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	<title>Spese militari Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Wed, 13 Nov 2024 20:40:32 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Spese militari Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>La superfregata tedesca gira al largo dal Mar Rosso per paura degli Houthi. E la difesa europea&#8230;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-superfregata-tedesca-gira-al-largo-dal-mar-rosso-per-paura-degli-houthi-e-la-difesa-europea.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 07:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Deterrenza nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[houthi]]></category>
		<category><![CDATA[Marina]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Spese militari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1733" height="1153" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca.jpg 1733w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1733px) 100vw, 1733px" /></p>
<p>La "Baden Wuttenberg" è di fatto fuggita dal Mar Rosso. Il che fa riflettere sulle potenza tedesca e sulle capacità militari dell'Europa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-superfregata-tedesca-gira-al-largo-dal-mar-rosso-per-paura-degli-houthi-e-la-difesa-europea.html">La superfregata tedesca gira al largo dal Mar Rosso per paura degli Houthi. E la difesa europea&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1733" height="1153" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca.jpg 1733w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/08/Marina-tedesca-1024x681.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1733px) 100vw, 1733px" /></p>
<p>È notizia della scorsa settimana quella che riportava una moderna nave da guerra tedesca, la &#8220;superfregata&#8221; <strong>Baden-Württemberg</strong> , di ritorno da un&#8217;<a href="https://www.bundeswehr.de/en/organization/navy/news/indo-pacific-deployment-2024">importante missione</a> di diplomazia, difesa e cooperazione rafforzata per la sicurezza nell&#8217;Indo-Pacifico, e la decisione di evitare volutamente il Mar Rosso per non trovarsi di fronte alla minaccia degli <strong>Houthi</strong>. I ribelli dello <strong>Yemen</strong> che continuano a scegliere come bersaglio dei loro droni suicidi e dei loro missili di fabbricazione iraniana le navi mercantili e le navi militari &#8220;associate&#8221; a Israele e ai suoi alleati. La ragione di questa scelta sarebbe da ricercare nell&#8217;incapacità di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/berlino-si-piega-fronte-minacce-mar-rosso-mentre-legitto-2391143.html">difendersi efficacemente</a> dalle minacce aeree e nell&#8217;impossibilità di garantire una difesa estesa alla sua nave appoggio, la Frankfurt am Main, unità per il rifornimento.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fuga dal Mar Rosso</strong></h2>



<p>La fuga di una nave da guerra occidentale dal Mar Rosso nonostante la <strong>Missione Aspides</strong>, che ha contemplato il dispiegamento di una <strong>fregata missilistica multiruolo</strong> tedesca della classe<strong> &#8220;Sachsen</strong>&#8220;, capo classe della tipologia F124, ha sollevato alcune perplessità. Non solo sulla reale capacità della Marina militare tedesca, che da qualche anno ha annunciato un &#8220;<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-germania-si-blinda-50-miliardi-per-la-difesa-e-la-guerra-in-mare.html">programma di riarmo</a>&#8220;, ma anche sullo stesso dispositivo internazionale messo in campo dalla missione europea. Ma andiamo per gradi.</p>



<p>La <strong>Deutsche Marine</strong> basa le sue capacità d&#8217;attacco e difesa su suoi 6 sottomarini classe A212, analoghi ai <a href="https://it.insideover.com/difesa/cosi-fincantieri-costruisce-i-sottomarini-che-segneranno-il-futuro-della-marina-militare.html">nostri sottomarini</a> della classe Todaro realizzati su licenza, sulle sue 11 fregate e fregate lanciamissili delle classi Brandeburg, Sachsen e Baden-Württemberg, e sulle 5 corvette della classe Braunschweig. A queste si aggiungono almeno 11 navi ausiliarie per il rifornimento e una dozzina di cacciamine.</p>



<p>Una flotta che dovrebbe poter garantire la difesa congiunta da potenziali attacchi da parte di missili da crociera, aerei o droni di un cosiddetto <strong><a href="https://conflictplatform.ox.ac.uk/cccp/research/michael-von-der-schulenburg-the-era-of-armed-non-state-actors-risks-of-global-chaos"><em>armed</em> <em>non</em>&#8211;<em>state</em> <em>actor</em></a></strong> come lo Yemen controllato dai ribelli Houthi (sebbene non privi del supporto logistico di <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/chi-indica-agli-houthi-dello-yemen-le-navi-da-colpire-ce-chi-pensa-siano-i-russi.html">potenze estere</a>). Questa prova di debolezza invece, celata dalla giustificazione di un impiego più ampio e diversificato della <strong>flotta di Berlino,</strong> sembra quasi dipingere &#8211; come è stato ipotizzato da altri analisti &#8211; un &#8220;q<em>uadro preoccupante sulla capacità della Marina tedesca</em>&#8220;. Aprendo al dibattito sulle reali capacità della Marina di una delle principali potenze europee in un<strong> conflitto convenzionale</strong> e <strong>non asimmetrico</strong> che determinati scenari del futuro potrebbero prospettare.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Fregate a confronto</strong></h2>



<p>Come fa notare<em> The War Zone</em>, dopo la conferma della lunga deviazione della nave da guerra della Marina tedesca per evitare il Mar Rosso, la fregata <strong>&#8220;Baden-Württemberg&#8221;</strong>, del tipo F125, non può competere con la fregata lanciamissili multiruolo &#8220;Sachsen&#8221;che dispone di 32 celle per lancio verticale VSL armate con una combinazione di missili antiaerei e antinave. Oltre a lanciatori per missili per la difesa ravvicinata supportati dal cannone a doppio scopo da 76 mm e dalla coppia di cannoni MLG 27 da 27 mm, che invece rappresentano l&#8217;<strong>unica difesa della </strong>&#8220;<strong>Baden-Württemberg&#8221;</strong> insieme ai sistemi d&#8217;arma e difesa trasportati dall&#8217;elicottero Sea Lynx. Elicotteri che potrebbero &#8220;intercettare i droni in aria&#8221;. Scenario che si è già verificato per altri elicotteri e aerei imbarcati nel conflitto asimmetrico che si sta combattendo nel Mar Rosso.</p>



<p>Gli esperti sottolineano come &#8220;<em>queste strane navi&#8221; </em>siano<em> &#8220;simili a cacciatorpediniere&#8221;, &#8220;costruite per &#8216;stabilizzazione, gestione delle crisi, prevenzione dei conflitti e operazioni di intervento internazionale</em>&#8221; ma in fin dei conti inadeguate a scenari di guerra. Ciò ci porta a riflettere sulle <strong>criticità implicite</strong> alla <strong>tendenza dual-use</strong>, che ci appare sempre più distante dalle necessità delle potenze europee che potrebbero trovarsi a dover fare &#8220;<em>i conti da sole</em>&#8221; in assenza dell&#8217;onnipresenza statunitense. Ma sarebbe un tema troppo ampio da sviluppare nella sua interezza in questa sede.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un problema incompatibile con lo status di potenza </strong></h2>



<p>Navi da guerra come  queste vengono considerate &#8220;completamente indifese&#8221; di fronte ai missili balistici, compresi quelli antinave che gli Houthi comunque possiedono. Pertanto, in uno scenario di <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/si-guarda-nuova-era-potenza-navale-2294022.html">conflitto navale convenzionale </a>con una grande potenza, tali unità da guerra potrebbero essere impiegate solo in contesti che prevedono un dispositivo più ampio.</p>



<p>Secondo quanto riportato dalla rivista tedesca <em>Der Spiegel,</em> infatti,  il cambio di rotta della fregata Baden-Württemberg sarebbe stato ordinato dal momento che &#8220;<em>altre nazioni che operano con navi da guerra hanno riferito che la scorta non era attualmente possibile</em>&#8220;. Ma tali affermazioni possono portarci ad avanzare l&#8217;ipotesi, o la preoccupazione, che non sia più adeguato parlare di &#8220;<strong>potenza europea</strong>&#8221; se non in campo economico quando ci si riferisce alla <strong>Germania</strong>?</p>



