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	<title>Space warfare Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Fri, 17 Apr 2026 22:47:01 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Space warfare Archives - InsideOver</title>
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		<title>La guerra senza limiti cinese: il confronto sarà nello spazio e nello spettro elettromagnetico</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-senza-limiti-cinese-il-confronto-sara-nello-spazio-e-nello-spettro-elettromagnetico.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 22:47:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Electronic Warfare (Ew)]]></category>
		<category><![CDATA[Space warfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Cina-spazio-missile-satellite-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La Cina è pronta a lanciare lo Shenzhou VIII" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Cina-spazio-missile-satellite-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Cina-spazio-missile-satellite-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Cina-spazio-missile-satellite-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Cina-spazio-missile-satellite-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'U.S. Space Force lancia l'allarme sulla guerra senza limiti cinese che entro il 2040 includerà lo spazio e lo spettro elettromagnetico </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-senza-limiti-cinese-il-confronto-sara-nello-spazio-e-nello-spettro-elettromagnetico.html">La guerra senza limiti cinese: il confronto sarà nello spazio e nello spettro elettromagnetico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Cina-spazio-missile-satellite-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="La Cina è pronta a lanciare lo Shenzhou VIII" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Cina-spazio-missile-satellite-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Cina-spazio-missile-satellite-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Cina-spazio-missile-satellite-La-Presse-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/02/Cina-spazio-missile-satellite-La-Presse-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una petroliera si dirige senza controllo verso terra, arenandosi sulla spiaggia tra il terrore dei bagnanti. Automobili elettriche, impazzite, si schiantano a grande velocità le une contro le altre. Le comunicazioni si interrompono così come l&#8217;energia elettrica e l&#8217;erogazione dei carburanti nelle stazioni di servizio. <strong>L&#8217;intero sistema del Paese collassa</strong>, gettando nel panico la popolazione che si abbandona alla violenza, regredendo a una condizione primordiale di assenza di leggi. Solo una fantasia cinematografica? Secondo qualcuno potrebbe essere uno scenario non molto lontano dalla realtà, e questo qualcuno è la <strong>U.S. Space Force</strong>, la forza armata statunitense che opera nel dominio spaziale occupandosi di un campo di battaglia che sta diventando sempre più fondamentale per la sopravvivenza di una nazione.</p>



<p>Il Servizio, che la prima amministrazione Trump ha voluto autonomo staccandolo dall&#8217;U.S Air Force con una scelta in controtendenza rispetto al resto del mondo, ha recentemente divulgato un rapporto in cui questo scenario raccontato nel film <em>Il mondo dietro di te</em> diventa plausibile. Il 15 aprile l&#8217;U.S. Space Force <a href="https://spacepolicyonline.com/news/two-new-documents-outline-future-evolution-of-the-u-s-space-force/">ha pubblicato</a> un documento, intitolato <strong>Future Operating Environment 2040</strong>, in cui si espone la “visione concettuale di un futuro in cui i nostri sforzi per la superiorità spaziale dovranno confrontarsi con nuove tecnologie, nuove minacce, nuove missioni e nuove modalità di guerra”, con l&#8217;obiettivo di “stimolare una riflessione complessa, provocare un dibattito e, in definitiva, indirizzarci verso la tutela degli interessi nazionali nello spazio”. Il Servizio auspica che “sollevi interrogativi, non fornisca risposte, perché <strong>questo approccio è visionario e prevedere il futuro è difficile”</strong>. Ciò che è chiaro dal documento è che secondo i vertici militari “la Forza Spaziale di cui disponiamo oggi non è la Forza Spaziale di cui avremo bisogno per garantire la sicurezza del dominio spaziale del futuro”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">IA, armi non cinetiche e velocità di esecuzione</h2>



<p>Il contesto predittivo è quello in cui l<strong>&#8216;intelligenza artificiale</strong> (IA) e l&#8217;autonomia trasformeranno costellazioni satellitari, operazioni di prossimità orbitale e segmenti di terra in sistemi di combattimento adattivi in grado di percepire, decidere e agire alla velocità della macchina. Il futuro ambito operativo si espanderà oltre le orbite familiari, fino al sistema Terra-Luna, dove logistica, rifornimento e risorse diventeranno probabilmente strumenti di politica estera e di coercizione. Lo <strong>spettro elettromagnetico</strong>, a lungo considerato un mero strumento di altri domini, emergerà quasi certamente come terreno critico che potrà essere manipolato, conteso e potenzialmente decisivo. </p>



<p>Viene affermato che i metodi di guerra che gli avversari stanno preparando (in primis la Repubblica Popolare Cinese poi la Russia) <strong>premiano velocità, autonomia e ambiguità.</strong> Abbassano le soglie per gli attacchi cinetici e non cinetici, saturano l&#8217;ambiente fisico ed elettromagnetico e trasformano le piattaforme a duplice uso in armi di negazione della dimensione spaziale ed elettromagnetica. Questi metodi assomiglieranno a dense reti auto-riparanti di satelliti, ripetitori stratosferici ad alta quota in movimento, droni e agenti informatici che operano, riorientano in millisecondi e sopraffanno singoli punti deboli.</p>



<p>Il contesto strategico più ampio è caratterizzato dalla <strong>Guerra a Spettro Illimitato (<em>Unrestricted Spectrum Warfare</em>)</strong>, un nuovo approccio integrato che combina azioni militari cinetiche, elettroniche e cibernetiche contro le infrastrutture spaziali con l&#8217;uso di strumenti diplomatici, economici e informativi del potere nazionale. Entro il 2040, il contesto operativo sarà caratterizzato da una competizione continua e difficile da individuare, <strong>al di sotto del livello di una guerra dichiarata</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;ampia zona grigia</h2>



<p>Il confine tra pace e conflitto sarà sfumato a causa della continua attività elettromagnetica, delle operazioni informatiche e delle interferenze occulte nei livelli orbitali. Il dominio spaziale verrà cambiato attraverso un logoramento costante piuttosto che attraverso campagne decisive. Anche se non ci sarà una guerra di grandi dimensioni tra le potenze, emergerà un conflitto multidominio di lunga durata.</p>



<p><strong>La situazione strategica sarà simile al periodo precedente la Prima Guerra Mondiale.</strong> I sommergibili e la nascente potenza aerea, che destabilizzarono il mondo all&#8217;inizio del XX secolo, saranno le diffuse capacità letali dirette alla connettività digitale e la dipendenza da un&#8217;automazione estesa. Gli eventi iniziali di escalation saranno principalmente basati su utilizzo di software e spettro radio piuttosto che su forze cinetiche. L&#8217;instabilità dei mercati verrà accompagnata da un aumento degli incidenti che generano detriti nell&#8217;orbita terrestre bassa. Gli attori del settore privato, che possiedono e gestiscono gran parte delle infrastrutture spaziali, assumeranno ruoli quasi sovrani, utilizzando difese attive e capacità preventive che spesso confondono il confine tra sicurezza commerciale e azioni dirette dallo Stato. <strong>Il confine tra civile e militare diventerà molto più sfumato</strong>: i ruoli del personale in uniforme, dei civili e dei sistemi autonomi saranno interconnessi e spesso indistinguibili nella pratica.</p>



<p>Le reti di intercettazione spaziale statunitensi continueranno ad avere capacità significative, ma saranno fragili sotto il peso delle continue interferenze. I comandanti avranno meno fiducia nel controllo degli obiettivi e nello stato dei nodi a causa delle complicazioni legate a falsificazioni, segnali ingannevoli e interruzioni occasionali, che complicheranno il processo decisionale. Le operazioni di lancio e le manovre in orbita saranno spesso ritardate, non per problemi di hardware, ma a causa di segnali ambigui e coercizione mirata, comprese le intimidazioni informatiche nei confronti del personale e delle loro famiglie. Il risultato complessivo sarà un&#8217;esitazione operativa e un ritardo rispetto all&#8217;avversario. </p>



<h2 class="wp-block-heading">La guerra senza limiti cinese e i suoi riflessi nello spazio</h2>



<p>La Repubblica Popolare Cinese, che dagli anni Novanta ha postulato la sua &#8220;Guerra senza limiti&#8221; come concetto di guerra ibrida a 360 gradi, oggi pone l&#8217;accento su velocità, scalabilità e resilienza attraverso l&#8217;utilizzo di architetture distribuite. I concetti di rete a strati integreranno piattaforme stratosferiche, sciami di nanosatelliti a basso profilo e ripetitori cislunari. <strong>I cicli decisionali saranno accelerati grazie a una stretta collaborazione uomo-macchina e a un ampio supporto dell&#8217;intelligenza artificiale. </strong>Azioni nella zona grigia – <em><a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-si-intende-per-guerra-elettronica-e-cose-il-jamming.html">jamming </a></em>che simula interferenze naturali, <em>spoofing </em>mascherato da errori di routine e interruzioni mirate della micro-catena di approvvigionamento presentate come richiami di prodotti – indeboliranno gradualmente la capacità e la volontà dell&#8217;avversario.</p>



<p>La pressione su <strong>Taiwan </strong>si manifesterà come una continua stanchezza operativa e attrito economico, piuttosto che come attacchi cinetici su larga scala. I flussi commerciali verranno talvolta interrotti tramite reti orbitali che segmentano i servizi di comunicazione e navigazione a livello regionale e funzionale. </p>



<p>Pechino, secondo il rapporto, sta investendo molto nelle capacità di <em>Space Warfare </em>ed EM non più come deterrenza, ma come strumento di combattimento attivo con la finalità di eliminare o degradare fortemente le pari capacità statunitensi. Uno scenario che potenzialmente, soprattutto se associato a un&#8217;altra minaccia ibrida rappresentata dalla guerra ai <strong>cavi sottomarini</strong>, potrebbe facilmente non solo disarticolare la space situational awareness USA, ma gettare l&#8217;intero Paese – e con esso gran parte dell&#8217;Occidente – nel caos, innescando – data la gradualità dell&#8217;escalation sottosoglia – anche un pericoloso cambio paradigmatico nelle relazioni internazionali con più Paesi, anche alleati e partner USA, che potrebbero decidere di affidarsi ai sistemi cinesi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-guerra-senza-limiti-cinese-il-confronto-sara-nello-spazio-e-nello-spettro-elettromagnetico.html">La guerra senza limiti cinese: il confronto sarà nello spazio e nello spettro elettromagnetico</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>US Space Force: &#8220;Mettere in orbita intercettori missilistici è cruciale&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/us-space-force-mettere-in-orbita-intercettori-missilistici-e-cruciale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 11:40:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi antisatellite]]></category>
		<category><![CDATA[Missili antimissile]]></category>
		<category><![CDATA[Space warfare]]></category>
		<category><![CDATA[Strategic Defense Initiative (Sdi)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="989" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21194739_large-scaled-e1732201760425.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21194739_large-scaled-e1732201760425.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21194739_large-scaled-e1732201760425-600x309.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21194739_large-scaled-e1732201760425-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21194739_large-scaled-e1732201760425-1024x527.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21194739_large-scaled-e1732201760425-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21194739_large-scaled-e1732201760425-1536x791.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21194739_large-scaled-e1732201760425-2048x1054.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Stati Uniti vogliono mettere in orbita intercettori missilistici per difendersi dalle testate nucleari avversarie</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/us-space-force-mettere-in-orbita-intercettori-missilistici-e-cruciale.html">US Space Force: &#8220;Mettere in orbita intercettori missilistici è cruciale&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Il comandante in capo della <strong>US Space Force</strong>, il generale Chance Saltzman, parlando dell&#8217;architettura di difesa missilistica “Golden Dome” statunitense lanciata a gennaio dalla presidenza Trump, <a href="https://www.twz.com/space/putting-missile-interceptors-in-space-critical-to-defending-u-s-citizens-space-force-boss">ha ribadito</a> decisamente che gli Stati Uniti vogliono mettere in orbita <strong>intercettori missilistici</strong>.</p>



