato il presidente di voler far un uso personalistico dell&#8217;intelligence e di <a href="https://edition.cnn.com/videos/politics/2020/08/30/schiff-dni-congress-intel-election-security-trump-leak-accusation-sot-sotu-vpx.cnn">voler coprire il sostegno russo alla sua candidatura.</a></p>
<p>Al contempo, Schiff, <a href="https://apnews.com/79ac468c8a094fa8b95a7b9d139b1872">tra i maggiori &#8220;inquisitori&#8221;</a> del fallito processo di impeachment avviato proprio dalla Camera, è accusato dai repubblicani di aver trasformato il comitato da lui presieduto in un vero e proprio tribunale per proseguire la campagna sulle interferenze russe a favore di Trump e di essersi adeguato alla condotta democratica, fondata sulla conversione della Camera da loro controllata in un&#8217;arena anti-trumpiana. <a href="https://nypost.com/2020/08/31/nunes-says-schiffs-dhs-probe-focusing-on-trump-not-looters/">Come scrive il <em>New York Post, </em></a>scarsa sarebbe invece l&#8217;attenzione dedicata ai <strong>saccheggiatori e agli estremisti </strong>che hanno deviato le proteste seguite alla <a href="https://it.insideover.com/societa/tutte-le-faglie-sociali-degli-stati-uniti-floyd-incubo.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">morte di George Floyd.</a> Il deputato repubblicano <strong>Devin Nunes, </strong>californiano e embro della commissione intelligence presieduta da Schiff, ha dichiarato che i dem si sono approcciati alle proteste solo ed esclusivamente per sindacare il richiamo di Trump <a href="https://it.insideover.com/politica/se-le-vite-dei-sostenitori-di-trump-valgono-meno.html">all&#8217;uso della forza a <strong>Portland </strong></a>contro i protestanti più violenti.</p>
<p>Sullo sfondo, c&#8217;è un grande posizionamento in vista del prossimo quadriennio. Ove, in caso di vittoria di Trump, il tamburo battente della Camera a controllo democratico potrebbe suonare con maggior forza; mentre i repubblicani, tra cui cominciano a <a href="https://it.insideover.com/politica/dal-grand-old-party-al-trump-old-party.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">sorgere frange sempre più convinte</a> del complotto ordito da frange di &#8220;Stato profondo&#8221; contro l&#8217;amministrazione, sarebbero sempre più incentivati a concentrare le dinamiche politiche dell&#8217;intelligence sulla Casa Bianca. Un totale ribaltamento di prospettiva si avrebbe in caso di successo di Biden. In palio ci sono le <strong>leve più strategiche del potere</strong> che, come visto, risultano l&#8217;oggetto del contendere nella campagna elettorale. Ennesima, concreta manifestazione di quanto profonde siano<a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/divided-we-stand-la-crisi-del-modello-statunitense/"> le faglie</a> che <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/interviste/biden-trump-usa/">dividono gli States in vista del voto del 3 di novembre</a>.</p>
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		<title>&#8220;Vi dico come è nato il Russiagate&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/intervista-moglie-george-papadopoulos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 05:53:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
		<category><![CDATA[Spygate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1242" height="855" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/e4937230-30c0-4bad-ab3c-a5c64ef6a1db.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/e4937230-30c0-4bad-ab3c-a5c64ef6a1db.jpg 1242w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/e4937230-30c0-4bad-ab3c-a5c64ef6a1db-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/e4937230-30c0-4bad-ab3c-a5c64ef6a1db-768x529.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/e4937230-30c0-4bad-ab3c-a5c64ef6a1db-1024x705.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1242px) 100vw, 1242px" /></p>
<p>Simona Mangiante ha 34 anni e, a partire dal 2016, si trova al centro del cosiddetto Russiagate, ovvero l’inchiesta riguardante la presunta intromissione di Mosca nelle elezioni che hanno portato all’elezione di Donald Trump. Lei afferma di essere innocente, anche se per molti rappresenta un agente provocatore in grado di scatenare una delle più incredibili &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/intervista-moglie-george-papadopoulos.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/intervista-moglie-george-papadopoulos.html">&#8220;Vi dico come è nato il Russiagate&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1242" height="855" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/e4937230-30c0-4bad-ab3c-a5c64ef6a1db.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/e4937230-30c0-4bad-ab3c-a5c64ef6a1db.jpg 1242w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/e4937230-30c0-4bad-ab3c-a5c64ef6a1db-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/e4937230-30c0-4bad-ab3c-a5c64ef6a1db-768x529.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/e4937230-30c0-4bad-ab3c-a5c64ef6a1db-1024x705.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1242px) 100vw, 1242px" /></p><p>Simona Mangiante ha 34 anni e, a partire dal 2016, si trova al centro del cosiddetto Russiagate, ovvero l’inchiesta riguardante la presunta intromissione di Mosca nelle elezioni che hanno portato all’elezione di Donald Trump. Lei afferma di essere innocente, anche se per molti rappresenta un agente provocatore in grado di scatenare una delle più incredibili storie di spionaggio degli ultimi anni.</p>