<p>E che questo dubbio potrebbe riguardare molte altre Marine militari del Vecchio continente, escluse le uniche due che possono vantare una deterrenza nucleare: <strong>Francia</strong> e <strong>Gran Bretagna</strong>. È corretto affermare che, date le richieste degli Stati Uniti, in particolare dell&#8217;<strong>amministrazione Trump</strong>, in bilico tra la richiesta di un investimento congruo dei membri della NATO nel settore della difesa e la minaccia di rivedere il coinvolgimento degli Stati Uniti nella difesa di Stati terzi, non è più tempo di lesinare sulla<strong> spesa militare</strong>? Considerando che i sistemi d&#8217;arma all&#8217;altezza degli avversari, reali o teorici, sono l&#8217;unica opzione per garantirsi un posto sullo scacchiere globale nell&#8217;autonomia spesso richiesta dagli interessi specifici, in mancanza della succitata deterrenza? Tutte domande che rimangono sospese e temiamo dovranno trovare presto una risposta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-superfregata-tedesca-gira-al-largo-dal-mar-rosso-per-paura-degli-houthi-e-la-difesa-europea.html">La superfregata tedesca gira al largo dal Mar Rosso per paura degli Houthi. E la difesa europea&#8230;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il nuovo Giappone e il suo posto nell&#8217;Indo-pacifico</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/il-nuovo-giappone-e-il-suo-posto-nellindo-pacifico</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Chiara Marcassa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[Spese militari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14.jpg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-1024x576.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14-334x188.jpg 334w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Dopo decenni di torpore, il Giappone si rilancia nell'Indo-Pacifico. Sotto le pressioni sino-russe da nord e da sud, si concentra sullo sviluppo militare ed espande la cooperazione trilaterale con Corea del Sud e Stati Uniti.</p>
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<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/Copertina-video-InsideNews-1-14.jpg" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/08/Nuovo_Giappone.mp4"></video></figure>



<p>Dopo decenni di torpore, il&nbsp;<strong>Giappone</strong>&nbsp;è pronto a rilanciare la sua posizione a livello regionale e internazionale. Per dieci anni ha aumentato la <strong>spesa militare</strong> ed espanso le proprie capacità di difesa per tenere testa alle minacce che derivano dall&#8217;<a href="https://it.insideover.com/economia/la-cina-garantisce-il-rublo-con-lo-yuan-cosi-mosca-diventa-satellite-di-pechino.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">asse Pechino-Mosca</a>. Ha voltato pagina sugli annosi attriti che lo tenevano a distanza da Seul, inaugurando un nuovo avvicinamento alla<strong> Corea del Sud</strong>. Con l&#8217;appoggio e il <a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-la-distensione-seoul-tokyo-e-cruciale-per-la-strategia-usa-nel-pacifico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">coordinamento degli Stati Uniti</a>, Tokyo si prepara ad assumere una <strong>nuova dimensione nell&#8217;Indo-Pacifico. </strong></p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più:</strong><a href="https://it.insideover.com/politica/il-risveglio-del-giappone-e-il-nuovo-nel-grande-gioco-per-lindo-pacifico.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Il “risveglio” del Giappone e il nuovo nel “grande gioco” per l’Indo-Pacifico</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/il-nuovo-giappone-e-il-suo-posto-nellindo-pacifico">Il nuovo Giappone e il suo posto nell&#8217;Indo-pacifico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Pacifico ribolle. L&#8217;Australia aumenta la spesa per la difesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-pacifico-ribolle-laustralia-aumenta-la-spesa-per-la-difesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[Spese militari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYbdpkg3ZrdC-FYuNy4x_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYbdpkg3ZrdC-FYuNy4x_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYbdpkg3ZrdC-FYuNy4x_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYbdpkg3ZrdC-FYuNy4x_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYbdpkg3ZrdC-FYuNy4x_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYbdpkg3ZrdC-FYuNy4x_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYbdpkg3ZrdC-FYuNy4x_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Australia ha aumentato il budget per la difesa. Tra il patto Aukus, gli F-35 e i missili, Canberra vuole rafforzare tutte le forze armate</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pacifico-ribolle-laustralia-aumenta-la-spesa-per-la-difesa.html">Il Pacifico ribolle. L&#8217;Australia aumenta la spesa per la difesa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYbdpkg3ZrdC-FYuNy4x_ANSA-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYbdpkg3ZrdC-FYuNy4x_ANSA-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYbdpkg3ZrdC-FYuNy4x_ANSA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYbdpkg3ZrdC-FYuNy4x_ANSA-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYbdpkg3ZrdC-FYuNy4x_ANSA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYbdpkg3ZrdC-FYuNy4x_ANSA-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/03/AYbdpkg3ZrdC-FYuNy4x_ANSA-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;<strong>Australia </strong>si blinda e conferma come quanto sta accadendo nell&#8217;Indo-Pacifico non riguarda affatto &#8220;solo&#8221; Taiwan, ma tutta la regione. Per l&#8217;anno fiscale 2023, il governo di Canberra ha proposto di aumentare il bilancio della Difesa a circa<strong> 30 miliardi di dollari americani</strong>. Una cifra che, come ricordato da agenzia <em>Nova</em>, equivale al 6,3% dell&#8217;intero budget per la spesa pubblica. </p>



<p>Per l&#8217;esecutivo australiano si tratta di un aumento della <strong>spesa militare</strong> rispetto a quello previsto nell&#8217;ottobre dell&#8217;anno scorso. Attualmente, il budget per la difesa equivale al 2,04% del prodotto interno lordo. E, come è probabile, difficilmente questa tendenza all&#8217;aumento subirà una contrizione, visto che la regione del <strong>Pacifico</strong>, a causa delle frizioni con la Cina e l&#8217;impegno degli Stati Uniti, è destinata a essere al centro di continue tensioni. Una fase in cui l&#8217;Australia sta assumendo un ruolo sempre più importante anche alla luce dell&#8217;interesse di Washington a essere sostenuta nel confronto con Pechino proprio dai maggiori alleati nell&#8217;area.</p>



<p>La conferma di questa evoluzione strategica dell&#8217;Australia, d&#8217;altronde, si era già avuta con l&#8217;avvio del programma per l&#8217;acquisizione di sottomarini nucleari. L&#8217;accordo siglato da Australia, Regno Unito e Stati Uniti e passato alle cronache con l&#8217;acronimo <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/cose-aukus.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Aukus</a>, ha un costo di quasi 250 miliardi di dollari. Non a caso, come riporta <em>Nikkei Asia</em>, l&#8217;ultimo budget per la Difesa prevede <strong>4,5 miliardi di dollari australiani</strong> nei prossimi 10 anni che serviranno soltanto ad avviare i primi passi nell&#8217;acquisizione di questa nuova capacità militare. Tra i vari capitoli dell&#8217;accordo presentato nella base di Point Loma dal presidente degli Stati Uniti <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-joe-biden.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Joe Biden</a>, il primo ministro australiano Anthony Albanese e il premier britannico <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-rishi-sunak.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rishi Sunak</a>, è prevista la creazione di una nuova classe di <strong>sottomarini </strong>per il 2040 e l&#8217;acquisto di cinque sottomarini classe Virginia da parte di Canberra.</p>