<p>“Non è solo che vogliamo intercettori spaziali, li vogliamo nella boost phase (la fase di spinta iniziale n.d.r.)” ha affermato Saltzman, aggiungendo che “vogliamo che raggiungano i loro effetti il più lontano possibile dalla patria. Quindi devono essere veloci e precisi”. </p>



<p>Si rivede quindi un progetto che era stato già proposto negli anni &#8217;80 dall&#8217;amministrazione Reagan, quando la sua <strong>Strategic Defense Intiative (SDI)</strong>, comunemente nota come “Guerre Stellari”, prevedeva che gli Stati Uniti si dotassero di uno scudo antimissile composto da diversi assetti, tra cui anche satelliti militari dotati di laser o veicoli killer per colpire cineticamente le testate dei missili intercontinentali sovietici. Oggi sappiamo che quel programma, fondamentalmente, è stato lanciato più come arma di propaganda contro l&#8217;URSS (arma peraltro molto efficace) che nella realtà dei fatti, sebbene gli Stati Uniti avessero effettuato studi di fattibilità per alcuni sistemi di armi orbitali e basate a terra. I sostenitori della SDI affermavano che gli enormi ostacoli tecnologici alla sua attuazione avrebbero potuto essere superati e che un efficace sistema difensivo avrebbe scoraggiato potenziali attacchi sovietici, ma come sappiamo, ai tempi la maggior parte di quegli ostacoli non è stata oltrepassata, e del programma non se ne fece nulla. Per fortuna nostra forse, come cercheremo di fare capire a breve.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ombrello anti-missile e il Trattato del 1967</h2>



<p>Il generale Saltzman ha riconosciuto le <strong>sfide tecnologiche</strong> necessarie per posizionare intercettori missilistici in orbita, ma ha anche chiarito che le ritiene superabili: “Penso che ci siano molte sfide tecniche, ma sono colpito dallo spirito innovativo dell&#8217;industria spaziale americana. <strong>Sono abbastanza convinto che saremo in grado di risolvere tecnicamente queste sfide</strong>”. Il generale ha anche aggiunto che gli USA oggi hanno “una base industriale spaziale piuttosto sorprendente e sono abbastanza sicuro che risolveranno la maggior parte di quei problemi tecnici” quindi “da questo punto di vista, penso che si tratti solo di quanto velocemente vuoi andare, quanto velocemente possiamo sfruttare la tecnologia, metterla in atto e testarla, e ottenere una dimostrazione là fuori in modo da poter vedere cosa è possibile”.</p>



<p>Armare lo spazio con un ombrello antimissile non è una buona idea, anche se tecnicamente è reso possibile dall&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/space-warfare-si-riapre-la-corsa-alla-militarizzazione-dello-spazio.html">Outer Space Treaty</a></strong>, l&#8217;unico trattato internazionale che regola le attività umane al di fuori del pianeta Terra. Il trattato, stipulato nel 1967, stabilisce infatti solo il divieto di posizionare in orbita armi di distruzione di massa (allora laser e armi a microonde erano in embrione) e vieta l&#8217;utilizzo militare dei corpi celesti (ad esempio la Luna). Non esiste nessun riferimento al posizionamento in orbita di armamenti convenzionali, siano essi missili o armi laser o a microonde, oppure i “satelliti killer” che vengono utilizzati come “kamikaze” per colpire e distruggere altri satelliti.</p>



<p>Legalmente quindi gli USA non infrangerebbero nessuna regola internazionale, ma aprirebbero uno scenario poco rassicurante dal punto di vista dell&#8217;equilibrio strategico, o per meglio dire peggiorerebbero quello attuale, già messo in crisi dalla nascita di nuovi <strong>sistemi ABM</strong> (Anti Ballistic Missile) con l&#8217;uscita degli Stati Uniti dall&#8217;omonimo trattato (nel 2001) che ne limitava e regolamentava lo schieramento.</p>



<p>Quell&#8217;azione, infatti, costrinse la <strong>Russia</strong> a proteggere la <strong>credibilità del suo deterrente nucleare</strong> (a oggi ancora l&#8217;unica forma di deterrenza realmente efficace che possiede Mosca) pertanto cominciò a lavorare su veicoli di rientro in grado di eludere le difese antimissile statunitensi: l&#8217;<strong>HGV</strong> (Hypersonic Glide Vehicle) “Avangard”, <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-russia-schierera-il-secondo-reggimento-di-avangard-entro-il-2023.html">entrato in servizio</a> nelle forze missilistiche strategiche russe, è appunto nato per questo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa allo spazio di Russia e Cina</h2>



<p>Mettere in orbita un sistema di intercettori missilistici significherebbe ulteriormente <strong>minacciare la capacità di deterrenza nucleare avversaria</strong>, in questo caso quella della Russia e della Repubblica Popolare Cinese, e costringerebbe Mosca e Pechino a lanciarsi in una corsa agli armamenti nucleari di nuovo tipo, o semplicemente ad aumentare il numero delle proprie testate infrangendo – nel caso russo – i limiti imposto dal Trattato New Start (per il momento sospeso ma comunque tenuto in considerazione da entrambe le superpotenze atomiche). </p>



<p>Bisogna però precisare che la militarizzazione dello spazio, e relativa destabilizzazione dei fragili e fumosi equilibri che lo regolavano sin dal 1967, è già cominciata e proprio da parte degli avversari di Washington. Sappiamo ormai per certo che la Russia ha testato e molto probabilmente ha anche in servizio dei <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-testa-unarma-antisatellite-nello-spazio.html">satelliti killer </a>mentre la Repubblica Popolare, che ha dimostrato di possedere la stessa tecnologia, ha anche testato per la prima volta nel 2021 <strong><a href="https://www.twz.com/42772/china-tested-a-fractional-orbital-bombardment-system-that-uses-a-hypersonic-glide-vehicle-report">un&#8217;arma orbitale</a></strong> quando ha lanciato un vettore che è apparso un bus di lancio di testate ipersoniche che ha volato in orbita bassa, comunemente conosciuto come tecnologia <strong>FOBS</strong> (Fractional Orbit Bombardment System). </p>



<h2 class="wp-block-heading">Bisogna investire</h2>



<p>Il generale Saltzman quindi non ha dubbi, e afferma che “bisogna investire in tutte le categorie di armi counter-space, perché ognuna è ottimizzata per diversi tipi di obiettivi, che si tratti di un&#8217;orbita terrestre bassa, che si tratti di un&#8217;orbita geosincrona, [o] che si estenda oltre. Quanto serve di ogni arma è un po&#8217; ciò su cui stiamo lavorando in termini di strategia. Ma devi davvero investire in tutte. La RPC ce lo sta dimostrando perché sta investendo in tutte”. </p>



<p>Siamo davanti a una nuova era di “Guerre Stellari”? Forse, ma questa volta tutto quanto sembra molto reale invece di essere propaganda, ma quello che è certo è che molto probabilmente un altro trattato internazionale, benché obsoleto, sarà stracciato senza vedere un sostituto a confermare la nascita di un&#8217;epoca “<a href="https://it.insideover.com/difesa/la-russia-esce-definitivamente-dal-trattato-open-skies.html?">post-trattati</a>” o, per i pessimisti, di messa in crisi del <em>rules-based international order</em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/us-space-force-mettere-in-orbita-intercettori-missilistici-e-cruciale.html">US Space Force: &#8220;Mettere in orbita intercettori missilistici è cruciale&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Aeronautica oltre la &#8220;linea di Karman&#8221;. Così l&#8217;Italia pensa alla difesa aerospaziale</title>
		<link>https://it.insideover.com/spazio/laeronautica-oltre-la-linea-di-karman-cosi-litalia-pensa-alla-difesa-aerospaziale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2024 08:06:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Aeronautica militare italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Space warfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054351_1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054351_1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054351_1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054351_1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054351_1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054351_1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054351_1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non solo difesa aerea: l'Aeronautica Militare protegge anche gli assetti spaziali nazionali grazie a capacità space situational awareness</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spazio/laeronautica-oltre-la-linea-di-karman-cosi-litalia-pensa-alla-difesa-aerospaziale.html">L&#8217;Aeronautica oltre la &#8220;linea di Karman&#8221;. Così l&#8217;Italia pensa alla difesa aerospaziale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054351_1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054351_1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054351_1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054351_1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054351_1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054351_1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054351_1-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Alla vigilia della giornata nazionale dello spazio del 16 dicembre, l&#8217;<strong>Aeronautica Militare Italiana</strong> il 12 dicembre ha ospitato a Roma, presso Palazzo Aeronautica, un convegno organizzato dal Centro Studi Militari Aerospaziali (CESMA) dal titolo “Spazio al futuro. L’Aeronautica Militare oltre la linea di Karman”. </p>