<p><strong>Avvocato Mangiante, mi scuserà se quest’intervista Le sembrerà troppo simile a un interrogatorio, ma dovrà ammettere che, quella in cui si è venuta a trovare, è davvero una vicenda particolare. Con il suo aiuto, mi piacerebbe ripercorrerla. Da dove vuole partire?</strong></p>
<p>Dal mio interrogatorio con l’Fbi. Ho parlato con due agenti che hanno cominciato a pormi domande sul mio passato, con domande piuttosto retoriche, alcune anche tendenziose, per costruire una storia di spionaggio. Sono diventata un target…</p>
<p><strong>Che tipo di domande le hanno fatto?</strong></p>
<p>Mi hanno chiesto se avessi altri passaporti, se fossi stata adottata, se i miei genitori fossero di nazionalità russa e se parlassi il russo.</p>
<p><strong>E poi cosa è successo?</strong></p>
<p>Queste domande mi sembravano al limite tra la cinematografia e la realtà. Ad alcune ho reagito con una sana risata, come quando mi hanno detto che avevo un accento russo. Parlo cinque lingue, ma…</p>
<p><strong>Tra queste c’è anche il russo?</strong></p>
<p>No, è una di quelle lingue che non parlo affatto. Ma dicevo: il livello di domande era molto grossolano, fino a quando siamo arrivati a Mifsud. È a questo punto che capisco che lui è una persona legata al Russiagate. George mi aveva detto che aveva lavorato con lui al London center, tra l’altro prima che ci andassi a lavorare anche io. Non avevo minimamente l’idea che il professore citato nell’accusa di George fosse lui.</p>
<p><strong>Nelle carte, diceva, si parlava inizialmente di un generico professore…</strong></p>
<p>Sì, anzi. Non si parlava di un generico professore, ma di un “overseas professor”, indicato come agente russo…</p>
<p><strong>A questo punto scopre il nome di Mifsud&#8230;</strong></p>
<p>Sì e gli agenti mi chiedono se l’avessi mai conosciuto. Io rispondo di sì, di averlo conosciuto anni fa, in un contesto molto diverso, il circuito dei socialisti, tramite Gianni Pittella. A questo punto divento l’unico persona sul suolo americano che conosce il cosiddetto “comodo sconosciuto” che tutti possono dipingere come gli pare. Pensavo di rendere un favore all’Fbi, ma hanno iniziato a vedermi con sospetto…</p>
<p><strong>E così è diventata la Mata Hari d’America…</strong></p>
<p>Sono diventata un elemento scomodo ma importante perché ero la fidanzata del “paziente zero” del Russiagate.</p>
<p><strong>Cosa succede poi?</strong></p>
<p>Si scatena un effetto domino. Vengo convocata due volte. La prima al congresso, davanti a Nancy Pelosi, e poi al Senato. Al Congresso si parla di Mifsud per ore e io faccio presenti le sue connessioni. Nulla è stato contraddetto delle mie testimonianze. È però iniziato il contrattacco mediatico dei democratici e divento io la spia russa.</p>
<p><strong>E questo è quello che è successo una volta scoppiato il caso Russiagate. Ma facciamo un passo indietro: come ha conosciuto Mifsud?</strong></p>
<p>L’ho conosciuto nel 2010, o forse era il 2011, ad un convegno organizzato da Gianni Pittella all’Europarlamento. Mi è stato presentato come professore che aveva grandi contatti con il mondo politico, in particolare con i socialisti&#8230;</p>
<p><strong>Chi gliel&#8217;ha presentato?</strong></p>
<p>Gianni Pittella</p>
<p><strong>Direttamente lui?</strong></p>
<p>Sì sì. Tra l’altro me l’ha presentato come una persona a lui vicina. Questo non significa che Pittella c’entri qualcosa con Mifsud nella vicenda americana, ma è un dato di fatto che conferma le connessioni del professore con i socialisti e non con quel mondo che aveva interessi a far eleggere Trump. L’ho incontrato più volte al Parlamento europeo, dove portava gli studenti da Londra. Ma Mifsud è venuto anche in Italia: ha partecipato alla campagna elettorale di Pittella e alla Link Campus.</p>
<p><strong>Da Bruxelles a Londra, per lavorare al London Center di Mifsud.</strong></p>
<p>È stata un’esperienza breve &#8211; tre mesi &#8211; dove ho ricoperto il ruolo di direttrice di relazioni diplomatiche internazionali. Inizialmente pensavo di focalizzare il mio lavoro sulla legislazione europea e sulla regolamentazione europea che poteva interessare i clienti, ma non se n’è mai visto uno. Era una struttura disorganizzata in cui orbitavano persone che avevano più o meno il mio profilo che si sedevano attorno a un tavolo e si cimentavano in un progetto diverso. Io a quel punto non avevo chiaro cosa facessero. Mi hanno proposto dei meeting in Medio Oriente, ma era tutto disorganizzato.</p>
<p><strong>Quando si è insospettita?</strong></p>
<p>Quando Nagi Idris mi ha fatto conoscere un attivista dei diritti iracheno e mi invita ad un meeting segreto in Libano, dove decido di non andare. In quella missione nessuno sapeva cosa andava a fare né chi fossero i partecipanti per una questione di sicurezza internazionale.</p>
<p><strong>Come mai ha deciso di non andare?</strong></p>
<p>Perché mi sembrava estremamente sospetta. Ho lavorato nel mondo diplomatico per sette anni e non esistono simposi dove non devi sapere chi non partecipa. A meno che non ci siano organizzazioni terroristiche o situazioni di estrema pericolosità.</p>
<p><strong>Qual era il ruolo di Mifsud al London center?</strong></p>
<p>Mifsud era il co-direttore del London center. Era anche il presidente della London academy. Ma io poco dopo ho deciso di lasciare e di tornare a fare l’avvocato. Ricordo che c’è una in cui prendo le distanze dal London center e chiedo a Mifsud di cancellare il mio nome dal loro sito perché non volevo essere associata ad alcuna delle loro pratiche.</p>
<p><strong>Ha conservato questa mail?</strong></p>
<p>L’ho inoltrata al Congresso e all’Fbi.</p>
<p><strong>Gianni Pittella: come l’ha conosciuto?</strong></p>
