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	<title>sottomarino nucleare Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 06 Feb 2026 23:23:06 +0000</lastBuildDate>
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	<title>sottomarino nucleare Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>AUKUS: gli Stati Uniti ora pensano di non cedere i sottomarini all&#8217;Australia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/aukus-gli-stati-uniti-ora-pensano-di-non-cedere-i-sottomarini-allaustralia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 23:23:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[classe Virginia]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="845" height="566" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London.jpg 845w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 845px) 100vw, 845px" /></p>
<p>Una nuova spallata all'AUKUS arriva dal Congresso USA: la proposta è di non cedere più i sottomarini nucleari all'Australia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-gli-stati-uniti-ora-pensano-di-non-cedere-i-sottomarini-allaustralia.html">AUKUS: gli Stati Uniti ora pensano di non cedere i sottomarini all&#8217;Australia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="845" height="566" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London.jpg 845w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/05/US_Navy_100601-N-8750E-250_The_Virginia-class_attack_submarine_USS_New_Mexico_SSN_779_transits_the_Thames_River_to_her_new_homeport_at_Naval_Submarine_Base_New_London-768x514.jpg 768w" sizes="(max-width: 845px) 100vw, 845px" /></p>
<p>Dagli <strong>Stati Uniti</strong> arriva l&#8217;ennesimo scossone al primo pilastro dell&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/cose-aukus.html">AUKUS</a></strong>, il trattato trinazionale di cooperazione nei settori della Difesa e della sicurezza tra Australia, Regno Unito e USA. Quello che prima era stato solo ventilato dall&#8217;esecutivo statunitense, ora si sta concretizzando per voce del <strong>Congresso</strong>: all&#8217;Australia non saranno forniti sottomarini da attacco a propulsione nucleare (SSN).</p>



<p>Nel settembre 2021, i governi australiano, britannico e statunitense hanno annunciato una nuova importante partnership per la sicurezza, l&#8217;AUKUS, che si articola in due principali aree di intervento, o pilastri. Il <strong>pilastro 1</strong> è un progetto che prevede il dispiegamento a rotazione di quattro SSN statunitensi e un SSN britannico da un porto dell&#8217;Australia Occidentale, ma soprattutto stabilisce la vendita di prima <strong>tre e poi cinque SSN di classe Virginia</strong> all&#8217;Australia e la successiva costruzione di altrettanti SSN sostitutivi per la marina statunitense. Inoltre, è prevista la fornitura di assistenza all&#8217;Australia da parte degli Stati Uniti e del Regno Unito per un&#8217;iniziativa australiana volta a costruire da tre a cinque SSN aggiuntivi di un nuovo progetto britannico-australiano di sottomarini per completare una forza di SSN australiana pianificata di otto battelli. </p>



<p>Il Congresso USA aveva approvato la legge abilitante per il pilastro 1 a dicembre 2023, e i governi di Stati Uniti, Regno Unito e Australia stanno ora implementando le prime fasi del progetto. A giugno 2025, il Dipartimento della Difesa USA aveva avviato una revisione del pilastro 1, ma <strong>la Casa Bianca aveva espresso l&#8217;intenzione di sostenere comunque l&#8217;AUKUS nonostante la revisione. </strong>All&#8217;inizio di dicembre 2025, a seguito del completamento dello studio, i funzionari dell&#8217;amministrazione Trump hanno pubblicamente affermato il sostegno dell&#8217;amministrazione all&#8217;AUKUS, incluso il pilastro 1.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I problemi della US Navy</h2>



<p>Il problema, analizzato dal Congresso <a href="https://www.congress.gov/crs-product/RL32418">nell&#8217;ultimo documento</a>, riguarda il <strong>tasso di approvvigionamento degli SSN</strong> di classe Virginia nell&#8217;anno fiscale 2026 e in quelli successivi, ovvero se sarà di due imbarcazioni all&#8217;anno oppure inferiore o superiore a questo valore. </p>



<p>Come sappiamo, la cantieristica statunitense sta attraversando <a href="https://apnews.com/article/navy-frigate-shipyard-workforce-retention-318c99f2161c4284e5ddcf0c1fa2b353">un&#8217;annosa crisi</a> produttiva determinata dalla passata chiusura di cantieri navali e perdita di maestranze, a cui si aggiungono le mutevoli priorità della Difesa, le modifiche progettuali dell&#8217;ultimo minuto e gli sforamenti dei costi. Questo ha avuto ripercussioni sulla <strong>prontezza operativa</strong> della U.S. Navy che fatica a effettuare le manutenzioni programmate e vede meno unità entrare in servizio rispetto al passato. </p>



<p>Pertanto <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-ripensano-anche-allaukus-australia-in-allarme-sottomarini-a-rischio.html">a marzo 2025</a> la nuova amministrazione USA, in forza della politica “America First”, aveva già messo in dubbio il pilastro 1 dell&#8217;accordo con l&#8217;Australia e successivamente <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-rivede-laccordo-sui-sottomarini-dellaukus.html">a giugno</a> il Dipartimento della Difesa, come accennato, aveva avviato una revisione volta a determinare se gli Stati Uniti avrebbero dovuto abbandonare il progetto guidata da Elbridge Colby, un alto funzionario del Dipartimento che in precedenza aveva espresso scetticismo riguardo all’AUKUS.</p>



<p>Il rapporto del Congresso afferma che il piano quinquennale di costruzione navale della marina USA per l&#8217;anno fiscale 2025 (2025-2029) prevede un totale di <strong>nove battelli di classe Virginia</strong>, di cui uno nell&#8217;anno fiscale 2025 e due nel 2026-2029. Il <a href="https://it.insideover.com/economia/250-navi-in-10-anni-gli-usa-lanciano-una-nuova-politica-per-la-cantieristica-navale.html">piano trentennale</a> di costruzione navale per il periodo 2025-2054 prevede che gli SSN continueranno ad essere acquisiti al ritmo di due all&#8217;anno dal 2030 fino almeno al 2043. Si prevede che il numero di SSN in servizio, pertanto, subirà <strong>una flessione</strong> o un calo dalla metà degli anni 2020 fino all&#8217;inizio degli anni 2030. Questa flessione è una conseguenza dell&#8217;acquisizione di un numero relativamente esiguo di SSN durante gli anni Novanta, nei primi anni del periodo successivo alla Guerra Fredda. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;alternativa al Pilastro 1</h2>



<p>Per contribuire a riempire parte della lacuna capacitiva prevista, la U.S. Navy prevede di rifornire di carburante e prolungare la vita operativa di un massimo di sette sottomarini SSN <strong>classe</strong> <strong>Los Angeles</strong>, ma secondo il piano di costruzione navale trentennale la forza di SSN scenderebbe a 47 battelli nel 2030 (segnando il minimo) per poi aumentare a 50 entro il 2032 e a 64 o 66 nel 2054. La questione è che queste stime della forza prevista di SSN <strong>non tengono conto dell&#8217;impatto della vendita di tre o cinque sottomarini classe Virginia all&#8217;Australia </strong>nell&#8217;ambito dell&#8217;accordo AUKUS. Alcuni analisti temono che questa prevista riduzione dei livelli di forza degli SSN possa portare a un periodo di maggiore stress operativo per i sottomarini (equipaggi compresi) e forse a un periodo di indebolimento della deterrenza convenzionale contro potenziali avversari come la Repubblica Popolare Cinese.</p>



<p>Si propone pertanto <strong>un&#8217;alternativa al pilastro 1</strong> così com&#8217;è strutturato in questo momento, ovvero una divisione dei compiti tra Stati Uniti e Australia, in base alla quale gli SSN statunitensi svolgerebbero <strong>sia missioni USA sia australiane</strong>, mentre l&#8217;Australia investirebbe in capacità militari per svolgere altri compiti non legati ai sottomarini sia per l&#8217;Australia sia per gli Stati Uniti. Una tale divisione dei compiti, si afferma, potrebbe essere sostanzialmente simile a quelle già esistenti tra gli Stati Uniti e alcuni o tutti i suoi alleati NATO o altri (inclusa la stessa Australia) per capacità navali come portaerei, SSN, grandi navi da combattimento di superficie e navi anfibie, e per capacità non navali come (per citare solo alcuni esempi) armi nucleari, risorse spaziali e capacità ISR. In base a questa nuova divisione, il dispiegamento degli SSN statunitensi e britannici in Australia previsto dal pilastro 1 verrebbe comunque implementato. </p>



<p>Soprattutto verrebbero costruiti fino a otto SSN aggiuntivi di classe Virginia e, invece di venderne da tre a cinque all&#8217;Australia, quei battelli verrebbero mantenuti in servizio presso la U.S. Navy e gestiti dall&#8217;Australia insieme ai cinque SSN statunitensi e britannici che sono già previsti per essere gestiti dall&#8217;Australia nell&#8217;ambito dell&#8217;accordo. Inoltre, l&#8217;Australia, invece di <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html">utilizzare i fondi</a> per acquistare, costruire, gestire e mantenere i propri SSN, investirebbe tali fondi <strong>in altre capacità militari</strong>, come, ad esempio, missili antinave a lungo raggio, droni, munizioni vaganti, bombardieri a lungo raggio B-21 o altri aerei d&#8217;attacco a lungo raggio, o sistemi per la difesa da attacchi con missili balistici, missili da crociera, aerei con equipaggio o droni, in modo da creare una capacità australiana per svolgere altre missioni. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Missioni australiane, mezzi americani</h2>