<p>L’evento, moderato da Giorgio Pacifici – vice capo redattore scienze del TG2 &#8211; ha visto la partecipazione del generale <strong>Luca Goretti</strong>, capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, dell’astronauta e colonnello <strong>Walter Villadei</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054604_1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-449751" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054604_1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054604_1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054604_1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054604_1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054604_1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054604_1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il CSM Aeronautica nel suo intervento ha sottolineato come “l’Aeronautica Militare ha da sempre guardato allo spazio e all’aerospazio con grande interesse. Lo Spazio nasce in Italia grazie al generale ingegnere Luigi Broglio, anche scienziato di chiara fama internazionale che attraverso il programma “San Marco”, basato su una forte collaborazione tra AM e CNR, ha aperto all’Italia la via dello Spazio. Dal progetto “San Marco” sono derivate le competenze spaziali dell’Italia in termini di capacità di lancio di satelliti e di ricerca spaziale”. Sempre il generale Goretti ha voluto evidenziare che “l’Aeronautica Militare ha come compito istituzionale quello della protezione e difesa dello spazio aereo e deve, quindi, essere in grado di esprimere il potere aerospaziale in linea con gli indirizzi politici del Vertice nazionale e del Dicastero Difesa, promuovendo e perseguendo sinergie con il mondo dell’industria nazionale e della ricerca, sia scientifica che tecnologica. L’Aeronautica Militare si occupa di monitorare, sorvegliare e caratterizzare gli oggetti spaziali e il loro ambiente operativo allo scopo di supportare attività spaziali sicure, stabili e sostenibili, identificando i rischi e le minacce nello Spazio, dallo Spazio e verso lo Spazio e proponendo le opportune misure di mitigazione. L’accesso alle risorse aerospaziali è una condizione essenziale per garantire la sicurezza del Paese e per condurre operazioni militari e lo sviluppo della cosiddetta <em>space economy</em> è un&#8217;opportunità strategica per chiunque voglia investire in ricerca e sviluppo nel settore aerospaziale con importanti ricadute a favore della comunità e del Paese”. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054577_1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-449752" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054577_1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054577_1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054577_1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054577_1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054577_1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054577_1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Il generale <strong>Giovanni Fantuzzi</strong>, presidente del CESMA, ha introdotto il convegno volto ad approfondire la conoscenza delle operazioni in un ambiente di fondamentale importanza evidenziando come “questo congresso vuole confermare il ruolo di eccellenza dell’Aeronautica Militare e di riferimento nel dominio spaziale e di service provider spazio in ambito Difesa. Tutti cercano un <em>supporting space</em>, cioè i servizi spaziali a disposizione delle applicazioni militari, civili e <em>dual-use</em>. Ma una volta che riempiamo lo spazio con assetti satellitari di alto valore, è necessario qualcuno che supporti questi assetti (manutenzione in condizioni operative, upgrade, protezione fisica, ecc…). L’Aeronautica Militare si occupa anche del supported space, cioè di gestirne la regia”. Il primo panello dell’evento, dal titolo “La strategia nazionale a protezione degli assetti spaziali nazionali” , ha visto il coinvolgimento di relatori di assoluto rilievo quali <strong>Augusto Cremarossa</strong>, responsabile dell’Ufficio Coordinamento Strategico dell’Agenzia Spaziale Italiana, di <strong>Marco Brancati</strong> in rappresentanza del Gruppo Leonardo e del Capo Ufficio Generale dello Spazio dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, colonnello <strong>Valerio Anastasi</strong>. Tanti i temi che sono stati trattati, tra cui quello relativo alla strategia nazionale a protezione degli assetti spaziali ed alla capacità dell’Aeronautica Militare di “fare sistema” con tutte le componenti che operano nel settore spaziale in ottica di sistema Paese. Il professor <strong>Teofilatto </strong>, decano della facoltà di ingegneria aerospaziale dell’Università La Sapienza di Roma, ha ricordato il 60° anniversario del lancio del satellite “San Marco” (15 dicembre 2024) che ha dato inizio alla storia aerospaziale italiana quando un gruppo di giovani, tra scienziati e ingegneri, capitanato dal generale dell’AM Luigi Broglio, padre dell’astronautica italiana, mise in orbita il “San Marco 1”, il primo satellite italiano. L’Italia diventava così il terzo paese al mondo, dopo URSS e USA, a costruire, lanciare e controllare un satellite con proprio personale. Il convegno ha potuto, così, evidenziare i contributi che la scienza e la tecnologia applicata allo Spazio hanno apportano alla qualità della vita sulla Terra in termini di crescita e benessere. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054578_1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-449753" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054578_1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054578_1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054578_1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054578_1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054578_1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054578_1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Nel secondo pannello si è voluto evidenziare il ruolo dell’Aeronautica Militare nel settore “Spazio” e di come l’Arma Azzurra ha dato negli ultimi anni un importante impulso alle attività spaziali anche con la costituzione di specifiche articolazioni come il <strong><em>Space Situational Awareness</em> (SSA)</strong>, un ente a connotazione interforze, capitanato dall&#8217;AM, inserito nell’ambito del <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-coa-il-centro-nevralgico-della-difesa-aerea-italiana.html">Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico</a>. Il Centro è responsabile del servizio di “<em>fragmentation</em>” all’interno del Consorzio Europeo Space Surveillance and Tracking (EU-SST) ed opera nel contesto di un accordo nazionale che vede la collaborazione fra l’Aeronautica Militare, la Difesa, l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Oppure come il GIAS, Gruppo Ingegneria per l’Aero-Spazio, che oltre ai compiti di studio, ricerca e sperimentazione nel campo aerospaziale e spaziale, è anche impegnato in attività ricadenti negli ambiti del volo sub-orbitale, al fine di espandere la competenza ambientale dal tradizionale dominio aeronautico a quello aerospaziale (che si estende fino a 100 km). Senza dimenticare il Reparto Medicina Aeronautica e Spaziale (RMAS) che svolge attività di studio e ricerca su problematiche emergenti di medicina aeronautica e spaziale, effettuando sperimentazioni e verifiche tecniche su apparati aeronautici, apparecchiature elettromedicali, equipaggiamenti imbarcabili ed indossabili. Aspetto di assoluto rilievo è quello relativo alla medicina aerospaziale nei voli di breve e lunga durata nello spazio. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054484_1-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-449754" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054484_1-1-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054484_1-1-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054484_1-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054484_1-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054484_1-1-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/D054484_1-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Ci sono stati anche due collegamenti in video: il primo con <strong>Massimo Comparini</strong>, Managing Director della Space Business Unit di Leonardo, che ha sottolineato l’importanza della sinergia delle tante e varie istituzioni interessate allo Spazio e della necessità di fare sistema; il secondo con l’astronauta e colonnello dell’AM <strong>Walter Villadei</strong> che ha voluto evidenziare come lo studio dell’aerospazio presso le accademie è fondamentale e la formazione che l&#8217;Arma Azzurra è in grado di offrire è ancora un assetto fondamentale a disposizione di una strategia per fare sistema paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spazio/laeronautica-oltre-la-linea-di-karman-cosi-litalia-pensa-alla-difesa-aerospaziale.html">L&#8217;Aeronautica oltre la &#8220;linea di Karman&#8221;. Così l&#8217;Italia pensa alla difesa aerospaziale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<item>
		<title>Il prossimo scontro con Cina e Russia? Nello spazio, con battaglie tra satelliti</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-prossimo-scontro-con-cina-e-russia-nello-spazio-con-battaglie-tra-satelliti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2024 06:29:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Armi antisatellite]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[guerra del futuro]]></category>
		<category><![CDATA[nato]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[Satelliti]]></category>
		<category><![CDATA[Space Force]]></category>
		<category><![CDATA[Space warfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="854" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/220125-X-VE588-0001-dimensioni-grandi.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/220125-X-VE588-0001-dimensioni-grandi.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/220125-X-VE588-0001-dimensioni-grandi-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/220125-X-VE588-0001-dimensioni-grandi-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/220125-X-VE588-0001-dimensioni-grandi-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/220125-X-VE588-0001-dimensioni-grandi-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Dal Pentagono l'invito a Italia, Germania, Francia e Regno Unito a unire gli sforzi per la difesa  dello spazio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-prossimo-scontro-con-cina-e-russia-nello-spazio-con-battaglie-tra-satelliti.html">Il prossimo scontro con Cina e Russia? Nello spazio, con battaglie tra satelliti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="854" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/220125-X-VE588-0001-dimensioni-grandi.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/220125-X-VE588-0001-dimensioni-grandi.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/220125-X-VE588-0001-dimensioni-grandi-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/220125-X-VE588-0001-dimensioni-grandi-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/220125-X-VE588-0001-dimensioni-grandi-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/220125-X-VE588-0001-dimensioni-grandi-768x512.jpeg 768w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Dovremmo davvero temere l&#8217;avvento di una guerra tra satelliti nella fascia <strong>orbitale</strong>? È quanto suggeriscono alcune preoccupazione esposte durante l&#8217;ultima conferenza che ha riunito funzionari militari e governativi degli Stati Uniti e degli altri maggiori Stati europei impegnati in <strong>programmi spaziali</strong>, che si sono incontrati a Londra per affrontare successi e minacce nella nuova corsa o &#8220;militarizzazione&#8221; dello Spazio.</p>



<p>Gli <strong>avversari teorici</strong> in questo perenne messaggio di allerta promosso dal Pentagono ovviamente sono sempre gli stessi: la <strong>Cina</strong> e la <strong>Russia</strong>, che stanno guardando sempre con maggiore interesse al dominio dell&#8217;orbita bassa e alta, lanciando al pari degli occidentali <a href="https://www.ilgiornale.it/news/difesa/americani-aumentano-i-loro-occhi-cielo-2377272.html">satelliti spia</a> e i cosiddetti<a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/linconsueta-attivit-dei-satelliti-cinesi-senza-2324460.html#:~:text=I%20satelliti%20cinesi%20noti%20come,piattaforme%20%22anti%2Dsatellite%22."> satelliti &#8220;<em>fast-mover</em>&#8220;</a> che minacciano gli altri satelliti e potrebbero ingaggiare delle vere battaglie con i loro movimenti improvvisi e con manovre d&#8217;interdizione che possiamo solo lontanamente immaginare.</p>



<p>Sulle scrivanie delle nuove &#8220;<strong><a href="https://georgetownsecuritystudiesreview.org/2021/04/07/european-militaries-join-the-u-s-in-space/">divisioni spaziali</a></strong>&#8220;, che uniscono le sezioni più tecnologiche delle forze aeree e dell&#8217;intelligence, sono state poste le basi di un programma di collaborazione nel settore spaziale per analizzare e affrontare le minacce che le potenze del Vecchio Continente devono affrontare, e che provengono dai <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-ha-un-piano-per-blindarsi-dai-satelliti-spia.html">principali avversari</a> dell&#8217;<strong>equilibrio promosso dall&#8217;Occidente</strong>.</p>



<p>&#8220;<em>Gli attacchi informatici, i jammer Gps e i detriti spaziali</em>&#8221; di questi concorrenti nella nuova corsa al vicino spazio rappresentano una serie di gravi minacce, secondo il generale del Comando spaziale statunitense, invitando gli alleati che stanno muovendo i loro <strong>programmi militari in orbita</strong> ( come lo <a href="https://www.gov.uk/guidance/uk-space-command">Uk Space Command</a> britannico, il <a href="https://it.insideover.com/difesa/la-francia-si-prepara-alle-guerre-stellari.html">Commandement de l&#8217;Espace</a> francese, il Comando per le Operazioni Spaziali italiano e l&#8217;ASOC tedesco) a guardare allo spazio come a &#8220;<em>uno sport di squadra</em>&#8221; che possa riunire i diversi comandi spaziali &#8211; in uno &#8220;<em><strong>sforzo congiunto e combinato</strong></em>&#8221; per proteggersi da tali minacce.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="195" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-21-alle-17.11.45-1024x195.jpg" alt="" class="wp-image-441533" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-21-alle-17.11.45-1024x195.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-21-alle-17.11.45-600x114.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-21-alle-17.11.45-300x57.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-21-alle-17.11.45-768x146.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-21-alle-17.11.45-1536x293.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/Screenshot-2024-10-21-alle-17.11.45.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Gli stemmi dei comandi spaziali di Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito e Italia.</em> </figcaption></figure>
</div>


<p>Tutti gli alleati spaziali di Washington sembrano aver &#8220;preso a cuore&#8221; il messaggio dell&#8217;<strong>US Space Command</strong>. Intensificando i piani militari per lo spazio e investendo anche nelle risorse mandate in orbita. Secondo gli americani &#8220;<em>l&#8217;esempio più significativo del crescente riconoscimento dell&#8217;importanza dello spazio per gli alleati occidentali è arrivato con la creazione della <strong>divisione spaziale congiunta della Nato</strong></em>&#8220;, attualmente guidata da un ufficiale dell&#8217;Armée de l&#8217;Air et de l&#8217;Espace.</p>



<p><strong>Regno Unito</strong>, <strong>Francia</strong>, <strong>Germania </strong>e <strong>Italia</strong> stanno lavorando alle loro strategie di sicurezza spaziale riconoscendo che lo spazio è &#8220;esposto a una crescente minaccia&#8221;. Il grosso dei progetti si basa sullo sviluppo e lancio di satelliti spia &#8211; come i nuovi satelliti statunitensi e quelli britannici &#8211; che formino costellazioni per la raccolta di informazioni in tempo reale, e satelliti dotati di nuovi sistemi che gli permetteranno di &#8220;<em>contrastare i tentativi di interferenza nell&#8217;orbita terrestre bassa e fa parte di una strategia di sicurezza spaziale</em>&#8220;. Come nel caso dei satelliti francesi. Già sottoposti al tentativo di &#8220;<a href="https://www.ilgiornale.it/news/mosca-tenta-spiare-francia-e-italia-dallo-spazio-1573058.html">attacco</a>&#8221; da parte di un satellite spia russo nel 2018 nell&#8217;assaggio di quella che potrebbe essere una <a href="https://it.insideover.com/difesa/space-warfare-si-riapre-la-corsa-alla-militarizzazione-dello-spazio.html">battaglia tra satelliti </a>dell&#8217;orbita bassa.</p>