<p>Oltre all&#8217;affaire Aukus, fondamentale per la spesa militare complessiva dell&#8217;Australia, il Paese vuole però fare un passo in avanti anche su altri segmenti del proprio arsenale. Canberra vuole aumentare le <strong>capacità missilistiche </strong>&#8211; solo di un mese fa la notizia dell&#8217;acquisto di 220 missili Tomahawk -, vuole completare la sua flotta di caccia<strong> F-35A</strong>, di cui ne ha ordinati 72 esemplari, si parla di un maggiore numero di carri armati Abrams in dotazione al suo esercito, e il governo punta sul dispiegamento dei bombardieri strategici Usa nella parte settentrionale del continente. Se questi sono gli obiettivi, <a href="https://breakingdefense.com/2023/05/australian-budget-historic-defense-spending-plus-au1-2b-on-us-made-missiles/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il portale <em>Breaking Defense </em>sottolinea</a> però un grosso deficit della Difesa di Canberra: i numeri del personale. Le forze armate australiane stanno facendo il possibile per rafforzare il <strong>reclutamento </strong>ed evitare la dispersione degli uomini, ma i numeri degli ultimi anni confermano una riduzione di migliaia di unità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pacifico-ribolle-laustralia-aumenta-la-spesa-per-la-difesa.html">Il Pacifico ribolle. L&#8217;Australia aumenta la spesa per la difesa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Spesa militare come nella Guerra Fredda: il record che cambia l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/record-della-spesa-militare-europea-e-il-trend-non-puo-che-proseguire.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Apr 2023 08:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[Spese militari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-scaled-600x391.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-1536x1001.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-2048x1334.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il rapporto dello Stockholm International Peace Research Institute (Sipri) non lascia dubbi: la spesa militare europea ha raggiunto un nuovo record, e cioè 2,24 trilioni di dollari, con il Vecchio Continente che ha aumentato gli stanziamenti per la difesa del 13% rispetto al 2022. Un livello di spesa che, come ricordato dallo stesso Sipri, non &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/record-della-spesa-militare-europea-e-il-trend-non-puo-che-proseguire.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-scaled-600x391.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-1536x1001.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/ilgiornale2_20230425175600502_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-2048x1334.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il rapporto dello <strong>Stockholm International Peace Research Institute</strong> (Sipri) non lascia dubbi: la spesa militare europea ha raggiunto un nuovo record, e cioè 2,24 trilioni di dollari, con il Vecchio Continente che ha aumentato gli stanziamenti per la difesa del <strong>13%</strong> rispetto al 2022. Un livello di spesa che, come ricordato dallo stesso Sipri, non tiene conto del tasso di inflazione, mostrando invece solo la spesa effettiva.</p>



<p>L&#8217;aumento, che conferma una tendenza già iniziata da diversi anni, nasce principalmente da due fattori contingenti. Da un lato c&#8217;è la<strong> guerra in Ucraina</strong>, che ha scatenato una serie di riflessioni in tutti i governi europei sulla necessità di rafforzare e modernizzare le forze armate alla luce di una guerra tradizionale, non più asimmetrica, e che ha mostrato il bisogno di nuovi armi, munizioni e sistemi. Dall&#8217;altro lato, l&#8217;aumento delle commesse nasce anche da una corsa costante di tutto il mondo verso il riarmo parallelamente a una situazione geopolitica sempre più caotica e con focolai di tensione sia a livello locale che globale. L&#8217;aumento delle tensioni in <strong>Asia</strong>, ad esempio, con potenze desiderose di aumentare le capacità dei propri arsenali anche per vincere la competizione regionale e globale, ha reso evidente anche la necessità dell&#8217;Occidente di ristabilire nuove priorità strategiche. E in questo senso, le richieste della Nato entrano inevitabilmente nei capitoli di spesa dei Paesi europei.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://it.insideover.com/iscriviti-alla-newsletter" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="810" height="150" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_war.jpg" alt="" class="wp-image-393132" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_war.jpg 810w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_war-300x56.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/strip_io_newsletter_war-768x142.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p>Per l&#8217;Europa va poi tenuto conto di un altro fattore, e cioè l&#8217;aumento esponenziale di acquisti di armi e di produzione da parte di Ucraina e Russia. Le due parti in guerra hanno dovuto necessariamente aumentare la <strong>spesa militare</strong> per fare fronte al conflitto iniziato da Vladimir Putin nel febbraio 2022. E mentre Mosca ha aumentato la produzione, Kiev ha non solo aumentato il budget destino alle armi per difendersi, ma ha anche beneficiato dei <strong>miliardi </strong>arrivati dagli Stati Uniti e dal resto del continente europeo che la sostiene.</p>



<p>Per l&#8217;Europa è possibile che questo trend continui nei prossimi anni anche alla luce delle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e <strong>Cina </strong>che, va ricordato, rappresentano da sole la metà della spesa militare mondiale. Gli Stati europei, non solo quelli dell&#8217;Unione europea, devono infatti da un lato tenere il passo di questo riarmo, dall&#8217;altro considerare anche le tensioni come una continua sfida per aumentare il livello tecnologico per non rimanere troppo indietro rispetto alle superpotenze. Una questione che per il sistema europeo si traduce in una duplice sfida. Da un lato aumentare <strong>i livelli di produzione</strong>, che, come dimostrato dalla guerra in Ucraina, non sono in grado di reggere l&#8217;urto di un conflitto su vasta scala. In secondo luogo, c&#8217;è poi il problema di un sistema industriale che paga i costi di produzione, dal momento che l&#8217;inflazione e i prezzi dell&#8217;energia hanno segnato tutti i Paesi del continente.</p>



<p>Infine, c&#8217;è anche un altro problema: il <strong>cambiamento delle necessità belliche </strong>degli Stati. Come osservato infatti con l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina ma anche con ciò che accade nel resto del mondo e nell&#8217;Indo-Pacifico, l&#8217;impressione è che in questa fase i bisogni delle forze armate siano quelli di aumentare non solo la tecnologia, ma anche i volumi degli arsenali, e questo perché il mondo &#8211; specialmente in Europa &#8211; si era concentrato su scenari di conflitti ibridi o quantomeno asimmetrici. Lo scontro tra potenze o superpotenze in una<strong> logica multi-dominio</strong> e anche tradizionale (con la richiesta di navi, carri armati, missili, proiettili) è stato uno scenario preso in considerazione solo come ipotesi estrema rispetto a logiche di conflitti iper-tecnologici o contro avversari con cui era inutile utilizzare determinati tipi di armi o mezzi. Il mondo di oggi, però, non prevede  più questo ragionamento.</p>
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		<title>L&#8217;Europa ha aumentato gli acquisti di armamenti dagli Usa, ed è un problema</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/leuropa-ha-aumentato-gli-acquisti-di-armamenti-dagli-usa-ed-e-un-problema.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 10:56:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
		<category><![CDATA[Spese militari]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220125175126297_b21243c1beff87b83f92273e1c76261d-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220125175126297_b21243c1beff87b83f92273e1c76261d-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220125175126297_b21243c1beff87b83f92273e1c76261d-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220125175126297_b21243c1beff87b83f92273e1c76261d-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220125175126297_b21243c1beff87b83f92273e1c76261d-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220125175126297_b21243c1beff87b83f92273e1c76261d-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220125175126297_b21243c1beff87b83f92273e1c76261d-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Grazie al conflitto in Ucraina, le vendite di armamenti di fabbricazione statunitense in Europa sono aumentate esponenzialmente. Dalla fine di febbraio a oggi, la spesa europea per la Difesa è aumentata di circa 230 miliardi di euro, con la sola Germania che prevede di modernizzare le sue forze armate per un importo complessivo di 100 &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/leuropa-ha-aumentato-gli-acquisti-di-armamenti-dagli-usa-ed-e-un-problema.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/leuropa-ha-aumentato-gli-acquisti-di-armamenti-dagli-usa-ed-e-un-problema.html">L&#8217;Europa ha aumentato gli acquisti di armamenti dagli Usa, ed è un problema</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220125175126297_b21243c1beff87b83f92273e1c76261d-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220125175126297_b21243c1beff87b83f92273e1c76261d-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220125175126297_b21243c1beff87b83f92273e1c76261d-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220125175126297_b21243c1beff87b83f92273e1c76261d-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220125175126297_b21243c1beff87b83f92273e1c76261d-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220125175126297_b21243c1beff87b83f92273e1c76261d-1536x1024.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/01/ilgiornale2_20220125175126297_b21243c1beff87b83f92273e1c76261d-2048x1365.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Grazie al conflitto in Ucraina, le <strong>vendite di armamenti</strong> di fabbricazione statunitense in Europa sono aumentate esponenzialmente. Dalla fine di febbraio a oggi, la spesa europea per la Difesa è aumentata di circa <strong>230 miliardi di euro</strong>, con la sola <strong>Germania </strong>che prevede di modernizzare le sue forze armate per un importo complessivo di 100 miliardi. </p>