<p>Il Congresso ipotizza anche la continuazione della condivisione della tecnologia di propulsione nucleare navale statunitense e della tecnologia sottomarina statunitense, degli investimenti australiani nella capacità di costruzione di sottomarini australiani e statunitensi e le altre azioni per supportare l&#8217;eventuale costruzione australiana di SSN, e <strong>quindi l&#8217;Australia alla fine costruirebbe i propri SSN</strong> riducendo a quel punto la necessità di sottomarini USA per svolgere missioni australiane.</p>



<p>Oppure, l&#8217;esecuzione delle missioni SSN australiane da parte di SSN statunitensi continuerebbe <strong>a tempo indeterminato</strong>, e invece di implementare la condivisione tecnologica, effettuare investimenti nella capacità di costruzione di sottomarini e intraprendere le altre azioni necessarie per costruire gli SSN, l&#8217;Australia continuerebbe a investire in altre capacità militari per supportare una continua divisione del lavoro con gli Stati Uniti. In base a questa variante, la dimensione della forza di SSN statunitensi verrebbe pertanto ampliata di otto imbarcazioni rispetto ai livelli precedentemente pianificati. </p>



<p>Questa revisione dell&#8217;AUKUS proposta dal Congresso è significativamente profonda ed è <strong>indicativa di come la Casa Bianca stia ridefinendo la propria postura in politica estera </strong>anche con alleati storici come l&#8217;Australia: il <em>leitmotiv </em>ora è “che vantaggi posso avere da un accordo qualsiasi” indipendentemente dal tipo di relazioni che sussitono. L&#8217;America First al suo estremo, e la fine del <em><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/asse-cina-russia-difficile-da-scalfire-lue-non-molli-mosca-parla-nye-il-teorizzatore-del-soft-power.html">soft power</a></strong></em>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-gli-stati-uniti-ora-pensano-di-non-cedere-i-sottomarini-allaustralia.html">AUKUS: gli Stati Uniti ora pensano di non cedere i sottomarini all&#8217;Australia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Russia, perché è importante il varo del sottomarino &#8220;Khabarovsk&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/russia-perche-e-importante-il-varo-del-sottomarino-khabarovsk.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 05:41:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarini Borei A]]></category>
		<category><![CDATA[Sottomarino Belgorod]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1440" height="809" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Khabarovsk.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Khabarovsk.jpg 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Khabarovsk-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Khabarovsk-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Khabarovsk-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Khabarovsk-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Khabarovsk-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>Il varo del sottomarino russo "Khabarovsk" segna un mutamento della capacità di deterrenza nucleare russa resosi necessario negli ultimi anni.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1440" height="809" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Khabarovsk.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Khabarovsk.jpg 1440w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Khabarovsk-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Khabarovsk-1024x575.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Khabarovsk-768x431.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Khabarovsk-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Khabarovsk-600x337.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1440px) 100vw, 1440px" /></p>
<p>Lo scorso primo novembre, presso i cantieri navali Sevmash di Severodvinsk, è avvenuto il varo del sottomarino “<strong>Khabarovsk</strong>”, prima unità di una nuova classe di battelli denominata Project 08951. I dati relativi alla nuova unità sono classificati, ma possiamo effettuare delle valutazioni in base alle fotografie diffuse dagli stessi russi al momento del varo, e di alcune <a href="https://militarnyi.com/en/news/khabarovsk-seen-in-full-size-for-first-time-the-most-secretive-boat-of-russian-federation/">immagini satellitari</a> del battello ormeggiato lungo la banchina del porto nel nord della Russia. </p>



<p>Il “Khabarovsk” è un sottomarino a propulsione nucleare il cui design è derivato dagli SSBN della <strong>classe Borei</strong>: la falsa torre mostra lo stesso particolare profilo, lo scafo è simile ma più corto, mentre il gruppo timoni di coda è pressoché identico, compresa l&#8217;elica intubata. Il sottomarino, come riferito dagli stessi russi, <strong>è pensato per essere una piattaforma di utilizzo per droni subacquei di ogni tipo</strong>, compreso il nuovo drone/siluro “<strong><a href="https://it.insideover.com/politica/supersiluro-atomico-russo.html">Poseidon</a></strong>” che, come sappiamo, ha <a href="https://www.ilgiornale.it/news/cronaca-internazionale/russia-testa-supersiluro-nucleare-poseidon-2559967.html">appena effettuato</a> il suo primo test dall&#8217;esito positivo. Come accennato, il sottomarino appare, dalle foto satellitari, sensibilmente più corto rispetto a un classe Borei: circa 130 metri a fronte dei 170 dell&#8217;SSBN. Questo perché <strong>non è stato installato il compartimento di lancio per missili balistici intercontinentali</strong>, essendo il “Khabarovks” nato per essere un battello che utilizza una panoplia di droni tra cui il “Poseidon”. Conseguentemente, il dislocamento è inferiore ed è stimato in circa<strong> 10mila tonnellate in immersione</strong>. Il lancio di questo particolare siluro a propulsione e armamento nucleare viene fatto da prua, con un sistema “a revolver” per sei di questi.</p>



<p>A differenza dei tradizionali SSBN che operano in aree di pattugliamento definite e sfruttano più tubi di lancio per missili per garantire la deterrenza, il “Khabarovsk” incarna un concetto più vicino a quello di <strong>una nave madre per armi subacquee senza pilota.</strong> Al contrario delle marine occidentali, che stanno sperimentando la distribuzione di sistemi senza pilota su più piattaforme di superficie e sottomarine, la Russia sembra aver puntato su una capacità di alto valore in un unico asset, destinato a operare dai teatri dell&#8217;<strong>Artico/Nord Atlantico</strong> e del <strong>Pacifico</strong>, dove le forze navali russe sono già presenti.</p>



<p>Prima di addentrarci nel valore strategico di questa nuova piattaforma, è bene fare alcune precisazioni sul sistema d&#8217;arma principale utilizzato da essa e sulle piattaforme di lancio precedenti. Il siluro “Poseidon” è di fatto un grosso drone sottomarino (circa 100 tonnellate di dislocamento), dotato di guida autonoma, a propulsione e testata nucleare (dai 2 ai 5 megatoni) che è espressamente pensato per essere un&#8217;<strong>arma di rappresaglia</strong>, o <em>second strike</em>. Pertanto, insieme al missile da crociera atomico “Burevestnik”, non altera l&#8217;attuale equilibrio strategico delle forze nucleari – al contrario, ad esempio, dei sistemi HGV montati sugli ICBM o delle testate a basso potenziale montate su missili balistici usati tatticamente – ma risponde a un&#8217;esigenza russa ben precisa, ovvero <strong>aggirare le difese antimissile statunitensi</strong> in caso si renda necessario un massiccio attacco di rappresaglia. </p>



<p>Il “Poseidon”, infatti, essendo trasportato da sottomarini, permette a Mosca di avere sempre in mare uno strumento ritenuto più efficace e sicuro per effettuare questo tipo di attacco, sfruttando appunto l&#8217;intrinseca furtività dei sottomarini, che diventa ancora più grande se si pensa che nella dottrina navale russa gli SSBN operano in aree marittime ben precise (i cosiddetti “<strong>bastioni</strong>”) dove la Russia stabilisce (o intende stabilire) la superiorità navale con la concentrazione di assetti di superficie, sottomarini e aerei. Ecco perché la U.S. Navy – insieme alle altre marine oceaniche della NATO – impiega un certo numero di sottomarini da attacco a propulsione nucleare (SSN) per cercare e “inseguire” i battelli lanciamissili balistici russi sin dai tempi della Guerra Fredda.</p>



<p>Il “Khabarovsk” appare discostarsi, in parte, da queste filosofia proprio per il concetto dietro alla sua progettazione: se il siluro/drone “Poseidon”, data la sua autonomia e capacità, <strong>può essere lanciato da qualsiasi punto del mare</strong>, gli altri droni che possono venire impiegati in un conflitto o semplicemente per effettuare missioni di spionaggio e sabotaggio devono restare più prossimi ai loro bersagli.</p>



<p>Tornando all&#8217;utilizzo del “Poseidon”, la marina russa ha in servizio altri due battelli in grado di trasportarlo: il sottomarino “<strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/perche-il-sottomarino-russo-belgorod-ha-preso-il-mare.html">Belgorod</a></strong>” e il “<strong>Sarov</strong>”. Il primo è un derivato degli SSGN della classe Project 949 (o “Oscar II” in codice NATO) il secondo è un sottomarino a propulsione convenzionale nato per scopi speciali, tra cui test di armamenti. Il “Belgorod” è stato varato nel 2019 e sebbene la flotta russa lo identifica come “sottomarino per esperienze”, esso, date le modifiche apportate, è in realtà un battello pensato per condurre operazioni speciali sottomarine: si ritiene infatti che possa fungere da nave madre per batiscafi, USV e ROV di ogni tipo e dimensione, tra cui il ben noto Project 18511 Halibut o “<strong>Paltus</strong>” in codice NATO. </p>