<p>È un caro amico di mio padre, che ho conosciuto da ragazzina. Non è un personaggio chiave del Russiagate perché non ha alcun coinvolgimento in questa storia. È stato una delle persone vicine a Mifsud per anni.</p>
<p><strong>Qual erano i rapporti tra loro due?</strong></p>
<p>Era un rapporto di stima reciproca. Mifsud partecipava a diversi eventi organizzati da Gianni Pittella. Il professore era una persone che orbitava nei circuiti socialisti, Pittella è una figura di rilievo di questi circuiti. È quindi normale che si conoscessero.</p>
<p><strong>Secondo lei, i legami tra Mifsud e il governo italiano dell’epoca &#8211; ovvero Renzi &#8211; sarebbero stati più intensi di quanto potremmo mai immaginare.</strong></p>
<p>Dicevo che Mifsud era molto vicino al governo italiano nell’epoca in cui Renzi era il primo ministro. Anche perché il professore era un sostenitore di Renzi.</p>
<p><strong>Ma come fa a dire una cosa simile senza alcuna prova?</strong></p>
<p>Io ho parlato di governo italiano e mi pare ovvio. Sappiamo che Mifsud ha vissuto a Roma per molto tempo in una casa pagata dalla Link e sappiamo che è stato nascosto dall’Italia. Sono deduzioni, le mie. Non ho mai fatto altro che fornire i fatti e Mifsud era legato a personalità politiche italiane.</p>
<p><strong>Chi sono?</strong></p>
<p>Pittella e Vincenzo Scotti, per esempio. E in Gran Bretagna a Boris Johnson. Era molto legato al mondo politico occidentale.</p>
<p><strong>A proposito di Mifsud. Che fine ha fatto?</strong></p>
<p>È un grosso mistero. In nessuna circostanza una persona scompare come ha fatto lui. C’è sicuramente qualcosa di losco, ma so che Mifsud è stato recentemente localizzato in Umbria e questo mi fa pensare che sia vivo e vegeto in Italia.</p>
<p><strong>Come ha conosciuto George Papadopoulos?</strong></p>
<p>Abbiamo cominciato a parlare quando ho iniziato a lavorare per il London Center. Mi ha contattata via Linkedin dicendomi: “Ah, vedo che lavori anche tu per il London center” e così abbiamo iniziato a sentirci. All’epoca lavorava per la campagna di Trump e prima di incontrarci a New York, a fine marzo 2017, sono passati un po’ di mesi.</p>
<p><strong>E lui come ha incontrato Mifsud?</strong></p>
<p>A Roma durante un viaggio alla Link con Nagi Idris. All’epoca è stato presentato da Vincenzo Scotti. Mifsud sembrava molto interessato al suo lavoro per la campagna di Trump e il resto è storia.</p>
<p><strong>Papadopoulos incontra Scotti a marzo 2016. Voi vi siete visti per la prima volta a New York nel 2017. Le ha mai parlato di quell’incontro? Le ha mai detto che gli era stato fatto avere del materiale sensibile su Hillary?</strong></p>
<p>Mi ha parlato di Mifsud come di un personaggio strano e mi chiedeva cosa pensassi di lui. Non mi ha mai parlato di lui come di una persona che gli aveva offerto del materiale sulla Clinton ma di una persona, un millantatore, che si era presentato come una persona connessa al governo russo ma che in realtà non gli aveva neanche presentato l’ambasciatore russo a Londra.</p>
<p><strong>Cosa crede che sia venuto a fare Barr in Italia?</strong></p>
<p>È venuto a cercare di capire quale fosse il motivo per cui l’Italia non sta dando informazioni su Mifsud. È un’ulteriore prova che l’Italia può esser coinvolta, se non nel Russiagate, nella scomparsa di Mifsud.</p>
<p><strong>Il procuratore John Durham sta lavorando all’indagine penale sulle origini del Russiagate. Lei o suo marito ci avete mai parlato?</strong></p>
<p>No, mai.</p>
<p><strong>Ma non le sembra inverosimile che tutto questo sia stato pensato solo per attaccare Trump?</strong></p>
<p>Io ora mi farò attaccare, ma credo che tutte queste operazioni rappresentano la delegittimazione della democrazia e della presidenza americana. Ci si attacca a tutto per delegittimare Trump. Anche il coronavirus è stato usato per attaccare il presidente americano, che è una delle persone più odiate al mondo. Nessuno parla dei risultati della sua amministrazione. Il russiagate è una delle più grandi bufale della storia.</p>
<p><strong>Vedremo&#8230;</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Ha collaborato Roberto Vivaldelli</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/intervista-moglie-george-papadopoulos.html">&#8220;Vi dico come è nato il Russiagate&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;All&#8217;80% Mifsud è morto&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/all80-mifsud-e-morto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Carnieletto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2019 08:46:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
		<category><![CDATA[Spygate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joseph Mifsud (Screenshot da YouTube)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>(Agrigento) Nella città dei templi sembra che oramai tutti lo abbiano scaricato. Ad Agrigento, lì dove il professore maltese è stato presidente del locale consorzio universitario, c’è adesso una vera e propria gara a chi prende maggiormente le distanze da lui. Il riferimento è a Joseph Mifsud, personaggio chiave nel Russiagate, di cui non si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/all80-mifsud-e-morto.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Joseph Mifsud (Screenshot da YouTube)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Joseph-Mifsud-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p><strong>(Agrigento)</strong> Nella città dei templi sembra che oramai tutti lo abbiano scaricato. Ad Agrigento, lì dove il professore maltese è stato presidente del locale consorzio universitario, c’è adesso una vera e propria gara a chi prende maggiormente le distanze da lui. Il riferimento è a <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joseph-mifsud.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Joseph Mifsud</strong></a>, personaggio chiave nel Russiagate, di cui non si hanno tracce dall&#8217;ottobre del 2017.</p>