<p>Di questa mole di denaro, l&#8217;industria statunitense, che produce ed esporta più armi di qualsiasi altro Paese, è stata il principale beneficiario. Una tendenza in atto da tempo e determinata dalla crescente instabilità nel continente europeo grazie all&#8217;aggressività russa, in quanto nel periodo 2017-2021 la Norvegia ha investito l&#8217;83% del suo budget in armamenti di fabbricazione Usa, il Regno Unito circa 77%, l&#8217;Italia il 72% e i Paesi Bassi addirittura il 95%, come riferisce lo <em>Stockholm International Peace Research Institute</em> (Sipri), con le importazioni totali di armi che sono aumentate del 19% durante quel lasso di tempo rispetto ai cinque anni precedenti. </p>



<p>Per il Vecchio Continente è stato un brusco risveglio dopo un torpore durato decenni. Torpore determinato da una sensazione illusoria di pace in Europa e che ha portato i Paesi europei a non considerare prioritaria la modernizzazione e implementazione dello strumento Difesa. </p>



<p>Secondo William Hartung, ricercatore presso il <em>Quincy Institute for Responsible Statecraft</em>, da quando il presidente Joe Biden è entrato in carica, i paesi europei fanno sommare circa <strong>33 miliardi di dollari</strong> di “offerte di armamenti”, come viene chiamata la fase iniziale dei negoziati per la vendita di armi, di cui 21 miliardi calcolati da febbraio 2022. La stima è comunque a ribasso, in quanto in quest&#8217;ultima cifra non vengono conteggiate le vendite commerciali dirette che sono più difficili da tracciare.</p>



<p>Uno dei motivi, individuati dal ricercatore del <em>Quincy Institute</em>, per cui così tanti Paesi si rivolgono ai produttori di armamenti statunitensi è che l&#8217;industria della Difesa Usa è così grande che non si deve attendere molto tempo per vedere sviluppate armi all&#8217;avanguardia. Un altro motivo è strettamente legato a questioni geografiche: i Paesi dell&#8217;Europa centro-orientale vogliono legarsi in modo particolare agli Stati Uniti e dimostrare di attribuire valore all&#8217;alleanza transatlantica, inclusa la Nato. Questa decisione deriva anche dalla <strong>differente percezione di sicurezza</strong> di questi Paesi rispetto ad altri all&#8217;interno del continente europeo: essendo più prossimi geograficamente alla Russia, la vedono maggiormente come una minaccia esistenziale, con parossismi in <strong>Polonia </strong>e nei <strong>Baltici</strong>. </p>



<p>La Polonia meriterebbe una trattazione a sé: non solo Varsavia fa pressioni su Washington per avere più truppe Usa sul proprio territorio, per <a href="https://insideover.ilgiornale.it/difesa/la-polonia-sta-trattando-con-gli-usa-la-possibilita-di-condividere-armi-nucleari.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">condividere l&#8217;arsenale nucleare tattico</a>, e dimostra interesse per gli armamenti made in Usa, ma ha anche “fatto spesa” di armi tra gli alleati degli Stati Uniti con un&#8217;importante commessa del valore complessivo di 20 miliardi di dollari con la <a href="https://www.reuters.com/world/south-korea-poland-sign-58-billion-tank-howitzer-contract-2022-08-27/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Corea del Sud</a> per la fornitura di 180 Mbt (<em>Main Battle Tank</em>) tipo K2, obici e 48 velivoli Fa-50.</p>



<p>Tornando ai sistemi d&#8217;arma fabbricati oltre Atlantico, l&#8217;oggetto di fascia alta più popolare è il cacciabombardiere di quinta generazione <strong>F-35</strong>: negli ultimi mesi la Finlandia ne ha ordinati 54, la Polonia ne ha ordinati 32 e perfino la Svizzera ha firmato un contratto di vendita. Altri 71 aerei sono stati ordinati dalla Norvegia, dai Paesi Bassi e dal Regno Unito ma facenti parte di contratti preesistenti. </p>



<p>Non solo caccia ma anche sistemi Mlrs (<em>Multiple Launch Rocket System</em>), missili da difesa aerea e Uav (<em>Unmanned Air Vehicle</em>). <a href="https://insideover.ilgiornale.it/difesa/la-germania-pronta-a-investire-ecco-le-nuove-forze-armate.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il caso tedesco</a>, da questo punto di vista, è particolarmente emblematico: Berlino ha deciso di acquistare gli F-35 per sostituire i Tornado nel ruolo di attacco al suolo (anche di tipo atomico), dopo temporeggiamenti durati anni che vedevano la possibilità di acquistare un mix di F/A-18 statunitensi (senza capacità nucleare) e nuovi Eurofighter Typhoon. </p>



<p>La macchina di Lockheed-Martin è, oggettivamente, arrivata a maturazione e rappresenta il <strong><em>top </em>di gamma</strong> attualmente in commercio per questo tipo di ruolo, ma il flusso di denaro europeo che prende la strada di Washington non riguarda, come abbiamo detto, solo i caccia di quinta generazione, e pertanto l&#8217;industria degli armamenti nel Vecchio Continente, sebbene non resti a bocca asciutta, subisce un danno non indifferente. Gli Stati Uniti, va detto, non sono in testa in tutti i settori delle armi in Europa: per quanto riguarda gli Mbt, ad esempio, si tende ad acquistarli dalla Germania, oppure per le unità navali di superficie è dimostrato che l&#8217;Italia è leader nel settore.</p>



<p>Si sta però perdendo la possibilità di acquistare “in casa” e spesso è anche colpa del <strong>poco sostegno politico</strong> dato alle nostre produzioni – anche per via di rivalità campanilistiche –, che in alcuni settori non sono seconde a quelle statunitensi, anzi, le superano. È anche vero che, a volte, le tempistiche di produzione/consegna fanno pendere l&#8217;ago della bilancia verso oltre Atlantico, ma ci si chiede perché un organismo come l&#8217;Unione Europea non riesca a fermare quella che sembra un&#8217;emorragia di denaro diretto verso gli Stati Uniti. La Polonia, ad esempio, che presto destinerà tra il 3% ed il 5% del suo Pil alla Difesa, quest&#8217;anno ha speso 6 miliardi di dollari solo per armamenti statunitensi, e anche altri Paesi come Lituania, Finlandia e Grecia, che stanno aumentando i loro budget destinati a quel settore, sembrano propensi a rivolgersi più agli Usa che all&#8217;Europa. </p>