<p>In conclusione, le democrazie occidentali stanno e intendono rafforzare sensibilmente la loro alleanze per respingere quelle che considerano l&#8217;<a href="https://it.insideover.com/politica/guerre-stellari-i-satelli-killer-della-cina-preoccupano-il-pentagono.html">avanzata nello spazio</a> di avversari come Cina e Russia. &#8220;<em>Qualsiasi tentativo di trasformare lo spazio in un campo di battaglia fallirà</em>&#8220;, affermano dal <strong>Pentagono</strong> mentre i comandi militari preparano i lanci di satelliti sempre più sofisticati per prevenire le prossime &#8220;<strong>guerre stellari</strong>&#8220;. Un&#8217;azione che sembra essere in controtendenza con il messaggio alla base.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-prossimo-scontro-con-cina-e-russia-nello-spazio-con-battaglie-tra-satelliti.html">Il prossimo scontro con Cina e Russia? Nello spazio, con battaglie tra satelliti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Nuove &#8220;guerre stellari&#8221; in arrivo? Facciamo il punto</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/allarme-usa-per-le-armi-nucleari-anti-satellite-russe-facciamo-il-punto-sulla-space-warfare.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Feb 2024 14:40:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Space warfare]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="986" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Satelliti spazio (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse-1024x526.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella giornata di mercoledì 14  Washington ha diffuso un allarme sul possibile posizionamento in orbita da parte russa di armi nucleari</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="986" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Satelliti spazio (La Presse)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse-300x154.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse-768x395.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/04/Satellite-spazio-La-Presse-1024x526.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Mercoledì 14 febbraio <strong>Washington</strong> ha diffuso per voce di Mike Turner, presidente della Commissione Intelligence della Camera, un improvviso allarme su una inizialmente non meglio definita “capacità militare straniera destabilizzante”. </p>



<p>Quest&#8217;annuncio ha messo in moto un meccanismo mediatico che ha portato la Casa Bianca ha rilasciare ulteriori dichiarazioni con la finalità di rassicurare l&#8217;opinione pubblica, pertanto si è scoperto che Mosca starebbe lavorando per <strong>posizionare in orbita armi nucleari anti-satellite</strong>, generando così una minaccia talmente grave da aver reso necessario informare gli alleati degli Usa. </p>



<p>Mosca, per il momento, non ha né smentito né confermato le accuse di Washington, limitandosi, attraverso le parole del portavoce del presidente russo, <a href="https://tass.ru/politika/19992329" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dmitry Peskov</a>, e del vice capo del Ministero degli Esteri, <a href="https://tass.ru/politika/19992453" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sergei Ryabkov</a>, ad affermare che si tratta di un tentativo statunitense di screditare la Russia per questioni interne, legate all&#8217;approvazione del pacchetto di aiuti militari per Ucraina, Israele e Taiwan, ed elettorali. </p>



<p>Alcuni hanno ritenuto, <em>ex post</em>, che il lancio da parte della Russia di un satellite sconosciuto con un vettore Soyuz-2 -1V <a href="https://russianspaceweb.com/spacecraft-military-soyuz2-1v-2024-0209.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">avvenuto il 9 febbraio</a> dal cosmodromo di Plesetsk (regione di Arcangelo) abbia qualcosa a che vedere con l&#8217;allarme lanciato dall&#8217;intelligence statunitense di ieri. </p>



<p>Quel lancio, che ha messo in orbita un satellite di tipo ignoto che ha preso il nome di <strong>Cosmos-2575</strong>, avviene dopo quasi due mesi da uno simile, avvenuto il <a href="https://russianspaceweb.com/spacecraft-military-soyuz2-1v-2023-1227.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">27 dicembre 2023</a>, che ha posto in orbita una “navicella spaziale del Ministero della Difesa” russo. Singolarmente, entrambi i lanci sono avvenuti alla medesima ora: le 10:03 del fuso orario di Mosca. </p>



<p>Non abbiamo modo di sapere se effettivamente la Russia stia prendendo la strada di posizionare ordigni atomici in orbita per attività <strong>Asat </strong>(<em>Anti Satellite</em>), ma sappiamo che le Vks (<em>Vozdushno-Kosmicheskiye Sily</em>), ovvero le forze aerospaziali russe che sovrintendono anche all&#8217;attività militare nello spazio, da tempo stanno posizionando in orbita satelliti per la <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/space-warfare-si-riapre-la-corsa-alla-militarizzazione-dello-spazio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Space Warfare</a></strong>, in particolare per il contrasto attivo dei satelliti nemici. </p>



<p>Il 23 agosto 2017 il satellite russo Cosmos-2519, che ufficialmente dovrebbe essere impiegato per la geodesia, ha rilasciato un subsatellite in una manovra molto simile a quella compiuta il <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-testa-unarma-antisatellite-nello-spazio.html?swcfpc=1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">15 luglio 2020</a> da un altro oggetto, il Cosmos-2543, messo in orbita da Mosca. Si era osservato che il subsatellite (definito Cosmos-2521) ha lanciato un oggetto aggiuntivo nello spazio all’elevata velocità relativa di circa 250 km all’ora dimostrando la capacità di posizionarsi vicino a un altro satellite. Sostanzialmente, quell&#8217;oggetto orbitante ha letteralmente “sparato un proiettile”. Questo tipo di attività dei russi è fonte di preoccupazione per la Difesa statunitense, specialmente quando, nel corso di questi test, si avvicinano ai satelliti americani: lanciati a novembre e dicembre 2019, Cosmos-2542 e Cosmos-2543 hanno attivamente manovrato vicino ai satelliti del governo degli Stati Uniti che operano in orbita bassa. </p>



<p>Il nuovo utilizzo dello spazio per scopi militari, reso possibile dalle <strong>nuove tecnologie</strong>, ha quindi aperto a tutti gli effetti un nuovo dominio che ha generato la Space Warfare moderna. </p>



<p>Erede della programma <em>Strategic Defense Initative</em> (Sdi), o “Guerre Stellari”, voluto dal presidente Ronald Reagan, oggi la Space Warfare può contare su diversi assetti, basati a terra e nello spazio, per disabilitare e distruggere i satelliti dell&#8217;avversario. </p>



<p><strong>Russia</strong>, <strong>Cina</strong>, <strong>Stati Uniti</strong> e <strong>India </strong>sono le potenze più avanzate nei sistemi Asat e in particolare Mosca sta sviluppando una serie di assetti che da terra o dallo spazio atti allo scopo. </p>



<p>La guerra anti-satellite dispone, in generale, di sistemi diversi: armi a radiofrequenza installate su veicoli orbitanti, laser di grande potenza basati a terra, veicoli di manovra per operazioni spaziali (come satelliti mina) e lancio di missili Asat da terra e da velivoli. Esistono poi dei sistemi non cinetici: dispositivi <em><a href="https://it.insideover.com/difesa/cosa-si-intende-per-guerra-elettronica-e-cose-il-jamming.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">jammer </a></em>possono essere montati sia su satellite sia su piattaforme aeree come Uav o velivoli pilotati, e anche per i laser è tornato di moda il loro impiego aerotrasportato per questo scopo. </p>



<p>Un’altra soluzione per eliminare i satelliti avversari era stata pensata nel pieno della Guerra Fredda: richiedeva l’<strong>esplosione di un missile nucleare nello spazio</strong> per mettere fuori uso gli assetti in orbita tramite l’impulso elettromagnetico della detonazione atomica, ma l’Emp (<em>Electro-Magnetic Pulse</em>) generatosi avrebbe “bruciato” anche la propria rete satellitare. </p>



<p>Proprio quest&#8217;ultimo fattore, più che il rispetto dell&#8217;<strong>Outer Space Treaty</strong> del 1967 che proibisce a tutte le nazioni di posizionare in orbita armi di distruzione di massa, sconsiglia vivamente di utilizzare armi nucleari nello spazio. Il trattato infatti è ormai considerabile obsoleto, sebbene giuridicamente sia importante perché riconosce lo spazio (e quindi anche i corpi planetari) non soggetto ad alcun tipo di sovranità, in quanto è nato in un periodo storico in cui armi laser ed elettromagnetiche erano agli albori e considerabili troppo pesanti da poter mettere in orbita. </p>



<p>Se davvero la Russia si sta adoperando per posizionare in orbita ordigni atomici, oltre a essere una violazione dell&#8217;Outer Space Treaty, significherebbe che può contare su un sistema di comunicazione/navigazione alternativo, ma dovrebbe comunque rinunciare alla sua rete spaziale di <em>Early Warning</em> e di ricognizione/spionaggio per i motivi detti poc&#8217;anzi. In ultima analisi resta il dubbio che potrebbe essere un&#8217;arma da scenario “<em>doomsday</em>”, ovvero da apocalisse nucleare, in considerazione del sistema automatico di risposta nucleare “<strong>Perimeter</strong>” che può avviare automaticamente il lancio dei missili balistici intercontinentali russi (Icbm) inviando un ordine preinserito ai posti di comando e ai singoli silos se viene rilevato un attacco nucleare dai sensori. Questo sistema è normalmente disinserito e viene attivato solo in caso di crisi.</p>
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		<title>Se la Russia mette nel mirino i satelliti Starlink</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/se-la-russia-mette-nel-mirino-i-satelliti-starlink.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2022 06:03:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi antisatellite]]></category>
		<category><![CDATA[Space warfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017175822851_455b65ff2cc84168530960698159563b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017175822851_455b65ff2cc84168530960698159563b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017175822851_455b65ff2cc84168530960698159563b-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017175822851_455b65ff2cc84168530960698159563b-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017175822851_455b65ff2cc84168530960698159563b-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017175822851_455b65ff2cc84168530960698159563b-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/10/ilgiornale2_20221017175822851_455b65ff2cc84168530960698159563b-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I dati forniti all&#8217;Ucraina dall&#8217;intelligence statunitense e della Nato sono stati e sono ancora fondamentali per la condotta del conflitto da parte di Kiev. Se, ad esempio, l&#8217;esercito ucraino è stato in grado di neutralizzare il colpo di mano russo sull&#8217;aeroporto di Gostomel a inizio delle ostilità, che in caso di successo avrebbe permesso alle &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/se-la-russia-mette-nel-mirino-i-satelliti-starlink.html">[...]</a></p>
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<p>I dati forniti all&#8217;Ucraina dall&#8217;<strong>intelligence</strong> statunitense e della Nato sono stati e sono ancora fondamentali per la condotta del conflitto da parte di Kiev. </p>



<p>Se, ad esempio, l&#8217;esercito ucraino è stato in grado di neutralizzare il colpo di mano russo sull&#8217;aeroporto di Gostomel a inizio delle ostilità, che in caso di successo avrebbe permesso alle forze aviotrasportate di Mosca di puntare rapidamente sulla capitale nella speranza di assediare il palazzo governativo ed effettuare un rapido cambio di regime, lo si deve principalmente alle informazioni di intelligence fornite a Kiev dagli Stati Uniti. </p>



<p>Informazioni che hanno <strong>fonti diverse</strong>, tra cui anche quelle raccolte dai <strong>satelliti </strong>militari di sorveglianza. Washington e Londra hanno ammesso pubblicamente di fornire dati di intelligence all&#8217;Ucraina, e per la Russia questo passaggio di informazioni, che non possono direttamente troncare, rappresenta un problema fondamentale perché controbilancia i rapporti di forza nel conflitto. </p>



<p>A fianco di questa infrastruttura militare, è comparsa una <strong>civile </strong>rappresentata dalla costellazione satellitare <strong>Starlink</strong> di SpaceX, che il magnate Elon Musk ha messo gratuitamente a disposizione di Kiev. Gli Starlink, benché non siano assetti da intelligence, forniscono una piattaforma per le comunicazioni mobili e internet. </p>