<h2>Nessuno sapeva nulla</h2>
<p>Mifsud è arrivato ad Agrigento nell’aprile del 2010, presentato presso la sede del palazzo della provincia come nuovo presidente del Consorzio Universitario. All’epoca maggiore azionista dell’ente era proprio la provincia, per cui buona parte delle scelte politiche dipendevano da quello che oggi dalla Regione Siciliana è conosciuto come “libero consorzio di comuni”. Promotore del suo insediamento presso il polo universitario agrigentino è stato<strong> Eugenio D’Orsi</strong>, presidente della provincia dal 2008 al 2013, l’ultimo prima dello scioglimento dell’ente avvenuto per mano di Rosario Crocetta. “Mifsud – ha spiegato D’Orsi nei giorni scorsi – aveva dato ad Agrigento una certa speranza. Era una persona brillante, con conoscenze illimitate, e noi volevamo portare la Sicilia nel mondo. Il docente mi fece mettere in contatto con Malta, e stavamo per fare l&#8217;aeroporto grazie a questo. Quella era la parte migliore di lui”.</p>
<p>Poi, secondo l’ex presidente della provincia, qualcosa è cambiato: “Nella seconda parte della sua esperienza dico senza mezzi termini che era un ciarlatano”, ha affermato D’Orsi nell’intervista sopra citata. Lo stesso ex presidente ha poi confermato che la decisione di scegliere Mifsud all’epoca è stata condivisa da tutti gli azionisti del consorzio, dunque anche comune di Agrigento, camera di commercio e Università di Palermo. Ma oggi, come detto, è una gara a chi scarica prima il professore maltese. Il comune di Agrigento nei giorni scorsi, per bocca dell’attuale sindaco Lillo Firetto, ha annunciato la costituzione come parte civile dell’ente nel procedimento aperto dalla procura della città dei templi sulle “spese pazze” operate da Mifsud durante la sua presidenza.</p>
<p>Un procedimento partito dopo gli esposti presentati da Giovanni Di Maida, attuale commissario del consorzio universitario, ma già all’epoca componente del consiglio di amministrazione. Anche lui afferma di non essersi accorto di nulla, di sentire Mifsud giustificare le sue trasferte all’estero con la prospettiva di stringere accordi con altre università straniere. Accordi poi mai avvenuti, tiene a precisare Di Maida. Come però fatto notare da Felice Cavallaro su il Corriere Della Sera, “forse qualche dubbio avrebbe potuto averlo già qualche anno fa anche lo stesso Di Maida, che stava nel consiglio di amministrazione con i professori Maria Immordino e Gianfranco Tuzzolino”. Lui però, come gli altri protagonisti, <a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/mifsud-indagato-spese-pazze-sicilia-1796406.html" target="_blank" rel="noopener">si sarebbe accorto delle “<strong>spese pazze</strong>” solo da poco</a>: “Tutto passava attraverso due funzionari del Consorzio che nulla dicevano, una signora oggi in pensione e un impiegato che fecero trasferire dalla vicina Licata”, ha spiegato Di Maida.</p>
<p>In poche parole, ad Agrigento nessuno si era accorto di nulla o almeno così è stato spiegato dai protagonisti. Buchi di bilancio, telefonate strane, viaggi sospetti, prolungate assenze da Agrigento, sono elementi questi saltati fuori soltanto adesso, proprio quando il nome di Mifsud non è stato più confinato nelle pagine della cronaca locale. Ed è soltanto adesso, sotto il profilo politico, che tutti in città hanno iniziato a prendere le distanze dal professore maltese.</p>
<h2>Il sospetto che aleggia in procura</h2>
<p>C’è però un altro aspetto che è destinato a gettare ulteriore ombra sulla vicenda. È stato avviato dai magistrati agrigentini un procedimento contro Mifsud, reo di aver contribuito a mandare in rosso i bilanci del consorzio universitario. Forse nel creare quel disastro finanziario il professore maltese è stato aiutato da qualcuno. È anche questo che la procura vorrebbe accertare nella sua inchiesta. Il problema però, ed è questo l’elemento che più risalta al momento, è che Mifsud non si riesce a rintracciare. Come detto ad inizio articolo, di lui si sono perse le tracce nel 2017, oramai quindi da più di due anni: “L&#8217;ufficio inquirente agrigentino ha attivato le procedure per la notifica, molto complesse anche perché i sospetti sono quelli che possa non essere più in vita”, si legge in una nota dell’Agi di alcuni giorni fa.</p>
<p>Ma dagli uffici della procura nelle ultime ore sono trapelati sospetti ancora più netti. Sono sempre maggiori le voci di corridoio secondo cui i magistrati agrigentini siano oramai quasi certi di avere a che fare con un indagato che, in futuro, non avrà modo di difendersi né in un’aula di tribunale e né a livello politico: “Le probabilità che Mifsud sia morto sono molto alte”, conferma una fonte del palazzo di giustizia agrigentino. “Parliamo dell’80% di possibilità”.</p>
<h2>Quel sospetto sul destino di Mifsud</h2>
<p>C’è un altro elemento che ci spinge a ipotizzare che Joseph Mifsud possa &#8211; il condizionale è d’obbligo, naturalmente &#8211; non essere più in vita, per riallacciarci alle voci di corridoio della Procura appena menzionate. Anche se è ovvio che ci auguriamo che non sia affatto così. <a href="https://it.insideover.com/politica/quel-misterioso-file-audio-che-lega-litalia-al-russiagate.html?utm_source=ilGiornale&amp;utm_medium=article&amp;utm_campaign=article_redirect" target="_blank" rel="noopener">Parliamo dell’enigmatico file audio</a> inviato alle redazioni dell’<em>Adnkronos</em> e de <em>Il Corriere della Sera</em>: “Spero che farete conoscere le mie parole, per favore ascoltate i file allegati”, afferma la voce di una persona che si qualifica come Joseph Mifsud e che, in data 11 novembre 2019, rilascia quelle dichiarazioni.</p>