<p>Comprare “in casa” significa permettere all&#8217;industria locale di fare un ulteriore <strong>salto qualitativo</strong> e generare un circolo virtuoso di finanziamenti che producono non solo miglioramenti tecnologici ma anche, ad esempio, la creazione di nuovi posti di lavoro. Spesso e volentieri negli ultimi due anni si è parlato di “<strong>autonomia strategica</strong>” in seno all&#8217;Ue, ma questa non può attuarsi se non si comincia a stabilire politiche che regolino la compravendita di armamenti, soprattutto in quanto, proprio oltre Atlantico, le regole del “libero mercato” non vengono applicate con la stessa solerzia che Washington vuole vengano applicate qui.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/leuropa-ha-aumentato-gli-acquisti-di-armamenti-dagli-usa-ed-e-un-problema.html">L&#8217;Europa ha aumentato gli acquisti di armamenti dagli Usa, ed è un problema</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Il boom globale delle spese militari</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-boom-globale-delle-spese-militari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Aug 2022 08:01:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Spese militari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801173716333_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801173716333_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801173716333_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801173716333_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801173716333_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801173716333_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-1536x1001.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801173716333_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-2048x1334.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La spesa militare non ha solo un valore in termini di potenziamento della Difesa: può anche generare crescita e sviluppo</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1251" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801173716333_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801173716333_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801173716333_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-300x195.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801173716333_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-1024x667.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801173716333_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-768x500.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801173716333_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-1536x1001.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220801173716333_27b6aaeb0be4b45eb48ff52f41f1c0a2-2048x1334.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La <strong>guerra in Ucraina </strong>ha funto da acceleratore a un trend di incremento generalizzato delle spese militari delle maggiori potenze che nell&#8217;ultimo decennio si è fatto sempre più intenso su scala globale. Dando ulteriore impeto a un processo che mostra il valore peculiare, strategico ma anche politico ed economico, della Difesa nei giorni nostri e indica la fragilità di <strong>relazioni internazionali </strong>sempre più competitive. Per affrontare le quali gli Stati aumentano, gradualmente ma inesorabilmente, gli strumenti di difesa e proiezione.</p>
<h2>Sfondato il muro dei 2 trilioni</h2>
<p>Il conflitto nell&#8217;Est dell&#8217;Europa ha fatto decisamente accelerare il <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-nuova-corsa-alle-armi-anima-leuropa.html" target="_blank" rel="noopener">riarmo europeo</a> </strong>e introdotto svolte come la scelta della Germania di costituire un fondo da 100 miliardi di euro dedicato proprio alle spese di rilancio dell&#8217;apparato militare. Ma la crescita andava avanti da tempo: nell&#8217;ultimo decennio, nota <a href="https://www.sipri.org/sites/default/files/2022-04/fs_2204_milex_2021_0.pdf" target="_blank" rel="noopener">il think tank svedese Sipri (<strong>Stockholm International Peace Research Institute</strong>) che annualmente</a> monitora i trend globali nella spesa militare, gli investimenti in difesa e sicurezza sono cresciuti del 12% e neanche la pandemia ha fermato un trend di dilatazione che prosegue ininterrotto dal 2015. Segno e conferma della natura dinamica e minacciosa delle relazioni internazionali.</p>
<p>In particolare, per la prima volta nel 2021 sono stati sfondati i <strong>2 trilioni di dollari </strong>di spesa militare su scala globale. 2,1, per la precisione, i trilioni messi in campo dai Paesi di tutto il mondo. La spesa militare, nota il Sipri, è ammontata al 2,2 per cento del Pil globale, una quota di poco inferiore al record del 2020 (2,3) raggiunto in una fase di generale compressione della produzione per la pandemia. Complessivamente in difesa è andato il 5,9% della spesa pubblica su scala mondiale.</p>
<h2>Chi spende di più</h2>
<p>E se fino a pochi anni fa gli Stati Uniti ammontavano da soli alla maggioranza assoluta della spesa militare globale, oggi la loro egemonia è ancora solida ma ridotta a una maggioranza relativa: Washington copre il <strong>38% della spesa militare globale con 801 miliardi di dollari, </strong>un aumento del 2,9% in termini nominali. Seguono la Cina con 293 miliardi di dollari, il 14% del totale globale, e a ruota <strong>India, Francia e Regno Unito, </strong>la cui svolta verso il riarmo a tutto campo negli ultimi anni dice molto dei nuovi trend che le medie e grandi potenze vogliono seguire.</p>
<p>In un certo senso, infatti, il trend di crescita di Paesi come Usa e Cina è prevedibile:  Washington percepisce il mondo intero come <strong>agone di riferimento, </strong>deve mantenere in attività le sue flotte e le sue armate schierate nel mondo, oltre a sostenere costi ingenti di ricerca e sviluppo. La Cina, parimenti, ha la necessità di recuperare il tempo perduto, di modernizzare la Marina e di far avanzare le sue capacità operative. Da potenze-guida quali sono, è comprensibile un loro peso preponderante, che sommato rappresenta il 52% delle spese globali. Ma la crescita di Nuova Delhi, Parigi e Londra racconta molto dell&#8217;utilizzo delle forze armate come strumento di assertività e sviluppo della potenza nell&#8217;era presente.</p>
<p>Ad esempio la spesa militare indiana di 76,6 miliardi di dollari nel 2021 è stata la terza più alta nel mondo. Dal 2012 è cresciuta di un terzo. Obiettivo numero uno: l&#8217;<strong>autosufficienza sugli armamenti </strong>per modernizzare le forze armate e dare un volano all&#8217;industria. Il 64% delle spese nel bilancio militare indiano 2021 sono state destinate ad acquisizioni di armi di produzione nazionale. La crescita indiana, oltre a quella cinese, alimenta il trend di aumento della spesa militare asiatica ed oceanica (a 586 miliardi di dollari) trascinata anche da <strong>Giappone, Australia e Corea del Sud</strong>.</p>
<p>Il Regno Unito, quarto, ha visto il piano di crescita delle spese guidato dalla strategia <a href="https://it.insideover.com/politica/londra-pensa-in-grande-le-implicazioni-della-strategia-global-britain.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Global Britain</strong>.</a> &#8220;Il 19 novembre 2020 il Primo ministro britannico<b> Boris Johnson</b> ha annunciato il più sostanzioso incremento del budget della Difesa dalla fine della<b> Guerra Fredda</b>&#8220;, nota <em>Lo Spiegone</em>. Si tratta di 16,5 miliardi di sterline in più nei successivi quattro anni, a cui va aggiunto il già stabilito incremento annuale delle spese dello 0,5% del PIL (tenuto conto dell’inflazione). &#8220;<b>L’aumento delle spese militari&#8221;</b> ammonterà dunque a <b>24 miliardi di sterline, permettendo a Londra di destinare il 2,2% del PIL alla Difesa</b>&#8221; e producendo già i suoi effetti nel 2021, anno in cui Londra ha superato la Russia spendendo per la Difesa 68,4 miliardi di dollari. Tutto questo per costruire l&#8217;obiettivo di Downing Street di vedere un Regno Unito “<a href="https://it.insideover.com/economia/lue-teme-la-singapore-sul-tamigi.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">veramente globale nella sua portata e nelle sue ambizioni”</a>.</p>