<p>Oltre alle normali comunicazioni in fonia, sappiamo che Starlink, da maggio 2022, viene usata da un&#8217;<strong>app</strong> ucraina che fa parte di un nuovo sistema di <strong>coordinamento del fuoco dell&#8217;artiglieria</strong> particolarmente efficace per precisione e rapidità di ingaggio. </p>



<p>Pertanto, recentemente, il vicedirettore del Dipartimento Non Proliferazione e Controllo Armamenti del Ministero degli Esteri russo, <strong>Konstantin Vorontsov</strong>, durante una riunione del Primo Comitato dell&#8217;Onu, che si occupa di disarmo, ha affermato che Mosca potrebbe “ritenere bersagli legittimi i satelliti civili usati nel conflitto ucraino”. Per Vorontsov “l&#8217;uso dei satelliti per aiutare le attività belliche ucraine è provocatorio. I satelliti commerciali degli Stati Uniti e dei loro alleati potrebbero diventare obiettivi legittimi se coinvolti nella guerra”. </p>



<p>Il vicedirettore sembra rivolgersi, sibillinamente, proprio a Starlink ma esistono anche altri assetti spaziali civili per l&#8217;<em>imaging</em> che possono essere utili alla causa Ucraina: società come la statunitense <strong>Maxar</strong>, l&#8217;israeliana <strong><a href="https://www.imagesatintl.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Isi </a></strong>o la stessa <strong><a href="https://www.airbus.com/en/products-services/space/earth-observation/satellite-imagery" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Airbus </a></strong>forniscono fotografie con una risoluzione inferiore rispetto a quelle riprese dai satelliti governativi, ma comunque di ottimo livello, e pertanto fungono da “occhi” in più nel cielo. </p>



<p>La reazione americana alle parole di Vronotsov non si è fatta attendere, e il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale <strong>John Kirby</strong> ha avvertito che “qualsiasi attacco contro infrastrutture spaziali Usa avrà una risposta adeguata”. </p>



<p>Russia, Cina e Stati Uniti sono in grado di poter effettuare <strong>operazioni antisatellite (Asat)</strong>, in particolare Mosca negli ultimi anni sta sviluppando assetti spaziali in grado di colpire i satelliti avversari, agganciarli oppure lanciare piccoli “<strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/la-russia-testa-unarma-antisatellite-nello-spazio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">satelliti killer</a></strong>” come nel test avvenuto in orbita il 15 luglio, quando dal satellite Cosmos 2543 è stato rilasciato un oggetto ritenuto essere una sorta di “rimorchiatore” spaziale. L’attività del satellite russo, monitorata dai radar, è stata di tipo non distruttivo, simile ad altre svolte nel recente passato: il 23 agosto 2017 il Cosmos 2519, un satellite che ufficialmente dovrebbe essere impiegato per la geodesia, ha rilasciato un subsatellite in una manovra molto simile a quella compiuta dal Cosmos 2543. La Russia ha anche dimostrato recentemente di aver dato impulso alle armi Asat basate a terra: il 15 aprile 2020 un missile <strong><a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/la-russia-ha-effettuato-un-nuovo-test-anti-missili-balistici.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pl-19 Nudol</a></strong> si è alzato da un dispositivo mobile tipo Tel (<em>Transporter Erector Launcher</em>) andando a colpire il suo bersaglio nello spazio. Il Pl-19 ha effettuato il suo primo test coronato da successo nel novembre del 2015 dopo due tentativi non andati a buon fine. Anche la Cina sta sviluppando medesime capacità Asat, che utilizzano sia sistemi cinetici come i missili basati a terra, sia <strong>armi a energia diretta</strong>, come laser che servono per “abbagliare” i sensori dei satelliti militari, oppure dei velivoli da ricognizione. </p>



<p>Quanto accaduto dimostra che lo <strong>spazio</strong>, il quarto dominio degli scenari bellici dopo terra, mare, cielo e prima di quello cyber, è sempre più fondamentale per avere la supremazia sul campo di battaglia. Lo è così tanto che gli Stati Uniti nella recente <strong>National Defense Strategy</strong> hanno ribadito che potrebbero reagire con armi nucleari anche ad attacchi convenzionali che coinvolgono assetti ritenuti strategici, come potrebbe essere l&#8217;intera rete satellitare. Parimenti la Russia, <a href="https://insideover.ilgiornale.it/guerra/la-russia-cambia-la-sua-dottrina-di-impiego-delle-armi-nucleari.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nella revisione della sua dottrina di impiego degli armamenti atomici</a>, ha affermato di riservarsi la possibilità di utilizzarli per rispondere a pesanti attacchi a infrastrutture strategiche nazionali, comprese le reti telematiche. </p>



<p>Se un attacco diretto verso un satellite governativo rappresenterebbe senza dubbio un atto di guerra, quindi implicherebbe una risposta militare di qualche tipo, non necessariamente nucleare come si paventa – gli Usa hanno un ampio ventaglio di risposte convenzionali date dalla grandezza e diversità del proprio arsenale convenzionale -, un attacco portato a una costellazione satellitare privata come quella di Starlink ricade in un ambito giuridico non definito. L&#8217;uso privato dello spazio, cominciato da pochi anni, non è ancora stato regolamentato, e pertanto la difesa degli assetti spaziali privati resta un campo aleatorio. </p>



<p>Sicuramente, però, il loro utilizzo per scopi militari ne fa un <strong>bersaglio pagante</strong>, ma non essendo strettamente assetti militari/governativi non ricadono automaticamente nei meccanismi di ritorsione che potrebbero valere per i sistemi satellitari di sorveglianza, comunicazione o di posizionamento globale messi in orbita da parte di uno Stato. La risposta di Kirby alle minacce russe, però, è indicativa di come Washington consideri gli assetti spaziali di enti privati statunitensi come rientranti nella sfera di sicurezza nazionale, pertanto equipara gli assetti governativi a quelli “civili”, determinando così un precedente legale di cui bisognerà tenere conto.</p>
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		<title>Usa, Ue e Cina hanno un problema di space traffic management</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/usa-ue-e-cina-hanno-un-problema-di-space-traffic-management.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2022 10:49:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Space warfare]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-1536x990.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-2048x1320.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per Space Traffic Management (Stm) si intende quella serie di accordi informali riguardanti la condivisione di informazioni sull&#8217;attività spaziale stipulati dai Paesi che utilizzano lo spazio per le proprie attività commerciali o militari oppure che hanno in essere dei programmi spaziali. L&#8217;Accademia Internazionale di Astronautica definisce l&#8217;Stm come l&#8217;insieme delle disposizioni tecniche e regolamentari per &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/usa-ue-e-cina-hanno-un-problema-di-space-traffic-management.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-1536x990.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-2048x1320.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per <em><strong>Space Traffic Management</strong></em> (Stm) si intende quella serie di accordi informali riguardanti la condivisione di informazioni sull&#8217;attività spaziale stipulati dai Paesi che utilizzano lo spazio per le proprie attività commerciali o militari oppure che hanno in essere dei programmi spaziali. </p>



<p>L&#8217;Accademia Internazionale di Astronautica definisce l&#8217;Stm come l&#8217;insieme delle disposizioni tecniche e regolamentari per promuovere l&#8217;accesso sicuro allo spazio esterno, le operazioni nello spazio esterno e il ritorno dallo spazio esterno alla Terra senza interferenze fisiche o di radiofrequenza.</p>



<p>Il contesto legale internazionale di riferimento per la Stm, a dire il vero ancora un po&#8217; fumoso, risiede nella risoluzione <strong>Onu</strong> A/RES/62/101 del 2007, che raccomanda gli Stati aderenti di registrare genericamente gli oggetti spaziali e fornisce gli strumenti a tal fine, auspicando una maggiore cooperazione interstatale per la gestione del traffico esoatmosferico. </p>



<p>La sicurezza dello spazio prossimo al nostro pianeta è diventato un <strong>tema fondamentale</strong> non solo per via del rinnovato <strong>utilizzo militare</strong> che ne fanno alcune potenze, o del raggiungimento di capacità spaziali da parte di nuovi Paesi, ma anche per via della “<strong>commercializzazione</strong>” dello stesso, ad opera di enti privati che si offrono come vettori o addirittura mettono in orbita proprie costellazioni satellitari. </p>



<p>Oggi, pertanto, lo spazio è un ambiente <strong>sempre più affollato</strong>, ed è necessaria una maggiore “<strong>consapevolezza ambientale</strong>” per evitare incidenti che potenzialmente potrebbero essere catastrofici. </p>



<p>Proprio la (ri)scoperta del <strong>dominio spaziale</strong> da parte delle forze armate di potenze globali e non rende necessario che si giunga ad accordi per la condivisione delle informazioni sui lanci e sugli oggetti in orbita, ed è lo stesso motivo per il quale, nemmeno troppo paradossalmente, alcuni attori spaziali sono molto restii a farlo. </p>



<p>Definito come dominio dell&#8217;ambiente bellico (<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/space-warfare-si-riapre-la-corsa-alla-militarizzazione-dello-spazio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Space Warfare</a></strong>), lo spazio, benché formalmente non sia stato “militarizzato” è diventato teatro di un possibile scontro tra le maggiori potenze globali principalmente grazie alle nuove capacità antisatellite. </p>



<p>Non è infatti un mistero che la <strong>Russia</strong> abbia testato, <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-testa-unarma-antisatellite-nello-spazio.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">più volte</a>, veicoli spaziali killer lanciati da satelliti in orbita, mentre la <strong>Cina </strong>(e l&#8217;<strong>India</strong>) hanno effettuato prove di distruzione di oggetti nello spazio usando sistemi missilistici terrestri, <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-ha-effettuato-un-nuovo-test-anti-missili-balistici.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">che possiedono anche ai russi</a>. </p>



<p>In entrambi i casi si crea un pericolo diffuso, in quanto i detriti provocati da questi eventi possono colpire gli assetti in orbita. La <strong><em>space situational awareness</em></strong>, ovvero la consapevolezza di ciò che accade nello spazio, diventa quindi sempre più fondamentale per la sicurezza di un Paese. </p>



<p>Essa si ottiene, sotto il profilo della difesa, attraverso tre funzioni, <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-coa-il-centro-nevralgico-della-difesa-aerea-italiana.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come abbiamo appreso durante la nostra vista al <strong>Coa</strong> di Poggio Renatico</a>, il comando aerospaziale italiano: la tradizionale osservazione, lo <em>space weather</em> (monitoraggio attività del sole) e la <em>space intel</em>, ovvero una funzione prettamente militare perché orientata a comprendere il comportamento degli assetti satellitari di Paesi non cooperanti, in quanto gli stessi potrebbero in qualche modo limitare le capacità satellitari, soprattutto di satelliti di utilizzo esclusivo della difesa, o in alcuni casi avere dei comportamenti “anomali” da controllare e comprendere perché potrebbero interferire nelle operazioni militari laddove il satellite sia di supporto alle operazioni. </p>



<p>Ovviamente il clima di tensione internazionale, che caratterizza i rapporti tra Russia, Cina, Stati Uniti ed Europa, si riflette nella <em>space situational awareness</em> nella misura della minore condivisione delle informazioni sul Stm. </p>



<p>Se le 27 nazioni dell&#8217;Unione Europea e gli Stati Uniti hanno scambiato e si scambiano informazioni sulle loro attività attuali e pianificate in misura sempre maggiore, sia a livello bilaterale sia multilaterale, così non avviene con la Cina, che dimostra sempre minore trasparenza: qualcosa che caratterizza l&#8217;agire da Pechino anche in altri ambiti. </p>