<p>Tuttavia, un perito &#8211; tra i più qualificati in Italia &#8211; a cui abbiamo fatto ascoltare i file audio non ha dubbi: la voce non è quella del professore. “Sono convinto che il file audio sia un falso e che la persona che parla non sia il professor Joseph Mifsud“. Afferma l’esperto in discipline forensi, uno dei più importanti in Italia in questo ambito, che Inside Over ha contattato tramite Cristina Sartori, grafologo giudiziario presso il Tribunale di Trento. Il perito ha messo a confronto il file audio inviato dal presunto Mifsud all’agenzia di stampa Adnkronos e al Corriere della Sera, con due video su Youtube nei quali è il docente a parlare.</p>
<p>L’analisi dell’esperto che abbiamo contattato è estremamente interessante: “È stato registrato con un microfono attaccato al colletto della camicia, in un ambiente molto ampio, collegato direttamente computer, c’è molto eco”, spiega a InsideOver. “Nel file audio inviato ai giornali italiani – osserva – si sente anche la voce di una donna, verso la fine, che dice 22”. La persona del messaggio audio, prosegue, “non ha la stessa cadenza del vero Mifsud dei video, che trascinava le vocali per via del suo respiro. Questa cosa nel file audio non c’è mai e sono abbastanza convinto che sia un falso”. Anche il suo avvocato, Stephan Roh, aveva smentito all’Adnkronos che la persona del messaggio audio fosse il docente maltese: “È assolutamente falsa, al 100 per cento”. Dice Roh: “Voce troppo alta, non il suo accento, non la tonalità, sembra un vero italiano”.</p>
<p>A questo punto, ipotizzando che il perito abbia effettivamente ragione (come crediamo), la domanda è d’obbligo: perché qualcuno avrebbe dovuto fabbricare un falso audio? I casi sono due: o il docente maltese continua a nascondersi &#8211; chissà dove &#8211; oppure, nella peggiore delle ipotesi, stiamo parlando di una persona che potrebbe non essere più in vita. L’ultima persona che l’ha visto a Roma ha raccontato a Panorama che “Joe ha un bell’appartamento ai Parioli, l’ho visto là l’ultima volta. Era marzo 2018”, spiega la fonte. “Che [Joseph Mifsud] sia scomparso nel 2017 l’ho letto sui giornali. Io l’ho rivisto l’ultima volta ai Parioli, vicino a Piazza Euclide, dove Joe aveva un bell’appartamento”. E poi?</p>
<h2>Il nascondiglio nelle Marche</h2>
<p>A partire dal 31 ottobre 2017 &#8211; data ufficiale della scomparsa &#8211; come appurato da La Verità, il docente maltese è stato ospite nella dimora di Alessandro Zampini, medico chirurgo specializzato in odontostomatatologia, che si trova a sei chilometri da Matelica, a Esanatoglia, paesino in provincia di Macerata, uno dei borghi più belli d&#8217;Italia. Zampini non sarebbe, secondo quanto ricostruito dalla Verità, un &#8220;amico&#8221; di Vanna Fadini, amministratore della Global education management (Gem), la società di gestione della Link Campus Università, ma il suo compagno. Il dentista abita a Roma ma torna spesso nella piccola borgata marchigiana, dove vive sua madre Luciana. Il nome di Zampini, fino a qualche tempo fa, figurava peraltro anche tra i membri del cda della Link Campus.</p>
<p>Come spiega lo stesso Mifsud nella deposizione consegnata a John Durham: &#8220;Sono rimasto lì per oltre due mesi – spiega – Ho trascorso questi due mesi a pensare a come recuperare la mia salute, che era una delle cose più importanti, e anche tempo per raccogliere le mie idee e punti di vista su cosa era effettivamente accaduto&#8221;. Le testimonianze raccolte dalla Verità confermano il soggiorno del professore a Esanatoglia, nella casa di Zampini.</p>
<h2>Chi è Joseph Mifsud</h2>
<p>Secondo la ricostruzione ufficiale, il docente affermò in un incontro dell’aprile 2016 a George Papadopoulos, consigliere della campagna di Donald Trump, di aver appreso che il governo russo possedeva &#8220;materiale compromettente&#8221; (dirt) su Hillary Clinton &#8220;in forma di e-mail&#8221;. A quel punto l’ex consulente del presidente avrebbe ripetuto tali informazioni all’alto Commissario australiano a Londra, Alexander Downer, che a sua volte riferì tutto alle autorità americane. Da qui, il 31 luglio 2016, partirono le indagini dell’Fbi sui presunti collegamenti tra Trump e la Russia, accuse che in seguito si sono dimostrate inconsistenti. Ma allora chi ha architettato e confezionato tutto con l’obiettivo di &#8220;incastrare&#8221; Trump? La giustizia americana sta facendo il suo corso con l&#8217;indagine penale di John Durham.</p>
<p>Il 7 novembre 2018 Giulio Occhionero &#8211; al centro della vicenda EyePiramid &#8211; ha presentato un esposto alla procura della Repubblica di Perugia all’attenzione della Dott.ssa Gemma Milani, nella quale si menziona proprio Joseph Mifsud: a dimostrazione che, ovunque sia, nessuno può nascondere il fatto che il misterioso professore sia fondamentale nel comprendere le origini del Russiagate e un intrigo internazionale che ha portato, per ben due volte, l’Attorney General William Barr in Italia a colloquio con i vertici dei nostri servizi segreti. E un procuratore generale americano non si muove mai da Washington DC, se non per casi eccezionali. Come questo.</p>