<p>Il “Khabarovsk”, invece, nasce come un sottomarino di una classe destinata a essere prodotta in più di una un&#8217;unità – al contrario delle precedenti sin qui elencate – proprio perché <strong>assumerà un ruolo molto particolare nella deterrenza nucleare russa.</strong> Pertanto si prevede che saranno costruiti diversi battelli che entreranno in servizio nella Flotta del Nord e in quella del Pacifico, in modo da poter garantire a Mosca la <strong>possibilità di ridondanza</strong> nella capacità di rappresaglia, e quindi pareggiare l&#8217;attuale supposto squilibrio strategico dato dai sistemi antimissili balistici statunitensi già in servizio e di futura progettazione (vedere Gold Dome).</p>



<p></p>



<p><strong><em>Lo sviluppo di tecnologie militari&nbsp;d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti&nbsp;è parte del nostro sforzo quotidiano.&nbsp;Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro,&nbsp;</em><a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati oggi!</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/russia-perche-e-importante-il-varo-del-sottomarino-khabarovsk.html">Russia, perché è importante il varo del sottomarino &#8220;Khabarovsk&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Dietro front di Trump: via libera ai sottomarini nucleari all&#8217;Australia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/dietro-front-di-trump-via-libera-ai-sottomarini-nucleari-allaustralia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 23:38:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
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		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino classe Virginia (Wikipedia)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-768x464.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Trump ci ripensa, e dopo un incontro col primo ministro australiano afferma che gli USA cederanno gli SSN alla Royal Australian Navy</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/dietro-front-di-trump-via-libera-ai-sottomarini-nucleari-allaustralia.html">Dietro front di Trump: via libera ai sottomarini nucleari all&#8217;Australia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p><br><br><br>Lunedì 20 ottobre, il presidente degli Stati Uniti <strong>Donald Trump</strong> ha espresso il suo sostegno a uno dei tre pilastri fondamentali del patto <strong>AUKUS</strong>, che prevede la vendita di sottomarini da attacco a propulsione nucleare (<strong>SSN</strong>) classe Virginia all&#8217;Australia, dopo un incontro al vertice col premier australiano <strong>Anthony Albanese</strong>.</p>



<p>Il segretario della marina statunitense, <strong>John Phelan</strong>, ha affermato che “quello che stiamo realmente cercando di fare è prendere il quadro AUKUS originale e migliorarlo per tutte e tre le parti, rendendolo più efficace e chiarendo alcune delle ambiguità presenti nell&#8217;accordo precedente”, riporta <em><a href="https://news.usni.org/2025/10/20/trump-backs-selling-submarines-to-australia-under-aukus-agreement">USNI News</a></em>. Phelan ha aggiunto che <strong>“dovrebbe essere una vittoria per tutti”</strong> pur non fornendo ulteriori dettagli su come l&#8217;amministrazione Trump abbia modificato l&#8217;accordo originale, se pur il presidente USA abbia detto che si tratti di “dettagli minori”. Trump ha rivelato che gli Stati Uniti stanno procedendo <strong>a pieno ritmo</strong> con la costruzione dei sottomarini, mentre Phelan ha riferito che, da questo punto di vista, la capacità cantieristica statunitense sta “migliorando”.</p>



<p>A giugno, il Pentagono aveva avviato una <a href="https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-rivede-laccordo-sui-sottomarini-dellaukus.html">revisione dell’AUKUS</a>, il trattato di sicurezza e partenariato stipulato dagli Stati Uniti con Regno Unito e Australia, mettendo in dubbio la possibilità di cessione, da parte USA, degli SSN classe Virginia alla Royal Australian Navy come tappabuchi <strong>in attesa che vengano costruiti i sottomarini australiani a propulsione nucleare</strong>, come da accordo trinazionale. Il Pentagono era preoccupato che la cessione di tre primi SSN nel prossimo decennio (di un totale di cinque) potesse minare seriamente la sicurezza del Paese, poiché la U.S. Navy sta faticando a produrre più sottomarini per le <a href="https://it.insideover.com/economia/250-navi-in-10-anni-gli-usa-lanciano-una-nuova-politica-per-la-cantieristica-navale.html">note difficoltà</a> della cantieristica statunitense, che non riesce a sostenere i ritmi di produzione necessari per contenere la crescente minaccia della marina della Repubblica Popolare Cinese (PLAN – People’s Liberation Army Navy). </p>



<p>Oltretutto, alcuni ritenevano che il patto di condivisione della tecnologia nucleare aiutasse l’Australia a ottenere i sottomarini senza un impegno esplicito a utilizzarli in un’eventuale guerra contro la Repubblica Popolare. Il timore era, data la penuria di sottomarini, che gli SSN ex U.S. Navy potessero non essere “nel posto giusto nel momento giusto” in quanto persiste <strong>“una minaccia molto reale di un conflitto nei prossimi anni”</strong>, in particolare lungo la cosiddetta Prima Catena di Isole, ovvero quell’arco insulare che va dal Giappone alle Filippine e Borneo passando per Taiwan. Pertanto tutti gli SSN statunitensi erano “assolutamente essenziali per la difesa di Taiwan” e non c&#8217;era spazio per cessioni.</p>



<p>Secondo gli attuali parametri dell&#8217;accordo, l&#8217;Australia sta acquistando dagli Stati Uniti un nuovo battello classe <strong>Virgina Block VII</strong> e due <strong>Block IV</strong>, già in servizio presso la marina statunitense, in attesa di altri due battelli di nuova costruzione. </p>



<p>I funzionari della U.S, Navy hanno ripetutamente affermato che la cantieristica statunitense <strong>deve costruire 2,33 SSN all&#8217;anno</strong> oltre a un sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare (SSBN) classe Columbia, per vendere i sottomarini classe Virginia agli australiani senza perdere il vantaggio tattico, ma attualmente costruisce circa 1,3 battelli d&#8217;attacco all&#8217;anno. <strong>L&#8217;obiettivo produttivo è ancora quindi molto distante</strong> nonostante quel “stiamo migliorando” del segretario Phelan. L&#8217;orizzonte temporale degli SSN per l&#8217;Australia è comunque ancora abbastanza lontano: l&#8217;accordo prevede per il prossimo decennio l’arrivo di tre primi battelli classe Virginia, mentre nel frattempo Regno Unito e Stati Uniti, a partire dal 2027, cominceranno a effettuare la rotazione di SSN in Australia per accelerare la familiarizzazione su questo tipo di battelli di forza lavoro, equipaggi e base industriale. Infine, entro la fine del 2030, il Regno Unito inizierà la produzione di sottomarini di classe SSN-AUKUS, mentre <strong>il primo esemplare costruito in Australia sarà pronto nei primi anni Quaranta</strong>.</p>



<p>Canberra in questo momento <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html">sta sviluppando le infrastrutture</a></strong> e la forza lavoro nazionali necessarie per costruire e mantenere la propria capacità interna di SSN (un piano che vale 30 miliardi di dollari) e nel frattempo ha versato 500 milioni di dollari statunitensi (790 milioni di dollari australiani) agli USA come prima rata di un totale di <strong>3 miliardi di dollari promessi per sostenere l’industria cantieristica americana</strong> come parte dell’accordo. Il mese scorso il governo australiano ha annunciato un <strong>investimento di 8 miliardi di dollari</strong> in un impianto di costruzioni navali nell&#8217;Australia Occidentale che potrebbe supportare i sottomarini a rotazione statunitensi e britannici.</p>



<p>Non sappiamo la reale motivazione di questo dietro front dell&#8217;amministrazione Trump, stante la persistenza della problematica sui sottomarini e la cantieristica USA, ma probabilmente c&#8217;entrano i fondi recentemente allocati da Canberra per la forza sottomarina a rotazione e soprattutto il raggiungimento di un <strong>accordo fondamentale sull&#8217;estrazione di minerali e Terre Rare</strong>, in base al quale Stati Uniti e Australia stanzieranno 3 miliardi di dollari per l&#8217;iniziativa nei prossimi sei mesi. </p>