<p>Il gigante asiatico infatti non si è dimostrato disposto a parlare direttamente di questioni legate all&#8217;Stm o a rispondere alle preoccupazioni statunitensi sulle azioni dei suoi veicoli spaziali, come puntate di satelliti cinesi verso quelli statunitensi e i test di Pechino di un “<a href="https://breakingdefense.com/2022/01/chinas-sj-21-tugs-dead-satellite-out-of-geo-belt-trackers/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rimorchiatore spaziale</a>”. Questa mancanza di dialogo è particolarmente preoccupante proprio per la sempre più <strong>intensa attività spaziale cinese</strong>, che però procede, come sempre, comunicando in anticipo tutti i lanci, sebbene non specificandone la reale natura: questa modalità si è vista durante il test, effettuato a fine agosto 2021, di quello che è sembrato un <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-sistema-ipersonico-cinese-che-ha-colto-di-sorpresa-gli-stati-uniti.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Fobs</strong> (<em>Fractional Orbital Bombardment System</em>)</a>, ovvero di un sistema “suborbitale” di consegna di testate balistiche, in questo caso si ritiene del tipo ipersonico planante o Hgv (<em>Hypersonic Glide Vehicle</em>). </p>



<p>Pertanto non è possibile operare in sicurezza nello spazio se uno dei principali attori spaziali non è attivamente coinvolto nella gestione del traffico esoatmosferico e non condivide le informazioni in modo cristallino. </p>



<p>Washington ha “teso la mano” più volte a Pechino in merito: <a href="https://breakingdefense.com/2021/12/biden-administration-to-propose-new-global-norms-for-military-space/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">lo scorso anno</a> l&#8217;amministrazione statunitense ha offerto nuove proposte per norme internazionali di comportamento per le attività spaziali militari, progettate per ridurre i rischi di conflitto, che prevedevano la condivisione di informazioni, ma Pechino è sempre stata un po&#8217; sorda davanti a certi richiami. </p>



<p>Ultimamente, la Cina e gli Stati Uniti sono stati coinvolti in una controversia diplomatica riguardante la costellazione satellitare <strong>Starlink</strong> di SpaceX, la società del miliardario Elon Musk, che avrebbe messo in pericolo la stazione spaziale cinese, e proprio in seguito a quest&#8217;evento Pechino, a febbraio, ha detto che sarebbe stata disposta a parlare bilateralmente di questioni relative all&#8217;Stm, cosa che però <a href="https://breakingdefense.com/2022/10/eu-us-progress-on-space-information-sharing-but-beijing-drags-its-feet/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">non è (ancora) accaduta. </a></p>