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		<title>Il giallo sull&#8217;incontro romano all&#8217;origine dello Spygate</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-giallo-sullincontro-romano-allorigine-dello-spygate.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 15:32:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Spygate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="829" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/George-Papadopoulos-La-Presse-e1566223524920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/George-Papadopoulos-La-Presse-e1566223524920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/George-Papadopoulos-La-Presse-e1566223524920-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/George-Papadopoulos-La-Presse-e1566223524920-768x331.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/George-Papadopoulos-La-Presse-e1566223524920-1024x442.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il docente maltese Joseph Mifsud e l&#8217;ex direttore dell&#8217;Fbi James Comey erano in Australia l&#8217;8 e il 9 marzo 2016, una settimana prima che l&#8217;ex advisor della campagna di Donald Trump, George Papadopoulos, incontrasse il professore e presidente dell&#8217;Emuni a Roma, alla Link University. Una banalissima coincidenza? Secondo Papadopoulos assolutamente no. &#8220;Ora abbiamo le prove &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-giallo-sullincontro-romano-allorigine-dello-spygate.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="829" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/George-Papadopoulos-La-Presse-e1566223524920.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/George-Papadopoulos-La-Presse-e1566223524920.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/George-Papadopoulos-La-Presse-e1566223524920-300x129.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/George-Papadopoulos-La-Presse-e1566223524920-768x331.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/George-Papadopoulos-La-Presse-e1566223524920-1024x442.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il docente maltese <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joseph-mifsud.html">Joseph Mifsud</a> e l&#8217;ex direttore dell&#8217;Fbi James Comey erano in <a href="https://www.abc.net.au/news/2016-03-16/us-spy-boss-makes-secretive-visit-to-australia/7251590">Australia l&#8217;8 e il 9 marzo 2016</a>, una <a href="http://ozmalta.com/wp-content/uploads/NEWS111.pdf">settimana prima</a> che l&#8217;ex advisor della campagna di <strong>Donald Trump</strong>, <strong>George Papadopoulos</strong>, incontrasse il professore e presidente dell&#8217;Emuni a Roma, alla Link University. Una banalissima coincidenza? Secondo Papadopoulos assolutamente no. &#8220;Ora abbiamo le prove che Comey e Mifsud stavano incontrando gli stessi funzionari in Australia pochi giorni prima che fossi &#8220;spronato&#8221; a incontrare Mifsud a Roma&#8221;, ha scritto su Twitter. L&#8217;ex consulente del presidente Trump ha poi aggiunto in un altro tweet <a href="https://twitter.com/GeorgePapa19/status/1183128030090317824">l&#8217;altro &#8220;tassello&#8221; mancante</a>: &#8220;Mark Ryan, ex direttore dell&#8217;Australian Intelligence Agency ed ex capo dello staff di Alexander Downer, si è incontrato con Joseph Mifsud un paio di settimane prima che mi parlasse delle &#8220;informazioni&#8221; (su Hillary Clinton, <em>ndr</em>)! Cattive notizie per l&#8217;Australia!&#8221;.</p>
<p>Per Papadopoulos è la &#8220;prova&#8221; che i servizi di intelligence &#8211; di Regno Unito, Australia e forse anche Italia &#8211; hanno cospirato contro Trump. Il cerchio che si chiude, in attesa di capire qual è stato il ruolo dell&#8217;Italia. Ma perché è così importante l&#8217;Australia? Secondo la ricostruzione ufficiale, il docente maltese affermò in un incontro dell’aprile 2016 a Papadopoulos, consigliere della campagna di Trump, di aver appreso che il governo russo possedeva &#8220;materiale compromettente&#8221; (<em>dirt</em>) su Hillary Clinton &#8220;in forma di e-mail&#8221;. A quel punto l’ex consulente del presidente avrebbe ripetuto tali informazioni all’alto Commissario australiano a Londra, <strong>Alexander Downer</strong>, che a sua volte riferì tutto alle autorità americane. Da qui, il 31 luglio 2016, partirono le indagini dell’Fbi sui presunti collegamenti fra Trump e la Russia, accuse che in seguito si sono dimostrate inconsistenti. E ora Trump vuole la sua vendetta.</p>
<h2>L&#8217;intervista di Dan Bongino a George Papadopoulos</h2>
<p>Papadopoulos ha &#8220;ricostruito&#8221; il suo incontro con Mifsud <a href="https://www.youtube.com/watch?v=45m5DP1xfRg">in un&#8217;intervista rilasciata</a> al giornalista americano di<em> Fox News</em> <strong>Dan Bongino</strong>. &#8220;Lavoravo presso questa organizzazione a Londra &#8211; il London Centre for International Law Practice (Lcilp) &#8211; che all&#8217;epoca non sapevo essere un gruppo formato da ex diplomatici occidentali e personalità legate all&#8217;intelligence. Arvinder Sambei, consulente legale dell&#8217;Fbi nel Regno Unito, era consulente di questa organizzazione alla quale dissi che stavo per unirmi alla campagna di Trump e che me ne sarei andato negli Stati Uniti. All&#8217;improvviso &#8211; spiega Papadopoulos &#8211; mi dissero che prima di partire per Washington sarei dovuto andare a Roma con loro. C&#8217;erano alcune persone che volevano presentarmi. Accettai e andai a Roma per tre giorni&#8221;.</p>