<p>Centrale nel piano di Londra è il rafforzamento del deterrente atomico a 260 testate. Un piano condiviso anche dal presidente francese <strong>Emmanuel Macron, </strong>che a gennaio 2021 ha firmato la nuova dottrina militare francese fondata su tecnologia, proiezione, rilancio della capacità d&#8217;azione del nucleare transalpino. <strong>Macron </strong>dopo l’ingresso all’Eliseo nel 2017 <a href="https://it.insideover.com/politica/la-visione-di-macron-la-francia-smantella-nato-e-ue.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ha impresso un grande slancio al rafforzamento dell’apparato militare</a>, dilatando di oltre un quinto (+22%) il budget della Difesa e facendo rispettare al suo governo i piani del documento programmatico 2019-2025, che hanno portato nel 2021 a un bilancio superiore ai 40 miliardi di euro per le sole forze armate e complessivamente pari a 56,6 miliardi di euro contando l&#8217;intero comparto di ricerca legato alla Difesa. Seicento milioni di euro in meno la spesa militare tedesca, prossima ad essere una nuova entrante ai vertici delle classifiche globali.</p>
<p>Tra Londra e Parigi si classifica la <strong>Russia</strong>, Paese che nel 2021 ha portato la spesa a 65,9 miliardi di dollari, in un momento in cui &#8220;stava rafforzando le sue forze lungo il confine ucraino&#8221;, sottolinea il rapporto Sipri. Uno sforzo pari al 4,1% del Pil e che inverte per il secondo anno il trend triennale di discesa (2016-2019) degli anni in cui sanzioni e bassi costi dell&#8217;energia mordevano l&#8217;economia russa. Il dato russo è meno di un decimo di quello statunitense, ma non deve ingannare: il minor costo del personale, dei componenti, dei carburanti e della ricerca abbatte notevolmente il differenziale tra lo stanziamento complessivo e quello che può essere destinato all&#8217;attività operativa. Complice l&#8217;invasione dell&#8217;<strong>Ucraina, </strong>nel primo quadrimestre del 2022 la spesa russa è volata a 26,4 miliardi di dollari, un dato che proiettato sull&#8217;anno intero rende ipotizzabile una crescita fino a oltre 80 miliardi.</p>
<h2>I piani italiani</h2>
<p>E l&#8217;Italia? Risulta presente come undicesimo investitore in Difesa al mondo: <strong>32 miliardi di euro nel 2021, </strong>+4,6% anno su anno e +9,8% dal 2012, per una spesa dell&#8217;1,5% del Pil sempre più vicina ai target Nato (2%). Un trend che appare destinato a crescere negli anni a venire.</p>
<p>Il 2% delle spese militari sarebbe fissato in un target di 38 miliardi di euro, al valore attuale di Pil e spesa pubblica. Il ministro della Difesa Lorenzo Guerini negli ultimi due anni ha impostato la creazione di un <strong>Fondo Pluriennale capace di alimentare e sostenere la crescita </strong>mettendo sul campo<a href="https://it.insideover.com/difesa/il-piano-italiano-per-il-rilancio-della-spesa-militare.html" target="_blank" rel="noopener"> 60 miliardi di euro in 15 anni per innovazione, nuovi sistemi d&#8217;arma, ricerca.</a> Nel suo rapporto Scenari Futuri lo Stato Maggiore della Difesa guarda in prospettiva al 2040 e al ruolo che la Difesa può svolgere nella crescita del Paese. Un ragionamento che permette di capire il vero nodo del boom attuale.</p>
<h2>Keynes con l&#8217;elmetto</h2>
<p>La <strong>spesa militare, </strong>in tempi di problematicità geopolitica e irrequietezza economica, non ha solo un valore in termini di potenziamento della Difesa: per un Paese in possesso di una filiera genera anche importanti ricadute in termini di ricerca, brevetti, filiera industriale, sviluppo, occupazione. Capire i programmi su cui orientare una quota importante di spesa pubblica e i modelli di investimento da seguire può in tal senso aiutare a far crescere il <strong>keynesismo militare, l&#8217;uso della produzione di armamenti come valvola anti-recessiva</strong>.</p>
<p>Il grande focus sull&#8217;innovazione della difesa contemporanea, in tal senso, ne aumenta il ruolo come produttrice di <a href="https://it.insideover.com/economia/sicurezza-e-ricchezza-stoltenberg-a-davos-riscopre-adam-smith.html" target="_blank" rel="noopener">prosperità per le nazioni che vi investono.</a> La <strong>Difesa, dunque, non è solo un costo, </strong>ma anche un valore perchè consente non solo la tutela degli interessi nazionali in un mondo ostile ma anche una possibilità di sviluppo interno non secondario. Da tempo su <em>Inside Over </em>sosteniamo che la Difesa può essere per molti Paesi, Italia in testa, <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-modello-dellindustria-per-la-transizione-ecologica-la-difesa.html">“laboratorio della nuova via nazionale alla politica industriale</a> nel quadro di <a href="https://www.true-news.it/economy/soldi-infiniti-debito-amato-rompere-tabu-rigore">un paradigma contraddistinto dal ritorno della </a><strong>sicurezza nazionale </strong>come driver degli investimenti e <a href="https://fondazionefeltrinelli.it/lalternativa-si-chiama-stato/">dello Stato come attore chiave&#8221;.</a> La guerra in Ucraina accelera ma non crea questo trend di cui si parlava da tempo. Ma proietta la corsa alla crescita delle spese militari in una nuova dimensione, come fattore di vita o di morte per i Paesi. Contribuendo a rendere più competitivo il sistema globale. Ma mantenendo in quest&#8217;ottica in equilibrio il sistema visto che tutte le grandi potenze, spendendo sempre di più in armi, si accorgono di aver sempre meno convenienza a usarle contro chi si sta rinforzando a sua volta. Una <strong>crescente deterrenza globale </strong>può aprire dunque la strada a possibili distensioni diplomatiche: chi ha la mano sul grilletto ha solo un incentivo per cercare di strappare concessioni politiche nei contesti diplomatici più scivolosi. Quanto inopinatamente non è stato capito dalla Russia e da Vladimir Putin.</p>
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		<title>Il coronavirus abbatte le spese militari in tutto il mondo</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/il-coronavirus-abbatte-le-spese-militari-in-tutto-il-mondo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2020 21:54:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[Caccia F-35]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Spese militari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="950" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Aereo-base-militare-francese-La-Presse-e1584030557198.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aereo militare base Orleans (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Aereo-base-militare-francese-La-Presse-e1584030557198.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Aereo-base-militare-francese-La-Presse-e1584030557198-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Aereo-base-militare-francese-La-Presse-e1584030557198-768x380.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Aereo-base-militare-francese-La-Presse-e1584030557198-1024x507.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Più del pacifismo, potè la crisi: in tutti i continenti il clima di recessione mondiale abbatte le prospettive per il mercato dei sistemi d&#8217;arma e riduce gli impegni dei governi a sostenere i budget per la Difesa. Come ha sottolineato Gianandrea Gaiani, direttore di Analisi Difesa, in un editoriale &#8220;la necessità di dedicare risorse finanziarie al rilancio dell’economia e della produttività, &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-coronavirus-abbatte-le-spese-militari-in-tutto-il-mondo.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-coronavirus-abbatte-le-spese-militari-in-tutto-il-mondo.html">Il coronavirus abbatte le spese militari in tutto il mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="950" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Aereo-base-militare-francese-La-Presse-e1584030557198.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Aereo militare base Orleans (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Aereo-base-militare-francese-La-Presse-e1584030557198.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Aereo-base-militare-francese-La-Presse-e1584030557198-300x148.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Aereo-base-militare-francese-La-Presse-e1584030557198-768x380.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/03/Aereo-base-militare-francese-La-Presse-e1584030557198-1024x507.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Più del pacifismo, potè la crisi: in tutti i continenti il clima di <strong>recessione mondiale </strong>abbatte le prospettive per il mercato dei sistemi d&#8217;arma e riduce gli impegni dei governi a sostenere i budget per la Difesa.</p>
<p>Come ha sottolineato <strong>Gianandrea Gaiani, </strong>direttore di <em><a href="https://www.analisidifesa.it/2020/04/il-virus-non-ferma-le-guerre-ma-ridurra-le-spese-militari-e-non-e-una-bella-notizia/">Analisi Difesa</a>, </em>in un editoriale &#8220;la necessità di dedicare risorse finanziarie al rilancio dell’economia e della produttività, oltre che ad assistere i ceti più colpiti dalla crisi determinata dal coronavirus, indurrà molti paesi a ridurre molte spese previste nei bilanci degli Stati, incluse quelle militari. Il primo esempio <a href="https://www.analisidifesa.it/2020/04/il-virus-ridurra-i-bilanci-per-le-spese-militari-i-tagli-di-seul/">ufficiale giunge dalla Corea del Sud</a> che ha annunciato tagli al bilancio della difesa per il 2020 dovuti alle conseguenze economiche del Covid-19&#8243;, sforbiciando oltre 730 milioni di dollari di stanziamenti&#8221;.</p>