<p>Il vero problema è la <strong>mancanza di una regolamentazione</strong> internazionale ben definita, che permetta di stabilire regole formali volte a garantire la sicurezza di tutti gli assetti spaziali, ma proprio perché lo spazio è diventato dominio di azione attiva dell&#8217;ambito militare, nessun attore è veramente disposto ad arrivare a un simile accordo.</p>
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		<title>Progetto Kalina: l&#8217;arma laser antisatellite russa</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/progetto-kalina-larma-laser-antisatellite-russa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Jul 2022 07:03:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Armi antisatellite]]></category>
		<category><![CDATA[Armi laser]]></category>
		<category><![CDATA[Space warfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-1536x990.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-2048x1320.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ci sono prove evidenti che un complesso di sorveglianza spaziale situato nel Caucaso settentrionale russo sia stato dotato di un nuovo sistema laser chiamato Kalina che servirà a colpire i sistemi ottici dei satelliti di imaging avversari. Il programma, avviato nel 2011, ha subito numerosi ritardi, ma le recenti immagini di Google Earth mostrano che &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/progetto-kalina-larma-laser-antisatellite-russa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1238" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-1024x660.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-768x495.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-1536x990.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220716090323194_07480390d50cb6df772e4d0df09a3c9c-2048x1320.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Ci sono prove evidenti che un complesso di sorveglianza spaziale situato nel Caucaso settentrionale russo sia stato dotato di un nuovo <strong>sistema laser</strong> chiamato <strong>Kalina</strong> che servirà a colpire i sistemi ottici dei satelliti di <em>imaging</em> avversari.</p>
<p>Il programma, avviato nel 2011, ha subito numerosi ritardi, ma le recenti immagini di Google Earth mostrano che la costruzione è ora ben avviata. Il laser Kalina fa parte del <strong>complesso di sorveglianza spaziale Krona</strong> del ministero della Difesa russo, situato diversi chilometri a ovest di Zelenchukskaya. Del complesso fanno parte un sistema radar (designato 40Zh6) e un lidar (designato 30Zh6), distanti diversi chilometri l&#8217;uno dall&#8217;altro. Il sistema radar ha principalmente lo scopo di fornire al lidar (Laser Radar) dati di traiettoria accurati per puntare i suoi telescopi verso obiettivi di interesse. Entrambi i sistemi, lavorando di concerto, sono in grado di tracciare e di fornire immagini ad alta risoluzione di satelliti in orbite basse e alte.</p>
<p><a href="https://www.thespacereview.com/article/4416/1" target="_blank" rel="noopener">Da una fonte specializzata</a>, sappiamo che i lavori per espandere il complesso con un nuovo sistema laser, il Kalina, sono iniziati all&#8217;inizio dello scorso decennio. La sua esistenza, prima delle recenti immagini satellitari, è stata dedotta solo da una serie di appalti online e atti giudiziari.</p>
<p>Il progetto è iniziato ufficialmente il 3 novembre <strong>2011</strong>, con un contratto assegnato alla società scientifica e industriale di Mosca &#8220;Precision Instrument Systems&#8221;. Il 28 aprile 2011 è arrivata l&#8217;approvazione da parte del ministero della Difesa. Da altre prove documentali sappiamo che Kalina è un sistema per la &#8220;<strong>soppressione funzionale</strong>&#8221; dei sistemi elettro-ottici dei satelliti con l&#8217;aiuto di laser a stato solido e un sistema di ottica adattiva di trasmissione/ricezione. Diversi documenti si riferiscono a Kalina come 30Zh6MK, e sappiamo che i progressi, negli ultimi dieci anni, sono stati inizialmente lenti e hanno subito una velocizzazione tra agosto 2019 e settembre 2020, come mostrano le immagini satellitari. Le riprese più recenti del sito risalgono a marzo di quest&#8217;anno, e si può notare la comparsa di una nuova cupola del telescopio, collegata all&#8217;edificio lidar da un tunnel.</p>
<p>Non si sa molto del laser in sé, ma le specifiche tecniche presenti nella documentazione della nuova infrastruttura riportano che l&#8217;edificio, che ha un diametro alla base di 7,13 metri ed è coperto da una cupola composta da due sezioni che si aprono in meno di dieci minuti, è in grado di resistere a terremoti di magnitudo 7. L&#8217;apertura della cupola consente allo strumento di scansionare l&#8217;intero cielo dallo zenit fino a un&#8217;elevazione di 30°. Il sistema di ottica adattiva, che non si trova sul sistema, è descritto in dettaglio nella documentazione sugli appalti pubblicata nel 2012 e, come tutti questi sistemi, è una combinazione di strumenti per compensare la turbolenza atmosferica e quindi migliorare la risoluzione delle immagini. Molto probabilmente Kalina ha bisogno del sistema di ottica adattiva per produrre immagini del bersaglio sufficientemente nitide e dettagliate in modo da assicurarsi che i raggi laser possano essere successivamente puntati con precisione sui sistemi ottici del bersaglio. Un documento che descrive il sistema necessario per indirizzare i raggi laser allo strumento, afferma che deve essere in grado di trasferirli con una densità di potenza di <strong>0,1 gigawatt</strong> per centimetro quadrato. Insieme ad altre caratteristiche è stato dedotto che il laser è del tipo <strong>Nd:YAG</strong> (che sfrutta come mezzo laser attivo un cristallo di granato di ittrio e alluminio drogato al neodimio), più comunemente usato per il rilevamento della distanza e la designazione del bersaglio.</p>
<p>Le immagini di Google Earth indicano che dopo molti anni di ritardi la costruzione di Kalina è a buon punto anche se è impossibile dire quanta parte dell&#8217;hardware sia stata installata all&#8217;interno dei nuovi edifici. Si ritiene che il sistema Kalina potrebbe anche essere stato colpito dalle varie sanzioni economiche imposte alla Russia dal 2014, in particolare quelle relative all&#8217;importazione di parti elettroniche, ma non è possibile confermarlo.</p>
<p>Il Kalina si integra a un altro sistema laser utilizzato nella <a href="https://it.insideover.com/difesa/space-warfare-si-riapre-la-corsa-alla-militarizzazione-dello-spazio.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>guerra antisatellite</strong></a> (Asat – <em>Anti Satellite</em>): il <strong>Peresvet</strong>, conosciuto anche come Stuzha-RN o 14Ts034. Si tratta di un sistema laser montato su camion che viene affiancato alle <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-missile-balistico-intercontinentale-russo-rs-24-yars.html" target="_blank" rel="noopener">unità mobili di Icbm</a> (<em>Intercontinental Ballistic Missile</em>) e destinato a impedire ai satelliti di ricognizione avversari di seguire i loro movimenti. Il Peresvet può “accecare” i satelliti da ricognizione avversari fino a un&#8217;altitudine di 1500 chilometri, disabilitandoli mentre passano sul territorio russo. Nella letteratura sui sistemi laser Asat si distingue tra “abbagliare” e “accecare”. L&#8217;abbagliamento fa sì che i sensori perdano temporaneamente la loro capacità di <em>imaging</em> inondandoli di luce più luminosa di quella che stanno cercando di acquisire, mentre l&#8217;accecamento infligge danni permanenti alle ottiche. Peresvet sembra che sia destinato ad accecare i satelliti avversari, ma forse le dichiarazioni russe in merito non dovrebbe essere prese troppo letteralmente.</p>
<p>I progressi russi nel settore delle armi laser Asat, e in generale nel settore dei sistemi ad alta energia, potrebbero essere legati allo <strong>spionaggio cibernetico</strong>. <a href="https://www.power-technology.com/analysis/featurecyber-espionage-understanding-energetic-bear-4414662/" target="_blank" rel="noopener">Nel 2014</a> un vasto attacco hacker del gruppo <strong>Energetic Bear</strong>, ritenuto legato all&#8217;Fsb, i servizi di sicurezza di Mosca, è riuscito a colpire con successo i computer e i sistemi di oltre mille organizzazioni operanti nel settore energetico globale. Il gruppo, in quella occasione, ha ottenuto l&#8217;accesso a dati e informazioni sensibili ed è anche stato in grado di carpire informazioni in grado di permettere l&#8217;interruzione delle forniture di energia. In particolare Energetic Bear ha preso di mira diverse organizzazioni negli Stati Uniti, Francia, Spagna e Germania che operano nel settore energetico ed è riuscito ad ottenere l&#8217;accesso a dati critici, tra cui password e documenti riservati. Pertanto è ragionevole pensare, data l&#8217;accelerazione temporale nella costruzione di Kalina avvenuta a cominciare dal 2019, che quell&#8217;attività di cyber spionaggio possa essere stata tra i fattori principali dei progressi di questa nuova arma Asat russa.</p>
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		<item>
		<title>Space Warfare: si riapre la corsa alla militarizzazione dello spazio</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/space-warfare-si-riapre-la-corsa-alla-militarizzazione-dello-spazio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Nov 2021 06:28:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[corsa allo spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Space warfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1324" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/satelliti-Agenzia_Fotogramma_IPA24763912-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/satelliti-Agenzia_Fotogramma_IPA24763912-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/satelliti-Agenzia_Fotogramma_IPA24763912-300x207.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/satelliti-Agenzia_Fotogramma_IPA24763912-1024x706.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/satelliti-Agenzia_Fotogramma_IPA24763912-768x530.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/satelliti-Agenzia_Fotogramma_IPA24763912-1536x1059.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/satelliti-Agenzia_Fotogramma_IPA24763912-2048x1412.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo spazio è tornato a essere un ambiente in cui le potenze globali si sfidano in modo proattivo. Da quando è stato posto in orbita il primo satellite artificiale, si è pensato al suo sfruttamento per scopi militari che hanno compreso anche la possibilità di mettere in orbita armamenti. Da quest&#8217;ultimo punto di vista si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/space-warfare-si-riapre-la-corsa-alla-militarizzazione-dello-spazio.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1324" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/satelliti-Agenzia_Fotogramma_IPA24763912-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/satelliti-Agenzia_Fotogramma_IPA24763912-scaled.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/satelliti-Agenzia_Fotogramma_IPA24763912-300x207.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/satelliti-Agenzia_Fotogramma_IPA24763912-1024x706.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/satelliti-Agenzia_Fotogramma_IPA24763912-768x530.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/satelliti-Agenzia_Fotogramma_IPA24763912-1536x1059.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/11/satelliti-Agenzia_Fotogramma_IPA24763912-2048x1412.jpeg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Lo <strong>spazio</strong> è tornato a essere un ambiente in cui le potenze globali si sfidano in modo proattivo. Da quando è stato posto in orbita il primo satellite artificiale, si è pensato al suo sfruttamento per scopi militari che hanno compreso anche la possibilità di mettere in orbita armamenti.</p>
<p>Da quest&#8217;ultimo punto di vista si è deciso, nel lontano 1967, è in vigore l’<strong>Ost (Outer Space Treaty)</strong>, ovvero il trattato sullo spazio extra-atmosferico basato sulle risoluzioni dell’Onu risalenti al biennio 1962-63. Esso stabilisce i principi di riferimento sull&#8217;utilizzo dello spazio che si possono essenzialmente riassumere in tre punti fondamentali: il suo uso pacifico, la libertà per ogni Paese di accedere ed utilizzare lo spazio poiché, così come i corpi celesti, non è soggetto a dichiarazioni di sovranità, infine l’impegno, da parte degli Stati, a non mettere in orbita sistemi equipaggiati con armi nucleari o di distruzione di massa.</p>
<h2>La sfida di Russia e Cina</h2>
<p>Il <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-sistema-ipersonico-cinese-che-ha-colto-di-sorpresa-gli-stati-uniti.html?fbclid=IwAR3jni2XnG9nIy8rpz_ZsjuQES9BnSVx24mwEZcwhKoEZjziFZVtlcQG-kA" target="_blank" rel="noopener">recente test cinese</a> di un veicolo di rientro ipersonico (<strong>Hgv – Hypersonic Glide Vehicle</strong>) che ha effettuato un volo in orbita bassa, ricade al di fuori dell&#8217;Ost per merito delle sue caratteristiche: si tratterebbe, infatti, di un <strong>Fobs</strong> <strong>(Fractional Orbital Bombardment System)</strong>, ovvero un sistema che vola a una quota inferiore a quella comunemente usata per i sistemi orbitali. Il principio Fobs, sviluppato per la prima volta dall&#8217;Unione Sovietica ai tempi della Guerra Fredda, causa preoccupazione per via della sua capacità di aggirare le difese missilistiche e anche molte capacità di preallarme. Rispetto a un missile balistico intercontinentale tradizionale (Icbm), un Fobs può eseguire infatti gli stessi attacchi ma da direzioni altamente imprevedibili. I limiti di portata diventano un fattore irrilevante (la scala sarebbe effettivamente globale) e anche la tempistica di un <em>first strike</em> in arrivo è molto meno prevedibile.</p>
<p>Anche il recente test di un sistema <strong>Asat</strong> (Anti Satellite) russo, che ha colpito un satellite in disuso generando detriti che hanno messo in pericolo perfino la Iss (International Space Station), è stato possibile perché esula dalle clausole del Trattato. La sua semplicità, infatti, è anche il suo punto debole: innanzitutto non è chiaro cosa si intenda esattamente per “uso pacifico” dello spazio e quali siano i comportamenti che possono violare questa definizione. Non viene altresì citata la proibizione dell’utilizzo di satelliti per scopi militari – purché non siano dotati di armi di distruzione di massa – come possono essere quelli di raccolta informazioni, sorveglianza, comunicazioni, navigazione.</p>
<p>Essendo poi nato nel 1967, la sola idea di <strong>armi antisatellite a microonde o laser</strong> – non rientranti nel campo delle Wmd (Weapon of Mass Destruction) – era confinata alla fantascienza e pertanto non presa in esame. Come accennato l’Ost non vieta nemmeno l’utilizzo di armi antisatellite basate a terra di tipo tradizionale, come i missili Asat, oppure non vieta lo sviluppo di sistemi dalla natura duale come possono essere quei satelliti in grado di rifornire e riparare altri satelliti che possono essere rapidamente convertiti in sistemi atti a distruggere gli assetti spaziali del nemico.</p>
<h2>Come cambia la Space Warfare</h2>
<p>Quella che viene definita <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-lo-space-warfare-perche-cosi-importante.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>Space Warfare</strong></a> oggi vede un revival in quanto gli assetti spaziali – o ad essi correlati – sono <em>enabler</em> e <strong>moltiplicatori di forza militare</strong> per le potenze mondiali: il campo di battaglia odierno (e del futuro) è <a href="https://it.insideover.com/difesa/ecco-come-la-marina-militare-si-prepara-per-le-sfide-del-futuro.html" target="_blank" rel="noopener">multidominio, multilivello</a>, e fonde terra, mare, cielo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-cyber-warfare-il-campo-di-battaglia-piu-caldo.html" target="_blank" rel="noopener">ambiente cyber</a> e spaziale.</p>
<p>Oggi stiamo vivendo un&#8217;epoca in cui si sta ripercorrendo una strada (se pur con finalità diverse) che sembrava abbandonata negli anni &#8217;80: allora, negli Stati Uniti, si lanciò la Sdi (Strategic Defense Intiative), comunemente nota come “Star Wars”. Allora il Pentagono intendeva dotarsi di uno “scudo spaziale” per colpire i veicoli di rientro dei missili balistici sovietici ed eliminare i satelliti avversari.</p>
<p>Oggi, vivendo in un periodo storico che possiamo definire “post trattati”, che ha visto sparire – tra gli altri – il trattato Abm (Anti Ballistic Missile), quello “scudo” è diventato una realtà (se pur con le dovute considerazioni sulla sua reale efficacia) e pertanto si sta riesumando l&#8217;attività Asat in tutte le sue forme.</p>
<h2>Cos&#8217;è la guerra antisatellite</h2>