<p>È il marzo 2016 quando Papadopoulos incontra il professor Mifsud: &#8220;Mi presentarono Mifsud in questa università di Roma chiamata Link Campus. Non avevo idea di cosa fosse quel posto. Ma, a quanto pare, è una sorta di campo di addestramento per agenti dell&#8217;intelligence occidentale. La Cia ha tenuto dei corsi lì e <a href="https://www.washingtonpost.com/archive/opinions/2004/04/06/the-cias-dissidents/149e7cc5-af82-471a-b392-50da325302bc/">David Ignatius del <em>Washington Post</em> </a>ne ha ampiamente parlato. Mi dissero che era molto importante che incontrassi <strong>Joseph Mifsud</strong>&#8220;.</p>
<h2>Dov&#8217;è Mifsud? Nessuno lo sa</h2>
<p>Nel frattempo, più passano i giorni, e più emergono nuovi retroscena e dettagli rispetto ai<a href="https://it.insideover.com/politica/quel-misterioso-file-audio-che-lega-litalia-al-russiagate.html"> due incontri romani</a> fra il Procuratore generale degli Stati Uniti, <strong>William Barr</strong>, l’avvocato John Durham, e i vertici dei nostri servizi segreti, i direttori di Dis, Aisi e Aise, Gennaro Vecchione, Mario Parente e Luciano Carta, datati 15 agosto e 27 settembre (al primo, va sottolineato, partecipò solo Vecchione dopo il via libera del presidente del Consiglio Giuseppe Conte). Barr e Durham, come abbiamo spiegato già in questo articolo, non sono usciti soddisfatti dall’incontro del 27 settembre scorso: avevano chiesto alle autorità italiane delle informazioni precise su <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joseph-mifsud.html">Joseph Mifsud</a>, il docente maltese al centro dell’intrigo internazionale, che non sono arrivate.</p>
<p>Come riporta<em> Il Fatto Quotidiano</em>, dopo le promesse fatte il 15 agosto, il 27 settembre i capi dei servizi segreti italiani avrebbero risposto ai Procuratori americani che indagano sulle origini del Russiagate di non sapere dove si trovi Joseph Mifsud e di non essere a conoscenza delle sue relazioni relazioni con gli agenti dell’intelligence italiana. Da qui la forte delusione di Barr e Durham. Tuttavia, secondo <em>Il</em> <em>Fatto</em>, alcune cose rilevanti sarebbero state dette nel vertice. &#8220;Se lo state cercando, le ultime tracce che noi abbiamo trovato portano alla <strong>Russia</strong>. E a qualche contatto con l’ Ucraina. Non all’Italia&#8221;, questo avrebbero detto i nostri agli americani. Barr e Durham, tuttavia, avrebbero chiesto riscontri su eventuali collegamenti fra Mifsud e agenti dell’intelligence occidentale. Sempre stando a quanto ricostruito dal <em>Fatto</em>, la nostra risposta sarebbe stata quella di una piena disponibilità a cooperare, però lungo le vie ufficiali.</p>
<p><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joseph-mifsud.html">Come abbiamo raccontato su questa testata</a>, gli americani sanno perfettamente che <strong>Joseph Mifsud</strong> era nascosto in Italia fino alla scorsa primavera, poco prima della pubblicazione del rapporto Mueller. L’avvocato svizzero di Mifsud, Stephan Roh, ha dichiarato all’<em><a href="https://www.theepochtimes.com/mifsuds-lawyer-client-in-italy-until-mueller-report-drop-now-in-hiding-again_3105399.html">Epoch Times</a> </em>che il suo cliente ha vissuto fino a poco tempo fa in Italia, ma che il docente ha deciso di nascondersi di nuovo dopo la pubblicazione del rapporto finale sul Russiagate del consigliere speciale Robert Mueller (dunque il 18 aprile 2019).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-giallo-sullincontro-romano-allorigine-dello-spygate.html">Il giallo sull&#8217;incontro romano all&#8217;origine dello Spygate</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Spionaggi e omissioni: quel mistero tra Conte, Vecchione e gli Usa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/spionaggi-e-omissioni-quel-mistero-tra-conte-vecchione-e-gli-usa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 05 Oct 2019 08:12:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Link Campus University]]></category>
		<category><![CDATA[Russiagate]]></category>
		<category><![CDATA[Spygate]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.insideover.com/?p=232654</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Donald-Trump-e-il-procuratore-speciale-William-Barr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Donald Trump e il procuratore speciale William Barr (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Donald-Trump-e-il-procuratore-speciale-William-Barr.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Donald-Trump-e-il-procuratore-speciale-William-Barr-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Donald-Trump-e-il-procuratore-speciale-William-Barr-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Donald-Trump-e-il-procuratore-speciale-William-Barr-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Come Inside Over ha avuto modo di anticipare, l&#8217;Attorney General degli Stati Uniti William Barr si è recentemente recato in Italia per confrontarsi coi vertici dei servizi segreti italiani e indagare sul cosiddetto &#8220;Spygate&#8221;. La visita settembrina non è tuttavia rimasta un caso isolato se è vero che, come rivelato da fonti mediatiche, Barr sarebbe giunto in Italia anche a metà &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/spionaggi-e-omissioni-quel-mistero-tra-conte-vecchione-e-gli-usa.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spionaggi-e-omissioni-quel-mistero-tra-conte-vecchione-e-gli-usa.html">Spionaggi e omissioni: quel mistero tra Conte, Vecchione e gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Donald-Trump-e-il-procuratore-speciale-William-Barr.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Donald Trump e il procuratore speciale William Barr (LaPresse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Donald-Trump-e-il-procuratore-speciale-William-Barr.