<p>La via di Washington è quella del disaccoppiamento da Pechino per quanto riguarda risorse minerarie pregiate come le Terre Rare, ma la Repubblica Popolare detiene ancora il 90% della capacità di raffinazione globale di questi elementi fondamentali dell&#8217;industria ad alta e altissima tecnologia. Restando in quel di Pechino, se a giugno aveva espresso una malcelata soddisfazione per il ripensamento statunitense, crediamo che oggi al Politburo non avranno molto di cui stare allegri.</p>
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		<title>Il Pentagono rivede l&#8217;accordo sui sottomarini dell&#8217;AUKUS</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/il-pentagono-rivede-laccordo-sui-sottomarini-dellaukus.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 04:54:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino classe Virginia (Wikipedia)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-768x464.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il Pentagono avvia la revisione del trattato AUKUS: a rischio i sottomarini a propulsione nucleare da attacco per l'Australia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino classe Virginia (Wikipedia)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-768x464.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il <strong>Pentagono</strong> ha avviato una revisione dell&#8217;accordo del 2021 sui sottomarini nucleari facente parte dell&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/cose-aukus.html">AUKUS</a></strong>, il trattato di sicurezza e partenariato stipulato dagli <strong>Stati Uniti</strong> con <strong>Regno Unito</strong> e <strong>Australia</strong>, mettendo in dubbio uno dei pilastri fondamentali del patto. La revisione, volta a determinare se gli Stati Uniti debbano abbandonare il progetto, è guidata da <strong>Elbridge Colby</strong>, un alto funzionario del Dipartimento della Difesa che in precedenza aveva espresso scetticismo riguardo all&#8217;AUKUS, come riporta il <em><a href="https://www.ft.com/content/4a9355d9-4aff-49ec-bf7e-ea21de97917b">Financial Times</a></em>.</p>



<p>Il primo indizio di questa possibilità infausta per l&#8217;Australia, <a href="https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-ripensano-anche-allaukus-australia-in-allarme-sottomarini-a-rischio.html">si era avuto a marzo</a>, quando proprio Colby, che allora era il vicesegretario alla Difesa nominato, aveva espresso il suo scetticismo dicendosi <strong>preoccupato che la vendita di sottomarini nucleari da attacco (SSN) all’Australia potesse rendere i marinai statunitensi “vulnerabili”</strong> perché i battelli non sarebbero “nel posto giusto al momento giusto”. In una testimonianza al Senato, Colby aveva affermato che l’Australia è stata un “alleato fondamentale” degli Stati Uniti, “dalla nostra parte anche nelle nostre guerre meno consigliabili”, e che sostiene “l’idea di dare forza ai nostri alleati australiani”. In particolare per Colby sarebbe una “grande idea che abbiano sottomarini d’attacco”, ma persiste “una minaccia molto reale di un conflitto nei prossimi anni”, in particolare lungo la cosiddetta Prima Catena di Isole, ovvero quell’arco insulare che va dal Giappone alle Filippine e Borneo passando per Taiwan. Pertanto Colby aveva sostenuto che gli SSN statunitensi “sono assolutamente essenziali per la difesa di Taiwan”.</p>



<p>L&#8217;accordo trinazionale prevede infatti che l&#8217;Australia riceva dei sottomarini a propulsione nucleare da attacco di fabbricazione statunitense in attesa che venga costruita una nuova classe di battelli con l&#8217;aiuto tecnologico di USA e Regno Unito. Ora però, il Pentagono è preoccupato che la cessione di tre primi <strong>SSN classe Virginia</strong> nel prossimo decennio (di un totale di cinque) possa minare seriamente la sicurezza del Paese, poiché la <strong>U.S. Navy sta faticando a produrre più sottomarini</strong> per le note <a href="https://it.insideover.com/economia/250-navi-in-10-anni-gli-usa-lanciano-una-nuova-politica-per-la-cantieristica-navale.html">difficoltà della cantieristica statunitense</a>, che non riesce a sostenere i ritmi di produzione necessari per contenere la crescente minaccia della marina della Repubblica Popolare Cinese (PLAN – People&#8217;s Liberation Army Navy).</p>



<p>Oltretutto, gli scettici come Colby ritengono che il patto di condivisione della tecnologia nucleare aiuti l&#8217;Australia a ottenere i sottomarini <strong>senza un impegno esplicito a utilizzarli in un&#8217;eventuale guerra contro la Repubblica Popolare</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"></h2>



<p>Kurt Campbell, vicesegretario di Stato dell&#8217;amministrazione Biden e ideatore statunitense dell&#8217;AUKUS, lo scorso anno ha sottolineato l&#8217;importanza che l&#8217;Australia disponga di SSN in grado di collaborare strettamente con gli Stati Uniti in caso di guerra per Taiwan. Canberra, tuttavia, non ha mai pubblicamente collegato la necessità di ottenere i battelli a un conflitto per Taiwan. </p>



<p>La revisione giunge in un momento di crescente preoccupazione tra gli alleati degli Stati Uniti riguardo ad alcune posizioni dell&#8217;amministrazione Trump: Colby ha chiesto al Regno Unito e ad altri alleati europei di <strong>concentrarsi sulla regione euro-atlantica e di ridurre le loro attività nella regione indo-pacifica.</strong> Bisogna però ricordare che nella vasta regione indo-pacifica non ci sono solo gli interessi statunitensi, bensì anche, e molto, europei dato che il 30% del nostro traffico commerciale attraversa la regione, in particolare il Mar Cinese Meridionale, ormai teatro di crisi a causa delle proditorie rivendicazioni territoriali di Pechino.</p>



<p>Tornando ad AUKUS, fonti del <em>Financial Times</em> a conoscenza del dibattito hanno affermato che Canberra e Londra sono “incredibilmente ansiose” per la revisione del trattato: del resto <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html">l&#8217;Australia sta investendo molto</a></strong> su questo partenariato strategico per avere SSN. </p>



<p>Il Pentagono ha spinto l&#8217;Australia ad aumentare la sua spesa per la difesa: il Segretario alla Difesa statunitense <strong>Pete Hegseth</strong> questo mese ha esortato Canberra ad aumentare la spesa dal 2% del PIL al 3,5%. In risposta, il Primo Ministro australiano Anthony Albanese ha dichiarato: “Determineremo la nostra politica di difesa”.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La soddisfazione di Pechino</h2>



<p>Charles Edel, esperto australiano presso il <em>think-tank</em> CSIS di Washington, ha invece affermato che “la spesa per la difesa dell&#8217;Australia è gradualmente aumentata, ma non alla stessa velocità di altri stati democratici, né a un ritmo sufficiente a finanziare sia l&#8217;AUKUS sia la sua forza convenzionale esistente”. John Lee, esperto australiano di difesa presso l&#8217;Hudson Institute, ha affermato che la pressione su Canberra stava aumentando perché <strong>gli Stati Uniti si stanno concentrando sul dissuadere la Repubblica Popolare Cinese dall&#8217;invadere Taiwan</strong> in questo decennio, aggiungendo che la marina australiana sarebbe stata rapidamente indebolita se non avesse aumentato la spesa per la difesa al 3% del PIL. Come sempre, questo sarebbe inaccettabile per l&#8217;amministrazione Trump, che pertanto potrebbe decidere di cancellare uno dei pilastro del trattato, quello sulla cessione dei sottomarini, per mettere pressione sull&#8217;Australia, in linea con la concezione “America first” della Casa Bianca.</p>



<p><strong>Pechino, ovviamente, gongola</strong>: interrogato sulla revisione statunitense del patto, il Ministero degli Esteri di Pechino ha affermato di aver “ripetutamente” espresso la sua opposizione a “lo scontro tra blocchi, l&#8217;escalation e la diffusione dei rischi e l&#8217;intensificazione della corsa agli armamenti”. Detto da un Paese che sta aumentando vertiginosamente la propria spesa per la difesa e sfornando navi da guerra a un ritmo elevato, suona un po&#8217; ipocrita. </p>



<p>Si ritiene che la revisione statunitense dell&#8217;AUKUS dovrebbe <strong>durare 30 giorni</strong>, ma il portavoce del Pentagono ha rifiutato di commentare i tempi, affermando che “qualsiasi modifica all&#8217;approccio dell&#8217;amministrazione per AUKUS sarà comunicata attraverso i canali ufficiali, quando appropriato”. Canberra fa buon viso a cattivo gioco e attende: il portavoce del ministro della Difesa australiano Richard Marles ha dichiarato che “è naturale che l&#8217;amministrazione [Trump] voglia esaminare questa importante impresa, compresi i progressi e i risultati, proprio come il governo britannico ha recentemente concluso una revisione di AUKUS e ha ribadito il suo sostegno”.</p>
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		<title>Quando l&#8217;Italia voleva i sottomarini nucleari</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/quando-litalia-voleva-i-sottomarini-nucleari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Mar 2025 04:37:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Marina Militare Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="511" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/its-marconi-image2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/its-marconi-image2.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/its-marconi-image2-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/its-marconi-image2-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/its-marconi-image2-768x491.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L'Italia oggi potrebbe avere sottomarini a propulsione nucleare, ma già molti anni fa è stata molto vicina ad averli</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="511" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/its-marconi-image2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/its-marconi-image2.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/its-marconi-image2-600x383.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/its-marconi-image2-300x192.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/03/its-marconi-image2-768x491.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, ammiraglio <strong>Enrico Credendino</strong>, in una recente intervista a <em><a href="https://www.repubblica.it/esteri/2025/03/06/news/intervista_enrico_credendino_capo_stato_maggiore_marina_italiana-424044792/">Repubblica </a></em>sulla situazione della MM ha affermato che “stiamo già lavorando ai progetti della generazione successiva: potrebbe essere dotata di propulsori nucleari, grazie alla tecnologia dei nuovi reattori, sia per i caccia che per i sottomarini”. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Nucleare per la MM</h2>