<p>Le <strong>opzioni</strong> della guerra antisatellite vedono una serie di sistemi diversi: armi a radiofrequenza installate su veicoli orbitanti, laser di grande potenza basati a terra, veicoli di manovra per operazioni spaziali (come satelliti mina) e lancio di missili antisatellite da terra e da velivoli come era l’Asm-135. Si trattava di un missile lanciato da un F-15 Eagle appositamente modificato che veniva immesso, grazie a una particolare manovra del caccia, in una precisa traiettoria di collisione col satellite bersaglio. Nel 1988 il programma fu ufficialmente cancellato, ma secondo alcune fonti sarebbe stato solo apparentemente ritirato dal servizio ed è proseguito il suo sviluppo in segretezza. Anche la <strong>Russia</strong> sembra avere un sistema simile attualmente in servizio: a settembre del 2018 un MiG-31BM (Foxhound in codice Nato) è stato fotografato nell’aerodromo Zhukovsky, fuori Mosca, armato quello che è stato identificato come un potenziale missile antisatellite.</p>
<p>Esistono poi dei sistemi non cinetici: dispositivi <strong><em>jammer</em> </strong>possono essere montati sia su satellite sia su piattaforme aeree come Uav o velivoli pilotati, e anche per i <strong>laser</strong> si era pensato, durante gli anni ’80, ad un sistema aerotrasportato – l’Abl – montato su un Boeing 747 appositamente modificato, ma in seguito il programma fu cancellato, anche se recentemente c’è chi pensa di riesumarlo. Similmente la Russia ha rivelato di avere un nuovo laser montato su aereo in grado di distruggere/accecare i satelliti nemici che lavora con un innovativo complesso di controllo/tracciamento radar basato a terra fornito dalla Almaz-Antey. Parallelamente lo sviluppo di laser di grande potenza basati a terra e di quelli montati su satellite continua: gli Usa riferiscono che nel 2006 un loro satellite era stato illuminato da un laser terrestre a bassa potenza.</p>
<p>Un&#8217;altra soluzione per eliminare i satelliti avversari era stata pensata nel pieno della Guerra Fredda: richiedeva l’esplosione di un missile nucleare nello spazio per mettere fuori uso gli assetti in orbita tramite l’impulso elettromagnetico della detonazione atomica, ma l’Emp (Electro-Magnetic Pulse) generatosi avrebbe “bruciato” anche la propria rete satellitare.</p>
<p>Per quanto riguarda i missili Asat basati a terra Russia e <strong>Cina</strong> sembrano essere molto avanti: Mosca ha dimostrato una volta di più questa possibilità il 15 aprile 2019 quando un missile <strong>Pl-19 Nudol</strong> si è alzato da un dispositivo mobile tipo Tel andando a colpire il suo bersaglio nello spazio. Il Pl-19 ha effettuato il suo primo test coronato da successo nel novembre del 2015 dopo due tentativi non andati a buon fine. Nel gennaio del 2007 Pechino ha colpito e distrutto un suo vecchio satellite inattivo (il Fengyun-1C) con un missile tipo KT-1 basato a terra.</p>
<p>Si è recuperata anche l&#8217;idea di colpire i satelliti avversari da assetti spaziali: sempre Mosca, di recente, <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-testa-unarma-antisatellite-nello-spazio.html" target="_blank" rel="noopener">ha effettuato almeno due test</a> di questo tipo (nel 2017 e nel 2020) quando satelliti della famiglia Cosmos hanno rilasciato piccoli veicoli killer che hanno colpito bersagli in orbita. Essere presenti nello spazio, e avere capacità <strong><em>counterspace</em></strong>, diventa quindi sempre più essenziale per poter cercare di avere la supremazia sul campo di battaglia.</p>
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		<title>Due satelliti esplosi nel giro di una settimana: prove generali di guerra spaziale?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/due-satelliti-esplosi-nel-giro-di-una-settimana-prove-generali-di-guerra-spaziale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Mar 2021 16:45:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi antisatellite]]></category>
		<category><![CDATA[Space warfare]]></category>
		<category><![CDATA[spazio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/guerra-satelliti.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="guerra satelliti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/guerra-satelliti.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/guerra-satelliti-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/guerra-satelliti-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/guerra-satelliti-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/guerra-satelliti-1536x1024.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 19 ed il 22 marzo scorso il 18esimo Space Control Squadron (18 Spcs) ha riferito che due satelliti, rispettivamente uno della Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration), l&#8217;ente statunitense che monitora le condizioni ambientali marine e atmosferiche, e uno cinese del Cast (China Aerospace Science and Technology Corporation) sono esplosi in orbita. Il satellite &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/due-satelliti-esplosi-nel-giro-di-una-settimana-prove-generali-di-guerra-spaziale.html">[...]</a></p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/guerra-satelliti.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="guerra satelliti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/guerra-satelliti.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/guerra-satelliti-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/guerra-satelliti-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/guerra-satelliti-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/03/guerra-satelliti-1536x1024.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 19 ed il 22 marzo scorso il <strong>18esimo Space Control Squadron</strong> (18 Spcs) ha riferito che due <strong>satelliti</strong>, rispettivamente uno della <strong>Noaa</strong> (National Oceanic and Atmospheric Administration), l&#8217;ente statunitense che monitora le condizioni ambientali marine e atmosferiche, e uno cinese del <strong>Cast</strong> (China Aerospace Science and Technology Corporation) sono esplosi in orbita.</p>
<p>Il satellite americano era il <strong>Noaa-17</strong>, che risulta essere esploso il <strong>10 marzo</strong> creando 16 detriti più grandi, mentre quello cinese lo <strong>Yunhai 1-02</strong> (Cloud Sea One 02) che risulta essersi disintegrato pochi giorni dopo, il <strong>18 marzo</strong>, generandone 21.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/18SPCS?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#18SPCS</a> has confirmed the breakup of NOAA 17 (#27453, 2002-06-24) on March 10, 2021, at 0711 UTC. NOAA 17 was decommissioned in 2013. Tracking 16 associated pieces – no indication caused by collision. <a href="https://twitter.com/hashtag/spaceflightsafety?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#spaceflightsafety</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/spacedebris?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#spacedebris</a> <a href="https://twitter.com/SpaceTrackOrg?ref_src=twsrc%5Etfw">@spacetrackorg</a></p>
<p>&mdash; 18th Space Defense Squadron (@18thSDS) <a href="https://twitter.com/18thSDS/status/1372700633795547139?ref_src=twsrc%5Etfw">March 19, 2021</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<h2>Il destino dei due satelliti</h2>
<p>Il Noaa-17, originariamente designato Noaa-M, era stato lanciato nel giugno 2002. Il veicolo spaziale è stato progettato per funzionare per tre anni, ma ha svolto un ruolo primario o di riserva per quasi 11 fino a quando l&#8217;ente statunitense non lo ha ufficialmente <strong>disattivato nell&#8217;aprile 2013</strong>. Da allora è rimasto in <strong>orbita polare bassa</strong>, ciò significa che il satellite stava orbitando passando per entrambi i poli terrestri ad una quota compresa tra i 300 ed i mille chilometri, nella fattispecie a circa 800 chilometri. Stessa quota orbitale condivisa anche dallo Yunhai 1-02: risulterebbe infatti che al momento della sua disintegrazione si trovasse ad un&#8217;altitudine sulla superficie terrestre compresa tra i 760 e 780 chilometri. Quest&#8217;ultimo, costruito dalla Shanghai Academy of Spaceflight Technology (Sast), aveva il compito di effettuare rilevamenti di elementi ambientali atmosferici e marini, dell&#8217;ambiente spaziale, e veniva utilizzato ufficialmente per la prevenzione e mitigazione dei disastri ed esperimenti scientifici. <strong>Lanciato il 25 settembre 2019</strong>, al momento della sua distruzione era ancora funzionante.</p>
<p>In una dichiarazione a <a href="https://spacenews.com/decommissioned-noaa-weather-satellite-breaks-up/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>SpaceNews</em></a> del 19 marzo, la National Oceanic and Atmospheric Administration ha confermato che il satellite Noaa-17 si era “rotto”, essendo stata informata dall&#8217;Orbital Debris Program Office della <strong>Nasa</strong>. “In questo momento, i detriti rappresentano una lieve minaccia per la Stazione Spaziale Internazionale o per qualsiasi altra risorsa spaziale critica” ha riferito l&#8217;ente. L&#8217;Iss, infatti, orbita ad una quota di circa 400 chilometri.</p>
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/18SPCS?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#18SPCS</a> has confirmed the  breakup of YUNHAI 1-02 (#44547, 2019-063A), which occurred on March 18, 2021, at 0741 UTC. Tracking 21 associated pieces – analysis is ongoing. <a href="https://twitter.com/hashtag/spaceflightsafety?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#spaceflightsafety</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/spacedebris?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#spacedebris</a> <a href="https://twitter.com/SpaceTrackOrg?ref_src=twsrc%5Etfw">@spacetrackorg</a></p>
<p>&mdash; 18th Space Defense Squadron (@18thSDS) <a href="https://twitter.com/18thSDS/status/1374067474111500290?ref_src=twsrc%5Etfw">March 22, 2021</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<p>Né la Noaa né altre agenzie hanno rilasciato dichiarazioni in merito alla causa della rottura. Tuttavia, il Noaa-17 è simile ad altri satelliti in orbita polare che hanno subito lo stesso tipo di problematica. Sempre <em>SpaceNews</em> riferisce che nel novembre 2015, il Noaa-15 si è rotto, quasi un anno e mezzo dopo che una “anomalia critica” lo aveva estromesso dalle operazioni. Altri due satelliti del programma meteorologico per la Difesa dell&#8217;<strong>U.S. Air Force</strong>, il Dmsp F-13 ed il Dmsp F-12, sono andati in pezzi rispettivamente nel febbraio 2015 e nell&#8217;ottobre 2016.</p>
<p>Il guasto del Dmsp F-13 è stato attribuito a un difetto di progettazione nella batteria, la stessa che si trova anche su altri satelliti Dmsp, costruiti tutti, insieme ai Noaa-15 e 17, da <strong>Lockheed Martin</strong>.</p>
<p>Quando la Noaa ha disattivato nel 2013 il satellite recentemente “esploso”, ha riferito di aver eseguito un <strong>“processo di disattivazione”</strong> che includeva lo scollegamento delle batterie, l&#8217;apertura delle valvole del propulsore e lo spegnimento dei suoi trasmettitori. Tutte misure prese per garantire che il satellite fosse il più inerte possibile e ridurre al minimo il rischio di interferenze in radiofrequenza con altri veicoli spaziali, tra cui anche la possibilità di esplosione rimuovendo le fonti di energia che potrebbero causare un evento simile.</p>
<h2>Segnali di guerra spaziale</h2>
<p>Stante queste affermazioni l&#8217;incidente al Noaa-17 potrebbe essere stato causato da un problema di deterioramento delle batterie, o all’impossibilità di depressurizzare totalmente i serbatoi nei quali rimane ancora del propellente. Risulta però alquanto singolare che, pochi giorni dopo l&#8217;esplosione del satellite statunitense, abbia subito la stessa sorte anche uno cinese di recente fabbricazione e messa in orbita. <a href="https://www.china-arms.com/2021/03/us-military-destroy-china-satellite/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alcuni internauti cinesi credono</a> che quanto accaduto allo Yunhai 1-02 sia l&#8217;evidenza che gli Stati Uniti hanno lanciato una guerra spaziale contro la Cina, e proprio per via della precedente esplosione del satellite statunitense.</p>
<p>Tali affermazioni potrebbero non essere così campate per aria. Da qualche anno lo spazio, il quarto dominio delle operazioni militari dopo terra, aria, mare e immediatamente precedente all&#8217;ultimo, quello cibernetico, sta vivendo una “rinascita” dell&#8217;interesse da parte dei governi che, dopo una pausa coincidente con il termine della Guerra Fredda, hanno ripreso con vigore a pensarlo come un terreno di confronto armato. L&#8217;unica legislazione che regola questa possibilità è datata 1967 (l&#8217;<strong>Ost &#8211; Outer Space Treaty</strong>) e stabilisce i principi di utilizzo dello spazio in modo alquanto aleatorio.</p>
<p>Viene infatti detto, tra l&#8217;altro, che lo spazio può essere genericamente utilizzato per scopi pacifici e stabilisce l&#8217;impegno, da parte degli Stati, a non lanciare in orbita sistemi equipaggiati con armi nucleari o di distruzione di massa.</p>
<h2>I limiti del trattato datato 1967</h2>
<p>La semplicità del trattato è il suo punto debole: non è chiaro, infatti, cosa si intenda esattamente per “uso pacifico” dello spazio e quali siano i comportamenti che possono violare questa definizione. Non viene altresì citata la proibizione dell’utilizzo di satelliti per scopi militari – purché non siano dotati di armi di distruzione di massa – come possono essere quelli di raccolta informazioni, sorveglianza, comunicazioni, navigazione.</p>
<p>Essendo poi nato nel 1967, la sola idea di armi antisatellite a <strong>microonde</strong>, <strong>laser</strong> o con piccoli <strong>veicoli &#8220;killer&#8221;</strong> – non rientranti nel campo delle Wmd – era confinata alla fantascienza e pertanto non presa in esame. A ben vedere l’Ost non vieta nemmeno l’utilizzo di armi antisatellite basate a terra di tipo tradizionale, come i <strong>missili Asat</strong>, oppure non vieta lo sviluppo di sistemi dalla natura duale come possono essere quei satelliti in grado di rifornire e riparare altri satelliti che possono essere rapidamente convertiti in sistemi atti a distruggere gli assetti spaziali del nemico.</p>
<p>Pertanto le potenze spaziali stanno, molto discretamente, posizionando assetti – spaziali e terrestri – in grado di portare la guerra nello spazio. Oltre a laser e altri sistemi a onde basati a terra, in grado di interferire sino a mettere fuori uso un satellite in orbita bassa (ad esempio come i disturbatori di segnali Gps russi), esistono dei satelliti in grado di lanciare piccoli veicoli “killer” che colpiscono quelli avversari distruggendoli. Sappiamo che si può utilizzare la stessa tecnologia di armi Em anche nello spazio, ma attualmente non ci sono ancora prove di un suo utilizzo concreto. La Russia, dal punto di vista dei satelliti killer, sembra aver attuato degli esperimenti in almeno un paio di casi.</p>
<h2>La minaccia dei satelliti killer</h2>
<p>L’<strong>U.S. Space Command</strong>, il comando americano per lo spazio, <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-russia-testa-unarma-antisatellite-nello-spazio.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">aveva riferito lo scorso luglio</a> che la Russia aveva condotto un test di un’arma antisatellite in orbita. Il 15 di quel mese, dal satellite Cosmos 2543 era stato rilasciato un oggetto in prossimità di un altro satellite russo, attività ritenuta incompatibile con lo scopo dichiarato del sistema satellitare di Mosca. Gli Stati Uniti hanno infatti pensato che si possa essere trattato di un veicolo &#8220;killer&#8221;.</p>
<p>Pertanto i sospetti che le esplosioni dei due satelliti possa essere attinente ad “assaggi” di <a href="https://it.insideover.com/schede/politica/cose-lo-space-warfare-perche-cosi-importante.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Space Warfare</strong></a>, ci sono, anche se, va detto, le coincidenze esistono. Innanzitutto le loro orbite si prestano per un possibile utilizzo di un&#8217;arma basata a terra: essendo basse e polari rappresentano quelle ottimali per utilizzare sistemi ad energia diretta di alta potenza basati a terra. Secondariamente, oltre alle considerazioni di tipo “politico” esposte prima, il divario temporale tra i due “incidenti” fa pensare che si sia trattato di un&#8217;azione deliberata.</p>
<p>Ovviamente non abbiamo modo di avere conferme, e mai ce ne saranno: la distruzione di un satellite rappresenta a tutti gli effetti un atto di guerra, ma il sospetto che non si sia trattato di un incidente dovuto a cause interne resta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/due-satelliti-esplosi-nel-giro-di-una-settimana-prove-generali-di-guerra-spaziale.html">Due satelliti esplosi nel giro di una settimana: prove generali di guerra spaziale?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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