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Donald-Trump-e-il-procuratore-speciale-William-Barr-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Donald-Trump-e-il-procuratore-speciale-William-Barr-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/10/Donald-Trump-e-il-procuratore-speciale-William-Barr-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><a href="https://it.insideover.com/politica/luomo-di-trump-e-in-italia-per-indagare-sullo-spygate.html" target="_blank" rel="noopener">Come <em>Inside Over </em>ha avuto modo di anticipare</a>, l&#8217;Attorney General degli Stati Uniti <strong>William Barr </strong>si è recentemente recato in Italia per confrontarsi coi vertici dei <strong>servizi segreti italiani</strong> e indagare sul cosiddetto <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/che-cose-lo-spygate.html" target="_blank" rel="noopener">&#8220;Spygate&#8221;</a>. La visita settembrina non è tuttavia rimasta un caso isolato se è vero che, come rivelato da fonti mediatiche, Barr sarebbe giunto in Italia anche a metà agosto per incontrare <strong>Gennaro Vecchione</strong>, direttore del <strong>Dis</strong>, vertice dei nostri servizi segreti e vero e proprio braccio destro del premier <strong>Giuseppe Conte</strong>, e parlare principalmente del caso di <strong>Joseph Mifsud</strong>, <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joseph-mifsud.html" target="_blank" rel="noopener">il docente maltese della Link Campus University</a> che ha fatto perdere le sue tracce due anni fa e che potrebbe essere la figura chiave per capire la genesi del &#8220;Russiagate&#8221; che ha coinvolto Donald Trump.</p>
<p>C&#8217;è del torbido nella vicenda di sospetti coinvolgimenti del governo italiano nella fabbricazione della &#8220;pistola fumante&#8221; che avrebbe dovuto provare la collusione russa di Trump e nell&#8217;attuale contro-indagine di Washington in cui Vecchione, ex generale di divisione della <strong>Guardia di Finanza</strong>. In un&#8217;intervista a <em>La Verità, </em>George Papadopoulos, tra i teste chiave del &#8220;Russiagate&#8221;, espande il campo visivo oltre Mifsud e chiama in causa l&#8217;intera <strong>Link Campus</strong>, presieduta dall&#8217;ex onorevole Dc <strong>Vincenzo Scotti</strong>: &#8220;Mifsud si trova ancora in Italia”, afferma l&#8217;ex membro del comitato elettorale di Trump, che accentua il ruolo di Vincenzo Scotti: “In confronto a lui, Mifsud è lo stupido del villaggio. Sono convinto &#8211; dice &#8211; che Barr dovrebbe parlare con lui”.</p>
<p>In questa fitta trama è difficile separare il grano dal loglio. Le dichiarazioni di Papadopoulos non hanno ricevuto alcuna conferma in seguito alle loro pubblicazioni, per quanto sui legami internazionali della Link, università privata romana, probabilmente bisogna indagare ancora. <a href="https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/servizi-vecchione-capo-supremo-spie-sta-trascinando-215246.htm" target="_blank" rel="noopener">Ha provato a farlo </a><em>Dagospia </em>in relazione alla figura dello stesso Vecchione: a marzo il popolare blog aveva riportato voci di &#8220;addetti ai lavori&#8221; dei servizi secondo cui la decisione di Vecchione di tenere una <em>lectio magistralis </em>nell&#8217;ateneo nel pieno delle doppie indagini Russiagate-Spygate era da ritenersi discutibile. Le infiltrazioni dello spionaggio internazionale nell&#8217;ateneo, o i sospetti a riguardo, avrebbero consigliato maggiore cautela.</p>
<p>Nel mirino sono in particolare gli incontri d&#8217;agosto che avrebbero avuto il via libera da <strong>Palazzo Chigi</strong>: &#8220;Agli inizi di agosto viene contattato Palazzo Chigi per ottenere il via libera all&#8217;incontro con i servizi segreti&#8221;, <a href="https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/servizi-amp-segreti-conte-dovra-riferire-parlamento-215311.htm" target="_blank" rel="noopener">ricostruisce il <em>Corriere della Sera</em></a>. &#8220;E dopo qualche giorno Barr vede Vecchione. Un faccia a faccia durante il quale il ministro presenta evidentemente una lista di richieste. Qualche giorno dopo le istanze statunitensi vengono infatti &#8216;girate&#8217; all&#8217;Aisi e all&#8217;Aise, con l&#8217;impegno di convocare una nuova riunione. A metà settembre dal Dis parte una lettera per fissare la nuova riunione il 27 nella sede centrale di piazza Dante&#8221;.</p>
<p>Il premier Conte maneggia il dossier nell&#8217;evoluzione del governo dal gialloverde al giallorosso: i dubbi sul ruolo del premier sono sulla sua cooperazione con i ministeri che lo Spygate e il Russiagate chiamano in causa (Giustizia, Esteri e Difesa) nel momento in cui due su tre conoscono un cambio di titolare, con la sola Giustizia rimasta intestata al pentastellato <strong>Alfonso Bonafede</strong>. Conte, forte della delega ai servizi, gode di un rapporto privilegiato con Dis, Aise e Aisi, ma qualcuno al di fuori di Palazzo Chigi sapeva dei viaggi di Barr? Ci sono nuovi elementi sulle indagini su un presunto contributo italiano al Russiagate? Perchè la Link è al centro di così grande trame internazionali? Di questo e molto altro è probabile che Conte debba rispondere in un&#8217;audizione in Parlamento. In cui gli organi competenti dovranno capire cosa si nasconde sulle due sponde dell&#8217;Atlantico in un strano gioco di spie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/spionaggi-e-omissioni-quel-mistero-tra-conte-vecchione-e-gli-usa.html">Spionaggi e omissioni: quel mistero tra Conte, Vecchione e gli Usa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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