<p>La tecnologia di nuovi reattori a cui si riferisce il CSM Marina è quella del “<strong>Programma Minerva</strong>” (Marinazzazione di Impianto Nucleare per l’Energia a boRdo di Vascelli Armati), lanciato nel 2023 da <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/fincantieri-mini-reattori-nucleari-bordo-navi-militari-ecco-cos-e-programma-minerva-AGfX26TD?refresh_ce">Fincantieri</a>, per la costruzione di un reattore nucleare di nuova generazione per la produzione e generazione elettrica in ambito navale. Il programma nasce da un bando della Direzione degli Armamenti Navali del ministero della Difesa del valore di 2,1 milioni di euro che è articolato in tre fasi: lo studio di impiego navale militare dei reattori nucleari di nuova generazione; un caso di studio con il disegno concettuale di una unità combattente a propulsione nucleare; il confronto tra una unità esistente e una con generazione nucleare. L&#8217;obiettivo della Direzione degli Armamenti Navali è quello di determinare vantaggi e svantaggi collegati all’integrazione di un reattore di nuova generazione sulle unità navali. </p>



<p>L&#8217;ammiraglio Credendino ci ha svelato che lo studio di fattibilità (perché attualmente si tratta solo di questo) riguarda i sottomarini e i cacciatorpediniere, ma non è da escludere, in un lontano futuro, che ci possa essere anche l&#8217;integrazione su portaerei. I vantaggi di avere un&#8217;unità navale a propulsione nucleare sono noti a tutti, ma è soprattutto nel campo sottomarino che tale tipo di propulsione permette di avere benefici che rappresentano una vera e propria rivoluzione per l&#8217;attività subacquea di una marina militare: la possibilità di restare in immersione a tempo indeterminato e di avere autonomia illimitata significherebbero, per la nostra Marina Militare, un salto in avanti epocale che le permetterebbe maggiori capacità nel Mediterraneo Allargato e in proiezione nell&#8217;Indo-Pacifico. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Il progetto del &#8220;Guglielmo Marconi&#8221;</h2>



<p>Quello che forse non tutti sanno è che la Marina ha già cercato, molti anni fa, di dotarsi di sottomarini d&#8217;attacco a propulsione nucleare (SSN). </p>



<p>L’idea fu presentata dall’ammiraglio Ernesto Giuriati, capo di Stato Maggiore della Marina nel 1959 e prevedeva la costruzione di due battelli (il primo denominato “<strong>Gugliemo Marconi</strong>”) dal classico scafo a goccia con falsatorre a prora dotata di piani di profondità orizzontali, con un dislocamento di circa 3400 tonnellate e una velocità massima, di 30 nodi, con timoni di direzione e di profondità a croce posizionati a poppa, subito davanti l’unica elica a 5 pale. La propulsione doveva essere affidata a un reattore nucleare ad acqua pressurizzata da 30 MW di potenza termica, derivato dal S5W della Westinghouse studiato dal <strong>CAMEN</strong>, che alimentava due turbine (alta e bassa pressione) accoppiate a un riduttore che avrebbe trasmesso 15mila cavalli di potenza sull’unico asse. </p>



<p>Il <a href="https://it.insideover.com/energia/storie-cera-una-volta-una-potenza-nucleare-chiamata-italia.html">CAMEN (Centro per le Applicazioni Militari dell’Energia Nucleare)</a> era un istituto interforze istituito ufficialmente nel 1962 dove la Marina iniziò gli studi per la propulsione nucleare e per l&#8217;impiego di vettori balistici strategici. La firma da parte dell&#8217;Italia del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (NPT Treaty) avvenuta nel 1975, portò allo spegnimento del reattore sperimentale e alla riduzione dell’attività di ricerca in campo nucleare del Centro. Nel 1985 il CAMEN diventò così CRESAM (Centro Ricerche, Esperienze e Studi per Applicazioni Militari per poi diventare CISAM (Centro Interforze Studi per le Applicazioni Militari) nel 1994. Il Centro, però, torna a essere gestito dalla Marina Militare nel 1998, ma gli studi sulla propulsione nucleare navale sono ormai cessati da almeno un ventennio.</p>



<p>Tornando al “Gugliemo Marconi”, il battello sarebbe costato <strong>30 miliardi di lire</strong> dell’epoca e avrebbe visto l&#8217;assistenza attiva degli Stati Uniti che avrebbero dovuto fornirci parte della tecnologia necessaria. A settembre del 1963, però, gli USA bloccano ogni tipo di collaborazione, formalmente per via di una legge che vieta l&#8217;esportazione di conoscenze e tecnologie nucleari per fini militari, ma molto più realisticamente perché la risoluzione della Crisi dei Missili di Cuba del 1962 prevedeva la riduzione del potenziale nucleare strategico della NATO in Europa. Inoltre, a Washington – probabilmente su pressioni francesi – si erano anche diffusi timori per via della forte presenza in Italia del Partito Comunista, vicino all’Unione Sovietica. Anche il tentativo di ottenere dalla Francia tecnologia e combustibile nucleare non andò a buon fine, e il progetto venne quindi abbandonato, nonostante il battello fosse stato già impostato il 16 giugno 1957 presso i cantieri navali di Taranto. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Missili balistici per la Marina</h2>



<p>Terminarono così i sogni della Marina Militare di avere un SSN, e con esso anche un possibile <strong>SSBN </strong>(<em>Ship Submersible Ballistic Nuclear</em>). Al museo storico navale di Venezia, infatti, è presente un disegno, di un sottomarino lanciamissili balistici a propulsione nucleare che sembra derivato dal “Gugliemo Marconi”. Il disegno mostra che il boomer italiano avrebbe avuto sei tubi lanciasiluri a prua e 16 pozzi di lancio verticali per missili MRBM (<em>Medium Range Ballistic Missile</em>) in due file da otto posizionate a poppa della falsatorre e subito prima dell’apparato di propulsione nucleare, proprio come i battelli dello stesso tipo statunitensi e più in generale occidentali. </p>



<p>La Marina Militare andò molto più vicina a ottenere un deterrente strategico di superficie: sull&#8217;incrociatore “<strong>Giuseppe Garibaldi</strong>”, veterano della Seconda Guerra Mondiale, erano stati montati quattro tubi di lancio verticali per missili balistici a raggio medio/intermedio “<strong>Polaris</strong>” che gli Stati Uniti ci avrebbero ceduto (da utilizzare sempre col solito meccanismo della “doppia chiave”) e nel 1963 furono effettuati test di lancio di simulacri inerti, ma anche questo programma, per gli stessi motivi, venne interrotto dagli Stati Uniti. </p>



<p>Il programma per il deterrente nucleare di superficie per la Marina Militare era comunque molto concreto al punto che lo stesso incrociatore lanciamissili “<strong>Vittorio Veneto</strong>” (impostato nel 1965) venne progettato con 4 pozzi di lancio per missili balistici, sebbene mai del tutto completati (non furono praticate le necessarie aperture sul ponte di coperta.</p>
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		<title>Gli USA ripensano anche all&#8217;AUKUS: Australia in allarme, sottomarini a rischio</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/gli-usa-ripensano-anche-allaukus-australia-in-allarme-sottomarini-a-rischio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Mar 2025 06:41:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino classe Virginia (Wikipedia)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-768x464.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>La possibilità che SSN statunitensi siano venduti all'Australia secondo il trattato AUKUS sta sfumando per i timori di Washington.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="800" height="483" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Sottomarino classe Virginia (Wikipedia)" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia.jpg 800w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-300x181.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/Sottomarino-classe-Virginia-768x464.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>L&#8217;<strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/cose-aukus.html">AUKUS</a></strong> è un patto strategico trinazionale che coinvolge Australia, Regno Unito e Stati Uniti stipulato durante la prima amministrazione Trump, che prevede di “approfondire la cooperazione diplomatica, di sicurezza e di difesa nella regione indo-pacifica”. Questo approfondimento prevede, oltre alla maggiore condivisione di informazioni e tecnologie, la costruzione di <strong>sottomarini da attacco a propulsione nucleare</strong> (SSN) per l&#8217;Australia secondo un piano predeterminato che prevede per il prossimo decennio l’arrivo di tre primi battelli classe Virginia (made in US) per la Royal Australian Navy, mentre nel frattempo Regno Unito e Stati Uniti (a partire dal 2027) cominceranno a effettuare la rotazione di SSN in Australia per accelerare la familiarizzazione su questo tipo di battelli di forza lavoro, equipaggi e base industriale. Infine, entro la fine del 2030, il Regno Unito inizierà la produzione di sottomarini di classe SSN-AUKUS, mentre il primo esemplare costruito in Australia sarà pronto nei primi anni Quaranta. </p>



<p>Ora la parte dell&#8217;accordo che prevede la vendita di SSN statunitensi all&#8217;Australia sembra essere a rischio. <strong>Elbridge Colby</strong>, nominato dal presidente Trump per il ruolo di sottosegretario alla Difesa per la politica, ha ammesso di essere “scettico” e questa settimana ha detto di essere preoccupato che la vendita di sottomarini all&#8217;Australia possa rendere i marinai statunitensi “vulnerabili” perché i battelli non saranno “nel posto giusto al momento giusto”. </p>