<p>Il caso sudcoreano è istruttivo perchè parliamo di un Paese che prevede una fase recessiva ma non una caduta rovinosa del Pil per il 2020, puntando a contenere sotto il 2% la contrazione dell&#8217;economia. Confrontata con il caso europeo, quasi una passeggiata di piacere. Nel <strong>Vecchio Continente </strong>e nel resto dell&#8217;Occidente, a livello aggregato, si prospetta un taglio alle <strong>spese militari </strong>di proporzione ancora maggiore. Tra i 21 e i 56 miliardi di euro nel solo Vecchio Continente, secondo la società di consulenza <a href="https://www.avascent.com/"><strong>Avascent</strong></a>, contro i 10 miliardi di riduzione seguiti alla crisi del 2008.</p>
<p>Messa di fronte a fasi di crisi politica ed economica, la difesa risulta, in Europa, inevitabilmente perdente. Facile vittima di <strong>paragoni e strumentalizzazioni, </strong>subisce &#8220;assalti alla diligenza&#8221; come quelli che il Movimento Cinque Stelle porta avanti nel Parlamento italiano, cercando di dimostrare il teorema che ogni euro speso nel programma F-35 sia sottratto alla <a href="https://it.insideover.com/reportage/societa/il-massacro-del-sistema-sanitario.html">sanità e alla sicurezza ospedaliera</a>. In un contesto che vede il <strong>ridimensionamento di bilancio </strong>funzionalmente portato avanti anche in situazioni normale per le forze militari e l&#8217;industria della Difesa, la crisi rischia di impattare profondamente.</p>
<p>Certe considerazioni che fanno dell&#8217;austerità l&#8217;unica chiave di lettura legata alle considerazioni su un settore di valenza strategica in fasi di crisi non tengono conto del <strong>ruolo operativo </strong>delle stesse forze armate, testato con notevole successo in questa emergenza pandemica, e dell&#8217;importanza produttiva e occupazionale delle aziende del settore della Difesa. Basti pensare alla velocità con cui <strong>Leonardo </strong>ha garantito i suoi impianti a aziende come <strong><a href="https://it.insideover.com/economia/la-grande-sfida-della-riconversione-industriale.html">Siare Engeneering</a>, </strong>la produttrice bolognese di ventilatori polmonari, e alla bresciana <strong>Isinnova, </strong>depositaria di brevetti per maschere ospedaliere a tecnologia avanzata. O alla velocità con cui negli Stati Uniti <strong>Donald Trump </strong>ha messo in campo l&#8217;attivazione del <strong>Defense Production Act, </strong>avviando l&#8217;economia di guerra per i dispositivi sanitari.</p>
<p>Bisogna inoltre sottolineare che la crisi del coronavirus potrà ridurre la spesa in difesa e sicurezza, ma non riducerà di una virgola la <strong>complessità e la pericolosità </strong>del contesto internazionale, di cui abbiamo compiuta percezione anche in questa fase: per limitarci alla nostra nazione, <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/medio-oriente-libia-mediterraneo-europa-gli-scenari-problematici-che-attendono-litalia/">dalla Libia alla Siria, i focolai di crisi vicini all&#8217;Italia non mancano</a>, e anche altrove i buchi neri geopolitici non mancano. Puntualizza giustamente Gaiani: &#8220;La profonda crisi determinata dal coronavirus renderà ancora più crudele un mercato della Difesa in cui già da tempo la bontà dei prodotti non è una caratteristica sufficiente ad aggiudicarsi contratti se non è affiancata da un deciso supporto politico e istituzionale&#8221;.</p>
<p>In questo contesto, un mondo in crisi economica porterà forse il coronavirus a determinare &#8220;un rallentamento del processo di globalizzazione, come ritengono alcuni economisti, ma certo la lotta sui mercati sarà più selvaggia e senza esclusione di colpi. Meglio quindi non ridurre le capacità di difenderci e di tutelare <a href="http://osservatorioglobalizzazione.it/progetto-italia/le-rotte-dellinteresse-nazionale-italiano-intervista-ad-alessandro-aresu/">interessi nazionali</a>, quote di mercato e aree di influenza&#8221;. Un approccio pragmatico e politicamente sensato, e non vincolato a un&#8217;ideologia pacifista di maniera, porta a vedere con preoccupazione un crollo delle disponibilità economiche del settore della Difesa. Esso significa non solo un potenziale deterioramento delle prospettive di proiezione politica del Paese e di tutela dei suoi interessi ma anche un danno economico e occupazionale non secondario.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-coronavirus-abbatte-le-spese-militari-in-tutto-il-mondo.html">Il coronavirus abbatte le spese militari in tutto il mondo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Usa, presto la firma del bilancio 2020 per la Difesa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/usa-presto-la-firma-del-bilancio-2020-per-la-difesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Acciaccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 09:58:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Pentagono]]></category>
		<category><![CDATA[Spese militari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Truppe-Usa-Trump-in-Afghanistan-La-Presse-e1575547249503.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Afghanistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Truppe-Usa-Trump-in-Afghanistan-La-Presse-e1575547249503.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Truppe-Usa-Trump-in-Afghanistan-La-Presse-e1575547249503-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Truppe-Usa-Trump-in-Afghanistan-La-Presse-e1575547249503-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Truppe-Usa-Trump-in-Afghanistan-La-Presse-e1575547249503-1024x466.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Dopo l’accordo trovato dalle commissioni del Congresso (sarà votata in questi giorni dalla Camera dei Rappresentati e dal Senato), la legge di autorizzazione per le spese militari (Ndda, National Defense Authorization Act) è quasi pronta per essere firmata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che renderà effettivi i cambiamenti apportati al bilancio per l’anno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-presto-la-firma-del-bilancio-2020-per-la-difesa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="682" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Truppe-Usa-Trump-in-Afghanistan-La-Presse-e1575547249503.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Trump Afghanistan" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Truppe-Usa-Trump-in-Afghanistan-La-Presse-e1575547249503.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Truppe-Usa-Trump-in-Afghanistan-La-Presse-e1575547249503-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Truppe-Usa-Trump-in-Afghanistan-La-Presse-e1575547249503-768x349.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Truppe-Usa-Trump-in-Afghanistan-La-Presse-e1575547249503-1024x466.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Dopo l’<a href="https://assets.documentcloud.org/documents/6572555/NDAA-2020-Summary.pdf">accordo</a> trovato dalle commissioni del Congresso (sarà votata in questi giorni dalla <strong>Camera dei Rappresentati</strong> e dal <strong>Senato</strong>), la <a href="https://www.congress.gov/bill/116th-congress/senate-bill/1790/text">legge di autorizzazione per le spese militari</a> (Ndda, <strong>National Defense Authorization Act</strong>) è quasi pronta per essere firmata dal <strong>presidente degli Stati Uniti Donald Trump</strong>, che render<span class="st">à </span>effettivi i cambiamenti apportati al bilancio per l’anno fiscale 2020. Per il Pentagono sono stati stanziati 738 miliardi di dollari (<a href="https://it.insideover.com/guerra/il-budget-del-pentagono-2020-rivela-cosa-faranno-gli-stati-uniti.html">contro i 750 miliardi richiesti</a>), tra i quali vi sono fondi destinati a rendere attiva la forza spaziale voluta da Trump, costituita tramite l’Ndda come “Space Corps” e inserita alle dipendenze del Dipartimento dell’Aeronautica. Non solo, perché la legge prossima all’approvazione contiene anche una nuova mossa anti-russa, tramite sanzioni contro alcune aziende russe che lavorano al progetto del gasdotto <strong>Nord Stream 2</strong>.</p>