<p>In una testimonianza al Senato, Colby ha affermato che l&#8217;Australia è stato un “alleato fondamentale” degli Stati Uniti, “dalla nostra parte anche nelle nostre guerre meno consigliabili”, e che sostiene “l&#8217;idea di dare forza ai nostri alleati australiani”. In particolare per Colby sarebbe una “grande idea che abbiano sottomarini d&#8217;attacco”, ma persiste “una minaccia molto reale di un conflitto nei prossimi anni”, in particolare lungo la cosiddetta Prima Catena di Isole, ovvero quell&#8217;arco insulare che va dal Giappone alle Filippine e Borneo passando per Taiwan. Pertanto Colby sostiene che gli SSN statunitensi “<strong>sono assolutamente essenziali per la difesa di Taiwan</strong>”.</p>



<p>Sostanzialmente, il nominato sottosegretario vede più vicina la possibilità di un conflitto aperto con la <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>, a causa delle maggiori azioni aggressive messe in atto da Pechino negli ultimi anni (e <a href="https://www.ilgiornale.it/news/guerra/cina-questanno-ha-aumentato-sue-incursioni-verso-taiwan-2446699.html">soprattutto negli ultimi mesi</a>), pertanto non vorrebbe privare la U.S. Navy di tre (o cinque) SSN.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Australia, un partner strategico</h2>



<p>“Se possiamo produrre i sottomarini d&#8217;attacco in numero sufficiente e a velocità sufficiente, allora benissimo. Ma se non ci riusciamo, <strong>rifornire l&#8217;Australia diventa un problema molto difficile</strong> perché non vogliamo che i nostri militari siano in una posizione più debole e più vulnerabili e, Dio non voglia, peggio perché non sono nel posto giusto al momento giusto”, ha detto chiaramente Colby. L&#8217;AUKUS prevede che prima che un qualsiasi battello statunitense possa essere venduto all&#8217;Australia, il comandante in capo degli Stati Uniti, ovvero il Presidente di turno, debba certificare che la rinuncia a un sottomarino non diminuisca le capacità della marina statunitense. I numeri della flotta sottomarina degli Stati Uniti risultano <strong>essere attualmente un quarto al di sotto dell&#8217;obiettivo prefissato</strong> e la cantieristica USA sta producendo battelli alla metà del ritmo di cui avrebbe bisogno per soddisfare le proprie esigenze: mancano infrastrutture, manca personale specializzato e mancano i fondi necessari per ovviare a questi due problemi che si ripercuotono più in generale su tutta la produzione navale militare. Attualmente la possibilità che tale situazione possa cambiare è molto bassa.</p>



<p>Recentemente, per l&#8217;esattezza l&#8217;8 febbraio, l&#8217;<strong>Australia ha versato 500 milioni</strong> di dollari statunitensi (790 milioni di dollari australiani) agli USA come prima rata di un totale di 3 miliardi di dollari promessi per sostenere l&#8217;industria cantieristica americana come parte dell&#8217;accordo, e il Governo di Canberra ha individuato la propria<a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html"> strategia industriale</a> per sostenere il programma sottomarino, compreso lo smaltimento dei rifiuti radioattivi.</p>



<p>L&#8217;AUKUS è destinato a essere cestinato dalla nuova amministrazione Trump? Nonostante i proclami presidenziali poco rassicuranti sul premier australiano, difficilmente la Casa Bianca straccerà l&#8217;accordo con un partner strategico in un teatro di prima importanza come l&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>: l&#8217;Australia non è l&#8217;Europa e la Repubblica Popolare non è la Russia. Anche se gli Stati Uniti della nuova era Trump si stanno concentrando su sé stessi, dimenticandosi della periferia (atlantica) ma solo perché pretendono che siano gli europei a pensare alla loro difesa, <strong>la posta in gioco nel Pacifico Occidentale è molto diversa</strong> e la nuova amministrazione sta dimostrando di essere meno accondiscendente con Pechino. Anche quando lo stesso Colby afferma che Taiwan dovrebbe spendere di più per la propria difesa, arrivando sino al 10% del Pil, non è in contraddizione con una politica statunitense più assertiva nell&#8217;Indo-Pacifico: la Casa Bianca sta solo dicendo che gli alleati devono pensare più alla loro difesa <strong>ma gli obiettivi strategici restano gli stessi</strong>, anzi, se possibile, l&#8217;obiettivo statunitense in quel lontano teatro appare molto più chiaro ora che mai.</p>



<p>Quanto sta accadendo però potrebbe essere frainteso, soprattutto leggendolo alla luce del disimpegno dal conflitto ucraino, e a Taipei potrebbero pensare di essere in procinto di venire abbandonati dal grande alleato, ma le spedizioni di armamenti made in US a Taiwan non sono diminuite.</p>
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		<title>Aukus: l&#8217;Australia fissa le linee industriali e strategiche per i sottomarini nucleari</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 06:24:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'Australia delinea le strategie industriali per costruire i sottomarini da attacco a propulsione nucleare dell'accordo AUKUS.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/12/21053805_large-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Governo australiano ha recentemente pubblicato un documento che fissa le linee industriali e strategiche per i <strong>sottomarini </strong>da attacco a propulsione nucleare (SSN) che dovranno essere acquisiti secondo i dettami dell&#8217;accordo di partenariato strategico <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/cose-aukus.html">AUKUS </a></strong>(Australia – Regno Unito – Stati Uniti). Si afferma nell&#8217;<em>incipit</em> che l&#8217;Australia sta affrontando il suo <strong>ambiente strategico più impegnativo</strong> dalla Seconda Guerra Mondiale. La futura sicurezza australiana richiede che l&#8217;<em>Australian Defence Force</em> sia più integrata e focalizzata, in grado di produrre effetti che realizzino una strategia di <em>denial</em> (negazione della possibilità di azione). L&#8217;acquisizione di sottomarini con armi convenzionali e propulsione nucleare è un elemento fondamentale di questo approccio. </p>



<p>I partner di AUKUS hanno identificato il <strong>percorso </strong>per fornire questa capacità all&#8217;Australia, che però richiede un rapido potenziamento della capacità industriale sottomarina entro il prossimo decennio, aggiornando e sostenendo nel contempo anche la flotta di battelli della classe <strong>Collins </strong>attualmente in servizio nella Royal Australian Navy. </p>



<p>L&#8217;acquisizione di una nuova piattaforma sottomarina a propulsione nucleare sarà <strong>una delle trasformazioni industriali più complesse e rivoluzionarie nella storia australiana</strong>. Proprio per questo si è sentita la necessità di stabilire delle linee guida per la cantieristica nazionale e ci sarà bisogno di determinare una strategia di impiego dei nuovi sottomarini, che imporranno un radicale cambiamento della dottrina navale australiana. I sottomarini a propulsione nucleare sono infatti più difficili da rilevare rispetto ai sottomarini a propulsione convenzionale, hanno una maggiore autonomia e forniscono una piattaforma più versatile per sistemi d&#8217;arma e sensori. <strong>Questi sottomarini complicano i piani dei potenziali avversari</strong>, consentendo all&#8217;Australia di tenere alla massima distanza possibile dalle coste le minacce, assicurandole nel contempo di rimanere un partner di sicurezza altamente capace nella regione.</p>



<p>Sappiamo che il <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-trovato-laccordo-per-i-sottomarini-nucleari-australiani.html">piano di acquisizione</a></strong> stabilito dall&#8217;AUKUS è di ottenere questa capacità iniziale nei primi anni del prossimo decennio con l&#8217;arrivo dei primi tre battelli classe Virginia (made in US), mentre nel frattempo Regno Unito e Stati Uniti (a partire dal 2027) cominceranno a effettuare la rotazione di SSN in Australia per accelerare la familiarizzazione su questo tipo di battelli di forza lavoro, equipaggi e base industriale. Entro la fine del 2030, il Regno Unito inizierà la produzione di sottomarini di classe SSN-AUKUS, <strong>mentre il primo esemplare costruito in Australia sarà pronto nei primi anni Quaranta</strong>. Secondo il documento, il programma creerà circa 20mila posti di lavoro nei prossimi 30 anni e comporterà la partecipazione delle imprese australiane alle catene di approvvigionamento di Regno Unito e USA.</p>



<p>L&#8217;Australia destinerà oltre <strong>30 miliardi di dollari</strong> australiani all’industria per infrastrutture, manodopera e tecnologie in particolare per il potenziamento della forza lavoro con programmi educativi e di formazione per ingegneri, tecnici e operai specializzati e per la collaborazione con università e centri di ricerca per l&#8217;innovazione tecnologica. La <strong>sinergia </strong>tra accademia, industria e difesa sarà infatti molto spinta. </p>



<p>Per raggiungere questi obiettivi, la base industriale sottomarina australiana deve <strong>migliorare in tre aspetti</strong> fondamentali: le sue capacità generali con l&#8217;ampliamento delle competenze industriali nel ciclo di vita di un sottomarino, garantendo nel contempo il mantenimento in servizio dei sottomarini tipo SSK classe Collins; aumentare la sua capacità produttiva per soddisfare la nuova domanda di materiali (anche hi tech) e implementare la sua resilienza riducendo le vulnerabilità nella catena di approvvigionamento. </p>



<p>L’Australia seguirà quindi un quadro di <strong>prioritizzazione </strong>per determinare le aree industriali critiche da sviluppare, che valuterà l&#8217;impatto della possibile mancanza di una fornitura interna, la vulnerabilità della fornitura esterna e l&#8217;interdipendenza con altre priorità della difesa. Pertanto il governo stabilirà un “<em><strong>target state</strong></em>” per ogni categoria di prodotti industriali, definendo il livello di capacità industriale richiesto (progettazione, produzione, manutenzione), il livello di capacità produttiva nazionale necessario (percentuale della domanda interna coperta dall’industria australiana) e il livello desiderato di resilienza della catena di approvvigionamento (fornitori diversificati, sicurezza finanziaria, protezione informatica). </p>



<p>Chiaramente l&#8217;Australia avrà un <strong>importante ritorno</strong> dal programma, che prevede, ad esempio la partecipazione alle catene di approvvigionamento di Regno Unito e Stati Uniti, avendo così l&#8217;opportunità di accedere a tecnologie innovative e relativo trasferimento in patria. La fase transitoria permetterà di dare supporto alla Rotational Force-West (SRF-West), con manutenzione e supporto tecnico ai sottomarini ospiti effettuate presso la base navale di Stirling. Allo stesso modo il personale tecnico australiano fornirà supporto ai sottomarini classe Virginia acquistati dagli USA creando così opportunità per l’industria locale di contribuire alla loro manutenzione. Come detto il primo sottomarino classe SSN-AUKUS sarà impostato nei primi anni Quaranta in Australia e le <strong>aziende locali</strong> potranno, secondo i piani governativi espressi nel documento, contribuire alla produzione di sistemi elettronici, componenti di propulsione, strumentazione e sicurezza. Anche i sistemi di combattimento e i sensori potranno essere sviluppati dalle aziende australiane e parallelamente ci sarà l&#8217;ampliamento delle infrastrutture navali e di supporto logistico (a Osborne e Henderson) per il supporto della flotta dei nuovi battelli.</p>



<p>Il Governo australiano ribadisce ancora una volta, nel documento, che Canberra resta aderente ai rigorosi standard di sicurezza nucleare e non proliferazione, affermando che i reattori saranno prodotti nel Regno Unito, e assumendosi nel contempo gli oneri dello smaltimento delle scorie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/aukus-laustralia-fissa-le-linee-industriali-e-strategiche-per-i-sottomarini-nucleari.html">Aukus: l&#8217;Australia fissa le linee industriali e strategiche per i sottomarini nucleari</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Svolte decisive e armi nucleari: si scalda la corsa agli armamenti in Asia</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/svolte-decisive-e-armi-nucleari-si-scalda-la-corsa-agli-armamenti-in-asia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 16:00:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[corsa agli armamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1262" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-scaled-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-1024x673.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-1536x1009.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-2048x1346.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La corsa agli armamenti è sul punto di incendiare l'Asia. Sono numerosi i fronti da monitorare con attenzione, a partire dallo sviluppo di nuovi sottomarini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/svolte-decisive-e-armi-nucleari-si-scalda-la-corsa-agli-armamenti-in-asia.html">Svolte decisive e armi nucleari: si scalda la corsa agli armamenti in Asia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1262" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-scaled-600x394.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-300x197.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-1024x673.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-768x505.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-1536x1009.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/04/Agenzia_Fotogramma_IPA32649238-2048x1346.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La <strong>corsa agli armamenti</strong> è sul punto di incendiare l&#8217;<strong>Asia</strong>. Sono numerosi i fronti da monitorare con attenzione, a partire dallo sviluppo di nuovi <strong>sottomarini</strong>. La <strong>Cina</strong>, ad esempio, si avvia alla produzione di una generazione di mezzi dotati di armi nucleari e che, per la prima volta e in maniera consistente, sfideranno le capacità degli Stati Uniti e dei loro partner di rintracciare le minacce. </p>



<p>Per quanto riguarda Pechino, c&#8217;è attesa di capire quando sarà operativo il sottomarino con missili balistici <strong>Type 096</strong>, fautore della massima silenziosità acquisita dal Dragone grazie alla tecnologia russa. Il momento della verità dovrebbe concretizzarsi entro la fine del decennio, quando i jolly cinesi dovrebbero diventare gli incubi di Washington data la difficoltà estrema nell&#8217;individuarli. </p>



<p>Come ha sottolineato <em>Reuters</em>, lo sforzo di tracciare i sottomarini cinesi dotati di missili balistici e propulsione nucleare, noti come <strong>SSBN</strong>, è uno dei fattori principali che guida l’aumento degli schieramenti e la pianificazione di emergenza da parte della Marina statunitense e di altri eserciti nella regione dell’Indo-Pacifico. Nel frattempo, la <strong>Marina cinese</strong> sta organizzando regolari pattugliamenti di deterrenza nucleare con le imbarcazioni <strong>Type 094</strong> al largo dell&#8217;isola di Hainan, nel Mar Cinese Meridionale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La corsa agli armamenti entra nel vivo</h2>



<p>Se la Cina è vicina alla “<strong>svolta decisiva</strong>” rappresentata dal Type 096, gli Usa sono pronti a rispondere incrementando il <strong>tracciamento </strong>dei sottomarini cinesi, giocando di sponda con gli eserciti giapponese e indiano, oltre che ad affidarsi ad Australia e Gran Bretagna. </p>



<p>Le esercitazioni militari antisommergibile stanno aumentando, così come lo schieramento di aerei <strong>P-8 Poseidon </strong>per avvistare i sottomarini nel sud-est asiatico e nell’Oceano Indiano. Gli Stati Uniti, il Giappone, l&#8217;India, la Corea del Sud, l&#8217;Australia, la Gran Bretagna e la Nuova Zelanda gestiscono l&#8217;aereo avanzato, che utilizza boe sonore e tecniche quali la scansione della superficie dell&#8217;oceano per rintracciare sottomarini nemici nascosti nelle profondità marine. </p>



<p>Dal canto loro, gli Stati Uniti stanno effettuando la più grande revisione della propria <strong>rete di sorveglianza</strong> sottomarina top-secret dagli anni Cinquanta, proprio al fine di combattere la crescente presenza della Cina nella regione. Nel complesso, la <em>Cnn </em>ha ben illustrato la situazione: in Asia troviamo tre grandi potenze nucleari e una in rapido sviluppo, le tre maggiori economie del mondo e alleanze decennali tutte in competizione per un vantaggio in alcune delle aree terrestri e marittime più contese del mondo. In un angolo ci sono gli Stati Uniti e i loro alleati <strong>Giappone </strong>e <strong>Corea del </strong>Sud. Sul fronte opposto, la Cina e il suo partner, la <strong>Russia</strong>. E in un terzo, la <strong>Corea del Nord</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Circolo vizioso</h2>



<p>Ogni attore citato intende essere un passo avanti rispetto agli altri. Tutti sono dunque intrappolati in un <strong>circolo vizioso</strong> che sta andando fuori controllo. “Continueremo a vedere questa spirale di dinamiche nell’Asia orientale, dove non abbiamo misure di moderazione, non abbiamo controllo sugli armamenti”, è la previsione di Ankit Panda, esperto di politica nucleare presso il <em>Carnegie Endowment for International Peace</em>. </p>



<p>Il Pentagono ha intanto diffuso l’ultimo <em>China Military Power Report</em> nel quale ha analizzato le tendenze militari cinesi. Due sono gli aspetti bellici cinesi più preoccupanti per Washington: un aumento di 100 <strong>testate nucleari</strong> rispetto all’anno precedente, per un arsenale formato da oltre 500 ordigni, e una Marina in continua ascesa, con 370 navi e sottomarini in servizio rispetto ai 340 rilevati nell’ultima registrazione. Le ultime proiezioni del dipartimento della Difesa Usa parlano inoltre di un raddoppiamento delle testate nucleari del Dragone da qui al 2030. La corsa asiatica agli armamenti è solo all&#8217;inizio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/svolte-decisive-e-armi-nucleari-si-scalda-la-corsa-agli-armamenti-in-asia.html">Svolte decisive e armi nucleari: si scalda la corsa agli armamenti in Asia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L’attacco sottomarino della Cina: l’altro jolly di Pechino</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/lattacco-sottomarino-della-cina-laltro-jolly-di-pechino.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Federico Giuliani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Sep 2023 05:26:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Esercito cinese]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Pechino continua ad aumentare la pressione su Taiwan. Lasciando intendere di poter giocare più carte, compreso il jolly di un ipotetico attacco sottomarino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/lattacco-sottomarino-della-cina-laltro-jolly-di-pechino.html">L’attacco sottomarino della Cina: l’altro jolly di Pechino</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-scaled-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230905072602584_683377c6c698c123a8541abdd4f05681-2048x1365.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel 2019, alcuni turisti in vacanza sull&#8217;isola di <strong>Hainan</strong>, la provincia più meridionale della <strong>Cina</strong>, si lamentavano per la presenza di uno strano fenomeno notturno. Di tanto in tanto, pare che potenti riflettori venissero puntati direttamente sulle facciate degli hotel dislocati lungo la baia cristallina, rendendo impossibile la visibilità sul mare. </p>