<p>Nella stessa <strong>National Defense Authorization Act</strong> i membri delle commissioni Difesa del Congresso hanno riaffermato la centralità del potere legislativo sulla politica estera vietando espressamente al presidente di ritirare gli Stati Uniti dalla <strong>NATO</strong>; in una decisione volta a porre l’accento sull’impegno di Washington nell’Alleanza Atlantica, soggetta di critiche da qualche tempo a causa del mancatoraggiungimento del 2% del Pil per le spese militari dalla quasi totalità dei Paesi membri. Sulla base dell’ultimo <a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=1&amp;ved=2ahUKEwif5aSqya3mAhVE-aQKHdSKBvAQFjAAegQIBBAC&amp;url=https%3A%2F%2Fdod.defense.gov%2FPortals%2F1%2FDocuments%2Fpubs%2F2018-National-Defense-Strategy-Summary.pdf&amp;usg=AOvVaw2wZm2SPRPjSDT7Qb9OhKDe">documento per la sicurezza nazionale</a> (Nds, <strong>National Defense Strategy</strong>), tramite la legge di bilancio per la Difesa, sono stati stanziati ulteriori 2,3 miliardi di dollari per la gestione delle forze statunitensi impegnate in Corea del Sud e in Giappone, ai quali viene comunque <strong>chiesto di collaborare</strong> –in parte– allo scopo di aumentare le rispettive capacità militari per “garantirsi” la sicurezza da eventuali minacce.</p>
<h2>In arrivo la Space Force</h2>
<p>Probabilmente l’aspetto principale della legge di bilancio della difesa è però la costituzione ufficiale della <a href="https://it.insideover.com/politica/trump-space-force.html"><strong><span class="st">Space Force</span></strong></a>, con il conseguente riconoscimento dello spazio come effettivo dominio militare. Al vertice della “forza spaziale” sarà posto un <strong>Chief of Space Operations</strong> (CSO) che diventerà membro integrante dello Stato maggiore congiunto (Joint Chiefs of Staff), mentre il personale attivo della nascente sarà reclutato nei ranghi dell’Aeronautica, comprendendo anche i civili per la gestione amministrativa dal Pentagono. L’istituzione ufficiale della Space Force sarà il primo degli passi previsti fino al 2024, quando secondo i piani del <strong>Dipartimento della Difesa</strong> si concluderà il periodo di transizione e la “nuova” forza armata sarà dotata a tutti gli effetti delle capacità operative, di supporto, di istruzione e di intelligence. Già dal prossimo anno, però, sarà creata la carica di assistente segretario dell’Aeronautica per le acquisizioni spaziali incaricato di individuare i potenziali investimenti da fare, oltre che di gestire e stabilire gli obiettivi e i programmi a breve, medio e lungo termine.</p>
<p>La decisione del <strong>Congresso</strong> di avallare la proposta del presidente Trump è motivata anche dal fatto che lo spazio sta diventato sempre più un terreno di sfida con la <a href="https://it.insideover.com/societa/spazio-si-rafforza-la-collaborazione-tra-russia-e-cina.html">Russia e la Cina</a>, considerate le principali minacce per la sicurezza degli Stati Uniti. Un tema questo affrontato recentemente dal capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, generale <strong>Dave Goldfein</strong>, che nel corso di un evento al <a href="https://www.defensenews.com/congress/2019/12/10/defense-policy-deal-creates-space-force-sidesteps-border-wall-controversy/">Reagan National Defense Forum</a> ha evidenziato come la Cina stia mettendo in campo delle capacità spaziali di elevatissimo livello, anche grazie alla sua possibilità di spesa e di investimento nel campo delle nuove tecnologie. A preoccupare maggiormente sono le armi anti-satellite sia cinetiche che non, tramite le quali le forze di Pechino potrebbero oscurare le <strong>comunicazioni GPS</strong> rendendo “cieche” quelle statunitensi. I primi investimenti per la “Space Force”, probabilmente, saranno dedicati a incrementare le capacità difensive dei satelliti, per poi –in una seconda fase– passare agli aspetti offensivi veri e propri.</p>
<h2>Le autorizzazioni di spesa per le forze armate</h2>
<p>Nella legge di autorizzazione per le spese militari per il 2020 c’è, ovviamente, spazio anche per gli investimenti verso le forze armate “tradizionali”. L’<strong>Ndda</strong> ha confermato il budget richiesto per modernizzare e ampliare la <strong>flotta di elicotteri</strong>, stanziando i fondi necessari per l’acquisto di 73 Lockheed Martin-Sikorsy UH-60M Blackhawk, 48 Boeing AH-64 Apache, 9 Boeing MH-47G Chinook (nella versione da Combat Search and Rescue), 6 Sikorsky CH-53K King Stallion, 12 HH-60W Blackhawk (versione da Combat-SAR) e 6 droni MQ-1 Gray Eagles. A questi si aggiungono ulteriori 28 milioni di dollari per proseguire nello sviluppo del CH-47 Block II, in modo tale da assicurare all’Esercito di continuare a utilizzare il principale elicottero da trasporto pesante anche nei prossimi 20-30 anni.</p>
<p>Anche per la <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-marina-usa-verso-il-futuro-tra-modernizzazione-e-nuove-sfide.html">Marina</a>, nella legge di bilancio per la difesa viene riaffermata la necessità di continuare a <a href="https://it.insideover.com/guerra/stati-uniti-il-tempo-delle-portaerei-e-finito.html">investire nelle portaerei</a> così da proteggere gli interessi statunitensi in tutto il mondo, ma al tempo stesso viene imposto dal Congresso un controllo serrato dei costi di produzione delle <strong>CVN-80 Enterprise</strong> e <strong>CVN-81 </strong>(ancora senza nome), ovvero la terza e la quarta portaerei della classe <em>Gerard R. Ford</em>. L’obiettivo è ridurre i costi per aumentare gli investimenti volti a mantenere le attuali capacità della Marina statunitense. Per questo motivo per l’anno fiscale 2020 ci saranno i fondi necessari per ordinare 10 <a href="https://it.insideover.com/guerra/gli-usa-avranno-nuovi-sottomarini-dattacco.html">sottomarini da attacco</a> classe <em>Virginia</em>, per 3 cacciatorpedinieri Classe <em>Arleigh Burke</em>, per una fregata lanciamissili e per 2 navi da sbarco anfibio classe <em>San Antonio</em>.</p>
<p>Per l’anno fiscale 2020 il Congresso ha aumentato di 12 unità il numero di <strong>Lockheed Martin F-35A Lightning II</strong> da ordinare per l’Aeronautica (nonostante le <span class="st">difficoltà</span> per arrivare a un rateo di <a href="https://it.insideover.com/guerra/ritardata-la-produzione-a-pieno-regime-degli-f-35-americani.html">produzione ottimale</a>), mentre ha confermato la richiesta di 10 F-35B e 20 F-35C per sopperire alle carenze del Corpo dei Marine e della Marina, che potrà contare sui fondi necessari per l’acquisto di ulteriori 24 Boeing F/A-18E/F Super Hornet. La tanto criticata nuova versione del <strong>Boeing F-15E Strike Eagle</strong> (F-15EX) vedrà la luce  in un numero molto ridotto; sono solo 8 gli aerei ordinabili dal Pentagono, considerati un punto di partenza anche per effettuare un’analisi costi-benefici del programma.</p>
<h2>Un punto di incontro (o di scontro)</h2>
<p>Il <strong>compromesso</strong> trovato tra deputati repubblicani e democratici sta in quel che riguarda gli <strong>armamenti nucleari</strong>, per i quali sono stati stanziati meno fondi rispetto a quanto era stato richiesto dal Pentagono. Inoltre, nel procedimento legislativo il Congresso ha deciso di vietare lo sviluppo e il dispiegamento di <strong>missili balistici a raggio intermedio</strong>, che avrebbero violato l’ormai defunto <a href="https://it.insideover.com/politica/perche-gli-stati-uniti-stracciato-trattato-inf.html">Trattato Inf</a>, chiedendo al DoD di sviluppare un’alternativa valida insieme ai Paesi europei. Un modo questo per evitare potenziali problemi o incidenti con la Russia, preferendo piuttosto puntare sul potenziamento dei sistemi di difesa missilistica e sui trattati di non proliferazione ancora in vigore. Un “piccolo colpo” alle politiche di <strong>Trump</strong> viene dato anche dalla decisione del Congresso di controllare proprio ogni eventuale ritiro degli Stati Uniti dagli accordi START e dal <a href="https://it.insideover.com/politica/il-trattato-open-skies-verso-la-sua-fine.html">trattato Open Skies</a>.</p>
<p>Un compromesso però giudicato accettabile dallo stesso Presidente che si è detto <a href="https://www.whitehouse.gov/briefings-statements/statement-press-secretary-regarding-national-defense-authorization-act/">pronto a siglare la legge</a> di bilancio per la difesa per il 2020 appena possibile, specialmente perché nonostante i tagli apportati (tra cui anche ai fondi per il muro con il Messico) e la richiesta di un maggior controllo del Congresso su alcune tematiche, l’ultima versione della legge assicurerà alle forze armate statunitensi di continuare sulla strada della modernizzazione teconologica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/usa-presto-la-firma-del-bilancio-2020-per-la-difesa.html">Usa, presto la firma del bilancio 2020 per la Difesa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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