<p>Le luci erano in parte montate a terra e in parte posizionate su motovedette navali di passaggio. L&#8217;abbaglio generato era talmente fastidioso che i clienti degli alberghi, quando si ritrovavano in condizioni del genere, non potevano far altro che entrare nelle proprie stanze e chiudere le finestre. Il mistero è presto svelato: nei pressi della città turistica di <strong>Sanya </strong>sorge <a href="https://it.insideover.com/difesa/hainan-isola-cinese-dei-segreti.html">un&#8217;importante base strategica militare</a>, attorno alla quale gravitano regolarmente <strong>sottomarini con missili balistici a propulsione nucleare</strong>. È dunque comune che navi da guerra di superficie specializzate e aerei progettati per proteggere i sottomarini si aggirino nei principali corsi d’acqua al largo della costa di Hainan, e quando succede è bene che i turisti si dedichino ad altro. </p>



<p>La base citata, tra l&#8217;altro, è dotata addirittura di un <strong>tunnel sotterraneo</strong> che collega il mare aperto ad un enclave dislocato in una caverna, in uno spazio capace di ospitare fino a 20 sottomarini, e che permette ai cinesi di scivolare in immersione sfuggendo alla ricognizione aerea nemica. Considerando che, ormai da anni, sulle varie isole (o meglio scogli) controllati dalla Cina nel caldo <strong>Mar Cinese Meridionale</strong> sono apparse svariate antenne che supportano la caccia ai sottomarini stranieri, tutto questo ci porta ad una conclusione: Pechino può contare su una forza di sottomarini missilistici in grado di lanciare <strong>attacchi nucleari</strong> dalle profondità degli abissi.</p>



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<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://it.insideover.com/storia/cina-taiwan-storia.html"><strong>Come si è arrivati alla divisione tra Pechino e Taipei</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/politica/caccia-semiconduttori-e-sfida-tra-blocchi-cosa-innesca-pelosi-a-taiwan.html"><strong>Caccia, semiconduttori e sfida tra blocchi</strong></a></li>



<li><a href="https://it.insideover.com/guerra/la-strategia-del-porcospino-cosi-taiwan-si-difende-da-pechino.html"><strong>La strategia del porcospino di Taiwan</strong></a></li>
</ul>



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<h2 class="wp-block-heading">Le armi “sottomarine” della Cina</h2>



<p>Dal 2019 ad oggi la Cina si è ulteriormente rafforzata su tutti i fronti, compreso il settore dei sottomarini, mezzi sempre più silenziosi e furtivi. Per Pechino, poter contare su jolly del genere &#8211; o meglio su una flotta di sottomarini dotati di missili nucleari, nascosta nelle distese dell&#8217;oceano &#8211; è un aspetto fondamentale che le consente di compensare, almeno in parte, le carenze militari che la separano ancora adesso dagli <strong>Stati</strong> <strong>Uniti</strong>. </p>



<p>Nello specifico, la <strong>Forza sottomarina della Marina dell&#8217;Esercito popolare di liberazione (Plansf) </strong>comprende i sottomarini operativi organizzati in tre flotte: quella del Mare del Nord, del Mare dell&#8217;Est e del Mare del Sud. Sembra che attualmente il Plansf gestisca 66 sottomarini, tra nucleari e convenzionali. Tra i sottomarini a propulsione nucleare o con missili balistici a propulsione nucleare a disposizione del Dragone, troviamo il sottomarino Type 096 <strong>classe Tang</strong>, il Type 094 <strong>classe Jin</strong>, il Type 092 <strong>classe Xia</strong>, oltre al Type 093 e 091, rispettivamente <strong>classe Shang</strong> e <strong>Han</strong>, e un Type 096 <strong>classe Sui</strong> in fase di sviluppo. Tra quelli d&#8217;attacco a propulsione convenzionale troviamo invece il Type 039A <strong>classe Yuan</strong>, il Type 039 <strong>classe Song</strong>, il <strong>classe Kilo</strong> e il Type 035 <strong>classe Ming</strong>. </p>



<p>Giusto per fare un esempio, ogni sottomarino <strong>classe Jin</strong> è armato con un massimo di 12 missili balistici che possono trasportare una testata nucleare con una portata stimata di 7.200 chilometri. </p>



<p>Altro asso nella manica di Pechino: nel 2020, i media cinesi hanno pubblicato un video di un&#8217;esercitazione di addestramento da parte della forza d&#8217;élite dei <strong>Jiaolong Commandos</strong> della Marina dell&#8217;Esercito popolare di liberazione (Epl). I cosiddetti <strong>Draghi del mare</strong> sono stati formati negli anni Cinquanta per effettuare<strong> assalti anfibi</strong>. Hanno sede proprio nella base militare di Sanya e il loro obiettivo coinciderebbe con missioni che andrebbero ben oltre le acque territoriali cinesi. Tra le loro aree di competenza spiccano l&#8217;infiltrazione costiera, il pattugliamento della giungla e l&#8217;antiterrorismo urbano.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Taiwan sullo sfondo</h2>



<p>Per Pechino, queste forze anfibie hanno il compito primario di contribuire alla crescente capacità del Pla di effettuare uno <strong>sbarco su Taiwan</strong> o di conquistare altri territori importanti o contesi nella&nbsp;regione. “Al momento stiamo vedendo solo la punta dell’iceberg”, ha dichiarato a <em>Reuters </em>Ian Easton, direttore senior del <em>Project 2049 Institute</em>, un gruppo di ricerca sulla sicurezza con sede ad Arlington, in Virginia. </p>



<p>In ogni caso, non è tutto oro quel che luccica e la Cina dovrebbe fare i conti con diversi nodi spinosi. Secondo alcune indiscrezioni non confermate, un sottomarino nucleare cinese si sarebbe schiantato nello <strong>Stretto di Taiwan</strong>, giorni dopo che Pechino ha lanciato le sue ultime esercitazioni militari intorno all&#8217;isola. Si parla di uno dei sottomarini nucleari cinesi Type 093, o classe Shang, schiantatosi in circostanze sconosciute, con l&#8217;intero equipaggio a bordo della nave rimasto ucciso nell&#8217;impatto. </p>



<p>L&#8217;argomento non è stato menzionato lo scorso martedì nella conferenza stampa del ministero della Difesa cinese, non è apparso nei rapporti di nessuna agenzia di stampa statale né è stato menzionato da Taiwan. Secondo l’Istituto Internazionale di Studi Strategici con sede a Londra, la Cina dispone di sei sottomarini d’attacco di classe Shang a propulsione nucleare, considerato il più potente della sua flotta. Intanto, tra una manovra e l&#8217;altra, Pechino continua ad aumentare la pressione su Taiwan. Lasciando intendere di poter giocare più carte, compreso il <strong>jolly </strong>di un ipotetico attacco sottomarino.&nbsp;&nbsp;</p>
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		<title>Tutti i segreti dell&#8217;Aukus: il patto (anti Cina) tra Regno Unito, Usa e Australia</title>
		<link>https://it.insideover.com/video/tutti-i-segreti-dellaukus-il-patto-anti-cina-tra-regno-unito-usa-e-australia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Allegra Filippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Aug 2023 07:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Aukus]]></category>
		<category><![CDATA[Indo-Pacifico]]></category>
		<category><![CDATA[InsideNews]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarino nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1.png 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1-600x338.png 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1-300x169.png 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1-1024x576.png 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1-768x432.png 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1-334x188.png 334w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>L'accordo Aukus si propone di incrementare una stretta collaborazione militare tra Australia, Uk e Usa, ma apre le porte a diverse problematiche </p>
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<figure class="wp-block-video"><video height="1080" style="aspect-ratio: 1920 / 1080;" width="1920" controls poster="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/08/1.png" src="https://cdn.evolutionadv.it/insideover/website/2023/08/Aukus-1.mp4"></video></figure>



<p>L’accordo tra <strong>Australia, Regno Unito e Stati Uniti</strong> – noto come <strong>Aukus</strong> dalle iniziali dei nomi dei Paesi in lingua inglese – è un episodio che appare fondamentale nelle logiche dell’Occidente e nei rapporti di forza dell’Indo-Pacifico. Il patto tripartito, che prevede la <strong>condivisone di tecnologia militare</strong>, <strong>intelligence</strong>, capacità nell’intelligence artificiale ma soprattutto la dotazione di <strong>sottomarini a propulsione nucleare</strong> all’Australia apre la strada a un&#8217;intensa collaborazione ma a screzi con l&#8217;Ue che si è sentita esclusa.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Scopri di più:</strong> <a href="https://it.insideover.com/schede/difesa/cose-aukus.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Che cos&#8217;è e cosa prevede il patto</a> </li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/video/tutti-i-segreti-dellaukus-il-patto-anti-cina-tra-regno-unito-usa-e-australia">Tutti i segreti dell&#8217;Aukus: il patto (anti Cina) tra Regno Unito, Usa e Australia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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